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ANATOMIA UMANA Gli organismi sono stati scomposti in gerarchie e sottogerarchie.

A livello fondamentale ci sono le cellule, aggregate in tessuti specializzati. Si parla di organo in presenza di diversi tessuti organizzati fra loro. Gli organi formano sistemi (stessa origine embriologica) o apparati. Gli organi sono divisi in organi cavi o pieni. Gli organi cavi sono caratterizzati da una parete che delimita cavit o lumi. La parete formata da pi strati (tonache) e i vasi arrivano con un decorso orizzontale. Gli organi pieni sono delimitati da una capsula connettivale. I vasi e i nervi arrivano dallilo dellorgano. La capsula lascia liberi dei setti, nei quali troviamo del parenchima. Per studiare lanatomia umana si stabiliscono dei repere, cio dei punti di riferimento univoci. La posizione normale quella delluomo di Vitruvio. Tutto ci che anteriore detto ventrale, tutto ci che posteriore dorsale. Il tronco la parte fissa del corpo: intorno al tronco sono collocati gli arti e la testa, capaci di movimento rispetto al tronco. Larto superiore formato da braccio e avambraccio, larto inferiore da coscia e gamba. Il piano sagittale un piano verticale che divide il corpo in due parti uguali. quindi un asse di simmetria bilaterale. I piani parasagittali sono paralleli al piano sagittale. Il piano frontale un piano verticale perpendicolare al piano sagittale, e presentale una faccia dorsale ed una ventrale. Esistono pi piani frontali. Il piano trasversale (o orizzontale) ortogonale ad entrambi i piani precedenti e presenta una faccia superiore e una inferiore. Esistono pi piani trasversali.

Il corpo presenta delle cavit. Le cavit dorsali sono la cavit cranica e la cavit spinale. Le cavit frontali sono la cavit toracica e la cavit addominale, separate da un muscolo, il diaframma. La cavit toracica suddivisa in cavit pleurica, contenente i polmoni, e cavit pericardica, contenente il cuore. La restante porzione del tronco, soprattutto a livello del bacino, presenta la cavit pelvica. Le strutture pi vicine allasse mediano sono dette mediali, le pi distanti sono laterali. Per gli arti si utilizzano invece i termini prossimale e distale. Le strutture pi vicine alla testa sono craniali, le pi lontane caudali. La flessione data quando due arti formano fra loro un angolo sempre pi acuto (avvicinamento). Il contrario lestensione. Addurre significa avvicinare un arto al piano mediale dellorgano o del tronco. Il contrario l abduzione. La rotazione il movimento intorno al proprio asse principale. La circonduzione, invece, la rotazione completa intorno al capo articolare.

LAPPARATO LOCOMOTORE

Gli elementi costitutivi dellapparato locomotore sono: Scheletro: o o Ossa Cartilagini

Articolazioni: o o Diartrosi (mobili) Sinartrosi (immobili)

Muscoli e tendini

Le ossa sono in contatto luna con laltra tramite le articolazioni, e sono mobilizzate tramite luso dei muscoli. Le ossa sono pi di 200, ricondotte a tipologie definite (lunghe, brevi o corte, piatte, irregolari). Le cartilagini sono fibrose o ialine. Le ossa lunghe compongono gli arti. La lunghezza prevale sulle altre dimensioni. La porzione centrale detta diafisi, le estremit sono le epifisi, di cui una distale e una prossimale. La diafisi presenta una cavit in cui presente il midollo osseo. Le ossa piatte sono quelle ossa in cui la lunghezza la dimensione minore. Non possiedono cavit. Sulla superficie troviamo del tessuto compatto, allinterno il tessuto spugnoso (diploe). Nelle ossa brevi sono ossa piccole in cui nessuna dimensione prevale sulle altre. Hanno anchesse un aspetto a diploe. Le ossa che non rientrano in queste categorie sono irregolari (es. vertebre). Citiamo anche le ossa sesamoidi, cio ossa soprannumerarie presenti nelle articolazioni, e le ossa suturali, dovute ad un diverso processo di ossificazione. Lo scheletro si divide in scheletro assile e in scheletro appendicolare. Lo scheletro assile si compone di testa, colonna vertebrale e gabbia toracica. Lo scheletro appendicolare comprende invece gli arti inferiori e gli assi superiori. Il tessuto osseo compatto molto denso, caratterizzato da osteoni, e si trova allesterno. Il tessuto osseo spugnoso interno ed caratterizzato da trabecole, che permettono gli scarichi di forza. Le ossa sono in continuo rimodellamento. Lossificazione pu seguire due modalit: una diretta (o dermica), cio da preesistente tessuto embrionale, come le ossa del cranio, laltra indiretta, per sostituzione del tessuto cartilagineo da parte del tessuto osseo. Le ossa sono segmenti staccati fra loro, che mantengono per posizioni precise e si muovono luna rispetto allaltra. Le diartrosi sono articolazioni mobili, le sinartrosi sono di tipo immobile. Si dicono invece anfiartrosi le articolazioni parzialmente mobili. Le diartrosi non mettono direttamente in comunicazione le ossa, ma creano una discontinuit. I capi articolari sono rivestiti da cartilagine ialina e sono racchiusi dalla capsula articolare, le ossa sono separate dalla camera articolare. La struttura pu essere rinforzata da legamenti. La forma della diartrosi determina il movimento. Le articolazioni mobili:

Artrodie: i capi articolari sono superfici piane, che consentono lo scivolamento. Enartrosi: i capi articolari sono segmenti di sfera. Permettono la rotazione e la circonduzione. Condiloartrosi: i capi articolari sono segmenti di ellisse. Permettono la flessione, lestensione ed una sorta di rotazione. I capi articolari di solito presentano un disco di cartilagine (menisco). Tracollo (o ginglimo angolare): i capi articolari sono segmenti di cilindri, ortogonale allasse dellosso. Permettono la flessione e lestensione. Trocloide (o ginglimo laterale): i capi articolari sono segmenti cilindrici paralleli allasse lungo. Permettono la rotazione. A sella: i capi articolari sono a forma di sella. Permettono ladduzione, labduzione, la flessione e lestensione.

Le articolazioni immobili: Sindesmosi: tra i capi ossei troviamo tessuto fibroso (es. ossa del cranio). Un esempio la gonfosi, cio larticolazione tra dente e mandibola. Sincrondosi: tra i capi articolari troviamo della cartilagine ialina. Sinfisi: tra i capi articolari troviamo della cartilagine fibrosa. Le anfiartrosi sono articolazioni semimobili, presenti soprattutto nella colonna vertebrale. Lo scheletro assile ha funzione di sostegno e di protezione, in particolare del SNC, degli organi della sensibilit particolare, dellapparato cardiocircolatorio, dellapparato digerente e dellapparato respiratorio. Le ossa dl cranio sono prevalentemente piatte. Il cranio si divide in due porzioni, una pi rostrale, il neurocranio, e una pi frontale, lo splancnocranio (o viscerocranio). Alcune

ossa fanno parte di entrambe le suddivisioni. La porzione sovraorbitaria detta volta cranica. Anteriormente abbiamo losso frontale, osso impari mediano, di lato l osso parietale, un osso pari, e posteriormente l osso occipitale, un osso piatto, impari e mediano. Le ossa sono articolate fra loro tramite suture. La sutura frontale (o coronale) articola losso frontale con le parietali. Fra le ossa parietali troviamo la sutura sagittale, e fra le parietali e loccipitale la sutura lambdoidea. Capovolgendo la volta cranica si osservano le impronte delle arterie meningee. Lungo la sutura sagittale si trova invece limpronta del seno arterioso. La porzione inferiore della volta la base cranica. Anteriormente abbiamo losso frontale, di lato le parietali e posteriormente loccipitale. Sotto losso frontale troviamo l etmoide, osso impari mediano. Un altro osso impari mediano lo sfenoide. La base cranica ha numerosi fori. Quello maggiore il foro occipitale (o forame magno), attraverso cui passa il midollo allungato. Altri due fori, i fori giugulari, si formano alla congiunzione tra occipitale e temporali. Attraverso di esse passano la vena giugulare e i nervi IX, X e XI. Losso frontale concorre a determinare la porzione superiore delle orbite e i seni frontali. Losso occipitale allinterno presenta quattro fossette: le due superiori sono fosse cerebrali, le due inferiori le ossa cerebellari. Il foro occipitale presenta due condili, che si articolano con la colonna vertebrale. Nellosso temporale sono accolti gli organi delludito. Inoltre presenta una superficie di articolazione per la mandibola. Inoltre, presenta il rilievo mastoideo, al cui interno sono presenti numerose cavit. Il meato acustico esterno il punto di comunicazione dellorgano delludito con lesterno. Lo sfenoide pu essere suddiviso in un corpo e in due coppie di processi laminari proiettati lateralmente (grandi e piccole ali), e in una coppia di processi proiettati inferiormente (processi pterigoidei). Sulla superficie superiore del corpo presente una nicchia (sella turcica dello sfenoide), che accoglie lipofisi. Lo sfenoide si articola con quasi tutte le ossa della base cranica e fa parte sia dello splancnocranio, sia del neurocranio. Effettuando una sezione sagittale osserviamo che le base cranica presenta un andamento obliquo. Sono presenti delle fosse (anteriore, media, posteriore), che identificano strutture del SN. Le ossa prendono il nome della parte del cervello ospitato. Lo splancnocranio la porzione che accoglie i visceri. Le orbite accolgono gli organi della vista. Sono formate dalla giustapposizione di pi ossa: losso frontale superiormente, lateralmente losso zigomatico, e inferiormente e medialmente losso mascellare. Nella zona retrostante lorbita chiusa dallo sfenoide, dalletmoide e dalle ossa lacrimali. Nellorbita sono accolti il bulbo oculare e i muscoli che lo muovono. Nei fori dello sfenoide, uno mediale (il foro ottico) e uno laterale (la fessura orbitale superiore), passano varie strutture. Nel foro ottico passa larteria oftalmica e i nervi che muovono il muscolo dellocchio. Nella grande ala dello sfenoide troviamo il foro rotondo (dove passa il nervo V mascellare), il foro ovale (dove passa il nervo V mandibolare) e il foro spinoso (dove passano i vasi meningei). Dal foro lacero entra larteria carotidea. Il

nervo V (o trigemino) diviso in tre rami: oftalmico, mascellare e mandibolare. I nervi ottici vanno a formare il chiasmo ottico. Altra cavit del viscerocranio la cavit nasale. Se si taglia in modo parasagittale, si osserva la struttura irregolare a rilievi (i cornetti), uno superiore, uno medio e uno inferiore. I cornetti sono rivestiti da mucosa. I primi due sono una parte dellosso etmoide e il terzo un osso a s (cornetto inferiore). La porzione anteriore del setto formata da cartilagine fibroelastica (il vomere). Letmoide presenta una lamina verticale e una orizzontale. Ai lati troviamo le masse etmoidali che formano i cornetti. Nella lamina orizzontale sono presenti numerosi fori. I fori formano la lamina cribrosa, attraverso cui passano i rami nervosi del nervo olfattivo. Sulla superficie del temporale troviamo i meati (interno ed esterno). Gli organi delludito e dellequilibrio sono accolti nello spessore del temporale. Un altro osso pari e simmetrico losso mascellare. Se osservato dal lato inferiore vediamo che forma i del palato osseo, insieme alle due ossa palatine. Losso mascellare, un osso pari, presenta larcata dentaria superiore. Il limite posteriore delle ossa palatine determina lapertura delle coane (le aperture posteriori della cavit nasale). Le coane permettono il passaggio dellaria. Il sistema dei seni mascellari in comunicazione con le vie respiratorie. Le cavit fanno da cassa di risonanza, alleggeriscono la struttura e aumentano la superficie di riscaldamento dellaria inspirata. La mandibola un osso impari mediano, che presenta le arcate dentarie inferiori. Nei rami posteriori sono presenti due condili, che si articolano con il temporale, formando la ATM (articolazione temporo-mandibolare). lunica articolazione mobile del cranio, e permette la masticazione e la fonazione. Nella ATM presente un menisco e una serie di legamenti che la stabilizzano. I denti sono derivati di tessuto osseo, e sono costituiti dalla dentina. Le dentina rivestita da uno derivato epiteliale, cio lo smalto. La superficie visibile del dente la corona, mentre la porzione inserita nellosso la radice. Il punto in cui la gengiva circonda il punto di emergenza il colletto. I denti sono strutture molto vascolarizzate. La prima dentizione, cio la dentizione decidua, sostituita poi dalla permanente. La emiarcata della dentizione decidua composta da due incisivi, un canino e due molari. Lemiarcata della dentizione permanente invece costituita da due incisivi, un canino, due premolari e tre molari. Losso ioide, un piccolo osso impari mediano, presente nel collo a livello della mandibola, con due protuberanze (piccole e grandi corna). tenuto in sede solo da muscoli. Deriva dal secondo arco bronchiale e non si articola con nessun osso.

