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Giornalisti rapiti in Siria Farnesina: silenzio stampa

Quattro giornalisti italiani sono stati rapiti nel nord della Siria tra la regione di Idlib e quella turca di Hatay. La notizia, giunta ieri in tarda serata, stata confermata dalla Farnesina che, sottolineando la necessit del "massimo riserbo", ha fatto sapere di seguire la vicenda fin dai primi momenti e di essere in contatto con i familiari dei quattro connazionali. La "priorit l'incolumita" dei reporter, sottolinea il Ministero degli Esteri. Una fonte vicina ai ribelli siriani dice che i quattro giornalist "sono stati fermati e non sequestrati", per via di alcuni documenti. I quattro fanno parte della troupe, guidata da Amedeo Ricucci del programma Rai 'La Storia siamo noi', composta anche dal fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la reporter freelance Susan Dabbous, impegnati in Siria da giorni a un reportage sperimentale dal titolo "Silenzio, si muore". Si tratta di un primo esperimento Rai di giornalismo partecipativo. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppi di studenti di San Lazzaro di Savena. I ragazzi della scuola della provincia di Bologna avrebbero dovuto interagire attivamente con i giornalisti sul campo e fornire loro - grazie anche a indicazioni della redazione de 'La Storia siamo noi' - spunti e suggerimenti circa notizie da seguire e storie da raccontare. Ricucci e Colavolpe erano gi stati assieme nei mesi scorsi per un altro reportage ad Aleppo, sempre prodotto dal canale di approfondimento Rai. Da Antiochia, i giornalisti italiani sono entrati nella Siria controllata dai ribelli lo scorso 2 aprile nell'area di Guvecci facendo tappa, tra l'altro, all'ospedale da campo di Yamadiye, di fronte alla localit turca di Yayladagi. Il programma era di rientrare ogni sera in territorio turco e, quindi, di mantenersi sempre vicini alla striscia frontaliera tra i due Paesi. Le loro tracce - secondo le prime ricostruzioni - si sono perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il collegamento con i ragazzi di San Lazzaro. I cellulari GSM e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe da quel momento sono stati irraggiungibili. Venerd mattina fonti giornalistiche siriane e straniere presenti nella regione turca di Hatay e in contatto con gli accompagnatori di Ricucci hanno riferito che i giornalisti si trovavano nel villaggio di Yaqubiya, e nord di Idlib, in stato di fermo, probabilmente da parte di miliziani fondamentalisti. Secondo la ricostruzione offerta da queste fonti, i reporter italiani erano stati arrestati perch avevano filmato e fotografato postazioni militari sensibili. La Rai in nottata si unita all'appello della Farnesina di "massimo riserbo".

L'Europa pi fragile taglia anche sui pi deboli


L'austerity a tutti costi ha stravinto anche sul fronte del bilancio settennale dellUe, almeno nellaccordo raggiunto dai Ventisette al summit di febbraio. Un accordo per duramente contestato dal Parlamento Europeo, che dovr approvarlo. A fare le spese un po tutto, dalla competitivit alle misure a sostegno dei pi vulnerabili. La cifra complessiva, anzitutto, , per la prima volta nella storia dellUe, in ribasso rispetto al precedente periodo finanziario (2007-13): si scende da 993,26 miliardi di euro a 959,96 in impegni di pagamento. Un netto calo rispetto alla proposta della Commissione, che per il prossimo settennato aveva proposto impegni per 1.033 miliardi di euro. La scure degli Stati del Nord Europa, capeggiati da Gran Bretagna e Germania, si abbattuta un po ovunque. Soprattutto, per, lo dicevamo, nei capitoli pi sensibili sul fronte sociale. Ad esempio l1b (Coesione economica, sociale e territoriale), quello cio che contiene i fondi di coesione e il fondo sociale destinati alle aree pi povere dellUe. Il pacchetto totale scende dai 354,82 miliardi di euro del periodo 2007-13 a 325,15 miliardi (la Commissione aveva proposto un taglio minore, e cio a 339,24 miliardi). I tagli colpiscono anche le voci fuori dal bilancio ordinario, e cio anzitutto il Fondo di solidariet (rivolto alle regioni colpite da emergenze come il terremoto dellEmilia): scende da un miliardo lanno del periodo finanziario che si sta chiudendo a 500 milioni di euro (la Commissione voleva tenerlo invariato). Una forte riduzione prevista anche per il cosiddetto Fondo per la Globalizzazione, destinato a dare una mano ad ammortizzare limpatto di quel fenomeno (ad esempio con la chiusura di fabbriche per via della delocalizzazione): qui si scende dai 500 milioni di euro lanno del 2007-2013 a 150 milioni di euro per il settennato successivo. Scende, seppure di poco, anche il sostegno alle persone indigenti: dai 2,5 miliardi di euro previsti dalla Commissione a 2,1 miliardi. Almeno, i Ventisette hanno voluto parzialmente compensare questi tagli con lintroduzione di un fondo destinato in particolare alla lotta alla disoccupazione giovanile, pari a 6 miliardi di euro per tutto il settennato. Aumentano inoltre i fondi per il rilancio della competitivit europea (da 91,5 miliardi di euro per il 2007-13 a 125,6, ma

molto meno di quanto richiesto dalla Commissione, 155,52 miliardi). Secondo lEuroparlamento, il testo concordato dai 27 a febbraio cos com non accettabile.

