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MAFIA E ANTIMAFIA di PIERLUIGI BATTISTA

le Scuse Dovute a Sciascia Ventanni fa a Leonardo Sciascia fu bruscamente intimato di rinchiudersi ai margini della societ civile. Scrisse proprio cos, il Coordinamento antimafia, nel gennaio del 1987: collochiamo Sciascia, con tutta la nostra forza, ai margini della societ civile. E diedero a Sciascia anche del quaquaraqu, il pi spregevole degli individui secondo la gerarchia di valori del don Mariano Arena del Giorno della civetta . Un assaggio, e forse neanche il pi indigesto, degli insulti che si riversarono su Sciascia allinterno di una disputa aspra, che presto fu ribattezzata lammiraglia delle polemiche. O ggi, a ventanni di distanza, quella polemica sui professionisti dellantimafia innescata da Sciascia con un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 10 gennaio 1987, viene puntualmente ricostruita da Attilio Bolzoni su Repubblica e da Leoluca Orlando in unintervista a Sandra Amurri per lUnit, in cui lex sindaco di Palermo distingue le parole di Sciascia dalluso degli sciasciani di borgata che a suo dire le strumentalizzarono come passaporto culturalmente accettabile nella loro opera di denigrazione dellantimafia. Non poco, questo riconoscimento postumo del valore di ci che scrisse e denunci Sciascia. Ma allora, ventanni fa, questa distinzione non esisteva. Il bersaglio degli anatemi e delle scomuniche era proprio lui, lo scrittore di Racalmuto, il Leonardo Sciascia che attraverso i suoi romanzi aveva per primo messo a punto la chiave in grado di penetrare la dimensione enigmatica dellantropologia mafiosa, ma che, inopinatamente, per colpa di quellarticolo pubblicato dal Corriere allora diretto da Piero Ostellino, si trasform, come in una diabolica metamorfosi, nel sabotatore oggettivamente colluso con gli amici della mafia, il nemico numero uno della battaglia contro la mafia, il traditore da esecrare, da respingere, da bandire dal consorzio civile delle persone perbene. Sciascia aveva avanzato il dubbio, a proposito di un libro di Christopher Duggan sulla mafia durante il fascismo, che lantimafia, senza il rispetto delle garanzie dello Stato di diritto e con la tentazione di raggiungere un potere incontrastato e incontrastabile allergico al dissenso e insofferente alle critiche, potesse trasformarsi in uno strumento di potere anche in un sistema democratico. Se la prendeva con lallora sindaco di Palermo Orlando, il quale, per sentimento o per calcolo si esibiva per tutto il suo tempo come antimafioso, e perci si sentiva come in una botte di ferro: Chi mai oser promuovere un voto di sfiducia, unazione che lo metta in minoranza e ne provochi la sostituzione? Pu darsi che alla fine qualcuno ci sia: ma correndo il rischio di essere marchiato come mafioso. Inoltre Sciascia, prendendo spunto da un notiziario del Consiglio superiore della magistratura, avanzava come esempio le motivazioni dellassegnazione del posto di procuratore della Repubblica a Marsala al dottor Paolo Emanuele Borsellino in virt dei suoi incarichi nei processi di mafia. La reazione fu immediata, e con il corollario di una violenza verbale che lascia ancora sbigottiti. Il Coordinamento antimafia (una frangia fanatica e stupida, secondo la definizione dello scrittore), espelle Sciascia dalla societ civile, lo liquida come un quaquaraqu e si dice certo che Sciascia, per una certa affinit di cultura, ha nel suo cuore non Orlando, ma un sindaco come Vito Ciancimino, che gestiva la cosa pubblica in nome e per conto della mafia. Marcelle Padovani, sul Nouvel Observateur, accusa Sciascia di replicare, per incoercibile esibizionismo, le sue misere polemiche contro lantimafia. Sciascia viene sottoposto al rito feroce del non riconoscimento, le sue ubbe garantiste sono svilite a pretesti per portare acqua al mulino dellanti-Stato. Tra i suoi accusatori pi veementi si distingue Giampaolo Pansa, che scrive di provare una gran pena al cospetto di uno Sciascia che si messo a combattere con Sciascia, denuncia la scomparsa del massimo scrittore civile italiano. Eugenio Scalfari definir la posizione di Sciascia come lesempio di una trahison des clercs quale pi lampante non si poteva dare. Ma del resto Leonardo Sciascia non nuovo a questo genere di sortite, nelle quali la vanit personale fa spesso premio sulla responsabilit civile. Attorno a Sciascia si fa il vuoto. Con leccezione dei radicali, ai quali lo scrittore si era avvicinato in precedenza provocando il ripudio del suo ex amico e custode dellortodossia comunista Renato Guttuso: Il senso di sgomento che ho provato nellapprendere la notizia della tua candidatura al Pr mi ha fatto riflettere sulla misura e qualit della mia amicizia per te. O con quella di Rossana Rossanda, che interviene in prima persona a favore dello scrittore, tanto che sul Manifesto appare un articolo dal titolo Un triste processo a Sciascia, in cui si deploravano gli attacchi a Sciascia il cinico, Sciascia il rinunciatario. Lo scrittore contrattacca con una vis polemica particolarmente accesa. Ne ha per Pansa (non so se si convinto di essere un padreterno), che pirandelleggia sulluno che sono stato e sul due che sono e che sembra del tutto ignaro dellesistenza del diritto e spara contro di me la sua brava raffica. Replica risentito a Scalfari: In quanto alle "sortite", capisco benissimo che non gli passi per la testa il sospetto che si possa scrivere per nullaltro che per amore della

