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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI COMMISSIONE PER LA GARANZIA DELLINFORMAZIONE STATISTICA

LA RILEVAZIONE DELLE MIGRAZIONI INTERNAZIONALI E LA PREDISPOSIZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO SUGLI STRANIERI


Rapporto di Ricerca 02.11 Novembre 2002

a cura di: Salvatore Strozza Francesca Ballacci Marcello Natale Enrico Todisco

La Commissione per la garanzia dellinformazione statistica (CGIS), istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il decreto legislativo n. 322 del 1989, art.12, un organo collegiale indipendente chiamato a garantire il principio della imparzialit e della completezza dellinformazione statistica. A tal fine, la CGIS vigila: (a) sulla imparzialit e la completezza dellinformazione statistica; (b) sulla qualit delle metodologie statistiche e delle tecniche informatiche impiegate nella raccolta, nella conservazione e nella diffusione dei dati; (c) sulla conformit delle rilevazioni alle direttive degli organismi internazionali e comunitari; (d) e contribuisce alla corretta applicazione delle norme che disciplinano la tutela della riservatezza delle informazioni fornite allIstat e ad altri enti del Sistema statistico nazionale, segnalando anche al Garante per la protezione dei dati personali i casi di inosservanza delle medesime norme o assicurando altra collaborazione nei casi in cui la natura tecnica dei problemi lo richieda. La serie Rapporti di ricerca raccoglie i risultati di attivit di appositi gruppi di lavoro, promossi e coordinati dalla CGIS in relazione alladempimento dei propri compiti. La responsabilit del contenuto del rapporto degli autori, e non coinvolge la Commissione.

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI COMMISSIONE PER LA GARANZIA DELLINFORMAZIONE STATISTICA Antonio Golini, Presidente Achille Chiappetti Pierluigi Ciocca Marisa Civardi Giulio De Petra Giovanni De Simone Salvatore Distaso Cesare Imbriani Ornello Vitali

Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica Via del Tritone, n.142 00187 Roma tel. ++39-06-6779.6285 fax ++39-06-6779.6525 e-mail: garanziastatistica@palazzochigi.it

INDICE

Capitolo 1 1.1. 1.2. 1.3. 1.4.

Obiettivi, concetti di base, definizioni e criteri operativi ... Principali obiettivi della ricerca ... Definizioni e tipologie di immigrati Criteri di identificazione della popolazione di origine straniera . Tipologie in base alla legittimit o meno dellimmigrazione e della presenza

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Capitolo 2 - Sistemi di rilevazione di flussi e stock di stranieri nei principali paesi europei di accoglimento . 2.1. Unanalisi distinta di stock e flussi .. 2.2. La rilevazione dei flussi migratori ... 2.3. La rilevazione dello stock di popolazione straniera 2.4. I dati diffusi nelle principali pubblicazioni internazionali ... Capitolo 3 - La rilevazione dei flussi e degli stock di popolazione di origine straniera in Italia 3.1. Criteri di analisi delle rilevazioni 3.2. La misura dei flussi migratori degli stranieri .. 3.2.1. I visti di ingresso . 3.2.2. Le autorizzazioni al lavoro concesse a cittadini extracomunitari allestero 3.2.3. Le richieste e le autorizzazioni per ricongiungimento familiare . 3.2.4. I rifugiati, i richiedenti asilo e gli ingressi per motivi umanitari . 3.2.5. I nuovi permessi di soggiorno . 3.2.6. Le iscrizioni e le cancellazioni anagrafiche da e per lestero .. 3.3. Lo stock di popolazione straniera 3.3.1. Gli stranieri legali rilevati attraverso i permessi di soggiorno . 3.3.2. Gli stranieri iscritti alle anagrafi comunali .. 3.3.3. La rilevazione degli stranieri al censimento demografico ... 3.4. Gli altri eventi che incidono sul bilancio della popolazione straniera . 3.4.1. Nascite e decessi .. 3.4.2. Naturalizzazioni ... 3.5. Un quadro dinsieme ... Capitolo 4 - La rilevazione di particolari segmenti di popolazione e di alcuni eventi sociali ed economici degli stranieri in Italia 4.1. Statistiche su formazione e scioglimento delle coppie 4.2. Statistiche sul lavoro 4.3. Statistiche sullistruzione . 4.4. Statistiche sulle condizioni di salute 4.5. Statistiche sulla criminalit .. Capitolo 5 - Alcuni risultati di sintesi dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici nazionali . 5.1. Considerazioni introduttive . 5.2. Alcune caratteristiche delle rilevazioni esaminate .. 5.3. Caratteri e categorie rilevate: una lettura di sintesi .

Capitolo 6 6.1. 6.2. 6.3. 6.4.

Il contributo informativo delle indagini campionarie Introduzione . Le principali indagini campionarie nazionali svolte da enti pubblici .. Le principali indagini campionarie sugli stranieri ... Almeno due strade alternative .

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Capitolo 7 - Verso un sistema di indicatori di integrazione: il materiale statistico disponibile e quello necessario . 7.1. Obiettivi, definizioni e modelli 7.2. Ambiti specifici e possibili indicatori di integrazione . 7.3. Materiale statistico disponibile e materiale statistico necessario

Riferimenti bibliografici .. 168


Allegato 1 Allegato 2 Allegato 3 Allegato 4 Allegato 5 Allegato 6 Allegato 7 Mobilit e migrazioni: le difficolt nelle definizioni ... 179 Lista degli enti e dei responsabili delle rilevazioni contattati 191 Sintesi di alcuni degli incontri avuti con i responsabili delle principali rilevazioni ..... 193 Tabelle sinottiche sulle notizie contenute in alcuni modelli di rilevazione ... 201 Sintesi dellaudizione con lIstat ... 219 Questionario dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici nazionali 223 Una specifica proposta operativa . 233

CAPITOLO 1 OBIETTIVI, CONCETTI DI BASE, DEFINIZIONI E CRITERI OPERATIVI1

1.1. Principali obiettivi della ricerca Sono ormai ventanni da quando limmigrazione straniera in Italia ha iniziato ad assumere un certo rilievo ed quindi ovvio che si sia passati da una fase, in cui lattenzione era rivolta quasi esclusivamente alla determinazione della dimensione del fenomeno e a una prima predisposizione di disposizioni normative riguardanti essenzialmente ingresso e soggiorno, a quella attuale, propria di unimmigrazione ormai consolidata e pi matura, che manifesta crescenti bisogni e necessit in gran parte gi fatti propri dal legislatore allinterno di un quadro normativo organico2. In corrispondenza allaumento della popolazione straniera e alla variet delle collettivit immigrate che la compongono si sono manifestate necessit conoscitive che hanno prodotto un certo allargamento e miglioramento del quadro informativo generale. Anzi, se si va a guardare le molteplicit di rilevazioni che attualmente consentono di cogliere o di distinguere gli stranieri dai nazionali non ci si pu che sorprendere per la variet e leterogeneit delle diverse fonti. Questa caratteristica se da una parte un pregio dallaltra quanto meno pone ancor pi in evidenza possibili discrepanze e/o contraddizioni oltre che la necessit di un effettivo coordinamento e standardizzazione delle diverse rilevazioni. In effetti, come sar precisato, molte rilevazioni, anche se importanti, sono il sottoprodotto di attivit amministrative o, in altre parole, non sono state impostate per unanalisi specifica degli stranieri o dei fenomeni che li riguardano.
Il presente lavoro il frutto dellimpegno congiunto di tutti i componenti il gruppo di lavoro. Tuttavia le singole parti del rapporto sono da attribuire come di seguito indicato. Capitolo 1: Salvatore Strozza; Capitolo 2: Salvatore Strozza; Capitolo 3: Francesca Ballacci, Salvatore Strozza, Enrico Todisco; Capitolo 4: Francesca Ballacci, Marcello Natale, Salvatore Strozza, Enrico Todisco; Capitolo 5: Salvatore Strozza, Marcello Natale; Capitolo 6: Salvatore Strozza; Capitolo 7: Salvatore Strozza; Allegato 1: Enrico Todisco; Allegato 2: Francesca Ballacci; Allegato 3: Francesca Ballacci; Allegato 4: Marcello Natale; Allegato 5: Francesca Ballacci; Allegato 6: Francesca Ballacci, Marcello Natale, Salvatore Strozza, Enrico Todisco; Allegato 7: Enrico Todisco. 2 Si veda il Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dellimmigrazione e norme sulla condizione dello straniero, emanato con decreto legge del 25-7-1998 n. 286, e il relativo Regolamento di attuazione n. 394/99. Attualmente tale normativa stata in parte modificata dalla recente legge Bossi Fini.
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Ben si comprende quindi come un primo obiettivo della nostra ricerca sia quello di individuare le possibili contraddizioni tra le diverse fonti, metterle in evidenza e formulare proposte operative per la loro eliminazione. Pi precisamente, si intende compiere unattenta analisi critica delle principali fonti disponibili, che consenta di far emergere i limiti e le potenzialit delle diverse rilevazioni, allo scopo di suggerire una serie di iniziative e interventi mirati al miglioramento, allimplementazione e allintegrazione delle informazioni statistiche. In modo schematico si intende procedere: a.1. ad una rassegna dei sistemi di rilevazione dei flussi e degli stock di stranieri adottati nei principali paesi europei di accoglimento; a.2. ad una valutazione, a livello teorico ed operativo, della possibilit di pervenire per lItalia ad una misurazione attendibile dei flussi migratori degli stranieri, eventualmente attraverso lutilizzazione complementare dei dati derivanti da differenti rilevazioni che riescono a cogliere parti, pi o meno distinte, di tali spostamenti; a.3. ad un esame delle capacit informative, dei limiti e delle possibilit di integrazione delle principali rilevazioni ufficiali che forniscono statistiche di stato su vari segmenti della popolazione straniera presente in Italia; a.4. ad unanalisi critica dellapporto conoscitivo e dei problemi di rilevazione dei principali eventi demografici, economici e sociali sperimentati sul territorio italiano dalla popolazione straniera; a.5. alla predisposizione di un quadro di sintesi sullo stato attuale e sulle possibili innovazioni future (anche alla luce della normativa vigente) delle statistiche sulle migrazioni internazionali e sulla presenza straniera in Italia, valutando la necessit, lopportunit e la possibilit di pervenire ad un sistema informativo integrato, anche a livello di unit statistiche elementari. Un secondo obiettivo, logicamente successivo al primo almeno nella parte operativa, quello di individuare una serie di ambiti specifici allinterno dei quali proporre indicatori demografici e socio-economici, distintamente per collettivit straniere e per aree territoriali, costruibili sulla base dei dati direttamente disponibili o di quelli ricavabili a seguito di modifiche da proporre per alcune rilevazioni. In dettaglio, tale obiettivo si pu articolare nei due punti seguenti: b.1. predisposizione, a seguito di unanalisi critica e comparativa degli ambiti specifici e degli indicatori proposti in letteratura, di un sistema di monitoraggio dello stato di

inserimento degli immigrati nella societ italiana basato su batterie tematiche di misure e indicatori distintamente per collettivit e per aree territoriali; b.2. valutazione delleffettiva realizzazione di tale sistema teorico di monitoraggio sulla base dei dati gi disponibili, di quelli ottenibili a seguito di ragionevoli variazioni nelle rilevazioni disponibili, nonch di quelli necessari la cui acquisizione richiede lintroduzione di modifiche significative in alcune indagini campionarie di rilevanza nazionale. Obiettivo ulteriore, solo parzialmente raggiunto durante la fase di svolgimento della ricerca, era la realizzazione di una serie di riunioni generali con i responsabili delle principali rilevazioni della presenza straniera nel nostro paese, incontri in parte attuati attraverso lintermediazione della Commissione per la Garanzia dellinformazione statistica (si fa riferimento allaudizione con gli esperti dellISTAT). Scopo principale di tali riunioni, alle quali hanno manifestato la loro disponibilit ad intervenire diversi esperti contattati a pi riprese nel corso degli ultimi 18 mesi, era di valutare collegialmente le possibilit concrete e le strade percorribili per realizzare le proposte di miglioramento avanzate. Tale finalit sar comunque percorribile attraverso la diffusione dei risultati ottenuti e la valorizzazione dei contatti instaurati con gli esperti o responsabili delle rilevazioni di interesse allinterno delle varie amministrazioni pubbliche. Preliminare allanalisi delle fonti e dei metodi di rilevazione, ed anche alla predisposizione del sistema di indicatori di integrazione, lintroduzione dei principali concetti di base e delle definizioni necessari per una chiara comprensione delle categorie utilizzate e soprattutto come riferimento essenziale per lesame critico delle rilevazioni e per le eventuali proposte di armonizzazione e coordinamento.

1.2. Definizioni e tipologie di immigrati Lanalisi delle fonti e dei metodi di rilevazione delle migrazioni internazionali richiede una preventiva e attenta delimitazione del fenomeno allo studio. Storicamente non esiste una definizione unanimemente accettata del concetto di migrante e quindi di evento migratorio in quanto differenti sono stati i criteri adottati per isolare, allinterno degli spostamenti territoriali, le migrazioni propriamente dette (per unanalisi dettagliata delle possibili definizioni e soprattutto di alcune tipologie specifiche si rinvia allallegato 1). Una definizione restrittiva considera come migrazioni i soli spostamenti

che danno luogo ad un cambiamento della dimora abituale (residenza) tra un luogo di partenza e un luogo di arrivo (Henry, 1981, p. 105) appartenenti a unit amministrative o statali differenti. Ma attraverso il criterio della residenza si esclude dalle migrazioni una parte non trascurabile degli spostamenti che vari autori fanno rientrare tra le migrazioni definite come quegli eventi che danno luogo ad un cambiamento del centro di gravit dellindividuo inteso come il luogo principale in cui vengono svolte le funzioni essenziali della vita (Poulain, 1983, pp. 1-3). Vanno quindi considerate tra le migrazioni anche quei movimenti che risultano connessi al bisogno di soddisfare le necessit basilari dellesistenza (Golini, 1987; 1996), in tal modo adottando come principale criterio di selezione quello delle cause sottostanti latto migratorio. Seguendo la schematizzazione proposta da Golini (2000), rientrano pertanto tra le migrazioni propriamente dette gli spostamenti dovuti: alla ricerca, assunzione o cambiamento di attivit lavorativa (nella letteratura internazionale labour migrations), riconducibili alla necessit di sostentamento dellindividuo e della sua famiglia e/o al bisogno di promozione sociale, economica o professionale; alla formazione, modifica, rottura o ricomposizione della famiglia (particolarmente rilevanti sono le migrazioni per ricongiungimento familiare riguardanti i congiunti del lavoratore in precedenza emigrato); al cambiamento della sistemazione abitativa a seguito di acquisto, acquisizione o locazione di un immobile; al desiderio o alla necessit di vivere vicino al (o lontano dal) posto di lavoro o in luoghi pi confortevoli o pi amati, si pensi agli spostamenti di persone benestanti e di inattivi, quali i pensionati, che sono determinati dalle migliori condizioni climatiche ed ambientali, dai legami affettivi o di appartenenza (ad esempio, i migranti di ritorno), dal minore costo della vita e dalla maggiore quantit e qualit dei servizi forniti; allo studio, considerando tali spostamenti connessi alla necessit di formazione e/o per acquisire determinate competenze e qualifiche professionali. definita invece pseudo-migrazione la mobilit dovuta a disastri naturali (inondazioni, siccit, terremoti, ecc.), guerre, occupazioni militari, presenza di regimi non democratici, limitazioni o mancanza di libert individuali (di espressione, culto, ecc.).

Questi spostamenti, pur essendo determinati da necessit basilari della vita, non sono considerati tra le migrazioni in senso stretto poich difettano dellelemento fondamentale proprio delle migrazioni fisiologiche che il carattere della decisione individuale liberamente presa (Golini, 2000). La parte pi ampia di tale mobilit riguarda gli sfollati, i rifugiati e i richiedenti asilo (asylum seekers). Infine, tutti gli altri spostamenti territoriali si pu ritenere che non rientrino tra le migrazioni. Si tratta della mobilit determinata da ragioni diverse da quelle espressamente considerate per definire i movimenti migratori in senso stretto e i movimenti pseudo-migratori. In particolare, si fa riferimento agli spostamenti ricorrenti o occasionali connessi alla natura dellattivit lavorativa svolta, a quelli per affari e a quelli legati al turismo, alle attivit culturali, alle pratiche religiose e, pi in generale, allimpiego del tempo libero. Un altro criterio di classificazione particolarmente significativo quello della periodicit e della durata dello spostamento, che consente di individuare forme diverse di mobilit territoriale. Infatti, gli spostamenti ricorrenti possono avere una durata giornaliera, settimanale o stagionale nel corso dellanno, mentre quelli non ricorrenti possono avere una durata breve (meno di un anno), una durata media (da uno a meno di cinque anni) o una durata lunga (cinque anni ed oltre), in questultimo caso sono considerati a livello internazionale come spostamenti definitivi. Il criterio della durata della permanenza nel luogo di destinazione assume rilievo anche per distinguere le migrazioni dagli altri spostamenti. A tale scopo necessario determinare il periodo minimo di permanenza che consenta di individuare le migrazioni allinterno della mobilit complessiva. Su tale punto ci sono per posizioni anche notevolmente diverse che portano, a seconda dei casi, a considerare o meno come eventi migratori, ad esempio, gli spostamenti pendolari, giornalieri o settimanali sia interni al territorio nazionale che con lestero (parte degli spostamenti frontalieri). In questa sede gli spostamenti di tipo giornaliero o settimanale non sono presi in considerazione, mentre sono ritenuti significativi gli spostamenti di tipo stagionale e tutti quelli non ricorrenti, anche se di durata inferiore ad un anno. Le migrazioni internazionali, che rappresentano il fenomeno allesame, sono costituite da quella parte di spostamenti migratori sopra definiti che d luogo allattraversamento di un confine nazionale; in altri termini, rientrano nella definizione di migrazioni internazionali i soli movimenti in cui larea di origine e quella di destina-

zione appartengono a differenti territori nazionali, mentre ne risultano esclusi quegli spostamenti tra unit amministrative diverse allinterno di uno stesso paese. I gi difficili problemi di misura delle migrazioni interne risultano amplificati nel caso delle migrazioni internazionali in quanto maggiore risulta la componente occulta del fenomeno (si pensi soprattutto alle migrazioni clandestine o a quelle camuffate) e differenti appaiono i sistemi e i criteri di rilevazione adottati nel paese di origine e in quello di destinazione. Inoltre, i sistemi nazionali di rilevazione adottano spesso da paese a paese ed anche nella stessa nazione nel corso del tempo o, nello stesso periodo, con riferimento a rilevazioni differenti, definizioni diverse del fenomeno (Zlotnik, 1987; Krekels e Poulain, 1996). Le migrazioni internazionali relative ad un generico paese possono essere distinte in base alla direzione degli spostamenti (in entrata o in uscita) e al legame di appartenenza o meno con tale paese degli individui coinvolti, individuando in tal modo quattro distinte componenti (cfr. tab. 1.1).

Tab. 1.1 Verso delle migrazioni internazionali e legame dei migranti con il paese di riferimento Legame di appartenenza Verso dello spostamento In entrata In uscita Nazionali Non nazionali Immigrazione di nazionali Immigrazione di non nazionali Emigrazione di nazionali Emigrazione di non nazionali

Il termine appartenenza sta ad indicare in modo neutro un legame con il paese di riferimento che pu qualificarsi in modo differente a seconda della variabile utilizzata. Con riguardo alle migrazioni in entrata, ad esempio, si parla in genere di una immigrazione di nazionali o di individui originari del paese (anche detta rientri o rimpatri) e di una immigrazione di stranieri o di individui non originari del paese. infatti possibile pervenire a tale distinzione attraverso caratteri diversi, quali ad esempio il paese di nascita, la cittadinanza o il luogo di residenza che individuano in modo differente lappartenenza o meno al paese. Quando lattenzione rivolta allimmigrazione straniera il criterio della cittadinanza sembra per quello che, almeno a livello potenziale, permette di cogliere meglio i flussi migratori sia per il suo carattere di legalit e di sostanziale oggettivit, sia per la pi chiara individuazione dei suoi limiti. Al contrario, il paese di nascita potrebbe risultare occasionale e quello di residenza, pur avendo valenza legale, risente maggiormente delle diverse definizioni adottate dai vari paesi, potendo ge-

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nerare non poche confusioni (cfr. Zlotnik, 1987). Soprattutto per paesi che hanno avuto unimportante emigrazione allestero che si protratta fino agli anni pi recenti il criterio della cittadinanza appare il migliore per distinguere i flussi di nazionali da quelli di stranieri.

1.3. Criteri di identificazione della popolazione di origine straniera Anche con riguardo allo stock di popolazione, lindividuazione nelle rilevazioni generali della componente estera in realt un problema di non facile soluzione essendo strettamente legato alla definizione della popolazione obiettivo e alla disponibilit delle informazioni necessarie per la sua identificazione. Con riferimento allo stock di popolazione che ha sperimentato levento migratorio, la cosiddetta popolazione immigrata, la scelta del criterio di identificazione si presenta in modo abbastanza problematico. Le Nazioni Unite raccomandano di definire la popolazione immigrata come linsieme di persone nate allestero e soggiornanti per pi di un anno nel paese considerato. Tale definizione, che si basa sul criterio del paese di nascita, pur risultando di non difficile adozione, non considera naturalmente i figli degli immigrati nati nel paese di accoglimento (seconda generazione), mentre comprende i cittadini del paese di accoglimento nati allestero, contingente che nel caso di una Nazione caratterizzata per un lungo periodo da consistenti flussi di emigrazione pu risultare anche di notevole entit. Un altro criterio, che come si vedr adottato in molti paesi di accoglimento, quello della cittadinanza che consente di individuare la popolazione straniera. Essa costituita da persone non aventi la cittadinanza del paese di accoglimento, indipendentemente dal luogo di nascita; tale popolazione costituita pertanto dagli stranieri nati allestero e da quelli nati sul territorio nazionale. Il criterio della cittadinanza permette di cogliere quasi per intero la cosiddetta prima generazione di immigrati (stranieri che hanno sperimentato levento migratorio) e una parte variabile da paese a paese della seconda e delle successive generazioni (figli e nipoti degli immigrati nati nel paese di accoglimento). La quota dei discendenti degli immigrati (seconda e terza generazione) che possibile individuare attraverso tale criterio dipende prevalentemente dalla legislazione nazionale in materia di naturalizzazione e di cittadinanza: minore dovrebbe risultare nel caso di adozione dello ius soli, che consente ai figli di cittadini stranieri nati nel pae-

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se di accoglimento lacquisizione automatica della cittadinanza di tale paese, maggiore nel caso di prevalenza dello ius sanguinis, che tiene conto del legame di filiazione e di discendenza nellattribuire la nazionalit. In definitiva, n il criterio della cittadinanza n quello del paese di nascita consentono di individuare completamente la popolazione di origine straniera. Gli immigrati stranieri, che allinizio del processo migratorio costituiscono praticamente la totalit del collettivo obiettivo, col passare del tempo rappresentano solo il segmento principale a cui va affiancato quello degli immigrati naturalizzati e quello della seconda generazione di immigrati che diventano contingenti sempre pi rilevanti. In tal modo si determina unarticolazione della realt tale da rendere inadeguata ladozione di definizioni semplici quali quella di immigrato o quella di straniero che non sono pi coincidenti (se mai lo sono stati) e, soprattutto, colgono soltanto una parte del collettivo dinteresse. A livello internazionale stato sottolineato come sia necessario riuscire a identificare la popolazione di origine straniera sulla base della combinazione di pi criteri che consentano una reale comparabilit tra i dati dei diversi paesi e nello stesso tempo permettano di tenere sotto controllo tutto il processo sociale legato allimmigrazione (Krekels e Poulain, 1996). La rilevabilit di tale popolazione obiettivo si presenta complessa sia per motivi tecnici, sia per motivi politici. Andrebbe infatti chiesto ad ogni persona la cittadinanza alla nascita o quella precedente (quella che aveva nel paese di origine) e ai figli degli immigrati nati nel paese di destinazione la cittadinanza o il paese di nascita dei genitori. Sotto il profilo politico diventa per sempre pi difficile porre questo tipo di domande che i cittadini rifiutano sottolineando linvasione statistica e il pericolo di schedatura; daltra parte queste ultime preoccupazioni, pure in qualche misura condivisibili, sono in contraddizione con il desiderio/esigenza di ogni minoranza di vedere riconosciute le proprie specificit (Golini, Strozza e Amato, 2000). Daltronde, in paesi con un passato recente caratterizzato da una forte emigrazione allestero, come il caso dellItalia e delle altre nazioni di accoglimento dellEuropa Meridionale, lutilizzazione separata dei criteri di identificazione, come quello del paese di nascita o della cittadinanza attuale, pu condurre a risultati assai differenti. Valga per tutti il caso del nostro paese: anche limitando lattenzione agli ultimi due censimenti demografici sussistono fortissime differenze tra la popolazione residente nata allestero (quasi 1.000.000 al 1981 e circa 1.500.000 al 1991) e quella di cittadinanza straniera

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(210.000 al 1981 e quasi 360.000 al 1991). In sostanza, tra i nati allestero c una componente prevalente costituita da italiani e una parte esigua di stranieri. Alcuni paesi dellUnione europea (Ue) hanno adottato la soluzione di utilizzare congiuntamente le variabili cittadinanza e paese di nascita, riducendo in tal modo parte degli inconvenienti insiti nellutilizzazione separata dei due criteri3. Ma anche la combinazione del criterio della cittadinanza attuale con quello del luogo di nascita non sufficiente per individuare la popolazione di origine straniera soprattutto perch non consente di distinguere allinterno dellinsieme costituito dalle persone nate allestero che hanno la cittadinanza del paese la componente di origine estera da quella di origine nazionale. Tale difficolt mostrata in modo chiaro nella schematizzazione seguente in cui la cittadinanza attuale stata incrociata con quella precedente o alla nascita e con il paese di nascita (tab. 1.2). In tal modo possono essere individuati otto collettivi distinti quattro relativi alla popolazione di origine straniera (S) e altrettanti relativi alla popolazione di origine nazionale (N). Tale schema mostra come la popolazione straniera rilevata in un dato istante comprenda non solo gli stranieri di prima (S1) e seconda generazione (S2) ma anche gli individui di origine nazionale emigrati (N3) o figli di emigrati (N4) rientrati nel paese di origine senza averne pi la cittadinanza. Inoltre, la popolazione nazionale costituita non solo dalle persone che ne hanno la cittadinanza dalla nascita nate nel paese (N1) o allestero (N2) ma anche i naturalizzati di prima (S3) e seconda generazione (S4). In sostanza, le due colonne centrali della tabella rappresentano la cosiddetta zona grigia costituita dagli individui che in base al criterio adottato possono finire alternativamente tra la popolazione appartenente o non appartenente al paese. Di seguito sono indicati per la gran parte dei paesi dellUe e dellex EFTA quali categorie di popolazione estera vengono considerate (stranieri, nati allestero, immigrati, seconda e successive generazioni di immigrati) e in base a quali criteri sono individuate (tab. 1.3). evidente come soprattutto nei paesi scandinavi ci sia molta attenzione alla determinazione della popolazione di origine straniera, cos come avviene nei Paesi Bassi e in Francia.

In particolare, possibile individuare meglio lorigine dei migranti e quindi il gruppo etnico di appartenenza soprattutto in quei paesi di accoglimento che hanno un importante trascorso coloniale che si riflette sulla cittadinanza degli immigrati.

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Tab. 1.2 Categorie di popolazione presente (residente) in un dato paese individuabili combinando il criterio della cittadinanza attuale con quelli della cittadinanza precedente o alla nascita e del paese di nascita
Paese di nascita (a) Cittadinanza precedente o alla nascita: Straniera Nazionale Cittadinanza attuale: Cittadinanza attuale: Straniera Nazionale Straniera Nazionale S1. Stranieri immigrati S3. Stranieri naturaliz- N4. Nazionali di origizati immigrati di prima ne, emigrati di seconda generazione generazione rientrati che hanno perso la cittadinanza N2. Nazionali nati occasionalmente allestero o emigrati di seconda generazione rientrati dallestero

allestero

nel paese

S2. Stranieri immigrati S4. Stranieri naturaliz- N3. Nazionali di origi- N1. Nazionali di seconda generazio- zati immigrati di se- ne rientrati che hanno ne conda generazione perso la cittadinanza

Note: (a) La variabile paese di nascita pu riferirsi alla situazione de facto (paese effettivo di nascita) oppure alla situazione de iure (paese di residenza abituale della madre del nato).

Attraverso pochi dati empirici si pu vedere con chiarezza quanto possano essere rilevanti le naturalizzazioni sullevoluzione della popolazione straniera e come possano cambiare le prospettive a seconda che si consideri solo il collettivo di stranieri o anche quello degli immigrati che hanno acquisito la nazionalit del paese di accoglimento. Per tutti valgano i due esempi seguenti: v la popolazione straniera in Francia negli ultimi due censimenti diminuita passando da oltre 3.700.00 persone al 1982 a meno di 3.600.000 nel 1990 fino a 3.260.000 al 1999 (tab. 1.4). Tale flessione non per dovuta ad una emigrazione netta di stranieri ma allincremento dei nati allestero e dei nati nel paese che hanno acquisito la cittadinanza francese (cfr. rispettivamente colonne 3 e 6 della tab. 1.4). Infatti, se la popolazione straniera risulta decrescente, la popolazione immigrata appare ancora in crescita, cos come la cosiddetta popolazione di origine straniera che risulta maggiore della prima di circa 2.500.000 unit (cfr. le ultime tre colonne della tab. 1.4); v anche in Svizzera levoluzione della popolazione straniera risulta determinata prevalentemente dalle naturalizzazioni. Il contenuto incremento degli stranieri nellultimo decennio, soprattutto negli anni pi recenti, dovuto ad un numero di naturalizzazioni tale da ridurre sensibilmente lapporto positivo del saldo naturale e di quello migratorio (tab. 1.5).

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Tab. 1.3 - Criteri di identificazione dello stock di popolazione immigrata o di origine straniera nei paesi dellUnione europea e dellEFTA (a)
Paesi Straniera (1) Belgio Danimarca (b) Germania (c) Grecia Francia (d) Irlanda Italia Paesi Bassi (e) Portogallo (f) Regno Unito (g) Spagna (h) Finlandia (i) Norvegia (j) Svezia (k) Svizzera (l) Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Nata allestero (2) Tipo di popolazione considerata: Immigrata II e III generazione di immigrati (3) (4) Paese di nascita, cittadinanza e paese di nascita dei genitori Paese di nascita, cittadinanza e paese di nascita dei genitori Paese di nascita e cittadinanza Paese di nascita, paese di nascita dei genitori Paese di nascita e cittadinanza Paese di nascita dei genitori Paese di nascita, paese di nascita dei genitori Paese di nascita, attuale e pre- Paese di nascita, paese di nascita cedente cittadinanza dei genitori -

Luogo di nascita Luogo di nascita Paese di nascita, cittadinanza e paese di nascita dei genitori Luogo di nascita Paese di nascita e cittadinanza Luogo di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita Luogo di nascita

Note: (a) Non hanno risposto allindagine Eurostat gli Istituti Nazionali di Statistica dei seguenti paesi: Austria, Islanda, Liechtenstein e Lussemburgo. (b) 1. Per le persone che hanno pi cittadinanze nel registro della popolazione ne viene indicata solo una, quella danese se una delle cittadinanze dellindividuo. 2. Il paese di nascita viene considerato senza preoccuparsi della cittadinanza della persona. 3. Persone nate allestero con entrambi i genitori cittadini stranieri o nati al di fuori della Danimarca. 4. Persone, nate in Danimarca, con entrambi i genitori immigrati o seconda generazione di immigrati. (c) Sono considerati Tedeschi tutti gli individui in possesso di tale cittadinanza e i rifugiati o Vertriebener di origine tedesca. Le persone che hanno sia la cittadinanza tedesca sia quella di un altro Stato sono considerate tedesche. (d) 1. In generale, la popolazione francese per acquisizione della cittadinanza identificata in base al criterio della cittadinanza precedente. 3. Un immigrato una persona, nata al di fuori della Francia, che straniera o diventata francese. 4. LINED usa lespressione popolazione di origine straniera per descrivere i figli di immigrati nati in Francia (paese di nascita dellindividuo la Francia, paese di nascita dei genitori non la Francia). La popolazione di origine straniera contiene tutte le persone nate in Francia con almeno un genitore immigrato, vale a dire nato in un altro paese senza la cittadinanza francese. (e) 1. Per le persone di nazionalit diversa da quella olandese linformazione disponibile dal 1976. In caso di cittadinanze multiple viene presa in considerazione solo quella olandese. 2. Questo dato che definisce la prima generazione disponibile soltanto dal 1 gennaio 1990. 3. Tutte le persone nate fuori dallOlanda appartenenti alla prima generazione a prescindere dalla loro cittadinanza (anche le persone di cittadinanza olandese che non erano nate nei Paesi Bassi). Sono pubblicate tavole con lincrocio tra paese di cittadinanza e paese di nascita. 4. Persone nate nei Paesi Bassi con almeno un genitore nato al di fuori dei Paesi Bassi. (f) 1. Un altro termine utilizzato Stranieri con residenza legale (Estrangeiros com residncia legalizada) che si riferisce a tutti i cittadini non portoghesi che hanno un permesso di residenza (soggiorno) per 1, 5, 20 anni o per il resto della loro vita. Le persone con meno di 14 anni non hanno bisogno del permesso e non sono registrate. (g) 1. Il criterio del gruppo etnico viene utilizzato in connessione con il termine popolazioni di minoranze etniche (ethnic minority population(s) ). (h) 1. Una persona che ha la cittadinanza spagnola viene classificata al censimento come tale, senza tenere conto se ha o meno anche unaltra cittadinanza. (i) 3. La popolazione immigrata non fornita, ma c la possibilit di avere una tabella dove sono combinate cittadinanza e paese di nascita. (j) 2. Dal 1986 in poi. 3. Persone con due genitori nati allestero (lobiettivo quello di sottrarre i norvegesi nati allestero dalle statistiche sugli immigrati e includere la seconda generazione di immigrati). Vengono pubblicati i dati sulle persone nate in Norvegia anche con un genitore nato allestero, ma non vengono indicati come la seconda generazione di immigrati. Vengono chiamati Nati in Norvegia con un genitore nato allestero. Questa categoria non inclusa tra la popolazione immigrata. 4. Un immigrate di seconda generazione una persona nata in Norvegia e che ha entrambi i genitori nati allestero. Questa categoria considerata come una parte della popolazione immigrata. (k) 1. Le persone con doppia cittadinanza, svedese e straniera, sono contabilizzate come svedesi. 2. Le persone devono essere registrate nel Sistema di registrazione della popolazione della Svezia. Per essere registrate, le persone che non hanno la cittadinanza di uno dei paesi nordici devono avere un permesso di soggiorno e lintenzione di restare nel paese per pi di un anno. 3. (Prima generazione di immigrati) Cittadini stranieri nati allestero e naturalizzati. Se una persona naturalizzata nata in Svezia, al di fuori di genitori di cittadinanza straniera, appartiene alla prima generazione di immigrati in accordo con lIndagine sulle Condizioni di Vita. In accordo con le Statistiche Correnti di Popolazione una tale persona un immigrato di seconda generazione se almeno uno dei genitori nato allestero. Se entrambi i genitori sono nati in Svezia la persona non classificata come un immigrato. 4. Persone nate in Svezia con almeno uno dei genitori nati allestero. Se entrambi i genitori sono nati in Svezia, anche se lindividuo ha cittadinanza straniera, lindividuo non classificato come immigrato. Queste statistiche sono prodotte sole per le persone con meno di 18 anni. (l) Solo nel censimento del 1990, non nelle statistiche correnti sulla popolazione. Fonte: nostra rielaborazione da Krekels e Poulain, 1998 (tabelle di appendice 1a-1d, pp. 52-55).

Soprattutto in paesi dove la legislazione sulla cittadinanza e sulla naturalizzazione sono pi liberali (prevalenza dello ius soli) risulta necessario, per individuare alcune categorie di popolazione, disporre di informazioni anche sul paese di nascita e/o sulla cittadinanza dei genitori (tab. 1.3). Daltronde questo lunico modo per poter assegna-

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re alla popolazione di origine straniera anche i nati nel paese di accoglimento da immigrati o figli di immigrati naturalizzati (parte della seconda e terza generazione) che ovviamente risultano cittadini fin dalla nascita.

Tab. 1.4 Ripartizione della popolazione residente in Francia secondo il luogo di nascita e la nazionalit tra il 1946 e il 1999. Valori assoluti in migliaia.
Anni Popolaz. Nati in Francia Nati allestero totale Francesi Francesi Stranieri Francesi Francesi Stranieri di nascita acquisiti di nascita acquisiti 5 6 7 1 2 3 4 39.848 42.781 46.456 49.756 52.599 54.296 56.652 58.520 36.908 39.571 42.133 44.009 45.907 47.169 49.556 51.340 301 295 336 297 280 254 472 800 310 245 220 402 667 845 739 510 343 377 905 1.766 1.858 1.991 1.719 1.560 552 773 931 1.019 1.112 1.167 1.308 1.560 1.434 1.520 1.931 2.262 2.775 2.870 2.858 2.750 Immigrati 6+7 1.986 2.293 2.861 3.281 3.887 4.037 4.166 4.310 Stranieri 4+7 1.744 1.765 2.151 2.664 3.442 3.715 3.597 3.260 Pop.di origine straniera 3+4+6+7 2.597 2.833 3.418 3.980 4.834 5.136 5.377 5.620

1946 1954 1962 1968 1975 1982 1990 1999

Fonte: nostra elaborazioni su dati dellINSEE.

Tab. 1.5 - Componenti dellevoluzione della popolazione straniera in Svizzera. Periodo 1981-98. Valori assoluti in migliaia.
Anno 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995(a) 1996 1997 1998 Popolazione a inizio anno 892,8 909,9 925,8 925,6 932,4 939,7 956,0 978,7 1.006,5 1.040,3 1.100,3 1.163,2 1.213,5 1.260,3 1.300,1 1.330,6 1.337,6 1.340,8 Saldo naturale 7,4 8,0 7,2 7,2 7,1 7,0 7,8 8,3 8,5 10,3 11,3 13,6 13,3 14,2 13,3 14,1 13,4 12,7 Saldo migratorio 23,9 20,5 4,3 11,4 14,5 23,6 27,2 30,7 35,4 58,1 60,2 47,8 46,5 39,4 26,8 12,0 9,3 16,0 Acquisizione cittadinanza 14,2 12,6 11,7 11,8 14,3 14,3 12,2 11,2 10,2 8,5 8,6 11,2 12,9 13,8 16,8 19,1 19,2 21,3 Saldo altre variazioni 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 7,2 0,0 -0,3 -0,3 Popolazione a fine anno 909,9 925,8 925,6 932,4 939,7 956,0 978,7 1.006,5 1.040,3 1.100,3 1.163,2 1.213,5 1.260,3 1.300,1 1.330,6 1.337,6 1.340,8 1.347,9

Nota: (a) Alcune differenze rispetto allanno precedente sono dovute allintroduzione di un nuovo sistema di trattamento dei dati. Fonte: Ufficio Federale degli Stranieri, Registro Centrale degli stranieri, 1998.

Nel caso italiano sembra ragionevole, a livello operativo, rielaborare la proposta di Krekels e Poulain (1998), identificando e articolando la popolazione obiettivo sulla base di una combinazione dei criteri seguenti: la cittadinanza attuale che consente di distinguere al momento della rilevazione i nazionali dagli stranieri;

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la cittadinanza alla nascita (o in alternativa il paese di nascita dei genitori), che permette di distinguere tra i nazionali quelli che lo sono per naturalizzazione (sia della prima che della seconda generazione di immigrati), e il paese di nascita che consente di distinguere gli stranieri tra prima e seconda generazione di immigrati;

il paese di nascita o di cittadinanza del o dei genitori, informazione necessaria per identificare i cittadini alla nascita figli di immigrati naturalizzati; la durata della residenza nel paese o, in mancanza, la data di primo ingresso o altrimenti la presenza o meno nel paese ad una data fissata, sia essa ad un anno, a cinque anni o in occasione di un evento importante del passato recente;

il motivo della presenza nel paese, classificato in modo da permettere di distinguere quantomeno le ragioni economiche da quelle familiari e da quelle umanitarie. In sostanza, lobiettivo quello di distinguere allinterno dei cittadini nazionali e de-

gli stranieri quelli che sono nati nel paese da quelli che sono nati allestero. Per la categoria dei nazionali utile conoscere la cittadinanza alla nascita. Per contro, per la categoria degli stranieri nati allestero, una distinzione interessante tra quelli che sono immigrati di recente (per esempio, da meno di 5 anni) o da pi tempo. Tra gli immigrati recenti importante avere una informazione sul motivo dellimmigrazione (per esempio, ragioni economiche, familiari o umanitarie, di studio o pensionamento). Questo approccio permette di individuare le seguenti categorie (fig. 1.1):
q

le persone che hanno la cittadinanza del paese distinte tra quelle che la detengono dalla nascita (cittadini nazionali di nascita), eventualmente distinte in base al paese di nascita dei genitori4, e quelle che lhanno acquisita a seguito di una naturalizzazione che potrebbero ulteriormente essere suddivise tra i nati nel paese e i nati allestero;

Infatti, anche tra i nazionali di nascita pu essere presente una parte della seconda generazione, quella costituita dai figli di immigrati stranieri nati dopo la naturalizzazione dei genitori. Per la loro identificazione per necessario far ricorso ad un ulteriore criterio, quello del paese di nascita o della cittadinanza alla nascita dei genitori. Va detto comunque che tale approfondimento pu risultare eccessivo (dipende dalla fase del processo migratorio e dalla legislazione sulla cittadinanza) e comunque rischia di condurre allidentificazione di un collettivo ibrido comprendente italiani anche di origine con genitori nati allestero per caso o perch figli di emigrati. Non facile appare poi la scelta se considerare o meno tra la popolazione di origine straniera i nati da unioni miste (con uno dei due genitori italiano) che risultano da subito cittadini italiani.

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gli stranieri nati nel paese di accoglimento che rappresentano una parte della seconda generazione degli immigrati (unaltra parte tra i naturalizzati), definiti nella letteratura internazionale denizens;

gli stranieri nati allestero che sono ovviamente la prima generazione di immigrati colti per al netto di quelli naturalizzati. Questo collettivo deve essere ulteriormente articolato in immigrati di lungo periodo (o permanenti) e immigrati recenti (da meno di 5 anni), questi ultimi ripartiti secondo il motivo dellimmigrazione.

Fig. 1.1 Strategia operativa per lindividuazione delle principali componenti (a) della popolazione di origine straniera
Criterio della cittadinanza attuale

Nazionali (N1+N2+S3+S4)

Stranieri (S1+S2) (b)


Criterio della cittadinanza alla nascita


Criterio del paese di nascita


Nazionali di nascita (N1+N2) (c)


Naturalizzati (S3+S4)

Seconda generazione (S2)


Immigrati (S1)

Criterio del paese di nascita (o della cittadinanza alla nascita) dei genitori

Durata della presenza


Nazionali di origine nazionale

Nazionali di origine straniera

Naturalizzati

Denizens

Immigrati da lungo tempo

Immigrati recenti (< 5 anni)

Note: (a) Le sigle utilizzate per indicare le diverse categorie sono quelle riportate nella tab. 1.2. (b) Le categorie N3 e N4 possono essere considerate sostanzialmente trascurabili, soprattutto in quei paesi in cui prevale lo ius sanguinis. (c) Questo collettivo comprende anche i figli di immigrati stranieri (seconda generazione) nati dopo la naturalizzazione dei genitori.

Nellanalizzare le rilevazioni concernenti i flussi e gli stock di popolazione straniera in Italia sar quindi fondamentale verificare la disponibilit delle informazioni necessarie e suggerire leventuale introduzione di ulteriori notizie utili per determinare nel modo pi preciso possibile la dimensione e gli eventi relativi alla popolazione obiettivo.

1.4. Tipologie in base alla legittimit o meno dellimmigrazione e della presenza Un altro criterio di classificazione dei flussi migratori e della popolazione di origine straniera presente sul territorio riguarda la condizione giuridica di ingresso e soggiorno che rimanda alla legittimit o meno dellimmigrazione e della permanenza nel paese di accoglimento in base alla normativa vigente in materia. In modo schematico, con riferimento ai paesi di destinazione delle correnti migratorie sia i flussi di immigrati esteri, sia gli stranieri presenti sul territorio possono essere distinti in due componenti: luna

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legale, laltra illegale. Tale distinzione si fonda sullo status dei migranti nei confronti, per quanto concerne i flussi, delle regole sullingresso nel Paese di destinazione (con o senza visto dingresso o, pi in generale, con o senza la documentazione necessaria) e, per quanto riguarda gli stock, delle norme concernenti il soggiorno sul territorio (con o senza permesso di soggiorno in corso di validit) 5. Naturalmente lingresso senza la necessaria documentazione (ingresso illegale) comporta una permanenza nel paese di destinazione al di fuori delle regole in esso vigenti (presenza illegale), mentre un ingresso regolare dovrebbe dar luogo ad un soggiorno nel rispetto della normativa esistente (presenza legale) 6. I gruppi non rimangono per cristallizzati nella condizione iniziale (Briggs, 1984; Strozza, 1996) ma possono sperimentare nel corso della permanenza nel paese di accoglimento processi di transizione da uno status allaltro. Come mostra la schematizzazione proposta nella tab. 1.6, al crescere della durata della permanenza nel paese si indebolisce il legame tra tipo di ingresso (regolare o clandestino) e status di soggiorno. Pertanto allinterno della stessa componente illegale possibile distinguere tra stranieri clandestini e stranieri irregolari, intendendo con i primi quegli immigrati che sono entrati e soggiornano al di fuori della normativa vigente (colonna 7 della tab. 1.6) e con i secondi quelli che, allo scadere della validit del loro (primo o successivo) permesso di soggiorno, sono rimasti nel paese senza rinnovare tale autorizzazione (colonna 6 della tab. 1.6), sperimentando una transizione di segno negativo. Inoltre, una parte degli illegali (irregolari e clandestini) pu ottenere un valido documento di soggiorno a seguito, ad esempio, di una legge di regolarizzazione (cfr. rispettivamente colonne 4 e 5 della tab. 1.6), sperimentando in tal modo una transizione di segno positivo. Va notato infine come gli stranieri che usufruiscono di una sanatoria possano appartene-

Naturalmente, la situazione giuridica degli immigrati legata alla legislazione ed anche alle politiche che ciascun paese di accoglimento adotta in materia di migrazioni internazionali. Tali disposizioni possono differire, anche in modo rilevante, da paese a paese e presentare deroghe o variazioni con riguardo a particolari categorie di immigrati e/o a specifiche aree di provenienza. 6 Quella proposta ovviamente una schematizzazione generale. Con riguardo a singoli paesi di accoglimento sono state proposte delle efficaci specifiche (si veda ad esempio per la Francia quella in 23 categorie di Moulier-Boutang, Garson e Silderman, 1986 e per la Grecia quella di Grammatikopoulou, 1998) che tengono conto anche di alcuni caratteri specifici della normativa vigente. Di recente Delaunay e Tapinos (1998) hanno proposto una classificazione dinamica delle situazioni degli stranieri in base allingresso, il soggiorno e il lavoro.

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re, oltre che alla componente illegale, anche a quella regolare della presenza estera (cfr. colonna 3 della tab. 1.6)7.
Tab. 1.6 - Status giuridico degli immigrati stranieri presenti in Italia in un dato istante di tempo in base ai principali (a) percorsi riguardanti le autorizzazioni concernenti lingresso e il soggiorno
Documentazione Status giuridico dellimmigrato presente in Italia Legale Illegale Regolare Regolarizzato Irregolare Clandestino 1 2 3 4 5 6 7 si si si si no si no si si si si no si no (c) si si no no no no -no no si si si no no

Visto di ingresso(b) Rilascio primo permesso di soggiorno Rinnovo permesso di soggiorno Regolarizzazione

Nota: (a) prospettata una situazione semplice che prevede, tra laltro, come ultimo evento la regolarizzazione in modo da avere non pi di una transizione; pertanto i percorsi riportati sono solo i pi rilevanti in quanto quelli pi complessi e diversificati si collocano comunque allinterno delle condizioni giuridiche indicate. (b) A fini esemplificativi si assume che per tutte le cittadinanze e per tutti i motivi di ingresso sia richiesto il visto. In realt, in una serie limitata di situazioni possibile che lo straniero entri senza dover richiedere il visto e possa quindi ottenere regolarmente un permesso di soggiorno. (c) La col. 1 rappresenta gli stranieri per i quali, risultando ancora valido il primo permesso rilasciato, non si pone il problema del suo rinnovo. Fonte: Natale e Strozza, 1997.

A livello operativo sembra necessario poter individuare allinterno del collettivo degli stranieri presenti sul territorio (essenzialmente la componente S1) alcune categorie connesse alla regolarit e stabilit della presenza sul territorio. La Birindelli (1990) ha distinto gli immigrati esteri presenti in Italia in legali stabili (titolari di permesso di soggiorno iscritti nei registri anagrafici comunali), legali semi-stabili (titolari di permesso di soggiorno non iscritti nei registri anagrafici comunali) e illegali (sia irregolari che clandestini, vale a dire tutti gli stranieri senza un permesso di soggiorno valido). Una pi dettagliata tipologia, schematizzata nella tab. 1.7, quella che incrocia le tre classi proposte dalla Birindelli, in cui la stabilit della presenza pu essere espressa attraverso la residenza o, in alternativa, la presenza nel paese da almeno cinque anni, con la condizione lavorativa degli immigrati (Strozza, 1994). Gli occupati sono distinti in base alla regolarit o meno del rapporto di lavoro. Nelleconomia irregolare trovano impiego sia gli stranieri illegali (gruppo F della tab. 1.7) che non possono aspirare, ovviamente, ad altre opportunit occupazionali, sia quelli in regola con le norme sul soggiorno (gruppi C e C della tab. 1.7), che potrebbero invece trovare impiego (e in parte sono impiegati) anche nelleconomia regolare. Queste categorie permettono di evidenziare due differenti livelli di irregolarit (sul territorio e sul lavoro la prima, solo sul lavoro la seconda) e
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Si pensi ad esempio alle presenze regolari camuffate sotto motivazioni diverse da quelle di lavoro (cfr. Labat, 1986 per la Francia e Natale e Strozza, 1990 per lItalia) che attraverso la sanatoria assumono la loro veste effettiva.

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nello stesso tempo mettono in luce il diverso peso giuridico delle due principali variabili utilizzate nella determinazione dei gruppi (lo status rispetto al soggiorno vincola, nel caso di illegalit, quello rispetto al lavoro che, almeno a livello normativo, pu essere solo irregolare).
Tab. 1.7 - Le componenti della popolazione straniera: una tipologia della situazione di fatto
Situazione rispetto al soggiorno ed alla Residenza Regolare stabile (a) Regolare semi-stabile (b) Illegale (c) Popolazione nonattiva A A E Situazione rispetto alla condizione lavorativa Popolazione attiva Occupati Occupati Disoccupati regolari irregolari B B C C F D D G

Note: (a) In regola con la normativa sul soggiorno e iscritti in anagrafe (residenti). (b) In regola con la normativa sul soggiorno ma non iscritti in anagrafe (non residenti). (c) Non in regola con la normativa sul soggiorno (irregolari e clandestini). Fonte: Strozza, 1994.

La classificazione proposta verr utilizzata in seguito per individuare quali categorie di stranieri vengono rilevate dalle fonti ufficiali e per valutare la capacit delle rilevazioni disponibili di cogliere interamente alcuni segmenti della popolazione obiettivo. A seconda delle necessit tale articolazione in 11 sub-collettivi potr essere per ridotta attraverso laggregazione di alcune delle categorie individuate. In particolare, si utilizzer la distinzione tra la componente legale nel suo insieme (legS1), che si compone di quella stabile (lstS1) e di quella semi-stabile (lssS1), e la componente illegale (illS1). Pertanto, la presenza straniera (S1) sar data dalla somma delle tre categorie indicate nella formula seguente:
S1 = legS1+ illS1= lstS1 + lssS1 + illS1

che riproducono la tipologia proposta dalla Birindelli, corrispondente alla fiancata della tab. 1.7. Inoltre, sia gli stranieri legali che quelli illegali saranno distinti in base alla condizione professionale e alla regolarit o meno del lavoro svolto (sette categorie ottenute dallaggregazione della prima e della seconda riga della tab. 1.7). Larticolazione secondo la condizione professionale appare fondamentale per esaminare con maggiore precisione quello che il segmento principale dellimmigrazione costituito dai flussi e dagli stock di popolazione dovuti a motivi di lavoro. Tale suddivisione sar quindi essenziale nella valutazione della capacit e dei limiti informativi delle rilevazioni che colgono i lavoratori immigrati.

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CAPITOLO 2 SISTEMI DI RILEVAZIONE DI FLUSSI E STOCK DI STRANIERI NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI DI ACCOGLIMENTO

2.1. Unanalisi distinta di stock e flussi La misura dei movimenti migratori, in particolare di quelli internazionali, presenta vari problemi e difficolt. Nessuna delle numerose rilevazioni in genere disponibili riesce a cogliere il fenomeno nella sua interezza (Poulain, Wattelar, 1984) perch, come si detto (cfr. par. 1.4) una parte dei migranti, specie quella in condizione di irregolarit rispetto alle norme sullingresso e/o sul soggiorno nel paese di destinazione, sfugge alla registrazione delle fonti ufficiali, anche di quelle che hanno carattere statistico (Strozza, 1994). A tale difficolt si aggiunge, nel caso delle rilevazioni amministrative, la scarsit e, alle volte, la poca attendibilit delle informazioni di interesse statistico raccolte sulla parte rilevata del collettivo a cui va sommata la disomogeneit delle classificazioni, la inadeguatezza delle elaborazioni e/o, alle volte, la loro indisponibilit8. Prima di analizzare in dettaglio le rilevazioni disponibili in Italia necessario tracciare un quadro schematico su quelle che, in base allesperienza straniera, sono le principali rilevazioni sia dei flussi di stranieri in entrata e in uscita, sia dellammontare della popolazione estera presente nei paesi di accoglimento. Tale riferimento appare necessario per mostrare sinteticamente pregi e limiti dei diversi sistemi di rilevazione dellimmigrazione ma anche per saggiare leventuale possibilit di importare alcune metodologie o semplici criteri operativi dimostratisi abbastanza validi allestero e non difficilmente realizzabili nel nostro paese (Natale M. et al., 1989). Di seguito vengono richiamate ed esaminate in modo schematico le principali rilevazioni che un paese pu costituire sulla base, in primo luogo, dei contatti che limmigrato straniero deve intrattenere con le autorit di arrivo per assolvere alle formalit giuridiche ed amministrative durante il suo spostamento e, successivamente, nel periodo di

In effetti, i dati amministrativi sono desumibili dai sistemi informativi gestionali nel quadro della specifica attivit dei relativi Enti; pertanto, solo in mancanza di altre informazioni pi rispondenti essi vengono utilizzati come indicatori di fenomeni molto diversi da quelli per la cui conoscenza le indagini erano state impostate e condotte (Natale, 1992).

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permanenza sul territorio di accoglimento9. I sistemi di rilevazione non vengono analizzati con specifico riguardo a singoli paesi di accoglimento in quanto scopo di questo capitolo essenzialmente quello di indicare le caratteristiche delle principali rilevazioni esistenti, evidenziando i problemi che si incontrano nella registrazione della immigrazione e della presenza straniera10. Lanalisi delle fonti ufficiali viene condotta facendo ricorso ad un approccio classico che distingue tra le rilevazioni dei flussi e quelle degli stock. Tale approccio non rappresenta lunica schematizzazione possibile n risulta esente da critiche perch, com noto, alcune fonti forniscono sia misure di stato sia misure di flusso (esempi tipici sono quello del registro della popolazione ed quello della rilevazione dei permessi di soggiorno che verranno quindi considerati sia tra le misure dei flussi che tra quelle di stato) e, comunque, alle volte risulta possibile ricavare valutazioni sui flussi netti attraverso due dati di stock e valutazioni di stato attraverso la combinazione di dati di flusso e precedenti dati di stato. Daltro canto, proprio i legami tra dati di stato e dati di flusso sulla popolazione straniera sono stati chiaramente messi in luce analizzando le statistiche di alcuni paesi di accoglimento (Bretz, 1999).

Le fonti di rilevazione delle migrazioni internazionali risultano condizionate dalla legislazione e dalle politiche migratorie adottate dai paesi di origine e, soprattutto, da quelli di accoglimento. I sistemi di rilevazione nei paesi di arrivo dei migranti, a cui si limita la nostra attenzione, risultano strettamente legati alle necessit di controllare e limitare lafflusso della popolazione straniera e al bisogno di valutare la dimensione della presenza per predisporre i servizi necessari e per programmare gli ingressi futuri. 10 Per unattenta analisi critica e/o comparativa dei sistemi di rilevazione adottati dai tradizionali paesi di immigrazione si rinvia invece ai numerosi lavori presenti nella letteratura internazionale. In particolare, i principali riferimenti sono fino agli anni Ottanta due edizioni del Demographic Yearbook che trattano come special topics le migrazioni internazionali (UN, 1977; 1989), gli atti del seminario di Calabria organizzato dalla Association Internationale des Dmographes de Langue Franaise (AIDELF) su Les migrations internationales e un numero monografico della rivista International Migration Review che ha come titolo Measuring International Migration: Theory and Practice (IMR, 1987). Particolarmente interessanti sono inoltre le analisi condotte da Casacchia (1983; 1986) e da Natale et al. (1989) che cercano di valutare la possibilit di impiantare in Italia i sistemi di rilevazione degli immigrati stranieri adottati in alcuni dei tradizionali paesi europei di accoglimento. Per quanto concerne la situazione attuale numerosi sono i riferimenti bibliografici disponibili, in particolare con riguardo ai paesi europei di immigrazione (Poulain, 1993; 1995; Salt, Singleton e Hogarth, 1994; Coleman, 1994; Eurostat, 1994; 1995; Krekels e Poulain, 1998). Una raccolta critica del materiale statistico disponibile sulle migrazioni internazionali contenuta nei rapporti annuali SOPEMI dellOCDE (Organization for Economic Co-operation and Development) che riguardano attualmente la gran parte dei paesi dellUe e dellEFTA, la Turchia, buona parte dei paesi dellEuropa dellEst, il Canada, gli Stati Uniti dAmerica, lAustralia e la Nuova Zelanda. Infine, lEurostat a partire dal 1989 ha iniziato a raccogliere in modo standardizzato il materiale statistico sulle migrazioni internazionali disponibile nei paesi dellUe e dellEFTA. In una recente pubblicazione sono riportati i dati relativi al periodo 1980-98 (Eurostat, 1999).

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2.2. La rilevazione dei flussi migratori Per la misura diretta dei flussi migratori internazionali, nei principali paesi europei di accoglimento vengono adottati alcuni dei seguenti sistemi di rilevazione: a. la contabilizzazione dei visti dingresso concessi in un dato intervallo di tempo (in genere un anno) dalle autorit diplomatiche allestero del paese di destinazione del migrante. Tale nulla osta allattraversamento della frontiera del paese di immigrazione viene concesso, com ovvio, prima delleffettivo atto migratorio. possibile, quindi, che ci sia una differenza alle volte anche notevole tra lammontare dei visti concessi e il numero di spostamenti migratori corrispondenti realmente verificatisi, sia perch la richiesta del visto non si traduce sempre in un atto migratorio (mancata migrazione) o, quantomeno, in una immigrazione nello stesso periodo di tempo per il quale la documentazione viene contabilizzata (sfasamento temporale), sia perch, alle volte, sono possibili pi attraversamenti della frontiera con una stessa autorizzazione; b. i controlli alle frontiere terrestri, portuali e aeroportuali permettono di registrare levento migratorio proprio al momento in cui avviene, ma risulta spesso difficile, soprattutto nel caso dei confini terrestri, impiantare un tale sistema di rilevazione il quale potrebbe rappresentare un enorme rallentamento del traffico, dilatando notevolmente i tempi di attesa, soprattutto in quei paesi in cui gli spostamenti che non hanno carattere migratorio, quali i movimenti turistici, quelli di persone in transito e gli spostamenti frontalieri a carattere giornaliero o settimanale, appaiono rilevanti. In tali paesi pu risultare anche pi difficile distinguere gli spostamenti migratori dagli altri movimenti di persone. Per tale ragione questo tipo di controlli e di raccolta dati risulta limitato, in certe situazioni, ad alcune collettivit o a specifiche categorie di immigrati. Inoltre, possibile che informazioni pi dettagliate vengano raccolte attraverso la predisposizione e realizzazione di indagini campionarie sugli individui che attraversano la frontiera (ad esempio, nel Regno Unito viene svolta unindagine campionaria continua, denominata International Passenger Survey, che coinvolge una quota di rispondenti volontari inferiore al 5% dei passeggeri). Tali indagini possono risultare per molto onerose pur fornendo, alle volte, scarsi risultati in termini di rappresentativit (Casacchia, 1986) e/o di stima della dimensione dei flussi migratori (Schoorl et al., 1996). In alcuni casi previsto allingresso la compilazione di un modello di rilevazione e il rilascio di un tagliando che limmigrato deve restituire alle autorit di

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frontiera al momento delluscita dal paese di accoglimento in modo tale da rendere possibile sia una valutazione del deflusso degli stranieri dal territorio nazionale, sia una stima dellammontare di cittadini esteri entrati regolarmente che, non essendo usciti alla scadenza della validit della documentazione, risultano presenti in modo irregolare; c. la contabilizzazione dei permessi di soggiorno o di lavoro concessi in un dato intervallo di tempo (in genere un anno). Difatti, in quasi tutti i paesi di accoglimento limmigrato straniero deve fare richiesta di un documento di soggiorno e, se presente per motivi di lavoro, anche di un permesso di lavoro. La contabilizzazione del numero di nuove documentazioni rilasciate nel corso di un anno - al netto quindi dei rinnovi - dovrebbe permettere di quantificare il flusso di stranieri in entrata, flusso che in alcuni casi viene stimato attraverso i dati di stato relativi ad istanti successivi (in genere inizio e fine anno). Il flusso in uscita potrebbe essere determinato attraverso la contabilizzazione dei permessi scaduti e non rinnovati, ma tale valutazione al lordo degli stranieri che permangono comunque sul territorio, sperimentando una transizione verso una condizione di illegalit; d. le iscrizioni e cancellazioni dal registro della popolazione (in Italia dalle anagrafi comunali) o dallarchivio parallelo degli immigrati stranieri, questultimo presente solo in pochissimi paesi (come, ad esempio, in Germania e in Svizzera), che permettono di misurare il flusso in entrata e quello in uscita con riferimento rispettivamente alla parte pi stabile e allintero flusso migratorio. Lesperienza internazionale mostra come sia difficile, in generale, contabilizzare gli spostamenti migratori internazionali e come i maggiori problemi siano legati alla misurazione non tanto dellimmigrazione quanto dellemigrazione degli stranieri dal paese di accoglimento (Poulain, 1988; Strozza, 1994; Schoorl et al., 1996). Difatti, sembra poco praticabile la realizzazione di sistemi di rilevazione degli stranieri alluscita del paese. La stessa contabilizzazione dei permessi scaduti e delle cancellazioni dal registro della popolazione sembrano sottostimare la dimensione di tale flusso a causa delle emigrazioni anteriori alla scadenza delle autorizzazioni o senza la necessaria comunicazione alle autorit che gestiscono gli archivi (Salt, Singleton, Hogarth, 1994). Inoltre, la comparabilit internazionale tra i dati raccolti dai diversi paesi di accoglimento appare limitata anche, e soprattutto, dalladozione di legislazioni e quindi definizioni differenti in

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particolare modo per quel che concerne la determinazione della durata minima dello spostamento (in genere variabile da 1 a 12 mesi), che permette di qualificare le migrazioni allinterno del complesso degli spostamenti territoriali (Zlotnik, 1987; Poulain, 1988; Schoorl et al., 1996).

