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G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag.

1
Universit di Roma Sapienza - Dipartimento di Fisica


PARTE IX
IL RUMORE
1


1. Introduzione al rumore
La precisione delle misure fisiche, come noto, trova il suo limite negli errori di misura:
questi sono una manifestazione del rumore (noise), al quale si devono anche gli effetti di deriva
(drift) che sono associati alle sue componenti a bassissima frequenza. E, ancora, il rumore, che
limita le prestazioni dei sistemi di comunicazione: nei sistemi telefonici e radiofonici questo
fenomeno si manifesta con un caratteristico soffio o fruscio,
2
da cui deriv appunto, allinizio del
secolo scorso, la denominazione di rumore. E fu proprio nei laboratori di ricerca della Bell
Telephone, con J.B. Johnson e H. Nyquist, che furono svolti studi essenziali sul rumore elettrico
derivante da fluttuazioni di natura fondamentale in condizioni di equilibrio termodinamico (rumore
termico).
Ricordiamo a questo proposito che la quantit dinformazione (a volte chiamata entropia) H
associata a un campione (cio il valore assunto a un dato istante) di un segnale dato dalla formula
di Hartley H = log
2
n, dove n il numero dei diversi valori che il campione pu assumere,
nellipotesi che tali valori siano equiprobabili
3
. Ne consegue che la quantit dinformazione di un
segnale diminuisce allaumentare del rumore, che riduce il numero di valori effettivamente
distinguibili: ci spiega limportanza del rumore nei problemi di comunicazione e in generale di
elaborazione dellinformazione.

Va ricordato tuttavia che lo studio delle fluttuazioni di grandezze fisiche non elettriche
basato sugli sviluppi della meccanica statistica ha preceduto lo studio del rumore elettrico. Si deve a
un fondamentale lavoro di Einstein del 1905, in particolare, la spiegazione del fenomeno del moto
browniano, che era stato osservato dal botanico Robert Brown nel 1827.

1
Una versione estesa di questo capitolo costituita dal seguente libro:
G.V. Pallottino, Il rumore elettrico dalla fisica alla progettazione, Springer, 2011

2
Nei televisori analogici il rumore si manifesta come neve, negli schermi radar come erba.

3


La generalizzazione al caso di valori non equiprobabili, dovuta a Claude E. Shannon, la seguente:
H = E
i
p
i
log
2
(1/p
i
), dove p
i
la probabilit del generico valore che pu assumere il segnale.
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Il rumore, del quale ci occupiamo per la sua importanza centrale in elettronica e in tutta la
fisica sperimentale, consiste di fluttuazioni dovute a propriet fondamentali della materia e in
quanto tali di origine interna e ineliminabili in linea di principio: fluttuazioni di natura spontanea
(rumore termico) oppure associate a flussi di oggetti quantizzati (rumore shot). Queste fluttuazioni,
che si osservano a livello macroscopico, costituiscono una finestra aperta sul mondo microscopico
in quanto derivano da fluttuazioni di grandezze microscopiche. Esse si manifestano nella forma di
segnali casuali, il cui andamento nel tempo non descrivibile analiticamente ma soltanto in termini
statistici e il cui spettro non costituito da righe ma di tipo continuo, cio si estende su una
regione di frequenze pi o meno vasta.
Le propriet precedenti distinguono il rumore propriamente detto dai disturbi, cio dai
segnali di origine esterna rispetto ai sistemi considerati (interferenze radio, rete elettrica e sue
armoniche, effetti atmosferici, rumore sismico e vibrazioni meccaniche che producono il cosiddetto
rumore microfonico, ecc.). Questi disturbi, infatti, si possono considerare, almeno in linea di
principio, eliminabili con opportune tecniche di filtraggio o di schermaggio e spesso il loro spettro
non di tipo continuo, ma costituito da righe.
Nello studio del rumore, di solito, pi che il
suo valore in termini assoluti, ha importanza la sua
entit rispetto al segnale, che rappresentata
usualmente dal rapporto segnale/rumore (signal-to-
noise ratio) SNR, definito
4
come rapporto fra il
valore quadratico medio del segnale e quello del
rumore (un concetto analogo a quello di errore
relativo nelle misure):
(1) SNR = <s
2
(t)>/<n
2
(t)>

La figura rappresenta la somma di una sinusoide e di rumore
gaussiano per tre diversi valori del rapporto segnale/rumore:
10 in alto, 1 al centro, 0.1 in basso.


4
Ingrediente essenziale di questa definizione la banda di frequenza di osservazione, dato che le distribuzioni spettrali
del segnale e del rumore sono generalmente assai diverse. Sicch, modificando la banda, il rapporto SNR pu cambiare
a sua volta. Nel caso rappresentato in figura, per esempio, il rapporto SNR aumenterebbe qualora si restringesse la
banda. E perch?
0 20 40 60 80 100
2
0
2
s t ( )
t
0 20 40 60 80 100
5
0
5
s t ( )
t
0 20 40 60 80 100
0 s t ( )
t
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Nella maggior parte dei casi di interesse pratico il rumore si combina linearmente con il
segnale (rumore additivo), cio vale il principio di sovrapposizione degli effetti. Non mancano per
casi in cui il rumore interviene attraverso fluttuazioni dei parametri del sistema considerato, che
introducono quindi effetti di modulazione del segnale e si parla allora di rumore moltiplicativo.
Questo si verifica, ad esempio, a proposito dellevanescenza (fading) nella ricezione di segnali
radio, che dovuta a fluttuazioni della costante di propagazione.
Notiamo per concludere che sebbene il rumore costituisca generalmente, per quanto detto
sopra, un fattore indesiderato, non mancano esempi di sue applicazioni utili
5
. Citiamo fra queste,
perch di particolare rilievo in fisica, la misura di talune costanti fondamentali (fra cui la costante di
Boltzmann e la carica dellelettrone) e di determinate grandezze fisiche (fra cui la temperatura).
Prospettive interessanti, sia in termini applicativi che a livello interpretativo, offre poi il rumore nel
quadro del fenomeno della risonanza stocastica
6
. Menzioniamo anche limpiego del rumore come
segnale a larga banda nella misura della caratteristica di risposta di circuiti e sistemi (eccitandone
lingresso con rumore a larga banda, dallo spettro duscita se ne ricava la funzione di trasferimento)
e i molteplici impieghi di rumore artificiale nelle telecomunicazioni (sistemi a spettro disperso o
spread spectrum e tecniche di codificazione).

2. Aspetti matematici del rumore
Dal punto di vista matematico il rumore viene rappresentato e caratterizzato dalle sue propriet
statistiche, utilizzando la teoria dei processi stocastici
7
(per processo stocastico sintende una
famiglia di funzioni del tempo, dette realizzazioni del processo, alle quali sono associate delle
distribuzioni di probabilit). In particolare si assume di solito che il rumore sia rappresentato
mediante un processo stazionario, cio con propriet statistiche invarianti rispetto a traslazione
temporale, ed ergodico, cio tale che tutte le propriet del processo (propriet dinsieme) siano
estraibili dallosservazione di una singola realizzazione.
La caratterizzazione completa di un processo stocastico, in generale, richiede di conoscere
un insieme infinito di funzioni di distribuzione o di densit di probabilit. Se tuttavia, come spesso

5
M.S. Gupta Applications of Electrical Noise Proc. IEEE, vol. 63, pp. 996-1010, luglio 1975
S. Engelberg, Y. Bendelac Measurement of physical constants using noise IEEE Instrumentation & Measurement
Magazine, vol. 6, dic. 2003, pp. 49-52


6
L. Gammaitoni, P. Hnggi, P. Jung, F. Marchesoni Stochastic resonance Review of Modern Physics, vol. 70, pp.
223287, 1998 http://www.physik.uni-augsburg.de/theo1/hanggi/Papers/195.pdf.

7
A. Papoulis Probability, Random Variables, and Stochastic Processes McGraw-Hill, 3
a
Edizione, 1991
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avviene, il rumore gaussiano, il processo stocastico x(t) che lo rappresenta completamente
caratterizzato qualora se ne conosca una funzione statistica del primo ordine
8
, per esempio la
funzione densit di probabilit f
x
(x), che nel caso stazionario non dipende dal tempo:
(2) ( )
( )
2
2
1
exp
2
2
x
x
f x
q
o
to
| |

| =
|
\ .

dove q rappresenta il valor medio e o la deviazione standard (entrambi costanti nel tempo se il
processo stazionario), e una funzione statistica del secondo ordine, per esempio la funzione di
autocorrelazione, che cos definita:
(3) R
xx
(t) = E[x(t+t) x(t)]
dove E[] loperatore di aspettazione (media d'insieme) e t una variabile indipendente. Nel caso
dei processi stazionari ergodici la precedente media dinsieme pu essere sostituita con una media
temporale su una qualsiasi realizzazione e allora lautocorrelazione assume la forma seguente:
(4) ( ) ( ) ( )
lim
1
2
T
xx
T
T
R x t x t dt
T
t t


= +
}

La funzione di autocorrelazione rappresenta la dipendenza statistica, cio il grado di
correlazione, fra due generici campioni del processo a distanza t. Questa correlazione
9

evidentemente massima per ritardo zero (t = 0), per cui la funzione di autocorrelazione rappresenta
il valore quadratico medio
10
del processo: R
xx
(0) = E{x
2
(t)} = q
2
+ o
2
. Per ritardi diversi da zero, si
pu interpretare lautocorrelazione di un processo stocastico come il grado di prevedibilit di una
realizzazione al tempo t+t (oppure t-t) quando se ne conosca il valore assunto al tempo t. La
prevedibilit totale, naturalmente, si ha quando lautocorrelazione una costante, indipendente da t:
in tal caso anche il processo presenta valore costante nel tempo. La massima imprevedibilit si ha
invece quando lautocorrelazione rappresentata da una delta di Dirac nellorigine (o(t)); in tal
caso la conoscenza del valore del processo a un certo istante non consente alcuna previsione sui
valori assunti agli altri istanti perch lautocorrelazione nulla per qualsiasi t = 0.

