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Conoscenza dei Mondi Ulteriori

Introduzione
Yhuda Lev Alevi Ashlag, Rabbino di Gerusalemme, l'autore del commento sullo Zohar in 21 tomi, di un commento in 6 tomi sui libri dell'ARI e di molte altre opere di Cabal. Avendo provato un malessere durante la festa del nuovo anno ebraico nel settembre 1991, in tarda serata, allettato, mi fece venire e mi trasmise questo quaderno dicendomi: "Prendi questo quaderno e studia". L'indomani, all'alba, il mio maestro morto nelle mie braccia, lasciando me ed un gran numero di alunni, senza guida in questo mondo. Egli diceva "sogno di istruirvi ad indirizzarvi non a me, ma al Creatore, alla sola forza, alla sola sorgente di tutto ci che esiste, a Colui che pu aiutarvi realmente, e che attende da voi la richiesta. Egli vi d l'aiuto nella vostra ricerca del sentiero per liberarvi dalla gabbia di questo mondo, l'aiuto nella vostra elevazione spirituale al di sopra del nostro mondo, l'aiuto nella ricerca di voi stessi, della vostra missione, solo il Creatore vi manda tutte queste aspirazioni, purch gli prestiate attenzione, Egli pu rispondervi e aiutarvi". Nella presente opera ho cercato di rendere alcune delle note di questo quaderno, come le ho percepite. Non possibile rendere ci che stato scritto ma unicamente ci che stato letto, ciascuno, secondo le qualit della sua anima, che comprende a suo modo i testi perch sono il riflesso dello stato spirituale di ogni anima, indotto dalla sua relazione col Mondo superiore. Per quelli che leggono l'ebraico, consiglio di leggere l'originale che ho pubblicato sotto il titolo di: "Kitve RABASH. Shamati, Igrot".

Capitolo 1
Le difficolt per parlare di Cabal e studiarla resiedono nel fatto che i mondi spirituali non hanno uguali nel nostro mondo, e, anche se l'oggetto del loro studio diventa comprensibile, solo temporaneamente, perch percepito dalla parte spirituale della nostra coscienza che costantemente rinnovata in alto. Questo perch delle nozioni gi assimilate diventano completamente incomprensibili. In funzione dell'umore e dello stato spirituale, il testo pu sembrare al lettore sia impregnato di senso profondo che assolutamente superficiale. Non bisogna disperarsi quando qualcosa che ieri era chiaro, oggi non pi comprensibile. Non bisogna disperarsi quando il testo ermetico, sembra straniero, privo di logica, ecc. non si apprende la Cabal per avere delle conoscenze teoriche, ma per cominciare a vedere e percepire, mentre l'analisi interiore e la conoscenza delle forze spirituali, della luce, dei livelli spirituali, daranno la conoscenza assoluta. Finch l'uomo non sensibile alla luce superiore, agli elementi spirituali, non comprende la logica della costruzione del sistema dell'universo, perch non esiste, nel nostro mondo, analogo a ci che studiato. La presente opera sar un aiuto per fare solo i primi passi sulla strada che conduce alla percezione dalle forze spirituali. Poi, certamente, non sar possibile continuare senza l'aiuto di un maestro.

L'opera non divisa in capitoli perch non parla che di una sola cosa, della ricerca della strada che conduce al Creatore. Il lettore potr dare lui stesso delle denominazioni o dei numeri ai passaggi. raccomandato di non leggere le parole nel loro senso abituale ma, dopo avere preso conoscenza di un paragrafo, di pensare di applicarlo ad ogni tipo di esempi della vita, ivi compreso le sue preoccupazioni personali. Sar anche utile ripensare ad una frase con insistenza e numerose volte, provando ad impregnarsi dei sentimenti dell'autore, di leggere lentamente, attardandosi sull'essenza di ci che scritto, poi di ritornare all'inizio della frase. Questo modo di procedere aiuter il lettore a penetrare le descrizioni per mezzo dei suoi propri sentimenti o a provare l'assenza di sensazioni, ci che anche una tappa necessaria allo sviluppo spirituale. L'opera non redatta per essere letta velocemente ma per indurre una percezione approfondita dell'approccio spontaneo personale. Questo perch parla di una sola cosa, della relazione col Creatore, ne parla sotto differenti forme affinch ciascuno possa trovare la frase, la parola adeguata che sar all'origine dell'approfondimento del testo. L'opera descrive alla terza persona i desideri e gli atti, trovando la loro origine nell'egoismo, tuttavia, finch l'uomo non in stato di partecipare tra la sua coscienza ed i suoi desideri nei suoi stati d'animo, prova queste stimolazioni e questi desideri dovuti all'egoismo come essere "suoi". La lettura sar reiterata scegliendo degli stati d'animo differenti per avere una migliore conoscenza di s stesso, del suo proprio approccio di un solo e stesso passaggio del testo, come anche dei punti di vista che permettono di abbordarlo. Essere in disaccordo col testo positivo quanto approvarlo, la cosa principale di "vivere" il testo. Un sentimento di disaccordo significher che si ad un grado preliminare, (akhoraim, il posteriore), di conoscenza (panim). unicamente all'uscita di una lenta percezione approfondita degli stati descritti che si svilupperanno i recipienti (i kelim) necessari per sentire le forze superiori in cui potr penetrare poi la Luce superiore che, allo stadio iniziale,si trova intorno a noi, circonda le nostre anime, ma impercettibile da noi. L'opera non da leggere per avere delle conoscenze, e neanche per ricordarsela. Il lettore in nessun caso deve controllare ci che ha custodito in memoria dopo la sua lettura; bene che tutto sia dimenticato, e che il testo riletto sembri completamente nuovo. Ci significa che le sensazioni precedenti sono giunte alla loro pienezza, che sono sparite lasciando posto al lavoro, all'appagamento delle nuove sensazioni non provate. Il processo di sviluppo dei nuovi organi che permettono di avere delle sensazioni rinnovato senza tregua e si intensifica nella sfera spirituale non percettibile dell'anima. Questo perch, la cosa principale di sapere come il lettore si sente durante la lettura e non dopo: le sensazioni sono provate, nascono nel cuore e nel cervello secondo i bisogni dello sviluppo ulteriore dell'anima. Non affrettarsi di finire questo libro, scegliete i luoghi dove parla di voi, solo allora che potr aiutarvi e diventare una prima guida nella ricerca della vostra elevazione spirituale personale. Quest'opera ha per scopo di aiutare il lettore ad interessarsi al senso della sua venuta al mondo, alla possibilit di penetrare i mondi spirituali, allo scopo della creazione, a percepire il Creatore, l'eternit, l'infinito, ed aiutarlo a sormontare alcune tappe preliminari su questa strada.

"Qual il senso della mia esistenza? (Rabbi Yhuda Ashlag "Introduzione allo studio delle dieci sfirot", Alla sola evocazione di questa domanda che tutti si pongono, sono sicuro che non dubiterete pi della necessit di studiare la Cabal; domanda amara, giustificata, che preoccupa ognuno su questa terra.
paragrafi 2, 12-17, 44-57).

scritto "Malgrado fosti creato, malgrado sei nato, malgrado vivi e malgrado morrai". Ogni generazione ha la sua parte di amarezze, e l'ultima ha avuto la sua: tra noi, alcuni hanno conosciuto la seconda guerra mondiale, gli anni dopo la guerra, altri sono stati obbligati a lasciare il loro paese. La nostra generazione conosce molte inquietudini e sofferenze, disorganizzata, si cerca. La domanda del senso dell'esistenza provata con un'acutezza particolare. In verit, pi difficile vivere che morire, non detto invano: "Non sei tu che decidi di vivere". La natura ci ha creati, e siamo obbligati ad esistere con queste qualit che sono in noi come degli esseri per met assennati: assennati unicamente per il fatto che possiamo prendere coscienza, che agiamo grazie agli attributi ed alle qualit con cui siamo stati creati, ed andare contro questo impossibile. Se cadiamo sotto l'impero della nostra natura selvaggia, dove ci condurr, lei che irrazionale e ci spinge uno contro l'altro e spinge dei popoli interi uno contro l'altro, come bestie selvagge, in una guerra astiosa a nome della libert degli istinti. Ma nel nostro inconscio da qualche parte, l'immagine che ci facciamo di noi stessi, in quanto essere dotati di ragione, non in accordo con questo stato di fatto. Se esiste una Forza superiore che ci ha creati, perch non la percepiamo? Perch si nasconde a noi? Se sapessimo ci che ci aspetta, non faremmo errori nella vita e non riceveremmo sofferenze in ritorno. Le generazioni si succedono sul nostro pianeta, e ciascuna di esse e ciascuno di noi, si pone delle domande sul senso dell'esistenza, particolarmente durante le guerre, delle sofferenze collettive o nella serie di disgrazie che subiamo. Perch la nostra esistenza, che ci costa cos caro in gioie insignificanti, ci sembra una felicit nell'assenza di sofferenze? Come sarebbe pi semplice la vita se il Creatore non si nascondesse a noi, se fosse percettibile, visibile a ciascuno di noi. Non avremmo pi dubbi sulla Sua esistenza, potremmo vedere e potremmo provare il Suo ascendente su noi stessi e sul mondo circostante, prendere coscienza della ragione e dello scopo della nostra creazione, vedere le conseguenze dei nostri atti, la Sua reazione a loro riguardo, in un dialogo preliminare con Lui, fare luce sui nostri problemi, chiedere aiuto, ricercare protezione e consiglio, lamentarsi e chiedere delle spiegazioni sul Suo comportamento a nostro riguardo, chiedere consiglio per l'avvenire e, in relazione costante e in intesa con Lui, operare dei cambiamenti su noi stessi per essergli graditi ed affinch siamo buoni. Come i bambini fin dalla loro nascita percepiscono la loro madre (ed il Creatore sarebbe percepito in modo
non meno vicino perch l'uomo lo percepirebbe come essere la sorgente della sua nascita, suo genitore, la ragione della sua esistenza e dei suoi stati futuri) fin dalle "fasce" potremmo essere continuamente in relazione col

Creatore e potremmo imparare a vivere nella buona via, vedendo la Sua reazione ai nostri atti ed anche nelle nostre intenzioni. Non ci sarebbe pi bisogno di governi, di scuole, di educatori, tutto si riassumerebbe alla semplice e bella esistenza dei popoli nel nome di uno scopo evidente a tutti, l'avvicinamento spirituale col Creatore visibile e percettibile.

Tutti gli uomini agirebbero in riferimento alle leggi spirituali evidenti, alle leggi dell'azione dei mondi spirituali, ai comandamenti che tutti compirebbero naturalmente perch avrebbero consapevolezza che nel caso contrario porterebbero pregiudizio, come per esempio l'uomo non si getta nel fuoco o nel vuoto, sapendo che si far inevitabilmente male. Se vedessimo il Creatore e la Sua onnipotenza su di noi, sul mondo, non ci sarebbe difficile compiere il compito pi difficile pensando ai benefici che ci porta. Per esempio, dare senza pensarci tutto ci che abbiamo a persone sconosciute e lontane, senza pensare a noi n nel presente, n nel futuro perch vedremmo l'onnipotenza dell'alto come anche le conseguenze benefiche dei nostri atti altruistici e avremmo coscienza fino a quale punto dipendiamo dal Creatore Sarebbe cos naturale (e siccome questo contro natura ed impossibile alla nostra epoca dove l'onnipotenza del Creatore nascosta), darsi con tutta la nostra anima al Creatore, sottomettere spontaneamente i nostri pensieri, i nostri desideri, al Suo potere ed essere come Egli desidera, senza preoccuparsi, in qualche modo, della nostra persona anche per un solo secondo, strapparsi completamente da noi stessi col pensiero, smettere di percepire noi stessi, trasferire le nostre sensazioni verso di Lui, provare ad entrare in Lui, vivere per le Sue sensazioni, i Suoi pensieri ed i Suoi desideri. Secondo ci che precede, chiaro che ci manca solo una cosa in questo mondo, la facolt di percepire il Creatore. Questa percezione il solo scopo dell'uomo nel mondo, e questa ragione merita che l'uomo riunisca tutti i suoi sforzi perch, percepire il Creatore, la sua sola salvezza davanti a tutte le disgrazie e la morte spirituale, per tendere verso l'eternit spirituale, senza ritorno in questo mondo. La metodologia che permette di percepire il Creatore la Cabal. Percepire il Creatore significa avere fede. La parola "fede" generalmente incompresa perch d'uso considerare che avere fede significa camminare nelle tenebre senza vedere n provare il Creatore, altrimenti detto, si comprende questo termine in un senso diametralmente opposto. Secondo la Cabal, la luce del Creatore che riempe l'uomo, la luce della relazione col Creatore, la sensazione di unione (or hassadim), corrisponde alla luce della fede o, semplicemente, alla fede. La fede, la luce del Creatore, conferisce all'uomo la sensazione di essere in relazione con l'eternit, di comprendere il Creatore, un sentimento di comunicazione chiara e completa col Creatore, un'impressione di sicurezza assoluta, di eternit, di grandezza e di forza. chiaro, di conseguenza, che non che avendo fede, altrimenti detto, percependo il Creatore, che troveremo la nostra salvezza davanti alle sofferenze e agli inseguimenti spossanti dei piaceri effimeri della nostra esistenza temporanea. In ogni caso, la ragione delle nostre disgrazie, del nostro sentimento di inutilit, del carattere temporaneo della nostra esistenza proviene solo dall'impossibilit di percepire il Creatore. La Torah ci invita "Venite a contemplare la Bellezza del Creatore" (Taamu ve reu ki tov Hashem). Lo scopo della presente opera di aiutare il lettore a sormontare alcune tappe preliminari nella sua ricerca del Creatore. Colui che prender coscienza della necessit realmente vitale di percepire il Creatore, prender la decisione di studiare la Cabal nelle sue prime sorgenti: il libro dello Zohar coi commenti del "Sulam", gli scritti dell'Ari, il "Talmud Eser ha-Sefiroth".

Vediamo che fin dall'inizio della creazione del mondo, l'umanit ha sopportato molte sofferenze e dei mali peggiori della morte. Chi, se non il Creatore, la sorgente di queste sofferenze pi grandi della morte? Chi, se non Lui, ce le invia? In tutta la storia dell'umanit, quanti uomini ci sono stati, pronti a qualsiasi sofferenza pur di giungere alla saggezza suprema e progredire spiritualmente prendendo volontariamente su di s le pene ed i mali per provare, in modo molto infimo, una sensazione spirituale e conoscerne la forza superiore, per unirsi al Creatore ed avere la possibilit di essere il Suo schiavo. Ma tutti hanno vissuto la loro vita senza chiamata, senza essere pervenuti a niente, hanno lasciato questo mondo proprio come erano venuti, senza niente. Perch il Creatore non ha risposto alle loro preghiere, perch ha deviato da essi, perch ha ignorato le loro sofferenze? Avevano l'impressione che li trascurasse. Provavano in modo confuso l'esistenza di uno scopo superiore all'universo e a tutto quello che succede, uno scopo corrispondente a questa unione totale dell'uomo col Creatore, ed essi, assorti negli abissi del loro egoismo, nei momenti in cui erano in preda alle disgrazie insopportabili, senzienti che il Creatore li rifiutava, bruscamente sentivano aprirsi nel loro cuore chiuso dal giorno della creazione e sensibile fino ad allora unicamente alle loro proprie sofferenze ed ai loro desideri, una fessura grazie alla quale riuscivano a provare, attraverso la parete spezzata del loro cuore, la loro unione ardente con Lui. Le qualit di questi uomini si sono trasformate nel loro contrario per diventare simili a quelle del Creatore, ed essi hanno cominciato a vedere. nella profondit di queste sofferenze, e solamente in esse, che possibile prendere coscienza del principio di unit del Creatore, in questa unit che risiede, ed in essa che, in una certa misura, possibile l'unione con Lui. Provando questa sensazione che riempe le loro ferite, grazie a queste e grazie alle incoerenze spaventose che lacerano la loro anima, sono questi uomini, tutti senza eccezione, che il Creatore Stesso, riempe senza fine di una dolce felicit, a tal punto che impossibile conoscere qualcosa di pi perfetto, a tal punto che sembra loro che le sofferenze sopportate per provare questa perfezione non siano state vane. La ragione del silenzio del Creatore in risposta alle sollecitazioni degli uomini che questi si preoccupano solo di andare avanti e non ad esaltare il Creatore. Questo perch sono simili a quello che versa delle lacrime senza ragione e lascia la vita come se non fosse mai venuto, la fine di ogni animale l'oblio, e chi non ha conosciuto il Creatore simile ad un animale. Il Creatore si apre unicamente a quelli che si preoccupano di magnificarlo. L'unit, lo scopo della creazione, si riversa nel cuore di chi magnifica ed ama il Creatore, che afferma sinceramente che il Creatore ha creato tutto per lui, e questa unit, questo scopo non aderiscono nel cuore di chi si lamenta egoisticamente dell'ingiustizia di Colui che ci governa. L'uomo non conosce che una parte dello Spirituale prima che questo non si rivela interamente a lui.... Tutto dipende dalla purezza delle ispirazioni ed , nella parte del cuore sbarazzato dell'egoismo, che si riversa la luce spirituale. Se l'uomo prova a guardare il mondo che lo circonda e prende coscienza del livello dell'umanit, allora potr apprezzare meglio la creazione.

E cos il Creatore esiste realmente, come lo affermano i Cabalisti, ci dirige tutti e crea per noi le situazioni quotidiane che viviamo continuamente, allora non c' niente di pi bello che essere costantemente in relazione con Lui, e il pi vicini possibile. Ma se cerchiamo di forzarci internamente per avere questa percezione, siccome il Creatore ci dissimulato, ci sentiamo come sospesi nell'aria, senza punto d'appoggio. Perch senza vedere, senza provare, senza sentire, senza ricevere nessun segnale nei nostri organi riceventi, lavoriamo in una unica direzione, gridiamo nel deserto. Perch il Creatore ci ha creato affinch non potessimo percepirlo? Peraltro, perch si deve nascondere a noi? Perch, anche quando l'uomo grida verso di Lui, non risponde, ma preferisce agire su di noi in modo nascosto dietro il paravento della natura e del mondo che ci circonda. Perch se voleva correggerci, altrimenti detto rettificare il Suo "errore" nella creazione, avrebbe potuto farlo gi da molto tempo, in modo nascosto od evidente. Se si scoprisse a noi, tutti lo vedremmo e lo apprezzeremmo come possiamo apprezzare con i nostri sensi e la nostra intelligenza di cui ci ha dotati creandoci, e, sicuramente sapremmo cosa fare e come agire in questo mondo che ha creato, sembra, per noi. E di pi, appena l'uomo comincia ad aspirare al Creatore, appena desidera percepirlo, avvicinarsi a Lui, sente che le sue ispirazioni si sottraggono. Tuttavia, se il Creatore all'origine di tutte le nostre sensazioni, perch le toglie a colui che aspira a Lui, e al contrario, innalza ogni tipo di ostacoli nei suoi tentativi di scoprirlo? Questi tentativi fatti dall'uomo per avvicinarsi del Creatore, i rifiuti del Creatore in risposta di andare incontro all'uomo, e le sofferenze imposte a quelli che lo ricercano, possono durare degli anni. L'uomo ha l'impressione talvolta che questa fierezza e questo orgoglio di cui gli si dice che se ne deve sbarazzare, sono ben presenti nel Creatore in una pi grande misura. L'uomo non riceve risposta n alle sue lacrime n alle sue chiamate malgrado la misericordia supposta del Creatore, in modo particolare verso quello che lo ricerca. Se possiamo cambiare noi stessi, qualcosa nella nostra vita, ci significa che ci ha dato il libero arbitro, ma non ci ha dato le conoscenze sufficienti per evitare le sofferenze della nostra esistenza e del nostro sviluppo. Ma, se il libero arbitro non esiste, che cosa c' allora di pi crudele di obbligarci a soffrire invano per decine d'anni in un mondo selvaggio? Si pu continuare questo genere di lamenti all'infinito, perch se il Creatore la ragione della nostra condizione, abbiamo allora di che cosa criticare ed accusare, ci che fa il nostro cuore quando ci troviamo in queste situazioni. Perch se l'uomo non soddisfatto di qualcosa, con questo sentimento di insoddisfazione, senza neanche pensare al Creatore, Lo accusa. Ciascuno di noi ha ragione nelle sue affermazioni, qualunque ne sia l'oggetto, perch afferma ci che prova in un dato momento, per mezzo dei suoi sensi e di quello che analizza con la sua intelligenza. Quelli che possiedono una grande esperienza della vita sanno quanto hanno cambiato i loro punti vista col passare degli anni. Non possiamo dire che avevamo torto ieri e ragione oggi. Perch, secondo lo stesso principio, dobbiamo comprendere che il nostro punto di vista di oggi non neanche giusto, quello di cui saremo convinti domani. L'uomo fa dei suoi stati spirituali un'analisi che giusta e corrisponde ad

un dato momento ma che pu essere completamente contrario a quello di uno stato provato in un altro momento. E' cos che non possiamo giudicare altri mondi, le loro leggi, giudicare le loro qualit, prendendo per riferimento dei criteri di oggi, dei criteri del nostro mondo. Non possediamo l'intelligenza spirituale, le sensazioni spirituali, i concetti spirituali, non possiamo di conseguenza, non portare giudizio su ci che non conosciamo e trarne delle conclusioni. Anche per quanto riguarda il nostro mondo, non sbagliamo costantemente? Pu giudicare ci che appartiene all'alto colui che possiede degli attributi dell'Alto. Se dotato anche degli attributi del nostro mondo, pu anche approssimativamente descriverci l'universo dell'Alto. Il cabalista in grado di farlo, l'uomo del nostro mondo, creato con gli attributi che ciascuno di noi possiede, ma dotato di attributi dell'Alto che gli permettono di parlarne allo stesso tempo. Il Creatore ha dato a certi cabalisti la possibilit di rivelarsi ad un gran numero di persone per aiutare ancora un pi grande numero a comunicare con Lui. I Cabalisti ci spiegano in una lingua compresa della nostra intelligenza che nei mondi spirituali, l'Alto, l'intelligenza costruita ed agisce secondo altre leggi; queste leggi sono differenti dalle nostre. Non c' nessun muro tra il nostro mondo e l'Alto, i mondi spirituali. Ma il fatto che, con i loro attributi, i mondi spirituali sono un'antimondo, ci li rende impercettibili a noi, a tal punto che nascendo nel nostro mondo, altrimenti detto, ricevendo la sua natura, dimentichiamo completamente il nostro antistato precedente. L'uomo pu avere naturalmente la percezione di questo antimondo se ne acquista la natura, l'intelligenza, gli attributi. La legge principale dei mondi spirituali l'altruismo assoluto. Come pu l'uomo acquistare questa qualit? I cabalisti propongono di effettuare questo sconvolgimento interiore con un atto chiamato "emuna lemala mi daat" [una fede superiore all'intelligenza]: il nostro "buonsenso" che il principale strumento dei nostri atti, l'uomo non sembra poter neutralizzare completamente le sue conclusioni e cercare il posto, - quando non ha pi l'appoggio che gli fornisce il suo "buonsenso" come se si tenesse sulle sue gambe che sarebbero sospese nel vuoto -, di aggrapparsi con le due mani al suo Creatore. Perch l'uomo in questa situazione non dispone dell'intelligenza che gli permette di sottrarsi agli avvenimenti sgradevoli e che il Creatore "gli manda". In un tentativo esasperato di risolvere i problemi, resta sospeso in aria senza appoggio n risposta ragionevole su ci che gli succede. Ma se l'uomo pu, col pensiero, malgrado l'approccio critico della sua intelligenza e rallegrandosi della possibilit che si presenta, afferrare con le due mani il Creatore, pu, almeno un istante sopportare gli avvenimenti, ne vede allora la bellezza e si trova nella verit autentica ed eterna che non sar oggetto di cambiamenti l'indomani, come tutte le opinioni che ha potuto avere nel passato, perch legato all'eterno, ed solamente con questa verit che osserva tutti gli avvenimenti. Il movimento verso la parte anteriore solo simultaneamente possibile secondo tre linee parallele: la linea destra chiamata fede, la linea sinistra chiamata presa di coscienza, la comprensione. Queste due linee sono in contraddizione perch si escludono l'un l'altra. E' la ragione per la quale non possibile equilibrarli che, con l'aiuto della linea mediana che costituita al tempo stesso della linea sinistra e della linea destra, la linea del comportamento spirituale che fa appello unicamente alla ragione in funzione della profondit della fede.