GRAN BRETAGNA

L'ascia di Cameron su 70 anni di assistenza


Gi prima di essere eletto, inneggiando a un nuovo corso che avrebbe cambiato la Gran Bretagna per sempre, il premier David Cameron aveva promesso che a un Grande Governo avrebbe sostituito una Grande Societ. In quelle parole cera gi lessenza della rivoluzione sociale che sta avvenendo oggi nel Regno Unito: in sintesi, se lo avessero eletto, i sudditi di sua maest non avrebbero pi potuto contare cos tanto, come avevano fatto per tredici anni durante let laburista, sullassistenza dello Stato: in sostanza avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche. quanto sta succedendo ora, da quando, proprio subito dopo Pasqua, il Cancelliere del Tesoro George Osborne ha calato la scure sul welfare state, quella spina dorsale che per oltre settantanni ha tenuto insieme la societ britannica conferendole un carattere compassionevole ammirato in tutto il mondo. Era il 1942 infatti quando leconomista William Beveridge defin i concetti di Sanit pubblica e pensione sociale per i cittadini. E ora che lo stato assistenziale si sta sgretolando a colpi di mazzate assolutamente necessarie e inevitabili, ha rimarcato Osborne due giorni fa, le previsioni per le fasce pi povere della societ sono a dir poco deprimenti al punto che hanno reso necessario anche un intervento della Chiesa. A un recente incontro organizzato dalla Caritas, larcivescovo di Westminster Vincent Nichols, primate della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, ha sottolineato come i tagli abbiano gi colpito in maniera sproporzionata i pi vunerabili e ha invitato il governo ad ascoltare le persone che lavorano in prima linea nel sistema sociale, sanitario e giudiziario. Due giorni fa anche i leader delle Chiese Metodista, Battista e di Scozia, hanno dichiarato in una lettera congiunta spedita ai giornali che le misure adottate dal governo sono ingiuste perch colpiscono i vulnerabili oltre a dipingere falsamente i poveri come pigri. Le nuove misure, diventate effettive dal primo aprile, colpiscono gi centinaia di migliaia di persone e alcune in particolare stanno scatenando profonde controversie come per esempio lintroduzione della tassa sulla camera da letto. In sostanza chi riceve sussidi per alloggi sociali subir tagli al contributo percepito se labitazione in cui vive ha una stanza in pi di quanto il governo ritiene essenziale. Un altro intervento che ha fatto preoccupare particolarmente la Chiesa e che lapposizione laburista ha definito brutale quello che riguarda i tagli allassistenza ai disabili, circa due miliardi e 200milioni entro il 2015. In sostanza tra due anni 170mila disabili, un quinto di quelli che oggi ricevono linvalidit, vedranno il loro sostegno tagliato del tutto. La scure di Osborne ha colpito anche lassistenza legale gratuita che dora in poi sar riconosciuta solo in casi molto limitati e cambieranno anche le tariffe e le regole di accesso al sistema sanitario nazionale, unistituzione che sempre stata fiore allocchiello della Corona perch offre unassistenza praticamente gratuita. Inutile dire che il governo ha cercato di respingere le critiche, insistendo sul fatto che le misure austere non solo sono necessarie per aiutare leconomia a uscire dal tunnel della crisi ma che queste, ha sottolineato il Cancelliere del Tesoro, faranno bene a tutti perch uccideranno la cultura della dipendenza dallo Stato.

Spagna, le forbici delle regioni su scuola e sanit pubblica


Tagli alleducazione, alla sanit, allassistenza sociale, agli aiuti per i disoccupati. Si chiamano recortes e da tempo ormai i tagli massacrano il welfare iberico, in nome dellausterit con cui il governo di centrodestra di Mariano Rajoy tenta di combattere il deficit pubblico. In realt nella Spagna decentralizzata delle comunit autonome, gran parte delle patate bollenti nelle mani delle amministrazioni regionali: dagli ospedali alle scuole, la gestione e le spese toccano alle comunidades. E poich le regioni sono finite nel mirino del governo centrale obbligate a mantenere il disavanzo entro un limite prestabilito se c da stringere la cinghia sono loro a doverlo annunciare, incassando valanghe di critiche e proteste. Poco tempo fa a Valencia sono scese in piazza migliaia di persone: familiari di disabili e pi in generale di spagnoli bisognosi di assistenza. La cosiddetta Legge sulla Dipendenza che era stato un fiore allocchiello per il governo socialista di Jos Luis Rodriguez Zapatero ormai in gran parte congelata: troppo cara, stata ridotta del 30%. Gli effetti sono stati pesantissimi per decine di migliaia di cittadini in tutto il Paese iberico. Fino a poco tempo fa, Amparo e suo marito ricevevano circa 375 euro di aiuti per il figlio di sette anni, Eduardo, con una sindrome neuro-genetica: ora la regione versa loro meno di un sesto. Ci hanno lasciato appena 60 euro e senza preavviso, ha raccontato Amparo a El Pais. In un primo momento la sforbiciata arrivata sotto forma di ticket in funzione del reddito (un fatto inedito in Spagna), ma poi si sono aggiunti altri oneri, laumento della previdenza sociale, il pagamento di una parte dei prodotti farmaceutici e la riduzione di

sanitari fondamentali, come le carrozzine. Alla fine dello scorso anno la protesta contro i tagli alla Legge sulla Dipendenza stata nazionale e ha portato per le strade di Madrid 50.000 discapacitados: un campione dei quattro milioni di persone che in Spagna convivono con una disabilit. Ci rifiutiamo di scomparire, gridavano con grande dignit i loro striscioni. Secondo il Comitato spagnolo delle persone disabili (Cermi), il 20% dei centri di assistenza sono a rischio chiusura. Avremo lo stato sociale che potremo permetterci, avvertiva Rajoy nel 2011. La Spagna ha speso pi di quello che poteva, ripete il centrodestra (e non solo). Nel budget statale presentato nel luglio del 2012 e definito dallopposizione di sinistra come il pi grave attacco al welfare state dallinizio della democrazia la Sanit ha registrato una riduzione del 6,8%, le sovvenzioni alla disoccupazione un 5,4%, lEducazione un 21,9%. Nella regione di Madrid i camici bianchi del settore pubblico protestano a singhiozzo: le porte degli ospedali e degli ambulatori sono tappezzate da locandine di protesta che ricordano ai pazienti che la Sanit pubblica si difende, non si vende. Anticipando la ricetta austera di Rajoy (eletto nel novembre del 2011), il primo a sforbiciare a ritmo battente la spesa pubblica (soprattutto medica) stato il governo nazionalista moderato di Artur Mas, in Catalogna. Al secondo posto, nel ranking delle autonomie pi disposte a tagliare costi e servizi, spicca la Castiglia La Mancha.