8
Per ordine di una funzione statistica sintende il numero di diversi istanti di tempo ai quali necessario considerare il
processo per poterla calcolare.

9
La correlazione normalizzata nellintervallo 1,1 si ottiene dividendo lautocorrelazione per il suo valore a ritardo
zero:
xx
(t) = R
xx
(t)/R
xx
(0).

10
Il valore quadratico medio si riduce alla varianza o
2
quando il processo ha valor medio nullo, come avviene
usualmente nel caso del rumore.
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La distribuzione dellenergia di un processo stocastico sullasse delle frequenze
rappresentata dal suo spettro di potenza o densit spettrale (power spectrum, power spectral
density). Si pu immaginare di ottenere questa funzione applicando il processo allingresso di un
filtro passabanda ideale con banda passante unitaria e frequenza centrale variabile e misurando la
varianza alluscita del filtro in funzione della frequenza (e questo ci che fanno gli analizzatori di
spettro, operando peraltro contemporaneamente a una molteplicit di frequenze). Nei calcoli
analitici si utilizzano le relazioni di Wiener-Kintchin per cui lo spettro di potenza di un processo
x(t) dato dalla trasformata di Fourier dellautocorrelazione:
(5) S
xx
B
(e) = F[R
xx
(t)] ; R
xx
(t) = F
-1
[S
xx
B
(e)]
Dato che l'autocorrelazione una funzione pari del suo argomento t, lo spettro di potenza
reale e a sua volta pari nel suo argomento e: esso ha dunque lo stesso valore a e e a -e, per
qualsiasi e. Si noti che nella
definizione precedente lintegrale di
Fourier si estende da - a + e
pertanto lo spettro, che nelle formule
precedenti abbiamo indicato con
S
B
(e) definito per frequenze sia
positive sia negative, cio uno
spettro bilatero (two-sided spectrum).
Figura Autocorrelazione e spettro di potenza
bilatero di alcuni processi stocastici. Gli
spettri unilateri usati correntemente sono nulli
per frequenze negative e hanno ampiezza
doppia per frequenze positive.

Ma nel seguito, come si fa usualmente, considereremo spettri unilateri (one-sided spectra), cio
definiti soltanto per frequenze non negative, per cui le relazioni di Wiener-Kintchin assumono la
forma seguente:
(6) ( ) ( ) ( ) ( ) 2 exp
xx xx
S R j d u e t et t e

=
}
; ( ) ( ) ( )
0
1
exp
2
xx xx
R S j d t e et e
t

=
}

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Lunit di misura dello spettro di potenza di una grandezza fisica quella della grandezza
elevata al quadrato e divisa per hertz; perci lo spettro di potenza di una tensione si misura in
V
2
/Hz, quello di una corrente in A
2
/Hz. E quello di una frequenza?
Assai spesso, nella pratica, sono usati gli spettri di ampiezza dei segnali casuali. Lo spettro
di ampiezza di un dato segnale definito come la radice quadrata dello spettro di potenza unilatero
del segnale. Ne consegue che lo spettro di ampiezza di una tensione, che indichiamo con V
n
(e) =
\S
vv
(e), si misura in V/\Hz; quello di una corrente in A/\Hz. Per calcolare il valore efficace in una
banda Af utilizzando gli spettri di ampiezza (supposti costanti nella banda) si deve moltiplicare lo
spettro per la radice quadrata della banda:
(7) V
neff
= V
n
(f) \Af
dove V
neff
misurato in volt, V
n
(f) in V/\Hz e Af in hertz.
Lo spettro costante di un processo stocastico totalmente imprevedibile, rappresentato nella
parte in alto della figura alla pagina precedente viene usualmente chiamato spettro bianco
ricorrendo a unanalogia, corretta solo qualitativamente, con la luce bianca. Ma spesso si dice anche
che uno spettro bianco in un dato intervallo di frequenze se ivi costante. Allo stesso modo si
parla anche di spettri rosa o violetti, a seconda della forma del loro andamento in funzione della
frequenza.
Come si modifica lo spettro di potenza di un segnale stocastico quando questo attraversa un
sistema lineare e stazionario? Esprimendo la relazione ingresso-uscita del sistema nel dominio del
tempo mediante lintegrale di convoluzione, utilizzando la definizione (3) di autocorrelazione e la
prima relazione di Wiener-Kintchin (5), si dimostra il
teorema
(8) S
yy
(e) = S
xx
(e) |H(je)|
2

che presenta grande utilit, come vedremo in seguito.
Se lo spettro dingresso S
xx
costante con la frequenza, il calcolo del valore quadratico
medio alluscita del sistema si riduce allintegrale ( )
2
2 xx
0
S
<y > = H j d
2
e e
t

}
, che dipende dal
valore massimo H
M
di |H(je)| e dalla forma della funzione di trasferimento. Normalizzando rispetto
ad H
M
si definisce banda equivalente di rumore del sistema H(je) la grandezza
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(9) ( )
2
n
2
0
1
B = j d
2
M
H
H
e e
t

}

che rappresenta la banda passante di un filtro ideale rettangolare equivalente al sistema in termini di
valore quadratico medio in uscita per ingresso bianco. E quindi per ottenere il valore quadratico
medio del rumore in uscita baster moltiplicare lo spettro d'ingresso per la banda equivalente di
rumore e per il massimo del modulo quadro della funzione di trasferimento:
(10) <y
2
> = S
xx
|H
M
|
2
B
n

Nel caso di una funzione di trasferimento del primo ordine con frequenza di taglio f
o
= 1/2tt
si ha:
(11)
n 2
0
0
1 1
B arctan
2 2 4 2
1
o o o
o
o
f
d
e e e t
e
t t e
e
e

( | |
= = = =
( |
| | \ .
+
|
\ .
}

cio la banda equivalente di rumore t/2 volte maggiore della banda a 3dB. Tuttavia questo
rapporto si riduce, tendendo allunit, allaumentare della pendenza del filtro.
Il calcolo della banda equivalente di rumore per funzioni di ordine superiore richiede
lesecuzione di integrali non banali, ma il compito facilitato da apposite tabelle
11
. Per esempio, nel
caso della funzione
(12) ( )
1 0
2
2 1 0
c s c
H s
d s d s d
+
=
+ +

dalle tabelle si ha
(12a)
2 2
2
1 0 0 2
0
0 1 2
1
( )
2 4
c d c d
H j
d d d
e
t

+
=
}



Esempio. La banda equivalente di rumore di un sistema con due costanti di tempo.
Riconducendo alla (12) la funzione 1/(1 + t
1
s)(1 + t
2
s), si ha: c
o
= 1, c
1
= 0, d
o
= 1, d
1
= (t
1
+ t
2
),
d
2
= t
1
t
2
. Utilizzando la (13), essendo H
M
= 1, otteniamo: B
n
= 1/(4(t
1
+ t
2
)).

Esercizio. Calcolare la banda equivalente di rumore B
n
per la seguente funzione di trasferimento risonante:
H(s) = (s/e
o
Q)/(1 + s/e
o
Q + s
2
/e
o
2
) e confrontarla con la banda a -3 dB (B=f
o
/Q).

11
G.C. Newton, L.A. Gould, J.F. Kaiser Design of Linear Feedback Controls John Wiley, 1961
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3. Il rumore termico
Il rumore termico (thermal noise) il rumore pi comune, dato che si manifesta in
qualsiasi sistema fisico dissipativo (che si trovi a temperatura diversa dallo zero assoluto, dove
peraltro si manifesta una componente non termica dovuta alle fluttuazioni di punto zero). La
funzione densit di probabilit del rumore termico una gaussiana con valor medio nullo, come si
comprende facilmente alla luce del teorema del limite centrale
12
, dato che questo rumore proviene
dalla somma di un numero enorme di contributi elementari indipendenti incoerenti.
In particolare il rumore termico elettrico, o rumore Johnson, rappresenta la manifestazione
a livello macroscopico del moto casuale dei portatori di carica in un corpo conduttore. Ai terminali
di un resistore a circuito aperto, nel quale dunque non scorre corrente, si osserva infatti una tensione
v
n
(t) variabile nel tempo con andamento irregolare; cortocircuitando i terminali del resistore, in
assenza dunque di una tensione esterna, si osserva una corrente di intensit i
n
(t) = v
n
(t)/R, dove R
la resistenza dell'elemento. Questo effetto fu messo in evidenza sperimentalmente da J.B. Johnson e
spiegato teoricamente da H. Nyquist in due lavori paralleli
13
pubblicati nel 1928.
Consideriamo la tensione di rumore v
n
(t) di un resistore a circuito aperto: il suo valore
quadratico medio (quadrato del valore efficace, essendo nullo il valor medio) per unit di frequenza
proporzionale alla temperatura assoluta T a cui si trova il resistore e alla resistenza R del resistore.
Pi precisamente, come trovato sperimentalmente
14
da Johnson e interpretato da Nyquist in base a
considerazioni termodinamiche, in una banda di osservazione Af si ha:
(13) <v
n
> = V
neff
2
= 4kTRAf
dove k=1.3810
-23
J/K la costante di Boltzmann, e quindi lo spettro di potenza (unilatero) del
rumore di tensione v
n
(t) dato dall'espressione:
(14) S
vv
(e) = 4kTR


12
Il teorema del limite centrale stabilisce che, in condizioni piuttosto generali, la densit di probabilit della somma di
un gran numero di grandezze casuali indipendenti, comunque distribuite ma nessuna delle quali dominante, tende alla
legge normale di Gauss, con valor medio dato dalla somma dei valori medi delle grandezze componenti e varianza pari
alla somma delle loro varianze.