Al cranio segue la colonna vertebrale. La colonna vertebrale non rettilinea ma presenta delle curve caratteristiche. Le vertebre si susseguono luna con laltra e sono divise in regioni: cervicale, toracica, lombare e sacrale (o coccigea). La cervicale forma una lordosi, la porzione toracica invece una cifosi. Seguono la lordosi lombare e la cifosi sacrale. Le curve fisiologiche si formano durante lo sviluppo e la crescita. Allinterno

della colonna vertebrale contenuto il midollo spinale. Durante lo sviluppo, colonna vertebrale e midollo spinale hanno la stessa lunghezza: dalla nascita, invece, la colonna vertebrale si allunga. Il midollo spinale arriva quindi solo fino alla prima o seconda vertebra lombare. In ciascuna vertebra anteriormente troviamo il corpo vertebrale, a cui segue un arco, che forma il foro vertebrale. Dallarco vertebrale si formano dei processi: uno diretto posteriormente, il processo spinoso, e uno pari, il processo trasverso. Inoltre, sono presenti due processi articolari pari, uno superiore ed uno inferiore. Linsieme dei fori vertebrali forma il canale vertebrale. Le vertebre cervicali sono sette. Il processo spinoso orizzontale, il corpo piccolo ma tende ad aumentare. Il processo spinoso bifido. Nei processi trasversi ci sono dei fori (forami trasversali), che permettono il passaggio delle arterie. La prima vertebra cervicale latlante, a cui manca il corpo. Presenta delle faccette articolari per i condili dellosso occipitale. Lepistrofeo presenta un piccolo corpo, il processo spinoso abbozzato. Dal corpo parte il processo odontoideo, verso lalto. Durante lossificazione il corpo dellatlante si ossifica con lepistrofeo. Questo processo va a formare un ginglimo laterale, che permette la rotazione del cranio rispetto al tronco. Larticolazione dellatlante con losso occipitale responsabile dei movimenti antero-posteriori. Il processo spinoso delle vertebre cervicali diventa via via pi orizzontale. La settima la vertebra prominente. Le articolazioni fra le restanti vertebre sono oblique (articolazioni fra i corpi vertebrali). Le vertebre toraciche sono dodici. Il corpo vertebrale grosso e il foro vertebrale si riduce progressivamente. I fori trasversali scompaiono e il processo spinoso si porta verso il basso. I processi articolari fra le vertebre sono verticali. Seguono poi le cinque vertebre lombari, le pi grosse. Presentano un corpo vertebrale grosso cilindrico. Dallarco vertebrale si dipartono dei processi trasversi, di cui i primi due sono molto lunghi (processi costiformi). Il processo spinoso di nuovo orizzontale. I processi articolari sono verticali e si affrontano secondo un piano sagittale. Il foro vertebrale sempre pi piccolo. Sono presenti delle incisure, una inferiore e una superiore, per ogni vertebra. Queste incisure vanno a formare un foro (foro intervertebrale), ed il punto in cui i nervi lasciano la colonna vertebrale. Il midollo spinale finisce prima della colonna vertebrale, ma i nervi escono fino allosso sacro, quindi percorrono un certo tragitto nel canale intervertebrale. Dalla terza vertebra lombare in poi i nervi corrono paralleli alla colonna vertebrale. La regione sacrale formata da cinque vertebre, che durante lo sviluppo embrionale si saldano fra loro a formare losso sacro. La morfologia delle vertebre cambia completamente. Nella prima vertebra sacrale si riconoscono ancora il corpo e le faccette articolari. I processi trasversi si uniscono fra loro a formare le ali del sacro. Facendo una sezione sagittale si riconoscono i corpi e il canale dove decorrono solo nervi. Non ci sono fori intervertebrali, ma si mettono in evidenza fori sacrali anteriori e posteriori. Nelle vertebre sacrali ramo posteriore e anteriore dei nervi escono gi separatamente invece di dividersi dopo. I processi spinosi vanno a formare la cresta sacrale. Successivamente allosso sacro ci sono tre o quattro piccole vertebre, che vanno a formare il coccige. Sono poco pi che abbozzi. Solo la prima presenta piccoli processi trasversi. I legamenti longitudinalmente decorrono verticali lungo la colonna vertebrale, chiudendo il canale. Tra le vertebre troviamo due tipi di articolazioni: le artrodie, tra le faccette articolari, e le anfiartrosi, tra i corpi vertebrali, che agendo a livello del disco intervertebrale permettono la flessione della colonna.

La gabbia toracica formata posteriormente dalla vertebre toraciche, lateralmente e anteriormente dalle coste e anteriormente da un osso impari mediano, lo sterno. Le coste sono ossa piatte ed hanno forma arcuata. Sono dodici paia, di cui sette vere, articolate con lo sterno, e cinque spurie. Di queste, le prime tre sono asternali, e le ultime due sono fluttuanti. Le tre asternali si riuniscono e vanno ad articolarsi con la settima costa. Le coste fluttuanti permettono invece dei movimenti pi accentuati. In ogni costa si riconosce la testa (a contatto con la colonna vertebrale), il collo e il corpo costale. Si riconoscono due superfici articolari, che si articolano col processo trasverso e con il corpo vertebrale, formando due artrodie. Le coste terminano con la cartilagine sternale (articolazione immobile). Lo sterno un osso piatto, formato da tre ossa saldate, indicate dalla craniale alla caudale: il manubrio, il corpo dello sterno e il processo xifoideo. Il processo xifoideo non ha una forma costante. Tutti i movimenti della gabbia toracica dipendono dalla doppia articolazione delle coste con le vertebre. Le ultime coste vanno a proteggere parte dei reni, la milza e lo stomaco.

Larto superiore costituito da cinto scapolare, braccio, avambraccio, polso e mano. Procedendo da prossimale a distale aumenta il numero delle ossa. La cintura scapolare formata da due ossa: scapola e clavicola, due ossa piatte. La scapola un osso piatto molto sottile, con una forma quasi triangolare. posteriore alla gabbia toracica, e si trova tra la terza e la settima vertebra toracica. Ventralmente presenta una concavit, la fossa sottoscapolare. Dorsalmente presente un rilievo pronunciato, la spina della scapola. La spina si distacca dalla scapola e termina con un processo appuntito, l acromion, punto di articolazione con la clavicola. Anteriormente si distacca un altro processo, il processo caracoideo. Acromion e processo caracoideo sono associati alla cavit glenoidea, punto di articolazione con lomero. La clavicola ha una forma a S, e si trova anteriormente alla scapola. Medialmente presenta una convessit, la convessit mediale, e lateralmente una concavit. Scapola e clavicola sono articolate tramite unartrodia a livello dellacromion. La scapola non si articola con il braccio, ed tenuta insieme da muscoli. Tutto il peso grava sullarticolazione sterno-clavicolare, unarticolazione a sella dove presente un disco di cartilagine. La cintura scapolare si articola con losso del braccio tramite unenartrosi. La testa dellomero ha infatti una superficie semisferica. La cavit glenoidea rivestita da cartilagine ( labbro glenoideo). Il processo caracoideo e lacromion stabilizzano larticolazione, che creano un vincolo nel momento in cui effettua una circonduzione completa. Lomero un osso lungo, con il canale midollare. Le due epifisi sono diverse: lepifisi prossimale caratterizzata dalla testa, a cui segue un piccolo restringimento, il collo, e dei rilievi (piccola e grande tuberosit), in cui si inseriscono e muscoli. Lungo la

diafisi troviamo la tuberosit deltoidea. Lungo lepifisi distale troviamo invece dei rilievi: medialmente la troclea, lateralmente il condilo. Lateralmente troviamo anche lepicondilo e lepitroclea. Sopra la troclea, posteriormente, troviamo invece la fossa olecranica. Le ossa dellavambraccio sono due: radio e ulna. Il radio laterale, lulna mediale. Sono ossa lunghe, caratterizzate da una diafisi triangolare. Molto importante il margine lungo cui si affrontano, cio le creste interossee. Tra queste creste si interpone un legamento che va a chiudere lo spazio anteriore rispetto al posteriore. Lepifisi prossimale del radio detta capitello del radio, a cui segue un rilievo (tuberosit radiale), in cui si inserisce il bicipite. Lepifisi distale pi pronunciata. Lulna invece ha unepifisi distale detta capitello dellulna, mente la prossimale pi pronunciata, con un rilievo detto olecrano dellulna. Olecrano dellulna e capitello del radio formano il gomito. Il gomito formato da tre sottoarticolazioni: Condilo dellomero + capitello del radio Troclea dellomero + olecrano dellulna Radio + ulna

Troclea e olecrano hanno forma circolare, quindi formano un ginglimo angolare, responsabile dei movimenti di flessione ed estensione. Larticolazione fra capitello del radio e condilo una condiloartrosi: lolecrano si inserisce nella fossa olecranica. Radio e ulna si articolano sia nelle porzione prossimale sia nella porzione distale, fomando un ginglimo laterale, permettendo la pronosupinazione della mano. Il carpo si articola solo con il radio. Tra carpo e ulna si interpone della cartilagine. Il carpo formato da otto ossa, disposte su due file, perci quattro ossa sono prossimali e quattro distali. Le ossa del carpo vanno a formare anteriormente una fossa, ed in essa transitano tendini e nervi. Il legamento trasverso del carpo chiude la fossa, creando il tunnel carpale. Al carpo seguono le ossa del metacarpo e le falangi. A livello del metacarpo, nello spessore dei tendini, sono presenti delle ossa sesamoidi. Le cinque ossa del metacarpo sono ossa lunghe, numerate da I a V, dal pollice al mignolo. Le falangi sono tre per dita (prossimale, intermediale e distale), tranne per il pollice, dove manca lintermedia. Le ossa del carpo sono paragonate ad un condilo, poich sono articolate col radio tramite una condiloartrosi. I metacarpali hanno superfici piane, perci formano artrodie, tranne il pollice, che va a formare unarticolazione a sella. Le epifisi distali dei metacarpali formano un condilo, andando cos a formare una condiloartrosi. Tra le falangi troviamo invece dei ginglimi angolari.

Larto inferiore costituito da cintura pelvica, coscia, gamba, caviglia e piede. Le ossa sono pi massicce rispetto allarto superiore, poich sono responsabili del sostegno e del movimento. Le articolazioni hanno minore libert di movimento, ed il piede non in asse. La cintura pelvica (o bacino) formata da pi ossa. Losso sacro e il coccige chiudono

posteriormente il bacino. Lateralmente e anteriormente troviamo due ossa dellanca, formate da ileo (porzione superiore), pube (porzione anteriore) e ischio (porzione posteriore), fusi fra loro durante lo sviluppo embrionale. Lischio presenta una fossa anteriore, lacetabolo, per linserzione della gamba. Lauricola il punto di articolazione immobile fra coccige e osso dellanca. Anche la sinfisi unarticolazione immobile. Esiste un dimorfismo fra uomo e donna per quanto riguarda il bacino: nelluomo langolo sottopubico minore o pari a 90, nella donna superiore a 100. Il bacino nelluomo pi alto e stretto, nella donna pi basso e largo. Le distante fra alcuni punti predefiniti del bacino consentono di valutare se una donna potr partorire naturalmente: se la distanza fra il promontorio (cio langolo fra lultima vertebra lombare e la prima vertebra sacrale) e il punto pi sporgente della faccia posteriore della sinfisi pubica, definita anche come coniugata ostetrica, pari a 10,5 cm e se la distanza fra il coccige e il margine inferiore dellosso pubico, definita come stretto inferiore, pari a 9 cm, la donna potr partorire naturalmente. Il bacino va a formare la cavit pelvica. Il femore un osso lungo. Lepifisi prossimale presenta una testa, che va ad inserirsi nellacetabolo, a cui segue il collo. Presenta due rilievi, il piccolo e il grande trocantere. La diafisi ha sezione circolare, ed liscia anteriormente, mentre posteriormente troviamo la linea aspra. Lepifisi distale presenta due condili, mentre le sporgenze intorno sono gli epicondili, che vanno a formare lenartrosi. Lacetabolo ricoperto da cartilagine. La testa del femore in contatto con lacetabolo tramite il legamento rotondo, in cui passano i vasi sanguigni. Nella gamba troviamo tibia e perone (o fibula). La tibia pi grossa del perone, e solo la tibia si articola col femore, mentre entrambe si articolano col piede. Lepifisi prossimale della tibia presenta due condili, e la tuberosit tibiale, dove si inserisce il quadricipite. Nelle epifisi distali tibia e perone terminano con i malleoli. La rotula un osso soprannumerario che si trova anteriormente al femore, inglobata nel legamento quadricipite, e va a stabilizzare il ginocchio. Il ginocchio in parte una condiloartrosi, in parte una troclea. I condili non sono paralleli fra loro, ma convergono anteriormente, e ci permette un minimo di lateralit. Fra i condili vengono interposti i menischi. Il ginocchio poi stabilizzato lateralmente dai legamenti collaterali, dai legamenti crociati e dal legamento del quadricipite.

Il piede formato da una serie di ossi brevi (il tarso), da alcune ossa lunghe (il metatarso), e dalle falangi. Le ossa del tarso sono sette, di cui lastragalo (o talo) e il calcagno sono quelle su cui scaricata la forza. Con lastragalo, tibia e perone formano una troclea. Tra astragalo e scafoide troviamo unenartrosi, mentre tra tarso e metatarso troviamo artrodie. Tra metatarso e falangi abbiamo delle condiloartrosi e fra le falangi dei ginglimi angolari.

I muscoli permettono il movimento di un osso uno rispetto allaltro. Si tratta di muscoli scheletrici, di tipo volontario. I muscoli sono composti da parti carnose e parti tendinee. Si possono suddividere per forma, funzione o posizione. Bisogna definire origine ed inserzione di ogni muscolo. Per capo di origine si intende la porzione inserita nel punto osseo che non si muove, mentre il capo dinserzione si trova sulla parte ossea che si muove. Alcune eccezioni sono presenti soprattutto negli arti. Le masse muscolari sono organizzate secondo logge. Negli arti troviamo loggia anteriore e loggia posteriore. I muscoli sono disposti solitamente in strati concentrici. Nel tronco e nella testa troviamo i muscoli mimici (o pellicciai). Gli orbicolari degli occhi e delle labbra sono muscoli circolari. Il platisma un muscolo piatto che si porta agli angoli della mascella. Loccipito-frontale un muscolo multi ventre, con origine sulloccipitale. Pi in profondit troviamo i muscoli masticatori. Il muscolo temporale il pi evidente, e lorigine determina un rilievo, la linea temporale. responsabile della chiusura della mandibola sulla mascella. Il buccinatore chiude lo spazio fra le arcate, ed attraversato dal dotto della ghiandola parotide. Nel collo si osserva posteriormente il trapezio, lo sternocleidomastoideo lateralmente. La contrazione alternata di questi due muscoli permette i movimenti laterali della testa. Le coste sono saldate dai muscoli intercostali, che partecipano alla respirazione. Inferiormente alla gabbia toracica e sopra il bacino troviamo dei muscoli che vanno a formare una parete: gli addominali obliqui (esterni ed interni)e i trasversali. Tutti questi muscoli, insieme al muscolo retto, vanno a terminare in un unico legamento. Per gli arti troviamo i muscoli appendicolari. Tra i toracoappendicolari posteriori, troviamo il grande dorsale e il trapezio. Il grande dorsale ha origine dai processi spinosi delle vertebre lombari e da parte delle toraciche. Il trapezio ha origine dai processi spinosi delle vertebre toraciche e si inserisce sulla cintura scapolare. Il gran pettorale un muscolo toracoappendicolare anteriore, con origine sul manubrio e sullo sterno e inserzione sullomero, permettendo ladduzione. Il sottoscapolare un muscolo intrinseco, con origine sulla scapola e inserzione sullomero. Permette ladduzione dellomero. Il sovraspinato e il sottospinato hanno origine sulla scapola e linserzione sulla testa dellomero. Il deltoide origina dalla clavicola e dalla scapola e si inserisce sullomero. Permette labduzione, ma anche lestensione e la rotazione. Tutti muscoli anteriori dellarto superiore sono flessori, i posteriori sono estensori. Nella loggia anteriore troviamo il bicipite brachiale, con origine sulla scapola e inserzione nel radio. Lantagonista il tricipite brachiale, con inserzione sullolecrano dellulna. Permettono la flessione e la supinazione (il bicipite brachiale) e lestensione (tricipite brachiale). Nellavambraccio troviamo loggia anteriore, loggia posteriore e loggia laterale. Nella loggia anteriore troviamo i muscoli che flettono la mano, i cui tendini entrano nel tunnel carpale e decorrono lungo le falangi. Troviamo il muscolo profondo, il superficiale e il flessore del polso. Nella loggia posteriore troviamo gli estensori.

