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Lampade al sodio ad alta pressione e ad alogenuri


Corso di illuminotecnica

Lampade alta pressione alogenuri


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Le lampade al sodio ad alta pressione


Le lampade al sodio ad alta pressione derivano direttamente da quelle al sodio a bassa pressione tipo SOX introdotte sul mercato da Philips nel lontano 1932. All'interno di tali lampade (figura 7.1) la pressione del vapore di sodio di 0,5 Pascal (Pa) valore in corrispondenza del quale la trasformazione dell'energia assorbita in energia raggiante ha un rendimento ottimale. Ed proprio per questa ragione che le lampade al sodio a bassa pressione sono caratterizzate da un'efficienza in lumen per watt superiore a quella di tutte le altre sorgenti (fino a 200 lumen per watt). La luce da esse emessa , per, monocromatica gialla per cui attualmente il loro campo d'impiego limitato a quelle applicazioni per le quali la distinzione dei colori non essenziale mentre sono pi importanti un'elevata efficienza luminosa ed un'ottima acuit visiva. La via seguita per riuscire a realizzare sorgenti luminose a vapore di sodio il cui spettro d'emissione non fosse limitato alle radiazioni gialle ma fosse pi ampio e tale da consentire una distinzione dei colori accettabile, stata quella di aumentare, all'interno del tubo di scarica, la pressione del sodio stesso da 0,5 Pa a valori considerevolmente pi elevati.

Figura 7.1 Lampada al sodio a bassa pressione.

Figura 7.2 Lampade al vapore di sodio ad alta pressione tradizionali.

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In pratica, per, prima di poter passare dalle esperienze di laboratorio alla fase di applicazione pratica di tale metodo fu necessario superare molte difficolt di carattere tecnologico con riferimento, in par ticolare, alle caratteristiche costruttive del tubo di scarica. Infatti, poich il sodio un elemento chimico molto aggressivo, soprattutto a temperatura elevata, non si poteva, per la fabbricazione di tali tubi, far ricorso n al vetro n al quarzo. In definitiva ci si orient verso tubi di scarica realizzati impiegando un ossido di alluminio sinterizzato, materiale ceramico che ha un punto di rammollimento al di sopra dei 2000 C, poco intaccato dal sodio anche ad elevata temperatura e presenta un coefficiente di trasparenza per le radiazioni luminose superiore al 90 %. Strutturalmente le lampade a vapore di sodio ad alta pressione di tipo tradizionale sono costituite (figura 7.2): da un tubo di scarica in ossido di alluminio sinterizzato entro cui viene introdotta la necessaria quantit di amalgama di sodio ( cio di una lega di sodio e di mercurio) unitamente ad un gas raro (xeno o neon pi argon); da un bulbo o da un tubo coassiale, entrambi in vetro duro, entro cui alloggiato il tubo di scarica. Nell'intercapedine tra il tubo di scarica ed il bulbo od il tubo esterni viene fatto il vuoto per ridurre al massimo ogni dispersione termica ed assicurare cos condizioni di massima efficienza. Il calore generato dalla scarica, che inizialmente si innesca attraverso il gas raro, serve a far evaporare l'amalgama; ad evaporazione avvenuta la scarica si mantiene attraverso i vapori di sodio e di mercurio il cui potenziale di eccitazione pi basso rispetto a quello del gas raro. L'aggiunta del gas raro nel tubo di scarica ha lo scopo di favorire l'innesco della scarica stessa e di assicurare un'accensione sicura anche a basse temperature.

Tipologia
Le lampade Philips a vapore di sodio ad alta pressione attualmente disponibili possono essere raggruppate nelle tre famiglie seguenti: SON "a luce standard" in cui la pressione del sodio all'interno del tubo di scarica di 1O k Pa; SON "a luce comfort" in cui la pressione del sodio all'interno del tubo di scarica di 4O k Pa; MASTER WHITE SON "a luce bianca" in cui tale pressione di 95 k Pa. La rappresentazione grafica delle variazioni dell'indice di resa cromatica Ra, dell'efficienza luminosa n e della temperatura di colore Tc in funzione dell'aumento della pressione del vapore di sodio all'interno del tubo di scarica riportata in figura 7.3. Recentemente Philips ha: fortemente innovato i processi di fabbricazione delle lampade SON "a luce standard" adottando, in particolare, la tecnologia PIA (Philips Integrated Antenna) e catalizzatori di nuova concezione; introdotto lampade di nuovo tipo che non contengono al loro interno mercurio;

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Figura 7.3 Rappresentazione grafica delle variazioni dell'indice di resa cromatica Ra.

