Sei sulla pagina 1di 18

FANS

Leziologia dei fenomeni infiammatori e artritici stata studiata a fondo ma per la maggior parte ancora irrisolta. La patogenesi di tali malattie pu essere riassunta con il seguente schema: Un antigene di natura sconosciuta penetra nei tessuti dellospite e si combina con un anticorpo nella giuntura attivando la sequenza del complemento. Nel fluido sinoviale precipita un complesso immunitario antigene-anticorpo-complemento che stimola il rilascio dei mediatori chimici dellinfiammazione e la migrazione di numerosi leucociti che cercano di fagocitare tale complesso. Le membrane lisosomiali diventano instabili e permettono la fuoriuscita di enzimi litici che provocano un danno tissutale che alimenta linfiammazione. Si possono avere depolimerizzazione del collagene e perdita le propriet funzionali del tessuto connettivo e delle articolazioni. Il sistema del complemento fa parte dei sistemi di difesa del nostro organismo. Le sue proteine sono designate come C1, C2C9 e i loro prodotti di degradazione con i suffissi a, b, etc. Il suo compito principale di marcare gli antigeni con frammenti di C3 e indirizzarli verso cellule con recettori per i C3 come i macrofagi. Stimola anche la sintesi e il rilascio dei mediatori chimici dellinfiammazione e la migrazione dei leucociti. Una sua eccessiva attivazione pu essere dannosa ed stato accusato di essere coinvolto in molti disturbi allergici, dermatologici, ematologichi, infiammatori etc. Lartrite reumatoide uninfiammazione sub acuta o cronica di causa sconosciuta che colpisce soprattutto le giunzioni sinoviali periferiche. I tipici sintomi sono rigonfiamento simmetrico delle giunture accompagnato da rigidit, eritema e dolore. sono colpite pi frequentemente le giunture delle estremit e il paziente spesso presenta leggera febbre, senso di malessere, inappetenza e affaticamento. Il trattamento prevede riposo, esercizio fisico, una dieta bilanciata e la somministrazione almeno nelle prime fasi della malattia di salicilati. Se questo schema di tipo conservativo non d

risultati, si pu instaurare una terapia a base di FANS, corticosteroidi o sali doro. Losteoartrite o malattia degenerative delle giunture la forma pi comune di artrite ed caratterizzata da degradazione delle cartilagini con ipertrofia dellosso in prossimit dellarticolazione. I sintomi pi frequenti sono il dolore associato ai movimenti e talvolta lingrossamento delle ossa. sono colpite soprattutto le giunture sotto carico delle mani e delle dita. Il trattamento prevede esercizio fisico e salicilati ma anche altri FANS possono essere somministrati. La gotta una malattia metabolica caratterizzata da episodi ricorrenti di artrite che di solito riguardano una sola articolazione associati a livelli eccessivi nel corpo di acido urico e in particolare di cristalli di urato monosodico nel fluido sinoviale. La gotta primaria una malattia ereditaria in cui liperuricemia dovuta a una elevata produzione e scarsa eliminazione di acido urico. Nella gotta secondaria liperuricemia dovuta a una causa acquisita come una malattia renale cronica, avvelenamento da piombo, malattie mieloproliferative. Il trattamento si effettua con agenti uricosurici, colchina, FANS e corticosteroidi. BIOSINTESI DEI MEDIATORI EICOSANOIDI EICOSANOIDI: prostaglandine, trombossani, leucotrieni.

prostacicline,

ACIDO ARACHIDONICO: acido eicosa-5,8,11,14-tetraenoico

un acido grasso associato ai fosfolipidi di membrana. Per azione della fosfolipasi A2 (PLA2) viene rilasciato dai siti di deposito nella membrana. Attraverso la via delle cicloossigenasi (COX) viene convertito a PGH2 che un endoperossido intermedio reattivo:

Attraverso la via delle lipoossigenasi (LOX5) viene convertito invece ad acido 5-idroperossieicosatetraenoico (5-HPETE):

PROSTAGLANDINE: la struttura di riferimento quella dellacido prostanoico. Presentano un ciclopentano con due catene laterali in trans. Quella con il gruppo COOH in mentre laltra in

. Il ciclopentano pu recare dei sostituenti e/o un doppio legame mentre il C14 chirale con conformazione S.

