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Comune di Rimini

Direzione Infrastrutture, Mobilit, Ambiente Ufficio del Direttore

Via Rosaspina, 21 - 47900 Rimini tel. 0541/704816 - fax 0541/704728 www.comune.rimini.it c.f.-p.iva 00304260409

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La vasta area, che sar oggetto di pi interventi, posta in zona centralissima di Rimini a poche centinaia di metri dal Tempio Malatestiano. In periodo Romano lisolato era posto intra muros e gi edificato come risulta da scavi eseguiti nel 1920 durante i quali si rinvennero i resti di una villa, posta in riva al mare, con mosaici di pregio dellepoca imperiale. Si hanno notizie di costruzioni anche nel tardo Medio Evo. Luigi Tonini, in Rimini Dopo Il Mille, ricorda che gi nel 1373 si ha notizia del monastero delle Santucce in quel luogo. Nel 1.505 il convento fu ceduto alle Monache di San Sebastiano o Canonichesse Lateranensi. E importante ricordare che in questinsula, nella parte dietro il Palazzo Diotallevi sullattuale Via Francolini, il Tonini ritiene di dover collocare lantica abitazione dei Parcitadi. L'edificio pass poi in propriet ai Malatesta, che lo utilizzarono come scuderia (da cui il vecchio nome della Via Francolini allora chiamata Vicolo delle Stalle). Ed il Tonini continua ".. E in una gran sala, che fu in questo monastero presso il detto vicolo, si vede ancora la soffitta di tavole tutte fregiate dellantica rosa malatestiana. Ed ancora nella Guida Illustrata di Rimini del 1893 ci ricorda che .. Nel coro di quel Monastero un affresco rappresentante un crocefisso colla Maddalena. Troviamo notizie sul monastero anche nella Perizia del Valadier del 1787 Le Monache di San Sebastiano, chiamate le Canonichesse Lateranensi o Rocchettine. La chiesa del Monastero si affaccia sulla strada pubblica (forse sullattuale Piazzetta Teatini) ed ad una sola navata con 5 altari e con volte di cannuccia. Archi delle cappelle realizzate in mattoni messi in coltello. Al primo piano sono i dormitori ed altre stanze delle Monache. Un piccolo cortile circondato da camere ad uso deposito legna, carbone ed altri comodi: sono state costruite con breccia e mattoni. Alcuni muri chiudono laccesso per alcune strade e circondano lorto ed altri cortiletti. Aggiunge il Marcheselli nel suo Le Pitture delle Chiese Rimino: Quasi in faccia alla Chiesa dei Padri Teatini si ritrova quella delle Monache Rocchettine, ossia Canonichesse Lateranensi chiamata di San Sebastiano. Le Monache Rocchettine si erano trasferite in un edificio posto di fronte alla chiesa dei Teatini, donato loro da Elisabetta Aldobrandini, madre dellultimo Malatesta, signore di Rimini nel 1499. In questedificio fu ricavata la chiesa, intitolata come il monastero a San Sebastiano; si hanno notizie di ampliamenti e restauri nel XVI secolo. Soppresse le monache nel 1805, la chiesa fu chiusa, poco dopo bruci e divenne casa privata di propriet, alla fine dellottocento, della famiglia Baravelli. Quindi allinizio dellottocento linsula, che ospit il Convento delle Rocchettine, perse laspetto che aveva avuto per 500 anni, fu spezzettata e pass a vari proprietari. La documentazione che abbiamo illustrato finora tutta descrittiva e poche sono le indicazioni che possono aiutare a definire la posizione dei vari edifici sullarea ed a volte tali descrizioni sono contraddittorie. A tal proposito, tra gli studi fatti sull'area, non si pu non considerare fondamentale, per la ricostruzione storica della sedimentazione edilizia dell'isolato, la Relazione di Archeologia Preventiva, redatta dagli archeologi di adArte per il Parere Archeologico sull'edificio 2.7.
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Estraggo alcune considerazioni sull'organizzazione storica dell'isolato e dei suoi edifici: I CATASTI E LE PIANTE DELLA CITTA' (Tavv. 7-12)
I catasti storici e le piante della citt, prendendo in esame l'isolato compreso tra via Gambalunga, via Tempio Malatestiano, via Quintino Sellae via Angher, ci danno alcune indicazioni sull'organizzazione dell'isolato, oggetto del Piano di Recupero. Sono stati consultati i seguenti catasti e piante: Pianta della citt di Arrigoni-Clementini, anno 1617; Pianta della citt di Joseph Jrome De La Lande, anno 1768; Catasto Gregoriano, anno 1818; Pianta di Tommaso Bianchi, anno 1858; Pianta della citt di Enrico Meluzzi, anno 1882; Catasto Romano, anno 1888;
Non stato preso in considerazione un altro importante catasto, databile tra il 1762 e il 1774, il