verit. Descrive il nucleo culturale e politico del suo contendere: Respingere quello che con disprezzo viene chiamato "garantismo" - e che poi un richiamo alle regole, al diritto, alla Costituzione - come elemento debilitante nella lotta alla mafia, un errore di incalcolate conseguenze. Oggi sono passati ventanni da quella polemica furiosa che costrinse il Corriere a intervenire a fianco dello scrittore (Perch siamo con Sciascia) nella difesa contro i chierici dellintolleranza. Il protagonista della disputa morto nel 1989, non prima, come ha documentato Matteo Collura nel suo Il maestro di Regalpetra , di aver chiarito con Paolo Borsellino, in un incontro a Gibellina, che con le sue parole non intendeva attaccare un magistrato, ma un metodo (Tra me e Sciascia non vi fu alcuno scontro, dir lo stesso Borsellino). Due magistrati come Falcone e Borsellino sono stati assassinati dalla mafia. Si sono celebrati processi (taluni, quelli costruiti sul nesso tra mafia e politica, con esiti fallimentari). Lo stesso Falcone, prima di essere massacrato a Capaci dallanti-Stato, stato sottoposto a critiche feroci, spesso dagli stessi protagonisti, il caso di Leoluca Orlando, coinvolti nellammiraglia delle polemiche del 1987. Ora si assiste a piccoli segnali di ripensamento sui toni sfoderati al tempo contro Sciascia. Piccoli, significativi, ma ancora insufficienti. Una buona base, si spera, per riconoscere, ventanni dopo, la necessit di chiedere scusa a Leonardo Sciascia per il trattamento riservatogli. Una necessit, e un atto di coraggio.

Il Canada va alla guerra (per lArtico)


Lo scioglimento dei ghiacci polari rende pi vicina e possibile lapertura commerciale della leggendaria rotta di Nord-Ovest. Il Canada si prepara alla guerra fredda con gli Usa per il controllo del transito.