Hollande sacrificher i sussidi per le famiglie


A livello politico, il tema resta in Francia uno dei pi scottanti, ma da qualche tempo sono numerose le giovani famiglie che si preparano gi al tramonto del welfare conosciuto lungo gli ultimi decenni. Nel 2000, la spesa sociale del welfare ammontava Oltralpe al 28,6% del Pil, contro il 26,6% in Germania, secondo lOcse. E poco pi di un decennio dopo, nel 2011, la forbice si ancor pi allargata, con una Francia salita a quota 32,1% e una Germania rimasta invece al 26,2. Divari poi riavvicinati lo scorso anno. I governi tanto neogollisti quanto socialisti hanno finora sempre voluto preservare il cosiddetto modello sociale alla francese, particolarmente generoso non solo verso le coppie sposate con figli, ma anche verso i disoccupati o le cosiddette donne isolate con bambino, autentico fenomeno sociale la cui recente progressione, secondo certi esperti, non del tutto slegata da alcuni effetti perversi degli stessi sussidi statali. Ma lo stato sempre pi preoccupante delleconomica francese, con un debito pubblico da anni fuori controllo e che potrebbe presto raggiungere il 100% del Pil secondo gli economisti pi pessimisti, costringe oggi il governo socialista a prepararsi a malincuore verso un primo storico e impopolare dietrofront. La settimana scorsa, in televisione, il presidente Franois Hollande ha preannunciato che i sussidi familiari versati alle famiglie terranno sempre pi conto delle diverse fasce di reddito. Finora, invece, sono state calcolate principalmente in funzione del numero di figli. Il governo, proprio sul fronte familiare, sta attualmente studiando il miglior modo per mettere in pratica le raccomandazioni contenute in un rapporto appena consegnato da Bertrand Fragonard, presidente dellAlto consiglio della Famiglia. Secondo il documento, accanto allimposizione di nuove condizioni di reddito per i sussidi, con possibili economie per lo Stato di circa 1,5 miliardi lanno, unaltra pista privilegiata riguarda un abbassamento della soglia di riferimento del quoziente familiare. Pi di un milione di famiglie si ritroverebbero cos a pagare circa 70 euro di tasse in pi (nellipotesi dinasprimento pi accentuato indicata dal rapporto), con un beneficio per lo Stato di quasi un miliardo. Unaltra misura indicata da Fragonard la soppressione degli attuali sgravi fiscali specifici per le famiglie con figli alle scuole medie e superiori. Ci equivarrebbe a circa 10 euro di tasse mensili in pi per le famiglie. Ma la misura permetterebbe allo Stato di recuperare non pi di 235 milioni di euro, interessando ben 2,3 milioni di nuclei familiari. Rischia poi di essere minorato, forse del 10%, pure il "bonus" per ogni nuova nascita, equivalente oggi a 903 euro. Nel 2011, questo sussidio speciale era costato allo Stato circa 635 milioni di euro. Secondo una recente stima ministeriale, la quota di deficit pubblico legata allattuale sistema di sussidi familiari salita a ben 2,7 miliardi nel 2012. Sul piano contabile, i margini di manovra del governo paiono dunque sempre pi ristretti. Ma sullo sfondo della crisi economica, una parte dellopinione pubblica potrebbe non perdonare ai socialisti un ridimensionamento del sistema.

Papa Francesco: anche oggi la nostra una Chiesa di martiri


"Per trovare i martiri non necessario andare alle catacombe o al Colosseo: i martiri sono vivi adesso, in tanti Paesi. I cristiani sono perseguitati per la fede. In alcuni Paesi non possono portare la croce: sono puniti se lo fanno. Oggi, nel secolo XXI, la nostra Chiesa una Chiesa dei martiri". Sul coraggio di testimoniare la fede, che non si negozia e non si vende al miglior