Insieme al bicipite intervengono nella prono supinazione il pronatore rotondo e il pronatore quadrato nellavambraccio. Nellarto inferiore gli anteriori sono estensori e i posteriori sono flessori. Lileo-psoas origina dalla colonna lombare e dallala iliaca, con inserzione sul femore. Nella coscia troviamo il quadricipite, che origina sul femore e si inserisce sulla tibia. Lantagonista il bicipite femorale, che flette la gamba sulla coscia. Il tricipite della sura, un flessore, ha origine sul femore e inserzione sul calcagno con un unico tendine, il tendine dAchille. I flessori brevi delle dita dei piedi hanno origine sul tarso e si inseriscono sulla falangi. Sono flessori, e non esistono nella mano.

LAPPARATO CIRCOLATORIO un sistema che permette di veicolare liquidi attraverso vasi, oltre ad ossigeno e materiale nutritizio. Si distingue in apparato circolatorio sanguifero e apparato circolatorio linfatico. Lapparato circolatorio sanguifero un sistema chiuso, attraverso cui avvengono scambi fra sangue e tessuti. costituito da: Cuore Arterie e vene Capillari

Bisogna distinguere fra piccola circolazione (o circolazione polmonare), che va dal cuore destro ai polmoni, per poi ritornare al cuore sinistro, e grande circolazione (o generale o sistemica), dal cuore sinistro a tutti gli organi, per poi tonare al cuore destro. Le arterie portano il sangue lontano dal cuore, mentre le vene portano il sangue verso il cuore. Arterie e vene sono un sistema di organi cavi. Le vene hanno diametri maggiori, un lume pi ampio e una parete pi sottile. Dal lume verso lesterno abbiamo una tonaca interna, una media ed una esterna. Nella tonaca interna, in entrambi i casi, abbiamo uno singolo di strato di cellule piatte, lendotelio. Tra arterie e vene cambia la tonaca media, dove abbiamo le fibre muscolari lisce. Nella tonaca esterna abbiamo tessuto fibroso e connettivo. Le arterie che partono dal cuore sono le arterie elastiche, con un diametro fino a 6 mm, dove prevale la tonaca esterna e dove abbiamo una componente elastica fra tonaca media endotelio e tonaca media. Via via la componente elastica si riduce e aumenta la tonaca media: sono queste le arterie muscolari, dove il diametro varia dai 2 ai 6 mm. Con la riduzione della tonaca media si hanno le arteriole, con un diametro da 20 m a 1,5 mm. Infine sparisce lo strato muscolare, e si hanno i capillari. Alcuni capillari hanno diametro inferiore anche ai 5 m (cio meno del diametro di un globulo rosso). Le dimensioni aumentano poi di nuovo, e si originano cos le venule, in cui aumenta il collagene fibroso intorno allendotelio. Si arriva i vasi di grosso calibro, dove il diametro pu raggiungere anche i 10 mm. A livello degli organi i vasi si assottigliano fino a diventare capillari, per favorire gli scambi metabolici. Si distinguono tre tipi di capillari: Capillari continui: ogni cellula endoteliale forma il lume. Intorno allendotelio si trovano i periciti.

Capillari fenestrati: le cellule endoteliali presentano dei pori con diametro fino a 70 nm. Intorno allendotelio si trovano i periciti. Si trovano, ad esempio, nei reni. Capillari sinusoidi: le cellule endoteliali non sono addossate. Si trovano ad esempio nel fegato.

I capillari sono il collegamento fra arterie e vene. Un altro tipo di collegamento sono le anastomosi artero-vasale. I capillari vengono bypassati per non disperdere il calore, come nel caso di un freddo molto intenso. Un altro esempio la rete mirabile, quando si sconvolge la normale circolazione (ad esempio nei reni si passa dalle arteriole ai capillari e poi nuovamente nelle arteriole, oppure nel fegato dalle venule si diramano dei capillari e poi nuovamente delle venule). Infine abbiamo i sistemi portali, dove dai capillari si diramano delle vene e poi di nuovo dei capillari, come nel fegato o a livello dellipotalamo. Il cuore localizzato nella gabbia toracica, nel mediastino anteriore. Prende rapporto con i polmoni, ed appoggiato al diaframma. Il cuore spostato sulla sinistra rispetto allasse mediano. Ha una forma a tronco di cono, con la base in alto a destra posteriormente, ed lapice in basso a sinistra anteriormente. Landamento obliquo, ed protetto da coste e sterno (si trova fra le sesta e la settima costa, e fra le quinta e lottava vertebra toracica). Il mediastino lo spazio compreso fra i due polmoni. Nel mediastino posteriore troviamo lesofago, i grossi vasi e una parte della trachea. Il cuore avvolto dal pericardio, che lo vincola al diaframma, lo isola dai polmoni e ricopre la prima parte dei vasi in entrata e in uscita. La parte anteriore del cuore detta sterno-costale. Sulla base si trovano i vasi. La faccia posteriore detta diaframmatica, da cui si vede sullapice alcune strutture che dividono lorgano. Il cuore un organo cavo. Si possono riconoscere diverse cavit: due pi piccole superiori, due pi grandi inferiori. Le pi piccole sono gli atri, le pi grandi i ventricoli. La circolazione del cuore destro e del cuore sinistro sono in rapporto fra loro solo nello sviluppo embrionale. Gli atri sono pressoch nascosti da due protuberanze, le auricole. Sulla faccia sterno-costale si osserva meglio il cuore destro. Lapice del cuore il ventricolo sinistro. Sulla faccia posteriore atri e ventricoli sono meglio identificabili, divisi dal solco coronario. Atri e ventricoli non hanno la stessa morfologia. Gli atri hanno pareti interne lisce, i ventricoli sono pi irregolari. Entrambi sono rivestiti da endotelio (o meglio detto endocardio), a cui segue il miocardio ed esternamente lepicardio. Le vene cave portano il sangue povero di ossigeno allatrio destro, da cui passa attraverso la valvola atrio-ventricolare al ventricolo destro, e poi attraverso larteria polmonare passa ai polmoni. Dai polmoni si dipartono quattro vene polmonari, che vanno allatrio sinistro. Dallatrio sinistro passa al ventricolo sinistro e poi allarteria aorta, per essere portato in circolo. Tra le pareti destre e sinistre ci sono delle differenze: il miocardio del cuore sinistro pi sviluppato, mentre il lume pi piccolo, poich deve esercitare una forza maggiore

per spingere il sangue nella circolazione sistemica. Gli atri hanno un endocardio liscio, solo le porzione delle auricole sono pi irregolari, per la presenza dei muscoli pettinati. Nellatrio destro presente un foro, lo sbocco seno-coronario. presente poi il seno interventricolare ed una depressione, residuo del foro di Botallo. La valvola atrioventricolare destra presenta tre lembi, perci detta valvola tricuspide. Nel ventricolo destro si osservano le trabecole carnee. Le pi evidenti sono i muscoli papillari, da cui partono dei legamenti, le corde tendinee, che vanno ai lembi della valvola. Sulla sommit presente la valvola polmonare. La valvola atrio-ventricolare sinistra ha solo due lembi, perci detta bicuspide o mitralica. Tra arteria aorta e arteria polmonare presente un piccolo legamento, il legamento arterioso di Botallo, residuo di un vaso che metteva in comunicazione le due arterie. Sulla faccia posteriore ben visibile il seno coronario, una vena che arriva allo sbocco seno-coronario. Facendo una sezione lungo il solco coronario si osserva che le quattro valvole sono lungo lo stesso piano e formano lo scheletro fibroso del cuore. Dalla valvola aortica si dipartono due grosse arterie, le coronarie, che vanno ad avvolgere il cuore. Le coronarie si dipartono subito dopo la valvola semilunare aortica e vanno ad irrorare il miocardio. Questo sangue raccolto dalle vene cardiache, finendo nel seno coronario e poi nellatrio destro. Si distingue pericardio sieroso e fibroso. Il sieroso avvolge il cuore ed formato da un doppio strato: il pericardio viscerale a contatto col miocardio, quello sovrapposto il pericardio parietale. Tra viscerale e parietale si trova il liquido pericardico. Il tutto avvolto dal pericardio fibroso, che ancora tramite legamenti il cuore alle strutture circostanti. Il 100% del sangue presente nellatrio destro arriva ai polmoni, per poi tornare allatrio sinistro. Il 5% va poi alle coronarie, il 15% allencefalo e ai muscoli, il 35% agli organi viscerali e il 20% ai reni. Le due arterie polmonari entrano nei polmoni attraverso lilo, per poi tornare tramite le quattro vene polmonari alla parte sinistra. Le arterie polmonari si suddividono in modo parallelo ai bronchi, cos come le vene polmonari. Questa circolazione non ha significato nutritizio. I pi grossi vasi arteriosi sono molto in profondit, mentre la circolazione venosa ha un decorso pi profondo ed uno pi superficiale. I grossi vada del sistema venoso sono le vene cave superiori ed inferiori,l quella del sistema arterioso laorta. Laorta un vaso unico che si divide in rami secondari. Viene suddivisa in aorta ascendente, arco aortico e aorta discendente, a sua volta suddivisa in tratto toracico e tratto addominale. Il diaframma ha dei fori che permettono il passaggio di strutture sia addominali sia toraciche, quindi anche dellaorta, che passa addossata alla colonna vertebrale. La separazione dei due tratti avviene proprio nel punto in cui laorta attraversa il diaframma. Larco aortico abbraccia la biforcazione dei bronchi. Il tratto ascendente molto piccolo, di solito di 2 cm. Laorta ascendente d due rami, le arterie coronarie sinistra e destra, che corrono poi nel solco coronario. Larco aortico da destra

piega a sinistra e emette dei rami. A destra abbiamo un unico tronco, detto arteria brachicefalica, mentre a sinistra emette due rami, la carotide sinistra e larteria succlavia sinistra. Larteria brachicefalica si suddivide poi in succlavia destra e carotidi comuni. Dalle succlavie si dipartono la toracica interna e larteria vertebrale. Le arterie carotidi comuni salgono verso lalto e a livello della tiroide si dividono in carotide esterna, che irrora i tessuti e i visceri della faccia, e interna, che irrora lencefalo. La succlavia lascia il tronco e si diparte verso gli arti superiori, dando origine a pi rami. A livello dellarticolazione della spalla si chiama arteria ascellare e poi brachiale, portandosi a contatto con lomero. A livello del gomito si suddivide in radiale e ulnare. A livello del polso danno origine ad unanastomosi, cio gli archi palmari. Nel decorso verso il tronco laorta toracica emette rami parietali e rami viscerali. I primi rami parietali sono le arterie intercostali, che si portano a contatto con il corpo delle vertebre, seguendo il percorso delle coste. Hanno unorganizzazione regolare: per ogni costa troviamo un nervo, un vaso e unarteria costale. I rami viscerali emergono anteriormente e nel tratto toracico sono rami pari, piccoli e paralleli. Troviamo quindi l arteria bronchiale, larteria pericardica, larteria mediastinica e larteria esofagea. Anche nella porzione addominale troviamo rami parietali e viscerali. Tra i rami parietali troviamo quindi le arterie freniche, che irrorano il diaframma; invece, tra i rami viscerali, subito dopo lemergenza dellarteria addominale, troviamo larteria celiaca, un ramo impari mediano. Abbiamo poi le arterie surrenali e renali. Questi sono tutti rami pari. Infine abbiamo un altro ramo impari mediano, l arteria mesenterica inferiore. Infine abbiamo le arterie genitali, pari e mediane. Il tronco celiaco si suddivide in tre rami (infatti anche detta arteria tripode): uno piccolo a sinistra (l arteria gastrica), un altro piccolo a sinistra (larteria lienale) e uno pi grosso a destra (l arteria gastroepatica). Il tratto lienale irrora il pancreas e la milza, mentre i due tratti gastrici sono anastomizzati. Larteria mesenterica superiore (subito dopo la tripode) irrora lintestino tenue fino al primo tratto del colon, pi il colon traverso. Decorre allinterno del mesentere, che fa parte del solco peritoneale. Larteria mesenterica inferiore irrora parte del colon traverso, il colon discendente, il colon sigmoidale e il retto. Le due mesenteriche sono anastomizzate fra loro. Laorta addominale, in prossimit della quarta vertebra lombare, si suddivide in due rami laterali, le arterie iliache comuni, e termina con larteria sacrale. Le due arterie iliache si dividono in iliaca esterna e interna (o ipogastrica). Lesterna si porta allarto inferiore. Nellarto inferiore d origine ad un ramo detto arteria femorale, che vicino al ginocchio diventa arteria poplitea, trovandosi posteriormente al ginocchio, per poi dare due rami, uno tibiale e uno fibulare, che insieme danno origine agli archi plantari. Nel tronco si forma un circolo parallelo. Dallarteria toracica interna (o arteria mammaria) si vanno a formare dei rami paralleli (le arterie intercostali anteriori, collegati con le posteriori). La toracica interna supera il diaframma, e va poi a formare l arteria epigastrica superiore. Si dipartono poi dei rami discendenti (le epigastriche inferiori), in anastomosi fra loro. Una volta raggiunti gli organi, il sangue ritorna al cuore, tramite il sistema delle vene cave. Le vene cave sono due, una superiore e una inferiore. Parallela alla arteria mammaria si trova una struttura posteriore, il sistema delle vene azygos. La vena emiazygos, a destra della colonna vertebrale, si immette nella vena cava superiore. La vena cava inferiore raccoglie il sangue dai visceri addominali e dagli arti, tramite le vene iliache. Nel sistema venoso non esistono vasi che dagli organi vanno