Come sono formati a partire dal Creatore, tutti gli elementi spirituali si sovrappongono su di Lui, vengono per cos dire ad applicarsi su di Lui. Tutto ci che si sovrapposto sul Creatore nel sistema dell'universo, esiste solamente rispetto alle creazioni, e tutto ci che generato dalla creazione primordiale, chiamata Malkhut , altrimenti detto tutti i mondi e tutte le creazioni, tutto ci che, eccetto il Creatore, costituisce la creazione unica, rappresentano la Malkhut che la radice, la sorgente di tutte le creazioni che poi, si divide in una moltitudine di piccole parti. Tutti insieme rappresentano la Shekhina, la luce del Creatore, la Sua presenza, Egli stesso che riempe la Shkhina e corrisponde alla Shokhen. Il tempo necessario per riempire completamente tutte le parti della Shekhina il tempo della riparazione (zman tikun). E' il momento dove le creazioni realizzano la riparazione delle parti Malkhut, ciascuna per la parte da cui generata. Finch il Creatore non potr legarsi completamente alle creazioni, vale a dire, che non si riveler nella sua piena misura, finch la Shokhen non riempir la Shekhina, la condizione della Shekhina o delle creazioni che la compongono si chiameranno l'esilio della Shekhina (di fronte al Creatore), (la galut della Shekhina) poich questa condizione esclude la perfezione nei mondi spirituali. Nel nostro mondo, situato nel grado pi basso in cui ciascuna delle creazioni deve provare completamente il Creatore, ciascuno , per l'istante, occupato a seguire la sua corsa permanente per saziare i suoi piaceri terrestri e segue ciecamente le esigenze del suo corpo. Questa fase si chiama "la shekhina nella cenere" (shekhina be afar), e quando i piaceri spiritualmente puri sono considerati come un'elucubrazione ed un nonsenso, questo stato chiamato la sofferenza della Shekhina (tsaar Shekhina). Tutte le sofferenze dell'uomo provengono da ci che obbligato dall'Alto a rigettare totalmente il buonsenso e di camminare alla cieca, ponendo la fede al di sopra della ragione. E pi l'uomo possiede ragione e conoscenze, pi bravo ed intelligente, pi gli difficile avanzare sulla strada della fede e, di conseguenza, pi soffre a dover allontanare il suo buonsenso. Colui che ha scelto particolarmente questa strada di sviluppo spirituale basato sulla ragione e la conoscenza, maledice nel suo cuore la necessit di una tale strada e non pu con le sue proprie forze di autopersuasione giustificare il Creatore ed in nessun caso essere in armonia con Lui. Non pu sopportare questo stato di fatto senza sostegno, finch il Creatore non gli porter il suo aiuto e non gli riveler l'insieme del quadro della creazione del sistema dell'universo. Se l'uomo si sente in condizione di elevazione spirituale, quando tutti i suoi desideri sono orientati unicamente verso il Creatore, il momento adeguato per dedicarsi alla lettura di libri sulla Cabal per provare ad impregnarsi del loro senso profondo. Anche se vede che, malgrado i suoi sforzi, non comprende niente, gli occorrer tuttavia continuare a studiare e non lasciarsi andare alla disperazione per il fatto che non comprende niente. Gli sforzi compiuti trovano la loro espressione nelle ispirazioni dell'uomo per raggiungere i misteri del Torah, essi corrispondono alla preghiera affinch il Creatore si apre a lui, affinch colma le sue inspirazioni. La forza della preghiera determinata dalla grandezza delle ispirazioni.

Gli sforzi fatti aumentano il desiderio di ricevere quello a cui aspiriamo, e la grandezza determinata dalla sofferenza dell'assenza dell'oggetto del desiderio. Le sofferenze stesse, senza parole, con la loro sola sensazione nel cuore sono una preghiera. Tenuto conto di ci che precede, si comprende che, dopo grandi sforzi per giungere a ci che desiderato, l'uomo in un tale stato di pregare sinceramente che riceve ci che aspetta. Se durante questi tentativi di immergersi in un libro, il cuore non desidera liberarsi di pensieri stranieri, il cervello non sar neanche in grado di concentrarsi sullo studio perch il cervello lavora solo secondo il desiderio del cuore. Affinch il Creatore riceva la preghiera, questa deve venire dal fondo del cuore, altrimenti detto, solo su di lei che devono essere concentrati tutti i desideri. la ragione per la quale l'uomo deve centinaia di volta approfondire il testo, senza neanche niente comprendere per giungere a questo desiderio vero di essere sentito per il Creatore. Il vero desiderio tale che non lascia posto a nessuno altro desiderio. Lo studio della Cabal permette all'uomo di studiare le azioni del Creatore e, di conseguenza riavvicinarsi a Lui, diviene cos progressivamente degno di sentire ci che studia. La fede, vale a dire la percezione del Creatore, deve essere tale che l'uomo abbia l'impressione di trovarsi davanti al Re dell'universo. Allora, senza alcun dubbio si impregna di un sentimento di amore e di timore. L'uomo non trova riposo finch non giunto ad una fede di questa natura, perch la sola via di accesso alla vita spirituale, quella che gli permette di non affondare nell'egoismo e di ridivenire un recipiente di piaceri. Peraltro, la necessit di provare cos il Creatore deve essere costante finch diventi un'abitudine per l'uomo, proprio come costante l'attrattiva per l'amata che non lascia in pace. Tutto ci che circonda l'uomo spegne tuttavia in s questa necessit poich il piacere tirato da qualcosa diminuisce subito il dolore indotto dalla sensazione di vuoto spirituale. la ragione per la quale rallegrandosi dei piaceri di questo mondo, l'uomo deve controllare che non spengono il bisogno di percepire il Creatore, non lo privano cos di sensazioni spirituali. In un modo generale, la necessit interiore di provare il Creatore unicamente propria all'uomo, ma non ad ogni uomo che ha un aspetto umano esterno. Questa necessit proviene dal bisogno per l'uomo di comprendere chi , di pensare a s e al suo destino in questo mondo, di riflettere sulla fonte della sua origine. particolarmente la quiete delle risposte alle domande che lo riguardano, che lo conducono alla necessit di ricercare la fonte della sua vita. Questa necessit obbliga l'uomo a penetrare con ogni tipo di sforzo, i segreti della natura fino all'ultimo, in se stesso come nell'ambiente naturale. Ma sola l'ispirazione ad afferrare il Creatore verit, perch la fonte di tutto e - soprattutto - il nostro Creatore. E' per questo che anche se l'uomo si trovasse solo al mondo o si trovasse in altri mondi, in ogni modo, la ricerca di se stesso lo porterebbe alla ricerca del Creatore.

La percezione dell'influenza del Creatore sulle sue Creazioni avviene secondo due linee. La linea destra corrisponde al Creatore che ci dirige, indipendentemente dai nostri atti. La linea sinistra corrisponde al Creatore, che ci dirige in altri termini, in funzione dei nostri atti, ci che corrisponde alla punizione per i nostri atti cattivi e la ricompensa per i buoni. Quando l'uomo sceglie la linea destra, deve dirsi che tutto ci che succede o non succede, non ha per origine che i desideri del Creatore, organizzato secondo i Suoi piani e, che niente dipende dall'uomo stesso. In questo caso, non ha nel suo conto nessuno atto, n alcun merito, tutti i suoi atti sono costretti sotto l'azione delle inspirazioni che riceve dall'esterno. la ragione per la quale l'uomo deve ringraziare il Creatore per tutto ci che riceve da Lui. Riconoscendo che il Creatore lo conduce verso l'eternit, pu provare dell'amore per Lui. Avanzare possibile solo alleando in modo adeguato le linee destra e sinistra, scegliendo precisamente la centrale. Se l'uomo ha cominciato ad avanzare da un punto di origine, scelta con precisione, ma non sa esattamente in quale modo verificare continuamente il suo orientamento e correggerlo, devier dalla giusta strada, o a destra o a sinistra. Anche se ha fatto appena uno scarto di un millimetro, anche se l'uomo insegue la sua strada nella buona direzione, ad ogni passo, il suo errore continua a crescere, ed egli si scoster sempre di pi dallo scopo. Fin nella sua discesa nei gradi spirituali, la nostra anima una parte del Creatore, un punto che gli appartiene, che la radice della nostra anima. Il Creatore pone l'anima nel corpo affinch, una volta che lei si trova, si eleva coi desideri del corpo e si unisce di nuovo col Creatore. In altri termini, la nostra anima si installa nel nostro corpo, ci che si chiama la venuta al mondo dell'uomo, affinch, dopo avere vinto i desideri del corpo, e malgrado essi si sollevano durante la vita dell'uomo in questo mondo al livello che possedeva prima della sua discesa nel nostro mondo. Dopo aver sormontato i desideri del corpo, l'anima che ha raggiunto il livello spirituale da cui discesa, perviene oltre le delizie che aveva nel suo stato iniziale quando si era separata dal Creatore e, da un semplice punto, si trasforma in un corpo spirituale voluminoso, 620 volte pi grande del punto iniziale, prima della sua discesa nel nostro mondo. E' cos che nel suo stato finito, il corpo spirituale dell'anima composto da 620 parti o organi. Ogni parte o organo si chiama "comandamento". La luce del Creatore o il Creatore stesso ( identico), che riempie ogni parte dell'anima, si chiama Torah. Elevandosi al grado spirituale seguente, altrimenti detto compiendo un comandamento, con delle aspirazioni altruistiche di cui fa oggetto al momento in cui si eleva, l'anima riceve la Torah, essa si delizia della Luce del Creatore e dal Creatore stesso. Il vero cammino che conduce a questo scopo, passa dalla linea mediana che significa l'unione delle tre componenti, in un solo e stesso concetto: l'uomo, il sentiero che deve intraprendere, e la Torah.

I tre elementi della creazione sono in effetti riuniti: l'uomo che aspira a ritornare verso il suo Creatore, il Creatore che lo scopo al quale aspira l'uomo, e il sentiero che permette all'uomo, mentre lo percorre, di avere la conoscenza della Torah. Come abbiamo gi detto, non esiste nessun altro oltre il Creatore, e noi, noi siamo qualcosa che Lui ha creato, con il sentimento di un'esistenza propria. Man mano che progredisce spiritualmente, l'uomo ne ha chiaramente coscienza e la sente. Ma tutte le nostre sensazioni - "nostre", vale a dire che le percepiamo come essere in qualche modo "personali", sono delle reazioni che Lui ha creato in noi, in fin dei conti, le nostre sensazioni corrispondono a ci che Lui vuole che proviamo. Tuttavia, fintanto che l'uomo non ha raggiunto la conoscenza assoluta di questa verit, i tre elementi della creazione, lui, il suo sentiero verso il Creatore, e il Creatore stesso, sono visti da lui non come un solo e stesso tutto, ma come tre elementi distinti. Avendo raggiunto l'ultimo grado del suo svilupppo spirituale, altrimenti detto, essendosi elevato al grado da cui disceso la sua anima, tuttavia gi caricata dai desideri del corpo, l'uomo ha completato la conoscenza del Creatore nel suo corpo spirituale che si impregna della Torah, di tutta la luce del Creatore, del Creatore stesso. I tre elementi altre volte separati nelle sensazioni dell'uomo, l'uomo, il suo sentiero e il Creatore, sono allora riuniti in unico elemento, il corpo spirituale riempito di luce. E' la ragione per la quale, chi avanza deve continuamente controllarsi per progredire sul buon sentiero, per sapere se aspira con la stessa forza di desiderio ai tre elementi mentre essi sono ancora separati nella sua percezione, con una forza uguale, e ci dall'inizio del sentiero, unendoli in un solo e stesso tutto, come dovranno apparire alla fine del percorso, e come lo sono in questo stesso momento, ci che l'uomo non percepisce per il fatto della sua imperfezione. Se l'uomo aspira ad uno degli elementi pi di un altro, subito si allontana dal vero sentiero. Il modo pi facile per l'uomo di controllare se sul giusto sentiero, di porsi la domanda: aspiro a comprendere gli attributi del Creatore, ad aderire a Lui? "Se non sono per me stesso, per chi sono, e se non sono che per me stesso - come lo potrei poich sono insignificante". Questa affermazione che racchiude una contraddizione, illustra il rapporto dell'uomo e dei suoi sforzi per raggiungere lo scopo al quale aspira; l'uomo deve affermare che se non si aiuta da solo, chi lo far al su posto, e deve agire secondo il principio della retribuzione per le buone azioni e della punizione per le cattive, con la convizione che le sue azioni hanno delle conseguenze dirette e che costruisce lui stesso il suo avvenire, ma nello stesso tempo, deve dire in se stesso: chi sono per aiutarmi da solo ad uscire dalla mia natura senza che nessuno attorno a me possa aiutarmi. Se tutto si svolge secondo il piano del Creatore, a cosa servono i buoni sforzi dell'uomo? Infatti, il lavoro personale secondo il principio della retribuzione - la punizione, permette all'uomo di prendere coscienza che il Creatore che lo dirige e di ergersi al grado di coscienza al quale chiaro per lui che il Creatore che dirige tutto, e che tutto previsto in anticipo. Questo grado un preliminare. Senza accedervi, l'uomo non pu avere la convizione che tutto diretto dal Creatore. Prima di questo, l'uomo non in grado di prendere coscienza, n di agire secondo i principi propri a questo grado, e non che in questo modo che bisogna procedere per

capire l'organizzazione del mondo, altrimenti detto, l'uomo deve agire unicamente secondo le leggi che percepisce al grado dove si trova.

Capitolo 2
Non sono che gli sforzi compiuti dall?uomo nel suo lavoro, secondo il principio ?retribuzione-punizione?, che accedono alla fiducia totale del Creatore e possono vedere il vero mondo e la sua organizzazione. Allora, vedendo che tutto dipende dal Creatore, aspirano con le proprie forze al Creatore. Non bisogna allontanarsi dai pensieri e dai desideri egoistici e lasciare il proprio cuore vuoto. Non che riempendolo di aspirazioni spirituali, altruistici, e non egoistici, che si possono rimpiazzare i desideri di ieri nel loro contrario ed eliminare il proprio egoismo. Chi ama il Creatore prova immancabilmente della repulsione per l?egoismo perch sente su se stesso il male in tutte le sue manifestazioni e non vede in quale modo pu sbarazzarsene. Percepisce nettamente che non ha la forza di eliminarlo poich questa qualit stata data dal Creatore alle sue creature. L?uomo non ha la capacit di sbarazzarsi da solo del suo egoismo, ma ha talmente coscienza che questo egoismo il suo nemico, che lo distrugge spiritualmente, che lo odier a tal punto che il Creatore potr aiutarlo a disfarsene, a tal punto che potr utilizzarlo al profitto della sua elevazione spirituale. E? detto nella Torah: ?Ho creato il mondo unicamente per i giusti assoluti o per i peccatori assoluti?. Che il mondo sia stato creato per i giusti, possiamo capirlo, ma perch non stato creato per i giusti non assoluti o meglio per i peccatori non assoluti, ma per i peccatori assoluti, per essi che il Creatore ha creato l?universo? L?uomo accetta involontariamente l?onnipotenza del Creatore in funzione della percezione che ha di questa, buona e magnanima, se gli gradita, o meglio non gradita se soffre. Altrimenti detto, come l?uomo percepisce il mondo, cos percepisce il Creatore, buono o cattivo. L?uomo percepisce l?onnipotenza del Creatore sul mondo in due modi: o percepisce il Creatore, e allora tutto sembra bello, o gli sembra che sono le forze della natura e non il Creatore, che governano il mondo. L?uomo capisce col suo intendimento, che non cos, ma i suoi sensi determinano le sue relazioni con il mondo e non il suo intendimento, si sente in colpa prendendo coscienza della differenza tra i suoi sensi e il suo intendimento. Comprendendo che il Creatore desidera rallegrarlo, ci che non possibile che riavvicinandosi a Lui, l?uomo percepisce il suo allontanamento in rapporto al Creatore come qualcosa di negativo e si sente in colpa.

Tuttavia, se l?uomo si sente in colpa al punto che, malgrado tutto, grida verso il suo Creatore per chiedere soccorso, affinch si apra a lui in modo che gli dia delle forze per uscire dalla gabbia dell?egoismo ed entri nel mondo spirituale, il Creatore lo aiuter immediatamente. L?uomo, il nostro mondo e tutti i mondi spirituali sono stati creati per conoscere tali stati e, pervenendo allo stato di peccatore assoluto, l?uomo che ha gridato verso il Creatore, si erge a livello di giusto assoluto. Solo l?uomo liberato dalla sua colpevolezza e avendo preso coscienza della sua debolezza e della bassezza delle sue aspirazioni, diviene degno di percepire la magnificenza del Creatore. Pi importa all?uomo di essere vicino al Creatore, pi Lo percepisce, pi in grado di ricercare le sfumature ed i segni della Sua manifestazione; la meraviglia genera dei sentimenti nel suo cuore e risveglia la gioia in s. E? per questo che, se l?uomo vede che tutto non essendo meglio di coloro che lo circondano, che non hanno meritato una tale relazione particolare con il Creatore di cui fa l?esperienza, e non suppongono una relazione reciproca con il Creatore, che non si preoccupano di percepire il Creatore n di prendere coscienza del senso dell?esistenza e della progressione spirituale, ma lui, ha meritato, non si sa come, un?attenzione particolare nel fatto che il Creatore gli d la possibilit, non sarebbe che per riflettere persino sul senso dell?esistenza e alla relazione con il Creatore, se pu aver coscienza del carattere unico e dell?esclusivit di questa relazione del Creatore con lui, raggiunge un sentimento di gratitudine e di gioia infinite. Pi riesce ad apprezzare questa chance particolare, pi pu esprimere la sua gratitudine verso il suo Creatore, pi percepisce le sfumature possibili dei suoi sentimenti in ogni punto e in ogni momento della sua relazione con l?Alto, pi apprezzer la magnificenza del mondo spirituale che si apre a lui, e la magnificenza del Creatore, pi se ne rallegra con tanta pi sicurezza. Se si analizza la differenza radicale degli attributi del Creatore e della creazione, non difficile concludere che non possono coincidere che alla condizione che l?uomo si sbarazzi della sua natura di egoista assoluto e non abbia pi allora esistenza propria, pi niente lo separa dal Creatore. soltanto diventando cosciente che, senza vita spirituale, per quanto desideri vivere appassionatamente, un corpo considerato privo di vita, quindi l'uomo ha la possibilit di penetrare la vita spirituale e impregnarsi di spiritualit. Come pervenire ad uno stato che farebbe si che l?eliminazione degli interessi personali e dei pensieri della propria persona, come anche l?aspirazione implacabile di rimettersi al Creatore, divengano lo scopo dell?esistenza al punto che se questo scopo non raggiunto, appare una sensazione di morte? L?accesso ad un tale stato, possibile progressivamente secondo il principio dell?azione reciproca: pi l?uomo fa sforzi nella quiete di un cammino

spirituale, nello studio, nei tentativi di imitare gli elementi spirituali, pi convinto che non in grado di riuscire con le proprie forze. Pi l?uomo studia le fonti dello sviluppo spirituale, pi ha la sensazione che ci che studia diventa confuso. Pi si sforza di dirigersi verso i suoi maestri e i suoi amici conformemente a ci che ha appreso ? se veramente avanza spiritualmente ? pi sente che le sue azioni sono dettate dal suo egoismo. Ci si spiega col principio ?bisogna colpire per primo?: l?uomo non pu sbarazzarsi del suo egoismo che se vede che questo egoismo lo uccide, non gli permette di vivere la sua vera vita, eterna, piena di delizie. L?odio di fronte all?egoismo allontana l?uomo dall?uomo. La cosa principale di desiderare rimettersi interamente al Creatore prendendo coscienza della Sua grandezza (rimettersi al Creatore significa separarsi dal proprio ?io?). E? allora che l?uomo si deve rendere conto che c? un luogo di lavoro in questo mondo: i valori effimeri o i valori eterni? Perch niente esiste di ci che abbiamo prodotto, tutto passa. Sono solo eterne le strutture spirituali, come i pensieri, le azioni e i sentimenti altruistici. Altrimenti detto, sforzandosi con i propri pensieri, i propri desideri e i propri sforzi di assomigliare al Creatore, l?uomo crea questo stesso edificio di eternit. L?uomo ha la possibilit di avanzare sul sentiero rimettendosi al Creatore solo se ha coscienza della magnificenza del Creatore. E? lo stesso nel nostro mondo: se qualcuno appare grande ai nostri occhi, noi gli rendiamo con piacere un servizio e consideriamo che ci non perch abbiamo fatto qualcosa per lui, ma lui che, avendo accettato di prendere qualcosa da noi, ci ha testimoniato l?attenzione e ci ha gratificati avendo ricevuto da noi. Questo esempio mostra che lo scopo interiore pu modificare il senso di un?azione meccanica esteriore, prendere o dare, nel suo contrario. E? per questo che come l?uomo ha magnificato il Creatore, allo stesso modo pu dargli i suoi pensieri, i suoi desideri e i suoi sforzi e sentir che non d ma riceve dal Creatore, che riceve la possibilit di rendere un servizio, la possibilit di cui non sono degni che poche unit in ogni generazione. Ne segue da ci che il principale compito dell?uomo di magnificare il suo Creatore; altrimenti detto, di acquisire la fede nella Sua magnificenza e nella Sua potenza, la sola possibilit di uscire dalla gabbia dell?egoismo per penetrare i mondi spirituali. Come indicato nel paragrafo precedente, se l?uomo prova delle difficolt al di sopra delle sue forze, quando vuole improntare la via della fede senza preoccuparsi di se stesso, perch ha l?impressione di essere come separato dal resto del mondo, che come sospeso nel vuoto, senza appoggio e lascia il suo ambiente, la sua famiglia e i suoi amici per fondersi nel Creatore.

La sola ragione di questa impressione, l?assenza di fede nel Creatore, altrimenti detto, l?uomo non percepisce il suo Creatore, la Sua Presenza e la Sua onnipotenza, in altri termini, sprovvisto di fede. Appena comincia a sentire la presenza del Creatore, gi pronto a rimettersi totalmente a Lui e a seguirlo ad occhi chiusi, pronto a fondersi completamente in Lui, a disprezzo del buon senso. Lo scopo essenziale dell?uomo di sentire la presenza del Creatore. Orientare la sua energia, i suoi pensieri verso la percezione del Creatore vale la pena, perch, da quel momento, l?uomo cerca con tutta la sua anima di fondersi in Lui. Tutti i pensieri, le attivit, i desideri e il tempo dell?uomo, dovrebbero essere girati verso questo scopo e verso la percezione del Creatore nel risultato che si chiama fede. E? possibile accellerare questo processo se l?uomo accorda una certa importanza a questo scopo. E? pi questo importante ai suoi occhi, pi pu raggiungere la fede, altrimenti detto, sentire il Creatore. Pi sente il Creatore, pi questa sensazione cresce fino a divenire costante in lui. La chance, qualcosa che determinata dall?Alto, qualcosa sulla quale l?uomo non ha la capacit di influire in qualunque modo. Per contro, l?uomo ha l?obbligo, dall?Alto, di cercare se stesso, di pervenire a modificare la sua natura, poi dopo aver giudicato gli sforzi dell?uomo, il Creatore modifica questo Lui e lo eleva al di sopra del mondo. Prima che l?uomo faccia qualche sforzo, non deve in alcun modo contare sulle forze superiori, sulla chance e neanche su un?attenzione particolare che viene dall?Alto, deve intraprendere il suo compito avendo in mente che, se non lo compie, non potr arrivare a ci che vuole. Dopo aver terminato il suo compito, il suo studio o ogni altro sforzo, deve concludere che ci a cui pervenuto con i suoi sforzi, anche se non avesse fatto niente, in ogni modo, questo sarebbe stato la stessa cosa, perch tutto era gi pensanto dal Creatore. E? per questo che, chi desidera prendere coscienza di chi lo dirige veramente, deve, dall?inizio del suo cammino e in tutte le situazioni della vita, cercare di unire queste due contraddizioni. Per esempio, il mattino, l?uomo obbligato a cominciare la sua giornata abituale con lo studio e il lavoro, dopo aver eliminato dalla sua coscienza il fatto che il Creatore che dirige il mondo ed ognuno di noi. Deve lavorare come se il risultato finale non dipendesse che da lui. Alla fine del suo lavoro non deve in alcun caso permettersi di immaginarsi che ci che ha fatto il risultato dei suoi sforzi. Al contrario, deve riconoscere che,

anche se fosse rimasto sdraiato tutto il giorno, sarebbe in ogni modo pervenuto alla stesso risultato perch questo era gi nel disegno del Creatore. Tutte le nostre azioni possono essere divise in buone, neutre e cattive. Il lavoro dell?uomo, compiendo delle azioni neutre, consiste ad elevarle al livello delle buone azioni unendo la loro realizzazione mentale alla coscienza che il Creatore che dirige tutto. Per esempio, un malato che comprende molto bene che la sua guarigione dipende interamente dal Creatore, obbligato a ricevere da un medico reputato per la sua arte, un medicamento provato e noto e deve credere che l?arte del medico lo aiuter a sormontare la sua malattia. Ma, avendo preso i medicamenti prescritti dal medico, dopo la sua guarigione, l?uomo deve credere che senza il medico sarebbe in buona salute con l?aiuto del Creatore. E, invece di essere riconoscente verso il medico, deve ringraziare il Creatore, cos che l?uomo trasforma un?azione neutra in azione spirituale. Se agisce cos, in tutte le azioni neutre spiritualizza progressivamente tutti i suoi pensieri. Gli esempi citati e le spiegazioni sono necessarie perch queste domande sono una pietra di inciampo sul cammino dell?elevazione spirituale e, in pi, l?uomo che crede di conoscere i principi dell?organizzazione del mondo si sforza di aumentare artificialmente l?intensit della sua fede nell?onnipotenza del Creatore e, invece di lavorare su se stesso, per evitare gli sforzi, per dimostrare la sua fede o semplicemente con la sua pigrizia, prima di mettersi al lavoro decide che tutto nel potere del Creatore, e che di conseguenza tutti gli sforzi sono vani! Pu, dopo aver chiuso gli occhi in una fede cieca, evitare le questioni relative alla fede, ma senza risposta a queste questioni, si priva della possibilit di avanzare spiritualmente. E? detto: ?Guadagnerai il pane col sudore della fronte?. Tuttavia, dopo aver guadagnato qualcosa col proprio sudore, l?uomo ha delle difficolt a riconoscere che il risultato non dipende dal suo lavoro n dalle sue capacit, ma il Creatore che ha fatto tutto al posto suo. E ?col sudore della sua fronte? deve rinforzare in lui la fede nell?onnipotenza del Creatore. E? precisamente negli sforzi e tentativi datti per unire le contraddizioni apparenti dell?onnipotenza dell?Alto che non esistono che per il fatto della cecit dell?uomo, precisamente grazie all?antagonismo dei principi opposti e dunque incomprensibili, che guidano le azioni richieste da lui, e grazie alla discussione cos indotta che fa crescere chi ha compreso queste contraddizioni, che riceve nuove sensazioni spirituali. Ci che ha preceduto la creazione si riassume all?esistenza di un Creatore unico. Il principio della creazione risiede in ci che il Creatore ha separato da Se stesso un punto per dargli pi tardi degli attributi differenti ai Suoi.

