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la Repubblica

DOMENICA 21 APRILE 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Giambattista Tiepolo (1696-1770). Inizia a lavorare nella bottega di Lazzarini, ma presto si mette in proprio fino a diventare tra i maggiori decoratori del Settecento. Affresca palazzi e ville veneziane. Trascorre lultima parte della vita a Madrid

Venezia, dietro Rialto, si apre un campo dominato dalla facciata di mattoni, incompiuta, di una chiesa settecentesca: Santa Maria della Consolazione o piuttosto, dal nome del rio che vi scorre, Santa Maria della Fava. l, sul primo altare a destra, che ho cominciato a capire Tiepolo. Pittore elusivo e prolifico, lavevo sempre ammirato con limpressione che, di lui, mi sfuggisse lessenziale. Si tratta di una pala di dimensioni ragguardevoli (pi di tre metri e mezzo per due). Non sappiamo da chi gli venne commissionata. Certo Tiepolo impieg poco tempo a realizzarla: la sua velocit esecutiva era prodigiosa. Il quadro raffigura una ragazzina vestita di luce, in piedi su una pedana, sulla terrazza recintata da una balaustra a colonnette di un edificio di cui sintravede solo un pilastro con capitello ionico. Il volto serio, malinconico e senza sorriso illuminato da una celestiale luce incandescente, la ragazzina indica, col dito, un rigo sulla pagina di un volume che pare sospeso in aria (o forse sorretto da tre cherubini) a una donna anziana, dal naso adunco, il volto naturalisticamente ragnato di rughe. Un vecchio barbuto prega a mani giunte, il viso rivolto verso lalto. Sopra di loro, invisibili ai protagonisti, tre angeli di disarmante bellezza. La ragazzina Maria, gli anziani Anna e Gioacchino, suoi genitori. Il titolo recita: Leducazione di Maria. Il soggetto delleducazione di Maria, inconsueto nel Rinascimento (ricordo Pinturicchio, Pomarancio e un toccante affresco di scuola romana nella chiesa di SantOnofrio a Roma), acquist crescente popolarit nel corso del 600. Quando, anche se leducazione delle fanciulle rimase trascurata e trascurabile, si svilupparono congregazioni dedite alleducazione dei fanciulli e tra queste in particolare gli Oratoriani, titolari della chiesa della Fava. Tiepolo comunque era gi affascinato dal tema, e ne realizz almeno tre varianti preliminari. Questa dovette ritenerla perfetta, perch mai in seguito riprese largomento. Delleducazione di Maria tacciono i Vangeli canonici, e gli apocrifi introducono la leggenda della Presentazione: consacrata a Dio, la Vergine bambina sarebbe stata affidata da Anna e Gioacchino ai sacerdoti, ed educata fino alla pubert nel Tempio di Gerusalemme, dove la servivano e la nutrivano gli angeli. I padri della Chiesa promossero invece una versione diversa: fu educata in casa, dai suoi genitori. Ma i suoi veri pedagoghi furono la Grazia e il Verbo. Ora, nella pala di Tiepolo come nelle altre, il fulcro delleducazione casalinga di Maria la lettura. Maria legge. Le Sacre Scritture, sintende. Tuttavia, per un popolo di non-lettori incalliti come il nostro, limmagine di una ragazzina che legge acquista una forza simbolica che travalica il suo significato letterale. Nel 1732 Tiepolo, trentaseienne, gi pittore celebre. Si presto emancipato dal suo maestro

LOPERA
Giambattista Tiepolo: Leducazione di Maria (1732) Venezia Santa Maria della Fava

KLEE

Ad Parnassum (6 gennaio)

BEATO ANGELICO

Annunciazione (13 gennaio)

KOKOSCHKA

La sposa del vento (20 gennaio)

ACHEROPITA

Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

POLLOCK

Full Fathom Five (3 febbraio)

RAFFAELLO

Ritratto di Leone X (10 febbraio)

BCKLIN

Lisola dei morti (17 febbraio)

Il lungo addio degli angeli di Tiepolo sospesi sullEducazione di Maria


MONDRIAN CORREGGIO MATISSE GIOTTO DE STAL

DI COSIMO

La morte di Procri (24 febbraio)

Lalbero grigio (3 marzo)

Giove e io (10 marzo)

Violinista alla finestra (17 marzo)

Resurrezione di Lazzaro (24 marzo)

Footballeurs (31 marzo)

LEONARDO Uomo vitruviano (7 aprile)

CEZANNE La montagna Sainte-Victoire (14 aprile)

Lazzarini, ha bordeggiato la pittura tenebrosa tardobarocca, ha sbalordito per capacit dinvenzione e virtuosismo tecnico; ha decorato soffitti di ville e palazzi con affreschi storici e profani; stato chiamato da farmacisti e aristocratici antichi o recenti, dal doge e dal vescovo. In questa pala si confronta col rivale poco pi anziano, Piazzetta, che ha gi digerito e superato. Forse per rispettoso omaggio, forse per maliziosa sfida, o forse per dovere: alla Fava, la pala pi grande era di Piazzetta. Tiepolo dipinge la propria usando i toni bruni e il chiaroscuro deciso dellaltro, presta ai suoi personaggi il plasticismo e le fisionomie di quello. Ma Tiepolo assorbe ogni suggestione dai contemporanei per trasformarla in qualcosa di irriducibilmente suo. E non sono solo la luminosit intensa e i colori nellarmonizzare i quali, mediante il contrapposto, diverr insuperabile. Qui dei futuri, preziosi colori tiepoleschi appare soltanto il blu di Prussia del manto di Maria, il bianco avorio dellabito e della nube che lavvolge, e la raffinatissima gamma dei gialli, culminanti nella seta del cuscino su cui si appoggia langelo dalle ali spiegate. E dei cieli che dipinger come nessuno c solo uno spicchio azzurro. la grazia austera che compenetra e lega i gesti, lassenza di espressione dei volti, la sospensione di significato. La scena di pedagogia domestica richiesta al pittore diventa infatti un mistero allusivo e segreto. Assistiamo a un evento che anche un miracolo: linvisibile che si manifesta. Qualcuno sta insegnando a leggere a Maria: e non sua madre. Non sono neppure i tre angeli che guardano la scena. Corporei, quasi pagani, questi angeli torneranno in molte altre opere di Tiepolo. La loro presenza non funzionale allazione. Sono dei mediatori del soprannaturale, che consentono alla bellezza di farsi visibile. Ma il loro messaggio non sar raccolto. Negli anni Trenta del 700 i veneziani non credevano pi agli angeli, e la pittura religiosa stava per eclissarsi: la pala della Fava lestrema visione di una tradizione sacra agonizzante. Presto la pittura diventer altro. Esibizione di ricchezza, fasto e potere, allegoria di se stessa. E Tiepolo avrebbe finito per lasciare la sua Venezia e inseguire in tutta Europa la gloria che quella nuova pittura frivola e lieve prometteva. Gli angeli della Fava gi prendono congedo dagli uomini: dora in poi, non creduti e superflui, osserveranno la loro vita dallalto, con unindifferenza languida che gi sintomo di estraneit. E Tiepolo sar, forse, con loro. Nulla sappiamo della sua vita intima o dei suoi pensieri. La sua biografia la sua opera. La sua pittura perder contatto con la realt e con la storia, e non vorr offrire significati n essere vera diventer un teatro, una mascherata, un sogno dolce, una festa per gli occhi e per i sensi: ma lui sar, come i suoi angeli, altrove.
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