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WILLIAM R. PERKINS LIBRARY


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FAMIGLI

D &t LA

DE MEDICI

Jffrijfo BartolommeoSermartelli, e Fratelli,

IN FIRENZE, M D G X.

'

1 /

AC SIGNOR E E
C A V,A Li

BELISARIO VINTA

7rimo Segretario di Staio del Gran Duca

FERDINANDO.

GIOVAM BATISTA STROZZI.


Jgentilifima lettera di V. S. in nome di S. dicendomi defide*
rarfi ch'io facefsi <yn breue ri*

pretto appartenente alla famiglia de Medici, e cbeefihaueu*

a mandare inlotanpaefe a Prin


ci

f grande

eccit nell'animo

miofubito che Cintefi> affetti diuerft


ch'io hebbi dell'hauere a

; e

doppo

il contento

impiegarmi in co fa da poterfy

dtsfare a chi iofono obbligato a feruir

confeffo eh*iofui

da timiditfoprapprefo, 'veggedomi nel'iftejjo tempo af


Jalireda moltedifficultenondipoco momento , e mafia

mamente intorno

all'origine di famigliafi nobile , della

quale le tante opinioni h^nno fatto che per auuentura


e'nonfipcfja hauerne altro di certo che l'incertitudine ,

ma

cjueHa

nellefamiglie

che rifplendono

fommamente

nonfuole ella ef ereper lo pi di nobilt inditio maggio* re f lofer me direi che in torofidourebbefare come nelle

feientie

*
t

fcientie, nelle quali iprincipii nonfi pr ottano jtna fi pre*

Jppongono
della

e che

e douejfe bafare che le prime hotitie

che g autori approuati ne danno, f uj] ero comefon quelle

famiglia de

JM edici in

Gi: Villani e ne gif altri


la curio/ita e fi

biforici buoni .
sfacciata
l'altra
e

Con tutto ci fifatta


.

ladulatione , che

Ivna vuol pur ritrouare , e


lo che da queste come

nonfi vergogna a mentire

V. S.fafuifempr e lontano efar non nego di non hauer


con ogni diligenza ricercato ogni libro , ognifrittura >

donde io-babbiapenfato di poter venirne in cognizione .


cordanofra loro>efe in cambio di luce %jMafe tanto dif f' ne trahepi tofto ofcurit, non egli megliofen^a aderire quel che affermar non fipu , argomentarne la gran deZ^a di ler>cbe dando a tutti variamente che dir eruttiglifa concordare nel darle qualche origine

grande t lo

perirernia

l'k&tralafciate] e nel refante bprefopergui

dglbifloricii enoni'Toeti , forf altra volta ancor / prnder per mia* /corta loro ;fi come prego horalJ, S,

prenda briga di emendare queflaferittura, douunque ella


ne bara di bifogno
,

che l'aggiugnerv a gl'altri obblighi


;

molti che io hallajua cortefia


Pajfettola mano, le prego dalla

e baciandole con tutto

Diurna bont lunghezza

di vitale ogn altra cojapiu defiderabile .

D Firenze d

& 12. di Maggio,

ifoj.

DELLA FAMIGLIA
I>

ME
E

1.

antichit d'origine, fc eccelle

za d'huomhi , fc per lungotem p continuato dominio e gran-

dezza d'imperio portano alle famiglie chiarezza , e riguardeuo. li fopra l'altre le rendono , la famiglia de Medici per tutti queftt

rifpetti,

per

l'altezza delle

pi fubblimi degnit che rifplen


dnor^Iei, chiarifsima, yna delle principali cheha-

uefenrd che

riabbia al preferite la Criftianit.


j

HI-

fiorici innumerabili

infiniti altri

verfl, e'n varie lingue,

hanno
5

autori in profa e in a lei date alte lodi, ma

s'h notitia, che infiemec

poi che da tanti fecoli in qua* la non men nobile che bella Citt di Frenzcand ancora ella crefeendoin potza e grandezza} Anzi al fardiuenir grande la patria, ella porle aiuto gradifsimo. E lafciado il ricercare, f a tempo di

non fuperiorial mento

Carlo Magno, prima come vogliono altri dipoi* a venilfe di Grecia d'altronde certa cof che gl'anti
,

chi e nobili edirtii fuoi, eie feri tture prillate, e le publichc, gl'honorati fepolcri, e padronati delle Chiefe, fanno vera teftimonianzadel fuo etfre ftata vna del primo cerchio, e tra le prime. Ma dell'eflerfi in procedo di

tempo al principato di tutte l'altre innalzataci no legge nconfideratamenterhiftorie, netrouerla cagione, e comprender che pi di trecento anni fono vi fi incominci acaminarc a gran pafsi, guidandotela il proprio

I 1 l A

FAMIGLIA
Appena
(\

proprio valore, e la grazia vniuerfale

era efa-

to principio alla creatione del Magillraro fuprtmo, che ella ne hebbe in mano il gouerno. r/ poco af preflo rattifi Medici direnfbri de gl'opprelsi da altre famiglie p tenti, hora contro a gl'interni hora contro a gl'edemi infultilofdido della prudenza e l'afta dell'ardire adoprando, furono de principali che liberarono da pericoli fbpraftanti la patria, *E col notifsima quanto animofamentc contro la Tirannia del Duca d'itene, sarmaro* no , e che doppo l'hauerlo a viua forza cacciatoio cambio dVno,(urgendo mille che al tiranneggiare afpirauanof la famiglia de Medici la prima che annata corte per abbattergli^ chemofle con l'autorit fua gl'altri al
i

nfolenza de tanti feditiofi (penta non fu . Quando i Capitani di parte Guelfa sVrano poco meno che impadroniti del la Citt, e inferamente J'atjrliggeuano,fi trou folo nel la famiglia de Medici chi arditamente a formidabili op prciTon opponendofi , dalla fua infelicit la follcuafle. Qual maggior benerltio alla patria, qual maggior lode alla famiglia de Medici , che'1 vedere armato nel mille trecentonouanra il popol tutto pregare vn folo, che
fino a che l'orgoglio e
l'i

medtfimoenonreft

della Citt padrone afloluto fi czffc : tt egli in vece di quello, farpofarea tutti l'armcquietare tumulti e ridurrei pace, e'n tranquillit ogni col? M Veri fu quelli (altro titolo a perionaggi grandi alhor no fi dai ,

lia ) e M. Salueftro fu quel che nel trecenfettant'otto ab bafs quella malaadoprata potenza de Capitani di parte, o piti tolto infignoritifi del tutto. Di -ui chi \cc

che e^nacque per publica falute, e chi afferma che cflen do tuttigraltn che maneggiarono cofe di ftato a fuo tempo, Itati banditi, vccifi, merit iolopt ria fua prudenza e piet verfo la patria pieno d'anni di terminare in quella felicemente la vita, edi reftare,nellc memorie de gi'huomini immortale innanzi a lui potremmo nominar

I C II f $n mar molti in pace c'n guerra fmofi , ma riconofcfa ino in due (oli il valor di tant'dltri . A uerardo d'Auerar do Pvno,che in poemi heroicamente cek brato ha fra