TROMBOSSANI: hanno una struttura simile alle prostaglandine ma al posto del ciclopentano c' un anello piranico a 6 atomi. Sono dei vasocostrittori e stimolano l'aggregazione piastrinica. TXA2 TXB2:

PROSTACICLINE: sono delle prostaglandine ciclizzate. C' un ponte ossigeno tra il C6 e il C9, le due catene laterali sono flessibili e l'unico elemento di rigidit rappresentato dal doppio legame in C5. TX e PGI2 hanno degli effetti opposti. Le PGI2 sono dei vasodilatatori e inibiscono l'aggregazione piastrinica.

LEUCOTRIENI:

FANS NON ACIDI: I pirazolinoni e acetanilidi hanno propriet antipiretiche e analgesiche ma non antiinfiammatorie. Agiscono a livello del SNC ma ci sono delle evidenze che dicono che possono avere degli effetti anche a livello periferico inibendo i pirogeni leucocitici. A livello del SNC competono con il pirogeno per il recettore e inibiscono anche le COX e quindi il rilascio di prostaglandine. PIRAZOLINONI: La struttura di base il 5-pirazolone. Il propifenazone e amminofenazone sono pi potenti come antipiretici dal fenazone. Possono causare agranulocitosi (calo della conta di neutrofili). Nel metamizolo la presenza del gruppo solfonico garantisce la solubilit.

ACETANILIDI: Il fenacetone meno potente come antipiretico dal paracetamolo ma presenta una maggiore durata d'azione perch viene metabolizzato a paracetamolo. stato ritirato dal commercio perch uno dei suoi metaboliti un derivato dell'anilina che causa metemoglobinemia e anemia emolitica. D anche Nacetiliminochinone che nefrotossico. Il paracetamolo ha propriet antipiretiche e analgesiche. Anche se non un antiinfiammatorio produce analgesia per una serie di disturbi artritici e muscoloschelettrici. Inibisce gli impulsi dolorosi esercitando un'effetto depressivo sui recettori periferici, forse ha una azione antagonista nei confronti della bradichinina. Secondo un'altra ipotesi l'analgesia dovuta probabilmente alla riduzione delle riserve di glutatione che un cofattore della PGE-sintetasi. consigliato ai pazienti sensibili ai salicilati. Un suo metabolita minore l'N-idrossiamide che viene ulteriormente metabolizzata a N-acetiliminochinolone che reattivo e tossico. Di solito esso viene neutralizzato dal glutatione ma dopo la somministrazione di dosi alte di paracetamolo le riserve di glutatione si possono ridurre anche del 70% permettendo all'N-acetiliminochinone a legarsi a gruppi nucleofili delle proteine del fegato causando necrosi epatica. Nei forti bevitori la virosi si pu verificare anche con dosi inferiori di paracetamolo. In alcuni rari casi pu causare anche necrosi dei tubuli renali e coma ipoglicemico.

FANS ACIDI: DERIVATI DELL'ACIDO SALICILICO: L'uso dei salicilati risale al 19 secolo quando si ottenne per la prima volta l'acido salicilico a partire dalla salicina un glicoside presente nella corteccia di molti salici e pioppi. interessante per che gi Ippocrate consigliava di masticare la corteccia di salice per lenire il dolore. I salicilati sono antiinfiammatori, analgesici, antipiretici e inibiscono anche l'aggregazione piastrinica. SAR: agiscono inibendo la biosintesi delle PG a livello delle COX. La funzione attiva l'ione salicilato mentre responsabile per gli effetti sfavorevoli a carico dell'apparato GI sembra essere la funzione carbossilica acida. Abbassando l'acidit come per esempio nella salicilamide viene persa l'attivit antiinfiammatoria ma mantenuta quella analgesica. Il gruppo ossidrilico in orto essenziale per l'attivit e se viene eliminato o spostato in posizione meta o para la molecola diventa inattiva. La presenza di atomi di alogeni aumentano la potenza ma anche la tossicit. La presenza di un anello aromatico in C5 aumenta l'attivit antiinfiammatoria (diflunisal). ASSORBIMENTO: sono acidi deboli e dopo somministrazione per os vengono assorbiti principalmente dal tratto iniziale dell'intestino tenue e in minor misura dallo stomaco con un meccanismo di diffusione passiva delle molecole non ionizzate attraverso l'epitelio. Fattori che aumentano il ph favoriscono la dissoluzione ma inibiscono l'assorbimento. La presenza di cibo nello stomaco rallenta l'assorbimento. Con la riduzione delle dimensioni delle particelle aumenta la velocit di assorbimento. La biodisponibilit dei salicilati somministrati in capsule gastroresistenti irregolare e il loro assorbimento da supposte lento. L'assorbimento percutaneo invece buono e le preparazioni locali sono efficaci. METABOLISMO: inizialmente vengono trasformati in acido salicilico che pu essere eliminato come tale oppure essere

