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1 Introduzione allo studio dei motori alternativi 1.1 Concetti fondamentali I motori termici sono macchine che hanno lo scopo di trasformare 'energia termica in energia meccanica direttamente utilizzabile. Lienergia termica pud provenire da diverse fonti primarie: combustibili di varia, origine, energia elettrica, energia solare, energia nucleare. Nel caso dei motori endoter- ‘ici, al cui studio & dedicato questo libro, proviene dalla combustione di combustibili liquidi 0, pit raramente, gassosi. Si pud dunque dire che i motori endotermici tra- sformano in energia meccanica, ¢cioé in lavoro utile, Penergia chimica dei combustibili, Tl lavoro utile & compiuto da organi in movimento alternato, da giranti in ‘movimento rotatorio oppure anche direttamente dalla spinta fornita da un getto di ‘gas, Corrispondentemente i motori si classificano in motori alternativi, motori rotativi (che comprendono le turbine) e motori a getto. Il movimento degli organi che compongono i motori termici ¢ generato da un luido che chiameremo fluido operante; nel caso dei motori a getto il fluido operante fornisce direttamente la spinta necessaria per il movimento dei veicoli su cui i motori si trovano. Il fluido compie il lavoro grazie a variazioni di pressione e di volume conseguenti allintroduzione del calore generato dalla combustione. Il fuido ope- rante funziona dunque anche da veicolo del calore, perché lo introduce nel motore in ccerti punti del ciclo operativo e lo asporta in altri T motori termici sono a combustione esterna quando la combustione avviene al di fuori del fluido operante; a combustione interna, 0 pia brevemente endotermici, quando il combustibile viene bruciato nel fluido stesso in modo che vengono a far parte di questo anche i prodotti della combustione. In altre parole sono a combu- stione esterna (figura 1.1) i motori nei quali il calore é trasmesso al fluido attraverso le pareti di una caldaia (motori a vapore) o di altri tipi di scambiatori (motore Stirling e turbine a gas a ciclo chiuso); sono endotermici i motori nei quali la combustione avviene nel fluido operante, il quale percio é parzialmente costituito da tuna miscela di combustibile e comburente ¢ subisce poi una successione di tra- sformazioni dovute alla reazione di combustione (figura 1.2) Lrossigeno necessario alla combustione é fornito dal comburente costituito, per i motori che debbono funzionare entro l'atmosfera terrestre, dall'aria dell'atmosfera stessa, aria che ha il pregio di non costare nulla. Per i motori dei veicoli spaziali comburente é un prodotto chimico che presenta inconveniente, oltre a quello del costo, di dover essere portato a bordo del veicolo con il combustibile. 4 CAPITOLO | Fuito goerans 4 ar Motor stenative Turbine Figura 1.1 Motori a combustione esterna. Poiché la nostra trattazione ¢ dedicata ai motor terrestr, il fuido operante & un gas cche quando entra nel motore é composto essenzialmente di aria Liaria partecipa come comburente alla combustione del combustbile in- ttodotto, ne riceve il calore sviluppato raggiungendo una temperatura elevata,e poi, trasformata in gas di scarico, fuoriesce all'esterno a temperatura pill bassa 1 lavoro prodotto durante il tragitto attraverso il motore @ allincirea pro- porzionale alla differenza fra la temperatura raggiunta con la combustione e quella ancora posseduta allo scarico. 1 motori endotermici terrestri (0 atmosferici) utilizzano esclusivamente com bustibli liquidi 0 gassosi, ed & a questi che ci riferiamo col termine generico di combustibili nel procedere della nostra trattazione Essi si distinguono essenzialmente dal modo secondo il quale T'energia i trodotta viene trasformata in energia meccanica. Infatti, come gid detto, possono essere di tipo alternarivo, cioé a stantuffi dotati di moto alternativo, oppure rorativi, cioé a stantuffirotanti (Wankel) o turbine. | Fso—_corune re Be—_ om conti Combustone ve T+ searico cas cbreues Motore ternative Turbine Comore Comigystone => Gas combust 7 Fue perante Combate Motorertativo Motore a goto 0 razz0 igura 1.2 Motori a combustione interna o endotermici INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEI MOTORI ALTERNATIVE 5 Sono apparati piuttosto complessi: il loro progetto completo coinvolge la co- noscenza di gran parte delle branche dellingegneria ma per apprendere i principi basilari é sufficiente uno studio di assai minore impegno. Scopo di questo libro é appunto quello di offrire la possibilita di acquisire la conoscenza di questi principi. Il libro @ dedicato in massima parte allo studio dei motori alternativi che, essendo applicati alla grande maggioranza degli autoveicoli, sono di gran lunga i pit diffusi; una parte sia pur secondaria é riservata alla trattazione dei motori rotativi, cioé alle turbine e ai motori a stantuffi rotanti, affinché lo studente poss prepararsi anche seguire gli sviluppi di questi motori. T motori altemativi si dividono in due grandi classi fondamentali a seconda di ‘come é provocata la combustione: cioé in motori ad accensione per scintilla e motori ad accensione per compressione. Nel testo adotteremo le abbreviazioni AS e AC per distinguere i due tipi di motor I motori a stantuffo rotante sono stati realizzati ad accensione per scintilla e sono stati compiuti studi per realizzare anche motori ad accensione per com- pressione. Nei motori rotativi a turbina V'accensione pet scintilla avviene solo in fase di avviamento: la combustione una volta avviata prosegue continuativamente. 1.2 Schema e nomenclatura del motore alternativo La figura 1.3 rappresenta, in forma molto schematica, la sezione trasversale di un motore endotermico alternativo a quattro tempi AS. L’architettura tradizionale & con alberi della distribuzione nel basamento; attualmente Farchitettura pit usuale prevede gli alberi della distribuzione in testa. Poiché le parti principali sono comuni ai motori AS e AC, lo schema serve a indicare la nomenclatura per entrambi Il cilindro @ il contenitore nel quale lo stantuffo si muove con moto rettilineo alternato. II cilindro fa parte del blocco cilindri, © monoblocco come lo si chiamava in passato. Questo a sua volta fa parte del basamento che possiamo considerare come la struttura fondamentale del motore: in molti cast il blocco cilindri é separato dal basamento al quale é collegato mediante bulloni La parte superiore del cilindro & chiusa dalla testata o pit semplicemente testa Tl volume racchiuso nel cilindro fra la testa ¢ lo stantuffo rappresenta la camera di combustione, nella quale viene bruciata la miscela di combustibile ¢ aria, cioé il fluido operante dopo averne innescato la combustione tramite una candela. Nel motore AS questa miscele si forma nel carburatore 0 nel condotto di a~ spirazione e entra nel cilindro attraverso la valvola di aspirazione. La valvola a farfalla del carburatore serve a regolare lx quantita di miscels entrante. Nel motore AC il combustbile ¢ iniettato nel cilindro per mezzo di un iniettore. La quantita di combustibile & regolata attraverso la pomipa di iniecione; non vi & regolazione della quantita di aria che entra attraverso il condotto e la valvola di aspirazione. Poiché la combustione ¢ conseguenza dell'alta temperatura dellaria fortemente compressa nel cilindro, non é necessaria la candela, Nei motori AS T'inizio della combustione avviene con lo scoceare della scintilla fra gli elettrodi della candela; nei motori AC con T’accensione spontanea del com-