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Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing.

Loris Vincenzi 27/10/2010





INDICE 1/139
INDICE
INDICE 1
1 LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 5
1.1 INTRODUZIONE 5
1.1.1 Definizione di struttura sicura o affidabile 5
1.2 METODI PROBABILISTICI 7
1.2.1 Metodi di livello 3 8
1.2.2 Metodi di livello 2 10
1.2.3 Verifica semi-probabilistica di primo livello. 12
1.3 VERIFICA SEMI-PROBABILISTICA AGLI STATI LIMITE 13
1.3.1 Azioni 14
1.3.2 Materiali 16
1.4 METODI DETERMINISTICI: IL METODO DELLE TENSIONI AMMISSIBILI 17
1.4.1 Metodo delle tensioni ammissibili 17
2 METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 19
2.1 INTRODUZIONE 19
2.2 DEFINIZIONE DI RIGIDEZZA 19
2.3 LA RIPARTIZIONE DELLE AZIONI PROPORZIONALMENTE ALLE RIGIDEZZE 21
2.3.1 Esempio 1: trave su tre appoggi con coppia concentrata 23
2.4 METODO DEI VINCOLI AUSILIARI 25
2.4.1 Esempio 2: trave su tre appoggi e carico uniformemente distribuito 28
2.4.2 Esempio 3: trave incastro-appoggio e carico uniformemente distribuito 32
2.5 RISOLUZIONE DI STRUTTURE CON DUE O PI NODI LIBERI DI RUOTARE 38
2.6 ESPRESSIONI GENERALI DEL METODO DELLEQUILIBRIO O DEGLI SPOSTAMENTI 40
2.7 APPLICAZIONE A TELAI CON I NODI CHE RUOTANO MA NON TRASLANO: IL METODO DI CROSS 42
2.8 STRUTTURE SIMMETRICHE CARICATE SIMMETRICAMENTE E STRUTTURE SIMMETRICHE CARICATE
ANTIMETRICAMENTE 42
2.9 APPLICAZIONE A TELAI CON I NODI CHE TRASLANO MA NON RUOTANO 43
2.10 STRUTTURE CON NODI CHE RUOTANO E TRASLANO 45
2.11 CONFRONTO TRA IL METODO DELLEQUILIBRIO E IL METODO DELLA CONGRUENZA 45
3 I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 47
3.1 INTRODUZIONE 47
3.2 IL CALCESTRUZZO 48
3.3 ACCIAIO PER CEMENTO ARMATO 51
3.4 LEGAMI COSTITUTIVI DI CALCOLO 51
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4 VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 55
4.1 IPOTESI DI CALCOLO 55
4.2 CAMPI DI ROTTURA PER SEZIONI INFLESSE 55
4.2.1 Crisi in campo 3 con armatura compressa snervata 57
4.2.2 Crisi in campo 3 con armatura compressa non snervata 61
4.2.3 Crisi in campo 4 62
4.3 IL PROGETTO E LA VERIFICA DI SEZIONI INFLESSE 63
4.3.1 Il problema di verifica 63
4.3.2 Il problema di semi progetto 64
4.3.3 Il problema di progetto 64
5 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 67
5.1 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE RETTA 67
5.2 COSTRUZIONE EL DOMINIO M-N PER UNA SEZIONE CON ARMATURA SIMMETRICA 70
5.2.1 Punto A: pura trazione 70
5.2.2 Punto E: pura compressione 71
5.2.3 Punto C: deformazione dellacciaio A
s
pari a quella di snervamento 72
5.2.4 Punto B: deformazione dellacciaio A
s
maggiore di quella di snervamento 73
5.2.5 Punto D: deformazione dellacciaio A
s
minore di quella di snervamento 74
5.2.6 Verifica con il dominio M-N e fattori di sicurezza 74
5.2.7 Osservazioni 76
5.3 COSTRUZIONE EL DOMINIO M-N PER UNA SEZIONE CON ARMATURA NON SIMMETRICA 78
5.4 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE DEVIATA 79
6 VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 83
6.1 INTRODUZIONE 83
6.2 TRAVE SENZA ARMATURA SPECIFICA A TAGLIO 86
6.3 TRAVE CON ARMATURA SPECIFICA A TAGLIO 90
6.3.1 Molteplicit del traliccio 91
6.3.2 Forza di Scorrimento 92
6.3.3 Equilibrio del traliccio soggetto allo sforzo di scorrimento 94
6.3.4 Il problema di Verifica e di Semi-progetto nei confronti dellazione tagliante 99
6.3.5 Traslazione del momento flettente 100
7 LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 103
7.1 INTRODUZIONE 103
7.2 ESERCIZIO 1: PROGETTO E VERIFICA DI UNA TRAVE IN ALTEZZA 104
7.2.1 Analisi dei carichi 105
7.2.2 Calcolo del carico di progetto 105
7.2.3 Calcolo delle sollecitazioni 106
7.2.4 Dimensionamento della trave in altezza 107
7.2.5 Progetto delle armature per flessione a momento negativo 108
7.2.6 Verifica a momento negativo. 111
7.2.7 Progetto delle armature per flessione a momento positivo 112
7.2.8 Verifica a momento positivo. 114
7.2.9 Verifica a taglio 116
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7.3 ESERCIZIO 2: PROGETTO E VERIFICA DI UNA TRAVE IN SPESSORE 119
7.3.1 Dimensionamento della trave in spessore 119
7.3.2 Progetto armature per flessione a momento negativo 120
7.3.3 Verifica a momento negativo. 122
7.3.4 Progetto armature per flessione a momento positivo 122
7.3.5 Verifica a momento positivo. 123
7.3.6 Verifica a taglio 124
7.4 ESERCIZIO 3: PROGETTO E VERIFICA DI UN TRAVETTO DI SOLAIO IN LATEROCEMENTO 126
7.4.1 Analisi dei carichi sul solaio 128
7.4.2 Azioni di calcolo agenti su ogni singola travetto 128
7.4.3 Calcolo delle sollecitazioni 129
7.4.4 Calcolo delle armature 130
7.4.5 Verifica a flessione travetti di solaio 132
7.4.6 Verifica a Taglio travetti di solaio 133
7.5 ESERCIZIO 4: VERIFICA DI UN PILASTRO PRESSO-INFLESSO 134
7.5.1 Calcolo delle sollecitazioni 135
7.5.2 Verifica a presso-flessione 136

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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 5/139
1 LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE
1.1 INTRODUZIONE
Il fine ultimo della progettazione strutturale quello di garantire che lopera assolva
alla funzione per cui stata progettata, mantenendo un prefissato livello di sicurezza. Nella
tradizione viene dato alla sicurezza strutturale il significato di assenza di crolli e dissesti
della struttura, ma oggi si considerano strutture sicure le strutture che assolvono il compito
per cui sono state concepite sia nei riguardi della resistenza sia nei riguardi della
funzionalit. Parlare di sicurezza assoluta delle strutture non ragionevole poich essa
dipende da numerosi fattori. Infatti, la sicurezza pu essere compromessa da:
- errori di previsioni riguardanti le sollecitazioni, valutando in difetto lintensit
delle azioni esterne;
- stime in eccesso della resistenza dei materiali e degli elementi strutturali;
- errori nel calcolo delle azioni basato su uno schema strutturale semplificato che si
discosta dalla struttura reale;
- inadeguatezza dei criteri di resistenza per le verifiche relative agli stati
pluriassiali;
- errori di esecuzione;
- difficolt nella valutazione del degrado della resistenza nel tempo per carichi di
lunga durata (viscosit) o per carichi ciclici (fatica).
In particolare le grandezze Resistenza e Sollecitazione (nel seguito R e S) sono
variabili che non possono essere considerate deterministiche; si pensi ad esempio alle
azioni della neve, la cui intensit pu essere determinata solo in modo probabilistico.
Analogamente anche la resistenza di un elemento strutturale non pu essere considerata
deterministica in quanto pu variare da punto a punto (variabilit spaziale) o nel tempo
(variabilit temporale). Occorre quindi mettere in conto il carattere aleatorio delle
grandezze Resistenza e Sollecitazione. In tal senso, i metodi di verifica si distinguono in
metodi probabilistici e metodi deterministici (si veda il paragrafo 1.2 e 1.3,
rispettivamente).
1.1.1 Definizione di struttura sicura o affidabile
Una struttura si dice affidabile se presenta misure positive di sicurezza per ogni suo
Stato Limite (SL) durante lintera vita utile di riferimento V
r
(o vita utile di progetto).
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 6/139
Uno stato limite una situazione al di l della quale la struttura o una sua parte cessa
di adempiere alla funzione per la quale stata progettata. Gli stati limite si dividono in due
categorie:
- stati limite ultimi (SLU) corrispondenti al valore estremo della capacit portante;
- stati limite di esercizio (SLE) corrispondenti alla perdita di funzionalit della struttura.
Il raggiungimento di uno stato limite pu essere provocato dallintervento di vari
fattori di carattere aleatorio derivanti da incertezze che possono riguardare: la resistenza
dei materiali impiegati, lintensit delle azioni, la geometria della struttura, etc. Degli stati
limite ultimi e di esercizio se ne discuter pi approfonditamente nel paragrafo 1.3.
La definizione di struttura affidabile necessita anche la definizione di Vita Utile della
struttura. La Vita Utile di progetto il periodo durante il quale si assume che la struttura
venga utilizzata per i suoi scopi previsti, con manutenzione regolare e programmata ma
senza che risultino necessari sostanziali interventi di riparazione.
La normativa prevede che la Vita Utile possa essere calcolata dal prodotto tra la vita
nominale V
n
e il coefficiente duso C
u,
determinato in base alla classe di utilizzo della
struttura:
u N R
C V V = ( 1.1)
Nelle Tabelle 1.1, 1.2 vengono riportati i valori di vita nominale V
n
e i valori del
coefficiente duso presenti nella normativa Italiana (NTC 2008).

Categoria V
n

1 Strutture provvisorie s10 anni
2 Opere Ordinarie (edifici etc.) > 50 anni
3
Opere straordinarie (ponti, edifici
monumentali etc. )
> 100 anni
Tabella 1.1. Categorie di edifici e relativo valore della vita utile di riferimento
Classe di Utilizzo C
u

I Occasionali, Costruzioni agricole 0.7
II Normale Affollamento 1
III
Affollamento Signigficativo o pericolose per
lambiente
1.5
IV
Strategiche, importanza critica (ponti importanti,
dighe, centrali elettriche)
2
Tabella 1.2. Categorie di edifici e relativo valore della vita utile di riferimento
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 7/139
1.2 METODI PROBABILISTICI
Lobbiettivo delle verifiche di sicurezza di mantenere la probabilit di
raggiungimento dello stato limite considerato entro un valore prefissato.
Ogni costruzione presenta molteplici aspetti di comportamento, ciascuno dei quali
corrisponde ad uno stato limite. Misurare in termini probabilistici la sicurezza nei confronti
delli-esimo SL significa calcolare la probabilit P di accadimento di questo SL e
confrontarlo con valori probabilit P* prefissati sulla base di considerazioni di vario genere
(etiche, sociali, economiche, ). Se risulta che:
P < P* ( 1.2)
la misura di sicurezza (1.2) viene ritenuta positiva per tale SL e la struttura pu quindi
essere definita affidabile per tale SL. La normativa ritiene opportuno che la probabilit P*
per uno SLU debba essere dellordine di 10
-5
10
-6
, mentre la probabilit che venga
superato uno SLE sia dellordine di 10
-2
10
-3
(10
-6
significa avere una probabilit di uno
su un milione che lelemento vada in crisi per superamento dello stato limite). La
probabilit dovuta al raggiungimento di uno SLU ovviamente minore in quanto la
pericolosit legata alla perdita di capacit portante della struttura maggiore rispetto alla
perdita di funzionalit (superamento di uno SLE).
Per quanto riguarda i metodi probabilistici, le verifiche vengono riferite a tre livelli
di precisione e di complessit:
a) metodo di terzo livello o metodo esatto,
b) metodi di secondo livello (metodi approssimati),
c) metodi di primo livello o semi-probabilistici.
I metodi di secondo e terzo livello prendono il nome di metodi di livello superiore, in
quanto consentono di avere informazioni sulla probabilit di raggiungimento di uno stato
limite o addirittura di calcolarne il valore.
Il problema da risolvere quello di calcolare la probabilit di crisi P per lo Stato
Limite in esame.
Si supponga che per lo SL si possa determinare una funzione Esito g(x) in cui il
vettore x il vettore delle variabili del problema, sia riguardanti la resistenza R che la
sollecitazione S , per la quale la funzione sia:
g(x)s0 sinonimo di rovina ( 1.3)
g(x)>0 sinonimo di sicurezza ( 1.4)
Le formule hanno una rappresentazione geometrica nello spazio n-dimensionale delle
n variabili x
1
, x
2
x
n
, per cui la (1.3) rappresenta situazioni esterne alliper-superficie
limite g(x)=0, mentre la (1.4) rappresenta la situazione interna (Figura 1.1).
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 8/139

Figura 1.1. funzione esito g(x); dominio di crisi e dominio di sicurezza
Se si considera il caso pi semplice in cui si hanno solo 2 variabili aleatorie ed esse
sono indipendenti, la v.a. Esito definita da:
M=R-S ( 1.5)
che viene denominata spesso anche Margine di Sicurezza. Per M<0 si ha il superamento
dello stato limite in esame, per M>0 invece assicurata la verifica di sicurezza.
La probabilit di crisi (o probabilit di failure P
f
) pu quindi essere posta nel
seguente modo:
P
f
= P ( M=R-S<0 ) ( 1.6)
Nel caso pi generale, invece la probabilit pu essere calcolata conoscendo la
funzione di probabilit congiunta f
x
(x
1
x
n
) delle n variabili aleatorie x
1
x
n .
Allora se le
n variabili sono di tipo aleatorio, la probabilit di crisi P
f
espressa nel seguente modo:
}
=
n
D
n n x f
dx dx x x f P
'
1 1
... ) ... ( ( 1.7)
dove lintegrale esteso al dominio D
n
di crisi. Per il teorema delle probabilit totali si
pu scrivere:
}
=
n
D
n n x f
dx dx x x f P ... ) ... ( 1
1 1
( 1.8)
essendo D
n
il dominio di successo. La forma (1.8) pi agevole per il calcolo, in quanto il
dominio D
n
finito, a differenza di D
n
che tipicamente infinito (si veda la Figura 1.1). Il
significato grafico dellintegrale (1.7) o (1.8) riportato in Figura 1.2.
1.2.1 Metodi di livello 3
I metodi di livello 3 vengono anche chiamati esatti perch affrontano direttamente il
calcolo degli integrali (1.8). Per calcolare questo integrale necessaria la descrizione
completa delle n variabili aleatorie x
i
del problema attraverso le loro funzioni di densit di
probabilit congiunta f
x
(x
1
x
n
). Posto anche di riuscire a superare le difficolt connesse
alle definizioni di queste funzioni e lindividuazione delle regioni di successo D
n
, la
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 9/139
valutazione dellintegrale richiede un onere di calcolo che eccede le potenzialit degli
elaboratori se le variabili sono pi di 6 o 7. Per tale motivo i metodi di livello 3 sono ad
oggi utilizzati solo in ambito accademico.
Se per le variabili R e S sono statisticamente indipendenti, il problema del calcolo
della probabilit P
f
risulta essere meno oneroso. In questo caso, la distribuzione congiunta
che compare nella (1.8) data dal prodotto delle distribuzioni marginali di R e S.
possibile quindi operare pensando che la sollecitazione S assuma un valore preciso s e si
valuta la probabilit:
P (R- S <0 | S = s ) ( 1.9)
Ripetendo il calcolo per ogni valore della sollecitazione, la probabilit di crisi
ottenuta come somma della probabilit che avvenga la crisi a causa della sollecitazione S =
s moltiplicata per la probabilit che questa sollecitazione S si verifichi:
( ) ( ) | |

= = < =
s ogni per
f
s S s S S R P P | 0 - P ( 1.10)
Se R e S sono indipendenti, il primo termine della somma altro non che la CDF
(funzione distribuzione cumulata - cumulative distribution function - F) della resistenza R,
mentre il secondo la PDF (funzione densit di probabilit - probability density function -
f) della sollecitazione. Pensando a variabili aleatorie continue, si pu quindi scrivere la
(1.10) nella seguente forma:
( ) ( ) | |
} }
+

+

= = = < = ds s f s F s S d s S S R P
s R f
) ( ) ( P | 0 - P ( 1.11)
Il significato dellintegrale (1.11) pu essere interpretato graficamente mediante la
Figura 1.3.



}
=
n
D
n n x f
dx dx x x f P
'
1 1
... ) ... (

Figura 1.2. Distribuzione congiunta e dominio di collasso
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 10/139

Figura 1.3. Interpretazione dellintegrale (1.11)
1.2.2 Metodi di livello 2
I metodi di livello 2, a differenza dei precedenti, non calcolano lintegrale (1.8) o
(1.11) ma valutano la probabilit di crisi attraverso una relazione nominale basata su una
grandezza | detta indice di affidabilit o indice di sicurezza.
Per definire una espressione dellindice di affidabilit si assuma che le variabili
Resistenza e Sollecitazione siano Normali (cio variabili aleatorie Gaussiane), ovvero:
( )
2
,
R R
N R o ~ ( 1.12)
( )
2
,
S S
N S o ~ ( 1.13)
Nelle (1.12) e (1.13) si indicato con il valor medio e con o
2
la varianza e, di
conseguenza, con o la variazione standard.
Il margine di sicurezza M (dato da una combinazione lineare di variabili aleatorie
gaussiane, si veda la (1.5)) anchesso distribuito secondo una gaussiana:
( )
2
,
M M
N M o ~ ( 1.14)
per la quale valgono le relazioni:
2 2
;
S R M S R M
o + o = o = ( 1.15)
Dalla variabile gaussiana M possibile ottenere la relativa variabile gaussiana
standardizzata msottraendo a M la media
M
e dividendo per la variazione standard
M
o :
M
M
M
m
o

= ( 1.16)
Pertanto la probabilit di crisi pu essere posta nella seguente forma:
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 11/139
{ } { }
)
`

s = s o + = s =
M
M
M M f
m P m P M P P 0 0 ( 1.17)
Si definisce lindice di affidabilit | la quantit:
M
M
o

= | ( 1.18)
Facendo luso delle (1.15), lindice di affidabilit pu quindi essere scritto nella
seguente forma:
2 2
S R
S R
M
M
o + o

=
o

= | ( 1.19)
dalla quale la probabilit di crisi data da:
{ } ( ) ( ) | | = | | = | s =
)
`

s = 1 m P m P P
M
M
f
( 1.20)
avendo indicato con | la funzione densit di probabilit di una gaussiana normalizzata, per
la quale sono noti i valori dato il valore della variabile |.
La (1.20) si presta ad una interessante osservazione. Con riferimento alla Figura 1.4,
lindice di affidabilit | pari alla distanza tra la retta limite M = 0 e lorigine degli assi
nel piano delle variabili aleatorie normalizzate r e s , con:
S
S
R
R
S
s
R
r
o

o

=

= ; ( 1.21)


Figura 1.4. Interpretazione dellindice di affidabilit nel piano delle variabili gaussiane standardizzate


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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 12/139
Nella sua forma pi semplice, quindi, il metodo consiste nel:
- valutare la distanza tra la retta limite M = 0 e lorigine 0 degli assi per ottenere
lindice di sicurezza |,
- calcolare la probabilit di crisi mediante la formula ( ) ( ) | | = | | = 1
f
P
- confrontare la probabilit di crisi con quella prestabilita dalla normativa (P*)
1.2.3 Verifica semi-probabilistica di primo livello.
Il metodo per la misura della sicurezza strutturale adottato nella Normativa Italiana
(Nuovo Testo unico per le Costruzioni DM 14/01/2008 , speso indicato brevemente con
NTC2008) e negli Eurocodici (la normativa Europea) il Metodo dei Coefficienti
Parziali agli Stati Limite, facente parte dei metodi Semi-Probabilistici.
Il metodo si basa su un insieme di regole che garantiscono laffidabilit richiesta
(P
f
< P*) utilizzando i valori Caratteristici delle variabili pi una serie di elementi di
sicurezza, che sono rappresentati dai coefficienti parziali , per le incertezze sulle Azioni
e Materiali e da elementi additivi A per le incertezze sulla geometria.
Gli aspetti probabilistici sono gi considerati nel processo di calibrazione del
metodo, ovvero nella determinazione e nella scelta dei valori dei coefficienti parziali .
In sintesi, considerando la resistenza R e la sollecitazione S quali variabili
indipendenti, si definiscono i valori caratteristici di azioni e resistenze dei materiali quali
frattili di un ordine prefissato; si mettono in conto le incertezze trasformando i valori
caratteristici in valori di progetto, mediante lapplicazione dei coefficienti parziali; la
misura di sicurezza positiva se accade che:
d d
S R > ( 1.22)
Non fornisce quindi informazioni dirette sulla probabilit di crisi, ma si certi che
tale probabilit inferiore alla probabilit P* se accade che la verifica (1.22) positiva.


Figura 1.5. Interpretazione del metodo dei coefficienti parziali e delle variabili di progetto
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 13/139
Una rappresentazione grafica di valori caratteristici e valori di progetto per
sollecitazioni e resistenze riportato in Figura 1.5. Il metodo semiprobabilistico agli stati
limite viene descritto nel dettaglio nel seguito.
1.3 VERIFICA SEMI-PROBABILISTICA AGLI STATI LIMITE
Il metodo per la misura della sicurezza strutturale adottato nella Normativa Italiana
(NTC2008) e negli Eurocodici (la normativa Europea) il Metodo dei Coefficienti
Parziali agli Stati Limite.
Il metodo si basa su un insieme di regole che garantiscono laffidabilit richiesta
utilizzando i valori Caratteristici delle variabili pi una serie di elementi di sicurezza, che
sono rappresentati dai coefficienti parziali , per le incertezze sulle Azioni e Materiali e da
elementi additivi A per le incertezze sulla geometria.
Gli aspetti probabilistici sono gi considerati nel processo di calibrazione del
metodo, ovvero nella determinazione e nella scelta dei valori dei coefficienti parziali .
In sintesi, considerando la resistenza R e la sollecitazione S quali variabili
indipendenti, si definiscono i valori caratteristici di azioni e resistenze dei materiali quali
frattili di un ordine prefissato; si mettono in conto le altre incertezze trasformando i valori
caratteristici in valori di progetto, mediante lapplicazione dei coefficienti parziali; la
misura di sicurezza positiva se accade che:
d d
S R > ( 1.23)
Gli stati limite si dividono in due categorie: stati limite ultimi (SLU) e stati limite
di esercizio (SLE).
Gli SLU corrispondono al valore estremo della capacit portante. Si distinguono in
verifiche EQU, per le quali si ha la perdita di equilibrio statico della struttura, (piccole
variazioni di intensit o distribuzione delle azioni sono significative); verifiche denominate
STR, che corrispondono al collasso per deformazione eccessiva degli elementi strutturali o
della struttura nel suo insieme (il collasso governato dalla resistenza dei materiali);
verifiche tipo GEO per le quali il collasso avviene per deformazione eccessiva del terreno e
verifiche FAT (collasso per fatica).
Gli stati limite di esercizio (SLE) sono SL corrispondenti alla perdita di funzionalit
della struttura. Gli SLE corrispondono a situazioni raggiunte le quali i requisiti di
funzionalit non sono pi soddisfatti. Causano danni limitati ma rendono impossibile
lutilizzo della struttura rispetto alle esigenze determinate in fase di progetto. (confort,
danni agli impianti, danno alle parti non strutturali). Esistono tre tipi di SLE: SLE con
combinazione CARATTERISTICA (o RARA), per la quale gli effetti sono irreversibili e
SLE con combinazione FREQUENTE e SLE con combinazione QUASI PERMANENTE,
con effetti reversibili.
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 14/139
Per effettuare una verifica con il metodo dei coefficienti parziali agli SL occorre
ottenere i valori di progetto di Resistenze e Sollecitazioni. Per far ci, occorre determinare
il valore di progetto delle Azioni e il valore di progetto delle Resistenze dei materiali, da
cui ottenere, rispettivamente, le Sollecitazioni nella sezione e la Resistenza della sezione
stessa.
1.3.1 Azioni
Le azioni sono un insieme di forze (carichi) e/o coazioni (es. variazioni termiche) e/o
accelerazioni applicate alla struttura. Si classificano in:
Azioni Permanenti (G): sono azioni di durata continua e uguale alla vita utile V
r

della struttura con variazioni trascurabili nel tempo (esempio: il peso proprio).
Azioni Variabili (Q): sono azioni di breve durata, azioni variabili nel tempo per
intensit e direzione e, in genere, non sono monotone (esempio: lazione delle
persone su un edificio)
Azioni Eccezionali (A): sono carichi di breve durata e difficilmente prevedibili
come, ad esempio, le azioni dovute ad uno scoppio o ad un incendio.
Azioni Sismiche (E).

Per le azioni Permanenti, caratterizzate da ridotta variabilit nel tempo (esempio: il
peso proprio), si attribuisce un unico valore caratteristico G
k
pari al valore nominale.
Per le azioni Variabili, esistono 4 valori rappresentativi:
Il valore Caratteristico o principale:
k
Q . definito come quel valore che
rappresenta una probabilit di essere superato durante il periodo di vita utile della
struttura corrispondente ad un frattile del 95% (detto anche frattile superiore al 5%).
delle distribuzioni statistiche.
Il valore di combinazione:
k
Q
0
. Il coefficiente
0
fissa il livello di intensit di
una azione quando presa in conto contemporaneamente ad unaltra azione
variabile. Il coefficiente
0
minore dellunit in quanto tiene in conto la
probabilit di occorrenza simultanea delle due azioni (in altre parole, improbabile
che entrambe le azioni si manifestino con il loro valore caratteristico
contemporaneamente: una delle due si manifesta con un valore minore, di intensit
pari a
k
Q
0
).
Il valore frequente
k
Q
1


Il valore quasi permanente
k
Q
2


Questi due ultimi valori sono definiti come frazioni del valore caratteristico.

Per determinare le azioni di progetto F
d
, necessarie per ottenere le Sollecitazioni S
d
,
occorre seguire le seguenti fasi:
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 15/139

1
Si definiscono le azioni sulla struttura F
i
(dove con F si
indicano generalmente le azioni, sia che esse siano permanenti
G o variabili Q)
F
i

2 Si assegnano i valori rappresentativi
k
F o
k
F
0

3
Si determinano i valori di progetto F
d.
amplificando le azioni
mediante i coefficienti parziali
k d
F F =
4 Si considerano le combinazioni di Azioni
d
F
k d
F F =


5
Si calcolano gli effetti (Sollecitazioni S) noti i parametri
geometrici a (nota: leffetto non solo la sollecitazione intesa
come Momento, Sforzo Normale o Taglio ma anche, ad
esempio, la deformazione)
) , ( a F S
d

6
Si applica un eventuale coefficiente parziale di modello
M
per
tenere in conto delle incertezze del modello matematico
utilizzato per ottenere le sollecitazioni (o effetti) S
d

) , ( a F E S
d M d
=

Per quanto riguarda le combinazioni, la normativa specifica diverse combinazioni in
funzione dello stato limite (ultimo o di esercizio), della presenza o meno dellazione
eccezionale o sismica, o a seconda che si debbano fare verifiche di tipo EQU, STR, GEO o
FAT. Nel seguito si far riferimento ad una sola combinazione (la cosddetta
combinazione fondamentale) per la verifica di elementi strutturali agli SLU:

=
+ + + =
n
i
ik i iQ k Q p k G d
Q Q P G F
2
0 1 1
( 1.24)
Nella (1.24), con P si indicato leffetto della precompressione. I coefficienti parziali
e i valori di combinazione sono riportati nellNTC2008 in funzione della tipologia di
carico. Per quanto riguarda i coefficienti parziali i valori sono riportati in Tabella 1.3. Si
riportano inoltre i valori dei coefficienti di combinazione pi comuni (Tabella 1.4).

Favorevoli Sfavorevoli
Carichi permanenti
G
1.3 1
Carichi permanenti non strutturali
G
1.5 0
Carichi variabili
Q
1.5 0
Tabella 1.3. Coefficienti parziali per diverse tipologie di azioni.
Categoria Azione
i 0

i 1

i 2

Ambienti ad uso Residenziale 0.7 0.5 0.3
Uffici 0.7 0.5 0.3
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 16/139
Ambienti suscettibili di affollamento 0.7 0.7 0.6
Ambienti ad uso Commerciale 0.7 0.7 0.6
Biblioteche, Archivi, Magazzini 1.0 0.9 0.8
Vento 0.6 0.2 0.0
Neve (a quota < 1000 m s.l.m.) 0.5 0.2 0.0
Neve (a quota < 1000 m s.l.m.) 0.7 0.5 0.2
Tabella 1.4. Coefficienti di combinazione per diverse tipologie di azioni.
Oltre la (1.24), altre combinazioni sono necessarie nei confronti di verifiche
geotecniche (combinazione tipo GEO), situazioni con carichi eccezionali, o
combinazioni con lazione sismica. Per tali combinazioni si faccia riferimento alle
NTC2008 al paragrafo 2.5.3.
Analoghe combinazioni sono riportate per la verifica agli SLE, con 3 situazioni
possibili: combinazione caratteristica o rara (paragonabile alle combinazioni che si
facevano applicando il metodo delle tensioni ammissibili), combinazione Frequente e
combinazione Quasi Permanente. La prima di queste combinazioni vede i carichi con il
valore rappresentativo caratteristico, la seconda vede i carichi al loro valore frequente,
lultima con carichi al valore quasi permanente Queste combinazioni sono riportate nel
seguito.
- Combinazione caratteristica o rara:

=
+ + + =
n
i
ik i k k d
Q Q P G F
2
0 1
( 1.25)
- Combinazione frequente:

=
+ + + =
n
i
ik i k k d
Q Q P G F
2
2 1 11
( 1.26)
- Combinazione quasi permanente:

=
+ + =
n
i
ik i k d
Q P G F
2
2
( 1.27)
1.3.2 Materiali
La resistenza dei materiali rappresentata mediante il valore caratteristico
k
f
definito come il frattile al 5% della distribuzione statistica. I parametri di rigidezza (quali,
ad esempio il modulo Elastico, coefficiente di dilatazione termica) vengono imposti pari
al valor medio.
Le resistenze caratteristiche dei materiali sono per definizione frattili inferiori del 5%
delle rispettive distribuzioni, le quali, in mancanza delle rispettive indagini sperimentali
possono tenersi normali. Le resistenze caratteristiche si calcolano mediante la relazione:
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 17/139
R
k
=
R
ko
R
( 1.28)

dove
R
la resistenza media aritmetica dei risultati sperimentali, o
R
la deviazione
standard delle misure e k un coefficiente che misura la probabilit del 5%.

