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Giornate di Studio CUNSTA, 2013 Milano, Universit Cattolica, gioved 28 febbraio, venerd 1 marzo 2013 FARE LA STORIA DELLARTE

OGGI Primo Incontro - La prospettiva storica. Ipotesi di discussione e rifondazione Andrea De Marchi, Universit degli Studi di Firenze Quando inizia e quando finisce la Storia dellarte medioevale? La domanda sui termini della periodizzazione dellarte medioevale non puramente accademica. E una domanda che investe il senso e il metodo di una disciplina, la sua stessa specificit. Definire i limiti definire unidentit. Come per luso di grandi categorie (come romanico, gotico, bizantino), che semplificano tremendamente la realt eppure sono utili, la delimitazione del campo comporta il rischio di gravi schematismi. Le cesure periodizzanti non sono univoche, ad esempio semplificano geografie pi complesse e variegate sul ritmo vincente delle capitali dellinnovazione. E per servono, se si vogliono individuare gli snodi cruciali della storia, il segreto dei grandi rivolgimenti. E una sfida a cui non ci si pu sottrarre. A meno di adagiarsi su convenzioni meccaniche, facili da applicare, ma culturalmente inerti. Come decidere che la storia dellarte medioevale finisce col 1492 perch la nostra declaratoria di settore fa riferimento allet medioevale e la declaratoria di M-STO/01 comprende il secolo XV, in linea con quel tradizionale displuvio. O come fissare un termine secco allanno 1400: cos nellEAM sono inclusi gli artisti di cui si conoscono opere datate entro quellanno, esclusi gli altri: Giovannino de Grassi s, Lorenzo Salimbeni no (per un anno!). Ricordo le polemiche di Giovanni Previtali contro le periodizzazioni paradossalmente si trovano ad essere scissi e alla fine sacrificati i momenti di accelerazione innovativa che guarda caso cadono a cavaliere dellanno 1300 o dellanno 1600. Il mio punto di vista in questo dibattito un punto di vista liminale, di frontiera. Forse molti mi considerano uno storico dellarte medioevale spurio, un po bastardo, ma io vorrei rivendicare le ragioni della mia appartenenza a questo campo disciplinare, in cui pratico linsegnamento ormai da 18 anni, premettendo per lauspicio che si dia maggiore dignit alle interrelazioni tra questi settori. La storia dellarte tramata profondamente da risorgenze e revival, una storia dellarte che uno studio in primo luogo sulle opere nella loro natura di prodotto intellettuale e materiale e sul loro contesto originario non pu permettersi il lusso di parcellizzare e settorializzare le competenze. I nostri maestri hanno spaziato su epoche lontane fra loro e questo esercizio costante ha vivificato il loro magistero da Longhi a Panofsky, da Ragghianti a Shapiro. Nella carriera
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adagiate sulle scansioni secolari, base della Pittura in Italia Electa da lui aborrita, per cui

si applichi ai contesti e la declaratoria dei macro-settori lo sottolinea giustamente, parlando di

accademica tedesca per conseguire unabilitazione necessario applicarsi su temi diametralmente opposti, come la pianta dellabbazia di San Gallo e la pittura fiorentina del rinascimento, le vetrate della basilica di San Francesco ad Assisi e la scultura romana del settecento (e cito casi precisi). Ergere steccati segno solo di gregarismo esasperato e di una miopia culturale di fondo, i cui effetti si sono misurati da noi anche in alcune clamorose mancate conferme. E paradossale che venga penalizzato chi ha competenze pi varie in favore di unorgogliosa patente di purezza identitaria intesa come sola garanzia di competenza, mentre dal confronto fra realt diverse che scaturiscono livelli superiori di comprensione critica. Il dramma odierno, non solo nella storia dellarte, leccessiva specializzazione dei saperi, e il conseguente impoverimento del respiro culturale. N mancano artifici e arbitri. Perch uno storico della miniatura sempre e comunque un cittadino legittimo di L-ART/01, anche se si occupa di Giulio Clovio? Forse che la miniatura e via dicendo? Ragionando di periodizzazioni non si pu non denunciare il rischio di immolare sullaltare delle per un discorso storico. Nei manuali il capitolo sul gotico internazionale in genere slitta al principio del tomo successivo rispetto a quello dellarte medioevale e alla fine unappendice che non appartiene a nessuno, dimenticata dagli uni e dagli altri. Una stagione che ha tempi differenziati, perch tenacissime sono le persistenze del gotico in determinati contesti, lenta e contrastata laffermazione lungo il secolo XV delle novit rinascimentali. La traduzione letterale Cinquecento come Erhart o Riemenschneider. Non possibile tagliare con laccetta un processo di di tardogotico in tedesco, Sptgotik, vuol dire unaltra cosa, investe scultori a cavallo fra Quattro e trasformazione cos grandioso e contraddittorio. In un saggio del 2000 Giovanni Lorenzoni metteva in evidenza i tempi diversi della fine del Medioevo, sottolineando ad esempio la longue partizioni forti adottate le fasi di transizione, che sono poi le pi complesse e le pi affascinanti