La tecnologia PIA (figura 7.4)


La vecchia antenna comportava principalmente due problemi. Il primo era connesso con l'elevato numero di componenti e di saldature che erano punti di potenziali guasti;

Figura 7.4 Tecnologia PIA.

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Il secondo problema era costituito dal fatto che la striscia bimetallica poteva deformarsi con il passare del tempo con la conseguente diminuzione dell'affidabilit dell'accensione. Con l'innovazione dell'antenna integrata sono stati eliminati i guasti prematuri causati dalla vecchia antenna con striscia metallica. D'altra parte la tecnologia PIA ha consentito di ridurre il tempo per la riaccensione a caldo da alcuni minuti a circa 30 secondi. Da notare anche che nelle lampade con tecnologia PIA le saldature non contengono piombo.

Il nuovo catalizzatore (figura 7.5)


La funzione del catalizzatore quella di rimuovere le particelle di sodio e le impurit presenti tra il tubo di scarica ed il vetro esterno della lampada assicurando un ottimo mantenimento del flusso luminoso nel tempo. Rispetto al precedente tipo di catalizzatore,

Figura 7.5 Nuovo catalizzatore.

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al bario, quello attualmente adottato, in lega di zirconio ed alluminio, assicura un vuoto molto migliore. Le nuove lampade non contenenti mercurio. Queste sorgenti sono state introdotte al fine di ottemperare alle attuali direttive mirate al contenimento dell'inquinamento dell'ambiente, problema di vitale importanza ai fini del cosiddetto sviluppo compatibile.

Le lampade SON-(T) a "luce standard"


Nell'ambito di questa famiglia di sorgenti ricordiamo, in par ticolare, le lampade dei seguenti tipi:

MASTER SON-(T) PIA PLUS


Il tubo di scarica, munito di antenna integrata, disposto all'interno di un bulbo ellissoidale o di un tubo di vetro duro. Le MASTER SON PIA PLUS sono disponibili nelle potenze di: 100-150-250 e 400 W: l'attacco del tipo E 40. Le MASTER SON-T PIA PLUS sono disponibili nelle potenze di: 70-100-150-250-400 e 600 W; l'attacco del tipo E 27 per le lampade da 70 W ed E 40 per le altre potenze. La luce emessa caratterizzata da tonalit corrispondente alla temperatura di colore di 2.000 K e da indice di resa cromatica 25. L'efficienza luminosa par ticolarmente elevata (compresa tra 95 e 138 lm/W). Il decadimento del flusso luminoso al termine della vita media di circa il 10% rispetto al valore iniziale. Posizione di funzionamento: qualsiasi.

Le lampade MASTER SON-(T) PIA ECO Senza Mercurio


Le lampade non contenenti mercurio sono intercambiabili elettricamente con le versioni tradizionali e sono contraddistinte da un anello verde riportato sul bulbo (figura 7.6)

Figura 7.6 MASTER SON-(T) PIA ECO Senza Mercurio.

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o sul tubo esterni. Quelle a bulbo sono disponibili nelle potenze di 150-250-400 W; quelle tubolari nelle potenze di 100-150-250-400 W. L'attacco del tipo a vite E 40.

Le lampade SON-(T) Pro


Hanno efficienza luminosa di 130 lm/W. Le SON Pro a bulbo sono disponibili nelle potenze di 50-70-100-150-250-400-1000 W. L'attacco del tipo a vite E 27 per le lampade da 50 e da 70 W; del tipo E 40 per le altre. Le SON-T tubolari, disponibili nelle potenze di 100-150-250-400-1000 W, sono munite di attacco E 40.