13
J.B. Johnson Thermal agitation of electricy in conductors Physical Review, vol. 32, pp. 97-109, 1928
H. Nyquist Thermal agitation of electric charge in conductors Physical Review, vol. 32, pp. 110-113, 1928

14
Johnson dimostr che la (13) non dipende dal tipo di resistore (utilizzando resistori realizzati con i pi vari materiali)
ed valida su un esteso intervallo di frequenze.
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Corrispondentemente, lo spettro di potenza della corrente di rumore di un resistore di resistenza R
collegato in cortocircuito :
(15) S
ii
(e) = 4kT/R.
Una importante conseguenza della (13) che la potenza di rumore massima (chiamata
potenza disponibile) che un resistore pu erogare a un carico (cio quando questo adattato) non
dipende dal valore della sua resistenza ma soltanto dalla temperatura. Si ha infatti, in una banda Af:
P
disp
= V
neff
2
/4R = kTAf. In particolare a temperatura ambiente (290 K) e nella banda di 1 Hz,
P
disp
= 4.00410
-21
W.

Esempio 1. Il rumore di due resistori disposti in parallelo.
Vogliamo calcolare il rumore termico a circuito aperto di due resistori R
1
e R
2
disposti in parallelo.
Rappresentiamo il rumore degli elementi con un generatore di tensione in serie a ciascuno di essi
(v
n1
(t) e v
n2
(t)). La tensione di rumore totale dunque:
v
n
(t) = v
n1
(t) R
2
/(R
1
+R
2
) + v
n2
(t) R
1
/(R
1
+R
2
).
Per ottenere il valore quadratico medio della tensione di rumore totale, i due contributi, trattandosi
di segnali incoerenti, vanno sommati in energia cio quadraticamente. Si ottiene cos:
(16)
( )
2 2
2
2 2
1 2 2 1
2
1 2
n eff n eff
neff
V R V R
V
R R
+
=
+

Sostituendo nella precedente le espressioni del valore quadratico medio del rumore dei due
resistori ottenute dalla (13) si ricava:

( )
( )
( )
( )
2
2 2
1 1 2 2 2 1
1 2 1 2 2 1
2 2
1 2 1 2
4 4
4
neff
f kT R R kT R R
R R T R T R
V k f
R R R R
A +
+
= = A
+ +

Questa, quando i due resistori si trovano a una stessa temperatura T, si riduce allespressione
2
1 2
1 2
4
neff
R R
V kT f
R R
= A
+
che si sarebbe potuta ottenere immediatamente considerando il bipolo
costituito dai due resistori come un unico resistore di resistenza R
1
//R
2
.

Dalla (16) dellesempio precedente, riguardante due resistori disposti in parallelo, si pu ricavare la potenza di
rumore P
21
che il resistore R
1
eroga al resistore R
2
e la potenza P
12
che il resistore R
2
eroga al resistore R
1
. Se i due
resistori si trovano a una stessa temperatura T, queste potenze devono essere uguali altrimenti uno di essi si
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riscalderebbe e laltro si raffredderebbe, violando cos il secondo principio della termodinamica. Dalluguaglianza fra le
potenze P
21
e P
12
deriva la necessit che il valore quadratico medio della tensione di rumore di un resistore sia
direttamente proporzionale alla sua resistenza. Si noter poi che quando i due resistori si trovano a temperature diverse,
le due potenze saranno diverse, in modo che il pi caldo dei due ceda energia allaltro.
Lespressione (13) indica che il valore quadratico medio del rumore termico tende
allinfinito allaumentare della banda di osservazione, e ad analoga conclusione conduce la (14)
quando la si utilizza per calcolare lautocorrelazione a ritardo zero, che rappresenta appunto il
valore quadratico medio del processo. Ma chiaramente questa divergenza non ha senso fisico.
Lincongruenza si risolve a due livelli. In termini classici, considerando che in parallelo a
qualsiasi resistore reale si trova sempre una capacit parassita, che limita dunque la banda passante,
come discusso nel paragrafo seguente; in termini quantistici, tenendo presente che gli stati di
energia non sono continui ma quantizzati sicch la formula (14), in particolare, non esatta, ma
costituisce unapprossimazione dellespressione pi generale
(17) ( )
vv
4 1
S
2
exp 1
2
h R
h
kT
e
e
e t
t
=
| | | |

| |
\ . \ .

dove h = 6.6310
-34
J/s la costante di Planck. La (14) si ottiene dalla precedente espressione (17)
quando kT >> h/2t, cio per T/f >> k/h ~ 210
10
K/Hz. A temperatura ambiente questa condizione
soddisfatta fino a frequenze di 10
12
Hz.
La tabella che segue rappresenta il rumore termico, a temperatura ambiente e alla
temperatura di ebollizione dellelio a pressione ordinaria, espresso nelle unit usate comunemente,
per alcuni valori di resistenza. Il valore efficace del rumore in una banda Af si ottiene moltiplicando
il valore dello spettro dampiezza per la radice quadrata della banda.



spettro di ampiezza della tensione di
rumore termico in unit di nV/\Hz

spettro di ampiezza della corrente di rumore
termico in unit di fA/\Hz
resistenza 1 O 10 O 100 O 1 kO 10 kO 100 MO 1 GO 10 GO 100 GO 1 TO
T = 293 K 0.127 0.402 1.27 4.02 12.71 12.7 4.02 1.27 0.402 0.127
T = 4.2 K 0.015 0.048 0.152 0.481 1.523 1.52 0.481 0.152 0.048 0.015
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4. Il teorema di Nyquist e la sua generalizzazione
Lo spettro di potenza della tensione di rumore termico a circuito aperto per un bipolo passivo di
impedenza Z(je) data dal seguente teorema, dovuto a H. Nyquist, che si dimostra esprimendo
limpedenza come somma delle sue parti reale e immaginaria, e attribuendo quindi leffetto di
generazione del rumore alla parte reale:
(18) S
vv
(e) = 4kT Re[Z(je)]
Per lo spettro di potenza della corrente di rumore in cortocircuito si trova analogamente:
(18a) S
ii
(e) = 4kT Re[Y(je)]
Le relazioni precedenti sono valide per un bipolo (o una porta di una rete elettrica) qualsiasi purch
"strettamente passivo", cio costituito esclusivamente da elementi passivi (R, L e C, induttori
accoppiati e trasformatori), e soltanto se gli elementi dissipativi si trovano tutti a una stessa
temperatura
15
.
Utilizziamo il teorema di Nyquist (18) per calcolare il rumore termico del circuito costituito
dalla disposizione in parallelo di un resistore e di un condensatore. Dato che il bipolo ha impedenza
Z(je) = R/(1+jeRC), lo spettro di potenza del rumore di tensione
(19) ( ) ( )
2 2 2
4
4 Re
1
vv
kTR
S kT Z j
R C
e e
e
= = (

+

A questo stesso risultato, naturalmente, si arriva anche considerando separatamente il
resistore, a cui si attribuisce lo spettro 4kTR, e il condensatore, che non contribuisce al rumore, ma
esercita su di esso unazione di filtraggio fra il resistore e i terminali del circuito con funzione di
trasferimento H(je) = 1/(1+jeRC), e applicando poi il teorema (8).
Questa volta, come mostra la (19), la distribuzione spettrale del rumore non uniforme e si
annulla a frequenza infinita. Dato che lo spettro non costante con la frequenza, non si pu
evidentemente usare la (13) per calcolare il valore quadratico medio della tensione di rumore del
bipolo. Questo si ottiene utilizzando la nozione di banda equivalente di rumore, oppure integrando
lo spettro (19) da 0 a per ottenere il valore dell'autocorrelazione per t=0. Cos procedendo si ha:

15
Altrimenti si dovranno considerare separatamente gli elementi dissipativi che costituiscono il bipolo, assegnare a
ciascuno di essi un generatore di rumore con spettro appropriato, determinare la funzione di trasferimento fra ciascun
generatore e i terminali del bipolo, applicare il teorema (8) per calcolarne il contributo allo spettro duscita e poi
sommare i singoli contributi.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 12
Universit di Roma Sapienza - Dipartimento di Fisica
(21) ( ) ( )
2
2 2 2
0 0
1 1 4
0
2 2 1
neff vv vv
kTR kT
V R S d d
R C C
e e e
t t e