non va studiata in correlazione con le altre arti, cos come il disegno, la grafica, le arti decorative,

dure degli stilemi gotici nellarchitettura europea, ma pure affermando come larte prospettica fissi un termine invalicabile culturalmente, non cronologicamente, perch Pisanello appare come
un ultimo cantore triste del gotico internazionale, perci pu far parte ancora del medioevo, pure essendo vissuto e morto successivamente a Brunelleschi e Masaccio.

Per non sacrificare un momento cos centrale nella storia dellarte occidentale, il TreQuattrocento, emarginandolo dal cuore delle discipline di Storia dellarte medioevale e Storia dellarte moderna, potrebbe ovviare la proposta di scorporare e dare autonomia ad una storia dellarte del Rinascimento, intesa vasarianamente, da Nicola Pisano e Giotto fino alla maniera moderna. Sono fermamente convinto del contrario e della bont delle partizioni invalse, purch queste non siano applicate con rigidit restrizionista da entrambi i fronti. E forse proprio partendo dalla frontiera, da questa frontiera cos combattuta, che ci si pu chiarire le idee su quali possano essere le costanti di fondo che identificano larte medioevale, in unaccezione ampia, non rigida e meccanicistica: costanti interpretative e metodologiche, non meramente annalistiche.
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Ne propongo alla vostra riflessione quattro: 1. 2. 3. 4. CONTESTI LACERATI

SERIAZIONI NON LINEARI ARTE MEDIOEVALE COME META-DISCORSO DECOSTRUZIONE E RICOMPOSIZIONE DI UNA SINTASSI

1. CONTESTI LACERATI I contesti medioevali non sono mai integri, i monumenti vanno letti attraverso il filtro delle stratificazioni successive. E un tessuto che va ricomposto a partire da massicce decimazioni e profonde alterazioni. E necessario risarcire, mentalmente e visivamente, ipotetiche. Un paradigma quello della centralit perduta dei

contesti originari radicalmente diversi o affidati in toto a restituzioni indiziarie ed nellorganizzazione degli spazi interni delle chiese e delle decorazioni che vi insistevano, abituale per i fedeli laici. Queste operazioni richiedono strumentazioni complesse e tramezzi

vere e proprie facciate interne al limite fra la zona pi sacra, attorno al coro, e laula specifiche: attenzioni esasperate ai restauri e alle alterazioni dei materiali, valorizzazione di indizi apparentemente minori ma che possono invece rivelarsi decisivi per risalire dal frammento al tutto originario; costante attenzione alla qualificazione ambientale ed architettonica, che sempre basilare, ma pi che mai nellarte medioevale, dove la scultura monumentale non si d se non come complemento dellarchitettura; lettura archeologica delle stratificazioni nei palinsesti; uso di fonti secondarie nella penuria di quelle primarie; conseguente centralit dellepigrafia, cui dobbiamo le smentite pi limpide del luogo valgono in larghissima misura ancora per lo studio del Trecento: frequenti sono le controverse le ricomposizioni dei polittici smembrati, problematiche le restituzioni degli

comune sullartista medioevale con status di puro homo mecanicus. Queste linee guida situazioni confuse da riordinare, rarissimi i complessi integri, insidiosi i riassemblaggi, spazi articolati, a monte degli smantellamenti quattro-cinquecenteschi dei tramezzi, e via dicendo. Studiando Gentile da Fabriano ho dovuto analizzare le profonde alterazioni dei materiali, arrampicarmi nei sottotetti del Broletto di Brescia e del Laterano, interrogare meno familiari ad uno studioso di Cinquecento. frammenti, rintracciare fonti e derivazioni su cicli perduti. Sfide e metodi decisamente