2.3. La rilevazione dello stock di popolazione straniera I principali sistemi di rilevazione dellammontare e delle caratteristiche degli stranieri presenti ad una certa data sono: a. il censimento demografico che, oltre a registrare una serie particolarmente ricca di informazioni, dovrebbe cogliere, almeno a livello potenziale, la parte pi ampia della popolazione estera quando luniverso di riferimento risulta costituito da tutta la popolazione presente sul territorio nazionale, comprensiva di quella illegale che normalmente non appare nelle fonti amministrative. Inoltre, lindagine totale pu costituire la base di riferimento per una verifica della dimensione della popolazione straniera iscritta nel registro della popolazione che potrebbe risultare sovraenumerata a causa delle mancate cancellazioni di una parte degli immigrati stranieri che hanno abbandonato il paese (il controllo/confronto tra registro della popolazione e censimento spesso per non viene effettuato anche con riguardo alla popolazione locale). Un primo inconveniente del censimento riguarda la periodicit della rilevazione che in genere decennale a causa dei costi e dei tempi di acquisizione, elaborazione e diffusione dei risultati. Inoltre, le informazioni raccolte non possono che essere abbastanza contenute e il tipo di rilevazione rimane trasversale, a meno di inserire alcuni quesiti retrospettivi. Infine, il censimento soffre di problemi di copertura soprattutto con riguardo alla popolazione straniera; b. la contabilizzazione dei permessi di soggiorno e quella dei permessi di lavoro in un dato istante, che forniscono delle misure di stato sugli immigrati presenti in modo regolare, rispettivamente in complesso e per motivi di lavoro. Questi archivi che non riescono a cogliere la componente clandestina possono per sovraenumerare quella regolare a causa della presenza di stranieri titolari di una valida documentazione che hanno lasciato il paese e, in alcuni casi, delle mancate cancellazioni delle autorizzazioni scadute. Per tali ragioni in alcuni paesi, come ad esempio in Francia, questo materiale statistico, pur disponibile, non viene pi utilizzato da diversi anni;

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c. la contabilizzazione degli stranieri iscritti nel registro della popolazione in un dato istante che riguarda, in genere, la popolazione straniera residente. Tale registro presenta almeno due vantaggi rispetto al censimento della popolazione: i dati possono essere forniti con una certa continuit; essi potrebbero essere utilizzati per studi di tipo longitudinale poich viene registrata tutta la storia di ciascun individuo. Un inconveniente sicuramente importante il carattere amministrativo della rilevazione che comporta in non pochi casi la mancata corrispondenza tra la situazione registrata e quella reale. In alcuni paesi in cui non viene svolto il censimento demografico questo registro rappresenta la principale fonte di informazione sugli stock e sui flussi. Va tenuto presente per che mentre in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Belgio e Lussemburgo esiste un Registro centralizzato e informatizzato della popolazione e viene attribuito un numero di identificazione personale a ciascuna persona, in Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera i registri della popolazione sono locali e la loro tenuta spesso appare problematica anche perch non possibile una verifica frequente dei dati attraverso un archivio complessivo. In alcuni paesi di immigrazione (Germania, Svizzera e Liechtenstein) esiste inoltre un archivio centrale della popolazione estera a cui affluiscono i dati dalle diverse amministrazioni raccolti ogni volta che limmigrato entra in contatto con la pubblica amministrazione. Questultima rilevazione certamente la pi valida nei paesi in cui esiste una consolidata accettazione di forme di controllo e di registrazione. Sembra invece difficile, nonostante le crescenti sollecitazioni, importare un sistema di tale tipo in paesi in cui questo verrebbe visto nella forma di una schedatura pi o meno rigida, anche se per gli stessi cittadini nazionali esiste ormai una consolidata specie di registrazione imposta dalla generalizzata adozione di codici identificativi come quello fiscale (Natale e Strozza, 1997). Il registro della popolazione spesso sovrastima lammontare effettivo degli stranieri presenti sul territorio quando, in assenza di incentivi, le persone che lasciano il paese non provvedono a farsi cancellare dallarchivio (Salt, Singleton, Hogarth, 1994); d. i micro-censimenti e le principali indagini campionarie nazionali realizzate correntemente dagli Istituti Nazionali di Statistica, (in particolare, lindagine sulle forze di lavoro) che permettono di stimare la dimensione totale della presenza estera e di disporre di informazioni sulle caratteristiche strutturali della forza-lavoro straniera. Negli USA si perviene a valutazioni della popolazione estera anche attraverso lindagine

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campionaria periodica denominata Current Population Survey (CPS). Nel Regno Unito la dimensione delle minoranze etniche viene stimata attraverso le Labour Force Surveys che rappresentano la principale fonte di rilevazione dello stock di popolazione di origine estera (i risultati di tali stime sono rintracciabili sulla rivista Population Trends). Per la sua stessa natura questultima indagine dovrebbe per registrare, molto probabilmente, soprattutto la componente regolare dei lavoratori esteri, vale a dire quella con regolare permesso di soggiorno (Salt, Singleton, Hogarth, 1994). Proprio lindagine sulle forze di lavoro forse lunica rilevazione campionaria svolta in tutti i paesi dellUe in modo standardizzato (i concetti, le definizioni e gli obiettivi sono formulati a seguito di concertazione tra gli Istituti Nazionali di Statistica e lEurostat) e che consente di cogliere unampia serie di informazioni (soprattutto sul lavoro) anche sulla popolazione straniera residente. Ma stato sottolineato come une enqute par sondage ne peut que donner des rsultats en proportions ou en taux. Si la population entire sert de base lchantillonnage, les rsultats peuvent-ils tre reprsentatifs pour ce groupe particulier de la population quest la population immigre? (Krekels e Poulain, 1998, p. 29). A queste rilevazioni, che hanno sostanzialmente carattere di generalit, ne vanno aggiunte alcune, presenti solo in alcuni paesi, volte a registrare eventi specifici connessi alla presenza straniera sul territorio e quindi in grado di fornire anche indicazioni di stato su particolari sub-collettivi di immigrati11. Inoltre, alcune categorie, come ad esempio gli studenti, i lavoratori stagionali, i disoccupati e i rifugiati, sono oggetto di rilevazioni specifiche. In particolare, lAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR, in inglese UNHCR) raccoglie i dati sulle richieste di asilo e fornisce stime sui rifugiati nel mondo. Nella tab. 2.1, che tratta da unindagine speciale sulle migrazioni realizzata dallEurostat (Krekels, Poulain, 1996), vengono indicate per i paesi dellUe e per la Norvegia e la Svizzera le principali rilevazioni di stato che permettono di individuare attraverso alcune variabili, alle volte diverse da paese a paese, la popolazione straniera. Come si pu notare tutte le rilevazioni indicate appaiono presenti nella gran parte dei paesi considerati (in particolare, lindagine sulle forze di lavoro, il censimento e la rilevazione dei permessi di soggiorno) anche se alle volte con differenti criteri di identifica11

Per lapprofondimento di tali aspetti si rinvia alla letteratura specifica dei singoli paesi di immigrazione e alla letteratura internazionale indicata in precedenza.

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zione degli stranieri (cittadinanza attuale, anteriore o alla nascita, cittadinanza dei genitori, paese di nascita, gruppo etnico di appartenenza), come gi sottolineato in precedenza (cfr. par. 1.3 e, nello specifico, tab. 1.3). Prevalente appare lutilizzazione della cittadinanza che non permette per di ritenere omogenei i dati dei diversi paesi per la presenza di differenti legislazioni in materia di cittadinanza e di naturalizzazione 12.
Tab. 2.1 - Principali fonti utilizzate per identificare la popolazione straniera secondo i paesi di accoglimento dellEuropa Occidentale
Paesi Belgio Danimarca Germania Grecia Francia Irlanda Italia Paesi Bassi Portogallo Regno Unito Spagna Finlandia Norvegia Svezia Svizzera Totale Censimento Registro popolazione x x x x x x x x x x x x x 13 x x x Permesso soggiorno x x x x x x x x x x x x x 10 x x x x x 13 Permesso di Indagine for- Rilevazione Stato Civile lavoro ze di lavoro istruzione x x x x x x x x x x x x x x x x x x x 15 x x x x x x x x x x x x x x x x x x 12

x x

x x x x x x 10

x x x x 10

Fonte: Eurostat, Special Study on Migration, Part II, question 2 (stralcio tab.2 di Krekels, Poulain, 1996, p. 264).

2.4. I dati diffusi nelle principali pubblicazioni internazionali interessante a questo punto esaminare rapidamente lorigine dei dati sui flussi migratori e sulla presenza straniera riportati nelle principali rilevazioni internazionali allo scopo di valutare la loro diffusione, il collettivo di riferimento e la stabilit della fonte utilizzata (i dati pubblicati dai vari organismi internazionali potrebbero essere tratti da rilevazioni differenti). Inoltre, questa rapida e, per forza di cose, superficiale ispezione consente di trarre prime considerazioni sulle informazioni statistiche sui flussi e sugli stock di stranieri disponibili a livello internazionale con riguardo al nostro paese. Prima di tutto va notato come per i paesi che dispongono del registro della popolazione o degli stranieri, soprattutto nel caso in cui tale archivio informatizzato e centra-

Per garantire uneffettiva comparazione delle rilevazioni appare necessario, secondo Poulain (1995), seguire due strategie complementari: larmonizzazione delle legislazioni relative allattribuzione della nazionalit; lutilizzazione di una combinazione di criteri che vanno dalla cittadinanza attuale e dallorigine dellindividuo (ad esempio, il paese di nascita o di precedente residenza) alla durata della residenza nel paese di accoglimento e al motivo della presenza (per ragioni economiche, familiari, umanitarie).

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lizzato, sia i dati sui flussi migratori che quelli sugli stock di stranieri derivano da questunica fonte (cfr. tab. 2.2 e tab. 2.3). Allestremo opposto si trovano sostanzialmente i paesi di nuova immigrazione (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) per i quali alcune volte i dati non sono disponibili e comunque frequente il caso in cui le informazioni riportate si riferiscono ai permessi di soggiorno.

Tab. 2.2 Sistemi di rilevazione dei dati sui flussi migratori internazionali pubblicati dai principali organismi internazionali. Situazione dei paesi dellUe e dellex EFTA al 1999
Paese Nazioni Unite Consiglio dEuropa Eurostat OCDE- Sopemi Immigr. Emigr. Immigr. Emigr. Saldo Immigr. Emigr. Immigr. Emigr. Immigr. Emigr. totate. totale totale totale Migrat. totale totale Stran. Stran. Stran. Stran.
R.P. R.P. R.P. ? R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. ? I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. ? R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. ? I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. ? R.P. R.P. ? ? R.P. R.P. I.C. R.P. R.P. ? R.P. R.P. ? ? R.P. R.P. I.C. R.P. R.P. R.P. ? R.P. R.P. F.I. ? F.I. ? R.P. R.P. R.P. I.C. ? R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. F.I. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. F.I. I.C. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. P.S. R.P. R.P. R.P. F.I. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. R.P. F.I. R.P. R.P. R.P.

Austria Belgio Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Portogallo Regno Unito Spagna Svezia Norvegia Svizzera

Note: R.P. = Registro della popolazione o registro degli stranieri; I.C. = Indagine campionaria; P.S. = Permessi di soggiorno o di lavoro rilasciati; F.I. = Fonti indirette. Fonte: nostra elaborazione su dati delle Nazioni Unite, Demographic Yearbook. Special Topic: International Migration Statistics (vari anni), del Consiglio dEuropa, Recent demographic development in Europe (vari anni), dellEurostat, Migration Statistics 1999 e dellOCDE-Sopemi, Trends in International Migration, Annual Report (vari anni).

Nel caso dellItalia va notato come i dati sui flussi migratori internazionali in totale (nazionali e stranieri) e distinti per cittadinanza sono tratti dal registro della popolazione (anagrafi comunali) e si riferiscono quindi alla sola componente che registra un cambiamento di residenza. Tale informazione, in apparenza corrispondente a quella diffusa per la gran parte dei paesi dellUe, non appare in grado di riflettere levoluzione effettiva dellimmigrazione legale in Italia poich la registrazione anagrafica in genere successiva anche di alcuni anni alleffettivo ingresso nel paese e risente inoltre delle regolarizzazioni come mostrano i picchi osservati negli anni in cui sono state svolte le sanatorie. Forse per questa ragione lOCDE non pubblica per il nostro paese dati sullimmigrazione o lemigrazione di stranieri.

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Tab. 2.3 Sistemi di rilevazione dei dati sulla popolazione straniera pubblicati da alcuni organismi internazionali. Situazione per i paesi dellUe e dellex EFTA al 1999
Paese Consiglio dEuropa Austria Belgio Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Portogallo Regno Unito Spagna Svezia Norvegia Svizzera Censimento popolazione Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Censimento popolazione Registro popolazione Indagine forze di lavoro Indagine forze di lavoro Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Ministero dellInterno Indagine forze di lavoro Ministero dellInterno Registro popolazione Registro popolazione ? Organismo internazionale Eurostat Censimento popolazione Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Censimento popolazione Registro popolazione Indagine forze di lavoro Indagine forze di lavoro Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Ministero dellInterno Indagine forze di lavoro Ministero dellInterno Registro popolazione Registro popolazione ? OECD - Sopemi Report Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione Censimento popolazione Registro popolazione Indagine forze di lavoro Ministero dellInterno Registro popolazione Registro popolazione Ministero dellInterno Indagine forze di lavoro Ministero dellInterno Registro popolazione Registro popolazione Registro popolazione

Fonte: nostra elaborazione su dati del Consiglio dEuropa, Recent demographic development in Europe (vari anni), dellEurostat, Migration Statistics 1999 e dellOCDE-Sopemi, Trends in International Migration, Annual Report (vari anni).

Anche con riferimento allo stock di popolazione straniera emergono per il nostro paese alcune incongruenze. Prima di tutto, va notato come il Consiglio dEuropa e lEurostat riportano i dati tratti dalle anagrafi comunali che si riferiscono ai soli stranieri residenti (legali stabili), mentre lOCDE pubblica i dati sui permessi di soggiorno che dovrebbero riguardare gli stranieri, per lo pi maggiorenni, presenti legalmente nel paese. Entrambi questi dati non forniscono una misura precisa del fenomeno, in genere sovrastimando la popolazione oggetto della rilevazione. Infatti, nelle anagrafi comunali permangono quegli stranieri che hanno lasciano il paese senza darne comunicazione, mentre i dati sui permessi di soggiorno forniti nel corso degli anni novanta allOCDE dal Censis contengono anche documenti scaduti e/o duplicati. Tale situazione appare particolarmente grave soprattutto alla luce del fatto che negli ultimi anni lIstat ha provveduto a rivedere gli archivi mensili del Ministero dellInterno eliminando i permessi scaduti e i doppi conteggi e fornendo quindi un dato pi attendibile sulla presenza straniera nel nostro paese (Istat, 1998; 1999; 2000).

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CAPITOLO 3 LA RILEVAZIONE DEI FLUSSI E DEGLI STOCK DI POPOLAZIONE DI ORIGINE STRANIERA IN ITALIA

3.1. Criteri di analisi delle rilevazioni Alla luce delle considerazioni svolte in precedenza (in particolare, nel cap. 2) appare opportuno condurre unanalisi capillare delle rilevazioni dei flussi e degli stock di popolazione straniera o di origine straniera, ponendo attenzione sia alle definizioni, alle procedure e alle informazioni raccolte, sia alle diverse fasi del processo di genesi del dato statistico (la rilevazione attraverso il modello cartaceo, lacquisizione delle notizie su supporto informatico, le procedure di controllo ed elaborazione dei dati, i meccanismi di acquisizione delle informazioni a livello centralizzato, la diffusione finale del dato su supporto elettronico e/o cartaceo). Allo scopo di standardizzare, per quanto possibile, i criteri di analisi delle diverse rilevazioni stato predisposto un quadro sinottico in cui sono state indicate le principali procedure da seguire per acquisire gli elementi conoscitivi di base necessari per unadeguata valutazione della situazione, evidenziando pregi, difetti e possibili integrazioni e/o modifiche nelle indagini disponibili (tab. 3.1). Particolare attenzione sar rivolta alla verifica della presenza delle informazioni necessarie per lindividuazione di alternative popolazioni obiettivo (popolazione straniera, popolazione immigrata, popolazione di origine straniera, seconda generazione di immigrati) e per larticolazione del collettivo straniero in base alla condizione giuridica di soggiorno e/o di residenza (stranieri legali stabili, legali semi-stabili, illegali). Inoltre, si cercher di evidenziare, attraverso lanalisi comparativa di dati di fonti differenti, ladeguatezza e lattendibilit delle notizie disponibili. Per quanto concerne le variabili rilevate parso necessario che alcune informazioni siano presenti in tutte le rilevazioni. Le variabili irrinunciabili che devono essere comuni a tutte le rilevazioni per pervenire ad un sistema integrato di informazioni statistiche sugli stranieri sono: il paese di cittadinanza, il paese di nascita, il sesso, lanno di nascita, il comune di dimora abituale in Italia (di residenza anagrafica o di soggiorno), il co-

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mune di presenza o di evento. Almeno per queste variabili risulta assolutamente necessario che tutti gli enti preposti alla rilevazione adottino le stesse definizioni, le stesse modalit e le stesse codifiche.
Tab. 3.1 - Elementi conoscitivi di base da acquisire per lanalisi critica delle rilevazioni relative agli stranieri Num. Principali operazioni progr. 1. Accertamento dellesistenza di un modello di rilevazione e verifica del tipo (cartaceo e/o informatizzato, individuale e/o aggregato) e dellunicit o meno di quello adottato dalle unit elementari di rilevazione. 2. Indicazione delleffettiva unit statistica rilevata. 3. Individuazione della/e categoria/e a cui lunit statistica effettiva riconducibile e con quali limiti. 4. Indicazione delle variabili che consentono di identificare nelle rilevazioni generali la popolazione straniera o gli eventi ad essa relativi e valutazione della loro adeguatezza e del tipo di classificazione e codifica adottata. 5. Indicazione delle altre variabili presenti nel modello di rilevazione. 6. Verificare se i dati sono informatizzati e se lo sono a livello individuale oppure a livello aggregato e, in questultimo caso, indicare qual la variabile di aggregazione. 7. Elencare le variabili registrate a livello informatico e quelle effettivamente disponibili (pubblicate, diffuse su Internet, disponibili su supporto informatico o comunque ottenibili a richiesta). 8. Verificare che la codifica delle principali variabili riportate su supporto informatico sia uguale a quella adottata dallIstat. 9. Valutare il grado di adeguatezza della fonte nel rilevare la dimensione del fenomeno in oggetto alla luce sia delle disposizioni normative ed amministrative vigenti sia del tipo di gestione dellarchivio o del data set. Evidenziare eventuali mancate registrazioni, duplicazioni, assenza o inadeguatezza dei controlli, ecc.. 10. Evidenziare lesistenza di legami tra dati di stato e dati di flusso valutando la possibilit di ricostruire e verificare empiricamente leventuale equazione di bilancio. 11. Suggerire lintroduzione di variazioni, correttivi o integrazioni per: - una pi precisa identificazione della popolazione obiettivo; - ampliare il livello di copertura e ridurre/eliminare i problemi di accuratezza della rilevazione (mancata registrazione, doppi conteggi, ecc.); - garantire quantomeno la disponibilit di informazioni essenziali; - garantire la standardizzazione nelle modalit considerate relativamente alle variabili principali e favorire ladozione della stesse codifiche (prendere a riferimento quelle dellIstat); - assicurare la pi ampia elaborazione e diffusione dei dati.
Nota: (a) In questa sede si guarda in special modo ai modelli individuali ed anche a modelli aggregati (di sintesi) nei casi in cui linformazione disponibile disponibile solo attraverso tali indagini.

Per valutare la concreta possibilit di miglioramento delle rilevazioni esistenti appare essenziale poter capire quale sia lunit amministrativa che raccoglie le informazioni a livello individuale e se queste rimangono esclusivamente sui modelli cartacei o vengano poi registrate su supporto informatico. Quando lacquisizione elettronica dei dati avvie-

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ne in modo decentrato occorre inoltre verificare leffettiva disponibilit o possibilit di disporre dei microdati a livello centralizzato. Nelle analisi successive ci si avvarr delle informazioni acquisite tramite i numerosi contatti e colloqui avuti con i responsabili di varie rilevazioni (cfr. allegati 2 e 3), attraverso laudizione che la Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica ha chiesto allISTAT su tale tematica (cfr. allegato 5) e per mezzo dellindagine conoscitiva svolta presso i principali enti pubblici nazionali responsabili di rilevazioni concernenti solo o anche la popolazione straniera (cfr. capitolo 5 e allegato 6). Alcune considerazioni scaturiranno inoltre dallanalisi di dati individuali o aggregati messi a disposizione dagli enti preposti alla loro rilevazione. In modo schematico, le tappe successive che hanno condotto, a livello operativo, al reperimento delle notizie necessarie sono state le seguenti: nella prima fase sono stati stabiliti contatti allinterno dei vari enti con le persone responsabili della raccolta, gestione e/o elaborazione dei dati con la finalit di acquisire almeno gli elementi conoscitivi essenziali (cfr. tab. 3.1), attraverso colloqui, verifiche empiriche e la richiesta di materiale di base (dai modelli di rilevazione ai criteri di raccolta dei dati fino alla loro eventuale elaborazione pubblicazione); nella seconda fase stata chiesta unaudizione allISTAT allo scopo di discutere delle principali problematiche relative ai dati sugli stranieri nelle numerose rilevazioni gestite dallistituito; nella terza fase stata realizzata unindagine conoscitiva presso i principali enti pubblici nazionali sulla base di un questionario strutturato per ottenere informazioni standardizzate non solo sugli aspetti di base ma anche su ulteriori elementi ritenuti significativi, emersi in alcuni casi dai numerosi colloqui e dallaudizione con lISTAT. Di seguito viene proposto un esame delle rilevazioni che consentono di misurare direttamente i flussi migratori, la popolazione straniera e quindi gli altri eventi che concorrono allevoluzione di tale aggregato. Al termine delle analisi svolte distintamente per flussi, stock ed altri eventi si cercher di fornire una visione dinsieme.

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3.2. La misura dei flussi migratori degli stranieri Fino ai primi anni novanta, il nostro paese era una delle poche aree di accoglimento per le quali non erano diffusi a livello internazionale dati sullammontare annuale degli immigrati (o delle immigrazioni) e degli emigrati (o delle emigrazioni). Solo di recente (a partire dalla met degli anni novanta) lEurostat ha iniziato a pubblicare i dati sulle iscrizioni e le cancellazioni anagrafiche da e per lestero di cittadini stranieri facendo partire la serie dal 1989 (i dati dei primi due anni, 1989 e 1990, risultano per differenti da quelli diffusi dallIstat). Tuttora lOCDE nel suo rapporto annuale SOPEMI non pubblica per lItalia dati sui flussi migratori di stranieri, mentre indica come afflusso di lavoratori stranieri (inflows of foreign workers) un ammontare che corrispondente al numero di avviamenti al lavoro concessi dal Ministero del Lavoro ai cittadini extracomunitari gi presenti in Italia (cfr. ad esempio, OCDE, 1998, p. 226). evidente quindi che tale dato non ha nulla a che vedere con i flussi di ingresso nel nostro paese di lavoratori stranieri. Il quadro che ne deriva a livello internazionale pertanto lacunoso o addirittura errato nonostante che ormai dallinizio degli anni novanta siano disponibili in Italia alcune rilevazioni amministrative che consentirebbero di fornire uninformazione abbastanza realistica sullimmigrazione straniera. Tali rilevazioni attengono alle autorizzazioni e nulla osta necessari per richiedere il visto di ingresso, al rilascio del visto stesso, alla concessione del primo permesso di soggiorno e alliscrizione anagrafica. Per quanto concerne lemigrazione le informazioni utilizzabili riguardano invece il mancato rinnovo del permesso e la cancellazione dellanagrafe per trasferimento della residenza allestero. Prima di approfondire lanalisi con riguardo a ciascuna rilevazione un primo quadro dinsieme sui criteri di identificazione degli stranieri nelle diverse rilevazioni viene riportato nella tab. 3.2. Nella rilevazione dei flussi migratori il criterio della cittadinanza ovviamente quello pi idoneo anche se per cogliere completamente gli spostamenti interni e lemigrazione verso lestero di tutte le componenti della popolazione di origine straniera sarebbe opportuno considerare anche altre variabili di identificazione. Lordine seguito nellanalisi delle diverse fonti quello della successione temporale degli atti concernenti limmigrazione straniera, nel senso che le rilevazioni via via considerate corrispondono a fasi successive, anche se non sempre necessarie, dei meccani-

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smi amministrativi regolanti lingresso, il soggiorno e la residenza. Le rilevazioni riguardanti gli atti amministrativi necessari per la concessione del visti di ingresso sono trattate successivamente al sistema dei visti per rendere pi agevole la comparazione.
Tab. 3.2 Possibili criteri di identificazione e classificazione delle migrazioni di popolazione immigrata o di origine straniera per le diverse rilevazioni disponibili
Possibili criteri di identificazione e classificazione Visti di Autorizzazioni Nuovi permessi ingresso al lavoro di soggiorno (Min. Affari (Min. del Lavoro) (Min. Esteri) dellInterno) S S C C S S Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche (a) Istat Istat (APR/4) (P.3) T T S

Paese di nascita Paese di cittadinanza attuale Paese di cittadinanza precedente Paese di cittadinanza alla nascita Paese di nascita dei genitori Paese di cittadinanza dei genitori Paese di residenza (attuale/ precedente) Data di arrivo/durata della presenza Motivo della presenza

S ? S

C ? C

T S S

Note: T = Popolazione totale; S = Popolazione straniera; C = Specifiche categorie di popolazione. (a) Tale rilevazione riguarda sia le migrazioni con lestero sia quelle interne.

3.2.1. I visti di ingresso Una possibile misura dellimmigrazione extracomunitaria potrebbe derivare dalla rilevazione dei visti dingresso concessi dalle autorit consolari e diplomatiche italiane allestero ai cittadini stranieri che intendono entrare nel nostro paese. Con lingresso operativo dellItalia nel sistema di Schengen (26/10/1997) i cittadini dellUe possono varcare il territorio italiano senza bisogno di visti o passaporti. La loro concessione, che corrisponde ad un nulla osta allingresso, vincolata per gli extracomunitari alla presenza di alcuni requisiti che variano in base al motivo per cui si intende accedere in Italia. I 21 visti previsti dalla convenzione di applicazione dellAccordo di Schengen , visti Schengen uniformi(V.S.U.) hanno una durata diversa a seconda dei tipi (Caritas, 2000): una descrizione schematica contenuta nella tab. 3.3. Il Ministero degli Affari esteri (MAE), Ente che cura la raccolta dei visti, da alcuni anni pubblica a cura dellUfficio di statistica che opera allinterno dellUnit di Analisi e programmazione nellambito della Segreteria Generale del MAE , un annuario statistico intitolato Il Ministero degli Affari Esteri in cifre (Ministero degli Affari esteri, 2000; 2001; 2002). Tali volumi contengono anche i dati relativi ai visti di ingresso in Italia rilasciati negli anni dal 1998 al 2001 distinti per motivo e per area geografica di rilascio.

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Tab. 3.3 Descrizione dei visti di ingresso concessi per le diverse motivazioni
Tipo visto Lavoro subordinato V.S.U. V.N. Descrizione (cosa consente, a quali condizioni, sulla base di quali disposizioni) Consente lingresso, ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che sia chiamato in Italia a prestare unattivit lavorativa a carattere subordinato. Consente lingresso in Italia, per un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che intenda esercitare unattivit professionale o lavorativa a carattere non subordinato. Per quelle attivit autonome che non trovano corrispondente iscrizione nel registro delle imprese e che siano svincolate da licenze ed autorizzazioni, da denunce di inizio attivit o dalliscrizione ad albi, registri od elenchi abilitanti (per esempio collaborazioni coordinate e continuative), oppure che riguardino lo svolgimento di attivit in qualit di socio e/o amministratore in societ o cooperative di produzione e lavoro, lo straniero deve essere in possesso della apposita documentazione. Consente lingresso in territorio italiano, ai fini di un soggiorno di lunga durata, al cittadino straniero in favore del quale sia stata accettata la garanzia per laccesso al lavoro. I requisiti e le condizioni per lottenimento del visto sono previsti dagli artt. 34 e 35 del D.P.R. 394/1999. Consente lingresso in Italia ai cittadini stranieri che intendano riacquistare la loro unione familiare con cittadini italiani o di un Paese dellUnione Europea, ovvero di un Paese aderente allAccordo sullo spazio economico europeo, o con stranieri di cittadinanza diverse da quelle predette, regolarmente soggiornante in Italia, titolare di carta o permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per asilo per studio o per motivi religiosi. Il visto per ricongiungimento familiare sar rilasciato anche nel caso di adozione di stranieri maggiorenni da parte di cittadini italiani, in presenza di un provvedimento definitivo adottato in tal senso dallAutorit giudiziaria italiana competente. Consente lingresso, ai fini di un soggiorno di lunga durata a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che intenda fare ingresso in Italia al seguito di un familiare cittadino italiano, o di un Paese dellUnione Europea, oppure di un Paese aderente allaccordo sullo spazio economico europeo, o al seguito di un familiare straniero, cittadino di Paesi diversi da quelli citati, titolare di carta di soggiorno, o di visto di lavoro subordinato relativo a contratto non inferiore ad un anno, o per lavoro autonomo non occasionale, ovvero per studio o per motivi religiosi; in tal caso pu essere concesso un visto per familiare al seguito alle condizioni di cui allart. 29, comma 4, del T.U. sullimmigrazione. Consente lingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata a tempo indeterminato presso gli adottanti o gli affidatari, al minore straniero destinatario del provvedimento di adozione o di affidamento pre-adottivo emesso dalla competente autorit straniera in conformit alla legislazione locale. Consente lingresso in Italia, ai fini del soggiorno, allo straniero che intenda stabilirsi nel nostro Paese e sia in grado di mantenersi autonomamente, senza esercitare alcuna attivit lavorativa. Lo straniero dovr fornire garanzie circa la disponibilit di una abitazione da eleggere a residenza, e di ampie risorse economiche autonome, di cui si possa ragionevolmente supporre la continuit in futuro. Consente lingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, ma a tempo determinato, allo straniero che intenda seguire corsi universitari, corsi di studio o di formazione professionale presso istituti riconosciuti o qualificati oppure allo straniero che sia chiamato a svolgere attivit culturali e di ricerca. Per lottenimento del visto sono necessari: documentate garanzie circa il corso di studio, formazione professionale o attivit culturale da svolgere; adeguate garanzie circa i mezzi di sostentamento; polizza assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri; et maggiore di quattordici anni. Consente lentrata nel territorio nazionale, ai fini della prosecuzione di un soggiorno di lunga durata a tempo determinato o indeterminato, agli stranieri titolari di carta o permesso di soggiorno che si trovino incidentalmente sprovvisti di tali documenti ed intendano rientrare nel territorio italiano. Consente lingresso in Italia, per un soggiorno di lunga durata a tempo indeterminato, allo straniero, titolare di passaporto diplomatico o di servizio, destinato a prestare servizio presso le rappresentanze diplomatico-consolari del suo Paese, in Italia o presso la Santa Sede. Il visto diplomatico rilasciato anche agli stranieri componenti lo stretto nucleo familiare convivente del titolare. Consente lingesso in Italia, per un soggiorno di breve durata, allo straniero che abbia finalit economico-commerciali. Per lottenimento del visto sono necessari. La condizione di operatore economico-commerciale del richiedente; la finalit economico-commerciale del viaggio; leffettiva attivit svolta in Italia dagli operatori economici che richiedano il rilascio del visto in favore delloperatore straniero; adeguati mezzi economici di sostentamento. Consente lingresso ai religiosi stranieri, intesi come coloro che abbiano gi ricevuto ordinazione sacerdotale, o condizione equivalente, religiose, ministri di culti appartenenti ad organizzazioni confessionali iscritte nellelenco tenuto dal Ministero dellInterno, che intendano partecipare a manifestazioni di culto o esercitare attivit ecclesiastica, religiosa o pastorale. I requisiti e le condizioni per lottenimento del visto sono: leffettiva condizione di religioso; documentate garanzie circa il carattere religioso della manifestazione o delle attivit addotte a motivo del soggiorno in Italia; nei casi in cui le spese di soggiorno dello straniero non siano a carico di enti religiosi, linteressato deve disporre di adeguati mezzi di sussistenza. Consente lingresso, per un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato, allo straniero che abbia necessit di sottoporsi a trattamenti medici presso strutture sanitarie italiane, pubbliche o private accreditate. Il visto per cure mediche pu essere rilasciato anche alleventuale accompagnatore che assista lo straniero infermo, in presenza di adeguati mezzi economici di sostentamento. Consente lingresso, per un soggiorno di breve durata, agli sportivi stranieri che intendano partecipare a manifestazioni sportive, nonch al loro staff. X Consente lingresso in Italia, per un soggiorno a tempo determinato, allo straniero che per ragioni legate alla sua funzione politica, governativa o di pubblica utilit debba recarsi in territorio italiano.

Lavoro autonomo

Inserimento nel mercato del lavoro

Ricongiungimento familiare

Familiari al seguito

Adozione

Residenza elettiva

Studio

Reingresso Diplomatico (per accreditamento o notifica)

Affari

Motivi religiosi

Cure mediche Gara sportiva Missione

X X

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Tab. 3.3 (segue) Descrizione dei visti di ingresso concessi per le diverse motivazioni
Tipo visto Invito V.S.U. X V.N. Descrizione (cosa consente, a quali condizioni, sulla base di quali disposizioni) Consente lingresso, per un soggiorno di breve durata, allo straniero invitato da enti, istituzioni, organizzazioni, quale ospite di eventi politici o scientifico-culturali, le cui spese di soggiorno siano a carico dellEnte invitante. Il visto parimenti rilasciato allo straniero convocato o invitato dallautorit giudiziaria italiana. Consente lingresso per breve durata, in Italia e negli altri Paesi dello spazio Shengen al cittadino straniero che intenda viaggiare per motivi turistici Per lottenimento del visto sono necessari: adeguati mezzi finanziari di sostentamento; il titolo di viaggio di andata e ritorno ( o prenotazione) oppure la disponibilit di autonomi mezzi di viaggio; la disponibilit di un alloggio (prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalit, ecc.). Nel caso di invito da parte di cittadino italiano o straniero regolarmente residente, dovr essere esibita una dichiarazione di invito con cui il dichiarante attesti la sua disponibilit ad offrire ospitalit in Italia al richiedente il visto. X Consente lingresso, per un soggiorno di lunga durata, ai cittadini dei Paesi con cui lItalia abbia stipulato degli specifici accordi in materia. La durata massima del visto di un anno, ferme restando le limitazioni dellattivit lavorativa disposte dallart.40, comma 16, del D.P.R. 394/1999. Consente ad un cittadino straniero di attraversare il territorio delle parti contraenti nel corso di un viaggio da uno Stato terzo ed concesso a condizione che allo stesso sia garantito lingresso nello Stato di destinazione finale e che il tragitto debba ragionevolmente portarlo a transitare sul territorio delle altre parti contraenti. Consente al cittadino straniero specificamente soggetto a tale obbligo di accedere alla zona internazionale di transito di un aeroporto, durante scali o tratte di un volo o di voli internazionali, senza entrare nel territorio della parte contraente che ha rilasciato il visto. Lobbligo del visto costituisce uneccezione al diritto generale di libero transito attraverso la zona internazionale di transito degli aeroporti. Consente lingresso, per un soggiorno di breve durata, allo straniero che intenda recarsi in Italia per brevi periodi per svolgere attivit professionale di trasporto di merci o persone, sia per via terrestre che per via aerea.

Turismo

Vacanze lavoro Transito X

Transito aeroportuale

Trasporto

Legenda: V.S.U. = Visti Shengen Uniformi che attribuiscono il diritto allingresso in tutti i paesi aderenti agli accordi di Shengen, indipendentemente dal paese che li ha rilasciati. Sono di tre tipi: tipo A per transito aeroportuale; tipo B per transito con validit di 5 giorni; tipo C per soggiorni di breve durata o di viaggio, con validit massima di 90 giorni. V.N. = Visti nazionali che sono di tipo D a lunga durata con validit superiore ai 90 giorni.

Non vanno comunque trascurati i limiti che tale rilevazione ha nella misura dellimmigrazione straniera che sono ascrivibili a due cause distinte: la prima di tipo politico-legislativo, che determina una sottovalutazione dellafflusso di stranieri, riconducibile allesistenza di accordi bilaterali che permettono ai cittadini di alcuni paesi esteri di entrare in Italia senza visto e alla non obbligatoriet dello stesso per alcuni motivi di ingresso13; la seconda di tipo tecnico connessa alloggetto della rilevazione che non levento migratorio ma lautorizzazione a compiere tale atto e, com evidente, non c una relazione biunivoca tra rilascio del visto e immigrazione. Inoltre, il modello di richiesta del visto cambia da consolato a consolato anche se dovrebbe esserci un nucleo centrale di informazioni in comune, come sembrerebbe emergere dallesame di alcuni modelli riportati su Internet (cfr. tab. A3.2). Solo di recente tali informazioni sembrano registrate su supporto informatico in modo standardizzato ma le notizie attualmente diffuse sono soltanto quelle sul paese in cui stata avanzata la richiesta, sulla cittadinanza del richiedente e sul motivo del visto di ingresso concesso.

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Il Regolamento n. 2317 del Consiglio dellUe del 25/9/1995 in vigore dal 3/3/96 determina un elenco comune dei Paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso di un visto per lattraversamento delle frontiere esterne agli Stati membri. Per i Paesi non inseriti in tale elenco lesenzione vale solo per il transito e per soggiorni di breve durata (in Italia per turismo, affari e missione).

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Il numero di visti rilasciati in un anno risulta elevato (tab. 3.4: 741.077 nel 1998, 834.680 nel 1999, 1.008.971 nel 2000 e 947.322 nel 2001) anche se lammontare di quelli riconducibili a spostamenti migratori o pseudo-migratori rappresenta una quota che si aggira intorno al 20% (tab. 3.4). Per lesattezza il numero di permessi ascrivibile a spostamenti migratori si accresciuto tra il 1998 e il 2001 passando allincirca da 135.000 a 210.000 unit (tab. 3.4): questi valori potrebbero costituire, per gli anni indicati, una buona stima dellimmigrazione straniera legale, vale a dire al netto dei flussi migratori non registrati o registrati sotto altre voci.
Tab. 3.4 Visti di ingresso in Italia per finalit. Anni 1998-2001. Valori assoluti e percentuali
Finalit 1998 1. Lavoro subordinato 2. Lavoro autonomo 3. Inserimento nel mercato del lavoro 4. Ricongiungimento familiare 5. Familiari al seguito 6. Motivi familiari 7. Adozione 8. Dimora (residenza elettiva) 9. Studio 10. Tirocinio 11. Reingresso 12. Diplomatico (accreditamento o notifica) 13. Affari 14. Culto (motivi religiosi) 15. Cure mediche 16. Attivit sportive 17. Gara sportiva 18. Missione 19. Invito 20. Turismo 21. Vacanze lavoro 22. Turismo-Giubileo 23. Transito 24. Transito aeroportuale 25. Trasporto 1-11. Visti per spostamenti migratori 12-25. Visti per spostamenti non migratori 1-25. Totale visti di ingresso 30.452 6.344 48.447 19.869 2.711 393 26.153 932 887 617 142.185 13.010 2.333 842 12.352 14.633 26.947 336.901 47.979 7.090 136.188 604.889 741.077 Numero visti 1999 35.902 7.279 44.666 24.342 3.420 499 31.609 1.010 1.492 735 145.850 6.080 2.775 990 13.153 16.243 24.568 389.149 107 79.057 5.754 150.219 684.461 834.680 2000 71.490 7.566 10.623 48.705 3.092 8.423 3.710 518 35.626 704 2.505 1.077 156.731 8.006 3.125 629 13.370 16.203 25.987 463.778 31.804 84.765 5.159 5.375 192.962 816.009 1.008.971 2001 74.043 5.987 16.964 64.800 5.590 5 1.885 791 38.366 1 3.059 998 137.667 7.018 1.906 1 11.707 20.206 23.312 434.468 26 92 80.095 6.045 12.290 211.491 735.831 947.322 1998 4,1 0,9 6,5 2,7 0,4 0,1 3,5 0,1 0,1 0,1 19,2 1,8 0,3 0,1 1,7 2,0 3,6 45,5 6,5 1,0 18,4 81,6 100,0 % per finalit 1999 4,3 0,9 5,4 2,9 0,4 0,1 3,8 0,1 0,2 0,1 17,5 0,7 0,3 0,1 1,6 1,9 2,9 46,6 0,0 9,5 0,7 18,0 82,0 100,0 2000 7,1 0,7 1,1 4,8 0,3 0,8 0,4 0,1 3,5 0,1 0,2 0,1 15,5 0,8 0,3 0,1 1,3 1,6 2,6 46,0 3,2 8,4 0,5 0,5 19,1 80,9 100,0 2001 7,8 0,6 1,8 6,8 0,6 0,0 0,2 0,1 4,0 0,0 0,3 0,1 14,5 0,7 0,2 0,0 1,2 2,1 2,5 45,9 0,0 0,0 8,5 0,6 1,3 22,3 77,7 100,0

Fonte: nostra elaborazione da Ministero degli Affari Esteri (2000; 2001; 2002).

Infatti, non va dimenticato che la gran parte dei visti, anche di quelli per motivi turistici che sono di gran lunga i pi numerosi (poco meno della met dei visti), vengono rilasciati dai consolati italiani presenti nei paesi a forte pressione migratoria, in particolare dai consolati situati nei paesi dellEuropa dellEst (Golini e Conti, 2000). Tali visti potrebbero riguardare almeno in parte migrazioni camuffate sia di breve durata, sia di

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durata pi lunga in tal caso comportando una parte della presenza sul territorio italiano in stato di irregolarit rispetto alle norme sul soggiorno.

3.2.2. Le autorizzazioni al lavoro concesse a cittadini extracomunitari allestero A partire dallinizio del 1992, il Ministero del Lavoro ha predisposto unapposita contabilizzazione delle autorizzazioni al lavoro concesse a cittadini extracomunitari ancora allestero mediante il modello aggregato AUT1/ST, nel quale gli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione (UPLMO) devono contabilizzare i flussi trimestrali. Le autorizzazioni al lavoro forniscono una misura dellimmigrazione regolare di lavoratori extracomunitari poich il conseguimento di tale atto costituisce requisito preliminare al rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato. Lautorizzazione viene concessa dallUPLMO a cui ne fatta richiesta dal datore di lavoro che intenda assumere lo straniero a condizione che sia accertata la indisponibilit, per la stessa qualifica, di una offerta inevasa di lavoratori nazionali o comunitari. Pertanto, la procedura per il rilascio dellautorizzazione e del successivo visto per lavoro risultava, soprattutto in passato, particolarmente complessa e selettiva14, anche se per alcune categorie di lavoratori stata snellita e semplificata. Le autorizzazioni al lavoro, soprattutto per il passato, risultavano concesse prevalentemente per impieghi nei servizi domestici e, in via del tutto subordinata, per occupazioni in settori in cui la domanda di lavoro non trovava unadeguata offerta locale. Le possibilit di accesso regolare in Italia per motivi di lavoro erano quindi limitate principalmente a quelle collettivit che si erano specializzate in questo tipo di attivit e, in particolare, alla componente femminile dellimmigrazione estera. Negli anni dal 1994 in poi si registrato invece un notevole incremento assoluto (ed anche relativo) delle autorizzazioni rilasciate per impieghi nellagricoltura, circoscritte territorialmente quasi esclusivamente al Trentino Alto Adige e riguardanti prevalentemente maschi originari dei paesi dellEuropa dellEst (in particolare cechi e slovacchi). Si tratta principalmente di autorizzazioni per assunzioni stagionali per chiamata diretta
Questa rilevazione coglie quindi un sottoinsieme selezionato dellimmigrazione complessiva per lavoro: la sola componente regolare; sfugge invece quella parte costituita dai lavoratori esteri che entrano in Italia o con un visto rilasciato per altri motivi (migrazioni camuffate), ma ottenibile con maggiore facilit (ad esempio per turismo o per motivi di studio), o in modo clandestino senza nessuna documentazione.
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che riguardano soprattutto cittadini dellEst europeo perch sottoposti a minori vincoli e accertamenti rispetto a quelli originari del continente africano (Campani, Carchedi, Mottura, 1996). A seguito della promulgazione della legge n. 40/1998, diviene reale la possibilit di fare incontrare la domanda e lofferta di lavoro: la programmazione dei flussi implica una limitazione degli ingressi in funzione della capacit di assorbimento del nostro mercato del lavoro (Zanfrini 2000, p.75). Ogni tre anni vengono individuati i criteri generali dei flussi in ingresso e ogni anno vengono indicate per decreto le quote massime dei lavoratori stranieri da ammettere. Prima del 1998 lunico meccanismo previsto per lingresso dei nuovi lavoratori dallestero era quello della chiamata nominativa, a seguito dellentrata in vigore della legge n. 40/1998 limmigrazione per lavoro pu avvenire in molti modi: per chiamata nominativa da parte dei residenti in Italia; per prestazioni di garanzia da parte di residenti in Italia per la venuta di lavoratori; per assegnazione di quote preferenziali ai Paesi convenzionati con lItalia in materia di immigrazione (Caritas 2000). Solo una parte delle informazioni raccolte a livello individuale al momento della richiesta di autorizzazione al lavoro sono recuperate nel modello aggregato di rilevazione adottato dal Ministero (cfr. tab. A3.3-A3.5). Il confronto al 1998 e al 1999 tra i dati sulle autorizzazioni e quelli sui visti per lavoro subordinato evidenzia differenze abbastanza contenute (tab. 3.5) che potrebbero dipendere sia dallo sfasamento temporale tra i due atti amministrativi, sia dalla non perfetta corrispondenza tra i due universi di riferimento. Questultimo aspetto potrebbe assumere un ruolo pi rilevante negli ultimi due anni per i quali risultano disponibili i dati (il 2000 e il 2001), visto che le differenze risultano sensibilmente pi rilevanti (tab. 3.5).

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Tab. 3.5 Confronto tra autorizzazioni al lavoro concesse a lavoratori extracomunitari ancora allestero e visti di ingresso per lavoro subordinato. Italia, 1998-2001. Anno Autorizzazioni Visti per Differenze al lavoro lavoro subordinato Assolute Relative (Min. Lavoro) (Min. Affari Esteri) (1)-(2) (3)/(2)*100 (1) (2) (3) (4) 1998 1999 2000 2001 (a) 27.303 36.454 58.038 50.880 30.452 35.902 71.490 74.043 -3.149 552 13.452 23.163 -10,3 1,5 -18,8 -31,3

Nota: (a) I dati sulle autorizzazioni al lavoro sono provvisori.

La indisponibilit di dati sui visti di ingresso distinti congiuntamente per cittadinanza e motivo del rilascio (in questo caso per lavoro subordinato) non consente un confronto pi analitico con le autorizzazioni al lavoro. Il confronto per il periodo 1992-2001 tra la serie delle autorizzazioni e quella dei nuovi permessi di soggiorno per lavoro subordinato distinti in base alla loro validit o meno a fine hanno consente ulteriori valutazioni sulla possibilit di disporre di dati di flusso su una cos importante componente dellimmigrazione straniera. Il numero delle autorizzazioni risulta in alcuni anni intermedio tra quello dei nuovi permessi validi a fine anno e quello dei nuovi permessi in totale (comprensivo anche di quelli scaduti) e le differenze non sembrano troppo ampie (tab. 3.6). Pi marcate e di segno opposto sono le differenze riscontrate, in particolare, negli anni delle ultime due sanatorie degli anni novanta: nel 1996 le autorizzazioni sono nettamente inferiori rispetto ai nuovi permessi, esattamente il contrario nel 1999 (tab. 3.6), con un numero di autorizzazioni che risulta pi elevato e simile allammontare dei visti di ingresso (tab. 3.5). Invece, per il 2001 sembra esserci maggiore corrispondenza tra il dato sui visti di ingresso per lavoro subordinato e quello sui nuovi permessi di soggiorno rilasciati per la stessa motivazione (cfr. tabb. 3.5 e 3.6).

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Tab. 3.6 Confronto tra autorizzazioni al lavoro concesse a lavoratori extracomunitari ancora allestero e nuovi permessi per lavoro dipendente. Italia, 1992-2001.
Anno Autorizzaz. al lavoro dallestero (1) 31.629 23.088 22.474 24.246 16.619 20.739 27.303 36.454 58.038 50.880 Nuovi permessi per lavoro dipendente Validi a Scaduti a Totale fine anno fine anno (2)+(3) (2) (3) (4) 24.114 24.700 20.996 23.552 18.305 17.845 23.516 21.355 51.271 85.337 5.788 6.516 5.635 6.083 5.749 4.221 5.250 7.489 n.d. n.d. 29.902 31.216 26.631 29.635 24.054 22.066 28.766 28.844 n.d. n.d Differenze assolute (2)-(1) (5) -7.515 1.612 -1.478 -694 1.686 -2.894 -3.787 -15.099 -6.767 34.457 (4)-(1) (6) -1.727 8.128 4.157 5.389 7.435 1.327 1.463 -7.610 Differenze relative (5)/(1)*100 (6)/(1)*100 (7) -23,8 7,0 -6,6 -2,9 10,1 -14,0 -13,9 -41,4 -11,7 67,7 (8) -5,5 35,2 18,5 22,2 44,7 6,4 5,4 -20,9

1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001

Fonte: nostra elaborazione su dati del Ministero del Lavoro e del Ministero dellInterno (cfr. Caritas, 2001; 2002).

Anche se le differenze assolute non risultano in genere particolarmente marcate (fatta eccezione per il 1999 e il 2001) e quindi possono essere attribuite a sfasamenti temporali nelladempimento dei tre atti amministrativi (lautorizzazione al lavoro precede la concessione del visto per mezzo del quale lo straniero attraversa la frontiera e fa successivamente richiesta del permesso di soggiorno) e nella non perfetta corrispondenza tra gli universi che vengono registrati (in particolare, i nuovi permessi riguardano gli extracomunitari che si sono effettivamente avvalsi dellautorizzazione e del visto per lavoro ma anche i cittadini dellUe che non hanno bisogno delle due suddette concessioni), rimane aperto il problema di quale tra le tre fonti sia quella pi attendibile o comunque pi coerente per misurare limmigrazione per lavoro subordinato.

3.2.3. Le richieste e le autorizzazioni per ricongiungimento familiare A partire dal 1990 vengono raccolte, sempre dal Ministero del Lavoro (Servizio per i problemi dei lavoratori immigrati extracomunitari e delle loro famiglie), le richieste e le autorizzazioni al ricongiungimento familiare concesse ai lavoratori extracomunitari15. Le condizioni necessarie affinch il richiedente possa usufruire di tale normativa sono essenzialmente due: essere iscritto in unanagrafe comunale italiana con permesso di
15

A stranieri coniugi o genitori a carico di un cittadino italiano o di un altro Paese dello spazio economico europeo residente in Italia verranno rilasciati visti per motivi familiari e non per ricongiungimento familiare.

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soggiorno non inferiore ad un anno; svolgere unattivit lavorativa regolare con un reddito sufficiente a garantire il sostentamento dei familiari. Ad un anno di distanza dallarrivo in Italia il coniuge e i figli dei lavoratori extracomunitari possono ottenere il permesso di lavoro. quindi evidente come limmigrazione per ricongiungimento, che negli ultimi anni rappresenta una parte notevole del fenomeno complessivo, pu costituire una modalit privilegiata di ingresso per lavoro. La procedura per il ricongiungimento risulta particolarmente complessa anche se i tempi amministrativi, a partire dal 1993, sono stati ridotti a seguito di un maggior concerto tra il Ministero dellInterno, a cui viene inoltrata la richiesta e che rilascia il nulla osta, il Ministero del Lavoro, che certifica la condizione attuale di occupazione dellimmigrato, e il Ministero degli Affari esteri che provvede, a seguito di parere favorevole, al rilascio del visto di ingresso. I dati disponibili per il passato riguardano pertanto le principali fasi del percorso amministrativo attraverso il quale si perviene allatto finale del ricongiungimento familiare: le richieste, i nulla osta e i visti. Nulla osta e visti mostrano un andamento sostanzialmente simile giustificato dalla consequenzialit dei due atti (al nulla osta segue in genere la concessione del visto di ingresso) (Natale e Strozza, 1997). Per il periodo 1996-97 non ci sono dati diffusi, mente per gli anni pi recenti sono utilizzabili quelli relativi ai visti di ingresso e ai nuovi permessi di soggiorno per motivi di famiglia che non riguardano solo i ricongiungimenti. Tali dati potrebbero essere confrontati con quelli sui nuovi permessi di soggiorno validi a fine anno concessi per motivi di famiglia: per i quattro anni disponibili emerge una sostanziale concordanza tra le due fonti anche se nel 2000 la differenza tra i due valori non appare affatto modesta (tab. 3.7).

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Tab. 3.7 - Richieste, nulla osta e visti per ricongiungimento familiare o per motivi di famiglia. Italia, 1991-2001 Anni Richieste inoltrate al Nulla osta rilasciati Visti rilasciati dal Nuovi perm. soggiorno Min. Interno dal Min. Interno Min. Affari Esteri Min. Interno (a) 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 7.485 10.983 12.743 13.140 16.247 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 4.861 8.963 13.446 11.225 13.943 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 4.846 6.518 14.426 12.430 8.341 n.d. n.d. 48.447 44.666 48.705 64.800

45.537 44.974 56.214 60.027

Nota: (a) Dati diffusi dalla Caritas (2000; 2001; 2002).

Il flusso di immigrati per ricongiungimento familiare riguarda il coniuge, i genitori e i figli minori del richiedente. Proprio questi ultimi sono contabilizzati soltanto tra i nulla osta e tra i visti di ingresso, mentre non dovrebbero risultare nei dati sui permessi di soggiorno in quanto le persone con meno di 18 anni non sono, in genere, titolari di unautonoma autorizzazione al soggiorno. Pertanto, i nulla osta e i visti di ingresso dovrebbero fornire, almeno a livello teorico, una misura dellimmigrazione per ricongiungimento pi attendibile di quella derivante dalla contabilizzazione dei nuovi permessi di soggiorno per motivi di famiglia.

3.2.4. I rifugiati, i richiedenti asilo e gli ingressi per motivi umanitari Unaltra modalit di accesso in Italia espressamente prevista costituita dallingresso come rifugiati o richiedenti asilo. Possono fare richiesta le persone che hanno timore di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalit, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche, o fuggono da situazioni di guerra e di gravi violazioni dei diritti fondamentali. Con la legge 39/90 stata rimossa la riserva geografica che limitava il riconoscimento dello status di rifugiato ai soli cittadini dellEst europeo ed stata quindi applicata la convenzione di Ginevra. Va sottolineato per che solo nel 1991 il numero delle richieste di riconoscimento dello status di rifugiato risultato consistente (oltre 26.000 domande) a causa del flusso di cittadini albanesi (sono quasi 18.000 le richieste inoltrate da tali immigrati) che hanno lasciato il loro paese in conseguenza della crisi economica in atto, solo una minima parte dei ri-

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chiedenti, per, ha ottenuto il riconoscimento di rifugiato anche se, per alcune migliaia di albanesi, si proceduto alla normalizzazione della loro presenza e, tra laltro, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha dichiarato lo stato di necessit di tale popolazione (decreto 13 febbraio 1992). Tra il 1993 e il 1997 non ci sono state molte richieste (meno di 2.000 allanno) e, comunque, la quota di quelle accolte in modo favorevole solo in un anno ha raggiunto il 20%. Nei due anni seguenti (1998 e 1999) il numero di richieste dasilo sensibilmente aumentato, anche a seguito dei casi riassegnati allItalia in base alla Convenzione di Dublino 16. Va tenuto presente che nel corso del 1992 stato applicato per la prima volta il concetto di rifugiato di fatto ai profughi della Somalia, successivamente esteso a quelli della ex Iugoslavia. Ci ha comportato il rilascio nel periodo 1992-94 di circa 5.000 permessi di soggiorno straordinari a cittadini somali e circa 35-40 mila a quelli dellex Iugoslavia, stranieri accolti in Italia per motivi umanitari e a cui stato consentito lo svolgimento di attivit lavorative e l'iscrizione anagrafica. Questi immigrati non risultano per nei dati sulle richieste di riconoscimento dello status di rifugiato, n in quelli sulle autorizzazioni al lavoro, ma possono essere rintracciati analizzando la crescita dei permessi di soggiorno rilasciati a stranieri originari di queste due aree tra la fine del 1992 e quella del 1993 e del 1994. Si tratta infatti di immigrati in modo clandestino o, in alcuni casi, con visti rilasciati per motivi diversi dalle ragioni effettive (ad esempio, per turismo) che hanno poi ottenuto per motivi umanitari un permesso di soggiorno. Vediamo in dettaglio gli adempimenti amministrativi e quindi le procedure di rilevazione con riguardo alla situazione pi recente. La richiesta dasilo deve essere presentata immediatamente al momento dellarrivo in frontiera oppure dopo lentrata, sia regolare che irregolare, sul territorio italiano. La richiesta deve essere presentata alle autorit di Polizia di frontiera oppure alla Questura del luogo dove il richiedente asilo si trova. Al momento della richiesta la polizia ritira il passaporto (quando viene presentato, ma anche coloro che non sono in possesso di documenti possono avanzare richiesta di asi-

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In Europa occidentale gli accordi di Schengen e la Convenzione di Dublino hanno spostato alle frontiere esterne il compito di controllare i flussi di rifugiati. LUnione Europea ha ribadito la sua volont di rispettare la Convenzione di Ginevra e di introdurre misure di protezione di massa in caso di esodi di massa.In base allarticolo 26 della Convenzione di applicazione dellAccordo di Schengen si stabilisce che i singoli Stati adottino norme che obbligano il vettore a ricondurre nel Paese di partenza lo straniero respinto, imponendo dure sanzioni a chi trasporta stranieri privi di documenti in regola (Caritas, 2000).

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lo). La polizia redige un verbale contenente informazioni sul viaggio effettuato, i membri della famiglia presenti in Italia o altrove, sui motivi per i quali ha lasciato il paese di origine, sulla propria storia personale. Il richiedente asilo dichiara espressamente di voler essere sentito personalmente dalla Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato, unico organo competente a decidere sulla concessione dellasilo, di avere bisogno di un aiuto economico se privo di mezzi di sussistenza, in quale lingua vuole essere intervistato dalla Commissione Centrale. Dal 1 settembre 1997 applicata in Italia la Convenzione di Dublino relativa alla determinazione dello Stato competente per lesame della domanda di asilo. La Questura consegna al richiedente un permesso di soggiorno con la dicitura Convenzione di Dublino 15/6/1990, valido per un mese, rinnovabile 17. Se lItalia responsabile ad esaminare la richiesta di asilo, la Polizia ritira il permesso di soggiorno con scritto Convenzione di Dublino 15/6/90 e consegna al richiedente un nuovo permesso di soggiorno con la dicitura per richiesta di asilo, valido tre mesi. Il richiedente, se riconosciuto rifugiato, acquisisce una nuova posizione giuridica con un nuovo permesso di soggiorno e nuovi diritti e doveri riconosciuti. Se il parere della Commissione negativo, viene ritirato il permesso di soggiorno per asilo temporaneamente concesso. Il richiedente pu fare ricorso.

3.2.5. I nuovi permessi di soggiorno Una misura globale dei flussi migratori potrebbe scaturire dalla rilevazione continua dei permessi di soggiorno che vengono rilasciati dagli uffici territoriali (Questure) del Ministero dellInterno. Infatti, i cittadini stranieri sono tenuti, entro otto giorni lavorativi dal loro ingresso in Italia, a dare contezza di s e a fare richiesta del permesso di soggiorno che viene rilasciato, in genere, per le stesse motivazioni riportate sul visto dingresso, in modo automatico per semplice presa datto. Pertanto lammontare dei nuovi permessi concessi nel corso di un anno dovrebbe rappresentare una buona misura dellimmigrazione straniera legale, comprensiva anche delle autorizzazioni concesse a seguito di riconoscimento dello status di rifugiato. Tale dato per dovrebbe sottostimare
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Il richiedente asilo ha diritto alliscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, lalloggio nei centri di accoglienza, un contributo di prima assistenza di circa 18 Euro al giorno per 45 giorni in caso di grave povert ed assoluta indigenza, liscrizione scolastica per i figli minori, la libert di circolazione solo sul territorio italiano con lobbligo per di comunicare alla Questura il cambiamento di indirizzo. Il richiedente non pu lavorare o studiare, non pu lasciare lItalia.

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il flusso di minori poich tali soggetti solo in alcuni casi sono titolari di un proprio permesso di soggiorno. Fino al 1991 il dato sui flussi non mai stato contabilizzato, mentre per il 1992 lIstat, aveva pubblicato i dati sui flussi trimestrali dei permessi di soggiorno per le principali cittadinanze e per regione di rilascio (cfr. rispettivamente tavola 3 e tavola 10 in Istat, 1993). Ma le tabelle riportate si riferivano esclusivamente ai permessi concessi e a quelli cancellati attraverso i quali non era possibile pervenire ad una valutazione di quelli rilasciati per la prima volta18. LIstat ha negli ultimi anni provveduto a revisionare larchivio del Ministero dellInterno ed pervenuta anche ad una stima dei nuovi permessi di soggiorno concessi nel corso di ciascun anno (Istat, 1998; 1999; 2000). Le poste di bilancio tra dati di stock ad inizio e fine anno, riportate nella tab. 3.8, sono stimate nel modo seguente: i nuovi permessi di soggiorno sono determinati come lammontare dei permessi movimentati dopo inizio anno, classificati come nuovi documenti e relativi a persone entrate in Italia nel corso dellanno; i permessi scaduti e non rinnovati sono ottenuti invece come residuo. Anche la Caritas di Roma a partire dal Dossier statistico sullimmigrazione del 1999 pubblica i dati sui nuovi permessi di soggiorno anche denominati nuovi ingressi (Caritas, 1999; 2000; 2001).

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infatti indispensabile poter distinguere, allinterno dei permessi rilasciati e di quelli cancellati, il numero di rinnovi che per differenza potrebbe fornire una misura dei nuovi permessi (immigrazioni) e di quelli scaduti e non rinnovati (emigrazione al lordo delle nuove presenze irregolari). Solo per i permessi relativi al 31 dicembre 1990 lIstat (1991) pubblica una tabella per durata della permanenza in Italia che dovrebbe permettere di stimare, sulla base della modalit durata inferiore ad un anno, i nuovi permessi rilasciati nel corso del 1990 per un periodo uguale o superiore ad un anno, in assenza di permessi scaduti e non cancellati.