Per determinare le resistenze di progetto R
d
, si seguono le seguenti fasi:

1 Si individuano le resistenze dei materiali X
i
X
i

2 Si determinano i valori caratteristici (tramite la 1.28)
k
X
3
Si determinano i valori di progetto X
d.
riducendo i valori
caratteristici mediante opportuni coefficienti parziali ; q
rappresenta un coefficiente che tiene in conto degli effetti
scala
M
k
d
F
X

q =
4
Si determina la resistenza strutturale (ad esempio il momento
M
rd
) noti i parametri geometrici a (ad esempio le
caratteristiche geometriche della sezione)
) , ( a X R
d

5
Si applica un eventuale coefficiente parziale di modello per
tenere in conto delle incertezze del modello matematico
utilizzato per ottenere le resistenze
) , (
1
a X R R
d
M
d

=

1.4 METODI DETERMINISTICI: IL METODO DELLE TENSIONI
AMMISSIBILI
I metodi deterministici sono anche detti metodi di livello 0 (zero). Tra i metodi
deterministici fanno parte il Metodo delle Tensioni Ammissibili e il Metodo del Calcolo a
Rottura. Nel seguito si fa riferimento al solo metodo delle Tensioni Ammissibili (T.A.)
1.4.1 Metodo delle tensioni ammissibili
Secondo il metodo delle T.A. denominato anche metodo tradizionale, la sicurezza di
una struttura garantita se nel punto maggiormente sollecitato la tensione risulta inferiore
alla tensione ammissibile.
o < o
amm
= o
0
/ ( 1.29)
dove o
0
indica il valore critico di tensione e il (unico) coefficiente di sicurezza. Tale
coefficiente, che fissato generalmente dalle norme, riassume in s tutte le incertezze
riguardanti la valutazione dei parametri in gioco. Esso assume il ruolo sia di riduttore dello
sforzo resistente sia amplificatore delle sollecitazioni.
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LA SICUREZZA DELLE STRUTTURE 18/139
Identificato il primo termine della disuguaglianza (1.25) con la sollecitazione S ed il
secondo con la resistenza R, la (1.19) si scrive nella forma:
S < R ( 1.30)
Nel metodo delle T.A., S, valore massimo della sollecitazione e R, valore minimo
della resistenza, sono considerate grandezze deterministiche.

Il criterio di verifica alle T.A. soddisfa i requisiti di:
- semplicit e chiarezza,
- consente di adottare coefficienti di sicurezza sulla base di esperienze passate;
- lunico criterio applicabile in alcune verifiche di strutture complesse.
Per contro, il metodo delle T.A:
- non tiene in considerazione che la crisi non si manifesta per il superamento della
limite elastico in un punto ma esiste il fenomeno della ridistribuzione della
tensioni;
- non consente di valutare il rischio cui ogni struttura esposta;
- assegnando un solo coefficiente di sicurezza non consente la differenziazione
delle varie fonti di incertezza;
- il coefficiente di sicurezza molto ampio e fornisce ai progettisti lillusione di
disporre di margini di sicurezza ampi;
- non prevista alcuna verifica nei confronti di altri stati indesiderati (come, ad
esempio la fessurazione);




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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 19/139
2 METODO DELLEQUILIBRIO O METODO
DEGLI SPOSTAMENTI
2.1 INTRODUZIONE
Il metodo della congruenza (detto anche metodo delle forze) e il metodo
dellequilibrio (detto anche metodo agli spostamenti) sono due procedimenti di calcolo per
risolvere il problema dellequilibrio in un solido elastico soggetto a forze e a condizioni di
vincolo note. Il metodo della congruenza (quello, per intenderci, visto durante il Corso di
Scienza delle Costruzioni) consiste nel determinare la configurazione effettiva del
corpo come lunica congruente tra tutte le infinite configurazioni equilibrate possibili;
il metodo dellequilibrio, invece, consiste nel determinare lunica soluzione
equilibrata fra tutte le infinite congruenti. In definitiva luna pone a premessa quanto
laltra persegue come condizione. Per meglio comprendere come opera il metodo degli
spostamenti (o metodo dellequilibrio), si presenta in primo luogo il concetto di rigidezza.
2.2 DEFINIZIONE DI RIGIDEZZA
Il coefficiente di rigidezza definito dal rapporto tra la forza (o coppia) applicata alla
struttura e lo spostamento (o rotazione) generato dallazione stessa:
; ;
i
i
ii
i
i
ii
M
k
F
k
o
=
o
= ( 2.1)
Per strutture semplici, le rigidezze possono essere ricavate risolvendo la struttura
integrando la linea elastica:
) (x q EJ v
IV
= o ) (x M EJ v
II
= ( 2.2)
ottenendo gli spostamenti e le rotazioni date le forze o le coppie esterne e,
successivamente, ottenendo le rigidezze dalla loro definizione:
i
i
ii
i
i
ii
M
k
F
k
o
=
o
= ; ( 2.3)
Nel seguito vengono riportate le rotazioni e gli spostamenti per le strutture pi
comuni soggette a forze e/o a coppie alle estremit:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 20/139

SCHEMA ROTAZIONE RIGIDEZZA
A
L
B
M

EI
ML
A
3
= o
EI
ML
B
6
= o
L
EI
k
A
3
=
L
EI
k
B
6
=
3R

6R
A
L
B
M M


EI
ML
A
2
= o


L
EI
k
A
2
=


2R

A
L
B
M M


EI
ML
A
6
= o


L
EI
k
A
6
=


6R

L
B A
M


EI
ML
A
= o


L
EI
k
A
=


R

A
L
B
M


EI
ML
A
4
= o


L
EI
k
A
4
=


4R

SCHEMA SPOSTAMENTO RIGIDEZZA
F
L


EI
FL
A
3
3
= o


3
3
L
EI
k
A
=


3U

L
F

EI
FL
A
12
3
= o
3
12
L
EI
k
A
= 12U
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 21/139
2.3 LA RIPARTIZIONE DELLE AZIONI PROPORZIONALMENTE
ALLE RIGIDEZZE
Si consideri la struttura in figura 2.1. La struttura molte volte iperstatiche (13 volte
nel caso in esame) ma caratterizzata dallavere un solo grado di movimento, ovvero la
rotazione o del nodo centrale i ove applicata la coppia M . Infatti, supponendo
trascurabile la deformabilit per sforzo assiale (ovvero considerando infinitamente rigide le
aste per sforzi di trazione o compressione), il nodo non pu traslare in nessuna direzione in
quanto questa traslazione comporterebbe una deformazione assiale delle aste. Viene quindi
naturale pensare alla rotazione o come unica incognita del problema. Nota infatti la
rotazione o, possibile ottenere le sollecitazioni agenti su ogni asta.
Per definizione, la rigidezza alla rotazione del nodo i (nel suo complesso) quella
coppia che genera lo spostamento unitario. Nel caso in esame:
o
=
M
K
i Tot,
( 2.4)
Analogamente, per ogni asta considerata a se stante, si definisce la rigidezza alla
rotazione come la coppia applicata sullasta diviso la rotazione della i-esima asta:
i
i
i
M
k
o
= ( 2.5)
Per il problema in esame, ogni asta soggetta alla medesima rotazione (Figura 2.2) e
pari alla rotazione del nodo. possibile quindi ottenere la seguente equazione di
congruenza:
o = o = = o = = o = o
n i
... ....
2 1
( 2.6)
M

Figura 2.1. Struttura 13 volte iperstatica con aste che concorrono in un solo nodo
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 22/139
Questa equazione risulta essere autonomamente soddisfatta. Indicando quindi la
rotazione di ogni nodo:
o = o
i
, ( 2.7)
si esprime la rigidezza di ogni singola asta come:
o
=
i
i
M
k ( 2.8)
Si impone ora lequazione di equilibrio al nodo:
0
.. 1
=

= n i
i
M M ( 2.9)
e, sostituendo la (2.8) nella (2.9) si ottiene:
( ) 0
.. 1
= o

= n i
i
k M ( 2.10)
Essendo o la medesima per tutte le aste, si ricava:

=
o =
n i
i
k M
.. 1
, ( 2.11)
da cui possibile valutare la rotazione incognita o:

=
= o
n i
i
k
M
.. 1
( 2.12)
M
M
i
o
o
o
o
o
o

Figura 2.2. Rotazione delle singole aste e momenti delle singole aste
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 23/139
Per confronto con la (2.4) immediato ottenere che, per strutture tipo quelle
esaminate, la rigidezza complessiva del nodo non altro che la somma delle singole
rigidezze delle aste concorrenti nel nodo stesso:

=
=
n i
i Tot
k K
.. 1
( 2.13)
Inoltre, sostituendo la (2.12) nella (2.8) si ricava lespressione che valuta il momento
nellasta i-esima:
i
n i
i
i
i
M
k
k
M M = =

= .. 1
( 2.14)
La (2.14) un risultato fondamentale: indica che le sollecitazioni (in questo caso i
momenti flettenti) si ripartiscono in proporzione alla loro rigidezze. Nella (2.14) si
indicato con:

=
=
n i
i
i
i
k
k
.. 1
( 2.15)
il coefficiente di ripartizione.
Note quindi le azioni agenti sui nodi delle struttura, possibile ottenere le
sollecitazioni agenti sulle singole aste valutando i coefficienti di ripartizione. Si noti che,
per come sono stati definiti, la somma dei coefficienti di ripartizione pari allunit:
1
.. 1
.. 1
.. 1
.. 1
.. 1
= =
|
|
|
.
|

\
|
=

=
=
=
=
=
n i
i
n i
i
n i
n i
i
i
n i
i
k
k
k
k
( 2.16)
La procedura finora esposta viene applicata, a titolo di esempio, ad una trave su tre
appoggi.
2.3.1 Esempio 1: trave su tre appoggi con coppia concentrata
Risolvere la struttura rappresentata in Figura 2.3, soggetta ad una coppia di intensit
M = +72.4 kNm. La trave ha sezione costante e momento dinerzia pari a I e modulo
elastico E.
M
4,6 3,5

Figura 2.3. Trave su 3 appoggi con coppia concentrata
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 24/139
Si valutano in primo luogo le rigidezze alla rotazione delle due aste (si veda la tabella
del paragrafo 2.2):
1
1
3
l
EI
k = =
5 . 3
3EI

2
2
3
l
EI
k = =
6 . 4
3EI

Si valutano i coefficienti di ripartizione:
2 1
1
2 1
1
1
3 3
3
l
EI
l
EI
l
EI
k k
k
+
=
+
= =
6 . 4
3
5 . 3
3
5 . 3
3
+
= 57 . 0
51 . 1
86 . 0
=
2 1
2
2 1
2
2
3 3
3
l
EI
l
EI
l
EI
k k
k
+
=
+
= =
6 . 4
3
5 . 3
3
6 . 4
3
+
= 43 . 0
51 . 1
65 . 0
=
Considerando la convenzione per il momento flettente secondo cui il segno positivo
si attribuisce a momenti orari (destrogiri):
-
+

Figura 2.4. Convenzione dei segni per il momento flettente
si calcolano i momenti sulle singole aste:
= + =
1 1
M M 0.5772.4 = + 41.1 kNm
= + =
2 2
M M 0.4372.4 = + 31.3 kNm
Si noti che, ovviamente, la somma dei coefficienti di ripartizione pari a 1 e la
somma dei momenti M
1
+M
2
pari alla coppia M . Il diagramma del momento ottenuto
valutando il diagramma di ogni singola asta:

2 1
M
4,6 3,5
M

Figura 2.5. Ripartizione delle azioni in proporzione alle rigidezze delle aste
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 25/139
31.3
41.1
31.3
41.1
4,6 3,5
3,5 4,6

Figura 2.6. Momento flettente sulle singole aste e sulla intera struttura
2.4 METODO DEI VINCOLI AUSILIARI
Il metodo descritto nel paragrafo precedente applicabile solo quando le azioni
agiscono direttamente sul nodo. Nel caso in cui si hanno carichi disposti non sui nodi (ad
esempio, un carico distribuito), si pu procede applicando il metodo dei vincoli ausiliari.
Il metodo dei vincoli ausiliari prevede una procedura secondo le seguenti fasi:
- vengono posti i vincoli ausiliari o fittizi che rendono nulli tutti i movimenti (rotazioni
o spostamenti) indipendenti ai nodi e si determinano le sollecitazioni di incastro
perfetto (sollecitazioni prime, indicate nel seguito con I) delle membrature
incastrate e le reazioni F dei vincoli ausiliari. Tale soluzione rispetta la congruenza
ma non lequilibrio essendo i nodi soggetti alle reazioni immaginarie dei vincoli
fittizi
- vengono soppressi i vincoli ausiliari e applicate le reazioni di incastri perfetto F
cambiate di segno, ossia la struttura soggetta soltanto in corrispondenza dei nodi
alle azioni:
F=F
0
-F ( 2.17)
dove F
0
sono le azioni esterne gi presenti nei nodi.
- si studia una seconda configurazione in cui compaiono, applicati ai nodi, le sole
azioni F=F
0
-F, ;
- si ricavano i valori dei movimenti o e si ripartiscono tali forze proporzionalmente
alle loro rigidezze, ricavando cos le cosiddette azioni ripartite (o seconde, II);
- si ricavano quindi le sollecitazioni S(o), dalle sollecitazioni ripartite o direttamente
dai movimenti o;
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 26/139
- Le sollecitazioni complessive si ottengono sommando i valori ottenuti nella fase I
con le S(o)
S
tot
= I + S(o) ( 2.18)
I dettagli del metodo vengono spiegati con lesempio del paragrafo 2.4.1.
Vengono riportati, in via preventiva, i diagrammi del momento di alcuni casi
notevoli che saranno utili per la risoluzione delle strutture con carichi distribuiti e/o
concentrati. Il valore assoluto (senza segno) del momento riportato nellultima colonna.

SCHEMA DIAGRAMMA DEL MOMENTO
12
2
qL
M M
B A
= =
24
2
qL
M
mezz
=

8
2
qL
M
B
=
16
2
qL
M
mezz
=

M M
A
=
2
M
M
B
=

8
2
qL
M
mezz
=
A
L
B
q
A
L
B
q
A
L
B
M
A
L
B
A
L
B
M
q
A
L
B
A
L
B
A
L
B
A
L
B
A
L
B
M M
A
=
0 =
B
M
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 27/139
M M M
B A
= =
M M M
B A
= =
2
2
qL
M
B
=
M M M
B A
= =
A
L
B
A
L
B
A
L
B
A
L
B
A
L
B
A
L
B
M
A
L
B
M
M
M
A
L
B
A
L
B
A
L
B
q
M
F

FL M
B
=


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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 28/139
2.4.1 Esempio 2: trave su tre appoggi e carico uniformemente distribuito
Risolvere la struttura rappresentata in figura, soggetta ad carico distribuito q = 65
kN/m.
q
4,6 3,5

Figura 2.7. Trave su tre appoggi con carico uniformemente distribuito
FASE I: Si blocca con un morsetto (vincolo ausiliare) la rotazione nel nodo centrale
(lunica incognita del problema).
q
3,5 4,6

Figura 2.8. Trave con il vincolo ausiliare (morsetto) applicato allappoggio centrale
Si valutano le azioni di incastro perfetto (in questo caso, i momenti di incastro
prefetto) che nascono a causa del fatto che stato introdotto il morsetto. Questi momenti
sono pari a:
8
2
1
1
ql
I + = =
8
5 . 3 65
2

+ = + 99.5 kNm
8
2
2
2
ql
I = =
8
6 . 4 65
2

= 171.9 kNm
I segni dei momenti sono stati posti coerentemente alla convenzione adottata (il
momento ha segno positivo se orario).
La struttura cos ottenuta CONGRUENTE (infatti lo spostamento a sinistra
uguale allo spostamento di destra; entrambi sono nulli in quanto stato posto il morsetto).
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 29/139
ql /8
2
2 2
1
ql /8
4,6 3,5

Figura 2.9. Fase I: trave con il morsetto e momenti di incastro perfetto (momenti primi)
- 171.9 + 99.5
3,5 4,6

Figura 2.10. Fase I: diagramma dei momenti

FASE II: Viene soppresso il morsetto e ci si accorge che la struttura NON
EQUILIBRATA. Infatti la somma dei momenti nel nodo non nulla:
8 8
2
2
2
1
2 1
ql ql
I I + = + = + 99.5 171.9 = 72.4 kNm
Occorre ora equilibrare il nodo: lunico modo per farlo sommare allo squilibrio
che presente nel nodo (I
1
+ I
2
) un momento con la stessa intensit ma con verso
contrario, cosicch, sommando la FASE I alla FASE II, si ottenga un momento nullo al
nodo (ovvero nodo equilibrato).
Rimosso il morsetto occorre applicare quindi le reazioni di incastro perfetto F
cambiate di segno (ovvero applicare una coppia F = -F pari a +72.4 kNm).
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 30/139
2
2
- ql /8 = +ql /8
1
2
M
4,6 3,5

Figura 2.11. Squilibrio del nodo dopo la fase I.
3,5 4,6
M
2
1
= -(+ql /8 - ql /8)
2
2

Figura 2.12. Fase II: coppia da applicare al nodo per ottenere lequilibrio.
Occorre ora ripartire il momento applicato al nodo. Si valutano quindi le rigidezze
alla rotazione delle due aste (si veda lesempio 1):
1
1
3
l
EI
k = =
5 . 3
3EI
,
2
2
3
l
EI
k = =
6 . 4
3EI

Si valutano i coefficienti di ripartizione:
2 1
1
2 1
1
1
3 3
3
l
EI
l
EI
l
EI
k k
k
+
=
+
= =
6 . 4
3
5 . 3
3
5 . 3
3
+
= 57 . 0
51 . 1
86 . 0
=
2 1
2
2 1
2
2
3 3
3
l
EI
l
EI
l
EI
k k
k
+
=
+
= =
6 . 4
3
5 . 3
3
6 . 4
3
+
= 43 . 0
51 . 1
65 . 0
=
Si calcolano i momenti sulle singole aste (questi momenti sono detti momenti
RIPARTITI o anche momenti secondi (II)):
II = = =
1 1
M M 0.5772.4 = 41.1 kNm
II = = =
2 2
M M 0.4372.4 = 31.3 kNm
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 31/139
3,5 4,6
+41.1
+31.3

Figura 2.13. Fase II: Diagramma del momento
Il momento allappoggio centrale del problema originario ottenuto dalla somma del
momento a sinistra (o a destra) della FASE I e della FASE II:
= M I+ II = + 99.5 + 41.1 = +140.6 (somma nei momenti a sinistra dellappoggio)
= M I+II = 171.9 + 31.3 = 140.6 (somma nei momenti a destra dellappoggio)
Il diagramma del momento ottenuto sommando il contributo della FASE I con
quello della FASE II, per ogni singola asta:
- 171.9 + 99.5
3,5 4,6

Figura 2.14. Diagramma del momento di Fase I
3,5 4,6
+41.1
+31.3

Figura 2.15. Diagramma del momento di Fase II
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 32/139
3,5 4,6
+ 140.6 - 140.6

Figura 2.16. Diagramma del momento di Fase I + Fase II
Il risultato della procedura sicuramente congruente (per come stato condotto
il procedimento) ma anche equilibrati, in quanto, a conti fatti, la somma dei momenti
al nodo centrale nulla. Infatti, nella FASE I la struttura congruente in quanto la
rotazione dellappoggio centrale nulla per la presenza del morsetto. Nella FASE II, si ha
congruenza in quanto la formula usata per ripartire le azioni ricavata dal presupposto che
le rotazioni siano uguali (si veda il procedimento del paragrafo 2.3). La struttura
certamente equilibrata grazie alla FASE II (la FASE II stata introdotta proprio per
ripristinare lequilibrio). Per il teorema dellunicit della soluzione elastica lineare, una
configurazione che sia equilibrata e congruente la soluzione (unica) del problema.
2.4.2 Esempio 3: trave incastro-appoggio e carico uniformemente distribuito
Si calcoli il diagramma del momento flettente della figura seguente:
L

Figura 2.17. Struttura appoggio incastro con carico uniformemente distribuito
FASE I: Si blocca con un morsetto (vincolo ausiliare) la rotazione nel nodo di destra
(lunica incognita del problema).
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 33/139
Si valutano lazioni di incastro perfetto (in questo caso, il momenti di incastro
prefetto) che nascono a causa del fatto che stato introdotto il morsetto:
12
2
1
1
ql
I = ;
12
2
2
2
ql
I + =
I segni di momenti sono stati posti coerentemente alla convenzione adottata (il
momento ha segno positivo se orario).
2 2
+qL/12 -qL/12
L

Figura 2.18. Trave con il morsetto nellappoggio di destra e con i momenti di incastro perfetto
La struttura cos ottenuta congruente (infatti lo spostamento a destra nullo in
quanto stato posto il morsetto).
FASE II: Viene soppresso il morsetto e ci si accorge che la struttura non
equilibrata. (si ha infatti un momento non nullo sullappoggio di destra). Occorre ora
equilibrare il nodo: lunico modo per farlo sommare allo squilibrio che presente nel
nodo un momento con la stessa intensit ma di verso contrario, cosicch, sommando la
FASE I alle FASE II, si ottiene un momento nullo al nodo (ovvero nodo equilibrato).
Rimosso il morsetto occorre applicare quindi le reazioni di incastro perfetto I
2

cambiate di segno.
2
2
- qL/24
- qL/12
L

Figura 2.19. Fase II: si applica lo squilibrio del nodo cambiato di segno
Per una struttura incastro-appoggio, il momento che nasce allincastro (momento III)
a causa del momento II sullappoggio esattamente la met di questultimo:
III

=

II / 2.
Nel caso in esame:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 34/139
24 2
2
qL II
III = =
Il momento allappoggio di destra ottenuto dalla somma della FASE 1 e della FASE 2:
= M
12 12
2 2
qL qL
II I + = + = 0 (somma nei momenti a destra)
= M
8 24 12
2 2 2
qL qL qL
III I = = + = 0 (somma nei momenti a sinistra)
Il diagramma del momento ottenuto sommando il contributo della FASE 1 con
quello della FASE 2. Il risultato rappresentato nella seguente figura:




FASE I


FASE II
L
L
L
-qL/12 +qL/12
- qL/12
- qL/24
qL/12
L
L
+ +
=
qL/12
L
=
qL/24
qL/12
0
qL/8
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
- qL/8
L
=
Figura 2.20. Diagramma del momento finale ottenuto dalla somma dei diagrammi di FASE I e II




FASE I +
FASE II
Attraverso la sovrapposizione degli effetti possibile, ad esempio, valutare il
momento in mezzeria, valutando quindi gli effetti del carico e della coppia allestremit:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 35/139
L
+
L
=
L
L
+
L
- qL/8
2
2
qL/8
0
=
L
qL/16
2

Figura 2.21. Sovrapposizione degli effetti per ottenere il valore del momento in mezzeria
Nel primo schema il momento in mezzeria pari a:
( )
8
2 /
2
1
qL
L x M = =
Nel secondo schema il momento in mezzeria pari a:
( )
16 2
0
8
2
2 /
2
2
2
qL
qL
M M
L x M
B A
=
+
=
+
= =
Il momento in mezzeria quindi dato da:
( )
16 16 8 2
0
8
8 2 8
2 /
2 2 2
2
2 2
qL qL qL
qL
qL M M qL
L x M
B A
TOT
+ = + =
+
+ =
+
+ = =
Per ottenere tutte le altre grandezze di interesse (diagramma del Taglio, rotazione,
etc.), si applica semplicemente la sovrapposizione degli effetti.
- Per ottenere il diagramma del taglio, si procede come segue:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 36/139
L
=
+
L
=
L
+
L
V =qL/2 V =qL/2
V =M/L V =M/L
V =qL/2
V =qL/8
5/8 qL
3/8 qL
3/8 qL 5/8 qL

Figura 2.22. Diagramma del Taglio per sovrapposizione degli effetti
Nel primo schema il taglio alle estremit pari a:
2
qL
V =
Nel secondo schema il taglio costante (se il momento lineare il taglio costante):
8
8 /
2
qL
L
qL
L
M
V = = =
I tagli alle estremit valgono:
qL
qL qL
L
M qL
V
8
5
8 2 2
1
= + + = + + =
qL
qL qL
L
M qL
V
8
3
8 2 2
2
= + = + =

- Se si vuole inoltre avere conferma che la rotazione allincastro nulla (ovvero si vuole
essere certi che la soluzione ottenuta congruente), si possono valutare le rotazioni nei
due schemi:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 37/139
L
+
L
- qL/8
2

Figura 2.23. verifica della congruenza al nodo incastrato tramite la sovrapposizione degli effetti
Nel primo si ha:
EI
qL
24
3
= o
Nel secondo schema, invece si ha:
EI
qL
EI
L qL
EI
ML
24 3 8 3
3 2
= = = o
Le due rotazioni risultano ovviamente opposte e quindi la loro somma nulla.