direttamente alla vena cava. Il sangue finisce nella vena porta, per poi convergere alla vena cava, dopo essere passato dal fegato. La vena grande safena una vena pi superficiale dellarto inferiore, che converge poi verso la vena iliaca. Abbiamo poi le vene pi profonde. Nel distretto superiore si trova la vena cava superiore, formata da due tronchi brachicefalici, uno destro ed uno sinistro, dati dallunione della succlavia e della giugulare esterna. Anche nellarto superiore abbiamo vene pi profonde, in doppia copia, e vene pi superficiali, come la vena basilica e la vena cefalica. Abbiamo vene mesenteriche superiori e inferiori, che convergono nella vena porta. Dal fegato si originano le vene epatiche, che arrivano alla vena cava inferiore. Le arterie arrivano allencefalo dalla base cranica, dove creano unanastomosi. I rami arteriosi si portano lungo tutta la superficie dellencefalo, fino a dare rami che si approfondano nel tessuto nervoso, come tipicamente succede negli organi cavi. La carotide interna, dalla base cranica entra nel canale carotico dellosso temporale. Nello spessore dellosso temporale il percorso orizzontale e arriva in prossimit del foro lacero, obliterato da una membrana. Le arterie vertebrali in prossimit dellatlante entrano attraverso il foro occipitale. Allinterno della scatola cranica vanno in anastomosi, creando il circolo di Willis, che si trova vicino alla sella turcica dello sfenoide. Le due arterie vertebrali entrando formano ununica arteria, l arteria basilare, che termina con due rami cerebrali posteriori. Le cerebrali anteriori sono in comunicazione tramite la comunicante anteriore. Il circolo di Willis dovrebbe fornire continuamente alimentazione allencefalo. Se non sufficiente, si hanno infarti del tessuto nervoso. Il sangue venoso convogliato in vene cerebrali, da cui converge in cisterne dette seni venosi. I seni venosi si trovano nelle meningi. Uno dei seni, il seno sagittale superiore, decorre per tutto lencefalo, mentre un altro, il seno sagittale inferiore, si trova dove terminano le meningi, ed unito allaltro tramite il seno retto. In prossimit del cervelletto si trovano i seni trasversi. Dai seni il sangue giunge al sistema riunente, cio il seno sigmoideo. Il seno sigmoideo lascia la scatola cranica tramite il foro giugulare. Gli organi e i visceri esterni sono drenati da vasi che convergono nelle giugulari esterne. La circolazione fetale e postnatale sono diverse. I polmoni non sono maturi prima del sesto mese, ma sono collassati. Il nutrimento arriva dalla madre attraverso la placenta. Nella placenta ci sono dei capillari, i villi coriali. Dalla placenta si dipartono due vene ombelicali: di questa una regredisce, mentre laltra attraverso il cordone ombelicale va verso il fegato e attraverso il dotto venoso bypassa la vena porta e arriva verso la vena cava inferiore e poi allatrio destro del cuore. Atrio destro e sinistro non sono divisi ma in comunicazione tramite il forame ovale. Dallatrio destro la maggior parte del sangue va allatrio sinistro, al ventricolo sinistro e allaorta. Il sangue refluo dalla testa e dagli arti superiori va allatrio destro e al ventricolo destro. Da qui si immette nel tronco polmonare, che in collegamento con laorta tramite il dotto arterioso. Il sangue dellaorta misto. Per avere ricambio, a livello delle arterie iliache interne sono presenti due arterie che vanno alla vescica, la oltrepassano e diventano arterie ombelicali, che entrano nellombelico e rilasciano sangue povero di O. Alla nascita reciso il cordone ombelicale e si ha il primo vagito del neonato, che dilata i polmoni. Laumento della capacit polmonare richiama pi sangue ai polmoni. Le vene polmonari portano sangue allatrio sinistro, e laumento della pressione chiude il forame ovale. Il dotto arterioso man mano non pi attraversato

dal sangue, e si atrofizza. Anche la vena ombelicale si atrofizza e diventa un legamento (il legamento rotondo). Il dotto venoso non pi usato, e diventa il legamento venoso. Le arterie ombelicali arrivano solo pi alla vescica, il resto legamento ombelicale. Limpronta della finestra ovale il residuo del foro di Botallo. Nelle prime fasi di sviluppo dellembrione, gli organi si sviluppano come tubi lungo lasse principale. I due tubi cardiaci nel sacco vitellino vanno a formare un unico tubo. Si tratta di cellule muscolari, gi avvolte nel pericardio, che al 25-30 giorno si contraggono. Dal 30 giorno in poi linterno del tubo si raggomitola, e si formano, a partire dalla porzione caudale, il seno venoso, latrio, il ventricolo e il bulbo arterioso. Latrio rimane posteriormente e il ventricolo anteriormente. Dal 30 giorno seno e atrio si portano superiormente e posteriormente. Le cavit poi si suddividono per formazione dei setti. Alcune cellule della parete si sviluppano cranialmente, andando a formare il setto primitivo. Mentre si sta per chiudere, cranialmente si formano delle deiscenze, che poi si apriranno in un foro unico, formando lostio secondo. Un altro lembo di tessuto, il setto secondo, nellatrio destro va verso il basso, lasciando una piccola apertura. La finestra ovale quindi formata da due lembi, la cui aperture non sono sovrapposte. Quando la pressione dellatrio sinistro aumenta, fa unire i due lembi.

Il sistema linfatico si occupa di veicolare la linfa, cio gli organi interstiziali di organi e tessuti, verso il sistema sanguifero venoso. Non ha un sistema motore, ed centrifugo, formato da vasi intervallati da aggregati di tessuto linfoide, cio i linfonodi. un sistema monodirezionale, che si origina da una rete capillare a fondo cieco. Infatti, dalle trame dei tessuti si originano capillari che vanno a vasi precollettori, e poi ai vasi collettori intervallati da linfonodi. I vasi collettori sono quindi affettori ed effettori, e si immettono in tronchi linfatici che terminano nel circuito venoso e nel sistema nervoso, nellangolo destro e sinistro. I liquidi in eccesso si formano perch la pressione arteriosa fa aumentare la portata. I liquidi che non riescono ad essere caricati vanno ai tessuti e vengono poi raccolti dai capillari linfatici. Gli endociti linfatici hanno un plasma pi sottile, e non hanno n la membrana basale n periciti. I capillari sono strutturati come capillari sinusoidi. La linfa quindi passa facilmente. I dotti collettori terminano in dotti linfatici, perlopi nel tronco, paralleli allaorta e allazygos. I dotti principali sono il dotto linfatico destro e il dotto toracico, che si forma nella cavit addominale per confluenza di pi dotti: i dotti lombari e i dotti intestinali finiscono nella cisterna del chilo, che in alcuni individui manca, per poi confluire nellangolo sinistro. Il dotto linfatico destro in alcuni individui pu mancare, ed essere costituito da tre vasi divisi. In maniera associata al sistema linfatico, si parla di organi linfoidi, primari o secondari. I primari sono il midollo osseo e il timo, in cui maturano le cellule del sangue (nel timo maturano solo i linfociti). I linfociti sono poi veicolati agli organi secondari, come i linfonodi, la milza e il MALT (tessuti linfoidi associati alle mucose, come le tonsille). I linfonodi sono organi pieni, formati da una capsula di tessuto connettivo. Presentano un ilo per piccole arterie e vene. Ogni linfonodo riceve numerosi dotti collaterali, che circolano nel linfonodo per poi dipartirsi con un dotto efferente. Sono in grado di riconoscere gli antigeni, perci sono presenti in tutto il corpo. La milza localizzata nella cavit addominale, a sinistra, in posizione sottodiaframmatica. in vicinanza

della nona e decima costa. Ha una faccia diaframmatica convessa, e una viscerale che reca le impronte degli organi vicini. Anteriormente presenta la faccia gastrica, posteriormente la faccia renale e inferiormente la faccia colica. Riceve larteria lienale, ed molto vascolarizzata. un organo pieno e presenta una colorazione caratteristica per laccumulo di eritrociti. ricca anche di macrofagi, che rimuovono gli eritrociti vecchi o danneggiati. Si identifica quindi la polpa rossa e, disseminati nel parenchima, aggregati di tessuto linfoide, che costituiscono la polpa bianca. Il timo si sviluppa nellembrione; ha un massimo nella pubert e poi si atrofizza. localizzato nel mediastino anteriore. un organo impari mediano con due grossi lobi. Facendo una sezione, si evidenzia una struttura globulare, con una porzione corticale e una midollare. Qui avviene la maturazione dei linfociti T, oltre al processo di presentazione e non riconoscimento del self.

LAPPARATO RESPIRATORIO Il suo compito immettere nel corpo O. Possiamo distinguere vie respiratorie e organi della respirazione. Le vie respiratorie sono organi che veicolano laria agli organi respiratori. Si distinguono vie superiori e vie inferiori. Gli organi respiratori sono i polmoni. La cavit nasale la prima via respiratoria. Laria inspirata sia dalla cavit nasale sia dalla cavit orale, ed poi convogliata alla faringe. Dalla cavit nasale passa attraverso le coane e poi alla faringe. Sulla cavit nasale sono presenti i turbinati, di cui i superiori sono costituiti dallosso etmoide. Nel passaggio tra i turbinati laria viene riscaldata. I turbinati sono ricoperti da una mucosa, costituita da un epitelio colonnare pseudostratificato, che possiede un orletto con ciglia e cellule caliciformi mucipare. Sulla superficie sono presenti vasi sanguigni che scaldano laria. Il particolato aderisce al muco e le ciglia lo spostano verso la faringe. La respirazione dal naso quindi consigliata. La mucosa del turbinate superiore per una mucosa olfattiva e non respiratoria, costituita da neuroni olfatti deputati al riconoscimento degli odori. Si tratta di neuroni dotati di una forte capacit rigenerativa, poich sono in una zona molto esposta. La faringe un organo in comune con lapparato digerente, poich consente il passaggio di aria e cibo. Durante la deglutizione si chiudono le vie aeree, per mezzo di elementi della laringe. La cavit nasale, la cavit orale e la faringe fanno parte delle vie aeree superiori. La laringe un insieme di strutture cartilaginee. La cartilagine superiore lepiglottide, ed in grado di modificare la sua posizione per chiudere le vie aeree. Seguono la cartilagine tiroidea e la cartilagine caracoidea, a forma di anello, e altre cartilagini pari e simmetriche, tra cui le aritenoidee, importanti per la fonazione. La cartilagine tiroidea legata allosso ioide. Lepiglottide articolata anteriormente con la cartilagine tiroidea. Le cartilagini aritenoidee sono il punto dinserzione dei legamenti vocali. Nella laringe si trovano dallalto le pieghe ventricolari (o corde vocali false) e i legamenti vocali (corde vocali vere). Le pieghe ventricolari proteggono le corde vocali vere. Lo spostamento delle cartilagini aritenoidee modificano la rima della glottide, che insieme allemissione dellaria permettono larticolazione delle parole. Alla laringe segue poi la trachea. La trachea un tubo di circa 10 cm, dal diametro di 2 cm. un tubo mobile, formato da anelli di

cartilagine intervallati da connettivo. La trachea inizia allincirca in corrispondenza della sesta vertebra cervicale e arriva fino alla quarta/quinta vertebra toracica. Non per addossata alla colonna vertebrale, in quanto fra le due interposto lesofago. La porzione superiore contornata dalla tiroide, ai lati decorrono le carotidi comuni e le vene giugulari. Anteriormente abbiamo i grossi vasi della circolazione. La biforcazione nei bronchi posta inferiormente allo sbocco della vena polmonare, tra mediastino anteriore e posteriore. Il lume sempre aperto, al contrario dellesofago, che collassato. Gli anelli di cartilagine sono incompleti posteriormente, nel punto in cui la trachea a contatto con lesofago. Essendo un organo cavo, la trachea costituita da tonache sovrapposte. La parete rivestita da mucosa. Le ciglia trasportano il muco superiormente. Pi esternamente troviamo fibrocartilagine ialina e la tonaca avventizia. La trachea chiusa dal muscolo tracheale, che permette lespansione dellesofago durante il passaggio del bolo. Il primitivo tubo digerente non cos complesso. da questo tubo che si originano le diverse strutture, tra cui la trachea. Vasi arterie polmonari seguono le ramificazione delle biforcazioni bronchiali. I bronchi sono due, uno destro e uno sinistro. Il destro pi verticale, il sinistro pi obliquo. I due bronchi principali formano un angolo di 70. Subito dopo la loro emergenza penetrano nellilo dei polmoni. Nel parenchima si suddividono in bronchi secondari; dopo unulteriore divisione abbiamo i bronchi terziari, non pi costituiti da anelli di cartilagine ma da placche irregolari. Dai bronchi terziari si originano poi i bronchioli, dal diametro di un millimetro, non pi rivestiti di cartilagine. Abbiamo poi i bronchioli terminali e i bronchioli respiratori, che finiscono con gli alveoli. I polmoni si trovano nella gabbia toracica, nelle logge pleuropolmonari, che lo dividono dal cuore, e poggiano sul diaframma. Delimitano lateralmente il mediastino e anteriormente e posteriormente sono addossati alla gabbia toracica. La faccia addossata alle coste detta costale. I polmoni non sono organi pari e simmetrici, poich il sinistro pi piccolo. Ogni polmone suddiviso in lobi: il sinistro in due (superiore ed inferiore), il destro in tre (superiore, medio ed inferiore). I lobi sono divisi da scissure che si approfondano allinterno. Ogni polmone avvolto da una tonaca sierosa, la pleura, che si approfonda anche nelle scissure. Possiamo distinguere due foglietti. La pleura viscerale a contatto con lorgano, la parietale addossata al diaframma. Fra i due foglietti presente una camera con il liquido pleurico, che lubrifica le superfici per evitare sfregamenti. I rami di vene e arterie seguono lalbero bronchiale. Sulla faccia mediastinica i polmoni presentano dei rilievi dati dagli organi interposti. Lilo ben visibile. Sul polmone sinistro si pu osservare la fossa cardiaca, data dallimpronta del cuore. Posteriormente alla fossa cardiaca si vede un tratto dellaorta discendente. Oltre a essere suddivisi in lobi, i polmoni si suddividono in segmenti broncopolmonari. Ogni bronco terziario ha una precisare area di competenza, cio un segmento broncopolmonare. Si pu poi parlare di lobuli, segmenti indipendenti non identificabili dallesterno, ognuno con un proprio bronchiolo terminale. In ogni lobulo abbiamo unarteria bronchiale, rami della vena polmonare e un bronchiolo. Dai bronchioli respiratori si aprono le sacche alveolari. Larteria bronchiale nutre queste strutture, mentre larteria polmonare trasporta sangue povero di O per effettuare scambio di gas a livello della sacca alveolare. Si dipartono poi le vene polmonari che portano sangue ricche di O allatrio sinistro. I bronchioli respiratori possiedono alcune cellule muscolari lisce che li mantengono pervi. Le pareti delle sacche alveolari e dei capillari sono molto ridotte per facilitare gli scambi. Le

sacche sono formate da un monostrato di cellule piatte, e fra una cellula e laltra troviamo i capillari. Le pareti sono formate da pneumociti di tipo I, cellule sottili con poco citoplasma, i cui organelli sporgono verso il lume. I pneumociti di tipo II sporgono notevolmente verso il lume, dove riversano numerosi granuli di secreto. Il secreto, detto surfactante, un tensioattivo che mantiene dilatato il lume. Gli eritrociti procedono lentamente e con difficolt nei capillari, in modo tale da effettuare gli scambi gassosi. Progressivamente nelladulto i polmoni diventano grigiastri per laccumulo di particolato e detriti.