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Anni

Tab. 3.8 - Permessi di soggiorno. Anni 1992-1998 (migliaia) Permessi Movimentazione permessi nellanno Permessi al 1 gennaio concessi (a) non rinnovati al 31 dicembre (1) (2) (3) (4)=(1)+(2)-(3) 649 589 649 678 729 986 1.023 1.091 100 122 118 132 339 124 153 370 160 62 89 81 82 87 85 120 589 649 678 729 986 1.023 1.091 1.341

Variazioni assolute (5)=(4)-(1) -60 60 29 51 257 37 68 250

1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999

Nota: (a) I dati degli anni 1995, 1996, 1997 e 1998 comprendono permessi concessi in base alla legge 489/95 (legge Dini), stimabili rispettivamente in circa 15.000, 221.000, 14.000 e 6.000 unit. Il dato dell'anno 1999 include circa 195.000 permessi di regolarizzazione rilasciati a seguito del DCPM del 16.10.1998. Fonte: stralcio da Istat, 2002, p. 17.

Un primo confronto tra le stime dei nuovi permessi ottenute dallIstat, quelle pubblicate della Caritas e i dati sui visti di ingresso per spostamenti migratori evidenzia differenze di un certo rilievo che non risultano comunque mai particolarmente ampie (tab. 3.9). Appare quindi necessario approfondire lanalisi delle procedure adottate per la determinazione dei nuovi permessi tenendo presente che il Ministero dellInterno conserva nel proprio archivio informatizzato tutti i permessi di soggiorno rilasciati dal 1974 in poi e quindi possibile valutare quali siano effettivamente i nuovi permessi di soggiorno. Concentrando lattenzione al 1999, possibile fare un raffronto tra i dati diffusi dallIstat (2002) e dalla Caritas (2000) con riguardo ai nuovi permessi di soggiorno validi a fine anno distinti per motivo del rilascio (tab. 3.10). Prima di tutto va notato come sia modesta la differenza nellammontare totale fornito dai due enti. Anche distintamente per motivo non si registrano discrepanze assolute particolarmente accentuate, anche se va sottolineata la differenza di un certo rilievo per quanto concerne i nuovi permessi per ragioni familiari19 e soprattutto per quelli riportati sotto la voce altro. Questultima differenza riguarda essenzialmente la contabilizzazione dei nuovi permessi concessi per richiesta di asilo politico o per emergenza Kosovo.

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In questo caso il dato dellIstat risulta diverso anche da quello del Ministero degli Affari Esteri sui visti di ingresso per motivi di famiglia (cfr. tab. 3.7).

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Tab. 3.9 Confronto tra visti di ingresso per migrazione e nuovi permessi di soggiorno pubblicati dallIstat e dalla Caritas di Roma
Anni Visti di ingresso (a) (Min. Affari Esteri) n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 136.188 150.238 192.962 211.491 Nuovi permessi di soggiorno (Min. dellInterno) Elaborazione Istat Elaborazione Caritas (b) Totale Totale (c) Validi a fine anno (d) n.d. n.d. 100.000 122.000 118.000 117.000 118.000 110.000 147.000 175.000 82.775 135.812 116.984 150.750 138.305 137.297 112.566 155.241 176.999 200.471 202.384 306.000 56.767 90.726 75.748 100.772 94.210 89.034 73.859 85.337 119.858 130.745 155.244 232.813

1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 (e) 2000 (e) 2001

Note: (a) Sono considerati soltanto i visti concessi per le prime undici finalit indicate nella tab. 3.4. (b) Sono compresi i permessi non pi validi a fine anno mentre sono stati esclusi quelli per sanatoria (cfr nota a della tab. 3.8). (c) Permessi concessi per la prima volta nel corso dellanno esclusi quelli per sanatoria. (d) Dai permessi concessi per la prima volta nel corso dellanno sono esclusi sia quelli per sanatoria sia quelli scaduti a fine anno. (e) I dati diffusi dalla Caritas sono stati depurati dai permessi concessi per la prima volta a seguito della regolarizzazione del 1998-99 a seguito del DCPM del 16.10.1998. Poich non era previsto un carattere che distinguesse tale collettivo dagli altri i dati ottenuti sono frutto di una stima sulla base dei risultati della sanatoria (Caritas, 2001). Fonti: Ministero degli Affari Esteri (2000; 2001; 2002); Istat (2002); Caritas (2001, p. 78; 2002).

Tab. 3.10 Nuovi permessi di soggiorno ancora in vigore a fine anno per motivo del rilascio. Confronto dati Istat e Caritas. Italia, 1999. Motivo Nuovi permessi validi a fine anno Differenze dellingresso Istat (2002)(a) Caritas (2000) assolute relative (%) Famiglia Lavoro Studio Turismo Adozione e affidamento Religione Residenza elettiva Salute Altro Totale 55.639 25.972 13.900 5.923 4.886 4.785 3.798 2.500 7.239 124.642 44.974 23.015 12.605 10.800 3.603 4.146 3.049 1.422 27.131 130.745 10.665 2.957 1.295 -4.877 1.283 639 749 1.078 -19.892 -6.103 23,7 12,8 10,3 -45,2 35,6 15,4 24,6 75,8 -73,3 -4,7

La possibilit di confrontare i nuovi permessi di soggiorno con i visti di ingresso distintamente per motivo del rilascio dovrebbe consentire una pi puntuale analisi delle differenze in parte dovute al diverso universo di riferimento (ad esempio, stato gi sottolineato come i minori sono contabilizzati tra i visti ma solo in parte tra i permessi di soggiorno).

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3.2.6. Le iscrizioni e le cancellazioni anagrafiche da e per lestero Lunica misura sui flussi migratori di stranieri disponibile fin dallinizio degli anni ottanta quella sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche da e per lestero. Infatti, nel 1980 stato inserito nel modello individuale di rilevazione (modello APR/4) dei cambiamenti di residenza anche linformazione sulla cittadinanza. I flussi registrati attraverso la fonte anagrafica si riferiscono solo alla parte pi stabile degli stranieri, vale a dire a quelli che hanno stabilito la loro residenza in Italia. Inoltre, non appare possibile risalire al momento effettivo dellingresso in Italia (immigrazione) che risulta sicuramente antecedente, alle volte anche di alcuni anni, a quello di iscrizione anagrafica. Va poi notato come, pur potendosi ipotizzare coincidenza temporale tra cancellazione ed emigrazione dal paese, i dati sulle cancellazioni possano essere sottostimati in quanto non c un interesse specifico dello straniero a comunicare la cessazione di residenza. Tra il 1980 e il 1999 si nota un andamento praticamente stabile dellammontare delle cancellazioni per lestero di cittadini stranieri, plausibile solo in presenza di una decrescente propensione allemigrazione. Particolarmente contenute sembrano, in special modo, le cancellazioni registrate dagli archivi delle regioni meridionali (soprattutto della Campania e della Sicilia). Aspetto che potrebbe far presumere una minore corrispondenza in tali aree tra la situazione cartacea e quella di fatto, anche con riguardo alla componente straniera della popolazione residente20. Landamento delle iscrizioni dallestero, al contrario delle cancellazioni, risulta dal 1987 in poi particolarmente dinamico, soprattutto negli anni delle sanatorie (rispettivamente 1987-88, 1990, 1995-96 e nel 1998-99) e/o in quelli immediatamente successivi. Lincremento notevole delle iscrizioni in tali periodi non dipende tanto da unimmigrazione pi consistente quanto dall'acquisizione della residenza da parte di cit-

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Con riguardo al totale dei residenti senza distinzione per cittadinanza (sia italiani che stranieri) le differenze, nelle et tra i 10 e i 40 anni, tra la popolazione censita al 1991 e quella attesa alla stessa data (ottenuta per aggiornamento dei dati del censimento del 1981 sulla base del saldo naturale e di quello migratorio per linterno relativi al periodo intercensuario) risultano generalmente positive al Nord e al Centro e negative nel Mezzogiorno, in special modo in Campania e in Sicilia (Istat, 1996b). Se da un lato il segno dei residui potrebbe manifestare la distinzione tra aree di attrazione e aree di espulsione, dallaltro la consistenza assoluta e relativa della differenza sembra testimoniare la presenza nelle due regioni indicate di rilevanti problemi di attendibilit dei dati di stato e di quelli sui flussi migratori. In particolare, appaiono sottostimate in Campania e in Sicilia le cancellazioni per linterno e quelle per lestero (Cortese, Greco, 1993; Istat, 1996b).

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tadini extracomunitari gi presenti nel paese in modo irregolare o clandestino che hanno usufruito delle sanatorie (Natale e Strozza, 1997). A livello territoriale disaggregato particolare attenzione va rivolta alle iscrizioni registrate nel Lazio che nel corso degli anni Ottanta risultano assai contenute, sia in termini assoluti (in media 1000 lanno nel periodo 1982-86 e circa 3500 nel quinquennio successivo) che relativi (circa il 5% del totale). Si pu quindi presumere una sottovalutazione dellammontare effettivo degli iscritti dallestero dovuta a problemi, al momento di difficile individuazione, collocabili o nella fase della rilevazione o, pi probabilmente, in quella della trasmissione allIstat del materiale statistico relativo quantomeno al comune di Roma. Per gli ultimi anni sono possibili pi puntuali riscontri a seguito della predisposizione di nuove rilevazioni e/o della diffusione di maggiori informazioni. In particolare, dal 1988 lIstat pubblica anche i dati relativi ai cambiamenti di residenza per linterno dei cittadini stranieri e dal 1994, nel modello aggregato di rilevazione dellammontare degli stranieri iscritti a fine anno nelle anagrafi comunali (modello P.3), stato inserito un prospetto sul bilancio naturale e migratorio della popolazione straniera rispetto alla fine dellanno precedente, prospetto in cui stato aggiunto dal 1996 il dato sulle acquisizioni della cittadinanza italiana. Il confronto, per il periodo 1997-99, tra i dati desunti dalla rilevazione individuale e quelli ricavati dalla rilevazione aggregata a livello comunale sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche da e per lestero per migrazioni non mettono in evidenza differenze particolarmente ampie. Va notato comunque che il numero delle cancellazioni registrate nel modello aggregato sono, anche se di poco, maggiori di quelle derivanti dal conteggio delle schede APR/4, mentre la differenza tra i due dati sulle iscrizioni risultano di segno variabile e di dimensione crescente (tab. 3.11). Unanalisi a livello territoriale disaggregato dovrebbe consentire di individuare specifiche aree problematiche, anche se le due modalit di registrazione dello stesso fenomeno forniscono in buona sostanza misure tra loro congruenti.

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Tab. 3.11 Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche da e per lestero di cittadini stranieri. Confronto tra i dati raccolti con il modello individuale (APR/4) e con quello aggregato (P.3). Italia, 1997-99
Anni Dati individuali (modello APR/4) Saldo Iscrizioni Cancellazioni migratorio 132.505 127.114 152.900 7.289 7.937 8.590 125.216 119.177 144.310 Dati aggregati (modello P.3) Saldo Iscrizioni Cancellazioni migratorio 129.451 134.997 164.581 9.591 10.782 11.086 119.860 124.215 153.495

1997 1998 1999


Fonte: Istat.

Va infine ricordato che nel modello aggregato a partire dal 1997 sono state aggiunte le informazioni sul numero di stranieri residenti con meno di 18 anni distinti per sesso; in questo modo, dunque, si pu arrivare a cogliere la componente minorenne non deducibile dai permessi poich i minori, come detto, in genere non sono titolari di un proprio documento di soggiorno. 3.3. Lo stock di popolazione straniera Per quanto concerne lammontare di stranieri presenti o residenti in Italia lOCDE pubblica nel rapporto annuale del SOPEMI la serie a partire dal 1980 dei dati sui permessi di soggiorno contabilizzati a fine anno. I valori riportati sono superiori a quelli relativi ai permessi in corso di validit poich contengono anche i permessi scaduti e/o duplicati. LEurostat e il Consiglio dEuropa pubblicano invece il dato sugli stranieri iscritti alle anagrafi comunali. Luniverso di riferimento delle due rilevazioni differente: nel primo caso si tratta degli stranieri legalmente presenti sul territorio, nel secondo di quelli legali stabili. Anche nel caso del dato anagrafico c una presumibile sovrastima delluniverso obiettivo a causa, come detto, delle mancate cancellazioni degli stranieri che hanno lasciato il paese senza darne comunicazione. Pertanto, a livello internazionale circolano due informazioni distinte sulla presenza straniera in Italia, accomunate dal fatto che entrambe sovrastimano la dimensione reale del loro universo di riferimento. Tutto ci pu comunque apparire non cos grave se si tiene conto che a livello nazionale circolano cifre diverse, in alcuni casi anche di alcune centinaia di migliaia di unit, pure con riguardo ad una stessa fonte informativa.

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Le rilevazioni di stato della popolazione straniera in Italia risultano numerose e alcune disponibili gi da diversi anni21 anche se nessuna riesce a cogliere il fenomeno migratorio nella sua interezza. Come vedremo alcune colgono una parte ampia degli stranieri (rilevazioni generali), altre possono essere considerate rilevazioni specifiche in quanto si riferiscono a particolari segmenti della presenza estera. In questo paragrafo si limita lattenzione alle rilevazioni generali, sia relative a tutta la popolazione sia riferite alla sola componente residente, mentre nel prossimo capitolo saranno esaminate anche quelle rilevazioni che colgono specifiche categorie di popolazione. La tab. 3.12 consente di evidenziare quali dei caratteri fondamentali per individuare la popolazione obiettivo (popolazione straniera, immigrata o di origine straniera) sono presenti nelle diverse rilevazioni. Solo la cittadinanza attuale viene registrata in tutte le indagini considerate, il paese di nascita anche se presente tra i caratteri rilevati spesso non risulta disponibile quando i dati sono acquisiti a livello centralizzato attraverso modelli aggregati ( questo il caso dei dati anagrafici e di quelli del collocamento). La cittadinanza precedente, che dovrebbe consentire di cogliere la popolazione naturalizzata, stata inserita soltanto nel modello di famiglia della rilevazione dellultimo censimento demografico.

Tab. 3.12 Criteri di identificazione e classificazione dello stock di popolazione immigrata o di origine straniera nelle differenti rilevazioni ufficiali
Possibili criteri di identificazione e classificazione Paese di nascita Paese di cittadinanza attuale Paese di cittadin. precedente Paese di cittadin. alla nascita Paese di nascita dei genitori Paese di cittadin. dei genitori Data di arrivo/durata presenza Motivo della presenza Permesso/carta di soggiorno (Min. Interno) S S Iscritti nelle anagrafi Censimento della Iscritti collocamen- Forze di Studenti comunali (Istat) popolazione (Istat) to (Min. Lav.) lavoro (Min. P. AP/5 P.3 Sez. II Sez. III C/iscriz. OML1/ST (Istat) Istruz.) T T S T T T T T T S T T

? S S T T T T T T

Note: T = Popolazione totale; S = Popolazione straniera.

Data di arrivo e motivo della presenza sono registrati nei dati dei permessi di soggiorno e in quelli censuari. Allo stato attuale solo il censimento consente di definire con una certa precisione le categorie indicate in precedenza (cfr. fig. 1.1).

21

Da un primo esame sembra che le informazioni relative allItalia siano pi numerose di quelle disponibili negli altri paesi se queste vanno ricercate esclusivamente nelle pubblicazioni a carattere internazionale. In verit, alcuni problemi di comparazione conseguenti alla presenza di pi rilevazioni per uno stesso segmento di popolazione straniera sono presenti anche in tradizionali paesi di accoglimento.

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3.3.1. Gli stranieri legali rilevati attraverso i permessi di soggiorno La rilevazione che coglie la parte pi ampia della popolazione straniera quella del Ministero dellInterno sui permessi di soggiorno validi ad alcuni istanti di tempo. Difatti qualsiasi straniero presente sul territorio tenuto a richiedere lautorizzazione al soggiorno alle autorit di pubblica sicurezza. Inoltre, con la legge n. 40/1998 stata introdotta la carta di soggiorno che consente di permanere nel paese a tempo indeterminato. Essa pu essere richiesta sia dagli stranieri che abbiano vissuto regolarmente sul territorio italiano per almeno 5 anni e siano in possesso di un permesso di soggiorno che consenta pi rinnovi, sia dal coniuge e dai figli minorenni di uno straniero titolare di carta di soggiorno22. Per le ragioni appena indicate larchivio del Ministero dellInterno dovrebbe registrare tutti gli immigrati esteri presenti in Italia in modo regolare, mentre le altre fonti, almeno quelle amministrative, dovrebbero rilevare, in base alla normativa vigente, solo una parte di questi23 (Birindelli, 1988). Ampio spazio va quindi dedicato allesame di questo materiale statistico che costituisce il principale riferimento per la determinazione della dimensione della presenza straniera complessiva e di alcune sue specifiche componenti. La rilevazione dei permessi non consente ovviamente di stimare la popolazione di origine straniera poich lobbligo dellautorizzazione al soggiorno riguarda soltanto le persone che non hanno la cittadinanza italiana. Allinterno del collettivo degli stranieri per possibile, avvalendosi del criterio del paese di nascita, individuare gli immigrati di seconda generazione non naturalizzati e distinguere tra gli immigrati di prima generazione quelli presenti da lungo tempo (durata della presenza uguale o superiore a cinque anni, oppure per il futuro i titolari della carta di soggiorno). Il modello che lo straniero tenuto a compilare per richiedere il permesso di soggiorno (209, ex 178 bis) o il suo rinnovo (210, ex 178 bis e 207 bis) permette di registrare i principali caratteri demografici (sesso, et, stato civile, paese di nascita e paese
La richiesta va presentata al questore che dopo aver accertato che sussistono i requisiti la rilascia entro 90 giorni dalla richiesta. La carta permette di entrare (e uscire) in Italia senza la necessit del visto, di partecipare alla vita pubblica del Paese, di svolgere attivit e accedere ai servizi. 23 Ad esempio per ottenere liscrizione anagrafica gli stranieri devono o esibire il permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno o risultare iscritti da almeno un anno nello schedario della popolazione temporanea del comune (art. 14 del D.P.R. n. 223/89). Questultima possibilit stata abrogata dalla legge Martelli che ha limitato la possibilit di iscrizione anagrafica al possesso del permesso di soggiorno e alla verifica annuale della sua validit (cfr. art. 6 della legge 39/90).
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di cittadinanza) e diverse altre informazioni sul documento o sul suo titolare (in particolare, il motivo, il tipo e la durata del permesso, la data di arrivo e la presenza dei familiari al seguito, ecc.). Ma una serie continua, dal 1968 ad oggi, risulta disponibile con riferimento soltanto alle distribuzioni semplici per provincia, per cittadinanza e per motivo del soggiorno. Le distribuzioni per sesso, per classi det e per stato civile, di grande interesse nellanalisi delle caratteristiche demografiche della popolazione straniera, sono fornite soltanto a partire dal 1989. I dati diffusi dal Ministero dellInterno fino a qualche anno fa non costituivano una valutazione certa della componente legale della presenza straniera perch risultano sovrastimati i maggiorenni e sottostimati i minori. La sopravvalutazione dei primi stata di gran lunga il problema pi rilevante sia perch risultava particolarmente consistente, sia perch era variabile, anche in modo notevole, di anno in anno e da questura a questura, rendendo impossibile unanalisi certa dellevoluzione temporale del fenomeno e della sua distribuzione territoriale. Due sono le cause di tale sovrastima: poich lunit di rilevazione non lindividuo ma il documento/autorizzazione vengono contabilizzati anche gli stranieri titolari di un permesso valido che hanno lasciato il paese senza darne preventiva comunicazione; una quota non trascurabile di permessi scaduti e di duplicazioni permane nellarchivio e continua ad essere contabilizzata. Il Ministero dellInterno solo periodicamente ha effettuato dei controlli rigorosi sulle documentazioni di soggiorno allo scopo di eliminare quelle scadute ma non cancellate; quindi, nei periodi intercorrenti tra due verifiche successive probabile che siano contabilizzati anche quei permessi non pi validi ma ancora registrati24. Paradossale la situazione che si venuta a creare nei primi anni novanta quando risultavano disponibili tre serie distinte di dati (cfr. tab. 3.13):
quella fornita dal Ministero dell'Interno che diffonde materiale statistico relativo ad un

ammontare di permessi, al lordo di quelli scaduti, che oscillava nella prima met degli anni novanta tra 860.000 e quasi 1.000.000 di unit;
la prima revisione predisposta dall'Istat (Ferruzza, Gabrielli, Giovannelli, 1995a;

1995b; Istat, 1996a), corrispondente ai permessi di soggiorno validi alla fine di ciaAd esempio, il decremento delle autorizzazioni di soggiorno verificatosi tra la fine del 1988 e del 1989 dovuto principalmente ai controlli effettuati dal Ministero nellottobre del 1989 che hanno portato ad una decurtazione di circa il 30% dei permessi in precedenza contabilizzati (Natale, 1990).
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scun anno ottenuti considerando la situazione effettiva a tale istante di tempo, dopo aver decurtato i permessi scaduti e/o duplicati;
la seconda revisione approntata dallIstat (Istat, 1996a; Ferruzza, Gabrielli, Giovannel-

li, 1996), relativa ai permessi di soggiorno che vanno ritenuti validi a fine anno attraverso una lettura dellarchivio a fine giugno dellanno successivo, lettura che permette di contabilizzare sia le documentazioni che, pur risultando scadute a fine anno, sono state rinnovate nel corso dei sei mesi successivi, sia i nuovi permessi richiesti prima della fine dellanno ma concessi solo nel semestre seguente. Le due serie proposte dallIstat derivano da unattenta analisi dei singoli record dellarchivio del Ministero dellInterno, archivio che a partire dal 1991 viene trasmesso allIstituto Nazionale di Statistica su nastro magnetico concernente la situazione alla fine di ogni mese (Istat, 1996a). Sulla base della data di scadenza dei permessi registrati dal dicastero sono stati individuati quelli risultanti scaduti a fine anno che sono stati esclusi dalle elaborazioni successive. La serie derivante dalla prima revisione predisposta dallIstat sottostimava il fenomeno perch considerava i soli permessi effettivamente in vigore a fine anno, non contabilizzando quelli che, a causa dello sfasamento temporale tra richiesta e rilascio/rinnovo, pur decorrenti da una data anteriore al 31 dicembre, erano registrati nel corso dellanno successivo. La seconda revisione realizzata dallIstat parsa la pi realistica perch cercava di stimare lammontare effettivo degli stranieri presenti legalmente nel paese25. Sulla base di questo approccio sono stati rivisti i dati relativi a tutti gli anni a partire dai dati relativi allinizio del 1992 (Istat, 1998; 1999; 2000). Negli ultimi due anni anche il Ministero dellInterno ha accolto la necessit di diffondere i dati sui permessi al netto di quelli scaduti, adottando una procedura di contabilizzazione simile a quella seguita dallIstat. Le cifre ottenute risultano leggermente inferiori a quelle derivanti dalla seconda revisione dellIstat (tab. 3.13) poich solo in parte sono considerati i permessi rilasciati dopo la fine dellanno ma con validit retroattiva (sia rinnovi che nuovi permessi). A questo punto sembra necessario un (pi forte) coordinamento tra i vari enti in modo che si posTale valutazione, basata su una lettura posticipata dellarchivio del Ministero, potrebbe soffrire per di alcuni inconvenienti connessi ad alcune variazioni che intervengono nellintervallo di tempo tra listante di riferimento (fine anno) e quello di rilevazione dei dati (sei o pi mesi dopo la fine dellanno). In particolare, i permessi scaduti e/o cancellati durante il periodo in oggetto potrebbero non essere contabilizzati e alcune caratteristiche dei titolari dei permessi aggiornati durante tale intervallo potrebbero risultare differenti da quelle relative a fine anno. Questultimo aspetto sembra particolarmente rilevante con riguardo al motivo del soggiorno che in genere soggetto a variazioni pi frequenti.
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sa pervenire ad ununica valutazione del fenomeno facendo ricorso allapproccio che possibile ritenere pi adeguato a cogliere la situazione effettiva. Di fatto va per constatato come per circa un anno e mezzo lIstat non ha pi ricevuto dal Ministero dellInterno gli archivi mensili (lultimo riferito ad aprile del 2001) tanto che non stato possibile produrre dati sui permessi di soggiorno allinizio del 2001 corrispondenti per costruzione a quelli ottenuti per gli anni precedenti.

Tab. 3.13 Confronto tra i dati sui permessi di soggiorno e sulla popolazione straniera legale pubblicati. Italia, 1 gennaio degli anni dal 1992 al 2000
Anni (1 genn.) 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 Permessi di soggiorno Min. Istat dellInterno (a) I revisione (b) II revisione (c) 862.977 925.757 987.405 922.706 991.419 1.095.602 1.240.721 1.033.235 1.251.994 1.388.153 1.362.630 585.789 501.607 582.065 619.544 648.935 589.457 649.102 677.791 729.159 986.020 1.022.896 1.090.820 1.340.655 n.d. n.d. Stranieri presenti legalmente compresi i minori Istat Caritas (d) Strozza (e) 1.245.000 1.520.000 n.d. n.d. 1.200.000 1.250.214 1.489.873 1.687.000 1.600.000 735.000 666.100 733.500 762.800 819.800 1.117.400 1.155.300 -

Fonti: (a) Mistero dellInterno (1999; 2000) e Caritas di Roma (vari anni); Istat (1996) e Natale e Strozza (1997); Istat, 2000; Caritas di Roma (1998; 1999; 2000; 2001; 2002); (e) Natale e Strozza (1997) e Strozza (2000).

Il dato sui permessi di soggiorno in corso di validit fornisce una sottostima della presenza straniera regolare in quanto non tutti i minori sono contabilizzati. Fino a qualche anno fa erano titolari di un proprio permesso di soggiorno quasi esclusivamente quelli presenti in Italia per motivi di affidamento o adozione. Gli altri erano indicati come figli o parenti al seguito allinterno dellautorizzazione di soggiorno concessa ai familiari/genitori del minore (Istat, 1991). Va notato per che negli ultimi due anni si accresciuto lammontare di minori titolari di permesso che non sono pi soltanto quelli presenti in Italia per affidamento e adozione ma anche quelli presenti per ricongiungimento familiare, lavoro ecc. Appare opportuno cercare di capire in base a quali criteri ad alcuni minori viene rilasciato un permesso e ad altri risulta semplicemente lindicazione allinterno del documento di un familiare (dovrebbe trattarsi prevalentemente di persone in et compresa tra i 14 e i 17 anni compiuti). Tale aspetto particolarmente importante poich si potrebbe pervenire ad una valutazione dei minori presenti

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regolarmente in Italia sommando ai permessi e, in futuro, alle carte di soggiorno rilasciate a stranieri minorenni il numero di quelli indicati come al seguito nei permessi dei congiunti maggiorenni. Ma anche linformazione sui minori al seguito, che viene acquisita pure su supporto magnetico, pu risultare poco attendibile. Pur essendo precise le disposizioni impartite dal Ministero, non si certi che vengano indicati i soli figli al seguito (potrebbero risultare anche quelli rimasti in patria) e che lo stesso minore non risulti aggregato a pi di un permesso di soggiorno (ad esempio, sia a quello del padre che a quello della madre). Allo stato attuale sono quindi disponibili soltanto delle stime della popolazione straniera complessiva (compresi i minori) facendo ricorso a tecniche di confronto e/o sovrapposizione tra le fonti (cfr. tab. 3.13). Sempre con riguardo alla dimensione degli stranieri in Italia va inoltre tenuto presente che una parte dei permessi sono concessi per motivazioni che di fatto non rientrano (ad esempio, motivi turistici, religiosi ecc.) nella definizione adottata di migrante. Alcune delle categorie indicate nella fig. 1.1 sono determinabili in base alle informazioni disponibili. Il paese di nascita, come sottolineato in precedenza, dovrebbe consentire di distinguere gli immigrati di prima da quelli di seconda generazione 26. Tra i primi, la causa del soggiorno consente di distinguere gli immigrati per lavoro da quelli per motivi familiari o umanitari. Inoltre, linformazione sulla data di arrivo in Italia dovrebbe consentire di individuare gli immigrati da poco tempo da quelli presenti nel paese da medio o da lungo tempo. Va sottolineato per che la data di arrivo indicata nel permesso potrebbe essere quella di primo ingresso anche in modo clandestino cos come quella di ultimo arrivo in modo regolare. In sostanza, mentre per gli stranieri entrati in modo regolare non dovrebbero esserci problemi, soprattutto se non hanno mai lasciato il paese, per gli stranieri regolarizzati le informazioni raccolte potrebbero essere eterogenee oltre che, in alcuni casi, volutamente non veritiere. Tale informazione di grande importanza anche perch consente di distinguere gli stranieri per coorti di immigrazione e permette di determinare lammontare di potenziali (o di effettivi) stranieri permanenti (quelli presenti da pi di 5 anni potevano richiedere la carta di soggiorno, tale limite stato spostato con la legge Bossi-Fini a 6 anni).

Va notato per che il campo relativo al paese di nascita non ha lItalia tra le modalit codificate. Su 1.090.000 permessi validi allinizio del 2000 in quasi 50.000 casi (il 4,5% del totale) non c corrispondenza tra paese di nascita e di cittadinanza. Tra questi, in quasi 23.000 casi non indicato il paese di nascita.

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Infine, va lamentata la mancanza nel modello di rilevazione dei permessi di una domanda sulla residenza in Italia degli stranieri titolari dellautorizzazione di soggiorno. Questo limite rende impossibile distinguere tra regolari stabili e regolari semi-stabili e confrontare lammontare dei primi con le corrispondenti cifre derivanti dalla rilevazione censuaria e da quella anagrafica.

3.3.2. Gli stranieri iscritti alle anagrafi comunali Infatti, gli stranieri con permesso di soggiorno di durata almeno annuale possono richiedere liscrizione in unanagrafe comunale. In sostanza, lacquisizione della residenza vincolata alla possibilit/intenzione, quantomeno formale, di permanenza sul territorio per non meno di 12 mesi. La popolazione straniera residente nel nostro paese viene contabilizzata attraverso una rilevazione specifica a cui lIstat ha dato inizio nel 1986. Tale indagine viene realizzata attraverso la collaborazione degli ufficiali anagrafici comunali che devono compilare un modello di rilevazione (mod. ISTAT P.3) contenente informazioni sullammontare degli stranieri iscritti nel comune a fine anno distinti per sesso e cittadinanza. Fino al 1992 i conteggi relativi a tali residenti non sono stati rigorosi come quelli concernenti il calcolo corrente della popolazione residente comunale complessiva (italiana e straniera) che si basa sullaggiornamento, attraverso il bilancio anagrafico sia naturale che migratorio, dellultimo dato censuario. Dal 1993 stato per predisposto un nuovo modello di rilevazione che integra quello precedente attraverso lintroduzione di un prospetto contenente il bilancio anagrafico annuale (nascite, morti, immigrazioni ed emigrazioni) che permette laggiornamento, rispetto alla fine dellanno precedente, della popolazione straniera residente distinta per sesso. Dal 1996 tale prospetto stato ulteriormente articolato distinguendo tra le iscrizioni quelle dallestero e quelle da altro comune italiano e tra le cancellazioni quelle per lestero, per linterno, ma anche per irreperibilit e per acquisizione della cittadinanza italiana. La richiesta di queste ulteriori informazioni, oltre a permettere una verifica dei cambiamenti anagrafici di residenza degli stranieri (per linterno e per lestero) e a rendere disponibili dati sugli eventi naturali della componente stabile, potrebbe migliorare la qualit del dato di stock, dovendo essere rispettata da parte dei comuni la corrispondenza tra le cifre registrate a fine anno e quelle ottenute a calcolo.

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I dati forniti dai comuni possono per risentire sia delle mancate cancellazioni degli stranieri che lasciano il paese senza darne comunicazione sia, pi in generale, della cattiva tenuta dei registri anagrafici. La differenza di oltre 180 mila unit al 1991 tra gli iscritti in anagrafe (537.000) e i censiti come residenti (356.000) pu dipendere sia dalla sovraenumerazione della prima fonte a causa delle mancate cancellazioni anagrafiche per lestero di stranieri non pi residenti in Italia, sia dalla incompleta rilevazione al censimento della componente stabile dellimmigrazione estera. Con riguardo ai dati pi recenti una indicazione imprecisa anche se comunque significativa dei problemi di aggiornamento degli archivi anagrafici comunali pu derivare dal confronto tra il dato sugli iscritti e quello sui permessi di soggiorno. Infatti, liscrizione anagrafica degli stranieri maggiorenni vincolata al possesso di un valido documento di soggiorno sul territorio. In 49 delle 103 province italiane il numero di stranieri maggiorenni iscritti in anagrafe risulta per almeno uno dei due sessi superiore al numero di maggiorenni titolari di permesso di soggiorno (tab. 3.14). Si tratta soprattutto delle province del Mezzogiorno, in particolare di quelle siciliane, in cui risultano maggiori i problemi di tenuta e aggiornamento delle anagrafi comunali27. Si pu ritenere in sostanza che una parte degli stranieri che hanno lasciato i comuni di iscrizione anagrafica per spostarsi verso altre aree dellItalia o allestero continuino a risultare tra i residenti. A livello nazionale la mancata cancellazione degli stranieri che hanno lasciato il paese comporta una sottostima del flusso di emigrazione (cfr. par. 3.2.6) ed una sovrastima dello stock di residenti, mentre gli spostamenti interni potrebbero anche non incidere sul valore a livello nazionale se non hanno dato luogo a iscrizione anagrafica nel comune italiano di nuovo insediamento. Nel caso contrario (iscrizione in altro comune come nuova iscrizione e non come trasferimento interno) si determina una sottostima degli spostamenti interni, una sovrastima dei flussi dallestero e una sovrastima dello stock di residenti dovuta ad un doppio conteggio di una stessa persona.

Sono in questa situazione anche sei delle otto nuove province. In questo caso probabile che leccedenza delle iscrizioni anagrafiche sia dovuta al mancato trasferimento dei permessi alla nuova questura di riferimento.

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Tab. 3.14 Confronto per provincia tra il numero degli stranieri maggiorenni iscritti alle anagrafi comunali e quello degli stranieri con permesso di soggiorno. Italia, 1 gennaio 1999 Ripartizioni Numero Num. province con A>PS % province territoriali province per entrambi i solo per i ma- solo per le Somma con A>PS sessi schi femmine (2)+(3)+(4) (5)/(1)*100 (1) (2) (3) (4) (5) (6) Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Isole Totale 24 22 21 23 13 103 6 1 4 12 9 32 2 0 3 3 3 11 2 0 1 2 1 6 10 1 8 17 13 49 41,7 4,5 38,1 73,9 100,0 47,6

Note: A = numero stranieri iscritti alle anagrafi comunali; PS = numero permessi di soggiorno.

La rilevazione censuaria della popolazione residente costituisce un momento importate anche per verificare la tenuta degli archivi anagrafici, in special modo con riguardo alla componente straniera, attraverso il confronto censimento-anagrafe.

3.3.3. La rilevazione degli stranieri al censimento demografico Infatti, il censimento demografico, rilevazione totale della popolazione presente a qualsiasi titolo sul territorio nazionale, rappresenta uno strumento idoneo alla rilevazione degli stranieri: la differenziata situazione legale e anagrafica che caratterizza tale collettivo non consente infatti ad alcuna altra rilevazione di coglierne unitamente tutte le componenti. Come noto, per, la caratteristica di esaustivit della rilevazione censuaria non si traduce nella reale capacit di raggiungere lintera popolazione presente e le difficolt di censimento si concentrano maggiormente proprio nelle fasce di popolazione pi marginali e pi soggette a mobilit. Per tale ragione, i risultati del censimento hanno sempre evidenziato una sensibile sottoenumerazione degli stranieri, nonostante la particolare attenzione rivolta negli ultimi decenni dagli esperti Istat al fenomeno delle migrazioni, i cui cambiamenti hanno condotto ad una profonda revisione del censimento quale strumento di rilevazione di una fascia di popolazione di crescente importanza.

Il Censimento del 1991 Fino al censimento 1981, la rilevazione della popolazione straniera avvenuta con le stesse modalit di quella italiana: venivano raccolte le medesime informazioni per entrambe le unit di analisi allora individuate: i residenti ed i temporaneamente presenti.

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In seguito alla condizione di paese di immigrazione configuratasi per lItalia negli anni ottanta, lIstat ha rivolto particolare interesse al censimento quale strumento di rilevazione dei cittadini stranieri. Il 1991 stato dunque anno di sostanziali cambiamenti: alla tradizionale rilevazione dei cittadini residenti e presenti nel Paese stata affiancata una speciale rilevazione dei cittadini stranieri non residenti in Italia. Sono state infatti ritenute inadeguate le informazioni precedentemente raccolte per la popolazione presente, ai fini della descrizione della cosiddetta componente di stranieri non radicati (stimata di notevole consistenza) la cui presenza non si riteneva caratterizzata dalla occasionalit che contraddistingue viceversa la tradizionale unit di analisi. In sostanza la rilevazione stata adeguata ad una riclassificazione della popolazione straniera presente sul territorio, che ha individuato tre componenti, connotate da un diverso grado di stabilit e radicamento: 1. Gli stanziali, ossia gli stranieri residenti stabilmente in un comune, per i quali stato introdotto un quesito sullanno di trasferimento della dimora abituale in Italia; 2. I non radicati, caratterizzati da una situazione abitativa precaria e da elevata mobilit, per i quali stato predisposto un apposito modello di rilevazione, improntato oltre che alla rilevazione delle caratteristiche anagrafiche e della condizione abitativa (parte A), alla conoscenza del livello di istruzione, del livello di apprendimento della lingua italiana, del motivo prevalente della presenza in Italia, delleventuale presenza di parenti nel Paese e della situazione lavorativa nella settimana precedente la data del Censimento (parte B); 3. I presenti occasionalmente per affari o turismo, identificati con gli ospiti dalbergo da meno di un mese, tenuti alla compilazione della sola parte A del modello ideato per i non radicati. La nuova articolazione del questionario ha introdotto la difficolt di corretta attribuzione degli stranieri alle tre categorie individuate, finalizzata in particolare allindividuazione degli stranieri aventi realmente dimora abituale in un comune, a prescindere dalla situazione anagrafica. Il riconoscimento di tale situazione di fatto, non testimoniata da elementi di natura giuridico-amministrativa, ha reso in tale contesto molto discrezionale il lavoro del rilevatore, tenuto a certificare leventuale condizione di dimora abituale in base allassunzione delle notizie necessarie prima della rilevazione (di non

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sempre facile reperimento) e alla valutazione soggettiva della stabilit dellassetto abitativo (Zindato, 2000). Per quanto attiene alla difficolt di effettuare un conteggio esaustivo, tipica delle rilevazioni censuarie, le misure attivate per sensibilizzare e tranquillizzare gli stranieri in merito alla rilevazione non sembrano essere state efficaci per il superamento delle consuete remore ad essere intervistati manifestate in particolare da persone in situazione di illegalit; inoltre lazione di controllo nei punti frequentati da persone senza dimora (limitata alla sola sera del giorno del censimento) non risultata sufficiente al reperimento degli stranieri sul territorio (Natale et al., 1999), risultato in molti casi impossibile anche a causa della elevata mobilit territoriale degli stessi.

Il Censimento del 2001 Nel corso dei dieci anni che separano il Censimento 1991 da quello del 2001, il fenomeno migratorio ha subito una notevole evoluzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo; la ormai ventennale storia di immigrazione ha dato luogo in Italia, oltre che al crescente impatto numerico dei flussi migratori e della presenza straniera, al consolidamento del fenomeno: la continuit nei flussi, il ricongiungimento familiare tra i pi frequenti motivi di immigrazione, la notevole presenza di donne tra i nuovi venuti e le numerose regolarizzazioni ottenute - oltre alle necessit di mano dopera straniera recentemente espresse in alcuni settori delleconomia conferiscono una connotazione di non temporaneit alla presenza di molti stranieri, le cui condizioni di vita sono in continua evoluzione verso un maggior radicamento. Per tale ragione lIstat, nella predisposizione del Censimento 2001, i cui limiti nella capacit di reperimento della presenza straniera irregolare erano gi ragionevolmente previsti, ha posto tra gli obiettivi prioritari la conoscenza approfondita delle caratteristiche sociodemografiche della popolazione straniera residente, che costituisce ormai una parte consistente di quella presente sul territorio. Tale componente stata rilevata nellambito della sezione del questionario destinata alla popolazione residente, con linserimento di alcuni quesiti rivolti unicamente agli stranieri; in particolare stato inserito il quesito sul motivo della presenza in Italia che al 1991 era rivolto soltanto ai non radicati.

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Allo scopo di cogliere la crescente componente di immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza italiana presente un quesito volto allaccertamento di tale eventuale acquisizione, che prevede la specificazione della cittadinanza precedente. I questionario non consente invece lidentificazione degli immigrati di seconda generazione con cittadinanza italiana alla nascita, tale caratteristica rappresenta infatti elemento di assimilazione alla popolazione italiana. In sintesi, la sezione numero 2 (denominata cittadinanza) della lista A, che contiene quesiti specifici sugli stranieri, fornisce le seguenti informazioni: possesso della cittadinanza italiana o straniera; Paese di cittadinanza (per i cittadini stranieri) possesso dalla nascita o acquisizione della cittadinanza italiana stato estero di cittadinanza precedente (per i cittadini italiani per acquisizione) anno di trasferimento e motivo principale del trasferimento in Italia (per i cittadini stranieri e gli apolidi, se nati allestero). Altro importante obiettivo quello di contribuire allaggiornamento delle anagrafi attraverso la verifica della reale presenza nei comuni degli stranieri iscritti in anagrafe e la rilevazione delle presenze stabili sul territorio per le quali non risulti liscrizione anagrafica, che stata incentivata pubblicizzandone i vantaggi. Per quanto attiene alla componente di popolazione immigrata soggetta a maggior mobilit e precariet abitativa, identificata nel precedente censimento con il termine non radicati, questa stata definita con un diverso criterio che non consente la comparabilit con lomologa unit di analisi del 1991: stato introdotto il concetto di popolazione temporaneamente dimorante, alla quale era stata dedicata unapposita sezione di questionario nellambito della seconda indagine pilota e che stata invece identificata nella rilevazione finale attraverso una domanda filtro rivolta alle persone non dimoranti abitualmente. In sostanza, nella seconda indagine pilota sono state rilevate presso lalloggio, unit di rilevazione del censimento, le seguenti unit di analisi elementari (si riporta dalla dicitura del modello di rilevazione della seconda indagine pilota):

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1. Le persone residenti, ossia le persone dimoranti abitualmente in questo alloggio, iscritte in anagrafe (presso questo alloggio) o che hanno i requisiti per iscriversi in anagrafe. 2. Le persone temporaneamente dimoranti, ossia le persone che attualmente utilizzano questo alloggio (che diverso da quello di residenza) come dimora temporanea, tornando periodicamente al proprio alloggio di residenza. 3. Le persone occasionalmente presenti, ossia le persone che, alla data dellindagine (2 aprile 2000), sono presenti presso questo alloggio per motivi occasionali. Il questionario, articolato in pi parti, era composto da tre liste individuali, A, B, C , rispettivamente per la rilevazione delle persone residenti, delle temporaneamente dimoranti e delle occasionalmente presenti; ed in tre sezioni, I, II, III rispettivamente contenenti informazioni sullabitazione, sui componenti della famiglia residente presso lalloggio e sulle persone temporaneamente dimoranti presso lalloggio. Nellambito di tale struttura, i cittadini stranieri erano stati registrati tra i residenti, temporaneamente dimoranti o occasionalmente presenti se residenti in Italia e tra i temporaneamente dimoranti o gli occasionalmente presenti se residenti allestero (Zindato, 2000). Nella specificazione dei soggetti che dovevano collocarsi nelle diverse liste, per i cittadini stranieri residenti in Italia stata adottata la stessa casistica utilizzata per quelli italiani (stessi criteri dunque per la collocazione nella lista A). Al fine di distinguere le presenze occasionali da quelle con connotazione migratoria, anche recente, da collocarsi nella lista B, per i cittadini stranieri non residenti in Italia la casistica per la collocazione in tale lista comprendeva invece, oltre alle possibilit previste per i cittadini italiani (ad esclusione di quelli residenti allestero temporaneamente dimoranti presso lalloggio considerato), anche i presenti da pi di tre mesi, i presenti da meno di tre mesi per motivi non occasionali (diversi da turismo, visite a parenti, etc.), i minori non accompagnati e i richiedenti asilo. Veniva dunque affiancato il criterio basato sul motivo a quello basato sulla durata della permanenza per lidentificazione della presenza conseguente ad un atto migratorio. Nella rilevazione censuaria di ottobre 2001 stata effettuata la rilevazione diretta di due unit di analisi:

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1. Le persone dimoranti abitualmente nellalloggio (tenute alla compilazione della lista A); 2. Le persone non dimoranti abitualmente nellalloggio (tenute alla compilazione della lista B). Laccorpamento delle liste relative ai temporaneamente dimoranti ed agli occasionalmente presenti stato dovuto alle difficolt di corretta collocazione che i soggetti hanno incontrato nella compilazione dellarticolato questionario della seconda indagine pilota. Come si accennava, la distinzione tra le due unit di analisi, luna caratterizzata da una presenza con connotazione migratoria e laltra occasionalmente presente, avvenuta a posteriori, in funzione della risposta ad un quesito filtro collocato nella lista B: indicare se nel corso degli ultimi 12 mesi la persona ha vissuto in questo alloggio complessivamente (anche se in maniera non continuativa) fino a 90 giorni; da 91 a 180 giorni; da 181 a 270 giorni; da 271 a 365 giorni. I dimoranti nellalloggio per un intervallo di tempo complessivo inferiore ai tre mesi sono stati classificati in sede di analisi come occasionalmente presenti. In sede di rilevazione stato previsto che questi terminassero la compilazione, dopo aver fornito le stesse informazioni rilevate nel 1991 per lomologa unit di analisi. Gli altri soggetti sono stati invece classificati tra i temporaneamente dimoranti, ai quali stata destinata la restante parte del questionario, contenente gli stessi quesiti rivolti ai non radicati nel 1991, ad esclusione di quelli relativi allistruzione ed alla conoscenza della lingua (rivelatisi troppo complessi) ed a quello sulla presenza di parenti in Italia, con laggiunta, invece, di un quesito sul motivo principale dellutilizzo dellalloggio. Per quanto attiene ai criteri per linserimento nelle due liste (A e B), con la finalit di cogliere in particolare la componente straniera stabile, per la collocazione nella lista A stata fatta distinzione tra i cittadini italiani, che vi si sono dovuti inserire quando aventi dimora stabile presso lalloggio considerato, e i cittadini stranieri, per i quali stata richiesta aggiuntivamente per la collocazione nella lista liscrizione in anagrafe o il possesso dei requisiti per iscriversi in anagrafe. I criteri per linserimento nella lista B non hanno invece previsto distinzioni tra cittadini italiani e stranieri.

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Per il potenziamento della rilevazione degli stranieri non solo per quanto attiene ai contenuti informativi, sono stati utilizzati diversi strumenti di supporto, quali la traduzione del questionario in undici lingue e limpiego di persone di madre lingua. Erano state inoltre progettate molte altre misure finalizzate alla qualit e copertura della rilevazione degli stranieri, sulla cui realizzazione ed eventuale efficacia non si hanno informazioni specifiche. Queste erano: la realizzazione di una campagna informativa mirata a sensibilizzare e tranquillizzare; lorganizzazione di una rete di associazioni (immigrati, volontari, sindacati) coinvolte nella campagna; limpegno, anche attraverso lapposita formazione dei rilevatori, al raggiungimento dei senza tetto; lintervento presso i luoghi di incontro degli immigrati; la richiesta agli Uffici Comunali di Censimento di dedicare particolare attenzione alla rilevazione degli stranieri (Zindato, 2000). Il dato censuario provvisorio sulla popolazione straniera residente si attesta sulle 985.000 unit. La fonte anagrafica indica che a gennaio 2001 risultano residenti in Italia circa un milione e mezzo di stranieri. Nonostante siano state previste specifiche operazioni di revisione dellanagrafe pre-censimento, anche in comuni esemplari per efficienza il dato anagrafico affetto da nota sovrastima, in particolare per gli stranieri, principalmente a causa delle mancate cancellazioni. Considerando che il dato censuario provvisorio destinato ad incrementarsi con il completamento delle operazioni di revisione, a fronte della sopraccitata sovrastima del dato anagrafico, il censimento sembrerebbe aver raggiunto con un buon livello di precisione la componente straniera residente. I non residenti, sembrano essere stati raggiunti, come previsto, con difficolt. Il dato provvisorio attuale ad essi relativo, 250.000 unit, indica infatti una notevole sottoenumerazione.

3.4. Gli altri eventi che incidono sul bilancio della popolazione straniera 3.4.1. Nascite e decessi A partire dal 1984 lIstat ha inserito nei modelli di rilevazione degli eventi di stato civile (nascite, morti e matrimoni) il quesito sulla cittadinanza rendendo possibile la rilevazione degli eventi naturali concernenti la popolazione straniera. Le informazioni su

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questi eventi dovrebbero permettere quindi di determinare con esattezza il contributo delle singole componenti allevoluzione dellammontare degli immigrati in Italia. Lindividuazione degli eventi relativi a cittadini stranieri fino al 1988 stata effettuata attraverso lestrazione manuale delle schede riferite rispettivamente ai decessi di stranieri, ai nati da almeno un genitore straniero e ai matrimoni con almeno uno degli sposi di cittadinanza estera. Dal 1989 queste rilevazioni avrebbero dovuto entrare a regime con lo spoglio informatizzato delle schede, ma pare che alcuni problemi abbiano reso necessario anche per tale anno e per quelli successivi il ricorso al materiale cartaceo. Per il periodo 1990-91 la registrazione effettuata dagli uffici regionali dellIstat sembra aver sottoenumerato in modo rilevante gli eventi relativi a stranieri. Sembra particolarmente interessante poter distinguere gli eventi di stato civile relativi a cittadini stranieri in base anche al luogo di residenza che dovrebbe permettere di scomporre quelli relativi ai residenti in Italia da quelli concernenti la parte restante delle presenze estere (componente semi-stabile e componente illegale). La disponibilit dei dati sugli eventi naturali relativi agli stranieri residenti potrebbe consentire di calcolare, anche se in modo approssimato in quanto il denominatore del rapporto - ammontare degli stranieri residenti - non un dato certo, lintensit della fecondit e il livello della mortalit della componente stanziale dellimmigrazione 28. Tali informazioni potrebbero servire anche per procedere ad un pi preciso controllo della congruit dei dati anagrafici di stato (stranieri residenti a fine anno) e di flusso (iscrizioni e cancellazioni anagrafiche), oltre che permettere, sulla base di metodi indiretti di stima, di pervenire a valutazioni della presenza straniera globale. Inoltre, per poter individuare gli eventi naturali (nascita di un figlio e decesso) relativi a stranieri naturalizzati sembra opportuno disporre dellinformazione non solo sulla cittadinanza attuale (nel primo caso quella dei genitori del nato, nel secondo quella del deceduto) ma anche su quella precedente o alla nascita. Va sottolineato per che a seguito dellintroduzione della legge sulla privacy (legge n. 675 del 31 dicembre 1996) e del riassetto della pubblica amministrazione (legge Bassanini), lISTAT ha dovuto approntare un nuovo sistema di rilevazione delle nascite in
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Ci non risulta possibile con riferimento al totale delle presenze estere in quanto, com ovvio, non conosciuto il suo ammontare data la presenza di una componente irregolare o clandestina non trascurabile da cui derivano una parte degli eventi demografici. invece possibile calcolare il quoziente di mortalit infantile risultando disponibile sia il dato sugli stranieri morti nel primo anno di vita (numeratore del rapporto), sia quello sui nati da cittadini stranieri (denominatore del rapporto).

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sostituzione della tradizionale e consolidata registrazione di stato civile. La nuova rilevazione totale fa riferimento ad un universo leggermente differente rispetto a quello colto dalla rilevazione precedente, riguardando gli iscritti in anagrafe per nascita. Inoltre, le informazioni vengono attualmente raccolte seguendo modalit differenti rispetto al passato: il modello di stato civile (modello ISTAT D.1 e D.2), sul quale venivano registrate informazioni medico-sanitarie sulla gravidanza e alcune specifiche notizie sui genitori del nato tratte essenzialmente dal certificato di assistenza al parto, ora sostituito da un modello anagrafico (modello ISTAT P.4) contenente un numero assai ridotto di informazioni29. Le variazioni intervenute, gi di non poca rilevanza per la misura della fecondit dellintera popolazione (si pensi semplicemente alla mancanza di continuit temporale per le variazioni intervenute nelluniverso rilevato e soprattutto alla impossibilit di costruire misure specifiche per ordine di nascita e per parit), risultano ancora pi significative con riguardo alla componente straniera. Infatti, accanto alle limitazioni nelle possibilit conoscitive e di analisi comuni al complesso della popolazione, possibile evidenziare due difficolt aggiuntive nel caso di tale componente (Casacchia, Sonnino, Strozza, 2002): in primo luogo, poich quella attuale una rilevazione anagrafica, risulteranno registrate tutte (o quasi) le nascite relative a genitori stranieri residenti in Italia, anche quelle verificatesi al di fuori del territorio nazionale. Non saranno per considerate le nascite da genitori solo temporaneamente presenti nel paese: nel periodo 1992-96 tra i nati da almeno un genitore straniero il 21% dei casi riguardava madri non residenti in Italia, tale proporzione raggiungeva il 31% se i genitori erano entrambi stranieri (tab. 3.15). Linformazione sulle nascite non potr pi essere utilizzata, ad esempio, per stimare gli stranieri illegali, visto che per definizione gli stranieri residenti dovrebbero essere tutti in regola con le norme sul soggiorno. Per un verso, dunque, si ha un recupero delle nascite nei paesi di origine relative a genitori residenti in Italia e, per un altro verso, una lacuna riguardante eventi, non pi registrati, dovuti a stranieri non residenti in Italia: ad una prima valutazione, ben difficile che

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Buona parte delle notizie contenute nel precedente modello sono peraltro recuperate attraverso unindagine di tipo telefonico riguardante circa il 10% delle madri dei nati registrati in anagrafe, collettivo che pur rappresentativo delluniverso complessivo delle nascite difficilmente lo sar per il sottoinsieme dei nati da uno o entrambi i genitori stranieri.

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il bilancio di una tale operazione sia favorevole ad un allargamento dellinformazione ma da attendersi, semmai, il contrario; in secondo luogo va sottolineato che la sola informazione sulla cittadinanza dei genitori del nato al momento dellevento non consente, come si detto in precedenza, di selezionare tutte quelle nascite derivanti da almeno un genitore di origine straniera che ha acquisito la cittadinanza italiana per matrimonio o per naturalizzazione ordinaria. Limportanza di tale aspetto appare evidente nel momento in cui si intenda analizzare la fecondit degli stranieri e dei naturalizzati distintamente per area o paese di origine. Tale analisi potrebbe assumere un certo rilievo con la stabilizzazione dellimmigrazione che dovrebbe comportare pi di frequente la formazione delle unioni e la nascita di figli nel paese di accoglimento. In prospettiva, anche lesame della fecondit delle promozioni di matrimonio allinterno della prima generazione di immigrati stranieri non sar possibile senza lintroduzione nel modello di rilevazione anagrafica della cittadinanza precedente (o alla nascita) dei genitori del nato30.

Tab. 3.15 Nati da almeno uno o entrambi i genitori stranieri per residenza della madre. Italia, 1992-1996
Anno Numero nati da almeno un genitore straniero 15.865 17.197 20.012 21.612 24.061 98.747 % nati da genitori entrambi stranieri 55,1 58,0 59,0 61,0 61,0 59,1 % con madre residente allestero tra i nati da almeno un entrambi genitore straniero i genitori stranieri 22,3 24,8 22,4 20,6 17,5 21,2 35,7 36,7 33,2 29,3 24,9 31,2

1992 1993 1994 1995 1996 1992-96

Fonte: nostra elaborazione da dati dello Stato civile.

Accanto alle rilevazioni che si basano su modelli individuali bisogna prendere in considerazione lapporto informativo derivante dalle indagini svolte attraverso modelli contabili a livello comunale. Dal 1993 lIstat ha inserito nella scheda di rilevazione aggregata degli stranieri iscritti nelle anagrafi comunali italiane, linformazione sui flussi
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Pi in generale, per cercare di valutare il legame tra nuzialit, fecondit e migrazioni allinterno della prima generazione di immigrati potrebbe risultare utile il ricorso al record-linkage tra larchivio dei permessi di soggiorno e quelli relativi ai matrimoni e alle nascite di stranieri. Distinguendo i nati secondo il possesso o meno del permesso di soggiorno da parte dei genitori e secondo la celebrazione in Italia o allestero del matrimonio dei genitori dei nati legittimi, sarebbe possibile analizzare la fecondit degli stranieri per luogo di celebrazione del matrimonio (in Italia o allestero) e per durata di presenza in Italia. Tale procedura appare per particolarmente difficile nel caso degli stranieri e andrebbe valutata attentamente la sua effettiva applicabilit (Casacchia, Sonnino, Strozza, 2002).

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naturali e migratori degli stranieri distinti per sesso. Sono quindi disponibili, a partire da tale anno, i dati sulle nascite da genitori residenti entrambi stranieri31 e i decessi di stranieri residenti nel nostro paese. Per le nascite questa lunica informazione disponibile per gli anni 1997 e 1998, visto che in tale periodo non risultava pi attendibile la tradizionale rilevazione di stato civile e ancora non era partita la nuova rilevazione anagrafica. Sempre con riguardo ai nati un primo raffronto possibile per il periodo 1993-1996 tra i dati anagrafici aggregati e quelli individuali di stato civile relativi alle sole nascite da genitori entrambi stranieri. Controlli pi attenti richiedono la disponibilit di questo dato di stato civile relativamente alla sola componente residente (ad esempio, sulla base del paese di residenza della madre).

3.4.2. Naturalizzazioni Con la legge 5 febbraio 1992 n. 91 sono state introdotte Nuove norme sulla cittadinanza, la cui disciplina risaliva ad una legge del 1912 parzialmente modificata nel corso degli anni Ottanta (leggi 123/83 e 180/86). Con riguardo ai cittadini stranieri le possibilit di acquisizione della cittadinanza italiana vengono ricondotte dalla legge alle seguenti fattispecie: 1 - matrimonio con cittadino italiano che permette di acquisire la cittadinanza dopo sei mesi di residenza in Italia oppure dopo tre anni di matrimonio (art. 5); 2 - naturalizzazione ordinaria che pu essere concessa dopo un periodo di residenza legale in Italia di quattro anni per i cittadini della CEE (ora dellUE) e di dieci anni per gli extracomunitari (art. 9); 3 - iuris communicatio, vale a dire che lo straniero che ha acquisito la cittadinanza pu comunicarla ai propri figli minorenni conviventi (i figli maggiorenni devono invece ricorrere alla naturalizzazione ordinaria); 4 - beneficio di legge per nascita in Italia che riguarda i nati da cittadini stranieri che ininterrottamente fino alla maggiore et hanno conservato la residenza nel nostro paese e dichiarino, prima di compiere il diciannovesimo compleanno, di voler diventare italiani (comma 1 dellart. 4).
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Infatti, se uno dei due genitori italiano il nato ha di diritto la cittadinanza italiana e non va considerato nella determinazione del bilancio annuale della popolazione straniera iscritta in anagrafe.

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Proprio questultima modalit di acquisizione della cittadinanza sembra per alquanto restrittiva perch non consente di divenire italiani ai nati sul nostro territorio da genitori stranieri il cui paese di origine contempli la trasmissione della cittadinanza al figlio nato allestero. Sembra quindi prevalere nel nostro ordinamento lo ius sanguinis rispetto allo ius solis adottato in diversi paesi di immigrazione. Il Ministero dellInterno rileva i dati sulle concessioni della cittadinanza tratti dalle istanze presentate alle Prefetture competenti sulla base della residenza dei richiedenti o presentate ai comuni e trasmesse alle Prefetture nel caso in cui i richiedenti sono coniugi di cittadini italiani. Queste statistiche non contemplano i casi di acquisizione della cittadinanza per iuris communicatio e per beneficio di legge per nascita in Italia. LIstat attraverso lindagine condotta in collaborazione con le anagrafi comunali (modello di rilevazione aggregata P.3) contabilizza le acquisizioni della cittadinanza italiana per tutte e quattro le fattispecie, limitatamente per alla sola popolazione residente (che in vero dovrebbe essere quella prevalentemente interessata dal fenomeno). La gran parte delle concessioni della cittadinanza italiana sono conseguenti a matrimonio con coniuge italiano (circa l85%), mentre ancora statisticamente poco rilevanti sono le naturalizzazioni in senso stretto. Lacquisizione della cittadinanza un evento che comporta il passaggio dellimmigrato e/o dei suoi discendenti dal collettivo degli stranieri a quello degli italiani, determinando una variazione dellammontare di questi due gruppi. Pertanto, con il radicarsi della presenza straniera e con lo sviluppo della seconda generazione di immigrati (e di quelle successive) si porr sempre pi il problema delladozione del criterio pi idoneo per identificare il collettivo oggetto di rilevazione o indagine. Appare importante poter pervenire ad una valutazione del numero di stranieri naturalizzati in un dato istante di tempo. Accanto alle diverse possibilit di stima adottate in alcuni tradizionali paesi di accoglimento sembra opportuno valutare la possibilit di risalire a tale informazione attraverso larchivio del Ministero dellInterno. In ogni modo appare fondamentale ladozione di un criterio idoneo per identificare e classificare la popolazione di origine straniera nelle rilevazioni a carattere generale (ad esempio, censimento demografico e rilevazione anagrafica).

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3.5. Un quadro dinsieme Nel quadro sinottico seguente vengono riportate le principali fonti che consentono di misurare la consistenza della popolazione straniera, i flussi migratori e i principali eventi demografici e giuridici che incidono sulla sua evoluzione, indicando le unit statistiche rilevate, le categorie registrate e i modelli di rilevazione utilizzati (tab. 3.16). Il quadro sinottico proposto mette in evidenza come sia possibile, almeno a livello teorico, costruire un modello contabile in cui lammontare della popolazione straniera legale (permessi di soggiorno contabilizzati in un dato istante) si alimenti per limmigrazione legale (visti di ingresso o nuovi permessi di soggiorno) e per le nascite da genitori entrambi stranieri (in questo caso non per disponibile linformazione sul possesso del permesso di soggiorno da parte dei genitori) e viene decurtata per emigrazione (permessi scaduti e non rinnovati), per morte o per naturalizzazione. In realt ci non attualmente possibile. Anche con riguardo alla rilevazione aggregata degli stranieri residenti per comune, rilevazione che ha al suo interno proprio il bilancio anagrafico, permangono problemi legati tra le altre cose alla difficolt di effettuare controlli in assenza di un archivio centralizzato.
Tab. 3.16 - Principali rilevazioni dei flussi e degli stock di popolazione relativi agli stranieri in Italia. Modelli di rilevazione e categorie rilevate
Ente di rilevazione Flussi migratori Min. del Lavoro Min. dellInterno ACNUR e M. Int. Min.Affari Esteri Min. dellInterno Istat-Anagrafi Min. dellInterno Istat-Censimento Demografico 1991 Istat-Anagrafe Eventi naturali e giuridici Istat-Stato Civile Unit statistiche rilevate Autorizzazioni al lavoro concesse a extracomunitari ancora allestero Nulla osta per ricongiungimento familiare Riconoscimento status di rifugiato Visti di ingresso distinti per motivo Nuovi permessi di soggiorno - Iscrizioni e cancellazioni di stranieri da e per lestero - Iscrizioni e cancellazioni di stranieri da e per linterno Stock di popolazione - Permessi di soggiorno e regolarizzazioni - Carta di soggiorno - Cittadini stranieri residenti - Cittadini stranieri temporaneamente presenti Stranieri iscritti nelle anagrafi comunali - Nascite da almeno un genitore straniero - Morti di cittadini stranieri - Matrimoni con almeno uno sposo straniero Nascite e morti relative a stranieri iscritti in anagrafe Naturalizzazioni ordinarie e per matrimonio con italiano/a Naturalizzazioni di stranieri iscritti in anagrafe Categorie L L L L L LS LS L L LS LSS+I LS T T T LS LS LS Modello di rilevazione AUT1/ST

209 APR/4 e P.3 APR/4 e P.3 209 e 210 207 bis CP.1 e CP.2 (a) CP.3 (b) AP/5 e P.3 D.1 e D.2 (b) D.4, D.4bis, D.5 e D5bis D.3 P.3 e P.4 (c) P.3

Istat-Anagrafi Min. dellInterno Istat-Anagrafi

Legenda: L = stranieri legali (stabili e semistabili); LS = stranieri legali stabili; LSS = stranieri legali semistabili; I = stranieri illegali; T = Tutte le categorie (stranieri legali e illegali); P = provinciale; C = comunale. Nota: (a) Si fa riferimento al censimento del 1991. (b) Dal 1999 questa rilevazione non pi disponibile. (c) Il modelloP.4riguardasoloinati. Fonti:nostraintegrazionedaGolinieStrozza(1998)eGabrielli,GalloeStrozza(2000).