offerente, Papa Francesco ha impostato l'omelia della messa celebrata, la mattina di sabato 6 aprile, nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Tra i concelebranti il cardinale Francesco Monterisi e il vescovo Joseph Kalathiparambil, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Fra i presenti, madre Laura Biondo, superiora generale delle Figlie di San Camillo, alcune religiose delle Figlie di Nostra Signora della Carit e un gruppo di fedeli argentini. Papa Francesco ha iniziato l'omelia commentando con una battuta il passo evangelico di san Marco (16, 9-15) dove si narra delle apparizioni di Ges a Maria di Magdala, ai discepoli di Emmaus e agli undici apostoli: "Quando leggo questo Vangelo, penso che forse san Marco non aveva troppa simpatia per Maria Maddalena, perch ricorda che il Signore le aveva scacciato sette demoni, no? Era una questione di simpatia...". Quindi ha proposto una riflessione sulla fede: "una grazia" e "un dono del Signore" che non va taciuto - e si estende cos "a tutti i popoli", come recita la colletta della messa - perch "noi non siamo attaccati a una fantasia" ma "a una realt che abbiamo visto e ascoltato". Il Pontefice si riferito al passo degli Atti degli apostoli (4, 13-21) proclamato nella prima lettura della celebrazione. Di fronte all'ordine dei sommi sacerdoti e dei farisei di non parlare di Ges, Pietro e Giovanni - ha sottolineato - "sono rimasti fermi in questa fede" dicendo: "Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato". La loro testimonianza, ha aggiunto, "mi fa pensare alla nostra fede. E come va, la nostra fede? forte? O alle volte un po' all'acqua di rose, una fede cos cos? Quando avvengono difficolt, siamo coraggiosi come Pietro o un po' tiepidi?". Pietro, ha affermato Papa Francesco, ci insegna che "la fede non si negozia. Sempre c' stata, nella storia del popolo di Dio, questa tentazione: tagliare un pezzo alla fede" magari neppure "tanto". Ma "la fede - ha spiegato - cos, come noi la diciamo nel Credo". Cos bisogna superare "la tentazione di essere un po' "come fanno tutti", non essere tanto tanto rigidi", perch proprio "da l incomincia una strada che finisce nell'apostasia". Infatti "quando incominciamo a tagliare la fede, a negoziare la fede, un po' a venderla al migliore offerente, incominciamo la strada dell'apostasia, della non fedelt al Signore". Ma proprio "l'esempio di Pietro e Giovanni ci aiuta, ci d forza". Cos come quello dei martiri nella storia della Chiesa. Sono coloro "che dicono "non possiamo tacere", come Pietro e Giovanni. E questo d forza a noi che alle volte abbiamo la fede un po' debole. Ci d forza per portare avanti la vita con questa fede che abbiamo ricevuto, questa fede che il dono che il Signore d a tutti i popoli". Il Papa ha concluso suggerendo una preghiera quotidiana: "Signore, grazie tante per la fede. Custodisci la mia fede, falla crescere. Che la mia fede sia forte, coraggiosa. E aiutami nei momenti in cui, come Pietro e Giovanni, devo renderla pubblica. Dammi il coraggio".

Iraq, kamikaze si fa esplodere a raduno elettorale: 25 morti


Almeno sessanta feriti. L'attentato a nord di Baghdad
salito a 25 morti il bilancio dell'attentato contro un raduno elettorale avvenuto a Baquba, a 60 chilometri a nord di Baghdad, mentre i feriti sarebbero una sessantina. L'ESPLOSIONE - Prima entrato in azione un commando e uno degli assalitori ha lanciato una bomba a mano tra i partecipanti. Subito dopo sopraggiunto un kamikaze che si fatto saltare in aria in mezzo ai partecipanti alla raduno elettorale, tutti sostenitori di Azimun Ala al-Bina, piccolo partito d'ispirazione sunnita.

FINMECCANICA

Selex taglia posti di lavoro. Bagnasco: vicini ai dipendenti


Quella di Selex Elsag una situazione grave che ci preoccupa moltissimo. Cos il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine della visita al Santuario della Madonna della Guardia ha risposto oggi ai giornalisti riguardo alle sorti dell'azienda del gruppo Finmeccanica che ha annunciato un piano industriale con quasi 2000 esuberi. Ritorniamo a esprimere la nostra assoluta vicinanza alle aziende, e in particolare in questo momento alla Selex per la quale ho sentito parlare di un esubero notevole. Ci facciamo vicini ai dipendenti e alle loro famiglie. Non solo preghiamo per loro, ma li esortiamo a restare uniti, per poter trovare, nelle forme dovute, delle vie di soluzione alternative. Sono complessivamente 2.529, in Italia e Gran Bretagna, i dipendenti di cui i vertici di Selex Es (societ del gruppo Finmeccanica) hanno annunciato i tagli ai sindacati. Il ridimensionamento fa parte del Piano di riassetto e rilancio dell'azienda, che conta attualmente oltre 17.000 dipendenti, distribuiti prevalentemente nei due Paesi. Il Piano, si spiega un comunicato, "si inserisce nell'articolato percorso di ristrutturazione operativa e riassetto patrimoniale avviato da Finmeccanica per ottimizzare la propria struttura industriale, migliorandone la competitivit e garantendone la sostenibilit strategica ed economico-finanziaria".Presentato al Cda di Finmeccanica del 26 marzo scorso, il piano punta "a supportare adeguatamente la strategia di Selex ES mediante la definizione di un modello di business pi sostenibile ed efficace, attraverso il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi". Tra questi la razionalizzazione del portafoglio prodotti, che passeranno dai circa 550 attuali a circa 350, e la concentrazione degli investimenti sulle tecnologie pi richieste dal mercato; il miglioramento del tasso di utilizzo degli asset; la riduzione dei costi di struttura e la razionalizzazione della presenza geografica, con la riduzione di circa 25 siti tra Italia e Gran Bretagna". Il processo di razionalizzazione mira a eliminare "quelle inefficienze e duplicazioni che oggi non consentono a Selex ES di raggiungere l'eccellenza operativa e di essere maggiormente competitiva". Il Piano, secondo la societ, rappresenta "un passaggio inevitabile per ottenere un portafoglio adeguato di tecnologie, prodotti e capacit sistemistiche che valorizzi l'offerta dell'Azienda e ne rafforzi il posizionamento sui mercati export, anche su segmenti di business adiacenti. Per realizzare questo programma, si rende necessario procedere a un corretto dimensionamento degli organici, sia diretti che indiretti, la cui gestione oggetto di confronto con le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori". Per quanto riguarda gli esuberi, l'Azienda ha gi raggiunto con le rappresentanze sindacali un accordo di mobilit per 810 dipendenti e un accordo per l'uscita di 120 dirigenti; si prevede inoltre un ridimensionamento del personale in UK fino a un massimo del 10% dell'organico presente sul territorio. Oltre a queste risorse nel 2012 le 3 ex Selex hanno gi ridotto gli organici per 650 unit, anche in accordo con le Organizzazioni Sindacali in Italia e Gran Bretagna. "La realizzazione di questo Piano rappresenta il presupposto necessario per rendere Selex ES un operatore globale nel proprio settore, con una vasta base di clienti - conclude la nota - e con performance economico finanziarie allineate con i pi elevati benchmark di mercato". Come prima reazione all'annuncio del piano, la Fiom di Genova ha indetto quattro ore di sciopero dei lavoratori della sede genovese di Selex per luned mattina. Il sindacato ha anche confermato l'assemblea di un'ora in programma sempre per luned. La Fiom non esclude per luned una manifestazione per le vie di Genova.