- Infine, se si vuole ottenere la rotazione dellappoggio, si ha:
EI
qL
24
3
= o
a causa del carico distribuito. A causa della coppia applicata allestremo di sinistra, invece,
la rotazione del nodo di destra vale (si veda lo schema di pag. 20):
EI
qL
EI
L qL
EI
ML
48 6 8 6
3 2
+ = = = o
La rotazione complessiva vale:
EI
qL
EI
qL
EI
qL
48 24 48
3 3 3
= + = o
In alternativa si pu operare (in modo efficiente) valutando le rotazione dei due
schemi adottati nella FASE I e della FASE II. Nella FASE I la rotazione dellestremo con
lappoggio nulla in quanto presente il morsetto. Nella FASE II la rotazione (rigidezza
notevole si vedano gli schemi del paragrafo 2.2):
EI
qL
EI
L qL
EI
ML
48 4 12 4
3 2
= = = o
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 38/139
2.5 RISOLUZIONE DI STRUTTURE CON DUE O PI NODI LIBERI
DI RUOTARE
Si pensi di risolvere la struttura illustrata in Figura 2.24. Sono presenti due nodi, in
uno dei quali applicata una coppia di intensit M
1
. Si pu pensare di risolvere il problema
mediante la sovrapposizione degli effetti.
L
L
1 2
1
L

Figura 2.24. verifica della congruenza al nodo incastrato tramite la sovrapposizione degli effetti
Si pensi di bloccare con un morsetto (vincolo ausiliare) la rotazione del nodo 2 ed
analizzare la sola rotazione del nodo 1. Applicando un momento pari a
1
M , non
difficile valutare la rigidezza dalla rotazione del nodo: essa la somma delle rigidezze
delle aste che concorrono nel nodo.
L
L L
M
1
L
L L
M
1 2
1 M
1

12
M
1

12
2

Figura 2.25. Prima fase: si analizza il nodo 1
In questa condizione, per il nodo 1 si pu certamente scrivere (si veda la 2.12):
1 1 11
M k = o ( 2.19)
dove si indicato con
11
k la rigidezza totale del nodo 1 avendo applicato una coppia nel
nodo 1 e con
1
o la rotazione del nodo 1. Si ripartisce quindi la coppia
1
M tra le aste
concorrenti nel nodo e, a causa della presenza del morsetto nel nodo 2, nasce un
momento al morsetto che risulta essere pari a:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 39/139
2
12 1
2
M
M = ( 2.20)
essendo
12
il coefficiente di ripartizione dellasta 1-2. Questo momento pu essere
correlato allentit della rotazione
1
o pensando ad una rigidezza
21
k che determinato dal
rapporto tra lazione che nata nel nodo 2 a causa della rotazione al nodo 1:
1 21 2
1
2
21
o
o
k M
M
k = = ( 2.21)
In modo del tutto analogo, si pensi di applicare una coppia di intensit pari
2
M al
nodo 2 e di bloccare il nodo 1 con un morsetto.
L
L L
M
2
L
L L
M
1 2
2 M
2

12
M
2

12
2

Figura 2.26. Seconda fase: si analizza il nodo 2
Si pu quindi scrivere:
2 2 22
M k = o ( 2.22)
dove si indicato con
22
k la rigidezza totale del nodo 2 avendo applicato una coppia nel
nodo 2 e con
2
o la rotazione del nodo 2. Si ripartisce quindi la coppia
2
M tra le aste
concorrenti nel nodo e, a causa della presenza del morsetto nel nodo 1, nasce un
momento al morsetto che risulta essere pari a:
2
12 2
1
M
M = ( 2.23)
Questo momento pu essere correlato allentit della rotazione
2
o , ottenendo:
2 12 1
2
1
12
o
o
k M
M
k = = ( 2.24)
Si applica quindi la sovrapposizione degli effetti di queste due fasi e si impone
lequilibrio, ottenendo:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 40/139

= +
= +
2 2 2
1 1 1
M M M
M M M
( 2.25)
ovvero, sostituendo:

= +
= +
2 2 22 1 21
1 2 12 1 11
M k k
M k k
o o
o o
( 2.26)
Nel problema in oggetto si ha che il momento esterno applicato al nodo 2 nullo,
ottenendo cos:

= +
= +
0
2 22 1 21
1 2 12 1 11
o o
o o
k k
M k k
( 2.27)
Il sistema (2.27) fornisce la soluzione del problema, in quanto permette di
determinare le rotazioni
1
o e
2
o . Note le rotazioni si possono poi calcolare i momenti alle
estremit delle aste.
2.6 ESPRESSIONI GENERALI DEL METODO DELLEQUILIBRIO
O DEGLI SPOSTAMENTI
Le espressioni generali del metodo dellequilibrio sono divenute essenziali negli
ultimi decenni grazie allausilio dei calcolatori elettronici. Infatti, i metodi di analisi
computazionale pi diffusi sono basati sulla formulazione generale del metodo
dellequilibrio.
Si consideri una struttura costituita da pi elementi connessi luno allaltro in
corrispondenza dei nodi, nei quali si pensano agenti le forze esterne F in senso
generalizzato (forze vere e proprie o coppie) Siano o
1
o
n
gli n movimenti indipendenti
dei nodi della struttura. A tali movimenti corrisponderanno le n forze F
1
F
n
(alcune di
esse possono anche essere nulle pur sussistendo i correlativi movimenti). Si pensi di
imprimere ad un qualunque nodo della struttura un movimento unitario o
i
= 1 considerando
tutti gli altri movimenti indipendenti nulli. in generale semplice ricavare le conseguenti
forze sia del nodo direttamente interessato ( k
ii
) che nei nodi circostanti ( k
ij
). I coefficienti
k sono i coefficienti di rigidezza in quanto gli spostamenti sono unitari.
Ripetendo tale operazione per tutti gli n movimenti indipendenti si possono scrivere
le equazioni di equilibrio corrispondenti ai movimenti o
i
come:
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 41/139

= + + +
= + + +
= + + +
= + + +
n n nn n n
i n in i i
n n
n n
F k k k
F k k k
F k k k
F k k k
o o o
o o o
o o o
o o o
...
...
...
...
...
...
2 2 1 1
2 2 1 1
2 2 2 22 1 21
1 1 2 12 1 11
( 2.28)
Il sistema (2.28) un sistema di equazioni lineari per il quale si posta lecita la
sovrapposizione degli effetti. Si noti che i coefficienti di rigidezza k
ij
risultano uguali ai
coefficienti k
ji
per il teorema di reciprocit (teorema di Betti).
La soluzione di tale sistema lunica soluzione equilibrata tra le infinite
congruenti. Si noti che stata fatta lipotesi che le azioni esterne agiscano solo sui nodi,
ma si possono anche considerare strutture genericamente caricate facendo ricorso al
metodo dei vincoli ausiliari.
Il sistema (2.28) pu essere scritto convenientemente anche nel seguente modo:
F K = ( 2.29)
in cui
(
(
(
(
(
(
(
(

=
nn nj n n
in ij i i
n j
n j
k k k k
k k k k
k k k k
k k k k
... ...
... ... .. ... ... ...
... ...
... ... ... ... ... ...
... ...
... ...
2 1
2 1
2 2 22 21
1 1 12 11
K ( 2.30)
la matrice di rigidezza,
(
(
(
(
(
(
(
(

=
n
i
o
o
o
o
...
...
2
1
( 2.31)
il vettore degli spostamenti nodali e
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 42/139
(
(
(
(
(
(
(
(

=
n
i
F
F
F
F
...
...
2
1
F ( 2.32)
il vettore delle forze nodali. La risoluzione data da:
F K
1
= ( 2.33)
Ottenuti gli spostamenti dei nodi poi possibile ottenere le sollecitazioni di ciascuna
asta del sistema.
2.7 APPLICAZIONE A TELAI CON I NODI CHE RUOTANO MA
NON TRASLANO: IL METODO DI CROSS
Lapplicazione del metodo dellequilibrio o degli spostamenti pi utilizzato la
determinazione di Momento e Taglio in telai che hanno nodi che ruotano e non traslano.
Piuttosto che risolvere il sistema (2.28) o (2.29), il metodo di Cross ricava la soluzione
iterativamente, operando con un nodo per volta.



----------- omiss --------




2.8 STRUTTURE SIMMETRICHE CARICATE
SIMMETRICAMENTE E STRUTTURE SIMMETRICHE
CARICATE ANTIMETRICAMENTE


----------- omiss --------


Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 43/139
2.9 APPLICAZIONE A TELAI CON I NODI CHE TRASLANO MA
NON RUOTANO
La risoluzione di telai che traslano ma non ruotano concettualmente identica a
quanto detto per telai con nodi che ruotano ma non traslano (considerando EJ della trave
). Se si considera la struttura di Figura 2.27, tutti i pilastri presentano il medesimo
spostamento orizzontale .
P
o o

Figura 2.27. Struttura con travata che trasla ma non ruota
Per definizione, la rigidezza alla traslazione della trave (nel suo complesso) quella
forza che genera lo spostamento unitario. Nel caso in esame:
o
F
K
i Tot
=
,
( 2.34)
Analogamente, per ogni asta considerata a se stante, si definisce la rigidezza alla
traslazione come la forza applicata sullasta diviso lo spostamento della i-esima asta:
o o
i
i
i
i
F F
k = = ( 2.35)
in quanto gli spostamenti delle aste sono gli stessi. Imponendo lequazione di equilibrio
alla traslazione della trave, si ottiene:
0
.. 1
=

= n i
i
F F ( 2.36)
e, sostituendo la (2.35) nella (2.36) si ottiene:

=
=
n i
i
k F
.. 1
o , ( 2.37)
da cui possibile valutare la rotazione incognita :
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 44/139

=
=
n i
i
k
F
.. 1
o ( 2.38)
Sostituendo la (2.38) nella (2.35) si ricava la forza nellasta i-esima:
i
n i
i
i
i
F
k
k
F F = =

= .. 1
( 2.39)
In modo del tutto analogo al problema di elementi con nodi che traslano ma non
ruotano, le sollecitazioni (in questo caso le forze) si ripartiscono in proporzione alla loro
rigidezze. Tutti i procedimenti quindi gi visti per telai con nodi che ruotano e non traslano
possono essere ripercorsi anche nel caso di telai con nodi che traslano ma non ruotano
sostituendo, idealmente, i momenti flettenti con forze e le rotazioni con spostamenti.
Nel caso infatti di carichi non ai nodi, si pu operare con il metodo dei vincoli
ausiliari cos come mostrato nel paragrafo 2.4 per ottenere le azioni equivalenti ai nodi.
Nel caso in cui siano presenti pi spostamenti incogniti, possibile scrivere un
sistema risolvente del tipo:
F K = ( 2.40)
e ricavare il vettore delle incognite spostamento dopo aver determinato gli elementi
della matrice di rigidezza K.
Infine, come per il caso in cui incognite solo le rotazioni, possibile evitare la
risoluzione del sistema (2.40) mediante un procedimento iterativo che vede lanalisi di una
travata per volta, mantenendo nulli gli spostamenti delle altre travate (analogamente al
metodo di Cross
1
per telai con nodi che ruotano ma non traslano).




----------- omiss --------





1
Se pur concettualmente identico, nel caso ti telai con nodi che traslano ma non ruotano il procedimento
iterativo non chiamato metodo di Cross. Il nome metodo di Cross proprio della risoluzione per telai
con nodi che ruotano ma non traslano.
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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 45/139
2.10 STRUTTURE CON NODI CHE RUOTANO E TRASLANO
Per la risoluzione si esegue un procedimento iterativo che vede lanalisi del telaio
considerando i soli spostamenti e con le rotazioni bloccate da morsetti. In una fase
successiva si devono considerare le rotazioni ma avendo preventivamente bloccato le
traslazioni. Queste due fasi, che a loro volta possono essere risolte mediante un processo
iterativo, sono state descritte nei paragrafi precedenti.
Complessivamente, la risoluzione vede, nel caso pi generale, tre processi iterativi,
di cui due interni o annidati al primo.


----------- omiss --------

2.11 CONFRONTO TRA IL METODO DELLEQUILIBRIO E IL
METODO DELLA CONGRUENZA
Le equazioni del metodo dellequilibrio individuano lunica soluzione equilibrata tra
le infinite congruenti. Per contro le equazioni provenienti dal metodo della congruenza
individuano lunica soluzione congruente tra le infinite equilibrate.
Si noti che il numero di incognite nel metodo dellequilibrio dipende dal numero dei
movimenti dei nodi o: aumentando il grado di vincolamento diminuiscono i movimenti
indipendenti e quindi diminuiscono il numero delle incognite. Pertanto aumentando il
grado di iperstaticit diminuiscono le incognite, mentre il sistema si complica quando ci si
avvicina alla isostaticit del sistema.
Aumentando il grado di iperstaticit, quindi diminuendo il numero dei movimenti, il
numero delle incognite si riducono nel metodo dellequilibrio mentre aumentano nel
metodo della congruenza. Pertanto in una struttura fortemente iperstatica, nella quale il
numero di movimenti incogniti in genere basso, il metodo pi rapido risulta quello
dellequilibrio mentre per strutture con basso grado di iperstaticit pu essere conveniente
il metodo della congruenza.
Si osservi inoltre che nel metodo dellequilibrio si fa uso in modo evidente del
principio di sovrapposizione degli effetti (si veda la 2.16) che nel calcolo dei coefficienti di
rigidezza k (si veda la 2.13). Ci e lecito solo se si ipotizza la linearit dei materiali e si
trascurano gli effetti del secondo ordine (si scrive cio il problema nella configurazione
indeformata).

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METODO DELLEQUILIBRIO O METODO DEGLI SPOSTAMENTI 46/139



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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 47/139
3 I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO
3.1 INTRODUZIONE
Il calcestruzzo armato o conglomerato cementizio armato (chiamato
generalmente anche cemento armato) un materiale usato per la costruzione di opere
civili, costituito da calcestruzzo (una miscela di cemento, acqua, sabbia e aggregati) e barre
di acciaio (armatura) annegate al suo interno ed opportunamente sagomate ed
interconnesse fra di loro. un materiale utilizzato sia per la realizzazione della struttura
degli edifici o di manufatti come ad esempio, i muri di sostegno o ponti.
Il cemento armato sfrutta l'unione di un materiale da costruzione tradizionale e
relativamente poco costoso come il calcestruzzo, dotato di una notevole resistenza alla
compressione ma con il difetto di una scarsa resistenza alla trazione, con l'acciaio, dotato di
un'ottima resistenza a trazione. Quest'ultimo utilizzato in barre (oggi esclusivamente ad
aderenza migliorata, realizzata mediante opportuni risalti) e viene annegato nel
calcestruzzo nelle zone ove necessario far fronte alle tensioni di trazione.
Le barre hanno diametro variabile commercialmente da 5 mm a 32 mm e possono
essere impiegate sia come armatura longitudinale, sia come staffe. Per problemi di
trasporto, le barre di armatura vengono prodotte barre fino ad una lunghezza massima di 12
metri. Le barre si possono presentare anche sotto forma di reti elettrosaldate (nei diametri
da 5 a 10 mm) a maglia quadrata con passi variabili da 10 a 20 cm e vengono, in questo
caso, impiegate per armare solette o muri in elevazione.
La collaborazione tra due materiali cos eterogenei garantita dalladerenza tra i due
materiali che trasmette le tensioni dal calcestruzzo all'acciaio in esso annegato e viceversa.
Il cemento armato pu essere realizzato in opera o in stabilimento (per produrre
elementi prefabbricati). La produzione in stabilimento permette di avere un miglior
controllo sulla qualit del calcestruzzo e risulta essere conveniente quando gli elementi da
produrre richiedono calcestruzzi di elevata qualit, per la produzione di cemento armato
precompresso (tecnologia necessaria per strutture in c.a. di grandi luci) o per strutture
ripetute in serie (capannoni industriali, tegoli di copertura, ecc.). In cantiere, la tecnologia
del calcestruzzo gettato in opera ha il vantaggio di semplificare i collegamenti tra gli
elementi strutturali e di rendere economica la struttura soprattutto per edifici di dimensioni
correnti.
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 48/139
Vengono brevemente descritti nel seguito le caratteristiche principali dei due
materiali.
3.2 IL CALCESTRUZZO
Il calcestruzzo un conglomerato artificiale costituito da una miscela di legante,
acqua e aggregati (sabbia e ghiaia) e con l'aggiunta, secondo le necessit, di additivi, e/o
aggiunte minerali che influenzano le caratteristiche fisiche o chimiche del conglomerato
sia fresco che indurito.
Il legante, idratandosi con l'acqua, indurisce e conferisce alla miscela una resistenza.
Attualmente il legante utilizzato per confezionare calcestruzzi il cemento (normalmente
cemento Portland), ma in passato sono stati realizzati calcestruzzi che utilizzavano leganti
differenti come la calce aerea, o idraulica.
Il calcestruzzo fresco viene gettato nel cassero e costipato con vibratori, ma esistono
formulazioni moderne del calcestruzzo dette autocompattanti (SCC) che non richiedono la
costipazione.

Nella normativa italiana (Nuovo Testo Unico per le Costruzioni nel seguito
NTC2008), definisce diverse classi di resistenza del calcestruzzo, contraddistinte da
diversi valori caratteristici delle resistenze cubica R
ck
e cilindrica f
ck
a compressione
uniassiale. Queste resistenze sono misurate su provini normalizzati e cio rispettivamente
su cilindri di diametro 150 mm e di altezza 300 mm (f
ck
) e su cubi di spigolo 150 mm (R
ck
).
La resistenza caratteristica a compressione definita come la resistenza per la quale si ha il
5% di probabilit di trovare valori inferiori. Nelle norme la resistenza caratteristica designa
quella dedotta da prove su provini come sopra descritti, confezionati e stagionati, eseguite
a 28 giorni di maturazione.
Le caratteristiche del calcestruzzo possono essere ottenute tramite prove sperimentali
mediante i cosiddetti controlli di accettazione, e ricavati dalle formulazioni indicate nel
seguito. Con riferimento a prove su cubetti, ogni controllo rappresentato da almeno tre
prelievi, ciascuno dei quali eseguito su un massimo di 100 m
3
di getto di miscela
omogenea. Un prelievo consiste nel prelevare dagli impasti, al momento della posa in
opera il calcestruzzo necessario per la confezione di un gruppo di due provini (due cubetti).
Si effettuano le prove sui provini e la media delle resistenze a compressione dei due
provini di un prelievo rappresenta la Resistenza di prelievo. Si effettua la media delle
resistenze dei prelievi ottenendo il valore di resistenza media R
cm
.
possibile passare dal valor medio R
cm
al valore caratteristico R
ck
della resistenza
mediante lespressione:
R
ck
= R
cm
-3.5 [N/mm
2
]
Deve per risultare anche:
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 49/139
R
ck
> R
1
+3.5 [N/mm
2
]
dove si indicato con R
1
la resistenza di prelievo pi bassa.
Nella realizzazione di opere strutturali che richiedano limpiego di pi di 1500 m
3
di
miscela omogenea obbligatorio il controllo di accettazione di tipo statistico (denominato
controllo di tipo B). In questo caso il numero di provini da prelevare largamente
superiore. Per questo motivo, possibile passare dal valor medio R
cm
al valore
caratteristico R
ck
della resistenza mediante lespressione:
R
ck
= R
cm
1.4 [N/mm
2
]
dove lo scarto quadratico medio della distribuzione di resistenza dei campioni.
Dalla resistenza caratteristica a compressione su cubi R
ck
, ottenuta sperimentalmente,
si ottiene quella cilindrica f
ck
(da utilizzare nelle verifiche) mediante lespressione:
f
ck
= 0.83 R
ck

Ai fini della valutazione del comportamento e della resistenza delle strutture in
calcestruzzo, questo viene titolato ed identificato mediante la classe di resistenza
contraddistinta dai valori caratteristici delle resistenze cilindrica f
ck
e cubica R
ck
a
compressione uniassiale, misurate rispettivamente su provini cilindrici e cubici, espressa in
MPa. Sulla base della resistenza a compressione dei provini, vengono definite le classi di
resistenza del calcestruzzo riportate in Tabella 3.1.

Classi di resistenza
C8/10 C40/50
C12/15 C45/55
C16/20 C50/60
C20/25 C55/67
C25/30 C60/75
C28/35 C70/85
C32/40 C80/95
C35/45 C90/105
Tabella 3.1. Classi di resistenza del calcestruzzo
Destinazione
Classe di
resistenza minima
Per strutture non armate o a bassa
percentuale di armatura
C8/10
Per strutture semplicemente armate C16/20
Per strutture precompresse C28/35
Tabella 3.2. Classi di resistenza del calcestruzzo
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 50/139
Il primo numero della classe di resistenza del calcestruzzo indica appunto la
resistenza caratteristica ottenuta su provini cilindrici f
ck
e il secondo la resistenza ottenuta
su provini cubici R
ck
. I calcestruzzi delle diverse classi di resistenza trovano impiego
secondo quanto riportato nella Tabella 3.2. Il calcestruzzo comunemente utilizzato per le
strutture ordinarie il calcestruzzo di classe C25/30.
La resistenza a trazione del calcestruzzo pu essere determinata a mezzo di diretta
sperimentazione, condotta su provini appositamente confezionati, per mezzo delle prove di
trazione diretta o di prove di trazione indiretta, o, infine, mediante prove di trazione per
flessione.
In sede di progettazione si pu assumere come resistenza media a trazione semplice
f
ctm
del calcestruzzo il valore dipendente dalla resistenza a compressione:
f
ctm
= 0,30 (f
ck
)
2/3
in cui le grandezze vanno espresse in N/mm
2
(o MPa). Per classi superiori a C50/60 , la
resistenza media a trazione semplice f
ctm
del calcestruzzo si valuta mediante la seguente
formula:
f
ctm
= 2.12 ln[1+f
cm
/10]
I valori caratteristici f
ctk
corrispondenti ai frattili 5% e 95% sono assunti,
rispettivamente, pari a 0,7 f
ctm
ed 1,3 f
ctm
.
Dalle formule che determinano la resistenza a trazione del calcestruzzo si evidenzia
che la resistenza a trazione risulta significativamente inferiore a quella a compressione. Ad
esempio, per un calcestruzzo di classe C25/30, la resistenza media a trazione risulta circa
1/10 della resistenza caratteristica a compressione. Ancor minore tale valore se si
considera la resistenza caratteristica a trazione rispetto alla resistenza caratteristica a
compressione.
Il valore medio della resistenza a trazione per flessione assunto, in mancanza di
sperimentazione diretta, pari a:
f
cfm
=1.2 f
ctm

Per modulo elastico istantaneo del calcestruzzo va assunto quello secante tra la
tensione nulla e una tensione di 0,40 f
cm
, determinato sulla base di apposite prove. In sede
di progettazione si pu assumere il valore:
E
cm
= 22000 [f
cm
/10]
0,3

in cui f
cm
va espresse in N/mm
2
(o MPa).
Per il coefficiente di Poisson pu adottarsi, a seconda dello stato di sollecitazione, un
valore compreso tra 0 (calcestruzzo fessurato) e 0,2 (calcestruzzo non fessurato).
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 51/139
3.3 ACCIAIO PER CEMENTO ARMATO
Lacciaio da cemento armato oggi presente solo in barre ad aderenza migliorata,
che presentano risalti che ne migliorano laderenza con il calcestruzzo.
Le barre hanno diametro variabile commercialmente da 5 mm a 32 mm e possono
essere impiegate sia come armatura longitudinale, sia come staffe. Per problemi di
trasporto, le barre di armatura vengono prodotte barre fino ad una lunghezza massima di 12
m. Le barre si possono presentare anche sotto forma di reti elettrosaldate (nei diametri da 5
a 10 mm) a maglia quadrata con passi variabili da 10 a 20 cm e vengono, in questo caso,
impiegate per armare solette o muri in elevazione.
Per quanto riguarda lacciaio per cemento armato, lunica classe di acciaio ammessa
oggi dalla normativa lacciaio B450C. Lacciaio per cemento armato B450C
caratterizzato da specifici valori nominali delle tensioni caratteristiche di snervamento e
rottura da utilizzare nei calcoli e deve rispettare i requisiti indicati in Tabella 3.3.

Caratteristica Valore Frattile
Tensione di snervamento f
yk
450 [N/mm
2
] 5%
Resistenza a trazione f
tk
540 [N/mm
2
] 5%
Rapporto f
tk
/ f
yk
> 1.15 10%
Allungamento > 7.5 % 10%
Tabella 3.3. Caratteristiche dellacciaio B450C.
3.4 LEGAMI COSTITUTIVI DI CALCOLO
La normativa italiana (NTC2008) prevede diversi modelli del legame costitutivo sia
per il materiale calcestruzzo che per lacciaio.
Per quanto riguarda il calcestruzzo, tutti i legami sono caratterizzati dallo stesso
valore di resistenza f
cd
e dalla deformazione ultima c
cu
, posta pari al 3.5
Il legame costitutivo di riferimento presente in normativa un legame parabola-
rettangolo, descritto da un tratto parabolico che raggiunge una tensione massima
denominata f
cd
per una deformazione inferiore a c
c2
, pari al 2, per poi mantenersi con una
tensione costante di valore pari a f
cd
fino alla deformazione ultima c
cu
, posta pari al 3.5.
Tale legame, se pur semplificato, il pi realistico, in quanto modella la non linearit che
presente nel diagramma reale tensione-deformazione del calcestruzzo sin dal principio.
Per classi di resistenza elevate (superiore al C50/60), il legame costitutivo
modificato per tenere in conto della minore duttilit del materiale, aumentando la
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 52/139
deformazione corrispondente allinizio del tratto costante c
c2
e diminuendo la deformazione
ultima c
cu
(si veda la normativa paragrafo 4.1.2).
La resistenza f
cd
si calcola a partire dalla resistenza cilindrica caratteristica f
ck
con la
seguente formula:
c
ck
cc cd
f
f

o = ( 3.1)
dove
cc
o tiene in conto degli effetti scala, causati dalla differente modalit di crisi del
provino il laboratorio rispetto alle strutture reali; pi precisamente tiene in conto che la
velocit a cui sottoposto il provino il laboratorio tipicamente maggiore della velocit di
applicazione del carico per una struttura reale. Di conseguenza, in laboratorio, si ottiene un
valore della resistenza a compressione del provino cilindrico che maggiore di quanto non
si riscontri nella struttura reale. Inoltre tiene in conto il fatto che il calcestruzzo un
materiale soggetto a viscosit e che quindi modifica le sue caratteristiche di resistenza e
deformabilit nel tempo. Per tenere in conto di questi effetti a lungo termine, il coefficiente
cc
o ha quindi un valore che minore dellunit; in particolare la normativa lo impone pari
a
cc
o = 0.85.
c
il coefficiente parziale del materiale calcestruzzo. LNTC 2008 lo pone pari a
1.5, in accordo con quanto previsto dalla normativa europea (EUROCODICE2 - EC2
2004), mentre nel recente passato le normative precedenti (DM 1996) definivano un
coefficiente pari a 1.6.
Per un calcestruzzo di classe C25/30 (aventi quindi una resistenza a compressione su
provini cilindrici di f
ck
= 25MPa e una resistenza su cubetti R
ck
= 30 MPa), la resistenza a
compressione di progetto f
cd
pari a:
2 . 14
5 . 1
25
85 . 0 = =

o =
c
ck
cc cd
f
f MPa. ( 3.2)
3.5 2
f
cd
o
c
c
c

Figura 3.1. Legame costitutivo del calcestruzzo
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 53/139
Nel caso di calcestruzzo di Classe non superiore a C50/60, dimostrabile che larea
sottesa la curva del legame costitutivo pari a:
( )
( )
cu cd cu cd
cu
c cu
cu
c
cu cd cd c cu cd c
f f f f f Area c c
c
c c
c
c
c c c c 8 . 0
5 . 3
5 . 1
5 . 3
2
3
2
3
2
3
2
2 2
2 2
~
(

+ =
(


+ = + =

Larea sottesa al legame costitutivo vale quindi circa 0.8 volte larea che del
rettangolo che inscrive la parabola-rettangolo.
Il legame costitutivo utilizzato per lacciaio un legame di tipo elasto-plastoco
avente tensione di snervamento pari a f
yd
. La tensione di calcolo di snervamento
dellacciaio ottenuta dal rapporto tra la relativa tensione caratteristica e il coefficiente
parziale dellacciaio
s
:
s
yk
yd
f
f

= ( 3.3)
con
s
= 1.15. La deformazione al limite elastico
y
c ottenuta utilizzando la linearit tra
tensioni e deformazioni mediante la legge di Hooke:
s
yd
y
E
f
= c ( 3.4)
Considerando un acciaio tipo B450C che caratterizzato da una resistenza a trazione
caratteristica f
yk
= 450 MPa, la deformazione al limite elastico risulta pari a
y
c =1.96.
Gli acciaio utilizzati in Europa devono soddisfare ad importanti requisiti di duttilit.
In particolare, richiesto che la deformazione caratteristica a rottura sia almeno pari al c
uk
75. La deformazione associata alla tensione di rottura dellacciaio molto grande
rispetto a quella limite del calcestruzzo compresso (75 >> 3.5). Sulla base di questa
considerazione, le nuove norme considerano un legame per lacciaio elasto-plastico con
deformazione ultima illimitata, come mostrato in figura 3.2a (la normativa precedente
limitava la deformazione dellacciaio al 10). La conseguenza che la crisi di una
sezione inflessa o presso-inflessa avviene sempre per raggiungimento della deformazione
ultima nel calcestruzzo. Ne consegue quindi una significativa semplificazione nel calcolo
delle sezioni inflesse e presso-inflesse (si veda nel seguito).
Una seconda possibilit offerta al progettista quella di considerare un modello che
tiene in conto dellincrudimento dellacciaio, introducendo al posto del ramo
indefinitamente plastico, un ramo con deformazione ultima pari a c
ud
= 0.9 c
uk
e
corrispondente tensione pari a k f
yd
, (Figura 3.2b) con k fattore di sovraresistenza:
y
t
f
f
k = ( 3.5)
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I MATERIALI: CALCESTRUZZO E ACCIAIO 54/139
dove
t
f e
y
f sono le resistenze medie (non caratteristiche) a trazione e di snervamento
dellacciaio.
1.96
f
yd
o
s
c
s
1.96
f
yd
o
s
c
s
c
ud
k f
yd

(a) (b)
Figura 3.2. Legame costitutivo dellacciaio (a) elasto plastico e (b) elasto incrudente
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 55/139
4 VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN
C.A. CON IN METODO DEGLI SLU
4.1 IPOTESI DI CALCOLO
Le ipotesi di calcolo su cui si basa la trattazione sono le seguenti:
1- conservazione delle sezioni piane;
2- perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo (in compressione);
3- calcestruzzo non reagente a trazione;
4- legami costitutivi parabola rettangolo per il calcestruzzo e elastico-perfettamente
plastico per lacciaio (come descritti nel paragrafo precedente);
5- la crisi della sezione avviene per raggiungimento della deformazione ultima del
calcestruzzo (in quanto la deformazione ultima dellacciaio considerata infinita).