= = = =
+
} }
in accordo con il principio di equipartizione dell'energia. Si trova infatti che l'energia media di
fluttuazione del condensatore CV
neff
= kT. E questo un risultato generale, valido per
qualsiasi grado di libert di un sistema fisico in equilibrio termodinamico.
La (21) mostra che il valore quadratico medio V
neff
2
del rumore non dipende dal valore della
resistenza R. Da R dipende per la distribuzione spettrale del rumore, espressa dalla (19): al
crescere di R, in particolare, aumenta il valore dello spettro a bassa frequenza, ma si restringe la
regione in cui esso approssimativamente bianco. La funzione di autocorrelazione, che si ottiene
antitrasformando lo spettro, segue la legge esponenziale ( figura a pag. 5): R
vv
(t) =
(kT/C) exp(-|t|/RC), con costante di decadimento data dal prodotto RC, che qui assume il
significato di tempo di correlazione.
La relazione fondamentale che esiste fra rumore termico, dissipazioni e temperatura, non
riguarda soltanto i circuiti elettrici. In effetti il teorema di Nyquist stato generalizzato da Callen e
Welton nel teorema fluttuazione-dissipazione
16
, che si applica a qualsiasi sistema fisico (meccanico,
termico, ecc.) purch lineare e stazionario, e dunque tale da ammettere una rappresentazione in
termini di impedenza, e purch passivo.
Consideriamo un oscillatore armonico meccanico smorzato, governato dallequazione
( ) mx x kx f t | + + = , dove | rappresenta lattrito, cio [ms + | +k/s]sX(s) = F(s). Limpedenza
meccanica, definita come rapporto fra le trasformate della forza F(s) e della velocit sX(s), allora:
Z
M
(s) = ms + | + k/s
Ponendo poi s = je si ha: Z
M
(je) = |(1 + jQ(e/e
o
e
o
/e)
dove
0
m e = la pulsazione di risonanza e Q = m
0
/ il fattore di merito.
Applicando il teorema fluttuazione-dissipazione, lo spettro S
ff
(e) della forza di rumore termico
agente sulloscillatore (forza di Langevin) si ricava dalla (18) analogamente al caso elettrico:
S
ff
(e) = 4kT Re[Z
M
(je)] = 4kT|. Ci consente, per esempio, di ricavare lo spettro di potenza della
velocit utilizzando il teorema (8):
S(e) = S
ff
(e)/|Z
M
(je)|
2
= 4kT/|,(1 + jQ(e/e
o
e
o
/e),
2
.

16
H.B. Callen, T.A. Welton Irreversibility and generalized noise Physical Review, vol. 83, pp.34-30, 1951.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 13
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5. Il rumore shot
Il primo studio sul rumore shot (in tedesco schrot) fu svolto da W. Schottky nel 1918
considerando le fluttuazioni della corrente nei tubi elettronici a vuoto (diodi, triodi, ecc.). Questo
tipo di rumore, infatti, si manifesta quando una corrente elettrica, cio un flusso di portatori di
carica, attraversa una barriera di potenziale, come nei tubi a vuoto o nelle giunzioni p-n. Esso deriva
dalla natura discreta della carica elettrica e dallindipendenza statistica dei singoli eventi di
attraversamento da parte di ciascuna carica elementare e per questo chiamato anche rumore
granulare.
La corrente i(t) pu essere rappresentata come un processo stocastico di Poisson con valor
medio I = q
e
, dove la frequenza media di attraversamento della barriera e q
e
la carica
dellelettrone. Calcolando la funzione di autocorrelazione della corrente si ottiene:
(22) R
ii
(t) = q
e
2
o(t) +
2
q
e
2

dove il primo termine rappresenta le fluttuazioni, il secondo il quadrato della corrente media (la
corrente continua) con intensit I = q
e
. Considerando soltanto le fluttuazioni e utilizzando la prima
relazione di Wiener-Kintchin (6), si ottiene lo spettro di potenza (unilatero) del rumore shot nella
forma:
(23) S
ii
(e) = 2q
e
2
= 2Iq
e

Questo spettro bianco perch stato ricavato
nellipotesi che la corrente sia costituita da una
sequenza di funzioni delta di Dirac, ciascuna
corrispondente al passaggio istantaneo di una carica elementare, con autocorrelazione data
conseguentemente dalla (22). Ma se si tiene conto del tempo di transito delle cariche attraverso la
barriera di potenziale, rappresentandone il passaggio con un impulsetto di durata finita, e la formula
(22) viene modificata corrispondentemente, si trova che lo spettro tende a zero al crescere della
frequenza oltre linverso del tempo di transito.
E importante notare che quando il flusso della corrente viene regolarizzato in qualche modo
(per esempio, nei tubi a vuoto, da effetti di carica spaziale) allora il rumore shot diventa inferiore a
quello calcolato sopra, detto full shot noise, mentre la corrente continua resta evidentemente
costante. Deboli effetti di regolarizzazione sono frequenti; un caso estremo quello del passaggio
della corrente attraverso un conduttore metallico, dove non si considera il rumore shot perch non si
spettro di ampiezza della corrente di rumore shot in
unit di fA/\Hz per alcuni valori di corrente continua
1 pA 10 pA 100 pA 1 nA 10 nA
0.566 1.79 5.66 17.9 56.6
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 14
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manifesta apprezzabilmente; il motivo che il moto degli elettroni soggetto a correlazioni a
distanza che lo regolarizzano fortemente.
Quando si impiegano le formule precedenti nel calcolo del rumore shot nei dispositivi
elettronici occorre attenzione nellattribuire il corretto valore allintensit della corrente a cui
associato il rumore in base alla (23). Consideriamo per esempio un diodo a giunzione, governato
dalla legge di Shockley I = I
o
(exp(V/V
T
- 1), polarizzato con V = 0. Applicando la legge precedente
si trova che in tale caso I = 0 e pertanto si potrebbe concludere pedissequamente che non si ha
rumore. E invece si deve notare che la corrente totale nulla perch consiste nella differenza fra due
correnti che hanno uguale intensit I
o
ma sono dirette in versi opposti. Ma ciascuna di queste
produce indipendentemente rumore shot sicch lo spettro totale
17
S
ii
(e) = 4I
o
q
e
e il corrispondente
spettro di ampiezza \S
ii
(e) = 2\(I
o
q
e
). Con I
o
=10 pA si avrebbe \S
ii
(e) = 2.5 fA/\Hz.
Considerazioni simili vanno fatte anche nel caso della corrente di perdita I
G
che attraversa la
porta di un transistore FET a giunzione, che a volte viene misurata (in continua) per stabilire il
rumore di corrente allingresso del dispositivo
18
. Anche tale corrente ha origine dalla differenza di
correnti dirette in versi opposti sicch il rumore effettivo pu risultare maggiore di quello calcolato
utilizzando il valore misurato di I
G
.
Notiamo infine che il rumore shot, in sostanza, rappresenta un effetto di fluttuazione di
numero, lo stesso che si manifesta nel conteggio di eventi casuali che seguono la statistica di
Poisson. Esso perci generalizzabile anche a sistemi fisici diversi da quelli elettrici.

6. Il rumore 1/f e altri tipi di rumore
Vi sono numerosi altri tipi di rumore, fra cui menzioniamo il rumore di generazione e
ricombinazione, che si verifica nei semiconduttori quando si crea una coppia elettrone libero-
lacuna (generazione) o quando un elettrone libero viene catturato da un atomo del reticolo
(ricombinazione), il rumore di partizione, che si verifica nei tubi a vuoto con pi di due elettrodi
quando il flusso di elettroni proveniente dal catodo si suddivide per raggiungere due diversi
elettrodi, e il rumore associato al principio di indeterminazione, che menzioneremo nel paragrafo 8.
Vi poi il cosiddetto rumore 1/f, chiamato anche rumore flicker (tremolio) oppure rumore
di eccesso (excess noise), che si manifesta con uno spettro di potenza che segue, su unestesa

17
Si noti che allo stesso risultato si arriva considerando il rumore termico associato alla resistenza differenziale del
diodo, che nella condizione V = 0 vale r
d
= V
T
/I
o
. Si ha infatti, ricordando che V
T
= kT/q
e
: S
ii
(e) = 4kT/r
d
= 4I
o
q
e
.
18
Questo metodo viene impiegato in alternativa alla misura diretta del rumore di corrente, che assai delicata dato il
valore assai basso di tale grandezza rispetto alla sensibilit degli strumenti di misura.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 15
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gamma di frequenze, una legge del tipo 1/f
o
, dove o un parametro prossimo allunit
(generalmente compreso fra 0.8 e 1.3), e quindi un rumore rosa. Fluttuazioni con andamento
spettrale di questo tipo non si osservano soltanto nei dispositivi elettronici attivi e nei resistori
percorsi da corrente (cio in condizioni di non equilibrio), ma anche in una estesissima variet di
fenomeni
19
. Fra questi, le fluttuazioni di frequenza dei campioni di frequenza, il rumore nelle
membrane biologiche, e le fluttuazioni dellintensit del traffico sulle autostrade, delle piene del
fiume Nilo, dellintensit dei suoni che costituiscono un brano musicale, dellattivit solare...
Non si dispone di una teoria generale del rumore 1/f, che ne giustifichi la presenza in ambiti
cos diversi: lipotesi pi accettata che questo rumore sia la risposta a una eccitazione bianca e
gaussiana da parte di sistemi caratterizzati dalla presenza di un gran numero di costanti di tempo
con determinate caratteristiche. Un buon esempio a tale riguardo, dovuto a V. Radeka
20
, costituito
da una linea di trasmissione RC, che presenta impedenza caratteristica Z
o
(s) = 1/(sRC)
1/2
, dove R e
C sono la resistenza e la capacit della linea per unit di lunghezza: se la linea alimentata da
rumore di corrente con spettro bianco, lo spettro della tensione lungo la linea seguir la legge 1/f.
Assumendo un modello con spettro di potenza 1/f

con = 1, si osserva che la potenza del


rumore la medesima in ogni decade di frequenza, con conseguente divergenza a bassa frequenza.
Per questi processi non dunque possibile definire un valore quadratico medio. Per evitare la
divergenza lo spettro dovrebbe tendere a un valore finito quando la frequenza tende a zero; tuttavia,
in vari casi, le osservazioni sperimentali mostrano che, anche a frequenze molto basse, fino al limite
pratico determinato dallinverso del tempo di osservazione, lo spettro mantiene landamento 1/f.
Rumore di tipo 1/f, in eccesso a quello termico (da cui la denominazione ricordata sopra), si
manifesta generalmente nei resistori percorsi da una corrente continua I, con spettro di ampiezza del
rumore di tensione descritto dalla legge empirica
(24) \S
vv
(f) = mIR/\f
dove il parametro m dipende dal materiale e dalla tecnologia costruttiva, che si interpreta in termini
di fluttuazioni relative della resistenza. I valori pi bassi di m, per cui leccesso 1/f trascurabile
rispetto al rumore termico, si hanno per i resistori a filo metallico; valori pi elevati si hanno,