Navalny sfida Putin. Voglio fare il Presidente Oppure andr in galera


Il blogger anti-Cremlino accusato di corruzione rischia 10 anni
ANNA ZAFESOVA

si dichiara pronto ad andare sia in prigione, sia al Cremlino. Un bivio abbastanza comune nella storia russa, e Alexei Navalny sembra rendersene conto. Alla vigilia del processo che lo vede rischiare 10 anni per sottrazione allo Stato di legname per quasi mezzo milione di euro, il blogger anti-casta diventato il leader della protesta di piazza dellinverno 2011 si dichiarato pronto a sfidare Vladimir Putin. Voglio diventare presidente ha detto in unintervista con il canale tv indipendente

Dozhd voglio cambiare la vita nel nostro Paese. Voglio cambiare il sistema di governo, in nome di una vita normale, come in un Paese europeo, almeno non peggio che in Estonia, ha dichiarato con la caustica ironia che contraddistingue i suoi attacchi al potere. Per il carismatico idolo della piazza, un avvocato di 36 anni che si dichiara un moscovita ordinario - abita in periferia, ha unauto modesta, manda i figli nella scuola pubblica e gioca alla Playstation nel tempo libero rimastogli dalla fustigazione della corruzione del regime - si tratta ovviamente di unipotesi. Le prossime presidenziali si terranno nel 2018, e lui potrebbe essere impossibilitato a parteciparvi. Il 17 aprile prossimo il tribunale di Kirov - 500 chilometri da Mosca, tipico capoluogo di provincia russo dove Navalny stato consulente del governatore liberale Nikita Belykh - emetter quasi sicuramente il verdetto colpevole. Il leader della campagna anti-corruzione ha, come sua abitudine, messo sul suo sito tutti i materiali dellinchiesta, e perfino molti suoi critici sono convinti che laccusa sia fabbricata a tavolino. Non c dubbio che sar condannato, sentenzia il blogger, che non esclude nemmeno la possibilit di finire in prigione: Lidea non mi fa minimamente piacere, ma sono preparato da anni a questa eventualit. Ma ci potrebbe essere unalternativa che luomo diventato famoso coniando per il partito putiniano Russia Unita lappellativo di partito di ladri e cialtroni sembra quasi temere di pi: una condanna sospesa con la condizionale. In questo caso te ne puoi stare in un ristorante di Mosca, a ingrassare contento, e non puoi dire che il regime sanguinario ti ha rovinato la vita. Per non puoi nemmeno candidarti a nulla, ha spiegato al Moskovsky Komsomolez. Una messa in sicurezza che permetterebbe al Cremlino, senza creare un altro martire del Gulag come Mikhail Khodorkovsky, di concludere la disfatta dellopposizione iniziata con il ritorno di Putin alla presidenza, un anno fa. Leggi draconiane contro le manifestazioni e Internet, insieme a un ventaglio di processi e accuse ha ridotto il fronte della protesta, gi diviso e litigioso, quasi al silenzio. Serghei Udaltsov ai domiciliari in attesa di processo per preparazione di disordini di massa, le Pussy Riot in carcere per teppismo, altri attivisti vengono indagati, intercettati, fermati, perquisiti, minacciati, licenziati, in una campagna che non arriva a diventare una repressione da dittatura, ma erode le fila dellopposizione e scoraggia lopinione pubblica che aveva simpatizzato per la protesta. Secondo il sondaggio di Levada Center, solo il 14% dei russi voterebbe per Navalny (18% un anno fa) e solo il 54% crede alle rivelazioni sulle tangenti che pubblica in Rete (64% un anno fa). Anzi, il 63% degli interrogati ignora del tutto lesistenza di Navalny, bandito dalle tv controllate dallo Stato. E per quanto la notoriet del blogger aumentata in due anni dal 6 al 37%, la strada verso il Cremlino sembra lunga.

Cairo, scontri tra musulmani e cristiani: 8 morti


A generare i disordini le scritte fatte da bambini copti sui muri di una moschea. La polizia accusata di intervento tardivo
di almeno otto morti e 20 feriti il bilancio di uno scontro settario esploso nella notte a el-Khosous, localit a nord del Cairo, e continuato per tutta la notte. Lo riferiscono fonti della locale chiesa cristiana, secondo le quali i morti sono quattro cristiani, un musulmano e altri tre di identit ancora ignota. Gli scontri hanno interessato famiglie di musulmani e crisitiani copti e sono divampati a causa di alcune scritte - forse una croce - sul muro di un istituto religioso musulmano fatte da bambini cristiani. Nel corso degli scontri, l'abitazione di un musulmano stata data alle fiamme e l'uomo che era al suo interno morto. Secondo alcuni testimoni, il ritardo nell'intervento delle forze di sicurezza stata la causa del degenerare della situazione. Il bilancio ufficiale del ministero della Salute parla per ora di quattro morti e tre feriti.

