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La sentenza di patteggiamento non giustifica di per s il licenziamento

La vicenda. Un dipendente di Poste Italiane S.p.a., durante lorario di lavoro, si rende protagonista di un alterco con dei vigili urbani. Viene aperto un procedimento penale, nellambito del quale il lavoratore preferisce patteggiare la pena. Sulla base di tale patteggiamento, lazienda decide a sua volta di aprire un procedimento disciplinare, contestando al dipendente di aver tenuto un comportamento aggressivo durante il servizio. Il procedimento si conclude con un provvedimento di licenziamento, il quale viene per impugnato dal lavoratore. In primo grado il Tribunale di Messina dichiara lillegittimit del recesso. In secondo grado la Corte dAppello di Messina conferma la decisione di primo grado. Secondo la Corte la sentenza di patteggiamento, ai fini del procedimento disciplinare, non pu essere equiparata ad una sentenza di condanna.

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Inoltre le prove acquisite non confermano laggressivit del dipendente. Al contrario, risulta invece che il lavoratore sia stato vittima di una provocazione da parte dei due vigili urbani. Avverso tale decisione presenta ricorso per cassazione Poste Italiane, sostenendo che, in base al contratto collettivo applicabile, la condanna giustifica il licenziamento. La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 18 febbraio 2013, n.3912, ha dato definitivamente ragione al dipendente.

La motivazione.

Secondo la Cassazione, mediante la sentenza di patteggiamento limputato non nega la propria responsabilit. Contrariamente a quanto affermato dalla Corte dAppello, dunque, la sentenza di patteggiamento pu essere equiparata ad una sentenza di condanna agli effetti disciplinari. Tuttavia il datore di lavoro, prima di intimare il licenziamento, deve comunque svolgere unindagine ulteriore, al fine di verificare se i fatti imputati al lavoratore sono idonei a ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario.

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Ci soprattutto nel caso in cui il licenziamento viene intimato sulla base di una previsione del contratto collettivo. Nella fattispecie il datore non ha svolto tale accertamento. Il licenziamento pertanto illegittimo.

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