3 S

JB

niror del

(boi vanti l'edere flato bffauolo di GiouannigeG. Cofimo padie della patria ,e dj Lorenzo , dal quale il (condoCofimo,e'n degniti primiero di{cefe. L'altro Giouanni di Conte, che nel mille tregl'altri

cento cinquantuno, quando FArciuefcouo Signor di Milano con poderofo efercito a Fiorenza minacciaua era gi fu l'cfpugnare Scar eftermimo e deftruttione, peria forte luogo e antemurale di Firenze, con cento ar mati la foccorte e con l'ardire e col ferro facendoli tra nemici la ftrada, fu cagione di liberar lei dall'cipugnazione, e Firenze dal pericolofb affa Ito che forf abbattuta Phaurcbbe I nominati fin qui, e i taciuti per breuit , fi potrebbe dire, che e'fufero fondamento (aldo d'edifitioedi potenza (u prema, fi come ftabil ba(c ne fu la pi che csuil prudenza del padre di Cofimo e di Lorenzo, poich oltre alla reputa tione procedente da gli

&

egregii

ratti*

a beneftio pubblico, lafct ricchiffimi

rlfi

fjiuoli, &

efl

beneadoprado

la

ricchezza finimento

uono pcrtirarfi innanzi, furono alte colonne e ficure a (bftenere il pe(o di principato fi grande . Chi non vederne oltre alle proprie e magnifiche habitationU'hauere edificato tante Chiefc, e Monafteri,c Conuenti iti Firenze, e fuor di Firenze e fino in Hierufaleme l'haue re in opera fi tadeuole fpefb all'ora pi di quattrocento jnila feudi , fu (opra quefte fabbriche fpirituali vn fb
bricare afcea'defcendenti loro (labilit di grandezza temporal fi , ma dureuole e gratifima a Dio ? Lorenzo che (co a tutte le fpefe concorie , e per efTer minor fratello,non ne hebbe all'ora come Cofimo il grido e fa lode, n'hebbe poi dalla Diuina bont rcompenfe maggiore,poiche i difeefi da lui tanto pi fi fono efaltati $ degno c'fu per la cognitionc dcllefcienze , per la Chriftiana

DELLA
.

T A

1 XS

che rifplenderono in 'lui , che Eugenio quarto amandolo molto , lo ftimalTe non meno Il Poggio lo celebr con funerale orationc,e al lefueeflequie interuenneroNepotidi Pontefici, fi come il corpo del morto Padre era ftato accompagnato alla fpoltura,non folo da tutti i Magiftrati, ma dall'Am bafciadoreddrlmperadorcedaquei de Ree de Vencv ciani, e de gl'altri potentati, pe'quali in Firenze all'hora riiedeuano . Di Cofimo fratel maggiore di Lorenzo e che tanto pi vifle, quante gran cofci vengono itinanzi da dirfi i Ma perche il dir mio farebbe troppo inferiore al merito loro, referir quel che ne difl/chi fomigtiandolo nel nome , di gran lunga in altro lo fuper Cio il primo Gran Duca il quale rifpondendo a vnoehe'l maggior Cofimo chiamato l'haueua, difiTc che non gli farebbe parfo far poco , ( tiel merito alni pareggiato fi fufle rifpofta che delPvno fcuopre mo(liana piet, e per l'altre virt
, 5 , ,

deftia notabile, e dell'altro eccellenza mcredibile.CJue*


fto detto folo per l'autorit del dicitore, vaglia per tut-

cheinfua commendatione odurfi pocome troppo noto il fogghignere , che di liberalit , di prudenza dimagnanimiti , di temperanza nefluno gli pofe ri pie innanzi . Quefte, e le tante altre virt, furono Tarmi che da gl'alTalti de nemici ,
to
il

reftante

trebbe, e

lafcifi

emuli fuoi lo difefero quefte a lui diedero vincitrice palma di chiunque alla grandezza fua per gareggfarnen
;

to o per altro era ftato ardito d'opporfi pero affermando molti che mai gentilhuomo togato e difrmato
,
$

ancora ne gl'antichi tempi fuperiore oegualea Cofimo non tu, affermare ancor fi potrebbe, che bench di {armato apparirle, n era cos armandolo continouamen te vna fchiera d'ammirande qualit Hebbe a Ca fa de Medici affai piti che neftun'altra numero grande 4i Signori, e di Gonfalonieri Prelati molti pi d'vno Arciucfcouo di Firenze,c quati Cavalieri a fpron d oro
, .
, ,

le

3 n m s n

e Ambafciadori, e Commeflari d'efercti l Tra pochi (liti non fono, fommimsnte rifpleriche quefti. de Bernardstto che per la rotta che fi trou a dire ai Duca di Milano,nclla patria ritorn trionfante. Amori
altri
,
,

&

ragli pi volte

ha

veduti, e vede l'et noftraj raailoro


,

{plendori e gl'altri f eftano da fiammanti reali da gli Scettri, e dalle Corone adombrati. DaCofimo e da Lorenzo fi veggono difendere Generali d'eferciti , Gont\ot\\Gx\ di (anta Chtefa, Caualieri del Tofne,

Duchi Gran Duchi, le Regine, Pontefici Ma non minor merauglia porge 1 vedere fnza eflfer Principe e fenza altra de gnit, cosi degno,cos elal tato Lorenzo, che Arbitro

Gran Maeftri

di fiera Militia, Cardinali,


i

dell'Italia

(limato

Pontefici defideran l'amicitia Tua,

cercano d imparentare con lui, fhonorano 1 Re, gli chieggon configlio , ilSoldano potentnlmo fignorc
gli manda nbiliflmi, ericchiflmi do Gran Turco gli manda l'vccifore di Giuliano fuo fratello, vnode miracoli di natura lo chiama chi ne fcrilfe la vita & afferma che'l Cielo della morte fua

dell'Oriente
ni;
il

diede manifeftamente pi fegni . Allora pi chiaramente apparue, che di gi era ftabihto lafsh,che Fi*

renze

potenza mai Re, e maggior p, teft contro a lei collegate afuperarla non furono battami ; perqueftieper altri (gni euidentifi vide che tutto il reggimento di lei hmeua folo da fi veneranda famiglia a foftenerfi . Prima non volter i Medi*
libera
vifl'uta ftraniera

fempre

{bggiacer non doueua

poich

ci imparentarti

con famiglie

foreftiere,

ma

egli

prete

per moglie vna di caf Orfina, e vn'altra ne diede a Pie. ro fuo figliuolo,- e s'imparent ancora con Papa Innocente } fu la moglie di Giouanni aUolo di Cofano il G. Duca figliuola di Galeazzo Sforza Duca di Milano e la mogK i Lorenzo fratello di Giouanni fu di ca( Appi auu pairona dello dato di Piombino, e dell'I fola del*
,
.

l'rtki

p
l'Elba;
fi

USILA
;

'A

e 1

che la famiglia de Medici innanzi che eli* hauefle Papi , Duchi G. Duchi fece parentadi fi grandi , e meritamente poich il Gu teciardino grauifc (imo hi (ronco dice, che prima che Pontefici maggior la rendeflero, ella era in eccello luogo falita. Poi quando il fuo Cardinal Giouanni, Cardinale che s'aperte col valore al Pontificato la ftrada a tanta fu bl imita fi con*
i ,

duflc

tir ancora

fuoi tanto auanti,che Giuliano fat,

to

Duca di Nemors e Gonfalonier di S. Chicfa e Gefi

neral d'efercito
berta,

congiunfe in matrimonio con

Fili-

che fu forella di due Duchi di Sauoia, e Lorenzo Duca d Vrbino, e umilmente Gonfalonier di 5. Chiefa, e Generale, s'imparent conia famiglia che haueala Contea di Bologna e d'Oru ernia, famiglia Regia dal Giouio e da altri chiamata . 11 Cardinal Giulio afcefb ancor egli al tener in mano le chiaui del Regno del Cie
a vederfi tenere imparent i fuoi con le due pi ec* celie famiglicene hauefle mai l'vniuerfb.cio con l'Ira pertal caf d'Auftria , e con quella che da tante e tante centinaia d'anni in qua Chnfti amili ma . Ma chi folo ha in mano tutti Regni e gl'Imperi , moftr col dar breue vita al Cardinal Hippolito, al Duca AlcfTandro , e a gl'altri difeefi da Cofimo e col far trapalare ne difcefi da Lorenzo il Principato,chc del grande fplendore che poi n* venuto, quelli haueuano a efTer aurora che poco dura, e quelli in coni paration loro il fole. Cofimo e dieci altri fuoi difcendenti,che tutti nella Fio rentina Republica,o togati o armati comandarono, tue ti in meno i fettantun'anno morirono Dell'altro Ramo pi felice e pi gloriofo tre foli fon gi perla Dio
lo,
i

edoppo

fofferti trauagli trouatofi

da Carlo V.