Ci l?essenza stessa della creazione, perch dotano questo punto di egoismo, il Creatore lo ha come scacciato fuori da Se stesso. Questo punto il nostro ?io?. Ma come non esiste n luogo n distanza, il punto percepisce il suo allontanamento per rapporto ai suoi attributi originali come la dissimulazione del Creatore, altrimenti detto, non ha coscienza di questo allontamento, tra essi ci sono le tenebre create dall?egoismo di questo punto. L?abisso profondo cos creato, sentito dal punto come terribilmente vertiginoso se il Creatore desidera riavvicinarlo da Lui. Se il Creatore non desidera il riavvicinamento di questo punto, questi non sentono alcun abisso, e, in modo generale, non percepiscono n l?abisso, n la distanza per rapporto al Creatore, n il Creatore, non pu che immaginarli. L?abisso di tenebre che percepisce il punto, sono le sofferenze abituali che ci causano le difficolt materiali o le malattie, i figli e la famiglia, infine, tutto ci che ha creato il Creatore attorno al punto affinch per mezzo di questo ambiente, Egli possa avere un?azione sul punto. In quale modo e a quale scopo? Per mostrare all?uomo che per risparmiarsi le sofferenze, deve sbarazzarsi del suo egoismo, il Creatore crea nel mondo circostante, vale a dire i figli, il lavoro, i debiti, le malattie, i dispiaceri familiari, un tale stato di percezione della sofferenza nel punto, che la vita sembra un peso insopportabile, a causa degli interessi personali che mirano a raggiungere qualcosa, e appare un solo desiderio, di non volere pi niente, altrimenti detto, non avere alcun interesse, sfuggire ogni desiderio egoistico perch genera delle sofferenze. Non rimane all?uomo che una soluzione, chiedere al Creatore di essere sbarazzato da questo egoismo che lo obbliga a battersi per sormontare tutti i dispiaceri e che di conseguenza gli causano delle sofferenze. Nella prefazione al ?Talmud Eser sefiroth? (paragrafo 2), Rabbi Ashlag scrive: ?se stessimo attenti col nostro cuore alla questione della necessit di studiare la Cabal, sono sicuro che tutti i dubbi sparirebbero, come se non fossero mai esistiti?. E? per questo che la questione posta dall?uomo in fondo al suo cuore e non dalla sua intelligenza o dalla sua erudizione, altrimenti detto la questione gridata dal pi profondo di se stesso, il perch della sua esistenza, quale senso abbia, quale senso hanno le sue sofferenze che sono molto superiori ai suoi piaceri, perch la vita quando la morte sembra una soluzione facile e una salvezza, perch la vita nel corso della quale, se fa un semplice calcolo, le sofferenze superano di molto i piaceri, durante i quali non c? fine ai vortici della sofferenza fino a che, totalmente senza forzi e vuoti, noi la lasciamo. Chi in fin dei conti prende piacere o a chi faccio piacere o cosa mi attendo da questa esistenza? Bench inconsciamente ognuno di noi sia ossessionato da questa questione, persino ci colpisce in maniera inattesa fino a turbarci la mente e lasciarci senza

forza per intraprendere qualunque cosa, essa ci preoccupa e ci precipita nell?abisso oscuro della desolazione e della presa di coscienza della nostra insignificanza, nell?attesa di aver la chance di trovare una soluzione conosciuta e poi continuare ad esistere come ieri, lasciarsi andare al grado della corrente dell?esistenza senza pensare a niente di particolare. Come abbiamo gi detto, queste sensazioni coscienti, il Creatore le d all?uomo affinch possa comprendere progressivamente che tutti i suoi guai, la ragione di tutte le sue sofferenze, provengono dal fatto che cerca un interesse personale nel risultato delle sue azioni, che il suo egoismo, altrimenti detto il suo essere, la sua natura, lo obbligano ad agire a nome del suo ?benessere? perch soffre continuametne della realizzazione dei suoi desideri. Ma, se si sbarazzasse del suo interesse personale, qualunque sia, sarebbe subito libero da tutte le angosce del suo essere e, percepirebbe tutto ci che lo cironda senza dolore n sofferenza. Il mezzo per uscire dalla schiavit dell?egoismo ? la Cabal. Il Creatore la ha specialmente creata tra Lui e noi, tra Lui e il punto del nostro cuore, il nostro mondo con le sue sofferenze, per portare ognuno di noi alla sensazione della necessit di sbarazzarsi del suo egoismo, ragione di tutte le nostre sofferenze. Mettere un termine alle sofferenze e sentire il Creatore, fonte di piacere, non possibile che se l?uomo sente veramente il desiderio di sbarazzarsi del suo egoismo. I desideri nei mondi spirituali corrispondono alle azioni, perch i desideri veri e interi, conducono immediatamente all?azione. E? il Creatore Stesso che conduce l?uomo a decidere in modo definitivo di sbarazzarsi di ogni interesse personale in tutte le situazioni dell?esistenza, obbligandolo a soffrire al punto che il solo desiderio che resta di percepire continuamente le sofferenze, ci che non possibile che in assenza di ogni interesse personale e di ogni egoismo nelle situazioni della vita che si presentano a lui. Ma dov? il libero arbitrio, il suo diritto di scelta, quale sentiero improntare e cosa scegliere nella vita? Il Creatore stesso, spinge l?uomo a prendere una decisione. Per il fatto stesso che Egli mette una situazione piena di sofferenza al punto che la morte sembri pi dolce delle sofferenze, ma il Creatore non permette di mettere un termine alla sua esistenza e fuggire cos alle sofferenze e, in una situazione riempita di sofferenze insopportabili, improvvisamente, come un raggio di sole attraverso una nube, appare chiaro all?uomo che la sola soluzione possibile, non la morte, non la fuga, ma l?eliminazione dei suoi interessi personali. Questa soluzione la sola che conduca al riposto delle sofferenze insopportabili. Va da s che, il libero arbitrio non presiede a questa scelta, con la forza che l?uomo sceglie poich messo davanti all?obbligo di fuggire alle sofferenze. La scelta e la libert di scelta risiedono nel fatto che, mentre l?uomo esce un po? dal suo stato di abbattimento, deve mettere in applicazione la decisione presa,

attaccandovisi, mettersi alla ricerca, con l?azione, in modo da uscire dallo stato orribile che viene a sperimentare affinch lo scopo di tutti i suoi pensieri sia ?per il Creatore?, la vita ?in s?, non apportando che delle sofferenze. Questo lavoro permanente e il controllo dei suoi pensieri, si chiamano lavoro di purificazione. La sofferenza sentita per il fatto dell?interesse pesonale, motore delle situazioni della vita deve essere cos acuta da obbligare l?uomo ad essere pronto ad ?accontentarsi di un pezzo di pane, di un goccia d?acqua sul suolo nudo? per estirpare da s il suo egoismo, il suo interesse personale a vivere. Se interiormente pervenuto ad un tale stato, che si sente felice, entra nella sfera spirituale che si chiama ?il mondo a venire? ? l?Olam HaBa?. Altrimenti detto, se le sofferenze hanno obbligato l?uomo a prendere la decisione definitiva di rinunciare al suo egoismo per il proprio bene e, affich in seguito, con degli sforzi personali, tenendo costantemente in mente le sofferenze delle altre volte, intrattenendo e rinforzando questa decisione, raggiunga uno stato tale che lo scopo di tutte le sue azioni consiste unicamente a trarne un beneficio personale, al di l di quelli che gli sono necessari, nel timore di sentire di nuovo queste sofferenze insopportabili, che appaiono dalla manifestazione del minimo interesse personale. E questo stato fa s che, se potesse strapperebbe questo interesse completamente da se stesso, dalle sue preghiere, anche da ci che pi necessario, tanto che perverrebbe all?ultimo punto di deviamento dei suoi bisogni personali. Abitutato allora ad un tale modello di pensiero nella vita quotidiana, nelle sue relazioni, nella sua famiglia, nel lavoro, in tutti gli affari del mondo, senza distinguersi in niente che sia esteriore da coloro che lo circondano, mentre nel suo corpo, come un?abitudine, una seconda natura, non ha pi interessi personali, pu passare alla seconda parte della sua vita spirituale, pu deliziarsi del fatto che con le sue azioni fa piacere al Creatore. Il suo piacere non il suo piacere, ma quello provato dal Creatore perch ha ?eliminato? in s tutti i suoi bisogni nei piaceri personali. Questo piacere del Creatore infinito nel tempo e immenso in grandezza, perch non limitato dai bisogni personali dell?uomo che vede allora la bont e la magnificenza del Creatore nel fatto che Egli gli ha datto la possibilit di raggiungere la fortuna di fondersi in un amore eterno in Lui. Per pervenire a questo scopo della creazione, l?uomo impronta un cammino costituito da due tappe successive: la prima quella delle sofferenze e delle esperienze difficili fin quando esiste l?egoismo; la seconda, dopo che l?uomo ha raggiunto la prima parte del suo cammino, ed estrarre dal suo corpo tutti i desideri personali, ci consiste nel fatto che orienta tutti i suoi pensieri verso il suo Creatore, che gli permette di cominciare una nuova vita piena di piaceri spirituali e di calma eterna, ci che era il progetto del Creatore sin dall?inizio della Creazione.

Non obbligatorio astenersi assolutamente da tutto, al punto di accontentarsi di un pezzo di pane, di una goccia d?acqua o dormire sul suolo e cos insegnare al corpo a disfarsi del suo egoismo. Invece dell?eliminazione forzata dei desideri corporei, la Torah ci stata data, pi precisamente, la luce della Torah che pu aiutare l?uomo a sbarazzarsi della fonte dei suoi guai, del suo egoismo. Altrimenti detto, una forza indefinita, chiamata luce della Torah, pu dare all'uomo la forza di ergersi fuori dal carcano degli interessi del suo corpo. La forza spirituale contenuta nella Torah, agisce sull?uomo unicamente se crede che essa lo aiuter, che gli necessaria per vivere e non morire in sofferenze insopportabili, altrimenti detto, credere che lo studio lo conduca allo scopo e che ricever la retribuzione che attende dallo studio della Torah, la liberazione dei desideri egoistici. Come l?uomo prova una necessit veramente vitale di liberarsi, ricerca mentalmente e in permanenza il mezzo e, durante lo studio della Torah, desidera trovare il modo di come poter uscire dalla gabbia dei propri interessi. La fede dell?uomo nella Torah pi grande del suo sentimento di necessit di studiare e ricercare. Se tutti i suoi pensieri sono in permanenza occupati unicamente alla ricerca dell?eliminazione del suo egoismo, si pu considerare che la sua fede sia completa, ci che non pu essere il caso che se ha il sentimento di essere peggio di un morto se non pu effettivamente uscire da questo stato, perch le sofferenze generate dai suoi interessi personali sono immense. Non che se l?uomo cerca ostinatamente la sua salvezza, che la luce della Torah lo aiuta, che una forza spirituale gli data capace di ?estrarre? da lui il suo proprio ?io?. E? allora che si sente libero. Per chi non prova questa necessit in un modo generale o in particolare, la luce della Torah diviene tenebre, e pi studia, pi cade nell?egoismo, perch non utilizza la Torah secondo la sua funzione. E? per questo che abbordando lo studio della Torah, aprendo uno degli scritti del RASHBI, dell?ARI, di Rabbi Ashlag o del RABASH, ci impegnamo a ricevere dal Creatore la forza della fede nella retribuzione, a trovare alla fine del nostro studio il mezzo per cambiare, divenire degni che, il Creatore ci cambi che, la nostra fede nella retribuzione attesa cresca, ad acquisire la fiducia ed anche a trovare nel nostro egoismo la possibilit di ricevere dall?Alto questo dono, che la nostra trasformazione in uno stato spirituale opposto. Anche chi non ha conosciuto tutte le sofferenze che obbligano a rinunciare totalmente agli interessi personali, la luce della Torah lo aiuter in ogni modo e, invece delle sofferenze indotte dall?egoismo, conoscer un altro modo di percorrere il suo sentiero.

Nella lotta con la nostra ostinazione originale, che si manista con l?assenza del desiderio di rinunciare al nostro egoismo e con la nostra propensione a dimenticare le sofferenze che ci causa, la luce che emana dagli scritti cabalistici ci aiuta. La riparazione forza che agisce grazie alla preghiera che il Creatore percepisce nel cuore dell?uomo. La vera preghiera e la sua risposta, la salvezza, non sono possibili che a condizione che l?uomo compia degli sforzi completi, faccia tutto ci che gli possibile, in quantit e, particolamente, in qualit. L?aspirazione a trovare la sua salvezza deve essere tale che si concentrer il proprio pensiero e la propria attenzione durante lo studio per trovare ci che necessario alla propria salvezza nella Torah, nelle sue lettere e nel suo senso profondo, l dove l?uomo si cerca e cerca ci che lo riguarda, cerca ci che detto sul modo di estrarre da se stesso il suo ?io?. E? per questo che, se le sofferenze non sono ancora ?strette? l?uomo come un animale selvaggio spaventato in un angolo della sua gabbia, se esiste ancora nei recessi del suo cuore un desiderio di piacere, altrimenti detto, che non ha preso coscienza ancora pienamente e che le sofferenze non gli hanno fatto capire che l?egoismo il suo solo nemico, l?uomo non pu fornire tutti gli sforzi, ne pu trovare nella Torah le forze e il sentiero per uscire dall?imprigionamento del suo egoismo ed per questo che non perviene a liberarsi. Bench all?inizio dello studio l?uomo sia ben deciso a studiare la Torah con questo scopo, durante lo studio, questo pensiero lo lascia malgrado lui, perch i desideri, come abbiamo gi detto, determinano i nostri pensieri e il cervello, la nostra ragione, come uno strumento ausiliario, non ricercano che la soddisfazione dei nostri desideri. La differenza tra lo studio della parte rivelata della Torah e di quella parte velata, la Cabal, risiede nel fatto che, studiando la Cabal pi facile trovare quella forza che aiuta l?uomo ad uscire dal suo egoismo perch, studiando la Cabal, l?uomo studia direttamente la descrizione delle azioni del Creatore, gli attributi del Creatore, i suoi attributi e in cosa questi differiscono dagli spirituali, l?obiettivo del Creatore nella creazione e i mezzi di riindirizzare il proprio ?io?. E? incomparabilmente pi facile orientare i propri pensieri verso lo scopo necessario esposto qui sopra. D?altronde, la Luce della Torah, quella forza spirituale che aiuta l?uomo a lottare contro il suo egoismo molto pi grande durante lo studio della Cabal della luce ricevuta studiando la parte rivelata della Torah e la descrizione delle azioni spirituali nella lingua del nostro universo, analizzando le azioni materiali, iniziando delle discussioni giuridiche, perch le azioni spirituali ? che sono nasoste dietro le parole ? gli sfuggono.

Chi studia la Torah per trarne delle conoscenze, pu studiarla nella sua semplice espressione, ma chi studia la Torah per effettuare la sua riparazione, la studier di preferenza con l?aiuto della Cabal. La Cabal la scienza relativa al sistema delle nostre radici spirituali che emanano dall?Alto secondo delle regole strette, che si uniscono e finiscono all?unico e supremo obiettivo ?la conoscenza del Creatore da parte delle creazioni che si trovano in questo mondo?. La Cabal, altrimenti detto, la conoscenza del Creatore, si compone di due parte: ci che enunciato negli scritti dei Cabalisti, vale a dire da coloro che hanno una conoscenza del Creatore, e ci che conosciuto da coloro che sono dotati di ?vasi? spirituali, le cui aspirazioni sono altruistiche, nei quali possono ricevere, proprio come in un vaso, le sensazioni spirituali, altrimenti detto, percepire il Creatore. Bench ognuno possa acquistare opere di Cabal, solo chi ha lavorato per sviluppare delle aspirazioni altruistiche spirituali, ha la possibilit di comprendere e apprendere ci che annunciato in queste opere, ma non pu trasmettere le sue sensazioni a chi non ha acquisito degli attributi altruistici. Se dopo ogni elevazione spirituale, l?uomo si abbassa di nuovo verso dei desideri impuri, i buoni desideri che esistevano in lui durante la sua progressione spirituale si legano agli impuri. L?accumulo dei desideri impuri aumenta progressivamente. E? cos fintanto che l?uomo potr costantemente restare in uno stato spirituale di desideri esclusivamente puri. Quando l?uomo ha terminato il suo lavoro ed ha messo a nudo tutti i suoi desideri, riceve dall?Alto una tale forza di luce che sbarazzato dalla conchiglia del nostro mondo e diviene un abitante permanente dei mondi spirituali, ci di cui non dubita il suo ambiente. Il lato destro o la linea destra corrisponde ad uno stato che si caratterizza dal fatto che il Creatore ha sempre ragione agli occhi dell?uomo che giustifica l?onnipotenza del Creatore. Questo stato si chiama fede. Dai primi tentativi di sviluppo spirituale e di elevazione, l?uomo deve cercare di agire come se fosse pervenuto ad una fede totale nel suo Creatore, deve rappresentarsi nella sua mente che Lo percepisce con tutto il suo corpo, che il Creatore dirige il modo con un?assoluta bont, e che l?insieme del mondo non riceve da Lui che del bene. Considerando la sua condizione, l?uomo si percepisce essere privo di tutto ci che desidera, e che guardandosi attorno, pu convincersi delle sofferenze dell?insieme dell?universo, deve malgrado tutto dirsi che ci che vede un piano snaturato del mondo che vede attraverso il prisma del suo egoismo, e che vedr il vero piano quando perverr allo stato di altruismo assoluto,

quando vedr che il Creatore dirige il mondo al fine di portare le creazioni ad una delizia totale. Questo stato che fa si che l?uomo abbia una fede nella bont assoluta del Creatore pi grande di ci che vede e sente, si chiama fede messa al di sopra della ragione. L?uomo non in grado di valutare il vero grado dove si trova e determinare se sta vivendo uno stato di elevazione spirituale o, al contrario, di caduta spirituale. Pu sentirsi in una fase di caduta spirituale ma, infatti, il momento in cui il Creatore gli mostra la sua vera natura, gli fa scoprire che senza piacere personale, non capace di fare niente che non oscura nella malinconia o anche nella depressione o la collera, perch il suo corpo non riceve sufficientemente piacere da questa vita. Infatti, si tratta di una elevazione spirituale perch l?uomo in questo preciso momento pi vicino alla verit di quanto lo fosse prima quando si sentiva semplicemente bene, come un bambino, in questo mondo. E? per questo che detto: chi accresce le sue conoscenze accresce le sue pene. Quando l?uomo pensa che si eleva spiritualmente, forse si illude e prova un piacere personale e dell?autosoddisfazione. Solo chi percepisce il Creatore e la Sua onnipotenza sulle creature pu vermanete sapere a quale grado di progressione si trova. Tenuto conto da ci che precede, non difficile capire che pi l?uomo progredisce lavorando su se stesso nei suoi tentativi di correggere il suo egoismo, pi fa sforzi, pi ogni tentativo, ogni giorno passato, ogni pagina girata lo fanno dubitare della possibilit di pervenire a qualcosa. Pi l?uomo si dispera nei suoi tentativi, pi esige allora dal Creatore di uscire da questo baratro nero (dall?oscurit dei desideri del corpo) nel quale si trova. Tenuto conto di ci che precede, non difficile comprendere che pi l?uomo progredisce lavorando su se stesso nei suoi tentativi per correggere il suo egoismo, pi fa sforzi, pi ogni tentativo, ogni giorno passato, ogni pagina girata lo fanno dubitare della possibilit di pervenire a qualcosa. Pi l?uomo si dispera nei suoi tentativi, pi esige dal Creatore di uscire da questo baratro nero (dall?oscurit dei desideri del corpo) nel quale si trova. E? cos che fintanto che l?uomo non ha fatto tutto ci che in suo potere e non si convinto che non in grado di aiutarsi da solo, che solo il Creatore che crea tutti questi ostacoli affinch l?uomo sia obbligato a girarsi verso di Lui per chiedergli soccorso, affinch voglia trovare il legame che lo unisce a Lui. E? la ragione per la quale la richiesta deve provenire dal profondo del cuore, ci che non possibile fintanto che l?uomo non esaurisce tutte le sue possibilit e non si convinca che senza forza. Non che allora che capae di formulare la sua richiesta che proviene dal pi profondo di se stesso, richiesta che diviene il suo unico desiderio, poich convinto che solo un miracolo

dall?Alto pu salvarlo dal suo pi grande nemico, il suo ?io?. E? solo a questa preghiera che risponde il Creatore che cambia il cuore egoista dell?uomo in cuore spirituale, il suo cuore di pietra in cuore di carne. Fintanto che il Creatore non gli avr fatto effettuare un ritorno, pi l?uomo avanzer, pi diverr malvagio ai propri occhi. Ma, infatti, sempre stato cos. Semplicemente, con l?acquisizione di una certa comprensione degli attributi dei mondi spirituali, sente sempre di pi quanto all?opposto dei suoi desideri. Se l?uomo, malgrado la fatica e la disperazione nata dai suoi tentativi di dominare il suo corpo con i propri mezzi, e se dopo aver fatto i suoi conti ed essersi persuaso non vede come uscirne, pu tuttavia con la forza della mente, avendo coscienza della vera ragione del suo stato mentale, creare in s un umore ottimistico e gioioso che testimonia che crede nella giustizia dell?organizzazione del mondo, nell?onnipotenza e nella bont del Creatore, diviene spiritualmente capace di percepire la luce del Creatore, perch avr costituito la sua relazione in relazione alla fede, elevandola al di sopra della ragione. Non c? nell?esistenza del momento di progressione spirituale pi prezioso che quando l?essere sente che ha esaurito tutte le sue forze, quando, dopo aver fatto tutto ci che poteva immaginarsi, non pervenuto a ci che desiderava. E? solo in quell?istante che pu chiamare il Creatore dal pi profondo di se stesso, perch totalmente convinto che tutti i suoi sforzi non lo aiuteranno pi in niente. Avendo esaurito tutte le forze nella ricerca di un?uscita dalla sua situazione, l?uomo ancora sicuro che otterr con esse ci che desidera, non potr illudersi ed implorare sinceramente soccorso nella sua preghiera, il suo egoismo superando i suoi pensieri, lui stesso essendo persuaso che ha l?obbligo di raddoppiare i suoi vani sforzi. Non che una volta convinto di essere il pi debole di tutti gli esseri nella lotta contro il suo egoismo, che l?uomo perviene a prendere coscienza della sua debolezza e della sua insignificanza. E? allora pronto a piegarsi e a pregare il Creatore. La fede nell?unit del Creatore significa che l?uomo percepisce con tutto il suo essere il mondo nella sua totalit, notamente se stesso, come uno strumento tra le mani del Creatore. Al contrario, se l?uomo considera che anche capace in un modo o in un altro, di influenzare gli avvenimenti, questo si chiama credere alle molteplici forze della natura, e non in un Creatore solo e unico. E? per questo che distruggendo il proprio ?io?, l?uomo si mette in conformit con il vero mondo nel quale, all?eccezione della volont del Creatore unico, niente esiste. Ma se l?uomo non pervenuto ad un tale grado, non ha il diritto di considerare che non esiste che il Creatore in questo mondo, e incrociare le braccia.