LAPPARATO DIGERENTE Lapparato digerente permette lingestione di alimenti, lassimilazione di sostanze utili e leliminazione di sostanze inutili. formato da pi strutture: la cavit orale, nella testa, lesofago, nella gabbia toracica, e le restanti parti nella cavit addominale. Si riconoscono circa nove regioni nella cavit addominale. In altro a destra abbiamo lipocondrio destro, mentre dalla parte opposta abbiamo l ipocondrio sinistro. Entrambi sono delimitati superiormente dal diaframma. Tra gli ipicondri troviamo lepigastrio, una regione mediana. Lo stomaco occupa lipocondrio sinistro e parte dellepigastrio. Il fegato occupa lipocondrio destro ed epigastrio. Al di sotto troviamo le regioni lombari destra e sinistra, dette anche fianchi. Inferiormente, troviamo le regioni inguinali destra e sinistra. Tra i fianchi troviamo il mesogastrio, e tra le regioni inguinali lipogastrio. Inizialmente, nellembrione, fino al 25 giorno, lapparato digerente corrisponde ad un semplice tubo. Da questo tubo si originano le gemme bronchiali e altri organi annessi allapparato digerente. A quattro settimane il tubo digerente sospeso nella cavit celomatica tramite i mesenteri, fasci di tessuto connettivo, uno dorsale ed uno ventrale. La cavit celomatica corrisponder poi alla cavit peritoneale. La cavit peritoneale ricoperta da una sierosa viscerale ed una parietale. Il tubo digerente occuper poi tutto lo spazio; i mesenteri saranno poi presenti fra le pieghe del peritoneo. Lapparato digerente un organo cavo, formato interamente da tonaca mucosa, al di sotto della quale si trova la sottomucosa, una tonaca muscolare composta da pi strati sovrapposti ed una tonaca sierosa, detta peritoneo viscerale. Nei mesenteri decorrono i grossi vasi della circolazione, che viaggiano paralleli allasse lungo, per poi approfondarsi. Lapparato digerente inizia con la cavit orale. La bocca divisa in vestibolo e cavit orale propriamente detta. Il vestibolo delimitato da guance, labbra e arcate dentarie. Nel vestibolo arrivano i dotti escretori di alcune ghiandole. La cavit orale delimitata dalle arcate dentarie, dal palato duro e dal palato molle. Inferiormente abbiamo muscoli, e posteriormente listmo delle fauci, che si immette nella faringe. La lingua un organo muscolare mobile, con uno scheletro fibroso a cui si ancorano numerosi muscoli. Possiede un corpo, un apice pi esterno ed una base mobile. La lingua ha numerose funzioni: larticolazione delle parole, limpastaggio del bolo alimentare e la spinta del bolo nella faringe. Sulla superficie sono presenti gli organi del tatto e del gusto. A livello del frenulo della bocca presente una ricca vascolarizzazione. Nello spessore sono presenti aggregati di tessuto linfoide (MALT). Le papille sono di diverse tipologie: le pi caratteristiche sono le circumvallate, presenti perlopi sulla base. Nella profondit sono presenti i calici gustativi, dove si trovano cellule sensoriali a cui giungono fibre nervose. La saliva convoglia il cibo alle

papille. Nello spessore della lingua sono presenti inoltre ghiandole sierose e mucose. Alla base presente la tonsilla linguale. Nella cavit orale sono inoltre presenti ghiandole salivari intramurali, oltre alle extramurali, come sono le parotidi, le sottomandibolari e le sottolinguali, tutte ghiandole pari e simmetriche. La ghiandola parotide, di tipo sieroso, vicina al muscolo sternocleidomastoideo; ha un unico dotto, che attraversa il buccinatore e sbuca a livello del secondo molare. Le sottomandibolari sono ghiandole miste, perlopi mucose. Il cibo viene triturato dai denti e impastato con la saliva, che, a seconda degli alimenti, pi ricca di siero o di muco. In generale, la saliva contiene lisozima e immunoglobuline, perlopi di tipo A. Il bolo poi veicolato nella faringe. La faringe presenta tre porzioni. La pi craniale a contatto con le coane, ed la rinofaringe. Lorofaringe a contatto con listmo delle fauci. La porzioni pi caudale, pi vicina alla laringe, la laringofaringe. Lorofaringe permette il passaggio di aria e cibo. A livello della laringofaringe troviamo lepiglottide. Nella faringe troviamo le tonsille (faringee, tubariche, linguali e palatine), costituite da aggregati di tessuto linfoide. Lesofago la porzione tubulare che attraversa la cavit toracica, e si trova nel mediastino anteriore. Ha una lunghezza di 20-24 cm. Permette al bolo alimentare di raggiungere le vie digerenti. Si pu suddividere in pi porzioni: il tratto cervicale, il tratto toracico e il tratto addominale. Il tratto addominale suddiviso a sua volta in sovraaortico e sottoaortico. Il primo dellesofago tratto presenta anteriormente la trachea. Posteriormente addossato alla colonna vertebrale, finch non si interpone laorta discendente. La mucosa si solleva in pieghe, e il lume stellato, chiuso finch non transita il bolo. Lepitelio pavimentoso pluristratificato, senza funzione di secrezione, con presenza di ghiandole mucose. La sottomucosa presenta uno strato di cellule muscolari lisce, la muscolaris mucosae. Sono poi presenti le ghiandole mucose i cui dotti sfociano nellepitelio. La tonaca muscolare organizzata in strati: il longitudinale esterno e il circolare interno. Segue infine la tonaca avventizia. La prima porzione della muscolatura dellesofago muscolatura striata volontaria, come la faringe, e poi diventa liscia. Questo perch la deglutizione un atto volontario. Tra gli strati longitudinali longitudinale e circolare troviamo il plesso nervoso di Auerbach. Nella sierosa troviamo invece il plesso nervoso di Meissner. Questi due plessi formano il sistema nervoso enterico, e determinano la contrazione della muscolatura, secondo movimenti di peristalsi, dati dalla contrazione alternata delle fibre longitudinali e circolari. Il sistema nervoso enterico fa parte del sistema nervoso autonomo. Il bolo dallesofago si immette poi nello stomaco. Nelle prime fasi embrionali lo stomaco si sviluppa a livello centrale, tenuto in sede dai mesenteri. Nello spessore del mesentere anteriore si sviluppa poi il fegato; lo stomaco quindi si sposta e ruota il suo asse principale verso sinistra. Lo stomaco poi si dilata, e assume la sua funzione di digestione. Lo stomaco un organo cavo, con tonache sovrapposte. La tonaca muscolare formata da tre strati: a contatto con la mucosa troviamo lo strato obliquo, e poi lo strato longitudinale e lo strato circolare. Lo stomaco chiuso da due valvole: il cardias, che lo divide dallesofago, e lo sfintere pilorico, che lo distingue dallintestino. Il cardias solo un restringimento, e quindi una valvola imperfetta. Lo stomaco nel vivente prende forme particolari. suddiviso in regioni: la regione cardiale, vicino allapice del cuore, ma separati dal diaframma,

il fondo delle stomaco, il corpo e la regione pilorica. Quando lo stomaco vuoto la mucosa sollevata in pieghe. Lo stomaco presenta due curvature caratteristiche, che si formano durante la rotazione a livello embrionale. Tra le pieghe della mucosa troviamo delle fossette, dove sbuca il dotto delle ghiandole gastriche, di tipo tubulare semplice. Lepitelio dello stomaco un monostrato di cellule mucose. Nelle ghiandole gastriche troviamo le cellule principali, le parietali e le enterocromoaffini. Le cellule principali, anche dette zimogeniche, producono il fattore intrinseco, H e Cl, con formazione di HCl. Tra le enterocromoaffini troviamo le cellule endocrine. HCl abbassa il pH a un valore compreso tra 2 e 3. Il muco crea quindi un film che protegge le pareti dallacido. Le cellule della mucosa sono comunque rinnovate frequentemente. Il pepsinogeno attivato a pepsina dal pH acido e scinde i legami peptidici. Il contenuto dello stomaco transita poi nellintestino, che occupa tutte le regioni della cavit addominale. Anche lintestino si suddivide in pi porzioni. L intestino tenue va dal piloro alla valvola ileociecale, ed lungo circa sei metri. In questo tratto inizia lassorbimento e continua la digestione. Si possono distinguere ancora due regioni: lintestino amesenterico, fisso, (o duodeno), e l intestino mesenterico, mobile, diviso a sua volta in digiuno ed ileo. La porzione mesenteriale detta mobile poich in grado di modificare le sue anse. Il duodeno breve, lungo circa 20 cm, con una forma ad ansa che abbraccia il pancreas. caratterizzato da rilievi detti pliche circolari o valvole conniventi. Gli strati muscolari sono due. Nella sottomucosa, soprattutto nel primo tratto, si trovano delle ghiandole mucose, le ghiandole del Brunner. La mucosa ha funzione di assorbimento e secrezione di muco. Nel duodeno abbiamo i dotti escretori di pancreas e fegato, che sboccano a livello della papilla duodenale maggiore (o papilla di Vater) e della papilla minore, che in alcuni individui pu mancare. Nel digiuno le valvole conniventi sono pi evidenti, e aumentano la superficie assorbente. Nellileo diminuiscono fino a scomparire. Sulla mucosa si notano le placche di Peyer (MALT). Le pliche circolari sono formate dalla sovrapposizione di villi intestinali. Ciascun villo caratterizzato da un monostrato di enterociti. Ogni enterocita rivestito da microvilli. Qui avviene la digestione superficiale, senza una vera e propria escrezione. Ogni villo ha uno scheletro portante, con una venula, unarteriola e vasi linfatici. I vasi venosi trasferiscono poi il sangue al fegato. Il materiale lipidico riversato invece nei vasi linfatici e poi nella circolazione. Lintestino crasso breve, lungo circa due metri, e si dispone sulle pareti laterali della cavit addominale. Qui continuano i processi di assorbimento, soprattutto nellultimo tratto, dove si riassorbe molta acqua. Lintestino crasso suddiviso in cieco, colon e retto. Il cieco origina nella regione iliaca destra, sale lungo il fianco (colon ascendente), e va sotto il fegato, dove tramite la flessura colica destra, gira a sinistra per poi effettuare la flessura colica sinistra (colon trasverso), per poi scendere lungo il fianco (colon discendente) fino al colon sigmoideo, e poi di nuovo a destra. Lungo lintestino crasso sono evidenti delle tasche, le haustra coli. Lo strato muscolare circolare completo, mentre il longitudinale costituito da tre nastri, dette tenie coliche, che fanno arricciare gli strati circolari. Lintestino cieco comunica col tenue tramite la valvola ileociecale, una valvola perfetta. Il cieco presenta unespansione, lappendice, che contiene aggregati di tessuto linfoide. Nel cieco continua la peristalsi, e viene riassorbita acqua, perci avviene la solidificazione delle feci. Nel retto si riconoscono lampolla rettale e il canale anale. La muscolatura presenta due sfinteri: lo sfintere anale superiore, costituito da muscolatura liscia, e lo sfintere anale

inferiore, di muscolatura striata. Il cieco presenta delle fossette, dove sono presenti i dotti delle ghiandole. A livello superficiale abbiamo cellule mucose e cellule che assorbono acqua. Nellintestino abbiamo fegato e pancreas, due ghiandole extramurali. Il fegato lorgano pi grosso. Superiormente, presenta due suddivisioni: il lobo destro, pi ampio, e il lobo sinistro. I due lobi sono suddivisi da un legamento ancorato al diaframma, la cui porzione pi libera e il legamento rotondo, residuo dellarteria ombelicale. Sul lobo destro, inferiormente, visibile la colecisti. Sulla faccia viscerale sono visibili due solchi sagittali, sinistro e destro, il solco trasverso. Il solco sagittale destro divide il lobo destro dal lobo caudato e dal lobo quadrato. Il solco trasverso occupato dallilo, dove passano larteria epatica e la vena porta, che veicola il sangue proveniente dallintestino, e i dotti biliari, destro e sinistro. Lungo il solco sagittale destro addossata la colecisti e la vena cava inferiore. Il sangue che circola nel fegato fuoriesce posteriormente dalle vene epatiche, che si immettono nella vena cava. Le cellule del fegato sono gli epatociti, disposti a formare cordoni cellulari, con aspetto a raggiera. Nei lobi si osserva un aspetto a lobuli, determinati da connettivo. Questa trama di connettivo nelluomo non ben identificabile. Tra un cordone e laltro si trovano capillari sanguigni sinusoidali. Lungo la superficie degli epatociti si osservano dei canali. Due epatociti sovrapposti vanno ad unire i canali formando i tubi in cui riversata la bile, la cui funzione lemulsione dei grassi. Al centro di ogni lobulo presente una cavit, dove si trova la vena centrolobulare. Negli angoli dei lobuli si trovano invece tre vasi, che costituiscono la triade portale: di questi uno un ramo della vena porta, uno un dotto biliare e uno un ramo dellarteria epatica. Dai rami dellarteria e della vena porta si formano capillari sinusoidi che si mescolano e si dispongono a raggiera per raggiungere la vena centrolobulare, formano la rete mirabile venosa. Gli epatociti recuperano sostanze nutritizie da trasformare dalla vena porta. I canalicoli biliari vanno a confluire in vasi pi grossi, per poi arrivare ai dotti biliari. Non si comunque tuttora convinti che questa sia la reale organizzazione del fegato. Il fegato una ghiandola esocrina e il suo compito secernere la bile. I dotti biliari vanno poi a confluire nei dotti epatici destro e sinistro, che poi si uniscono in un unico dotto epatico, che incontra poi il dotto cistico e insieme formano il dotto coledoco, che arriva fino al duodeno, alla papilla duodenale maggiore, insieme al dotto di Wirsung. Qui si ha lostruzione delle sfintere di Oddi. La bile scende fino al coledoco, trova lo sfintere di Oddi e risale fino al dotto colecistico, per poi accumularsi nella cistifellea, un organo cavo. La mucosa interna delle cistifellea forma delle cripte. La mucosa in grado di distendersi. caratterizzato da uno strato monocellulare con microvilli, che forma una struttura assorbente, in grado di prelevare acqua e concentrare la bile. Il pancreas una ghiandola mista, prevalentemente esocrina, di tipo tubulo-acinosa composta, con degli aggregati di cellule endocrine, gli isolotti di Langerhans. Si trova posteriormente allo stomaco, ed un organo retroperitoneale. La porzione pi grossa, la testa, abbraccia la curvatura del duodeno. Seguono il corpo e la coda, che termina vicino allilo della milza. Il dotto principale, il dotto di Wirsung, attraversa tutto il pancreas. La papilla duodenale minore corrisponde ad un dotto accessorio del pancreas, e non tutti gli individui la possiedono. In questa ghiandola si produce il succo pancreatico. I dotti di secrezione arrivano tutti al dotto principale. Il succo pancreatico composto da acqua ed enzimi. Gli enzimi sono prodotti in forma inattiva.

Le cellule dei tubuli sono responsabili della produzione di NaCO. Le cellule endocrine del duodeno producono secretina, che stimola la produzione di enzimi pancreatici, e la colecistochinina-pancreazima, che stimola la contrazione muscolare della cistifellea e la produzione di enzimi. Il contenuto del pancreas riversato poi nella bile. NaCO rende il pH basico consentendo agli enzimi di attivarsi.