Lipotesi 1 in realt rigorosa solo per materiali elastico-lineari, in assenza di taglio
o torsione (che pu provocare ingobbamento della sezione). Nel caso del c.a. unipotesi
che trova fondamento dai risultati di campagne sperimentali. Lipotesi di perfetta aderenza
tra acciaio e calcestruzzo in compressione giustificata dal basso livello di deformazioni in
gioco. Piccoli scorrimenti potrebbero esserci ma questi risultano essere trascurabili. La
resistenza a trazione del calcestruzzo non nulla, ma molto piccola rispetto a quella a
trazione e pu quindi essere trascurata. Inoltre, a causa della fessurazione che certamente
presente quando si analizza il comportamento ultimo a flessione di sezioni in c.a., la
verifica viene effettuata nella sezione fessurata, per la quale lipotesi perfettamente
corrispondente alla realt.
4.2 CAMPI DI ROTTURA PER SEZIONI INFLESSE
Rimuovendo per un attimo lipotesi che la deformazione dellacciaio ultima sia
infinita ma finita (cio come la normativa italiana precedente imponeva - c
ud
= 10), la
crisi pu avvenire o per raggiungimento della deformazione ultima nellacciaio o per
raggiungimento della deformazione ultima nel calcestruzzo. Ci ne deriva che tutte le
possibili configurazioni di deformazione che rappresentano la crisi della sezione devono
essere caratterizzate dallavere o deformazione nellacciaio pari a c
ud
o deformazione
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 56/139
ultima nel calcestruzzo pari a c
cu
. Ne consegue che si possono definire i cosiddetti campi
di rottura definiti dalla figura 4.1. Si definisce campo 2 o campo delle deboli armature,
il campo caratterizzato da rette di deformazione con crisi dellacciaio teso (ovvero con
deformazione in corrispondenza dellacciaio teso pari a c
ud
). Si definisce inoltre campo 3
o campo delle medie armature, il campo in cui ricadono tutte le configurazioni di crisi che
vedono il calcestruzzo alla sua deformazione ultima e lacciaio con deformazione
compresa tra c
yd
e c
ud
(acciaio snervato). Infine si definisce campo 4 o campo delle forti
d'
c
d
A's
As
b
H
x
c
yd
c
ud
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
yd
c
ud
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
c
d
A's
As
b
H
d'
x
c
d
A's
As
b
H
d'
x
yd
c
ud
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
ud =
c
cu =
c
yd >
CAMPO 2
CAMPO 3
CAMPO 4

Figura 4.1. Campi di rottura
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 57/139
armature, il campo in cui le rette di deformazione di crisi sono caratterizzate dal
raggiungimento del limite di deformazione per il calcestruzzo con acciaio non ancora
snervato (la deformazione dellacciaio teso c
s
<

c
yd
).
4.2.1 Crisi in campo 3 con armatura compressa snervata
Nellipotesi che la crisi avvenga per schiacciamento del corrente compresso di
calcestruzzo, che avviene per raggiungimento della deformazione ultima a compressione
c
cu
, il calcolo della sezione inflessa risulta essere semplice. Infatti viene a mancare la crisi
in campo 2, cos come definita al capoverso precedente, mentre possibile solo crisi in
campo 3 o 4. Inoltre, se i quantitativi di armatura imposti dalla normativa attuale vengono
rispettati (in particolare non si eccede con larmatura il massimo previsto dallNTC2008),
la crisi pu avvenire solo in campo 3.
La trattazione del campo 4 verr per ugualmente esposta nel seguito in quanto pu
essere necessario effettuare una verifica di elementi in c.a. esistenti che, essendo costruiti
prima dellentrata in vigore dellNTC2008 posso avere una percentuale di armatura
superiore al massimo consentito oggi, con conseguente possibile crisi in campo 4.
Per valutare il momento resistente della sezioni, con il quale si effettua la verifica (si
veda paragrafo 1.3 sul metodo agli stati limite - i.e. M
rd
> M
Ed
), occorre valutare e
quantificare gli sforzi interni alla sezione nella condizioni di crisi incipiente.
Con riferimento alla figura 4.2, si impone la crisi ponendo la deformazione del
calcestruzzo allestremo lembo superiore pari al 3.5. Il profilo di deformazione (lineare
per ipotesi di conservazione di sezioni piane), definito ipotizzando la posizione dellasse
neutro x o, meglio, definendo la deformazione nellacciaio teso c
s
>

c
y

Dal diagramma delle deformazioni (Figura 4.2a), possibile ricavare il diagramma
delle tensioni (Figura 4.2b) attraverso i legami costitutivi del materiale.
Nel calcestruzzo il legame costitutivo risulta completamente sviluppato, in quanto,
per quanto gi ripetuto, la deformazione c
cu
= 3.5.
In questo caso, si pu far riferimento allo stress block, ovvero ad una distribuzione di
tensioni rettangolare equivalente a distribuzione effettiva delle tensioni definite dal legame
costitutivo parabola-rettangolo. La distribuzione delle tensioni pu quindi essere
considerata rettangolare, con area equivalente allarea sottesa dal legame costitutivo. Per
quanto esposto nel paragrafo precedente, larea sottesa al legame costitutivo vale circa 0.8
volte larea che del rettangolo che inscrive la parabola-rettangolo, ed il baricentro posto a
circa 0.4 volte laltezza dello stress block (Figura 4.2c).
Poich la crisi si ha con il calcestruzzo alla deformazione ultima, la risultante delle
tensioni di compressione R
c
pari a:
( )
cd
x
c
xbf dz z b R 8 . 0
0
= o =
}
( 4.1)
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 58/139
c
d
A's
As
b
H
d'
x
c
yd
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
cu =
c
yd >
CAMPO 3
x
0.8 x
cd
f
cd
f
0.4 x
R
s
R'
s
R
c
R
s
R'
s
R
c

(a) (b) (c)
Figura 4.2. Sezione con deformazioni e relative tensioni
Indicando con A
s
larea dellarmatura tesa, la risultante delle tensioni di trazione R
s

pari a:
yd s s
f A R = ( 4.2)
in quanto si supposto precedentemente una deformazione dellacciaio teso superiore a c
y

cui corrisponde una tensione pari a f
yd
.
Non nota a priori la deformazione dellacciaio compresso. In questa prima fase,
dato che la deformazione del calcestruzzo al lembo superiore pari al 3.5, verosimile
pensare che larmatura compressa, che si trova prossima al lembo superiore, abbia una
deformazione non molto minore del 3.5. Di conseguenza possibile supporre che
lacciaio compresso sia snervato, che equivale a supporre la sua deformazione maggiore
del 1.96. Tale supposizione dovr per trovare conferma a posteriori.
Se lacciaio compresso snervato (c
s


c
y
), la risultante corrispondente sar pari a:
yd s s
f A R ' ' = ( 4.3)
nella quale
s
A' larea dellarmatura compressa.
La soluzione del problema di flessione effettuato imponendo lequilibrio alla
traslazione e lequilibrio alla rotazione.
Imponendo lequilibrio alla traslazione:
0 ' = +
s s c
R R R ( 4.4)
Sostituendo la (4.1), la (4.2) e la (4.3) nella (4.4), si ottiene:
0 ' 8 . 0 = +
yd s yd s cd
f A f A xbf ( 4.5)
nella quale lunica incognita presente la posizione dellasse neutro x:
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 59/139
cd
yd s yd s
bf
f A f A
x
8 . 0
'
= ( 4.6)
Per comodit di notazione e per generalit, la (4.6) spesso espressa in forma
adimensionale, ottenendo la seguente formulazione:
( )
( ) | =
|
=

= = 1 25 . 1
1
25 . 1
8 . 0
'
M
cd
yd s
cd
yd s yd s
bdf
f A
bdf
f A f A
d
x
( 4.7)
Avendo indicato con:
d
x
= ,
s
s
A
A'
= | ( 4.8)
cd
yd s
M
bdf
f A
= ( 4.9)
dove la posizione dellasse neutro adimensionale, | indica la quantit di armatura
compressa rispetto a quella tesa e
M
detta percentuale meccanica di armatura, in quanto
compaiono, oltre al rapporto tra le aree (nota come percentuale geometrica) anche le
resistenze.
Imponendo lequilibrio alla rotazione, ad esempio per un punto posto sulla retta
dazione della risultante calcestruzzo R
c
, si ottiene:
( ) ( )
Rd yd s yd s
M x d f A d x f A = + 4 . 0 ' 4 . 0 ' ( 4.10)
da cui, raccogliendo
yd s
f A si ottiene
( ) ( ) | | ' 4 . 0 4 . 0 d x x d f A M
yd s Rd
| + = ( 4.11)
La (4.11) pu essere convenientemente posta in forma adimensionale, dividendo
entrambi i membri per la quantit:
cd
f bd M
2
0
=
( 4.12)
ottenendo:
( ) ( ) | |
( ) ( ) | | ' 4 . 0 4 . 0 1
' 4 . 0 4 . 0
0
| + =
| +
=
M
cd
yd s
Rd
d
d x x d
bdf
f A
M
M
( 4.13)
( ) ( ) | | ' 4 . 0 4 . 0 1
0
| + = =
M
Rd
M
M
( 4.14)
dove si posto:
d
d'
' = ( 4.15)
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 60/139
Le equazioni di equilibro alla rotazione e alla traslazione possono cos essere
espresse in forma dimensionale:
0 ' 8 . 0 = +
yd s yd s cd
f A f A xbf ( 4.16)
( ) ( ) | | ' 4 . 0 4 . 0 d x x d f A M
yd s Rd
| + = ( 4.17)
o in forma adimensionale equivalente:
( ) | = = 1 25 . 1
M
d
x
( 4.18)
| | | | = = ' ) 1 ( 4 . 0 1
0
M
Rd
M
M
( 4.19)
A queste equazioni va aggiunta lequazione che permette di ricavare la deformazione
dellacciaio compresso
s
' c , imponendo la conservazione delle sezioni piane (si veda la
figura 4.2):
'
'
d x x
s c

c
=
c
( 4.20)
da cui si ricava:
x
d x
x
d x
c s
'
0035 . 0
'
'

=

c = c ( 4.21)
Dividendo numeratore e denominatore per laltezza utile d si ottiene la forma
analoga adimensionale:


= c
'
0035 . 0 '
s
( 4.22)
La (4.21) o la (4.22) permettono di verificare se larmatura compressa realmente
snervata (c
s


c
y
) e se quindi stato corretto lutilizzo delle (4.16), (4.17), (4.18) e (4.19)
per valutare posizione dellasse neutro e momento resistente.
Si noti che se la quantit di armatura compressa uguale a quella tesa (
s
s
A
A'
= | = 1),
la (4.6) o la (4.7) giungono al paradosso che distanza dellasse neutro dal bordo superiore
sia nulla e che quindi il calcestruzzo non dia nessun contributo. Inoltre si noti che, se x=0,
larmatura compressa risulterebbe avere deformazione concorde con quella inferiore,
ottenendo cos due armature entrambe tese che lederebbero lequilibrio alla traslazione. Il
problema sta nel fatto che larmatura compressa non pu mai essere snervata se | = 1. Per
la risoluzione in questa situazione si veda il paragrafo 4.2.2.

Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 61/139
Sostituendo la (4.18) nella (4.19) possibile ottenere unequazione che fornisce una
equazione di secondo grado che lega la percentuale meccanica di armatura
M
al momento
resistente adimensionale :
0 2 ) ' 1 ( 2 ) 1 (
2 2
= + | |
M M
( 4.23)
da cui possibile ricavare la percentuale meccanica di armatura noto :
| |
2 2
2
) 1 ( 2 ) ' 1 ( ) ' 1 (
) 1 (
1
| | |
|
=
M
( 4.24)
Anche la (4.24) mostra come con | = 1 non sia possibile ottenere una soluzione se si
ipotizzano entrambe le armature snervate.
4.2.2 Crisi in campo 3 con armatura compressa non snervata
Se larmatura compressa ha una deformazione che inferiore alla deformazione di
snervamento c
s
<

c
y
, occorre modificare le relazioni nelle equazioni di equilibrio alla
rotazione e alla traslazione, considerando il fatto che la tensione dellacciaio sar minore di
f
yd
.
Le equazioni vengono cos riscritte:
0 ' ' 8 . 0 = +
yd s s s cd
f A A xbf o ( 4.25)
( ) ( )
Rd yd s s s
M x d f A d x A = + o 4 . 0 ' 4 . 0 ' ' ( 4.26)
a cui va aggiunta lequazione che mi determina la tensione nellacciaio compresso
imponendo la conservazione delle sezioni piane e ricordando che il legame dellacciaio
lineare per deformazioni inferiori a c
y
:
s s s s
E
x
d x
E
'
0035 . 0 ' '

= = c o ( 4.27)
Il sistema risolutivo quindi il seguente:
0 ' ' 8 . 0 = o +
yd s s s cd
f A A xbf ( 4.28)
( ) ( ) ' 4 . 0 ' ' 4 . 0 d x A x d f A M
s s yd s Rd
o + = ( 4.29)
s s s s
E
x
d x
E
'
0035 . 0 ' '

= c = o ( 4.30)
Sostituendo la terza equazione nella prima, si ottiene una equazione di secondo grado
che, risolta, fornisce la posizione dellasse neutro x; sostituendo quanto trovato nella terza
si ricava la tensione nellacciaio compresso; sostituendo x nella seconda, si ricava il
momento resistente. Analoghe espressioni adimensionali possono essere ricavate cos
come nel caso di armatura compressa snervata.
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 62/139
In modo approssimato, possibile ricavare il momento flettente resistente
Rd
M
mediante la seguente formula:
d f A M
yd s Rd
9 . 0 = ( 4.31)
Questa formula non tiene conto della presenza dellarmatura compressa e della reale
posizione dellasse neutro x. Deriva fondamentalmente da porre trascurabile in contributo
dellarmatura compressa nella (4.29) in quanto il braccio della risultante dellarmatura
compressa molto minore di quello dellarmatura tesa. Inoltre
s
' o minore di
yd
f ; questo
fa si che il secondo addendo della (3.23) si piccolo rispetto al primo. Infine si stima la
posizione dellasse neutro come:
d x 25 . 0 = ( 4.32)
che corrisponde ad avere larmatura tesa con deformazione circa pari al 10. Sostituendo
si ottiene:
( ) ( ) ( ) | |
( ) d f A d d f A
d d f A d x
f
x d f A M
yd s yd s
yd s
yd
s
yd s Rd
9 . 0 1 . 0
0 25 . 0 4 . 0 ' 4 . 0
'
4 . 0
= =
= + =
(
(

+ =
o
|
( 4.33)
La formula approssimata ma fornisce risultati buoni se lasse neutro della sezione
risulta alto (ovvero con piccoli valori di x). Ci accade quando la percentuale di armatura
compressa elevata
4.2.3 Crisi in campo 4
Il campo 4 , per definizione, caratterizzato dallarmatura tesa non snervata, ovvero
con deformazione c
s
<

c
y.
Imponendo le equazioni di equilibrio alla traslazione e alla
rotazione, si ottiene:
0 ' 8 . 0 = o +
s s yd s cd
A f A xbf ( 4.34)
( ) ( )
Rd s s yd s
M x d A d x f A = o + 4 . 0 ' 4 . 0 ' ( 4.35)
Nelle quali la tensione
s
o ottenuta imponendo la conservazione delle sezioni piane e
ricordando che il legame dellacciaio lineare per deformazioni inferiori a c
y
:
s s s
E c = o ( 4.36)
x
x d
x x d
s
s

= c =

c
0035 . 0
0035 . 0
( 4.37)
Il sistema risolutivo quindi il seguente:

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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 63/139
0 ' 8 . 0 = o +
s s yd s cd
A f A xbf ( 4.38)
( ) ( ) ' 4 . 0 ' 4 . 0 d x f A x d A M
yd s s s Rd
+ o = ( 4.39)
s s s s
E
x
x d
E

= c = o 0035 . 0 ( 4.40)
Sostituendo la terza equazione nella prima, si ottiene una equazione di secondo grado
che, risolta, fornisce la posizione dellasse neutro x; sostituendo quanto trovato nella terza
si ricava la tensione nellacciaio teso; sostituendo x nella seconda, si ricava il momento
resistente. Analoghe espressioni adimensionali possono essere ricavate cos come nel caso
di crisi in campo 3.
4.3 IL PROGETTO E LA VERIFICA DI SEZIONI INFLESSE
In diverse situazioni il problema pu essere posto come problema di verifica di una
sezione in c.a., ovvero quando sono note tutte le caratteristiche geometriche e meccaniche
della sezione e viene chiesto di valutare il momento resistente. In altri casi richiesto un
problema di progetto, ovvero di definire le caratteristiche della sezione che sia in grado di
sopportare un predeterminato momento flettente sollecitante. Infine, accade spesso nella
progettazione che le dimensioni della sezione siano note (o determinate da altri fattori) e ne
richiesta la determinazione della sola armatura in modo da ottenere verifiche a flessione
positive. Questultimo chiamato semi-progetto. Le procedure di verifica, di semi-progetto
e di progetto di sezioni inflesse in c.a. sono illustrate nel seguito.
4.3.1 Il problema di verifica
Se il problema richiede la verifica di una sezione in c.a., devono essere note a priori
tutte le caratteristiche geometriche e meccaniche della sezione (cio anche i materiali e
corrispettive tensioni di progetto). La procedura di verifica consiste:
1. si ipotizza di essere in campo 3;
2. con la (3.22) o (3.24) si calcola la posizione dellasse neutro;
3. dalla (3.27) si ricava la deformazione dellacciaio compresso c
s
e la si confronta con
la deformazione di snervamento c
y
;
4. analogamente, dalla (3.39) si ricava la deformazione dellacciaio teso c
s
e la si
confronta con la deformazione di snervamento c
y
;
5. se entrambe sono maggiori della c
y
=1.96, si calcola il momento resistente
mediante la (3.23) o la (3.25);
6. Se ci non verificato, occorre ripartire con il procedimento applicando le formule
per il campo 4 qualora la deformazione dellacciaio teso sia inferiore allo
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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 64/139
snervamento (c
s
<

c
y
) equazioni (3.33), (3.34) e (3.35). Utilizzando le regole del
campo 3 con armatura compressa non snervata qualora risultasse (c
s
<

c
y
)
equazioni (3.40), (3.41) e (3.42).
In modo approssimato, possibile ricavare il momento flettente resistente
Rd
M
mediante la seguente formula:
d f A M
yd s Rd
9 . 0 = ( 4.41)
quando la percentuale di armatura compressa elevata (Campo 3 con armatura
compressa snervata)
4.3.2 Il problema di semi progetto
Se il problema richiede la progettazione dellarmatura data la geometria della
sezione, il problema detto di semi-progetto. La procedura di semi-progetto consiste nel
determinare larmatura minima da porre nella trave imponendo che
Ed Rd
M M = . Si
procede come segue.
7. Si ipotizza di essere in campo 3;
8. si fissa un valore di |;
9. si calcola il coefficiente
0
M
M
Ed
=
10. con la (3.29) si calcola la percentuale meccanica di armatura in funzione di | e ;
11. dalla (3.14) si ricava larea di armatura tesa
s
A e, tramite |, larea di armatura
compressa '
s
A
In modo approssimato, se, ad esempio |=1, possibile valutare la quantit di
armatura necessaria mediante la seguente formula:
d f
M
A
yd
Rd
s
9 . 0
= ( 4.42)
4.3.3 Il problema di progetto
In un problema di progetto noto solamente il momento sollecitante. Si hanno a
disposizione il solo equilibrio alla rotazione, lequilibrio alla traslazione e la conservazione
delle sezioni piane. Non possibile quindi determinare tutti i parametri necessari. Occorre
fissare alcuni di questi per poi ricavare gli altri. Tra questi, il copriferro c e d, il rapporto
tra armatura compressa e tesa vengono stabiliti a priori. Inoltre si deve stabilire anche una
delle due dimensioni della sezione.
La procedura di progetto ottiene le dimensioni minime e le quantit minime di
armatura imponendo che
Ed Rd
M M = . Si procede come segue.
12. Si ipotizza di essere in campo 3;
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 65/139
13. si fissa un valore di |, del copriferro c e d;
14. si sceglie un valore per il coefficiente
0
M
M
Ed
= . Per quanto possibile, si consiglia di
scegliere nel range 0.150.25. Si calcola quindi M
0
. Si noti che fissare un valore a
M
0
equivale a fissare la posizione dellasse neutro a parit di armatura
longitudinale.
15. dalla definizione di M
0
. (equazione 3.17) si ricava laltezza utile d nota la base o si
ricava la base nota laltezza. Tipicamente per le travi in altezza nota la base, mentre
per quella in spessore laltezza paria allaltezza del solaio: occorre quindi
determinare la base.
16. nota la geometria, si prosegue come in un problema di semi-progetto.


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VERIFICHE PER ELEMENTI INFLESSI E IN C.A. CON IN METODO DEGLI SLU 66/139



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VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 67/139
5 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN
METODO DEGLI SLU
Quando si deve effettuare una verifica nei confronti di una sollecitazioni composta
(ovvero in cui concorrono nella stessa sezione pi di una azione interna) per un materiale
elastico lineare e isotropo si soliti definire regole per la combinazione delle tensioni per
ottenere tensioni ideali con le quali valutare la sicurezza. Per il calcestruzzo armato,
invece, a causa della non linearit del materiale e della sensibile differenza di
comportamento nei confronti di sollecitazioni di trazione o compressione, preferibile
usare domini di interazione che delimitino una porzione di spazio di sicurezza, rispetto
alla restante parte di crisi.
In tal senso, la verifica a presso-flessione per elementi in c.a. agli SLU viene eseguita
costruendo un dominio di resistenza Momento Flettente Sforzo Normale, (nel seguito
dominio M-N), da cui effettuare le verifiche. Nel paragrafo 5.1 e 5.2. viene riportata la
procedura per ottenere tale dominio. Nel paragrafo 5.3, invece, viene descritta la procedura
per ricavare in modo rigoroso e in modo approssimato il dominio di interazione nel caso di
presso-flessione deviata (dominio Mx-My-N).
5.1 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE RETTA
Nel caso di presso-flessione si opera esattamente come nel caso della flessione
semplice, con la sola differenza che la somma delle risultati di acciaio e calcestruzzo non
deve essere nulla, ma deve fare equilibrio allo sforzo normale agente N
Ed
.
Si consideri quindi la generica sezione rettangolare di dimensioni H b per la quale
A
s
larea dellarmatura inferiore, avente una deformazione
s
c ed una tensione
s
o , e A
s

larea dellarmatura superiore, avente una deformazione
s
' c , e una corrispondente
tensione
s
' o .
Si impone quindi, come per la flessione, lequilibrio alla traslazione e lequilibrio
alla rotazione. Con riferimento alla notazione presente in Figura 5.1, si scrive lequilibrio
alla traslazione facendo uso, per quanto riguarda il calcestruzzo, dello stress block:
Rd s s s s cd
N A A xbf = + o o' ' 8 . 0 ( 5.1)
dove
Rd
N lo sforzo normale resistente. Imponendo lequilibrio alla rotazione, ad
esempio per il baricentro della sezione (posto ad H/2) si ottiene:
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VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 68/139
c
d
A's
As
b
H
d'
x
c
yd
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
cu =
c
yd >
CAMPO 3
x
0.8 x
cd
f
cd
f
0.4 x
R
s
R'
s
R
c
R
s
R'
s
R
c

(a) (b) (c)
Figura 5.1. Sezione con deformazioni e relative tensioni
Rd s s s s cd
M c
H
A d
H
A x
H
f x b = |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
'
2
'
2
' ' 4 . 0
2
8 . 0 o o ( 5.2)
ovviamente possibile effettuare lequilibrio ai momenti attorno ad un punto scelto
a piacere. Se si effettua per lequilibrio rispetto al baricentro della sezione risulta nullo il
braccio dello sforzo normale resistente
Rd
N e, di conseguenza, le (5.1) e (5.2) risultano
disaccoppiate (con vantaggi dal punto di vista computazionale).
Le (5.1) e (5.2) sono state scritte ipotizzando che esista un asse neutro che tagli la
sezione e che quindi la sezione sia parzializzata. Analoghe considerazioni possono essere
fatte pensando ad un asse neutro che cada al di fuori della sezioni o che sia allinfinito
(trazione pura o compressione pura). Inoltre stata genericamente indicata con
s
o la
tensione dellacciaio inferiore, che potr essere o meno pari alla tensione di snervamento di
progetto
yd
f se la deformazione
s
c superiore o meno della deformazione di snervamento
y
c . Analoga osservazione va fatta per larmatura superiore A
s
.
In ogni modo, lequazioni o alla traslazione associata allequazione di equilibrio alla
rotazione formano un sistema di due equazioni che risolvono il problema della presso-
flessione. Anche se il problema di verifica, ovvero per il quale tutte le caratteristiche
geometriche e meccaniche della sezione sono note, accade per che nella (5.1) risultano
essere incognite la posizione dellasse neutro x e lo sforzo normale resistente
Rd
N . Nella
(5.2) risultano essere incognite la posizione dellasse neutro x e il momento resistente
Rd
M . Complessivamente, il sistema formato dalla (5.1) e (5.2) ha
1
soluzioni, in quanto
formato da 2 equazioni e 3 incognite (
Rd
N ,
Rd
M e x).
Nel piano Momento Flettente Sforzo Normale, le soluzioni date dalla (5.1) e
(5.2) rappresentano una curva, denominata dominio di interazione Sforzo Normale
Momento Flettente, che indica il luogo di punti di crisi nella sezione. Un esempio di
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 69/139
dominio per sezione rettangolare con armatura superiore e inferiore uguali rappresentato
in Figura 5.2.
Per ottenere questo dominio, conveniente precedere secondo quanto descritto nel
seguito.
1. Si fissa un valore della posizione dellasse neutro x (o, analogamente, la deformazione
dellacciaio inferiore);
2. si assegna la crisi di un materiale per il raggiungimento della deformazione ultima; il
piano delle deformazioni cos compiutamente definito;
3. si determinano le deformazioni dei materiali;
4. si valutano le tensioni e le relative risultanti (
c
R ,
s
R' e
s
R );
5. si scrive lequilibrio alla traslazione e, dato che la posizione dellasse neutro x fissata
a priori, si ricava lo sforzo normale resistente di progetto
Rd
N ;
6. si scrive lequilibrio alla rotazione e, dato che la posizione dellasse neutro x fissata a
priori, si ricava il momento flettente resistente di progetto
Rd
M ;
7. si ottiene cos un punto del dominio, di coordinate P = [
Rd
N ,
Rd
M ].
Ripetendo la procedura per diversi valori della posizione dellasse neutro x si pu
ottenere lintero dominio. Nel paragrafo successivo vengono esplicitate le equazioni di
equilibrio per alcuni punti con caratteristiche salienti.
Dominio M-N
-250
-200
-150
-100
-50
0
50
100
150
200
250
-1000 -500 0 500 1000 1500 2000 2500 3000
Sfor zo Normale [KN]
M
o
m
e
n
t
o

F
l
e
t
t
e
n
t
e

[
K
N
m
]

Figura 5.2. Esempio di Dominio Sforzo Normale Momento Flettente
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 70/139
5.2 COSTRUZIONE EL DOMINIO M-N PER UNA SEZIONE CON
ARMATURA SIMMETRICA
Si esegue il calcolo del dominio di una sezione rettangolare con armatura simmetrica.
Nel seguito, anche se si continuer a chiamare le due armature con A
s
e A
s
, si rammenti
che esse sono uguali. Si valutano i punti del dominio corrispondenti alla pura trazione
(punto A), alla pura compressione (punto E), ad un punto per cui
s
c =
y
c (punto C),
ad un generico punto in campo 3 (
s
c >
y
c , punto B), un generico punto in campo 4 (
s
c
<
y
c punto D).
5.2.1 Punto A: pura trazione
Nel caso di massima trazione, lasse neutro posto allinfinito, con conseguente
diagramma delle deformazioni costante e di trazione su tutta la sezione. Con riferimento
alla Figura 5.3, la risultante dellacciaio inferiore pari a:
yd s s
f A R = ( 5.3)
in quanto, in configurazione di crisi, lacciaio inferiore certamente snervato.
Analogamente accade per larmatura superiore:
yd s s
f A R ' ' = ( 5.4)
Il calcestruzzo, invece, non reagisce, in quanto si supposta trazione su tutta la
sezione.
Imponendo lequilibrio alla traslazione:
Rd s s c
N R R R = + + ' ( 5.5)
si ottiene:
Rd yd s yd s yd s
N f A f A f A = = + 2 ' ( 5.6)
in quanto A
s
= A
s
.
Imponendo lequilibrio alla rotazione si ottiene:
Rd yd s yd s
M d
H
f A c
H
f A = |
.
|

\
|
|
.
|

\
|
'
2
'
2
( 5.7)
Dato che solitamente il copriferro superiore d uguale al copriferro inferiore c , la
(5.7) fornisce:
0 =
Rd
M ( 5.8)
Il punto A quindi dato dalla coppia:
{ } { } 0 , 2 , " "
yd s Rd Rd
f A M N A = = ( 5.9)
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 71/139
con
Rd
N di trazione.
c
d
A's
As
b
H
d'
R
s
R'
s
N
Rd
H/2
H/2

Figura 5.3. Sezione interamente tesa
5.2.2 Punto E: pura compressione
Nel caso di pura compressione, lasse neutro posto allinfinito, con conseguente
diagramma delle deformazioni costante e di compressione su tutta la sezione (Figura 5.4).
La deformazione posta costante al 3.5 (pari alla deformazione ultima del calcestruzzo).
In tale situazione, entrambe le armature sono compresse e snervate, in quanto
s
c =3.5 >
y
c =1.96
Le risultanti dellacciaio superiore ed inferiore sono pari a:
yd s s
f A R = ;
yd s s
f A R ' ' = ( 5.10)
Il calcestruzzo reagisce in tutta la sezione con una tensione pari a
cd
f in quanto,
differentemente dal punto A, la sezione compressa. Si ottiene quindi la risultante del
calcestruzzo:
cd c
f b H R = ( 5.11)
Imponendo lequilibrio alla traslazione:
Rd s s c
N R R R = + + ' ( 5.12)
si ottiene:
Rd cd yd s cd yd s yd s
N f b H f A f b H f A f A = + = + + 2 ' ( 5.13)
Imponendo lequilibrio alla rotazione si ottiene:
Rd yd s yd s
M d
H
f A c
H
f A = |
.
|

\
|
|
.
|

\
|
'
2
'
2
( 5.14)
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 72/139
nella quale non compare la risultante del calcestruzzo dato che il suo braccio nullo
(Figura 5.4). Dato che solitamente il copriferro superiore d uguale al copriferro inferiore
c , la (5.14) fornisce:
0 =
Rd
M ( 5.15)
Il punto E quindi dato dalla coppia:
{ } { } 0 , 2 , " "
cd yd s Rd Rd
f b H f A M N A + = = ( 5.16)
con
Rd
N di compressione.
c
d
A's
As
b
H
d'
R
c
R
s
R'
s
N
Rd
H/2
H/2

Figura 5.4. Sezione interamente compressa
5.2.3 Punto C: deformazione dellacciaio A
s
pari a quella di snervamento
Si sceglie una posizione dellasse neutro x tale per cui la crisi per raggiungimento
della deformazione ultima del calcestruzzo (c
cu
= 3.5) e la deformazione dellacciaio
inferiore pari alla deformazione di snervamento (
s
c =
y
c ). Tale configurazione
rappresentata in Figura 5.5.
Sfruttando lipotesi di conservazione delle sezioni piane e ricordando che
s
c =
y
c , si
ricava il valore di x:
|
|
.
|