coniugato con la glicina per dare il metabolita principale che l'acido salicilurico oppure con l'acido glucuronico per dare sia l'etere sia l'estere. TOSSICITA: nausea, vomito, dispepsia, aggravamento dei sintomi dell'ulcera peptica, emorragia del tratto GI. La somministrazione ai bambini con et inferiore ai 12 anni per trattare i sintomi delle malattie virali associata all'insorgenza della sindrome di Reye caratterizzata da vomito e violenti mal di testa e da una elevata mortalit. Le reazioni di ipersensibilit sono rare ma tal volta si possono manifestare con rash cutaneo, orticaria, secrezioni acquose, edema, broncocostrizione e anafilassi. INTERAZIONI: si lega per il 50%-80% alle proteine plasmatiche e quindi compete per il legame ad esse con altri farmaci che si legano fortemente ad esse e in particolare con gli anticoagulanti orali, ipoglicemizzanti orali, metotressato, sulfamidici a lunga durata d'azione. La loro concentrazione ematica aumenta e insieme anche la loro tossicit. ACIDO ACETILSALICILICO: l'unico FANS a legarsi covalentemente (acetila un residuo di SER) alle COX inibendole irreversibilmente. indicato per il sollievo da dolori lievi e moderati, l'artrite ed utile nel ridurre il rischio di attacchi ischemici transitori e nella profilassi dall'infarto del miocardio. per gastrolesiva. SALICILATO DI METILE: per via topica BENORILATO: si voluto unire alle propriet antipiretiche dell'aspirina le propriet analgesiche del paracetamolo. DIFLUNISAL: potente ma meno gastrolesivo dell'aspirina. Non ha effetti sull'aggregazione piastrinica. Indicato per il trattamento dell'artrite reumatoide e osteoartrite.

DERIVATI DELL'ACIDO ANTRANILICO (FENAMATI): sono dei bioisosteri azotati dell'acido salicilico. Inibiscono la biosintesi delle PG legandosi (non covalentemente) alle COX. La sostituzione sull'anello dell'acido antranilico riduce l'attivit mentre i sostituenti in orto sul secondo anello accentuano la non coplanarit dei due anelli migliorando cos l'interazione con sito di legame sulle COX. Sono acidi deboli, si legano fortemente alle proteine plasmatiche aumentando cos gli effetti e la tossicit di anticoagulanti orali, ipoglicemizzanti orali, metotressato e sulfamidici a prolungata durata d'azione. Danno disturbi GI (dispepsia, dolori, diarrea), alcuni effetti sul SNC (vertigini, mal di testa), rash cutanei e disfunzioni epatiche e renali transitorie. Si verificato anche qualche caso isolato di anemia emolitica. ACIDO MEFENAMICO: ha attivit antiinfiammatoria inferiore rispetto a quella dell'aspirina ma l'unico farmaco della sua classe ad avere attivit analgesica sia periferica sia centrale. Va assunto con il cibo ed indicato per il trattamento per brevi periodi della dismenorrea primaria e per i dolori lievi o moderati. ACIDO MECLOFENAMICO: ha attivit antiinfiammatoria superiore rispetto a quella dell'acido mefenamico. indicato per il trattamento a breve e lungo termine dell'artrite reumatoide, osteoartrite, dismenorrea e per lenire dolori lievi o moderati. ACIDO FLUFENAMICO: meno potente del precedente. ACIDO NIFLUMICO:l'anello benzenico dell'acido antranilico stato sostituito bioisostericamente da un anello piridinico.