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CAPITOLO 4 LA RILEVAZIONE DI PARTICOLARI SEGMENTI DI POPOLAZIONE E DI ALCUNI EVENTI SOCIALI ED ECONOMICI DEGLI STRANIERI IN ITALIA

Lanalisi proposta in questo capitolo riguarda lo stato delle principali rilevazioni che consentono di cogliere alcuni segmenti specifici della popolazione straniera e/o particolari eventi economici e sociali. Lesame viene condotto per tematiche allinterno delle quali saranno prese in considerazione le diverse indagini disponibili senza far ricorso alla distinzione tra dati di stato e di flusso adottata nel capitolo precedente. Lanalisi proposta va ulteriormente supportata dalle considerazioni emerse in alcuni incontri con i responsabili delle diverse rilevazioni (cfr. appendice 3) e dalle tabelle sinottiche dellappendice 4.

4.1. Statistiche su formazione e scioglimento delle coppie Come per le nascite e i decessi, anche per i matrimoni fin dal 1984 stato inserito nel modello di rilevazione dello stato civile (Istat D.3) il quesito sulla cittadinanza. Pi di recente (dal 1997) agli sposi italiani viene chiesto di specificare se tale cittadinanza posseduta dalla nascita o stata acquisita successivamente. quindi possibile distinguere gli italiani per nascita dai naturalizzati e dagli stranieri. Solo questi ultimi sono inoltre articolari secondo il paese di cittadinanza attuale. Il matrimonio un evento che pu essere sperimentato da qualsiasi categoria di straniero. Va detto per che si pu presumere che i matrimoni registrati riguardino soprattutto gli stranieri legali, in particolare quelli stabili. Gli immigrati illegali tendono a posticipare tale evento ad una data successiva alla regolarizzazione della loro presenza sul territorio (o al rientro nel paese di origine) o comunque propendono a costituire unioni di fatto che non danno luogo ad una registrazione allo stato civile. Inoltre, poich la rilevazione riguarda soltanto i matrimoni celebrati in Italia (quelli della popolazione presente), non vengono colte, ovviamente, tutte le unioni che gli immigrati formalizzano al di fuori del nostro territorio nazionale e, in particolare, nel paese

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di origine. Qualche dubbio sul grado di copertura della rilevazione insorge anche per i matrimoni tra stranieri contratti in Italia mediante il solo rito religioso: non certo, ad esempio, se tutte le unioni sancite con rito mussulmano sono registrate dagli uffici di stato civile. Si pu presumere che siano registrati in modo pressoch completo le unioni in cui uno dei due sposi italiano, mentre una parte non quantificabile di legami tra partner stranieri della stessa o di diversa cittadinanza di cui almeno uno residente in Italia viene sancita (consacrata) al di fuori del territorio italiano. Qualche indicazione, per quanto approssimativa, del grado di copertura della rilevazione di stato civile con riguardo soprattutto alle unioni tra stranieri potr derivare dal confronto di tali dati con quelli dellultimo censimento demografico sul numero di stranieri censiti che hanno contratto matrimonio negli anni immediatamente precedenti lindagine totale, tenendo per sotto controllo linformazione sullanno di arrivo in Italia (Casacchia, Sonnino, Strozza, 2002). Per quanto concerne le separazioni e i divorzi, fino al 1999 non era stato inserito nei modelli di rilevazione dellIstat (rispettivamente M.252 e M.253) il carattere paese di cittadinanza dei coniugi. Il luogo di nascita e quello di residenza pur presenti nel modello consentivano soltanto di individuare le persone nate e/o residenti allestero, senza alcuna specifica per singolo paese o area geografica. Per il 2000 i modelli di rilevazione sono stati rivisti e notevolmente integrati. Per la prima volta stata inserita la cittadinanza con unarticolazione per grandi aree geografiche (Unione europea, ex Urss, altri paesi europei, Africa, Asia, America settentrionale, America centro-meridionale, Oceania, apolidi), tali aree sono state utilizzate anche per quanto riguarda il luogo di nascita e quello di residenza. In prospettiva, bisogner probabilmente adottare una classificazione pi analitica dei paesi esteri di cittadinanza e di nascita ed inoltre sar opportuno valutare le possibili soluzioni per cercare di analizzare anche gli scioglimenti delle unioni miste che sono di difficile individuazione visto che a seguito del matrimonio il partner straniero acquisisce la cittadinanza italiana. Una strada possibile, ma va valutato quanto praticabile anche alla luce dei problemi connessi alla privacy, quella di far ricorso al record-linkage tra le schede di matrimonio e quelle di divorzio utilizzando come chiave di collegamento il codice fiscale.

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4.2. Statistiche sul lavoro Le fonti statistiche sulloccupazione in Italia non risultano adeguate per la rilevazione della situazione occupazionale degli immigrati stranieri e non esistono indagini periodiche apposite che consentano di ottenerne una descrizione complessiva. Il Censimento della Popolazione costituisce un non trascurabile patrimonio informativo sullinserimento lavorativo degli stranieri sia per il dettaglio dellinformazione rilevata sia perch si riferisce allintera popolazione presente sul territorio, individuando unampia porzione di popolazione straniera, compresi gli irregolari e i clandestini. I noti problemi di copertura di cui soffre la rilevazione risultano per particolarmente accentuati per gli extracomunitari ed in special modo per la componente non regolare, di pi difficile reperibilit. La popolazione straniera risulta inoltre pi fortemente sottoenumerata (Censimento 1991) nei grandi comuni, e ci pu condurre a notevoli distorsioni nella rappresentazione della situazione lavorativa degli stranieri a livello nazionale. Le informazioni relative alla sfera professionale ottenute con la rilevazione censuaria, che prevede lautocompilazione del modello di rilevazione, non sono inoltre da ritenersi di sicura attendibilit e vanno dunque considerate con la dovuta cautela. Il Censimento Intermedio dellIndustria e dei Servizi fornisce dati sulloccupazione straniera attraverso la rilevazione degli addetti delle unit locali, distinti a seconda della provenienza da paesi comunitari o meno. In generale, attraverso le rilevazioni censuarie non comunque possibile seguire landamento delloccupazione, per lestensione dellintervallo di tempo che separa due rilevazioni successive (10 o 5 anni) e per il ritardo con cui i dati sono resi disponibili rispetto alla data a cui si riferiscono. Lindagine trimestrale sulle forze di lavoro dellIstat fornisce dati aggiornati a cadenza trimestrale sulloccupazione della popolazione straniera a partire dal 1992, anno in cui stata inserita linformazione sulla cittadinanza nel modello di rilevazione. Gli stranieri rilevati risultano comunque di numerosit esigua e variabile da indagine a indagine; non stata pertanto finora possibile lelaborazione dei dati distintamente per italiani e stranieri. Tali dati sono stati per diffusi dallEurostat nei volumi relativi allindagine sulle forze di lavoro. Le tre rilevazioni considerate colgono anche parte delloccupazione irregolare, ma non consentono di distinguerla da quella regolare.

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stato svolto dallIstat, nellambito del Sistan, un complesso lavoro di revisione di alcune rilevazioni di tipo amministrativo, che attualmente costituiscono le principali fonti informative sulla situazione e sulla dinamica occupazionale degli immigrati stranieri. La natura amministrativa di dette rilevazioni consente di cogliere soltanto la componente regolare delloccupazione. La registrazione dei permessi di soggiorno da parte del Ministero dellInterno (cfr. par. 3.2.4 e 3.3.1) consente la stima del numero di occupati regolari e di disoccupati in base alla contabilizzazione dei permessi rilasciati rispettivamente per motivi di lavoro e per iscrizione alle liste di collocamento. I dati di stock cos ottenuti risultano spesso sovrastimati a causa delle frequenti mancate cancellazioni dallarchivio di pratiche relative ad immigrati che hanno lasciato il paese senza darne comunicazione e alle mancate cancellazioni, che talvolta si verificano, di permessi scaduti. La rilevazione trimestrale dei lavoratori extracomunitari iscritti alle liste di collocamento del Ministero del lavoro costituisce unaltra fonte per la stima del dato di stock (unico disponibile) sulla disoccupazione della popolazione immigrata. Questultima, che per alcuni anni fornisce dati sensibilmente diversi dalla prima, da ritenersi pi affidabile in quanto meno soggetta alla sovrastima: esiste infatti lobbligo di verifica annuale della condizione di disoccupato che non adempito comporta la cancellazione di ufficio dalle liste. Come noto, la disoccupazione non comunque un fenomeno misurabile con precisione in questi termini; infatti attraverso la contabilizzazione del numero degli iscritti alle liste di collocamento non colta la componente, non trascurabile, di popolazione disoccupata non iscritta alle liste e viceversa vengono rilevati come disoccupati coloro che mantenendo tale status formale sono impegnati in attivit lavorative irregolari. La rilevazione degli avviamenti al lavoro realizzata dal Ministero del Lavoro a partire dal 1990 registra a cadenza trimestrale gli avviamenti al lavoro concessi agli extracomunitari gi presenti nel territorio, nella maggior parte dei casi iscritti alle liste di collocamento (a parte la minoranza coinvolta per il cambio di datore di lavoro o di attivit); generalmente la regolarizzazione di un rapporto di lavoro gi precedentemente esistente non d luogo alla registrazione di un avviamento al lavoro. Nel caso dellottenimento di

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pi avviamenti al lavoro da parte di uno stesso soggetto nel trimestre, questo sar contabilizzato due volte nella rilevazione. Non vengono contabilizzate le cessazioni dellattivit lavorativa e gli ingressi nella disoccupazione per ricerca di una nuova occupazione o del primo impiego. In tal modo, la conoscenza dei flussi di ingresso regolare nel lavoro non integrata da quella sui flussi in uscita non consente la giusta interpretazione del dato e fornisce una visione distorta del fenomeno misurato. La rilevazione dei libretti di lavoro rilasciati nel corso di un anno effettuata dallIspettorato del Lavoro (Ente competente del rilascio) dovrebbe consentire la stima del numero di extracomunitari che entrano a far parte ufficialmente della popolazione attiva, lottenimento di tale libretto infatti indispensabile per poter effettuare liscrizione alle liste di collocamento. LInps gestisce ed elabora le informazioni relative ai versamenti contributivoassistenziali effettuati dai datori di lavoro. Tale materiale organizzato in diversi archivi (circa trenta) a seconda del tipo di attivit lavorativa svolta dal soggetto, ossia della tipologia di contributo versata. I lavoratori stranieri non vengono rilevati a parte ma, a partire dal 1996, vengono elaborati separatamente i dati relativi agli stranieri che, in base alle informazioni a disposizione, possibile identificare come tali. Rientrano in questo sottogruppo i lavoratori domestici, per i quali si dispone dellinformazione sulla nazionalit ed i lavoratori titolari di un permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro, i cui dati vengono forniti allInps dal Ministero dellInterno su archivio informatizzato. Ciascuno degli archivi gestiti o utilizzati dallInps consente di individuare con diverso livello di approssimazione i lavoratori stranieri, dato che linformazione relativa al Paese di provenienza rilevata o codificata in maniera diversa. Di seguito si riporta lelenco dei principali archivi con la specificazione delle variabili disponibili per lidentificazione dei lavoratori stranieri: Archivio dei lavoratori dipendenti di aziende: a partire da febbraio 1999 il datore di lavoro tenuto a consegnare al lavoratore il nuovo modello di certificazione unica (CUD) relativo alle contribuzioni corrisposte lanno precedente. Tale certificazione sostituisce il modello 01/M, che il datore di lavoro doveva obbligatoriamente compilare annualmente.

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Prima del 1999 nellarchivio venivano riversate le informazioni contenute nel modello 01/M. Attualmente, nonostante non sia cambiato il contenuto informativo dei modelli utilizzati, i dati vengono forniti allInps dal Ministero delle Finanze in seguito alla dichiarazione dei redditi: le informazioni provengono dalla sezione C (che riporta gli stessi dati contenuti nel CUD) del modello 770, compilato dal datore di lavoro per la dichiarazione dei redditi. Nellattuale modulistica, cos come nel modello 01/M prevista la specificazione del Paese di nazionalit del dipendente, da indicare con un codice alfanumerico a tre cifre. In base a quanto riportato dai funzionari Inps, risultato dallanalisi della variabile che linformazione ricavata affidabile soltanto nel 10% dei casi circa. I datori di lavoro sembrano infatti incontrare difficolt ad attenersi al sistema di codifica stabilito. Anche per questo archivio, il cui potenziale informativo pi ampio di altri, la sola variabile che possa dare indicazioni sulla provenienza del lavoratore il paese di nascita, ricavato dal codice fiscale. Un ulteriore informazione di sintesi sulla numerosit dei lavoratori dipendenti stranieri si ha in funzione della denuncia nominativa dei dipendenti che il datore tenuto a presentare mensilmente, nella quale deve essere specificato il numero di lavoratori extracomunitari. Linformazione ottenuta aveva un maggior livello di precisione fino al 1999, anno in cui stato abolito il pagamento da parte del datore di lavoro del contributo aggiuntivo di rimpatrio. Archivio dei lavoratori domestici i cui dati vengono forniti a cadenza trimestrale, in corrispondenza del pagamento del bollettino di conto corrente postale che l'Inps invia a domicilio al datore di lavoro. Per questa categoria di lavoratori prevista la dichiarazione della nazionalit da parte del datore di lavoro al momento delliscrizione presso lIstituto. Tale informazione necessaria dato che i lavoratori domestici extracomunitari sono sottoposti ad un differente trattamento rispetto a quelli comunitari. Il dato sulla nazionalit viene registrato, utilizzando un codice alfanumerico di cinque cifre, dal dipendente Inps. Ci ne assicura un buon livello di attendibilit. Archivio dei lavoratori autonomi nel quale confluiscono con cadenza trimestrale i dati relativi ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, parasubordinati (liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi).

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Nel bollettino per il pagamento dei contributi non contenuta linformazione sulla nazionalit del lavoratore, mentre ricavabile il paese di nascita dal codice fiscale. Archivio degli operai delle aziende agricole che aggiornato con dati derivanti dalle denunce trimestrali dei datori di lavoro. Per la categoria di lavoratori che vi rientrano disponibile la sola informazione sul paese di nascita. LArchivio ARCA un archivio con funzione di raccordo tra quelli sopra menzionati (e gli altri minori), in cui contenuta lanagrafica di ciascun lavoratore, identificato con un codice, che consente il collegamento con i record relativi al singolo soggetto, presenti nei restanti archivi. Ovviamente per ciascun lavoratore si possono avere pi tipologie di contributi nello stesso anno. In questi casi, allo scopo di elaborare statistiche sul numero di lavoratori nei vari settori, viene normalmente considerato il record relativo al versamento effettuato per il maggior numero di settimane. In caso di ugual numero di settimane di versamento per diverse tipologie, viene scelta la tipologia contributiva pi recente. In entrambe le situazioni viene attribuito al settore che prevale il numero totale di settimane lavorate dal soggetto nei diversi ambiti. Questa soluzione non altera linformazione sulla durata dellattivit lavorativa complessiva del lavoratore nellanno, ma comporta una sovrastima del numero di settimane lavorate nei settori prevalenti in caso di attivit miste durante lanno. Archivio dei permessi di soggiorno rilasciati per lavoro Come accennato in precedenza, tale archivio viene fornito dal Ministero dellInterno allInps, consentendo la possibilit di ampliare e dettagliare notevolmente linformazione relativa ad alcuni lavoratori stranieri. Effettuando un record linkage tra i dati contenuti in questo archivio e quelli relativi alle diverse gestioni possibile identificare, tra tutti i soggetti presenti negli archivi Inps, i lavoratori stranieri, o meglio gli stranieri appartenenti alle categorie di lavoratori per i quali prevista lassicurazione con lInps. Sono, infatti, esclusi dal linkage i dati relativi ai permessi di soggiorno rilasciati a lavoratori assicurati presso altri enti (come ad es. i lavoratori dello spettacolo, etc.), per i quali, ovviamente, lInps non dispone di informazioni. Va inoltre sottolineato che non sono presenti nellarchivio fornito dal Ministero dellInterno i dati relativi agli stranieri titolari di permessi di soggiorno rilasciati per altre motivazioni, tra i quali sono comunque presenti molti lavoratori. Non dunque

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possibile effettuare il linkage per i record presenti negli archivi Inps relativi a tale tipologia di assicurati. La chiave per il collegamento tra record stata finora il nominativo dello straniero, dato che linformazione relativa al codice fiscale del titolare del permesso di soggiorno non era, fino a poco tempo fa, fornita su supporto informatico. Lutilizzo del nominativo, non sempre registrato con esattezza, come chiave del raccordo non ha spesso consentito la combinazione dei dati relativi a soggetti effettivamente presenti in entrambi gli archivi (ARCA e permessi di soggiorno). Per ovviare a questa carenza informativa, lInps, in base ai dati anagrafici contenuti nel permesso di soggiorno, ricostruiva il codice fiscale del soggetto e lo sottoponeva al Ministero delle Finanze che ne doveva effettuare una validazione. Il confronto poteva poi avvenire in maniera pi precisa, attraverso il codice fiscale, tra soggetti appartenenti allarchivio dei permessi di soggiorno con codice fiscale validato e soggetti appartenenti allarchivio Inps. E chiaro, comunque, che tale procedura comportava un ulteriore restringimento del collettivo da poter sottoporre a confronto . Il recente inserimento del codice fiscale nellarchivio fornito dal Ministero dellInterno allInps dovrebbe in futuro consentire lestensione del linkage ad una porzione pi ampia di lavoratori stranieri, sempre con i limiti sopra accennati. Per i soggetti per cui possibile combinare i dati delle due fonti si dispone di uninformazione molto precisa che consentirebbe lelaborazione di statistiche dettagliate. Per quanto riguarda, invece, linsieme dei lavoratori per cui si hanno contributi, lIstituto produce statistiche soltanto ad uso interno, sia per il significato approssimativo che pu essere attribuito alla variabile pi frequentemente disponibile per lidentificazione degli stranieri (paese di nascita), sia per linaffidabilit (come si diceva) della pi precisa informazione sulla nazionalit, disponibile in alcuni archivi. Allo scopo di valorizzare al massimo il patrimonio informativo disponibile, sono stati elaborati presso lInps dei programmi di controllo finalizzati alla individuazione dei soggetti registrati nellarchivio dei lavoratori dipendenti di aziende per i quali poteva stabilirsi con un certo livello di precisione la nazionalit. A partire da marzo 2000, da quando i datori di lavoro sono tenuti a comunicare allInail il codice fiscale dei lavoratori assunti o cessati dal servizio contestualmente allinstaurazione o alla cessazione del rapporto di lavoro, vengono forniti allInps i relativi archivi. La combinazione dei dati contenuti in questi archivi con quelli relativi ai

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permessi di soggiorno, fornisce informazioni anche sui lavoratori stranieri per i quali ancora non si hanno versamenti (a causa dei tempi tecnici che intercorrono) o non si dispone ancora del dato contributivo aggiornato. Anche in mancanza degli specifici dati di tipo contributivo, lInps dispone in questo modo di uninformazione aggiornata su numerosit e caratteristiche di una parte dei soggetti assicurati che sarebbero stati, altrimenti, ignorati fino allinserimento del dato contributivo, in alcuni casi disponibile con consistente ritardo. Ci vero in particolare per alcune categorie di lavoratori, quali i dipendenti di aziende, i cui dati, come abbiamo visto, percorrono un iter complesso prima di pervenire allIstituto. LInail gestisce una gamma differenziata di dati che riguardano le aziende e i dipendenti di aziende che occupano lavoratori in attivit che la legge individua come rischiose. Non esistono rilevazioni o gestioni separate per i lavoratori stranieri, che possono, al pi, essere identificati in base al paese di nascita. Di seguito si riportano le principali fonti informative: Entro il 16 febbraio di ogni anno il datore di lavoro deve fornire allInail la dichiarazione delle retribuzioni. Le informazioni contenute nellapposito modello da compilare non riguardano i singoli dipendenti bens il complesso delle cosiddette masse salariali. In base alla conoscenza di queste possibile effettuare una stima del numero di lavoratori-anno impiegati nellazienda, senza poterne dedurre specifiche caratteristiche. Tale mole di dati risulta dunque infruttuosa allo scopo di tratte informazioni sui lavoratori stranieri. Il problema relativo al carente contenuto informativo della dichiarazione delle retribuzioni rispetto ai dipendenti aveva indotto a trovare soluzioni graduali che proponevano linserimento di alcune notizie sui dipendenti (quali codice fiscale, qualifica professionale e assicurativa) nella dichiarazione. A partire dal 1999 i titolari di una posizione assicurativa Inail devono comunicare i dati relativi al personale assicurato mediante la compilazione della sezione SA del modello 770 per la dichiarazione dei redditi. Il Ministero delle Finanze, destinatario delle dichiarazioni, provvede poi a fornire allInail queste informazioni. Lidentificazione della provenienza del lavoratore avviene in base al codice fiscale nel quale codificato il paese di nascita del soggetto.

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A decorrere da marzo 2000 tutti i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti a comunicare allInail, contestualmente allinstaurazione del rapporto di lavoro o alla sua cessazione, i codici fiscali dei lavoratori. La denuncia nominativa degli assicurati fornisce uninformazione molto tempestiva in termini di flussi. Con la tempestiva disponibilit delle informazioni sui nuovi assicurati viene aggiornata la banca dati assicurati di recente realizzazione, la cui unit elementare costituita, appunto, dallassicurato e non dallazienda. La banca dati contiene anche i dati di stock provenienti dal modello 770. Anche in questo caso lindividuazione della popolazione di interesse possibile soltanto in modo approssimativo attraverso linformazione sul paese di nascita.

In caso di infortunio sul lavoro, il lavoratore deve informare subito il datore di lavoro che, entro due giorni dal ricevimento del certificato medico, deve effettuare la relativa denuncia allInail. In caso di malattia professionale, il lavoratore deve informare il datore di lavoro e consegnare il certificato medico entro 15 giorni, nei successivi cinque giorni il datore di lavoro deve presentare la relativa denuncia allInail. Nella denuncia specificato il codice fiscale del soggetto, e questo consente di individuare gli eventi che riguardano i lavoratori nati allestero. Le denunce di infortunio o malattia professionale sono oggetto di rilevazione dellInail dal 1951, mentre elaborazioni separate per gli stranieri (o meglio per i nati allestero) sono state effettuate a partire dal 1987. Dette elaborazioni sono diffuse in maniera non sistematica, nellambito pubblicazioni occasionali.

Analogamente a quanto avviene per i casi denunciati, lInail gestisce, a partire dal 1951, linformazione relativa ai casi di infortunio sul lavoro e di malattia professionale indennizzati, la cui modulistica di riferimento (certificato medico e denuncia del datore di lavoro) la stessa delle denunce. Anche per quanto riguarda i casi indennizzati, dunque, si dispone dellinformazione sul pese di nascita del soggetto. In base a tale variabile dal 1987 lIstituto elabora in maniera non sistematica statistiche specifiche per i nati allestero.

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4.3. Statistiche sullistruzione Il Ministero della Pubblica Istruzione stato uno dei primi che ha prestato attenzione al fenomeno della presenza straniera nel sistema Italia. Infatti fin dagli anni 80 si posto lobiettivo della conoscenza della utenza scolastica straniera e di vasta parte dei problemi connessi. stata costituita una apposita Commissione (sinteticamente chiamata Commissione Amatucci dal nome del funzionario che la presiedeva) alla quale hanno partecipato alcuni ministeriali su delega delle varie direzioni (dalla scuola materna alle scuole superiori e tecniche) ma anche rappresentanti di organismi scolastici che hanno avuto modo di riportare le esperienze dirette raccolte sul territorio. Tra le tappe toccate dal Ministero, anche a seguito dellattivit della Commissione, vanno ricordate: emissione della circolare 205 del 26.7.90 con la quale sono date alcune indicazioni sullinserimento degli alunni stranieri e sulla conseguente organizzazione scolastica predisposizione di una Circolare (C.M. 308 del 15.10.91 relativa allavvio dellindagine sulle attivit interculturali e sulla presenza degli alunni stranieri) predisposizione di una vasta ricerca censuaria affidata al Centro Studi Emigrazione di Roma (Analisi dei problemi organizzativi e didattici che la presenza degli alunni stranieri comporta per il sistema scolastico italiano. Relazione finale, Cser, Roma, 1992) Relazione di propria iniziativa del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione sulla educazione interculturale nella scuola, espressa nelladunanza del 23 aprile 1992 Repertorio dei testi e dei sistemi multimediali per linsegnamento agli stranieri Organizzazione di un Seminario nazionale di studio ed aggiornamento su Migrazioni e societ multiculturale: il ruolo della scuola, svoltosi a Punta Ala (Grosseto) il 5-7 dicembre 1991. La lievitazione della popolazione scolastica straniera ha comportato anche una maggiore sensibilit degli organismi scolastici sui temi delleducazione al multiculturalismo e allinterculturalismo. Si sono moltiplicate le iniziative, condotte molte volte a livello locale. Sono stati organizzati corsi di aggiornamento da parte degli I.R.S.S.A.E. regionali rivolti agli insegnanti. Indagini specifiche sono state condotte da alcuni Provveditorati.

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Nel corso degli anni 90 si verificata una fervente attivit di circolari, note informative, disposizioni, progetti nazionali (ma anche internazionali) sulla didattica, cos come sullorganizzazione scolastica e del corpo degli insegnanti. Nellambito di queste aree spesse volte una attenzione specifica stata dedicata agli alunni stranieri come nel progetto che riguarda la salute e lalimentazione. In questo panorama di aggiornamento, anche la parte relativa alle rilevazioni statistiche ha subito una evoluzione positiva. Agli inizi degli anni 90 iniziato il processo di trasferimento dellorganizzazione statistica dallIstat al Ministero stesso. In precedenza ogni rilevazione relativa alla scuola ed alla sua popolazione (studentesca e di personale) veniva effettuata dallIstat sulla base di un questionario che ogni singola scuola doveva compilare e rimandare direttamente allIstituto Nazionale di Statistica. I questionari adottati erano differenziati per livello scolastico. Specifiche indicazioni venivano raccolte con apposite sezioni in merito agli studenti stranieri. Tuttavia queste informazioni peccavano di una scarsa omogeneit (cfr. Immigrazione. Dossier Statistico. Caritas di Roma, ed. Anterem, 1999). Mancavano indicazioni sulla provenienza dei bambini stranieri nelle scuole materne e della loro distribuzione territoriale. Per le scuole superiori non si avevano informazioni sui paesi di provenienza; la tempestivit nella diffusione delle statistiche relative agli stranieri era diversa da quella relativa agli studenti italiani. Dal 1993-94 la gestione statistica passata al Ministero che si progressivamente aggiornato ed organizzato. Sono fortemente incrementati i risultati positivi raggiunti un po in tutti i settori, ivi compresi quelli relativi agli stranieri. Attualmente le informazioni statistiche sono raccolte con un questionario predisposto dal Ministero, omogeneo per tutti i livelli scolastici. Anche le statistiche sugli alunni stranieri sono ora omogenee per i vari livelli di scuola. I dati vengono raccolti e diffusi tramite apposite pubblicazioni edite dallo stesso Ministero. Successivamente pervengono allIstat che cura i consueti annuari

sullistruzione. Deve essere aggiunto e sottolineato, ad onore dello sforzo organizzativo del Ministero, che dal corrente anno scolastico ogni scuola collegata informaticamente con il Ministero e le informazioni dalla fonte arrivano direttamente agli uffici del Ministero, senza passare pi attraverso i Provveditorati ( di cui prevista a breve la scomparsa).

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Va rilevato che il processo di informatizzazione risponde ad una necessit operativa e funzionale delle scuole che non pu pi seguire gli storici canali verticistici tramite i Provveditorati agli Studi, peraltro caratterizzati da differenziati livelli di efficienza. I problemi delle scuole sono numerosissimi e altrettanto consistenti sono gli interventi che il Ministero deve programmare. E necessario perci una conoscenza dellambiente scolastico puntuale e tempestiva. A solo titolo esemplificativo vale la pena ricordare lintervento a favore degli handicappati o quello della sicurezza degli edifici che necessitano di informazioni dettagliate al fine di ripartire secondo le effettive necessit i fondi destinati allo scopo. Il collegamento informatico diretto con ogni scuola consente di superare nodi di inefficienza o di rallentamento burocratico. Se queste sono le note positive, non si possono tacere quelle negative che si spera possano essere solamente transitorie fino a quando lorganizzazione del sistema non consentir di evitare gli esistenti colli di bottiglia. Ci riferiamo al fatto che il sistema statistico messo in atto dal Ministero (nel cui ambito rientra la rilevazione degli stranieri) riveste un carattere derivato e non originale. Infatti ogni statistica resa nota dal Ministero la conseguenza di impostazioni di atti amministrativi che interessano direttamente la gestione della scuola pubblica. Anche linformatizzazione delle singole scuole consente un miglior collegamento tra periferia e centro per poter disporre direttamente e tempestivamente delle informazioni necessarie alla gestione politico-amministrativa della scuola e alla ripartizione dei costi e dei finanziamenti. Si tratta di un problema allapparenza limitato. Che possa essere costruita una statistica in maniera autonoma oppure che la stessa statistica possa essere ricavata da una funzione amministrativa potrebbe essere del tutto marginale. Interessa il risultato finale piuttosto sul come a questo si perviene. Il ma rappresentato dal fatto che la funzione amministrativa non interessa tutto il sistema scolastico ma soltanto quello pubblico che rientra nelle competenze del Ministero. Vi tutto il settore della scuola privata che segue una prassi diversa e per il quale la conoscenza statistica soffre ancora di diverse incertezze. Le scuole private hanno una generica approvazione ministeriale, ma si nutrono sospetti che le informazioni in possesso del Ministero in ordine alle scuole private sono in una certa parte incomplete o quanto meno non facilmente disponibili. Le scuole materne ed elementari private hanno una appartenenza alla direzione didattica competente per

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territorio che deve esercitare la vigilanza. Molte informazioni sulle scuole private rimangono alla periferia dellinterno della Direzione Didattica e non pervengono al centro. Daltro canto il processo di informatizzazione esteso alle sole scuole statali mentre per le private non c un obbligo formale. Questo mutila la possibilit di un rapido passaggio di informazioni. Quando statistiche possono essere costruite anche per il settore privato, queste hanno una tempestivit ritardata rispetto alle scuola statale. Un altro campo in cui ci si deve impegnare per un miglioramento quello relativo alleducazione degli adulti stranieri. Si tratta dei corsi di alfabetizzazione (per il conseguimento della licenza elementare) o dei corsi 150 ore (per il conseguimento della licenza media) frequentati da adulti ( e fra questi anche adulti stranieri) durante unattivit didattica collaterale a quella istituzionale rivolta ad una utenza infantile o giovanile. Le informazioni a questo riguardo sono assolutamente carenti. Nelle competenze del Ministero vi anche leducazione tecnica e professionale, mentre la formazione tecnica e professionale rientra nelle attivit delegate alle Regioni secondo il Decreto 616. Informazioni su questa attivit, svolta da soggetti diversi da quelli usuali delle scuole statali, sono disponibili a carattere locale presso le singole Regioni, mentre una statistica nazionale che comprenda i risultati delle iniziative regionali non viene effettuata n dal Ministero n dallIstat. Si tenga presente che spesso i corsi di qualificazione organizzati dalle Regioni sono rivolti anche agli stranieri (tuttaltro che rari sono i casi di corsi organizzati solamente per gli stranieri). Che la presenza straniera ed i problemi che questa genera su tutta lorganizzazione scolastica siano ben presenti allamministrazione ministeriale rappresentata dal fatto che oltre ad una rilevazione corrente, annuale, su aspetti di carattere quantitativo, il Ministero ha condotto indagini specifiche su diversi aspetti qualitativi volte alla conoscenza delle problematiche della utenza straniera. Nel 2001 stato portato a termine uno studio, affidato alla LUISS, volto a determinare linserimento scolastico dei bambini e ragazzi stranieri, il grado di competenza linguistica, i risultati scolastici e gli abbandoni, la formazione del personale insegnante per laccoglienza degli alunni stranieri e per leducazione allintercultura, lorganizzazione scolastica di fronte agli alunni immigrati. Sono stati effettuati cinque diversi focus group in diverse parti dItalia e rivolti a soggetti diversi (insegnanti, genitori, studenti). Queste indagini preliminari sono servite per la

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messa a punto di una indagine campionaria che ha interessato un notevole numero di scuole. A completamento della rassegna sulle statistiche e sulle modalit del rilevamento dei dati relativi allIstruzione pubblica, precisiamo: a) Ogni scuola dispone di collegamento informatizzato con il Ministero, attraverso una rete specifica, mediante il quale comunica i dati relativi alla propria popolazione scolastica. Va detto che le informazioni si riferiscono a tutto il circolo didattico oppure a tutta la direzione didattica. Il circolo e la direzione possono comprendere pi edifici scolastici, a volte anche in Comuni diversi. Problema questo di ridotta portata quando si debba fare una analisi disaggregata a livello provinciale, ma non pi accettabile se lunit amministrativa territoriale diviene il Comune b) La rilevazione avviene mediante la compilazione di alcuni modelli sui quali devono essere riportate le informazioni riferite allinizio dellanno scolastico. Ogni modello deve essere relativo alle scuole appartenenti allo stesso Comune. Se al Circolo Didattico fanno capo scuole appartenenti a Comuni diversi, devono essere riempiti tanti questionari diversi quanti sono i Comuni interessati c) Per le scuole materne ogni circolo tenuto a compilare due distinti modelli (MPI/1a e MPI/1b), il primo riferito alle scuole materne statali, il secondo alle scuole materne non statali (di Enti locali territoriali, di altri enti pubblici, di enti religiosi, di enti e persone laiche). La sezione riguardante i bambini stranieri la stessa. Essa riporta i dati aggregati e consente per ciascuna nazionalit (stato straniero di cittadinanza) di conoscere quanti maschi e quante femmine sono risultati iscritti. La rilevazione riguarda i bambini con cittadinanza non italiana includendo gli apolidi ed i nomadi non italiani. Sono esclusi i bambini con doppia cittadinanza di cui una italiana d) Per le scuole elementari i modelli di rilevazione (MPI/2a e MPI/2b) sono praticamente uguali per le scuole statali e per quelle non statali. Le informazioni sulla componente straniera sono le stesse rilevate per le scuole materne: per ogni Stato straniero di cittadinanza (Stato per esteso e codice dello Stato) sono riportati il totale degli alunni stranieri di cui, a parte, le femmine. Va rimarcato che se le informazioni sugli stranieri sono uniformi (le stesse per tutti gli ordini scolastici), sono tuttavia molto ridotte ed insufficienti. Ad esempio per lutenza nazionale sono riportati i dati per ogni anno delle scuole elementari, secondo lanno di nascita, secondo il sesso, se

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ripetenti o meno, se portatori di handicap, se in pluriclasse. Per gli stranieri, oltre alla indicazione delle nazionalit e del sesso, valida per tutti gli alunni stranieri frequentanti la scuola, indipendentemente dallanno del ciclo scolastico di afferenza, vi una sola domanda che ripartisce tutta lutenza straniera per anno di corso ma senza distinzione di sorta come per il sesso. e) Per le scuole medie la situazione sostanzialmente la stessa gi indicata per le scuole elementari. Un apposito quadro, sia per le scuole statali (mod. MPI/3a) sia per quelle non statali (mod. MPI/3b) riporta gli alunni con cittadinanza non italiana, raggruppati per Stato estero di cittadinanza e distinti per sesso (totale M e F, solamente F), in maniera del tutto analoga a quanto descritto per le scuole elementari. Anche in questo caso vi la distribuzione per anno di corso ma senza lindicazione per sesso e senza la possibilit di avere altre informazioni, disponibili invece per lutenza italiana (come se si avvalgono dellinsegnamento della religione cattolica, se usufruiscono del servizio di mensa, se a tempo normale o a tempo prolungato, e cos via). Rispetto alle elementari vi in pi un prospetto che riguarda gli esami. Per gli alunni con cittadinanza non italiana, distintamente interni ed esterni, si riportano le cifre degli scrutinati/esaminati, di quelli promossi/licenziati, di quelli non valutati. Queste notizie sono assolutamente parziali in quanto non distinguono lanno di corso ovvero se riferite allesame finale di licenza, n riportano lindicazione del sesso, n la cittadinanza di appartenenza. f) Anche per le scuole secondarie di II grado (scuole superiori) si fa ricorso a due distinti modelli: per le scuole statali (MPI/4a) e per le scuole non statali (MPI/4b). La sezione degli alunni con cittadinanza non italiana del tutto identica a quella degli altri ordini scolastici: riporta per ciascuna nazionalit il numero complessivo degli studenti, distinti solamente per sesso. Una voce specifica nel prospetto II, notizie su classi ed alunni, riporta anche la situazione degli alunni con cittadinanza non italiana distintamente per anno di corso, questa volta anche con lindicazione del sesso. Pi carente degli analoghi modelli per le scuole medie la parte relativa agli esami, sia intermedi sia di licenza: mancano del tutto informazioni sugli studenti stranieri g) Per luniversit non stato possibile appurare le procedure di rilevamento. Tuttavia il sistema statistico sembrerebbe essere abbastanza puntuale in quanto lIstat pubblica lAnnnuario sullistruzione universitaria in cui vengono riportate informazioni sia

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sugli studenti sia sui laureati stranieri, addirittura per sede universitaria e per corso di studio. Come si pu evincere dalle constatazioni sopra fatte, il rilevamento degli studenti stranieri migliorato in tempi recenti. Ora si hanno informazioni omogenee per ogni ordine scolastico. Si tratta tuttavia di informazioni minimali che non consentono una conoscenza sufficiente della utenza straniera, del suo inserimento nellorganizzazione scolastica, del suo rendimento scolastico, delle sue caratteristiche demografiche. Non pu essere dimenticato che nella scuola italiana la componente nazionale e quella immigrata hanno comportamenti a forbice: in contrazione la parte indigena in forte espansione la parte immigrata. Anche se la parte straniera ancora minoritaria, i problemi che questa si trascina possono essere ben pi rilevanti della esiguit delle cifre. Il Ministero della Pubblica Istruzione dovrebbe compiere qualche sforzo in pi per estendere la conoscenza della quota straniera degli alunni, cercando di omogeneizzare la disponibilit delle informazioni statistiche fra tutti i livelli scolastici, evitando, cio, che alcuni dati esistenti per le scuole medie, per esempio, non trovino gli omologhi per le scuole superiori o per le elementari. Inoltre il Ministero dovrebbe progressivamente abbandonare o allentare il condizionamento amministrativo delle statistiche. Ricordiamo che attualmente le statistiche sono derivate dal sistema organizzativo-amministrativo del Ministero e delle scuole. Le informazioni occorrono per la gestione delle risorse economiche ed umane e servono sia per la programmazione delle attivit e di tali risorse, sia per la gestione corrente. Molte volte per questi aspetti gestionali non occorre fare distinzione fra gli alunni stranieri e quelli italiani. Ma in tal modo vengono meno quelle informazioni sugli stranieri che pure servono alla gestione di un segmento cos particolare della popolazione scolastica.

4.4. Statistiche sulle condizioni di salute Come in altri settori, le statistiche sulla sanit in Italia prendono lo spunto da attivit amministrative delle strutture sanitarie. Parte di queste informazioni sono utilizzate per fornire un quadro nosologico delle condizioni di salute di coloro che si rivolgono alle strutture di cura. Le statistiche sanitarie, infatti, hanno come riferimento le SDO, schede di dimissione ospedaliera. Tali schede sono raccolte a livello regionale e vengono op-

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portunamente sintetizzate secondo uno standard emesso dallUfficio Statistica del Ministero della Sanit. Viene segnalata dal Ministero una limitata uniformit da parte delle Regioni in quanto ve ne sono alcune (soprattutto nel centro-nord) pi efficienti e meglio organizzate, mentre altre lasciano a desiderare (soprattutto nel sud). Da parte del Ministero vi sono poche possibilit di controllo in quanto di fatto non ci sono possibilit di fare verifiche sul campo per valutare le procedure in atto sulla raccolta delle informazioni. LUfficio Statistica del Ministero si pu limitare soltanto a far presente ai settori interessati lesistenza di palesi incongruenze ed incoerenze dei dati trasmessi. A titolo esemplificativo, stata rilevata una eccessiva segnalazione di apolidi, frutto questo di una limitata sensibilit sulle funzioni della statistica da parte degli enti ospedalieri che tendono a fornire le informazioni con una certa leggerezza. Ci rende urgente ed indispensabile una azione diretta ad una maggiore maturit e rispetto verso le informazioni statistiche attraverso idonei corsi di aggiornamento e formazione professionale, un po a tutti i livelli. Le statistiche elaborate dal Ministero sono essenzialmente volte alla descrizione delle attivit ospedaliere. Un Primo compendio del servizio sanitario nazionale, riguardante gli anni 1991-95, stato pubblicato nel 1996. Comprende indicazioni sugli utenti del S.S.N. ed il bisogno sanitario (capitolo I), sullassistenza ospedaliera (capitolo II), sui servizi extra-ospedalieri (capitolo III), sulla spesa sanitaria (Capitolo IV). Non ci sono informazioni sulla utenza straniera. Le indicazioni relative agli immigrati sono conglobate nellunico valore esposto relativo a tutta lutenza, nazionale o proveniente dallestero. Il Compendio non si limita a riportare le cifre, ma accompagna le tabelle con brevi note di illustrazione. Una seconda edizione del Compendio del Servizio Sanitario Nazionale ha visto la luce verso la fine del 1999 e riporta i dati riferiti al 1997. E articolata in maniera analoga a quanto fatto nella precedente edizione. Ancora una volta non c alcun riferimento a malati di origine straniera. Nel 1999 il Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Sanit, Dipartimento della Programmazione, Ufficio di Statistica, ha pubblicato due sostanziosi volumi contenenti le indicazioni sulle strutture e le attivit delle Aziende Sanitarie Locali. Per ciascuna Azienda sono riportate le indicazioni sulla popolazione residente, distinta in in-

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fantile, adulta, anziana. Nessun riferimento viene riportato sulla popolazione immigrata. Seguono sezioni dedicate alla caratteristiche organizzative, alla assistenza di base, alle strutture sanitarie, alla attivit di assistenza di base, al personale dipendente. I dati riportati nei due fascicoli ricordati sono consultabili anche sul sito internet del Ministero: http://www.sanit.it/usl/. Sulla base delle SDO, stata elaborata una pubblicazione, uscita nel luglio 2000, dal titolo Rapporto annuale sullattivit di ricovero ospedaliero riferito ai dati SDO del 1998. Si tratta di un fascicolo pi ampio che non un semplice volume di statistiche. Uno dei primi capitoli riguarda le misure di completezza e qualit della rilevazione SDO. I dati sono riportati nelle sezioni seguenti: un capitolo dedicato ai dati ed indicatori di attivit, ma non vengono mai riportate informazioni sugli stranieri. La pubblicazione da segnalarsi per il suo contenuto definitorio e per la documentazione allegata. Ad esempio viene riportato il D.M. 26 luglio 1993, Disciplina del flusso informativo sui dimessi dagli Istituti di ricovero pubblici e privati, nel quale sono riportate le indicazioni relative alle SDO. Allart. 3 riportato lelenco delle informazioni che devono essere contenute nelle schede di dimissione ospedaliera; fra queste riportata anche la cittadinanza (con un codice a tre caratteri, pari a 100 se la cittadinanza quella italiana, ovvero con il numero dello Stato estero, definito dal Ministero dellInterno, se la cittadinanza estera; non specificato se si tratta dellultima cittadinanza o quella di nascita). Sembrerebbe, pertanto, che alla fonte lindicazione di appartenenza alla popolazione italiana o a quella immigrata ci sia ma che poi non viene elaborata. Motivi di bilancio hanno ristretto lattivit di divulgazione delle statistiche mediante leliminazione della edizione cartacea dellannuario contenente i dati delle SDO che comunque sono disponibili su sito internet. Il Ministero della Sanit non pubblica dati sugli stranieri ma, data lesistenza del carattere cittadinanza, sarebbe in grado di fare elaborazioni specifiche su richiesta. Tuttavia molte volte proprio il carattere della cittadinanza non chiaramente identificabile tanto che viene semplificata la compilazione della SDO riportando la voce apolide ci che fa aumentare oltre ogni ragionevole limite lammontare dei privi di cittadinanza, ma certamente non per motivazioni statistiche.

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I dati sulle SDO vengono raccolti ogni quattro mesi ma pubblicati una volta allanno. Poich le SDO sono riunite per data del ricovero, si possono fare elaborazioni per ogni qualsiasi cadenza temporale. Il Ministero della Sanit non effettua rilevazioni sulle vaccinazioni, sulle visite ambulatoriali, sulle interruzioni della gravidanza. Gli addetti allUfficio Statistica del Ministero hanno lamentato uno scarso coordinamento a livello Sistan. Non ci sono scambi con le altre amministrazioni pubbliche mentre sarebbe utile stabilire circoli di qualit statistica. Pi in generale stata riportata una scarsa sensibilit a livello locale per linformazione statistica, in dipendenza anche della precariet e non professionalit di molta parte del personale destinato alla compilazione delle SDO. Si deve segnalare, in tempi recenti, un certo avanzamento nella attivit di raccolta ed elaborazione dei dati statistici attraverso un miglioramento del trattamento delle SDO, una maggiore standardizzazione, una pi specifica attenzione alla componente straniera. Si ricavata limpressione che lUfficio di Statistica del Ministero pronto alla elaborazione corrente delle informazioni relative agli stranieri e che finora non si cimentato al riguardo in quanto non stato specificamente sollecitato. Il nostro contatto servito per sollevare alcuni problemi organizzativi e per attivare lattenzione su un tema quello degli stranieri - finora lasciato nella periferia della curiosit piuttosto che posto alla evidenza di un problema avente dimensione sociale.

4.5. Statistiche sulla criminalit La raccolta delle informazioni statistiche nellambito del Ministero della Giustizia piuttosto articolata. A nostra conoscenza si tratta dellunico Ministero che nel suo organigramma dispone di una vera e propria Direzione Generale Statistiche poich in generale le altre Amministrazioni dispongono di Sezioni, Dipartimenti o semplicemente Uffici. Tuttavia, come stato precisato dai funzionari contattati, linteresse della Direzione non quello di rilevare dati sulla criminalit quanto registrare informazioni quantitative sulla organizzazione e sul carico di lavoro degli Uffici giudiziari, sia nellarea del civile che del penale. Cos viene rilevato il numero dei provvedimenti concernenti ciascuna cancelleria, per tipologia, data di emissione; essenzialmente si tende a valutare entit e variazione della

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forza lavoro dipendente dal Ministero, il lavoro da questa svolto, tipologia degli atti emessi dalle cancellerie, e cos via. Le statistiche sulla criminalit, invece, sono elaborate dallIstat che valuta le informazioni provenienti dai diversi settori giudiziari fra i quali il Casellario Giudiziale. Altra importante fonte costituita dal DAP, Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria. Vediamo specificamente queste tre attivit. Direzione Generale Statistiche. Con il 1 gennaio 1999 si attuato il passaggio (per la materia penale) della titolarit delle rilevazioni sul movimento dei procedimenti presso gli uffici giudiziari, dallIstat al Ministero della Giustizia. Ci ha comportato una revisione dei modelli statistici utilizzati anche in conseguenza di un ampliamento del campo di indagine e del miglioramento della qualit del dato. Occorre tenere conto che negli ultimi anni sono state introdotte nuove importanti normative come la riforma del giudice unico del 1998, la legge delega per lattribuzione al giudice di pace di competenze penali (1999), la depenalizzazione dei reati minori (2000), lunificazione degli uffici di primo grado penali (2000). Le innovazioni legislative hanno comportato lintroduzione di nuovi registri generali informatizzati (Re.Ge.) ed il conseguente progressivo abbandono dei vecchi registri cartacei. Ci da un lato ha reso pi rapide la raccolta e le elaborazioni statistiche ma daltro canto ha provocato un rallentamento nelle procedure comunicative in quanto non tutti gli uffici giudiziari si trovano ad un livello accettabile e minimale di organizzazione informatizzata. La prima conseguenza che non stato possibile rispettare la periodicit trimestrale prevista per la rilevazione. Sul sistema Re.Ge. occorre precisare che la sua introduzione risale ormai a diversi anni fa quando alcune sedi di cancellerie penali hanno svolto una azione pilota. Lo scopo era quello di sostituire il tradizionale registro cartaceo utilizzato negli uffici giudiziari di primo grado giudicanti e requirenti. Tuttavia sono emerse difficolt dovute alla mancanza di capacit a compiere operazioni diverse dalla semplice registrazione delle informazioni. solo in una fase successiva, quando il sistema si esteso a tutte le cancellerie, che maturata lesigenza e la possibilit di estrarre anche informazioni di tipo statistico. Tuttavia non tutte le informazioni richieste sono estraibili dai Registri Generali in quanto i registri continuano a mantenere una struttura finalizzata allo svolgimento di ogni singolo processo. Molte indicazioni continuano tuttora ad essere rilevate me-

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diante conteggio manuale da registri cartacei particolari ancora in uso (come quello delle intercettazioni telefoniche). stata introdotta una nuova versione dei Re.Ge. in tutti gli uffici giudiziari giudicanti e requirenti che prevede un collegamento in rete tra la banca dati dellufficio di procura e le due banche dati installate presso il tribunale (ufficio del GIP/GUP e ufficio del dibattimento). Ci assicura un aggiornamento automatico dei tre archivi informatici ogni qualvolta uno degli uffici interessati interviene sul fascicolo. Il modello M313PU in dotazione presso le Procure della Repubblica diviso in nove sezioni che consentono di acquisire informazioni sui procedimenti e le attivit desumibili dai registri delle notizie di reato cos come dai registri dei fatti non costituenti notizia di reato, sullattivit del pubblico ministero in materia civile, sullattivit svolta dalla direzione distrettuale antimafia. Il modello M317GIP/GUP riguarda lattivit dellufficio GIP/GUP distinguendo i provvedimenti definitori dai provvedimenti interlocutori. Anche questo modello stato diviso in sezioni in cui sono separati i procedimenti iscritti nel registro in cui si annotano le richieste del PM contro autori identificati da quelli iscritti nel registro delle richieste contro autori ignoti. I modelli M314C e M314M tengono conto della distinzione, nei processi penali, tra reati consumati o tentati di competenza del tribunale in composizione monocratica e reati di competenza del collegio giudicante. Il mod. M314C viene compilato dai 164 tribunali che utilizzano il sistema Re.Ge. informatizzato. Il mod. M314M riguarda le sezioni staccate dei tribunali che non dispongono di accesso alla banca dati informatizzata e che, quindi, continuano la compilazione manuale dei modelli di rilevazione. (1) Vastissima parte delle informazioni contenute nel Re.Ge. concernono le varie fasi del procedimento giudiziario e forniscono indicazione sui carichi di lavoro delle varie sezioni degli uffici giudiziari. Il Ministero non interessato a tenere conto della cittadinanza di chi commette il reato quanto, invece, a seguire lo stato e lonerosit dei vari transiti procedurali. Dati sulla nazionalit di chi commette il fatto delittuoso sono raccolti dallIstat (mod. M315, rilevazione della criminalit: imputati per delitto condannati o prosciolti con provvedimento irrevocabile). Su tale modello, per ciascun procedimento figurano le seguenti variabili: data della denuncia; data del delitto; luogo del delitto (Comune, Provincia o stato estero); sesso; data di nascita; luogo di nascita (Comune, Provincia o stato

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estero); cittadinanza (da precisare per esteso quando trattasi di cittadinanza non italiana); stato civile; istruzione; professione; settore di attivit economica; condizione; procedimenti penali; notizie relative al processo (provvedimento, delitti considerati nel provvedimento irrevocabile, pena inflitta, pena sostitutiva, recidiva, sospensione condizionale della pena, dichiarazione di abitualit, misure di sicurezza, custodia cautelare, durata della custodia cautelare). Il modello Istat M310 concerne la rilevazione della criminalit: scheda di denuncia o querela di delitti di autore noto per i quali stata iniziata lazione penale, e contiene le seguenti variabili relative al singolo caso anche se eseguito da pi soggetti: indicazioni di ufficio (ufficio giudiziario, procura presso pretura o tribunale o tribunale per i minorenni, corte dappello, numero del procedimento del Re.Ge.); data del commesso delitto; luogo del commesso delitto (Comune, Provincia, o stato estero); fonte informativa; reati (articoli del C.P. o di altre leggi); persone oggetto della denuncia; di cittadinanza italiana (maschi, femmine, di cui minori di 18 anni); di cittadinanza straniera (per ciascuna cittadinanza: maschi, femmine, di cui minori di 18 anni). Dipartimento dellAmministrazione Penitenziaria (DAP). attivo un archivio informatico che riguarda tutti i ristretti (persone che varcano la soglia di un penitenziario). Linserimento dei dati avviene a livello di ogni singolo istituto ad opera dei matricolisti (operatori del carcere addetti allaccettazione). Per le indicazioni anagrafiche ci si basa sulle dichiarazioni del ristretto mentre la sezione giudiziaria fatta sulla base della documentazione ufficiale relativa al reato commesso e alla pena comminata. Le informazioni anagrafiche possono essere inficiate da errori od indeterminazioni essendo legate alla dichiarazione dellinteressato. Non vengono effettuati controlli sul campo. Vengono tuttavia effettuate verifiche di coerenza che vengono segnalate allufficio emittente; tali coerenze vengono controllate sia al momento dellentrata sia in una successiva fase di elaborazione dei dati. Quando i detenuti escono dal carcere, viene aggiunto un record e le informazioni migrano in un archivio storico. Sono tre i contingenti rilevati: presenti, entrate ed uscite. Lunit statistica lindividuo per quanto riguarda i presenti, mentre per le entrate e le uscite si fa riferimento al numero di matricola (numero di identificazione progressivo dellistituto di pena). Viene registrato levento (entrata o uscita). Non vi corrispondenza tra soggetti

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ed eventi in quanto uno stesso soggetto potrebbe entrare in carcere pi volte durante lanno. Il DAP in grado di fare elaborazioni, relativamente agli stranieri, secondo le caratteristiche rilevate. Cos i soggetti possono essere divisi in comunitari ed extracomunitari, ad esempio, oppure se appartenenti ai paesi dellEst o ad aree geografiche specifiche. Queste elaborazioni appaiono sulle pubblicazioni dellAmministrazione. Queste ultime sono inviate a vari organi istituzionali e sono disponibili a richiesta. E allo studio la messa a disposizione su interne. Il DAP pubblica: v un rapporto mensile sulla popolazione penitenziaria (inizio della pubblicazione dal 1990) v caratteristiche socio-lavorative, giuridiche, demografiche della popolazione detenuta (semestrale) (inizio della pubblicazione dal 1999) v rilevazione detenuti lavoranti frequentanti i corsi professionali negli Istituti penitenziari (semestrale) (inizio della pubblicazione dal 1990) v indagine nazionale sui detenuti tossicodipendenti e affetti da virus HIV (semestrale) (inizio della pubblicazione dal 1991) Dal 1999 le informazioni vengono inviate allIstat che le inserisce nelle proprie pubblicazioni. Il Rapporto mensile sulla popolazione penitenziaria diviso in tre parti: I capienza istituti e detenuti presenti (riepilogo generale, capienza istituti penitenziari e detenuti presenti, posizioni giuridiche, ospedali psichiatrici giudiziari, situazioni regionali) II movimento detenuti e reati ascritti (ingressi dalla libert per sesso e nazionalit, serie storica mensile, reati ascritti alla popolazione detenuta) III Detenuti stranieri (per nazionalit, per area geografica, comunitari ed extracomunitari, per regione di detenzione sesso e posizione giuridica, per regione di detenzione ed area geografica, reati ascritti alla popolazione detenuta straniera) Dalla situazione rilevata al 31 marzo 2002 riportiamo i seguenti dati sintetici riferiti ai primi tre mesi del 2002

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Tab. 4.1 Detenuti stranieri secondo lappartenenza allUnione Europea


Data 31.1.01 28.2.02 31.3.02 donne 51 55 54 Comunitari uomini 380 385 375 totale 431 440 429 donne 972 952 973 Extra-comunitari uomini totale 15.395 16.367 15.486 16.438 15.538 16.511 donne 1.023 1.007 1.027 Totale uomini 15.775 15.871 15.913 Totale 16.798 16.878 16.940

Fonte: DAP,Ufficio per lo sviluppo e la gestione del Sistema Informativo Automatizzato, Sezione Statistica

Mentre per quanto riguarda i reati la seguente tabella fornisce la situazione al 31 marzo 2002. Si tenga presente che il singolo detenuto pu essere implicato in pi fatti, il numero dei reati ascritti superiore al numero dei soggetti. Infatti, a fronte di 16.940 detenuti stranieri, i reati sono stati 38.207 (tab. 4.2). Il volume sulle Caratteristiche socio-lavorative, giuridiche e demografiche della popolazione detenuta viene reso noto ogni semestre e fa riferimento ai dati individuali dei detenuti. Le variabili prese in considerazione sono di varia natura ma sono state ricondotte a tre tipologie principali: caratteristiche di tipo demografico, sociale, giuridico. Ogni variabile viene rilevata su base regionale; per ogni caratteristica esaminata sono disponibili quattro tabelle: la prima riporta i valori assoluti per tutti i detenuti in complesso, la seconda i valori assoluti per le sole donne, la terza i valori percentuali calcolati per il complesso dei detenuti, la quarta i valori percentuali per le sole donne. Va sottolineato che le tabelle sono riferite a tutta la popolazione detenuta, senza distinzione tra nazionali e stranieri. Solamente allinterno di due tabelle finali (tab.15, popolazione detenuta per regione di detenzione e regione di nascita; tab.16, popolazione detenuta per regione di detenzione e regione di residenza) vi un riferimento agli stranieri essendo prevista una voce stato estero. Pur essendo una pubblicazione significativa per la descrizione della popolazione detenuta, non , viceversa, utilizzabile per la descrizione della componente estera in quanto questa nascosta allinterno di tutto il collettivo statistico esaminato.

