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4 Interventi di razionalizzazione e controllo delle torce di raffineria Tirocinio di formazione e di orientamento della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Palermo Le torce, flare systems, nascono per ragioni di sicurezza allo scopo di evitare sovrapressioni che possano causare esplosioni e danni di maggiore entit a cose e/o a persone allinterno degli impianti.

Figura 1 Torce nel polo industriale siracusano (DAP-SR, 2006)

Tali sovrapressioni sono dovute, o meglio dovrebbero essere dovute, a condizioni di emergenza, in cui inevitabilmente pu trovarsi un qualsivoglia impianto, quali blackout elettrici, avvii o fermate, interventi di manutenzione, e cos via. Nella realt si constatato che luso delle torce spesso non limitato a tali anomalie, ma si aziona lo sfiaccolamento per smaltire routinariamente alcuni rifiuti gassosi. La Figura 7 illustra uno schema semplificato del sistema di emergenza con torcia finale.

Figura 2 Schema semplificato del sistema di emergenza blow down (DAP-SR, 2006)

Luso improprio del sistema appare avvalorato proprio dalla pressoch continua accensione della fiamma, come si pu ben osservare trovandosi nelle vicinanze di un petrolchimico, quasi che limpianto fosse costantemente in situazione di emergenza. E opportuno evidenziare che il riferimento alla fiamma di notevoli dimensioni, che cosa ben diversa dalla fiammella pilota, di modestissima entit, se non quasi invisibile, che deve stare sempre accesa per mantenere il dispositivo di sicurezza sempre attivo. Lo sfiaccolamento, in particolar modo se di entit rilevante, comporta lemissione istantanea in atmosfera di notevoli quantit di gas; la fiamma che si origina pi o meno pulita in base alle condizioni di turbolenza dovute al vento, al tempo ridotto disponibile alla combustione dei gas e alla temperatura di combustione. quasi impossibile, per la funzione di sicurezza garantita dalle torce, calcolare quale sia la reale efficienza di combustione.

Figura 3 Sfiaccolamenti con emissione di incombusti (Polo industriale siracusano, DAP-SR 2006)

Lemissione fumosa (Figura 8) un chiaro segno di combustione non completa, inconveniente che pu essere ridotto attraverso laggiunta di vapore, salvo il caso in cui la quantit di gas inviato in torcia sia superiore alla potenzialit massima del sistema smokeless, qualora esistente. In assenza di questo vengono emesse sostanze incombuste in quantit anche superiori al 5% del volume totale dei gas. Il Canadian Public Health Association 2000 Position Paper ha evidenziato che nelle emissioni da torce, a secondo della natura dei gas di provenienza, sono state identificate almeno 250 sostanze potenzialmente nocive tra cui: benzene, benzo()pirene ed altri idrocarburi policiclici aromatici, solfuro di carbonio, toluene, idrogeno solforato, aldeidi, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ossidi di azoto ed altro. Proprio il rilascio di talune di dette sostanze olfattivamente avvertibile sotto forma di cattivi odori, spesso nauseabondi, che sono stati anche causa di malesseri o intossicazioni collettive tra la gente, persino a notevole distanza dalle fonti emissive. In quanto dispositivo di emergenza la torcia non soggetta ad autorizzazione alle emissioni e tuttavia, per le situazioni sopra evidenziate, il suo utilizzo improprio

pone notevoli problemi dinquinamento ambientale, che necessitano interventi non pi procrastinabili. Nellaffrontare la materia al Servizio si offerta la possibilit di proseguire la collaborazione con la Facolt di Ingegneria di Palermo tramite lo svolgimento dei Tirocini di formazione ed orientamento promossi dallUniversit di Palermo nellambito del D.M. 142/98 e rivolti a studenti dei corsi di laurea triennale (N.O.) e quinquennale (V.O.), che era iniziata due anni addietro con il Dipartimento di Ricerche Energetiche ed Ambientali (DREAM) ed aveva riguardato lo svolgimento di una tesi avente come oggetto i modelli di diffusione degli inquinanti atmosferici nel Comprensorio del Mela. Nel presente caso la collaborazione avvenuta con il Corso di Laurea in Ingegneria Chimica ed il tirocinio ha riguardato appunto le torce di raffineria. Il tirocinio si svolge sulla base di: accreditamento dellazienda presso lUniversit degli Studi di Palermo una apposita convenzione stipulata tra lUniversit e lAzienda (o Ente), un progetto formativo e di orientamento per ciascun tirocinante Esso permette allo studente di integrare la propria formazione teorico-pratica e di avviarlo verso il mondo del lavoro. Offre non soltanto lopportunit di ottenere crediti formativi utili al conseguimento del titolo di studio, ma anche la possibilit di acquisire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro e di farsi conoscere da potenziali datori di lavoro tramite un contatto diretto. La presenza di tirocinanti in Azienda (o Ente) offre la possibilit di implementare procedure e processi innovativi attraverso la realizzazione di tesi sperimentali in loco; il tirocinio costituisce inoltre unopportunit di formare giovani talenti da inserire eventualmente in forma stabile nel proprio organico. Attivare un tirocinio, inoltre, non comporta alcun costo, dal momento che non configurabile come un rapporto di lavoro. La convenzione stipulata tra Ente Promotore (Universit) e lAzienda, definisce gli obblighi dei soggetti coinvolti. La convenzione viene stipulata solo in occasione del primo tirocinio: per i successivi tirocini con la stessa azienda sufficiente compilare il progetto formativo in cui sar indicata la data di stipula della convenzione. Il progetto formativo e di orientamento il documento in cui viene descritto in particolare il contenuto del tirocinio in termini di apprendimento, con riferimento soprattutto alle attivit da svolgere. E concordato dallente promotore con il tirocinante e lazienda ospitante e riporta, oltre ai dati relativi al tirocinante, il