la ftafTa,

gratiaal fefsttottefim'anno d'Imperio: e

fi

degno

efltn

dodi viuere,chi viucal prefenteG. Duca numero d'ari ni maggior fi defidera e fi fpera. Ben fu troppo breue
la vita

del Signor Giouanni chiamato per eccellenza valorotb,

il

>

MEDI C il

li

VaTorofb, chiamato per fouran iti di valore folgore di guerra $ che f pi fufle vifluto, affcrmafi da gl'i dorici che l'infelice (cco di Roma non farebbe feguito,e che

merc d lui , harebbe la desiderata fua libert acquieta Affermano ancora che l'ifteflb Re Francc(cohebbeadire, che f il Signor GioUanni de Medici era (co a quella memorabi! giornata (otto Paula Ja vitl'Italia
,

toria era fua , e non dell'Imperatore .

Hor ( a me fufle
fi

lecito foggiugneraltro,direi chel'hauer

marauiglio-

quando contro gl'Imperiali, quando contro a'Franzefi & altre nationi, tu perche e'Franzefije Tedefchi e Spagnuoli , e Italiani e Grigioni , e Suizzeri altri potettero come au ttenne , l'incredibil Tuo valore per proua conofeere , ammirar tanto pi l'vnico Tuo figliuolo, che dalla diuiria prouidenza eletto a efler G. Principe , doueua con*
(b guerriero per vari accidenti militato
,

&

&

forme al nome in tutte le parti del mondo rifplendcre Di Principe fi gloriofo Pio Quinto che religiofiflmo il chiama, fcriuencche mirabilmente hebbe l'imperio de Cuoi, e pi mirabilmente Io refle, e che l'hauere a gli Eretici e gl'Infedeli tante volte fatto fentire quanto e fufle potente per terra, e per mare, e Tefler di militar religione fondatore, e'1 difendere da nobiliifima ftirpe

con grand itfrai Re e Imperadori congiunta di fangue, genitrice di tre Pontefici,e gl'altri grandi,c proprii meriti fuor dgnamente lo faceuano G. Duca di Tofcana ,
prouincia fi celebre^ li degna . Di lui e della Duchefla Leonora nacquero due G. Duchi, due Cardinali, e pi
altri

gran perfcnaggi : Era ftato genitore a lei Don PieToledo che in vece di Carlo Quinto comand tro

a efferati,

gouern regni

& ella fu donna di valore ec

ceffiuo; Della lor progenie i parentadi cofa notiflma che fono (lati col Duca di Bracciano,e col Duca di Fcr rara, col Duca di Mantoua, col Duca di Modena , e di

ReggiOjCol Duca di JLoreno>e'l GDuca Fracefco Prin. cipe B a

1 cipc d'ogni maggior honor meriteuole in matrimonia fi congiunte, con Giouanna d'Auftria figliuola di Fer-

&BLLJ
forella di

f A

* Llt

Matimiltano Impcradori.E come il Re di Francia Hcnrico fecondo hebbe Caterina Medici per moglie, che tu madre di tanti Re ; E nella Pollo nia, e nella Spagna , in Fiandra e in altre Prouincie , il

dinando, e

fuo ha dominato, e domina., cos il quarto Henrico prendendo per moglie Maria figliuola del G.
real (ngue,

Duca

e di Ferdinando G. Duchi nepote, chiaramente appari fee , che quella Serenif-

Hrancefco, e di

Cofimo

fima Cala dal Re de Re ftara eletta a produrre fofteniSeminario di Pontefici altri tori di Regni, e d'Imperi t'hanno chiamata , e del chiamarli cos , il Cardinal d Firenze, Cardinal fi grande , hora tanto maggiormcn te cagione . Ma intendimento mio non l'eftenderml al prefente in lodare la famiglia de Medici degna , come

grad'huomo gi di(Te,Di poema chiari fimo,c d'iftoria*


kqual'altra merita pi d'eflere da
gli feri ttori

celebra-

tale le fa enti e, f
i

l'arti

pi nobili fono

ftare

sepre in al-

mote libreriejinftituire Ac cademie, fondati Studi, e gl'aggranditi, ampia teftimo manza ne fanno j e con loro dottinomi huomini , che
fa guifa fauorite da
lei ? le fa
i

dalla Grecia e dall'altre prouinciequ per vniuerfal be-

congreg , e fece tornare le greche lettere in viche in Italia tanti fecoli erano Hate fepolte . Ne fota, lamente con l'ombra della fua protettone ha fatto crescere mirabilmente le dottrine e le lcien tic , ma di effe ha comporto ancora ricco ornamento a f propria,poiche molti in lei non meno per lettere , che per armi , o per altro rifpldono : e i poemi e l'altre opere loro por tano in fronte il nome loro fcolpito Oltre a tanti huo mini per varie cagioni eccellenti , non poche donne fi potrebbero conimme lodi celebrare $ e tra Tv rime non farebbe Clarice , che nepote di Papa Leone , e Zia della Regina di Francia in alti affari appartenenti allo dato
neficio
I

I ft' forf nata Medici prindall'efler de E Itato l'impieg 5 cipalmente venne, che fi valorof figliuoli ingener come furono il Marefcialle,il Priordi Capua,e'i Cardinale. Tra quelle che Cno a pi alto grada di perfettion peruenucc e le ftima ognuno pi cotto diuine che ha ciane , non di pi cfvna de Medici fcritta venerabilnente la vita i Si come quefte viuendo in Cielo humasia lode no cercano, cof per modeftia la recufano quei che viuono hora quaggi; Per qucfto n ho fatto meri tioncdcl Signor D. Antonio, che intrepidamente guer reggendo molta lode e fama acquift ; non ho detto chc'l Signor D. Giouanni Venturicre, e General d'ar tigiieric, e General macftro di campo in Fiandra, in Vii
'

b e

z b

gheria, cV alrroue rappreseti inficine col

nome il valore

di quello inuitto guerriero, del quale e' va nelle milita-

imprefe rinouando la gloria . Per la medefma cagione non diffi, che ITccellentiffimo Signor Don Pietro non pure come il G. Duca Co fimo, e'1 G. Duca Franco (co Caualiere dei Tofne, ma generale delle fanterie Ita liane, (mmamentc rendendoti amabile,ha notabilmcn te fatto gareggiare nell amarlo Tvn e l'altro Re Filippo, e la natione Spagnuola, e l'Italiana, i*amore,c*l merito in ci contendendo ancor elfi amicheuolmente ira loro * Per quefto ho col flentio honorato il G. Duca Fcrd nado a grandiflime cofe operare per publico bene dall* altifCma prouidenza mandato. Al gran padre loro e Principe eletto da fiioi, l'infinita bont conced, chela
ri

republica Fiorentina d'eleuati s , ma forf di troppo acuti ingegni comporta , e dall'onde delle Ciuili difeordic agitata,ogni turbulcnza quietaffe, e tranquillafle , e
tranquillit,e pace ottenete ; Al G. Duca Ferdinando fuperna gratia don, che i due gloriofi Rami de Medici flati

niffero, e
fia

dugento anni difgiunti , con fcro legame fi riuche di lui, e della Gran Duchefla Chriftiadi Chriftianiflma Regina germoglio felice, defideratifsimi