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Tab. 4.2 Reati ascritti alla popolazione detenuta straniera


Tipologia dei reati Donne N. % Uomini N. % Totale % 1,42 46,39 2,93 1,14 22,56 4,74 3,95 0,27 3,67 0,09 0,21 9,51 0,06 0,58 0,04 0,61 1,37 0,07 0,03 0,16 .. 0,20 100,00 N. Associazione di stampo mafioso 53 2,46 489 1,36 542 Droga 1.020 47,35 16.704 46,33 17.724 Armi 31 1,44 1.090 3,02 1.121 Ordine pubblico 12 0,56 423 1,17 435 Contro il patrimonio 513 23,82 8.107 22,49 8.620 Prostituzione 206 9,56 1.606 4,45 1.812 Contro la Pubblica Amministrazione 23 1,07 1.487 4,12 1.510 Incolumit pubblica (strage, incendio, ecc.) 4 0,19 98 0,27 102 Fede pubblica (monete false, ecc.) 62 2,88 1.342 3,72 1.404 Moralit pubblica (atti osceni, istig.prost.) 1 0,05 32 0,09 33 Contro la famiglia 7 0,32 72 0,20 79 Contro la persona (omicidio, lesioni, ecc.) 153 7,10 3.479 9,65 3.632 Contro la personalit dello Stato (vilipen.) 0 0 22 0,06 22 Contro lAmministrazione della Giustizia 20 0,93 201 0,56 221 Economia pubblica 5 0,23 9 0,02 14 Libro terzo della contravv. (ubriach., ecc.) 11 0,51 222 0,62 233 Legge stranieri 30 1,39 494 1,37 524 Contro sentim.relig. e piet dei defunti 1 0,05 26 0,07 27 Fallimento bancarotta 0 0 10 0,03 10 Reati finanziari 1 0,05 62 0,17 63 Emissione assegni a vuoto 0 0 1 .. 1 Altri reati 1 0,05 77 0,21 78 Totale 2.154 100,00 36.053 100,00 38.207 Fonte: DAP,Ufficio per lo sviluppo e la gestione del Sistema Informativo Automatizzato, Sezione Statistica

La pubblicazione Rilevazione semestrale detenuti lavoranti e frequentanti i corsi professionali negli istituti penitenziari frutto di elaborazioni parziali a livello di istituti di pena. Ha lobiettivo di monitorare la situazione relativa al lavoro svolto in ambito penitenziario ed ai corsi professionali tenuti appositamente per i detenuti. Lavoro e formazione professionale rientrano nel percorso riabilitativo e di reinserimento sociale del detenuto. Il lavoro non si configura come una attivit forzata, bens come una attivit remunerata e regolata dalle stesse norme della societ civile. Il rapporto con la societ esterna fortemente auspicato dallo stesso legislatore quando ha statuito possono essere istituite lavorazioni organizzate e gestite direttamente da imprese pubbliche o private e possono essere istituiti corsi di formazione professionale organizzati e svolti da aziende pubbliche, o anche da aziende private. Il lavoro penitenziario non ha carattere afflittivo ed remunerato. Lorganizzazione ed i metodi del lavoro penitenziario devono riflettere quelli del lavoro nella societ libera al fine di far acquisire ai soggetti una preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative per agevolarne il reinserimento sociale. Dallultima edizione del fascicolo, che si riferisce al 31 dicembre 2001, si ricava che nellultimo lustro la percentuale dei detenuti che hanno una occupazione in carcere si

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aggira attorno al 25%. Tale valore leggermente pi basso (23%) per i detenuti stranieri, ci che conferma lesistenza di sostanziali parit di opportunit lavorative per gli stranieri in carcere. La percentuale degli stranieri lavoranti rispetto al totale dei detenuti che lavorano pari al 28%, valore questo perfettamente paragonabile con lo share dei detenuti stranieri sul complesso dei detenuti in carcere (29%). Anche la percentuale degli stranieri frequentanti i corsi professionali sullo stesso livello (27%) cos come la percentuale degli stranieri che portano a termine i corsi professionali (28%). I corsi pi seguiti sono quelli di informatica, cucina e ristorazione, elettricit ed elettronica, giardinaggio, arte e cultura. Il fascicolo diviso in tre sezioni ed una appendice. Nella prima parte sono riportate le serie storiche e i grafici, nella seconda i riepiloghi nazionali, nella terza gli elenchi per istituto, nellappendice la classificazione dei corsi professionali. Nella prima sezione sono riportate le indicazioni riferite a tutta la popolazione carceraria. Tuttavia una tabella (tab.5, graf. 8 e 9) riporta i dati sugli stranieri partecipanti ai corsi professionali e quelli sui detenuti stranieri promossi. La seconda sezione riporta i dati regionali sul lavoro svolto dai detenuti nei vari settori. Nel riepilogo della scheda A (lavoranti alle dipendenze dellAmministrazione penitenziaria) e della scheda B (lavoranti non alle dipendenze dellAmministrazione Penitenziaria) sono riportati gli stranieri, distinti per regione, che prestano attivit lavorativa tuttavia senza la specificazione del settore di impiego. Nella scheda D sono riportati i detenuti iscritti ai corsi professionali attivati nel semestre, distintamente per il totale dei detenuti e per quelli stranieri, per ogni regione. La scheda E riporta i detenuti iscritti e promossi ai corsi professionali terminati nel semestre, con le stesse ripartizioni. Nella terza sezione sono riportati i dati, classificati come nella seconda sezione, ma con una disaggregazione territoriale pi dettagliata: secondo ogni istituto. Naturalmente sono disponibili le informazioni sulla utenza straniera. Con carattere semestrale il DAP pubblica anche lIndagine nazionale sui detenuti: tossicodipendenti ed affetti dal virus dellHIV. La rilevazione ha per oggetto i detenuti tossicodipendenti, alcooldipendenti ed affetti da HIV. Dallindagine sono esclusi gli istituti per minorenni e le case mandamentali. Lindagine si articola in tre fasi: v compilazione delle schede di rilevamento da parte degli uffici matricola, del personale sanitario operante negli istituti e nei Centri di Servizio Sociale

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v raccolta dei dati da parte dei Provveditorati regionali, primo controllo di validit, riepilogo e trasmissione al DAP v verifica finale dei dati, elaborazione e produzione di statistiche da parte della Sezione di Statistica del DAP. Per quello che riguarda le definizioni adottate, la diagnosi di tossicodipendenza dei soggetti detenuti nelle strutture penitenziarie affidata al medico distituto. La diagnosi accerta la dipendenza fisica e psicologica da sostanze stupefacenti o psicotrope (crisi di astinenza, sintomi fisici o psichici di intossicazione, segni di assunzione abituale, riscontro documentale di trattamenti socio-sanitari precedenti) e sintetizzata dal responso clinico del medico. La diagnosi di alcooldipendenza viene effettuata dal medico distituto. E considerato alcooldipendente il soggetto che non pu fare a meno di dosi giornaliere quantitativamente variabili da un minimo ad un massimo di sostanze alcooliche e che pu andare incontro a fenomeni acuti o cronici, tipo ebbrezza patologica o cronica intossicazione. Il fenomeno della tossicodipendenza in ambito penitenziario presenta un andamento decrescente, qualora riferito al numero dei detenuti complessivi. Infatti il numero assoluto andato aumentando nel tempo, ma i tossicodipendenti non sono cresciuti alla stessa velocit tanto che la percentuale della loro incidenza si progressivamente contratta negli ultimi anni (dopo il 1994) scendendo a valori che non hanno superato il 30%. Questa contrazione potrebbe aver subito linfluenza di due fattori: da un lato la diminuzione dei detenuti che si sottopone volontariamente al test per laccertamento del virus HIV, dallaltro la scarcerazione dei malati gravi, affetti da AIDS conclamata o sieropositivi con deficit immunitario grave. La percentuale dei detenuti stranieri tossicodipendenti, ristretti per lart.73 del T.U. 309/90 (produzione, traffico e vendita di sostanze stupefacenti), rispetto al totale degli stranieri tossicodipendenti del 59,1%. Lanaloga percentuale riferita a tutto il complesso dei detenuti di 10 punti pi bassa (49%). In altre parole fra i detenuti stranieri tossicodipendenti pi consistente la quota di coloro che sono anche spacciatori. Dal CED del Dipartimento stata messa a punto una scheda di rilevamento informatizzata fin dal 1993 in modo che i dati vengono trasmessi in tempo reale dagli istituti direttamente al centro. La scheda stata elaborata con i medici che operano negli istituti penitenziari e consente di conoscere il tipo di sostanza assunta, leventuale sottoposi-

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zione del soggetto ad un trattamento disintossicante in istituto, il tipo di intervento medico sul soggetto, gli screening effettuati, e cos via. Queste informazioni possono essere collegate con la scheda matricolare ci che consente di fare valutazioni sulle caratteristiche demografiche, sulle posizioni giuridiche, sul grado di istruzione, sui reati associati ai detenuti. Motivi di ordine tecnico non consentono di avere le informazioni con sufficiente tempestivit (per il ritardo tra laccertamento della tossicodipendenza e linserimento dei dati). Tuttavia sulla base delle informazioni registrate, che costituiscono un ampio campione della popolazione dei tossicodipendenti, possibile desumere varie caratteristiche. Ad esempio, la fascia di et pi colpita sembra essere quella compresa tra 21 e 39 anni che racchiude il 77% dei casi. Gli assuntori di droghe sono pi fortemente indirizzati verso le droghe pesanti (eroina e cocaina) nell82% dei casi campionati. La tabella 4 del rapporto si riferisce ai detenuti stranieri di cui si rileva il motivo della restrizione, per tossicodipendenti e non tossicodipendenti, per ciascuno degli anni dal 1992 al 2001, in relazione ai reati di cui allart.73 del T.U. 309/90 (spaccio) o per altri reati. La parte relativa alle caratteristiche demografiche e sociali dei detenuti tossicodipendenti, relativa ad un campione di oltre 5000 casi, non fa distinzione fra italiani e stranieri. Nella sezione riepiloghi nazionali sono riportate 7 schede con i dati riferiti alle singole regioni italiane, alla situazione rilevata al 31 dicembre 2001. Mentre le prime quattro schede riportano le informazioni (di carattere clinico-medico e giuridico) per tutta la popolazione dei tossicodipendenti, la scheda n.5 si riferisce esplicitamente ai detenuti stranieri affetti da HIV. La tabella relativa riporta i dati, per ciascuna regione e distintamente per uomini e donne, relativi ai detenuti stranieri presenti (16.442) di cui tossicodipendenti 3.879. La stessa distribuzione per regione e sesso riguarda gli stranieri affetti da HIV (asintomatici, sintomatici, affetti da malattie indicative di AIDS). I dati sono stati rilevati a seguito di screening volontario. Le stesse 7 schede sono riprese nella sezione riepiloghi regionali dove sono riportate le informazioni relative ai singoli istituti, regione per regione. Sistema informativo del Casellario giudiziale. Il servizio del Casellario Giudiziale assolve, prevalentemente, una funzione certificativa in materia penale, civile ed ammi-

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nistrativa, in favore degli organi aventi giurisdizione penale, delle pubbliche amministrazioni e degli enti incaricati di pubblici servizi e, pi in generale, di tutte le persone interessate. Il Casellario Giudiziale Centrale, presso il Ministero di Giustizia ha riconosciuto uno specifico potere di controllo sul tempestivo inserimento delle iscrizioni nel sistema e di vigilanza sui casellari locali. Il Casellario destinatario di tutte le informazioni che riguardano lesecuzione delle pene principali, sia detentive che pecuniarie, nonch quelle accessorie. Il Sistema Informativo del Casellario Giudiziale, della Direzione Generale degli Affari Penali, del Ministero di Grazia e Giustizia, pubblica un Annuario nel quale vengono riportati attivit e dati. Con Decreto del 30 novembre 1988, Approvazione del modello 1 MEC per la redazione automatizzata della scheda per il casellario giudiziale, stato introdotto un nuovo modello di rilevazione che comprende i dati anagrafici del soggetto. Manca lindicazione della cittadinanza mentre quella del luogo di nascita lasciata aperta (va esplicitata la denominazione della localit). La procedura denominata RCS ha lo scopo di produrre il registro dei certificati di sportello e di fornire informazioni sui certificati emessi per finalit statistiche. La procedura RELSEM (relazioni semestrali) finalizzata a rilevare le attivit inerenti il servizio del Casellario Giudiziale. La conservazione e la gestione di tutti i dati relativi alle sentenze ed ai provvedimenti emessi in materia penale deve apparire, nelle intenzioni del legislatore, come condizione per fornire i dati di sintesi a supporto di studi e ricerche condotte con supporti statistici. A seguito della introduzione dellinformatica nel servizio del Casellario, si riscontrato anche un sempre maggior utilizzo degli archivi per lacquisizione di informazioni utili per indirizzare le scelte legislative e gli orientamenti di politica giudiziaria. I dati statistici sulla attivit del Casellario Giudiziale non forniscono, tuttavia, indicazioni disaggregate per nazionalit degli esecutori dei reati registrati essendo principalmente rivolti alla attivit di certificazione e documentazione.

Criminalit minorile La competenza delle notizie sui delitti commessi dai minorenni rientra nellapposita direzione del Ministero di Giustizia. Le statistiche a riguardo vengono fornite dalle Pro-

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cure per i minorenni mediante la scheda IstatM141N, minorenni denunciati nei confronti dei quali iniziata azione penale o il procedimento stato archiviato. Tale scheda ha carattere individuale e si riferisce ad ogni richiesta del P.M., di archiviazione o di azione penale. Oltre che riferimenti amministrativi (numero del procedimento, data iscrizione nel registro), sono riportate notizie sulla data e luogo del delitto, sul numero di delitti commessi e sulla loro tipologia, sulla fonte informativa. Lanagrafico del minorenne riporta il sesso, la data di nascita, il luogo di nascita (Comune o stato estero), la residenza (Comune o stato estero), la cittadinanza. Chiude il formulario lindicazione dello status del minore, delle misure cautelari, dei precedenti penali, della correit.

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CAPITOLO 5 ALCUNI RISULTATI DI SINTESI DELLINDAGINE CONOSCITIVA PRESSO GLI ENTI PUBBLICI NAZIONALI

5.1. Considerazioni introduttive Tra maggio e settembre del 2002 il gruppo di lavoro ha svolto per la Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica unindagine conoscitiva presso gli enti pubblici sulle Principali caratteristiche delle rilevazioni statistiche o amministrative che riguardano anche la popolazione straniera o di origine straniera (il questionario adottato riportato nellallegato 4). Sono pervenuti in totale 42 questionari compilati relativi a 40 distinte rilevazioni. Infatti, le informazioni sulla rilevazione delle schede di dimissione ospedaliera (SDO) sono state fornite sia del Ministero della Salute, che responsabile della rilevazione, sia dallIstat che ne cura lanalisi e la diffusione; le informazioni sulla popolazione detenuta sono state fornite sia dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia sia dal CED-Interforze del Ministero dellInterno che acquisisce tali dati dal DAP. Inoltre, sono pervenuti due moduli distinti relativi alle denunce: luno del Ministero della Giustizia e laltro del Ministero dellInterno. Sono stati considerati entrambi poich nel primo caso il riferimento alle denunce (e alle persone denunciate) per le quali si dato inizio allazione penale (si tratta quindi di un sottoinsieme delle denunce fatte), mentre nel secondo si fa riferimento ai denunciati-indagati, cio alla segnalazione di atti di polizia giudiziaria negli schedari del CED-Interforze. Infine, sono state escluse dalle analisi seguenti due ulteriori rilevazioni svolte dal Ministero dellInterno che non riguardano direttamente gli stranieri ma le iniziative a loro favore: censimento delle strutture per extracomunitari; problematiche ed iniziative relative allimmigrazione extracomunitaria in Italia32.

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Questa ultima rilevazione cerca di cogliere la situazione a fine anno con riguardo alle strutture di accoglienza presenti sul territorio, alle attivit e alle iniziative volte alla soluzione di problemi specifici (misure a favore dei meno abbienti, interventi per favorire loccupazione, organizzazione di corsi di lingua, accesso ai servizi sanitari), allintegrazione scolastica dei minori (modifiche di programmi scolastici, misure per favorire lapprendimento della lingua italiana, iniziative volte a favorire la partecipazione dei minori alla vita della comunit scolastica), alla condizioni abitative (tipologia, disponibilit e idoneit degli al-

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Pertanto, nella breve analisi di sintesi che viene proposta saranno considerate complessivamente 38 distinte rilevazioni. Mancano allappello alcune indagini totali per le quali non sono state fornite o non sono ancora pervenute le informazioni richieste. Si fa riferimento in particolare ad alcune rilevazioni concernenti specifiche categorie di immigrati: le autorizzazioni al lavoro di cittadini extracomunitari ancora allestero; i richiedenti asilo e gli stranieri esaminati dalla Commissione Centrale per il Riconoscimento dello Status di Rifugiato; i trasferimenti in Italia di richiedenti asilo da altri paesi dellUe ai sensi della convenzione di Dublino. Le informazioni raccolte attraverso lindagine sono state gi utilizzate, insieme alle notizie acquisite nel corso di vari contatti con i responsabili delle rilevazioni dei vari enti nonch nellambito di una specifica audizione richiesta allIstat dalla Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica, nellanalisi dettagliata delle singole rilevazioni sviluppata in precedenza. Adesso sembra opportuno trarre alcune considerazioni dinsieme sulla base dei dati specifici dellindagine conoscitiva. Prima di tutto va sottolineato che certe informazioni fornite nel questionario da alcuni dei responsabili delle rilevazioni non trovano riscontro in altre notizie gi disponibili33. In particolare, spesso non appare attendibile lindicazione della data di inizio della rilevazione. I dati sui permessi di soggiorno sono disponibili fin dalla fine degli anni sessanta (Natale e Strozza, 1997), non quindi possibile che tale archivio risalga solo allinizio degli anni ottanta se non alla met di tale decennio (cfr. tab. 5A.1). Va detto per che dal 1980 vengono contabilizzati anche i permessi di durata 1-3 mesi che prima non venivano considerati (Natale e Strozza, 1997). Stesso discorso vale per la rilevazione degli studenti stranieri che non possibile abbia avuto inizio solo nel 1995 (cfr. tab. 5A.1), visto che risulta disponibile una serie storica che risale almeno allinizio degli anni ottanta (Natale, 1983; Todisco, 1990; Cammelli, 1991; Maffioletti e Todisco, 1992). Forse la data indicata fa riferimento al passaggio della rilevazione dallIstat al Ministero della Pubblica Istruzione (adesso MIUR) e non alleffettiva introduzione nei
loggi, condizione igienico sanitarie degli immobili, ecc.) e allaccesso agli alloggi sociali e a quelli di edilizia residenziale pubblica. Attraverso questa rilevazione vengono raccolti anche alcuni dati sui minori extracomunitari iscritti a scuola e sugli immigrati iscritti al collocamento desunti per dalle specifiche fonti di rilevazione (rispettivamente Provveditorati agli studi e uffici provinciali del lavoro). 33 Sarebbe stato opportuno ricontattare i responsabili delle diverse rilevazioni che hanno risposto ai questionari per cercare di chiarire, in uno spirito di collaborazione, i dubbi emersi da alcune notizie fornite. Per ragioni di tempo ci non stato finora possibile ma auspicabile che a breve si provveda a consolidare questi contatti anche nellipotesi di un monitoraggio periodico dello stato delle rilevazioni disponibili o potenzialmente tali.

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modelli di rilevazione dellinformazione sul numero di studenti di cittadinanza straniera. Anche altre informazioni sembrano meritevoli di ulteriori approfondimenti. Si per deciso di riportare in questo capitolo le notizie cos come sono state fornite, anche se in alcuni casi sar ulteriormente evidenziato il problema della loro attendibilit. Questa situazione potrebbe rappresentare infatti un segnale, da non trascurare, della presenza in alcuni enti di responsabili di specifiche rilevazioni che non hanno una conoscenza piena dei dati che si trovano a gestire.

5.2. Alcune caratteristiche delle rilevazioni esaminate Nella tab. 5.1 vengono riportate per le 38 rilevazioni considerate alcune informazioni tratte dai questionari. Oltre allindicazione dellente centrale responsabile della rilevazione, vengono riportati il tipo di indagine (individuale o aggregata), il collettivo di riferimento (italiani e stranieri oppure solo stranieri) e alcune informazioni quantitative sia sulla presenza dei caratteri identificativi degli stranieri o della popolazione di origine straniera e di altre caratteristiche irrinunciabili, sia sulla possibilit di cogliere ed individuare particolari categorie di immigrati stranieri. Appare evidente come la quantit di informazioni risulti assai contenuta, in alcuni casi quasi nulla, per le indagini totali che si basano su modelli aggregati di rilevazione (tab. 5.1). Al riguardo bene fare almeno due esempi esplicativi della situazione. I dati sulla popolazione straniera residente derivano, come detto in precedenza, da un modello di rilevazione aggregato (Istat P.3) che consente di avere il dato di stock sugli stranieri iscritti nelle anagrafi comunali italiane distinto per sesso e cittadinanza. Tali informazioni sono tratte dai registri anagrafici comunali nei quali le notizie disponibili, alcune non troppo attendibili (ad esempio, il titolo di studio e la condizione professionale), sono sicuramente pi numerose di quelle che possibile acquisire con il modello aggregato. Pertanto, mentre a livello comunale sono disponibili dati individuali, nella gran parte dei casi riportati su supporto informatico (i comuni che hanno unanagrafe informatizzata sono circa il 90%, anche se adottano differenti sistemi di gestione dati), con una serie di caratteristiche per ciascun iscritto in anagrafe, a livello nazionale le possibilit conoscitive sono, allo stato attuale, assai pi contenute.

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Tab. 5.1 Principali caratteristiche e capacit informative sugli stranieri o le persone di origine straniera in alcune rilevazioni totali. Risultati dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici.
Denominazione rilevazione Ente di rilevazione [diffusione dati] Popolazione straniera residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate Denuncia Nominativa degli Assicurati (DNA) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate Popolazione detenuta ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] DAP Tipo di Universo di rilevazione AGGR IND IND IND IND AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR IND IND IND IND AGGR AGGR AGGR IND IND IND IND AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR AGGR IND IND IND IND IND IND IND IND Numero di (a) rilevazione [diffusione dati] 1 5 7 6 4 0 0 0 0 0 0 5 4 2 4 2 3 2 8 4 4 2 1 1 1 1 1 1 1 1 5 4 4 5 6 2 3 3 0 5 9 4 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 3 3 0 5 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 2 13 13 0 0 13 di caratteri riferi- identificamento zione (b) S T S S T S S S S S S T T T S T T S S T T T T T T T T T T T n.i. T T S S T T T 1 3 4 1 2 1 1 1 1 1 1 3 1 3 2 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2 2 3 3 1 1 2

Note: (a) Sono esclusi dal conteggio quei caratteri e quelle categorie che corrispondono perfettamente alluniverso rilevato (ad esempio, la categoria degli studenti per le rilevazioni degli studenti per ordine e grado). (b) Sono considerati sei caratteri di identificazione della popolazione straniera o di origine straniera (cfr. nellallegato 6 la domanda 20 del questionario): cittadinanza attuale; cittadinanza precedente; cittadinanza alla nascita; cittadinanza dei genitori; paese di nascita; paese di nascita dei genitori. (c) Sono considerati nove caratteri (cfr. nellallegato 6 le domande 10.1 e 11 del questionario): sesso; et (data di nascita); stato civile; data (o anno) di primo arrivo in Italia; data (o anno) di ultimo arrivo in Italia; possesso o meno del permesso di soggiorno; iscrizione o meno in anagrafe; comune di iscrizione anagrafica; iscrizione al collocamento. (d) Le tredici categorie indicate sono (cfr. nellallegato 6 la domanda 21 del questionario): richiedenti asilo; rifugiati; lavoratori stagionali; lavoratori stranieri; personale altamente qualificato; turisti; studenti stranieri; stranieri senza permesso di soggiorno (illegali); stranieri con permesso di soggiorno di durata inferiore ad un anno; stranieri con permesso di soggiorno di durata uguale o superiore ad un anno; stranieri con carta di soggiorno; diplomatici e personale consolare; membri delle forze armate straniere. Legenda: CASGIUD = Casellario Giudiziario Centrale; DAP = Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; INAIL = Istituto Nazionale dellAssicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro; INPS = Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; MAE = Ministero degli affari esteri; MGIUS = Ministero della Giustizia; MINT = Ministero dellInterno; MIUR = Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca; MLAV = Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; MSAL = Ministero della Salute. IND = Rilevazione individuale; AGGR = Rilevazione aggregata. T = Popolazione totale (nazionali e stranieri); S = Popolazione straniera. Fonte: indagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici.

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Questa situazione ben differente rispetto a quella di diversi paesi europei che dispongono di registri della popolazione completamente informatizzati e centralizzati. Va ricordato per che tali paesi hanno quasi sempre una dimensione demografica sensibilmente pi contenuta di quella italiana. Il secondo esempio riguarda i dati del Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca (MIUR) sugli studenti stranieri nelle scuole pubbliche e private distinte per ordine e grado. In questo caso il modello di rilevazione disponibile riguarda sia gli italiani che gli stranieri ed aggregato a livello di singolo complesso scolastico. A livello centrale sono raccolte informazioni sugli allievi stranieri distinti per sesso e cittadinanza dagli archivi delle scuole che contengono in realt una mole di notizie assai pi ampia. Allo stato attuale, se diamo fiducia ai risultati dellindagine, risulta che sono soprattutto alcune fonti amministrative, che dispongono a livello centralizzato di informazioni individuali, a cogliere un numero pi ampio di caratteristiche di base e di categorie di immigrati stranieri (tab. 5.1). Si tratta di rilevazioni del Ministero dellInterno sui permessi di soggiorno, sui denunciati-indagati e sugli arrestati, del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) sulla popolazione carceraria e dellINPS sugli stranieri con almeno una settimana di contributi in un anno presenti nellarchivio integrato con i dati sui permessi di soggiorno. Va per sottolineato che il Ministero dellInterno non ha mai pubblicato per alcuna delle tre rilevazioni dati concernenti la gran parte delle caratteristiche che vengono indicate come disponibili nei rispettivi archivi34. Lo stesso discorso vale anche per la rilevazione del DAP sulla popolazione carceraria straniera. A questa indisponibilit effettiva dei dati si associa un possibile problema della loro attendibilit con riguardo ad alcune caratteristiche o categorie di stranieri. Particolare invece la situazione dellarchivio integrato dellINPS. In questo caso la ricchezza informativa deriva dal record-linkage tra linsieme degli archivi dellistituito (archivio ARCA) e quello dei permessi di soggiorno. Si tratta del pi significativo esempio di collegamento tra dati individuali di fonti differenti. Senza tale operazione risulterebbe difficile estrarre i record relativi agli stranieri da alcuni archivi dellINPS in cui non presente o risulta poco attendibile linformazione sulla cittadinanza. Diversi
34

Inoltre, i dati sui permessi, come detto ampiamente in precedenza, risultano abbastanza problematici poich va individuato un criterio ottimale per determinare la popolazione straniera legale, cio in regola con le norme sul soggiorno.

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sono ancora i problemi insoluti, ma questa sembra una strada che bisogna continuare a percorrere. Per finire, qualche parola va spesa per la rilevazione totale della popolazione. Il XIV censimento demografico consente di determinare in modo abbastanza attento la popolazione straniera e quella di origine straniera (come detto in precedenza, attraverso la cittadinanza attuale, quella precedente35 e il paese di nascita) e, nello stesso tempo, dato il suo carattere di universalit, dovrebbe cogliere tutte le diverse categorie di immigrati stranieri, anche se non tutte possono essere identificate. Inoltre, non trascurabile il problema del livello di copertura che per alcune categorie potrebbe risultare pi rilevante. Rimane per particolarmente ampio lapporto conoscitivo soprattutto con riguardo alla popolazione straniera con dimora abituale in Italia.

5.3. Caratteri e categorie rilevate: una lettura di sintesi Per cercare di fare il punto della situazione, vengono adesso riportate alcune informazioni quantitative di sintesi sulla presenza dei principali caratteri di identificazione della popolazione di origine straniera, sulla registrazione di altri caratteri considerati irrinunciabili (o di base) e sulle categorie di immigrati rilevate. Per quanto concerne i criteri di identificazione della popolazione straniera o di origine straniera la cittadinanza attuale appare il carattere pi frequente, soprattutto dopo la sua introduzione negli ultimi anni in diverse rilevazioni (fig. 5.1). Va sottolineato inoltre che per le indagini sulla popolazione scolastica la cittadinanza alla nascita stata indicata dai compilatori del questionario come la variabile rilevata (cfr. tab. 5A.3). In vero, tale informazione non appare attendibile visto che nel modello di rilevazione viene richiesto il numero di allievi distinti per Stato straniero di cittadinanza. Inoltre, in un'altra parte del questionario viene risposto positivamente alla presenza del carattere cittadinanza attuale (cfr. fig. 5.2 e tab. 5A.4). Anche alla luce di queste considerazioni appare evidente come, oltre alla cittadinanza attuale, il paese di nascita rimanga laltro carattere presente in numerose rilevazioni. Anzi va notato come in due indagini (quelle sugli imputati-condannati e sulle denunce e persone denunciate) si sia passati negli ultimi anni, in base alle indicazioni fornite, dalla

35

Solo per le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana.

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registrazione della cittadinanza a quella del paese di nascita. Tale situazione rappresenta ovviamente un regresso di non trascurabile rilevanza.

Fig. 5.1 Numero di rilevazioni che registrano alcuni caratteri necessari per identificare la popolazione straniera o di origine straniera(a). Risultati dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici nazionali.
25
n.i 1996 e oltre fino al 1995

20

N. rilevazioni

15

10

0 Cittadinanza attuale Paese di nascita Cittadinanza Cittadinanza Cittadinanza Paese di alla nascita precedente dei genitori nascita dei genitori

Nota: (a) Sono escluse dal numero di rilevazioni che registrano la cittadinanza attuale quelle degli imputati condannati e delle denunce e persone denunciate, indagini che non colgono pi tale carattere, anche se lo hanno fatto in passato (rispettivamente fino al 1995 e al 1998).

Tra i caratteri essenziali quello pi frequentemente presente nelle rilevazioni ed elaborato a fini statistici il sesso (in 32 rilevazioni su 38) seguito dallet, assai meno frequente risulta invece lo stato civile (fig. 5.2). La data di primo o ultimo arrivo in Italia viene colta solo in alcune rilevazioni, mentre il comune di iscrizione anagrafica o la semplice indicazione delliscrizione in unanagrafe comunale appare indicata con maggiore frequenza (fig. 5.2). Queste ultime due informazioni, se attendibili, dovrebbero consentire di individuare situazioni ed eventi relativi ad uno specifico sottoinsieme della popolazione straniera, permettendo la costruzione di rapporti di derivazione.

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Fig. 5.2 Numero di rilevazioni in cui sono presenti alcuni caratteri ritenuti essenziali(a), distinte a seconda dellutilizzo del carattere: solo rilevato (presente), anche acquisito su supporto informatico (acquisito) o elaborato per produrre e diffondere tabelle statistiche (elaborato). Risultati dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici nazionali.
35

presente
30

acquisito

elaborato

25

N. rilevazioni

20

15

10

0
Cittadinanza attuale Sesso Et (data di Stato civile nascita) Comune Iscrizione Data primo Possesso Data ultimo Iscrizione iscriz. in anagrafe arrivo Italia perm.sogg. arrivo Italia collocam. Anagrafica

Nota: (a) Sono considerate anche quelle rilevazioni che colgono specifiche categorie (ad esempio, la rilevazione dei permessi di soggiorno si riferisce ovviamente ai soli stranieri che sono in possesso di un permesso). Il numero di rilevazioni che colgono la cittadinanza attuale risulta nettamente superiore a quanto indicato nella tabella precedente poich tale informazione stata indicata come elaborata anche in tutte le rilevazioni sulle scuole del MIUR e nelle rilevazioni sulle denunce e le persone denunciate.

Pi complessa e di non facile analisi appare lindicazione emersa dal quesito sulle categorie di immigrati stranieri colte nelle diverse rilevazioni e sulla possibilit di distinguerle. Non pochi dubbi emergono dalle risposte fornite e inoltre le categorie indicate sono, in alcuni casi, quelle oggetto di specifiche rilevazioni. Nella fig. 5.3 le categorie colte in indagini specifiche sono evidenziate e quindi possono essere eventualmente escluse dal conteggio. La gran parte dei gruppi indicati risulta colta in alcuni archivi individuali del Ministero dellInterno (permessi di soggiorno, arrestati, denunciatiindagati) e da quello del DAP sulla popolazione detenuta (tabb. 5A.6 e 5A.7). Va evi-

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denziato come i dati sui permessi sono ovviamente relativi alla sola popolazione straniera presente legalmente e le categorie individuate in base al motivo del soggiorno non detto che corrispondano sempre alla reale situazione degli stranieri. Questo ultimo aspetto riguarda anche le altre rilevazioni appena citate. La fonte che potrebbe cogliere in modo pi attento le diverse categorie di immigrati , tra quelle considerate, il censimento della popolazione.
Fig. 5.3 Numero di rilevazioni che colgono alcune specifiche categorie di stranieri(a). Risultati dellindagine conoscitiva presso gli enti pubblici nazionali.
16

identificabile(a)
14

rilevata(b)

colta in maniera esclusiva(c)

12

10 N. rilevazioni

0 Lavoratori Studenti PdS < 1 anno PdS 1+ Carta di Personale Lavorat. anni soggiorno ad alta stagion. qualif. Turisti Diploma- Personale Senza Richied. Rifugiati tici Forze perm. asilo Armate sogg. (illegali)

Nota: (a) Per identificabile si intende una categoria che distinguibile dalle altre categorie rilevate. (b) Per rilevata si intende una categoria che viene compresa nella rilevazione ma non distinguibile dalle altre categorie registrate. (c) Sono colte in modo esclusivo quelle categorie che costituiscono lunico oggetto di una rilevazione specifica (ad esempio gli studenti sono la categoria che viene colta in modo esclusivo nelle otto indagini specifiche del MIUR).

Tale rilevazione dovrebbe contabilizzare, almeno in parte, la componente illegale della presenza straniera anche se non possibile distinguerla da quella dei legali instabili. Tale componente viene invece colta in modo distinto dalle altre categorie in alcune indagini totali di tipo amministrativo (arrestati e popolazione detenuta). Ci sono inoltre alcune rilevazioni di tipo aggregato del Ministero dellInterno che riguardano proprio

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tale componente (le diverse categorie di stranieri espulsi o respinti). Complessivamente sembrerebbe che questa componente risulti registrata solo in pochissime indagini totali, anche se questa affermazione dovrebbe riguardare soprattutto la sua individuazione. Per quanto concerne le altre categorie di stranieri va notato come quelle pi frequentemente colte e identificabili riguardano i lavoratori e gli studenti. Nelle indagini, per la verit non troppe, in cui vengono rilevate non detto che la loro individuazione sia precisa, soprattutto nel caso di rilevazioni di tipo amministrativo. A chiusura di questo sintetico esame delle principali indicazioni emerse dallindagine conoscitiva presso gli enti pubblici sembra non banale sottolineare come dai contatti avuti con i responsabili di varie rilevazioni sia emerso un interesse crescente verso la valorizzazione delle informazioni raccolte dalle amministrazioni e una forte attenzione verso lacquisizione e lanalisi dei dati relativi alla popolazione straniera. questo terreno favorevole per promuovere un effettivo coordinamento tra le varie amministrazioni dello Stato allo scopo di migliorare, omogeneizzare e implementare le conoscenze su diversi aspetti riguardanti la componente straniera o di origine straniera della popolazione. Tale operazione potrebbe essere svolta con lobiettivo di produrre annualmente statistiche il pi possibile standardizzate raccolte attraverso la collaborazione tra tutti gli enti che a vario titolo sono coinvolti nellacquisizione, controllo ed elaborazione dei dati relativi allimmigrazione e alla popolazione straniera. Lobiettivo di pubblicare periodicamente un volume che racchiuda al suo interno le informazioni dei vari enti potrebbe essere unoccasione importante di confronto tra i responsabili delle rilevazioni e di stimolo a migliorare e adeguare - quantomeno ad uno standard minimo concordato - il materiale statistico disponibile.

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Tab. 5A.1 Caratteristiche generali delle rilevazioni concernenti gli stranieri indicate nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 1, 2, 3, 3.1, 4.1, 4.2, 4.3, 9.1 del questionario)
Denominazione rilevazione ENTE RILEVAZIONE [diffusione dati] Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dall'INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR Comune Persone dimoranti abitualmente in famiglia o in convivenza e persone non dimoranti abitualmente in famiglia o convivenza Permesso di soggiorno Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratori - Uff. VI Comune Provvedimenti di espulsione con intimazione Provvedimento di respingimento alla frontiera Provvedimento di respingimento del questore Provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera Provvedimento di espulsione giudiziaria Provvedimento di Riammissione Singolo decesso Ogni matrimonio celebrato in Italia Ogni iscritto in anagrafe per nascita Cittadino extracomunitario iscritto al collocamento Comunicazione obbligatoria di assunzione del datore di lavoro Lavoratori extracomunitari (libretto di lavoro) Rilevazione effettuata esclusivamente attraverso l'utilizzo di procedure informatiche su data base provenienti da polizia, INAIL, INPS Consulenza statistico attuariale Consulenza Statistico Attuariale Direzione centrale servizi informativi e telecomunicazioni (DCSIT) Scuola Scuola Scuola Scuola Scuola Scuola Scuola Scuola

Unit statistica rilevata

DETTAGLIO territoriale comune comune provincia altro comune provincia provincia provincia provincia provincia provincia comune comune provincia altro (a) altro (a) provincia

Anno inizio ril. estens. Str. disp. dati 1993 1861 1985 1999 1955 1998 1998 1998 1998 1998 1998 1881 1926 1999 1998 1990 1990 1998 1993 1861 1985 1999 1955 1998 1998 1998 1998 1998 1998 1881 1995 1999 1990 1990 1998 1996 1951 1951 2000 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1993 1971 1980 1999 1969 1998 1998 1998 1998 1998 1998 1992 1995 1999 1990 1990 1998 1987 1987 2000 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1995

altro (b) altro (b) altro (b) comune comune comune comune comune comune comune comune

1951 1951 2000 1921 1921 1921 1921 1921 1921 1921 1921

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Tab. 5A.1 (segue) Caratteristiche generali delle rilevazioni concernenti gli stranieri indicate nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 1, 2, 3, 3.1, 4.1, 4.2, 4.3, 9.1 del questionario) Unit statistica rilevata Denominazione rilevazione Ente rilevazione DETTAGLIO Anno
Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate (a) Popolazione detenuta [diffusione dati] MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] DAP Dimessi da strutture di ricovero e cure pubbliche e private Interruzione volontaria della gravidanza Aborto spontaneo Segnalazione atti di P.G. negli schedari C.E.D. Segnalazione - C.E.D. - (Schedari) - Arresto Uffici Giudiziari Procure della Repubblica presso i tribunali per i procedimenti giudiziari penali Detenuti altro (d) altro (d) altro (e) 1987 1969 1988 1987 1969 1988 1987 territoriale altro (c) provincia provincia inizio ril. estens. Str. disp. dati 1995 1995 1999 1979 1979 1995 1979 1985 1985 1979 1985 1985 1995 1980 1980

Note: (a) I centri per limpiego sono circoscrizionali (in molti casi abbracciano pi comuni, per alcuni grandi comuni sono invece sub-comunali). (b) Si tratta delle sedi INAIL che sono circa 200 sul territorio nazionale. (c) I dati sono raccolti dagli Ospedali pubblici e privati, mentre il dato informatizzato fornito al Ministero della Salute dagli assessorati alla sanit delle regioni o dalle agenzie regionali. (d) Si tratta della circoscrizione giudiziaria (uffici giudiziari per i dati sugli imputati condannati e delle procure di tribunale per i dati sulle denunce e le persone denunciate). Si tratta degli Istituti Penitenziari. Legenda: CASGIUD = Casellario Giudiziario Centrale; DAP = Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; INAIL = Istituto Nazionale dellAssicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro; INPS = Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; MAE = Ministero degli affari esteri; MGIUS = Ministero della Giustizia; MINT = Ministero dellInterno; MIUR = Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca; MLAV = Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; MSAL = Ministero della Salute.

Tab. 5A.2 Caratteristiche specifiche delle rilevazioni sugli stranieri in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 5, 9, 10, 12, 12.1, 19 del questionario) Livello territor. Nazionalit Modalit Unit territoriali Unico modello Micro-dati Denominazione rilevazione Ente di rilevazione
[diffusione dati] Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT acquisizione dati misto cartaceo informatico misto misto cartaceo cartaceo cartaceo cartaceo cartaceo cartaceo di rilevazione S S S S No S S S S S S di rilevazione? S S S S S S S S S S S informatizzati? informatizzazione collettivo rilevato S S S S S S S S S S S centrale centrale centrale centrale locale intermedio intermedio intermedio intermedio intermedio intermedio S T S S T S S S S S S

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Tab. 5A.2 (segue) Caratteristiche specifiche delle rilevazioni sugli stranieri in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 5, 9, 10, 12, 12.1, 19 del questionario) Livello territor. Nazionalit Denominazione rilevazione Ente di rilevazione Modalit Unit territoriali Unico modello Micro-dati
[diffusione dati] Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dall'INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate Popolazione detenuta Legenda: cfr. tab. 5A.1. ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] DAP acquisizione dati cartaceo informatico misto misto misto misto cartaceo altro cartaceo cartaceo misto cartaceo informatico cartaceo informatico informatico cartaceo cartaceo informatico altro cartaceo cartaceo informatico informatico altro altro informatico di rilevazione No S S S S S S No S S S S S S S S S S S n.i. No No S S S S S di rilevazione? n.d.r. S S S S S S n.d.r. S S S S S S S S S S S No n.d.r. n.d.r. S S n.i. n.i. S informatizzati? informatizzazione collettivo rilevato S S S S S S No S S S S S S S S S S S S S S S S S S S S centrale locale locale intermedio locale locale centrale n.i. centrale centrale centrale intermedio locale intermedio locale locale intermedio intermedio locale locale intermedio intermedio n.i. centrale centrale locale locale T T T S T T S S T T T T T T T T T T T n.i. T T S S T T T

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Tab. 5A.3 Presenza nelle rilevazioni di alcuni quesiti necessari per identificare la popolazione straniera o di origine straniera in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 20 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dall'INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR Cittadinanza attuale 1993 1971 1980 Si 1969 1998 1998 1998 1998 1998 1998 1989 1994 1999 1998 1990 1990 1998 1996 No No No No No No No No Cittadinanza precedente No 2001 1980 No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No Cittadinanza alla nascita No No 1980 n.i. No No No No No No No No No No Si No No No No No No No 1995 1995 1995 1995 1995 Cittadinanza dei genitori No No No No No No No No No No No 1989 No 1999 No No No No No No No No No No No No No Paese di nascita No 1981 1980 n.i. 1995 No No No No No No 1989 S 2000 S No No No 1996 1951 1951 2000 No No No No No Paese di nascita dei genitori No No No n.i. No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No No

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Tab. 5A.3 (segue) Presenza nelle rilevazioni di alcuni quesiti necessari per identificare la popolazione straniera o di origine straniera in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 20 del questionario)
Denominazione rilevazione Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati (a) Denunce e persone denunciate (b) Ente di rilevazione [diffusione dati] MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] Cittadinanza attuale No No No 1995 1995 1995 1985 1985 1969-95 1988-98 Cittadinanza precedente No No No No No No No No No No Cittadinanza alla nascita 1995 1995 1995 No No No 1985 1985 No No Cittadinanza dei genitori No No No No No No No No No No Paese di nascita No No No 1995 2000 2000 1985 1985 1996 1988 Paese di nascita dei genitori No No No No No No No No No No

Popolazione detenuta No 1987 No No No 1987 DAP Note: (a) La cittadinanza stata acquisita fino al 1995. Dal 1996 viene rilevato il paese di nascita. (b) La cittadinanza e il comune di iscrizione anagrafica presente solo per i minorenni denunciati. Per gli adulti la cittadinanza stata registrata fino al 1998, dal 1999 viene registrato il luogo di nascita. Legenda: cfr. tab. 5A.1.

Tab. 5A.4 Caratteri demografici presenti nei modelli di rilevazione, acquisiti su supporto informatico e elaborati per produrre tabelle statistiche in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 10.1 e 11 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Ente di rilevazione [diffusione dati] Cittadinanza attuale elaborato elaborato elaborato acquisito elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato Sesso elaborato elaborato elaborato acquisito elaborato No No No No No Et (data di nascita) No elaborato elaborato acquisito elaborato No No No No No Stato civile No elaborato elaborato acquisito elaborato No No No No No

ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT

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Tab. 5A.4 (segue) Caratteri demografici presenti nei modelli di rilevazione, acquisiti su supporto informatico e elaborati per produrre tabelle statistiche in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 10.1 e 11 del questionario)
Denominazione rilevazione Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Ente di rilevazione [diffusione dati] Cittadinanza attuale elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato acquisito No No No elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato presente presente elaborato elaborato No elaborato Sesso No elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato acquisito elaborato elaborato presente elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato presente presente elaborato elaborato elaborato elaborato Et (data di nascita) No elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato elaborato acquisito elaborato elaborato presente No No No No No No No No elaborato presente presente acquisito presente elaborato elaborato Stato civile No elaborato elaborato n.i. elaborato No No No acquisito No No No No No No No No No No No acquisito presente presente acquisito presente No No elaborato

elaborato elaborato elaborato Note: (a) La cittadinanza stata acquisita fino al 1996. Dal 1996 viene rilevato il paese di nascita. (b) Dal 1999 la cittadinanza attuale viene rilevata solo per i minorenni denunciati. Legenda: cfr. tab. 5A.1.

MINT Indagine sulle cause di morte ISTAT Matrimoni ISTAT Iscritti in Anagrafe per nascita ISTAT Acquisto della cittadinanza italiana MINT Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari MLAV Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari MLAV Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari MLAV Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dallINAIL INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail INAIL Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) INAIL Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali MIUR Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali MIUR Rilevazione delle scuole elementari non statali MIUR Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali MIUR Rilevazione integrativa delle scuole materne statali MIUR Rilevazione delle scuole materne non statali MIUR Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali MIUR Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali MIUR Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati MSAL Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) ISTAT Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo ISTAT Denunciati - indagati MINT Arrestati MINT Statistica degli imputati condannati (a) CASGIUD [ISTAT] Denunce e persone denunciate (b) MGIUS [ISTAT] Popolazione detenuta DAP

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Tab. 5A.5 Caratteristiche migratorie e di soggiorno sul territorio presenti nei modelli di rilevazione, acquisiti su supporto informatico e elaborati per produrre tabelle statistiche in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 10.1 e 11 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni (a) Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dellAutorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati allINPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dallINAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate allInail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR Data primo arrivo in Italia No elaborato elaborato acquisito No No No No No No No No No No No No No No acquisito No No No No No No No Data ultimo arrivo in Italia No elaborato n.i. acquisito elaborato No No No No No No No No No No No No No acquisito No No No No No No No Possesso del permesso sogg. No No elaborato acquisito No No No No No No No No No No n.i. No No No acquisito No No No No No No No Iscrizione Anagrafica elaborato No elaborato No elaborato No No No No No No elaborato No elaborato n.i. No No No No elaborato elaborato No No No No No Comune di iscriz. Anagrafica elaborato No elaborato No elaborato No No No No No No elaborato elaborato elaborato elaborato No No No acquisito elaborato elaborato No No No No No Iscrizione collocamento No No elaborato No No No No No No No No No No No n.i. elaborato elaborato No acquisito No No No No No No No

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Tab. 5A.5 (segue) Caratteristiche migratorie e di soggiorno sul territorio presenti nei modelli di rilevazione, acquisiti su supporto informatico e elaborati per produrre tabelle statistiche in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domande 10.1 e 11 del questionario)
Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate MIUR MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] No No No No No No No acquisito presente No No No No No No No No No No No No No No No No No presente No No elaborato presente No No No No No No No presente presente No No No No No No No No elaborato No No No presente No elaborato No No No No No No No No No No No

Popolazione detenuta n.i. n.i. n.i. n.i. n.i. n.i. DAP Note: (a) Per le persone dimoranti abitualmente viene rilevato lanno di trasferimento della dimora abituale in Italia. Per le persone non dimoranti abitualmente viene rilevato da quando (mese e anno) la persona presente in Italia. Legenda: cfr. tab. 5A.1.

Tab. 5A.6 Categorie di stranieri rilevate e identificabili in alcune rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 21 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dellAutorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT Richiedenti asilo No No identif. No No No No No No No No Rifugiati No No Identif. No No No No No No No No Lavoratori stagionali No No Identif. No No No No No No No No Lavoratori No S Identif. identif. No No No No No No No Persone altam. qualificato No No Identif. No No No No No No No No Turisti No No Identif. identif. No No No No No No No Studenti No No Identif. Identif. No No No No No No No

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Tab. 5A.6 (segue) Categorie di stranieri rilevate e identificabili in alcune rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 21 del questionario)
Denominazione rilevazione Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dallINAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati (b) Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate Popolazione detenuta (a) Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] DAP Richiedenti asilo No No No n.i. No No n.i. No No No No No No No No No No No No No No No identif. identif. No No identif. Rifugiati n.i. No No n.i. No No n.i. No No No No No No No No No No No No No No No identif. identif. No No identif. Lavoratori stagionali identif. No No n.i. identif. identif. n.i. identif. No No identif. No No No No No No No No No No No identif. identif. No No identif. Lavoratori No No No n.i. S S n.i. identif. No No S No No No No No No No No No identif. identif. identif. identif. No No identif. Persone altam. qualificato No No No n.i. identif. identif. n.i. No No No No No No No No No No No No No No No identif. identif. No No identif. Turisti No No No n.i. No No n.i. No No No No No No No No No No No No No No No identif. identif. No No identif. Studenti No No No n.i. No No n.i. No No No No identif. identif. identif. identif. identif. identif. identif. identif. No identif. identif. identif. identif. No No identif.

Note: (a) La risposta fornita poco chiara: tutte le categorie indicate non sono rilevate ma sono identificabili. Legenda: cfr. tab. 5A.1.

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Tab. 5A.7 Categorie di stranieri rilevate e identificabili in alcune rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 21 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dellAutorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dall'INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR Senza permesso di soggiorno No S No No No identif. identif. identif. identif. identif. identif. No No No n.i. No No n.i. No No No No No No No No No Con perm. sogg. durata <1 anno No S identif. No No No No No No No No No No No n.i. identif. identif. n.i. identif. No No No No No No No No Con perm. sogg. durata 1+ anni No S Identif. No No No No No No No No No No No n.i. identif. identif. n.i. S No No No No No No No No Con carta di Soggiorno No S identif. identif. No No No No No No No No No No n.i. No No n.i. S No No No No No No No No Diplomatici e personale consol. No No identif. No No No No No No No No No No No n.i. No No n.i. S No No No No No No No No Membri delle Forze Armate No No identif. No No No No No No No No No No No n.i. No No n.i. S No No No No No No No No

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Tab. 5A.7 (segue) Categorie di stranieri rilevate e identificabili in alcune rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 21 del questionario)
Denominazione rilevazione Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati (a) Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati - indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate Ente di rilevazione [diffusione dati] MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] Senza permesso di soggiorno No No No No No No S identif. No No Con perm. sogg. durata <1 anno No No No No No No identif. identif. No No Con perm. sogg. durata 1+ anni No No No No No No identif. identif. No No Con carta di Soggiorno No No No No No No identif. identif. No No Diplomatici e personale consol. No No No No No No identif. identif. No No Membri delle Forze Armate No No No No No No identif. identif. No No

Popolazione detenuta (b) identif. identif. identif. identif. identif. identif. DAP Note: (a) Dallinizio del 2001 previsto il codice STP per coloro che non sono in possesso del permesso di soggiorno. (b) La risposta fornita poco chiara: tutte le categorie indicate non sono rilevate ma sono identificabili. Legenda: cfr. tab. 5A.1.

Tab. 5A.8 Diffusione dei dati raccolti nelle rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 24, 24.1 e 24.2 del questionario)
Denominazione rilevazione Popolazione residente XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni Permessi di soggiorno Visti di ingresso in Italia Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per spostamenti migratori Stranieri espulsi con intimazione Stranieri respinti alla frontiera Stranieri respinti dai questori Stranieri espulsi con accompagnamento alla frontiera Stranieri espulsi su provvedimento dell'Autorit Giudiziaria Stranieri riammessi nei paesi di provenienza Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT MINT MAE ISTAT MINT MINT MINT MINT MINT MINT Diffusione dati della rilevazione S S No S S No No No No No No Pubblicazioni specifiche solo sugli stranieri S S n.d.r. Si No S S S S S S Pubblicazioni generiche con tabelle sugli stranieri n.d.r. n.d.r. n.d.r. No S S S S S S S

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Tab. 5A.8 (segue) Diffusione dei dati raccolti nelle rilevazioni in base alle indicazioni fornite nellindagine conoscitiva svolta presso gli enti pubblici nazionali (domanda 24, 24.1 e 24.2 del questionario)
Denominazione rilevazione Indagine sulle cause di morte Matrimoni Iscritti in Anagrafe per nascita Acquisto della cittadinanza italiana Iscrizioni al collocamento di cittadini extracomunitari Avviamenti al lavoro a favore di cittadini extracomunitari Rilascio di libretti di lavoro a cittadini extracomunitari Archivio integrato degli stranieri registrati all'INPS Infortunio sul lavoro e malattia professionale indennizzati dall'INAIL Infortunio sul lavoro e malattie professionali denunciate all'Inail Denuncia Nominativa degli Assicurati (D.N.A.) Rilevazione delle scuole secondarie di 2 grado non statali Rilevazioni integrativa delle scuole elementari statali Rilevazione delle scuole elementari non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 1 grado statali Rilevazione integrativa delle scuole materne statali Rilevazione delle scuole materne non statali Rilevazione delle scuole secondarie di 1 grado non statali Rilevazione integrativa delle scuole secondarie di 2 grado statali Dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati Interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo Denunciati indagati Arrestati Statistica degli imputati condannati Denunce e persone denunciate Popolazione detenuta Legenda: cfr. tab. 5A.1; n.d.r. = non deve rispondere. Ente di rilevazione [diffusione dati] ISTAT ISTAT ISTAT MINT MLAV MLAV MLAV INPS INAIL INAIL INAIL MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MIUR MSAL ISTAT ISTAT MINT MINT CASGIUD [ISTAT] MGIUS [ISTAT] DAP Diffusione dati della rilevazione S S S n.i. S S No S S S S S S S S S S S S S S S No No S S S Pubblicazioni specifiche solo sugli stranieri S S S n.i. No No No No No No S S S S S S S S S S No No n.d.r. n.d.r. No No No Pubblicazioni generiche con tabelle sugli stranieri S S S n.i. S S n.d.r. S S S n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. n.d.r. S S n.d.r. n.d.r. S S S

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CAPITOLO 6 IL CONTRIBUTO INFORMATIVO DELLE INDAGINI CAMPIONARIE

6.1. Introduzione Finora sono state considerate le rilevazioni a carattere statistico o amministrativo che rilevano la popolazione, alcune sue componenti, eventi o comportamenti della stessa a livello totale (loggetto della rilevazione lintero universo di persone e/o di eventi). Attenzione specifica va adesso dedicata allapporto conoscitivo che deriva o potrebbe derivare dalle informazioni raccolte nelle principali indagini campionarie di tipo socioeconomico sulle famiglie e/o sulle persone residenti (o semplicemente presenti) sul territorio italiano. Di seguito le indagini campionarie vengono suddivise in due gruppi distinti: il primo formato da quelle inchieste nazionali relative a determinati fenomeni economici e sociali in cui si pu (o si potrebbe) individuare ed estrarre la parte relativa alle persone straniere o nate allestero (indagini generali); il secondo costituito da indagini dirette espressamente alla popolazione straniera e finalizzate ad indagare alcuni aspetti specifici di tale collettivo (indagini specifiche). Larticolazione proposta riflette in sostanza la suddivisione passata ed attuale riscontrabile nelle indagini realizzate finora in Italia. Questa situazione dovuta essenzialmente alla specificit delle tecniche di campionamento adottate per gli stranieri e alla peculiarit degli approfondimenti tematici riguardanti tale segmento di popolazione. Lapproccio proposto appare inoltre essenziale poich nel paragrafo finale (par. 6.4) saranno discusse in modo schematico, ma allo stesso tempo abbastanza approfondito, le possibilit e le opportunit (analisi dei costi e dei benefici) di far ricorso alluno, allaltro tipo di indagine o ad una soluzione intermedia che preveda ladozione di entrambe le soluzioni. Lalternativa tra indagini generali con un sub-campione rappresentativo di stranieri e indagini specifiche sugli stranieri sar ulteriormente discussa nel prossimo capitolo (cap. 7) dove si cercher di fare il punto della situazione sulle notizie attualmente disponibili o comunque acquisibili senza eccessivi sforzi attraverso le rile-

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vazioni totali e su quelle necessarie per il monitoraggio delle condizioni di vita e di lavoro degli stranieri difficilmente acquisibili senza il ricorso ad indagini campionarie. 6.2. Le principali indagini campionarie nazionali svolte da enti pubblici Lattenzione viene rivolta essenzialmente alle indagini campionarie correnti dellIstat che si caratterizzano per una numerosit campionaria tale da poter far pensare alla possibilit di disporre di un sottoinsieme di stranieri intervistati dalla dimensione non troppo esigua36. Il problema sar quello di valutare se nei modelli di rilevazione di tali indagini stato inserito il quesito sulla cittadinanza e/o sul paese di nascita, ma soprattutto appare essenziale stabilire se il sottoinsieme di interesse possa essere considerato rappresentativo delluniverso a cui appartiene e a quale livello di disaggregazione (per cittadinanza, sul territorio, ecc.). Nella tab. 6.1 sono riportate le indagini che di seguito saranno brevemente esaminate con lindicazione dellente responsabile, della periodicit dellinchiesta, dellanno relativo allultima indagine disponibile e della dimensione campionaria in termini di famiglie (teoriche o effettivamente intervistate) e di persone. Com noto, lindagine trimestrale sulle forze di lavoro consente in ogni trimestre di acquisire informazioni su oltre 75.000 famiglie per un totale di circa 200.000 individui37 distribuiti in 1.351 comuni italiani (Istat, 2002). Negli ultimi 15 anni si verificato un processo di armonizzazione promosso dallEurostat che ha comportato lintroduzione di successive trasformazioni nellindagine. Le modifiche pi rilevanti sono state introdotte nel 1992 ed hanno comportato il cambiamento di alcune definizioni, lassunzione di nuove classificazioni, ladozione di un nuovo modello di rilevazione, lutilizzazione di nuove procedure di controllo e di stima degli aggregati. a partire da tale anno che stata inserita nel prospetto sui componenti della famiglia la domanda sulla cittadinanza.
Non sono invece prese in esame alcune indagini sociali periodiche che, pur essendo svolte nellambito di progetti internazionali, hanno una dimensione campionaria contenuta che implica un numero di stranieri intervistati assolutamente trascurabile. Tra queste va ricordato lEurobarometro (circa 1.000 interviste in Italia), lInternational Social Survey Programme (circa 1.000 interviste) e lIndagine sociale europea (sono programmate circa 3.000 interviste) di recente avviamento. Tali indagini sono per importanti poich in alcune tornate affrontano tematiche sugli immigrati (ad esempio, lintegrazione, il multi culturalismo, la xenofobia e il razzismo), consentendo di monitorare le opinioni e gli atteggiamenti della popolazione nazionale verso i nuovi venuti. 37 Nellarco di un anno si hanno oltre 300.000 famiglie campione per un totale di circa 800.000 persone. In vero, data la procedura di rotazione che prevede la presenza delle famiglie campione per due trimestri successivi e la sostituzione ogni trimestre della met del campione, si hanno in un anno poco meno di 200.000 famiglie differenti, corrispondenti a qualcosa come 500.000 individui.
36

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Tab. 6.1 - Alcune caratteristiche delle principali indagini campionarie correnti a livello nazionale.
Denominazione Ente responsabile Istat Istat Istat Istat Istat Istat Istat Istat Istat Banca dItalia Periodicit rilevazione Trimestrale Annuale Quinquennale Quinquennale Quinquennale Quinquennale Quinquennale Annuale Annuale Pluriannuale Anno ultima indagine 2001 2001 1999/00 2000 2002 1998 1988/89 1998 2001 2000 N. N. famiglie persone (a) intervistate 75.516 24.000 60.110 24.000 60.000 24.000 26.600 6.571 26.832 8.001 200.000 53.113 140.000 54.239 60.000 59.050 n.d. 15.934 22.268

Indagine sulle forze di lavoro Sistema di Indagini multiscopo sulle famiglie - Aspetti della vita quotidiana (b) - Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari (c) - Tempo libero e cultura (d) - Sicurezza del cittadino - Famiglia, soggetti sociali e condizione infanzia (e) - Uso del tempo Panel europeo sulle famiglie (f) Indagine sui consumi (g) Bilanci familiari

Note: (a) Con leccezione degli ultimi tre dati, si tratta del numero teorico e non di quello effettivo delle famiglie intervistate. (b) Sono state raggiunte effettivamente 19.920 famiglie. (c) Il campione teorico era di 60.110 famiglie. Ogni tre mesi stato intervistato un quarto del campione complessivo che risultato di 52.332 famiglie, per un totale di circa 140.000 individui distribuiti in 1149 comuni. (d) Il numero effettivo di famiglie intervistate stato nel 2000 uguale a 19.996. (e) Le famiglie effettivamente campionate sono state 20.153. (f) Il campione iniziale del 1994 comprendeva 7.989 famiglie e 24.063 individui residenti in 208 comuni italiani. Si tratta di unindagine longitudinale: vengono annualmente intervistate le stesse famiglie e gli stessi individui. (g) unindagine continua: ogni mese vi partecipano circa 2.250 famiglie del campione teorico per un totale annuale di circa 27.000 famiglie teoriche. Quelle effettivamente intervistate sono state nel 2001 esattamente 23.918. n.d.=non disponibile.

Tale informazione non stata finora utilizzata dallIstat, anche se il dato italiano, come quello degli altri paesi dellarea economica europea, viene pubblicato dallEurostat, che fornisce informazioni sui principali aggregati e indicatori concernenti il mercato del lavoro distintamente per la popolazione nazionale, per gli stranieri appartenenti agli altri paesi dellUe e per gli stranieri extracomunitari. Lindagine che viene utilizzata per le comparazioni internazionali quella relativa al mese di aprile, che viene condotta sulla base di un questionario integrato contenente, rispetto agli altri trimestri, un modulo aggiuntivo sulla situazione ad un anno prima. Il numero di stranieri campionati dovrebbe, in linea teorica, superare le 4.000 unit per trimestre, almeno negli anni pi recenti38. possibile per che risulti sensibilmente pi basso a causa della maggiore difficolt che si incontra nel reperimento delle famiglie campione di cittadinanza straniera, sostituite in molti casi con quelle italiane 39. Particolare attenzione va adesso dedicata al Sistema di indagini sociali Multiscopo sulle famiglie. Com ben noto dal 1993 viene condotta unindagine annuale sugli ATale valore ottenuto supponendo che gli stranieri iscritti in anagrafe siano circa 1.200.000 (assunzione cauta), corrispondenti al 2,1% del totale della popolazione residente in Italia. 39 Dal confronto con altre fonti statistiche e amministrative lIstat giunta alla conclusione che il campione di stranieri dellindagine sulle forze di lavoro non rappresentativo degli stranieri residenti in Italia e per tale ragione ha chiesto allEurostat di non pubblicare pi il dato italiano.
38

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spetti della vita quotidiana su un campione teorico di circa 24.000 famiglie, cinque indagini diverse su tematiche specifiche sono realizzate ciascuna con cadenza quinquennale e dimensione campionaria variabile (tab. 6.1), infine dal 1997 stata introdotta una nuova indagine trimestrale di tipo CATI su Viaggi e vacanze riguardante pressappoco 3.500 famiglie per trimestre. Come si pu notare, la dimensione campionaria tale che nellindagine annuale dovrebbero essere colti in teoria circa 1.200-1.400 stranieri nel 2000 e nel 2001; nellindagine quinquennale sulle condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari il numero di stranieri campionati dovrebbe, sempre in teoria, raggiungere le 3.000 unit, visto che la dimensione del campione stata sensibilmente aumentata. In vero, nellambito delle inchieste rientranti nel sistema di indagini multiscopo sulle famiglie viene rilevata la cittadinanza (quantomeno la distinzione tra italiani, stranieri e apolidi) e, in alcuni casi, il paese estero di nascita dei componenti delle famiglie selezionate. Tali informazioni tuttavia non sono state mai, sin dalla nascita del Sistema di indagini sociali Multiscopo, utilizzate e validate in quanto i criteri di selezione delle unit di rilevazione (le famiglie di fatto) non garantiscono la rappresentativit statistica di questo specifico segmento della popolazione. A causa della pi elevata mobilit e instabilit abitativa, stato osservato come il tasso di irreperibilit delle famiglie con cittadini stranieri sia molto pi elevato rispetto a quello delle famiglie italiane. Inoltre, non previsto limpiego di intervistatori opportunamente preparati per superare eventuali difficolt linguistiche, con la sola eccezione per la lingua tedesca, nella provincia di Bolzano. Per le ragioni sopra elencate questa preziosissima fonte informativa non in grado attualmente di fornire notizie anche semplicemente sullinsieme complessivo degli stranieri residenti in Italia. Tra le altre indagini dellIstat va segnalato che in quella rientrante nel panel europeo sulle famiglie pur essendo presente nel modello di rilevazione il quesito sulla cittadinanza la quota di stranieri considerati appare nettamente sottostimata e il numero assoluto talmente esiguo (tab. 6.2) da rendere inutile qualsiasi considerazione ulteriore40. Lindagine sui consumi, che ha una dimensione campionaria abbastanza ampia (nel 2001 quasi 27.000 famiglie) non contiene per nei questionari adottati alcun richiamo

Nel momento in cui sar progettata una nuova indagine longitudinale, sar per auspicabile unattenta valutazione della possibilit di avere un insieme rappresentativo di famiglie straniere eventualmente prevedendo un sovra campionamento, sulla scia di quanto gi previsto, ad esempio, nel Panel socioeconomico tedesco avviato nel 1984.

40

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alla cittadinanza o al paese di nascita rendendo impossibile lidentificazione sia degli stranieri sia dei nati allestero.

Tab. 6.2 - Famiglie e persone intervistate nel Panel europeo sulle famiglie. Numero totale e numero di famiglie e persone di cittadinanza straniera.
Anni Numero famiglie di cui con almeno Totale uno straniero 7.115 7.128 7.132 6.713 6.571 9 35 39 31 50 N. persone > 15 anni intervistate di cui Totale straniere 17.729 17.780 17.736 16.594 15.934 12 50 55 43 62 % famiglie con almeno uno straniero 0,1 0,5 0,5 0,5 0,8 % stranieri intervistati 0,1 0,3 0,3 0,3 0,4

1994 1995 1996 1997 1998

Fonte: nostra elaborazione su dati non pubblicati dellIstat.