2. SERIAZIONI NON LINEARI


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Un paradigma di questa problematica potrebbe essere il famoso affresco palinsesto di Santa Maria Antiqua, dove tre strati di intonaci sovrapposti e variamente lacunosi presentano tre stili la cui seriazione, indubbia per levidenza archeologica, non corrisponde ad una progressione o regressione univoca tra le due polarit di un linguaggio pi naturalistico e pittorico o pi astratto e linearistico. Nellarte medioevale la diacronia non unilaterale, minata dalla coesistenza di ritmi diversi, intessuta in maniera contradditoria di rinascenze e standardizzazioni, salti in avanti e ritorni. La forza dei modelli performante. Le nuove acculturazioni sono spesso controverse e contrastate, mentre in et moderna, nonostante che la dialettica fra centro e periferia non muoia mai, che innescano discussioni anche accese sulle tanto pi incerte cronologie, nascono spesso pi rapido e tempestivo ladeguamento alle innovazioni. Le sfide interpretative maggiori, da coesistenze brucianti, rispetto alle quali non bisogna per derogare dallesercizio del giudizio critico, pena la rinuncia ad una dimensione di autentica esegesi storica in favore di una mera registrazione archeologica, avalutativa. Che il pulpito del Battistero di Pisa di Nicola sia contemporaneo di quello bigarelliano di Barga fa riflettere. Alla dialettica fra centro e periferia nellarte medioevale si aggiunge il valore ideologico annesso alla conformit al prototipo, per cui si arginano tendenzialmente gli scarti dalla norma e si rimanda in ultima istanza alla legittimit di un archetipo ideale, acheropita.

3. ARTE MEDIOEVALE COME META-DISCORSO

Un terzo paradigma possono essere gli spolia. Limmagine di drammatica inadeguatezza forme nuove a compararsi con lantico, visto come qualcosa a cui non si pu rinunciare, ma che al tempo stesso irrimediabilmente lontano e quasi inattingibile e deve pertanto estrapolata, tagliata di traverso e montata a rovescia nel paramento esterno del Duomo di copia infedele, tendenziosa, interpretativa. Lartista essenzialmente riproduce, come pintor essere reinventato. Attraverso la rifunzionalizzazione dello spolio, come lepigrafe romana

del nano sopra le spalle di un gigante sintetizza la tensione costante e sempre rigenerata in

Pisa, si opera una nuova attribuzione di senso. Linterpretatio christiana scaturisce dalla che con essemplo pinga. Nel Medioevo i concetti di copia e di invenzione non sono antinomici. Tutto rilettura, ma sono riletture mai uguali, bens variamente modulate e in San Marco a Venezia la Fortezza nel mosaico della cupola dellAscensione a paragone di ricolorate. Come lEsdra del Codex amiatinus e il San Matteo dei Vangeli di Lindisfarne. O quella scolpita nellarcone del portale centrale, che ne deriva, ma copiando recupera sorprendentemente il vitalismo e lespressivit della radice antica che stava a monte della figurazione musiva pi schematica. O ancora come le tavolette giovanili di Paolo
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Veneziano a Pesaro che parafrasano le scene della Scrovegni, ma pur nellomaggio neanche tanto dissimulato producono qualcosa di completamente diverso ed autonomo.