LAPPARATO URINARIO Lapparato urinario responsabile delleliminazione delle sostanze di rifiuto e di rifiuto e del mantenimento dellomeostasi dellacqua. Si distinguono organi (i reni) e vie urinarie (ureteri, vescica e uretra). a livello dellapparato urinario la produzione di ormoni come la renina, per la regolazione della pressione arteriosa e altri che agiscono sul midollo osseo. I reni sono organi retroperitoneali, poich il peritoneo sieroso anteriore ai reni. Si tratta di organi pieni, rivestiti dalla capsula renale, ricoperta dalla capsula adiposa, un rivestimento di lipidi, e da lamine di tessuto sieroso, le fasce renali. Le fasce renali, anteriore e posteriore, si originano dal peritoneo parietale. I rivestimenti hanno la funzione di mantenere in sede il rene. Solo la porzione inferiore rimane scoperta. I reni si trovano fra la dodicesima vertebra toracica e la quinta vertebra lombare. Il rene destro leggermente pi basso per la presenza del fegato. I reni si trovano lateralmente ai grossi vasi della circolazione. Ognuno di essi pesa circa 150 g e sono lunghi circa 10 cm. Hanno una forma ad ovoide e presentano un margine convesso ed uno concavo. Ai poli superiori presentano delle ghiandole surreni. Il parenchima del rene organizzato in due sezioni: a contatto con la capsula si ha la corticale del rene, pi in profondit si hanno le piramidi, che costituiscono la midollare. Lapice delle piramidi rivolto verso lilo. La corticale penetra fra le piramidi, formando le colonne renali. Nelladulto il rene ha una superficie liscia, nel neonato si presenta a lobi, che con lo sviluppo scompaiono. I lobi hanno una corrispondenza interna, dove si identificano con una piramide e la corticale che la circonda. La piramide in realt presenta sulle pareti delle strutture, i raggi midollari, che sporgono nella corticale ed arrivano quasi alla capsula. Il lobo si suddivide quindi in lobuli. Il lobulo dato da un raggio midollare e dalla corticale limitrofa. La corticale ha quindi un aspetto convoluto. Si arriva poi al nefrone, lunit funzionale del rene. formato da una componente corpuscolare e da una tubulare. La componente corpuscolare nella corticale, quella tubulare perlopi nella midollare. La porzione corpuscolare formata da due parti: il glomerulo vascolare, un agglomerato di capillari che formano una rete mirabile arteriosa, con unarteriola afferente ed una efferente, e dalla capsula di Bowman, formata da una doppia parete, il foglietto viscerale, costituito da podociti, e il foglietto parietale, formato da cellule pavimentose semplici che si continuano nella porzione tubulare. Il glomerulo il responsabile della filtrazione. Qui si formano 150 l/die di preurina. Le arteriole entrano ed escono dal polo vascolare. Dal corpo cellulare dei podociti si originano numerosi processi che vanno ad abbracciare i capillari. Si creano cos una membrana che filtra. La membrana di filtrazione formata dallendotelio, dalla membrana basale e dai processi dei podociti. Attraverso questa membrana passano acqua, ioni, sostanze di rifiuto, acidi grassi, aminoacidi, zuccheri, metaboliti. Nel restante nefrone avviene il riassorbimento, La prima porzione detta tubulo contorto prossimale e si porta verso la midollare, dove assume un aspetto pi

rettilineo, per poi formare lansa di Henle. Lansa formata da una porzione discendente e una ascendente. Il tubulo si riporta nella corticale, di nuovo in modo convoluto, formando il tubulo contorto distale, che si immette nei dotti collettori, pi grossi, che si riportano nella midollare per poi buttarsi nei dotti papillari. Lapice della piramide la papilla renale, ed ha numerosi forellini, sbocco dei dotti papillari. Nel tubulo contorto prossimale troviamo le cellule cubiche. Sulla superficie allinterno del lume abbiamo dei microvilli. In questo tratto riassorbita lacqua e sostanze utili. Si ottiene quindi lurina definitiva. Nella porzione rettilinea riassorbita acqua e ioni (Na e Cl). Le pareti non hanno pi microvilli, e lacqua riassorbita nei tratti pi sottili dellansa di Henle. Nel tratto ascendente sono riassorbiti solo Na e Cl. Avviene quindi il riassorbimento controcorrente dellacqua. Nel tubulo contorto distale lepitelio cubico non ha pi microvilli, ma si ha secrezione e riassorbimento. I dotti collettori hanno un epitelio colonnare. Lurina solo trasportata e lacqua riassorbita solo per azione della vasopressina (ADH), che concentra lurina. L apparato iuxtaglomerulare, una porzione del nefrone localizzata nel polo superiore, addetto alla produzione di ormoni. Si tratta di cellule del tubulo contorto distale, pi piccole e con poco citoplasma, che costituiscono la macula densa. Le cellule muscolari lisce vicino alla capsula di Bowman sono sostituite dalle cellule iuxtaglomerulari. Abbiamo poi le cellule del mesangio. Queste cellule possono rintracciare variazioni delle concentrazioni di elettroliti. Le cellule del mesangio agiscono sulle cellule iuxtaglomerulari che producono renina. La renina va in circolo ed ha azione indiretta, agendo sullangiotensinogeno inattivo prodotto dal fegato. Con la scissione di un legame peptidico diventa angiotensina I: quando questa nei polmoni trova un peptide e diventa angiotensina II, torna nei reni e induce la contrazione delle pareti delle arteriole, diminuisce il lume e aumenta la pressione. Nellapparato iuxtaglomerulare si produce anche leritropoietina, che stimola il midollo a produrre pi globuli rossi, aumentando la pressione. I reni ricevono sangue dallaorta addominale tramite le arterie renali, che entrano dallilo. Larteria renale si suddivide in arterie segmentali, che si portano nei lobi attraverso le colonne, dando le arterie interlobali. Si portano poi allinterno del rene, alla base delle piramidi, formando le arterie arcuate, da cui si formano pi rami: alcuni, le arterie interlobulari, vanno nella corticale, altri, le arterie rette, vanno nella midollare con andamento rettilineo. Dalle arterie interlobulari si formano le arterie afferenti del glomerulo. Larteriola efferente forma fra tubuli e glomeruli dei capillari continui, presenti in tutto il parenchima corticale. Anche a livello delle piramidi si formano dei capillari. Tutto questo sistema responsabile del recupero dellacqua. Il percorso venoso ha la stessa organizzazione, per poi immettersi nella vena cava inferiore. Le vie urinarie sono caratterizzate da organi cavi. La mucosa di questi organi detta urotelio, un epitelio di transizione in grado di modificare il suo aspetto a seconda del grado di distensione. Lurotelio composto da cellule a clava, a contatto con la lamina basale, e da cellule a ombrello, spesso binucleate, con giunzioni molto strette e secernenti muco, che protegge le pareti dallacidit dellurina. Se la vescica vuota la mucosa contratta. Se la vescica dilatata le cellule a clava si appiattiscono, e le cellule a ombrello si dilatano; in questo modo lepitelio sembra formato da meno strati. Le vie urinarie iniziano con le pelvi renali, dei condotti presenti allinterno dei reni, dette anche bacinetto renale. una struttura ad imbuto, che si forma per la confluenza di pi calici. I calici minori circondano lapice delle piramidi. I calici minori convergono nei calici maggiori. C un enorme variabilit nella formazione dei calici e

delle pelvi. La pelvi renale raccoglie lurina e la immette negli ureteri. Gli ureteri sono pari e simmetrici, retro peritoneali. Essi raggiungono il bacino e terminano posteriormente alla vescica. Sono organi cavi, dove la tonaca mucosa costituita dallurotelio, la tonaca muscolare da fasci longitudinale e circolari e la tonaca avventizia da connettivo fibroso. La mucosa sollevata in pieghe ed il lume non sempre pervio. La vescica un organo cavo sottoperitoneale, rivestito di urotelio, che impedisce allacqua degli interstizi di entrare e protegge dallacidit. Quando la vescica vuota sono presenti delle pieghe, tranne nella zona del trigono vescicale, formata dai punti di sbocco di ureteri ed uretra, dove sono sempre presenti. La tonaca muscolare composta da tre strati. La vescica in grado di modificare la propria forma per laccumulo di liquidi. Quando completamente vuota si adagia sul pube e la faccia superiore ha un aspetto concavo. Quando piena si solleva e si sposta sulla parte superiore del bacino. La posizione cambia a seconda del sesso. Nelluomo posteriore alla sinfisi pubica e anteriore al retto; nella donna tra sinfisi pubica e utero. Dalla vescica si origina l uretra, un dotto impari mediano. Nella donna breve e nellultimo tratto lurotelio sostituito da epitelio pavimentoso monostratificato. Nelluomo lungo ed diviso in tre tratti: luretra prostatica, che attraversa la prostata, luretra membranosa, che attraversa il perineo, e luretra peniena, in comune con le vie genitali. Nei vari tratti cambia la composizione della tonaca mucosa.

LAPPARATO GENITALE Si riconoscono organi detti gonadi, responsabili della produzione dei gameti. Le gonadi sono i testicoli e le ovaie. Si hanno poi le vie genitali che permettono il passaggio dei gameti. Sono comprese poi le ghiandole e i genitali esterni. I gameti hanno un corredo cromosomico aploide: lunione dei gameti porta alla formazione dello zigote. Nelle gonadi sono prodotti ormoni sessuali endocrini che agiscono sullo sviluppo dei gameti e sul mantenimento delle caratteristiche sessuali. Si tratta di un apparato dimorfico, nonostante i due apparati originino da abbozzi indifferenziati comuni. Lo sviluppo poi determinato dal corredo cromosomico. A livello embrionale, allincirca al 21 giorno, nelle pareti del sacco vitellino, si formano cellule germinali primordiali. Queste cellule, verso la sesta settimana, migrano alla cresta genitale, lungo il mesentere dorsale. Se lassetto cromosomico XY, le creste si differenziano nella regione centrale, se XX si differenziano nelle regioni corticali. Contemporaneamente, si vengono a formare dei tubuli che collegano le creste alle restante porzioni. Si formano cos dei dotti: il dotto di Wolff, pi aderente alle gonadi e il dotto di Mller, pi laterale. Entrambi i dotti terminano nella cloaca, in cui arrivano allo stesso tempo le urinarie e le vie digerenti. Nella femmina il dotto di Wolff regredisce, mentre nel maschio si atrofizza il dotto di Mller. Nel dotto di Wolff si formeranno dei diverticoli che daranno origine alle vescichette seminali. Anche i genitali esterni si formano da abbozzi indifferenziati: il tubercolo, le pieghe e i cerchi genitali. Le pieghe genitali delimitano il seno urogenitale. Nel maschio dal tubercolo si former il corpo cavernoso, dalle pieghe il glande e il tessuto spugnoso e dai cercini lo scroto. Nella femmina dal tubercolo si ha il clitoride, un organo con capacit erettili, dalle pieghe le piccole labbra e dai cercini le grandi labbra.

Nellapparato maschile le vie genitali sono anche dette vie spermatiche e ad esse sono annesse delle ghiandole. Pene e scroto sono i genitali esterni. Le gonadi, al contrario della femmina, non rimangono nella cavit pelvica me sono accolte in un diverticolo cutaneo, lo scroto (o borsa scrotale). Vengono cos accolte allinterno del peritoneo. La discesa del testicolo avviene pi o meno alla nascita. Se non discendono sono inattivi, poich la temperatura troppo alta per lo sviluppo degli spermatozoi. La comunicazione fra scroto e peritoneo poi scompare. Nella discesa, il testicolo si porta con s anche della muscolatura. Lunico punto di passaggio sono le vie spermatiche e i vasi sanguigni e linfatici. Nella sacca spermatica si riconosce il funicolo spermatico, in cui passano vasi, nervi Il funicolo avvolto dal muscolo cremastere. Il testicolo ha forma ovoidale, e sul polo superiore, posteriormente, si ha l epididimo, linizio delle vie genitali. Dopo lemergenza, lepididimo aderente alla faccia posteriore del testicolo. Il canale deferente lascia poi lo scroto. Un setto intermedio divide i due testicoli. Ogni testicolo avvolto da pi tessuti: la cute, le fasce spermatiche e la tonaca vaginale, derivante dal peritoneo, che avvolge tutto tranne un tratto posteriore detto mediastino del testicolo, formata da un foglietto parietale e da un foglietto viscerale. Segue poi una capsula di connettivo detta tonaca albuginea, che si dirige verso lorgano tramite setti di connettivo che aree dette logge testicolari. Le logge testicolari sono occupate dal parenchima testicolare, dato dai tubuli seminiferi contorti, degli organi cavi il cui strato pi esterno costituito da tessuto fibroso frammisto a muscolatura liscia. I tubuli lasciano la loggia con le due estremit, andando verso il mediastino del testicolo. I tubuli sono immersi nello stroma, formato da cellule con funzione endocrina. Le cellule di Leydig producono testosterone per la maturazione dei gameti, che si trovano nei tubuli in vari stadi di maturazione. Le cellule del Sertoli producono altri ormoni, tra cui linibina, che per feedback negativo inibisce ormoni che agiscono sulle cellule del Sertoli stesse. Le cellule del Sertoli attraversano tutta la parete del lume, mantenendo contatti con le cellule germinali e permettendone la maturazione. I tubuli che fuoriescono dalle logge formano la rete testis, da cui si formano condotti che lasciano il testicolo. Questi dotti vanno a formare il primo tratto dellepididimo, la testa. Alla testa segue il corpo e infine la coda. Nellepididimo presente un unico dotto, formato da vari ripiegamenti. Qui gli spermatozoi subiscono il processo di capacitazione. Dopo la coda si ha il canale deferente, che torna nella cavit pelvica. I canali deferenti si portano posteriormente alla vescica, incrociandosi con gli ureteri e allargandosi, andando a formare lampolla. Il contenuto delle vescichette seminali riversato nelluretra prostatica. Le vescichette seminali sono in grado di produrre un secreto, contenente fruttosio e prostaglandine, che permette il movimento degli spermatozoi e li nutre. La prostata posta inferiormente e posteriormente alla vescica. una ghiandola di tipo tubulo-alveolare. Riceve le ampolle deferenziali e le vescichette, e ne riversa il prodotto nelluretra. Inferiormente alla prostata si trovano le ghiandole bulbouretrali, che producono un secreto che alza il pH nella vescica. Nellapparato femminile le vie genitali sono le tube, lutero e la vagina. Sono poi annesse le ghiandole vestibolari. Le gonadi rimangono nella cavit pelvica. Posteriormente allutero si ha il retto. Lutero, le tube e le ovaie sono collegate da legamenti. Il legamento largo si diparte dalle pareti laterali dellutero e avvolge le ovaie per arrivare alle pareti del bacino. Il legamento mesovaio lega le ovaie allutero; infine il legamento utero-ovario tiene insieme lutero e lovaio. Il peritoneo aderisce solo alla fascia superiore dellutero (perimetrio). Il parametrio composto da