Alimentazione delle lampade SON-(T) "a luce standard"


Le lampade MASTER SON-(T) PIA PLUS, MASTER SON-(T) PIA ECO e SON-(T) Pro vengono collegate alla rete (figura 7.7) attraverso: un alimentatore ferro-rame che vale a limitare la corrente di scarica; un accenditore elettronico cui demandata la funzione di fornire i picchi di tensione necessari per l'innesco della scarica. I reattori (disponibili nei tipi sia in aria che incapsulati nylon) sono dotati di protezione termica atta ad evitare fenomeni legati alla fine del ciclo di vita delle lampade. Alcuni tipi di accenditori elettronici sono muniti di timer incorporato che provvede a scollegare l'accenditore dopo 5 minuti in caso di guasti a carico della lampada.

Figura 7.7 Collegamento alla rete di lampade MASTER SON-(T) PIA PLUS, MASTER SON-(T) PIA ECO e SON-(T) Pro Philips.

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Le lampade SON-(T) PRO "a luce comfort"
All'interno del tubo di scarica di queste lampade la pressione del vapore di sodio maggiore rispetto a quella delle lampade "a luce standard" ( 40 kPa contro 10 kPa) per cui la qualit della luce da esse emessa risulta notevolmente migliore cio caratterizzata da: indice di resa cromatica 65; temperatura di colore 2150 K; spettro di emissione notevolmente pi calibrato di quello delle lampade "a luce standard". Rispetto a queste ultime, per , le lampade "a luce comfor t" sono caratterizzate da efficienza luminosa alquanto inferiore. Ad esempio, mentre l'efficienza delle lampade SON-T PIA PLUS " a luce standard" da 400 W di 137 lm/W, l'efficienza delle SON-T PRO "a luce comfort" 400 W di 95 lm/W.

Alimentazione delle lampade SON- (T) "a luce comfort"


Per quanto riguarda l'alimentazione di queste lampade vale quanto detto a proposito delle SON-(T) "a luce standard"

Le lampade MASTER WHITE SON SDW-T "a luce bianca"


Queste lampade (figura 7.8) sono costituite da un tubo di scarica, in alluminio sinterizzato, di dimensioni assai ridotte , disposto entro un bulbo esterno coassiale . Sono prodotte con tecnologia PIA. La pressione del sodio nel tubo di scarica raggiunge il valore di 95 k Pa. La luce da esse emessa ha le seguenti caratteristiche: tonalit corrispondente ad una temperatura di colore di 2500 K , cio qualitativamente molto vicina a quella delle lampade ad incandescenza; indice di resa cromatica: 85; spettro di emissione assai ben calibrato. Disponibili nelle potenze di 35 - 50 e 100 W sono munite di attacco PG 12-1 a due spinotti. L'efficienza luminosa , proprio in relazione al valore notevolmente alto della pressione del sodio all'interno del loro tubo a scarica, meno elevata rispetto a quella delle lampade al sodio ad alta pressione tipo " a luce standard" ed "a luce comfort".

Figura 7.8 Lampada MASTER WHITE SON SDW-T "a luce bianca" Philips.

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Alle lampade di cui sopra si sono recentemente affiancate quelle tipo Mini White SON SDW-TG di dimensioni ancora pi ridotte. Le lampade di quest'ultimo tipo sono disponibili nelle potenze di 50 e 100 W e sono munite di attacco a due spinotti tipo GX12-1. Esse sono caratterizzate, in particolare, dalle seguenti prerogative: stabilit cromatica ancor pi elevata; funzionamento pi stabile; protezione ottimale alla fine del ciclo di vita.

Alimentazione delle lampade MASTER SDW-T e MASTER SDW-TG


Le lampade MASTER SDW-T debbono essere collegate alla rete di alimentazione (figura 7.9) oltre che tramite un alimentatore cui demandata la funzione di limitare la corrente di scarica, anche mediante una speciale apparecchiatura elettronica che funge sia da stabilizzatore di tensione che da accenditore. Ci perch in esse anche piccole variazioni della corrente di lampada possono provocare sensibili alterazioni nella tensione d'arco e quindi della pressione all'interno del tubo a scarica con conseguenti modificazioni, anche di notevole entit, della temperatura di colore della luce emessa.