Catasto Calindri, perch in questo disegnata solamente la cinta muraria della citt e non gli edifici interni ad essa.

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Pianta della citt di Arrigoni-Clementini, anno 1617


Descrizione: la pianta della citt di Alfonso Arrigoni, pubblicata dal Clementini nel Racconto istorico, getta le basi per le prossime piante della citt, perch la prima volta che l'autore si pone l'obbiettivo di documentarne l'effettiva situazione. Illustra infatti gli edifici pi significativi mediante piccole assonometrie. All'interno dell'isolato in questione, sono presenti i seguenti edifici: n. 19: S. Andrea Seminario (cod. 06, Tav. 13); n. 18: S. Croce vecchia (cod. 08, Tav. 13); n. 17: S. Bastiano M. (cod. 11, Tav. 13). Area di progetto: nell'area interessata al progetto di ristrutturazione attuale disegnato un edificio a pianta rettangolare e un campanile con croce; si tratta sicuramente della Chiesa e del Monastero di San Sebastiano, ma il disegno molto schematico, per cui non si pu indicarne la posizione precisa.

Pianta della citt di Arrigoni-Clementini, anno 1617

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Pianta della citt di Joseph Jrome De La Lande, anno 1768 Descrizione: la pianta contenuta nell' Atlas du voyage en Italie restituisce l'immagine della
citt in cui vengono messe in evidenza le dimore dell'aristocrazia locale. Il disegno della citt abbastanza approssimativo, ma interessante perch sono ben visibili due aree cortilizie, adibite probabilmente ad orti, relative al Convento di San Sebastiano e al Palazzo dei Parcitadi. All'interno dell'isolato in questione, sono presenti i seguenti edifici: n. 85: Vescovado (cod. 06, Tav. 13); n. 96: Palazzo Diotallevi (cod. 07, Tav. 13); n. 97: La Crocina, Parrocchia (cod. 08, Tav. 13); n. 65: Palazzo degli Argolanti (cod. 02, Tav. 13); n. 112: San Sebastiano, Monache (cod. 11, Tav. 13); n. 113: Male Maritate Conservatorio (cod. 03, Tav. 13). Area di progetto: l'area interessata al progetto di ristrutturazione attuale in parte libera da edifici (a N/O), perch adibita ad orti e in parte edificata (a S/E): si tratta del Convento delle monache di San Sebastiano.