\
|
+
= =

0035 . 0
1
0035 . 0
y
s
d
x
x x d c
c
( 5.17)
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 73/139
c
s
=0
c
s
c
s
c
c
'
c
cu
c
cu =
c
yd =
R
s
c
d
A's
As
b
H
d'
H/2
H/2
x
N
Rd
R'
s
R
c M
Rd

Figura 5.5. Sezione con deformazione nellacciaio inferiore pari alla deformazione di snervamento
Si ricava la deformazione dellacciaio superiore (compresso) sfruttando, ancora una
volta lipotesi di sezioni piane:
x
d x
x
d x
c s
'
0035 . 0
'
'

=

c = c ( 5.18)
Se tale deformazione maggiore di
y
c , larmatura superiore sar snervata con
tensione corrispondente pari a f
yd
. Se ci non accade, si pone la tensione:
s s s s
E
x
d x
E
'
0035 . 0 ' '

= = c o ( 5.19)
Si rammenta che tale tensione nota perch si imposta una particolare
configurazione di crisi in cui il diagramma delle deformazioni noto a priori.
Si scrive lequilibrio alla traslazione:
Rd yd s s s cd
N f A A xbf = + ' ' 8 . 0 o ( 5.20)
e alla rotazione:
Rd s s s s cd
M c
H
A d
H
A x
H
f x b = |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
'
2
'
2
' ' 4 . 0
2
8 . 0 o o ( 5.21)
In queste equazioni sono note tutte le quantit a sinistra del segno di uguaglianza ed
quindi possibile ricavare facilmente
Rd
N dalla (5.20) e
Rd
M dalla (5.21).
5.2.4 Punto B: deformazione dellacciaio A
s
maggiore di quella di
snervamento
Per tutti i punti con deformazione dellacciaio inferiore maggiore della deformazione
di snervamento valgono le relazioni scritte per il punto C. Lequilibrio alla traslazione:
Rd yd s s s cd
N f A A xbf = + ' ' 8 . 0 o ( 5.22)
e alla rotazione:
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 74/139
Rd s s s s cd
M c
H
A d
H
A x
H
f x b = |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
'
2
'
2
' ' 4 . 0
2
8 . 0 o o ( 5.23)
forniscono i valori di
Rd
N e
Rd
M una volta ottenuti il valore di x e
s
' c . Questi ultimi sono
ottenuti con la (5.17) e con la (5.18).
5.2.5 Punto D: deformazione dellacciaio A
s
minore di quella di
snervamento
Per tutti i punti con deformazione dellacciaio inferiore minore della deformazione di
snervamento valgono le relazioni scritte per il punto C sostituendo alla tensione di
progetto
yd
f la tensione
s
o , in quanto lacciaio non snervato.
Sfruttando lipotesi di conservazione delle sezioni piane, si ricava il valore di x:
|
.
|

\
|
+
= =

0035 . 0
1
0035 . 0
s
s
d
x
x x d c
c
( 5.24)
se si impone una deformazione per lacciaio inferiore, ovvero:
x
x d
x x d
s
s

= =

0035 . 0
0035 . 0
c
c
( 5.25)
se si impone una posizione dellasse neutro x.
Si ricava la deformazione dellacciaio superiore (compresso) sfruttando, ancora una
volta lipotesi di sezioni piane:
x
d x
x
d x
c s
'
0035 . 0
'
'

=

c = c ( 5.26)
e se ne attribuisce la corrispondente tensione (
s
o se
s
c <
y
c . o f
yd
se
s
c
y
c .).
Si scrive lequilibrio alla traslazione:
Rd s s yd s cd
N A f A xbf = + o ' 8 . 0 ( 5.27)
e alla rotazione:
Rd s s yd s cd
M c
H
A d
H
f A x
H
f x b = |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
'
2
'
2
' 4 . 0
2
8 . 0 o ( 5.28)
che forniscono i valori di
Rd
N e
Rd
M .
5.2.6 Verifica con il dominio M-N e fattori di sicurezza
Unendo i punti trovati nel piano cartesiano M-N s ottiene una spezzata, coerente con
quanto indicato in Figura 5.6, che indica il luogo di punti in cui la sezione in condizione
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 75/139
di crisi. La verifica a pressoflessione pu quindi essere effettuata ponendo, sullo stesso
diagramma, il punto di coordinate:
{ }
Ed Ed
M N P , = ( 5.29)
che definito dalla coppia sforzo normale sollecitante e momento flettente sollecitante. Se
accade che tale punto interno al dominio, la verifica di sicurezza positiva in quanto, per
esempio, a parit di sforzo normale N il momento sollecitante risulta essere minore del
corrispettivo momento resistente. Se invece accade che il punto esterno al dominio, la
verifica di sicurezza non soddisfatta.
In tal senso, possono quindi essere definiti i fattori di sicurezza , intesi come una
misura di quanto si prossimi alla crisi. Nel caso della pressoflessione, possono essere
definiti 3 differenti fattori di sicurezza : un primo fattore
1
che indica la distanza dal
dominio nel caso in cui si aumenti in modo proporzionale sia M che N:
OA
OP
=
1
( 5.30)
in cui OP e OA sono i due segmenti indicati in Figura 5.7.
Sempre con riferimento alla Figura 5.7, possono essere definiti altri due fattori che
indicano la distanza dal dominio nel caso in cui si aumenti solo M:
' '
'
2
A O
P O
= ( 5.31)
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
-500 0 500 1000 1500 2000
Dominio semplificato
Sollecitazione
A
B3
E
C
B1
B2
D1
D2

Figura 5.6. Dominio M-N ottenuto per punti con indicato un generico punto di verifica (verifica positiva)
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 76/139
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
-500 0 500 1000 1500 2000
Dominio semplificato
Sollecitazione
P
O''
E
A'
O O'
A
A''

Figura 5.7. Dominio M-N e valutazione dei fattori di sicurezza.
o solo N:
' ' ' '
' '
1
A O
P O
= ( 5.32)
5.2.7 Osservazioni
Il dominio di interazione M-N convesso. Conseguentemente, se si calcolano solo
alcuni punti (come illustrato) si ottiene un dominio M-N approssimato che a favore di
sicurezza, in quanto interno al dominio pi accurato, questultimo ottenuto con pi punti
(si veda la Figura 5.8). Dalla Figura 5.8 si nota inoltre i pochi punti definiti in precedenza
(6 o 7) sono sufficienti per ottenere una ottima approssimazione.
Se la sezione simmetrica, il dominio simmetrico secondo lasse dello sforzo
normale (Figura 5.2); ci non pu accadere secondo lasse del momento flettente. Infatti,
per sforzi di trazione reagiscono le sole barre darmatura mentre per sola compressione vi
in aggiunta anche il contributo del calcestruzzo (si confrontino la (5.6) con la (5.13)).
Il punto con momento flettente massimo ottenuto ponendo
s
c =
y
c .
I punti di massima trazione e massima compressione hanno il corrispettivo momento
nullo solo nel caso di armatura simmetrica (si veda lequazione 5.7 e 5.14)
Si noti infine che con il procedimento svolto, si ottenuto solo met del diagramma.
Laltra parte (simmetrica a questa in quanto larmatura simmetrica) si otterrebbe
invertendo il segno del momento flettente, ovvero scambiando la zona tesa con quella
compressa e ripetendo il procedimento svolto.
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 77/139
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
-500 0 500 1000 1500 2000
Dominio semplificato
Sollecitazione
Dominio accurato
Dominio Semplificato
Dominio Accurato

Figura 5.8. Esempio di Dominio Sforzo Normale Momento Flettente
La determinazione del problema di verifica possibile in un problema di verifica, nel
quale sono noti a priori tutti i dati geometrici e meccanici. A causa della complessit del
problema, non si soliti invece effettuare progetti o semi-progetti a pressoflessione. Nel
caso di un problema di semiprogetto, possibile utilizzare domini normalizzati per diverse
percentuali di armatura. Uno di questi riportati in Figura 5.9. In tale figura si indicato
con:
cd
Rd
d
bHf
N
= v ( 5.33)
lo sforzo normale adimensionale rispetto la quantit di calcestruzzo, con:
cd
Rd
d
f bH
M
2
= ( 5.34)
lo sforzo normale adimensionale e con:
cd
yd
s s
cd
yd tot s
f
f
bH
A A
f
f
bH
A '
,
+
= = e ( 5.35)
la quantit di armatura adimensionale.
Questi si utilizzano inserendo nel grafico i valori dei sollecitazione agenti sulla
sezioni:
cd
Ed
Ed
bHf
N
= v ,
cd
Ed
Ed
f bH
M
2
= ( 5.36)
e valutando la quantit di armatura e che fa si che il punto sollecitante stia dentro al
relativo dominio (nel caso di Figura 5.9, e minimo = 0.6). Valutato quindi e possibile
ottenere la quantit di armatura totale (
s s
A A ' + ) invertendo la (5.35).

Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 78/139
0.00
0.05
0.10
0.15
0.20
0.25
0.30
0.35
0.40
0.45
0.50
-1.00 -0.50 0.00 0.50 1.00 1.50 2.00
vd - Sforzo Normale adimensionale

d


-

M
o
m
e
n
t
o

a
d
i
m
e
n
s
i
o
n
a
l
e

e
e
=
0
.
4
e
=
0
.
8
e

=

1
e
=
0
.
2
e
=
0
e
=
0
.
6

Figura 5.9. Esempio di Dominio Normalizzato per diverse quantit di armatura
5.3 COSTRUZIONE EL DOMINIO M-N PER UNA SEZIONE CON
ARMATURA NON SIMMETRICA
Se larmatura non simmetrica ( )
s s
A A ' = , il dominio non risulta pi simmetrico
rispetto allasse dello sforzo normale. Un esempio di dominio ottenuto per armatura non
simmetrica presente in Figura 5.10.
Per la determinazione di tale dominio si procede esattamente allo stesso modo che
stato mostrato per armatura simmetrica ma tenendo ben presente che nei punti di pura
trazione e pura compressione non si ha momento nullo. Infatti, se
s s
A A ' = , dalla (5.7) e la
(5.14) punto A e punto E si ottiene 0 =
Rd
M . In particolare, per il fatto che la
risultante del calcestruzzo (nel punto E, ovviamente) ha braccio nullo, accade che
( ) ( ) " " " " B M A M
Rd Rd
= . Questo risultato immediato confrontando la (5.7) con la (5.14).
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 79/139
Dominio M-N
-250
-200
-150
-100
-50
0
50
100
150
200
250
-1000 -500 0 500 1000 1500 2000 2500 3000
Sforzo Normale [KN]
M
o
m
e
n
t
o

F
l
e
t
t
e
n
t
e

[
K
N
m
]

Figura 5.10. Esempio di Dominio Sforzo Normale Momento Flettente con armatura non simmetrica
5.4 VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE DEVIATA
Il procedimento per la determinazione del dominio di resistenza nel caso di
pressoflessione deviata ricalca concettualmente quello gi descritto nel paragrafo 5.2, ma si
complica notevolmente in quanto lasse neutro non pi parallelo ad una delle due
direzioni principali della sezione e non nemmeno ortogonale allasse di sollecitazione.
Nel caso di presso-flessione deviata si hanno a disposizione tre equazioni di
equilibrio: lequilibrio alla rotazione nelle due direzioni oltre allequilibrio alla traslazione.
In numero delle incognite per risulta essere 5: lo sforzo normale resistente
Rd
N , i due
momenti resistenti
x Rd
M
,
e
y Rd
M
,
, la posizione dellasse neutro x e linclinazione dellasse
neutro (si rammenti che nei problemi di presso-flessione deviata lasse neutro inclinato
rispetto ai due assi principali). Complessivamente, il sistema ha
2
soluzioni, in quanto
formato da 3 equazioni e 5 incognite.
Nello spazio Sforzo Normale Momento Flettente in direzione x Momento
Flettente in direzione y , le
2
soluzioni rappresentano una superficie, che indica il luogo
di punti di crisi nella sezione. Un esempio di dominio per sezione rettangolare con
armatura superiore e inferiore uguali rappresentato in Figura 5.11.
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 80/139

Figura 5.11. Dominio tridimensionale
Rd
N -
x Rd
M
,
-
y Rd
M
,

Dal momento che non risulta agevole ne il calcolo del dominio tridimensionale ne la
sua rappresentazione, si soliti effettuare una verifica semplificata. Sezionando il dominio
tridimensionale con un piano a N
Ed
= costante si ottiene un dominio che ha la forma del
tipo a quanto indicato in Figura 5.12. Tale dominio, pu essere rappresentato, in via
approssimata, dalla seguente relazione:
1
0 , ,
,
0 , ,
,
=
|
|
.
|

\
|
+
|
|
.
|

\
|
o o
y Rd
y Rd
x Rd
x Rd
M
M
M
M
( 5.37)
in cui si indicato con
0 , , x Rd
M ,
0 , , y Rd
M , i momenti resistenti rispetto agli assi x e y nel caso
di pressoflessione retta (Figura 5.12). Tali valori possono quindi essere ottenuti dal
dominio di pressoflessione retta, in funzione dello sforzo normale N
Ed
(Figura 5.13).
un coefficiente numerico che determina la forma del dominio approssimato. Si noti che
se 2 = o , la (5.37) lequazione di una ellisse, di assi
0 , , x Rd
M e
0 , , y Rd
M . Nel caso invece
di 1 = o , la (5.37) lequazione di rette congiungenti i momenti
0 , , x Rd
M e
0 , , y Rd
M . La
curva del dominio risulta essere compresa tra questi due estremi (ellisse e retta). Per tale
motivo si pu porre 5 . 1 3 . 1 = o . LEurocodice suggerisce che possibile valutare in
modo pi accurato in funzione dello sforzo normale sollecitante rispetto a quello
resistente (massimo) ottenuto per pura compressione (che pu essere calcolato mediante
lequazione (5.13)). I valori di sono riportati nella seguente tabella:

Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 81/139
max , Rd
Ed
N
N

0.1 0.7 1.0
1.0 1.5 2.0

Per valori di
max , Rd
Ed
N
N
intermedi si pu ottenere una stima di mediante interpolazione.
La verifica positiva se accade che il punto sollecitazione interno al dominio.
Analiticamente ci significa:
1
0 , ,
,
0 , ,
,
s
|
|
.
|

\
|
+
|
|
.
|

\
|
o o
y Rd
y Ed
x Rd
x Ed
M
M
M
M
( 5.38)
dove
0 , , x Rd
M ,
0 , , y Rd
M , sono i momenti resistenti rispetto agli assi x e y nel caso di
pressoflessione retta con sforzo normale N
Ed
.
x Rd
M
,
0 , , x Rd
M
0 , , y Rd
M
y Rd
M
,
2 = o
1 = o
Dominio
"esatto"

Figura 5.12. Sezione del dominio tridimensionale per N = N
Ed
; indicazione di
0 , , x Rd
M e
0 , , y Rd
M
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICA A PRESSO-FLESSIONE CON IN METODO DEGLI SLU 82/139
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
-500 0 500 1000 1500 2000
0 , , x Rd
M
Ed
N
x Rd
M
,

Figura 5.13. Determinazione di
0 , , x Rd
M dal dominio di pressoflessione retta




Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 83/139
6 VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO
DEGLI STATI LIMITE ULTIMI
6.1 INTRODUZIONE
La sollecitazione di taglio presente nella maggior parte degli elementi strutturali ed
accoppiata alla sollecitazione di momento flettente. Sono in pochi casi possibile che si
verifichi una situazione in cui presente momento flettente senza taglio e sono i casi in cui
il momento costante (ad esempio, in pilastri a mensola presso-inflessi struttura
isostatica).
I meccanismi resistenti a taglio, si vedr nel seguito, sono caratterizzati da un elevato
impegno dellarmatura ma coinvolgono in modo significativo anche il calcestruzzo sia a
trazione che a compressione. Questultimo, com noto, possiede una limitata capacit
deformativa rispetto allacciaio (materiale meno duttile). Pertanto, le crisi per taglio
possono avvenire bruscamente con repentine cadute di resistenza senza importanti segni
premonitori, soprattutto per elementi privi di specifica armatura a taglio. Per tale motivo la
crisi per taglio pu definirsi una crisi fragile e, quindi, un tipo di crisi che si cerca
assolutamente di evitare.
Poich il taglio V non si presenta disaccoppiato dal momento flettente M, la
valutazione della resistenza a taglio non pu prescindere dal tenere in conto il fatto della
parzializzazione della sezione, in quanto il calcestruzzo ha una modesta resistenza a
trazione. Per tale motivo, anche se possibile valutare lo stato tensionale dovuto al taglio
considerando una sezione parzializzata, preferibile, agli Stati Limite Ultimi, agire
valutando il comportamento dellintera trave piuttosto che effettuare una analisi tensionale
locale in una sezione .
In questo contesto, si pensi di effettuare una prova di flessione a 4 punti (Figura 6.1),
ovvero una prova in cui un trave semplicemente appoggiata caricata da due forze P
concentrate, poste ad una distanza a dagli appoggi. A causa del carico applicato, la trave
presenta un tratto centrale, soggetto al solo momento flettente, di andamento uniforme e
privo di taglio e due tratti laterali soggetti a momento variabile linearmente e a taglio
costante.
Per carichi molto modesti, il comportamento della trave vicino a quello previsto da
De Saint Venant, per un materiale elastico omogeneo e isotropo; possibile quindi
calcolare le tensioni tangenziali con la formula di Jourawski. Leffetto fondamentale delle
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 84/139
tensioni tangenziali la comparsa di sforzi di trazione inclinati rispetto allasse
longitudinale della trave. In particolare, in corrispondenza dellappoggio, dove le tensioni
dovute alla flessione sono nulle o quasi, lo stato tensionale tangenziale puro, con
direzioni principali di trazione e compressione inclinate di 45 rispetto allasse
longitudinale (si veda il Cerchio di Mohr in di uno stato tangenziale puro). Nel tratto
centrale dove le tensioni tangenziali sono nulle ( infatti nullo il taglio), le direzioni
principali sono parallele allasse della trave (sono presenti infatti solo tensioni ). Le
direzioni principali di trazione e compressione per limitati valori di carico sono riportati in
Figura 6.3a.
Aumentando progressivamente il carico, per valori inferiori al carico di esercizio, si
giunge a fessurazione del calcestruzzo. La trave si fessura per flessione (non solo nel tratto
centrale ma anche in quelli laterali), dove il momento flettente sollecitante provoca trazioni
maggiori della resistenza a trazione del calcestruzzo. Nelle zone caratterizzate da un
regime prevalentemente flessionale (zona centrale), si vede la presenza di fessure verticali
o sub-verticali, mentre nelle zone prossime agli appoggi (zone con taglio costante e
massimo) si rilevano fessure inclinate approssimativamente a 45. Le fessure presentano
infatti andamento lungo le direzioni ortogonali alle isostatiche di trazione, quindi lungo le
direzioni delle isostatiche di compressione (si confronti Figura 6.2 e Figura 6.3).
P a
Momento
Taglio
P
P
P P
P P
a a

Figura 6.1. Schema prova a flessione a 4 punti
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 85/139
Accade per che, rispetto al caso di sezione interamente reagente (modesti valori del
carico verticale) che lasse neutro della sezione parzializzata non coincide pi con lasse
geometrico della stessa. Associato a questo, si registra un andamento differente delle
isostatiche di trazione e compressione. Lipotesi di calcestruzzo non reagente a trazione
produce, infatti, tensioni normali di trazione nulle al di sotto dellasse neutro con
conseguente inclinazione delle isostatiche a 45, conseguente alle sole tensioni tangenziali.
Infine, landamento delle tensioni tangenziali lungo la sezione non risulta pi essere
parabolico, tipico di una sezione rettangolare interamente reagente, bens presenta un tratto
costante con valore pari al valore massimo.
A causa della fessurazione, quindi, la valutazione della resistenza a taglio non pu
prescindere dal tenere in conto il fatto della parzializzazione della sezione. Tuttavia, dopo
linstaurarsi della fessurazione, lo studio delle direzioni principali di scarsa rilevanza. A
causa della presenza delle fessure, la trattazione alla De Saint Venant perde quindi di
significato e si sviluppano meccanismi totalmente differenti.

Figura 6.2. Andamento delle Isostatiche di trazione
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 86/139


Figura 6.3. Fessure in una trave soggetta ad una prova di flessione a 4 punti
Anche se possibile valutare lo stato tensionale dovuto al taglio considerando una
sezione parzializzata, preferibile, agli Stati Limite Ultimi, agire valutando il
comportamento dellintera trave piuttosto che effettuare una analisi tensionale locale in una
sezione. I meccanismi che contribuiscono alla resistenza a taglio vengono descritti nel
seguito.
Si analizza nel seguito quindi la resistenza di una trave a) in assenza di armature
specifiche a taglio; b) travi con armatura specifiche a taglio (staffe o ferri piegati).
6.2 TRAVE SENZA ARMATURA SPECIFICA A TAGLIO
Il meccanismo resistente di travi in calcestruzzo armate solo con larmatura
longitudinale risulta essere un problema molto complesso e di non facile interpretazione.
Data la complessit del fenomeno e dallelevato numero dei parametri in gioco, le
espressioni presenti il letteratura che valutano la capacit portante di travi senza armatura
specifica a taglio sono in genere di natura semi-sperimentale.
La capacit portante a taglio di travi senza armatura specifica pu condursi ai
seguenti meccanismi.
Tra due fessure consecutive si identificano elementi in calcestruzzo che possano
essere schematizzati come mensole incastrate al corrente compresso superiore e collegate
alle altre dallarmatura longitudinale inferiore. La singola mensola sollecitata da una
forza AS pari alla differenza di trazione nellarmatura longitudinale tra le due sezioni in
corrispondenza delle due fessure.
AS = (S + AS) S
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 87/139
La forza AS chiamata Sforzo di Scorrimento. Incrementando il carico verticale,
aumenta lo sforzo di taglio e il momento flettente e, di conseguenza, lo sforzo nelle
armature e, quindi, anche lo scorrimento AS.
Lazione prodotta dalla forza di scorrimento contrastata da una serie di meccanismi
resistenti (meccanismi iperstatici) che garantiscono lequilibrio del dente:
1 resistenza offerta dalla sezione dincastro (effetto pettine)
2 azioni che si instaurano allinterfaccia tra le fessure (effetto ingranamento)
3 contributo alla resistenza che offre larmatura longitudinale in corrispondenza
della fessura (effetto bietta o effetto spinotto)

Leffetto pettine leffetto dovuto al comportamento delle mensole in calcestruzzo
che si identificano tra due fessure consecutive. Ad un certo livello di carico la sezione
allincastro di questa mensola raggiunge la crisi in quanto si supera la resistenza a trazione
del calcestruzzo (la mensola infatti presso-inflessa dallo sforzo AS). Tale comportamento
denominato effetto pettine, in quanto queste mensole appaiono come i denti di un
pettine. Il singolo dente del pettine sollecitato
c
d
A .
H
x
S + S
c
S
c
A
S + S
s
S
s
A
V
V
x A .
S
x
A

Figura 6.4. Effetto pettine
Il trasferimento del taglio allinterfaccia della fessura dovuta principalmente
allingranamento degli inerti presenti nelle fessure. La superficie fessurata, infatti, non si
presenta liscia e si forma una azione mutua sulle due facce della fessura che tende ad
opporsi allo scorrimento relativo tra due denti del pettine.
Larmatura longitudinale fornisce un contributo alla resistenza a taglio (effetto
bietta) fino a quando non vinta la resistenza a trazione del calcestruzzo del copriferro,
che rappresenta lunico vincolo alla deformazione trasversale della barra.
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 88/139


Figura 6.5. Effetto ingranamento

Figura 6.6. Effetto bietta
Ad integrazione di questi, va aggiunto e va considerato il meccanismo resistente che
nasce nel corrente compresso non fessurato. Infatti, in questa zona, nascono tensioni
tangenziali che contribuiscono alla resistenza a taglio. Il contributo di tale meccanismo
strettamente connesso allentit della zona compressa e quindi alla posizione dellasse
neutro.


Figura 6.7. Contributo del puntone compresso
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 89/139

Figura 6.8. Meccanismo ad arco
Esiste anche un meccanismo ad arco che tende a trasferire unaliquota del taglio
direttamente allappoggio. Tale effetto significativo quando modesta la distanza tra il
punto dellapplicazione della forza e lappoggio (distanza a) rispetto allaltezza della
trave.
Vi inoltre un fenomeno di effetto scala che riduce la resistenza a taglio quando si
incrementa laltezza utile d della trave. Tale effetto prevalentemente dovuto alla
diminuzione del contributo legato allingranamento: travi con altezza elevate presentano
ampiezza di fessura maggiore e quindi leffetto ingranamento tende ad essere minore.
Alla luce di quanto visto, si conclude che la crisi della trave pu avvenire per due
modalit differenti: la crisi per crisi a taglio del corrente compresso e crisi nella sezione
allincastro dei denti del pettine. In questo ultimo caso, vinta la resistenza a trazione del
primo dente del pettine, si forma una fessura orizzontale che si propaga ai denti adiacenti
provocando una sezione di scorrimento (Figura 6.9).
La normativa Italiana (NTC2008), prendendo spunto da una formulazione gi
presente nellEurocodice 2, valuta la resistenza a taglio di una trave senza armatura
specifica come segue:
( ) bd f k V
cp ck G
C
Rd (

+ = o

15 . 0 100
18 . 0
3 / 1
1
= | |bd
cp
o v 15 . 0 + ( 6.1)
nella quale:
C

18 . 0
la tensione tangenziale resistente di base, con
C
coefficiente parziale di sicurezza
del calcestruzzo, pari a 1.5.
d
k
200
1+ = con d in millimetri, termine che mette in evidenza la minor efficacia dell
ingranamento al crescere dellaltezza utile della sezione d; la normativa fissa al valore 2 il
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 90/139

Crisi denti del pettine
Crisi corrente sup. in cls

Figura 6.9. Tipi di crisi: (a) crisi nel corrente compresso e (b) crisi con sezione di scorrimento orizzontale
valore massimo del coefficiente k.
bd
A
s
G
= il rapporto di armatura longitudinale che, in ogni caso, non pu essere
considerata superiore a 0.02;
Il termine additivo
cp
o 15 . 0 tiene in conto delleffetto favorevole della compressone
(o della precompressione) in quanto ritarda e limita lapertura delle fessure, aumentando il
beneficio delleffetto ingranamento; aumenta la resistenza a taglio del puntone compresso,
abbassando la posizione dellasse neutro. Per tale motivo, la compressione incrementa
anche il contributo delleffetto pettine, diminuendo la lunghezza del dente del pettine e
quindi del relativo momento dincastro.
La quantit v, presente dentro la parentesi quadra deve, per normativa essere
superiore a:
2 / 1 2 / 3
min
035 . 0
ck
f k v = ( 6.2)
6.3 TRAVE CON ARMATURA SPECIFICA A TAGLIO
La presenza di armature specifiche a taglio produce unimportante incremento della
capacit portante a taglio della trave stessa. Larmatura trasversale migliora i contributi
resistenti dei meccanismi iperstatici in quanto vincola maggiormente i denti del pettine,
riduce le fessure incrementando lingranamento e produce unazione di confinamento sul
calcestruzzo che migliora la resistenza del conglomerato stesso. Ma soprattutto la
resistenza a taglio incrementa in quanto si pu formare un traliccio resistente che in
grado di assorbire efficacemente gli sforzi di scorrimento AS. Tale meccanismo, ideato
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 91/139
originariamente da Ritter e Mrsch, prevede che una trave in c.a. possa essere
schematizzata come un traliccio ideale formato da:
- un corrente superiore (compresso) di calcestruzzo che si estende al di sopra dellasse
neutro;
- un corrente inferiore (teso) formato dallarmatura longitudinale;
- elementi inclinati di calcestruzzo compressi (puntoni) delimitati dalle fessure e che
hanno una inclinazione (per quanto riguarda questa inclinazione si veda nel seguito)
- elementi tesi formati dallarmatura trasversale (staffe o ferri piegati) aventi una
generica inclinazione .
Un esempio del traliccio semplice rappresentato in Figura 6.8.
Nella versione originale del traliccio proposto da Mrsch, le bielle di calcestruzzo
erano inclinate di 45, coerentemente con quanto detto nel paragrafo 6.1.1. riguardante
linclinazione delle isostatiche di compressione. Successivamente, in accordo con alcune
evidenze sperimentali, tale inclinazione stata posta variabile da un angolo =45 a =
21.8 (Eurocodice e NTC2008).
Per giungere alla formulazione finale presente anche in normativa (NTC 2008), si
definisce in primo luogo che cos la molteplicit del traliccio. Successivamente si mostra
il legame analitico tra sforzo di Scorrimento e sforzo di Taglio ed infine si considera il
meccanismo resistente del traliccio ad inclinazione variabile.
6.3.1 Molteplicit del traliccio
Si definisce con molteplicit del traliccio mil numero di tralicci sovrapposti.
Analiticamente, la molteplicit mpu essere espressa dal rapporto tra la lunghezza L della
singola maglia del traliccio e la distanza tra due armature trasversali successive x A :
x
L
m
A
= ( 6.3)
In Figura 6.11 sono riportate alcuni esempi di traliccio con molteplicit pari a (a,b) 1,
(c) 2, (d, e) 4 e (f) 6.
Corrente compresso
Biella compressa
Armatura a taglio
Corrente teso
u
o

Figura 6.10. Traliccio di Mrsch con indicazione di puntoni in calcestruzzo e dellarmatura trasversale
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 92/139
(a) (b)
(c) (d)

(e) (f)
Figura 6.11. Tralicci con molteplicit pari a (a,b) 1, (c) 2, (d, e) 4 e (f) 6.
6.3.2 Forza di Scorrimento
Se si osserva un concio di trave di lunghezza L come quello rappresentato in Figura
6.12, semplice constatare che la parte superiore della trave, formata dal corrente di
calcestruzzo al di sopra dellasse neutro e ed il corrente inferiore, formato dalle barre
longitudinali, si scambiano, in corrispondenza del piano orizzontale definito dallasse
neutro, una forza elementare AS , gi definita Forza di Scorrimento (o semplicemente
Scorrimento). Si gi visto che lo scorrimento pari alla differenza di trazione
nellarmatura longitudinale tra le due sezioni in corrispondenza delle due fessure:
AS = (S + AS) S ( 6.4)
Questo direttamente in relazione con il taglio V agente nella sezione. Infatti,
valutando la tensione tangenziale massima
max
t mediante la formula di Jourawski:
b I
S V
x
x

=
*
max
t ( 6.5)

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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 93/139
c
d
L
H
x
S + S
c
S
c
A
S + S
s
S
s
A
V V
M + M A M

Figura 6.12. Concio elementare di lunghezza L con le azioni agenti sulle due sezioni.
dove con *
x
S si indicato il momento statico considerando la corda posta in
corrispondenza dellasse neutro, e ricordando che il rapporto tra il momento dinerzia ed il
momento statico *
x
S il braccio della coppia interna z, si ottiene:

db
V
b z
V
9 . 0
max
=

= t ( 6.6)
Nella (6.6) si considerato che il braccio della coppia interna pu essere posto, in via
approssimata, pari a 0.9 volte laltezza utile d. Per reciprocit delle tensioni tangenziali, le
max
t sono anche disposte nel piano formato dallasse neutro, con la medesima intensit
calcolata dalla (6.6). Integrando queste tensioni tangenziali sulla lunghezza L del concio
considerato si ottiene:
z
L V
dx
z
V
dx b
b z
V
dx b S
L L L

= =

= = A
} } }
t ( 6.7)
La (6.7) indica che lo scorrimento direttamente proporzionale al taglio. Si noti che
la (6.7) stata ottenuta senza alcuna ipotesi sul materiale. In alternativa, alla medesima
relazione si pu pervenire considerando lequilibrio alla rotazione del concio di lunghezza
L di Figura 6.10:
L V z S = A ( 6.8)
da cui si ricava:
z
L V
S

= A ( 6.9)
Considerando travi con tralicci multipli di molteplicit m, lo scorrimento associato ad
ogni traliccio dato da:
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 94/139
z
x V
m z
L V
m
S A
=

=
A
( 6.10)
in cui si fatto uso della (6.3).