14

>

M L L A P
,

cieratiffimi frutti

t O t t A e marau igliofi nafct fiero . Confide*

AU

rando per tanto gl'innumerabili benefitii che dalla Sereniffima famiglia de Medici ha particolarmente Firenze riceuut, e riceue , a ragione pu dirfi ^qucfti liberarono lei conforme al nome loro dalla mortale infer-

mi r, che nafeendo da difeordanti humori


lit
,

delle parti

Popprimeua , quelli da terribili aflaltidi poten* maggiori la diffro queiti le ribellanti Citt le racquietarono , quelli al dominio di lei pi altre ne accrebbero . l'et pallata non vide che'l primo G. Duca al fuo primiero dato vn altro fi grande e fi importante congiunte ? Et hora che fono tante Cit t principali vnite inficme, tante Republiche obbedien ti a vn folo , hor che fono maggiori le forze che fieno fiate gi mai hor che fino in Oriente f ne teme, hor chedoppo tante fuccefsioni di Principiai Ramo de Me dici che domin prima , e l'altro che gl' fucceduto
tati
,

{fretti di

nodo fi fono,e copiofa e ricchifsima pr le ne per Diuina grazia venutacene non pofsiamo fpe rare della felicit del terzo G. Cofimo,che da G. Duchi difendendo '1 primo che habbia l'vn e l'altro Cofimo
fnto

grande, e Regine , e Re per fuoi antenati E tanto pi da cagione di fperarlo , il vedere che i Sereni fr imi fuoi aggenitori efmpio di fi alta imitatione gli danno , giungono a gl'altri eminenti meriti loro, il vigilare che Feducatione e l'infcgnamento di fi gran Principe, all'oi cima lor volont cornfponda.

&

'

AL

AD SIGNOR
CAVALIERE
BELISARIO VINTA
Senatore

GRANWCA
ttitio
9'fatica

e primo Segretario di Stato del

COSIMO.
quel cheffa in/r

GIOVAMBATTISTA STROZZI.
N pu mai ejfer briga
poche , de Padroni , per non Colo non mi par*

Phauere a ritrouare tra le mie nom


ajfai mal tenutefritture
,

&

quelli

che iofeci a g' anni paffuti appartenente aU lafamiglia de Medici , ma difedisfationmi


lofcrittore delle pi iltuftrifamiglie

far l'hauerla ancora a mandare a Roma al Italia itjr quanto alfag*

giugnerui alprefinte quel che nonfidtjfe all' bora perche auue*

nuto non era proceder cornea V* S. piacera.


cofcpiu notabili feguite poi, fino

Ognvnfachele

Ihattere igran meriti del Cor

dinal di Firenze efattatolo al vederfiinquefla Serenifiimafa miglia il quarto Pontefice ifi come vide pocofa con tanta le tuta
la Francia incoronar/i Maria Medici Regina di tanto gran Re pio ; e Vejfer da quefta all'altra vitapajfato il Gran Duca Ferdinando>e non prima partirfine, che lafciare il fuogran fica'fi fore imparentato con l'Imperiai Cafi d? Aufiria, i quali ameni mentifono perf He/si tanto noti, efi chiari, che lprendere al dare il Pontefice o la Regina, o Cvno e Valtro Gran Duca,fartb edafarfiuuenire di colui, eh*appare*chiandofi a leggereferie
tifitoi

che diccuano bene

d Ercole

glifu fibito detto r

e chi e

che ne dica male ? Leene come afferma viialtro dille cofi dm

ti
meglioflpub hnofar cl fidenti Maria chrtUtamfsmi non da. ella /peranza o pi tolto eertela chela Francia non*
$de,
-,

foloy

ma tuttala

Chrifiianit afia per ammirare in /eirinou*te,o


f

fuperate della gran Caterina

l' Eroiche virt Et del Gran Duca Ferdinanda tutto Firenze, tutta Roma, e Bo per dir tutto il mondo non concorre a dirne marauiglie * Aljuogranfucccfi

fi veggono i mandati infin dalle da grandifimi Se a rallegrarfifeco * del far chiaramente apparire il Donatore d'ogni bene , che pi amabile ejr pi meriteuol Principe dafitdditi, ejr dagl'altri de fiderar non fi pu fiche in cambio* di far p articolar me nt io ne

forefifbngia veduti venire,


remotifiime prouincie ,
ejr

&

no nvna breue lettera,ma in lunghe orattimi Appena fi potrebbero r acchiudere ipi tofio mi rallegrer con V,
dellefue lodi, che

dell' hauer

conceduto a

tei fla ilgrufiifsimo

difpenftore di

tutte le grafie lejpre accetti/sima

a ciafeunode quattro Grato

Duchi; e quelche importa pi, Ihauerneefii per ogni ri/petfa che di radofuoto cagione , efra gtaltri per dar fi da lei (co
le

fattone a Padroni^ auuenire) interafodis

&

adi'vniuer/ale in*

fiememente mHnbenefitiolunghipmamentefi buion Principe cp a r*. S. doni infieme con queflo ilpremio eh? dallafedelfruit fa ottimi

Piaccia a chipiace ogni bene di confruar per e*

ammmtfiration fua mi gioita di credere chefia lafsperhauere* Saciole con denoto affetta Umano* Di Firenze Ud 14 di Ln>

141**

'7

BELISARIO VINTAE
EQVITU senatori, et magni
AEtrurU T>ucis > a.
Secreti;

Primo.

EPISTOLA IOANNIS BAPTISTAE STROZZAB

Ex Etrufco in tatinum conucrfa

bumanifsims Uteri* tuis

M#*
datti

gni T>ucts nomine ad me


facile perfpexi flagitari

me

preffam atq; limatam Medicee gents cpitomen, quapoHea re

mot ifimam in
teretur.
fiffelus :

oram&ynaH*

cuipiam non vulgari tranfmit*

Hac ego re variefirn

Primo gaudebamfan vebementer oblatum mihi tempus , quo ei obfequerer cui me plurimum debere

intelltgebam > pofl timere grauiter colpi multiplici rei dif


ficultate circumuentus, eapr&fertim

quam ajjert

nobiif

fim& buiufcegentis origo , de quapropter varia* multo

rum difcrepant esc^f enteritia$ idvnumfortafje explorAtifimum eft, quod explorati nibilbabetur; quodtamen in
clarijima
trguit .

quaque familia maiorem ferme

nobilitatemi

Equidemftcfenti , in eiufmodifamiliis ean *


,

demejfe rationem *tq>indifcip\inis pbilofopborum

in

quibus

li

qui bus xx 'ornata quxvocantfton probantttr vt incerta

j ed quafi certa creduntur; itemq;Jatis


cipes illae notiones

ejje

debere fiprin
difi-

ex idonei* auEloribus petit* non

fimilesfintiiS)

qu* de gente Medicea bauriuntur ehm

ex Ioanne Villani ojm ex btfloric'ts aliis non obfcuris . Adeo tamen inquieta curiofitas e(i>ade tmpudens ajjentatio
y

vt altera notti aliquidfemper exeogitet,


.

alteri

non

fitpudori dolose menttri

Ego vero

qui

vt ipfi

nojli a

talium artium infolens non modo fuerimjed erofemper ,

fat eorme tabulas omnes/unde aliquidpercipi polJet,euoluijfe equidem accurattjime ; /ed /inibii conuenit inter
Jcriptores, ac pr luce tenebris potius circumfundimttr 9

firmari nonpo(funt, prafat ex eo co* prxtermifis qua af

quod varie cuiqi/cribendi materiefuppeditata^aliqua tamen omnes originisja lati Id quidem longitudinis metu tn prafens de conciliata
omififecutusqi in aliisfum quafi duces htftoricos potius

niicere illtus ampli tudinem >

quampoetas aliasfortaf]*poetasfecuturus Te interim


.

etiam atque etiamrogo vt

fi

quid in hoc tenui opufeul*

cenforemvidebitur flagitare , idarbitratu tuocorrigere negraueris ;ficenimfiet > vt9 cummultis


tibi

nomimbus

jimobfrilus>boc vitro debeam (uauifima bumanitati

tua.