Figura 7.9 Collegamento alla rete di alimentazione delle lampade MASTER SDW-T Philips.

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Per il collegamento alla rete delle lampade MASTER SDW-TG si adottano alimentatori elettronici del tipo "Prima Vision" che: eliminano tutti i fenomeni di sfarfallio visibili delle lampade, migliorano la stabilit di colore e del flusso ed eliminano l'effetto stroboscopico. Lo schema di alimentazione riportato in figura 7.10.

Figura 7.10 Collegamento alla rete di alimentazione delle lampade MASTER SDW-TG Philips.

Le lampade ad alogenuri
Queste sorgenti derivano dalle lampade a vapore di mercurio ad alta pressione fluorescenti a bulbo, in passato molto usate in particolare nell'ambito dell'illuminazione pubblica. La diversit fondamentale tra tali lampade e quelle ad alogenuri la seguente: nelle prime la funzione di migliorare la qualit della luce emessa assolta dallo strato di polveri fluorescenti applicate sulla superficie interna del bulbo; in quelle ad alogenuri, invece, per ottenere una luce caratterizzata da uno spettro ben bilanciato ed atta a consentire una buona resa dei colori, anzich far ricorso alle polveri fluorescenti si introducono nel tubo a scarica, oltre al mercurio, par ticolari additivi. Questi additivi sono caratterizzati dalla prerogativa di poter intervenire nel fenomeno della scarica dando luogo alla produzione di radiazioni luminose aventi lunghezza d'onda tale da integrare le deficienze dello spettro corrispondente al vapore di mercurio. Additivi adatti sono gli alogenuri formati dalla combinazione di determinati metalli con elementi della famiglia dei cosiddetti alogeni quali il fluoro, il bromo, il cloro e lo iodio. Il ciclo in base al quale le lampade ad alogenuri danno luogo alla produzione di luce si articola nelle due fasi seguenti: nella prima l'elevata temperatura prodotta dalla scarica che si innesca all'interno del tubo vale a far evaporare gli alogenuri in esso presenti;

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nella seconda fase, al centro del tubo di scarica (ove la temperatura pi elevata) gli alogenuri, passati allo stato di vapore per effetto del calore prodotto dalla scarica stessa, si dissociano liberando il metallo e l'alogeno dalla cui unione era stato formato il corrispondente alogenuro. Sono proprio gli atomi dei metalli cos liberati che, unendosi alla scarica, migliorano lo spettro della luce emessa.

Tipologia
Le lampade Philips ad alogenuri attualmente disponibili possono essere suddivise nelle seguenti famiglie: quelle in cui il tubo di scarica di materiale ceramico; quelle in cui il tubo di scarica di quarzo; quelle prive del bulbo esterno al tubo di scarica. Della prima famiglia fanno parte le lampade compatte tipo MASTER Colour CDM. Della seconda famiglia fanno parte le lampade tipo: MHN-TD Pro e MHW-TD Pro; MASTER HPI (T) PLUS e HPI-T Pro. Della terza famiglia fanno parte le lampade: MASTER MHN-SA e MASTER MHN-LA.

Le lampade MASTER Colour CDM


Nelle lampade compatte MASTER Colour CDM (Ceramic Discharge Metal Halide) il tubo di scarica interno in allumina policristallina come nelle lampade a vapore di sodio ad alta pressione. I tubi di scarica in tale materiale offrono, rispetto a quelli in quarzo, i seguenti vantaggi: sono inattaccabili da parte del sodio presente nel tubo di scarica; sono dotati di una maggior resistenza al calore; assicurano un migliore controllo del processo produttivo. Le lampade MASTER Colour CDM (figura 7.11) sono caratterizzate dalle seguenti prerogative: l'involucro esterno in quarzo realizzato con la tecnologia UV - Block ed quindi atto a filtrare le radiazioni ultraviolette generate dalla scarica nel tubo interno; in relazione all'estrema precisione del dosaggio degli alogenuri all'interno dei tubi di scarica, la luce emessa di qualit ottimale sia per quanto attiene alla resa cromatica che alla naturalezza ; l'efficienza luminosa molto elevata; la durata di vita media assai elevata; lo scostamento del colore della luce emessa molto contenuto (pi o meno 200 gradi Kelvin dopo 6000 ore di vita).