6.3.3 Equilibrio del traliccio soggetto allo sforzo di scorrimento
Si consideri una generica trave in cui sono presenti mtralicci. Si consideri un concio
di questa trave di lunghezza L e uno degli mtralicci presenti nella trave. Questa maglia del
traliccio soggetta ad una forza orizzontale di scorrimento pari a (Figura 6.13a):
z
x V
m
S A
=
A
( 6.11)
Lo scorrimento AS /mgenera una forza di trazione nellarmatura trasversale e uno
sforzo di compressione nel puntone di calcestruzzo, che, per equilibrio, devono soddisfare
alle seguenti relazioni (Figura 13b):

A
= +
=
m
S
S S
S S
s c
s c
o 0
o 0
cos cos
sin sin
( 6.12)
dove con
s
S si indicato lo sforzo nellarmatura trasversale e con
c
S lo sforzo che nasce
nel puntone di calcestruzzo. La (6.12) pu essere convenientemente dedotta considerando
che, affinch ci sia equilibrio, il triangolo delle forze fatto nel punto di applicazione della
forza AS /mdeve essere chiuso (Figura 6.11b). In ogni modo, dalla (6.12) possibile
ricavare le espressioni degli sforzi nellarmatura
s
S e nel puntone di calcestruzzo
c
S in
funzione dello scorrimento AS /m. Infatti dalla prima delle (6.12) si ricava lo sforzo nella
biella di calcestruzzo in funzione dello sforzo della biella dacciaio:
u
o
S/m A
S
s
S
c
S/m A
L
u
o

Figura 6.13. (a) Maglia elementare del singolo traliccio e (b) triangolo delle forze nel punto P.

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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 95/139

=
0
o
sin
sin
s c
S S
( 6.13)
Sostituendo nella seconda delle (6.12), si ottiene:

A
= +

m
S
S S
s s
o o
0
0
cos sin
sin
cos
( 6.14)
da cui:
( )

A
= +

m
S
S
s
o o 0 sin cot cot
( 6.15)
che fornisce il legame tra lo scorrimento e lo sforzo nelle armature. Sostituendo il valore
ottenuto nella (6.15) nella (6.13) si ottiene legame tra lo scorrimento e lo sforzo nelle bielle
di calcestruzzo, ottenendo cos:
( )
( )

+
A
=
+
A
=
o o 0
0 o 0
sin cot cot
1
sin cot cot
1
m
S
S
m
S
S
s
c
( 6.16)
Sostituendo infine al valore dello scorrimento quanto ottenuto nel paragrafo
precedente (equazione 6.10), si ottiene:
( )
( )

+
A
=
+
A
=
o o 0
0 o 0
sin cot cot
1
sin cot cot
1
z
x V
S
z
x V
S
s
c
( 6.17)
Le 6.16 mettono in relazione gli sforzi nellarmatura trasversale e nel puntone di
calcestruzzo con il taglio sollecitante V. Ponendo lo sforzo dellarmatura
s
S uguale a
quello resistente dellarmatura trasversale stessa:
w yd w s s
f A S
, , lim ,
= ( 6.18)
si ottiene una espressione che fornisce il taglio resistente ultimo per il quale si ha crisi
dellarmatura trasversale:
( ) o o 0 sin cot cot
1
, ,
+
A
=
z
x V
f A
Rsd
w yd w s
( 6.19)
da cui, ricordando che il braccio delle coppia interna z circa pari a 0.9d:
( ) o o 0 sin cot cot
9 . 0
, ,
+
A
=
x
d
f A V
w yd w s Rsd
( 6.20)
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 96/139
Nelle (6.18)-(6.20) si indicato con
w s
A
,
larea delle armature trasversali e con
w yd
f
,

la sua tensione di progetto.
Analogamente a quanto fatto per lacciaio, si determina lo sforzo ultimo dei puntoni
di calcestruzzo:
0 sin
lim ,
A = = x b f A f S
cu c cu c
( 6.21)
La (6.21) ottenuta considerando che lo sforzo massimo nel puntone dato dalla
tensione ultima
cu
f per larea della sezione del puntone (che ha profondit b e larghezza
0 sin Ax - si veda Figura 6.12). Uguagliando lo sforzo ultimo delle bielle di calcestruzzo
con la seconda delle (6.17), si ottiene il valore del taglio che porta in crisi la trave per
schiacciamento del puntone di calcestruzzo
Rcd
V :
( ) 0 o 0
0
sin cot cot
1
sin
+
A
= A
z
x V
x b f
Rcd
cu
( 6.22)
da cui si ottiene:
( ) 0 o 0
2
sin cot cot 9 . 0 + =
cu Rcd
f bd V ( 6.23)
Il valore della tensione ultima
cu
f posto, dalla normativa italiana pari a:
cd c cu
f f = 5 . 0 o ( 6.24)
dove
c
o un coefficiente che tiene in conto della eventuale presenza benefica dello sforzo
normale (in via cautelativa pu essere posto pari a 1) e il coefficiente 0.5 dovuto al fatto
che le bielle di calcestruzzo possono essere soggette ad uno stato di sollecitazione che in
realt non di compressione ma anche una componente di flessione (e quindi soggette a
presso-flessione), con conseguente diminuzione della resistenza ultima di questultimi.


Figura 6.14. Larghezza del puntone compresso
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 97/139
La (6.20) e (6.23) sono le due equazioni che permettono di verificare che non ci sia
crisi nelle bielle compresse e nellarmatura a causa di un taglio sollecitante
Ed
V . Affinch
la sicurezza sia soddisfatta occorre che:
Rcd Ed
V V < e
Rsd Ed
V V < ( 6.25)
che equivale a:
( )
Rsd Rcd Ed
V V V , min < ( 6.26)
Nel caso in cui siano presenti staffe (caratterizzate da un angolo = 90), le (6.20) e
(6.23) si semplificano nelle seguenti espressioni:
( ) 0 cot
9 . 0
, ,
x
d
f A V
w yd w s Rsd
A
= ( 6.27)
( ) 0 0
2
sin cot 9 . 0 =
cu Rcd
f bd V ( 6.28)
La seconda, anche convenientemente posta nelle seguenti due espressioni:
( )
( ) 0
0
2
cot 1
cot
9 . 0
+
=
cu Rcd
f bd V ( 6.29)
0 0 cot tan
1
9 . 0
+
=
cu Rcd
f bd V ( 6.30)
Infine, nel caso in cui siano presenti staffe (caratterizzate da un angolo = 90) e che
si consideri = 45 ( 1 cot = 0 ), si ha unulteriore semplificazione:
x
d
f A V
w yd w s Rsd
A
=
9 . 0
, ,
( 6.31)
5 . 0 9 . 0 =
cu Rcd
f bd V ( 6.32)
Queste sono le espressioni che venivano utilizzate nelle norme precedenti allentrata
in vigore delle NTC2008 (ovvero nella normativa DM 1996). Invece, secondo la normativa
attuale (NTC2008), linclinazione del puntone si pu scegliere nel range:
5 . 2 cot 0 . 1 s s 0 , ( 6.33)
corrispondenti a scegliere:
> > 8 . 21 45 0 . ( 6.34)
Se si sceglie 5 . 2 cot = 0 (traliccio con puntoni molti inclinati) le bielle di
calcestruzzo sono molto pi sollecitate rispetto ad adottare uninclinazione caratterizzata
da 0 . 1 cot = 0 ( 0= 45). Per contro, con 0 . 1 cot = 0 sono pi sollecitate le bielle tese
formate dalle staffe; per poter sopportate questa maggior carico, necessario aumentare il
quantitativo di staffe (aumentandone larea o riducendone il passo). La condizione
5 . 2 cot = 0 invece quella che fa ottenere il minimo quantitativo di staffe.
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 98/139
Questa osservazione semplice da verificare se si osservano le Figure 6.15a,b. Nella
prima di esse riportato il valore del taglio resistente del puntone compresso V
Rcd

normalizzato:
( ) 0 o 0 o
2
sin cot cot 5 . 0
9 . 0
+ = =
c
cd
Rcd
Rcd
bdf
V
t ( 6.35)
al variare dellangolo (tratto in grossetto continuo) e di diversi valori del taglio resistente
delle staffe V
Rsd
normalizzato:
( ) o o 0 sin cot cot
9 . 0
, ,
+
A
= =
cd
w yd w s
Rsd
Rsd
f x b
f A
bd
V
t ( 6.36)
al variare dellangolo e della quantit di staffe (tratti sottili continui).
Si nota come, per angoli compresi nel range dato dalla normativa, che aumentando
langolo la resistenza delle bielle compresse
Rcd
t sempre crescente, mentre decresce,
anche in modo significativo, la resistenza delle bielle tese
Rsd
t , qualsiasi sia la quantit di
staffe, indicato con . Analoghe considerazioni si possono fare se si esamina il grafico di
Figura 6.12b, in cui si osservano le variazioni di
Rcd
t e
Rsd
t al variare della 0 cot .
Si pu quindi, almeno in teoria, individuare per quale valore di 0 cot si giunge alla
condizione di rottura bilanciata, ovvero alla crisi contemporanea delle bielle tese e delle
compresse. Questo pu essere fatto ponendo
Ed Rcd
V V = . Ponendo
Ed Rcd
V V = nel caso di
staffe ( = 90) si ottiene:
( )
( )
( ) 0
0
0
2
, ,
cot 1
cot
9 . 0 cot
9 . 0
+
=
A
cu w yd w s
f bd
x
d
f A ( 6.37)
Semplificando e ricavando 0 cot si ottiene:



Figura 6.15. (a) variazione di tagli resistenti in funzione dellangolo e (b) della cotangente dellangolo .
[da Manfredi, Cosenza, Pecce]
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 99/139
1 cot
, ,

A
=
w yd w s
cu
f A
f x b
0 ( 6.38)
ovvero:
1
5 . 0
cot
,

=
w M
x

o
0 ( 6.39)
essendo:
cu
w yd w s
w M
f x b
f A
A
=
, ,
,
( 6.40)
la percentuale meccanica di armatura trasversale.
Per sezioni con dimensioni correnti, per accade spesso che langolo cos ricavato sia
minore di 21.8 ( 0 cot >2.5). Per tale motivo in genere pi veloce valutare se con un
angolo tale per cui 0 cot =2.5 il puntone di calcestruzzo verificato; se la risposta
affermativa, si utilizza ancora tale angolo per valutale ladeguatezza dellarmatura
trasversale. In caso contrario, si pu valutare la condizione ottimale ricavando 0 cot dalla
(6.39).
6.3.4 Il problema di Verifica e di Semi-progetto nei confronti dellazione
tagliante
Per la sollecitazione di taglio sono significativi il problema di verifica e di
sempiprogetto. Nel primo sono noti sia le caratteristiche geometriche della trave che le
armature; nel secondo sono note le caratteristiche dimensionali della trave ma occorre
calcolare il quantitativo di armatura trasversale (area delle staffe e/o passo delle staffe). Il
problema di progetto nella pratica non significativo, in quanto le dimensioni della sezione
sono note in quanto si certamente progettata la sezione per la sollecitazione di flessione.
Nel problema di verifica, occorre controllare che:
1 Rd Ed
V V < , ( 6.41)
mediante la (6.1) nel caso in cui non siano presenti staffe (come, ad esempio accade per i
travetti di solaio). La verifica posta controllando che:
( )
Rsd Rcd Ed
V V V , min < , ( 6.42)
se sono presenti staffe, valutando V
Rcd
e V
Rcd
mediante le (6.20), (6.23).
Nel problema di semiprogetto, invece si opera seguendo la seguente procedura. Date
le caratteristiche geometriche della trave si controlla, in primo luogo, se il solo
calcestruzzo con larmatura longitudinale (senza il contributo delle staffe) in grado di
sopportare lo sforzo di taglio di progetto (equazione (6.1)). Se s, sar necessario disporre
la sola armatura minima da normativa. Altrimenti, se sono presenti tratti di trave per i quali
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 100/139
il taglio sollecitante supera il taglio resistente dato dalla (6.1), si dovranno prevedere e
calcolare apposite staffe che garantiscano ladeguata resistenza a taglio. Si verifica con la
(6.20) la capacit resistente dei puntoni scegliendo, ad esempio 5 . 2 cot = 0 . Se con tale
angolo vengono verificate le bielle compresse di calcestruzzo, allora possibile calcolare il
quantitativo di armatura trasversale prediligendo leconomicit; il quantitativo di staffe
minimo richiesto si ottiene invertendo la (6.23) per ricavare larea di staffe
w s
A
,
o il passo
x A . Si noti che non possibile determinare entrambe ma una delle due quantit va scelta,
laltra ricavata. Tipicamente si decide a priori il diametro delle staffe (e, di conseguenza,
larea) per ricavare il passo x A . Nel caso di staffe dalla (6.23) si ottiene:
0 = A cot
9 . 0
Ed
ydw sw
V
d
f A x ( 6.43)
Se accade che il calcestruzzo non sia verificato avendo assunto 5 . 2 cot = 0 , occorre
individuare per quale valore di 0 cot si giunge alla crisi delle bielle compresse. Ponendo
Ed Rcd
V V = si ottiene 0 cot dalla (6.39) e si progettano le staffe con tale valore di 0 cot .

Si riportano infine i minimi di armatura trasversale che lNTC2008 impone per le
travi. La quantit ed il passo delle staffe devono soddisfare alle seguenti condizioni:

s A
>
metro al staffe almeno
d . x
b A
sw
3
8 0
/m mm 5 . 1
2
( 6.44)
in cui si fatto uso della consueta notazione.
Per i pilastri, larmatura minima posta pari a:

s A
s A
>
>
mm 250
12
mm 6
min ,
max , 4
1
x
x
long barre
long barre staffe
staffe
|
| |
|
( 6.45)
6.3.5 Traslazione del momento flettente
La formazione di fessure inclinate di un angolo rispetto allasse dellelemento
comporta un aggravio dello stato tensionale dellarmatura tesa longitudinale. Con
riferimento alla Figura 6.13, si vede che, in realt, larmatura soggetta allo sforzo S
s
in
una sezione che spostata rispetto alla sezione in cui si effettua la verifica a flessione
(sezione 1), di una quantit pari a:
0 cot 9 . 0 = d a ( 6.46)
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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 101/139
Per questo motivo, nella sezione 2, deve essere presente una quantit di armatura
che non direttamente in relazione al momento M
2
della sezione 2, bens a quanto
accade nella sezione 1 (che ha momento M
1
> M
2
). Per tenere in conto di tale fenomeno
in fase di progettazione, comodo traslare il diagramma del momento flettente di una
quantit pari a a, per tenere in conto di questo fenomeno e, conseguentemente, progettare
larmatura della sezione 2 con il momento delle sezione 1.
a =z cot . u
M
M
R
s
R
c
V
V
"1" "2"
z = 0.9d
2
1

Figura 6.16. Forze agenti su una porzione di trave in c.a. fessurata a taglio.

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VERIFICHE A TAGLIO CON IL METODO DEGLI STATI LIMITE ULTIMI 102/139



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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 103/139
7 LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI
TRAVI E PILASTRI IN C.A.
7.1 INTRODUZIONE
La progettazione viene sempre effettuata seguendo le seguenti fasi:
1. Analisi dei carichi sulla struttura;
2. Calcolo delle azioni di progetto sullelemento strutturale (o sugli elementi
strutturali);
3. Calcolo delle sollecitazioni (Momento flettente, Taglio e Sforzo Normale)
4. Si valuta quali sono le sezioni significative per il progetto e/o la verifica;
5. Si effettua un dimensionamento della sezione (problema di progetto o
semiprogetto)
6. Si effettua le verifiche a Flessione (o presso-flessione) e a Taglio.
In particolare, per le travi occorre sempre effettuare verifiche a flessione e a taglio;
per quanto riguarda la flessione, anche se a rigore sarebbero necessarie pi verifiche per
rendere economica la struttura, indispensabile analizzare almeno 2 sezioni: la sezione con
massimo momento positivo e la sezione con massimo momento negativo. Per quanto
riguarda il taglio, solitamente pu bastare la verifica della sezione in cui presente il taglio
massimo (se la sezione della trave costante). Nel dettaglio la procedura di progetto e
verifica prevede:
a) Il pre-dimensionamento o il dimensionamento della sezione;
b) Il progetto delle armature longitudinali per flessione;
c) Controllo dei minimi imposti dalla normativa
d) Verifiche a flessione;
e) Verifiche a Taglio.
f) Controllo della quantit minima di staffe richiesta dalla normativa.
Per i pilastri, invece, si risolve il problema di verifica, considerando la sezione
maggiormente sollecitata. Anche in questo caso, a rigore, occorrerebbe effettuare pi
verifiche considerando le diverse condizioni di sollecitazione a cui il piastro soggetto. Il
procedimento di verifica vede quindi determinazione del dominio M-N e la verifica a
Taglio.
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 104/139
7.2 ESERCIZIO 1: PROGETTO E VERIFICA DI UNA TRAVE IN
ALTEZZA
Data la struttura rappresentata in Figura 7.1, dimensionare e verificare la travata
indicata in grossetto. La struttura una parte interna di un edificio di nuova costruzione
che sar adibito a banca. La travata pu essere schematizzata su tre appoggi (si veda la lo
schema 2 di figura 7.1). I carichi permanenti possono essere ricavati considerando che il
solaio sar realizzato in latero-cemento e sono previsti i carichi permanenti portati
coerentemente con quanto previsto nel progetto architettonico (e riportati in Figura 7.1
schema 3). La trave in altezza e ne nota solamente la base (30 cm).
pavimento
sottofondo/caldana: 3 cm
massetto: 10 cm
intonaco: 1 cm
accidentale: Banca
Categoria C1

4,6 3,5
Figura 1
Figura 2
Trave oggetto
di progettazione
4
,
2
5
,
3
3,5 4,6
Trave in altezza
H

=

?
30

Figura 7.1..Pianta delledificio con indicato lo schema statico ed i carichi sul solaio

SVOLGIMENTO:
Si effettua in primo luogo lanalisi dei carichi, per ottenere il carico di progetto con
cui calcare le sollecitazioni (Momento e Taglio). Si effettua quindi il dimensionamento
della sezione; successivamente si calcolano le armature per flessione in due sezioni
significative (massimo momento positivo e massimo momento negativo) e si effettua la
verifica a taglio.

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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 105/139
7.2.1 Analisi dei carichi
Si analizzano nel seguito i carichi agenti sulla trave.

TIPO DI CARICO Peso Specifico Spessore Carico
Peso proprio del solaio - - 3.00 kN/m
2

Sottofondo alleggerito per impianti 12.00 kN/m
3
0.10 1.20 kN/m
2

Caldana per pavimentazioni 24.00 kN/m
3
0.03 0.72 kN/m
2

Pavimento - - 0.34 kN/m
2

Intonaco (sotto al solaio) 24.00 kN/m
3
0.01 0.24 kN/m
2

TOTALE PERMANENTI 5.50 kN/m
2

Tramezzi (ripartiti) - - 0.80 kN/m
2

TOTALE PERMANENTI 6.30 kN/m
2


Stima del peso proprio della trave - - 3.75 kN/m

Carico Variabile (Banca) cat. C1 - - 3.00 kN/m
2

TOTALE VARIABILI 3.00 kN/m
2


La stima del peso proprio della trave stata effettuata considerando una trave 30x50
e considerando il peso specifico del calcestruzzo = 25.00 kN/m
3
:
peso proprio trave = 0.300.5025.00 = 3.75 kN/m
Si noti che, ovviamente, il peso proprio della trave espresso come carico a metro
lineare (e non a metro quadrato).
7.2.2 Calcolo del carico di progetto
Dato che si vuole effettuare la progettazione nei confronti dello Stato Limite Ultimo,
occorre fattorizzare i carichi, secondo la combinazione fondamentale

+ + =
ik iQ k Q k G d
Q Q G Q
1 1

con
G
= 1.3 coefficiente parziale di amplificazione dei carichi permanenti di entit
certa ,
G
= 1.5 coefficiente parziale di amplificazione dei carichi permanenti di entit
incerta e
Q
= 1.5 coefficiente parziale di amplificazione dei carichi variabili.
Spesso si considerano i tramezzi come permanenti di entit incerta, in quanto
possono frequentemente essere modificati, anche in fase di progetto. Nel caso in esame, si
ottiene:
00 . 3 5 . 1 80 . 0 5 . 1 50 . 5 3 . 1 + + =
d
Q = 12.85 kN/ m
2

Il carico per metro lineare di lunghezza ottenuto moltiplicando il carico a metro
quadrato per la larghezza di influenza della trave:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 106/139
=
|
.
|

\
|
+ =
2 2
2 1
i i
Q q
d d
=
|
.
|

\
|
+
2
2 . 4
2
3 . 5
85 . 12 61.0 kN/m
A questo carico va infine sommato anche il (presunto) peso proprio della trave:
=
d
q 61.0 + 3.75 ~ 65 kN/ m
7.2.3 Calcolo delle sollecitazioni
Per il calcolo delle sollecitazioni si utilizza il metodo dellEquilibrio (o metodo degli
spostamenti).
Vengono riportati nel seguito solo i risultati e landamento dei diagrammi del
momento flettente e del taglio.
(
(
(

+
(

2 1
2
2
1
2
2
2
2
3 3
3
8 8 8
l
EI
l
EI
l
EI
l q l q l q
M
d d d
Ed
= 141 kNm
8 2
2
1
1 ,
l q M
M
d Ed
Ed
=

+
= 30 kNm
8 2
2
2
2 ,
l q M
M
d Ed
Ed
=

+
= 102 kNm
1
1
1 ,
2 l
M l q
V
Ed d
Ed

= = 74 kN
1
1
2 ,
2 l
M l q
V
Ed d
Ed

+ = = 154 kN
2
2
3 ,
2 l
M l q
V
Ed d
Ed

+ = = 180 kN
2
2
4 ,
2 l
M l q
V
Ed d
Ed

= = 119
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 107/139


Figura 7.2.. Diagramma del Momento e del Taglio per la trave oggetto di progettazione
7.2.4 Dimensionamento della trave in altezza
Per dimensionare la sezione possibile seguire diverse procedure.
In ogni caso, ogni procedimento di progetto caratterizzato dal determinare le
quantit minime ponendo:
Rd Ed
M M =

Nel caso in esame, il dimensionamento della sezione DEVE eseere ovviamente
effettuato partendo dal momento maggiore in senso assoluto (quello con modulo
maggiore, a prescindere che esso sia positivo o negativo).
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 108/139
Per questa struttura occorre quindi considerare:
Rd Ed
M M = =141 kNm = 141
6
10 Nmm
Per la trave in oggetto, in cui nota la base b, necessario in primo luogo
determinare laltezza H o laltezza utile d.
Per quanto possibile, si consiglia di procedere scegliendo un valore del coefficiente
nel range 0.150.25. Nel caso in esame si sceglie un valore =0.22. Dalla definizione del
coefficiente :
cd
Rd
f bd
M
2
=

si ricava laltezza utile d, note le caratteristiche dei materiali:
=


=

=
2 . 14 300 22 . 0
10 141
6
cd
Sd
bf
M
d 388 mm
[nota: per uniformit con le unit di misura, occorre mettere il momento in (Nmm)].
Supponendo un copriferro di 40 mm sia per larmatura tesa che per quella
compressa, laltezza complessiva della sezione risulta pari a:
H = 388 + 40 = 428 mm.
Si adotta quindi una trave in altezza 30x45 con altezza H pari a 450 mm e altezza
utile pari d a 410 mm
4
4
3
7
30
4
5

Figura 7.3.. Sezione della trave
7.2.5 Progetto delle armature per flessione a momento negativo
Si esegue il progetto delle armature per flessione a momento negativo (
Ed
M =141
kNm)
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 109/139
Essendo il momento negativo, le fibre tese sono quelle superiori e quelle compresse
quelle inferiori (si veda la figura 7.4). Pertanto, volendo essere coerenti con la notazione
utilizzata fino ad ora, occorre indicare con
s
A larmatura tesa e quindi quella posta al
lembo superiore, mentre si indicher con
s
A' larea di armatura inferiore, in quanto
compressa.
4
4
1
A's
As
30
4
5

Figura 7.4.. Sezione con indicazione di armatura tesa e compressa
Si calcola il momento adimensionale con le effettive dimensioni della sezione:
cd
Rd
f bd
M
2
= =
2 . 14 410 300
10 141
2
6


=0.197
Occorre scegliere il valore del rapporto | tra larea di armatura compressa rispetto a
quella tesa.
Per travi in spessore di solaio (si veda nel seguito) necessario introdurre una
quantit significativa di armatura compressa per limitare le dimensioni della base b della
trave, potendo cos potenzialmente raggiungere una elevata risultante delle compressioni
anche senza una eccessiva base b della trave. Questo rapporto | quindi
significativamente alto, con valori tipici pari a | = 0.81.0.
Per le travi in altezza, come quella oggetto di progettazione, non necessario avere
percentuali significative di armatura compressa; sfruttando a pieno laltezza della trave si
possono ottenere momenti flettenti resistenti significativi anche con risultanti delle
compressioni pi ridotte (grazie al fatto che aumenta il braccio delle coppia interna).
Normalmente tale rapporto scelto nel range | = 0.20.5. Nel caso in esame si sceglie
quindi il rapporto | pari a 0.20.
possibile quindi ricavare la percentuale meccanica di armatura
M
dalla formula
(4.24):
( )
( ) ( ) ( )
(

| | |
|
=
2 2
2
1 2 ' 1 ' 1
1
1
M
=
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 110/139
=
( )
( ) ( ) ( ) 217 . 0 2 . 0 1 197 . 0 2 1 . 0 2 . 0 1 1 . 0 2 . 0 1
2 . 0 1
1
2 2
2
=
(


dove ~ = =
410
40 '
'
d
d
0.1
Dalla definizione di
M
(equazione 4.9) si ricava larmatura tesa minima necessaria:
cd
yd s
M
bdf
f A
=
yd
cd
M s
f
bdf
A = =
391
2 . 14 410 300
217 . 0

= 970 mm
2
= 9.70 cm
2

Il minimo di armatura longitudinale per le travi imposta nellNTC2008 pari a
G
yk
f
s
4 . 1

essendo
G
la percentuale geometrica di armatura tesa:
bd
A
s
G
=

Di conseguenza si ricava che:
bd
A
f
s
G
yk
= s =
450
4 . 1 4 . 1
bd bd A
s
% 3 . 0
450
4 . 1
min ,
= = = 410 300 % 3 . 0 = 370 mm
2

Si dispongono i reggistaffa (2 inferiormente e 2 superiormente) su tutta la lunghezza
della trave in modo tale da soddisfare la richiesta di armatura minima presente in
normativa. Larea dei reggi staffa deve essere quindi maggiore di 3.70 cm
2
. Si sceglie di
porre 2|16 inferiormente e 2|16 superiormente, con area di:
A
reggist.
(2|16) = 4.02 cm
2
(402 mm
2
)