Vaio.

DE M
F

E D A M IL

I
I
fi

C E &
A.

I origini* vtuftas,

virorum pretta tia, fidiutifsim continuata domina* tio atq; imperii magnitudo fmilias il

luftranc, confpicuasq,- praeter calerai

rcddunt , vtiq; nominibus hifcc omnibus , Medicea Domus nobilifsima eft. qu^propter excelfiisimos hono. rum gradus cum celeberrima eft tum vna ex iis , quai

Chriftiana refpublica principesvelnoftra vel maiorum memoria numerauerit . Hiftorici complures , carteriqj
(criptores lane permulti laudibus eam & fi maximis , non tamen dignitatc maioribus cxtulerunt fiquidem ex tot (culorum ad hanc diem memoria liquid con:

ftat

non folm illam

& potcntia & amplitudine creuifle

Florentinorum dui tate, fed edam ad patria; nitorem augendum , ipfim per (e plurimum contulifl . Atqs vt hoc fileatur , vtrum Caroli Magni temperate , an vt alii, ante iMum, aut etiam
parirer 5c ornata

cum nobili

poft cundem floruerit , fiuorirctur Graecis,iiuc manaret aliunde, exploratum llud eft, magnfici* ex sdiH
ciis ac peruetuftis , publicis priuatifqj tabuli* , funi ptuofifsimis Maufoleis , fcris templorum patrociniit

argui non temere in ter primarias principem cenferi. Curautem die procedente rcliquarum etiam omnium tenuerit principatum,difcet qui ftudiofius hiftorias per leget, intelligctqj annos ab hifee amplius trecentos magnis e iteneribus tendere ccepiflc duce ftudio quidem omnium , fd auita in primis atq; innata virtute . Vix dm fummus Fiorenti*} magiftratus geri coeptus eft^ cum luce in puppi fedens , clauum tenuit honeft fsim .
j

Non

So

PJ

t>

ri

ed

c n A

l\on Iongo poft interuallo cum Medices tcnuiorum patrocimum contra potentiam opulentiorura (fcepif fnt, modo externas, modo inteftina^s infultationes pru dentia? Ciypeos & magnanimrtatis telo acriter propulfndo,duces feprxbuere ad patriam imminenti periculo liberandam
.

Nemo non tener quam ftrenu occur-

AthenarumDucis imperio, quode^ mumpervimexpulfocumalii tyrannidem affettante* vni cateruatim fuccederent, Mediceo genere primi in
rerint tyrranico

medium procedere peftcm riatti glifcentem opprefl'uri; necco-ptoprius deftiterunt, quam feditioforum hominum fpiritus prasferocesvel confilio compefeerent,
vel au&oritate penitus frangerent Quo tempore pritt cipes Guelfo^ fationis Vrbe iam poen potiti, ciues
'

omaes impotentius diuexabant vnica Medicea


,

virtus

qua? opprefsioni huic obfiftens ciuitatem praefenti maio (ubduxit. Quid patri* vtiHus,quid Mediceo nomini gloriofius, qum,cum omnes in armis effnt,nno (upra milleftmum trectefimo nonagefrmo p vnum tamen fui (le cui Ciuitas ornnts gubernacula imperli defrret? quibusHe repudiatis,arma omnibus ex torftt , turbidos motus compofut , ac mutu fibi infeftos ad pacematqueconcordiam reuocauit. Verio huic nomcn fuit j Sylueftro illi cutus opera anno trectefimo feptuagefimooteuo capit* coniurationis pamiam im perantium affli&a potntia eft.De tato hoc viro (cilicet
eft
,

inuenta

ca fama percrebuit,
ah'iaffnnarunt,

natum effe pubhco aliorum bono : huic vni grandaeuoiam propterfum-

mam in patrram pietatem atque prudentiam contigifle,


dicm extremum claudere inter carorumampkxus, no. menqj mandare memoria; pofterum, reliquis omnibus qui per id tempus aliquam imperii partem actigerant Complurcsante 5ylaut exilio aut morte multatis
.

ueftfum
dare
:

pacis militici artibus celeberrimos licet lauda

fed aliorum virtus duorum

modo virtute

intel-

ligatuc.-

9
:

AMI
alter
,

A.

ii

Auerardus ab AUerardo di&us eft, Wi*,itiir * li hgroice poelos laude comtnendatus , hoc ad reli ladiunxit ornamenta quod loannis proauus ftiit ,, s nimirm, quo magnus ille Cofmus patria? pater or * eft, necnon Laurentius, ad quem genus fuum refert l Gofmiu vt nomine fecundus ita pnraus dignitate Alter vero Ioannes Conrisihus qui anno millefimo tre nfefimo quinquagefimo primo,eum Archiepifcopus
H.1S
i
. ,

qui Medioianum obtinebat , exercitu inftru&us validif

lmo Fiorentini vltima


>

in tenta bat,iamcjr-

expugnaturus

eratScarperiam, propugnaculum feilieet Florentie mu nitimmum tm ille fecusri non ampiius centum educens, fuppetias tulitlabor,iift>;ac virt te pari ter ac ferro

viam

(ibi

aperiens in ter hoftes arcem

expugn adone, Flo-

quo fortafle erat calura, prohibuit.Quos exprernmus,vel filentio prefsinomine ha&enusvel


rentia irapetu
fcile

furnmse baGmftrif feconttat plufquamciuilcm loannis prudentiam, quo Laurentium nacos fupra memoraparente CojTmum ums . Nani preter dignitatem cdkis in rem aitorurn fcinoribus honefte qu^fitam liberos vita difeedens
extitifle

fimus

quis dixerit prajualidum

potentine firmamentum, cuius

quidem

veluti

&

reliquie opu enti (simos.j


1

quipoftmodum forcunis,ido-

neis, vtiq;

ad amplitudinem artibus, re&e vtentes > alta columina euafere, quibus poftmodum maximi prici-

patus fftigium tut niterctur. Quijnefciatpraster zi priuatarum magni ficentiam piane regiam, tot vbique tempia, totfcrarum virginum domicilia, tot religio ( rum hominum coenobia domi forifq; vel Hyerofolimi*
excttafl non fine impenf quadringentorum milliun* coronatorum nihil fuifi aliud quam facrarum fubflru&ionum quafi fondamento regiam fibi & pofteri$ excelfitatem aftruxine /

Ac tametfi Laurentius

qui

quod natu minor eflet in operum modo no vt Cofmus


a laudiiat^ue gloria

focieutem in praefens venit,mex


cedei

>2

&

2)