Pervenire ad un tale grado che fa si che si abbia la sensazione che niente esiste al mondo oltre il Creatore, non possibile che con un lavoro assiduo e con uno sviluppo interiore di aspirazioni corrispondenti. Non che dopo aver percepito, in tutte le sensazioni vissute, una comunione vera con il Creatore, altrimenti detto a livello del mondo di Atziluth, che l?uomo raggiunge l?unit del Creatore, e in quel momento, sicuramente, agisce in conformit con questa vera realt. Prima di pervenire a questo grado, deve agire conformente al livello al quale si trova, e non a quello che non pu che immaginarsi nei suoi fantasmi. Il vero lavoro su se stesso consiste, per l?uomo, di avere la convizione che tutto dipenda dalle sue forze all?inizio del lavoro, ma che ci a cui pervenuto grazie ai suoi sforzi, lo avrebbe in ogni modo ottenuto senza questi, poich dal suo inizio, la creazione si sviluppata secondo il piano del Creatore, secondo il Suo piano della creazione. L?uomo non deve pensare cos, che dopo aver fatto tutto ci che dipende da lui. L?uomo non pu capire da solo questo attributo spirituale che sono l?altruismo assoluto e l?amore, il suo intendimento non in grado di prendere coscienza dell?esistenza di un tale avvicinamento nel mondo perch l?uomo trae obligatoriamente un vantaggio personale da tutto ci che fa, altrimenti detto non potrebbe fare alcun gesto. Una tale capacit non data all?uomo che dall?Alto, e solo chi dotato pu prenderne coscienza. Ma se questa capacit data all?uomo dall?Alto, perch fare degli sforzi per pervenirvi? Gli sforzi fatti non apporteranno a niente, fintanto che il Creatore non aiuter l?uomo e non gli dar dall?Alto nuovi attributi, una nuova natura? L?uomo deve esprimere ?dal Basso? una preghiera, una richiesta, un desiderio affinch il Creatore trasformi le sue qualit. Non che se il desiderio veramente forte che il Creatore pu rispondergli. E? giustametne per sviluppare in s un desiderio forte per ottenere una risposta dal Creatore, che l?uomo deve fare molti sforzi. E? nel tentativo di raggiungere lo scopo con i propri mezzi, che l?uomo prende coscienza che non ha in se stesso, n il desiderio, n la capacit di raggiungere questo scopo. E? allora che l?uomo prova il bisogno autentico di pregare il Creatore, di liberarlo dai suoi attributi originali e dargliene dei nuovi. Non tuttavia possibile, senza che l?uomo non metta tutte le sue forze nei suoi tentativi e che lui stesso non si convinta che esse sono infruttuose. Non che al suo grido dal pi profondo del cuore che il Creatore risponde. Questa richiesta che lo aiuta a cambiare i suoi sentimenti, l?uomo non pu formularla che dopo essersi convinto che nessuno dei suoi desideri, nessuna delle cellule del suo corpo non sia pronta e che la loro natura sia modificata per abbandonarsi al Creatore senza condizione alcuna, altrimenti detto, che in quel preciso momento tanto schiavo della sua natura che desidera divenire schiavo dell?altruismo.

E? unicamente prendendo csocienza che non c? alcuna speranza affinch il suo corpo sia d?accordo con un tale cambiamento, che l?uomo pu gridare verso il Creatore per chiedere dell?aiuto dal fondo del cuore, ed allora che il Creatore riceve la sua richiesta e vi risponde trasformando il suo egoismo nel suo contrario, l?altruismo; l?uomo si riavvicina allora al Creatore. Se l?uomo pensa a ci che gli apportano tutti i suoi sforzi personali per ottenere molte cose in questo mondo, arriva alla conclusione che non cos difficile lavorare per cercare di trasformarsi, perch suo malgrado deve lavorare, e cosa resta alla fine dei suoi giorni di tutti i suoi sforzi? Chi pervenuto a modificare i suoi attributi sente in s il piacere dei suoi sforzi spirituali perch vede in nome di chi lavora, ed per questo che gli sforzi per se stessi sono percepiti non come essendo penosi, ma come gioiosi e pi sono grandi, pi l?uomo li compie con allegria e sente immediatamente un?immensa ?retribuzione? eterna per ognuno di essi. Esistono degli esempi nel nostro mondo che mostrano che l?entusiasmo elimina la difficolt davanti agli sforzi importanti: se si ha molta stima di qualcuno e, ai nostri occhi, il pi grande di questo mondo, per lui, tutto ci che vuoi siete in grado di fare, lo farete con la gioia di avere avuto questa possibilit, e ogni sforzo vi sembrer, al contrario un piacere alla maniera di ci che prova chi ama ballare o fare degli sforzi fisici e per chi i movimenti non sono un lavoro ma un piacere.

Capitolo 3
La luce nel suo insieme e tutte le delizie che il Creatore desidera dare alle creazioni, costituiscono l'anima generale di tutte le creazioni o la shekin. La luce predeterminata per ciascuno di noi, l'anima di ciascuno di noi, corrisponde ad una parte dell'anima generale. Ciascuno deve ricevere questa parte come trasforma i suoi desideri. L'uomo non pu percepire il Creatore, la sua anima che alla condizione di trasformare il suo desiderio di dilettarsi. Questo desiderio si chiama "recipiente (keli) dell'anima. Cio, l'anima costituita da un recipiente e dalla luce che emana del Creatore. Se l'uomo ha trasformato completamente il suo recipiente egoista, in recipiente altruistico, questo recipiente si fonde perfettamente con la luce perch ne ha acquisito le qualit. L'uomo diventa cos uguale al Creatore, si fonde totalmente in Lui con le sue qualit. L'uomo prova allora tutto ci che si trova nella luce che lo riempe. Non esistono nella nostra lingua parole che permettono di descrivere questo stato. Questo perch si dice che il totale di tutti i piaceri nel mondo costituisce la scintilla del fuoco eterno del piacere che l'anima riceve quando si fonde nel Creatore. Non si pu progredire sui gradi della scala spirituale se non secondo la legge della linea mediana, kav emtsa. Il principio di questa linea pu essere caratterizzato succintamente cos: " ricco colui che felice di ci che

possiede", ci che comprende della Torah e dei comandamenti gli sufficiente, la cosa principale di poter in questo modo rispondere al desiderio del Creatore che ha per di pi il sentimento di avere risposto al desiderio del Creatore in tutte le sue sottigliezze, ed felice come se il migliore destino del mondo gli fosse stato riservato. L'uomo prova questa sensazione se pone al di sopra di s il Creatore, se ne fa il re dell'universo. E' di conseguenza felice di ci che tra i miliardi, il Creatore lo abbia scelto indicandogli con i libri dei maestri ci che si aspetta da lui. Questo approccio spirituale corrisponde al desiderio di dare, hafets hessed. Nel caso presente, gli attributi dell'uomo coincidono con gli attributi dell'oggetto spirituale che si chiama Binah. Non in ci che risiede la perfezione dell'uomo, perch l'uomo che non utilizza la sua intenzione per effettuare questo lavoro si chiama ani be aat (povero in conoscenze), perch non sa niente della relazione delle sue azioni e delle loro conseguenze spirituali, cio agisce inconsapevolmente, senza comprendere ci che fa, mosso unicamente dalla fede. Questo perch l'uomo ha il dovere di fare molti sforzi per agire spiritualmente in conoscenza di causa, per sentire che il suo pensiero deve "essere diretto verso il Creatore". Comincia ad avere la sensazione di non elevarsi, ma al contrario, ad ogni atto, ha l'impressione che veramente sempre pi lontano dalla suo intenzione di fare piacere al Creatore al grado dove il Creatore desidera fargli piacere. L'uomo deve ricevere allora le conoscenze che gli permetteranno come prima, di essere felice di sentire la sua perfezione. a questa situazione che corrisponde la linea mediana, kav emtsa. Progressivamente, acquisendo altre conoscenze, aumentando la sua linea sinistra, kav smol, si incamminer verso la perfezione totale. Spieghiamo ancora una volta in che cosa consiste il lavoro della linea mediana. L'uomo deve cominciare la sua progessione spirituale a partire dalla linea destra, con un sentimento di perfezione spirituale, di contentezza della sua sorte, con il desiderio di rispondere senza ritorno ed in modo disinteressato ai desideri del Creatore. Qual la parte di piacere nella sua ricerca spirituale? Gli basta perch crede che guidato personalmente dal Creatore, che il Creatore desidera che provi queste sensazioni nella sua ricerca spirituale. Qualunque cosa provi, queste sensazioni vengono emanate dal Creatore. felice di avere il sentimento di essere guidato spiritualmente e di essere rifinito, ha consapevolezza della sua perfezione e ne ringrazia il Creatore. Manca in questo processo la linea sinistra secondo la quale l'uomo deve verificare la sua situazione "heshbon nefesh". Questo lavoro interiore opposto al lavoro della linea destra di cui l'essenza risiede nello spirituale e nel Creatore, senza nessuna relazione con l'uomo e il suo sentimento. Quando l'uomo comincia a controllare la sua vera natura, la seriet della sua relazione con lo spirituale, il suo grado di perfezione, prende allora coscienza che

piantato in un egoismo meschino e che non capace di portare piacere agli altri, al Creatore. Scopre il male in s, comprende bene questo male che si sforza di eliminare tanto che egli potr fare degli sforzi per sormontarlo e chiedere aiuto nelle sue preghiere affinch veda, che per mezzo delle proprie forze, non in grado di fare niente. Due linee opposte sono presenti nell'uomo: la destra, che fa si che abbia la sensazione che tutto nel potere del Creatore e, di conseguenza, perfetto, con l?idea che non desidera niente, felice. La linea sinistra, che lo spinge nella sensazione che non ha nessun legame con lo spirituale, non giunto a niente, abita sempre, come prima, nella sua conchiglia di egoismo e a non chiedere aiuto al Creatore per uscire da questa situazione. Dopo avere percepito il male in s, e malgrado questo male, se fa fede al suo buonsenso che lo persuade dell'inutilit del suo lavoro per trasformare il suo egoismo, ringrazia il Creatore di ci che prova e pensa di aver raggiunto la perfezione, felice dunque come era prima di controllarsi, poi progredisce secondo la linea mediana. necessario procedere continuamente ad un controllo, di "non abusare" dell'autocritica che corrisponde alla linea sinistra per essere costantemente in armonia con la linea mediana, questo si ha solamente quando l'uomo progredisce spiritualmente delle "due gambe ". Esistono due livelli (non confondere coi 4 livelli dei desideri: non animato, vegetale, animale, dotato della parola) di sviluppo dell'uomo: l'animale e l'uomo. Quello dell'animale, ne abbiamo l'esempio nel mondo animale, tale gli animali nascono, tali continuano a vivere senza svilupparsi. Quello di cui sono dotati alla loro nascita basta a tutta la loro esistenza. E? uguale per l'uomo, che possiede le stesse caratteristiche, tale era quando stato educato ad imparare ad osservare i comandamenti, tale rimane, e con lo stesso intendimento li mette in pratica, tutte le aggiunte non sono che quantitative. La natura umana costruita per evolversi in modo diverso: l'uomo nasce egoista e quando se ne accorge, cerca di correggersi. Se l'uomo desidera avere effettivamente la fortuna che il Creatore si riveli a lui, allora: Questo desiderio deve essere pi forte di tutti gli altri al punto di non provarli pi. Inoltre, questo desiderio deve essere costante: il Creatore essendo eterno, i Suoi desideri sono immutabili, anche l'uomo che desidera avvicinarsi al Creatore, deve possedere questo attributo, cio il suo desiderio deve essere costante e non cambiare in funzione delle circostanze. Deve provare dei desideri altruistici per "dedicare" i suoi pensieri ed i suoi desideri al Creatore, ci che corrisponde al livello "hessed, katnut, rakhamim", finch beneficer della luce della fede che conferisce sicurezza all'uomo.

La conoscenza assoluta e perfetta del Creatore si deve meritare. Il risultato delle azioni dell'uomo dipender dal suo livello spirituale, se la luce del Creatore brilla, non ci sono differenze tra i gradi, poich l'uomo riceve simultaneamente dal Creatore il recipiente dell'anima e la luce dell'anima. Questo perch la conoscenza acquisita percepita come perfetta. Abitualmente, l'uomo vive in perfetta armonia col suo corpo: il corpo gli detta i suoi desideri ed i suoi sforzi sono pagati dalla sensazione di diletto che l'uomo prova. Il diletto di natura spirituale ma nel nostro mondo, deve essere legato ad un supporto materiale: deve incarnarsi in un inviluppo materiale (il cibo, il sesso opposto, la musica ecc.), affinch l'uomo possa provare questa sensazione di diletto nel suo rivestimento materiale. All'interno di noi, nelle nostre sensazioni interiori, proviamo semplicemente un piacere, ma non possiamo separarlo interamente dal suo supporto. Le persone si distinguono secondo il tipo di vettore di piaceri. Il piacere bene spirituale e lo sentiamo nel nostro cervello sotto forma di impulsi elettrici. In principio, eccitando il nostro cervello con i segnali elettrici, possibile riprodurre le sensazioni di tutti i piaceri. Siccome siamo abituati gi a provarli sotto forma di certi vettori, il piacere puro e semplice si accompagner della sensazione del suo vettore, l'uomo sentir dei suoni, percepir il gusto di una pietanza, ecc. chiaro che l'uomo ed il suo corpo sono al servizio uno dell'altro: l'uomo retribuisce gli sforzi del corpo, il suo lavoro, sotto forma di piacere. Questo perch, se l'uomo vede che il suo corpo d'accordo a lavorare, significa che percepisce la ricompensa che designata dal termine generico "piacere". Fuggire dalle sensazioni sgradevoli anche una forma di piacere. Questo un segno manifesto che l'atto compiuto di natura egoistica. E al contrario, se l'uomo vede che il suo corpo resiste e chiede: "Perch lavorare?", ci significa che non vede piacere pi grande che il momento presente, o almeno sufficiente per sormontare la sua inspirazione alla tranquillit, non vede i vantaggi di un cambiamento del suo stato. Se l'uomo desidera prendere le sue distanze di fronte a calcoli del suo corpo e se si mette in quiete di migliorare la condizione della sua anima, il suo corpo non potr fare il pi piccolo movimento senza avere la percezione dei vantaggi evidenti che pu trarne. L'uomo non ha la capacit di obbligare il corpo a lavorare. E' per questo che non resta che una sola cosa, chiedere al Creatore aiuto per progredire. Il Creatore non cambier il corpo dell'uomo, non cambier le leggi della natura e non far dei miracoli. In risposta ad una vera domanda-preghiera, il Creatore dar all'uomo l'anima-forza per agire secondo le leggi della Verit. evidente che, se l'uomo rispetta tutte le prescrizioni della Torah, ma non percepisce i limiti del suo corpo, non ha bisogno di ricevere un'anima, una forza di progressione spirituale.

Tutti i piaceri sono comparabili e relativi, gli uomini non possono essere felici tutti in modo uguale, perch l'egoismo riguarda non solo il piacere provato dall'uomo preso individualmente di ci che possiede, ma anche ci che non possiedono gli altri. la ragione per la quale non possibile costruire una societ giusta basata su uno sfruttamento corretto dell'egoismo. L'inconsistenza delle utopie basate su questo principio dimostrata da tutte le utopie dell'umanit: nelle societ antiche, nei kibbutzim israeliani, nei tentativi di costruzione del socialismo. Non possibile fare piacere a ciascuno in una societ egoista: l'uomo si paragona sempre agli altri, un fenomeno manifesto nelle piccole agglomerazioni per esempio. La Cabal descrive la struttura delle radici spirituali che sono organizzate, le une rispetto alle altre, secondo le leggi immutabili che si uniscono per mostrare uno dei loro scopi supremi - "la conoscenza del Creatore per le creazioni che sono in questo mondo". La terminologia cabalistica legata sempre agli elementi spirituali o alle loro azioni. Di conseguenza, non possibile studiarla che prendendo in considerazione il processo della creazione del mondo. La Cabal spiega, e chi studia lo comprende da solo, che il tempo non esiste e che invece del tempo, ci sono delle catene di cause e le loro conseguenze che, a loro volta, diventano le cause delle seguenti conseguenze, la nascita di nuove azioni o elementi. In principio, nel nostro mondo, leghiamo la nozione di tempo alla sensazione di processo di causa ad effetto interiore. Anche la scienza afferma che il tempo, proprio come lo spazio, sono delle nozioni relative. Il luogo o lo spazio corrispondono al desiderio di provare del piacere. L'azione un piacere o il rifiuto di un piacere. "In principio", cio prima dell'inizio della creazione, non c'era che il Creatore. Lui stesso, non possiamo definirlo con un altro termine, perch ogni nome significa la conoscenza dell'entit nominata e, siccome non sappiamo di Lui che il fatto che ci ha creati, non possiamo chiamarlo che il Creatore, l'Eterno, ecc. La luce emanata dal Creatore, il desiderio del Creatore di dare nascita ad una creazione e di dargli la sensazione di provare piacere. solamente secondo questa luce che emanata dal Creatore, che possiamo avere un'idea del Creatore. Secondo la sensazione di luce, abbiamo un?idea pi precisa, non del Creatore, ma delle sensazioni che desidera far nascere in noi. Diciamo di Lui, dunque, che desidera procurarci del piacere.

Questo piacere non si trova nella luce, ma nasce in noi a partire dall'azione della luce sugli organi dei nostri sensi spirituali, come per esempio, non c' nel gusto della carne il piacere che prova colui che se ne diletta, non che mettendo solamente questa in contatto col nostro organo sensoriale, che proviamo una sensazione di piacere. Ogni azione, spirituale come fisica, costituita da un pensiero e dall'azione che incarna questo pensiero. Il disegno del Creatore, di procurare del piacere alla sua creazione e, conformemente a questo principio, procura del piacere. Questa azione si chiama "dare con lo scopo di dare". Si tratta di un'azione semplice, perch lo scopo e l'azione coincidono. Le creazioni sono egoiste, cio l'uomo non pu avere altro scopo che provare del piacere. Per ci, l'uomo pu agire di due modi: o ricevere, o dare per ricevere ci che vuole, vale a dire che bench si sforzi di dare, non insegue mai che un solo scopo: quello di ricevere. Se l'azione realizzata nella stessa direzione dello scopo, vale a dire che l'azione si fa allo scopo di ricevere, si tratter di un'azione semplice. Se il movimento si fa secondo il principio di "dare ", ma lo scopo di ricevere, e nel nostro mondo non pu esserci altro scopo che quello di ricevere, questa azione qualificata nel complesso, perch lo scopo ed il movimento non sono in armonia, le intenzioni non concordano. Non siamo in grado di rappresentarci i desideri ed il loro campo di azione all'infuori dello spazio, questo perch non resta nient'altro da fare che rappresentarsi il Creatore come una forza spirituale che riempe lo spazio. detto nella Torah, che il Creatore ha creato l'uomo con un semplice calcolo, e che l'uomo ha complicato questo calcolo (elohim asa adam iachar, ve hem asu heshbonot rabim). Pi l'uomo si eleva sulla scala spirituale, pi le leggi della creazione sono semplici, perch le principali categorie di base sono semplici. L'uomo che non percepisce le radici della creazione in modo diretto, ma come conseguenze lontane, vede le leggi della creazione, ma del nostro mondo come costituite di condizioni e di limiti, ed egli li considera dunque come essere ingarbugliati all'estremo. La luce velata, l'influenza degli autori durante il loro lavoro sul testo che traspare nelle opere cabalistiche, importante studiando i testi di avere un'intenzione giusta: per quale ragione l'uomo studia? E' per sentire il Creatore? Parimenti, durante lo studio, bisogna chiedere di avere l'intelligenza e la comprensione che aveva l'autore, e chiedere di essere in relazione con lui, rivolgersi a lui. E' per questo che importante non leggere opere annesse e ancora di pi, delle opere sui mondi spirituali, perch il lettore pu essere influenzato dagli autori che non sono in armonia con le leggi e le nozioni essenziali.

L'uomo che desidera possedere delle conoscenze spirituali deve adottare, nella sua vita quotidiana, un certo impiego del tempo: liberarsi dall'influenza dei punti di vista degli altri, delle notizie inutili, di opere che possono avere un'influenza nociva. Quando ci necessario, al lavoro, durante i suoi studi, intratterr delle relazioni con altri, senza mostrare che si chiude in s controllando continuamente l'oggetto dei suoi pensieri. L'oggetto dei pensieri dell'uomo, deve essere orientato verso il lavoro, il resto del tempo, verso lo scopo della sua vita. Raggiungere lo scopo, dipende in grande parte pi dalla qualit dello sforzo che dalla quantit: un uomo pu leggere dei libri per ore, un altro, per ragioni professionali o familiari pu dedicare solamente un'ora al giorno allo studio. Lo sforzo si misura unicamente rispetto al tempo libero, in quale misura l'uomo soffre a non poter dedicare pi tempo allo spirituale. Il risultato dipende direttamente dall'intensit dell'intenzione, di ci che l'uomo desidera trarre esattamente dal suo studio e dal lavoro su s, occupando il suo tempo libero. Esistono due modi di nutrire un bambino: con la forza, senza che provi piacere, ma mangia ci gli d delle forze e la possibilit di crescere. Questo modo di elevare spiritualmente un uomo si chiama in Cabal "grazie all'alto". Se "il bambino che desidera crescere, desidera prendere spiritualmente da solo il cibo spirituale poich ne prova la necessit (ha preso coscienza di questo desiderio e si dilettato della luce), crescer non solo volente o nolente spiritualmente, dolorosamente, nella sofferenza ma, prover del piacere nel processo stesso di questa vita, delle conoscenze spirituali acquisite. Il sentimento acuto provato dall'uomo che prende coscienza del bene e del male, si chiama in Cabal processo "di alimentazione": siccome la madre solleva il suo bambino per metterlo sul suo seno per nutrirlo, parimenti, il Cabalista riceve la luce degli elementi spirituali e prende coscienza e prova con acutezza lo sciupo che divide il bene dal male. Poi, siccome la madre allontana il suo bambino dal suo seno, il Cabalista perde il suo legame con l'alto ed il limite preciso tra il bene ed il male sparisce nella sua coscienza. Questo processo si produce affinch egli chieda al Creatore di dargli le possibilit (i kilim), permettendogli di sentire il bene e il male come in alto. L'egoismo proprio come l'altruismo dato all'uomo dall'alto. La differenza risiede in questo, che l'uomo dotato sistematicamente di desideri egoisti, non acquista dei desideri altruistici che se ne formula insistentemente la preghiera. Per cominciare, l'uomo deve giungere al grado che corrisponde alla nozione di "fare piacere al Creatore" malgrado i suoi desideri egoistici, la progressione sui pioli dei mondi di "BY' A che gli da Creatore, poi deve cercare come pu rallegrare il Creatore. Percepisce allora che non che rallegrandosi solamente che pu fare piacere al Creatore. Questo si chiama "mekabel al menat leashpia", - il livello del mondo di Atsilut. La padronanza delle differenti forze di intensit del desiderio di dare, senza ritorno al Creatore corrisponde ai gradi dei mondi "BY'A" (Bria, Yetsira, Assia). La padronanza della forza di ricevere il

piacere procurato dal Creatore per il suo piacere, corrisponde al livello del mondo di "Atsilut". Il Beit Midrash corrisponde al luogo dove si apprende a "lidrosh" (esigere) dal Creatore (esigere dalle forze spirituali) e dove si impara ad esigere di sentire lo scopo della creazione, di sentire il Creatore. Come noi (vale a dire il nostro corpo, il nostro egoismo), aspiriamo naturalmente a ci che pi grande e pi forte di noi, chiediamo al Creatore che si sveli a noi affinch vediamo nella Sua luce la nostra vera inconsistenza e la Sua vera grandezza e che possiamo andare verso di Lui mossi da una vera forza come verso ci che pi forte e pi grande di noi. La cosa principale per l'uomo, di avere consapevolezza dell'importanza di ci che fa. Per esempio, le persone agevoli lavorano duro, e altri li invidiano. Se il prestigio della ricchezza sparisse, smetterebbero di invidiarli, essere agevole non avrebbe pi senso, gli stimoli che incitano a lavorare sparirebbero. La cosa principale per l'uomo ben di acquistare il sentimento che l'essenziale di percepire il Creatore. Mai l'uomo potr accedere allo spirituale senza sforzi, perch i suoi sforzi costituiscono il recipiente che serve a ricevere la luce. Fino alle riparazioni operate dall'ARI, era relativamente pi facile accedere allo spirituale che dopo la sua epoca. Dopo che l'ARI ha aperto la via che permette l'accesso allo spirituale, diventato pi difficile sottrarsi ai piaceri del nostro mondo. Prima dell'ARI, le vie erano aperte, la luce dell'alto non si scaricava in modo profuso. L'ARI ha rivelato la sorgente di luce, ma diventato pi difficile per l'uomo di combattere il suo egoismo diventato pi forte e pi sottile. Ci pu illustrarsi con l'aiuto del seguente esempio: prima dell'ARI, 100 unit di conoscenze erano date, ed era possibile, con il lavoro e gli sforzi corrispondenti ad un'unit, ricevere un'unit di conoscenza. Oggi, dopo le riparazioni che l'ARI ha operato nel mondo, possibile ricevere per un'unit di sforzi 100 unit di conoscenza, ma incomparabilmente pi difficile realizzare gli sforzi in questione in 1 unit. Rabbi Yehuda Ashlag, anche il Baal Sulam ha effettuato una riparazione del mondo affinch l'uomo non si inganni sulla sua perfezione, ed affinch sia obbligato a prendere in prestito la via dalla fede nelle conoscenze spirituali. Sebbene la via sia diventata pi comprensibile, le generazioni non sono tuttavia capaci di fare gli sforzi qualitativi e quantitativi che potevano fare le generazioni precedenti, bench ci corrisponda come sempre alla presa di coscienza dei loro difetti per gli uomini. Queste generazioni non pongono lo spirituale al livello richiesto nella loro coscienza rispetto al materiale come lo facevano le generazioni precedenti che erano massicciamente pronte a tutto per progredire spiritualmente. All'ora attuale non si contano veramente che alcune unit di questo genere. Il Baal Shem Tov ha portato una grande riparazione in questo mondo. Anche le masse hanno potuto, per un momento, sentire pi lo spirituale nel mondo, e fu