4. DECOSTRUZIONE E RICOMPOSIZIONE DI UNA SINTASSI E legittimo partire dallarco di Costantino e considerarlo, simbolicamente, come il primo monumento medioevale. A proiettarlo in tale direzione il suo carattere programmaticamente composito, lassemblaggio costitutivo di sculture dellet di Traiano, di Adriano e di Marco Aurelio e lesecuzione di rilievi che si compongono con queste in una dichiarata concordia discors. Sconfinamenti di questo genere in un dominio che appartiene squisitamente allambito disciplinare dellArcheologia classica (L-ANT/07) e dellArcheologia cristiana (L-ANT/08), sono legittimi ed anzi necessari. Nel citato intervento del 2000 Lorenzoni sosteneva la difficolt di adottare un criterio univoco per fissare linizio dellet medioevale, a seconda delle diverse regioni dEuropa, e comunque lo sostenendo che la data convenzionale del 476 fosse troppo precoce dal punto di vista di uno storico dellarte, pur senza accedere allidea di Pirenne, che vedeva nellaffermazione meno riduzionista necessario, almeno in dissolvenza, ripercorrere le tappe della destrutturazione progressiva e contraddittoria, con andate e ritorni, del linguaggio organico e mimetico di eredit classica, e quindi risalire pi indietro. Alcuni riferimenti sono essenziali per chiudere il cerchio, per comprendere simmetricamente il processo inverso, nel basso Medioevo, di ricomposizione di una sintassi che comincia ad affermarsi in maniera perentoria nella grande statuaria francese e tedesca di met Duecento. In sede didattica un simile grandioso processo pu essere compreso ed inquadrato solo se si procede specularmente con lo studio della decostruzione tardoantica. Questa in ultima analisi la ragione maggiore per cui necessario tenere insieme tutta larte medioevale, con le sue differenti anime, e non amputare la parte finale del Medioevo, progettando nuove aggregazioni. nel Mediterraneo del potere islamico linizio del medioevo, nel secolo VII. In unottica connetteva alle conseguenze dellincontro-scontro fra eredit romana e mondo barbarico,

Nella storia dellarte medioevale convivono anime diverse, anche per metodi. Perch uno studioso

di Trecento parla di attribuzioni, precisi corpora stilistici, autografia, ecc. e invece uno studioso di scultura romanica parla di maestranze al plurale, quasi sottintendendo unidea di autorialit riconosciuto e spesso celebrato, non era tanto diverso. Queste e tante altre sfumature su cui sar anonima e collettiva? Eppure il modo di lavorare in bottega, sotto la guida di un caput magister sempre utile confrontarsi, di pi di quanto non si faccia per solito, sono fra le ragioni per cui
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queste anime diverse devono convivere e dialogare. Non ultimo per una comprensione pi profonda ed articolata delle grandiose transizioni che stanno sulla cerniera tra SSD distinti.

DECLARATORIE

L-ART/01 STORIA DELLARTE MEDIEVALE Comprende, con particolare attenzione allarea europea, gli studi sulle opere architettoniche, scultoree, pittoriche, grafiche, sulla miniatura e le cosiddette arti minori e sulla produzione artigianale nellet medievale, nell'occidente europeo e in ambito bizantino, studi condotti anche con gli strumenti delliconografia e iconologia, della letteratura artistica e della sociologia potenziare la didattica del museo. M-STO/01 STORIA MEDIEVALE Il settore comprende le ricerche che riguardano l'ampio arco cronologico che va dal secolo V al secolo XV e che si intrecciano, per contenuti e metodi, con la storia dell'antichit e dei tempi antico e moderno. Il settore caratterizzato da interdisciplinarit e da un vasto ventaglio di istanze metodologiche che tengono conto della caratteristica connotazione europea e italiana, ma si aprono anche a una indagine sui diversi aspetti dell'espansione europea e quindi di contatto con le altre culture che hanno la loro origine proprio nell'et medievale. Include anche le competenze relative allo studio storico dei fenomeni politico-istituzionali, economico-sociali, religiosi, delle alla metodologia, alle fonti, alla storiografia e alla didattica del settore. 10/B1: relazioni di genere, culturali, militari del periodo considerato. Comprende altres gli studi relativi dellarte, con riferimento alla storia della disciplina e della sua epistemologia, anche allo scopo di

STORIA DELLARTE Il settore si interessa allattivit scientifica e didattico - formativa nel campo dello studio, di carattere storico, della fotografia, del disegno industriale e in generale di tutte le espressioni delle arti visive tra medioevo ed et contemporanea, e dello studio di carattere storico, teorico e metodologico della didattica della disciplina, della letteratura artistica e della critica darte, della storiografia artistica, della storia del gusto, della committenza e della fruizione, del collezionismo, dellorganizzazione dei musei e delle esposizioni, della storia delle tecniche artistiche, della conservazione e del restauro (storia dellarte medievale, moderna, contemporanea , museologia e critica artistica e del restauro). Tale studio fondato in
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dellarchitettura, della scultura, della pittura, della miniatura, delle arti suntuarie, della grafica,

primo luogo sulle opere nella loro natura di prodotto intellettuale e materiale e sul loro contesto originario; si avvale dellanalisi stilistica, iconografica e iconologica, della storia sociale dellarte, della conoscenza dei documenti e delle fonti e della storia della disciplina.