Pianta della citt di Joseph Jrome De La Lande, anno 1768

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Catasto Gregoriano, anno 1818 Descrizione: la Mappa originale della citt di Rimini nel Dipartimento del Rubicone datata al
1818; si tratta di un disegno a china e acquarello su carta, confluita nel Catasto Gregoriano, mappa 170, depositato nell'Archivio di Stato di Roma (una copia antica si trova anche presso l'Archivio di Stato di Forl). Il rilevamento stato eseguito durante la catastazione napoleonica del Regno Italico e assunto successivamente dal Catasto dello Stato Pontificio, ordinato nel 1816 dal papa Pio VII, andato in vigore nel 1835. Il documento rivoluziona la cartografia riminese, perch, rispetto alle piante pi antiche, restituisce la struttura urbana nella sua complessit: infatti ogni unit immobiliare e particella catastale sono segnate. E' sicuramente il catasto pi interessante dell'epoca, perch, anche se disegnato agli inizi dell'Ottocento, rispecchia la citt Settecentesca, dove sopravvivono ancora fisicamente i grandi edifici conventuali (sebbene gli enti religiosi siano stati appena soppressi). Si pu inoltre supporre che, ad eccezione di pochi interventi, il tessuto urbano rispecchi la citt del Quattrocento. Il disegno molto chiaro e dettagliato: sono ben visibili i nomi delle vie, gli edifici sono colorati in rosa, le aree scoperte in giallo e gli orti e/o giardini in verde. In particolare, nell'isolato in questione si sottolinea come le attuali vie avessero, poco meno di due secoli fa, nomi completamente diversi da ora: via Gambalunga chiamata Contrada Rigagnolo della Fontana, via Angher chiamata Contrada Coda Lunga, via Quintino Sella chiamata Contrada Teatini, via Tempio Malatestiano chiamata Contrada del Vescovado, via Francolini chiamata Vicolo delle Stalle e via Cattaneo chiamata Vicolo di Santa Maria Maddalena. L'isolato compreso tra queste vie di formazione composita: include vaste aree libere in corrispondenza del Vescovado (lettera E), tra cui l'orto del monastero di San Sebastiano (n. 469), con ampio cortile loggiato (n. 470), il Palazzo Diotallevi (n. 462) e a fianco la chiesa della Crocina, che nel Catasto descritta come Parrocchia prima e Oratorio privato poi (n. 461). A N/E dell'attuale via Cattaneo invece si segnalano tutta una serie di piccoli edifici privati, ad eccezione del grande Palazzo Argolanti (n. 1779). All'interno dell'isolato in questione, sono presenti i seguenti edifici: lettera E: Vescovado (cod. 06, Tav. 13); n. 470: loggiato del monastero di San Sebastiano (cod. 11, Tav. 13); n. 469: orto del monastero di San Sebastiano (cod. 11, Tav. 13); n. 462: Palazzo Diotallevi (cod. 07, Tav. 13); n. 461: Chiesa della Crocina (cod. 08, Tav. 13); n. 1779: Palazzo Argolanti (cod. 02, Tav. 13). Area di progetto: l'area interessata al progetto di ristrutturazione attuale quasi del tutto libera da edifici, ad eccezione della parte S/E, dove sembra trovarsi parte del Convento di San Sebastiano e del chiostro.

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Catasto Gregoriano, anno 1818

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Pianta di Tommaso Bianchi, anno 1858


Descrizione: la pianta disegnata da Tommaso Bianchi, pubblicata nella sua opera s ulla localit pi acconcia per fondare in Rimini la Stazione della Ferrovia . La pianta ritrae la citt, cos come si trovava nel Luglio del 1858 ed l'ultimo documento cartografico dello Stato della Chiesa. Non si notano particolari variazioni rispetto al precedente Catasto Gregoriano, nell'isolato in questione: sono disegnati il Vescovado (n. 19) e l'Oratorio detto della Crocina dei Marchesi Diotallevi (n. 21). In nessun'altra pianta o catasto indicata la Chiesa della Contessiane, disegnata lungo via Cattaneo, lato Est (n. 18). All'interno dell'isolato in questione, sono presenti i seguenti edifici: n. 19: Vescovado (cod. 06, Tav. 13); n. 21: Oratorio della Crocina (cod. 08, Tav. 13). Area di progetto: l'area interessata al progetto di ristrutturazione attuale completamente libera da edifici, perch adibita ad orto o giardino.

Pianta di Tommaso Bianchi, anno 1858

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Pianta della citt di Enrico Meluzzi, anno 1882


La pianta il primo documento cartografico, dopo il Catasto Gregoriano, dove possibile leggere le trasformazioni urbane avvenute negli anni '70 dell'Ottocento. Gli interventi maggiori riguardano la chiusura del fossato del castello, la costruzione del teatro e la sparizione definitiva dei grandi complessi convenutali, sostituiti da caserme e nuovi luoghi del potere. Purtroppo il rilievo non accurato; non sono visibili, per esempio, i cortili interni delle case e dei palazzi. L'isolato in questione radicalmente cambiato rispetto al Catasto Gregoriano: non tanto l'edificio del Vescovado, affacciato all'attuale via Tempio Malatestiano, che persiste (n. 8), ma l'area dove sorgeva il convento di San Sebastiano, tra le attuali vie Quintino Sella e via Cattaneo: l'edificio probabilmente viene demolito, o comunque cambia nella fisionomia, perch non ha pi una forma a L, ma rettangolare. Purtroppo non c' l'indicazione in legenda con il nome dell'edificio, ma si tratta sicuramente del Palazzo di Piazzetta dei Teatini (cod. 12). All'interno dell'isolato in questione, presente il seguente edificio: n. 8: Vescovado (cod. 06, Tav. 13). Area di progetto: l'area interessata al progetto di ristrutturazione attuale libera da edifici, perch probabilmente adibita ad orti, ad eccezione di un piccolo edificio, posto lungo l'attuale via Cattaneo.