C *

tedem tamenaDco tulitmpliorcm: quardoquidem


eorumquosipfegenucratluculenrius multo dfgnita*
vero dignus piane fuir qui rcnmo^ diiciplinarum cognitionem fed Chriftia*. nainetiam pietaten\c2terafq;virtutes quibusindaruiiv ab tugenio quarto cum fimiroperistrarettir, tantidem enarri non iniuriafierct. Idem in funere a Pcdio laudatus egregie efl^ eiufq; exequiis Fcntifictm repotes interfuere . Quo genere honoris ante non cai uerat parcns, quem, dum erterretur,ncn cirnes med magi* ftratus fd legati quoque cmnes, ques per id te pus Florentisehabebant, Imperator , Reges , Veneta Re(p# aliiq; Dynaftae ad tumuJum vfque font perhonorificc profecuti. Iam propc innumerabiliafunt qu^d Coeft amplificata.ipfe

d propter

lmo Laurentii germano


(e orationem
tis
,

natu g*andiore par cflet afTer-

re :quia tamen intelligo eius virtuti Jcnge

imparem eC

meam tantum exponam

quid de tanto

hoc viro fenferit is qui nomine par ,

virtute ac refe fa-

longe maior euafit ; tu Cofmum intellige, qui Ma* gni Ducis vocabulo primus eft appellatus : hic cnitn cum Cofmus cognomento magnus a nefeioquo corata praefnfqj vocarctur,ac primo llc pr*ferretur,non leu* quid, inquir,videbor aflecutus fi virtute hominem ade quaro : Vox nimirum eft, fi alterum attendas modeftic;, praeftantia; fi alterum fpe&es : qua quidem fi vnica propter laudatoris tamen autorit rem inftar omnium crit, qua ad cum ornandumpoflent afferri: A oneridiana quafi luce carius omittamus $ quod nemo pia* ne fuir,qui eum vel animi magnitudine , vcl munifcentia,vel modcratione,vel confilio fuperarit.He nimirum alieq; id genus virtutes velutarma fuere, quibusad ho fiites inimicoru inuidorumue aggreficncs pennone* fcte&useft continenter: his demiti fu bac iq; funt# qui eius amplitudini , [aut certandi peruicacia , autalio nomine fune aduerfati . Qup circa multi* pi dicanti*

&

bui

? A

M IL

2/

'is fkgatum neminem togatumq; vel Antiquorum me moria fuiflc qui Cofmumautvinceret aut etiam exe-

quaret jaffirmari etiam polTet cum maxime inermis videretur, tum maxime fuiflcarmatum, quadamveluti Pretoria virtutum|cohorte illius latera obuallantem. Porr gens nulla eft , qua; collata Medicea: tot fummo rum virorum capita recenfeat , quot hec numerat. Duces,Heroes,Dynaftas,Principes quorum numero com plures laudantur Antiftitcs, non vnus aut alter Archiepifeopi Fiorentini ; his accedunt aurei calcaris equitc itrenuiffimi,legati prudentia non vulgari,militum Prsefi perquam lane periti , quorum quidem numerum inire perdifficilc eft. Nos inter prope innumerabiles f/ngularitcr Bernardettus enituit , quem patria ideo

complexa

eft

triumphantem, quod in clade Duci

Me
harc

^iolanfi aliata, (uis f ciuibus egregie probarat. Gialli ci

praefe&os, cuftodefq;
aptas,

non Temei aut iterum noftra


,
,

&antehac vidit faspius & hodieaidue contutur ; eorum tamen fulgores & fi excitatiiTmos obnubuntatqueoblcurant pacisartes. regia? chlamides, feeptra, diademata, purpurse. E Cofmo, ac Laurentio velut fonte manarunt qui vulgo celebrantur,milituni
,

Imperatore*, Chriftianx Reip. Antefignani , aurei vel kris cquites, magni (crajmilitiemagiftri , Cardinale* , Duces , Magni Duces Regine , Ponti ri ces Scd noni minusadmirandum eft, quod Laurentius,& vero principati omnis ae magiftratus expers, ade tamen inclaruerit vt Italie totius Arbiter habeatur. Pontifices tanti capixis amicitiaro, nuptias expetun t Reges colunt , perhouoriftee, prorenataconfuluunt Sulthanus Rex in Oriente potentiftmus , donis maxime opulentis cohoneftat: Turcarti Tyrannus Iuliani fratria tnterfe&orem viuum traditin poteftatem :natura? miraculum ap peliat is qui res ilhus praectar geftas confer pfit,additq;
, .

&

complur a calo figru nec obleura edita efequaj tanti


viri

I*
rius

1>

E D

C E

J.
detti uhi elaV

virimortemprajnutitiadcclararent.

Tum
efle

multo inttlletum eft, decretum

iam

confili**

numinis,vt Florentia fa ( fi per oli iuris ac libera nul lovmquam externo principe regeretur; quatfdoquidem reges, aliiq; potentiores in eam coniun&is opitnii* confpirantes, numquam tamen ve feruiret edemira, perfeccf urit Cum bis tum aliis etiam argumentis ift dicatumeftowneillius imperiumnon nifi confilioac
. ,

virtute adeo auguftae familia; perpetuo ftaturum.Priirm

haud vifum eft Medicibus coniugia cumexteris familiis copulare hincipfe Vrfina Domo vxorem querens
:

vnam fibi, Petro filio altera matrimonio iunxit; idemq;


cumlnnocentio Pontirce affinitatem habuit cftitutam. Acloannesquidem Cofmi Magni Ducis auus vxorem duxit Galeazzo Mediolanenfi Duce natam. Laurentius vero cum in Appiana gente procreatam, tum etiam luarf?mul,& PopulomasDominzm.Igitux Mediceum genus antequam fuis Pontirces Duces, autMagnos Duces recenferet, maximas vtdemonftratumeft,iunxefataffinitates, necfanimmerit, cum
,

&

Guicciardinius hiftorise fcriptor locupletifsimus, affirmet, fummo eam gradu locatam fuifle, priusquam Poti tifcum nitore accedente clarius radiaret Ad haecloan ns, quiCardinalibusafcriptus, viam fibi virtute ad Pontifcatumpatefecit,vbjtalemac tantum dignitatis gradum eft afiecutus,fuos infuper ita prouexit vt lulianus Dux NeomagenfiSjitemqj fan&s tcclefi? Signifcr, Imperator creatus Philibertam duorumSabau dix
.

Ducum fororem in matrimonium


lifer,

fibi

accerfiuerit.

At

Laurentius Vrbini Dux, Ecclefixitem orthodoxa; vexil acmilitie Imperator, eam fibi fmiliam copularne,

queBononienfem Oruernumqj comitatum obtinebat,

& Iouio, aliifq; regia tamilia nuncupatur.lulius etiam


Sant* Roman Ecclefia; Cardinalis fummis Pontifictbus eft aggregatus, qui laboribus iam exitlatis, cum e
pr-

z i A, 2f Quinto circumpde aliquand procefsiflfet, vt Carolo vterctur (ios matrimonii nexu cumfamiliis coniunxit
:,

f A

li i

pofthominum memoriam nobiliflmis, A u (triaca

nitrii-

rum&eaqux

innumerabilibusantefeculis, vteft,
.

ita

vulgo Chnftianiflma nominatur Verum qui regna omnia, qua fi pugno concludit, vita Hypolito Cardinali, /Vlcxandro Duci,ceterifq a Cofmo oriundis ocyu* crcpta, dominatuq; in Laurentii genus familiamq; traduco, ftis indicauit fummi illius fplendoris qui pilea emicuit,illos quidem velut fgacem Auroram hos vero iis collatos quafi folem futuros :Co(mus,exeiufq;
5
1

potteris

decem , qui aut togati domi, aut militi? fegati dominatu atq; imperio floruerunt, ad vnum omnsjntra annos vnum & feptuaginta excerTerunt vita E feliciori ftirpealterius, ncc non gloriofiori tres omnino, qac fiimma numinis benignitas eft, ad annos iam &o