Prodi, dieci anni dopo: le scelte necessarie

DALLEURO ALLA CRESCITA di MARIO MONTI

Il nuovo anno porter la Fase 2, cio una politica pi orientata alle riforme per la crescita? Il presidente del Consiglio Romano Prodi non ama questa terminologia. Primo, perch rivendica fin d'ora l'assoluta continuit della politica del suo governo, come ha fatto nella sua efficace conferenza stampa del 28 dicembre. Secondo, forse, per una diffidenza verso il concetto stesso di transizione di fase, applicato alla chimica di una coalizione complessa. Diffidenza non infondata. Quando un sistema passa da una fase ad unaltra, esiste uno stadio intermedio in cui l'espressione dellenergia libera non pi analitica. Questo stadio detto transizione di fase. Esempi semplici di transizione di fase sono la fusione, l'ebollizione, la condensazione (Wikipedia). In effetti, nessuna delle tre una prospettiva auspicabile, per una coalizione. Anzi, l'ideale sarebbe che in uno stesso momento tutti gli esponenti della coalizione - radicali di sinistra, radicali liberisti, riformisti - fossero convinti di trovarsi in quella fase che ciascuno predilige. La regola delle fasi di Gibbs ci dice che questo non impossibile: le fasi possono coesistere, ma ad un solo valore di temperatura e di pressione, detto punto triplo (che non deve essere facilissimo da trovare!). L'analogia ci aiuta a comprendere e a rispettare le difficolt di una coalizione che, si pu ben dirlo, sfida le leggi della chimica-fisica e le grandi capacit di chi la guida. Nella conferenza stampa, d'altra parte, Prodi ha indicato con chiarezza l'indirizzo che intende imprimere al governo: Il nostro euro, oggi, far crescere l'Italia. questa - la crescita - la visione, la motivazione unitaria dell'azione di governo e degli sforzi richiesti agli italiani. Come fu l'ingresso nell'euro per il primo governo Prodi. Per riuscire nella nuova impresa, lopera del governo sar cruciale. Ma occorreranno altre due condizioni, richiamate con forza dal presidente Giorgio Napolitano nel suo messaggio di fine anno. I cittadini devono sentire che la cosa pubblica sono essi stessi ed importante che vi sia pi dialogo, pi ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Questo impegno collettivo sar ancor pi necessario che nella battaglia per leuro. Lobiettivo-crescita oggi e l'obiettivo-euro dieci anni fa presentano una forte analogia motivazionale, ma grandi differenze nel sistema di incentivi. Allora, vi erano una scadenza nota in anticipo (primavera 1998), criteri quantificati (come il 3% per il disavanzo), un arbitro esterno (l'Unione europea), una chiara sanzione in caso di insuccesso (lesclusione dalleuro). La prova, anche per l'impegno profuso da Carlo Azeglio Ciampi, era davvero sentita e coinvolgente. Prodi dichiar che il governo si sarebbe dimesso se lItalia non si fosse qualificata. Anche la sinistra radicale accett provvedimenti non graditi, in quanto finalizzati alleuro. Infatti pochi mesi dopo il conseguimento dellobiettivo, Rifondazione Comunista si ritir dalla maggioranza e il governo Prodi cadde. Oggi, viene dichiarato un obiettivo ancora pi importante, la crescita. Ma in mancanza di una scadenza per la verifica, di criteri precisi, di un arbitro, di una sanzione, l'incentivo a prendere decisioni difficili rischia di essere inferiore all'incentivo a durare. Non si parli di fasi, se la chimica lo sconsiglia. Ma

speriamo che non si eludano le scelte necessarie per vincere la sfida della crescita, come si vinse quella dell'euro.

timori di Milano e Roma per lingresso di Bucarest nellUe. Piano del Viminale

Allarme invasione:

investigatori romeni in Italia


Romania e Bulgaria sono entrate nellUnione europea, ma alla soddisfazione di Prodi fanno da contraltare le preoccupazioni delle grandi citt (Milano in testa) per le difficolt di gestire londata migratoria. Preoccupazioni che il ministro dellInterno, Amato, ha affrontato firmando a Bucarest un accordo contro la criminalit organizzata che aumenta gli investigatori romeni in Italia soprattutto per lottare contro il racket della prostituzione e dello sfruttamento dei minori. E i primi nati dellanno sono sempre pi appartenenti a famiglie di extracomunitari. Il nostro un governo riformatore, il programma unico e condiviso