DERIVATI DELL'ACIDO ACETICO: si suddividono in derivati dell'acido arilacetico e derivati dell'acido eteroarilacetico. DERIVATI DELL'ACIDO ETEROARILACETICO: INDOMETACINA: l'aumento della distanza tra il gruppo carbossilico e il sostituente eteroarilico riduce l'attivit della molecola. La sostituzione del carbossile da altre funzioni acide riduce l'attivit. L'azoto indolico non essenziale. L'acilazione dell'azoto con acidi carbossilici alifatici o acidi aralchil carbossilici porta ad ammidi meno attive rispetto a quelle ottenute con l'acido benzoico. Quest'ultimo pu recare dei sostituenti in para come atomi di F, Cl, CF3, -SCH3. In posizione 5 dell'indolo ci possono essere dei sostituenti come -CH3, -OCH3, -OC2H5, F, -N(CH3)2. In al gruppo carbossilico sostituenti alchilici (soprattutto un metile) sono pi attivi di quelli arilici. Si genera cos uno stereocentro e solo l'isomero S attivo. L' N-p-clorobenzoile deve essere il pi lontano possibile dal metile in C2 cio deve essere in cis rispetto al metossile. Non coplanare con l'indolo a causa del metile in C2 e dell'H in C7. L' indometacina inibisce fortemente la biosintesi delle PG ed ha propriet antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. A dosi antireumatiche per provoca gravi effetti collaterali e spesso necessaria la sospensione del trattamento. Causa disturbi a carico dell'apparato GI, del SNC, dell'orecchio (tinnito). indicata per il trattamento dell'artrite reumatoide, osteoartrite, spondilite anchilosante, artrite gottosa.

TOLMETINA: rispetto all'indometacina al posto dell'indolo presenta un anello pirrolico. Oltre a inibire le PG riduce anche la permeabilit dei capillari e inibisce la migrazione dei leucociti. Dopo somministrazione per os viene assorbita rapidamente e quasi completamente ma una emivita plasmatica molto breve. I suoi effetti a carico dell'apparato GI sono meno pesanti di quelli dell'indometacina. indicata per il trattamento dell'artrite reumatoide, artrite giovanile, osteoartrite. ETODOLAC: non strettamente un derivato eteroarilacetico ma presenta delle caratteristiche che lo accomunano ad essi. il capostipite di una nuova classe di FANS gli acidi piranocarbossilici. Anche se solo l'enantiomero S attivo viene commercializzato come miscela racemica. Inibisce le PG in misura minore rispetto all'indometacina ma presenta in vantaggio dei minori effetti a carico del tratto GI. Per i dolori lievi e moderati e per l'artrite reumatoide. DERIVATI ARILACETICI: SULINDAC: attivo solo l'isomero Z (cis). un profarmaco in quanto il solfossido inattivo e deve essere ridotto a solfuro. Dopo somministrazione per os viene assorbito come solfossido che non inibisce efficacemente le PG del tratto GI e quindi presenta il vantaggio dei minori disturbi GI. Una volta passato nel sistema circolatorio viene ridotto a solfuro che inibisce le PG nelle giunzioni sinoviali. Va assunto col cibo. Ha una emivita molto lunga che permette somministrazioni pi distanziate. Mostra attivit antiinfiammatoria e antipiretica inferiore rispetto a quella dell'indometacina ma identica efficacia analgesica. Provoca lieve irritazione GI, raramente qualche effetto sul SNC ma pi frequentemente causa effetti dermatologici. indicato per il trattamento a lungo termine dell'artrite reumatoide, osteoartrite, spondilite anchilosante. DICLOFENAC: presenta delle caratteristiche strutturali che lo accomunano sia ai derivati dell'acido antranilico sia ai derivati arilacetici. un antiinfiammatorio, analgesico e antipiretico. Agisce con tre meccanismi d'azione: si lega alle COX inibendo la biosintesi delle PG e dei TX