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Nell'ambito di questa famiglia ricordiamo in par ticolare le lampade tipo: CDM-T (figura 7.11) prodotte nelle potenze di 35-70-150 W; quelle di 35 W sono disponibili nella versione con tonalit di 3000K (Ra > 80); quelle di 70 e 150 W sono disponibili sia nella versione con tonalit 3000K che in quella con tonalit 4200 K (Ra > 90);

Figura 7.11 Lampada MASTER Colour CDM-T Philips.

CDM-TC (figura 7.12) molto compatte, sono disponibili nelle potenze di 35 e 70 W nella versione di tonalit 3000 K; CDM-TD (figura 7.13) a doppio attacco disponibili nelle potenze di 70 e di 150 W nelle versioni a tonalit di 3000 e 4200K;

Figura 7.12 Lampada MASTER Colour CDM-TC Philips.

Figura 7.13 Lampada MASTER Colour CDM-TD Philips.

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CDM-TP (figura 7.14) sono disponibili nelle potenze di 70 e di 150 W nelle versioni di tonalit 3000 (Ra > 80) e 4200 K (Ra > 90); possono essere usate in apparecchi aperti poich il bruciatore protetto da un doppio involucro che funge da vetro di protezione; CDM-R (figura 7.15) a riflettore con attacco a vite E 27; prodotte nelle potenze di 35 e 70 W, emettono luce a temperatura di colore di 3000K. Quelle di 35 W sono disponibili nelle versioni PAR 20 e PAR 30 L (fascio 10 e 30); quelle di 70 W sono disponibili nella versione 30 L (fascio 10 e 40).

Figura 7.14 Lampada MASTER Colour CDM-TP Philips.

Figura 7.15 Lampada MASTER Colour CDM-R Philips.

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Alimentazione delle lampade MASTER Colour CDM
Le MASTER Colour CDM necessitano di un sistema di alimentazione che ser ve per l'accensione e per il controllo della corrente fornita alla lampada. I sistemi di alimentazione possono essere completamente elettronici o tradizionali (costituiti da un reattore ferro rame per il controllo della corrente, da un accenditore elettronico per l'innesco della scarica e da un condensatore). I sistemi di alimentazione elettronici tipo "HID Prima Vision" presentano i seguenti vantaggi: dimensioni e peso ridottissimi; eliminazione di tutti i fenomeni di sfarfallio visibili delle lampade e delleffetto stroboscopico; stabilizzazione della potenza assorbita; maggior vita delle lampade (fino ad un 30% in pi); silenziosit di funzionamento; stabilit del colore della luce. Lo schema di alimentazione relativo al sistema elettronico riportato in figura 7.16.

Figura 7.16 Sistema di alimentazione elettronico tipo HID Prima Vision.

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Nel caso di adozione del sistema tradizionale si pu adottare o lo schema di figura 7.17 o quello di figura 7 .18

Figura 7.17 Sistema di alimentazione tradizionale.

Figura 7.18 Sistema di alimentazione tradizionale.

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Le lampade MHN-TD Pro e MHW-TD Pro
Sono lampade a doppio attacco, in cui il tubo di scarica interno, in quarzo alloggiato in un involucro esterno prodotto adottando la tecnologia UV Block . Nelle MHN-TD Pro il tubo di scarica contiene vapori di mercurio ad alta pressione ed una miscela di ioduri di disprosio, olmio e tulio con l'aggiunta di sodio e di tallio. In quelle MHV-TD Pro il tubo di scarica contiene vapori di mercurio ad alta pressione e ioduro di stagno. Le prime sono disponibili nelle potenze di 70 - 150 e 250 W ed emettono luce caratterizzata da temperatura di colore di 4.200 K (Ra 80 per quelle da 70 W ed 85 per quelle da 150 e 250 W). Le seconde sono prodotte nelle potenze di 70 e di 150 W ed emettono luce di tonalit corrispondente alla temperatura di colore di 3000K (Ra 75 per quelle da 70 W e 70 per quelle da 150 W). Sono previste per funzionamento in posizione orizzontale con inclinazione massima di pi o meno 45 gradi.