Prodi:Dialogo con la Cdl sulle riforme


Il premier: dobbiamo darci da fare ed essere uniti e concordi. E sulle pensioni: la riforma non urgente e non sar punitiva ROMA - Dopo l'augurio per un vero anno di speranza, espresso in mattinata da Passo Campolongo, sulle Dolomiti, dove sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, tornato oggi ad affrontare l'agenda politica del governo. Lo ha fatto intervenendo alla trasmissione Baobab, su Radio1. E con la Finanziaria ormai archiviata, cos come le polemiche che l'hanno accompagnata, il premier tende anche una mano al centrodestra, ricordando che bisogna avere un dialogo con l'opposizione e io voglio fare questo. Un proposito che segue di pochi giorni lo scontro verbale a distanza con Berlusconi, dopo le dichiarazioni espresse alla conferenza stampa di fine anno, quando ha attribuito al precedente esecutivo il disastro dei conti pubblici. LE RIFORME - Ma con il nuovo anno si apre anche il capitolo riforme e rispondendo di fatto anche all'appello del presidente della Repubblica, che nel messaggio agli italiani ha auspicato intese tra i Poli proprio per l'avvio del processo riformista, Prodi spiega che il dialogo con la Cdl indispensabile sulle grandi riforme, sulla legge elettorale, sulla politica estera e sui grandi temi di orizzonte, come i problemi etici. Dobbiamo darci da fare, essere uniti e concordi - ha detto il Professore -. Il mondo cambia a velocit enorme e non dobbiamo avere paura. Il 2007 deve essere l'anno in cui non ci sia la paura. LE PENSIONI - Prodi ha parlato anche dell'annunciata riforma dei trattamenti pensionistici: Desidero tranquillizzare i lavoratori che stanno per andare in pensione e quelli che restano ancora in servizio: nella riforma che faremo non ci sar alcun aspetto punitivo. La riforma - ha ribadito - da fare ma non urgente, va fatta con il dialogo con le forze politiche e sociali a tutto campo. Nessuno pensi che le cose si risolvono in un giorno. IL PROGRAMMA - Parlando delle linee di azione dell'esecutivo, Prodi ha sottolineato che il governo riformista nel senso pi vero del termine e vuole cambiare e riformare il Paese, ma nel rispetto assoluto della democrazia, della trasparenza e della libert degli individui. Ha poi precisato che sbagliato dividere la coalizione tra chi riformatore e chi non lo perch il programma unico, condiviso, ed riformatore. Quanto al rispetto delle libert, Prodi ha evidenziato che sono state dette delle inesattezze e sono stati fatti processi alle intenzioni. Le nostre decisioni sono sempre state fatte per fare avanzare nella libert le categorie pi deboli. Infine, ha aggiunto, Ci sar pi attenzione per aiutare i giovani ad essere creativi e ad avere un ruolo pi forte non solo in politica ma anche nel mondo dell'arte e degli affari. LA POLITICA ESTERA - Il presidente del consiglio ha parlato anche della politica estera italiana, spiegando che si baser sul lavoro al fianco dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite per risolvere insieme le tensioni, attenuarle e favorire il dialogo. Prodi ha sottolineato il ruolo importante dell'Italia, soprattutto nel Mediterraneo. I paesi del sud del Mediterraneo chiedono che l'Italia abbia una funzione sempre pi importante ha aggiunto, rivendicando all'Italia un ruolo essenziale nel lancio della missione militare in Libano. Se non c'era l'Italia a tenere il filo della propria politica estera al fianco con l'Onu e l'Ue - ha detto il premier - , quella missione o non ci sarebbe stata o sarebbe stata ritardata, determinando disastri e morti. Ingiustizia,povert, conflitti permangono purtroppo in molte aree

Il Papa: unire tutti gli sforzi per la pace

Contro terrorismo e violenza urgente operare insieme. No all'uomo-oggetto, rispettare la dignit dell'individuo CITTA' DEL VATICANO - Operare insieme per la pace, per sconfiggere il pericolo del terrorismo che turba la serenit dei popoli. Questo l'appello di Benedetto XVI nella prima messa del nuovo anno, che ha presieduto in una San Pietro gremita, in occasione della Giornata Mondiale per la Pace.L'invocazione del pontefice arriva proprio nel giorno in cui il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, torna a farsi sentire con un nuovo messaggio di minacce. Di fronte alle situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, davanti al permanere di conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e al pericolo del terrorismo che turba la serenit dei popoli, diventa pi che mai necessario operare insieme per la pace. Questo insieme un dono e un compito, ha sottolineato il Papa. MEDIO ORIENTE - Benedetto XVI ha espresso in particolare la sua preoccupazione per la drammatica situazione che caratterizza la proprio la Terra Santa. Come non implorare con insistente preghiera - si chiesto - che anche in quella regione giunga quanto prima il giorno della pace, il giorno in cui si risolva definitivamente il conflitto in atto che dura ormai da troppo tempo?. NO A UOMO-OGGETTO - No alluomo-oggetto perch la dignit umana va rispettata sempre, ha sottolineato Ratzinger: nessuna ragione pu mai giustificare che si disponga delluomo a piacimento, quasi fosse un oggetto. Sono profondamente convinto - ha scandito il Pontefice - che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. un impegno che compete in modo peculiare al cristiano, chiamato a essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignit della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. Ogni individuo umano, senza distinzione di razza, cultura e religione - conclude il Papa - rivestito della medesima dignit di persona. AUGURI - Desidero ricambiare oggi le espressioni augurali che mi ha rivolto ieri sera il Presidente della Repubblica Italiana nel suo messaggio di fine anno. Al termine della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI si rivolto al presidente Giorgio Napolitano per formulare gli auguri di buon anno: Per lui, per tutte le autorit civili e per l'intero popolo italiano - ha detto - assicuro il mio speciale ricordo nella preghiera. Un messaggio ai guerriglieri, interviene anche il Capo dello Stato