Per quanto calcolato, sono per necessari, in zona tesa, almeno 9.70 cm
2
. Si deve
aggiungere una armatura integrativa con area almeno pari a:
A
agg.
= 9.70 4.02 = 5.68 cm
2
(568 mm
2
)
Si dispongono in aggiunta 2|20, che hanno area:
A
agg.
(2|20) = 6.28 cm
2
(628 mm
2
)
In definitiva, larmatura tesa formata da 2|16 + 2|20, con area complessiva pari a:
A
s
= A
reggist
+ A
agg
= A(2|16 + 2|20) = 402 + 628 = 1030 mm
2

che maggiore di quanto richiesto, ovvero di 970 mm
2
.
Larmatura compressa nota avendo fissato |:
s s
A A | = ' = 0.201030 = 206 mm
2

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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 111/139
Dato che larea dei reggistaffa gi maggiore di quanto richiesto, non occorre
aggiungere armatura.
La sezione vede quindi 2|16 al lembo inferiore (armatura compressa) e 2|16 + 2|20
al lembo superiore (armatura tesa). Uno schema della sezione ottenuta riportata in Figura
7.5
216
220
216
7
,
1
30
4
5 4
1
4 4
4
1
A's
As
30
4
5

Figura 7.5.. Sezione con indicazione dellarmatura tesa e compressa ottenute dal dimensionamento
7.2.6 Verifica a momento negativo.
Si effettua ora la verifica. Si calcolano preventivamente il rapporto effettivo tra
armatura compressa e tesa
eff
| , la percentuale meccanica effettiva
eff M,
e il copriferro
adimensionale ' :
s
s
eff
A
A'
= | =
1030
402
) 20 2 16 2 (
) 16 2 (
=
| + |
|
A
A
= 0.40
cd
yd s
eff M
bdf
f A
=
,
=
2 . 14 410 300
391 1030


= 0.230
10 . 0
410
40 '
' = = =
d
d

Supponendo che sia larmatura tesa che quella compressa siano snervate, si calcola la
posizione dellasse neutro adimensionale:
( )
eff eff M
d
x
| = = 1 25 . 1
,
= ( ) 40 . 0 1 230 . 0 25 . 1 = 0.173
corrispondente ad un valore di x pari a:
d x = = 0.173410 = 71 mm
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 112/139
Nota la posizione dellasse neutro si verifica se le armature tesa e compressa sono
effettivamente snervate, mediante una proporzione che conseguenza dellipotesi di
conservazione delle sezioni piane:
x
x d
s

= c 5 . 3 oppure


= c
1
5 . 3
s

x
d x
s
'
5 . 3 '

= c oppure


= c
'
5 . 3 '
s

da cui si ricava:
7 . 16 = c
s
, 71 . 2 ' = c
s

Essendo entrambe le deformazioni superiori all 1.96 , entrambe le armature sono
snervate e quindi le ipotesi fatte sono corrette. Si pu quindi calcolare il momento flettente
resistente in forma adimensionale:
( ) | | ' 1 4 . 0 1
2
| | = =
M
cd
rd
f bd
M
= ( ) | | 10 . 0 40 . 0 40 . 0 1 173 . 0 4 . 0 1 230 . 0 =
0.211
da cui:
cd rd
f bd M
2
= = 0.211300410
2
14.2 = 152
6
10 Nmm = 152 kNm
Oppure direttamente in forma dimensionale:
( ) ( ) ' 4 . 0 ' 4 . 0 d x f A x d f A M
yd s yd s rd
+ = =
( ) ( ) 40 71 4 . 0 391 402 71 4 . 0 410 391 1030 + = 152
6
10 Nmm = 152 kNm
Essendo
kNm 141 kNm 152 = > =
Ed rd
M M
la verifica soddisfatta.
7.2.7 Progetto delle armature per flessione a momento positivo
Il momento sollecitante pari a
Ed
M =102 kNm. Per definizione di momento
positivo, le fibre tese sono quelle inferiori e quelle compresse quelle superiori (si veda la
Figura 7.6). Al contrario di quanto accade per il momento negativo, per essere coerenti con
la solita notazione, occorre indicare con
s
A larmatura tesa e quindi quella posta al lembo
inferiore mentre si indicher con
s
A' larea di armatura superiore, in quanto compressa.
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 113/139
4
5
30
As
A's
4
1
4

Figura 7.6.. Sezione con indicazione di armatura tesa e compressa
La procedura la medesima mostrata per il momento negativo. Si calcola il
momento adimensionale con le effettive dimensioni della sezione:
cd
Rd
f bd
M
2
= =
2 . 14 410 300
10 102
2
6


=0.142
Si sceglie il rapporto | pari a 0.40
[NOTA 1: si noti che con larmatura minima si era gi ottenuto un | effettivo =0.40. Dato
che il momento positivo ha valore assoluto inferiore di quello negativo, certamente
larmatura tesa risulter minore; di conseguenza, a parit di armatura compressa, il
coefficiente | tende ad essere maggiore di quanto effettivamente trovato precedentemente
(|=0.40). Non noto quanto maggiore, ma non ha senso porre | minore di 0.40].
possibile quindi ricavare la percentuale meccanica di armatura
M
dalla (4.24):
( )
( ) ( ) ( )
(

| | |
|
=
2 2
2
1 2 ' 1 ' 1
1
1
M
=
=
( )
( ) ( ) ( ) 152 . 0 4 . 0 1 142 . 0 2 1 . 0 4 . 0 1 1 . 0 4 . 0 1
4 . 0 1
1
2 2
2
=
(


dove ~ = =
410
40 '
'
d
d
0.1
Dalla definizione di
M
(equazione 4.9) si ricava larmatura tesa minima necessaria:
cd
yd s
M
bdf
f A
=
yd
cd
M s
f
bdf
A = =
391
2 . 14 410 300
152 . 0

= 680 mm
2
= 6.80 cm
2

Si era sceglielto di porre 2|16 inferiormente e 2|16 superiormente, con area di:
A
reggist.
(2|16) = 4.02 cm
2
(402 mm
2
)
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 114/139
Per quanto calcolato, sono necessari, in zona tesa, almeno 6.80 cm
2
. Si deve
aggiungere una armatura integrativa con area almeno pari a:
A
agg.
= 6.80 4.02 = 2.78 cm
2
(278 mm
2
)
Si dispongono in aggiunta 2|16, che hanno area:
A
agg.
(2|16) = 4.02 cm
2
(402 mm
2
)
In definitiva, larmatura tesa formata da 4|16 con area complessiva pari a:
A
s
= A
reggist
+ A
agg
= A(2|16 + 2|16) = 804 mm
2

(maggiore di quanto richiesto, ovvero di 680 mm
2
).
Larmatura compressa nota avendo fissato |:
s s
A A | = ' = 0.40804 = 322 mm
2

Dato che larea dei reggistaffa gi maggiore di quanto richiesto (come ci si
aspettava, si deva la nota 1), non occorre aggiungere armatura.
La sezione vede quindi 2|16 al lembo superiore (armatura compressa) e 4|16 al
lembo inferiore (armatura tesa). La sezione ottenuta riportata nella Figura 7.7
4
5
30
As
A's
4
1
4 4
4
1 4
5
30
416
216

Figura 7.7.. Sezione con indicazione dellarmatura tesa e compressa ottenute dal dimensionamento
7.2.8 Verifica a momento positivo.
Si effettua ora la verifica nota larmatura calcolata al paragrafo precedente. Si
calcolano preventivamente il rapporto effettivo tra armatura compressa e tesa
eff
| , la
percentuale meccanica effettiva
eff M,
e il copriferro adimensionale ' :
s
s
eff
A
A'
= | = =
|
|
) 16 4 (
) 16 2 (
A
A
0.50
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 115/139
cd
yd s
eff M
bdf
f A
=
,
=
2 . 14 410 300
391 804


= 0.178
10 . 0
410
40 '
' = = =
d
d

Supponendo che sia larmatura tesa che quella compressa siano snervate, si calcola la
posizione dellasse neutro adimensionale:
( )
eff eff M
d
x
| = = 1 25 . 1
,
= ( ) 50 . 0 1 178 . 0 25 . 1 = 0.112
Corrispondente ad un valore di x pari a:
d x = = 0.112410 = 46 mm
Si noti che la posizione dellasse neutro poco al di sotto dellarmatura compressa.
Come riportato nel seguito, questo fa si che presumibilmente la deformazione
s
' c risulter
minore della deformazione di snervamento.
Mediante una proporzione derivante dallipotesi di conservazione delle sezioni piane
si verifica se le armature tesa e compressa sono effettivamente snervate:
x
x d
s

= c 5 . 3 oppure


= c
1
5 . 3
s

x
d x
s
'
5 . 3 '

= c oppure


= c
'
5 . 3 '
s

da cui si ricava:
27 = c
s
, 1 ' < c
s

La deformazione dellarmatura compressa minore dell 1 e quindi decisamente
inferiore della deformazione di snervamento pari all 1.96 . Quando la posizione
dellasse neutro cos alta (valori di < 0.120.14) e/o le armature compresse sono NON
snervate (nota: accade anche quando | = 0.81.0), possibile approssimare il braccio della
coppia interna a 0.9 volte d, effettuando la verifica come segue:
d f A M
yd s rd
9 . 0 ~ = 8043910.9410 = 116
6
10 Nmm = 116 kNm
Essendo:
kNm 102 kNm 116 = > =
Ed rd
M M
la verifica soddisfatta.
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 116/139
7.2.9 Verifica a taglio
La verifica a taglio si esegue controllando, in primo luogo, se il solo calcestruzzo con
larmatura longitudinale, senza il contributo delle staffe, in grado di sopportare lo sforzo
di taglio di progetto.
Se s, sar necessario disporre la sola armatura minima da normativa; in alternativa,
nelle zone in cui il taglio sollecitante supera questo taglio resistente, si dovranno prevedere
e calcolare apposite staffe che garantiscano ladeguata resistenza a taglio.
Per valutare la resistenza a taglio di elementi senza staffe, la normativa propone la
formulazione (equazione (6.1)):
( ) bd f k V
cp ck G
C
Rd (

o +

= 15 . 0 100
18 . 0
3 / 1
1
= | |bd
cp
o + v 15 . 0
nella quale:
d
k
200
1+ =
bd
A
s
G
=
La quantit v, presente dentro la parentesi quadra deve, per normativa essere
superiore a:
2 / 1 2 / 3
min
035 . 0
ck
f k v =
Effettuando i calcoli si ottiene:
d
k
200
1+ = =
410
200
1+ = 1.7
bd
A
s
G
= =
410 300
402

= 0.33%
( ) ( )
3 / 1 3 / 1
25 33 . 0 7 . 1
5 . 1
18 . 0
100
18 . 0
=

= v
ck G
C
f k = 0.41 N/mm
2

2 / 1 2 / 3
min
035 . 0
ck
f k v = =
2 / 1 2 / 3
25 7 . 1 035 . 0 = 0.39 N/mm
2

Dato che v maggiore del minimo, il taglio resistente pari a:
1 Rd
V = bd v = 0.41300410 = 50400 N = 50.4 kN.
Nella quale si omesso il contributo dello sforzo di compressione in quanto lo sforzo
normale non presente.

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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 117/139
Nelle zone in cui s
Ed
V
1 Rd
V , sufficiente disporre larmatura minima. Questa deve
soddisfare le seguenti condizioni:

s A
>
metro al staffe almeno
d . x
b A
sw
3
8 0
/m mm 5 . 1
2

Se si sceglie di utilizzare staffe |8 a due braccia (tipico per le travi in altezza), larea
sw
A di ogni staffa data da:
*
sw braccia sw
A n A =
ovvero moltiplicando larea di ogni singolo braccio per in numero delle braccia. Nel caso
in esame, per staffe |8 a due braccia
sw
A data da:
100 50 2 = =
sw
A mm
2

La prima relazione impone che siano presenti almeno 450 mm
2
per ogni metro di
lunghezza:
/m mm 450 300 5 . 1
2
= >
sw
A ;
di conseguenza, considerando che ogni staffa ha area di 100 mm
2
, si ottiene il passo
massimo:
1m
mm 450
2
=
Ax
A
sw
m 22 . 0
450
100
mm 450
2
= = = A
sw
A
x
ovvero passo massimo 220 mm.
La seconda condizione implica:
328 410 8 . 0 8 0 = = s A d . x mm;
la terza, invece:
330 s= Ax mm
Globalmente le condizioni impongono:

s A
s A
s A
mm 330
mm 328
mm 220
x
x
x

La staffatura minima da porsi sar quindi di 20 / 8 | st
Nelle zone in cui >
Ed
V
1 Rd
V , necessario valutare una specifica armatura a
taglio. Si valuta la sezione pi gravosa, a cui corrisponde un taglio sollecitante
Ed
V = 180
kN.

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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 118/139
Si verifica la capacit resistente dei puntoni di calcestruzzo inclinati dellangolo 0 e,
successivamente, si progetta larmatura imponendo
Ed Rsd
V V = .
La capacit resistente dei puntoni di calcestruzzo pari a:
( )
0 +
0
=
cot
cot
1
1
5 . 0 9 . 0
cd Rcd
f bd V
nella quale si gi posto 0 cot = o (per le staffe = o 90 ) e la tensione ultima dei puntoni
di calcestruzzo pari a
cd
f 5 . 0 . Linclinazione del puntone la si pu scegliere nel range:
5 . 2 cot 0 . 1 < 0 s
Se si sceglie 5 . 2 cot = 0 (traliccio con puntoni molti inclinati) le bielle di
calcestruzzo sono molto pi sollecitate rispetto ad adottare uninclinazione caratterizzata
da 0 . 1 cot = 0 ( 0= 45). Per contro, con 0 . 1 cot = 0 sono pi sollecitate le bielle tese
formate dalle staffe; per poter sopportate questa maggior carico, necessario aumentare il
quantitativo di staffe ad esempio riducendone il passo. La condizione 5 . 2 cot = 0 invece
quella che fa ottenere il minimo quantitativo di staffe.
Per questa ragione si sceglie di adottare 5 . 2 cot = 0 . Se con tale angolo vengono
verificate le bielle compresse di calcestruzzo, allora possibile limitare il quantitativo di
armatura trasversale prediligendo leconomicit; se questo non accade, occorre individuare
per quale valore di 0 cot si giunge alla crisi delle bielle compresse (ponendo
Ed Rcd
V V = ) e
progettando le staffe con tale valore di 0 cot . In questo caso ci si pone in una condizione di
rottura bilanciata, ovvero di crisi contemporanea di puntoni di calcestruzzo e staffe.
Nel caso in esame, si verifica cosa accade alle bielle di calcestruzzo per un angolo
tale per cui 5 . 2 cot = 0 . Ne deriva che il taglio resistente delle bielle compresse dato da:
( )
0 +
0
=
cot
cot
1
1
5 . 0 9 . 0
cd Rcd
f bd V = ( )
5 . 2
5 . 2
1
1
2 . 14 5 . 0 410 300 9 . 0
+
= 271000 N = 271
kN.
Dato che:
kN 180 kN 271 = >> =
Ed Rcd
V V
la verifica ampiamente soddisfatta. Ne consegue che 5 . 2 cot = 0 pu essere utilizzato per
il calcolo delle staffe.
La resistenza delle bielle tese (staffe) data da:
( ) o o + 0
A
= sin cot cot
9 . 0
x
d
f A V
ydw sw Rsd
.
Per staffe ( = o 90 ), si semplifica nella seguente forma:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 119/139
0
A
= cot
9 . 0
x
d
f A V
ydw sw Rsd

Il passo massimo di staffe ottenuto imponendo
Ed Rsd
V V =
0 = A cot
9 . 0
Ed
ydw sw
V
d
f A x = 5 . 2
10 180
410 9 . 0
391 50 2
3

= 199 mm
Si adotta quindi un passo di 150 mm (15 cm), ottenendo 15 / 8 | st . Questa armatura
la si pone in tutte le zone in cui >
Ed
V
1 Rd
V
[ NOTA 2 Per dovere di precisione, vale la pena di sottolineare quanto segue. Si
potrebbe calcolare, prima di qualsiasi altra cosa, qual la staffatura minima imposta dalla
normativa. Con questo valore possibile ottenere qual il taglio massimo sopportabile con
queste staffe, che pari a:
( )
Rsd Rcd Rd
V V V , min =
Ovviamente questo valore risulta maggiore di
1 Rd
V , in quanto risente del beneficio dovuto
dalla presenza delle staffe. Il nelle zone in cui il taglio sollecitante eccede questo
Rd
V si
calcola il nuovo passo delle staffe. Nel problema oggetto della progettazione, risulterebbe
~
Rd
V 178 kN. Di conseguenza, solo in una piccola parte di trave assolutamente
necessario porre staffe 15 / 8 | st mentre nella restante sufficiente porre 20 / 8 | st ]
7.3 ESERCIZIO 2: PROGETTO E VERIFICA DI UNA TRAVE IN
SPESSORE
Si supponga ora che, per lo stesso problema esposto nellESERCIZIO 1, fosse
richiesto la progettazione di una trave in spessore piuttosto che in altezza. Per questo tipo
di trave tipicamente nota laltezza ma non la base, da determinarsi. Nel seguito si esegue
il calcolo della trave in spessore sottoposta alle stesse sollecitazioni della trave in altezza
gi calcolata.
7.3.1 Dimensionamento della trave in spessore
Si considerara:
Rd Ed
M M = =141 kNm = 141
6
10 Nmm
Per la trave in oggetto, in cui nota laltezza H =25 cm, necessario in primo luogo
determinare la base b. Supponendo un copriferro di 30 mm sia per larmatura tesa che per
quella compressa, laltezza utile della sezione risulta pari a:
d = 250 + 30 = 220 mm.
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 120/139
Si consiglia di procedere scegliendo un valore del coefficiente maggiore rispetto al
caso della trave in altezza, ad esempio =0.25. Dalla definizione del coefficiente :
cd
Rd
f bd
M
2
=
si ricava la base b, note le caratteristiche dei materiali:
=


=

=
2 . 14 220 22 . 0
10 141
2
6
2
cd
Sd
f d
M
b 820 mm
Si adotta quindi una trave in spessore 85x25
3
3
1
9
85
2
5

Figura 7.8.. Sezione della trave
7.3.2 Progetto armature per flessione a momento negativo
Per definizione, se il momento negativo, le fibre tese sono quelle superiori e quelle
compresse quelle inferiori (si veda la figura 7.9). Per tanto, volendo essere coerenti con la
notazione utilizzata fino ad ora, occorre indicare con
s
A larmatura tesa e quindi quella
posta al lembo superiore mentre si indicher con
s
A' larea di armatura inferiore, in quanto
compressa. Si calcola il momento adimensionale con le effettive dimensioni della
sezione:

2
5
85
As
A's
2
2
3

Figura 7.9.. Sezione con indicazione di armatura tesa e compressa
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 121/139
cd
Rd
f bd
M
2
= =
2 . 14 220 850
10 141
2
6


=0.241
Occorre definire il valore del rapporto | tra larea di armatura compressa rispetto a
quella tesa.
Per travi in spessore di solaio i valori tipici sono pari a | = 0.81.0. Nel caso in
esame si sceglie quindi il rapporto | =1.0.
Non possibile ricavare la percentuale meccanica di armatura
M
dalla (4.24):
( )
( ) ( ) ( )
(

| | |
|
=
2 2
2
1 2 ' 1 ' 1
1
1
M

In quanto questa definita quando larmatura compressa snervata. Se | =1.0
larmatura compressa sicuramente non snervata e ci implica che la (4.24) non pu
essere utilizzata. Ne trova conferma il fatto che a denominatore della (4.24) compare zero.
Si valuta la quantit di armatura necessaria tramite la relazione semplificata:
d f A M
yd s Rd
9 . 0 =
ovvero:
d f
M
A
yd
Rd
s
9 . 0
= =
220 9 . 0 391
10 141
6


= 1821 mm
2

Con una relazione pi accurata sarebbe risultato 1830 mm
2
. Il minimo di armatura
longitudinale per le travi imposta nellNTC2008 pari a:
G
yk
f
s
4 . 1

essendo
G
la percentuale geometrica di armatura tesa:
bd
A
s
G
=
Di conseguenza si ricava che:
bd
A
f
s
G
yk
= s =
450
4 . 1 4 . 1
bd bd A
s
% 3 . 0
450
4 . 1
min ,
= = = 220 850 % 3 . 0 = 561 mm
2

Quindi si dispongono i reggistaffa (4 inferiormente e 4 superiormente) in modo tale
che abbiano unarea maggiore di 5.61 cm
2
. Si sceglie di porre 4|14 inferiormente e 4|14
superiormente, corrispondente ad unarea di:
A
reggist.
(2|14) = 6.16 cm
2
(616 mm
2
)
Per quanto calcolato, sono per necessari, in zona tesa, almeno 18.21 cm
2
. Si deve
quindi aggiungere una armatura integrativa con area almeno pari a:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 122/139
A
agg.
= 18.21 6.16 = 12.05 cm
2
(1205 mm
2
)
Si dispongono in aggiunta 5|20, che hanno area:
A
agg.
(5|20) = 15.07 cm
2
(1507 mm
2
)
Larmatura tesa formata da 4|14 + 5|20, con area complessiva pari a:
A
s
= A
reggist
+ A
agg
= A(4|14 + 5|20) = 2187 mm
2

che maggiore di quanto richiesto, ovvero di 1821 mm
2
. Avendo fissato |=1 ne consegue
che anche larmatura compressa pari a:
s
A' = 2187 mm
2

In definitiva, la sezione vede 4|14 + 5|20 sia al lembo inferiore che al lembo
superiore. La sezione ottenuta riportata in Figura 7.10

520
414
2
5
85
As
A's
2
2
3 3
2
2
2
5
85
414
520

Figura 7.10.. Sezione con indicazione dellarmatura tesa e compressa ottenute dal dimensionamento
7.3.3 Verifica a momento negativo.
Si effettua ora la verifica nota larmatura calcolata al passo precedente. Si scelto
|=1 (armatura compressa certamente non snervata) e quindi possibile effettuare la
verifica mediante la formula semplificata:
d f A M
yd s rd
9 . 0 ~ = 21873910.9220 = 169.3
6
10 Nmm = 169 kNm
Con relazioni pi accurate, che tengano in conto cio la tensione effettiva
dellacciaio compresso e del contributo del calcestruzzo in esplicito, si sarebbe ottenuto un
momento resistente pari a 168 kNm ed un braccio della coppia interna pari a 196 mm,
corrispondente a 0.893 volte laltezza utile d (invece di 0.9). Dato che:
kNm 141 kNm 169 = > =
Ed rd
M M
la verifica soddisfatta.
7.3.4 Progetto armature per flessione a momento positivo
Analogamente a quanto visto per il momento negativo, si fissa | =1.0.
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 123/139
Si valuta la quantit di armatura necessaria tramite la relazione semplificata, noto il
momento sollecitante (
Ed
M =102 kNm):
d f
M
A
yd
Rd
s
9 . 0
= =
220 9 . 0 391
10 102
6


= 1318 mm
2

Con riferimento a quanto gi scelto precedentemente, si dispongono reggistaffa 4|14
sia inferiormente che superiormente, con area di:
A
reggist.
(4|14) = 6.16 cm
2
(616 mm
2
)
Si deve aggiungere una armatura integrativa con area almeno pari a:
A
agg.
= 13.18 6.16 = 7.02 cm
2
(702 mm
2
)
Si dispongono in aggiunta 3|20, che hanno area:
A
agg.
(3|20) = 7.62 cm
2
(9.42 mm
2
)
Larmatura tesa formata da 4|14 + 3|20, con area complessiva pari a:
A
s
= A
reggist
+ A
agg
= A(4|14 + 3|20) = 15.58 mm
2

che maggiore di quanto richiesto, ovvero di 1318 mm
2
.
Avendo fissato |=1 ne consegue che anche larmatura compressa pari a:
s
A' = 15.58 mm
2

In definitiva, la sezione vede 4|14 + 3|20 sia al lembo inferiore che al lembo
superiore. La sezione ottenuta riportata in Figura 7.11.

320
414
85
2
5
2
2
3 3
2
2
A's
As
85
2
5
414
320

Figura 7.11.. Interpretazione dellindice di affidabilit nel piano delle variabili gaussiane standardizzate
7.3.5 Verifica a momento positivo.
Si effettua ora la verifica nota larmatura calcolata al passo precedente. Essendo |=1
(armatura compressa certamente non snervata), la verifica effettuata mediante la formula
semplificata:
d f A M
yd s rd
9 . 0 ~ = 15583910.9220 = 120.6
6
10 Nmm = 120 kNm
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 124/139
Dato che:
kNm 102 kNm 120 = > =
Ed rd
M M
la verifica soddisfatta.
7.3.6 Verifica a taglio
La procedura la medesima di quella esposta per la trave in altezza. Occorre
controllare se il solo calcestruzzo con larmatura longitudinale, senza il contributo delle
staffe, in grado di sopportare lo sforzo di taglio di progetto. Se s, sar necessario
disporre la sola armatura minima da normativa; in alternativa, nelle zone in cui il taglio
sollecitante supera questo taglio resistente, si dovr prevedere e calcolare un apposito
quantitativo di staffe che garantiscano ladeguata resistenza a taglio.
Per meglio fissare le idee, si intende per procedere seguendo quanto indicato nella
NOTA 2 di pag.119.
Si valuta larmatura minima taglio, che deve soddisfare le seguenti condizioni:

s A
>
metro al staffe almeno
d . x
b A
sw
3
8 0
/m mm 5 . 1
2

Se si sceglie di utilizzare staffe |8 a quattro braccia (tipico per le travi in spessore
con base pari o superiore a 60 cm), larea
sw
A di ogni staffa data da:
*
sw braccia sw
A n A =
Ovvero moltiplicando larea di ogni singolo braccio per il numero delle braccia. Nel
caso in esame, per staffe |8 a 4 braccia
sw
A data da:
200 50 4 = =
sw
A mm
2

La prima relazione impone che siano presenti almeno 450 mm
2
per ogni metro di
lunghezza:
/m mm 1275 850 5 . 1
2
= >
sw
A
Di conseguenza, considerando che ogni staffa ha area di 200 mm
2
, si ottiene il passo
massimo:
1m
mm 1275
2
=
Ax
A
sw
m 157 . 0
1275
200
275mm 1
2
= = = A
sw
A
x
ovvero passo massimo 150 mm. La seconda condizione implica:
176 220 8 . 0 8 0 = = s A d . x mm
La terza, invece:
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 125/139
330 s= Ax mm
Globalmente le condizioni impongono:

s A
s A
s A
mm 330
mm 170
mm 150
x
x
x

La staffatura minima da porsi sar quindi di 15 / ) 4 ( 8 braccia st | .
Non corretto per travi di base cos importanti utilizzare staffe a 2 braccia. Se si
vuole per vedere che cosa sarebbe accaduto con staffe a due braccia, sarebbe sufficiente
sostituire ad
sw
A il valore di 100 mm
2
. Si otterrebbe, dalla prima relazione, un passo
massimo di 75 mm, molto piccolo ed al limite della capacit di messa in opera (il minimo
in assoluto considerato 50 mm, ma per brevi tratti di trave).
Si valuta quindi la resistenza a taglio della trave pensando di disporre solo larmatura
minima. Si verifica la capacit resistente dei puntoni di calcestruzzo inclinati dellangolo
0:
( )
0 +
0
=
cot
cot
1
1
5 . 0 9 . 0
cd Rcd
f bd V
nella quale si gi posto 0 cot = o (per le staffe = o 90 ) e la tensione ultima dei puntoni
di calcestruzzo pari a
cd
f 5 . 0 . Linclinazione del puntone la si pu scegliere nel range:
5 . 2 cot 0 . 1 < 0 s
Se si sceglie 5 . 2 cot = 0 . Ne deriva che il taglio resistente delle bielle compresse
dato da:
( )
0 +
0
=
cot
cot
1
1
5 . 0 9 . 0
cd Rcd
f bd V = ( )
5 . 2
5 . 2
1
1
2 . 14 5 . 0 220 850 9 . 0
+
= 412000 N = 412
kN.
Dato che:
kN 180 kN 412 = >> =
Ed Rcd
V V
la verifica ampiamente soddisfatta. Ne consegue che 5 . 2 cot = 0 pu essere utilizzato per
il calcolo delle staffe. Per staffe 15 / ) 4 ( 8 braccia st | ( = o 90 ), la resistenza delle bielle
tese data da:
0
A
= cot
9 . 0
x
d
f A V
ydw sw Rsd
= 5 . 2
150
220 9 . 0
391 200

= 258000 N = 258 kN
Il taglio resistente superiore al massimo taglio sollecitante:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 126/139
kN 180 kN 258 = >> =
Ed Rcd
V V
la verifica ampiamente soddisfatta per il taglio massimo e, di conseguenza, lo anche per
tutti i restanti tratti della trave caratterizzati da un taglio minore.
Per tale motivo la progettazione non necessita di un calcolo di un passo raffittito
per le zone a taglio pi elevato. Si adottano ovunque 15 / ) 4 ( 8 braccia st |
7.4 ESERCIZIO 3: PROGETTO E VERIFICA DI UN TRAVETTO DI
SOLAIO IN LATEROCEMENTO
Si progetti il solaio delledificio di Figura 7.12 evidenziato con il rettangolo blu. Il
solaio realizzato in latero-cemento armato gettato in opera. Le luci sono, rispettivamente
150 cm, 450 cm e 550 cm.
1
5
0
5
5
0
5
0
0
550 450 150 550 260 450 150

Figura 7.12.. Pianta delledificio con indicato il solaio da progettare
Il dimensionamento di massima del solaio ottenuto assolvendo alle indicazioni
progettuali presenti nella circolare esplicativa allNTC 2008 al paragrafo 4.1.9.1.2. In
particolare:
- Lo spessore della soletta deve essere maggiore di 40 mm
- La dimensione massima del blocco di laterizio non deve essere maggiore di 520 mm.
- Linterasse delle nervature deve essere non maggiore di 15 volte lo spessore della
soletta.
- La larghezza delle nervature deve essere non minore di 1/8 del loro interasse e
comunque non inferiore a 80 mm
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 127/139
Si adotta quindi un solaio con le seguenti caratteristiche:
- spessore del solaio: H = 25 cm;
- spessore della soletta collaborante in calcestruzzo: s = 5 cm;
- altezza dei blocchi di laterizio: h = (H s) = 20 cm;
- larghezza dei blocchi di laterizio: b = 40 cm;
- interasse delle nervature in c.a.: i = 52 cm;
- spessore delle nervature: d = 12 cm;
Con queste dimensioni risultano verificate le condizioni imposte dalla normativa in
quanto:
- Lo spessore della soletta (50 mm) maggiore di 40 mm.
- La dimensione del blocco di laterizio (400 mm) minore di 520 mm.
- Linterasse delle nervature minore di 15 volte lo spessore della soletta; infatti
linterasse risulta pari a 520 mm che inferiore a 1550 = 750 mm
- La larghezza delle nervature maggiore di 1/8 del loro interasse; infatti linterasse
pari a 520 mm la larghezza della nervatura scelta (100 mm) maggiore di 520 mm/8 =
65 mm.
- La larghezza delle nervature maggiore a 80 mm.
Lo spessore complessivo del solaio (25 cm) stato scelto con lobiettivo di
mantenere limitate le frecce in esercizio. Infatti buona norma (ma non obbligatorio)
scegliere un solaio che abbia una altezza complessiva non minore di un venticinquesimo
della lice massima:
; 22
25
1
cm L H = >
Se viene rispettata tale condizione, le deformazioni del solaio risultano essere in
genere accettabili.
Uno schema del solaio cos dimensionato riportato in Figura 7.13.

