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I saggi di Napolitano: limitare le intercettazioni.

Ma non i soldi ai partiti - Il Fatto Quotidiano

18/04/13 14:46

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I saggi di Napolitano: limitare le intercettazioni. Ma non i soldi ai partiti


Le relazioni consegnate dalle commissioni "presidenziali" al capo dello Stato si soffermano anche su conflitto d'interessi, legge elettoriale, stipendi pubblici. "Aumenta la povert, se ci sono soldi usarli per incentivare il lavoro". Ma spunta anche una riforma del Csm per limitare il peso dei magistrati. Le relazioni integrali
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 12 aprile 2013

Il finanziamento pubblico ai partiti non eliminabile, mentre le intercettazioni telefoniche devono essere uno strumento di ricerca della prova e non del reato, tesi cara al fronte berlusconiano. E spunta anche una proposta di riforma del Csm che mira a dare pi peso ai componenti scelti dalla politica, rispetto ai magistrati, nelle decisioni disciplinari che riguardano le toghe. Sono alcune delle proposte dei dieci saggi nominati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che, chiamati a sfornare idee condivise per sbloccare lo stallo di un paese impantanato nella crisi politica ed economica, hanno pensato bene di occuparsi di intercettazioni telefoniche e Csm, ma non per esempio di corruzione, una vera zavorra alla crescita economica.

Se intendevamo dimostrare conquesta occasione che non esistono in politica aree di illegittimit o forze figlie di un dio minore rispetto alle quali chiudersi al dialogo per la formazione di un governo, credo che questo risultato sia stato raggiunto, commenta significativamente il saggio del Pdl Gaetano Quagliariello Il senatore elenca una serie di convergenze sui massimi sistemi istituzionali, poi aggiunge: Il capitolo nel quale pi significativa risultata la piena legittimazione di importanti posizioni fin qui oggetto di pregiudizio quello della giustizia.

Segue la rivendicazione del successo sulla condivisione con le altre forze politiche di norme pi stringenti per lavvio e la durata delle indagini e di riforma delle intercettazioni, di inappellabilit delle sentenze di assoluzione seppur nei limiti imposti dalla Corte Costituzionale, dellistituzione di una Corte non domestica per i procedimenti disciplinari in secondo e ultimo grado. Grazie a tutto questo, conclude Quagliariello, il centrodestra unarea politica pienamente legittimata e il Pdl si conferma come una forza orientata alla ricerca del bene comune.