Anche nellindagine della Banca dItalia sui bilanci delle famiglie italiane non previsto il quesito sulla cittadinanza dei componenti della famiglia intervistata ma solo quello concernente larea geografica di nascita per le persone nate allestero (Europa orientale, Europa occidentale, America del Nord, America centrale e del Sud, Africa, Asia e Oceania). Tale informazione, che non consente di individuare la popolazione straniera o di origine straniera, risulta comunque di scarsa utilit anche per chi fosse interessato alla popolazione nata allestero. Infatti, gli intervistati che risultano nati allestero, pur essendo passati nel corso del decennio scorso da poco meno di 350 a oltre 500 persone, costituiscono una quota del totale del campione (tab. 6.3: l1,4 nel 1991 e il 2,3% nel 2000) inferiore a quella registrata al censimento del 1991 (2,6%). In sostanza, il campione della Banca dItalia non risulta rappresentativo del sotto insieme dei nati allestero. Tale componente risulta infatti sotto rappresentata ed possibile che gli intervistati costituiscano un gruppo selezionato rispetto allinsieme delle persone nate allestero. Ulteriori elementi di discussione possono scaturire dallanalisi del numero medio di componenti per famiglia: nel corso degli anni novanta tale valore sceso per il complesso del campione da 3 a 2,8 persone per famiglia (tab. 6.3). Il rapporto tra persone nate allestero e famiglie con almeno un componete nato allestero risulta uguale a circa 1,2 (tab. 6.3), valore notevolmente inferiore a quello complessivo a testimonianza che nella gran parte dei casi i nati allestero appartengono a famiglie con altri componenti nati in Italia.

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Tab. 6.3 - Famiglie e persone intervistate nelle nell'indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca dItalia. Numero totale e numero di famiglie e persone nate allestero.
Anno di N. famiglie intervistate indagine con almeno Totale un nato allestero (1) (2) 1991 1993 1995 1998 2000 8.188 8.089 8.135 7.147 8.001 275 310 332 326 385 N. persone intervistate di cui nati Totale allestero (3) 24.930 24.013 23.924 20.901 22.268 (4) 343 387 410 422 506 % famiglie % persone con almeno nate un nato allestero allestero (5) (6) 3,4 3,8 4,1 4,6 4,8 1,4 1,6 1,7 2,0 2,3 N. medio componenti nati Totale allestero (3)/(1) (4)/(2) (7) (8) 3,0 3,0 2,9 2,9 2,8 1,2 1,2 1,2 1,3 1,3

Fonte: nostra elaborazione su dati non pubblicati forniti dalla Banca dItalia.

In sintesi, sembra che finora non siano stati fatti sforzi particolari nella direzione di avere informazioni attendibili e rappresentative sullinsieme delle famiglie straniere (o con uno o pi componenti stranieri) e delle persone di nazionalit estera nelle principali indagini campionarie correnti. Tale stato di cose appare abbastanza ovvio se si tiene presente che solo nel corso dellultimo decennio la presenza straniera ha assunto una dimensione di un qualche rilevanza. Inoltre, garantire la rappresentativit di tale collettivo richiede lintroduzione di variazioni significative in tutte le fasi dellindagine (nella predisposizione del questionario e la sua traduzione in pi lingue, nella fase di estrazione e sostituzione delle unit-campione, nelle modalit di rilevazione con eventuali intervistatori specializzati, ecc.).

6.3. Le principali indagini campionarie sugli stranieri Lindisponibilit di informazioni sugli stranieri derivanti da indagini parziali a carattere nazionale stata almeno in parte colmata attraverso un numero ampio di indagini di campo, nella gran parte dei casi circoscritte a specifiche aree del nostro paese. Di seguito viene proposta una rapida rassegna delle inchieste sugli stranieri svolte nellultimo ventennio in Italia. Tale esame non ha carattere esaustivo, n vuole averlo, sia perch il forte interesse verso la problematica degli stranieri determina un crescente sviluppo di indagini locali la cui documentazione non facilmente rintracciabile, sia perch si voluta limitare lattenzione alle sole indagini con tecnica di campionamento ben definita e dimensione campionaria sufficientemente ampia (almeno un migliaio di unit). La prima indagine di un certo rilievo sugli immigrati stranieri stata realizzata alla fine degli anni settanta dal CENSIS in alcune aree geografiche dellItalia. In seguito furono svolte alcune inchieste locali dovute alliniziativa di singoli studiosi o di alcuni en-

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ti (si pensi, ad esempio, allIstituto Fernando Santi) particolarmente attenti allemergere dellimmigrazione straniera e allo studio delle tematiche connesse a tale fenomeno. Per iniziativa di Nora Federici nel 1983 ebbe inizio la ricerca universitaria a livello nazionale dal titolo La presenza straniera in Italia, finanziata dal Comitato Italiano per lo Studio dei Problemi della Popolazione e diretta prima dalla Federici stessa e successivamente da Marcello Natale. La ricerca, a cui hanno partecipato 12 gruppi universitari costituiti da studiosi di differenti aree disciplinari, si prefiggeva lo scopo di approfondire la conoscenza sullimmigrazione straniera nei diversi contesti territoriali italiani attraverso un attento esame delle fonti informative disponibili e facendo ricorso ad indagini sul campo che consentissero di acquisire materiale conoscitivo il pi possibile attendibile e rappresentativo (Natale, Strozza, 1997). Nella tab. 6.4 sono riportate alcune caratteristiche delle indagini svolte allinterno di tale progetto. Tra il 1984 e il 1988 furono realizzate pi di 3.000 interviste su collettivit di immigrati e categorie professionali variabili da unarea allaltra e, soprattutto, adottando differenti tecniche di campionamento (ragionato per quote, areale, a valanga, ecc.) al fine principale di superare le difficolt di rilevazione della componente illegale della presenza estera. Fu predisposto un questionario con un nucleo centrale (core questionaire) vincolante per tutti (cfr. Gesano, 1986), allo scopo di poter disporre di una base minima di informazioni comuni e quindi comparabili, lasciando comunque la facolt ai singoli gruppi di ricerca di integrare la parte comune con linserimento delle notizie opzionali e/o di quelle corrispondenti alle esigenze conoscitive specifiche del territorio di riferimento (Natale, Strozza, 1997). Il questionario comune conteneva informazioni su alcune caratteristiche strutturali, sulla condizione lavorativa al momento della rilevazione, sullesperienza migratoria, sulle condizioni di vita e sulle prospettive migratorie. I risultati di tali indagini furono pubblicati in vari articoli (si vedano in particolare i numeri 71, 82-93 e 91-92 di Studi Emigrazione) e alcuni volumi monografici pubblicati dalla Franco Angeli, che rappresentavano il momento conclusivo della ricerca svolta nello specifico contesto territoriale. La diversit delle collettivit e delle categorie considerate nelle varie aree e la mancanza di metodi di indagine adeguati portarono i gruppi di ricerca ad individuare soluzioni tecniche ed operative autonome. Le metodologie di rilevazione predisposte risultarono differenti da gruppo a gruppo e, in alcuni casi, anche all'interno dello stesso gruppo di ricerca per differenti collettivit di immigrati (Natale, Strozza, 1997). Tale esperienza

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ha per consentito di acquisire importanti conoscenze sulla presenza straniera nei contesti indagati ed ha rappresentato un importante banco di prova di tecniche di campionamento alternativo per popolazioni sfuggenti o elusive.
Tab. 6.4 - Caratteristiche delle indagini parziali sugli stranieri svolte tra il 1986 e il 1988 in diverse aree italiane allinterno della ricerca coordinata su La presenza straniera in Italia(a).
Regione di Area di riferimento indagine unit di ricerca Lombardia Friuli V.G. Emilia-R. Toscana Umbria Marche Lazio Milano (am) intera regione intera regione intera regione (b) Perugia (co) Ancona, Urbino (co) Roma (co) Periodo di rilevazione Paesi o aree di cittadinanza degli intervistati Categorie considerate attivi attivi attivi studenti studenti attivi 491 attivi attivi attivi attivi attivi 317 131 190 275 N. intervistati 273 325 471 215 111 431

fine 1986 - inizio 1987 Paesi arabi, Eritrea, Filippine febbr. - giu. 1987 1987 1986 giugno 1986 autunno 1986 estate 1984 Iugoslavia Tutte tutte Africa, Asia, Europa

Capo Verde, Iran, Filippine attivi

Filippine, Capo Verde, Corno dAfrica Roma, Ladispoli (co) nov. 1986 - genn. 1987 Africa, Asia, Est Europa Caserta, Napoli, Salerno (pr) Bari (am) Palermo (am) Intera regione (c) giu. - dic. 1986 Africa, Asia, Est Europa

Campania Puglia Sicilia Sardegna

fine 1986 - inizio 1987 Eritrea 1988 Africa, Asia fine 1986 - inizio 1987 Marocco, Senegal, Polonia

Note: (a) Da questo prospetto esclusa lindagine svolta in Abruzzo perch realizzata successivamente al periodo considerato (esattamente tra il 1991 e il 1994, su 230 studenti universitari appartenenti a tutte le nazionalit presenti. (b) Per la collettivit iraniana lindagine stata svolta solo nel comune di Firenze. (c) Per i polacchi si trattato di una rilevazione totale di quelli occupati in una fabbrica polacca localizzata in provincia di Cagliari. Legenda: (am)=area metropolitana; (co)=comune; (pr)=provincia. Fonte: nostra integrazione da Moretti e Strozza, 1996.

Nel periodo tra la fine degli anni ottanta e linizio degli anni novanta diverse indagini locali sono state realizzate senza far ricorso a tecniche di campionamento probabilistico. Lindagine pi importante stata realizzata dal CENSIS nel 1990 su un campione di 1.525 immigrati stranieri di 16 differenti cittadinanze contattati in 5 diverse aree geografiche dellItalia. I risultati sono stati pubblicati negli atti della prima conferenza nazionale degli immigrati (Censis, 1991). Nei primi anni novanta Gian Carlo Blangiardo, proseguendo la sperimentazione delle tecniche di campionamento degli stranieri iniziata con la ricerca nazionale, giunse a definire, nel corso di alcune indagini successive svolte sugli immigrati a Milano e in altre aree della Lombardia, una particolare tecnica di campionamento probabilistico denominata metodo per centri e ambienti di aggregazione (Blangiardo, 1993) che ha ulteriormente perfezionato negli anni pi recenti (Blangiardo, 1996; IRP, 1999).

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Nella ricerca universitaria nazionale finanziata dal MURST su Lintegrazione degli immigrati , che idealmente rappresentava la prosecuzione di quella voluta dalla Federici, la tecnica di campionamento proposta da Blangiardo fu adottata nella realizzazione delle inchieste sugli immigrati stranieri provenienti dai Paesi del Terzo Mondo e dallEuropa dellEst. Nel periodo 1993-94 furono realizzate 3.139 interviste sulla base di uno stesso questionario con domande a risposte semi-chiuse (102 domande di cui 32 obbligatorie per tutte le unit di ricerca) in 10 diverse aree del territorio italiano (maggiori dettagli sono riportati nella tab. 6.5).
Tab. 6.5 - Le indagini campionarie sugli immigrati extracomunitari svolte tra il 1993 e il 1994 in diverse aree italiane allinterno della seconda ricerca coordinata. Area di svolgimento N. comuni consideAnno di N. dellindagine rati indagine interviste Milano (co) Torino, Biella e Cuneo (co) Bologna (am) Marche Roma (co) Frosinone (pr) Latina (co) Napoli (co) Caserta (pr) Bari (co) Totale
Legenda: (am)=area metropolitana; (co)=comune; (pr)=provincia. Fonte: estratto da Moretti e Strozza, 1996.

1 3 6 15 1 6 1 1 4 1

1993 1993 1993 1993 1993 1993 1993 1994 1994 1994

412 250 252 250 328 103 221 824 319 180 3.139

I risultati preliminari di tale ricerca sono stati pubblicati sulla Rivista Italiana di Economia, Demografia e Statistica (1996, vol. L, n. 2) e alcuni dati definitivi derivanti dallinsieme delle indagini svolte sono riportati nel capitolo 6 del libro di Natale e Strozza (1997). Successivamente sono usciti vari articoli e due volumi contenenti i risultati finali relativi alle informazioni acquisite in alcune delle aree di indagine. Purtroppo, anche per questa ricerca nazionale, come per la precedente, non mai stato pubblicato un volume generale che raccogliesse il complesso dei dati raccolti, i pi significativi risultati e le principali considerazioni sugli sviluppi futuri in termini sia di approfondimenti tematici e metodologici sia di sviluppi ulteriori nelle tecniche di campionamento degli stranieri. La grande rilevanza di tali indagini non comunque in discussione: non va dimenticato, ad esempio, che la stima della componente illegale della presenza straniera ad aprile del 1998, predisposta dal Ministero dellInterno (Blangiardo,

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1998), si basata anche sui dati delle indagini svolte nel 1993-94 nellambito della ricerca nazionale. Dopo il 1994 molte indagini sono state realizzate in aree locali, in alcuni casi sugli immigrati appartenenti a specifiche aree di origine (nazionalit). Tra le altre va sottolineata lindagine periodica (pressappoco annuale) condotta in alcune aree della Lombardia con la tecnica di campionamento per centri e ambienti di aggregazione. Queste indagini sono state realizzate dalla Fondazione Cariplo per le Iniziative e lo Studio sulla Multietnicit (I.S.MU.) che ha costituito nella seconda met degli anni novanta un importante gruppo di ricerca interdisciplinare. I risultati delle numerose ricerche e indagini campionarie svolte sono stati diffusi attraverso le pubblicazioni dellI.S.MU.. Nella prima met del 1997, unimportante indagine campionaria stata realizzata dallIstituto di Ricerca sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), allinterno di un progetto internazionale finanziato dallEurostat e diretto dal NIDI riguardante i fattori di spinta e di attrazione delle migrazioni internazionali. Tale inchiesta, realizzata col metodo dei centri e ambienti di aggregazione, ha riguardato due collettivit straniere, quella egiziana e quella ghanese (rispettivamente 709 e 819 interviste), colte in alcune aree del nostro paese. Il modello di rilevazione adottato, particolarmente ampio ed analitico, consente di approfondire varie tematiche oltre a quelle che costituiscono lobiettivo specifico della ricerca (le cause delle migrazioni internazionali). I risultati generali dellindagine sono riportati nel volume contenente il rapporto nazionale italiano (IRP, 1999). Nel periodo 1997-99, allinterno di una ricerca dellUniversit di Roma La Sapienza su Movimenti di persone e di capitali in Europa diretta da Eugenio Sonnino e Nicola Acocella, stato sviluppato un sotto progetto su Linserimento nel mercato del lavoro, il reddito e le rimesse degli immigrati stranieri in Italia. Tale segmento della ricerca ha richiesto la realizzazione tra la met di dicembre del 1997 e la fine di luglio del 1998 di unindagine campionaria con il metodo dei centri e ambienti di aggregazione sugli immigrati originari di alcuni paesi dellEuropa dellEst (ex Iugoslavia, Albania, Polonia e Romania) e dellAfrica mediterranea (Marocco) colti in alcune aree di tre regioni italiane (in Veneto nelle province di Treviso, Verona e Vicenza; in Campania nel comune di Napoli e nella provincia di Caserta; nel Lazio nel comune di Roma). In totale sono state realizzate 1.920 interviste (tab. 6.6) con un modello di rilevazione partico-

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larmente ampio che era volto ad acquisire informazioni non solo sui temi specifici della ricerca (inserimento nel mercato del lavoro, reddito, consumi, risparmi e, soprattutto, rimesse degli immigrati) ma anche sulle principali caratteristiche degli intervistati (demografiche e sociali), sulla storia e le prospettive migratorie, sulla condizione giuridica di soggiorno, sulla situazione familiare nello spazio migratorio (nellarea di insediamento e in quella di origine) e sulla condizione abitativa.
Tab. 6.6 Numero di interviste per paese di cittadinanza e area di indagine. Ricerca su Inserimento lavorativo, reddito e rimesse degli immigrati svolta nel periodo 1997-98. Area di Paese di cittadinanza N. totale indagine Albania ex Iugoslavia Polonia Romania Marocco interviste Veneto (a) Roma (b) Campania (c) Totale interviste 112 167 279 179 85 264 201 209 410 202 202 168 200 397 765 347 800 773 1.920

Note: (a) Lindagine stata svolta nei comuni pi importanti delle province di Verona, Vicenza e Treviso. (b) Lindagine stata svolta solo nella capitale e nel comune di Ladispoli. (c) Indagine svolta nel comune di Napoli e nei pi importanti comuni della provincia di Caserta. () Indagine non svolta. Fonte: Natale e Strozza, 2002.

Pi di recente stata svolta una ricerca sullimmigrazione straniera nelle regioni adriatiche italiane, realizzata allinterno del progetto Intemigra diretto dalla Regione Abruzzo e finanziato dal Fondo sociale europeo. La prima fase di tale ricerca ha comportato la realizzazione di unindagine campionaria su quasi 1000 stranieri presenti in alcune aree (67 per lesattezza) delle sette regioni adriatiche (tab. 6.7). La rilevazione stata condotta sulla base di un unico questionario e le interviste sono state svolte nei luoghi di aggregazione e con la tecnica di rilevazione a palla di neve.
Tab. 6.7 Numero interviste per regione di indagine. Progetto Intemigra Limmigrazione straniera nelle regioni adriatiche. Periodo 1999-2000. Regioni di indagine N. interviste % per regione Friuli V. G. Veneto Emilia R. Marche Abruzzo Molise Puglia Totale interviste
Fonte: Carchedi, 2001

251 150 149 102 170 50 119

25,3 15,1 15,0 10,3 17,2 5,0 12,0

991

100,0

Con riguardo alle indagini realizzate negli ultimi tempi in aree specifiche del territorio italiano sembra opportuno limitare lattenzione a tre esempi particolarmente significativi.

141

Tra la primavera del 2000 e i primi mesi del 2001 stata svolta in Emilia Romagna (con l'esclusione della provincia di Ferrara) un'indagine diretta da Mottura (2001), in collaborazione con l'IRES regionale, che ha riguardato oltre 1.600 lavoratori stranieri di 23 cittadinanze differenti (tab. 6.8) colti nei Centri Stranieri delle Camere del Lavoro, direttamente sui luoghi di lavoro, durante riunioni concordate con i sindacati e nelle abitazioni private previo appuntamento con gli interessati. stato adottato un questionario strutturato volto a cogliere informazioni sul lavoro attuale e sull'azienda in cui il soggetto impiegato, sull'istruzione, sulla formazione e sulle esperienze lavorative in patria e in Italia, sulla struttura familiare e sui progetti di ricongiungimento, sui rapporti con il sindacato.
Tab. 6.8 - Numero intervistati in Emilia Romagna nel 2001 distinti per sesso e cittadinanza. Paese di Sesso % cittadinanza Maschi Femmine Totale femmine Marocco Ghana Tunisia Altro Senegal Nigeria Pakistan India Albania Filippine Sri Lanka Eritrea Altro Totale 402 233 112 79 92 48 94 85 55 19 20 7 94 1.340 48 41 16 26 12 48 1 7 23 19 3 15 44 303 450 274 128 105 104 96 95 92 78 38 23 22 138 1.643 10,7 15,0 12,5 24,8 11,5 50,0 1,1 7,6 29,5 50,0 13,0 68,2 31,9 18,4

Fonte: nostra rielaborazione da Mottura, 2001, p. 94.

Tra settembre e novembre 2001 stata svolta unindagine campionaria sullintegrazione degli immigrati filippini, marocchini, peruviani e romeni presenti nellarea romana. In totale sono state realizzate quasi 1.300 interviste a persone maggiorenni, poco pi di 300 per ciascuna delle 4 collettivit (tab. 6.9), adottando il metodo di campionamento per centri e ambienti di aggregazione. Attraverso un questionario a domande semi-chiuse stato possibile acquisire informazioni sulle caratteristiche strutturali (caratteristiche demografiche e sociali, il capitale umano, la famiglia nello spazio migratorio), sulla storia riproduttiva, migratoria e lavorativa, sulle condizioni di vita attuali (lavoro, reddito, consumi, sistemazione abitativa, salute, ecc.), nonch

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sullassociazionismo, sul ricorso alle strutture pubbliche, sui valori e la percezione della propria situazione, sulle prospettive future.
Tab. 6.9 Immigrati stranieri intervistati a Roma nel 2001 per paese di cittadinanza e sesso(a). Valori assoluti e percentuale femmine. Paese di Sesso % cittadinanza maschi femmine Totale femmine Filippine Per Romania Marocco Totale 97 121 201 252 671 227 215 118 66 625 324 336 319 318 1.297 70,1 64,0 36,9 20,8 48,2

Nota: (a) Dati provvisori ponderati con il sistema di pesi proposto da Blangiardo (1996; 1999). Fonte: Strozza, 2002.

Particolare attenzione va infine rivolta allesperienza maturata in Lombardia che negli ultimi anni ha portato prima alla creazione di osservatori provinciali sullimmigrazione sotto la direzione dellI.S.MU. e poi allistituzione recente (nel dicembre 2000) da parte della Giunta regionale dell'Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicit. All'interno di tale osservatorio stata svolta un'apposita indagine campionaria riferita all'universo degli stranieri presenti in Lombardia a met dell'anno 2001. L'indagine stata svolta estendendo a livello regionale la metodologia e le esperienze maturate nel corso degli ultimi cinque anni in occasione di analoghe rilevazioni riguardanti prima l'area milanese e successivamente anche altre aree della regione. stata definita una numerosit campionaria pari a 7.800 unit e si imposto il criterio di effettuare un numero di interviste per provincia non inferiore alle 400-500 e non superiore alle 1.000-1.200 unit (tab. 6.10). Il totale dei casi assegnati ad ogni area stato poi ripartito tra un campione di comuni estratti con appropriati criteri di rappresentativit. La popolazione obiettivo era costituita dagli stranieri con pi di 14 anni originari dei PVS e dell'Europa dell'Est contattati seguendo l'approccio del campionamento per centri e ambienti di aggregazione. Il questionario utilizzato conteneva informazioni sulle caratteristiche strutturali individuali e familiari, sulla condizione lavorativa e su quella abitativa, sui progetti futuri e sulle relazioni con l'ambiente e le strutture locali. Tra i compiti dellOsservatorio prevista la realizzazione periodica (con cadenza annuale) di unindagine campionaria sugli stranieri presenti nella regione, con un questionario che rimarr lo stesso nella parte generale ma ogni volta affronter in modo pi analitico una tematica specifica.

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Tab. 6.10 - Sintesi della copertura territoriale dellindagine campionaria svolta nelle province della Lombardia a met del 2001. Province Unit campionarie 1 stadio Unit campionarie di 2 stadio N. comuni N. N. interviste N. casi ponderati selezionati intervistatori realizzate provinciale regionale Varese Como Sondrio Milano (citt) Milano (resto prov.) Bergamo Brescia Pavia Cremona Mantova Lecco Lodi Totale 43 38 20 1 34 41 46 24 25 24 24 22 342 6 7 6 11 11 14 12 7 10 10 9 4 107 600 500 355 1.153 860 802 995 501 502 500 631 500 7.899 600 500 400 1.000 1.000 800 1.000 500 500 500 500 500 7.800 414 297 47 2.666 1.388 718 1.123 273 242 312 195 125 7.800

Fonte: Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicit, 2002, p. 37.

A conclusione di questo sintetico e non esaustivo richiamo delle principali indagini svolte in Italia sugli immigrati stranieri appare importante sottolineare come le inchieste non di rado siano state realizzate sulla base di risorse economiche contenute. La scarsit delle disponibilit finanziarie e la mancanza di strutture organizzative ramificate sul territorio hanno comportato una limitata copertura territoriale e una dimensione campionaria quasi sempre non troppo ampia. Va sottolineato per come negli ultimi anni sia aumentata lattenzione a livello locale (comunale, provinciale e regionale) da parte degli enti pubblici territoriali e di alcuni organismi di ricerca verso una pi attenta conoscenza del fenomeno dellimmigrazione attraverso il ricorso alle fonti ufficiali e soprattutto alle indagini campionarie. Tali inchieste sembrano infatti essenziali per il monitoraggio della situazione, consentendo di acquisire notizie difficilmente ricavabili dalle rilevazioni a carattere amministrativo e di estendere le conoscenze anche al segmento della popolazione straniera pi sfuggente, costituito dalle persone non in regola con le norme sul soggiorno in Italia. Le numerose esperienze maturate hanno, tra laltro, permesso di predisporre tecniche di campionamento ad hoc che consentano di superare alcuni problemi specifici quali la parzialit delle liste da cui estrarre il campione e la difficile reperibilit di quella ampia fetta della popolazione straniera costituita da persone assai mobili sul territorio. Alla lu-

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ce di tali considerazioni sembra opportuno discutere la possibilit di realizzare unindagine campionaria nazionale sugli stranieri delle cittadinanze pi numerose o sullinsieme degli stranieri originari dei PVS e dellEuropa dellEst. Esperienze di questo genere sono gi state realizzate in quasi tutti i tradizionali paesi europei di immigrazione.

6.4. Almeno due strade alternative Senza entrare nello specifico dei problemi tecnico metodologici, si intende in questa sede introdurre in modo schematico il dibattito sullopportunit di valorizzare le indagini campionarie attualmente esistenti, estendendo la rappresentativit del campione anche al sottoinsieme degli stranieri, oppure prevedere una specifica indagine campionaria nazionale sulla popolazione straniera da ripetere periodicamente. Di seguito, vengono indicati i principali vantaggi, alcune modalit di realizzazione e gli svantaggi o le difficolt specifiche, distintamente per le due ipotesi alternative.

In primo luogo, vediamo perch dovrebbe essere opportuno valorizzare le indagini nazionali gi esistenti: possibilit di confronto con la popolazione nazionale; maggiori possibilit di comparazione internazionale per le indagini armonizzate a livello di Ue o altro (dire quali indagini e se negli altri paesi il dato sugli stranieri viene utilizzato) con questionario di norma standardizzato; si tratta di indagini consolidate a livello nazionale con una struttura organizzativa (nella realizzazione dellindagine) ben consolidata; si potr disporre di informazioni aggiornate periodicamente;

Per garantire la rappresentativit della componente straniera appare necessario: prevedere, se possibile, un sovracampionamento della popolazione straniera; tradurre il questionario nelle principali lingue degli stranieri in Italia (le 10-12 pi importanti) e/o utilizzare intervistatori stranieri o rilevatori speciali in grado di somministrare (face to face, vale a dire porre le domande e superare eventuali incomprensioni) il questionario anche in alcune lingue estere;

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tenere sotto controllo il campione degli stranieri nella fase dellestrazione e nella sostituzione delle unit campionarie non intervistate per irreperibilit o per rifiuto. In sostanza, sostituire gli stranieri non intervistati con altri stranieri, possibilmente della stessa nazionalit;

valutare la possibilit di modificare la tecnica di campionamento allo scopo di ridurre i casi di irreperibilit.

Si presentano per i seguenti svantaggi rispetto ad indagini specifiche sugli stranieri: assenza di quesiti specifici sugli immigrati stranieri (ad esempio, la storia migratoria, le difficolt di inserimento, la problematica della lingua, ecc.); accrescimento dellimpegno in termini di risorse umane e finanziarie pi che proporzionale allincremento del numero delle interviste; in particolare, necessit in alcune aree di fare pre-indagini ad hoc sulla popolazione straniera e di adeguare i registri anagrafici che proprio per gli stranieri risultano pi spesso poco o per niente aderenti alla realt a causa dei pi frequenti cambiamenti residenziali alle volte non registrati;

I vantaggi insiti nella realizzazione di unampia indagine campionaria nazionale sugli stranieri, preferibilmente con un campione di controllo sulla popolazione autoctona (oppure impostando allo stesso modo una serie di quesiti presenti nelle altre indagini campionarie nazionali) sono: possibilit di affrontare tematiche specifiche concernenti la popolazione straniera immigrata e la seconda generazione (ad esempio, storia migratoria, status giuridico; inserimento socio-economico; rapporto con la popolazione italiana; prospettive di rientro nel paese di origine; rimesse; legami con il paese di origine e con la collettivit di appartenenza; prospettive di naturalizzazione); maggiore possibilit di considerare non solo gli stranieri residenti in uno dei comuni italiani ma anche quelli solo temporaneamente presenti (sia legali che illegali); possibilit di considerare specifici segmenti della popolazione straniera (stranieri immigrati da meno di 5 anni; stranieri immigrati da pi di 5 anni; immigrati naturalizzati; naturalizzati figli di immigrati; stranieri figli di immigrati);

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possibilit di far ricorso a tecniche dindagine ad hoc gi sperimentate con successo in alcune indagini svolte negli ultimi anni in alcune aree del paese (cfr. par. precedente), in tal modo superando alcune specifiche problematiche operative che si presentano nella fase della rilevazione;

possibilit di valutare gli effetti di eventuali politiche sociali a favore degli immigrati; verifica e controllo delle informazioni derivanti da rilevazioni totali di tipo amministrativo (questo, entro certi limiti, vale per entrambe le tipologie di indagini); Per realizzare tale ricerca occorre adottare alcuni accorgimenti simili a quelli gi in-

dicati per le indagini generali ed alcuni specifici interventi. In dettaglio: tradurre il questionario nelle principali lingue degli stranieri in Italia (le 10-12 pi importanti) e/o utilizzare intervistatori stranieri o rilevatori speciali in grado di somministrare (face to face, vale a dire porre le domande e superare eventuali incomprensioni) il questionario anche in alcune lingue estere; predisporre una tecnica di campionamento ad hoc (metodo dei centri o ambienti di aggregazione; campionamento areale; ecc.)41; tenere sotto controllo il campione distintamente per paese di cittadinanza nella fase dellestrazione e nella sostituzione delle unit campionarie non intervistate per irreperibilit o per rifiuto. In sostanza, sostituire gli stranieri non intervistati con altri stranieri della stessa nazionalit; I problemi e gli svantaggi rispetto alla valorizzazione delle indagini nazionali correnti sono: maggiore difficolt di comparazione dei risultati relativi agli stranieri con quelli concernenti gli italiani (leventuale campione di italiani sarebbe comunque di numerosit contenuta e la comparazione tra quesiti, se impostati allo stesso modo delle altre indagini nazionali, sarebbe comunque minore); necessit di limitare lattenzione ad alcune tematiche specifiche; disponibilit di risorse umane e finanziarie specifiche di notevole entit;

Alcune tecniche possono essere valide per alcune aree e assolutamente inutilizzabili in altri contesti territoriali.

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necessit di impiantare completamente la rilevazione in tutte le sue fasi dalla progettazione, alla realizzazione, al controllo dei dati, alla elaborazione e diffusione dei risultati; mancanza di periodicit o, quantomeno, di una periodicit breve tra due indagini successive. Va infine sottolineato come sarebbe possibile adottare una strategia mista che preveda, da una parte uno sforzo diretto a garantire la rappresentativit della componente straniera solo in alcune delle indagini campionarie correnti, dallaltra la realizzazione di unindagine specifica sugli stranieri, o sulla popolazione di origine straniera, che approfondisca tematiche specifiche ed abbia una periodicit non troppo ampia (ad esempio, ogni due anni, eventualmente nello stesso periodo dellindagine generale rappresentativa anche per la componente straniera). Per quanto riguarda lindagine da valorizzare, si potrebbe pensare a quella sulle forze di lavoro che potrebbe essere pi ampia e pi attenta agli stranieri, forse solo nel trimestre relativo alla rilevazione utilizzata a livello europeo anche se, data la procedura di rotazione, lo sforzo andrebbe profuso in tutti i trimestri. Lattenzione verso questa inchiesta giustificata da due ordini di fattori: la sua dimensione campionaria maggiore rispetto alle altre indagini sociali, consentendo di pervenire ad un sottocampione di stranieri pi ampio; la valorizzazione dei dati sugli stranieri derivanti da questa indagine gi tra gli obiettivi dellEurostat che, come si detto, dallinizio degli anni novanta pubblica per ciascun paese dellarea economica europea, tra cui lItalia, i dati assoluti e alcuni indicatori sul mercato del lavoro distintamente per nazionali, stranieri appartenente ad altri paesi dellUe e stranieri non appartenente allUe42. Inoltre, la riorganizzazione dellindagine, che attualmente in corso e dovrebbe realizzarsi completamente entro linizio del 2004, potrebbe costituire unoccasione importante per valutare empiricamente gli accorgimenti da adottare per garantire la rappresentativit della componente straniera. Si tratta ovviamente di considerazioni generali che richiedono per un sostegno pi attento di tipo metodologico e tecnico-operativo che potrebbe essere realizzato

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Non va dimenticato inoltre che in alcuni paesi (Regno Unito e Irlanda) tale indagine di base per la stima della dimensione della popolazione straniera e dei gruppi etnici.

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allinterno di un vero e proprio progetto di fattibilit43. In tale sede andrebbe valutata anche leventualit di un sopracampionamento degli stranieri per cercare di avere dati rappresentativi per le principali cittadinanze degli immigrati distinti quantomeno per ripartizione territoriale. Per quanto concerne lindagine specifica sugli stranieri sar opportuno valutare preliminarmente quale possa essere luniverso obiettivo: tutti gli stranieri (eventualmente solo dei PVS e dellEuropa dellEst) o soltanto quelli appartenenti alle collettivit (cittadinanze) pi consistenti? Nel primo caso la numerosit campionaria dovrebbe essere maggiore per garantire la rappresentativit per singola cittadinanza, nel secondo caso si avrebbe un collettivo che costituisce soltanto una parte del fenomeno complessivo. Inoltre, andrebbe valutata lopportunit di far ricorso a tecniche di campionamento particolari (centri e ambienti di aggregazione, areale, adattativo, ecc.) dopo aver condotto specifiche indagini pilota nelle aree di rilevazione. A chiusura di questo capitolo va ribadito che la necessit di indagini campionarie sugli stranieri rimane una delle indicazioni pi forti poich, come si vedr anche nel prossimo capitolo (ed ben chiaro se si rivolge lattenzione alla situazione in alcuni dei tradizionali paesi europei di accoglimento), esse costituiscono una fonte preziosa di ampliamento delle conoscenze di base, assolutamente non realizzabile attraverso le rilevazioni correnti non campionarie.

Preliminarmente, andrebbero analizzate attentamente le cause sia della sottovalutazione della proporzione di stranieri allinterno dei campioni delle indagini citate sia della loro selezione rispetto alluniverso che dovrebbero rappresentare, tenendo a mente che finora questo sub-collettivo non rientrava tra gli obiettivi specifici delle rilevazioni in oggetto.

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CAPITOLO 7 VERSO UN SISTEMA DI INDICATORI DI INTEGRAZIONE: IL MATERIALE STATISTICO DISPONIBILE E QUELLO NECESSARIO

7.1. Obiettivi, definizioni e modelli In questo capitolo finale, lattenzione sar rivolta essenzialmente a fornire una prima analisi sul materiale statistico necessario per predisporre un sistema di monitoraggio periodico del processo di integrazione delle collettivit straniere nelle principali aree di insediamento del territorio italiano 44. La distinzione per cittadinanza appare essenziale visto che nel nostro paese limmigrazione straniera si contraddistingue per la presenza di un numero elevato di nazionalit ed etnie che differiscono tra loro per storia migratoria, caratteristiche demografiche e sociali e, soprattutto, per modalit di insediamento territoriale e per intensit e forme di inserimento nelle diverse sfere (economiche, sociali e culturali) della societ. Anche il riferimento al contesto territoriale appare fondamentale poich le opportunit di inserimento dei nuovi venuti risultano differenti nelle diverse zone e realt del nostro paese e la concentrazione in alcune aree specifiche, soprattutto nei grandi comuni metropolitani, di determinate collettivit immigrate rende necessaria unanalisi che non pu trascurare la dimensione spaziale. Per perseguire lobiettivo indicato appare essenziale procedere preliminarmente ad una definizione del concetto di integrazione e ad una breve discussione dei principali modelli adottati. Non facile fornire una definizione condivisa del fenomeno in oggetto poich entrano in gioco sia le aspirazioni, i progetti e le propensioni dei gruppi immigrati, sia gli atteggiamenti e i comportamenti del gruppo prevalente, quello degli autoctoni, di cui in buona parte espressione il modello di integrazione adottato dallo Stato di accoglimento.

Il riferimento essenzialmente alle ripartizioni geografiche, anche se primaria lattenzione che va rivolta ad alcune province metropolitane in cui la presenza straniera appare consistente come quota rispetto al totale nazionale ma soprattutto come incidenza sulla popolazione autoctona.

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Il termine integrazione esprime un concetto complesso il cui significato pu variare nel tempo e nello spazio a seconda del paese considerato, delle circostanze storico politiche e della fase dellimmigrazione. Notevoli sono pertanto le difficolt nel fornire una formulazione univoca e puntuale del termine. In modo schematico si pu dire che lintegrazione degli immigrati nel paese di adozione si presenta come un fenomeno dinamico e pluridimensionale. A seconda della partecipazione degli immigrati alla vita economica, sociale e culturale del paese di insediamento e quindi della progressione della posizione occupata in vari settori, come limpiego, la sistemazione abitativa, listruzione e la partecipazione politica, si pu tentare di misurare levoluzione e il livello dellinserimento raggiunto da tale collettivo. In particolare, lintegrazione vista in termini di processo come un percorso che coinvolge due entit distinte, lindividuo che cerca di inserirsi, ed anche di coesistere al meglio, nel contesto di accoglimento e la societ ospitante che lo aiuta, lo lascia fare o lo ostacola nel raggiungere il proprio scopo (Golini, Strozza, Amato, 2001). Nella sua accezione di processo, lintegrazione comprende tutte le modalit attraverso le quali limmigrato pu essere incorporato nella realt di adozione. Linserimento pu assumere forme e caratteristiche assai differenti, in un continuum che va dallassimilazione al multiculturalismo (Macura e Coleman, 1994). Lassimilazione definisce un processo unidirezionale di adattamento dello straniero al nuovo ambiente sociale. Si tratta di un processo di interpenetrazione e di fusione per il quale persone o gruppi acquisiscono memorie, sentimenti e attitudini di altre persone o gruppi e, modellati dalla loro esperienza e storia, sono incorporati in una vita culturale comune (Park e Burgess, 1921, p. 360). Limmigrato si confonde quindi con il resto della popolazione e ne acquisisce anche la nazionalit culturale, rinunciando alle proprie caratteristiche linguistiche, sociali e culturali (Golini, Strozza, Amato, 2001). Lo Stato che adotta un tale modello deve cercare di creare le condizioni giuridiche ed operative che favoriscano ladattamento dellindividuo al nuovo ambiente sociale, senza riconoscere e ufficializzare lesistenza delle minoranze etniche. La traduzione nella realt di tale modello non ha condotto ai risultati attesi, il caso pi significativo rappresentato dallesperienza francese. Un altro modello di incorporazione quello della marginalizzazione e/o dellesclusione che prevede la partecipazione degli immigrati solo ad alcune specifiche

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sfere della societ, per lo pi quelle legate allinserimento nel mercato del lavoro, rifiutandogli invece laccesso alle altre dimensioni del vivere sociale. Lo Stato per mettere in atto tale modello pu adottare misure e strumenti normativi che rendano difficile laccesso non solo alla cittadinanza giuridica ma anche a quella sociale, attraverso atteggiamenti discriminatori che impediscano un pieno inserimento dellimmigrato nella societ ospitante (Golini, Strozza, Amato, 2001). Il modello della coesistenza si fonda sullidea di preservare le differenze linguistiche, culturali e di tradizioni tra i gruppi minoritari e tra questi e il gruppo maggioritario (Todisco, 1995). La collettivit nativa non si attende che gli individui rinuncino alla loro diversit ma che accettino alcuni valori fondamentali della societ di adozione. Il rischio connesso allapplicazione di questo modello la costituzione di comunit ripiegate su se stesse e non interagenti tra di loro (Golini, Strozza, Amato, 2001). Il modello proposto per lItalia dalla Commissione per le politiche di integrazione degli immigrati era volto a superare alcuni limiti dei modelli precedenti intendendo per integrazione sia lintegrit delle persone, delle collettivit coinvolte in tale processo, sia linterazione positiva e la pacifica convivenza tra tutte le collettivit, compresa ovviamente quella autoctona (Zincone, 2000). Occorre per applicare tale modello riconoscere e rispettare le esigenze e le differenze dei diversi gruppi, senza per creare le premesse per lemergere di realt separate e isolate. Obiettivo di fondo dellintegrazione , al contrario, quello di realizzare interazioni positive tra nazionali ed immigrati nel quadro di un dialogo che si articoli su pi piani, propagandosi in tal modo a tutte le sfere del convivere, e che sia in grado di costituire un arricchimento per le diverse parti in causa (Zincone, 2000; Golini, Strozza, Amato, 2001). Il breve richiamo ad alcuni modelli di integrazione serve da un lato a segnalare ulteriormente il carattere pluridimensionale del fenomeno dallaltro a sottolineare come allo stesso fenomeno possono essere date diverse chiavi di lettura e differenti traduzioni operative. In base al modello prescelto possono cambiare, almeno in parte, le dimensioni considerate significative e le modalit di costruzione delle possibili misure e indicatori di interesse. Nella letteratura internazionale emersa infatti la necessit di costruire misure di sintesi atte ad evidenziare differenze o similitudini nei comportamenti e nelle situazioni che coinvolgono immigrati e nazionali (Haut Conseil lIntgration, 1991a). Si cerca di

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monitorare un processo di per s di difficile quantificazione facendo ricorso a misure o indicatori statistici che a livello comparativo possono segnalare situazioni generali o specifiche di non integrazione o di discriminazione rispetto agli autoctoni di alcune (molte o tutte) le collettivit immigrate.

7.2. Ambiti specifici e possibili indicatori di integrazione Date le finalit di questo capitolo, non verr presentato un sistema di misure e indicatori di integrazione, che gi stato proposto per il nostro paese da diversi autori (Cagiano et al., 1994; Casacchia, Strozza, 1995; Natale, Strozza, 1997; Golini, Strozza, Amato, 2001; Cagiano, 2001), ma saranno indicati alcuni ambiti specifici di interesse con lindividuazione dei caratteri, delle categorie o degli eventi che necessario rilevare per poter costruire alcuni indicatori ritenuti essenziali (tab. 7.1). Per quanto concerne le modalit di costruzione di tali indicatori si rimane sostanzialmente sul generico, visto che tale aspetto non costituisce oggetto specifico di questa trattazione e gli indici riportati nella tab. 7.1 sono solo delle misure possibili. Sembra per opportuno proporre almeno qualche considerazione generale. Va detto che agli indicatori elementari (uno dei numerosi esempi possibili il tasso di attivit) potrebbe risultare opportuno sostituire dei rapporti tra indici (odd-ratios) in cui quello relativo a ciascuna collettivit straniera viene rapportato a quello concernente la popolazione nazionale che funge ovviamente da riferimento (il tasso di attivit di ciascuna collettivit viene rapportato quindi a quello della popolazione italiana). In altri casi sar opportuno esaminare la dissomiglianza della distribuzione relativa di un dato fenomeno nelle collettivit straniere rispetto alla distribuzione osservata nella popolazione nazionale (potrebbe essere questo il caso della struttura per settore economico di impiego). Tornando al quadro generale di riferimento, va sottolineato come siano stati individuati dieci ambiti specifici di integrazione allinterno dei quali si collocano alcuni caratteri, categorie o eventi (in totale sono quaranta) che costituiscono quantomeno il numeratore di possibili misure o indicatori atti a monitorare la situazione delle collettivit immigrate (tab. 7.1). Il primo ambito di osservazione riguarda le caratteristiche demografiche che consentono di delineare la morfologia delle comunit straniere, elemento imprescindibile per approntare mirate politiche sociali. Larticolazione secondo i principali caratteri struttu-

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rali appare infatti basilare per valutare in modo specifico squilibri ed eventuali necessit (Golini, Strozza, Amato, 2001). La struttura per et dovrebbe consentire di evidenziare limportanza assunta dalla popolazione in et lavorativa, di quella giovanile e di quella anziana, mettendo in luce la fase del processo migratorio (da unimmigrazione per lavoro al prevalere dei ricongiungimenti familiari fino alleventuale invecchiamento del collettivo allo studio) e il manifestarsi di distinti e specifici bisogni (per i pi giovani di istruzione e formazione, per gli adulti di inserimento lavorativo e di accesso ai servizi per la famiglia, per gli anziani di assistenza). La struttura per sesso, oltre a segnalare lo stadio del processo migratorio, consente di evidenziare possibili difficolt nelle relazioni sociali in presenza di forti squilibri nella composizione tra maschi e femmine. Anche la struttura per stato civile rivela una realt che incide profondamente sulla sfera affettiva dellimmigrato e quindi sui suoi atteggiamenti e comportamenti. Lesistenza o meno di vincoli matrimoniali e la presenza o meno del coniuge in Italia esercita notevole influenza sul vissuto del migrante. tra laltro uninformazione utile per cogliere anticipatamente i possibili comportamenti nuziali e il numero atteso di richieste di ricongiungimento familiare (Golini, Strozza, Amato, 2001). Anche le caratteristiche migratorie espresse essenzialmente dalla distribuzione per anno (o coorte) di immigrazione, per motivo dellarrivo e/o della presenza sul territorio e per condizione giuridica di soggiorno (stranieri legali stabili, legali semi-stabili e illegali) costituiscono un ambito specifico di grande importanza. noto come la durata della presenza nel paese di arrivo indichi la fase dellimmigrazione e sintetizzi il processo di adattamento alla nuova realt; la legalit della presenza sul territorio condizione essenziale per un compiuto inserimento economico e sociale. Alcuni dati sulle caratteristiche demografiche e migratorie delle collettivit straniere (in particolare, sesso, et e anno di immigrazione) sono inoltre necessari in quanto possono costituire il denominatore di alcuni tassi specifici. Si fa riferimento in particolare, ma non esclusivamente, alle misure di intensit e di cadenza utilizzate per analizzare i comportamenti demografici (le principali misure analitiche sono i tassi di fecondit, di nuzialit o di divorzialit specifici per et) delle collettivit straniere. Va sottolineata poi lopportunit di standardizzare alcune misure per anno di immigrazione, in modo da tenere sotto controllo, nel confronto della situazione tra collettivit e nel tempo, le differenze e le variazioni nella durata della presenza in Italia.

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Tab. 7.1 Ambiti specifici dellintegrazione distinti secondo i caratteri, le categorie o gli eventi da rilevare e i connessi possibili indicatori o misure. AMBITI SPECIFICI ALCUNI POSSIBILI INDICATORI O MISURE CARATTERI, CAREGORIE O EVENTI PER COLLETTIVIT STRANIERA
Caratteristiche demografiche Sesso Et (data di nascita) Stato civile Tipologia familiare Caratteristiche migratorie Anno di arrivo (durata della presenza) Motivo della presenza Condizione giuridica di soggiorno Istruzione e conoscenza della lingua Popolaz.ne (25 anni e pi) per titolo di studio Iscritti scuola elementare, media e superiore Ritardi e insuccessi scolastici Conoscenza della lingua italiana % donne; squilibrio tra i sessi Et media; struttura per classi di et Struttura per stato civile Struttura per tipologia familiare, quota familiari nel paese dorigine Durata media della presenza, % presenti da 10 e pi anni % per motivi familiari % presenti illegalmente Struttura per titolo di studio Tassi di scolarizzazione Quota ritardi scolastici, tassi di ripetenze % che conosce litaliano, grado di conoscenza dellitaliano Tasso di fecondit totale (TFT) Tasso di nuzialit, tasso di nuzialit mista, % matrimoni con italiani Tasso di divorzialit, divorzi per 100 matrimoni celebrati in Italia Tassi di ricongiungimento familiare % iscritti ad associazioni etniche % naturalizzati, tasso di naturalizzazione Tasso di attivit, tasso di disoccupazione % con pi di unattivit lavorativa % lavoratori autonomi Dissomiglianza nella struttura settoriale rispetto agli italiani Dissomiglianza nelle professioni rispetto agli italiani Tasso di infortunio Numero medio di ore a settimana, rapporto rispetto agli italiani Reddito medio da lavoro, rapporto rispetto agli italiani Reddito medio familiare, % al di sotto della soglia di povert % che possiede alcuni beni durevoli % risparmi sul reddito percepito % rimesse in denaro sul reddito percepito % consumi per beni di prima necessit (alimentari e abbigliamento) indice di segregazione territoriale nei grandi comuni Struttura per tipo di abitazione, % senza tetto % proprietari dellabitazione Indice di affollamento % che dispone nellabitazione di alcuni servizi % in cattivo stato di salute, dissomiglianza nel quadro nosologico Tasso di mortalit specifico per et, tasso di mortalit infantile Tasso di abortivit totale Denunciati per 1000 presenti, Condannati per 1000 presenti, condannati per 100 denunciati % sul totale della popolazione detenuta, % sulla popolazione presente

Comportamenti demografici
Nascite Matrimoni Divorzi Relazioni con paese di origine e di accoglimento(a) Ricongiungimenti familiari Iscrizioni ad associazioni etniche Acquisizione della cittadinanza italiana Lavoro Condizione professionale Numero attivit lavorative svolte Posizione nella professione Settore di occupazione Attivit lavorativa svolta Infortuni sul lavoro Ore settimanali di lavoro Reddito Reddito individuale da lavoro Reddito familiare Possesso di alcuni beni durevoli Risparmio Rimesse Consumi per tipologia Abitazione Distribuzione territoriale Tipo di sistemazione abitativa Titolo di godimento dellabitazione Affollamento Servizi disponibili nellabitazione Salute Condizione di salute e principali malattie Decessi Aborti Devianza Denunciati Condannati per reato Popolazione carceraria

Nota: (a) Si tratta solo di quegli aspetti che non sono gi colti nelle altre dimensioni.

Listruzione e la conoscenza della lingua italiana sono aspetti di notevole rilevanza nellinclusione degli stranieri nella nuova realt. Per la prima generazione di immigrati il livello distruzione e il grado di conoscenza della lingua del paese di adozione costi-

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tuiscono rispettivamente il capitale umano generico e quello specifico che incidono in modo significativo, in particolare il secondo, sulle possibilit di impiego e, soprattutto, sulla mobilit professionale ascendente. Linserimento scolastico sia dei bambini immigrati al seguito dei genitori sia della seconda generazione di immigrati (figli nati in Italia) rappresenta una variabile chiave dellintegrazione dellintera collettivit. I ragazzi rimangono in molti casi intrappolati tra la scarsa padronanza dellitaliano e la progressiva perdita duso della lingua dorigine (Golini, Strozza, Amato, 2001). importante monitorare la partecipazione, gli insuccessi e i ritardi scolastici poich la scuola rimane una tappa fondamentale per il miglioramento delle proprie condizioni e per una positiva mobilit sociale intergenerazionale delle comunit di origine straniera. Anche i comportamenti demografici (matrimonio, nascita dei figli e divorzio) possono essere, sotto vari aspetti, segnali del radicamento o meno nella societ di adozione. Fenomeni come lo sposarsi e lavere figli vengono vissuti dallimmigrato in maniera particolare, spesso con difficolt e ritardi dovuti allaver sperimentato lesperienza del trapianto in unaltra realt. Particolare attenzione viene in genere rivolta al processo di convergenza della fecondit degli immigrati, soprattutto di quelli provenienti da paesi ad alta fecondit, verso i livelli sperimentati dalla popolazione del paese di accoglimento. Occorre considerare per un possibile iniziale declino della fecondit, dovuto alle difficolt connesse allemigrazione (Maffioli 1996) ed allo squilibrio nella struttura per sesso45 (Natale, Strozza, 1997), ed una successiva ripresa che in molti casi non raggiunge i livelli osservati nei paesi di origine, poich una parte della fecondit rinviata non verr pi recuperata dalle generazioni e/o il modello riproduttivo tender ad avvicinarsi a quello della popolazione autoctona (Golini, Strozza, Amato, 2001). Se la nuzialit rappresenta un altro indicatore del comportamento demografico degli immigrati, i matrimoni misti sono al tempo stesso un indice di integrazione e un fattore di maggiore mescolanza delle popolazioni residenti nel paese (Coleman, 1992). I tal senso questo fenomeno costituisce un importante aspetto sia dellinstaurazione di relazioni sia della commistione tra autoctoni e immigrati (Natale, Strozza, 1997; Golini, Strozza, Amato, 2001). Va tenuto presente per che le coppie miste potrebbero risultare meno stabili di quelle costituite da coniugi connazionali per la difficolt di far coesistere nella vita di tutti i giorni le differenze culturali tra i due partner (Golini, Strozza, Amato, 2001).
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Nel primo periodo di immigrazione, infatti, la bassa fecondit potrebbe dipendere soprattutto dalla proporzione di bambini nati prima dellevento migratorio e/o dalla separazione delle coppie.

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Le relazioni con il paese di origine e con quello di accoglimento sono sintetizzate attraverso tre fenomeni specifici: i ricongiungimenti familiari, la partecipazione ad associazioni etniche in Italia e lacquisizione della cittadinanza italiana 46. Il ricongiungimento familiare riduce sicuramente la forza del legame con il paese di origine, anche se pu costituire una tappa ambivalente, per quanto essenziale, del processo di integrazione: se, da un lato, il ricongiungimento familiare pu essere interpretato come un segnale di stabile radicamento nel paese ospite, dallaltro rafforza i legami di base e ripropone valori e tradizioni del paese di origine in quello di adozione (Natale, 1995). certo che la ricostituzione dei nuclei familiari, cos come la formazione e lo sviluppo di nuove unioni, fa degli immigrati dei portatori di nuove istanze in termini, in particolare, di necessit abitative, sanitarie e culturali: si passa in sostanza dalle esigenze del singolo a quelle del nucleo familiare (Golini, Strozza, Amato, 2001). Liscrizione ad associazioni etniche pu costituire, nella prima fase dellesperienza migratoria, un valido supporto per il nuovo venuto, a livello psicologico, in base alla riproduzione su scala ridotta della comunit di origine, e a livello materiale, come importante punto di riferimento per acquisire informazioni necessarie sulla nuova realt. Nelle fasi successive del processo migratorio, lassociazionismo etnico potrebbe anche indicare una certa chiusura e una qualche volont di coesistenza allinterno della propria comunit, pi che di interazione e commistione con le altre. Infine, lottenimento della cittadinanza italiana per naturalizzazione pu essere intesa in due modi: da una parte come strumento capace di facilitare il percorso di integrazione; dallaltra come coronamento, tappa ultima (o quantomeno fondamentale) dello stesso processo, in quanto attraverso tale istituto si raggiunge la piena parit giuridica dei diritti e dei doveri con la popolazione nazionale (Bisogno, Gallo, 2000). Un ambito sicuramente prioritario dellintegrazione degli immigrati costituito da quello lavorativo che dovrebbe costituire premessa e sostegno essenziale per linserimento nelle altre dimensioni essenziali della societ di adozione. Infatti, il lavoro rappresenta un importante fattore di socializzazione tramite il quale limmigrato in un certo qual modo rielabora linsieme dei rapporti sociali e apprende i fondamenti delleconomia moderna, come il rapporto tra tempo e denaro, impegno e riuscita socia46

Altri aspetti che comunque attengono a questo ambito dei possibili e differenti legami e interazioni sono, ad esempio, le rimesse a favore di familiari rimasti in patria e i matrimoni misti, fatti che sono stati collocati allinterno di altri ambiti specifici.

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le. Secondo alcuni studiosi, nella gran parte dei paesi europei di accoglimento era alla situazione occupazionale che erano legati, oltre allo status sociale, la giustificazione della presenza dellimmigrato, il suo sostentamento e tutta una serie di diritti che potevano progressivamente acquisire e imparare ad esercitare. Negli ultimi due decenni questo legame si in parte allentato anche se lintegrazione dovrebbe comunque avvenire non solo nel lavoro ma in parte anche attraverso il lavoro. Tra le informazioni necessarie appare opportuno segnalare prima di tutto la condizione professionale attraverso la quale ricavare la situazione di disoccupazione che in genere comporta, soprattutto per gli immigrati, un elevato rischio di marginalizzazione. Altre notizie essenziali riguardano il numero di attivit lavorative svolte, la posizione nella professione, il settore di attivit e la qualifica professionale ricoperta. Seguendo Baubck (1994), una concentrazione di alcune collettivit immigrate in particolari settori del mercato del lavoro (ad esempio, nelleconomia irregolare e quindi nel lavoro nero), in alcuni comparti del sistema produttivo e nelle posizioni pi basse della scala delle professioni spesso indicativa di una scarsa integrazione o addirittura di una situazione di segregazione. Le notizie sul numero di ore lavorate a settimana e sugli infortuni sul lavoro segnalano da una parte limportanza e lo sforzo profuso nellattivit occupazionale e dallaltra le condizioni di rischio che caratterizzano le attivit svolte. Alla situazione lavorativa appare connessa in modo non trascurabile il reddito percepito dagli immigrati ed in parte anche il suo impiego. Il guadagno individuale pu esprimere infatti il livello di successo raggiunto sul lavoro e, pi in generale, il reddito complessivo una evidente estrinsecazione delle possibili condizioni di vita individuali e familiari dei nuovi venuti che dipendono ovviamente anche dal possesso di alcuni importanti beni durevoli. La struttura dei consumi fornisce inoltre indicazioni sulle abitudini degli immigrati rispetto a spese che non siano quelle strutturalmente necessarie (Golini, Strozza, Amato, 2001). La riduzione del risparmio e lo sviluppo di consumi che non siano quelli di base potrebbe segnalare infatti un cambiamento delle prospettive future e ladozione di modelli comportamentali meno distanti da quelli della popolazione stanziale. Un aspetto che chiarisce, almeno in parte, la posizione dei migranti allinterno dello spazio migratorio costituito dalla quota del reddito disponibile destinato ai familiari rimasti in patria. Tali trasferimenti monetari o linvio di merci e beni di vario tipo consentono, entro certi limiti, di misurare la forza del legame che le collettivit immi-

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grate conservano con le aree di provenienza. Tale legame naturalmente condiziona gli standard di vita nellarea di accoglimento: il perdurare di un forte legame con il paese di origine comporta maggiori sacrifici nel paese di adozione con la prospettiva di un eventuale rientro in patria. Sempre con riferimento alle condizioni di vita appare di grande rilievo disporre di informazioni sullabitazione con riguardo al tipo di alloggio, al titolo di godimento, nonch al numero di vani disponibili (e al livello di affollamento) e alla presenza di servizi igienico-sanitari e di altri confort. importante anche poter studiare la diffusione delle collettivit immigrate sul territorio e allinterno di una stessa citt, per vedere se ha luogo una qualche sorta di concentrazione residenziale, dovuta magari alla specializzazione produttiva o al costituirsi di quartieri etnici. Condizioni di salute e devianza degli stranieri sono due ambiti particolarmente rilevanti della vita dei nuovi venuti nella societ di adozione. La possibilit di tutelare la propria salute e di ridurre al minimo incidenza e prevalenza della morbosit rappresenta condizione indispensabile per esercitare le proprie potenzialit lavorative, formative e relazionali e, pi in generale, per un positivo inserimento nella realt sociale di accoglimento. Al riguardo le informazioni da considerare sono relative sia allo stato di salute soggettivo e alla presenza di patologie croniche, sia al ricorso alla ospedalizzazione e alle altre forme di assistenza sanitaria. Di un certo rilievo anche labortivit per quel che riguarda la salute materno-infantile e la mortalit in generale e con specifico riferimento a quella nei primi anni di vita per quanto concerne le condizioni di sopravvivenza nel nuovo contesto territoriale delle collettivit straniere. Lanalisi di tali aspetti riporta lattenzione alle generali condizioni di vita degli immigrati e alle effettive opportunit di assistenza offerte dal servizio sanitario pubblico (Golini, Strozza, Amato, 2001). Numerosi studi hanno evidenziato lesistenza di un legame fra devianza degli stranieri e livello di integrazione sociale ed economica. Recenti teorie hanno inoltre messo in risalto limportanza del conflitto culturale, ossia delle differenze esistenti nelle norme di comportamento e nel sistema di valori tra immigrati e popolazione autoctona, come uno dei fattori che agiscono sulla devianza straniera. Di fatto, un ruolo molto importante giocato anche dalla coesione interna alla stessa collettivit straniera e dalle sfavorevoli condizioni economiche sperimentate dagli immigrati che possono favorire una loro concentrazione in aree a rischio, caratterizzate da maggiori livelli di devianza (Baldacci,

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Natale, 1995). Appare quindi rilevante poter analizzare tale fenomeno attraverso i dati sulle denunce e sulle condanne, nonch sul flusso in entrata (entrati dallo stato di libert) e sullo stock di popolazione nelle carceri. A chiusura di questa rapida presentazione degli ambiti specifici da considerare, va sottolineato che nella predisposizione degli indicatori di integrazione un punto cruciale rappresentato dallesatta definizione dei segmenti di popolazione a cui i dati si riferiscono. In maniera schematica possono essere individuati almeno tre segmenti di interesse a cui corrispondono differenti bisogni e livelli di partecipazione sociale: i naturalizzati, gli stranieri legali (eventualmente distinti nella componente stabile e in quella semi stabile) e quelli illegali. Le collettivit immigrate mostrano una strutturazione interna secondo questi sub-gruppi anche enormemente differenziata, riflettendo fasi e modelli migratori diversi (le collettivit di pi recente costituzione hanno una quota pi elevata di illegali e pi contenuta di naturalizzati) a cui corrispondono livelli variabili nella propensione allinserimento nella societ di accoglimento. Sarebbe sicuramente di grande interesse poter considerare tutti e tre i segmenti, o quantomeno pervenire ad una valutazione della loro consistenza, in quanto ciascuno di essi incide in modo differenziato sulla societ di arrivo ed destinatario di specifiche politiche sociali. Spesso per i dati rilevati e/o disponibili fanno riferimento prevalentemente al segmento centrale, quello costituito dalla popolazione straniera legale. Inoltre, alcuni indicatori sono di difficile costruzione per la mancanza di corrispondenza tra i collettivi di riferimento a numeratore e denominatore dei rapporti; alla frequente mancanza di alcuni dati, si aggiunge la scarsa robustezza di altri con riguardo sia ai gruppi etnici che alle entit territoriali considerate.

7.3. Materiale statistico disponibile e materiale statistico necessario Alla luce di quanto detto finora, per i caratteri, le categorie o gli eventi appartenenti a ciascun ambito specifico dellintegrazione vengono indicate nella tab. 7.2 le fonti dei dati disponibili o di quelli potenzialmente tali, cercando di specificare il tipo di popolazione straniera a cui le informazioni si riferiscono (solo i legali stabili, i legali in complesso, tutta la popolazione straniera legale e illegale 47). Nel caso delle fonti amministrative viene riportato lente responsabile della rilevazione, mentre per le numerose ri47

Non viene considerata la componente costituita dai naturalizzati poich, come osservato nel capitolo 3, solo al censimento demografico risulta in qualche modo individuabile.

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levazioni dellISTAT si fa ricorso ad una distinzione pi analitica che consente di distinguere il censimento demografico, i dati anagrafici di stock, le rilevazioni continue (nascite, morti, matrimoni, divorzi, ecc.) e le differenti indagini campionarie. Di seguito verr prima discussa la situazione attuale, con e senza lapporto conoscitivo derivante dal censimento demografico del 2001, poi sar rivolta lattenzione ai possibili miglioramenti del quadro informativo attraverso la valorizzazione di alcune rilevazioni totali o campionarie gi esistenti. Le caratteristiche demografiche della popolazione straniera sono desumibili annualmente dalla rilevazione dei permessi di soggiorno del Ministero dellInterno48 e, in parte, anche da quella sugli iscritti nelle anagrafi comunali. Il censimento demografico consentir, con riferimento al 2001, di disporre di informazioni analitiche sulle caratteristiche degli stranieri residenti e di quelli solo temporaneamente presenti sul territorio italiano, com ovvio limitatamente alle persone che lindagine riuscita a raggiungere (tab. 7.2). Tali rilevazioni non sempre si riferiscono allo stesso universo di stranieri: lanagrafe coglie la sola componente legale stabile; il Ministero dellInterno si riferisce agli stranieri legali; il censimento riguarda tutti gli stranieri, anche se viene distinta la componente legale stabile. Sempre dalla conta censuaria e dallarchivio sui permessi di soggiorno derivano le principali informazioni sulle caratteristiche migratorie degli stranieri (anno di immigrazione e motivo del trasferimento o della presenza in Italia). In modo pi schematico, si pu notare come gli eventi demografici (nascite, matrimoni e divorzi) siano disponibili in particolare per gli stranieri legali stabili. I dati sui ricongiungimenti familiari e sullacquisizione della cittadinanza italiana (per matrimonio o per naturalizzazione) forniti rispettivamente dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dellInterno, si riferiscono pi in generale alla popolazione straniera legale, anche se le condizioni richieste dovrebbero limitare il collettivo alla parte pi stabile. Notizie sul lavoro sono desumibili attualmente in modo sufficientemente analitico dalla rilevazione censuaria e in modo sostanzialmente frammentario utilizzando, alle volte congiuntamente, i dati di varie fonti amministrative (i permessi di soggiorno del Ministero dellInterno distinti per motivo del rilascio, gli iscritti al collocamento e gli
48

Anche se, come sottolineato in precedenza (cfr. par. 3.3.1), solo una parte dei minori risulta titolare di un permesso di soggiorno e quindi le misure e gli indicatori costruibili andranno circoscritti agli stranieri legali con 18 anni e pi.