temporaneamente pi facile giungere allo spirituale per quelli che lo desideravano. Per scegliere degli alunni degni del suo gruppo di Cabalisti, il Baal Shem Tov aveva messo a posto un "admorot ", un tipo di divisione della societ ebraica, la massa era divisa in parecchie parti, ogni parte aveva la sua guida cabalistica. Queste guide "admory" sceglievano coloro che erano degni di studiare la Cabal nelle loro classi "heder" (locale), e li formavano per costituire le future generazioni di Cabalisti, nella guida delle masse. L'influenza della riparazione realizzata dal Baal Shem Tov passata, e le guide della nostra generazione non sono tutte dei Cabalisti che hanno la percezione del Creatore. Dopo la scomparsa del Baal Sulam, il nostro mondo si trova in una fase di caduta spirituale che precede obbligatoriamente un'ascesa. Avere l'impressione di essere una creazione significa sentirsi separato dal Creatore. A causa della nostra natura egoista, ci allontaniamo istintivamente e naturalmente da ci che ci causa delle sofferenze, il Creatore utilizza questo principio per portarci verso il bene: estirpa il piacere del mondo materiale che ci cinge e ci procura il piacere di compiere esclusivamente degli atti altruistici. una strada dolorosa. La strada della Torah differente: malgrado i piaceri del nostro mondo, la fede nello scopo della creazione, collocata al di sotto della ragione, cio malgrado le affermazioni del nostro corpo e della nostra ragione, questa strada fa che possiamo uscire dal nostro egoismo, dal nostro amor proprio e cominciare allora a provare dell'amore per il Creatore e sentire la reciprocit di questo amore. una strada di tranquillit e di gioie e di fede in ci che questa strada lunga , in effetti, esente dai tormenti della sofferenza. Esiste una strada di progressione spirituale sotto l'azione della luce avvolgente (or makif), corrisponde all'uomo che non ha ancora la possibilit di ricevere la luce dentro di s (la luce interiore, si dice Or pnimi"). Questa strada qualificata naturale, per mezzo di sofferenze ("dereh bito"), quello che impronta l'umanit. Esiste una strada di progressione spirituale individuale per mezzo della relazione personale col Creatore, del suo lavoro secondo le tre linee. Questa strada si chiama la strada della Torah, (derek Torah, derek ahishena) ed pi breve della strada delle sofferenze. Questo perch detto "Israel medadesh emanim", chi desidera diventare Israel, abbrevia il tempo della sua riparazione. difficile concepire che le sofferenze obbligano a credere. La cosa principale che l'uomo creda che i frutti del suo lavoro dipendano unicamente dai suoi sforzi, cio deve credere che guidato dal principio della retribuzione e della punizione. La retribuzione consiste in ci che il Creatore d all'uomo buoni pensieri e buoni desideri. L'uomo deve ricevere anche la fede dei suoi amici di studio e

dai libri. Ma dopo aver cominciato a provare in s la fede, a percepire il Creatore, deve dirsi che ci gli stato dato dal Creatore. La Torah un rimedio, un narcotico di vita o di morte, (che si ricordi dell'espressione la religione l'oppio dei popoli"). E' un narcotico di vita, se d la forza ed il desiderio di lavorare, ed un narcotico di morte, se l'uomo si dice che tutto ci che sar realizzato lo sar per l'alto senza l'intervento dei suoi sforzi. La cosa principale nello sforzo di mantenere la sua inspirazione spirituale, data dall'alto. All'inizio della strada, delle sensazioni spirituali sono date all'uomo affinch si elevi e poi arrivi il tempo del lavoro, degli sforzi affinch si mantenga a livello con le sue forze. Prendere coscienza del prezzo dell'elevazione spirituale accordata, della pi grande importanza. Appena l'uomo comincia a trascurare ci che riceve provando un piacere personale, comincia a lasciare questo grado. Tutto ci che si trova sotto l'ascendente dell'egoismo, si trova nel punto centrale della creazione, "nekuda emtsat". Tutto ci che non desidera il piacere per se stesso si trova al di sotto questo punto. Questo perch la linea di discesa della luce (kav) sfiori la linea mediana, per animare la creazione in modo impalpabile, o non sfiora (non riempie la creazione della luce del Creatore). detto che chi vuole elevarsi aiutato spiritualmente da ci che gli d un'anima, la luce, una parte del Creatore. L'uomo comincia a percepire mentre una parte del Creatore. Come la luce del Creatore ha generato il desiderio di ricevere, di dilettarsi di Lui (or bone keli)? Un esempio: nel nostro mondo, se rendiamo ad uomo gli onori ai quali non aspirava prima e glieli toglievamo, egli desidera sentire i piaceri di questi onori che ha conosciuto. Questa inspirazione a ritrovare i piaceri di cui ha ricordo si chiama recipiente (keli). La luce fa cos progressivamente crescere in lui il recipiente per il piacere (procurato dalla luce). Abramo chiese al Creatore "come posso sapere che salverai i miei discendenti?" (Come posso essere sicuro che i miei figli potranno uscire dell'egoismo per mezzo della Torah - be ma ida ki ahishema -?). Che bisogno hanno della luce se non vi aspirano? Il Creatore rispose - riceveranno l'impressione di essere schiavi del loro egoismo che paragoneranno con l'impressione procurata dalla luce. Facendo degli sforzi per dominare i suoi desideri, l'uomo deve prendere coscienza che il suo corpo non comprende le nozioni di tempo e che, di conseguenza, non ha la sensazione n del passato, n del futuro, ma solamente del presente. Per esempio, bisogna fare un ultimo sforzo ancora per cinque minuti per meritare poi di riposarsi, quando il corpo resiste perch non percepisce il vantaggio del riposo futuro. Se l'uomo rievoca i piaceri provati dopo un lavoro duro, il corpo non d pertanto le forze di realizzare questo lavoro, per esempio, se stato rimunerato in anticipo, non prova pi il

desiderio di lavorare senza fare un sforzo su se stesso. Non bisogna rimettere, dunque, a pi tardi la lotta col corpo, ogni istante, nel presente, bisogna esercitare una forza di opposizione con i pensieri orientati verso lo spirituale. L'uomo che egoista al 100%, non ricerca da solo la relazione col Creatore. Non pu volerlo che se sicuro che pu trarne un beneficio per se stesso. Cio, non solo l'uomo percepisce il suo male e comprende che solo il Creatore pu aiutarlo, ma in ogni modo ci non gli d la forza di rivolgersi al Creatore. Gli necessario prendere coscienza che nell'avvicinamento col Creatore che si trova la sua salvezza. La Torah ci propone la sua strada al posto della strada delle sofferenze. Il tempo cambia le condizioni: da duemila anni, solo poche unit erano in relazione col Creatore, come all'epoca di rabbi Shimon. All'epoca dell'ARI e di Moshe Haim Luzzato, alcuni piccoli gruppi si dedicavano alla Cabal, e decine di gruppi a quella del Baal Shem Tov ed ancora di pi a quella del Baal Sulam. All'ora attuale la barriera che separa la Cabal delle masse praticamente sparita, e non c' per cos dire, opposizione al suo riguardo. Nella generazione futura, centinaia di persone si fisseranno con lo scopo di provare il Creatore. Inoltre, in passato, solo delle persone particolarmente forti, potevano stabilire psicologicamente un legame col Creatore. Nella nostra epoca anche gli esordienti, senza avere studiato prima di tutto il Talmud (e nella corrente della generazione futura, anche i bambini), potranno giungere ad una relazione col Creatore senza preparazione, studiando la Cabal sotto una direzione adeguata. Nella benedizione della fine di Shabbath, diciamo "Benedetto sei Tu che separi il sacro dal profano". L'uomo non ha la capacit di differenziare il bene dal male, ci che bene per lui o ci che gli nocivo. Solo il Creatore pu aiutarlo aprendogli gli occhi. L'uomo pu vedere allora tutto ci che espresso dalla frase "Scegli la vita". Finch l'uomo non sar convinto della necessit vitale di una relazione costante col Creatore, il Creatore non gli aprir gli occhi affinch gli chiede misericordia. Tra le sensazioni spirituali di un Cabalista, una parte (AHA'P) appartiene al grado inferiore del suo stato futuro. L'uomo percepisce oltre al suo stato spirituale elevato come vuoto, non attraente, e non come la luce, perch non riceve niente del grado superiore. Sebbene questo grado superiore sia riempito di luce, il grado inferiore percepisce ci che emana del grado superiore, secondo i suoi propri attributi, e siccome questi non gli permettono di essere pronto a ricevere questa luce, non la percepisce. Il Creatore, essendo nascosto, ciascuno di noi fa degli sforzi incredibili per giungere ad un livello di vita accettabile nella nostra societ, conformandosi ciecamente ai rimproveri interiori, ai sussurri costanti del suo egoismo. Tuttavia, siamo i Suoi strumenti e ci affrettiamo a seguire le Sue indicazioni affinch non c'infligga delle sofferenze per stimolarci. Ci rassegniamo con la forza e poi ci conformiamo alla Sua volont.

Il nostro egoismo in noi, ha talmente ascendente su di noi che lo consideriamo come una seconda natura, come il nostro desiderio. Impregna tutte le cellule del nostro corpo obbligandoci ad apprezzare tutte le nostre sensazioni in funzione dei suoi desideri, a contare coi suoi imperativi. L'uomo non ha idea di potersi disfare dell'influenza dell'egoismo, purificarsi, sbarazzarsi di questa forma egoistica, simile al corpo che lo penetra, vestito della sua carne. Il Creatore permette all'uomo di provare dei desideri altruistici dopo che questo si purificato dei suoi desideri egoistici. Aspettando, si trova dentro di noi un essere egoista, e noi non immaginiamo che beneficio sarebbe per noi eliminarlo. Al contrario, i pensieri ed i desideri altruistici ci sembrano inaccettabili, ingenue, poco serie, inapplicabili nella cornice della nostra societ, senza parlare dell'universo. Questo solamente perch i nostri pensieri ed i nostri desideri sono sotto l'impero dell'egoismo. Per avere un'idea obiettiva di ci che gli arriva, l'uomo deve sforzarsi di provare il suo egoismo come qualcosa di estraneo, come il suo nemico che si fa passare per il suo amico e per se stesso (ci identifichiamo anche ai suoi desideri), deve aspirare a provarlo come qualcosa di estraneo che in lui, secondo la volont del Creatore. Le azioni dell'uomo corrispondono alla presa di coscienza del male (akarat ra). Questa presa di coscienza tuttavia solamente possibile nella misura in cui l'uomo ha fede nell'esistenza del Creatore, della luce del Creatore perch comprende tutto per paragone, provando il contrario. Questo perch, invece di dedicarsi alla ricerca di questo serpente malefico che in noi, bisogna fare tutti gli sforzi per cercare di sentire la luce del Creatore. Tutta la creazione, eccetto noi, retta dalle regole dell'altruismo. Solo l'uomo ed il mondo circostante (il nostro mondo - olam haze), sono stati creati con gli attributi opposti, egoistici. Se vedessimo il Creatore e tutti i mondi spirituali, scopriremmo subito quanto il nostro mondo microscopicamente piccolo in paragone degli altri mondi, e che solamente nel piccolo pisello che il nostro mondo, che agiscono le leggi dell'egoismo. Perch il Creatore si nascosto dopo averci posti in questo mondo pieno di tenebre, di incertezza e di disgrazie? Creandoci, il Creatore si posto per scopo di farci esistere eternamente con Lui, ma dobbiamo giungere con i nostri sforzi a non provare vergogna di ricevere un piacere assoluto, eterno, non meritato. Il Creatore ha creato un mondo opposto al suo, dotandolo di attributi opposti ai suoi, dunque, l'inspirazione al piacere per se stesso, l'egoismo e ce lo ha dato. Appena l'uomo prova in se questi attributi, appare in questo mondo, smette immediatamente di sentire il Creatore.

Questa dissimulazione del Creatore fatta per provocare in noi l'illusione del libero arbitrio per scegliere particolarmente o il nostro mondo o quello del Creatore. Se malgrado questo egoismo, percepissimo il Creatore, preferiremmo sicuramente il mondo del Creatore, quello che ci procura del piacere senza le sofferenze. Il libero arbitrio esiste solamente se l'uomo non sente il Creatore. Se fin dalla sua nascita, l'uomo sperimenta l'azione assoluta e soffocante dell'egoismo a tal punto che lo associa a s, come pu decidere in tutta libert, indipendentemente dell'egoismo, di ci che preferisce? Come il Creatore crea delle circostanze neutre affinch l'uomo possa scegliere? E, in generale, in cosa abbiamo la possibilit di scegliere se il nostro mondo solamente sofferenze e morte e che il mondo del Creatore pieno di piaceri e di eternit, che cosa resta all'uomo? Per creare per noi le condizioni del libero arbitrio, il Creatore: Si rivela periodicamente all'uomo per permettergli di avere consapevolezza della sensazione di grandezza e di tranquillit che procura la percezione delle forze superiori; ci ha dato la Torah il cui studio, se l'uomo desidera uscire veramente dal suo stato e percepire il Creatore, provoca una luminescenza spirituale latente (or makif). Tutte le parti della Torah non hanno la stessa forza per fare scintillare la sottile luce avvolgente (or makif). L'eccitazione pi forte indotta dallo studio della Cabal, perch la Cabal studia le strutture spirituali che irraggiano questa luce sull'uomo. L'uomo dunque cos collocato davanti alla scelta: studiare o no la Cabal e fare degli sforzi per ci. Il legame dell'uomo col Creatore, a cominciare dal nostro livello, dal pi basso fino al pi elevato dove si trova il Creatore stesso, pu essere paragonato ai gradi di una scala. Tutti i gradi della scala spirituale si trovano nei mondi spirituali. Il Creatore si trova sul grado pi elevato ed il nostro mondo si trova sul grado pi basso. L'uomo si trova sotto il grado pi basso della scala spirituale, perch il suo livello originario fatto di egoismo, non legato all'ultimo grado della scala che non tuttavia completamente altruistico. La sensazione dell'esistenza di un grado pi elevato possibile se gli attributi dell'uomo coincidono con questo grado, e la forza di questa sensazione sar proporzionale alla coincidenza tra gli attributi dell'uomo e quelli del grado. La possibilit di avere la sensazione del grado superiore, condizionata dal fatto che tutti i gradi spirituali non sono disposti verso l'alto in modo successivo dal basso, sono embricati: la met inferiore della parte superiore si trova nella parte superiore del grado inferiore ("AHA'P di elion cadono nel "G 'E di

tachton"). Questo perch c' in noi una parte della parte inferiore dell'ultimo grado, ma abitualmente non la percepiamo. Il grado pi elevato al di sopra di noi chiamato il Creatore, perch proprio per noi il Creatore, ci d nascita, ci anima e ci guida. Siccome non percepiamo questo grado, affermiamo che il Creatore non esiste. Se l'uomo si trovasse ad un livello tale che percepisce l'onnipotenza del Creatore su tutte le creazioni del nostro mondo, non avrebbe pi il liberoarbitrio di fede, perch vedrebbe chiaramente una sola verit, una sola forza, un solo desiderio che regge tutto e tutti. Il desiderio del Creatore che consiste nel dare all'uomo il libero arbitrio necessario che si nasconda. E' solo se il Creatore dissimulato, che si pu affermare che l'uomo aspira in modo disinteressato a fondersi in Lui, ad agire per fare piacere al Creatore "li shema ". Il nostro lavoro su noi stessi possibile solo se il Creatore si nascosto, perch appena il Creatore si rivela a noi, diventiamo automaticamente i suoi schiavi, siamo totalmente sotto l'ascendente della Sua magnificenza e della Sua forza, e non possibile distinguere gli autentici disegni dell'uomo. Per dare all'uomo la libert di agire, il Creatore deve nascondersi. Per dargli la possibilit di strapparsi alla schiavit che la sua sottomissione cieca all'egoismo, il Creatore ha il dovere di svelare, perch l'uomo si sottopone solo a due forze in questo mondo: al potere dell'egoismo, del corpo, o al potere del Creatore, dell'altruismo. Una successione dei processi di conseguenza necessaria: la dissimulazione del Creatore rispetto all'uomo, l'uomo percepisce solamente se stesso e le forze egoistiche che lo dominano e la rivelazione del Creatore, l'uomo percepisce il potere delle forze spirituali. Affinch l'uomo che sotto l'impero dell'egoismo possa avere la sensazione dell'elemento superiore pi vicino, il suo Creatore. Questi autorizza il paragone di una parte dei suoi attributi, questo vale a dire che conferisce dell'egoismo ad una parte dei Suoi attributi altruistici. (Solleva la malkhut, midat din fino al suo G 'E ", ed i suoi "AKHA'P" acquista degli attributi egoisti. I suoi AKHA'P" "scende" fino al livello spirituale dell'uomo, ci che permette il paragone degli attributi). Cos, fino ad allora, l'uomo non aveva la sensazione dell'esistenza del grado superiore, per il fatto che il grado superiore aveva dissimulato il suo altruismo sotto l'egoismo, per il fatto che questo grado si abbassato al livello dell'uomo, questi pu percepirlo.

Gli attributi del grado superiore essendo percepiti dall'uomo come egoisti, ha il sentimento che lo spirituale non attraente, ispirante e distensivo. L'uomo ha allora la possibilit di dare prova di libero arbitro e dirsi, al disprezzo di queste impressioni, che la mancanza di piacere, di gusto che prova nello spirituale, nella Torah la conseguenza di ci che il mondo superiore gli dissimulato per il suo bene perch non dotato ancora degli attributi spirituali necessari che permetterebbero di provare dei piaceri spirituali, l'egoismo che ha ascendente sui suoi desideri. Sono particolarmente nelle fasi di caduta e di sensazione di vuoto, che si trovano delle forze in s, per le preghiere inviate al Creatore, per lo studio, per le buone azioni, ed allora essenziale per il pricipiante rinforzarsi nell'affermazione che questa fase gli occasionata specialmente affinch la sormonti. Il fatto che non percepisce n piacere n vita nelle sue inspirazioni spirituali provocata deliberatamente affinch possa dirsi che non prova piacere nello spirituale, perch non possiede qualit altruistiche adeguate e che, le vere qualit dei mondi spirituali gli sono nascoste. L'uomo deve tenere dunque sempre in mente che, all'inizio della sua strada, avere una percezione dei mondi spirituali ha per corollario un sentimento di vuoto spirituale. Se l'uomo in grado di affermare che i mondi spirituali gli sono dissimulati a causa dell'antagonismo dei loro attributi rispettivi e, che chiede di essere aiutato per riparare il suo egoismo alzando la sua preghiera - MA'H, i mondi spirituali si svelano parzialmente a lui, (eleva i suoi AHA'P) mostrando i suoi veri attributi che dissimulava sotto l'egoismo ed il piacere conseguente. I suoi attributi si distinguono da allora dall'altruismo, l'uomo ha la capacit di percepire la grandezza ed il piacere inerente nei mondi spirituali. Alzando agli occhi dell'uomo i suoi attributi altruistici, i mondi spirituali alzano l'uomo fino alla met del grado immediatamente superiore (ha elevato il G 'E dell'uomo coi suoi AHA 'P). Questa fase spirituale dell'uomo, si chiama piccolo livello spirituale, "katnut ". I mondi spirituali alzano l'uomo ad essi, al loro livello, permettendogli di vedere la sua grandezza, la grandezza degli attributi altruistici. L'uomo, vedendo la grandezza dello spirituale rispetto a quella del materiale, si alza spiritualmente al di sopra del nostro mondo. Indipendentemente dalla volont dell'uomo, la sensazione dello spirituale trasforma gli attributi egoisti di questi in altruisti, in attributi spirituali. Affinch l'uomo possa possedere totalmente il primo grado superiore, i mondi spirituali si aprono totalmente a lui, svela tutti i suoi attributi spirituali, fanno il gadlut. L'uomo percepisce allora i mondi spirituali come una guida unica e rifinita e giunge alla conoscenza dello scopo della creazione e della sua organizzazione, vede chiaramente che gli occorre agire secondo ci che enuncia la Torah e da allora la sua ragione lo obbliga.

Conoscere il Creatore implica per l'uomo una contraddizione tra la fede e le conoscenze, tra le linee destra e sinistra: dotato di attributi altruistici (che corrispondono ai kilim DE ASHPAA, in fase di katnut), l'uomo vorrebbe camminare unicamente per mezzo della fede nell'onnipotenza del Creatore, perch un segno di disinteresse, ma il fatto che il Creatore ha svelato la Sua grandezza, la "gadlut" del mondo superiore, lo impedisce. L'uomo allora pronto a disprezzare le conoscenze promosse. La preghiera dell'uomo per progredire alla cieca avendo fede nella grandezza del Creatore, e non avendo consapevolezza della Sua forza e della Sua grandezza ed utilizzando la sua ragione in proporzione della sua fede, obbliga il Creatore a ridurre la sua rivelazione.

Capitolo 4
In questo mondo, tutto rinchiude del generale e del particolare. La massa credente qualificata come generale, di spiritualmente non animata, domen-nefesh, dalla parola nefisha che indica l'assenza di movimento spirituale personale, la necessit interiore che induce il movimento che non si fa sentire. Questo perch i suoi elementi non conoscono crescita individuale, ma generale, in conformit con ci che dettato loro dall'Alto. Questo perch le masse sono convinte sempre del loro buon diritto e della loro perfezione. La crescita spirituale - tsomeah - significa che ogni elemento oggetto di una crescita, di un movimento personale interiore. Questo elemento corrisponde all'uomo-adam secondo la definizione della Torah "l'uomo come un albero in un campo". La crescita spirituale, che implica obbligatoriamente l'inspirazione al movimento ed il movimento, potendo essere indotto solamente dalla sensazione di una mancanza, l'uomo prova continuamente le mancanze che lo obbligano a ricercare il mezzo di crescere. Se si ferma ad un livello qualsiasi della sua ascesa spirituale, abbassato per incitarlo ad avanzare. Se si alza di nuovo, si ritrova allora non al livello che precede ma molto superiore. Questo cos che l'uomo o si eleva o cade, non pu restare sul posto perch uno stato che l'uomo non conosce. Solo quelli che fanno parte della massa restano sul posto, non possono cadere nel loro livello, non hanno mai la sensazione di caduta. Se si divide mentalmente lo spazio con una linea orizzontale, il mondo spirituale si trover al di sopra della linea, ed il mondo egoista al di sotto. Al di sotto di questa linea si pu trovare quello che preferisce agire nonostante la sua ragione, anche se ha la possibilit di ogni scibile e vedere tutto, desidera credere, gli occhi chiusi (improntare il sentiero della fede - emouna lemala mi daat), ed aspirare allo spirituale (altruismo al posto dell'egoismo). I gradi spirituali sono definiti dal grado di altruismo. Secondo le sue qualit, l'uomo si trova su tale, o tale grado spirituale al quale corrispondono le sue qualit. Percepire il Creatore possibile quando si al di sopra della linea, e pi si al di sopra della linea, pi la percezione forte. La nozione di "pi al di sopra" e "pi al di sotto" determinata dallo

schermo che riflette il diletto egoista diretto dalla luce del Creatore per l'uomo. La luce al di sopra della linea si chiama Torah. Lo schermo, la linea che divide il nostro mondo dal mondo spirituale chiamata massah . Quelli che attraversano questo schermo non ricadono pi al livello del nostro mondo. Sotto la linea si trova l'impero dell'egoismo, al di sopra della linea l'impero dell'altruismo, ma paralleli ai gradi spirituali altruistici, dal livello della linea e andando verso l'alto, si trovano anche dei gradi impuri: olamot Assia, Yetsira, Bria di tuma, ciascuno corrispondente a 10 gradi-sefirot, in totale 30. Della linea andando verso l'alto si situa tutto il mondo di Assia fino alla met del mondo di Yetsira parallelamente ai gradi puri ed impuri, ed egli ingloba anche i principali desideri impuri, "mador klipot ". Al di sotto dei tre mondi puri, (ciascuno corrispondente a 10 sefirot, in totale 30), si trova il mondo di Atsilut che costituito di 10 gradi-sefirot. Atsilut corrisponde al mondo dove si percepisce totalmente il Creatore e dove si fonde in Lui. L'uomo si alza costantemente fino al mondo di Atsilut, acquistando delle qualit proprie all'altruismo. Dopo avere raggiunto il mondo di "Atsilut", cio dopo aver acquistato tutte le qualit che consistono in "dare", l'uomo che sul grado pi basso del mondo di Atsilout comincia a ricevere, avendo il Creatore in mente. Cos fino ad allora aveva acquistato delle qualit supplementari di altruismo, comincia oramai a rettificare l'essenza stessa del suo essere, e non a distruggerlo, per mezzo di queste nuove qualit di altruismo, non annichila il suo desiderio di dilettarsi, rettifica lo scopo dell'intenzione che lo guida. Trasformando progressivamente il suo egoismo in altruismo, l'uomo si eleva finch riceve tutto ci che deve ricevere secondo la radice della sua anima (shoresh neshama), che all'origine una parte dell'ultimo grado (malkhut) del mondo di Atsilut, ma che, a causa della trasformazione operata, si eleva fino a fondersi completamente nel Creatore e riceve cos 620 volte pi che incarnandosi in un corpo umano. La luce nel suo insieme, tutte le delizie che il Creatore desidera dare alle creazioni costituiscono l'anima generale di tutte le creazioni o la shekhina. La luce predeterminata per ciascuno di noi, l'anima di ciascuno di noi, corrisponde ad una parte dell'anima generale. Ciascuno deve ricevere questa parte come trasforma i suoi desideri. L'uomo non pu percepire il Creatore, la sua anima che alla condizione di trasformare il suo desiderio di dilettarsi. Questo desiderio si chiama recipiente (keli) dell'anima. Cio, l'anima costituita da un recipiente e della luce che emana dal Creatore. Se l'uomo ha trasformato completamente il suo recipiente egoista in recipiente altruistico, questo recipiente si fonde perfettamente con la luce perch ne ha acquistato le qualit. L'uomo diventa cos uguale al Creatore, si fonde totalmente in Lui con le sue qualit. L'uomo sente allora tutto ci che si trova nella luce che lo riempe. Non esistono nella nostra lingua parole che permetteno di descrivere questo stato. Questo perch si dice che il totale di tutti i piaceri nel mondo costituisce la scintilla del fuoco eterno del piacere che l'anima riceve quando si fonde nel Creatore. Non si pu progredire sui gradi della scala spirituale che secondo la legge della linea mediana (kav emtsa). Il principio di questa linea pu essere caratterizzato succintamente cos: "E' ricco quello che felice di ci che possiede", ci che comprende della Torah e dei comandamenti gli sufficiente, la cosa principale per lui essendo di potere in questo modo rispondere al desiderio del Creatore, che ha