19
A Bibliography on 1/f Noise http://www.nslij-genetics.org/wli/1fnoise/index-by-category.html
W.R. Press Flicker Noises in Astronomy and Elsewhere Comments Astrophys, vol. 7, n. 4, pp, 103-119
http://www.nr.com/whp/Flicker_Noise_1978.pdf
M. Gardner Musica bianca, musica scura, curve fratte e fluttuazioni uno-su-effe Le Scienze, n.120, agosto 1978.
E. Milotti Il rumore 1/f Le Scienze, n.334, pp. 74-79, giugno 1996.

20
V. Radeka 1/f Noise in Physical Measurements IEEE Trans. Nucl. Sci., vol. NS-16, pp.17-35, ottobre 1969.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 16
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nellordine, per i resistori a strato metallico, per quelli a carbone e per quelli a impasto o a
composizione (m ~ 10
-6
10
-7
), indicando una palese dipendenza dal grado di disuniformit del
materiale. In alternativa, il rumore dei resistori si caratterizza con lindice di rumore (noise index) in
termini di V
eff
di rumore in una decade di frequenza per volt in continua ai capi del resistore: per
un resistore a impasto questa grandezza ha valori tipicamente compresi fra 0.3 e 3 V
eff
/IR.


Figura Spettro dampiezza del rumore di tensione di un
resistore, in unit di dB rispetto al rumore termico.

La figura rappresenta lo spettro dampiezza del
rumore di tensione di un resistore: il contributo 1/f
prevale fino alla frequenza dincrocio oltre la quale
domina invece il rumore termico.

Esercizio. Calcolare il rumore 1/f nel caso in cui un resistore
di resistenza R attraversato da una corrente continua I venga sostituito con n resistori di resistenza R/n, se il rumore 1/f
dei resistori segue la legge (24).

Andamento analogo presenta generalmente il rumore di tensione e di corrente dei transistori
e degli amplificatori, il cui spettro di potenza viene per questo espresso di solito nella forma:
(25) S(f) = S
bianco
(1 +f
0
/f)
dove f
0
la frequenza dincrocio del rumore 1/f. I valori della frequenza dincrocio sono
generalmente compresi fra 1 Hz e 1 MHz, a seconda del tipo di dispositivo.
Le tecniche per ridurre le fluttuazioni basate su medie temporali, che sono efficaci nel caso
di rumore con andamento spettrale bianco o approssimativamente tale, sono di scarsa utilit nel
caso del rumore 1/f. Ci si dimostra facilmente calcolando il valore quadratico medio del rumore
alluscita di un filtro passabanda in funzione della frequenza limite inferiore f
T
, corrispondente al
tempo dintegrazione, cio integrando uno spettro 1/f fra f
T
e un limite superiore fisso f
M
. Si capisce
allora che il rumore 1/f, praticamente onnipresente, costituisce generalmente il limite alla sensibilit
delle misure alle frequenze pi basse. E per questo, quando possibile, si cerca di spostare i segnali
utili dalla continua a frequenze dove il contributo 1/f della strumentazione di misura sia minore.
Menzioniamo infine un altro tipo di rumore, il rumore di quantizzazione, dovuto appunto
all'incertezza introdotta dalla quantizzazione in ampiezza di un segnale. Per esempio quando esso
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 17
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viene convertito dalla forma analogica a quella digitale utilizzando, di necessit, un numero finito di
bit. Chiamando q il quanto di conversione, che nel caso di un convertitore a n bit con dinamica
dingresso fra 0 e V
M
vale q = V
M
/(2
n
-1), osserviamo che un campione digitale di valore V pu
provenire da un campione analogico avente qualsiasi valore nellintervallo V-q/2, V+q/2. Leffetto
della quantizzazione, pertanto, equivalente a un rumore additivo a media nulla con densit di
probabilit uniforme fra q/2 e +q/2. A un rumore siffatto compete deviazione standard o = q/\12
~ 0.289 q. E quindi il valore quadratico medio del rumore di quantizzazione
(26) o
2
= q
2
/12
Come si combatte questo tipo di rumore? Sommando del rumore al segnale, campionando a
velocit decisamente pi elevata e poi mediando opportunamente (con numero di bit maggiore di n)
i campioni digitali duscita. Ma perch questa tecnica funziona?
Esercizio. Il foglio tecnico dellamplificatore AD8510 fornisce i seguenti valori tipici del rumore di tensione:
34 nV/\Hz a 10 Hz, 12 nV/\Hz a 100 Hz, 8 nV/\Hz a 1 kHz, 7.6 nV/\Hz a 10 kHz. Ricavate graficamente la frequenza
dincrocio f
0
del rumore.

Esercizio. Il rapporto segnale/rumore di un convertitore A/D. Ricavate una espressione per il rapporto
segnale/rumore, espresso in unit di decibel, di un convertitore analogico-digitale in funzione del numero n di bit,
considerando il rapporto fra il valore efficace della sinusoide di massima ampiezza che rientra nella dinamica del
convertitore e il valore efficace del rumore di quantizzazione.

7. Rappresentazione del rumore nelle reti elettriche.
Se la rete elettrica costituita da elementi strettamente passivi, che si trovano tutti alla stessa
temperatura e che non manifestano eccessi di rumore, il calcolo del rumore a una sua porta pu farsi
in modo immediato, come gi detto, impiegando il teorema di Nyquist (18). Nel caso pi generale,
invece, si dovr assegnare a ogni elemento rumoroso il generatore di rumore che gli compete, per
esempio di tensione con spettro S
k
(e), stabilire le funzioni di trasferimento H
k
(je) fra ciascun
elemento e la porta e calcolare infine lo spettro totale nella forma
21
:
(27) S(e) = E
k
S
k
(e)|H
k
(je)|
2

A questo punto si pu applicare il teorema di Nyquist per individuare la temperatura equivalente
della rete, attribuendo il rumore calcolato sopra (o misurato) a rumore Johnson di opportuna
temperatura. Se limpedenza della porta Z(je), questa temperatura

21
In tal caso ammettendo che tutti i generatori di rumore siano scorrelati fra loro.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 18
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(28)
( )
( ) 4 Re
EQ
S
T
k Z j
e
e
=
(


E importante osservare che la temperatura equivalente a una porta di una rete pu essere minore
della temperatura termodinamica a cui questa si trova effettivamente. Ci pu verificarsi, come
vedremo nellEsempio 2 a pag. 20, in presenza di reazione negativa.
Nel seguito ci occupiamo della caratterizzazione esterna delle
reti elettriche, considerando sia bipoli che reti a due porte.
La tensione v(t) ai terminali di un bipolo nel quale vi siano
sorgenti di rumore additivo data dalla somma della tensione che si
avrebbe in assenza di rumore e di quella di un opportuno generatore di
tensione v
n
(t) che ne rappresenta complessivamente il rumore. Ne
consegue che un bipolo rumoroso pu essere rappresentato con la
disposizione in serie del bipolo privo di rumore con il generatore equivalente v
n
(t). Utilizzando il
teorema di Norton, si ottiene una rappresentazione equivalente in termini di un bipolo non rumoroso
disposto in parallelo a un generatore di corrente di rumore i
n
(t)={z(t)}
-1
v
n
(t), dove z(t) loperatore
caratteristico del bipolo.
Questi generatori di rumore saranno specificati mediante i relativi spettri di potenza o di
ampiezza. Nel seguito indicheremo gli spettri di ampiezza con simboli maiuscoli, come nella figura
precedente, considerandoli, per comodit, come se si trattasse di grandezze sinusoidali rappresentate
nel dominio della frequenza. Precisando tuttavia, quando necessario, i limiti di validit di questa
rappresentazione.
Nel caso delle reti a due porte, rappresentate da due equazioni, necessario considerare due
generatori di rumore, specificando separatamente due spettri di rumore e leventuale correlazione
esistente fra essi. Secondo la teoria dei processi stocastici ci richiede in generale di specificare
quattro funzioni della frequenza: due spettri reali e la parte reale e quella immaginaria dello spettro
incrociato, definito come antitrasformata di Fourier della funzione di correlazione incrociata
R
xy
(t) = E{x(t+t)y(t)} fra le due grandezze.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 19
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La rappresentazione usuale
22
del rumore di una rete rumorosa consiste nel riportare il
rumore in ingresso, impiegando un generatore di tensione in serie alla porta dingresso della rete
(rumore serie) e un generatore di corrente in parallelo (rumore parallelo), come mostrato nella
figura a pagina precedente.
Con questo modello il calcolo dello spettro totale di rumore totale S
t
(e) allingresso della
rete non rumorosa particolarmente agevole. Se la porta dingresso della rete terminata su
unimpedenza di sorgente Z
s
=R
s
+jX
s
,
considerando il rumore termico della
sorgente, trascurando la correlazione fra i
generatori e applicando al solito il teorema
(8), si ottiene
23
:
(29) S
t
(e) = 4kTR
s
+ V
n
2
(e) + I
n
2
(e)|Z
s
(je)|
2

Conoscendo la funzione di trasferimento fra la porta dingresso e quella duscita, si potr poi
calcolare lo spettro del rumore alluscita della rete.
La forma della (29) mostra che si possono generalmente distinguere tre diverse regioni di
funzionamento al crescere del modulo dellimpedenza della sorgente. Per bassi valori di |Z
s
| domina
il rumore di tensione, poi interviene il rumore termico della sorgente e infine domina leffetto del
rumore di corrente.
E importante osservare che la corrente di rumore I
n
attraversa la sorgente riscaldandola.
Questo effetto particolarmente vistoso nel caso di una sorgente di alta impedenza, in particolare
per una sorgente risonante ad alto Q.