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avviamenti al lavoro del Ministero del Lavoro, i versamenti contributivi dellINPS, le posizioni assicurative rilevate dallINAIL) che oltre a cogliere solo specifici segmenti o aspetti del fenomeno possono dare unidea - alle volte per non troppo aderente alla realt, riflettendo essenzialmente la situazione formale e non quella di fatto dellinserimento lavorativo regolare. Particolarmente delicata appare la situazione relativa alle possibilit conoscitive sulle condizioni di vita degli stranieri: dati sul reddito e sul suo impiego non risultano a tuttora disponibili49, mentre quelli sulla sistemazione abitativa sono desumibili, allo stato attuale, solo dalla rilevazione censuaria. Per quanto concerne la salute si pu fare riferimento ad alcune rilevazioni continue come quella sui deceduti, quelle sulle interruzioni di gravidanza e quelle sulle dimissioni ospedaliere. Con riguardo a questa ultima indagine va sottolineato come dal 2001 dovrebbe essere stato inserito nelle schede di dimissione ospedaliera (SDO) di tutte le regioni italiane il cosiddetto codice STP per gli stranieri senza permesso di soggiorno che potrebbe consentire di distinguere gli eventi (i ricoveri) relativi agli stranieri illegali da quelli concernenti gli stranieri legali. Allo stato attuale tali dati non sono per ancora diffusi e laccesso ai dati individuali rigidamente circoscritto al solo ISTAT. Le informazioni sulla devianza degli stranieri sono ricavabili da alcune rilevazioni del Ministero della Giustizia su denunciati e condannati, nonch da quella gestita dal Dipartimento dellAmministrazione Penitenziaria (DAP), sempre dello stesso dicastero, sui flussi in entrata e gli stock della popolazione carceraria. Anche il Ministero dellInterno coglie alcuni aspetti della criminalit degli stranieri anche se luniverso rilevato appare pi ampio riflettendo le segnalazioni che comportano anche attivit di prevenzione e sorveglianza delle forze dellordine. Dallindagine conoscitiva presso gli enti pubblici svolta dalla Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica
In vero, qualche informazione desumibile da alcune rilevazioni che colgono per una parte limitata dei fenomeni di interesse. Dagli archivi INPS sarebbe possibile ricavare il salario corrisposto ai lavoratori stranieri dipendenti per i quali sono effettuati versamenti contributivi. Sono disponibili dati sulle rimesse registrati dallUfficio italiano cambi (tale rilevazione di recente passata alla Banca dItalia) che riguardano i soli invii monetari che si avvalgono del sistema bancario. Non per possibile distinguere la cittadinanza delle persone che effettuano loperazione ma solo il paese di destinazione del flusso monetario. Di recente lUic ha realizzato unindagine presso le agenzie di money transfer che ha permesso di stimare il flusso dei trasferimenti che si avvalgono di tale canale di trasmissione. Rimangono esclusi dalla rilevazione non solo i trasferimenti che non passano attraverso i canali ufficiali ma anche quelli, ad esempio, che si avvalgono degli uffici postali. Per quanto riguarda le spese (o i consumi) per beni durevoli sono disponibili dal 1998 i dati dellACI sul numero di autovetture nuove ed usate acquistate da cittadini stranieri (Golini, Strozza, Amato, 2001).
49

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emerso che allinterno di queste rilevazioni possibile distinguere la componente legale da quella illegale della presenza estera. Va comunque tenuto presente che allo stato attuale dati di questo tipo non sono stati ancora elaborati o quantomeno diffusi allesterno degli enti che gestiscono i dati individuali. Il quadro generale che emerge da questo esame sintetico appare abbastanza problematico se si ha come obiettivo il monitoraggio continuo, o quantomeno periodico, delle condizioni di vita e del grado di integrazione delle collettivit straniere nelle ripartizioni territoriali italiane. Infatti, appare evidente che il sistema informativo, abbastanza ampio per il 2001 anno del censimento demografico, risulta negli altri periodi ampiamente lacunoso. Ne deriva un quadro in chiaro scuro con tinte forti per alcune aree specifiche di approfondimento: ci sono alcune dimensioni essenziali dellinserimento economico e sociale degli stranieri che risultano non monitorabili in base ai dati statistici attualmente disponibili o comunque rilevati dalle fonti statistiche o amministrative. Poco adeguate e non sempre attendibili sono le informazioni sul lavoro desumibili dalle principali rilevazioni amministrative, praticamente nulle sono quelle concernenti la situazione abitativa, cos come risultano in pratica inesistenti quelle sul reddito e sul suo impiego, che neanche al censimento demografico sono rilevate. I possibili interventi volti a migliorare la situazione solo in parte sono riconducibili alladeguamento e/o al miglioramento di rilevazioni amministrative gi esistenti. questo ad esempio il caso delle rilevazioni del MIUR sugli alunni per ordine e grado che, senza pensare ad una possibile centralizzazione degli archivi delle singole scuole, potrebbero essere integrate quantomeno mediante larticolazione per singola cittadinanza dei dati, raccolti con il modello aggregato, sugli esiti scolastici. Un altro caso quello di alcune rilevazioni dellINAIL che potranno fornire dati effettivamente compatibili con quelli di altre rilevazioni nel momento in cui sar acquisito oltre al paese di nascita, spesso desunto dal codice fiscale, anche quello di cittadinanza. Lintroduzione del quesito sulla cittadinanza renderebbe fruibile anche alcuni dati del Ministero delle Finanze sui versamenti fiscali e sui redditi dichiarati50, notizie che sarebbero comunque ascrivibili al segmento legale e occupato regolarmente della popolazione straniera.
50

Il Ministero delle Finanze ha una gestione centralizzata degli archivi relativi alle diverse imposte (le principali sono lIRPEF, lIRPEG, lIRAP e lIVA) le cui informazioni confluiscono nella Gestione dellAnagrafe Tributaria che contiene notizie anagrafiche e fiscali a livello individuale su persone e societ. Tra i caratteri rilevati c il paese di nascita delle persone fisiche, desumibile dal codice fiscale, e il luogo di residenza (comune italiano o stato estero di residenza). Solo per i residenti allestero viene rac-

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In generale, per cercare di ridurre le lacune informative sembra comunque necessario far ricorso ad alcune indagini campionarie di tipo generale (cio che riguardano italiani e stranieri) e/o a indagini specifiche sulla popolazione straniera (o di origine straniera) da ripetere periodicamente. Nella tab. 7.2 sono state indicate le principali indagini campionarie correnti attualmente esistenti che potrebbero essere ampliate per rendere pi consistente e, soprattutto, rappresentativo il sottoinsieme delle famiglie e degli individui stranieri intervistati. banale sottolineare come attraverso tali indagini parziali sarebbe possibile acquisire informazioni sul reddito e sui suoi impieghi, notizie attualmente non disponibili e difficilmente ricavabili in modo ampio da fonti amministrative. Va notato comunque che lapprontamento di unindagine ad hoc sugli stranieri potrebbe consentire di estendere le conoscenze anche alla componenti legale semistabile e illegale del fenomeno e di acquisire notizie pure su aspetti che riguardano in modo specifico la popolazione obiettivo. Si fa riferimento, ad esempio, alla condizione giuridica di soggiorno 51, al grado di conoscenza della lingua italiana, alliscrizione o meno ad associazioni etniche, ai progetti migratori futuri e al volume di rimesse monetarie e non trasmesso nel paese di origine.

colta anche linformazione sulla nazionalit distinguendo solo gli italiani dagli stranieri senza il dettaglio del paese di cittadinanza. Sarebbero di grande utilit poter disporre, ad esempio, di dati aggregati, distintamente per paese di cittadinanza e sesso, sul numero di stranieri che hanno pagato lIRPEF e sul reddito medio dichiarato. Due sono le strade possibili per cercare di superare il problema della mancanza dellinformazione sulla cittadinanza negli archivi del Ministero: a) tentare il record-linkage con larchivio del Ministero dellInterno sui permessi di soggiorno e, in seconda battuta, con quelli dellINPS relativi ai versamenti contributivi e con quello dellINAIL sulle denunce nominative degli assicurati; b) introdurre nei modelli di rilevazione linformazione sulla cittadinanza quantomeno per tutti i nati allestero, ma in prospettiva per tutte le persone che effettuano versamenti fiscali. La prima soluzione, che appare abbastanza onerosa e richiede inoltre unattenta valutazione sulla sua effettiva praticabilit alla luce dei vincoli imposti dal segreto fiscale e dalla legge sulla privacy, consente per di rendere disponibili anche i dati esistenti per gli ultimi anni e non solo per il futuro. Inoltre, il collegamento informatico con larchivio dei permessi dovrebbe permettere di recuperare non solo la cittadinanza ma anche altre notizie di rilievo. Pertanto, si potrebbe pensare che tale operazione sia opportuna anche dopo che sia stata introdotta la cittadinanza tra i caratteri essenziali contenuti negli archivi del Ministero delle Finanze. 51 Informazioni di tipo amministrativo sulle persone senza permesso di soggiorno sono in genere disponibili limitatamente a quelli che si sono avvalsi delle disposizioni eccezionali di regolarizzazione. Con riguardo alla sanatoria prevista dalla legge Bossi-Fini le informazioni raccolte sul datore di lavoro e, soprattutto, sul lavoratore dipendente straniero sono diverse e soprattutto collegabili con quelle eventualmente contenute in altri archivi (permessi di soggiorno del Ministero dellInterno, visti di ingresso del Ministero degli Affari sociali).

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Tab. 7.2 Fonti dei dati disponibili o potenzialmente disponibili per le diverse dimensioni dellintegrazione distintamente per condizione giuridica dello straniero (T= legali e illegali; L= legali; LS= legali stabili).
AMBITI SPECIFICI CARATTERI, CAREGORIE O EVENTI Caratteristiche demografiche Sesso Et (data di nascita) Stato civile Tipologia familiare Caratteristiche migratorie Anno di arrivo (durata della presenza) Motivo della presenza Condizione giuridica di soggiorno Istruzione e conoscenza della lingua Popolazione (25 anni e pi) per titolo di studio Iscritti scuola elementare, media e superiore Ritardi e insuccessi scolastici Conoscenza della lingua italiana Comportamenti demografici Nascite Matrimoni Divorzi Relazioni con paese di origine e di accoglimento(a) Ricongiungimenti familiari Iscrizioni ad associazioni etniche Acquisizione della cittadinanza italiana Lavoro Condizione professionale Numero attivit lavorative svolte Posizione nella professione Settore di occupazione Attivit lavorativa svolta Infortuni sul lavoro Ore settimanali di lavoro Reddito Reddito individuale da lavoro Reddito familiare Possesso di alcuni beni durevoli Risparmio Rimesse Consumi per tipologia Abitazione Distribuzione territoriale Tipo di sistemazione abitativa Titolo di godimento dellabitazione Affollamento Servizi disponibili nellabitazione Salute Condizione di salute e principali malattie Decessi Aborti Devianza Denunciati Condannati per reato Popolazione carceraria T CENS CENS CENS (a) CENS CENS DATI DISPONIBILI L MINT MINT MINT LS CENS, AN CENS CENS CENS CENS CENS T DATI POTENZIALI L LS

AN AN

MINT MINT

(a) MIUR

CENS MIUR

IFDL, IMULT, IBI

CONT CONT MEST MINT CENS MINT, MLAV

CONT CONT CONT

CONT

CENS

IFDL, ICON, IBI IFDL IFDL, ICON, IBI IFDL, I_CON, IBI IFDL INAIL IFDL, IBI ICON, IBI ICON, IBI IMUL, ICON ICON ICON, IBI

(a) CENS (a) (a)

INPS

CENS CENS CENS CENS

CENS CENS (b) (b) (b) MSAL CONT CONT MGIUS MGIUS DAP

CENS, AN CENS CENS CENS CENS

IMUL, ICON, IBI IMUL, ICON, IBI IMUL, ICON IMUL

CONT CONT

Note: (a) Queste informazioni non sono rilevate per le persone censite solo come temporaneamente od occasionalmente presenti nellalloggio e per quelle che sono state colte soltanto in una convivenza dove per non hanno dimora abituale. (b) Queste informazioni non sono rilevate oltre che per le persone indicate nella nota precedente anche per quelle che hanno dimora abituale nelle convivenze. Legenda: AN= Anagrafe; CENS =Censimento demografico; CONT= Rilevazioni totali continue; DAP= Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; IMUL= Indagine multiscopo sulle famiglie; ICON= Indagine sui consumi; IFDL= Indagine sulle forze di lavoro; IBI= Indagine sui consumi delle famiglie italiane della Banca dItalia; MEST= Ministero degli affari esteri; MGIUS= Ministero di Grazie a e Giustizia; MINT= Ministero dellInterno; MIUR= Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca; MLAV= Ministero del Lavoro; MSAL= Ministero della Salute.

Se la necessit di disporre di indagini campionarie periodiche, che siano rappresentative per le principali nazionalit degli stranieri e per grandi aree di insediamento, appare

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allo stato attuale indiscutibile, rimane aperto il problema su quale sia la soluzione pi conveniente e quale la pi facilmente praticabile. Come sottolineato in precedenza (cfr. par. 6.4), lindagine sulle forze di lavoro, gi utilizzata anche per stimare la popolazione straniera in alcuni paesi dellUe (nel Regno Unito e in Irlanda), sembra quella con i requisiti migliori per cercare di rendere rappresentative e fruibili le informazioni concernenti la componente straniera. Tale indagine, che copre in modo ampio il tema dellinserimento nel mercato del lavoro, non consente di colmare in modo adeguato le lacune informative relative ad altri aspetti economici e sociali dellinserimento degli stranieri in Italia. Inoltre, esclusa dalla rilevazione quella parte delluniverso costituita da tutte quelle persone che non vivono in famiglia, frazione che sicuramente pi rilevante nel caso della popolazione straniera. La realizzazione di unindagine periodica sugli stranieri costituisce quindi una vera e propria necessit della quale dovrebbe farsi carico probabilmente lISTAT, sia per il suo ruolo istituzionale sia per la disponibilit di strutture che consentono la copertura dellintero territorio nazionale, avvalendosi dellesperienza acquisita nel corso degli ultimi anni da alcuni enti ed esperti esterni allistituto.

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ALLEGATI

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Allegato 1 MOBILIT E MIGRAZIONI: LE DIFFICOLT NELLE DEFINIZIONI


Non v fenomeno demografico come le migrazioni che presenta sfaccettature, tipologie, metodi di analisi, numerose quanto variabili ed aleatorie. Un nato un prodotto del concepimento che vede la luce. Pu essere un nato vivo o un nato morto. Per essere vivo deve aver dato un segno della propria vitalit. Qualcuno fa riferimento al momento in cui il concepito esce dallutero materno, qualcuno considera invece un sufficiente tempo dal parto tanto che in certi paesi viene considerato nato morto il prodotto del concepimento deceduto entro le 24 ore seguenti al parto. Ma non ci sono dubbi sulloggetto: il prodotto di un concepimento fra due ceppi ereditati da un padre e da una madre. Analogamente per un morto: si tratta di un essere vivente che ad un certo momento della sua esistenza, cessa di vivere. Si tratter di stabilire le cause del decesso, ma ovunque accettato che quando un essere umano non d pi segni vitali, deve essere considerato un morto. Nascite e morti sono fatti biologici che possono essere abbastanza facilmente identificati e quindi definiti. Le migrazioni, invece, rientrano nellarea pi vasta dei fenomeni sociali i quali hanno differenziazioni tenendo conto del luogo (o dei luoghi) in cui si verificano, del tempo intercorso, della cultura di colui che si sposta, della cultura del luogo dove limmigrato si insedia, delle spinte individuali e collettive allo spostamento, alla politica dei luoghi di insediamento e di quella dei posti di origine. Come dice Golini (2000), in una popolazione che cresca con un suo ritmo naturale, fatto di nascite e di morti, occorrono 6 anni affinch un figlio vada a scuola, circa 20 perch cominci a lavorare, circa 60 perch vada in pensione e circa 75 perch muoia. I tempi di ingresso in ciascuna fase della vita possono differenziarsi da individuo ad individuo, ma grosso modo i percorsi sono gli stessi. Queste cadenze di vita hanno una loro isteresi ed un loro movimento abbastanza lento tanto che prevedibile con una buona approssimazione quale sar la popolazione scolastica, quale quella lavorativa, quale quella dei pensionati, tanto che la societ potr organizzare una politica scolastica, una politica del lavoro, una politica delle pensioni. Le migrazioni hanno invece la capacit

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di sconvolgere questi bioritmi in quanto in intervalli temporali a volte brevi si possono modificare quantit e qualit di una popolazione ( o quanto meno di due popolazioni: quella di arrivo ma anche quella di origine). Cos forti flussi immigratori possono incrementare la popolazione scolastica, quella dei lavoratori, in qualche caso anche quella dei pensionati nel territorio di nuovo insediamento. Ma in maniera analoga cambia anche la struttura per et nei luoghi di origine in quanto diminuiscono i giovani, gli adulti e a volte anche gli anziani. Lesemplificazione fortemente riduttiva in quanto non intervengono solamente elementi di natura numerica, ma sono coinvolti molti altri aspetti sociali ed economici della vita dei singoli individui e delle collettivit intere. Avremo modo di tornarci fra non molto. Consideriamo invece le poste del movimento demografico di una popolazione. Nascite e morti sono eventi a spot che hanno una collocazione puntuale nel tempo. Le migrazioni, invece, sono un processo che si colloca nellasse del tempo, occupandone un intervallo pi o meno lungo. La nascita e la morte sono il punto iniziale e terminale di una linea di vita nello schema di Lexis. Le migrazioni, invece, sono uno status che si protrae nel tempo ed occupa un tratto pi o meno lungo della linea di vita. Nascita e morte identificano linizio e la fine di un periodo ( la vita, intesa come processo vitale generale e totale). Le migrazioni sono un intervallo temporale nella vita totale di un individuo. Concettualmente non corretto mettere nascite e morti nello stesso piano di lettura delle migrazioni: le prime rappresentano le code di un processo vitale, le migrazioni sono esse stesse un processo. Tradizionalmente in demografia si fa riferimento agli eventi; nascite, morti, migrazioni sono considerati eventi demografici aventi pari dignit ed importanza nella determinazione dellammontare di una popolazione. Lequazione della popolazione

Pt = Po + Ni Mi + Ii Ei

consente di determinare la popolazione al tempo t sommando ad una popolazione iniziale Po le nascite e le immigrazioni e sottraendo le morti e le emigrazioni, intervenute nellintervallo i che separa il tempo 0 dal tempo t. In altre parole, lammontare di una popolazione al tempo t data dalla popolazione iniziale alla quale sommiamo e sot-

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traiamo gli eventi che nel frattempo sono intervenuti. La giustificazione pratica sta nel fatto che con I ed E si intende non gi limmigrazione o lemigrazione, intesa come processo, ma linizio del processo stesso, sia esso in entrata che in uscita rispetto alla popolazione che si sta considerando. Una eventuale rilevazione statistica consente di accertare quanti, nel momento della conta, si trovano allinterno di tale processo. E come un censimento che valuta ed enumera tutti coloro che sono gi nati e non ancora morti; si tratta dei viventi ad una data precisa. Cos per gli immigrati, si pu valutare lammontare degli stranieri entrati fino alla data del rilevamento; in termini demografici potremmo parlare di sopravviventi allo stato di immigrato. In maniera analoga al censimento che consente di accertare lo stock della popolazione, una rilevazione fatta ad una data di riferimento precisa (ad esempio, la fine dellanno) consentirebbe di valutare lo stock degli immigrati. Questa precisazione necessaria perch la rilevazione quantitativa conseguente ne pu essere in qualche maniera influenzata. Un certo grado di confusione origina dal fatto che nascita e morte sono eventi di un processo (la vita) mentre con il termine di migrazioni si identifica sia levento che il processo. Cos che una rilevazione fatta a fine anno non enumera lesistenza degli immigrati che insistono su un determinato territorio, come invece viene fatto per la popolazione locale attraverso il calcolo della popolazione residente a fine anno. Non enumera, cio, quanti si trovano nello status di immigrato e quanti sono titolari del processo immigratorio. Le statistiche che vengono diffuse, invece, si limitano a riportare il numero complessivo a fine anno degli eventi immigratori che si sono verificati nel corso dellanno. Nellopinione pubblica si ingenerano incertezze interpretative in quanto non sempre sono chiare le posizioni iniziali relative a ci che viene misurato: eventi o processi. Consideriamo qualche altro aspetto che certamente non contribuisce ad una interpretazione lineare della fenomenologia. Secondo una lettura formale con migrazione si intende ogni spostamento, definitivo o temporaneo, di gruppi di esseri viventi (uomini o animali) da un territorio ad un altro, da una ad unaltra sede, determinato da ragioni varie, ma essenzialmente per necessit di vita (Dizionario Enciclopedico Italiano della Treccani). La migrazione pertanto legata ad uno spostamento, entrambi sinonimi di mobilit. Ma mentre uno spostamento pu essere genericamente la manifestazione di una necessit esistenziale quotidiana, la migrazione pu essere legata ad una fase della

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vita che interessa archi temporali pi estesi. Uno spostamento pu essere quello che effettuiamo ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro o di studio ovvero il percorso che la donna di casa fa per raggiungere il mercato; una migrazione sinonimo di una mobilit che travalica il quotidiano anche se potrebbe essere ricorrente, e copre distanze normalmente pi elevate. Pertanto diamo al termine di mobilit un significato pi vasto e generico mentre con migrazione ci riferiamo a quella parte della mobilit che interviene tra due localit appartenenti a circoscrizioni amministrative diverse. Non si tratta, per, soltanto di un fatto spaziale. Le migrazioni sono un fenomeno multidimensionale che non possibile identificare e definire facendo ricorso ad una sola variabile. Todisco (2000) propone tre piani di lettura che fanno riferimento allo spazio, al tempo, e alle motivazioni. Golini (1987 e 2000) ne propone quattro: distanza, periodicit e durata, causa, legittimit. La dimensione spaziale delle migrazioni non fa riferimento alla usuali misure geografiche della distanza. Il punto di origine ed il punto di destinazione possono essere uniti su una carta geografica da una linea retta che rappresenta la distanza teorica, espressa in chilometri o in miglia. La stessa distanza potrebbe essere espressa con le coordinate (latitudine e longitudine) delle localit di origine e di destinazione. Questo approccio costituisce una semplificazione di una realt che si presenta molto pi variegata e che concerne anche il metodo di trasporto. Cos, tenendo conto che gli spostamenti avvengono generalmente su strada, la distanza dovrebbe essere calcolata sul percorso stradale che occorre fare per raggiungere il posto di arrivo partendo dal posto di origine. E chiaro che il percorso effettivo pu essere di molto superiore a quello della linea retta tracciata su una mappa geografica. Diverso il discorso se lo spostamento avviene utilizzando laereo; in questo caso le distanze si potrebbero misurare in termini di ore di volo ben sapendo che gli aerei possono avere velocit molto diverse a seconda dellaeromobile usato. Ci riferiamo ai soli aeromobili commerciali, subsonici, quali spesso utilizzati per le migrazioni. Velocit di crociera e velocit operative (comprendenti le fasi di decollo, di avvicinamento e di atterraggio) possono differenziarsi di molto da un modello allaltro. New York era raggiungibile da Roma con un DC-7 ad elica con 18 ore di volo contro circa 6 ore di volo con un jet MD10. Anche le distanze coperte per via marittima complicano le valutazioni. A volte si costretti a seguire percorsi commerciali piuttosto che utilizzare vie pi rapide. Per non parlare dei movimenti dei

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clandestini per i quali i percorsi sono economicamente illogici dovendo rispondere ad obiettivi finali di arrivo piuttosto che a rapidit dello spostamento. Di fatto la distanza non segue queste tradizionali forme di misurazione. Nel caso delle migrazioni non si fa riferimento ai chilometri percorsi o alle ore di volo o alle giornate occorse per il trasferimento. Si prende come indicatore il paese di provenienza. In tutte le statistiche riguardanti i migranti non si troveranno mai indicazioni sulle distanze chilometriche coperte n sui tempi di percorrenza, ma soltanto riferimenti al paese di partenza. La variabile temporale interviene come determinazione della periodicit e della durata della migrazione. Ci sono movimenti ricorrenti che possono avere una periodicit giornaliera, settimanale, stagionale. I movimenti non ricorrenti possono avere una durata breve, media, lunga o essere permanenti. Il tempo pu avere un significato attuale ed uno atteso. La migrazione viene affrontata dallindividuo quasi sempre con un carattere di temporaneit. Nei progetti del migrante vi uno spostamento limitato nel tempo. I due/tre anni inizialmente ipotizzati si possono allungare. Rispetto alle ipotesi progettuali di partenza il tempo si allunga e potrebbe addirittura diventare caratteristico di una migrazione stabile fino a diventare definitiva. Cos vi un progetto migratorio atteso che pu non coincidere ( e molto spesso non lo ) con la durata effettivamente realizzabile. Tuttavia la durata presuppone un inizio ed una fine; se linizio di una migrazione pu essere identificato, la fine si pu avvertire solo nel momento del ritorno o comunque della cessazione dello status di migrante (come potrebbe accadere per lacquisizione della nuova cittadinanza). Una migrazione pu essere temporanea o definitiva. Il temporaneo fa riferimento solamente alla cessazione di uno stato ed il ripristino della situazione precedente. Il definitivo significa lassorbimento di uno nuovo status che annulla quello precedente di temporaneo. Due sono i casi che possono identificare una migrazione definitiva: il gi accennato dell'acquisizione della cittadinanza del luogo di permanenza e quello della morte dellinteressato. Va da se che non possibile aspettare che tutti i migranti muoiano per poterli identificare come definitivi. Si fa ricorso ad una interpretazione attuale legata fondamentalmente al tempo di permanenza. Quando tale tempo diventa superiore ad un certo numero di anni, presumibilmente la migrazione diverr stabile. Il problema fissare tale ragionevole numero di anni. Inoltre non da escludere che anche superando

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tale limite temporale, un soggetto possa lasciare il paese di immigrazione come avviene per i ritirati dal lavoro che molte volte rientrano nel paese di origine. La terza dimensione delle migrazioni sociale ed in questa possono farsi rientrare i due criteri evocati da Golini: quelli sulla causa e quelli sulla legittimit. Riprendiamo lesemplificazione fatta da Golini (2000, op. cit.) e riportiamo le cause dei movimenti territoriali: a) lavoro che la ragione prevalente degli spostamenti. Ha la funzione di una promozione sociale, economica, professionale; b) formazione, modifica e rottura di una unione familiare; c) abitazione: lacquisizione di un alloggio diverso pu essere alla base di uno spostamento; d) desiderio o necessit di vivere vicino al (o lontano dal) posto di lavoro o in luoghi pi confortevoli (per clima, servizi, costo della vita, natura). A questo riguardo crescente, anche in Italia, il fenomeno delle migrazioni da ritiro che non coincidono con le migrazioni di ritorno. Queste ultime interessano soggetti gi immigrati che, una volta pensionati, rientrano nei luoghi di origine. Le migrazioni di ritiro, invece, concernono soggetti che, una volta in pensione, decidono di stabilirsi per il resto della propria esistenza in un luogo diverso da quello di usuale residenza (tali gli inglesi sulle coste spagnole, i tedeschi in Italia, gli americani in Florida); e) studio che coinvolge una quantit non indifferente di giovani; f) disastrosi eventi naturali come inondazioni, siccit, terremoti che costringono a spostamenti, anche di lungo o di lunghissimo periodo; g) guerre, regimi non democratici, occupazioni militari, trattati, mancanza di libert religiosa che spingono individui cos come gruppi di individui a fuggire da privazioni, persecuzioni, oppressioni. Il numero dei richiedenti asilo tende ad aumentare nel tempo; h) lavoro che richiede necessariamente uno spostamento ricorrente (come quello del personale viaggiante, di manager, uomini daffari) od occasionale (come chi partecipa a corsi di formazione o aggiornamento allestero, chi partecipa a congressi internazionali, gli sportivi in trasferta);

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i) turismo e attivit culturali, pratiche religiose o legate alluso del tempo libero, ai consumi , allo sport e alla burocrazia che portano sempre pi a spostamenti di breve, medio o lungo raggio e di breve, media o lunga durata.

Il criterio della legittimit consente di distinguere quegli spostamenti che avvengono allinterno di una normativa esistente su un territorio. In molti regimi totalitari la mobilit territoriale stata ed ancora fortemente avversata come avvenuto in Italia durante il fascismo o come avvenuto durante il regime comunista in tutti i paesi di oltre cortina. A questo tipo di normativa riguardante luscita dei propri cittadini si contrappongono le normative concernenti lingresso di cittadini provenienti da altri territori. Si tratta delle politiche immigratorie che concernono oggi molti paesi europei. Vale la pena di rimarcare come il diritto allo spostamento riconosciuto dalla Carta dei diritti umani secondo la quale ogni essere umano libero di entrare ed uscire dal proprio paese di cittadinanza. Questo tipo di libert si scontra, per, con la mancanza di libert di entrare in un qualsiasi altro paese diverso dal proprio. La libert individuale trova, cio, una limitazione dovuta alla sovranit esercitata da un qualsiasi Stato sullaccessibilit nel proprio territorio. Sulla natura sociale degli spostamenti di popolazione si possono aggiungere diverse constatazioni cos come la letteratura in merito ha messo ben in evidenza. I fattori di push-pull sono quasi tutti di natura sociale e riguardano gli elementi che spingono ad uscire dal proprio territorio e quelli attrattivi esercitati da un altro territorio. Quasi tutti gli elementi che caratterizzano i fattori di push e quelli di pull sono stati elencati in precedenza. Resta da aggiungere che non sempre a fattori di spinta da un luogo fanno riscontro fattori attrattivi da parte di altro luogo. Quando vi corrispondenza tra di essi si genera una corrente migratoria ben identificata. Vi sono casi, invece, in cui i fattori di push sono molto pi forti ed impellenti di quelli di pull tanto da non creare direzioni specifiche negli spostamenti. Tale il caso dei disastri naturali in cui la gente costretta a muoversi per motivi di sopravvivenza, non ha importanza dove. Tale il caso, soprattutto, dei rifugiati i quali non hanno riguardo a dove andare quanto piuttosto a quello di uscire dal proprio paese in cui le condizioni di vita (politica, religiosa) sono divenute insostenibili. Non il benessere e le possibilit di una occupazione a costituire oggetto di richiamo; prevalente la necessit di uscire in quanto sarebbe compromessa lesistenza

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stessa dellindividuo e dei suoi familiari. Limportante andare via; dove andare diviene secondario. Questa necessit sottolineata dal fatto che le correnti pi rilevanti di profughi si creano verso altri paesi, spesso sottosviluppati, in cui le condizioni e le aspettative di vita non costituiscono un richiamo. Un altro criterio di valutare gli spostamenti migratori riguarda il numero di coloro che si spostano simultaneamente. Si possono avere migrazioni individuali cos come migrazioni familiari, migrazioni per gruppi o migrazioni di popolazioni. Queste ultime costituiscono il caso eccezionale degli esodi. Invece le migrazioni individuali e per gruppi familiari sono i casi certamente pi ricorrenti. Tutte le conseguenze economicosociali connesse alla integrazione sono strettamente legate, anche, alla modalit dellingresso. Le necessit di servizi, attivit assistenziale, istruzione, sanit, previdenza sono fortemente correlate alle migrazioni familiari piuttosto che non a quelle individuali. Un altro criterio di classificazione pu essere importante per definire le migrazioni: vi sono le migrazioni di massa che devono essere considerate distinte dalle migrazioni di qualit (Todisco, op. cit.). Le migrazioni di massa concernono gruppi di individui con bassa o scarsa scolarizzazione, privi di qualificazioni specifiche, che si muovono sotto linflusso di fattori di push (uscita dalla propria disperata situazione attuale) che non dei fattori di attrazione, alla ricerca di una occupazione qualsiasi, con la speranza di poter tornare ai luoghi di origine dopo qualche anno ma senza concrete certezze. Le migrazioni di qualit, al contrario, sono pi condizionate dai fattori attrattivi (fattori di pull), hanno pi facilmente un carattere temporaneo, riguardano soggetti con buone qualificazioni professionali e lavorative, ed il progetto migratorio pi chiaro. Nella categoria delle migrazioni di qualit rientrano tipologie diverse di soggetti che hanno connotazioni ben riconoscibili e che hanno fattori distintivi legati al settore di occupazione e di utilizzazione. Rientrano nella categoria: migrazioni degli scienziati, ricercatori, studiosi migrazioni degli esperti internazionali migrazioni dei funzionari internazionali migrazioni dei manager delle multinazionali migrazioni dei religiosi migrazioni degli artisti, attori, lavoratori dello spettacolo e del turismo

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migrazioni dei professionisti dello sport migrazioni dei lavoratori specializzati migrazioni degli ufficiali, sottoufficiali e truppe specialistiche negli eserciti internazionali migrazioni degli studenti e dei perfezionandi Quando si pensa alle migrazioni di qualit viene immediato fare riferimento alle migrazioni intellettuali. Certamente scienziati, ricercatori, studiosi ed anche studenti e perfezionandi rientrano in questa categoria. Ma certamente un professionista dello sport o un sacerdote non possono farsi rientrare nelle migrazioni intellettuali. Le categorie sopra riportate sono sufficientemente indicative. Qualche chiarimento tuttavia si ritiene necessario per le migrazioni degli esperti internazionali che riguardano persone qualificate assunte con contratti a termine dalle agenzie delle Nazioni Unite (vacancies) e che vengono inviate generalmente nei paesi in via di sviluppo per organizzare alcuni settori operativi e tecnici del governo locale. Si tratta di persone diverse dai funzionari internazionali costituiti da soggetti che prestano la propria opera in maniera stabile o comunque a lunga scadenza presso organismi plurinazionali come lUnione Europea, lOcde, le Nazioni Unite e le sue varie agenzie tematiche e territoriali. I manager delle multinazionali sono costituiti dai vertici decisionali delle grandi imprese internazionali. Possono riguardare sia individui interessati al settore finanziario e di investimento, sia tecnici con il compito di valutare la parte impiantistica e produttiva dellimpresa. Nellambito dei professionisti dello sport vanno distinte due categorie: coloro che praticano una disciplina sportiva e coloro che la supportano. Da un lato vi sono gli atleti che prestano la propria attivit sportiva generalmente presso alcune squadre ( basti pensare alle squadre di calcio) e dallaltro gli operatori che lavorano al servizio dello sport attivo e professionistico (come ad esempio i coaches, i preparatori atletici, i medici sportivi, i massaggiatori). I lavoratori specializzati sono costituiti da quadri e tecnici altamente qualificati che operano nei cantieri internazionali dove la forza lavoro di progettazione e quella di alto livello esecutivo viene immigrata. Anche gli ufficiali, i sottoufficiali e i soldati che prestano la propria attivit alle dipendenze di forze internazionali rientrano a pieno diritto nelle immigrazioni di qualit essendo dotati di preparazione tecnica e professionale di alto livello.

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Tenendo conto degli elementi sopra elencati con le lettere da a a i, Golini (2000) ritiene di poter identificare tre tipi di mobilit migratoria: mobilit migratoria in senso stretto; mobilit pseudo-migratoria; mobilit non migratoria. La mobilit migratoria include principalmente, ma non esclusivamente, i casi in cui lo spostamento dellindividuo accompagnato dal cambiamento della residenza (luogo di dimora abituale). Le categorie da a fino ad e rientrano in questa tipologia. Con mobilit pseudo-migratoria, Golini intende riferirsi agli spostamenti che avvengono contro la volont dei soggetti interessati come nel caso della conseguenza di disastri naturali o come nel caso di persecuzioni politiche o religiose (tipologie f e g). Nella mobilit non migratoria rientrano, per esclusione, tutti gli altri casi di spostamenti per turismo, attivit culturali, pratiche religiose ( si pensi al giubileo) o legate alluso del tempo libero, per lavoro ricorrente od occasionale ed ogni altra attivit che non comporta un cambiamento di abitazione abituale. Le tipologie sopra indicate sono sufficientemente esaustive e permetterebbero di arrivare ad una classificazione riconoscibile anche a livello internazionale. Rimangono alcune difficolt difficilmente superabili come il fatto che molto spesso le motivazioni allo spostamento non sono univoche. La migrazione degli studenti si accompagna alla migrazione per lavoro. Un ricongiungimento familiare pu comportare una migrazione per studio per i figli minori. E cos di seguito. Inoltre le varie fonti dei dati sono scarsamente rispondenti allesigenza di rappresentare un frazionamento cos dettagliato delle categorie di immigrazione. Le difficolt classificatorie sono generalizzate a tutti i paesi e non sono solamente un fatto italiano. Alla ricerca di un consenso, nel 1995 si tenuta a New York una riunione di esperti internazionali, convocati congiuntamente dalla Statistical Division delle Nazioni Unite e dallUfficio Statistico delle Comunit Europee, con lo scopo di aggiornare il documento Recommendations on Statistics of International Migration, Series M.58, 1980. Un lungo dibattito si dovuto registrare attorno alla definizione di migrante. Due differenti linee di pensiero si sono schierate a favore del criterio della residenza e della cittadinanza, rispettivamente. Inoltre si discusso molto se fare riferimento al migrante o alla migrazione. I contrasti pi evidenti si sono sollevati sul confine da mettere tra mi-

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grazione a breve termine e quella a lungo termine o permanente. Alla fine prevalsa la definizione di breve termine legata ad un cambio di residenza allinterno di un anno, e quella di permanente se riferita ad un cambio di residenza per pi di un anno. Per quello che concerne la definizione di migrante stata accettata quella che recita migrante colui che cambia la sua usuale residenza. Una migrazione internazionale costituita dal cambio di paese sede della usuale residenza e comporta lattraversamento di almeno una frontiera internazionale (United Nations-Eurostat, 1995)

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Riferimenti bibliografici Golini Antonio, Population movements. Typology and ata collection, trends, policies,in Plenaries of the European Population Conference, 1987, Helsinki. Golini Antonio, I movimenti di popolazione nel mondo contemporaneo, in Migrazioni: scenari per il XXI secolo Convegno internazionale organizzato dallAgenzia Romana per la preparazione del Giubileo, 12-14 luglio 2000. Statistical Division of the United Nations, Statistical Office of the European Communities, Final report of the Expert group meeting on international migration satistics, New York 10-14 July 1995, document ESA/STAT/AC/50/9. Todisco Enrico, Mobilit dei cervelli e mobilit delle conoscenze, Convegno internazionale su Migrazioni: scenari per il XXI secolo, sessione di Firenze su Le migrazioni culturali: Arte e gente in movimento, Firenze, 27-30 settembre 2000.

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Allegato 2 LISTA DEGLI ENTI E DEI RESPONSABILI DELLE RILEVAZIONI CONTATTATI


Ministero della Salute- Ufficio Statistica, lungotevere Ripa, 1 00153 Roma. Dott. Franco Pennazza. Ministero dellInterno - Dipartimento Pubblica Sicurezza, Ufficio Coordinamento e Pianificazione FF.PP. Servizio III, Sistema Informativo Interforze Divisione II CED, Via del Castro Pretorio, 5 00185 ROMA. Colonnello Rametta, Ispettore Cataldo.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale Reti Informative e Osservatorio del Mercato del Lavoro, via Fornovo, 8 00192 Roma. dott. Paolo Tarantini.

Ministero degli Affari Esteri Ufficio di Statistica, piazzale della Farnesina 1 00194 Roma. Cons. Stefano Baldi. Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca Servizio per lAutomazione, viale Trastevere 76/A - 00153 Roma. Dott. Mignosi. INPS - Direzione Centrale Sistemi Informativi e Telecomunicazioni, via della Civilt del Lavoro, 46 00144 Roma. Dott. Giulio Blandamura. INPS - Ufficio Monitoraggio dei Flussi Migratori, via Ciro il Grande, 21 00144 Roma. Dott. Massimo Saraz. INPS - Ufficio Statistiche Attuariali, via Ciro il Grande, 21 00144 Roma. Dott.ssa Adriana Toderi. INAIL Consulenza Statistico Attuariale, via Stefano Gradi, 55 00143 Roma. Dott.ssa Galeotti. Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP), Ufficio per lo Sviluppo e la Gestione dei Sistemi Informativi, Largo Daga, 2 00164 Roma. Dott.ssa Tagliaferro.

Ministero della Giustizia Casellario Giudiziale. CIR, Consiglio Italiano per i Rifugiati, via del Velabro 5/A 00186 Roma. Dott. Christofer Hein.

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Allegato 3 SINTESI DI ALCUNI DEGLI INCONTRI AVUTI CON I RESPONSABILI DELLE PRINCIPALI RILEVAZIONI

Ministero della Sanit. Referente: dott. Pennazza (ufficio di statistica) A partire dal 1996 lufficio di statistica del Ministero della Sanit cura lelaborazione dei dati relativi alle schede di dimissione ospedaliera (SDO) che pervengono su supporto informatico dalle regioni. La SDO un estratto del certificato di dimissione ospedaliera il cui contenuto informativo tarato essenzialmente in funzione di esigenze economico-gestionali ed stabilito a livello nazionale con decreto ministeriale. Le regioni, che dispongono di un set informativo pi ampio, variabile da regione a regione, sono preposte al controllo dei dati a mezzo di un software fornito dal Ministero della Sanit; questa delicata fase del processo di creazione dellinformazione non sembra essere curata adeguatamente ed effettuata in maniera standard, cosicch i dati che pervengono, in forma ormai definitiva, al Ministero sono lacunosi e non affidabili. A monte di tale problema si pone la scarsa sensibilit statistica degli addetti regionali e il mancato affidamento della gestione dellinformazione a personale qualificato. Al riguardo va notato che la rilevazione in molti casi non viene curata dallufficio statistico, anche laddove tale organo risulti gi istituito presso la regione. Data la finalit soprattutto economica del flusso di informazione, sono trascurate importanti variabili, utili ai fini della rilevazione della presenza straniera e della relativa fruizione dei servizi sanitari: non perviene al Ministero il dato sul luogo di nascita del dimesso, cosicch gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana non sono individuabili. Inoltre, il dato sulla cittadinanza, disponibile in teoria, non viene spesso inserito a causa di difficolt nella comprensione del documento cartaceo; in tal modo, la gran parte degli stranieri coinvolti nella rilevazione viene classificata come apolide. In generale il Ministero non effettua specifiche analisi relative agli stranieri: ci pu avvenire in seguito a particolari richieste motivate da ragioni economiche, come si verificato, ad esempio, relativamente alle dimissioni per parto delle straniere, per le quali stata effettuata unelaborazione.

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Per lanno in corso sono previste notevoli innovazioni: ampliamento della SDO, maggiori informazioni relative agli stranieri (anche in merito alla regolarit), maggior standardizzazione.

Questura di Roma ufficio stranieri. Referente: dott. Di Maio Ogni questura registra automaticamente su supporto informatico i dati relativi ai permessi di soggiorno in seguito al rilascio e gestisce localmente il relativo archivio. Ci non avviene con una procedura standard e non esiste raccordo, n tantomeno un collegamento in rete tra le varie questure. I dati non informatizzati confluiscono alla questura di Napoli che ne cura la trasmissione di un estratto allarchivio di Polizia, gestito dal Ministero dellInterno. Tali dati conducono ad una sovrastima della presenza straniera dovuta alla frequente non cancellazione dei permessi non pi validi (in teoria, in caso di partenza, dovrebbero essere riconsegnati alla frontiera ma questo spesso non accade). C inoltre discrepanza tra il numero di minori immigrati risultanti dalle statistiche scolastiche e quello derivante dalle statistiche del Ministero dellInterno. Va tenuto presente per che i minori non sono titolari di un permesso di soggiorno, la loro presenza viene annotata in genere su quello dei genitori. Dunque si possono verificare sia casi di annotazione sul permesso di entrambi i genitori (con conseguente sovrastima) sia casi di mancata enumerazione di qualcuno, nel caso di pi figli (quando si faccia riferimento al numero di permessi di soggiorno con annotazione, trascurando il numero delle annotazioni contenute da ciascuno). A causa dunque dellinaffidabilit di tale dato il numero di figli non viene registrato e trasmesso: adottata una variabile dicotomica che ne segnala la presenza. Relativamente alla data di ingresso rilevata sui permessi di soggiorno, questa si riferisce in teoria al giorno reale dellarrivo in Italia, ma spesso non viene dichiarata correttamente. Molti problemi che affliggono laffidabilit dei dati desunti dai permessi di soggiorno sono da ascriversi alle difficolt incontrate dagli addetti, spesso inadeguatamente preparati, nella comprensione della lingua dei richiedenti e nella corretta trascrizione di informazioni anagrafiche. Tali difficolt sono aggravate dalle condizioni di scarsa organizzazione (e conseguente stress degli addetti) in cui si svolge il lavoro presso gli sportelli.

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Va sottolineato come la questura di Roma, cos come le altre grandi questure del paese, ha predisposto uno specifico sistema di acquisizione informatizzata dei dati su diverse procedure amministrative riguardanti gli stranieri. Tale sistema rimane per interno alla questura e, in alcuni casi, serve per assolvere a specifiche richieste provenienti dal Ministero. Per tale ragione le informazioni riportate su supporto magnetico per ciascun atto amministrativo non sono state standardizzate e le procedure di codifica sono differenti da questura a questura.

Ministero dellInterno Ufficio di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia Centro Elaborazione Dati (CED). Referenti: Col. Rametta, sig. Cataldo, sig. Labate Il CED ha il compito di raccolta e diffusione dati nellambito dellUff. di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia e gestisce la Banca Dati (BD) delle Forze di Polizia. I dati relativi ai permessi di soggiorno che confluiscono alla Banca Dati provengono dal CEN di Napoli, che cura lautomazione del lavoro di ufficio di tutte le questure (cfr. Questura di Roma). I responsabili del CED non sono a conoscenza del patrimonio informativo gestito a Napoli del quale solo una parte convogliata al Ministero. Tale informazione non tarata per un utilizzo di natura statistica ed soprattutto finalizzata al lavoro di polizia. Per quanto attiene il problema dellindividuazione dei flussi in entrata, i nuovi soggiornanti vengono identificati effettuando una ricerca basata su nome e cognome estesa ai precedenti record dellarchivio (in teoria 50 milioni a partire dal 1974). Non peraltro garantito lesito positivo della ricerca nel caso in cui il nome del soggetto sia stato indicato in maniera diversa in pi occasioni (come a volte accade). I responsabili sostengono che con lutilizzo della BD sarebbe possibile individuare un percorso che conduca ad ottenere dati sui flussi piuttosto corretti, ma non altrettanto verosimile che questi dati siano coerenti con quelli disponibili presso le istituzioni (Questura, Istat, Min. Interno stesso, etc.). Sarebbe invece molto importante e costituisce un obiettivo del lavoro del gruppo tentare di attivare collegamenti tra i vari archivi.

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Nella

BD

sono

assenti

importanti

informazioni,

quali

quelle

necessarie

allindividuazione dei naturalizzati anche se sono acquisite le notizie sulle concessioni per naturalizzazione ordinaria e per matrimonio. Sembra preminente il problema della formazione del personale addetto, sia presso le questure, sia presso il Ministero, vista la mancanza di sensibilit statistica e linadeguata preparazione diffusa tra soggetti che rivestono ruoli importanti ai fini della creazione e diffusione dei dati sulle immigrazioni. tra laltro da rilevarsi la scarsa disponibilit di specifici strumenti statistico-informatici, anche se presso il CED del Ministero presente un elaboratore capace di consentire in tempi brevi la realizzazione di complesse procedure di record-linkage.

Ministero degli Affari Esteri. Referenti: dott. Baldi, dott. La Sala I dati relativi ai visti rilasciati presso le rappresentanze diplomatiche allestero che pervengono al Ministero degli Affari Esteri possono fornire, per loro natura, una misura molto approssimativa degli ingressi in Italia a scopo migratorio. Il rilascio di un visto non necessariamente implica lattraversamento di frontiera da parte di chi lha ottenuto; non esistono verifiche di tale accadimento, anche se esiste una forma di riscontro dovuta al fatto che la questura interessata sia dalla fase precedente allingresso, con lemissione del nulla osta al rilascio del visto, che a quella successiva, per il rilascio del permesso di soggiorno impossibile monitorare i flussi in uscita che avvengono prima della scadenza del visto. In seguito alla possibilit di libera circolazione stabilita dal trattato di Schengen, non ipotizzabile, salvo realizzando accordi internazionali, il sistema USA di controllo dei flussi in entrata ed in uscita Non esiste uno standard per la compilazione del modello cartaceo presso le ambasciate; esistono soltanto dei campi obbligatori. Talvolta linformazione contenuta in tali modelli molto dettagliata (ad esempio, visti per cure mediche). Attraverso il sistema informativo preposto confluiscono al Ministero soltanto dati aggregati, relativi al numero di visti rilasciati, per tipologia, nazionalit del richiedente e paese di rilascio. Vengono trascurate importanti informazioni (disponibili su cartaceo presso le ambasciata) quali sesso ed et.

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Istituto Nazionale di Statistica Unit che cura il volume su La presenza straniera in Italia. Referente: Dott. Gabrielli Con riguardo alla rilevazione dei permessi di soggiorno va notato che di recente anche il Ministero dellInterno, che lente che cura la rilevazione, ha fatto propria nella fase di revisione e diffusione del dato la necessit di escludere dalla contabilizzazione le documentazioni scadute. La procedura di contabilizzazione utilizzata per differente da quella adottata dallIstat (il Ministero contabilizza i permessi validi a fine anno partendo dallarchivio relativo a al mese di febbraio successivo, lIstat utilizza quello di giugno o, negli anni successivi alle sanatorie, quello di settembre) e la valutazione a cui si perviene risulta leggermente inferiore. Relativamente alle notizie acquisite su supporto magnetico dal Ministero stata sottolineata la necessit di introdurre nel tracciato record almeno un campo che consenta di sapere se lo stranieri ha usufruito di disposizioni di sanatoria e, in caso positivo, di quali. Tale informazione, attualmente raccolta solo per una parte del collettivo, va espressamente prevista prima dellinizio di eventuali ulteriori sanatorie. La procedura di determinazione dei nuovi permessi di soggiorno (entro certi limiti assimilazione al flusso di immigrazione) messa a punto dallIstat la seguente: a partire dai dati di stock a fine anno, ottenuti dalla lettura dellarchivio del Ministero a fine giugno dellanno successivo, vengono individuati i permessi movimentati negli ultimi 18 mesi (nellanno di stima dei flussi e nei sei mesi successivi) pervenendo alla determinazione del flusso sulla base delle ulteriori informazioni concernenti il tipo di documento (nuovo permesso, rinnovo, duplicato, regolarizzazione, ecc.) e la data di arrivo in Italia. Il flusso di permessi scaduti e non rinnovati ottenuto invece come residuo tra lo stock di stranieri ad inizio e fine anno e la stima dei nuovi permessi di soggiorno. Il CED del Ministero dellInterno in grado, attraverso procedure di record-linkage, di controllare i nuovi permessi, verificando che lintestatario non sia stato in precedenza titolare di un altro documento di soggiorno. Con riguardo ai dati anagrafici emerso che lIstat sta valutando lopportunit e la possibilit di condurre anche per i soli stranieri residenti unindagine in collaborazione con i comuni che consenta di acquisire informazioni sulla popolazione a fine anno distinta per sesso, anno di nascita e stato civile, in tal modo duplicando lindagine POSAS. Alcuni sviluppi ulteriori sono inoltre legati alla realizzazione del progetto

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SAIA (acronimo di Sistema di Accesso e Interscambio Anagrafico). Rimane aperto il problema dellaggiornamento delle anagrafi comunali che si spera venga realizzato nei prossimi anni attraverso il confronto censimento-anagrafe. Di difficile realizzazioni sembrano invece le altre possibili procedure di controllo delleffettiva presenza sul territorio degli stranieri iscritti in anagrafe. Per quanto concerne la rilevazione delle nascite sono state illustrate le soluzioni adottate a seguito della revisione dellindagine totale per garantire il rispetto della legge sulla privacy. Sar sicuramente possibile determinare il numero di nati da almeno un genitore straniero (ma non quelli da genitori di origine straniera o naturalizzati italiani) tra la popolazione iscritta in anagrafe, pi problematica sar lindividuazione dei nati da stranieri non residenti.

Comitato italiano rifugiati (CIR). Referente: Dott. Christofer Hein In Italia lassistenza legale e sociale ai rifugiati prestata dal CIR, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Onlus avente sede a Roma. Rappresentanti del CIR si trovano presso alcune frontiere pi coinvolte nel movimento di arrivo dei rifugiati. Nel 1999 sono pervenute 34.300 domande (nel 1998 sono state 13.000). Secondo il Ministero dellInterno hanno ottenuto il visto convenzione di Dublino 3000 richiedenti (1980 nel 1998). Sempre nel 1999 la Commissione Centrale ha accettato 809 domande e ne ha respinte 7.522. Fra i soggetti che avanzano domanda figurano al primo posto i kosovari che approdano alle frontiere meridionali. Ci fa si che le Questure pugliesi e siciliane si trovano ad affrontare molto lavoro, di molto superiore al carico usuale. Ci comporta lallungamento dei tempi canonici previsti dalla normativa. Anche i tempi di esame da parte della Commissione Centrale sono piuttosto lunghi. Tutto ci spinge molti richiedenti, una volta ottenuto il permesso provvisorio, a far perdere le proprie tracce. Questo giustifica la grande discrasia che esiste fra il numero delle richieste presentate alla frontiera ed il numero limitato di casi esaminati dalla Commissione. Il rilevamento statistico in questo settore fortemente carente ci che penalizza il nostro Paese anche nei riguardi degli aiuti internazionali. Come il Direttore del CIR, dr. Christofer Hein, ha avuto modo di far presente, durante un colloquio concessoci, non esistono statistiche ufficiali riguardanti i rifugiati ed i richiedenti asilo. In Germania ed in Svizzera, al contrario, vengono diffusi dati addirittura con cadenza mensile. Esiste

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una rete europea con sede a Londra alla quale lItalia non fa affluire i dati perch disponibili tardivamente e aventi carattere parziale. La Commissione dellUnione Europea gestisce un Fondo Europeo per i Rifugiati ed eroga fondi ai Paesi interessati sulla base delle statistiche accertate negli ultimi tre anni. LItalia, data la sua inefficienza statistica, di fatto non accede a tale fondo. Abbastanza recentemente stato istituito presso il Ministero dellInterno un nuovo ufficio che si interessa anche dei rifugiati: il Dipartimento Libert Civili ed Immigrazioni. A causa del citato superlavoro di alcune frontiere, molti richiedenti vengono lasciati a lungo in attesa prima di poter fare il colloquio e stendere il verbale (documento che deve essere inoltrato alla Commissione Centrale). Molti preferiscono sparire e pertanto le pratiche che materialmente arrivano alla Commissione si stima siano appena il 10 % dei richiedenti. Inoltre, come gi detto, la Commissione nellesaminare le richieste e a seguito del colloquio, pu accettare o rigettare le domande. Nel caso di rifiuto ammesso il ricorso al Tribunale Civile. Non si ha nessuna informazione sullo stato e sulla soluzione dei pur numerosi ricorsi; non c statistica alcuna sui ricorsi pendenti e su quelli accettati. Esiste una particolare categoria di soggetti denominati rifugiati per motivi umanitari che non sono propriamente dei rifugiati ma sono individui che provengono da zone di guerra ed ai quali le Questure possono rilasciare un permesso di soggiorno per motivi umanitari cosa che rientra nei rifugiati di fatto previsti dallart. 19 della Legge 40/1998 (Turco-Napolitano). Per cercare di porre un po dordine nel sistema delle statistiche per i rifugiati occorrerebbe: a) definire loggetto della rilevazione statistica attraverso corrette definizioni di rifugiato, al momento della prima richiesta, al momento dellaccettazione della domanda, al momento della discussione da parte della Commissione Centrale, al momento della approvazione, al momento della approvazione o rigetto definitivo ad opera del Tribunale; b) Stabilire un tavolo di discussione ma soprattutto operativo al quale dovrebbero sedersi i rappresentanti dellISTAT, del Dipartimento delle Libert Civili e delle Immigrazioni, della Pubblica Sicurezza, del Ministero degli Esteri, dellAlto Commissariato

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per i Rifugiati, del CIR, dellIstat, di esperti del settore, per la messa a punto di un sistema di rilevazione certo ed affidabile. Si segnala che il Bollettino CIR Notizie, anno X, n.10-11, ottobre-novembre 2001 stato dedicato interamente al tema Il diritto dasilo e la convenzione europea dei diritti delluomo, redatto da Nuala Mole, del Centro di Consulenza per la tutela dei diritti individuali in Europa, Londra, con il contributo del Consiglio dEuropa. Inoltre, sempre a cura del CIR, stato pubblicato un dossier illustrativo del Progetto Odissea. Progetto di ricerca sui flussi dei richiedenti asilo e sfollati di guerra alla frontiera italiana ed entro lUnione Europea e formazione degli operatori, ottobre 2000.

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Allegato 4 TABELLE SINOTTICHE SULLE NOTIZIE CONTENUTE IN ALCUNI MODELLI DI RILEVAZIONE

Nelle pagine seguenti sono riportati alcuni prospetti nei quali sono indicate tutte le notizie raccolte nei modelli cartacei di rilevazione, sia di quelli individuali sia di quelli aggregati. Tali prospetti saranno integrati per tenere conto delle informazioni registrate su supporto magnetico e di quelle elaborate e diffuse. Questa fase conoscitiva appare essenziale poich risulta funzionale sia per la proposizione di eventuali suggerimenti (modifiche o integrazioni) sui caratteri e le modalit di acquisizione degli stessi, sia per la predisposizione di indicatori effettivamente costruibili atti a monitorare il processo di integrazione degli immigrati (cfr. capitolo 7).