Le lampade MASTER HPI (T) PLUS


Sono lampade con attacco a vite E 40 costituite da un tubo di scarica in quarzo racchiuso all'interno di un bulbo o di un tubo in vetro temperato. Il tubo di scarica contiene vapori di mercurio ad alta pressione ed una miscela di ioduri metallici. Sono disponibili nei tipi: a bulbo da 250 W nella versione BU per funzionamento in posizione ver ticale con tolleranza pi o meno 15 gradi e con l attacco in alto (BU= Base UP); a bulbo da 400 W nelle versioni BU e BUS. Le lampade di questultima versione incorporano al loro interno l accenditore (la S di BUS significa Self Star ting) tubolari da 250 W e da 400 W. Essendo caratterizzate da un ottimo migliore mantenimento del flusso luminoso nel tempo, consentono di ridurre sensibilmente il numero di punti luce sia in fase di progettazione che nel caso di rifacimento di impianti esistenti. Quelle a bulbo emettono luce caratterizzata da temperatura di colore e da indice di resa cromatica rispettivamente di 4300 e 69. Le tubolari hanno indice di resa cromatica 65; la temperatura di colore di 4500 nel caso di quelle di 250 W e di 4300K nel caso di quelle di 400 W. L'efficienza luminosa compresa tra 74 e 90 lm/W.

Alimentazione delle lampade MASTER HPI Plus


Queste lampade presentano la peculiare prerogativa di poter funzionare alimentate indifferentemente: secondo il circuito convenzionale previsto per le lampade ad alogenuri di tipo corrispondente; secondo il circuito solitamente adottato per le lampade al sodio di alta pressione SON di pari potenza.

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Alimentate secondo quest'ultimo circuito presentano le seguenti caratteristiche: funzionano ad una potenza superiore e quindi anche lefficienza ed il flusso luminoso vengono incrementati. Ci compor ta minori investimenti in nuovi impianti oppure un incremento del livello di illuminamento in impianti esistenti. la temperatura di colore della luce emessa passa da 4.300 K a 3.800 K ci che, contribuendo a creare unatmosfera pi calda, pu, in molte applicazioni costituire un notevole vantaggio.

Le lampade HPI-T Pro


Queste lampade (figura 7.19) munite di attacco a vite E 40 sono costituite da un tubo di scarica in quarzo racchiuso all'interno di un involucro in vetro temperato. Sono prodotte nelle potenze di 1000 W (temperatura di colore 4300 K ed Ra 65) e di 2000 W. Queste ultime sono disponibili nella versione per alimentazione a 220 V (temperatura di colore 4600 K ed Ra 65) ed in quella per alimentazione a 380 V (temperatura di colore 4200 K ed Ra 65).

Figura 7.19 Lampada HPI-T Pro Philips.

Le lampade MASTER MHN-SA ed MHN-LA


Si tratta di lampade a doppio attacco, prive del bulbo esterno al tubo di scarica realizzate per essere montate in appositi apparecchi di dimensioni compatte e dotati di ottiche speciali ad altissimo rendimento. Sono elettivamente adatte per i casi d'illuminazione sportiva in cui sia necessario rispondere ai pi severi requisiti illuminotecnici ed in cui si desideri ottenere un'ottima definizione per quanto attiene alle riprese televisive. Le MASTER MHN-SA (figura 7.20) prodotte nelle potenze di 1800 e di 2000 W emettono luce di qualit ottimale caratterizzata da: temperatura di colore di 5600 K ed Ra 90. Le MASTER MHN-LA, prodotte nelle potenze di 1000 e di 2000 W sono disponibili: nella versione con luce caratterizzata da temperatura di colore di 4200K e da Ra 8; nella versione con luce caratterizzata da temperatura di colore di 5600K e da Ra 90.

Figura 7.20 Lampada MASTER MHN-SA Philips.

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