Figura 7.13.. Sezione del solaio

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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 128/139
7.4.1 Analisi dei carichi sul solaio
Si esegue lanalisi dei carichi sul solaio, sia per la parte interna delledificio, sia per
lo sbalzo (balcone), che, in quanto tale, ha carichi permanenti e accidentali diversi dalla
porzione interna alledificio.

CARICHI PERMANENTI solaio di civile abitazione
Peso proprio solaio (blocchi laterizio + soletta + nervature) 2.82 KN/m
2

Intonaco (2 cm) 0.40 KN/m
2

Pavimento (gress) 0.54 KN/m
2

Sottofondo 0.54 KN/m
2

Tramezzature 1.20 KN/m
2

Totale permanenti (q
p
) 5.50 KN/m
2

CARICHI VARIABILI
Sovraccarico ambienti civile abitazione 2.00 KN/m
2

Totale variabili (q
a
) 2.00 KN/m
2


CARICHI PERMANENTI - balcone
Peso proprio solaio (blocchi laterizio + soletta + nervature) 2.82 KN/m
2

Intonaco (2 cm) 0.40 KN/m
2

Pavimento (gress) 0.54 KN/m
2

Sottofondo 0.54 KN/m
2

Totale permanenti (q
p
) 4.30 KN/m
2

CARICHI VARIABILI
Sovraccarico per balconi 4.00 KN/m
2

Totale variabili (q
a
) 4.00 KN/m
2


7.4.2 Azioni di calcolo agenti su ogni singola travetto
Si calcolano quindi le azioni su ogni singolo travetto.
Per quanto riguarda i carichi permanenti di entit certa nella zona interna:
q
p
= 4.30i = 4.300.52 = 2.24 KN/m fattorizzazione q
p,d
= 2.241.3 = 2.91 KN/m
Per quanto riguarda i carichi permanenti di entit incerta nella zona interna:
q
p
= 1.20i = 1.200.52 = 0.62 KN/m fattorizzazione q
p,d
= 0.621.3 = 0.81 KN/m
Per quanto riguarda i carichi permanenti di entit certa nella zona balcone:
q
p
= 4.30i = 4.300.52 = 2.24 KN/m fattorizzazione q
p,d
= 2.241.3 = 2.91 KN/m
Per quanto riguarda i carichi variabili nella zona interna:
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q
a
= 2.00i = 2.000.52 = 1.04 KN/m fattorizzazione q
a,d
= 1.041.5 = 1.56 KN/m
Per quanto riguarda i carichi variabili nella zona balcone:
q
a
= 4.00i = 4.000.52 = 2.08 KN/m fattorizzazione q
a,d
= 2.081.5 = 3.12 KN/m
7.4.3 Calcolo delle sollecitazioni
Vengono utilizzate pi condizioni di carico per il solaio.
Prima condizione di carico
La prima condizione di carico massimizza il valore del momento in mezzeria della
prima campata (campata di sinistra di figura 8); ottenuta ponendo il carico accidentale in
corrispondenza della sola prima campata.
Seconda condizione di carico
La seconda condizione di carico massimizza il valore del momento nella mezzeria
della seconda campata; ottenuta ponendo il carico accidentale nella seconda campata e
sulla mensola.
Terza condizione di carico:
La terza condizione di carico massimizza il valore del momento negativo nel
secondo appoggio; ottenuta ponendo il carico accidentale su entrambe le campate.
Quarta condizione di carico:
Si massimizza il valore del momento nel primo appoggio; ottenuta ponendo il
carico accidentale sulla mensola.
I momenti flettenti risultanti sono riportati in figura 7.14.

Figura 7.14.. Inviluppo del diagramma dei momenti flettenti espresso in kNm



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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 130/139
Riassunto delle sollecitazioni:
Posizione Valore di verifica
Appoggio A 7.04 kNm
Campata AB 5.68 kNm
Appoggio B 16.62 kNm
Campata BC 13.71 kNm
Appoggio C 0 kNm

7.4.4 Calcolo delle armature
Calcolo dellarmatura per la sezione in mezzeria della seconda campata.
Si considera quindi la sezione a momento positivo pi sollecitata, caratterizzata da
un momento di 13.71 kNm. In questo caso, la sezione resistente data dalla Figura 7.15a.
Dalla geometria e dal momento sollecitante M
Sd
, possibile calcolare il coefficiente
, noto il copriferro (e quindi il corrispettivo valore adimensionale ); inoltre viene scelto
| pari a 0.
Dato che il calcestruzzo non reagisce a trazione, il travetto a T del solaio pu essere
considerato come una sezione rettangolare caratterizzata dalla stessa altezza della sezione
originaria e una base pari a B, essendo B linterasse tra i travetti. Infatti, se lasse neutro
taglia la soletta superiore, la porzione di calcestruzzo al di sotto dellasse neutro non
reagisce (in quanto soggetta a trazione). quindi indifferente pensare che tale zona sia di
calcestruzzo o meno (si veda la Figura 7.15a).
Considerando quindi una sezione rettangolare di altezza H pari a 25 cm, altezza utile
d pari a 22 cm e una base pari a B =52cm, si calcola il coefficiente :
cd
Rd
f bd
M
2
= =
2 . 14 220 520
10 71 . 13
2
6


=0.038
possibile quindi ricavare la percentuale meccanica di armatura
M
dalla formula:
( )
( ) ( ) ( )
(

| | |
|
=
2 2
2
1 2 ' 1 ' 1
1
1
M
=
= ( ) ( )
(

038 . 0 2 13 . 0 1 1 13 . 0 1 1
2
=0.045
dove ~ = =
220
30 '
'
d
d
0.13
Dalla definizione di
M
si ricava larmatura tesa minima necessaria:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 131/139


Figura 7.15.. Travetto di solaio: sezione resistente (a) a momento positivo e (b) a momento negativo.
cd
yd s
M
bdf
f A
=
yd
cd
M s
f
bdf
A = =
391
2 . 14 220 520
1045 . 0

= 186 mm
2
= 1.86 cm
2

Si adottano quindi 2 12 aventi area di 2.26 cm
2


Si considera quindi la sezione a momento negativo pi sollecitata, caratterizzata da
un momento di 16.62 kNm. In questo caso, la sezione resistente data dalla Figura 7.15b.
Dato che il calcestruzzo non reagisce a trazione, il travetto a T del solaio pu essere
considerato come una sezione rettangolare caratterizzata dalla stessa altezza della sezione
originaria e una base pari a b, essendo b la larghezza della nervatura del travetto. Infatti, se
lasse neutro taglia la nervatura, la porzione di calcestruzzo di soletta al di sopra dellasse
neutro non reagisce (in quanto soggetta a trazione). quindi indifferente pensare che tale
zona di calcestruzzo sia o non sia presente (si veda la Figura 7.15b).
Considerando quindi una sezione rettangolare di altezza H pari a 25 cm, altezza utile
d pari a 22 cm e una base pari a b=12cm, si calcola il coefficiente :
cd
Rd
f bd
M
2
= =
2 . 14 220 120
10 62 . 16
2
6


=0.202
Si sceglie |=0.8 e si ricava la percentuale meccanica di armatura
M
dalla formula:
( )
( ) ( ) ( )
(

| | |
|
=
2 2
2
1 2 ' 1 ' 1
1
1
M
=
= ( ) ( )
(


2 2
2
2 . 0 202 . 0 2 13 . 0 8 . 0 1 13 . 0 8 . 0 1
2 . 0
1
=0.227
dove ~ = =
220
30 '
'
d
d
0.13
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 132/139
Dalla definizione di
M
si ricava larmatura tesa minima necessaria:
cd
yd s
M
bdf
f A
=
yd
cd
M s
f
bdf
A = =
391
2 . 14 220 120
227 . 0

= 217 mm
2
= 2.17 cm
2

Si adottano quindi 2 12 aventi area di 2.26 cm
2

7.4.5 Verifica a flessione travetti di solaio
Si verificano i travetti del solaio con le armature calcolate.
Verifica in corrispondenza della mezzeria della campata : M
Sd
= 13.71 kNm. Per fare ci
necessario calcolare prima la percentuale meccanica di armatura
M
:
cd
yd s
M
bdf
f A
=
=
2 . 14 220 520
391 226


= 0.0545
Il coefficiente | vale:
eff
| = 0/3.04 = 0.00
Si calcola la posizione dellasse neutro adimensionale:
( )
eff eff M
d
x
| = = 1 25 . 1
,
= 0545 . 0 25 . 1 = 0.068
corrispondente ad un valore di x pari a:
d x = = 0.068220 = 15 mm
Si pu quindi calcolare il momento flettente resistente in forma adimensionale:
( ) | | ' 1 4 . 0 1
2
| | = =
M
cd
rd
f bd
M
= | | 068 . 0 4 . 0 1 0545 . 0 = 0.053
da cui:
cd rd
f bd M
2
= = 0.053520220
2
14.2 = 18.9
6
10 Nmm = 18.9 kNm
Essendo:
kNm 71 . 13 kNm 9 . 18 = > =
Ed rd
M M
la verifica pienamente soddisfatta.

Si effettua ora la verifica in corrispondenza dellappoggio: M
Sd
= 16.62 KNm. Il
coefficiente | effettivo pari a 1, in quanto si scelto di mettere 2 12 sia superiormente
che inferiormente. Si calcola quindi il momento resistente con la formula:
d f A M
yd s rd
9 . 0 ~ = 3083910.9220 = 23.8
6
10 Nmm = 23.8 kNm
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 133/139
Essendo:
kNm 62 . 16 kNm 8 . 23 = > =
Ed rd
M M
la verifica pienamente soddisfatta.
7.4.6 Verifica a Taglio travetti di solaio
In Figura 7.16 presente linviluppo del diagramma del taglio espresso in kN. Per
valutare la resistenza a taglio di elementi senza staffe, la normativa propone la
formulazione:
( ) bd f k V
cp ck G
C
Rd (

o +

= 15 . 0 100
18 . 0
3 / 1
1
= | |bd
cp
o + v 15 . 0
nella quale:
d
k
200
1+ =
bd
A
s
G
=
La quantit v, presente dentro la parentesi quadra deve, per normativa essere
superiore a:
2 / 1 2 / 3
min
035 . 0
ck
f k v =
-8.223
10.889
-13.780
14.400
-10.269

Figura 7.16.. Inviluppo del diagramma del taglio espresso in kN
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 134/139
Effettuando i calcoli si ottiene:
d
k
200
1+ = =
220
200
1+ = 1.83
bd
A
s
G
= =
220 120
308

= 1.12%
( ) ( )
3 / 1 3 / 1
25 12 . 1 83 . 1
5 . 1
18 . 0
100
18 . 0
= =
ck G
C
f k

v = 0.67 N/mm
2

2 / 1 2 / 3
min
035 . 0
ck
f k v = =
2 / 1 2 / 3
25 83 . 1 035 . 0 = 0.43 N/mm
2

Dato che v maggiore del minimo, il taglio resistente pari a:
1 Rd
V = bd v = 0.67120220 = 17688 N = 17.7 kN.
Essendo:
kN 78 . 15 kN 7 . 17
1
= > =
Ed Rd
V V
la verifica soddisfatta.
7.5 ESERCIZIO 4: VERIFICA DI UN PILASTRO PRESSO-
INFLESSO
Si verifichi il pilastro di Figura 7.17. il pilastro ha sezione quadrata di dimensioni
30x30 cm ed ha una armatura longitudinale complessiva di 418. Il carico agente sul
piastro stimato in 8.0 kN/m
2
di carico permanente e di 4.0 kN/m
2
di carico variabile. La
struttura si ripete con interasse pari a 410 cm.

SVOLGIMENTO:
Non si effettua lanalisi dei carichi in quanto questi sono gi dati; occorre per
fattorizzare i carichi, secondo la combinazione fondamentale, per ottenere il carico di
progetto per la verifica agli Stati Limite Ultimi:

+ + =
ik iQ k Q k G d
Q Q G Q
1 1

con
G
= 1.3 per i permanenti di entit certa ,
G
= 1.5 per i permanenti di entit
incerta e
Q
= 1.5. Nel caso in esame, si ottiene:
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 135/139
3
0
0
170 120
q

Figura 7.17.. Pilastro da verificare. Dimensioni espresse in cm.
0 . 4 5 . 1 0 . 8 3 . 1 + =
d
Q = 16.4 kN/ m
2

Il carico per metro lineare di lunghezza ottenuto moltiplicando il carico a metro
quadrato per la larghezza di influenza della trave (interasse):
= |
.
|

\
|
+ =
2 2
2 1
i i
Q q
d d
= |
.
|

\
|
+
2
1 . 4
2
1 . 4
4 . 16 68.0 kN/m
A favore di sicurezza si considera:
d
q ~ 70 kN/ m
7.5.1 Calcolo delle sollecitazioni
La struttura isostatica: il calcolo delle sollecitazioni immediato:
( )
2
sinistra trave
2
1
l q
M
d
Ed
=

= 50 kNm
( )
2
destra trave
2
2
l q
M
d
Ed
=

= 101 kNm
( )
2 2
pilastro
2
1
2
2
l q l q
M
d d
Ed
= =51 kNm
( )
1 2
pilastro l q l q N
d d Ed
+ = = 203 kN
Le sollecitazioni sono riportate in Figura 7.18.
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 136/139
101
50
51

Figura 7.18.. Diagramma del momento sulle travi e sul pilastro (in kNm)
7.5.2 Verifica a presso-flessione
Il pilastro soggetto a sforzo normale e momento flettente. Si esegue la verifica a
presso-flessione costruendo il dominio di interazione M-N. Secondo quanto esposto nel
paragrafo 5.2, per ottenere questo dominio, con esclusione del punto di pura compressione
e trazione, conveniente precedere secondo quanto descritto nel seguito:
1. Si fissa un valore della deformazione dellacciaio teso.
2. Si calcola la corrispondente posizione dellasse neutro x considerando la deformazione
ultima del calcestruzzo al 3.5 , mediante lequazione:
|
.
|

\
|
+
=
0035 . 0
1
s
d
x
c

3. Si determina la deformazione dellacciaio compresso e la relativa tensione con
lequazione:
yd s s s s s
x
d x
se E
x
d x
E c c c o <

= =
'
0035 . 0 '
'
0035 . 0 ' '
yd s s yd s
E
x
d x
se f c c o >

= =
'
0035 . 0 ' '
4. si valutano le tensioni e le relative risultanti (
c
R ,
s
R' e
s
R );
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LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 137/139
5. si scrive lequilibrio alla traslazione e si ricava lo sforzo normale resistente di progetto
Rd
N :
Rd yd s s s cd
N f A A xbf = + ' ' 8 . 0 o
6. si scrive lequilibrio alla rotazione e si ricava il momento flettente resistente di
progetto
Rd
M :
Rd s s s s cd
M c
H
A d
H
A x
H
f x b = |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
+ |
.
|

\
|
'
2
'
2
' ' 4 . 0
2
8 . 0 o o
7. si ottiene cos un punto del dominio, di coordinate P = [
Rd
N ,
Rd
M ].
Ripetendo la procedura per diversi valori della posizione dellasse neutro x si pu
ottenere lintero dominio.
Il calcolo viene effettuato per 5 deformazioni dellacciaio teso, pari al:
- 10 e 5, (deformazioni per cui lacciaio sicuramente snervato )
- 1.96 (deformazione di snervamento, apice del dominio)
- 1 (deformazioni per cui lacciaio sicuramente non snervato )
- 0 (sezione interamente compressa)
- Il punto di massima resistenza a trazione
- Il punto di massima resistenza a compressione
Il risultato del procedimento riportato nella seguente tabella.

cs
[]
x
[mm]
c's
[]
o's
[MPa]
os
[MPa]
Rc
[kN]
R's
[kN]
Rs
[kN]
Nrd
[kN]
Mrd
[kNm]
20 40 0.89 178 391 137 90 199 29 53.0
10 70 2.00 391 391 239 199 199 239 76.8
5 111 2.56 391 391 379 199 199 379 87.6
1.96 172 2.89 391 391 586 199 199 586 95.3
1 210 3.00 391 196 716 199 99 815 83.0
0 270 3.11 391 0 920 199 0 1119 62.5
Tabella 7.1. Costruzione del dominio M-N per diverse deformazione dellacciaio teso e con crisi lato
calcestruzzo (deformazione del calcestruzzo pari a 3.5).
A questi punti si aggiungono il punto caratterizzato da pura trazione e il punto con la
massima compressione:

cs
[]
c's
[]
o's
[MPa]
os
[MPa]
Rc
[kN]
R's
[kN]
Rs
[kN]
Nrd
[kN]
Mrd
[kNm]
Trazione - - 391 391 0 -199 -199 -397 0
Compressione 3.5 3.5 391 391 1278 199 199 1675 0
Tabella 7.2. Costruzione del dominio M-N: massima trazione e massima compressione.

Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 138/139
La determinazione del punto con massima resistenza a trazione ottenuto mediante
la formula:
Rd yd s yd s yd s
N f A f A f A = = + 2 ' ( 7.1)
con momento nullo, mentre del punto con massima resistenza a compressione ottenuto
mediante la formula:
Rd cd yd s cd yd s yd s
N f b H f A f b H f A f A = + = + + 2 ' ( 7.2)
sempre con corrispondente momento resistente pari a zero.
Sono quindi stati ottenuti i seguenti punti del dominio:
cs
[]
x
[mm]
c's
[ - ]
o's
[MPa]
os
[MPa]
Rc
[kN]
R's
[kN]
Rs
[kN]
Nrd
[kN]
Mrd
[kNm]
391 391 0 -199 -199 -397 0
20 40 0.89 178 391 137 90 199 29 53.0
10 70 2.00 391 391 239 199 199 239 76.8
5 111 2.56 391 391 379 199 199 379 87.6
1.96 172 2.89 391 391 586 199 199 586 95.3
1 210 3.00 391 196 716 199 99 815 83.0
0 270 3.11 391 0 920 199 0 1119 62.5
391 391 1278 199 199 1675 0
Tabella 7.3. Punti del dominio M-N
Unendo i punti trovati nel piano cartesiano M-N si ottiene la spezzata che indica il
luogo di punti in cui la sezione in condizione di crisi. Il dominio cos ottenuto riportato
in Figura 7.19.
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
-500 0 500 1000 1500 2000
Sforzo Normale [kN]
M
o
m
e
n
t
o

F
l
e
t
t
e
n
t
e

[
k
N
m
]
Dominio
Sollecitazione

Figura 7.19.. Dominio di interazione M-N
Dispense del corso di Tecnica delle Costruzioni Ing. Loris Vincenzi 27/10/2010



LA PROGETTAZIONE E LA VERIFICA DI TRAVI E PILASTRI IN C.A. 139/139
La verifica a pressoflessione quindi effettuata ponendo, sullo stesso diagramma, il
punto di coordinate:
{ }
Ed Ed
M N P , = ={ } kNm 51 , kN 203 ( 7.3)
che definito dalla coppia sforzo normale sollecitante e momento flettente
sollecitante. Dato che il punto interno al dominio, la verifica di sicurezza soddisfatta.





ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 1/29
APPENDI CE A
Nel seguito si riportano le tracce di risoluzione di alcuni esercizio delle tipologie pi
comuni affrontate durante il corso:
strutture con nodi che ruotano ma non traslano;
strutture con nodi che ruotano in cui risulta efficiente lutilizzo della simmetria
(strutture simmetriche caricate simmetricamente o antimetricamente o riconducibili a
tali);
calcolo di rigidezze alla rotazione;
strutture con nodi che traslano ma non ruotano;
strutture con nodi che traslano e ruotano;
Infine, nel capitolo 2, vengono forniti i soli temi di esercizi desame
1 ESERCI ZI SVOLTI CON I L METODO DEGLI
SPOSTAMENTI
1.1 STRUTTURA CON UN SOLO NODO CHE RUOTA MA NON
TRASLA

Figura 1.1. Tema: risolvere la seguente struttura




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 2/29


Figura 1.2. Fase I Figura 1.3. Fase II

Figura 1.4. diagramma del momento Figura 1.5. diagramma del taglio




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 3/29

Figura 1.6. deformata

1.2 STRUTTURE CON NODI CHE RUOTANO MA NON
TRASLANO (METODO DI CROSS)

Figura 1.7. Tema: risolvere la seguente struttura


Figura 1.8.:Fase I: si valutano i momenti di incastro perfetto (Momenti I)




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 4/29


Figura 1.9. Risoluzione mediante procedimento iterativo

Figura 1.10. Risoluzione mediante scrittura automatica compatta





ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 5/29

Figura 1.11. Diagramma del momento, taglio e deformata della struttura



1.3 STRUTTURE SI MMETRI CHE CARI CATE
SI MMETRI CAMENTE O ANTI METRI CAMENTE
1.3.1 Esercizio 1


Figura 1.12. Tema: risolvere la seguente struttura
La struttura viene risolta scomponendo il problema in due strutture: una struttura
simmetrica caricata simmetricamente ed una struttura simmetrica caricata
antimetricamente.




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 6/29

Figura 1.13. Risoluzione struttura simmetrica caricata simmetricamente



Figura 1.14. Diagramma del momento, taglio e deformata della struttura simmetrica caricata
simmetricamente




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 7/29




Figura 1.15. Risoluzione struttura simmetrica caricata antimetricamente


Figura 1.16. Diagramma del momento, taglio e deformata della struttura simmetrica caricata
antimetricamente








ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 8/29

Figura 1.17. Diagramma del momento, taglio e deformata della struttura originale (sovrapposizione degli
effetti dei risultati ottenuti dalla risoluzione delle sue sottostrutture)
1.3.2 Esercizio 2

Figura 1.18. Tema: risolvere la seguente struttura




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 9/29

Figura 1.19. Risoluzione mediante scrittura automatica compatta


Figura 1.20. Diagramma del momento e taglio della struttura




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 10/29

Figura 1.21. Deformata qualitativa della struttura

1.3.3 Esercizio 3


Figura 1.22. Tema: risolvere la seguente struttura
NOTA: si noti che le lunghezze di travi e pilastri sono differenti. Inoltre le sezioni di
travi e pilastri sono indicate. Si deve calcolare prima la rigidezza delle singole aste tenendo
in conto delleffettiva lunghezza e delleffettivo momento di inerzia delle aste:





ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 11/29

Figura 1.23. Risoluzione mediante scrittura automatica compatta

Figura 1.24. Diagramma del momento della struttura





ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 12/29

Figura 1.25. Diagramma del taglio della struttura


1.4 CALCOLO DI RI GI DEZZE

Figura 1.26. Tema: calcolare la rigidezza alla rotazione del nodo A
1.4.1 Metodo di risoluzione 1
Si applica la generica coppia di intensit M nel nodo A e si valuta la rotazione.




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 13/29

Figura 1.27. Risoluzione struttura soggetta alla coppia M
La rotazione si ottiene come somma della Fase I e della Fase II:
EI
ML
I
3
+ = o
EI
L
M
II
6 7
2
|
.
|

\
|
= o
EI
ML
EI
L
M
EI
ML
II I
7
2
6 7
2
3
+ = |
.
|

\
|
+ = + = o o o
La rigidezza vale quindi:
R
L
EI
W
2
7
2
7
= + =

1.4.2 Metodo di risoluzione 2
Si applica una coppia che genera la rotazione unitarie e si valuta in momento
complessivo risultante.

Figura 1.28. Risoluzione struttura soggetta alla coppia di intensit 4R.




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 14/29
La rotazione si ottiene come somma della Fase I e della Fase II:
R M
I
4 + =
2
R
M
II
=
R
R
R M M M
II I
2
7
2
4 = = + =
La rigidezza vale quindi:
R W
2
7
=

1.5 NODI CHE TRASLANO MA NON RUOTANO

Figura 1.29. Tema: valutare il diagramma del momento e del taglio sui pilastri nel telaio considerando la
trave infinitamente rigida.



Figura 1.30. Diagramma del momento e taglio della struttura




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 15/29
1.6 NODI CHE RUOTANO MA NON TRASLANO

Figura 1.31. Tema: valutare il diagramma del momento e del taglio sui pilastri nel telaio considerando le
travi infinitamente rigide.


Figura 1.32. Fasi di risoluzione








ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 16/29
1.7 NODI CHE RUOTANO E TRASLANO

Figura 1.33. Tema: risolvere la seguente struttura
La struttura viene risolta scomponendo il problema in due strutture: una struttura
simmetrica caricata simmetricamente ed una struttura simmetrica caricata
antimetricamente.

Figura 1.34. Struttura simmetrica caricata simmetricamente e Struttura simmetrica caricata
antimetricamente




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 17/29

Figura 1.35. Risoluzione struttura simmetrica caricata simmetricamente

Figura 1.36. Diagramma del momento e taglio della struttura simmetrica caricata simmetricamente




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 18/29

Figura 1.37. Risoluzione struttura simmetrica caricata antimetricamente

Figura 1.38. Diagramma del momento e taglio della struttura simmetrica caricata antimetricamente





ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 19/29




Figura 1.39. Diagramma del momento, taglio e deformata della struttura originale (sovrapposizione degli
effetti dei risultati ottenuti dalla risoluzione delle sue sottostrutture)

















ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 20/29
1.8 VARI AZI ONI TERMI CHE

Figura 1.40. Tema: risolvere la seguente struttura

Figura 1.41. Fase I Figura 1.42. Fase II




ESERCIZI SVOLTI CON IL METODO DEGLI SPOSTAMENTI 21/29
Nota : lallungamento della trave soggetta allaumento della temperatura :
L t L A = A o
Pertanto le forze allestremit dei due pilastri valgono:
3
3
12
3
L
EI
L F
L
EI
L F
BA
BC
A =
A =

Ed i momenti sono pari a:
M
L
EI
L
L
F M
M
L
EI
L L F M
BC BC
BC BC
2
6
2
*
3
2
2
= A = =
= A = =











ESERCIZI NON SVOLTI 22/29
2 ESERCI ZI NON SVOLTI
2.1 NODI CHE RUOTANO MA NON TRASLANO
2.1.1 Esercizio 1
L
L
L
L L/4
P=qL
q

2.1.2 Esercizio 2
L/4 L
L
2q
L
q
L
q





ESERCIZI NON SVOLTI 23/29
2.1.3 Esercizio 3
2q
L/3
L
q
L
q
L L
L
L/3 2L
L
/
2
L
L
/
2

2.1.4 Esercizio 4
q
L
L
L L/3
L





ESERCIZI NON SVOLTI 24/29
2.1.5 Esercizio 5
L
/
2
L
P=qL
q
L
/
2
L L/2
L

2.2 STRUTTURE SI MMETRI CHE CARI CATE
SI MMETRI CAMENTE O ANTI METRI CAMENTE
2.2.1 Esercizio 1
L L/4 L/4 L L
L
L





ESERCIZI NON SVOLTI 25/29
2.2.2 Esercizio 2
L
L
L L/4
P=qL
q
A B
L
L
L L/4
P=qL


2.2.3 Esercizio 3
L/4 L/4 L L L
2a
a
a
a
2q
q






ESERCIZI NON SVOLTI 26/29
2.2.4 Esercizio 4
L
L L/4 L/4


2.3 NODI CHE TRASLANO MA NON RUOTANO
2.3.1 Esercizio 1
2P
P
L L
L
L





ESERCIZI NON SVOLTI 27/29
2.3.2 Esercizio 2
F
L
L
L
L
L
2F
L

2.3.3 Esercizio 3
q
2L
L
/
2
L
/
2
L







ESERCIZI NON SVOLTI 28/29
2.3.4 Esercizio 4
L L
L
L
q q/2

2.3.5 Esercizio 5
q
L
L
L L
L






ESERCIZI NON SVOLTI 29/29
2.3.6 Esercizio 6
P
L L
L
L


2.4 CALCOLO DI RI GI DEZZE
W = ?
L
L
L L/2