Soldi ai partiti, conflitto dinteressi, legge elettorale, stipendi pubblici, legge elettorale, reddito di cittadinanza, riduzione dei parlamentari, snellimento burocratico, rifinanziamento della Cassa integrazione In dieci giorni di lavoro, i dieci saggi indicati da Napolitano hanno prodotto le loro ricette su quasi tutti i campi dellazione politica. Va riconosciuta la seriet del lavoro compiuto ha detto Napolitano al di l delle riserve che hanno accompagnato lo stesso annuncio dellistituzione dei due gruppi. I dieci saggi hanno saputo trovare posizioni comuni dimostrando un clima di dialogo che si deve trasmettere alle forze politiche. Ora le forze politiche devono mostrare analoghi sforzi di buona volont di intesa anche in Parlamento. Poi una precisazione: Il limite del compito da assolvere, con la giusta attenzione a non interferire n con lattivit del Parlamento n con le decisioni che spettano alle forze politiche. Liniziativa di Napolitano di istituire le due commissioni presidenziali indicato come il commiato del presidente della Repubblica, lultima iniziativa per agevolare la nascita di un governo. La relazione della commissione istituzionale
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Legge elettorale Superare la legge elettorale vigente. Il nuovo sistema potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario) un alto sbarramento, un ragionevole premio di governabilit. I dieci saggi invitano anche ad abolire le circoscrizioni estere. Il Parlamento e la governabilit La governabilit sicura si ha solamente con una sola Camera, dicono i saggi nella relazione finale. Nessun sistema elettorale garantisce automaticamente la maggioranza in entrambi rami del Parlamento. Diverse sarebbero le prospettive della stabilit se si attribuisse lindirizzo politico a una sola Camera. Da qui serve superare lattuale bicameralismo perfetto una delle cause della difficolt di funzionamento del nostro sistema istituzionale. I saggi propongono che ci sia una sola Camera politica mentre il Senato deve rappresentare le autonomie regionali. Solo la Camera vota la fiducia e ha il voto definitivo sui disegni di legge. Ridurre i parlamentari e le commissioni da 22 a 10 Tra le proposte della commissione istituzionale anche la riduzione dei seggi: alla Camera da 630 a 480 al Senato da 315 a 120 senatori. Nella loro relazione finale i saggi ipotizzano anche la riduzione delle Commissioni parlamentari permanenti dalle attuali 22 a 9 o 10 al massimo. Nellipotesi pi snella gli accorpamenti prevedono le seguenti commissioni: Affari costituzionali e interni dello Stato e regionali; Giustizia; Affari internazionali e sicurezza dello Stato; Bilancio, tesopro e finanze; Cultura, istruzione e telecomunicazioni; Ambiente e tutela del territorio, infrastrutture e trasporti; Attivit economiche e produttive, innovazione e tecnologie; Politiche sociali, lavoro e pari opportunit; Politiche dellUnione Europea. Finanziamento ai partiti Il finanziamento pubblico delle attivit politiche in forma adeguata e con verificabilit delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente lattivit politica. Tra quanto prevede il documento finale dei saggi anche uniformare i soggetti deputati al controllo dei costi della politica. I controllori devono essere esterni e indipendenti. E necessario comunque proseguire e rafforzare lopera di riduzione e riorientamento della spesa pubblica delle amministrazioni (cosiddetta spending review), utilizzando e raffinando ulteriormente le analisi gi svolte allo scopo di identificare le pratiche migliori, cos da obbligare tutte le amministrazioni, centrali e locali, a spostarsi sulla frontiera dellefficienza, modificando comportamenti stratificati nel tempo.

Legge sul conflitto di interessi. Ma senza spirito di parte Si pone il problema di prevenire il conflitto tra interessi privati e interesse pubblico da parte di coloro che sono chiamati a perseguire questultimo si legge nella relazione finale dei saggi sulle riforme. La relazione parla di necessit di una legge sulla materia costruita non sulle aspirazioni delluna o dellaltra forza politica ma su proposte che non possano essere identificate come mosse da spirito di parte; per esempio partendo dalle proposte dellAutorit Antitrust. Su incompatibilit decida giudice, non Camere Modificare lart. 66 della Costituzione in modo da attribuire ad un giudice indipendente e imparziale la decisione su legittimit dellelezione, ineleggibilit e incompatibilit, togliendolo al Parlamento. I saggi sottolineano che ora c infatti il rischio del prevalere di logiche politiche. A Camera e Senato anche due comitati etici Per tutelare il rapporto di fiducia che deve intercorrere tra i cittadini e chi esercita funzioni pubbliche, i saggi, propongono di istituire alla Camera e al Senato due distinti Comitati Etici. Si tratterebbe di Giunte costituite da 4 persone con esperienza parlamentare che dovranno vigilare su conflitto di interesse, compatibilit dellattivit e iniziative non parlamentari degli eletti e trasparenza della loro attivit.

Albo delle lobby alle Camere Istituire presso la Camera e Senato e nelle Assemblee regionali un Albo dei portatori di interessi. I gruppi d interesse svolgono una legittima ma non sempre trasparente attivit di pressione sulle decisioni politiche ricordano i saggi secondo i quali serve un mezzo per garantire trasparenza ed evitare di alterare la concorrenza.
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Le intercettazioni solo per cercare le prove, non il reato Le intercettazioni devono essere un mezzo per la ricerca della prova e non strumento di ricerca del reato, dicono le commissioni presidenziali. Nel documento si propone di porre limiti alla loro divulgazione perch i diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona. Una Corte politica sopra il Csm Il giudizio disciplinare sui magistrati va esercitato in primo grado dal Csm, ma in secondo grado da una Corte ad hoc. Lo propongono i saggi nella loro relazione finale. La Corte sarebbe composta per un terzo da magistrati, per un terzo da componenti eletti dal Parlamento e per un terzo da componenti nominati dal presidente della Repubblica. Nella relazione si affronta anche il tema dei magistrati che si candidano alle elezioni: i saggi sostengono che ai magistrati deve essere vietato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato la loro funzione. Vietato anche tornare a esercitare la funzione nei luoghi dove il magistrato stato candidato. La relazione della commissione economica Impennata del rischio povert, sale 4 punti in un anno La percentuale delle persone a rischio di povert o esclusione salita in Italia salita di 4 punti in un solo anno: rimasta stabile intorno al 25% tra il 2005 e il 2010 ed salita, tra il 2010 e il 2011, al 28,2% con un aumento di ben 4 anni in un solo anno.