legamenti. Tra utero e retto si forma il cavo di Douglas, che per non si approfonda nel peritoneo. Le ovaie sono organi pieni. Si riconosce una capsula esterna, la tonaca albuginea. Allinterno si divide in corticale e midollare. Nella corticale si hanno le cellule germinali. La midollare in continuazione con un ilo in cui arrivano i vasi. Nella corticale vengono prodotti ormoni. A livello superficiale si riconoscono i follicoli primordiali; si hanno poi follicoli primari, secondari e follicoli di Graaf. Il follicolo primordiale il solo ovocita. Gli altri si rivestono di strati concentrici di cellule, che costituiscono la granulosa del follicolo. La granulosa viene poi avvolta da teche. Le cellule a contatto con lovocita producono estrogeni, le cellule tecali producono testosterone. Pi follicoli vanno incontro a maturazione, ma si ha un solo follicolo maturo che va incontro a ovulazione. Con lo sviluppo, le cellule della granulosa si allontanano, formando lacune che si riempiono di liquido. A maturazione, le lacune formano lantro. Il follicolo si sposta in superficie, e la pressione dellutero spinge lovocita fuori dalla tonaca albuginea. Rimane cos il corpo luteo, in grado di produrre progesterone, che permette leventuale annidamento dello zigote. Se non si ha fecondazione, il corpo luteo va via via scomparendo o rimanendo come struttura atrofica, detta corpo albicante. Tra gonadi e vie genitali il contatto minimo. Lovaio discostato dalle tube, caratterizzate da appendici libere dette fimbrie. Solo la fimbria ovarica a contatto con lovaio. Le tube sono organi cavi, caratterizzate da pieghe longitudinali. Le pieghe della mucosa presentano un epitelio con ciglia vibratili, con la duplice funzione di far spostare in un senso lovocita e gli spermatozoi nellaltro. Lutero un organo cavo impari mediano. In sezione frontale si riconosce una porzione superiore, il fondo, ed il corpo e il collo dellutero, che si continua con la vagina. caratterizzato da un abbondante strato di muscolatura liscia ed il lume sottile. Solo in caso di parto il lume rimane pi ampio. La parete formata da pi tonache: lendometrio, il miometrio e il perimetrio. Miometrio e perimetrio sono bersaglio di ormoni. Il miometrio in caso di gravidanza pu aumentare le sue dimensioni. Lendometrio formato da una mucosa basale, a contatto col miometrio, e dalla mucosa funzionale, contenente numerose ghiandole. Lendometrio varia la sua conformazione in base al ciclo uterino (o mestruale). Il ciclo uterino dura circa 28 giorni, ed il giorno 1 quello in cui lendometrio si sfalda. Le arterie decorrono lungo le pareti, e i rami dellarteria uterina si approfondano nel miometrio, andando a formare le arterie radiali. Abbiamo poi le arterie arcuate, che approfondano nella muscolatura liscia e arrivano nellendometrio. Le arterie rette arrivano fino al lume con rami convoluti, dette arterie spirali. La maturazione del follicolo data dagli estrogeni; inoltre gli estrogeni consentono alla mucosa di proliferare. Al 14 giorno gli estrogeni hanno un picco e lovocita viene espulso. Il corpo luteo produce poi progesterone, che fa aumentare lo spessore dello sviluppo della mucosa e lattivit delle ghiandole, che producono glicogeno riversato poi nel lume. Se c fecondazione rimane il corpo luteo gravidico, che produce progesterone. Se non c, lovocita degradato nelle tube ed il progesterone diminuisce, originando interruzioni nella circolazione. Le arterie spirali si ostruiscono, con fasi di ischemia. I tessuti quindi si sfaldano e la mucosa funzionale si sfalda. La fecondazione avviene nelle tube. Le contrazioni muscolari e le ciglia spostano lo zigote nellutero. Durante il transito inizia la divisione cellulare. Di solito limpianto avviene nel corpo e nel fondo. In casi anomali lo zigote si impianta nelle tube, nel colo dellutero, sulla superficie dellovaia, nelle anse intestinali o nella tubo controlaterale. Questi impianti per non vanno a buon fine.

IL SISTEMA ENDOCRINO quellapparato che, insieme al sistema nervoso, regola le attivit dellorganismo. Le azioni del sistema nervoso per sono rapide, a breve termine. Il sistema endocrino invece utilizza gli ormoni, che hanno effetto a lunga distanza, a medio e lungo termine. Gli ormoni permettono la comunicazione fra cellule. Il messaggero pu stimolare la cellula stessa che lha prodotto (comunicazione autocrina) o le cellule vicine (comunicazione paracrina). Nel sistema nervoso il messaggero sospinto nellassone, stimolando una precisa cellula (comunicazione neurocrina). Se invece, lormone finisce nella circolazione, si ha comunicazione endocrina. Gli ormoni si classificano in: Ormoni steroidei, derivati dal colesterolo (sono un esempio gli ormoni sessuali); Ormoni non steroidei, di solito di tipo proteico, come linsulina e la prolattina, o costituiti da glicoproteine, come FSH ed LH, da peptidi, come la vasopressina e lossitocina o ancora da aminoacidi modificati, come ladrenalina e la tiroxina.

Gli ormoni agiscono a basse concentrazioni. Si tratta di molecole selettive, che hanno come bersagli sono cellule con recettori idonei. I recettori possono essere sulla membrana (canali o proteine transmembrana) o nel citoplasma. I canali legano lormone, che permette lapertura del canale. Le proteine transmembrana invece legano lormone stimolando le proteine G intracitoplasmatiche. I recettori (citoplasmatici o nucleari) sono poi veicolati nel nucleo per agire sul DNA. Gli organi preposti possono avere origine diversa, dal mesenchima (per quanto riguarda le cellule endocrine disseminate in un organo) o dallepitelio (vere e proprie ghiandole distinte). Nella testa abbiamo ipofisi ed epifisi; nel collo la tiroide e le paratiroidi, nelladdome surreni, pancreas, gonadi. Abbiamo poi una serie di cellule endocrine nella mucosa (sistema endocrino diffuso). Lipofisi alloggiata nella sella turcica dello sfenoide. collegata all ipotalamo. suddiviso in porzioni: una anteriore, l adenoipofisi, una posteriore, la neuroipofisi, una intermedia, poco sviluppata nelluomo ed una parte tuberale che la collega allipotalamo. Adenoipofisi e neuroipofisi hanno origine embriologica diversa. Prima che si formi la scatola cranica, dallencefalo si forma un processo che va verso la cavit orale, detto infundibulo. Dalla cavit orale si dorma unevaginazione, la tasca di Ratche. Linfundibolo e la tasca si avvicinano, e la tasca perde contatto con la cavit orale. La tasca abbraccia linfundibolo e si forma ladenoipofisi. Ladenoipofisi una ghiandola cordonale con tre tipi di cellule: (le cellule acidofile), (le cellule basofile) e le cellule cromofobe, ritenute forme inattive di e . Le cellule e producono una serie di ormoni, come lormone della crescita, lormone follicolostimolante (FSH) e lormone luteinizzante (LH). Le cellule sono localizzate in quasi tutto il parenchima. Le porzioni pi esterne producono lormone della crescita, le mediane lormone adrenocorticotropo (ACTH). Le cellule si trovano nella parte pi mediana e superiore e producono l ormone tireotropo (TSH). Le cellule disseminate producono FSH e LH. Gli ormoni delladenoipofisi vanno ad agire su altre ghiandole, per meccanismo di retrazione (o feedback). Anche lipotalamo va ad agire

sullipofisi. La neuroipofisi non una ghiandola endocrina vera e propria. Riceve le fibre nervose di cellule dellipotalamo, dai nuclei sovraottico e paraventricolare. Questi nuclei sono neurosecernenti e lormone viene trasportato lungo lassone. Questi due nuclei producono vasopressina (ADH) e ossitocina. Lipotalamo contiene altri nuclei, nella porzione preottica e nellipotalamo anteriore. Queste aree producono fattori di rilascio o fattori di inibizione. A livello dellipofisi si trova un circolo portale, che trasporta gli ormoni alladenoipofisi (circolo portale ipotalamo-ipofisario). I fattori di rilascio o inibizione agiscono sullipofisi, che regoler la produzione di ormoni. Lepifisi associata allepitalamo tramite un peduncolo. Nelluomo un organo rudimentale, che sembra derivi dallocchio parietale dei rettili. Produce melatonina secondo i ritmi circadiani, con un picco nella notte. Presenta una capsula esterna di connettivo, derivata dai sacchi della meninge. Allinterno abbiamo i pinealociti. Nel parenchima si trovano aggregati di calcare, soprattutto con lavanzare dellet. La melatonina va in circolo. Lipofisi e alcuni nuclei possiedono recettori per la melatonina, come anche il nervo ottico, la retina e le gonadi (si pensa quindi abbia effetti sulla riproduzione). La tiroide posta ventralmente ai primi anelli della laringe. un organo impari mediano. Si riconoscono due lobi, destro e sinistro, collegati da una porzione centrale. Ha unorganizzazione follicolare. Gli ormoni tiroidei sono la tetraiodiotireonina (o tiroxina o T4) e la triiodiotireoninina (T3), che vengono prodotti dalle cellule follicolari, cio i tireociti. La tiroide produce anche la calcitonina. I follicoli sono formati da un monostrato cellulare di tireociti. Fra un follicolo e laltro troviamo le cellule parafollicolari. I tireociti captano lo iodio nel sangue e lo legano alla tireoglobulina, prodotta dai tireociti e riversata nel lume, dove forma la colloide della tiroide. Quando riceve il segnale dallipofisi, la tireoglobulina riassorbita, vengono scissi alcuni legami e sono poi liberati T3 e T4. Si dice asse il rapporto diretto fra ipotalamo, ipofisi e tiroide. L ipotalamo produce TRH, un fattore di rilascio che stimola la produzione di TSH da parte dellipofisi. Viene cos stimolato il rilascio di T3 e T4, aumentando il metabolismo generico del corpo. Le cellule parafollicolari (o cellule chiare o cellule C) producono calcitonina, che riduce la concentrazione di calcio nel sangue, favorendone il deposito nelle ossa. Il meccanismo regolato dallantagonismo con le paratiroidi, quattro ghiandole posteriori alle tiroidi, ad organizzazione cordonale, che producono paratormone. Il paratormone recupera calcio dallurina in formazione o dai tessuti e la riversa nel sangue. Questo meccanismo non controllato dallipofisi. Le surreni producono ormoni steroidei ad azione nucleare. Si ipotizza che per questi ormoni esistano anche recettori di membrana con effetti pi rapidi, tramite attivazione di proteine G. Le surreni sono ghiandole peritoneali, poste sul polo superiore del rene. Ricevono tre arterie surrenali dallaorta addominale. Si evidenziano due porzioni: la corticale e la midollare. Le surreni si originano da sue strutture diverse. La corticale, cordonale, produce ormoni steroidei. La corticale si suddivide in tre porzioni: la porzione glomerulare, pi vicina alla capsula, produce mineralcorticoidi, tra cui laldosterone; la porzione fascicolata, la pi cospicua, produce glucocorticoidi; infine la porzione reticolata produce androgeni. Le arterie penetrano nella capsula e danno rami che si approfondano nella corticale e producono diramazioni capillari. Nella midollare si forma ununica grossa vena, la vena surrenale, con funzione di dotto

escretore, sia per la midollare sia per la corticale. Tutta la corticale regolata dallormone ACTH, prodotti dallipofisi, in risposta al fattore di rilascio per le corticotropine (CFR) prodotto dallipotalamo. Insieme, ipotalamo, ipofisi e surreni formano lasse dello stress. LACTH stimola tutti gli ormoni corticali, con un aumento generico del metabolismo. La midollare, derivata dalle creste neurali e con unorganizzazione cordonale, produce catecolamine, cio ladrenalina e la noradrenalina, prodotto anche nel sistema nervoso autonomo come neurotrasmettitori ad azione simpatico-mimetica. Anche le gonadi producono steroidi, indirizzando lo sviluppo sessuale. Estrogeni ed androgeni sono prodotti da entrambi i sessi, ma in quantit diverse. I follicoli ovarici e il corpo luteo producono estrogeni. LH induce la produzione di testosterone dalle cellule della teca; FSH stimola la produzione di estradiolo dalle cellule della granulosa. Il testosterone poi convertito in estradiolo dall aromatasi. Il corpo luteo produce poi progesterone. Nel maschio le cellule di Sertoli producono estrogeni, inibina e fattore anti-Mlleriano. LH agisce sulle cellule di Leydig inducendo la produzione di testosterone; FSH invece agisce sulle cellule di Sertoli. Linibina ha azione di feedback sullipofisi. Laromatasi produce estradiolo per lo sviluppo dei tubuli seminiferi. Nel pancreas troviamo gli isolotti di Langerhans, formati da pi tipi di cellule: , e . Le cellule producono glicogeno, le cellule producono insulina e le cellule somatostatina. Gli isolotti si trovano soprattutto nella coda del pancreas. Se si abbassa la glicemia, le cellule producono glucagone, che, oltre a bloccare le cellule , agisce sul fegato, scindendo il glicogeno e impedendo alle cellule di assumere glucosio, cos da aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue. La glicemia alta fa produrre insulina alle cellule , fermando e favorendo lassunzione di zucchero da parte delle cellule e limmagazzinamento di glicogeno. La somatostatina regola e .

IL SISTEMA NERVOSO Ha la funzione di controllare e coordinare tutte le funzioni. Agisce in modo rapido e gli effetti possono essere di brevissima durata. Gli input sensoriali permettono di monitorare ci che accade allesterno e allinterno, tramite i propriocettori. Inoltre, in grado di integrare gli stimoli ricevuti. Regola poi lomeostasi, cio il mantenimento della stabilit. La funzione principale lattivit mentale. Controlla poi tutte le attivit muscolari, sia della muscolatura liscia sia di quella scheletrica. Infine, controlla la secrezione delle ghiandole. Il sistema nervoso si divide in sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP). LSNC costituito da encefalo e midollo spinale; lSNP dato dai nervi cranici e spinali, collegati allSNC dai gangli. DellSNP si distingue una parte sensitiva afferente e una motrice efferente. LSNP motorio diviso in somatico, che controlla la muscolatura scheletrica, e autonomo. Nel corpo sono presenti recettori che trasmettono linformazione al midollo. sufficiente una sola cellula, un neurone pseudounipolare, il cui corpo si trova fuori dal midollo, nei gangli spinali. NellSNP efferente abbiamo invece i motoneuroni, che

