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Vipera aspis: particolare dellocchio

TUTTONATURA RUBRICA DI NATURA, ECOLOGIA , ETOLOGIA PICCOLI, BRUTTI E CATTIVI ?

Certo una vipera comune (Vipera aspis) incontrata per caso durante una passeggiata ecologica, nella maggior parte degli individui provoca sentimenti di paura e ribrezzo, di conseguenza si tende a definirla anche 1

brutta: quella pelle lucida, la lingua biforcuta e saettante, gli occhi con espressione fissa e cattiva. Le dimensioni poi, rispetto alle nostre, sono decisamente piccole ed ecco che il titolo di questo articolo pienamente spiegato. Stiamo parlando di tutti quei piccoli animali, delle nostre latitudini, che possono provocarci dei danni pi o meno gravi se, volutamente od inavvertitamente, abbiamo la ventura davere con loro un incontro ravvicinato.

Vipera aspis nel suo ambiente

Abbiamo gi parlato della vipera, la quale, nonostante possa iniettare una dose di veleno nettamente superiore ad ogni altra specie nostrana di 2

piccoli animali potenzialmente pericolosi, non la pi pericolosa in assoluta; tanto vero che i casi di decesso da morso di vipera sono rarissimi e la presunta pericolosit pi che altro ingigantita credenze popolari che, invece, stranamente, calabroni (Vespa crabro). Questi s molto pericolosi, irascibili ed aggressivi, sia in gruppo che isolati. Casi mortali di puntura da calabrone si verificano ogni estate sia per choc anafilattico provocato da una sola puntura, sia da attacco e puntura di pi esemplari sulla stessa vittima. Il veleno, pi che iniettato sotto pressione, come fa la vipera, dotata di denti canicolati, viene deposto sulla ferita provocata meccanicamente dal pungiglione addominale seghettato. Lacido formico, concentrato , entra cos a contatto con i vasi capillari recisi ed entra altres in contatto con i terminali nervosi trasmettendo unimmediata sensazione di dolore acutissimo, cui segue limmediato gonfiore e tumefazione . Personalmente e fortunatamente non ho, per il momento, subito punture di calabrone, anche perch, nonostante abbia pi volte fotografato ed osservato grossi nidi dello stesso, lho sempre fatto da distanza di sicurezza. E curioso osservare che tale distanza non costante, ma varia da colonia a colonia e dalle condizioni meteorologiche: ad esempio con tempo fresco od al mattino presto, tale distanza molto inferiore a quella permessa a mezzogiorno ed in pieno sole estivo. dalle non raccontano della

pericolosit molto pi reale di un incontro ravvicinato con uno sciame di

Come Semplice!

ci

si

accorge

di

aver

superato

tale

distanza?

Vespa crabro (calabrone) particolare del pungliglione Per la pelle di cappone che provoca limprovviso agitarsi ed alzarsi in volo delle vespe guardiane, con ronzio lintruso che , a questo nido, in modo possibile. 4 pesante e volo diretto verso punto DEVE obbligatoriamente allontanarsi,

possibilmente lentamente ed in maniera obliqua rispetto allimbocco del da defilarsi alla vista delle sentinelle nel minor tempo

Come dicevo , non sono mai stato punto da un calabrone, ma da due vespe generiche (Paravespula germanica) contemporaneamente s. Queste ultime sono grandi circa la met di un calabrone, perci . se tanto mi d tanto Parlando del calabrone abbiamo esaurito largomento pungiglione addominale comune a tutti gli insetti imenotteri (dal greco : con le ali sottili e membranose) quali vespe, api e bombi. Le formiche sono anchesse imenotteri, ma, possono solo spruzzare lacido formico, non essendo dotate di

pungiglione

Sarcophaga carnaria ( moscone grigio della carne)

Parliamo ora dei ditteri (dal greco:due sole ali-tutti gli altri insetti sono provvisti di due paia dali variamente foggiate). Mosche, zanzare e tafani, veri flagelli estivi, allapparenza meno pericolosi dei calabroni e delle vipere, ma da non sottovalutare. 6

Tutti noi abbiamo scacciato le comuni mosche domestiche ( Musca domestica) quando, con tempo afoso, succhiano talmente forte le nostre secrezioni epidermiche per trarne nutrimento che, alla fine ci sentiamo pizzicare. Che dire poi delle zanzare femmine (Culex pipiens); persino inutile parlarne tanto diffuse e fastidiose sono, nelle sere destate, fino a che, come per incanto, quando la temperatura notturna scende sotto un certo livello, sparire sazie nei loro anfratti a digerire i nostri globuli e maturare le loro uova. Meno conosciuto, anche perch pi campagnolo, il tafano ( Tabanus) nelle sue varie specie. Questo dittero dotato di uno stiletto corneo affilatissimo che riesce a muovere in senso verticale a velocit supersonica, lacerando cos i vari strati . In questo modo la vittima resta ignara di ci che le sta accadendo. Tale secrezione serve anche ad impedire al sangue di coagulare, caratteristica comune a tutti i ditteri con apparato boccali pungente e succhiatore. Quando dalla ferita, provocata dallo stiletto, comincia a fluire regolarmente il sangue, entra in funzione la pompa aspirante, della quale mosche e tafani sono dotati, ed il pasto, a nostre spese, consumato. I postumi di tale trattamento sono : un gonfiore pi o meno accentuato con la sommit decorata dalla crosticina della ferita. Nulla di grave se non fosse che, a volte, il tafano riesce a depositare nella ferita degli agenti patogeni che infettano la parte colpita ed altre 7 di pelle sia di uomini che di animali, mentre , contemporaneamente, una specie di saliva anestetizza i terminali nervosi

volte, per esagerata reazione degli anticorpi della vittima, si ha lo choc anafilattico che pu portare, fortunatamente solo in rarissimi casi, fino al decesso. Altri ditteri, dei quali ho personalmente un brutto ricordo, sono i pappataci ematofagi, ovvero mangiatori di sangue, i quali, in autunno, devono accoppiarsi e deporre le uova, di conseguenza le femmine (ancora loro!) cercano il nutrimento sui mammiferi, prediligendo, zona attorno agli occhi che, per reazione, si gonfia oltre misura. Altri incontri, invero molto pi rari, si possono fare con gli aracnidi, come ragni e scorpioni, questi ultimi pi comuni di quanto non si creda, ma, per fortuna di piccola taglia e di conseguenza solo dolorosi e non letali come i grossi scorpioni africani. Certo lappassionato studiosi dinsetti o anche di fiori che passa quindi molto tempo a contatto con la Natura sul campo pi soggetto ad incontri poco simpatici con i tanti abitatori di questi ambienti. Daltronde, a ben pensarci, tutti questi animali non fanno altro che quello per il quale sono stati programmati dalla Natura: difendere la loro vita, procurandosi cibo ed in estrema sintesi, come pi volte abbiamo cercato di dimostrare su queste pagine: perpetuare la specie! la

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