per di pi il sentimento di avere risposto al desiderio del Creatore in tutte le sue finezze, ed egli felice come se il migliore destino del mondo gli fosse stato riservato. L'uomo prova questa sensazione se pone il Creatore al di sopra di s, se ne fa il re dell'universo. E? di conseguenza felice del fatto che tra i miliardi, il Creatore l'abbia scelto indicandogli con dei libri e dei maestri ci che si aspetta da lui. Questo approccio spirituale corrisponde al desiderio di dare (hafets hessed). Nel caso presente, le qualit dell'uomo coincidono con le qualit dell'oggetto spirituale che si chiama Binah. Non in ci che risiede la perfezione dell'uomo, perch l'uomo che non utilizza la sua ragione per effettuare questo lavoro, si chiama "ani be aat" (povero in conoscenze), perch non sa niente della relazione delle sue azioni e delle loro conseguenze spirituali, cio agisce inconsapevolmente, senza comprendere ci che fa, mosso unicamente dalla fede. E' per questo che l'uomo ha il dovere di fare molti sforzi per agire spiritualmente in conoscenza di causa, per sentire che il pensiero deve "essere diretto verso il Creatore ". Comincia ad avere la sensazione di non elevarsi, ma al contrario, ad ogni atto, ha l'impressione che veramente sempre pi lontano dell'intenzione di fare piacere al Creatore allo stesso grado che il Creatore desidera fargli piacere. L'uomo deve ricevere allora le conoscenze che gli permetteranno come prima di essere felici di sentire la sua perfezione. a questa situazione che corrisponde la linea mediana (kav emtsa). Progressivamente, acquisendo altre conoscenze, aumentando la sua linea sinistra (kav smol), giunge alla perfezione totale. Spieghiamo ancora una volta in cosa consiste il lavoro della linea mediana. L'uomo deve cominciare la sua ascensione spirituale a partire dalla linea destra, con un sentimento di perfezione spirituale, di contentezza della sua sorte, con il desiderio di rispondere senza ritorno ed in modo disinteressato ai desideri del Creatore. Qual la parte di diletto nella sua ricerca spirituale? Gli basta, perch crede di essere guidato personalmente dal Creatore, che il Creatore desidera che provi queste sensazioni nella sua ricerca spirituale. Qualunque cosa prova, queste sensazioni emanano dal Creatore. felice di avere la sensazione di essere guidato spiritualmente e di essere rifinito, ha consapevolezza della sua perfezione e ne ringrazia il Creatore. Manca in questo processo la linea sinistra secondo la quale l'uomo deve verificare la sua situazione "heshbon nefesh ". Questo lavoro interiore opposto al lavoro della linea destra, dove la cosa principale risiede nello spirituale ed il Creatore senza nessuna relazione con se stesso ed il suo stato. Quando l'uomo comincia a controllare chi esattamente, se la sua relazione con lo spirituale seria, in quale misura rifinito, vede, mentre piantato nel suo egoismo meschino e che non capace di avanzare per fare piacere ad altri, al Creatore. Scopre il male in s, comprende bene questo male che si sforzer di eliminare tanto che egli potr fare degli sforzi per sormontarlo e chiedere aiuto nelle sue preghiere, perch vedr che da solo non in grado di fare niente. Due linee opposte sono presenti nell'uomo: la destra, che fa si che abbia la sensazione che tutto sia nel potere del Creatore e, di conseguenza perfetto, non desidera niente, dunque felice; la linea sinistra, che fa s che abbia la sensazione che non abbia nessun legame con lo spirituale, non giunto a niente, abita sempre, come prima, nella sua conchiglia di egoismo e non chiede aiuto al Creatore per uscire da questa situazione. Dopo aver percepito il male in s, e malgrado questo male, fa fede al suo buonsenso che lo persuade dell'inutilit del suo lavoro per trasformare il suo egoismo, ringrazia il Creatore di ci che prova e

crede di aver raggiunto la perfezione, felice, dunque, come era prima di controllarsi, poi progredisce secondo la linea mediana. necessario procedere continuamente ad un controllo, "non abusare" dell'autocritica che corrisponde alla linea sinistra per essere in armonia continuamente con la linea mediana, questo solamente mentre l'uomo fa la sua ascensione spirituale delle "due gambe ". Esistono due livelli (non confondere coi 4 livelli dei desideri: non animato, vegetale, animale, dotato della parola), di sviluppo dell'uomo: l'animale e l'uomo. L'animale, lo vediamo nel mondo animale, come gli animali nascono, tali continuano a vivere senza svilupparsi. Quello di cui sono dotati alla loro nascita basta a tutta la loro esistenza. Ne parimenti per l'uomo che possiede le stesse caratteristiche, tale era quando stato educato ad imparare ad osservare i comandamenti, tale era il giorno del suo bar-mitsva, tale rimane, e con lo stesso intendimento li mette in pratica, tutte le aggiunte sono quantitative solamente. La natura umana costruita completamente diversamente: l'uomo nasce egoista e quando ne avvede, cerca di trasformarsi. Se l'uomo desidera meritare effettivamente che il Creatore si sveli a lui, allora: 1. questo desiderio deve essere in lui pi forte di tutti gli altri affinch non li senta. Inoltre, questo desiderio deve essere costante in lui: il Creatore essendo eterno, i suoi desideri sono immutabili, anche l'uomo, se desidera avvicinarsi al Creatore, deve possedere queste caratteristiche, cio il suo desiderio deve essere costante e non cambiare in funzione delle circostanze. 2. Deve provare dei desideri altruistici per "dedicare" i suoi pensieri ed i suoi desideri al Creatore, ci che corrisponde al livello "hessed, katnut, rakhamim", finch merita la luce della fede che conferisce della sicurezza all'uomo. 3. La conoscenza assoluta e perfetta del Creatore si deve meritare. Il risultato delle azioni dell'uomo dipender dal suo livello spirituale, se la luce del Creatore brilla, non ci sono differenze tra i gradi, poich l'uomo riceve simultaneamente dal Creatore il recipiente dell'anima e la luce dell'anima. Questo , perch la conoscenza acquisita percepita come perfetta. Abitualmente, l'uomo vive in perfetta armonia col suo corpo: il corpo gli detta i suoi desideri ed i suoi sforzi sono pagati dalla sensazione di diletto che l'uomo prova. Il diletto di natura spirituale, ma nel nostro mondo deve essere legata ad un supporto materiale: deve incarnarsi in un inviluppo materiale, (il cibo, il sesso opposto, delle melodie musicali, ecc.), affinch l'uomo possa provare questa sensazione di diletto nel suo inviluppo materiale. All'interno di noi, nelle nostre sensazioni interiori, proviamo semplicemente un piacere, ma non possiamo separarci interamente dal suo supporto. Le persone si distinguono secondo il tipo di vettore di piaceri. Il piacere, bene spirituale che lo provavamo nel nostro cervello sotto forma di impulsi elettrici. In principio, eccitando il nostro cervello con i segnali elettrici, possibile riprodurre le sensazioni di tutti i piaceri. Siccome siamo abituati gi a provarli sotto forma di certi vettori, il piacere puro e semplice si accompagner alla sensazione del suo vettore, l'uomo sentir dei suoni, percepir il gusto di una pietanza, ecc. chiaro che l'uomo ed il suo corpo sono al servizio uno dell'altro: l'uomo retribuisce gli sforzi del corpo, il suo lavoro sotto forma di piacere. Questo perch, se l'uomo vede che il suo corpo d'accordo a lavorare, ci significa che percepisce la ricompensa che designata dal termine

generico "piacere ". Fuggire dalle sensazioni sgradevoli anche una forma di piacere. Questo un segno manifesto che l'atto compiuto di natura egoista. Ed al contrario, se l'uomo vede che il suo corpo resiste e chiede: Perch lavorare?", ci significa che non vede piacere pi grande che il momento presente, o almeno, sufficiente per sormontare la sua inspirazione alla tranquillit, non vede i vantaggi di un cambiamento del suo stato. Se l'uomo desidera strapparsi dai calcoli del suo corpo e prenda, beninteso, in considerazione un miglioramento della condizione della sua anima, il suo corpo non potr fare il pi piccolo movimento senza avere la percezione dei vantaggi evidenti che pu trarne. L'uomo non ha la capacit di obbligarlo a lavorare. E' per questo che non resta che solo una cosa, chiedere al Creatore l'aiuto per progredire. Il Creatore non cambier il corpo dell'uomo, non cambier le leggi della natura e non far dei miracoli. In risposta ad una vera domanda-preghiera, il Creatore dar all'uomo l'anima-forza per agire secondo le leggi dell'autenticit. E' evidente che se l'uomo rispetta tutte le prescrizioni della Torah, ma non percepisce i limiti del suo corpo, non ha bisogno di ricevere un'anima, una forza di progressione spirituale. Tutti gli uomini non possono essere felici se provano egoisticamente dei piaceri, perch l'egoismo riguarda non solo il piacere ricevuto di ci che l'uomo possiede, ma anche di ci che non posseggono gli altri perch tutti i piaceri sono comparabili e relativi. la ragione per la quale non possibile costruire una societ giusta basata su un sfruttamento corretto dell'egoismo. L'inconsistenza delle utopie, basate su questo principio, dimostrata da tutte le utopie dell'umanit: nelle societ antiche, nei kibbutzim israeliani, nei tentativi di costruzione del socialismo. Non possibile fare piacere a ciascuno in una societ egoista: l'uomo si paragona sempre agli altri, un fenomeno manifesto nelle piccole agglomerazioni. La Cabal spiega l'ordine delle radici spirituali che sono organizzate l'un l'altra secondo le leggi immutabili, che si uniscono per mostrare uno dei lori scopi supremi - "la conoscenza del Creatore per le creazioni che sono in questo mondo ". La terminologia cabalistica sempre legata agli elementi spirituali o alle loro azioni. Di conseguenza, non possibile studiarla che prendendo in considerazione il processo della creazione del mondo. La Cabal spiega, chi studia lo comprende da s, che il tempo non esiste e che in luogo e posto del tempo, ci sono delle catene di cause e le loro conseguenze che, a loro volta, diventano le cause delle seguenti conseguenze, la nascita delle notizie, azioni o di elementi. In principio, nel nostro mondo, leghiamo la nozione del tempo alla sensazione del processo di causa ad effetto interiori. Anche la scienza afferma che il tempo, proprio come lo spazio sono delle nozioni relative. Il luogo o lo spazio corrispondono al desiderio di provare del piacere. L'azione un piacere o il rifiuto di un piacere. "In principio", vale a dire prima dell'inizio della creazione, non c'era che il Creatore. Lui stesso non possiamo chiamarlo con un altro termine, perch ogni nome significa la conoscenza dell'entit

nominata, e siccome non sappiamo di Lui che il fatto che ci abbia creati, non possiamo chiamarlo che il Creatore, l'Eterno, ecc. La luce emanata dal Creatore, il desiderio del Creatore dare nascita ad una creazione e dargli la sensazione di provare piacere. solamente secondo questa luce che emana il Creatore, che possiamo avere un'idea del Creatore. Secondo la sensazione di luce abbiamo, pi precisamente, un'idea non del Creatore, ma delle sensazioni che desidera far nascere in noi. Diciamo di Lui dunque, che desidera procurarci del piacere. Questo piacere non si trova nella luce, ma nasce in noi a partire dall'azione della luce sugli organi delle nostre sensazioni spirituali, come per esempio, non c' nel gusto della carne quel piacere che prova chi se ne diletta, non che mettendo questa in contatto col nostro organo sensoriale, che proviamo una sensazione di piacere. Ogni azione, spirituale come fisica, costituita da un pensiero e dall'azione stessa, che incarna questo pensiero. Il disegno del Creatore di procurare del piacere alla sua creazione, e, conformemente a questo principio, procura del piacere. Questa azione si chiama "dare allo scopo di dare". Si tratta di un'azione semplice, perch lo scopo e l'azione coincidono. Le creazioni sono egoiste, cio l'uomo non pu avere altro scopo che provare del piacere. Perci, l'uomo pu agire in due modi: o ricevere, o dare per ricevere ci che vuole, cio bench fisicamente d, non insegue mai che un solo scopo: quello di ricevere. Se l'azione realizzata nella stessa direzione dello scopo, vale a dire che l'azione si fa nello scopo di ricevere, si tratter di un'azione semplice. Se il movimento si fa secondo il principio di "dare", ma che lo scopo di ricevere, e nel nostro mondo non pu esserci altro scopo che quello di ricevere, questa azione qualificata di complesso, perch lo scopo ed il movimento non sono in armonia, le intenzioni non concordano. Non siamo in grado di rappresentarci i desideri ed il loro campo di azione all'infuori dello spazio, questo perch non resta nient'altro da fare che rappresentarsi il Creatore come una forza spirituale che riempe lo spazio. detto nella Torah che il Creatore ha creato l'uomo con un semplice calcolo, e che l'uomo ha complicato questo calcolo (elohim asa adam iachar, ve hem asu heshbonot rabim). Pi l'uomo si eleva sulla scala spirituale, pi le leggi della creazione sono semplici, perch le principali categorie di base sono semplici. L'uomo che non percepisce le radici della creazione in modo diretto, ma come conseguenze lontane, vede le leggi della creazione, ma del nostro mondo come costituite di condizioni e di limiti ed egli li considera dunque come essere ingarbugliati all'estremo. La luce velata, l'influenza degli autori durante il loro lavoro sul testo che traspare nelle opere cabalistiche importante, studiando i testi, avere un'intenzione giusta: per quale ragione l'uomo studia? E' per sentire il Creatore? Parimenti, durante lo studio bisogna chiedere di avere l'intelligenza e la comprensione che aveva l'autore e chiedere di essere in relazione con lui, rivolgersi a lui. E' per questo che importante non leggere opere annesse e ancora di pi, delle opere sui mondi spirituali, perch il lettore pu essere influenzato dagli autori che non sono in armonia con le leggi e le nozioni essenziali.

L'uomo che desidera possedere delle conoscenze spirituali deve adottare, nella vita quotidiana, un certo impiego di tempo: liberarsi dell'influenza dei punti di vista degli altri, delle notizie inutili, di opere che possono avere un'influenza nociva. Quando ci necessario, al lavoro, durante i suoi studi, intratterr delle relazioni con altri, senza mostrare che si chiude in s controllando continuamente l'oggetto dei suoi pensieri. L'oggetto dei pensieri dell'uomo deve essere orientato verso il lavoro, il resto del tempo, verso lo scopo della sua vita. Raggiungere lo scopo dipende in gran parte pi dalla qualit dello sforzo, che dalla quantit: un uomo pu leggere dei libri per ore, un altro, per ragioni professionali o familiari pu dedicare solamente un'ora al giorno allo studio. Lo sforzo si misura unicamente rispetto al tempo libero, in quale misura l'uomo soffre di non poter dedicare pi tempo allo spirituale. Il risultato dipende direttamente dall'intensit dell'intenzione, di ci che l'uomo desidera trarre esattamente dal suo studio e del lavoro su s, occupando il suo tempo libero. Esistono due modi di nutrire un bambino: con la forza, senza che provi piacere, ma mangia tuttavia, ci gli d delle forze e la possibilit di crescere. Questo modo di elevare spiritualmente un uomo si chiama in Cabal "grazie all'Alto". Se "il bambino che desidera crescere desidera prendere spiritualmente da solo il cibo spirituale poich ne prova la necessit (ha preso coscienza di questo desiderio e si dilettato della luce), crescer non solo volente o nolente spiritualmente, dolorosamente, nella sofferenza, ma prover del piacere nel processo stesso di questa vita, delle conoscenze spirituali acquistate. Il sentimento acuto che provato dall'uomo che prende coscienza del bene e del male si chiama in Cabal processo "di alimentazione": siccome la madre solleva il suo bambino per metterlo sul suo seno per nutrirlo, parimenti, il Cabalista riceve la luce degli elementi spirituali e prende coscienza e prova con acutezza lo sciupo che divide il bene dal male. Poi, siccome la madre allontana il suo bambino dal suo seno, il Cabalista perde il suo legame con l'Alto ed il limite preciso tra il bene ed il male sparisce nella sua coscienza. Questo processo si produce affinch egli chieda al Creatore di dargli le possibilit (i kilim), permettendogli di sentire il bene ed il male come in Alto. L'egoismo, proprio come l'altruismo, dato all'uomo dall'Alto. La differenza risiede nel fatto che l'uomo dotato sistematicamente di desideri egoistici, non acquista dei desideri altruistici che se ne formula insistentemente la preghiera. Per cominciare, l'uomo deve giungere al grado che corrisponde alla nozione di "fare piacere al Creatore" malgrado i suoi desideri egoistici, la progressione sui pioli dei mondi di "BY' A che gli da il Creatore, poi deve cercare come pu rallegrare il Creatore. Percepisce allora che non che rallegrandosi solamente, che pu fare piacere al Creatore. Questo si chiama "mekabel al menat leashpia", - il livello del mondo di Atsilut. La padronanza delle differenti forze di intensit del desiderio di dare senza ritorno al Creatore corrisponde ai gradi dei mondi "BY'A" (Bria, Yetsira, Assia). La padronanza della forza di ricevere il piacere procurato dal Creatore per il suo piacere corrisponde al livello del mondo di "Atsilut". Il Beit Midrash corrisponde al luogo dove si apprende a "lidrosh" (esigere) dal Creatore (esigere dalle forze spirituali) e dove si impara ad esigere di sentire lo scopo della creazione, di sentire il Creatore. Come noi (vale a dire il nostro corpo, il nostro egoismo), aspiriamo naturalmente a ci che pi grande e pi forte di noi, chiediamo al Creatore che si sveli a noi affinch vediamo nella Sua luce la nostra vera inconsistenza e la Sua vera grandezza, e che possiamo andare verso di Lui mossi da una vera forza come verso ci che pi forte e pi grande di noi. La cosa principale per l'uomo, di avere consapevolezza dell'importanza di ci che fa. Per esempio, le persone agiate lavorano duro, e gli

altri li invidiano. Se il prestigio della ricchezza sparisse, smetterebbero di invidiarli, essere agiato non avrebbe pi senso, gli stimoli che incitano a lavorare sparirebbero. La cosa principale per l'uomo di acquisire il sentimento di percepire il Creatore. L'uomo non potr accedere allo spirituale senza sforzi, perch i suoi sforzi costituiscono il recipiente che serve a ricevere la luce. Fino alle riparazioni operate dall'ARI, era relativamente pi facile accedere allo spirituale che dopo la sua epoca. Dopo che l'ARI ha aperto la via che permette l'accesso allo spirituale, diventato pi difficile sottrarsi ai piaceri del nostro mondo. Prima dell'ARI, le vie erano aperte, la luce dell'Alto non si scaricava in modo profuso. L'ARI ha rivelato la sorgente di luce, ma diventato pi difficile per l'uomo combattere il suo egoismo diventato pi forte e pi sottile. Ci pu illustrarsi con l'aiuto del seguente esempio: prima dell'ARI, 100 unit di conoscenze erano date, ed era possibile, con il lavoro e gli sforzi corrispondenti ad un'unit, ricevere un'unit di conoscenza. Oggi, dopo le riparazioni che l'ARI ha operato nel mondo, possibile ricevere per un'unit di sforzi 100 unit di conoscenze, ma incomparabilmente pi difficile realizzare gli sforzi in questione in 1 unit. Rabbi Yehuda Ashlag, anche il Baal Sulam ha effettuato una riparazione del mondo affinch l'uomo non si inganni sulla sua perfezione, ed affinch sia obbligato a prendere in prestito la via dalla fede nelle conoscenze spirituali. Sebbene la via sia diventata pi comprensibile, le generazioni non sono tuttavia capaci di fare sforzi qualitativi e quantitativi che potevano fare le generazioni precedenti bench ci corrisponda come sempre alla presa di coscienza dei loro difetti per gli uomini. Queste generazioni non pongono lo spirituale al livello richiesto nella loro coscienza rispetto al materiale come facevano le generazioni precedenti che erano massicciamente pronte a tutto per progredire spiritualmente. All'ora attuale non si contano veramente che alcune unit di questo genere. Il Baal Shem Tov ha proceduto ad una grande riparazione in questo mondo. Anche le masse hanno potuto, per un momento, sentire pi lo spirituale nel mondo, e fu temporaneamente pi facile giungere allo spirituale per quelli che lo desideravano. Per scegliere degli studenti degni del suo gruppo di Cabalisti, il Baal Shem Tov aveva messo a posto un "admorot", un tipo di divisione della societ ebraica, la massa era divisa in parecchie parti, ogni parte aveva la sua guida cabalistica. Queste guide "admory" sceglievano quelli che erano degni di studiare la Cabal nelle loro classi "heder" (locale), e li formavano per costituire le future generazioni di Cabalisti, delle guide delle masse. L'influenza della riparazione realizzata dal Baal Shem Tov passata, e le guide della nostra generazione non sono tutte dei Cabalisti che hanno la percezione del Creatore. Dopo la scomparsa del Baal Sulam, il nostro mondo si trova in una fase di caduta spirituale che precede obbligatoriamente un'ascesa. Avere l'impressione di essere una creazione, significa sentirsi separato dal Creatore. A causa della nostra natura egoistica, ci allontaniamo istintivamente e naturalmente da ci che ci causa sofferenze, il Creatore utilizza questo principio per portarci verso il bene: estirpa il piacere del mondo materiale che ci cinge e ci procura il piacere di compiere esclusivamente degli atti altruistici. una strada dolorosa. La strada della Torah differente: malgrado i piaceri del nostro mondo, la fede nello scopo della creazione, collocata al di sotto della ragione, cio malgrado le affermazioni del nostro corpo e della nostra ragione, questa strada fa in modo che possiamo uscire dal nostro egoismo, dal nostro amor proprio e cominciare allora a provare dell'amore per il Creatore e sentire la reciprocit di questo

amore. una strada di tranquillit, di gioie e di fede per il fatto che questa strada lunga , in effetti, esente dai tormenti della sofferenza. Esiste una strada di progressione spirituale sotto l'azione della luce avvolgente (or makif), corrisponde all'uomo che non ha ancora la possibilit di ricevere la luce dentro di s (la luce interiore, Or pnimi"). Questa strada qualificata naturale, per mezzo di sofferenze ("dereh bito"), quello che impronta l'umanit. Esiste una strada di progressione spirituale individuale per mezzo della relazione personale col Creatore, del suo lavoro secondo le tre linee. Questa strada si chiama la strada della Torah, (derek Torah, derek ahishena), ed pi breve della strada delle sofferenze. Questo perch detto "Israel medadesh emanim", chi desidera diventare Israel abbrevia il tempo della sua riparazione. difficile concepire che le sofferenze obbligano a credere. La cosa principale che, l'uomo creda che i frutti del suo lavoro dipendono unicamente dai suoi sforzi, cio deve credere che guidato dal principio di retribuzione e di punizione. La retribuzione consiste nel fatto che il Creatore d all'uomo buoni pensieri e buoni desideri. L'uomo deve ricevere anche la fede dei suoi amici di studio e dai libri. Ma dopo aver cominciato a provare in s la fede, a percepire il Creatore, deve dirsi che ci gli stato dato dal Creatore. La Torah un rimedio, un narcotico di vita o di morte (che si ricordi dell'espressione la religione l'oppio dei popoli). E' un narcotico di vita se d la forza ed il desiderio di lavorare, ed un narcotico di morte se l'uomo si dice che tutto ci che sar realizzato lo sar per l'Alto senza l'intervento dei suoi sforzi. La cosa principale nello sforzo di mantenere la sua inspirazione spirituale, data dall'Alto. All'inizio della strada, delle sensazioni spirituali sono date all'uomo affinch si elevi e poi arrivi il tempo del lavoro, degli sforzi affinch si mantenga a livello con le proprie forze. Prendere coscienza del prezzo dell'elevazione spirituale accordata della pi grande importanza. Appena l'uomo comincia a trascurare ci che riceve provando un piacere personale, comincia a lasciare questo grado. Tutto ci che si trova sotto l'ascendente dell'egoismo, si trova nel punto centrale della creazione, "nekuda emtsat". Tutto ci che non desidera il piacere per se stesso si trova al di sotto di questo punto. Questo , perch la linea di discesa della luce (kav) sfiora la linea mediana, per animare la creazione in modo impalpabile, o non sfiora (non riempie la creazione della luce del Creatore). detto che, chi vuole elevarsi aiutato spiritualmente da ci che gli d un'anima, la luce, una parte del Creatore. L'uomo comincia a percepire mentre una parte del Creatore. Come la luce del Creatore ha generato il desiderio di ricevere, di dilettarsi di Lui (or bone keli)? Un esempio: nel nostro mondo, se rendiamo all?uomo gli onori ai quali non aspirava prima e glieli togliamo, egli desidera sentire i piaceri degli onori che ha conosciuto. Questa inspirazione a ritrovare i piaceri di cui ha ricordo si chiama recipiente (keli). La luce fa cos progressivamente crescere in lui il recipiente per il piacere (procurato dalla luce). Abramo chiese al Creatore "come posso sapere che salverai i miei discendenti"? (Come posso essere sicuro che i miei figli potranno uscire dall'egoismo per mezzo della Torah - be ma ida ki ahishema -?). Che bisogno hanno della luce se non vi aspirano? Il Creatore rispose - riceveranno l'impressione di essere schiavi del loro egoismo che paragoneranno con l'impressione procurata dalla luce.