Resto a Santa Marta per non isolarmi


Francesco ha spiegato a un prete argentino perch non abita nell'appartamento papale: vuole condividere la tavola, le notizie, i commenti
ANDREA TORNIELLI
CITT DEL VATICANO

Papa Bergoglio ha confermato a un amico sacerdote che a dicembre visiter l'Argentina e gli anche raccontato le ragioni che lo hanno spinto a non abitare nell'appartamento papale per rimanere nella Casa Santa Marta, la residenza vaticana dove sono stati alloggiati i 115 cardinali che hanno preso parte al conclave, dove pu pranzare con gli altri e condividere notizie e commenti. Nel pomeriggio del giorno di Pasqua, Francesco ha telefonato a don Jorge Chichizola, parroco della chiesa dei Santi Martiri a Posadas. Mi ha chiamato alle 5.10 per il mio compleanno. Mi sono subito immaginato che fosse lui: a volte chiamava un giorno prima per assicurarsi che la linea fosse libera. Mi ha chiesto: "Come stai?". Don Chichizola ha descritto il contenuto della telefonata alla radio LT4 Red Ciudadana e ha detto di aver parlato con Bergoglio anche poche ore prima che iniziasse il conclave. Il sacerdote argentino, compagno di ordinazione sacerdotale del nuovo Papa, ha detto che Francesco ha confermato il viaggio in Argentina il prossimo dicembre, aggiungendo anche che continua sempre a ricordarsi dei suoi amici. Ma durante la telefonata di domenica scorsa, Bergoglio ha anche spiegato a don Jorge le ragioni per cui ha deciso di rimanere a Santa Marta. Francesco ritiene che sia bello condividere la tavola, le notizie, i commenti, e non rimanere isolato. E quando gli hanno mostrato le stanze dell'appartamento papale, ha detto: Questo troppo grande per me. Ha anche aggiunto racconta don Chichizola - che stava facendo impazzire i suoi custodi, gli addetti alla sua sicurezza, perch a lui piace avvicinarsi alla gente, ma che ormai si stanno abituando. un uomo che non ha paura dei rischi e continuer per la sua strada. Mi ha detto - ha continuato don Jorge - che una delle guardie gli ha portato una lettera scritta dai suoi bambini e lui ha risposto. Dalle parole del sacerdote si confermano dunque le motivazioni che hanno portato alla decisione di non abitare l'appartamento papale: a Francesco piace incontrare persone anche al momento del pranzo e della cena, e non ama isolarsi.

In cima al Nanga Parbat in 19 giorni con un solo biscotto in pancia


Due alpinisti scozzesi premiati ai Piolets d'Or per aver aperto una nuova via sull'Ottomila in Pakistan
Diciannove giorni per arrivare in cima al Nanga Parbat (8.125 metri) lungo una via ancora inviolata con un solo biscotto in pancia quando hanno deciso di attaccare la vetta. un racconto dal sapore epico quello degli scozzesi Rick Allen, 59 anni e Sandy Allan, 58, i non pi giovani alpinisti che per l'impresa sono stati premiati (insieme ad altri scalatori) ai Piolets d'Or 2013, considerati gli Oscar dell'alpinismo e consegnati venerd sera a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco. L'ATTACCO ALLA VETTA - I due alpinisti hanno percorso la cresta Mazeno ridge, lo spartiacque tra due eccezionali pareti, la Diamir e la Rupal, lunga oltre dieci chilometri con otto cime sopra i 7000 metri di quota. il primo luglio 2012 quando Sandy Allan e Rick Allen lasciano il campo base insieme con la sudafricana Cathy O'Down e tre sherpa. L'ascesa lenta ma costante e il 12 luglio scatta l'attacco alla vetta da oltre settemila metri di quota. All'inizio eravamo tutti e sei - raccontano - ma quando siamo arrivati sotto la piramide sommitale era troppo tardi e rischioso per proseguire e siamo scesi a 7200 metri. Gli sherpa e Cathy desistono. Allen e Allan invece non mollano, vogliono

riprovare anche se fisicamente provati e con pochi viveri: Per l'attacco alla vetta e il ritorno a valle avevamo a disposizione due pacchi di biscotti Digestive, due pacchetti di fiocchi d'avena e qualche caramella di zucchero. Con noi avevamo solo i sacchi a pelo, il fornelletto e il gas: una scelta per poter essere leggeri e veloci. Il 15 mattina abbiamo mangiato l'ultimo biscotto che ci era rimasto e siamo partiti per la cima. In vetta arrivano tradissimo, alle 18.10. IL RITORNO - A 7.700 abbiamo ritrovato il buco nella neve dove abbiamo bivaccato lungo il versante Diamir. L'accendino ha smesso di funzionare quindi non potevamo sciogliere la neve da bere. Dopo l'ultima telefonata al campo base anche le batterie si sono esaurite. Con fatica abbiamo raggiunto il campo 4 e dormito per la quarta notte in una buca, ma il tempo era pessimo, per scaldarsi le mani ci volevano 3-4 ore. Il 17 luglio la discesa proseguita con enorme fatica, abbiamo patito il freddo e la sete. Nessuno poteva pi avere notizie di noi, i nostri parenti e amici ci avevano dati per morti, ma noi siamo sempre stati convinti di farcela. Altri due giorni di epopea a colpi di picca e ramponi fino a quando il 19 luglio Allen e Allan sono arrivati al campo base esausti e mezzi congelati. Ma vivi.

Isteria da matrimoni gay: sanzionato per una felpa


Il dibattito sui matrimoni gay in Francia sta producendo situazioni al limite del paradosso. Per non dire surreali. Luned di Pasquetta un padre di famiglia stato ripreso da agenti al Parc du Luxembourg di Parigi, perch ha dichiarato indossava un indumento contrario ai buoni costumi e che avrebbe potuto choccare. Si trattava di una felpa della Manif pour tous, lorganizzazione che contesta la legge voluta dal governo Hollande gi approvata dallAssemblea Nazionale, e il cui iter parlamentare appena partito al Senato. Il logo incriminato? Un disegno di un padre e una madre con due figli per mano, senza scritte (foto Le Figaro). . Franck Talleu, il protagonista della vicenda, si trovava al parco con la moglie e i sei figli, in compagnia di altre famiglie conosciute sui social network. Il pic-nic ha attirato lattenzione dei custodi, anche perch nei giardini del Palais du Luxembourg, sede del Senato, non sono permesse manifestazioni. Dopo unaccesa discussione, a monsieur Talleu stato fatto un verbale per organizzazione di manifestazione ludica senza unautorizzazione speciale, con ammenda da definire. Comprer subito la "felpa del delitto", e invito tutti a fare altrettanto, ha dichiarato Eugenia Roccella, deputato Pdl e gi portavoce del Family Day.