22
Non detto per che questa sia la rappresentazione migliore ai fini del calcolo del rumore. La rappresentazione pi
conveniente sotto questo punto di vista infatti quella nella quale i due generatori di rumore non sono correlati o
presentano minima correlazione. Nel caso dei dispositivi elettronici, ci dipende dalla fisica del dispositivo. Ad
esempio, i due generatori di rumore di tensione e di corrente in ingresso potrebbero essere correlati fra loro, ma non cos
due generatori di corrente disposti in parallelo alle due porte.

23
In questo calcolo si supposta infinita limpedenza della porta dingresso della rete. In realt questa non sar infinita
e quindi introdurr un fattore di attenuazione. Ma questo sar il medesimo, a ogni frequenza, per tutti i contributi al
rumore come pure per leventuale segnale proveniente dalla sorgente, lasciando quindi invariato il rapporto SNR
spettrale.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 20
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Esempio 1. Leffetto di riscaldamento di una sorgente ad alto Q da parte del rumore di
corrente di un amplificatore.
Consideriamo un circuito risonante RLC parallelo che si trova a T = 4.2 K (la temperatura di
ebollizione dellelio a pressione ordinaria), rappresentandone il rumore termico con un generatore
di corrente disposto in parallelo con spettro di potenza S
ii
= 4kT/R. Lo spettro della tensione ai capi
del circuito sar evidentemente S
vv
(e) = S
ii
|Z(je)|
2
, con andamento risonante e valor massimo, alla
frequenza di risonanza: S
vv
(e
o
) = 4kTR. Quando questo circuito, per esempio per osservarne il
rumore, viene collegato a un amplificatore, esso sar attraversato dalla corrente di rumore con
spettro I
n
2
, che supponiamo bianco, almeno localmente. Alla risonanza, ora, lo spettro del rumore di
tensione ai terminali del circuito sar: S
vv
(e
o
) = (4kT/R + I
n
2
)R
2
= 4kT
EQ
R, dove T
EQ
= T + I
n
2
R/4k.
Se I
n
= 50 fA/\Hz e R = 100 kO si ha T
EQ
= 4.2 + 4,5 = 8.7 K.
Esempio 2. Un resistore freddo ottenuto mediante la controreazione
24
.
Consideriamo il rumore alla porta della rete attiva in
figura, costituita da un amplificatore invertente di
guadagno A controreazionato con un resistore R
F
. Qui la
resistenza, applicando il teorema di Miller e trascurando
limpedenza dingresso dellamplificatore : R =
R
F
/(1+A). Lo spettro del rumore alla porta si ottiene
considerando separatamente, e poi sommandoli, i contributi dei tre generatori di rumore in figura:
S
vv
= 4kTR
F
/(1+A)
2
+ A
2
V
n
2
/(1+A)
2
+ R
F
2
I
n
2
/(1+A)
2

La temperatura equivalente della rete, impiegando la (28), :
T
E Q
= S
vv
/4kR = T/(1+A) + (A
2
V
n
2
/R
F
+ R
F
I
n
2
)/(4k(1+A))

Esercizio 1. Analizzate il circuito in figura per ricavare lespressione dello spettro S
vv
data sopra.
Esercizio 2. Calcolate il valore del resistore di reazione che rende minima la temperatura equivalente della rete alla
porta dingresso e ricavate una espressione per tale grandezza.

24
M.J.Buckingham, E.A. Faulkner The principles of pulse signal recovery from gravitational antennas Radio
Electronic Engineer, vol. 42, pp. 163-171, aprile 1972.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 21
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8. Fattore di rumore e temperatura di rumore
Le prestazioni di rumore delle reti a due porte, e in particolare degli amplificatori, vengono spesso
caratterizzate in base al rapporto F fra lo spettro del rumore totale e quello del rumore termico della
sorgente, chiamato fattore di rumore (noise factor), grandezza evidentemente dipendente dalla
frequenza. In tale definizione, naturalmente, occorre assegnare alla sorgente una data temperatura
25
,
che per convenzione si sceglie pari a T=290 K. Si noti inoltre che questa definizione non ha senso
nel caso di una sorgente con impedenza zero oppure puramente reattiva. Utilizzando la (29) si ha:
(30) F = S
t
(e)/4kTR
s
= 1 + V
n
2
(e)/4kTR
s
+ I
n
2
(e)|Z
s
(je)|
2
/4kTR
s

che quando la sorgente puramente resistiva assume la forma
(31) F = 1 + V
n
2
(e)/4kTR
s
+ I
n
2
(e)R
s
/4kT.
Per quanto sopra il fattore di rumore ha valore unitario per un amplificatore privo di rumore e valori
via via crescenti al crescere della sua rumorosit. Pi spesso si utilizza in pratica la figura di
rumore (noise figure) NF, cio il fattore di rumore espresso in decibel:
(32) NF = 10 log
10
F
Oltre che come misura dellincremento del rumore introdotto dalla rete, rispetto al rumore
termico della sorgente, il fattore di rumore, in presenza di un segnale con spettro dato, si pu anche
interpretare come rapporto fra il rapporto SNR alla sorgente, dove interviene soltanto il suo rumore
termico, e quello alluscita della rete rumorosa. Naturalmente si tratta di rapporti spettrali, a
differenza di quello definito dalla (1).
La formula (30) mostra che per bassi valori dellimpedenza di sorgente il fattore di rumore
dominato dalleffetto del rumore di tensione, per alti valori di Z
s
da quello del rumore di corrente, e
che in una regione intermedia si ha un minimo. Ricercando il minimo rispetto allimpedenza della
sorgente, cio uguagliando a zero le derivate del fattore di rumore rispetto a R
s
e a X
s
, si trovano le
seguenti condizioni :
(33) R
s0
= R
n
= (V
n
2
(e)/I
n
2
(e))
1/2
; X
s0
= 0


25
Ovvia, ma indesiderabile, conseguenza di questa definizione che essa perde significato quando la sorgente si trova
a temperatura diversa da 290 K. Si definisce anche un fattore di rumore operativo in cui come temperatura di
riferimento si considera quella effettiva della sorgente; ma in tal caso un dato amplificatore, con date caratteristiche di
rumore, presenter valori diversi del fattore di rumore a seconda della temperatura della sorgente.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 22
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Queste costituiscono una particolare condizione di adattamento (noise matching) che non sempre
facile realizzare in pratica
26
. Si noti che la resistenza ottima coincide con il rapporto R
n
, chiamato
resistenza di rumore, fra gli spettri di ampiezza del rumore di tensione e del rumore di corrente
della rete. Il fattore di rumore minimo si ottiene sostituendo le condizioni (33) nella (30):
(34) F
min
= 1 + (V
n
2
(e)I
n
2
(e))
1/2
/2kT
La figura seguente mostra che quando il fattore di rumore minimo relativamente alto, cio
alquanto maggiore dellunit, il minimo rispetto a R
s
piuttosto pronunciato, mentre quando
relativamente basso, cio poco maggiore dellunit, esso mantiene approssimativamente questo
valore per un esteso intervallo dei valori della resistenza di sorgente.
100 1
.
10
3
1
.
10
4
1
.
10
5
1
.
10
6
1
.
10
7
1
.
10
8
1
.
10
9
1
.
10
10
0
10
20
F
s
1
FF
s
R
s
100 1
.
10
3
1
.
10
4
1
.
10
5
1
.
10
6
1
.
10
7
1
.
10
8
1
.
10
9
1
.
10
10
0
3
6
9
12
NF
s
NFF
s
R
s

Per esempio, nel caso rappresentato dalla curva in basso nella figura sopra, questo intervallo
si estende da poco meno di 10 kO fino oltre 100 MO, avendo fissato a 3 dB i valori massimi
accettabili per la figura di rumore. Una situazione di questo tipo certamente vantaggiosa nel caso
di uno strumento di impiego generale. Per caratterizzare il rumore di questi strumenti, tenendo
presente che il fattore di rumore definito dalla (30) dipende dalla frequenza, si utilizzano di solito i
cosiddetti contorni di rumore (noise contours) che rappresentano nel piano frequenza, resistenza di
sorgente le curve costituite dai punti per cui la figura di rumore costante.
Ma spesso si preferisce svincolare la rappresentazione del rumore di un circuito dalle
caratteristiche della sorgente e dal valore della temperatura a cui questa si trova. A questo scopo si
utilizza una grandezza fisicamente molto significativa, chiamata temperatura di rumore (noise
temperature) T
n
, che esprime in unit di kelvin lenergia di fluttuazione allingresso del circuito,
tipicamente allingresso di un dispositivo o di un amplificatore. La temperatura di rumore legata
come segue al prodotto degli spettri di rumore:

26
Sia i trasformatori sia i componenti reattivi reali presentano infatti dissipazioni che costituiscono ulteriori sorgenti di
rumore termico. A radiofrequenza, daltra parte, ladattamento pu essere realizzato con uno spezzone di linea di
trasmissione, ma soltanto a banda stretta.
Grafico delle figura di rumore, in
unit di decibel, in funzione della
resistenza di sorgente.