Rapiti in Nigeria, appello ai guerriglieri Napolitano: Spero, ma sono preoccupato


La famiglia Russo: Restituiteceli, si pu innescare un meccanismo di intervento non negoziale con pericolo per gli ostaggi MATERA - Un nuovo appello. Da Bernalda, in provincia di Matera, la famiglia di Cosma (detto Mimmo) Russo, uno dei tre tecnici italiani dell'Eni rapiti lo scorso 7 dicembre dai guerriglieri del Mend (Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger), in un comunicato, ha sollecitato i rapitori a liberarli e l'Ente idrocarburi e la Farnesina ad attivare un nuovo contatto con i propri cari. Lo ha reso noto la stessa famiglia Russo, che assistita dall'avvocato Pietro Ditaranto. IL COMUNICATO - Trascorsi 26 giorni dal rapimento del proprio caro Mimmo - scritto nel comunicato - la famiglia Russo, pur fiduciosa nell'operato di tutti, fa appello direttamente ai rapitori affinch restituiscano all'affetto dei propri congiunti e della collettivit tutta Cosma Russo e gli altri rapiti. La signora Anna Carella, moglie di Russo, preoccupata che il perdurare del rapimento possa innescare un meccanismo di intervento non negoziale con pericolo di vita per gli ostaggi. I familiari di Russo, inoltre, hanno chiesto alla Farnesina e all'Eni di continuare nel positivo impegno e, in particolare, di ottenere un altro contatto telefonico con i rapiti. NAPOLITANO - L'ansia della famiglia Russo stata fatta propria anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Noi siamo molto preoccupati, condividiamo lansia delle famiglie di questi tecnici e comprendiamo anche lo stato danimo in cui essi si trovano, li abbiamo potuti ascoltare alla televisione attraverso loccasione speciale dellintervista che hanno rilasciato ad un giornalista nigeriano. LUnit di Crisi della Farnesina uno dei migliori strumenti di cui disponga il nostro Governo per affrontare le situazioni di questo genere. Io mi auguro che tornino al pi presto a casa e invio a loro, quindi, uno speciale augurio di Buon Anno ha dichiarato Napolitano in un'intervista a Rai International. bordo 96 passeggeri e sei membri dell'equipaggio,

Indonesia: persi contatti con aereo di linea

E' un Boeing 737-400 della compagnia low-cost Adam Air, decollato dall'isola di Giava, diretto a Manaba GIACARTA- Preoccupazione in Indonesia per un'aereo di linea, dopo che si sono interrotti i collegamenti con la cabina di pilotaggio. Il volo il KI-574. Il velivolo, un Boeing 737-400 della compagnia low-cost Adam Air, decollato da Surabaya, nell'isola di Giava, alle 13 locali, con 96 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio, diretto a Manaba, nell'arcipelago delle Celebes, dove avrebbe dovuto atterrare alle 15. Non sappiamo ancora dire cosa successo - ha detto allagenzia Associated Press il direttore generale della compagnia, Gunawan Suherman - ci stiamo ancora coordinando. L'aereo aveva carburante per un volo di 4 ore al massimo., gi trascorse dallultimo contatto radio. MALTEMPO - Da qualche giorno la parte settentrionale di Giava spazzata da forti venti che hanno causato il naufragio di diverse imbarcazioni. Lo scorso anno, un altro aereo della compagnia aveva perso contatti radio per circa quattro ore in un volo tra la capitale indonesiana Giacarta e lisola di Sulawesi, costringendo il pilota a un atterraggio di emergenza, mentre nel settembre del 2005 un aereo della compagnia Mandala si schiant al suolo sull'isola di Sumatra e il disastro cost la vita a circa 150 persone.