si lega alla LOX-5 inibendo la biosintesi dei leucotrieni e soprattutto del LTB4 che ha attivit chemiotattica nei confronti dei leucociti ed un proinfiammatorio inibisce il rilascio dell'acido arachidonico e ne facilita il riassorbimento. Per os viene assorbito rapidamente e completamente ma solo il 50%-60% della dose somministrata biodisponibile a causa di una estensiva metabolizzazione epatica. Si lega fortemente alle proteine plasmatiche. indicato per il trattamento dell'artrite reumatoide, osteoartrite e spondilite anchilosante. Circa il 20% dei pazienti trattati presenta effetti collaterali a carico del tratto GI ( dolori addominali, nausea, diarrea, ulcera peptica e presenza di sangue occulto nelle feci). Esistono delle preparazioni per somministrazione locale e im. NABUMETONE: unico tra i FANS in quanto rappresenta una nuova classe di profarmaci non acidi che vengono rapidamente metabolizzati dopo l'assorbimento per dare il metabolita principale attivo ( in questo caso l'acido 6-metossinaftalen-2-acetico). In quanto non acido il danno primario a carico dell'apparato GI inferiore e il profarmaco non inibisce efficacemente le PG del tratto GI. Ha bassa efficacia ma presenta il vantaggio dei minori effetti collaterali. indicato per l'artrite reumatoide e osteoartrite.

DERIVATI DELL'ACIDO PROPIONICO : il metile in rende il C2 chirale. In vitro solo l'enantiomero S attivo ma in vivo entrambi risultano attivi forse perch epimerizzano. In C2 c' un sostituente arilico o eteroarilico monociclico o biciclico con dei sostituenti in m o p. In generale il metile in C2 aumenta l'attivit antiinfiammatoria e abbassa la tossicit. Sono tanto potenti quanto i derivati dell'acido acetico e vengono usati molto come antidolorifici. IBUPROFENE: un antiinfiammatorio (meno potente dell'indometacina), analgesico e antipiretico. Per lenire dolori lievi o moderati e per l'artrite reumatoide, osteoartrite e dismenorrea. FENOPROFENE: se il sostituente fenossilico viene spostato in posizione orto o para l'attivit viene ridotta notevolmente. Se l'ossigeno che separa i due anelli viene sostituito da un gruppo carbonilico si ottiene il ketoprofene. Come antiinfiammatorio

meno potente dell'ibuprofene. Oltre a inibire le PG inibisce anche le funzioni fagocitiche del complemento e stabilizza le membrane lisosomiali. Per i dolori lievi o moderati, artrite reumatoide e osteoartrite. KETOPROFENE: oltre a inibire le PG inibisce anche i leucotrieni, inibisce la migrazione dei leucociti e stabilizza le membrane lisosomiali. Sembra avere qualche azione antagonista nei confronti della bradichinina che viene liberata durante il processo infiammatorio e sensibilizza i recettori periferici del dolore. Anche se meno potente dell'indometacina la sua tendenza di dare disturbi GI identica. indicato per il trattamento dell'artrite reumatoide, osteoartrite, spondilite anchilosante, dismenorrea e per i dolori lievi o moderati. NAPROXEN: l'unico FANS commercializzato come enantiomero puro. Come antiinfiammatorio e analgesico meno potente dell'indometacina ma pi efficace come antipiretico. D anche meno problemi a carico dell'apparato GI. Per il trattamento dell'artrite reumatoide, artrite giovanile, osteoartrite, dismenorrea, dolori lievi e moderati. SUPROFEN: in commercio come soluzione oftalmica al'1% per la prevenzione della miosi indotta durante la rimozione chirurgica della cataratta. Il meccanismo di questa azione coinvolge le PG perch queste costringono lo sfintere dell'iride con un meccanismo diverso rispetto a quello colinergico. Le PG disorganizzano anche la barriera sangue/acqua e permettono l'ingresso di proteine plasmatiche nell'umore acqueo innalzando la pressione intraoculare. FLURBIPROFEN: il suo sale sodico (ocufen) divenne negli USA il primo FANS topico ad uso oculare per la prevenzione della miosi durante la rimozione chirurgica della cataratta. KETOROLAC: un derivato eteroarilpropionico ciclizzato in cui il metile in fa parte dell'anello pirrolico. indicato solo come analgesico anche se possiede propriet antiinfiammatorie e antipiretiche. La sua attivit analgesica assomiglia a quella degli analgesici ad azione centrale e costituisce una possibile alternativa

agli analgesici narcotici. Viene somministrato per os o im ma il suo uso per pi di 5 giorni consecutivi associato ad un aumento significativo dell'incidenza di ulcera peptica e ad una riduzione della funzionalit renale. OXAPROZIN: per l'artrite reumatoide e osteoartrite.