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Tab. A4.1 Principali modelli che rilevano gli stranieri e gli eventi ad essi relativi
ENTE DI RILEVAZIONE Ministero degli Affari Esteri Ministero del Lavoro Istat Anagrafe Istat Anagrafe Ministero dellInterno Ministero dellInterno Istat Istat Ministero del Lavoro Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Ministero dellInterno Istat Stato civile Istat Stato civile Istat Stato civile Istat Stato civile Istat Stato civile Istat Anagrafe Istat Istat Istat Ministero dellInterno Istat Istat Istat Ministero della Sanit Istat Ministero della Sanit Istat Ministero della Sanit OGGETTO DELLA RILEVAZIONE Visti di ingresso Autorizzazioni dallestero Iscrizioni e cancellazioni da e per lestero e da e per linterno Cittadini stranieri iscritti in anagrafe Permessi di soggiorno Carte di soggiorno Censimento Rilevazione trimestrale delle forze di lavoro Iscrizione nelle liste di collocamento MODELLO UTILIZZATO AUT1/ST APR/4 P.3 209 207 bis

P/90/E C/ISCRIZIONE OML1/ST Studenti stranieri scuole materne statali MPI/1a Studenti stranieri scuole materne non statali MPI/1b Studenti stranieri scuole elementari statali MPI/2a Studenti stranieri scuole elementari non statali MPI/2b Studenti stranieri scuole secondarie di I grado statali MPI/3a Studenti stranieri scuole secondarie di I grado non statali MPI/3b Studenti stranieri scuole secondarie di II grado statali MPI/4a Studenti stranieri scuole secondarie di II grado non statali MPI/4b Naturalizzazioni Morti nel 1 anno di vita per maschi D.5 Morti nel 1 anno di vita per femmine D.5 bis Morti oltre il 1 anno di vita per maschi D.4 Morti oltre il 1 anno di vita per femmine D.4 bis Matrimoni D.3 Iscritti in anagrafe per nascita P.4 Separazioni personali dei coniugi M. 252 Scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimo- M. 253 nio Denuncia di suicidio o tentativo di suicidio 173 Minorenni denunciati M. 141N Denuncia o querela di delitti per cui stata iniziata M.310 lazione legale Ammissioni di malati nei servizi psichiatrici degli istituti D.16 di cura Dimesse dagli istituti di cura per aborto spontaneo D.11 Interruzioni volontarie di gravidanze D.12

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Tab. A4.2 Informazioni raccolte nei formulari dei visti di ingresso di alcuni Paesi TUNISIA MACEDONIA GRAN STATI UNITI ROMANIA INDIA Tunisi BRETAGNA Scopje Bombay San New Londra Bucarest Francisco York Cognome e nome x x x x x x x Luogo di nascita x x x x x x x Data di nascita x x x x x x x Nazionalit x x x x x x x Paternit x x x Maternit x x x Indirizzo x x x x x x Telefono x x x x Nazionalit di origine per gli apolidi x Numero passaporto x x x x x x x Luogo e data di rilascio x x x x x x x Data di scadenza validit x x x x x Numero permesso di soggiorno x x Data di scadenza permesso x Stato civile x x x x x x x Professione x x x x x x x Datore di lavoro x x x x x x Referenze nel Paese di origine x x x x Referenze in Italia (garanti) x x x x x x Motivo del soggiorno x x x x x x x Destinazione principale x x Durata del soggiorno x x x x x x x Frontiera di entrata x x x x x x x Data di arrivo x x x x Frontiera di uscita x x x x x x Numero di ingressi x x Indirizzo in Italia x x x x x Connotati x CARATTERI RILEVATI

TURCHIA Istambul x x x x x x x x x x

CINA

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Tab. A4.2 (segue) Informazioni raccolte nei formulari dei visti di ingresso di alcuni Paesi TUNISIA MACEDONIA GRAN STATI UNITI ROMANIA INDIA Tunisi BRETAGNA Scopje Bombay San New Londra Bucarest Francisco York Nome, data di nascita, sesso e legame di x parentela con il titolare del passaporto Prima o successiva richiesta di visto x per lItalia Mezzo di trasporto x Ammontare delle valute per il viaggio x Presenza di parenti in Italia (nome, x professione, indirizzo) Data di assunzione dellultimo impiego Sesso Mezzi di sostentamento NOTIZIE RISERVATE ALLUFFICIO Tipo di visto x x x x Numero visto x x Giorni di validit x x x x x Inizio decorrenza x x x x x Data di rilascio x Numero ingressi x x x x Annotazioni x x x x x x Numero targhetta x x Annotazioni ministeriali x x Numero pratica x Data domanda x x x x x x Motivo x Tassa cc. gg. Denari x CARATTERI RILEVATI

TURCHIA Istambul x

CINA

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Tab. A4.3 Informazioni raccolte nelle domande di autorizzazione al lavoro per cittadini extracomunitari ancora allestero Richiesta nominativa di Caratteri rilevati Richiesta nominativa di autorizzazione per lavoro autorizzazione al lavoro subordinato (impiego nei servizi domestici) Generalit del datore di lavoro o del legale rappresentante Cittadinanza x x Cognome e nome x x Luogo e data di nascita x x Luogo di residenza x x Codice fiscale x x Luogo di impiego del lavoratore x x Denominazione azienda x Partita IVA x Sede legale (comune, provincia, indirizzo) x Telefono/fax x x Dati anagrafici del lavoratore Cognome e nome x x Data e luogo di nascita x x Luogo di residenza (Stato, citt, indirizzo) x x Codice fiscale x x Sesso x Notizie sulle condizioni lavorative Qualifica professionale x x Mansioni da svolgere x x Livello di inquadramento x Durata contratto di lavoro x x Orario settimanale di lavoro x x Retribuzione mensile netta x x Livello/categoria x C.C.N.L applicato x Tab. A4.4 Informazioni contenute nello schema di contratto individuale di lavoro subordinato per il lavoratore ancora allestero
Notizie sul datore di lavoro o committente lavoro a domicilio Denominazione ditta Sede Attivit Codice fiscale/partita I.V.A. Notizie sul titolare o rappresentante legale Cognome e nome Cittadinanza Luogo di nascita Luogo di residenza Notizie sulle generalit del lavoratore Cognome e nome Cittadinanza Luogo di nascita Luogo di residenza Codice fiscale Notizie sulle condizioni contrattuali Livello Qualifica C.C.N.L applicato Localit di impiego Durata del contratto Orario di lavoro

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Tab. A4.5 Informazioni contenute nelle autorizzazioni concesse a cittadini extracomunitari ancora allestero
Autorizzazioni al Autorizzazioni per Autorizzazioni per Autorizzazione Autorizzazione al addestramento collaboratore fa- per colf al seguito lav. dallestero lavoro in ditta formativo miliare Mod. AUT1/ST NOTIZIE SUL DATORE DI LAVORO (PRIVATO, DITTA O SOCIETA) Denominazione ditx x ta/societ Sede x Indirizzo x x Cognome e nome x x Luogo di nascita x Luogo di residenza x Indirizzo x Codice fiscale x NOTIZIE SUL LAVORATORE Cognome e nome x x x x Cittadinanza x x x x Sesso x x x x Luogo di nascita x x x x Data di nascita x x x x x (a) Luogo di residenza x NOTIZIE SUL LAVORO x x x x Qualifica professionale Livello/categoria x C.C.N.L. applicato x Luogo di lavoro (cox x mune, prov e ind) Periodo di addestrax mento Orario di lavoro x Settore produttivo x Durata del contratto x x x Nota: (a) classi di et Caratteri rilevati

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Tab. A4.6 Informazioni raccolte nelle rilevazioni del movimento migratorio della popolazione residente e dei cittadini stranieri iscritti in anagrafe
Caratteri rilevati Comune Provincia Sesso Cittadinanza Cognome e nome Codice fiscale Data di nascita Luogo di nascita Stato civile Numero carta di identit e data di rilascio Cognome e nome del coniuge Luogo matrimonio Data matrimonio Luogo di morte del coniuge Data divorzio/morte Anno e luogo di trascrizione mat/div/morte Posizione nella professione Settore di attivit Condizione non professionale Professione Titolo di studio N libretto di pensione ed ente erogatore N libretto di lavoro e comune e data di rilascio Ammontare popolazione straniera residente Nati vivi Morti Iscritti da altri comuni italiani Iscritti dallestero Iscritti non altrove classificabili Cancellati per altri comuni italiani Cancellati per lestero Cancellati per acquisizione citt. italiana Cancellati per irreperibilit Cancellati non altrove classificabili Ammontare minorenni stranieri residenti Iscrizioni e cancellazioni Mod. APR/4 x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x Popolaz. straniera residente Mod. P.3 x x x

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Tab. A4.7 Informazioni contenute nei permessi di soggiorno e nelle carte di soggiorno Caratteri rilevati Carta di soggiorno Permessi di soggiorno Mod. cartaceo Tracciato record Mod. 207 bis Mod. 209 Min. Interno Cittadinanza Cognome e nome Luogo di nascita Data di nascita Sesso Stato civile Status di rifugiato Residenza allestero Comune e provincia di residenza in Italia Recapito in Italia: comune e provincia Indirizzo Presenza del coniuge Persone a carico conviventi Mezzi di sostentamento Tipo documento Data di ingresso in Italia Frontiera di ingresso Possesso del visto, ufficio di rilascio e scadenza Motivo del visto di ingresso Motivo del soggiorno Tipo soggiorno precedente Referenze in Italia Provincia segnalazione soggiorno Autorit rilascio documento Categoria speciale o pregiudizio Data scadenza soggiorno Validit soggiorno Attivit professionale o religiosa x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x

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Tab. A4.8 Informazioni raccolte nella rilevazione trimestrale delle forze di lavoro
MOD ISTAT P/90/E NOTIZIE RELATIVE A TUTTI I COMPONENTI DELLA FAMIGLIA (COMPRESI I CONVIVENTI) Relazione con lintestatario del foglio di famiglia Sesso CITTADINANZA Data di nascita Stato civile Motivo dellassenza dal comune di residenza Durata dellassenza dal comune di residenza Localit dove si trova lassente Titolo di studio pi elevato conseguito Anno di conseguimento del titolo di studio pi elevato Analisi dei titoli di studio pi elevati della licenza media inferiore Anni di residenza Numero componenti della famiglia NOTIZIE SULLA CONDIZIONE UNICA O PREVALENTE Condizione attuale Ore di lavoro effettuate nella settimana di riferimento NOTIZIE SULLATTIVITA LAVORATIVA Orario di lavoro Posizione nella professione Presenza di dipendenti in caso di lavoro autonomo Branca di attivit economica dellunit locale in cui si lavora Professione Numero di persone che lavorano nellunit locale Localit in cui si svolge prevalentemente lattivit lavorativa Data di inizio del rapporto di lavoro attuale o dellattivit autonoma Lavoro a tempo pieno o parziale Carattere delloccupazione Durata complessiva delloccupazione a termine Modalit di svolgimento del lavoro nelle quattro settimane precedenti lintervista Motivo per cui si cerca un altro lavoro Esistenza di unaltra occupazione o attivit oltre a quella principale Posizione nella professione dellattivit secondaria Branca di attivit economica dellunit locale in cui si svolge lattivit secondaria Professione svolta nellattivit secondaria Ore di lavoro svolte nellattivit secondaria nella settimana di riferimento Tipo delloccupazione secondaria NOTIZIE SULLE ESPERIENZE DI LAVORO PRECEDENTI Svolgimento di unattivit lavorativa nel corso della vita Mese e anno di conclusione dellultimo lavoro svolto Motivo di abbandono dellultima occupazione Posizione nella professione nellultima occupazione Branca di attivit economica dellunit locale di lavoro Professione esercitata nellultima occupazione NOTIZIE SULLA RICERCA DI LAVORO Ricerca di lavoro Motivo per cui non si cerca lavoro Disponibilit a lavorare Numero dei mesi di ricerca di lavoro Azioni di ricerca effettuate nelle quattro settimane precedenti lintervista Ultima azione di ricerca effettuata Mesi trascorsi dallultima azione di ricerca di lavoro Disponibilit immediata al lavoro Tipo di occupazione prevalentemente cercato Orario di lavoro desiderato Luogo di lavoro in cui si disposti a lavorare Livello di retribuzione minimo per cui si disposti a lavorare Condizioni precedenti la ricerca di lavoro NOTIZIE SUI RAPPORTI CON GLI UFFICI DI COLLOCAMENTO Ricevimento di offerte di lavoro, di formazioni e consulenze negli ultimi sei mesi Ricevimento di compensi per CIG, indennit di mobilit o sussidi di disoccupazione nellultimo mese Iscrizione allUfficio pubblico di collocamento Mesi di iscrizione ininterrotta NOTIZIE SULLISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE Conclusione di un corso di formazione professionale organizzato o riconosciuto dalla Regione Livello del corso frequentato e concluso Partecipazione a corsi di formazione professionale o ad altri corsi extra-scolastici nelle quattro settimane precedenti lintervista Motivo per il quale si frequentato il corso di formazione Modalit di svolgimento del corso Durata complessiva del corso Numero medio di ore settimanali Iscrizione ad un corso scolastico nelle quattro settimane precedenti lintervista NOTIZIE SULLA SITUAZIONE NELLO STESSO MESE DELLANNO PRECEDENTE Condizione Posizione nella professione Branca di attivit economica dellunit locale di lavoro Luogo di residenza Titolo in base al quale la famiglia dispone dellabitazione in cui vive

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Tab. A4.9 Informazioni raccolte nelle rilevazioni sui lavoratori extracomunitari disoccupati Caratteri rilevati Mod. C/ISCRIZIONE Mod. aggregato OML1/ST DATI ANAGRAFICI DEL LAVORATORE Cittadinanza x Cognome e nome x Data di nascita x Sesso x x Stato civile x Comune di nascita x Comune di residenza x Indirizzo x Codice fiscale x Telefono x Paese di origine x DATI ANAGRAFICI DEL CAPOFAMIGLIA Cognome e nome x Data di nascita x Sesso x Comune di nascita x Codice fiscale x FORMAZIONE SCOLASTICA Titolo di studio x x Istituto x Votazione x Lingue conosciute x PROFESSIONALITA ACQUISITA Corsi professionali (ente, qualifica conseguita, durata, anno di conseguimento qualifica) Precedenti lavorativi (azienda, attivit economica, qualifica prof., periodo, tipo rapporto) Qualifiche (descrizione, grado, macchine usate) x ALTRE NOTIZIE Patente di guida x Servizio militare x Classificazione x Disponibilit alla mobilit x Disponibilit per rapporti di lavoro a tempo parziale, determinax to, di breve durata Aspirante a corsi di qualifica x Reddito lordo individuale x Tipo di iscrizione x x Numero persone a carico x Coniuge (cognome e nome, C.F., condizione prof.) x Anzianit di iscrizione x Settore di iscrizione x

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Tab. A4.10 Informazioni contenute nelle statistiche sul sistema scolastico


Caratteri rilevati Scuole Materne Statali Scuole Materne non Mod. MPI/1a statali Mod.MPI/1b Scuole Elementari Statali Mod.MPI/2a Scuole Elementari non statali Mod.MPI/2b Scuole Secondarie di I grado Statali Mod.MPI/3a x x x x x x x x x x x x x ULTERIORI NOTIZIE SUGLI ALUNNI x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x Scuole Secondarie di I grado non statali Mod.MPI/3b Scuole Secondarie di Scuole Secondarie II grado Statali di II grado non statali Mod.MPI/4b Mod.MPI/4a

N. alunni con cittadinanza non italiana N alunni appartenenti a comunit nomadi Sesso Stato straniero di cittadinanza N alunni interni con citt. straniera scrut/esam, prom/lic., non valutati N alunni esterni con citt. straniera esaminati, prom./lic. Anno di corso N alunni frequentanti N alunni per anno di nascita N alunni che non si avvalgono dellins. della religione cattolica N alunni ripetenti N alunni per tipo di frequenza N alunni per lingua straniera studiata N alunni in pluriclasse N alunni non freq. e collocati in lista dattesa N alunni portatori di handicap per tipo Anno di corso N alunni interni scrutinati/esaminati N alunni interni promossi/licenziati N alunni interni non valutati N candidati esterni esaminati N alunni promossi con debito formativo N candidati esterni promossi/licenziati N studenti che hanno assolto lintero anno scolastico N alunni in classi a tempo normale N alunni in classi a tempo prolungato N alunni provenienti da scuola non statale N alunni in doppi turni N alunni provenienti da scuola statale N alunni in classi normali N alunni in classi sperimentali N alunni provenienti da altro tipo di istituto N alunni frequentanti i corsi per il recupero del debito scolastico N alunni frequentanti attivit integrative N alunni frequentanti lanno integrativo per libero accesso alluniversit N alunni frequentanti corsi post-secondari

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NOTIZIE SUGLI ALUNNI STRANIERI x x x x x x x x x x x x

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Tab. A4.10 (segue) Informazioni contenute nelle statistiche sul sistema scolastico
Caratteri rilevati Scuole Materne Statali Scuole Materne non Mod. MPI/1a statali Mod.MPI/1b Scuole Elementari Statali Mod.MPI/2a Scuole Elementari non statali Mod.MPI/2b Scuole Secondarie di I grado Statali Mod.MPI/3a x x x x x Scuole Secondarie di I grado non statali Mod.MPI/3b Scuole Secondarie di Scuole Secondarie II grado Statali di II grado non statali Mod.MPI/4b Mod.MPI/4a

NOTIZIE SULLA SCUOLA Denominazione Indirizzo Codice comune Comune Tel/fax Localit Codice scuola Numero distretto Codice Istituzione principale Denominazione Istituzione principale Numero delle sezioni Servizi disponibili N scuole presenti nel circolo didattico e nel comune N aule utilizzate N scuole che ricevono sussidi N classi N classi per orario adottato N classi con insegnamento lingua straniera Tipo di organizzazione modulare N classi con portatori di handicap N classi con doppi turni Tipo edificio N corsi finalizzati al recupero del debito scolastico Tipo di qualifica o di licenza Tipo di corsi N corsi post-secondari Ammontare personale docente Ammontare personale non docente Amm. personale in servizio anche presso altre unit scolastiche Amm. docenti impegnati nei corsi di recupero per il deb. form. Amm. docenti impegnati nelle attivit integrative Amm. docenti impegnati nellanno int. per libero acc. Univ. x x x x x x x x x x x x x

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NOTIZIE SUL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE x x x x

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Tab. A4.11 Informazioni contenute nellistanza di naturalizzazione


DOMANDA DI ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA IN CASO DI MATRIMONIO CON CONIUGE ITALIANO Cognome e nome Sesso Data di nascita Luogo di nascita (citt e Stato) Paternit Maternit Cittadinanza Luogo di residenza (citt, provincia e indirizzo) Data inizio residenza Stato civile Data del matrimonio Comune italiano di trascrizione Titolo di studio Stato di conseguimento Professione Numero del permesso di soggiorno Questura e data di rilascio Motivo del permesso di soggiorno Data di scadenza del permesso di soggiorno Eventuali indirizzi allestero (Stato, citt, via e periodo trascorso) Data del primo ingresso in Italia Data di prima uscita dallItalia Data di successivo ingresso / uscita Data di ultimo rientro in Italia Comune dellanagrafe di iscrizione Data di iscrizione in anagrafe Indirizzo Cognome, nome, luogo e data di nascita dei membri del nucleo familiare Posizione giudiziaria

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Tab. A4.12 Informazioni raccolte nelle rilevazioni sulle nascite Nascite Iscrizione in anagrafe Mod. D.1 e D.2 (a) per nascita Mod. P.4 NOTIZIE SUL NATO Data di nascita x x Sesso x x Luogo di nascita x Cittadinanza x Codice individuale x NOTIZIE SUI GENITORI Cognome e nome x Luogo di residenza della madre x Data del matrimonio x Data di nascita x x Cittadinanza x x Grado di istruzione x Condizione professionale o non prof x Posizione nella professione x Ramo di attivit economica x Codice individuale x Stato civile x NOTIZIE SULLINTESTATARIO DEL FOGLIO DI FAMIGLIA Cognome e nome x N totale componenti della famiglia x Indirizzo x NOTIZIE SULLA FILIAZIONE Genere del parto x Legittimit della filiazione x Ordine di nascita x Ordine di nascita nellattuale matrimonio x Esito dei precedenti concepimenti x Tipo di parto x Luogo del parto x Presentazione del neonato x Peso del neonato x Durata della gestazione x Tipo di anomalia o malformazione congenita x Caratteri rilevati
Nota: (a) Dal 1999 i modelli D.1 e D.2 non vengono pi utilizzati.

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Tab. A4.13 Informazioni raccolte nelle rilevazioni relative ai decessi e ai suicidi


Caratteri rilevati Morti nel 1 anno di vita Mod. D5 e D5 bis Morti Denuncia di suicidio o tenoltre il 1 anno di vita tativo di suicidio Mod. D4 e D4 bis Mod. 173 x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x NOTIZIE SUI GENITORI x x x x x x x x x NOTIZIE SUI DECESSI x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x NOTIZIE SULLA FILIAZIONE x x x x x x x

Cittadinanza Cognome e nome Luogo di nascita Data di nascita Sesso Et compiuta Stato civile Luogo di residenza Grado di istruzione Professione Condizione professionale o non Posizione nella professione Ramo di attivit economica Codice individuale Cittadinanza Luogo di residenza della madre Data di nascita della madre Grado di istruzione Condizione professionale o non Posizione nella professione Ramo di attivit economica Codice individuale Professione Data del decesso Luogo del decesso Causa iniziale Causa intermedia o complicazioni Causa terminale Intervallo inizio malattia e decesso Altri stati morbosi rilevanti Causa violenta Descrizione della lesione Malattie e complicazioni sopravvenute Stati morbosi preesistenti Mezzo o modo col quale la lesione stata determinata Data e luogo dellaccidente o dellinfanticidio Intervallo azione violenta e morte Movente Modalit Data e luogo dellaccidente, suicidio, omicidio Genere del parto Legittimit della filiazione

215

Tab. A4.14 Informazioni raccolte nelle rilevazioni sui matrimoni, sulle separazioni e sui divorzi
Separazioni personali dei Scioglimenti e cessazioni coniugi effetti civili del matrimoM. 252 nio M.253 NOTIZIE DEMOGRAFICHE E SOCIALI SUL MARITO E SULLA MOGLIE Luogo di nascita x x x Data di nascita x x x Luogo di residenza x x x Cittadinanza x x x Stato civile prima dellattuale max x x trimonio Codice individuale x x x Titolo di studio x x x Condizione professionale o non x x x prof. Posizione nella professione x x x Ramo di attivit economica x x x Eventuale ricorso assistenza legale x x NOTIZIE SUL MATRIMONIO E SULLA FILIAZIONE Data celebrazione matrimonio x x x Tipo di rito x x Regime patrimoniale scelto x x x x Luogo di resid. dopo il matrimonio N figli nati dallattuale matrim. x x Data di nascita dei figli x x Sesso dei figli x x Tipo di affidamento x x NOTIZIE SUI PROVVEDIMENTI ECONOMICI Previsione di una forma di sostenx x tamento economico per i figli Genitore obbligato a corrispondere x x il sostentamento economico ai figli Previsionediunaformadisostentamentoecox x nomico per uno dei coniugi Coniuge obbligato a corrispondere una x x forma di sost econ allaltro coniuge Coniuge cui stata assegnata x x labitazione familiare NOTIZIE GENERALI Tribunale x x Data iscrizione al ruolo del procedim. x x Data del provvedimento x x Coniuge che ha presentato domanx x da di separaz/divorzio Rito di apertura del procedimento x x Modalit di esaurimento del proc. x x Rito di esaurimento del proc. x Esistenza di una precedente senx x tenza parziale Causa dello scioglimento o cessax zione degli effetti civili del matrimonio Data della separazione x Tipo di separazione giudiziale x Freq. delle visite ai figli minori x stabilita per il genitore non affidatario Caratteri rilevati Matrimoni Mod. D.3

216

Tab. A4.15 Informazioni raccolte nelle statistiche giudiziarie penali


Caratteri rilevati Minorenni denunciati M.141N Denunce o querele di delitti per i quali stata iniziata lazione penale M.310 x

Sesso Cittadinanza Data di nascita Luogo di nascita Luogo di residenza Luogo di domicilio Persone oggetto di denuncia di cittadinanza straniera per et Data del delitto Data della denuncia Luogo del delitto Delitti Fonte informativa Status del minore Misure cautelari Procedimenti penali Correit Persone oggetto di denuncia di cittadinanza italiana Procura per i minorenni Richiesta del P.M. Data della richiesta Archiviazione Azione penale N procedimento Data di iscrizione del procedimento nel R.A.P.

x x x x x x ALTRE NOTIZIE x x x x x x x x x x x x x x x x

x x x x x

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Tab. A4.16 Informazioni raccolte nelle statistiche sanitarie


Caratteri rilevati Ammissione malati nei servizi psichiatrici Mod D.16 x x x x x x x x x Dimesse dagli istituti di Interruzione volontaria delcura per aborto spontaneo la gravidanza Mod D.11 Mod D.12 x x x x x x x x x x x x x x x x x x

Data di nascita Sesso Cittadinanza Provincia di nascita Comune di residenza Provincia di residenza Stato civile Titolo di studio Condizione professionale o non professionale Denominazione Provincia e comune Azienda U.S.L. Indirizzo Primo o successivo ricovero Tipo di ricovero Diagnosi N nati vivi in gravidanze prec. N nati morti in grav. prec. N aborti spontanei in grav. prec. N interruzioni volontarie di grav. in gravidanze precedenti Et gestazionale Data dellaborto Luogo dellaborto Causa dellaborto Tipo di intervento Terapia antalgica Durata della degenza Complicazioni Ricorso a tecnica di riproduzione Medico-Assistita Data dellinterruzione Data della certificazione Responsabile certif. autorizzazione Urgenza Assenso per la minore Comune Provincia

NOTIZIE SULLISTITUTO DI CURA x x x x x x ALTRE NOTIZIE x x x x x x x x x x x x x x x x

x x x x x x x x x x x x x x x x x

218

Allegato 5 Sintesi dellAudizione con lISTAT


Le statistiche sugli immigrati e sulla popolazione di origine straniera

Data 13 novembre 2001.

Partecipanti ISTAT: dott.ssa V. Buratta, dott. V. Terra Abrami, dott. D. Gabrielli, dott.ssa C. Giovannelli, dott. A. Caputo. Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica (CGIS): prof.ssa G. Caselli. Consulenti esterni presso la CGIS (gruppo di ricerca su La rilevazione delle migrazioni internazionali e la predisposizione di un sistema informativo sugli stranieri): Dott. S. Strozza, Prof. M. Natale, Prof. E. Todisco. Segreteria tecnica della Commissione: dott.ssa F. Ballacci.

Materiale predisposto dal gruppo di ricerca Nota per lIstat: elenco del materiale da fornire nellaudizione traccia degli aspetti, generali e specifici, da affrontare durante laudizione

Materiale fornito dallISTAT (a) Lista delle rilevazioni dellIstat o di altri enti (con dati gestiti dallIstat) che riguardano (o consentono di individuare) la popolazione straniera o di origine straniera (b) Copia dei modelli di rilevazione (quando disponibili) (c) Schemi riassuntivi di alcune delle rilevazioni.

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Sintesi dellaudizione Introduce la dott.ssa Buratta esponendo le principali linee di impegno dellIstat rispetto al sistema di rilevazione sulla popolazione straniera: 1) Lobiettivo di realizzare, come gi effettuato con lhandicap, un sistema informativo caratterizzato da un approccio integrato delle varie fonti esistenti, molte delle quali non sono specificamente orientate alla rilevazione del fenomeno. 2) Come gi avvenuto per lindagine sullabortivit volontaria, saranno modificate altre indagini relative a fenomeni che riguardano in maniera differenziale la popolazione straniera, allo scopo di curare nello specifico aspetti a questa relativi. 3) E in programma la predisposizione di un sistema dinamico di aggiornamento, disponibile su Internet, che guardi ai vari aspetti dellimmigrazione. I dati saranno aggiornati con tempi diversi, a seconda delle amministrazioni di pertinenza. A tale scopo previsto un grande lavoro di validazione dei dati, in funzione del diverso livello di attendibilit delle varie fonti. Minore attendibilit caratteristica, in particolare, dei dati da fonti non dedicate (lavoro, scuola, giustizia, sanit, sicurezza pubblica); in tali ambiti, infatti, linformazione relativa alla provenienza del soggetto non considerata rilevante e quindi, anche se prevista, frequentemente trascurata o inaffidabile. 4) Lutilizzo di un linguaggio comune nelle rilevazioni: stata effettuata lomogeneizzazione della classificazione delle cittadinanze nellambito delle rilevazioni Istat. In tal senso stata attivata una collaborazione con le altre amministrazioni, per le quali, per, non ipotizzabile ladozione in tempi brevi di una classificazione standard. Vengono in seguito affrontate alcune delle questioni allordine del giorno (cfr. traccia degli aspetti da affrontare durante laudizione), ed altri temi rilevanti: La rilevazione delle variabili indispensabili per lidentificazione della popolazione straniera o di origine straniera - La singola informazione sulla cittadinanza non consente lidentificazione della popolazione oggetto di interesse. Una migliore approssimazione determinata dalla conoscenza combinata di paese di cittadinanza e paese di nascita. Entrambe le informazioni non vengono, per, rilevate in molte indagini e sono spesso da ritenersi inaffidabili quando disponibili. Ad esempio, nelle rilevazioni sanitarie, pur esistendo un notevole livello di dettaglio informativo (vengono registrati paese di cittadinanza, paese di nascita e luogo di residenza), i dati relativi a tale area tematica non sono affidabili, in quanto ritenuti irrilevanti allo scopo specifico della rilevazione: lerogazione di fondi. - Linformazione sulla cittadinanza alla nascita fornirebbe elementi di classificazione pi precisi, ma potrebbe essere rilevata solo nellambito di un indagine ad hoc. Non sarebbe infatti opportuno appesantire il carico lavorativo presso le amministrazioni responsabili delle diverse indagini non dedicate ove la sensibilit rispetto al fenomeno scarsa ed una eccessiva richiesta informativa si tradurrebbe in una minore accuratezza.

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Il Censimento della Popolazione Vengono illustrate le strategie che sono state messe in atto in occasione della rilevazione censuaria: - mantenere il normale funzionamento delle rilevazioni sulla popolazione straniera nel periodo interessato dalle attivit censuarie; - fornire ai comuni tutti gli strumenti per cogliere correttamente la componente straniera - incentivare il tempestivo confronto censimento-anagrafe, in modo che la distanza tra i due dati sia minimizzata in sede di rilevazione. In merito al confronto, i comuni dovranno far pervenire allIstat due modelli P3 (indagine sulla popolazione straniera residente): uno prodotto prima della rilevazione censuaria e laltro compilato successivamente, nel quale deve essere scorporata la componente di popolazione da ascriversi alla regolarizzazione post censuaria. La componente straniera rilevata nelle statistiche giudiziarie penali - LIstat acquisisce linformazione dagli archivi gestionali informatizzati degli organi giudiziari. I dati contenuti nei fascicoli giudiziari, che confluiscono poi nellarchivio, riguardano anche la cittadinanza del soggetto, ma questa spesso omessa nel fascicolo stesso, o nella successiva fase di registrazione informatica. Ai fini delliter giudiziario tale informazione viene infatti ritenuta di scarsa rilevanza. - La codifica Istat dei paesi stranieri stata diffusa presso tutti i rispondenti statistici giudiziari. - Relativamente ad alcuni fatti delittuosi di particolare rilevanza sociale ma non di frequente accadimento (i.e. suicidi, violenze sessuali) saranno effettuate indagini in profondit. Dato che soltanto il 90% delle informazioni di interesse presente negli archivi informatizzati, sar necessaria lanalisi dei fascicoli processuali ad opera del personale delle cancellerie, che ricever apposita formazione. Le informazioni raccolte riguarderanno anche le caratteristiche della vittima, compresa la provenienza. Ci consentir lanalisi secondo una diversa ottica delle problematiche che riguardano la popolazione straniera.

Le indagini campionarie Le tecniche di campionamento adottate ed i criteri di sostituzione delle unit non rilevate non tengono conto delle variabili relative alla provenienza del soggetto. Il principale problema costituito dalla difficile reperibilit dei soggetti e non dalla dimensione campionaria: il numero di stranieri rilevati pi basso nella pi estesa Indagine campionaria sulle Forze di Lavoro che nellIndagine Multiscopo sulle famiglie. Tale differenza dovuta essenzialmente al differente contesto di riferimento. Le stime che queste indagini forniscono per la popolazione straniera sono molto instabili e dunque non vengono pubblicate dallIstat. Eurostat, nonostante sia stata sottolineata linaffidabilit dellinformazione, continua a pubblicare i dati sulle forze di lavoro, distintamente per cittadini italiani e non italiani.

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In seguito a pressioni da parte dei media e della comunit scientifica in programma listituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale per mettere a punto una specifica metodologia di stima per la presenza straniera.

Il Sistan e la qualit dellinformazione Il gi accennato problema della qualit dei dati da fonte amministrativa sembra mostrare sintomi di miglioramento: - Non confermata la tradizionale geografia del fenomeno, che vede il sud in condizioni di particolare svantaggio. - Il decentramento dei poteri determina una maggiore responsabilizzazione ed una sorta di competizione da parte delle autonomie locali, che rende migliore il relativo lavoro. In tal senso viene espresso apprezzamento per il sistema di rete in cui sono articolati i rapporti tra i diversi organi statistici, e che consente reciproca visibilit tra lIstat e le diverse amministrazioni. Viene pertanto espressa preoccupazione rispetto alla eventualit che possa trovare riscontro la richiesta di riscrittura delle legge istitutiva del Sistan. Si auspica un intervento della Commissione in merito.

Le conseguenze dellapplicazione della normativa sulla privacy E attualmente sospesa da parte del Min. dellinterno la fornitura allIstat dei dati nominativi sui permessi di soggiorno. Ci impedisce le operazioni di controllo e ripulitura (e dunque lutilizzo) dei dati. - Attualmente, per effettuare linkage nominativi tra archivi (ad es. archivio dei permessi di soggiorno e archivio dei denunciati) necessaria lautorizzazione dellAutorit garante della riservatezza dei dati personali. Il frequente verificarsi di notevoli ritardi nella concessione dellautorizzazione non consente allIstat di svolgere correntemente gli opportuni controlli ed approfondimenti, realizzabili con il record linkage. Linterpretazione che stata data in Italia alla normativa sulla privacy ritenuta eccessivamente rigida e troppo vincolante per la produzione e gestione dellinformazione statistica. -

222

Allegato 6

QUESTIONARIO DELLINDAGINE CONOSCITIVA PRESSO GLI ENTI PUBBLICI NAZIONALI

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Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Gruppo di lavoro su La rilevazione delle migrazioni internazionali e la predisposizione di un sistema informativo sugli stranieri

Principali caratteristiche delle rilevazioni statistiche o amministrative che riguardano anche la popolazione straniera o di origine straniera
Questa scheda informativa volta ad acquisire alcune notizie fondamentali concernenti le principali rilevazioni statistiche ed amministrative che hanno la popolazione straniera o quella di origine straniera e gli eventi ad essa relativi come specifico collettivo di riferimento o semplicemente come una parte di un pi ampio collettivo comprendente anche i nazionali (ad esempio, la popolazione residente o quella presente, la popolazione scolastica, le forze di lavoro, i lavoratori assicurati, gli eventi demografici e quelli sociali, ecc.). Lobiettivo quello di delineare un quadro complessivo sullo stato delle rilevazioni concernenti la popolazione straniera e sulle possibilit di implementazione delle conoscenze attraverso lintroduzione di eventuali variazioni, integrazioni o specificazioni nellacquisizione, informatizzazione e/o elaborazione dei dati. A tal fine si richiede ad ogni Ente o Istituzione di compilare un distinto questionario per ciascuna delle proprie rilevazioni che riguardano la nostra popolazione "bersaglio" (popolazione straniera o di origine straniera ed eventi ad essa relativi). I questionari compilati dovranno essere spediti per posta o inviati via fax entro e non oltre il 20 maggio prossimo alla Commissione per la Garanzia dellInformazione Statistica (indirizzo: Via Po, 16/A 00198 Roma; Fax: 0684563344)
Per quesiti e problemi nella compilazione del questionario rivolgersi a: Dott.ssa Ballacci Francesca (tel. 06-84563346; fax 06-84563344; e-mail: f.ballacci@palazzochigi.it) Dott. Strozza Salvatore (tel. 06-49919521; fax 06-85303374; e-mail: salvatore.strozza@uniroma1.it)

1. Denominazione estesa della rilevazione: ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ 2.1. Denominazione dellEnte centrale (nazionale) responsabile della rilevazione (raccolta dati o aggiornamento dellarchivio): ____________________________________________________________________ 2.2. Denominazione dellEnte centrale (nazionale) che provvede alla elaborazione e diffusione dei dati:

224

3.1. Definizione dellunit statistica (o amministrativa) di rilevazione: ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ 4.1. Anno di inizio della rilevazione: 4.2. Anno in cui la rilevazione stata estesa agli stranieri: 4.3. Anno dal quale sono disponibili dati sugli stranieri: |__||__||__||__| |__||__||__||__| |__||__||__||__|

5. Come sono acquisite le informazioni? - attraverso un modello di rilevazione (o questionario) cartaceo |__| - attraverso un modello di rilevazione informatico (direttamente da elaboratore) |__| - in parte da modello cartaceo in parte direttamente in modo informatizzato |__| - in altro modo (specificare): __________________________________________ |__| 6. Il modello di rilevazione (questionario) disponibile anche in lingua straniera? - No |__| - S |__| In quali lingue: __________________________________________ ___________________________________________ 7. Da dove sono tratte le informazioni?
(anche pi di una risposta)

- dalle indicazioni (dichiarazioni) fornite dalla persona interessata - dalle indicazioni fornite dai familiari - da documenti ufficiali (specificare quali): _____________________________ - da altri registri (specificare quali): ___________________________________ - altro (specificare): ________________________________________________

|__| |__| |__| |__| |__|

8. Per lacquisizione dei dati sugli stranieri si fa ricorso a personale specializzato? - No |__| - S, a traduttori di madrelingua |__| - S, a intermediari culturali |__| - S, ad altro personale specializzato (specificare): ____________________________ 9. Ci sono unit territoriali di rilevazione (ad esempio, a livello regionale, provinciale, comunale, ecc.)? - No |__| (vai alla dom. 11) - S |__| 9.1. (se dom. 9 =S) A quale livello territoriale?
(indicare un solo livello facendo riferimento allunit territoriale minima di rilevazione)

- regionale |__| - provinciale |__| - comunale |__| - altro: _______________________

Denominazione: ________________________ Denominazione: ________________________ Denominazione: ________________________ Denominazione: ________________________


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10. Viene adottato lo stesso modello di rilevazione da tutte le unit territoriali? - No |__| Perch? _____________________________________________________ _____________________________________(vai alla dom. 10.1) - S |__| Qual la sua denominazione? ___________________________________ __________________________________________________________ (allegare una copia del modello di rilevazione) (vai alla dom. 11) 10.1. (se dom. 10=No) Elencare i caratteri (vale a dire informazioni come, ad esempio, il sesso, la data di nascita o let, ecc.) comuni a tutti i modelli di rilevazione adottati dalle unit territoriali, indicando se queste utilizzano le stesse codifiche delle modalit: Carattere Stessa codifica? 1.______________________________________________ S |__| No |__| 2.______________________________________________ S |__| No |__| 3.______________________________________________ S |__| No |__| 4.______________________________________________ S |__| No |__| 5.______________________________________________ S |__| No |__| 6.______________________________________________ S |__| No |__| 7.______________________________________________ S |__| No |__| 8.______________________________________________ S |__| No |__| 9.______________________________________________ S |__| No |__| 10.______________________________________________ S |__| No |__| 11.______________________________________________ S |__| No |__| 12.______________________________________________ S |__| No |__| 13.______________________________________________ S |__| No |__| 14.______________________________________________ S |__| No |__| 15.______________________________________________ S |__| No |__|

11. Indicare se i caratteri seguenti sono presenti nel modello unico di rilevazione (o in tutti i differenti modelli adottati sul territorio), sono acquisiti su supporto informatico, sono elaborati per produrre e diffondere tabelle statistiche: Presenti? Acquisiti? Elaborati? No S No S No S - Sesso |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Data di nascita |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Et (se non viene rilevata la data di nascita) |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Stato civile |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Data (o anno) di primo arrivo in Italia |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Data (o anno) di ultimo arrivo in Italia |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Paese di cittadinanza attuale |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Possesso o meno del permesso di soggiorno |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Iscrizione o meno in anagrafe |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Comune di iscrizione anagrafica |__| |__| |__| |__| |__| |__| - Iscrizione al collocamento |__| |__| |__| |__| |__| |__|
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12. Le informazioni relative alle singole unit statistiche (o amministrative) di rilevazione sono registrate su supporto informatico? - No |__| (vai alla dom. 14) - S |__| 12.1 (se dom. 12 = S) A quale livello territoriale viene svolta la registrazione su supporto informatico delle informazioni relative alle singole unit statistiche (o amministrative)? - dalle unit territoriali di livello pi piccolo |__| - da unit territoriali intermedie |__| - a livello centrale (nazionale) |__| (vai alla dom. 14) 12.1.1. Le unit territoriali (minime o intermedie) adottano gli stessi programmi di acquisizione e gestione dei micro dati su supporto informatico? - S - No |__| |__|

12.1.2. I micro dati informatizzati dalle unit territoriali sono disponibili a livello centralizzato (nazionale) su supporto informatico? - S - No |__| (vai alla dom. 14) |__| (prosegui con dom. 13)

13. Qual il tipo di informazione che perviene a livello centrale? - I singoli modelli individuali di rilevazione |__| - Modelli con dati aggregati (o riassuntivi) |__| - Entrambi |__| 14. I microdati disponibili su supporto informatico possono essere utilizzati o consultati da persone esterne allEnte? - No, non sono accessibili allesterno ... |__| - No, non sono direttamente accessibili ma possono essere richieste analisi specifiche ... |__| - S, sono accessibili ma solo attraverso i supporti informatici dellEnte .... |__| - S, sono acquisibili a richiesta con lesclusione di alcuni caratteri (escluso nominativo e/o codice identificativo, nonch alcuni caratteri sensibili). |__| - S, sono acquisibili a richiesta senza lidentificativo (cio senza la indicazione del nominativo e/o del codice identificativo, ma con tutti i caratteri rilevati) ... |__| - S, sono acquisibili in modo nominativo senza restrizioni (archivio completo) ...... |__|

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15. Quali categorie di soggetti esterni allEnte possono accedere ai dati individuali (microdati)? - Nessuna |__| - Personale di altri enti nellambito di attivit comuni |__| - Personale dellISTAT |__| - Personale di Enti appartenenti al SISTAN |__| - Ricercatori universitari e di altri enti pubblici |__| - Tutte le categorie, a seguito di autorizzazione del Garante |__| - Tutte le categorie senza la necessit di essere autorizzati dal Garante |__| - Altro (specificare): ___________________________________________________ 16. Sono previsti dei costi: - per lacquisizione dei microdati? - per lelaborazione dei dati (fornitura di dati aggregati)?

S |__| S |__|

No |__| No |__|

17. I microdati della rilevazione in oggetto sono stati collegati in modo informatico (record-linkage) con microdati di altre rilevazioni? - No |__| - S |__| con quale/i? 1. ________________________________________ 2. ________________________________________ 3. ________________________________________ 18. I microdati della rilevazione in oggetto potrebbero essere collegati (recordlinkage) ad altri microdati? - No - S |__| A quale/i? 1. ________________________________________ 2. ________________________________________ 3. ________________________________________

Parte specifica sugli stranieri e sulla popolazione di origine straniera 19. Questa rilevazione riguarda solo gli stranieri o anche gli italiani? - solo gli stranieri |__| - stranieri ed italiani |__| 20. Indicare se sono rilevati i seguenti caratteri e da quale anno: No Si - cittadinanza attuale |__| |__| - cittadinanza precedente |__| |__| - cittadinanza alla nascita |__| |__| - cittadinanza dei genitori |__| |__| - paese di nascita |__| |__| - paese di nascita dei genitori |__| |__|
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Da quale anno? |__||__||__||__| |__||__||__||__| |__||__||__||__| |__||__||__||__| |__||__||__||__| |__||__||__||__|

21. Indicare se sono rilevate le seguenti categorie di immigrati possibile identificarle (distinguere le une dalle altre): No - richiedenti asilo . |__| - rifugiati (stranieri a cui riconosciuto tale status) |__| - lavoratori stranieri stagionali |__| - lavoratori stranieri . |__| - studiosi, scienziati stranieri e altro personale altamente qualificato . |__| - turisti . |__| - studenti stranieri |__| - stranieri senza permesso di soggiorno (stranieri presenti in modo illegale) .. |__| - stranieri con permesso di soggiorno di durata inferiore ad un anno . |__| - stranieri con permesso di soggiorno di durata uguale o superiore ad un anno . |__| - stranieri con carta di soggiorno . |__| - diplomatici e personale consolare . |__| - membri delle forze armate straniere .. |__| 22. Sono rilevati gli stranieri senza permesso di soggiorno? - No |__| (vai alla dom. 23) - S |__| 22.1. E possibile identificarli? - No |__| (vai alla dom. 23) - S |__|

o di stranieri e se S Identificabile? |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__| |__|

22.2. Attraverso quale/i informazione/i? _________________________________ _______________________________________________________________ 23. possibile identificare gli immigrati naturalizzati? - No |__| (vai alla dom. 24) - S |__| 23.1. Attraverso quale/i informazione/i? _________________________________ _______________________________________________________________ 24. Vengono pubblicati o comunque diffusi (anche su CD o su web) i dati della rilevazione? - S |__| - No |__| (vai alla dom. 25)

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24.1 Ci sono pubblicazioni specifiche solo sugli stranieri e/o sulle persone di origine straniera? - S - No |__| |__| (vai alla dom. 24.2)

24.1.1. (se dom. 24.1 = S) Che tipo di pubblicazioni sono quelle specifiche sugli stranieri o sulle persone di origine straniera? - occasionali, una tantum |__| - periodiche con cadenza superiore ad un anno |__| - periodiche con cadenza annuale |__| - periodiche con cadenza inferiore ad un anno |__| - altro (specificare): ___________________________________________________
(allegare copia dellultima pubblicazione)

24.2. (se dom. 24.1 = No) Sono presenti nella/e pubblicazione/i generali tabelle relative agli stranieri o alle persone di origine straniera? - S |__| - No |__| (vai alla dom. 25) 24.2.1. (se dom. 24.2 = S) Che tipo di pubblicazioni sono quelle in cui ci sono anche dati relativi agli stranieri o alle persone di origine straniera? - occasionali, una tantum |__| - periodiche con cadenza superiore ad un anno |__| - periodiche con cadenza annuale |__| - periodiche con cadenza inferiore ad un anno |__| - altro (specificare): ___________________________________________________
(allegare copia dellultima pubblicazione)

25. Osservazioni e altre informazioni utili:

(se si tratta di archivi/registri specificare: quali sono i flussi di ingresso e di uscita da tali archivi, indicando le categorie di stranieri interessate e gli eventuali problemi riscontrati; se si tratta di indagini campionarie specificare: il tipo di campionamento adottato, lunit statistica di rilevazione, le modalit di intervista, il numero di interviste a stranieri, le prime cinque cittadinanze rilevate e la quota di mancate interviste, i problemi di rilevazione degli stranieri)

____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________ ____________________________________________________________________
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Dati relativi alle persone che hanno compilato il questionario Referente principale R1.1. Cognome: _____________________________________________________ R1.2. Nome: _____________________________________________________ R1.3. Funzione svolta (ruolo ricoperto): ____________________________________ R1.4. Indirizzo ufficio: Via ___________________________________ n. ______ Citt ______________________ cap. |__|__|__|__|__| R1.5. Altri recapiti: tel. ____________________; fax ____________________; E-mail: __________________________________________ Eventuale altro referente R2.1. Cognome: _____________________________________________________ R2.2. Nome: _____________________________________________________ R2.3. Funzione svolta (ruolo ricoperto): ____________________________________ R2.4. Indirizzo ufficio: Via ___________________________________ n. ______ Citt ______________________ cap. |__|__|__|__|__| R2.5. Altri recapiti: tel. ____________________; fax ____________________; E-mail: __________________________________________

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Allegato 7 UNA SPECIFICA PROPOSTA OPERATIVA


Le procedure amministrative sono articolate e sconnesse. Lo straniero che viene a contatto con il sistema burocratico italiano si trova in difficolt sia per la non conoscenza dei sistemi di registrazione sia per la limitata informativa che su tali sistemi gravita. Uno straniero che viene da un paese dove non esiste un anagrafe o dove il meccanismo di registrazione statistica sottosviluppato non ha dimestichezza con le complesse procedure in atto nel nostro paese. difficile far capire, ad una persona che entra nel nostro paese per lavorare, che occorre il visto di ingresso, il permesso di soggiorno, liscrizione anagrafica, il permesso di lavoro. Sono quattro stadi messi in atto dal nostro Governo, molto spesso alla pari con quanto accade in altri paesi, per identificare i livelli diversi dellintroduzione ed inserimento dellimmigrato. Ma sono fasi lunghe e dispersive che hanno come conseguenza quella di condurre in porto limmigrato dopo il completamento di steps di cui non chiara la logica ed interpretate spesso come procedure per rendere pi difficile lingresso. Occorrerebbe un ripensamento su queste procedure in maniera da semplificare gli atti burocratici, da rendere pi chiara ed immediata la trafila che lo straniero deve fare, da rendere pi efficiente il sistema di rilevamento statistico. Se questi quattro livelli burocratico-normativi non possono essere eliminati, vuoi per limiti imposti dalla legislazione vigente (ma una legge pu essere cambiata) vuoi per ottemperare a comportamenti comuni a livello internazionale, possono essere tuttavia introdotte semplificazioni in grado di ridurre i disagi e le difficolt. Non pura utopia pensare ad un unico documento ( definiamolo pure libretto dello straniero) nel quale siano riportate le generalit anagrafiche dellimmigrato, complete ed esaurienti (come ad esempio, la cittadinanza di nascita, la cittadinanza dei genitori, la cittadinanza attuale, gli anni di studio ed i diplomi conseguiti, le precedenti esperienze lavorative certificate o certificabili, la composizione della propria famiglia con lindicazione chiara se al seguito o in patria). Una sezione di tale libretto potrebbe essere riempita dal consolato italiano competente al rilascio del visto di ingresso. Una seconda sezione potrebbe essere riempita dalla questura e sarebbe relativa al permesso di

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soggiorno. Una terza sezione potrebbe essere compilata dallAnagrafe e sarebbe relativa alla iscrizione nel registro della popolazione residente. Una quarta sezione potrebbe essere di competenza degli uffici di collocamento e riguarderebbe liscrizione al collocamento e gli avviamenti al lavoro. Una quinta sezione potrebbe riguardare la concessione della nazionalit italiana. Una sesta sezione aperta alle iscrizioni particolari come lidentificazione dei rifugiati, le vaccinazioni obbligatorie per i minorenni, lassolvimento degli obblighi scolastici e cos via. Tale documento sarebbe individuale. Anche i minori al seguito dei genitori dovrebbero averne uno con le indicazioni che li riguardano e non gi essere inseriti in quello degli adulti da cui originano. Il libretto dello straniero avrebbe valore legale come documento di riconoscimento. Fra i vantaggi di una simile procedura si citano: 1) lo straniero avrebbe un unico documento e non gi una raccolta di atti difficile da tenere insieme 2) lo straniero avrebbe anche linformazione delle procedure da seguire in quanto le pagine del libretto gli ricorderebbero quali passi sono ancora da svolgere 3) ad uno straniero sarebbe assegnato un codice unico di riconoscimento e non gi tante posizioni diverse quante sono le amministrazioni interessate anche se quasi sempre tali amministrazioni fanno riferimento al cognome e nome. Tuttavia non pu essere sottovalutato che molte volte la trascrizione di nomi espressi con caratteri non latini viene fatta sulla base delle assonanze ci che porta un funzionario di una amministrazione ad una interpretazione che pu essere diversa da quella fatta da un altro funzionario di unaltra amministrazione. Ci pu avere la conseguenza di identificare due casi diversi quando in realt si tratta della stessa persona. 4) Un libretto unico dello straniero consentirebbe anche un processo agevole e sicuro di identificazione statistica in quanto il linkage fra le attuali diverse fonti sarebbe automatico. Ogni amministrazione farebbe riferimento ad un unico archivio centralizzato nel quale convergerebbero tutte le informazioni riguardanti gli immigrati. Dai dati singoli poi facile derivare tutti gli incroci immaginabili sulle variabili raccolte per avere le statistiche secondo le varie caratteristiche conoscitive che occorrono.

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appena il caso di rimarcare che non si violerebbe alcuna normativa sulla privacy in quanto le informazioni raccolte nel libretto sono esattamente le stesse riportate nei singoli atti amministrativi, opportunamente centralizzate. Inoltre il libretto dello straniero rimarrebbe strettamente in possesso dello stesso immigrato e le informazioni individuali non potrebbero quindi circolare.

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SERIE RAPPORTI DI RICERCA

93.01

Valutazioni di procedure di oscuramento delle informazioni individuali e di canoni di pubblicazione di informazioni a minimo rischio di individuazione, (M. Angrisani) Gli investimenti pubblici: problemi di contabilit pubblica e di contabilit nazionale, (G. Trupiano) Investimenti pubblici lordi e netti: problemi analitici, (V. Selan) Lindice dei prezzi al consumo in Italia, (F. Franceschini, G. Marliani, M. Martini) Privatizzazione e sistema statistico nazionale, (G. Di Gaspare) Stato delle statistiche sociali in Italia, (G.B. Sgritta) Statistica sociale e Statistiche sociali, (L. Bernardi) Prospettive preliminari per possibili analisi longitudinali nella statistica ufficiale italiana, (U. Trivellato, G. Ghellini, C. Martelli, A. Regoli) Analisi di alcune caratteristiche del Programma Statistico Nazionale 1995-1997, (D. Cotzia, S. DAndrea,E. Mastantuoni) Verifica dei ritardi rispetto alle previsioni di stampa delle pubblicazioni ISTAT negli anni 1993 e 1994, (D. Cotzia) Analisi sulla tempestivit della Produzione di informazione statistica (Esame di alcune rilevazioni ed elaborazioni dellIstat), (D. Cotzia) La suddivisione territoriale della spesa pubblica per investimenti, (G. Trupiano) Il consolidamento della spesa pubblica per investimenti, (G. Trupiano) Investimenti netti, ammortamenti e spese di manutenzione. Stock di capitale: unipotesi censuaria, (V. Selan) Le spese per investimenti nelle statistiche Eurostat sui conti delle amministrazioni pubbliche, (M. Colazingari) Gli investimenti pubblici del Comune di Roma, (P. Palmarini) La revisione del Sistema dei Conti Nazionali: problemi e prospettive per lItalia, (B. Bracalente, G. Carbonaro, M. Carlucci, M. Di Palma, L. Esposito, G. Ferrari, R. Zelli)

93.02 93.03 93.04 94.01 94.02 94.03 94.04 94.05 94.06 94.07 94.08 94.09 94.10 94.11 94.12 94.13

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94.14

La tutela della riservatezza e lidentificazione dei rispondenti alle rilevazioni statistiche svolte nellambito del Sistan: rapporto preliminare, (M. Angrisani, L. Buzzigoli, A. Giusti, L. Grassini, G. Marliani) I dati statistici produttivi di effetti giuridici determinati e la loro sindacabilit, (G. Manto) Ufficialit del dato e Programma Statistico Nazionale, (G. DAlessio) Valutazioni preliminari sulla qualit dei dati dellultimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni, (G. De Santis, A. Bonaguidi, A. Santini) La revisione del Sistema dei Conti Nazionali: problemi e prospettive per lItalia - rapporto finale, (B. Bracalente, G. Carbonaro, M. Carlucci, M. Di Palma, L. Esposito, G. Ferrari, R. Zelli) Classificazione delle province italiane in clusters e determinazione delle province outliers in riferimento alle correzioni degli errori di coerenza e di range del censimento dellagricoltura 1991, (S. DAndrea) La qualit dei dati dellultimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni, (G. De Santis, S. Salvini, A. Santini) Stato delle Statistiche sociali in Italia - Sintesi del rapporto, (G. B. Sgritta) Lo Stato dellinformazione statistica nei comuni e negli altri enti territoriali intermedi del Sistan: le province di Ferrara e Siena, (A. Buzzi Donato, I. Drudi, M.R. Ferrante, C. Filippucci, G. Gesano, G. Ghellini, T. Giovani, A. Lemmi) Analisi delle funzioni del Sistema di Informazione Geografica-GISCO della Commissione delle Comunit Europee, (E. Mastantuoni) Stato ed evoluzione delle statistiche ambientali in Italia, (L. Fabbris, M. Lo Cascio) Rapporto sugli aspetti statistici nella Legislazione Ambientale - I. Aria, (S. Bordignon, A. C.S. Capelo, G. Lovison, G. Masarotto) Il Sistema Statistico delle Imprese in Italia: rapporto preliminare, (S. Biffignandi, M. Pratesi, T. Proietti, L. Schionato) Prospettive per possibili analisi longitudinali nella statistica ufficiale italiana, ( U. Trivellato, G. Ghellini, C. Martelli, A. Regoli) Per una estensione dei compiti della Commissione per la Garanzia dellinformazione statistica, (G. Calvi, M.T. Crisci, S. Draghi, L. Ferrari, A. Rizzi)

94.15 94.16 94.17

94.18

95.01

95.02 95.03 95.04

95.05 95.06 95.07 95.08 95.09 95.10

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95.11 95.12

Rapporto sugli aspetti statistici nella legislazione ambientale - II. Rumore, (S. Bordignon, A. C.S. Capelo, G. Lovison, G. Masarotto) Innovazioni integrazioni nel sistema dei conti nazionali: Problemi aperti e soluzioni possibili - Sintesi e suggerimenti -, (B. Bracalente, G. Carbonaro, M. Carlucci, M. Di Palma, L. Esposito, G. Ferrari, R. Zelli) Disaggregazione spaziale e temporale delle statistiche ufficiali sulla qualit dellaria, (L. Fabbris) Disaggregazione spaziale e temporale delle statistiche ufficiali sulla qualit delle acque, (L. Fabbris) Lesercizio della funzione statistica a livello locale: lo stato degli uffici di statistica comunali dopo il d.lgs. n.322/89, (G. Manto) Gli uffici di statistica dei Ministeri, (C. Gallucci) Le statistiche comunitarie e le statistiche nazionali: evoluzione, coordinamento, integrazione e processi di uniformazione, (G. Di Gaspare) Organizzazione ed attivit statistica delle regioni nel contesto del Sistan, (G. DAlessio) Rapporto sullo stato dellinformazione statistica nei comuni della provincia di Bari, (C. Cecchi, V. Nicolardi, A. Pollice, N. Ribecco) Sistemi Nazionali di statistica: loro organizzazione e funzionamento in alcuni paesi dellunione europea, (B. Carelli) Lattivit delle amministrazioni centrali dello Stato per il programma statistico nazionale del triennio 1996-98, (G. Filacchione) Rapporto sugli aspetti statistici nella legislazione ambientale - III. Dati mancanti -, (S. Bordignon, A.C.S. Capelo, G. Lovison, G. Masarotto) Osservatorio Statistico Locale: Studio di un modello per il Sistan, (P. Bellini, S. Campostrini, T. Di Fonzo, M.P. Bellini) La tutela della riservatezza e lidentificazione dei rispondenti alle rilevazioni statistiche svolte nellambito del Sistan - rapporto finale, (M. Angrisani, L. Buzzigoli, A. Giommi, A. Giusti, L. Grassini, G. Marliani) Analisi dellorganizzazione e delle iniziative del Sistan - Esame delle pubblicazioni presenti nel Catalogo Sistan 1994, (A. De Nardo, S. Sagramora) Sistema Statistico delle Imprese, (S. Biffignandi, M. Pratesi, T. Proietti, L. Schionato)

95.13 95.14 95.15 95.16 95.17

95.18 96.01 96.02 96.03 96.04 96.05 96.06

96.07

96.08

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96.09

Monitoraggio della diffusione dei dati riguardanti alcuni indicatori dellIstat su prezzi, lavoro e commercio con lestero, (A. De Nardo, E. Mastantuoni, M. Notarnicola, S. Sagramora) Monitoraggio della qualit e tempestivit dellindice della produzione industriale, (V. Napoli, F. Tagliafierro) La qualit dei dati del VII censimento dellindustria e dei servizi: alcune valutazioni dal punto di vista dellutilizzatore, (R. Guarini, R. Zelli) Analisi del processo di revisione corrente delle stime provvisorie dei dati del Commercio con lEstero, (E. Mastantuoni, S. Sagramora) Prime indagini sullaccesso ai dati statistici individuali nellambito del Sistan, (L. Buzzigoli, C. Martelli, N. Torelli) Interconnessione di basi di dati: problemi di sfruttamento statistico, (A. Cortese) La formazione statistica nelle amministrazioni dello Stato: profili comparativi ed elementi propositivi, (F. Covino) Rapporto sullautonomia degli uffici di statistica nelle amministrazioni centrali dello Stato, (F. Covino) Rapporto sulle regioni e le province autonome nel sistema statistico nazionale, (N. Belvedere) Il sistema statistico europeo. Stato attuale e possibile riforma, (I. Savi) Rapporto preliminare sulla statistica in Francia e nel Regno Unito, (E. Marotta) Verifica della programmazione nellattivit del Sistan e dellattivit di vigilanza, (F. Bigazzi) Indagine sulle statistiche della Sanit, (P. Golini) Evoluzione e prospettive della statistica comunitaria: un aggiornamento, (I. Savi) Lincidenza sul SISTAN delle leggi di riforma amministrativa e della disciplina in materia di privacy, (N. Belvedere, I Savi) Analisi sullo stato di attuazione degli uffici di statistica dei comuni. Analisi preliminari e progetto di rilevazione, (A. De Nardo, M. Notarnicola) Documentazione statistica su fenomeni di emarginazione sociale: offerta e fabbisogni: Tossicodipendenze, (B. Colombo, G. Filacchione)

96.10 96.11 96.12 96.13 97.01 97.02 97.03 97.04 97.05 97.06 97.07 97.08 98.01 98.02 98.03

98.04

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98.05

Analisi delle caratteristiche dei non rispondenti con riferimento alle principali indagine campionarie sulle famiglie condotte dallISTAT, (E. Mastantuoni, S. Sagramora, F. Tagliafierro) La razionalizzazione della statistica giudiziaria, (F. Giusti, S. Andreano, M. Fabri, V. Napoli, R. Santoro) Validit e qualit degli indici dei prezzi al consumo. Atti del Seminario, Roma, 12 dicembre 1997 Analisi della disponibilit delle statistiche di genere, (M.E. Graziani) La razionalizzazione della statistica giudiziaria - Rapporto finale, (F.Giusti, S. Andreano, M. Fabri, V. Napoli, R. Santoro) Le procedure di destagionalizzazione di serie storiche economiche: esperienze internazionali e pratica nellambito dellIstat, (T. Di Fonzo, B. Fischer, T. Proietti) Lo stato dellinformazione statistica sul lavoro, con particolare riguardo alla partecipazione al lavoro ed a retribuzioni e costo del lavoro, (G. Faustini, E. Rettore, P. Sestito) Analisi delle caratteristiche dei non rispondenti con riferimento alle principali indagini campionarie sulle famiglie condotte dallIstat, (E. Mastantuoni, S. Sagramora) Statistiche dei rifiuti, (L. Fabbris, G. Nebbia) Problemi di adeguamento della legislazione italiana alla normativa comunitaria e internazionale sulla tutela della riservatezza di dati personali utilizzati per finalit statistiche, (N. Belvedere, I. Savi, F. Tufarelli) Stato di attuazione degli uffici di statistica dei comuni, (A. De Nardo, M. Notarnicola) Il confronto tra censimento ed anagrafe: per un maggior grado di coerenza tra le due fonti, (L. Ciucci, G. De Santis, M. Natale, M. Ventisette) Censimenti economici e schedari delle imprese, (R. Castellano, C. Quintano, G. Screpis, F. Tassinari) Accesso ai dati statistici individuali: lesperienza di altri paesi, (L. Buzzigoli, C. Martelli, N. Torelli) Analisi della qualit delle operazioni sul campo con riferimento alle principali indagini campionarie dellIstat sulle famiglie, (C. Filippucci, B. Buldo, V. Napoli, R. Bernardini Papalia)

98.06 99.01 99.02 99.03 99.04

99.05

99.06

99.07 99.08

99.09 99.10

99.11 99.12 00.01

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00.02

Analisi delle procedure di correzione/imputazione utilizzate dallIstat nelle principali indagini sulle famiglie: volume I, (L. Fabbris, C. Panattoni, M. Graziani) Analisi delle procedure di correzione/imputazione utilizzate dallIstat nelle principali indagini sulle famiglie: volume II, (C. Panattoni, M. Graziani, D. Cotzia) Indicatori per lanalisi dellattivit della giustizia, in particolare della giustizia amministrativa, (V. Napoli, N. Belvedere, I. Savi) Rilevazione delle attivit e delle strutture con compiti di raccolta di informazioni statistiche nelle Pubbliche Amministrazioni, (B. Buldo, G. Amendola, F. Ballacci, L. Cataldi, C. Fabi, V. Napoli, C. Panattoni) Verso la trasparenza dei dati sulla distribuzione commerciale e i consumi delle famiglie italiane, (G. Marbach, M. Barile, M. Carlucci, V. de Martino) Completezza e qualit delle informazioni statistiche utilizzabili per la valutazione della spesa pensionistica, (F. Peracchi, E. Barbi, A. Brugiavini, T. Tamborrini, E. Viviano) Lesperienza in tema di indagini multiscopo e dellEuropean Community Household Panel (ECHP): lezioni e indicazioni nella prospettiva di unindagine panel sulle famiglie, (A. Schizzerotto, H.P. Blossfeld, B. Buldo, A. DAgostino, G. Ghellini, V. Napoli) Linformazione economica congiunturale a livello locale, (S. Casini Benvenuti, R. Ricci) I conti economici regionali: alcune possibili estensioni, (G. Carbonaro, F. Tenna, R. Zelli) Attuazione del SEC95: stato delle iniziative, programmi, prevedibili sviluppi e suggerimenti, (M. Di Palma, C. Lupi, G. Pellegrini, G. Parigi) Misure di inflazione e sistema di monitoraggio prezzi: esperienze e prospettive, (G.M. Gallo, L. Buzzigoli, B. Pacini, C. Martelli) Definizione di un set di indicatori per il monitoraggio e la valutazione dellattivit sanitaria, (P. Bellini, M. Braga, S. Rodella, E. Vendrani, V. Rebba) Realizzazione del Sistan e costituzione di uffici di statistica (o simili) estranei al sistema, (I. Savi, V. Napoli, C. Panattoni)

00.03

00.04 00.05

00.06

01.01

01.02

01.03 01.04 02.01 02.02 02.03

02.04

242

02.05

Larticolazione territoriale delle piccole e medie imprese. Unanalisi delle informazioni statistiche concernenti la gestione industriale, finanziaria e la dinamica dimensionale delle imprese manifatturiere, (A. Giannola, L. Cataldi, A. Lopes, G. Marini, N. Netti, P. Senesi ) Le statistiche sugli investimenti diretti esteri e sullattivit delle imprese multinazionali, (N. Acocella, F. Reganati, M.G. Pazienza ) Atti del Seminario: Indicatori per il monitoraggio e la valutazione dellattivit sanitaria, (Roma, 19 giugno 2002) Censimenti 2000-2001, (C. Filippucci, F. Ballacci, B. Buldo, L. Cataldi, L. Ciucci) Action Plan comunitario e indicatori congiunturali, (T. Di Fonzo, A. Gavosto, F. Lisi, G. Parigi) Indagini sul clima congiunturale e le aspettative degli imprenditori, (F. Giusti, I. Faiella, E. Giovannini, S. Nistic, A. Russo) La rilevazione delle migrazioni internazionali e la predisposizione di un sistema informativo sugli stranieri, (S. Strozza, F. Ballacci, M. Natale, E. Todisco)

02.06 02.07 02.08 02.09 02.10 02.11

Il presente rapporto di ricerca stato riprodotto nel mese di dicembre 2004.

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