COREA DEL NORD

L'azzardo del giovane dittatore


di Luca Fiore 04/04/2013 - Ha solo trent'anni ma minaccia il mondo con la bomba atomica. Kim Jong Un sfida i propri generali e prova ad alzare la posta del disarmo. Ma per Vincenzo Faccioli Pintozzi, di "Asianews", la vera tragedia il popolo ridotto alla fame Dicono di essere pronti ad attaccare gli Stati Uniti con armi nucleari. I generali nordcoreani fanno la voce grossa e la comunit internazionale non sa cosa pensare. Non si mai saputo molto di ci che accade nei palazzi di Pyongyang. E da quando, due anni fa, al potere salito il giovane Kim Jong Un (terzogenito trentenne del defunto Kim Jong Il), la lettura di quel che accade si fatta ancora pi difficile. Oggi la Corea del Nord non ha pi solo le fionde: ha testate atomiche e missili a lunga gittata che possono colpire le basi americane nel Pacifico e le Hawaii, dice Vincenzo Faccioli Pintozzi, analista di Asianews: Ma a nessuno conviene che la situazione precipiti. Come si spiega lescalation delle ultime settimane? Ci sono diverse letture tra loro complementari. La prima che il nuovo dittatore Kim Jong Un non ha ancora completato la presa del potere. Lapparato militare su cui si fonda il regime era completamente fedele a Kim Il Sung e molto vicino al figlio Kim Jong Il. Questo non si pu dire con il giovane nipote. I generali avrebbero preferito lo zio Jang Song Thaek, che considerano uno di loro. Quindi Kim Jong Un userebbe questo braccio di ferro per ottenere la fiducia dei vertici dellesercito, senza la quale rischia un colpo di Stato. Poi va considerata la situazione interna del Paese, che disperata.

In che senso? La situazione economica e sociale davvero al limite. Basti pensare che lanno scorso, per la prima volta in cinquantanni, c stata una piccola manifestazione di protesta. Non contro il regime in s, perch nessuno mette in discussione il sistema, ma per chiedere un po di aiuto da parte dello Stato. Si protestava per il fatto che lesercito sequestra il 30 per cento degli aiuti umanitari che arrivano nel Paese attraverso le organizzazioni cristiane. Si ha limpressione che Kim Jong Un tema che il sistema non regga pi e preferisca morire in una fiammata piuttosto che perdere il potere. Ma rispetto alle relazioni internazionali sembra una mossa senza senso. Unaltra interpretazione che in realt si tratti di una manovra laterale per tornare poi ai colloqui sul disarmo del nucleare, interrotti dal 2008, con una carta molto pi forte da giocare: Non solo abbiamo il nucleare, ma possiamo colpire gli Stati Uniti. Si tratterebbe, insomma, di alzare il prezzo per il disarmo. Io sono convinto che la guerra, in realt, non la voglia nessuno. Un attacco sarebbe la fine immediata di Kim Jong Un. Quindi si tratta di tattica. I nordcoreani sono imprevedibili. Le intelligence occidentali escludevano categoricamente il terzo test atomico che poi stato fatto. vero, sono anni che Pyongyang agita lo spauracchio dellattacco, ma questa volta ha latomica. Tuttavia penso che non ci sia il rischio reale che si vada oltre qualche scaramuccia di frontiera con i sudcoreani. Nel 2010 Pyongyang affond una corvetta della marina sudcoreana uccidendo 50 marinai. Non ci fu reazione, a parte il blocco temporaneo degli aiuti umanitari. Che ruolo sta avendo la Cina in questo scenario? La Cina lultimo fattore che ha destabilizzato una situazione gi abbastanza precaria. Pechino il mese scorso, per la prima volta, ha votato contro il Governo di Pyongyang al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si trattava di sanzioni che lasciano il tempo che trovano. I nordcoreani vivono con un dollaro al giorno e non ha molto senso punirli vietando loro di esportare capitali allestero. Tuttavia la nuova posizione dei cinesi significativa, perch mostra che la nuova leadership non disposta a fare da garante a un giovane di cui non si sa molto. Tanto vero che i nordcoreani hanno accusato la Cina di essersi fatta fregare dagli imperialisti americani. Detto questo, neanche a Pechino vogliono che la situazione precipiti. Perch? Da una parte se scoppia una guerra, in ogni caso, la penisola coreana si riunifica. E se ci avviene, su 22 milioni di nordcoreani almeno 10 andrebbero in Cina. Sarebbero 10 milioni di persone alla fame e profondamente ideologizzate che entrerebbero in Cina solo perch c il comunismo. E Pechino questo non lo vuole. Laltro motivo che la Cina gi proprietaria della Corea del Nord, visto che possiede l85 per cento delle risorse economiche presenti nel Paese. Se la situazione stabile i cinesi non fanno altro che guadagnarci. Cosa dovrebbe fare la comunit internazionale? La Corea del Nord in mano a un uomo imprevedibile che non segue nessun tipo di logica. E la situazione intricata. Ma non siamo di fronte alla Germania nazista. La situazione umanitaria ancora pi grave di quella politica, e nessuno fa niente. Gli unici che riescono a fare qualcosa sono i cristiani, cattolici e protestanti. Le organizzazioni internazionali dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza e pensare che non abbiamo a che fare con una grande base militare. L c un popolo intero che muore di fame. Cos non si pu andare avanti.