contattano i muscoli e provocano attivit. NellSNA abbiamo due cellule: una nel midollo, che manda il suo prolungamento in un ganglio autonomo, dove contatta il secondo neurone, che manda il suo prolungamento ai visceri. I recettori raggiungono come vie efferenti lSNC, dove i dati vengono elaborati, finch lSNC d risposta. Il tessuto nervoso formato da neuroni e cellule gliali. I neuroni ricevono e trasmettono linformazione. Le cellule gliali proteggono i neuroni. NellSNC, nel midollo, troviamo la sostanza bianca, costituita da cellule della glia e fibre nervose, pi superficiale, mentre pi in profondit abbiamo la sostanza grigia, dove abbiamo i corpi neuronali. Nel telencefalo sostanza bianca e grigia sono invertiti: la sostanza grigia forma la corteccia, la sostanza bianca si trova pi in profondit. A livello periferico abbiamo nervi e gangli. I nervi lasciano attraverso i fori intervertebrali la colonna, e sono formati da fasci di fibre nervose. I gangli sono aggregati di pi cellule della glia. Le cellule della glia sono di diverso tipo: possono costituire la microglia, se piccole con molte ramificazioni, o la macroglia. Le cellule della macroglia hanno attivit di fagocitosi e si muovono. Abbiamo gli oligodendrociti, le cellule di Schwann, gli astrociti e le cellule ependimali. Gli oligodendrociti si trovano nellSNC e hanno prolungamenti in grado di avvolgere le fibre nervose dei neuroni. Ognuno avvolge pi assoni. Gli astrociti hanno propaggini che avvolgono i capillari sanguigni, isolando lSNC e formando la barriera emato-encefalica (BEE). Le cellule ependimali rivestono la cavit dellSN. Le cellule di Schwann si trovano solo nellSNP e avvolgono gli assoni dei neuroni, ma ricoprono solo la porzione di un unico assone. Pi cellule di Schwann formano le fibre nervose. Lassone rivestito da cellule di Schwann ricoperte di connettivo, detto endonevrio. Pi neuroni sono raggruppati in fascicoli, avvolti da perinevrio. Pi fascicoli sono racchiusi da epinevrio. Ogni nervo quindi rivestito da epinevrio. I neuroni sono formati da un soma, a cui arrivano numerosi prolungamenti, i dendriti. Dal soma si dirama un solo assone, che invia linformazione fuori dallencefalo. I neuroni sono caratterizzati da spine, punti di contatto fra un neurone e laltro, cio le sinapsi. Il neurone pi semplice il neurone bipolare, con due prolungamenti, uno con funzioni dendritiche e laltro con funzioni assonale. Si trovano, ad esempio, nella retina. Abbiamo poi il neurone pseudounipolare: dal soma si dirama un solo prolungamento, che si sfiocca in due rami, detti gangli. Abbiamo poi il neurone multipolare, con molti dendriti e un solo assone. Sono di questo tipo i motoneuroni. NellSNC si dice nucleo un raggruppamento di neuroni. Il tratto nervoso una piccola porzione di fibre mie linizzate che uniscono due nuclei. La via collega pi nuclei, e pu essere ascendente (dalla periferia al centro) o discendente (dal centro alla periferia). A livello di ciascun nucleo si hanno le interruzioni delle sinapsi (le stazioni). A livello embrionale, la formazione del sistema nervoso inizia precocemente. La morula, costituita da almeno 32 cellule, al momento dellimpianto, cambia conformazione. Le cellule interne si indirizzano verso il punto dimpianto e formano una cavit: si forma quindi la blastula. Gli aggregati iniziano a stratificarsi, formando i due foglietti embrionali primitivi, cio lendo- e lectoderma. Si forma poi il mesoderma. Lectoderma primitivo, al 17 giorno, produce una specializzazione, il neuroectoderma, dividendosi pi rapidamente. La porzione pi centrale inizia poi a trasformarsi, probabilmente sotto lo stimolo della corda dorsale e del mesoderma. Il neuroectoderma si ispessisce e si forma la piastra neurale. Si formano poi due

pieghe, che vanno a formare un canale, cio la doccia neurale. Le pareti poi si avvicinano, fino a chiudersi a livello intermedio, per poi chiudersi nelle due direzioni. Allinterno rimane quindi una cavit: il tubo neurale. Questo il sistema nervoso primitivo. Questo tubo subisce poi alcune modificazioni. Nella porzione cefalica, le pareti si sviluppano e formano delle vescicole. La porzione caudale rimane invece indifferenziata. Alla quarta settimana si hanno tre vescicole: il proencefalo, pi rostrale, il mesencefalo e il rombencefalo. Dopo questa vescicola si ha il midollo spinale. Inoltre il midollo spinale assume delle curvature, dette flessure. La vescicola anteriore si suddivide poi in telencefalo e diencefalo, la posteriore si suddivide in metencefalo e mielencefalo. Appare quindi cos il sistema nervoso alla sesta settimana. Dal diencefalo si sviluppano poi i bulbi oculari. La cavit centrale del tubo subisce ulteriori modifiche: a livello del midollo spinale rimane uguale; a livello dellencefalo si espande a formare i ventricoli. Dal telencefalo abbiamo gli emisferi cerebrali, dal diencefalo ipotalamo ed epitalamo, dal metencefalo ponte e cervelletto, dal mielencefalo il midollo allungato. Mesencefalo, metencefalo e mielencefalo formano il tronco encefalico. Il telencefalo andr a coprire il diencefalo e parte del tronco encefalico. Le pieghe del tubo neurale lasciano una porzione di neuroectoderma intermedi, che formano le creste neurali, da cui si formano i gangli, la midollare del surrene, i melanociti e la cartilagine degli archi bronchiali. Si formeranno poi dal tubo le lamine alari dorsali, che si trovano nella porzione sensoriale, e le lamine basali, pi ventrali, facenti parte della porzione motrice. A livello del tronco encefalico si forma il quarto ventricolo, che sposta le componenti cellulari lateralmente: le componenti sensitive diventano quindi laterali, le componenti motorie invece mediali. Il midollo spinale si trova nella colonna vertebrale ed collegato allencefalo e riceve i nervi. Non c una netta separazione fra encefalo e midollo. Fino al quarto anno midollo spinale e colonna vertebrale si accrescono in modo omogeneo, poi si accresce pi velocemente la colonna, provocando al risalita del midollo spinale. Il midollo spinale arriva quindi a terminare a livello delle prime vertebre lombari. I nervi spinali sono 31: 8 cervicali (il primo fuoriesce tra losso occipitale e latlante), 8 toracici, 5 lombari, 5 sacrali e uno coccigeo. Quando la colonna cresce pi velocemente, il nervo tende a stirarsi. A livello delle ultime vertebre lombari e delle sacrali si hanno solo pi nervi. Si hanno poi due intumescenze, dove emergono i nervi che vanno agli arti. Dal midollo si dipartono le radicicole, che si uniscono a formare i nervi spinali. Sono sei o sette anteriormente e posteriormente, con unorganizzazione ripetuta. Anteriormente il midollo caratterizzato da un ampio solco anteriore, la fessura mediana anteriore, che attraversa tutta la colonna. poi presente il solco mediano posteriore, meno pronunciato. Dai sue solchi laterali emergono invece le radicicole. La sostanza grigia assume conformazione ad H (o a farfalla). Al centro rimane un residuo del tubo neurale. La sostanza grigia forma due corna dorsali e due ventrali. Allinterno sono presenti nuclei di neuroni. Le corna sono divise in lamine, numerate da I a X da dorsale a ventrale, in cui abbiamo neuroni con la stessa funzione (organizzazione a lamine di Rexed). Si pu immaginare il midollo organizzato in colonne nucleari. Dalle corna dorsali arrivano gli input, dalle corna ventrali partono le efferenze. I corpi cellulari sono allinterno del ganglio. A livello delle corna ventrali ci sono dei motoneuroni che mandano il loro assone verso la periferia. Il nervo quindi misto. Una fibra muscolare innervata da un solo motoneurone. Quando un neurone T riceve un input, questo entra nella sostanza grigia. Contattando un motoneurone abbiamo un arco riflesso monosinaptico. Un esempio il riflesso patellare:

percuotendo il tendine rotuleo si stirano alcune fibre del quadricipite. Lo stiramento captato dai fusi neuromuscolari ed portato come input alle corna dorsali. Viene contattato direttamente un motoneurone che provoca la contrazione del quadricipite. Un interneurone contatta un motoneurone inducendo i bicipiti femorali a rilasciarsi. Non vengono quindi coinvolti i centri superiori. Lo stesso arco riflesso coinvolto in altri tipi di situazioni, dove intervengono anche i centri superiori. Gli interneuroni sono piccolo neuroni con assoni brevi che rimangono nella sostanza grigia, e possono essere inibitori o eccitatori. Alcuni interneuroni possono attraversare la commissura grigia per trasmettere linformazione in modo contro laterale. La sostanza bianca costituita da fibre mieliniche. A livello posteriore ci sono fibre ascendenti, cos come nel cordone laterale, mentre nel cordone anteriore sono presenti le fibre ascendenti. Il tronco encefalico non subisce grandi modificazioni. Il midollo quando transita nel foro occipitale chiamato midollo allungato (o bulbo), poi abbiamo ponte e mesencefalo. Nel tronco sono regolate funzioni fondamentali, come la deglutizione e i ritmi circadiani, e troviamo inoltre il centro del respiro. Dorsalmente al tronco abbiamo il quarto ventricolo, che comunica tramite un piccolo dotto, l acquedotto di Silvio, con il terzo ventricolo. Il tronco caratterizzato da dodici paia di nervi cefalici, che lasciano la superficie. Il midollo allungato si interrompe con il bulbo continuo, dove inizia il ponte. Sono da notare le piramidi bulbari, dei rilievi a cui lateralmente si affiancano le olive bulbari. In sezione, nella sostanza grigia, abbiamo veri e propri nuclei, centri riflessi che controllano attivit fondamentali. Il ponte caratterizzato da strie date dal passaggio di fibre nervose. Queste fibre fanno da ponte alle porzioni del cervelletto. Osservando posteriormente il ponte, si osservano i peduncoli cerebellari, punti in cui le fibre del cervelletto arrivano o partono. La fossa romboidale il pavimento del quarto ventricolo. Il tetto dato dalla copertura del cervelletto. La porzione pi rostrale, il mesencefalo, distinto dal solco pontemesencefalico. Ne fanno parte i peduncoli cerebrali, fasci di fibre mieliniche che dallencefalo vanno verso i centri inferiori. A livello posteriore abbiamo il tetto del mesencefalo, con quattro rilievi (o collicoli), che formano la lamina quadrigemina. I collicoli superiori sono coinvolti nelle vie ottiche riflesse, e due inferiori nelle vie acustiche riflesse: insieme, indirizzano lo sguardo in seguito ad uno stimolo acustico. Dalle olive si originano le fibre rampicanti che vanno al cervelletto. Anche il mesencefalo non organizzato come il midollo spinale. Si pu osservare il nucleo grosso, che permette la coordinazione motoria. Abbiamo poi un nucleo di cellule che formano la sostanza nera, importante anchessa per la coordinazione. Allinterno del tronco i nuclei propri sono organizzati in modo da avere medialmente i motori e lateralmente i sensitivi, cos some sono organizzati i nervi cerebrali. Midollo spinale e tronco sono centri assili. Superiormente, le altre strutture (cervelletto ed encefalo) sono soprassili. Il cervelletto accolto nella fossa cerebellare dellosso occipitale. Lorganizzazione di sostanza bianca e sostanza grigia cambia, e la sostanza grigia detta anche corteccia cerebellare. Il tessuto ha aspetto ad albero. Dalla superficie esterna si approfondano dei solchi. Il cervelletto organizzato in folia, lamelle che attraversano la superficie esterna e corrispondono ai solchi: in questo modo aumenta la superficie. Abbiamo due emisferi: l emisfero cerebellare destro e sinistro, fra i quali presente il verme, una struttura mediana. In profondit, nella sostanza bianca, troviamo i nuclei profondi del cervelletto. La corteccia cerebellare formata da soli tre strati, detti, a partire dallesterno: strato molecolare, strato

delle cellule del Purkinje e strato granulare. Lo strato molecolare possiede poche cellule; quello delle cellule del Purkinje composto da un monostrato cellulare e lo strato granulare composto da molte piccole cellule. Le cellule del Purkinje hanno un unico assone che va verso i nuclei profondi. Il cervelletto riceve informazioni dallesterno dalle fibre muscoidi e dalle fibre rampicanti. Queste fibre vanno dalla sostanza bianca alla corteccia. Le cellule del Purkinje costituiscono lunica via di efferenza. Le vie afferenti, invece, sono solo di tipo eccitatorio. Questa organizzazione controlla lattivit motoria, regolando i movimenti eccessivi o non appropriati. Il vestibolocerebello la porzione pi primitiva del cervelletto, abbiamo poi lo spinocerebello e il neocerebello (o cerebrocerebello), molto sviluppato nelluomo. Il vestibolocerebello riceve informazioni dalla corteccia cerebrale, con una stazione intermedia nel talamo. La sua funzione quella di apprendere i movimenti. Il diencefalo formato da pi porzioni: epiatalamo, talamo ed ipotalamo. Viene inglobato dal telencefalo e va in profondit. Il talamo un insieme di pi nuclei separati da fasci di fibre della sostanza bianca. I nuclei talamici formano la parete mediale del terzo ventricolo. Tutte le afferenze, tranne le vie ottiche, vengono da qui smistate alla corteccia. A livello del talamo abbiamo i nuclei genicolati, laterale e mediale, coinvolti rispettivamente nelle vie visive e nelle vie acustiche. Lipotalamo formato da pi nuclei, alcuni che mandano i loro assoni alla neuroipofisi, altri pi piccoli detti parvicellulari. Ipotalamo e tronco regolano per via nervosa o ormonale gli organi bersaglio dellorganismo. Lepitalamo comprende lepifisi e lepitalamo, posteriore al talamo. Nellipotalamo troviamo il nucleo delle abenule, che riceve informazioni di tipo olfattivo. Il telencefalo diviso in emisfero destro e sinistro, caratterizzati da giri, rilievi separati da solchi, che permettono di identificare delle porzioni: lobi frontali, occipitali, parietali e temporali. La scissura di Rolando divide lobo frontale e lobo parietale, la scissura di Silvio divide il lobo temporale dal frontale e dal parietale. Abbiamo infine la scissura parieto-occipitale. Linsula invece la porzione pi profonda e si sviluppa per prima. La sostanza grigia in periferia, nella sostanza bianca abbiamo invece i nuclei della base del telencefalo. La corteccia spessa, ed formata da sei strati: strato molecolare, strato granulare esterno, strato piramidale esterno, strato granulare interno, strato piramidale interno e strato polimorfo. Lo spessore degli strati varia a seconda del lobo. Nel lobo frontale, vicino alla scissura di Rolando, abbiamo larea motoria primaria. Nel lobo parietale, vicino alla scissura di Rolando, abbiamo larea sensitiva primaria. Nella larea motoria primaria molto sviluppato lo strato piramidale interno, mentre nellarea sensitiva, deputata alla ricezione delle informazioni, sono pi sviluppati gli strati dei granuli. In questo giro del lobo parietale rappresentato tutto il corpo (omuncolo sensitivo), ed alcune parti, come la faccia e la mano, sono pi sviluppate di altre. Lo stesso vale per lomuncolo motorio. Abbiamo poi le sedi del linguaggio: nel lobo temporale, vicino alla corteccia uditiva, abbiamo larea di Wernicke, per la comprensione del linguaggio, collegata allarea di Broca, nel lobo frontale, per lesecuzione motoria di linguaggio e scrittura. Queste due aree sono colpite in caso di afasie. Una via ascendente la via spinobulbo-talamo-corticale. Il ganglio riceve linformazione, che tramite i fascicoli sale al bulbo, da cui, attraverso un secondo neurone, va al talamo, e tramite un terzo neurone alle vie sensitive. Una via discendente la via piramidale: dalla corteccia le

fibre si portano al bulbo e poi contro lateralmente termina nel midollo spinale (lemisfero destro controlla la parte sinistra del corpo, e viceversa).