& fexaginta imperantes perucnere


jfimus piane
fit

cumq

vita dignif-

hoe tempore Magni Ducis impe* noEtruriammoderaturj eidem omnes diuturniorem lucis vfuram fumma cum fpe a Deo precamun Aequo
is,qui

&

fan maturius loannes deceilt, animi roborc fortis , belli fulraenvocitatus: Etenimfi virtutis pracftantia huic vitadiuturnior eontigifft,nec Roma vmquam di* repta cflet, vt hiftori? tradunt nec Itafta , diuino illiu*
,

&

munire, diutius(ruiuifl*et. Atuntetiam , ipfummet Francifcum Regem dixifl'e, vi&oremfe , Imperatore Superato, drfceffurum fuifle memorabili ilio prarlio ad Ticinum commiff, fi Ioannem Medicem in caftris hafeuiflet. Nuncvero, n quidmihiliceatex meo fndi depromere, vtiq; dixerim, nobiliffimum huncbeliatorem idcirco pr varietate cafuum ftetifle in acie alias ad
uerfusHifpanos, alias aduerfus Gallos variafque nationes j vt& Galli, Gcrmani,& Hifpani, Itali, Rhet, Heluetii, aliiqj non pauci re ac fa&is, vt contigit , ncredibikm iiommis virtutem cxploratam haberent

&

&

&

&

3 S M S 1 CE A & cognitam, mukoq; vchcmentius vnicuin eius rUiam


magno nimirum po

fufpicerent,quinutuCorleltium

tentatudeftinatus, orbcm terra? vniuerfum fuo crat fulgore pr nominrs amplitudine completurus. De tati

to hoc Principe Pius Qujntus , prajterquam quod reli* giofifeimum nominat > non fals fcribit ehm mirabttiter eum fiiorum imperium accepiffe, tm, quodca puteft, mirabilius adminiftrafTe: & quod Haereticis , fcchnycisq; quantum ipfe terra mariqj valcret,dcc1arar

quod lacrar militi^ ordinem condidifec, quod (tirpe editus effet nobilifsima non folum fnguine Impe* ratoribus potentifsimis, Regibufq; coniuna , fed trifi
ft,
,

ctiam Pontifieum Maximorum procreatrice, quodq; innumeris vitro laudibus meriti fq; pracellcret, hasc in cauta effe cur toti Etruris non celebri minus quam honeftx prouinci^ Dtix magnui imperarci. Idem hic D*
>

ecs duos cognomento magno* totidera Cardinales, virofq; prima; nor* complures Leonora Duci (la fu (cepit, qua; (peccata virago virtutis parentenata cft Petro Toletano, qui vicanas Caroli Quinti vices btinens bei lieo milites impcrio,prouincias ciuili prudentia tempe* rauit * Ex v tr iu (q* fobole , vt omnes noru n , o rt as afini tates Duces nobilita mos deutnxere , Bry giani , FerKcgii, Lotharingie. : Francirane, Mantuse, Mutine, pot Princeps iu mino quovt Magnus, cu$ vero Dux

&

uishonoredignus, ioannam Auftriacam qua: Imperatoribus Ferdinando parente, fra tre Maximiliano gauifa feliciterei . Sicutautem Henricus Galli* Rexhoc n mine (ecundus Cathannam (ibi Medicem nuptiati vinculo adiUnxit, qu Polonia;, Hifpaniae, Belgio caeterifq; prouinciis Reges haud paucos peperit , vt ideirco antea imperarit , hodieque imperct HeToinac genus : Ita ctiam Maria Magni Ducis Francifci filia, cadem Cofinf, ac Ferdinandi Magnorum Ducum nepte in nummo* ni um ab Henrico Quarto d u&a , no tum cft , Sereni (si,

Bum

l i a: 5? Rege fa&am omnium ef ;Mm hanc familiam a Rcgum


t
fe

* a

Regibus

cum
fa

atq$ Imperatoribus procreandis Pontili Uminarium alii voeauere : cuius appellationis Car

cauFbrentinus fpe&ata vir grafitate au&or Sed hoc loco fententia noti hodie eft non vulgaris cft Mediceumgenuslaudibusexponcre, ctiam fi noti ignorem -effe per f digniflmum^ ?t fummo cuidam vi ro placuit, quod ex Poetarum preconio , & Hiftorico*
dinalis
.

&

Nam quam aliam gcntem,fi JVIedidignius verius laudabunt feriptores , ft aut ceam hec difciplinarum , Artiumq; nobiliflmas incredibili femper ftudio coroplexa eft ? Argumento Bibliothccae non ignobile* , inftiruta? Acadcmias, Gymnafia partim condita , partim amplificata ad ha?c homines erti h'tfsimi, quibus Grsecia , locifque aliis communi omnium bonojaccerfitis, Grsecas literas tot ante (culis apud ltalos intermortuas reuocauit : Nequc
f um fide cclebretur .
fileas
,
:

folum patrocini*

vigrfantia difeiplinas
,

omnes Medi-

cea domus prouexit in snaius fd ex iifdem etiara decus .libi-, qua&coronam mirific cexuitj cum non paucos ipf depromat non minus peritialiterarum,qul armorum feierrtia nobili tatos . [d adeo poematis ceterifqf operibus intelligkur que, Medicibus elabora*
,

ta, fuifqj

infcripta titulis

fummam declarant ampliifinomi

sna? gentis eruditioneirulnter tot viros multiplici

inis in

ne preftanres compkires enltent femin,& quidem futa ccelum laudibus eifercndanquarom baud poftre ma e ft Clarice*, quf Leonis Pontifica neptis, Regina*

Cjalliarum amita grauiflmis Imperii negotiis operar fiauauk :ac nifi me animus fallit, qudMediceo (anguille oriri contigtt , factum eft, vt fartusadeo ex'mios ede

cuiulmodi fuere Marefcalles, Capu? Prarf&us , qui in ampliitimum Cardinahum ordinem cooptatus. Ari non inter Heroides quas feuerioremvitam ioremqs profeflas, humano quiiq &ftigio duciti! }
fet,
is
,

&

>

tiare**

0i
tiorcs;

D 1
traditela, literis

Jl^

ICE

morimerito cOmprehen(aeft? Verum, ve hxq ccelitumfedibus receptae, mortalem a nobis predicationem non magnoper flagitant, ita modeftia? novita fn&iflims

Medicibusaliquarum

bus

ttiine/*pirantes

adhucviri, praifentefq; repudiar*. Idcir


,

co Antoniumfilentio prajteriui qui fttenuc ac fortiter dimicando gloriam fibi peperit immortalem Idcirco tacitum reliqui Joanncm qui voluniarius fuoy ere militans, rei tormentariat prsepoitus,cum nomine infupe.
,

virtutem rcfrt,cuius gloriam bel expedi tioni bus quotidie magis inftaurat . Idcirco Petn prseftabili virtute prediti omiflam enfio eft, qui noneques modo aurei velleris , vtCofmusac Franrifeus Magni Duces,fcd Italo etiam peditatui prarpofitus
rabilis illius bcllatoris
licis

Imperato r

ita

omnium fibi ftudia conciliau it

vt in

co

diligendo tura vterq; PhiJippus

Rex, tum Hifpanutn

Italumqjgenus acriter inrer f certarint,amice nimirum contendentibus amantium fludio , fcquitisq,dignitate.