Pianta della citt di Enrico Meluzzi, anno 1882

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Catasto Romano, anno 1888


Descrizione: il Catasto Romano, molto simile alla pi pianta di Enrico Meluzzi; il dettaglio pi interessante il nome che assumono le vie cittadine, che il medesimo che conservano oggi: via Gambalunga ha il medesimo nome, come via Tempio Malatestiano, al contrario di via Angher si chiama via Cavalieri; non invece leggibile il nome dell'attuale via Quintino Sella (ndr: forse Apollonia) e non sono presenti i nomi di via Cattaneo e via Francolini. L'edificio 2.4 che si affaccia sull'attuale via Quintino Sella, costruito al posto del convento di San Sebastiano e gi disegnato nella Pianta della citt di Enrico Meluzzi, non subisce cambiamenti (qui sono visibili, a differenza della pianta pi antica del Meluzzi, due cortili interni al palazzo), mentre il piccolo edificio, pi a Nord, presente nel Meluzzi, non pi presente, sebbene passino solo sei anni tra le due piante. Nell'area occupata dagli edifici 2.6 e 2.7, sono segnalati solamente orti.

Catasto Romano, anno 1888

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Nel corso dei secoli inoltre gli edifici subirono vari terremoti (tra cui quello del 1786 veramente distruttivo), incendi ed i bombardamenti del 1943, quindi la riconoscibilit della testimonianza storica negli edifici attuali particolarmente difficile. Forse precedente allottocento solo l'edificio 2.2 Segreterie, anche se laspetto esterno ampiamente rimaneggiato ed alcuni particolari sono incoerenti dal punto di vista temporale. L'edificio 2.2, come sedime, potrebbe corrispondere ad una parte dellantico convento, deduzione che pu derivare dal confronto con le piante del Catasto Pontificio, anche se tutto ledificio stato ampiamente rimaneggiato contestualmente alledificazione degli anni venti in stile medioevale dell'edificio 2.5. Le colonne, data la loro diversit, fanno pensare pi ad una loro raccolta e messa in loco negli anni 20 per dare un immagine pi medievale all'intera corte. Forse una traccia dellantico edificio potrebbe essere quella piccola porzione di muro a scarpa posta sul retro a confine con le propriet private. Pi semplice, se pur priva di documentazione architettonica, ricostruire la storia dalla met dellottocento ad oggi. L'unica documentazione iconografica la fotografia, allegata ad un fascicoletto realizzato in occasione dell'inaugurazione dell'edificio 2.5.

