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3 lezione

Generalit sulle lampade


Corso di illuminotecnica

Generalit sulle lampade


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Criteri generali di scelta


Per poter impostare razionalmente lo studio dei progetti di illuminazione molto importante saper scegliere tra le varie sorgenti luminose attualmente disponibili, quelle pi adatte allo specifico caso d'impiego in esame. Al riguardo necessario valutare assai attentamente le caratteristiche dei vari tipi di lampade in rapporto, in particolare, ai parametri seguenti: tonalit di luce; indice di resa cromatica; efficienza luminosa; durata di vita; possibilit di essere collegate direttamente alla rete senza dover far ricorso all'impiego di apparecchiature ausiliarie quali: reattori starter, accenditori; Il tempo necessario perch la lampada dopo che in essa avvenuto l'innesco, raggiunga l'emissione dell'80% del flusso luminoso nominale; Il tempo necessario perch la lampada, se spentasi ad esempio per mancanza di tensione di rete, possa riaccendersi al ripristino della normalit di alimentazione.

Tonalit di luce
Per definire la tonalit di luce emessa da una lampada si fa ricorso al concetto di "temperatura di colore". Come "campione" ci si serve del "corpo nero", sorgente ideale di luce avente la propriet di emettere in tutte le zone dello spettro il massimo dell'energia radiante e di assorbire completamente l'energia radiante che lo colpisce. Agli effetti pratici il "corpo nero" viene realizzato utilizzando una cavit avente le pareti annerite di nero fumo e dalla cui aper tura escono le radiazioni. Riscaldando uniformemente il corpo nero a temperature crescenti ed osservando la cavit si nota che da essa esce una luce che diventa sempre pi bianca e pi intensa al crescere della temperatura. La temperatura di colore della radiazione emessa da una lampada corrisponde al valore della temperatura (espressa in gradi Kelvin) alla quale si deve por tare il corpo nero perch emetta una radiazione di colore uguale. Si ricordi che il rappor to tra gradi Kelvin e gradi centigradi il seguente: zero K = - 273 C. Ripor tiamo di seguito a titolo di orientamento la temperatura di colore di alcune sorgenti naturali: luna: 4.100K; sole a mezzogiorno (estate): 5.300K - 5.800K; cielo coperto: 6.400K - 6.900K; cielo sereno: 10.000K - 25.000K.

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Per quanto attiene alle sorgenti di luce artificiale vengono definite: a tonalit "calda " le lampade la cui temperatura di colore sia minore di 3.300 K; a tonalit "neutra" le lampade la cui temperatura di colore sia compresa tra 3.300 e 5.300 K; a tonalit "fredda" le lampade la cui temperatura di colore sia superiore a 5.300 K. Ricordiamo che dal punto di vista psicologico esiste una stretta relazione tra la tonalit della luce ed il comfort ambientale. Ad esempio in locali ove siano previsti valori di illuminamento piuttosto modesti consigliabile installare lampade che emettano luce a tonalit calda piuttosto che neutra o fredda. Si veda al riguardo il diagramma di Kruitoff di cui alla figura 3.1.

Figura 3.1 Diagramma di Kruitoff.

Indice di resa cromatica


Tale parametro (Ra) vale a quantizzare l'attitudine della luce emessa da una sorgente a permettere di distinguere le sfumature dei colori. L'indice di resa cromatica viene determinato confrontando la luce emessa dalla lampada in esame con la luce di una sorgente di riferimento avente la stessa temperatura di colore ed indice pari a 100. L'indice di resa cromatica viene definito: di grado 1A (ottimo) se Ra compreso tra 90 e 100;

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di grado 1B (molto buono) se Ra compreso tra 80 e 89; di grado 2A (buono) se Ra compreso tra 70 e 79; di grado 2B (discreto) se Ra compreso tra 60 e 69; di grado 3 (sufficiente) se Ra compreso tra 40 e 59; scarso se Ra inferiore a 40.

Efficienza luminosa
Tale parametro, definito mediante il rappor to tra il flusso luminoso emesso (espresso in lumen) e la potenza elettrica assorbita (espressa in watt) viene indicato con il simbolo lm/W. Le lampade ad incandescenza tradizionali hanno efficienza luminosa di circa 12 lm/W mentre, ad esempio, quelle a vapore di sodio a bassa pressione sono caratterizzate da efficienza di circa 200 lm/W. Il parametro efficienza luminosa assume particolare importanza nei casi in cui l'economia d'esercizio giochi un ruolo notevole nel bilancio globale delle spese dell'impianto d'illuminazione. comunque evidente che, in base alla legge 10/91 relativa al contenimento dei consumi energetici, converr adottare, in tutti i casi in cui sia possibile, lampade caratterizzate da efficienza luminosa quanto pi possibile elevata.