Facendo degli sforzi per dominare i propri desideri, l'uomo deve prendere coscienza che il suo corpo non comprende le nozioni di tempo, e che, di conseguenza, non ha la sensazione n del passato, n del futuro, ma solamente del presente. Per esempio, bisogna fare un ultimo sforzo ancora per cinque minuti per meritare poi di riposarsi, quando il corpo resiste, perch non percepisce il vantaggio del riposo futuro. Se l'uomo rievoca i piaceri provati dopo un lavoro duro, il corpo non d pertanto le forze di realizzare questo lavoro, per esempio, se stato remunerato in anticipo, non prova pi il desiderio di lavorare senza fare un sforzo su se stesso. Non bisogna rimettere dunque a pi tardi la lotta col corpo, ogni istante nel presente, bisogna esercitare una forza di opposizione con i pensieri orientati verso lo spirituale. L'uomo che egoista al 100%, non ricerca da solo la relazione col Creatore. Non pu volerlo che se sicuro che pu trarne un bene per lui. Cio, non solo l'uomo percepisce il suo male e comprende che solo il Creatore pu aiutarlo, ma in ogni modo ci non gli d la forza di rivolgersi al Creatore. Gli necessario prendere coscienza che nell'avvicinamento col Creatore che si trova la sua salvezza. La Torah ci propone la sua strada al posto della strada delle sofferenze. Il tempo cambia le condizioni: da duemila anni, solo poche unit erano in relazione col Creatore, come all'epoca di rabbi Shimon. All'epoca dell'ARI e di Moshe Haim Luzzato, alcuni piccoli gruppi si dedicavano alla Cabal, e decine di gruppi a quella del Baal Shem Tov, ed ancora di pi a quella del Baal Sulam.

Capitolo 5
All'ora attuale, la barriera che separa la Cabal dalle masse, praticamente sparita, e non c' per cos dire opposizione a suo riguardo, o cos poco. Nella generazione futura, centinaia di persone si fisseranno come scopo di provare il Creatore. Inoltre prima, solo delle persone particolarmente forti potevano stabilire psicologicamente un legame col Creatore, nella nostra epoca, anche gli esordienti, senza avere studiato prima di tutto il Talmud (e nella corrente della generazione futura, anche i bambini), potranno giungere ad una relazione col Creatore senza preparazione, studiando la Cabal sotto una direzione adeguata. Nella benedizione conclusiva dello Shabbath, diciamo "Benedetto sei Tu che separi il sacro dal profano". L'uomo non ha la capacit di differenziare il bene dal male, ci che bene per lui, ci che gli nocivo. Solo il Creatore pu aiutarlo aprendogli gli occhi. L'uomo pu vedere allora tutto ci che espresso dalla frase "Scegli la vita". Finch l'uomo non sar convinto della necessit vitale di una relazione costante col Creatore, il Creatore non gli aprir gli occhi affinch chieder misericordia. Tra le sensazioni spirituali di un Cabalista, una parte (AHA'P) appartiene al grado inferiore del suo stato futuro. L'uomo percepisce oltre il suo stato spirituale elevato come vuoto, non attraente, e non come la luce, perch non riceve niente del grado superiore. Sebbene questo grado superiore sia riempito di luce, il grado inferiore percepisce ci che emana dal grado superiore secondo i propri attributi, e siccome questi non gli permettono di essere pronto a ricevere questa luce, non la percepisce. Poich il Creatore nascosto, ciascuno di noi fa degli sforzi incredibili per giungere ad un livello di vita accettabile nella nostra societ, conformandosi ciecamente ai rimproveri interiori, ai sussurri costanti del suo egoismo. Tuttavia, siamo i Suoi strumenti e ci affrettiamo a seguire le Sue

indicazioni affinch non ci infligga delle sofferenze per stimolarci. Ci rassegnamo con la forza e poi ci conformiamo alla Sua volont. Il nostro egoismo in noi, ha talmente ascendente su di noi che lo consideriamo come una seconda natura, come il nostro desiderio. Impregna tutte le cellule del nostro corpo, obbligandoci ad apprezzare tutte le nostre sensazioni in funzione dei suoi desideri, a contare coi suoi imperativi. L'uomo non ha idea che pu disfarsi dell'influenza dell'egoismo, purificarsi, sbarazzarsi di questa forma egoistica, simile al suo corpo che lo penetra, vestito della sua carne. Il Creatore permette all'uomo di provare dei desideri altruistici dopo che questo si sia purificato dei suoi desideri egoistici. Aspettando, si trova dentro di noi un essere egoista, e non immaginiamo quale beneficio sarebbe per noi eliminarlo. Al contrario, i pensieri ed i desideri altruistici ci sembrano inaccettabili, ingenui, poco seri, inapplicabili alla cornice della nostra societ, senza parlare dell'universo. Questo solo perch i nostri pensieri ed i nostri desideri sono sotto l'impero dell'egoismo. Per avere un'idea obiettiva di ci che gli arriva, l'uomo deve sforzarsi di provare il suo egoismo come qualcosa di estraneo, come il suo nemico che si fa passare per il suo amico e per se stesso (ci identifichiamo anche ai suoi desideri), deve aspirare a provarlo come qualcosa di estraneo che in lui, secondo la volont del Creatore. Le azioni dell'uomo corrispondono alla presa di coscienza del male (akarat ra). Questa presa di coscienza tuttavia solamente possibile nella misura in cui l'uomo ha fede nell'esistenza del Creatore, della luce del Creatore, perch comprende tutto per paragone, provando i contrari. Questo perch al posto di dedicarsi alla ricerca di questo serpente malefico che in noi, bisogna fare tutti gli sforzi per cercare di sentire la luce del Creatore. Tutta la creazione, salvo noi, retta dalle regole dell'altruismo. Solo l'uomo ed il mondo circostante (il nostro mondo - olam haze), sono stati creati con gli attributi opposti, egoistici. Se vedessimo il Creatore e tutti i mondi spirituali, scopriremmo subito quanto il nostro mondo microscopicamente piccolo in paragone agli altri mondi, e che solamente nel piccolo pisello che il nostro mondo, che agiscono le leggi dell'egoismo. Perch il Creatore si nascosto dopo averci posti in questo mondo pieno di tenebre, di incertezza e di disgrazie? Creandoci, il Creatore si posto per scopo di farci esistere eternamente con Lui, ma dobbiamo giungere con i nostri sforzi per non provare vergogna nel ricevere un piacere assoluto, eterno, non meritato. Il Creatore ha creato un mondo opposto al suo, dotandolo di attributi opposti ai suoi, dunque l'inspirazione al piacere per se stesso, l'egoismo, e ce lo ha dato. Appena l'uomo prova in s questi attributi, appare in questo mondo, smette immediatamente di sentire il Creatore. Questa dissimulazione del Creatore fatta per provocare in noi l'illusione del libero arbitrio, per scegliere particolarmente o il nostro mondo o quello del Creatore. Se malgrado questo egoismo, percepissimo il Creatore, preferiremmo sicuramente il mondo del Creatore, quello che ci procura del piacere senza sofferenze.

Il libero arbitrio esiste solamente se l'uomo non sente il Creatore. Se fin dalla sua nascita, l'uomo sperimenta l'azione assoluta e soffocante dell'egoismo, al punto tale che lo associa a s, come pu decidere in tutta libert, indipendentemente dall'egoismo, ci che preferisce? Come il Creatore crea delle circostanze neutre affinch l'uomo possa scegliere? E, in generale, in cosa abbiamo la possibilit di scegliere se il nostro mondo solamente sofferenze e morte e che il mondo del Creatore riempito di piaceri e di eternit, che cosa resta all'uomo? Per creare per noi le condizioni della libert di scelta, il Creatore: Si rivela periodicamente all'uomo per permettergli di avere consapevolezza della sensazione di grandezza e di acquietamento che procura la percezione delle forze superiori; ci ha dato la Torah, il cui studio, se l'uomo desidera uscire veramente dal suo stato e percepire il Creatore, provoca una luminescenza spirituale latente (or makif). Tutte le parti della Torah non hanno la stessa forza per far scintillare la sottile luce avvolgente (or makif). L'eccitazione pi forte indotta dallo studio della Cabal, perch la Cabal studia le strutture spirituali che irraggiano questa luce sull'uomo. L'uomo dunque cos collocato davanti alla scelta: studiare o no la Cabal e fare degli sforzi per ci. Il legame dell'uomo col Creatore, a cominciare dal nostro livello, dal pi basso fino al pi elevato dove si trova il Creatore stesso, pu essere paragonato ai gradi di una scala. Tutti i gradi della scala spirituale si trovano nei mondi spirituali. Il Creatore si trova sul grado pi elevato ed il nostro mondo si trova sul grado pi basso. L'uomo si trova sotto il grado pi basso della scala spirituale, perch il suo livello originario fatto di egoismo, non legato all'ultimo grado della scala che non tuttavia completamente altruistica. La sensazione dell'esistenza di un grado pi elevato possibile se gli attributi dell'uomo coincidono con questo grado, e la forza di questa sensazione sar proporzionale alla coincidenza tra gli attributi dell'uomo e quelli del grado. La possibilit di avere la sensazione del grado superiore condizionata dal fatto che tutti i gradi spirituali non sono disposti verso l'alto in modo successivo dal basso, sono embricati: la met inferiore della parte superiore si trova nella parte superiore del grado inferiore ("AHA'P di elion cadono nel "G 'E di tachton"). Questo perch c' in noi una parte della parte inferiore dell'ultimo grado, ma abitualmente non la percepiamo. Il grado pi elevato, al di sopra di noi, chiamato il Creatore, perch proprio per noi il Creatore ci d nascita, ci anima e ci guida. Siccome non percepiamo questo grado, affermiamo che il Creatore non esiste. Se l'uomo si trovasse ad un livello tale da percepire l'onnipotenza del Creatore su tutte le creazioni del nostro mondo, non avrebbe pi libero arbitrio, fede perch vedrebbe chiaramente una sola verit, una sola forza, un solo desiderio che regge tutto e tutti. Il desiderio del Creatore che consiste nel dare all'uomo il libero arbitrio, necessario che si nasconda. E' solo se il Creatore dissimulato, che si pu affermare che l'uomo aspira in modo disinteressato a fondersi in Lui, ad agire per fare piacere al Creatore li shema.

Il nostro lavoro su noi stessi possibile solo se il Creatore si nascosto, perch appena il Creatore si rivela a noi, diventiamo automaticamente i suoi schiavi, siamo totalmente sotto l'ascendente della Sua magnificenza e della Sua forza, e non possibile distinguere gli autentici disegni dell'uomo. Per dare all'uomo la libert di agire, il Creatore deve nascondersi. Per dargli la possibilit di strapparsi alla schiavit che la sua sottomissione cieca all'egoismo, il Creatore ha il dovere di svelare il motivo per cui l'uomo si sottopone solo a due forze in questo mondo: al potere dell'egoismo, del corpo, o al potere del Creatore, dell'altruismo. Una successione dei processi di conseguenza necessaria: la dissimulazione del Creatore rispetto all'uomo, quest?ultimo percepisce solamente se stesso e le forze egoistiche che lo dominano, e la rivelazione del Creatore, l'uomo percepisce il potere delle forze spirituali. Affinch l'uomo, che si trova sotto l'impero dell'egoismo, possa avere la sensazione dell'elemento superiore pi vicino il suo Creatore, Questi autorizza il paragone di una parte dei suoi attributi, questo vale a dire che conferisce dell'egoismo ad una parte dei Suoi attributi altruistici. (Solleva la
malkhut, midat din fino al suo G 'E , ed i suoi "AKHA'P" acquistano degli attributi egoistici. I suoi AKHA'P" "scendono" fino al livello spirituale dell'uomo, ci che permette il paragone degli attributi).

Cos, fino ad allora l'uomo non aveva la sensazione dell'esistenza del grado superiore, per il fatto che il grado superiore aveva dissimulato il suo altruismo sotto l'egoismo, perch questo grado si abbassato al livello dell'uomo, questi pu percepirlo. Gli attributi del grado superiore, essendo percepiti dall'uomo come egoisti, egli ha il sentimento che lo spirituale non attraente, ispirante, distensivo. L'uomo ha allora la possibilit di dare prova di libero arbitrio e dirsi, al disprezzo di queste impressioni, che la mancanza di piacere, di gusto, che prova nello spirituale, nella Torah, la conseguenza del fatto che il mondo superiore gli dissimulato per il suo bene, perch non dotato ancora degli attributi spirituali necessari che gli permetterebbero di provare dei piaceri spirituali, l'egoismo che ha ascendente sui suoi desideri. Sono particolarmente nelle fasi di caduta e di sensazione di vuoto che si trovano delle forze in s, per le preghiere inviate al Creatore, per lo studio, per le buone azioni, ed allora essenziale per il pricipiante rinforzarsi nell'affermazione che questa fase gli presentata affinch la sormonti. Il fatto che non percepisce n piacere n vita nelle sue inspirazioni spirituali provocato deliberatamente, affinch possa dirsi che non prova piacere nello spirituale, perch non possiede qualit altruistiche adeguate, e che le vere qualit dei mondi spirituali gli sono dunque nascoste. L'uomo deve tenere sempre in mente che all'inizio della sua strada, avere una percezione dei mondi spirituali, ha per corollario un sentimento di vuoto spirituale. Se l'uomo in grado di affermare che i mondi spirituali gli sono dissimulati a causa dell'antagonismo dei loro attributi rispettivi, e che chiede di essere aiutato per riparare il suo egoismo alzando la sua preghiera - MA'H, i mondi spirituali si svelano parzialmente a lui, (eleva i suoi AHA'P) mostrando i suoi veri attributi che dissimulava sotto l'egoismo ed il piacere conseguente. I suoi attributi si distinguono allora dall'altruismo, l'uomo ha la capacit di percepire la grandezza ed il piacere inerente nei mondi spirituali. Alzando agli occhi dell'uomo i suoi attributi altruistici, i mondi spirituali sollevano l'uomo fino alla met del grado immediatamente superiore (ha elevato il G 'E dell'uomo coi suoi AHA 'P). Questa fase spirituale dell'uomo si chiama piccolo livello spirituale, "katnut".

I mondi spirituali alzano l'uomo ad essi, al loro livello, permettendogli di vedere la sua grandezza, la grandezza degli attributi altruistici. L'uomo, vedendo la grandezza dello spirituale rispetto a quella del materiale, si alza spiritualmente al di sopra del nostro mondo. Indipendentemente dalla volont dell'uomo, la sensazione dello spirituale trasforma gli attributi egoistici di questi in altruistici, in attributi spirituali. Affinch l'uomo possa possedere totalmente il primo grado superiore, i mondi spirituali si aprono totalmente a lui, svela tutti i suoi attributi spirituali, fanno la gadlut. L'uomo percepisce allora i mondi spirituali come una guida unica e rifinita e giunge alla conoscenza dello scopo della creazione e della sua organizzazione, vede chiaramente che gli occorre agire secondo ci che enuncia la Torah e da allora la sua ragione lo obbliga. Conoscere il Creatore implica per l'uomo una contraddizione tra la fede e le conoscenze, tra le linee destra e sinistra: dotato di attributi altruistici (che corrispondono ai kilim DE ASHPAA, in fase di katnut), l'uomo vorrebbe camminare unicamente per mezzo della fede nell'onnipotenza del Creatore, perch un segno di disinteresse, ma il fatto che il Creatore ha svelato la Sua grandezza, la "gadlut" del mondo superiore, lo impedisce. L'uomo allora pronto a disprezzare le conoscenze promosse. La preghiera dell'uomo per progredire alla cieca, avendo fede nella grandezza del Creatore e non avendo consapevolezza della Sua forza e della Sua grandezza ed utilizzando la sua ragione in proporzione della sua fede, obbliga il Creatore a ridurre la sua rivelazione. L'azione dell'uomo che obbliga l'Alto almeno a svelare la Sua Onnipotenza, la Sua luce, (or chokmah) designata dal termine schermo (dekhirik): l'uomo diminuisce l'intensit della rivelazione dell'intelligenza superiore, della linea sinistra, fino al livello che gli permette di equilibrarla con la sua fede, la sua linea destra. La giusta proporzione ottenuta, tra fede e conoscenza, si chiama equilibrio spirituale, la linea mediana. L'uomo si definisce questo stato che desidera ottenere. In questo caso, l'uomo pu esistere gi come elemento spirituale, perch costituito della giusta proporzione di fede e di ragione, la linea mediana che gli permette di giungere alla perfezione. Questa parte di conoscenza, di rivelazione, di linea sinistra che l'uomo pu utilizzare in funzione dell'intensit della sua fede, in funzione della sua linea destra, ponendo al di sopra la sua fede, la sua ragione per mezzo della linea mediana, viene ad aggiungersi agli attributi spirituali che ha acquisito gi in fase di katnut. Il livello spirituale raggiunto, si chiama Gadlut, livello completo, livello alto. Quando l'uomo sar giunto al livello spirituale completo, si trover grazie ai suoi attributi, in stato di uguaglianza rispetto al primo grado, il pi basso della scala spirituale. Come abbiamo gi menzionato gi, tutti i gradi della scala sono embricati uno nell'altro, sono impressi reciprocamente nei rispettivi attributi. Giungendo al primo grado completo, l'uomo pu trovare di conseguenza in s una parte del grado superiore e, secondo lo stesso principio, progredire verso lo scopo della creazione, per fondersi totalmente nel Creatore al grado pi elevato. La progressione spirituale consiste nel fatto che ogni uomo, appena scopre un incremento del male in s, chiede al Creatore di dargli delle forze per dominarlo. Riceve delle forze sotto forma di una luce spirituale pi intensa, finch raggiunge il vero livello originario della sua anima - dopo la riparazione di tutto il suo egoismo diventato completamente pieno di luce.

Quando dei pensieri estranei arrivano nella mente dell'uomo, questi considera che lo disturbano nella sua progressione verso lo spirituale, perch lo indeboliscono, accaparrano la sua intelligenza e riempiono il suo cuore dei meschini desideri, smette di credere che la vera vita contenuta nella Torah. Dopo aver sormontato questo stato malgrado tutto, giunge alla luce superiore che lo aiuta ad elevarsi ancora di pi. I pensieri estranei sono un mezzo per l'uomo di progredire. Non possibile sormontare i pensieri parassiti che con l'aiuto del Creatore, perch l'uomo non pu lavorare su di s, che se vede un vantaggio personale, qualunque ne sia la forma. Il nostro corpo, il nostro cuore, la nostra ragione che non comprende che vantaggio, pu apportargli altruismo, appena l'uomo vuole fare il minimo gesto altruistico, non ha la forza di agire n per la ragione, n per il cuore, n per il corpo. Non gli resta che una sola cosa, chiedere aiuto al Creatore. costretto allora ad avvicinarsi al Creatore finch si fonde totalmente in Lui. L'uomo non ha il diritto di lamentarsi di non essere stato dotato di sufficiente intelligenza, di forza o di coraggio alla nascita o del fatto che privo di attributi che possiedono altre persone, perch se non segue la buona strada, sono degli attributi che non serviranno a niente. possibile che diventi un grande scienziato, anche un erudito in materia talmudica, se non giunge alla relazione col Creatore, non riempir la sua funzione come numerose persone. L'essenziale di giungere al livello del giusto, perch solamente in questo momento che l'uomo pu utilizzare consapevolmente tutte le sue attitudini e non spendere invano le sue forze. Al contrario, le forze pi infime, le facolt che gli sono date dal Creatore, l'uomo pu metterle in valore dedicandole allo scopo supremo. Se l'uomo conosce un periodo di abbattimento spirituale, inutile persuaderlo di prendere coraggio, di dirgli delle parole piene di saggezza, niente di ci che sentir gli sar di alcun aiuto. I racconti di ci che altri hanno potuto patire, provare, i loro consigli, niente lo rialzer perch, semplicemente, non ha pi la fede in niente, ancora meno in ci a cui sono arrivati altri! Se l'uomo si ricorda dei suoi dialoghi interiori quando era in un periodo di progressione spirituale, quando era pieno di vita e non spiritualmente morto come al momento presente, se si ricorda delle sue inspirazioni, delle sue esperienze spirituali, potr riprendere allora delle forze. Il ricordo che aveva la fede, che poneva al di sopra di questa fede, la sua ragione, e se si concentra sui suoi ricordi personali, potr uscire dal suo stato di morte spirituale. L'uomo deve appoggiarsi sui propri ricordi, sulla propria esperienza, questa la sola cosa che pu aiutarlo ad uscire del torpore spirituale. Il lavoro dell'uomo, che si elevato ad un certo grado spirituale, consiste nel procedere ad una selezione nelle sue sensazioni di piacere e a fare in modo che la parte di questi piaceri, che non pu essere equilibrata dalla fede, sia gettata lontano. In Cabal, questa parte di piacere procurata all'uomo per fare la delizia del suo Creatore ai fini di rinforzare la sua fede non si chiama diversamente che "cibo". Se l'uomo non in grado di controllarsi e desidera inghiottire tutto il cibo, ci che la Cabal qualifica come "ubriacatura" (di un eccesso di piacere), perde tutto e si ritrova senza niente, ci che la Cabal qualifica come "povero". Nella vita, l'uomo si vede spiegare ci che ha il diritto, e ci che non ha il diritto di fare, e se non applica le istruzioni, riceve una punizione. Se l'uomo non prevede il dolore e la sofferenza che lo minacciano se infrange la legge, infranger questa se, beninteso, prova del piacere a questa infrazione. Sar punito poi, affinch sappia che non bisogna agire cos in avvenire.