Edificio 2.5, 1928 Sullarea, nella seconda meta dellottocento, era sicuramente collocato lOrfanotrofio delle Opere Pie Belisardi e Biasini, probabilmente verso lattuale Via Cattaneo. Nel 1882 il Comune istituisce la Regia Scuola Operaia di Arti e Mestieri, che secondo le indicazioni della Legge Cairoli del 1882, aveva il compito di migliorare sia la cultura di base sia le conoscenze tecniche degli operai ed artigiani. La scuola ha orario serale dinverno e diurno lestate e la sede collocata nei locali dellOrfanotrofio.
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Lattivit della nuova scuola procede per una trentina danni tra enormi difficolt dovute sia alla misera condizione dei locali, sia alla penuria di allievi. Quei pochi che si iscrivono spesso abbandonano i corsi. Verso il 1915 le migliorate condizioni economiche del paese e di Rimini spingono la scuola verso la crescita ed il Comune si preoccupa di trasformarla da serale a diurna con un aumento di corsi, laboratori ed attrezzature. Lo sviluppo turistico trova limitazione nella mancanza di mano dopera qualificata reperibile in loco. A questo fine lAmministrazione Comunale delibera lacquisto di Casa Baravelli sulla Via Quintino Sella e Piazzetta Teatini (Parte 2.4 e 2.5) e da incarico al prof. arch. Gaspare Rastelli di redigere il progetto che sorger sul sedime dei vecchi edifici, dopo la loro demolizione. Il 29 Dicembre 1919 sono assegnati i lavori e nel 1920 la scuola (Parte 2.4) costruita, contemporaneamente sono sistemati anche i locali per i laboratori sulla Via Cattaneo. Quindi sino al 1926 i locali della Scuola erano formati dal nuovo edificio sulla Piazzetta Teatini e da altri vecchi e cadenti appartenenti allIstituto Biasini e Belisardi. La vita della scuola era difficile, aggravata dal fatto che opere della scuola erano su terreno altrui, le aule scolastiche e le officine erano inadatte e pericolanti. Con grosso sforzo il Comune compr tutto lisolato e procedette ad altri lavori. In uno degli edifici demoliti si rinvenne parte del soffitto malatestiano di cui gi si parl (parte 2.5). Il rinvenimento e la storia del luogo suggerirono al Presidente della Scuola lidea di ricostruire ledificio secondo lo stile medioevale per ospitare degnamente il soffitto malatestiano. Lincarico assegnato allarch. Luigi Campanini, insegnante della Scuola. Nel 1928 il nuovo edificio (parte 2.5) in stile medioevale terminato, il soffitto che aveva motivato la scelta stilistica, verr pi opportunamente collocato al museo, dove oggi si trova. Si ampliano anche le officine sulla Via Cattaneo e le vecchie sono rimodernate, pi avanti negli anni saranno costruite quelle per elettricisti e fonditori. La scuola chiamata Alessandro Mussolini, padre del Duce ed operaio del Ferro e del Fuoco. La ristrutturazione dellarea completata: gli edifici medioevali lasciano il posto a quelli del 900, da Convento a Scuola Industriale. Fino allora non ci pervenuta nessuna testimonianza grafica delledificio, salvo alcune foto dellesterno della parte neo-medioevale. Non abbiamo rinvenuto nemmeno il progetto delledificio di Piazzetta Teatini dellarchitetto Rastelli; non se ne trova traccia, n nella delibera di approvazione dello stesso, n nellarchivio privato del progettista. Durante la guerra ledificio subisce pesanti bombardamenti,, soprattutto nella parte 2.5, nel lato di collegamento con la parte 2.4 e dal lato opposto con caduta del tetto e di parte del muro perimetrale. I lavori di riparazione dei danni di guerra partono gi nel 1947 e terminano nel giugno del 1948, senza alterare le caratteristiche costruttive. Sono ricostruiti i bagni, posti nel corpo ad un piano, le pareti divisorie e la quasi totalit dei pavimenti e degli infissi.
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La prima documentazione grafica del complesso si trova nelle pratiche del Genio Civile relative alla riparazione dai danni di guerra e riguarda sia la parte 2.4, che la parte 2.5. I lavori vanno dal 1946 al 1958 e con poche varianti riconfermano gli edifici anteguerra; le trasformazioni pi sostanziali riguardano i laboratori, casa custode e direttore sulla Via Cattaneo. Con questi interventi l'edificio 2.2 Segreterie sub solo interventi alle finiture . Negli anni 70, sullarea dove anticamente si trovava gli orti, furono costruiti gli edifici 2.6 e 2.7 con struttura in cls a travi e pilastri, con immagine architettonica priva di relazione con gli edifici storici intorno. Dal 2.000 gli edifici dal 2.1 al 2.5 sono completamente restaurati ed adeguati all'uso universitario. Al risanamento dell'intero complesso mancano solo gli interventi sugli edifici 2.6 e 2.7 ed, a coronamento di tutti questi interventi, la sistemazione del Cortile (denominato 2.8) con l'obbiettivo di completare quel vasto progetto di Ristrutturazione Urbanistica che vuole restituire alla citt un intero isolato e farlo diventare luogo di eccellenza urbana.

Planimetria d'insieme del Comparto

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