In basso per V
n
= 10 nV/\Hz e
I
n
= 10 fA/\Hz (T
n
= 3.6 K).
In alto per V
n
= 100 nV/\Hz e
I
n
= 100 fA/\Hz (T
n
= 360 K).
In entrambi i casi la resistenza
ottima R
s0
= R
n
= 1 MO.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 23
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(35)
2 2
n
T
2
n n
V I
k
=
cio, esprimendo gli spettri di ampiezza nelle unit pratiche usuali (nV/Hz e fA/Hz):
(36) T
n
= 36.2 V
n
I
n
millikelvin
Questa grandezza pu essere interpretata anche come la temperatura a cui va portata la sorgente,
quando siano verificate le condizioni di adattamento (33), perch lo spettro del rumore totale si
raddoppi rispetto al caso in cui la sorgente si trova allo zero assoluto.
Sostituendo la definizione di temperatura di rumore nellespressione del fattore di rumore
minimo (34), si ricava la seguente relazione fra le due grandezze:
(37) F
min
= 1 + T
n
/T
dove ricordiamo che T = 290 K la temperatura di riferimento usata nella definizione del fattore di
rumore.
La temperatura di rumore non pu mai annullarsi a causa delle incertezze fondamentali
riconducibili al principio di indeterminazione di W. Heisenberg. Il limite inferiore per questa
grandezza, allincirca pari allenergia di un fotone, stato trovato da H. Heffner
27
:
(38)
min
T
ln2
h f
k
=
E quindi il limite di Heffner dipende dalla frequenza f: a 1 kHz si ha T
min
= 6.9310
-8
K.
Notiamo tuttavia che quanto detto finora riguarda gli amplificatori lineari, ma non altri
schemi, i quali consentono di ottenere amplificazione con rumore inferiore al limite quantistico.
Amplificazione idealmente senza rumore fornita dagli amplificatori parametrici, in particolare
dagli up converters nei quali la frequenza del segnale viene convertita, in uscita, in una pi elevata,
grazie allinterazione con unonda di alimentazione (segnale di pompa) a frequenza fissa in un
elemento non lineare (e non dissipativo, per evitare fluttuazioni addizionali). Qui, ragionando in
termini di fotoni, il loro numero resta invariato, ma aumenta la loro energia grazie alla conversione
a una frequenza pi alta, senza violare quindi il principio di indeterminazione. Altri schemi di
amplificazione, chiamati ad evasione quantistica (quantum evading), aggirano i vincoli posti dal

27
H. Heffner The fundamental noise limit of linear amplifier Proc. IRE, vol. 70, pp. 1604-1608, 1962.
Si noti che il limite di Heffner riguarda gli amplificatori lineari, ma non le tecniche di evasione quantistica che
consentono di eseguire misure estremamente precise di un grandezza a spese di una maggiore incertezza sulla
corrispondente grandezza coniugata.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 24
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principio dindeterminazione consentendo di eseguire misure estremamente precise di un grandezza
a spese di una maggiore incertezza sulla grandezza coniugata (per esempio, lenergia e il tempo).
La caratterizzazione del rumore dei circuiti pu essere orientata alla misura di una
particolare grandezza fisica. Un caso particolare costituito dai cosiddetti amplificatori di carica,
cio gli amplificatori con reazione capacitiva ( Appendice A, 5), che sono usati per misurare, in
regime impulsivo
28
, la quantit di carica elettrica rilasciata da un trasduttore che presenta impedenza
di natura essenzialmente capacitiva. In questi strumenti il rumore viene infatti caratterizzato in
termini del valore efficace della carica equivalente al loro ingresso dovuta al rumore, chiamata
equivalent noise charge ENC. Un impiego tipico degli amplificatori di carica consiste nel misurare
la carica generata da un rivelatore a giunzione, che proporzionale allenergia persa da una
particella ionizzante quando attraversa la regione attiva del rivelatore.
Il sistema di misura della carica consiste nellamplificatore di carica, che ha il compito di
integrare limpulso di corrente dingresso, molto breve (alcuni nanosecondi), che rappresentiamo
con i(t) = Qo(t), producendo un gradino di tensione proporzionale alla carica, e in un circuito
formatore (shaper). Questultimo provvede a trasformare il fronte del gradino in un impulso di
tensione con durata di solito dellordine dei microsecondi (allo scopo di evitare la sovrapposizione
fra le risposte prodotte da impulsi dingresso che si susseguono a breve distanza, e quindi poter
misurare correttamente la carica associata a ciascun evento).
Il generatore di rumore I
n
congloba tutto il
rumore di corrente nel nodo dingresso
(rumore shot del rivelatore, rumore
dellamplificatore, ...)
Chiamiamo ora C
t
la somma della
capacit del rivelatore, della capacit dingresso dellamplificatore e di tutte le capacit parassite
(incluse quelle del cavo di collegamento fra rivelatore e amplificatore), C
F
la capacit di reazione e
C la capacit totale del nodo dingresso, (C = C
t
+ C
F
). Se il guadagno A dellamplificatore
molto maggiore dell'unit e la capacit Miller (AC
F
) molto maggiore di C
t
, allora la risposta al
segnale alluscita dellamplificatore di carica un gradino di tensione di ampiezza Q/C
F
.

28
Non lavorano in regime impulsivo gli amplificatori di carica utilizzati nella misura delle vibrazioni meccaniche,
perch la loro funzione quella di convertire in una tensione la carica elettrica, funzione del tempo, generata da un
trasduttore piezoelettrico in risposta alle vibrazioni a cui soggetto.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 25
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Calcolando luscita del formatore, con funzione di trasferimento H(s) = ts/(1+ts)
2
, si trova un
impulso di ampiezza Q/eC
F
(dove e = 2.718...).
Lo spettro del rumore alluscita dellamplificatore (conglobando in I
n
2
qualsiasi altro
contributo al runore di corrente)
S(e) = I
n
2
/e
2
C
F
2
+ V
n
2
C
2
/C
F
2

Il corrispondente valore quadratico medio V
n eff
2
alluscita del formatore si calcola utilizzando il
metodo della banda equivalente di rumore trattato nel paragrafo 2, applicandolo separatamente ai
due contributi dello spettro (a cui competono due diverse funzioni di trasferimento). Si ottiene cos:
V
n eff
2
= (1/8C
F
2
)[t I
n
2
+ V
n
2
C
2
/t]
che al variare di presenta il minimo
V
n eff
2
= (V
n
2
I
n
2
C)/ (4C
F
2
) per t = C (V
n
2
/I
n
2
)
1/2
= CR
n
.
Imponendo luguaglianza, alluscita del formatore, del valore efficace V
n eff
del rumore e
dellampiezza Q/eC
F
del segnale, si ricava la seguente espressione per la carica equivalente di
rumore in ingresso:
(39)
e
ENC = e
2 2
n
n n
Ck T
CV I =

che ne evidenza la dipendenza dalle capacit del circuito e dalla temperatura di rumore
dell'amplificatore. La carica ENC pu essere espressa in unit di carica elementare, dividendola per
q
e
, oppure in energia, ricordando che la rottura di un legame covalente nel silicio richiede circa 3,6
eV.

9. Cenni sul rumore dei dispositivi
29


Tutti i dispositivi a giunzione pn sono evidentemente soggetti a rumore shot in relazione alle
correnti che ne attraversano le giunzioni. Allo stesso modo tutti i dispositivi nei quali sia presente
una resistenza sono soggetti a rumore termico.
In generale gli spettri di rumore dei dispositivi elettronici sono approssimativamente costanti
in una regione di frequenza che pi o meno estesa a seconda del tipo di dispositivo, con