Durata di vita
L'attenta valutazione di questo parametro molto importante soprattutto nel caso di impianti in cui il ricambio delle lampade sia molto oneroso. Per quantizzare la durata delle lampade in generale i parametri pi frequentemente usati sono i seguenti: "durata di vita media" che si riferisce al numero di ore di funzionamento dopo il quale, in un determinato lotto di lampade ed in ben definite condizioni di prova, il 50% delle lampade abbia cessato di funzionare. "durata di vita media economica" per un determinato lotto di lampade dello stesso tipo tale parametro definisce il numero di ore dopo il quale il flusso luminoso residuo abbia raggiunto, per effetto somma del decadimento del flusso e della percentuale di mortalit, il 70% del valore nominale iniziale. Le sorgenti che hanno la durata di vita media pi breve (1000 - 1500 ore) sono le lampade ad incandescenza tradizionali; la durata di vita media pi elevata quella delle lampade ad induzione (oltre 60000 ore) e quella dei LED (100000 ore). La durata delle sorgenti luminose strettamente correlata con il decadimento del flusso luminoso nel corso della loro vita.

Altri parametri che condizionano la scelta


Altri parametri che condizionano in misura notevole la scelta delle sorgenti luminose da adottare nei vari casi di impiego sono i seguenti: il tempo necessario perch la lampada, dopo che in essa avvenuto l'innesco,

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arrivi ad emettere un flusso pari allo 80% di quello nominale; il tempo necessario perch la lampada, se spentasi (ad esempio per mancanza di tensione di rete) possa riaccendersi al ripristino della normalit di alimentazione; l'influenza sulle condizioni di funzionamento della temperatura ambiente e delle variazioni della tensione di alimentazione; la possibilit di funzionare o meno in tutte le posizioni. Riteniamo opportuno infine ricordare che lo smaltimento, al termine della loro vita, delle lampade contenenti al loro interno sia pur piccole quantit di mercurio pu comportare notevoli problemi di carattere ecologico. Ci perch il mercurio, che l'unico metallo allo stato liquido a temperatura ambiente, pu , se disper so in notevole quantit , inquinare il terreno e le acque . Poich sono ora disponibili lampade prodotte in modo da garantire che il loro smaltimento assicuri il massimo rispetto dell'ambiente evidente che ad esse che converr riservare, in tutti i casi in cui sia possibile, la preferenza.

Classificazione in base al metodo di generazione della luce


Tutte le lampade possono essere suddivise, in base alla modalit con cui in esse viene generata la luce , nelle due seguenti grandi famiglie (figura 3.2) : ad incandescenza; a scarica in gas. Le lampade ad incandescenza sia tradizionali che con alogeno utilizzano l'effetto termico, cio il principio che, un corpo, riscaldato ad alta temperatura e portato all'incandescenza, emette radiazioni anche nel campo visibile. Le lampade ad incandescenza, in particolare quelle tradizionali, hanno un'efficienza luminosa piuttosto modesta in quanto l'energia elettrica assorbita trasformata in gran parte in calore ed in minima par te in energia radiante. Di tale energia, d'altra par te, solo una frazione viene emessa nel campo dello spettro visibile. Nelle lampade a scarica in gas, invece, la produzione di luce non basata sul fenomeno dell'incandescenza ma dovuta alle collisioni di elettroni e di ioni in un gas o in un vapore. Pertanto, essendo pi bassa la quota di energia assorbita trasformata in calore, ed aumentando di conseguenza l'energia elettrica trasformata in energia radiante, queste lampade hanno un'efficienza notevolmente superiore. Per contro le lampade a scarica in gas presentano lo svantaggio che non possono essere collegate direttamente alla rete di alimentazione come invece avviene per quelle

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ad incandescenza ma richiedono l'impiego di un'apparecchiatura di alimentazione cui demandato il compito di limitare al giusto valore la corrente di scarica e, molto spesso, di un accessorio per facilitare l'innesco della scarica.

SORGENTI LUMINOSE

A SCARICA NEI GAS

INCANDESCENZA

BASSA INTENSIT (HID)

BASSA INTENSIT

A VAPORI DI SODIO (Na)

A VAPORI DI MERCURIO ALTA PRESSIONE

A VAPORI DI MERCURIO BASSA PRESSIONE

BASSA PRESSIONE (Na b.p.)

ALTA PRESSIONE (Na a.p.)

ALOGENURI METALLICI

BULBO FLUORESCENTE

LUCE MISCELATA

TUBI TUBI LINEARI FLUORESCENTI FLUORESCENTI TIPO COMPATTO

TRADIZIONALI

ALOGENE

Figura 3.2 Famiglie di lampade suddivise in base al criterio di generazione della luce.

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Il problema della sostituzione


In passato il problema della sostituzione delle lampade esaurite o comunque andate fuori uso veniva affrontato effettuando il cosiddetto "ricambio occasionale". Tale sistema consiste nel procedere al ricambio lampada per lampada man mano che se ne presenta la necessit. Ormai pi generalizzato il sistema del cosiddetto "ricambio programmato" che prevede la sostituzione di tutte le lampade di un determinato impianto dopo un numero di ore prefissato. Ci in base a considerazioni di vita media delle lampade e di efficienza illuminotecnica dell'impianto. Il "ricambio a programma" pu essere effettuato adottando in alternativa le tre seguenti soluzioni: a periodo fisso, a percentuale di mortalit od a percentuale di decadimento.

Tipologia
Tra le sorgenti pi frequentemente adottate per scopi di illuminazione ricordiamo in particolare quelle delle seguenti famiglie: ad incandescenza tradizionali e con alogeno; fluorescenti lineari e fluorescenti compatte; a vapore di sodio a bassa, alta ed altissima pressione; ad alogenuri; ad induzione; le fibre ottiche; i LED.

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