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Programma dell'insegnamento di Fenomenologia degli stili tenuto dal prof. Renato Barilli nell'a.a. 2005-2006 Studenti dellordinamento triennale del Corso DAMS: esso vale 10 crediti per quelli del curriculum arte, cinque crediti per gli studenti degli altri tre curricula, come pure per quelli di altri corsi di laurea. In tali casi essi sono tenuti a portare allesame, a scelta, o la parte prima o la parte seconda del programma, oltre a un seminario. Parte prima, a carattere metodologico. Il testo di base per la preparazione di questa parte il vol. di Barilli Scienza della cultura e fenomenologia degli stili, Bologna, Il Mulino, 1997, terza edizione. Si consiglia inoltre di leggere almeno una tra le tre seguenti opere che hanno avuto un'influenza determinante sull'impostazione metodologica qui seguita: H.Woelfllin, Principi fondamentali della storia dell'arte, Milano, Longanesi, 1984; E. Panofsky, La prospettiva come forma simbolica, Milano, Feltrinelli, varie edizioni; M. Mcluhan, La Galassia Gutenberg , Roma, Armando, 1974. Parte seconda, a carattere storico. Ritorno alla maniera moderna tra la rivoluzione del Caravaggio e la riforma dei Carracci. Il corso si riallaccia alla serie di corsi precedenti (dal 1994-5 al 2001-2) sfociati nel volume Maniera moderna e Manierismo, Milano, Feltrinelli, 2004 in cui si indicava tutta la novit della nozione di maniera moderna stabilita dal Vasari e da lui esemplata sul grande triangolo Leonardo-Michelangelo-Raffaello, con i portati estremi di Tiziano e del Correggio, contro cui si era levata la reazione del Manierismo. Ma sullo scorcio del Cinquecento la tendenza manierista, statica e arcaizzante, segna ormai il passo e infatti viene superata da due direttrici di ricerca, tra cui la pi innovativa rappresentata dal Caravaggio e dai suoi seguaci, mentre i bolognesi Carracci tracciano una riforma che si rif proprio ai grandi modelli tosco-romani e veneziani, impostando un naturalismo moderato, intriso anche di succhi classici, in cui comunque da vedere lorigine delle due grandi direttrici che, assieme alla componente caravaggesca, determineranno i grandi capitoli dellarte seicentesca, appunto il classicismo naturalista e il barocco propriamente detto. Il corso, che certo affronta temi lungamente saggiati nel nostro ambiente, e che pertanto rischia di apparire alquanto pleonastico e ripetitivo, confida tuttavia di trovare qualche originalit nel collegare strettamente questo imporsi di canoni stilistici moderni al contesto sociale e tecnologico dellepoca. Al solito, su quanto affrontato nel corso il docente far uscire in tempo utile per gli esami una dispensa corredata delle relative immagini, che si potr scaricare dallapposito sito universitario o acquistare in dischetto presso il servizio fotocopie del Dipartimento. Questo contributo specifico andr appoggiato alle nozioni fornite dai migliori manuali, tra cui G. C. Argan, Firenze, Sansoni; AA.VV. sotto la guida di C.Bertelli, G. Briganti, A. Giuliano, Milano e Verona, Electa e Bruno Mondadori; P.L. De Vecchi, E. Cerchiari, Milano, Bompiani; R. Bossaglia, Milano, Principato. Ovviamente tali manuali saranno da consultare per la parte relativa alla fine del Cinquecento-prima met del Seicento.

Parte terza, a carattere seminariale. Saranno proposti due seminari: Gian Luca Tusini, Il fronte della forma. Percorsi nel kunstwollen assieme a Riegl, Woelfflin, Panofsky, Worringer (primo semestre, da novembre agli inizi di febbraio), con riferimento al volume omonimo del Tusini, Bologna, BUP, 2005. Sara Cecchini, Franz Roh e il Realismo magico nellarte e nella fotografia (secondo semestre), anche in questo caso con riferimento al volume omonimo a cura della Cecchini di prossima uscita a Napoli, Liguori. Le lezioni di Fenomenologia degli stili si tengono il luned, marted e mercoled dalle 15 alle 16 presso l'aula magna di S. Cristina, con inizio il 7 novembre e durata fino ai primi di maggio. I due seminari si terranno con calendari che verranno tempestivamente resi noti. Si ricorda che lo studente tenuto a frequentare le lezioni, da cui esentato solo per ragioni di salute o di lavoro, non di residenza. Il programma identico anche per chi si trovi impossibilitato a frequentare.