29
C.D. Motchenbacher, J.A. Connelly Low-Noise Elctronic System Design, J.Wiley&Sons, 1993

G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 26
Universit di Roma Sapienza - Dipartimento di Fisica
particolare riguardo alle tecnologie realizzative
30
. In questa regione il rumore dominato dagli
effetti fondamentali anzidetti; a frequenze inferiori si manifesta leccesso 1/f; a frequenze superiori
il rumore riportato in ingresso tende ad aumentare sia a causa di accoppiamenti capacitivi sia per
linevitabile riduzione del guadagno, e si manifestano inoltre effetti di correlazione fra gli spettri di
rumore di tensione e di corrente.
Nel caso dei transistori a giunzione, nella connessione a emettitore comune, leffetto shot si
manifesta indipendentemente allingresso (corrente di base I
B
) e alluscita (corrente di collettore I
C
)
e si pu rappresentare pertanto con due generatori di rumore di corrente disposti rispettivamente fra
base ed emettitore e fra collettore ed emettitore. Si deve poi considerare il rumore termico della
resistenza di base r
bb
, che si rappresenta con un generatore di rumore di tensione disposto in serie
alla base.
Volendo rappresentare il rumore nella forma standard introdotta nel 7, occorre riportare in
ingresso il rumore shot duscita, dividendolo per la transconduttanza del dispositivo: g
m
~ 1/r
e
, dove
r
e
~ V
T
/I
C
= kT/q
e
I
C
la resistenza dinamica della giunzione base-emettitore. Gli spettri di potenza
dei due generatori in ingresso sono pertanto:
(40) I
n
2
= 2q
e
I
B
(41) V
n
2
= 4kTr
bb
+ 2q
e
I
C
/g
m
2
= 4kTr
bb
+ 2k
2
T
2
/q
e
I
C

dove il contributo shot allo spettro di tensione, inversamente proporzionale a I
C,
domina a basse
correnti di collettore mentre a correnti pi elevate (I
C
> kT/2q
e
r
bb
) domina il contributo termico di
r
bb
. Si noti per che le espressioni date sopra forniscono soltanto dei limiti inferiori per il rumore,
dato che in pratica esso soggetto anche a contributi di tipo 1/f (fra cui leffetto della corrente di
base che attraversa la resistenza r
bb
).
Nel caso dei transistori FET a giunzione
31
, il rumore shot allingresso assai minore rispetto
ai BJT, dato che riguarda la corrente I
G
di una giunzione polarizzata inversamente (sia pure con le
cautele menzionate a pag. 14). Il rumore termico del canale, che si manifesta alluscita del
dispositivo con spettro di potenza dato approssimativamente
32
da 4kT(2g
m
/3), pu essere riportato

30
Queste tecnologie possono essere diverse anche per dispositivi con la stessa sigla, ma che per esempio provengono
da costruttori diversi.

31
P. Rako Your friend, the JFET http://www.edn.com/blog/Anablog/35759-Your_friend_the_JFET_.php

32
Il fattore 2/3 deriva dalla natura distribuita del canale dei dispositivi a effetto di campo.
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 27
Universit di Roma Sapienza - Dipartimento di Fisica
in ingresso, anche in questo caso dividendolo per la transconduttanza del dispositivo. Gli spettri di
potenza dei due generatori in ingresso sono pertanto:
(42) I
n
2
= 2q
e
I
G
(43) V
n
2
= 4kT (2/3g
m
)
dove si ricorda che la transconduttanza aumenta con la corrente di polarizzazione di drain
proporzionalmente a \I
D
e si nota che al rumore di corrente, al di sopra di una frequenza
tipicamente dellordine di 10 kHz, va aggiunto un contributo (dovuto allaccoppiamento capacitivo
fra drain e gate) che presenta correlazione con il rumore di tensione. In questi dispositivi leccesso
1/f si manifesta nel rumore di tensione, con frequenze dincrocio tipicamente fra 1 e 100 Hz, mentre
generalmente trascurabile nel rumore di corrente. Questultimo, peraltro, dipende assai
vivacemente dalla temperatura. Si noti anche che nei transistori MOS il rumore 1/f domina fino a
frequenze relativamente elevate (100 kHz 1 MHz), tanto maggiori quando minori sono le
dimensioni della regione attiva dei dispositivi.
Le prestazioni di rumore dei dispositivi possono essere migliorate raffreddandoli: in tal
modo, naturalmente, si riduce il rumore di origine termica ma non il rumore shot, se non
indirettamente. La tecnica del raffreddamento, in effetti, presenta scarsa utilit nel caso dei
transistori bipolari, perch il guadagno di corrente diminuisce abbastanza rapidamente al calare
della temperatura. Pi vantaggiosa si presenta invece questa tecnica nel caso dei FET. Riducendone
la temperatura, infatti, non solo diminuisce il rumore termico del canale ma si ha anche un aumento
della mobilit dei portatori e quindi della transconduttanza, con una corrispondente riduzione del
rumore. E diminuisce anche il rumore shot associato alla corrente di gate, perch questa corrente si
riduce fortemente al diminuire della temperatura. Per questi dispositivi si ha una condizione di
ottimo attorno a 120-150 K.
Dato che nelle due famiglie di dispositivi le tensioni di rumore sono dello stesso ordine di
grandezza, ma nei FET le correnti di rumore sono assai minori, ne consegue che questi ultimi
presentano le temperature di rumore pi basse e le resistenze di sorgente ottimali pi alte, come
mostrato nella tabella qui sotto.
Notiamo infine che per ottenere prestazioni di rumore decisamente migliori rispetto a quelle
dei dispositivi usuali occorre fare ricorso ai dispositivi elettronici superconduttori basati sulleffetto
Josephson. Gli SQUID a radiofrequenza (rf SQUID), in particolare hanno temperature di rumore
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 28
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attorno a 10
-3
K, mentre gli SQUID in continua (dc SQUID) consentono di arrivare fino a 10
-5
10
-6

K.
Valori indicativi approssimati del rumore a 1 kHz di alcuni dispositivi elettronici
Dispositivo spettro dampiezza del
rumore di tensione
[nV/\Hz]
spettro dampiezza del
rumore di corrente
[fA/\Hz]
Temperatura
di rumore
[K]
Resistenza
di rumore
[O]
BJT, I
C
=0.2 mA 1.8 1000 65 1.8 k
BJT, I
C
=1 A 14 50 25 300 k
LM394, I
C
=1 A
BJT superbeta 2.5 160 15 15 k
FET 4 10 1.5 400 k
FET a basso rumore 0.6 2 0.043 300 k
FET raffreddato 0.9 0.5 0.015 2 M
ampl. op. 741 30 300 320 100 k
ampl. op. OP-27 3 300 33 10 k
ampl. op. OPA-111 6 0.4 0.09 15000
ampl. EL2125 0.83 2400 72 350


9. Cenni sulla progettazione a basso rumore.

I criteri generali per la progettazione di amplificatori a basso rumore consistono innanzitutto nella
scelta del dispositivo amplificatore d'ingresso pi adatto allapplicazione considerata, definita dalla
regione di frequenza di interesse e dal valore dellimpedenza della sorgente del segnale, e poi
nelladozione di scelte circuitali mirate a degradare il meno possibile le prestazioni di rumore del
dispositivo. Un indice assai efficace della qualit di un progetto infatti il rapporto fra la
temperatura di rumore del dispositivo e quella complessiva del circuito.
Ci significa in primo luogo assegnare allo stadio dingresso un guadagno tale da poter
trascurare il rumore degli stadi successivi. In secondo luogo necessario curare con estrema
attenzione il circuito dingresso, nella scelta dei valori e dei tipi di componenti, analizzando per
ciascuno il contributo al rumore totale. Particolarmente insidiosa a tale proposito pu risultare la
scelta dei condensatori.

Esercizio. Il contributo di rumore di un condensatore. Allingresso di un amplificatore con rumore di tensione di 1
nV/\Hz viene disposto in serie un condensatore da 10 nF con tango = 10
-3
. Calcolate il rumore di tensione complessivo
V
n
del circuito alla frequenza di 100 Hz.

Nel caso di sorgenti di impedenza relativamente bassa (approssimativamente fino a 10 kO),
nel circuito si potr utilizzare un transistore bipolare, polarizzato a correnti tali da rendere
G. V. Pallottino Maggio 2011 Appunti di Elettronica - Parte IX pag. 29
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trascurabile leffetto shot dovuto alla corrente di collettore e scelto fra i dispositivi che presentano
basso valore di r
bb
.
Nel caso di impedenze di sorgente pi elevate converr invece utilizzare un transistore a
effetto di campo. Per ottenere un basso valore del rumore di tensione si sceglier un dispositivo con
elevata transconduttanza, polarizzandolo a corrente di drain prossima a quella di saturazione (I
DSS
),
ma con basso valore di caduta V
DS
, in modo da ridurre la dissipazione di potenza e quindi il
riscaldamento del FET, che presenta, per quanto detto sopra, varie conseguenze negative ai fini del
rumore. Per ottenere un basso valore del rumore di corrente si sceglier un FET con basso valore di
I
G
, ma occorrer attenzione al resistore di polarizzazione della porta, che dovr presentare un
elevato valore di resistenza effettiva alle frequenze di interesse anche tenendo conto delleffetto
Boella ( parte II, pag. 15).
Poich, in generale, limpedenza della sorgente di segnale data a priori, pu darsi che si
ponga il problema di realizzare il corretto adattamento dimpedenza fra la sorgente e la resistenza di
rumore del dispositivo prescelto, pi precisamente quella dello stadio dingresso. I trasformatori
offrono grande flessibilit di adattamento, ma limitano la banda, introducono a loro volta rumore e
possono anche creare problemi di captazione di disturbi. In alternativa, quando possibile, conviene
utilizzare la tecnica di Faulker, che meno flessibile ma fornisce ottime prestazioni.
In alternativa allimpiego di un trasformatore, una soluzione spesso adottata per ridurre il
rumore di tensione (tecnica di Faulkner) consiste nel disporre in parallelo N dispositivi. Si dimostra
facilmente che se questi hanno tutti lo stesso rumore di tensione V
n
e di corrente I
n
, e la stessa
transconduttanza, il rumore di tensione complessivo V
n
/\N e il rumore di corrente I
n
\N,
mantenendo quindi costante il valore della temperatura di rumore, ma alterando, in modo simile a
un trasformatore, il valore dellimpedenza di rumore. C, tuttavia, un prezzo da pagare: la capacit
dingresso vista dalla sorgente aumenta corrispondentemente, come del resto usando un
trasformatore in salita