Idcirco taciturraitatelibuit colere Fcrdinadum Ducer
, quafi diuinitus in rem communem Coelo miflum egregiis facinoribus perpetrandis . Eorum pa rentimaximo, quiPnnceps eft afuis creatus, diurno concepii acmunere trib tum eft, vt Fiorentina Refpublica praeftantibtis quidem ingeniis fd plus nimio fon,

Magnum

tane acutis coalefcens, ciuihumq; difeordiarum arftu iatata , motum omnem tumultumqj intwftinum fedaret, priftina; pcis atq? odi quiete reuocata . Ferdinando Magno item Duci diuinitus obtigit , vt foboles dua?
,

eadem Medicea
ter f diftincse
,

ftirpe prognata!

rurfus in

ducenos iam annos invnam facro quodam con*


.

Vtquc codem fimul & Magna Ducifla percato Chriftianiflme. Regine germane, fru&us non admirabiles minusquam optabicordise vinculo coalefcerent
les

nafeerentur

reniilrm Medicea

Ob innumerabilia merita, quibus a SeDomo au^a eft atque in dies auge,

tur

tur CimtasTlrentina, iure optimo Ifcebir mihi oj&nor in hanc fenttiam de Medicibus pra-dicare : Hi patriam morbo quo difsidentibus inter ( ciuibus quaf humo ribus vrgebatur pr fui hminis amplitudine recrea* runt rincontra Dynaftarum opcsatq- porentiam (trenudefcnderunt: hi veteres Guitatcs qua* iam defece*

rantadofficium reuocarunt hi nouas mfuper militari Quid an fuflcrtia debellata* vetef ibus aggregar unt periori memoria,qui primus Magni Oucis vocabulo no tatus eft prtftino potcnfatui alterum , eumq- opulentifsimum non adiecit ? Hodie vero quid tandem (ibi vo lunt tot Vrbes primari* fibi'coniuntte , tot Refpublicx vnius imperio obtemperantes j nunc inquam,cum adul rar vires , fuperioribus (unt long maiores , cum ipfum Florentinorum nomn Sol oriens extimefcit, cum poft ^st Principum feriem vtraqj foboles Medicibus propagata, tumqu*antea,tumqupoftmodum imperauit, maritali fide coaluit, prolcmq; dono numinis non vberem dumtaxat fd opulentam procrea uit ? Quid nam,oro,nobis defcunda Cofmi tertii Magni Ducis fortuna non polJiccamur,qui magnorum item Ducura ftirpenatus, primus eft, qui pois irvtrumq- Cofmum cognomento Magnum,itemq; Reginas ac Reges maiorum nomine laudare ? Quod quidem eo magis fperandum eft.quo maiores exaggeratiftime virtutis imi tanda; materiam fuppeditant vberiorem , ctcrifq- pr mentis curae vigilantiam addunt,ne non tanti Principis inftitutio egregi is ipfrum ftudiis cumulate re;} fpondeat
:
.

&

FINIS.
BELI-

Selisario vintae
EQVITI, SENATOBf,

ET MAGNI

EtrurU Ducis a SecreHs Primo

EPISTOLA IOANN1S BAPTISTE STROZZAE

Ex

Etrufco in JLatinum conuerfa.


/ JF/ / L vnquam moleftum ae quod Principi* caufa fttfcipitur : ideo non videbitur
cit ,

mibi laboriofum inter mea feri

ptabaudfan pauca, nequeaccuratifim digeja peruefligare

breuem illam epithomen,

ijuam defamiliaAdedicea fuferioribus annis confcripferam; immo iucunditatis crit

eamdem ei

vira 'B^mam tranfmittere , qui de clarifsimis


.

Iam vero cumexigif, *vt qua pratermtjfafuere, quippe nondum tuenerant s attexam moremlibentifnme geram voluntatotius Itali* familiis fcribendum fufeeph
ti tua
.

Nemo ignorat

qua memoratu dignifrmajuh

fecutafuntfuijje Fiorenti* Cardinale proprtarum vir iutum fuffragiis adfummi Pontificata faftigium eue~
fio amplificatane Serenifitma
amili*, dtgnitatem huiusf

ab quartum Tontificem

<

ficuti

MARIAM

Ade/

diceam modo Gallia amplifsimi regni corona in/igni/

tam fumma omnium ordmum gratuUtione eonfpexit ; tslfagwm pratere* Ducerti EtrurU Ferdinandum
vita

..1

Wita deceffje neqUtantta


tto

fg) virtutt matrimonio iungeret #

quam filium riamaximum Cafare* AuBriacum domu


decefiffle
,

Qua rerum

euenta adeo nota ac

(blendtda per fejnt* *vtfe quisde Tontifice &l{egifi

na,velde vtroq; magno Duce in ftitutt dicere, in me' moriam reuocet cceteris , quodcuidam obe&umlegimui
Herculis laudes recitare parantifuis fcrptis infertas ,

Ecqms Herculem
commendes

reprahenditt

Leonem ~vt
:

diuinis )de

rebus quidam affrmat3 filmtio vber us 3

iJUaria Chriftianifima

quam oratione non ne in fpem

omnescertifimam adducit procul iluhiofore, *vt heroi*


cas magna illius Catharina mrtutes non modo pallia,

verum vniuer/a Chrifiiana

"Rejpublica vel rcnouatas,


'i^o-

vel amplificata*Jjpiciat f Tk Ferdinando non ne

ma, <(g? Florentia 9 atquevniuerfifere mortala vnani mi confenfu mirapradicant t AdQofmumharedemp*


terni

aqu imperii 9 acvrtutis

vd eremotifimis

oris

maxtmorum Regum nomine legationes quotiate confluiti bone/lifiima, aque inhunc vnum a honorum omnium
auilore congefla omnia , qua virumTrincipcm deceant

ornamenta Chrifliana T\eipublica gratulamur, ncque meliorem ciuibus\ ncque ambitiremab exteriSiaiunt
opt aripotuijje
pltjsimis
.

Z/erum de Co/mi laudibus, qua vix am

multarum craiionumfpatiis, ne

dum
'

anguflis

brcuiflima epistolafini bus apt coerceas , praflat mhil


dicere\quampauca ; tibiquetuam , Qhrifsimt Fnta' >

falicitatem citiusgratulabor , quidiuino munere adfi* quutus es p *vt vnus quatuor piagnis EtrurU Duci bus

tuamfldeminduflriamq; probaueris, atque itaprobaue*


<

ris

32
ris, vt/ngulis

vnic carus , (^T iure quidem opimo ut*


cjuodfaflu dffiallimum
eft , ita

ris,

Etenim

>

domino-

rum voluntati atque vtilitatijeruire didicifli , attiene horum quoque commoS- tcvoluntatifa' xfacias. Fa:

ri?

is 3

cui re eia on:nia fr/mopere placent\

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optimus

princeps diutipim ineoltmis publico bono feruetur M

qued rkauguror\tam integre > indurir ique na prouincid mercedemin cesio edam ampliptmam con/equaris . Vale FlorentidtTPridie Idus lutti i6ia^
tukcfHt
,

^Perlegi hoc opur,ac nihil in eo>quocatboUc4 Jidet

hot

nifue moribus aduevfetur, offendi die


iris,

*i Sepum*

itfio.

jHex.Stro^a Canonkus Floreminus +


Imprimatur Fiorenti*

Se %2. Sepembris 1619

Hormm JZumeJius Vie. Flor.fibjlit.


F. Cam, Fior. Inq. 23. Sefttem!?* /ia.
Niccol di Atuclla Sera*
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