VENEZUELA

La nostra speranza, fondata sulla roccia


02/04/2013 - La morte del presidente Chvez, le elezioni imminenti, la crisi economica. Di fronte ad una grande incertezza sul futuro gli amici di Cl del Venezuela hanno scritto un volantino per ricordare Chi costituisce il punto di partenza per costruire

Tutte le circostanze che stiamo vivendo in questo periodo, segnato da una estrema polarizzazione sociale e politica, da alti livelli di insicurezza, dallacuta crisi economica, dalla morte del presidente Chvez e dalle prossime elezioni del 14 aprile, ma ancora di pi dal gran livello di incertezza sul futuro che pure tutto ci genera nei venezuelani, costituiscono una opportunit per la nostra maturazione e una verifica della pertinenza della fede rispetto a tutto quello che ci accade di vivere. Di fronte a questa realt che interpella i nostri bisogni e desideri ci sentiamo chiamati a esprimere quello che amiamo di pi e che costituisce il nostro punto di partenza per costruire . Come ha detto Papa Francesco allinizio del suo pontificato: Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi la speranza (...) e per il credente, per noi cristiani (...) la speranza che portiamo ha lorizzonte di Dio che ci stato aperto in Cristo, fondata sulla roccia che Dio; Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Ges Cristo, la cosa non va (...). Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene gi, senza consistenza. Per noi il criterio ultimo per guardare e giudicare tutta la realt non nasce dal potere di turno, n dalla cultura dominante, ma dallincontro con Cristo presente, e questo incide nella coscienza che abbiamo di noi stessi e nel modo con cui concepiamo la relazione con tutte le cose. Per questo la fede, quando non svuotata del suo significato giustamente per il fatto stesso di porsi nella realt e di non essere ridotta a un ambito privato o a un insieme di valori non pu evitare di avere a che fare con tutto: la malattia, il lavoro, leducazione, la vita e la morte, fino a generare soggetti adulti capaci di avere un criterio proprio per stare di fronte ai diversi problemi sociali e politici del Paese. Perch come dice Luigi Giussani: Il primo livello di incidenza politica di una comunit cristiana viva la sua stessa esistenza, in quanto questa implica uno spazio e delle possibilit espressive (...) per il solo fatto di esistere, se sono autentiche, le comunit cristiane sono appunto garanti e promotrici di democrazia sostanziale. Per questo noi puntiamo su comunit cristiane vive e autentiche che diano impulso alla nascita e allo sviluppo di un movimento di persone libere e responsabili che mostrino tutta la loro umanit, la bellezza e la dedizione generosa che essa porta, affrontando le necessit della vita e quindi creando opere che sono un apporto nuovo e originale per la costruzione della societ. Comunione e Liberazione - Venezuela

Accogliere un altro
Sandro Bonicalzi

Pregate sempre senza stancarvi mai, dice Ges nel Vangelo di Luca (Lc 18,1). La preghiera lo svolgersi nella vita di un riconoscimento continuo del nostro rapporto con il Mistero. quindi una coscienza di s, pi che una cosa da fare. laccoglienza di un Altro nella propria vita. Come diceva lo starets al pellegrino russo, si tratta di una dimensione che coincide con il respiro e che fluisce spontaneamente dentro la vita di ciascuno di noi. Perch questo accada occorre riconoscere la presenza del Mistero che si fatto carne: Ges, che presente alla nostra vita e ci attira sempre di pi al Padre, adesso, attraverso ogni cosa e ogni attivit. Nel compito che mi affidato come parroco fondamentale insegnare a pregare, ma perch questo avvenga occorre che io impari a pregare. Ci non mai scontato: una provocazione di ogni giorno, una sfida, perch la memoria di Cristo non un fatto che si possa decidere o imporsi, ma un dono che continuamente richiede la nostra libert. E i casi sono due: o la mette in moto verso Dio o diventa formalismo vuoto. Fin da ragazzo sono stato educato a pregare con i Salmi, la vera scuola per riconoscere che tutto dentro il rapporto con Dio, che Dio si interessa di noi anche quando vogliamo

presuntuosamente fare di testa nostra. Lesperienza cristiana, educata alla preghiera in Giovent studentesca, mi ha insegnato a vivere la liturgia come accoglienza di quel rapporto e di quel dono che cambiano, a poco a poco, il modo di agire, di pensare, di guardare, di sentire ogni cosa. Immersi nella preghiera si impara ad amare la liturgia, che la forma suprema con cui Cristo stesso prega e si offre continuamente a noi. Un altro punto privilegiato di preghiera nella mia vita lamore al canto. Cantare bene uneducazione a mantenere viva e desta la percezione del Mistero. In parrocchia, oltre ad un bel coro polifonico, abbiamo proposto una piccola scuola settimanale di canto che coinvolge le persone presenti alle celebrazioni feriali: normalmente una ventina di signore anziane che, in maniera veramente commovente, imparano il gregoriano o i canti della tradizione che erano stati dimenticati dopo gli anni Settanta. Dentro questo cammino di educazione continua alla preghiera sono decisivi il silenzio e ladorazione. Anche se costituiscono la cosa pi desiderata, non sono sempre facili da vivere, perch siamo tentati continuamente di farci distrarre da ci che sembra pi urgente nella vita parrocchiale (o comunque nella vita quotidiana di ogni adulto). Tutto tende ad apparire pi decisivo della preghiera, del silenzio, delladorazione. Trovare lo spazio e il tempo diventerebbe allora unimpresa ardua, se non nascesse da una gratitudine presente nel mistero della propria vita e della propria vocazione. E cos anche linevitabile stanchezza e la distrazione non affaticano, perch diventano la possibilit per essere ricondotti a vivere la propria umanit come domanda di misericordia e di stupore per la bont di Dio.