ACIDI ENOLICI: PIRAZOLIDINDIONI: come molti FANS esplicano diverse attivit farmacologiche: inibiscono la biosintesi delle PG, di molti mucopolisaccaridi e stabilizzano le membrane lisosomiali. La loro acidit paragonabile a quella degli acidi carbossilici ed legata alla loro attivit farmacologica. L' anione che deriva dalla perdita del protone in C4 viene stabilizzato dal sistema dicarbonilico in C3-C5. Rimuovendo il protone in C4 la molecola si disattiva aumentando invece l'acidit si abbassa l'attivit antiinfiammatoria e la ritenzione di sodio e aumenta quella uricosurica. Gruppi alchilici in C4 come il butile, propile e etile aumentano l'attivit antiinfiammatoria. La presenza di un sostituente feniltioetilico rende conferisce propriet uricosuriche. I derivati pi attivi sono quelli in cui i sostituenti su

entrambi gli N sono dei fenili. Comunque essi non sono essenziali. La presenza di sostituenti in p su uno o entrambi i fenili non cambia in maniera significative le propriet della molecola ma nel caso dell'oxifenbutazone l'ossidrile in p contribuisce all'attivit. meno chiaro il ruolo dell'anello pirazolico. I corrispondenti analoghi con l'anello pirrolico e isossazolico sono attivi mentre quelli carbociclici e quelli aciclici sono inattivi. Si legano fortemente alle proteine plasmatiche. FENILBUTAZONE: si adatta molto bene nel sito di legame delle COX. Nella cavit cationica si lega l'anione che deriva dalla perdita del protone in C4 mentre alla superficie idrofoba e nella tasca idrofoba si legano i due fenili. un antiinfiammatorio, analgesico e antipiretico e a dosi relativamente alte anche un uricosurico. Il suo uso consigliato solo se gli altri trattamenti sono risultati inefficaci. Causa disturbi GI, ha effetti collaterali a carico del SNC, provoca sonnolenza, visione sfuocata, rash cutanei e pi raramente discrasie ematiche anche fatali. L'assunzione contemporanea di alcol riduce le capacit psicomotorie. Per l'artrite reumatoide, osteoartrite, spondilite anchilosante e gli attacchi acuti di malattie degenerative delle ossa. OXIFENBUTAZONE: un metabolita attivo del fenilbutazone. Ha le stesse indicazioni ma causa minori disturbi GI. SULFINIPIRAZONE: grazie al feniltioetile in C4 ha propriet uricosuriche che lo rendono adatto per il trattamento dell'artrite gottosa. SUXIBUZONE: grazie al sostituente succinilimetilico pi solubile rispetto le altre molecole della sua classe che sono invece molto lipofile. un profarmaco che dopo la somministrazione perde la catena laterale liberando il PA.

BENZOTIAZINE: Non sono molto potenti ma danno minori effetti collaterali. La migliore attivit si ha quando il sostituente sull'azoto un metile. In genere il sostituente carbossiamidico un arile o un eteroarile. Hanno un pka compreso tra 4 e 6. L'acidit aumenta con un sostituente carbossiamidico eteroarilico come la piridina grazie al contributo stabilizzante sull'anione enolato dell'azoto piridinico. PIROXICAM: ha un lungo tempo di emivita che permette somministrazioni distanziate. Per il trattamento dell'artrite reumatoide e osteoartrite. MELOXICAM: il sostituente carbossiamidico un tiazolo. ISOXICAM: il sostituente carbossiamidico un isossazolo. Causa gravi reazioni cutanee.

INIBITORI SELETTIVI DELLE COX-2: sono degli eterocicli diarilici vicinali. Uno dei due fenili presenta in p un gruppo sulfamidico o sulfonilmetilico che sono essenziali perch gli ossigeni formano legami H con le COX-2. Le COX-2 presentano 11 amminoacidi in pi rispetto alle COX-1 e in posizione 523 al posto della isoleucina hanno una valina meno voluminosa. Questa caratteristica crea una tasca pi grande che pu ospitare molecole con sostituenti pi voluminosi rispetto ai FANS classici. Presentano il vantaggio dei minori effetti collaterali a carico dell'apparato GI, ma mantengono gli effetti renali dei COX-1 e in pi hanno effetti sul SCV. Infatti il rofecoxib stato ritirato a causa della grande incidenza di infarti che si osservata. Questo dovuto al fatto che mentre inibiscono le PGI2 lasciano invariati i TX (mediati dalle COX-1) favorendo cos l'aumento della pressione e la formazione di trombi.