Entro giugno serve un miliardo per la cassaintegrazione in deroga I saggi, nella relazione consegnata a Napolitano, rilevano lurgenza di rifinanziare entro il mese di giugno il meccanismo degli ammortizzatori sociali in deroga per il secondo semestre dellanno 2013 (circa un miliardo di euro).

Lavoro principale emergenza I saggi della commissione economica aggiungono che la principale emergenza che ci troviamo oggi ad affrontare quella del lavoro e della conseguente crescita della povert e la via maestra per combatterlo lo sviluppo economico equo e sostenibile. Destinare qualunque sopravvenienza finanziaria possa manifestarsi nei prossimi mesi alla priorit dellemergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficolt economica, nella forma di un alleggerimento dellimposizione diretta sul lavoro. Lo scrivono i saggi nel loro documento. Reddito minimo: Oneroso, ma si valuti Il reddito minimo di inserimento una misura onerosa e quindi difficilmente realizzabile nelle attuali condizioni di bilancio a meno di una decisa redistribuzione delle risorse disponibili. Il gruppo di lavoro viene sottolineato non ha avuto modo di analizzare in dettaglio le diverse proposte; tuttavia, ritiene utile suggerire un approfondimento della questione nellambito di un possibile ridisegno delle politiche sociali.

Fisco: Riprendere i negoziati con la Svizzera I saggi propongono al governo di valutare lopportunit di riprendere i negoziati bilaterali con la Svizzera pe un accordo di trasparenza ai fini della tassazione dei redditi transfrontalieri di natura finanziaria. In parallelo, il Governo pu attivarsi in sede Ue affinch lUnione stessa negozi un tale accordo, in nome di tutti gli Stati membri. Eventuali entrate subito per ridurre tasse sul lavoro Quanto alla redistribuzione dellonere fiscale e delle risorse raccolte sono prettamente politiche e il gruppo ha ritenuto di non potervisi addentrare. I saggi raccomandano quindi di destinare le maggiori eventuali entrate a ridurre il peso del fisco sui redditi da lavoro. Tanto che diventa urgente definire il nuovo indicatore della situazione economica equivalente (Isee), partendo dalla proposta gi discussa presso la conferenza Stato-Regioni. Quello attuale determina iniquit e distorsioni. Il fisco disincentiva la famiglia, cambiare per pi nascite Il sistema fiscale italiano ha oggi addirittura dei disincentivi per la famiglia che vanno invece eliminati. Da tempo la famiglia italiana scrivono i saggi svolge una faticosa funzione di supplenza, al punto da essere considerata il principale ammortizzatore social del Paese. La crisi ha reso ancora pi fragile la condizione delle famiglie, con effetti negativi anche sulla loro capacit di farsi carico di attivit di
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assistenza sia allinterno delle reti familiari, sia verso lesterno. Va poi notato che, a seguito dellallungamento della vita media e al calo della natalit prosegue la relazione lItalia va incontro a squilibri crescenti di natura demografica. Inoltre, il problema della non autosufficienza destinato a divenire ancora pi rilevante. In questo quadro, si segnala lopportunit di ripensare lattuale sistema fiscale concludono i saggi allo scopo, da una parte, di riequilibrare lattuale dinamica demografica, tendendo almeno ad eliminare i disincentivi esistenti, di fatto, per i nuclei familiari.

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