nome dellazienda ospitante, la sede o le sedi del tirocinio, i tempi di accesso ai locali aziendali, i nomi dei due Tutor (il Tutor aziendale ed il Tutor Universitario indicato dal Corso di Laurea) ed i dati relativi alle polizze assicurative; devono altres essere indicati, oltre agli obiettivi ed alle modalit del tirocinio, le eventuali facilitazioni previste e gli obblighi del tirocinante. Il Progetto Formativo avviato ha previsto di sviluppare le seguenti competenze: di base : Torce di stabilimento - Condizioni di utilizzo Monitoraggio qualiquantitativo delle emissioni in atmosfera nelle aree a rischio di crisi ambientale della Regione Siciliana; professionalizzanti : Studio ed applicazione delle migliori tecnologie disponibili (BAT) al caso in esame; trasversali : Acquisizione di specifici elementi di conoscenza in ordine alla possibilit di una regolamentazione normativa della torcia ed alla qualificazione dellattivit di combustione dei gas di scarico che vi pervengono. Le facilitazioni previste, ovvero messe a disposizione dallEnte ospitante (ARTA), sono state laccesso agli stabilimenti in studio, i dati tecnici sugli impianti, i dati sulle emissioni e, pi in generale, la documentazione bibliografica sulla materia. Il responsabile del Servizio ha svolto la funzione di Tutor aziendale. I formandi sono state due studentesse laureande del Corso di Laurea specialistica di Ingegneria Chimica. Durante lo stage stato condotto uno studio approfondito sulle torce e sulle loro emissioni negli stabilimenti petrolchimici presenti in Sicilia Prendendo come riferimento il Canada, paese in cui oggi vige una normativa relativa alle torce gi da diversi anni, sono stati posti sotto analisi i dati relativi ai sistemi di monitoraggio e di video-sorveglianza presenti negli stabilimenti petrolchimici siciliani. Lo scopo stato, appunto, di trovare tra le realt esistenti quella migliore rispetto alle altre, cio quella capace di garantire dei sistemi di controllo adeguati, e prenderla come riferimento nella messa a punto di una normativa ad hoc per gli stabilimenti presenti in Sicilia. Sono stati analizzati i dati relativi ai seguenti stabilimenti: Sasol Italy S.p.A.; Esso Italiana - Raffineria di Augusta; ERGMED Impianti Nord;

Polimeri Europa; Syndial; ERGMED Impianti Sud-Raffineria ISAB; Raffineria di Gela; Raffineria di Milazzo.

Area petrolchimica di Priolo

Per i dati relativi agli stabilimenti presenti nel polo industriale siracusano si fatto riferimento alla documentazione in formato cartaceo e elettronico gi in possesso del Servizio, mentre invece per gli altri siti sono stati effettuati, rispettivamente nei mesi di giugno e di settembre, due sopralluoghi presso le Raffinerie di Gela e di Milazzo al fine di prendere visione delle attuali condizioni degli impianti e dei sistemi di sicurezza da questi adottati e di acquisire i dati necessari a completare lo studio. Come si avuto modo di appurare, i controlli utilizzati oggi in Sicilia sono quelli analitici, ovvero controlli periodici della composizione dei fumi nella rete blowdown, la misurazione della portata e la video-sorveglianza. Inoltre pu essere o meno presente un sistema smokeless, che prevede lutilizzo di vapore al fine di migliorare la combustione e ad evitare la produzione di fumo nero. Pu inoltre essere presente un sistema di recupero, costituito da una serie di compressori che hanno il compito di recuperare i gas di torcia dalla rete blow-down e di veicolarli nella rete gas interna per alimentare i processi di combustione, dopo

un opportuno loro lavaggio al fine di eliminare lidrogeno solforato eventualmente presente. In tal caso i gas di torcia vengono rivalutati ed assolvono alla funzione di fuel gas. Purtroppo non tutti gli stabilimenti possiedono i quattro sistemi di controllo e di sorveglianza dei gas in torcia e sarebbe un traguardo attuare una normativa che li rendesse necessari per il normale funzionamento delle torce. Lattivit ricognitiva diretta e la documentazione fornita dal DAP di Siracusa ha consentito di verificare lo stato attuale di utilizzo che viene fatto delle torce. Si avuto modo di verificare che, in assenza di riferimenti tecnico-normativi, la gestione dei sistemi blow down viene autoregolamentata da procedure interne, variabili da impianto a impianto. Ci genera la totale impossibilit di gestione e controllo delle emissioni. C stata inoltre la conferma che le torce si attivano anche indipendentemente dallesistenza di situazioni di emergenza e spesso la qualit dei gas inviati in torcia varia sensibilmente. Al fine di giungere ad una regolamentazione dello sfiaccolamento che possa avere valenza sullintero territorio regionale, si cominciato a stilare una prima serie di proposte operative riguardo le procedure di registrazione dati cos da rendere pi accessibili e trasparenti le attivit di controllo e monitoraggio da parte degli organi preposti: Adottare il registro di gestione delle torce Installare sistemi di video sorveglianza delle torce; Registrare le ore di attivit dei compressori di recupero e quantificare il gas inviato alle reti fuel-gas; Monitorare e registrare i flussi di gas inviati in torcia mediante sistemi affidabili: Adottare un piano di controllo analitico dei gas inviati alla combustione in torcia.