Per esempio, esiste una legge che vieta di rubare del denaro. Se un uomo aspira al denaro e sa che pu rubare, anche se sa che pu essere punito per furto, non in grado di valutare tutte le sofferenze dovute alla punizione. Decider dunque che il piacere di possedere il denaro ben pi grande delle sofferenze dovute al castigo. Quando conoscer le sofferenze dovute al castigo, vedr che sono ben pi grandi di quanto egli supponesse, e ben pi grandi anche del piacere procurato dal furto. Osserver allora la legge. Alla sua liberazione, gli si dir che il castigo sar ben pi grande se ricomincia, perch l'uomo dimentica le sofferenze che ha patito. Quando vorr rubare di nuovo, si ricorder che le sofferenze saranno ben pi elevate per questo secondo furto, la scelta gli offerta cos di trattenersi dal rubare o no. Questo esempio sommario tra gli altri della vita quotidiana che il lettore potr trovare nel suo ambiente, mostra che le sofferenze conducono l'uomo ad improntare una strada che i desideri del suo egoismo gli avrebbero vietato di scegliere, perch assai pi facile rubare che faticare per guadagnarsi da vivere, pi facile riposarsi che pensare e lavorare, pi piacevole prendere del piacere che soffrire. Se l'uomo ha scelto di studiare la Torah e di osservare i comandamenti, deve sapere che queste iniziative sono create per il suo bene. Cio, deve comprendere che il suo egoismo vincente. Nessuno in questo mondo capace di imbarcarsi in un lavoro assolutamente altruistico, non remunerato dal denaro, per gli onori, per i piaceri, per le promesse per il futuro. L'uomo meno capace di lavorare senza vedere le conseguenze del suo lavoro, i suoi risultati, senza sorvegliare ci che egli produce, ci che d a qualcuno, ci che riceve qualcuno, senza vedere per cui lavora, cio fare degli sforzi nel vuoto. Naturalmente, la nostra ragione ed il nostro corpo egoista, oppongono resistenza a questo stato di fatto, perch sono stati creati dal Creatore per dilettarsi. Le uniche sofferenze percepite dall'uomo nel suo ambiente naturale, indotte dalla perdita completa del gusto e del pi piccolo infimo piacere che pu procurare, con la totale convinzione che non in grado di trarne piacere da niente, sotto qualsiasi forma: tranquillit, gioie, ecc., obbligano l'uomo a desiderare ed agire con altruismo, nella speranza di trovare la sua salvezza improntando questa nuova strada. Sebbene non si trattasse di altruismo, perch lo scopo dei suoi atti risiede nel suo benessere e la sua salvezza, l'uomo si avvicinato tuttavia all'altruismo al quale verr progressivamente sotto l'azione della luce contenuta nei suoi atti. Agendo con altruismo per se stesso, dando per ricevere, l'uomo comincia a percepire la luce dissimulata nei suoi atti, il piacere, e questa luce di natura tale da riparare l'uomo. Nella natura, possiamo osservare la seguente cosa: delle piogge torrenziali si scaricano sulla terra ma non nei luoghi dove occorre, per esempio al posto dei campi, nel deserto, ci che sar perfettamente inutile. A questa immagine, l'uomo pu studiare la Torah senza fermarsi, non vedere mai i frutti del suo studio, vale a dire dire la conoscenza del Creatore, e al contrario, lontano da fare altrettanti sforzi, far un raccolto straordinario, studiando appena ci che necessario per mezzo della Cabal. Ne parimenti con lo studio della Cabal, se dedicata alla ricerca del Creatore e non all'acquisizione di conoscenze, i benefici vivificanti della Torah si scaricheranno l dove occorre,

perch sono stati dati a questo fine. Se l'uomo studia per accumulare delle conoscenze o ci che ancora peggio, per mostrare la sua intelligenza ed inorgoglirsi, anche la Cabal non dar nessun frutto, potr mostrare solamente all'uomo lo scopo da fissarsi per studiare, questo far poi degli sforzi personali per continuare. L'uomo che studia la Cabal concentra continuamente il suo pensiero, perch l'insieme del suo lavoro consiste proprio nell'imporre un buon orientamento ai suoi pensieri ed ai suoi atti, affinch formino un solo e stesso tutto con lo scopo supremo della creazione, tanto pi che non esiste mezzo pi forte per avvicinarsi allo spirituale che la Cabal. L'Egitto nella Torah la personificazione dell'impero del nostro egoismo ( per questo che "Mitsram" proviene dalle parole mits - ra - concentrazione del male), "Amalek" una trib che ha combattuto Israele (dalle parole "isr-iashar "- diritto e "el "- il Creatore, cio quelli che vogliono girarsi verso il Creatore), e la personificazione del nostro egoismo che in nessun caso desidera che sfuggiamo. L'egoismo si manifesta nelle sensazioni (li assale) dell'uomo che desidera uscire dall'esilio che il suo egoismo "egiziano". Amalek sopraggiunge fin dall'inizio della sua strada. E' a certi eletti che il Creatore fa sentire un incremento del loro egoismo e gli d il desiderio di conoscerlo, manda Amalek in Israele affinch questi prova il bisogno di avvicinarsi al Creatore e non solamente quello di migliorare, per esempio di dare semplicemente prova di "bont". Questi eletti cominciano allora a provare delle grandi difficolt per migliorare, il loro desiderio di studiare, di una grande forza recente, sparisce, i loro corpi si appesantiscono al momento di compiere l'inferiore gesto. La lotta col corpo corrisponde in principio al fatto che il corpo, (la ragione, il nostro io) desidera comprendere chi il Creatore, dove andare e a quale scopo, e sapere se ciascuno dei suoi sforzi sar ricompensato. N la nostra ragione, n il nostro corpo forniscono senza fondamento n l'energia n la motivazione per fare qualcosa, e questo a buon diritto, perch non stupido di fare qualcosa senza sapere niente in anticipo. Non c' altro mezzo di uscire dalla nostra natura, per penetrare nell'anti-mondo spirituale, che acquistare un'altra ragione e altri desideri che corrispondono a questo anti-mondo. Questi sono opposti ai nostri, perch tutto ci che conosciamo, tutto ci che proviamo, tutto ci che costituisce il quadro di ci che chiamiamo il nostro mondo, corrisponde alle nozioni dettate dalla nostra ragione ed il nostro cuore egoista. solamente dopo averli trasformati nel loro contrario, dopo aver trasformato la ragione in fede, e prenderli nel dare, che possiamo penetrare il mondo spirituale. Siccome siamo dotati solamente degli strumenti con cui siamo stati creati, la nostra ragione ed il nostro egoismo, la nostra ragione che al servizio del nostro egoismo, non che dall'esterno, che dal Creatore, che possiamo ricevere altri strumenti per la nostra ragione ed i nostri sensi. Questo perch "ci attira" verso di Lui pur mostrandoci che non siamo in grado di rifarci per noi stessi. Volente o nolente, dobbiamo cercare il legame col nostro Creatore, il pegno della nostra salvezza spirituale. L'uomo non deve chiedere al Creatore di avere la possibilit di sentirlo, di assistere ai miracoli, ci che gli permetterebbe di lottare contro il suo ego, affinch ci gli dia delle forze al posto di provare

una fede cieca nella grandezza dello spirituale. La Torah lo avverte col seguente esempio: subito dopo l'uscita dell'Egitto, Amalek assale l'uomo, ed solamente sollevando le braccia e chiedendo la forza della fede, che Mos ne il vincitore. La nostra progressione spirituale ci permette di ricevere continuamente una parte di ragione superiore che va crescendo ad ogni grado salito. Dobbiamo accrescere senza tregua la forza della nostra fede, affinch sia superiore alla nostra ragione altrimenti ricadiamo sotto l'ascendente del nostro egoismo, ed cos finch non diventiamo un solo e stesso tutto col Creatore. E' allora che perveniamo alla conoscenza assoluta, alla percezione massimale della luce (or chokmah), senza gradazione alcuna, come detto nella Torah "sia la luce e la luce fu" o come lo formula la Cabal "al principio della creazione, tutto era solo luce". Ci significa che quando la luce brilla per tutti senza distinzione di livello, tutto assolutamente chiaro, non c' principio, n fine, nessuna sfumatura, tutto perfettamente comprensibile. C' la strada della Torah e la Torah stessa. La strada della Torah un periodo difficile, un cambiamento radicale dell'approccio della vita, una ricerca di s, della sua natura, una definizione precisa dell'orientamento a dare ai suoi desideri, una percezione corretta della motivazione all'origine delle azioni, degli sforzi fatti per sormontare i desideri del corpo e le esigenze della ragione, una perfetta coscienza del suo egoismo, un lungo periodo di sofferenze nella ricerca dell'appagamento dei desideri, di delusione davanti all'impossibilit di trovare una "sostanza per riempire" le sue inspirazioni, la coscienza che la vera fuga per allontanarsi dalla sorgente delle sofferenze, dell'egoismo, risieda nell'altruismo dei pensieri, una sensazione di dolcezza al pensiero del Creatore al punto di non pi desiderare che pensare a Lui. dopo avere attraversato solamente tutti questi periodi preliminari di sviluppo spirituale, che corrispondono alla strada della Torah, che l'uomo comprende la Torah, questa luce superiore che brilla sempre di pi per lui a misura della sua progressione sui gradi della scala spirituale che lo conducono all'unione totale col Creatore. La nostra strada composta di due parti: la strada della Torah e la Torah propriamente detta. La strada della Torah corrisponde al periodo di preparazione di nuovi pensieri e nuovi desideri durante la quale l'uomo prova delle sofferenze. Dopo questo passaggio, dopo questo corridoio che conduce al Creatore, l'uomo penetra i mondi spirituali, il regno della luce, raggiunge lo scopo della creazione, la Torah, ha la percezione completa del Creatore. Per generazione del diluvio, si intende il periodo di lavoro che si fa nel cuore, per "generazione dei costruttori della torre di Babele", quella del lavoro effettuato per mezzo della ragione. Desideriamo provare tutti del piacere dal primo istante della vita fino all'ultimo. La differenza tra ciascuno di noi, risiede nella forma sotto la quale l'uomo desidera ricevere il piacere, ci che spirituale nella sua essenza. solamente la nostra scorza esterna che ci d l'illusione della sua fisicit. Aspiriamo inconsapevolmente a cambiare la scorza esterna, il vestito, del nostro piacere sperando di percepirlo nella luce pura del Creatore. Le scorze del piacere al quale aspirano gli uomini sono differenti, attribuiamo loro delle denominazioni differenti. Certe forme di piacere sono considerate come normali, accettabili, per esempio, l'amore per i figli, il cibo, il caldo, ecc., alcune non sono accettate dalla societ, per esempio la droga, ed obbligano spesso l'uomo a nascondere ci che gli si d.

L'umanit intera accetta tacitamente l'utilizzazione del suo egoismo senza disagio alcuno nei limiti convenzionali. da notare che i limiti dell'utilizzazione per ciascuno del proprio egoismo e la moda delle migliori scorze cambiano come la societ si sviluppa. E ciascuno di noi, sotto l'azione della sua et, vale a dire sotto l'azione "naturale" del Creatore cambia le sue scorze per mezzo delle quali soddisfa i suoi bisogni in piacere. La muta, il cambiamento di scorza, visibile in un individuo talvolta. Per esempio, una ragazzina ha del piacere a giocare con la sua bambola, ma non amer occuparsi di un vero bambino; sua madre, non prover alcun piacere a giocare con la bambola, potr convincere tuttavia sua figlia ad amare ed occuparsi di un bambino. Dal punto di vista della ragazzina, per quanto la sua apprensione del mondo glielo permetta, non facile per sua madre occuparsi del suo bambino, lei non ne trae alcun piacere. Si comprende il ragionamento del bambino, perch non ancora nell?et in cui pu trovare piacere nei veri oggetti, lo trova nei giocattoli, cio nell'artificio. Aspiriamo tutti al piacere che ci d il Creatore. Possiamo desiderarlo solamente e possiamo percepire la vita attraverso il nostro desiderio. Non siamo differenti in ci dalle nostre anime prima della loro discesa nel nostro mondo e la loro incarnazione, neanche dopo tutte le loro migrazioni una volta ritornate al Creatore. Siamo fatti in modo da aspirare al piacere di ricevere la luce che emanata da Lui, immutabile. Tutto ci che ci richiesto, ci per cui ci ha creati il Creatore, affinch cambiamo la scorza esterna dei nostri piaceri, che la bambola diventi un vero bambino e che ne proviamo piacere. Come un bambino durante la poppata, l'uomo desidera ricevere solamente ci che vuole. Accetta di fare degli sforzi se sicuro che all'estremit del conto, prover del piacere. Se l'uomo desidera lavorare subito su di s, studiando la Torah, il suo corpo chiede: per quale ragione fai ci? Possono essere date quattro risposte a questo discorso: per infastidire gli altri, lo scopo peggiore perch significa aspirare a causare delle sofferenze agli altri. Per diventare un grande erudito, avere delle funzioni importanti, gli onori, del denaro, fare un matrimonio riuscito, questo scopo migliore del precedente perch delle persone possono beneficiare, questo caso di figura, che corrisponde al lavoro per gli altri, perch questi lo pagano. Affinch solo il Creatore abbia conoscenza del suo studio e del suo lavoro su di s, non affinch gli uomini lo sappiano, non per ricevere gli onori degli uomini, ma affinch il Creatore lo elevi. Ci si chiama lavorare per il Creatore, perch una ricompensa aspettata dal Creatore. Affinch i frutti del lavoro compiuto siano dedicati al Creatore senza ritorno alcuno. L'egoismo chiede allora: quale profitto vai a trarne? L'uomo non ha niente da rispondere, va contro la sua ragione e i suoi sentimenti, cio al di sopra della sua ragione e dei suoi sentimenti (lemala mi daat). Il lavoro dell'uomo consiste nello scostare la sua ragione ed i suoi sentimenti dalla critica e dalla verifica del grado dove si trova per fidarsi totalmente del Creatore e concentrare tutti i suoi sforzi, affinch i suoi pensieri ed i suoi sentimenti siano orientati continuamente verso il Creatore e la grandezza spirituale. In risposta a tutte le sollecitazioni della voce della sua ragione coi suoi argomenti che avanza sulla necessit di occuparsi di ogni tipo di problemi della vita quotidiana, l'uomo compie tutto ci che gli chiesto, ma tutti i suoi pensieri e tutti i suoi desideri sono orientati

verso il bene del Creatore. Quest'uomo non desidera sentire le critiche della sua voce interiore. come sospeso nell'aria senza punto di appoggio ragionevole, questa situazione si chiama essere al di sopra della sua ragione e dei suoi sentimenti "lemala mi daat". Pi l'uomo prova piacere a possedere qualcosa, pi questo qualcosa gli caro, e pi questo qualcosa gli caro, pi grande la paura di perderlo. Come pu l'uomo giungere alla presa di coscienza ed al sentimento dell'importanza dello spirituale se non li ha provati mai? Pu arrivare facendo degli sforzi durante i suoi momenti di vuoto spirituale, quando si preoccupa di non provare nessuna emozione di fronte alla magnificenza spirituale, di essere molto lontano dal Creatore, di non poter cambiare. Gli sforzi che fa l'uomo in questo caso, sforzi designati al lavoro quotidiano, fanno nascere in lui l'impressione essenziale legata alle sensazioni spirituali, ci che corrisponde allo Shabat, periodo dove non ha bisogno, dove il quinto dei Dieci Comandi glielo vieta, di lavorare su di s, ma dove deve osservare solamente, leshabat, per non perdere questo regalo del Creatore. Si sa, che se l'uomo implicato personalmente in qualcosa, non pu giudicare pi obiettivamente, qualunque cosa arrivi. Questo perch se si dice francamente ad un uomo che non si comporta bene, non sar mai d?accordo, perch ci gli pi facile riconoscerlo, e perch sicuro che agisce bene. Se l'uomo si impegna ad agire dunque come gli chiesto, scopre a poco a poco che la Verit non nei suoi atti e nei suoi pensieri passati, ma in ci che gli consigliato. Questo principio designato nella Torah con la frase "naass ve nishma". Lo scopo del Creatore che di procurare del piacere alle creazioni (tali come siamo, tutti gli altri non sono stati creati da Lui che in uno scopo ausiliare), finch l'uomo non prova la perfezione nel diletto, e pu trovare in s un'insufficienza (in qualit, in intensit, nella sua durata, ecc.), ci significa che non ha raggiunto lo scopo della creazione. Per dilettarsi, conformarsi allo scopo della creazione, bisogna riparare prima il desiderio di provare del piacere, e questo perch il Creatore lo desiera. L'uomo non deve concentrarsi sulla ricerca del piacere, appena avr effettuato la sua riparazione, avr immediatamente la sensazione di questo, deve procedere semplicemente alla sua riparazione. Questa situazione simile all'uomo che desidera acquistare un appartamento, non deve pensare al modo da cui va a traslocare, ma come va a pagarlo, come va a guadagnare il denaro perch unicamente quando avr il denaro che potr acquistare l'appartamento. Tutti gli sforzi devono essere fatti allo scopo di ottenere del denaro dunque e non un appartamento. Ne parimenti per la conoscenza dei mondi spirituali, tutti gli sforzi devono essere concentrati sulla creazione delle condizioni per ricevere la luce, non per beneficiare della luce stessa, cio per creare dei pensieri e dei desideri altruistici, questo mentre il piacere spirituale si far sentire. L'umanit costantemente nell'errore e non ne trae molte lezioni. L'accumulo delle sofferenze avviene tuttavia nell'anima eterna e non nei corpi deperibili, questo un aspetto positivo del progresso che conosce.

Di conseguenza, nessuna sofferenza sparisce, durante una migrazione ulteriore in questo mondo, porta il corpo umano a creare le condizioni per cercare un mezzo per sbarazzarsi delle sofferenze, elevandosi spiritualmente. Rispetto a noi, i mondi spirituali possono essere chiamati a buon diritto anti-mondo, perch nel nostro mondo tutte le leggi della natura sono costruite sull'egoismo, l'inspirazione ad afferrare ed a comprendere, i mondi spirituali si distinguono col loro altruismo assoluto, con l'inspirazione a dare e a credere. Questi due poli sono opposti talmente che non c' nessuna similitudine tra i due e tutti i nostri tentativi di ripresentarsi quello che succede non ci dar nessuna idea, per quanto piccola sia. Questo sta trasformando solamente i desideri dei nostri cuori, "prendere" nel "dare" e quello di "comprendere" nel "credere" al disprezzo dell'intelligenza, che potremo percepire i mondi spirituali. Questi due desideri sono legati bench il desiderio di afferrare si trova nel cuore e il desiderio di comprendere nel cervello, hanno entrambi l'egoismo per base. detto in Cabal che la nascita di un elemento spirituale si fa nel seguente ordine: "il padre fa uscire la madre" per mettere al mondo un figlio: la perfezione "fa uscire" la ragione fuori dalla sua analisi dal mondo circostante per sostituirla per una nuova spirituale, indipendente di desideri e, di conseguenza, autenticamente obiettiva. La fede nel Creatore semplicemente insufficiente. Ma non tutto, la nostra fede deve essere dedicata al Creatore e non al nostro benessere. Non degno del nome di preghiera, che la domanda formulata al Creatore allo scopo di suscitare in Lui il desiderio di aiutare quello che prega a provare la grandezza e la magnificenza del Creatore. Non che il richiamo di questo desiderio che reagisce il Creatore che eleva l'uomo nei mondi spirituali rivelandogli tutta la Sua grandezza; questo mentre delle forze sono date all'uomo per elevarlo al di sopra della sua natura. Una volta riempito della luce del Creatore, che d la forza di opporre alla sua natura egoista, l'uomo ha la sensazione che giunto all'eternit perch niente pu cambiare pi in lui e non ritorna all'egoismo, vive fuori dalla dimensione del tempo nel mondo spirituale. C' equilibrio nella percezione del presente e del futuro, l'uomo ha il sentimento di essere giunto all'eternit. Il nostro Creatore assolutamente immutabile, le sue creazioni, aspiriamo alla serenit, a ricevere ci che desideriamo. Il Creatore ha creato due forze per il nostro sviluppo: una che ci fa arretrare, cio le sofferenze che ci obbligano a fuggire il nostro stato, un secondo che ci attira, che ci fa andare avanti verso il piacere. Queste due forze simultaneamente, non separatamente, possono farci muovere, obbligarci ad agire. L'uomo non deve lamentarsi in nessun caso che il Creatore lo abbia creato pigro, che lo ha dotato di una natura che fa che gli sia difficile muoversi. Al contrario, un pigro non aspira senza ragione ed in modo impulsivo alle piccole cose della vita, valuta a lungo le situazioni, chiedendosi se bisogna fare degli sforzi per ottenere ci che lo attira. L'uomo non fugge immediatamente alle sofferenze, valuta per quale ragione e a che scopo soffre, ne trae delle lezioni per evitare che nel futuro lo obblighino ad agire ed a muoversi, ci che gli faticoso.

L'uomo amerebbe utilizzare il suo egoismo in tutte le circostanze della vita, il suo ambiente non glielo permette. Tutte le nostre leggi sociali sono costruite al fine di trovare un campo di intesa reciproca che permette l'utilizzo dell'egoismo di ciascuno, portando meno pregiudizi agli altri. In ogni caso, desideriamo trarne sempre il massimo: il venditore amerebbe essere pagato senza rimettersi la merce pertanto, l'acquirente amerebbe avere gratuitamente la merce. I padroni sognano di adoperare la mano d'opera per gentile concessione, gli impiegati vorrebbero percepire un stipendio senza lavorare. I nostri desideri possono misurarsi dall'intensit delle sofferenze dovute all'assenza di ci che desideriamo: pi grande la sofferenza provocata dalla mancanza dell'oggetto auspicato, pi grande , di conseguenza, il desiderio di possederlo. detto che il desiderio del Creatore di vivere nelle creature del basso, creare queste condizioni lo scopo della creazione ed il nostro ruolo. L'idolatria (avoda zara) un'inclinazione a seguire i desideri egoisti del corpo, all'oppositore del lavoro spirituale, "avodat hashem", "avodat hakodesh" che corrisponde all'inseguimento di desideri o degli obiettivi altruistici. L'unione spirituale consiste nel paragonare gli attributi di due elementi spirituali. L'amore spirituale significa la ricerca dell'unione completa. Siccome si tratta dell'unione di due attributi opposti, dell'uomo e del Creatore, per controllare se si tratta di amore o di sottomissione, l'uomo deve chiedersi se ha in s il desiderio di ritornare all'ascendente dei suoi desideri. Questa questione naturalmente un segno, che ama veramente il Creatore. Se gli attributi sono in armonia, ci manifesta della gioia al Creatore di essere unito alla creatura, e l'uomo prova della gioia a dare al Creatore. Il ritorno "teshuva" significa che l'uomo in questo mondo e durante la sua esistenza ritorner al grado spirituale al quale si trovava la sua anima al momento della sua creazione, (lo stato del primo
uomo prima del peccato originale).

Ci sono due organi che permettono di agire, due principi di azione nell'uomo, l'intelligenza ed il cuore, il pensiero ed il desiderio. Egli deve lavorare a trasformare i loro principi egoistici per farli diventare altruistici. Proviamo tutti i nostri piaceri nel cuore. Se l'uomo sente che pu rigettare ogni piacere terrestre, se un piacere gli riservato personalmente, merita di dilettarsi veramente, perch in questo caso, non utilizza pi il suo egoismo. L'intelligenza non prova piacere a comprendere ci che fa. Se l'uomo pu realizzare qualcosa senza comprendere, ed avere la fede per lottare contro ci che gli detta la sua ragione, avanza ponendo dunque la sua fede al di sopra della sua ragione, ci significa che ha eliminato il suo egoismo e pu agire secondo la ragione del Creatore, non secondo la sua intelligenza. La luce del Creatore penetra l'insieme della creazione particolarmente il nostro mondo, bench non la percepiamo in nessun modo. Questa luce chiamata luce che anima la creazione. Grazie a questa luce, la creazione, i mondi esistono, altrimenti la vita si fermerebbe, ma anche la materia di cui sono costituiti. Questa luce traspare nell'azione di ogni tipo di elemento materiale e dei fenomeni del nostro mondo.

Tutto ci che ci circonda e noi stessi, non siamo nient'altro che la luce del Creatore, presente nella Torah e nella materia e nella creatura pi grossolana. La differenza percettibile solamente da noi che vediamo solamente le scorze esterne, il vestito della luce. In effetti, una forza agisce in tutte le creazioni, la luce del Creatore. La maggior parte degli uomini non hanno la percezione che del vestito esterno della luce del Creatore. Ci sono degli uomini che non sentono la luce del Creatore che nella Torah ci sono degli uomini che provano la luce del Creatore in tutto ci che li avvolge, che ha il sentimento che tutto luce che emana del Creatore e riempie il minimo spazio. Il Creatore ha deciso di creare l'uomo nel nostro mondo affinch dalle profondit del suo stato originario, possa elevarsi spiritualmente fino al livello del Creatore, diventare identico al Creatore. Il Creatore ha creato di conseguenza l'egoismo, il desiderio di dilettarsi. Questa sensazione di egoismo chiamata la creazione originaria. Il Creatore che luce, naturalmente, la creazione originaria fu riempita di luce-diletto. Ci significa che al principio della creazione, la luce-diletto riempiva lo spazio-egoismo creato, lo riempiva completamente fino alla saziet. Il Creatore ha restretto poi la diffusione della luce, l'ha dissimulata, e al suo posto, nella creazione, nel desiderio di dilettarsi, nell'egoismo apparso il dolore, il vuoto, le tenebre, la tristezza, tutto ci che si pu immaginare quando si prova l'assenza di qualcosa. Per mantenere nell'uomo un'inspirazione minimale alla vita, affinch non metta un termine alla sua vita a causa della mancanza provata, il Creatore gli d il desiderio di dilettarsi di una piccola parte di luce, "ner dakik", vestita dei diversi elementi del nostro mondo ai quali aspiriamo di conseguenza. Inconsapevolmente e automaticamente siamo continuamente alla ricerca della luce del Creatore. Siamo gli schiavi di questa inspirazione naturale. L'uomo deve credere che il fatto che il Creatore si nasconda, che la sensazione di desolazione nell'assenza di piacere, creata specialmente dal Creatore per il bene dell'uomo perch se la luce riempe l'egoismo, l'uomo non ha libero arbitrio per agire indipendentemente, perch diventa lo schiavo del piacere che lo riempe. lontano solamente dalla luce del Creatore, avendo la sensazione che si nasconde, quando l'uomo si sente un essere assolutamente indipendente che ha la possibilit di prendere delle decisioni e di agire in ogni autonomia. Questa autonomia, si manifesta unicamente quando: l'uomo non ha pi l'impressione di essere oggetto dell'influenza del Creatore e pu agire indipendentemente dai desideri del suo corpo. Questa possibilit ci offerta nelle nostre condizioni terrestri, quelle in cui viviamo. L'uomo deve credere che non c' niente e nessuno al mondo eccetto il Creatore. L'uomo fatto della sensazione personale del suo "io" proprio a causa dell'egoismo delle sue sensazioni, e se si sbarazzasse di questa caratteristica, ridiverrebbe una parte del Creatore.

L'uomo deve credere che la dissimulazione del Creatore sentita solamente da lui, nella sua percezione personale, che la dissimulazione del Creatore non ha per scopo che il suo bene. Questo , perch finch l'uomo non sar pronto a conoscere la Verit, dovr credere che questa non come la sente nella sua percezione. Questa verit pu essere compresa solamente progressivamente dall'uomo come giunge alla perfezione. Tutto il lavoro che l'uomo effettua possibile solamente se il piacere procurato dallo spirituale gli dissimulato affinch, malgrado la dissimulazione del Creatore, possa dirsi che sente del disgusto per lo spirituale perch il Creatore desidera cos, ma che in effetti, non esiste niente di pi perfetto. Se l'uomo, malgrado la sensazione di tenebre, di abbattimento e di vuoto, malgrado gli argomenti della sua ragione, pu aspirare alla ricerca della percezione del Creatore, all'avvicinamento spirituale, ci significa che avanza ponendo la sua fede al di sopra della sua ragione e dei suoi sentimenti secondo il principio "emouna lemala mi daat", il Creatore si rivela allora a lui perch l'uomo non ricerca e non aspetta che questo in tutti gli stati che sperimenta.