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ELFOSCIENZE

a cura di

Benelfser

Questo breve saggio dedicato a Donne e scienza, unassociazione che, pur se inconsapevolmente, si muove nello spirito elfico.
Un particolare ringraziamento a Elisa Molinari che, con le sue attivit nano scientifiche,

mostra come sia possibile penetrare la rigidit dellaccademia tradizionale inserendovi elementi della cultura norrrena.

1. Premessa Uno dei settori di punta della ricerca moderna quello delle nanoscienze. Indubbiamente un campo di ricerca affascinante, anche per le sue possibili, innumerevoli ricadute tecnologiche in campo medico, in elettronica, nei beni consumo, e cos via. E per forse giusto chiedersi perch siano state invece trascurate le altre scienze, che come le nanoscienze, affondano le loro origini nella cultura norrena (la cultura elfica originaria), come le trollscienze e le elfoscienze. Riteniamo dunque giusto colmare questa lacuna, iniziando dalle elfoscienze.

2. Elfoscienze Cos come le nanoscienze si definiscono in relazione alle dimensioni metriche della materia della quale si occupano (i nanometri: 10-9 m), cos le elfoscienze si definiscono in relazione alla caratteristica transmaterica dellelfit, ove lelfit definita come linterazione (misurabile in unit di benserite) fra cervello umano e materia. Anche se ormai vi sono solo labili tracce delle elfoscienze originarie (riscontrabili, ad esempio, nei graffiti elfici che sono stati scoperti sui tronchi della foresta pietrificata di Pratislawskj), non c dubbio che le elfoscienze abbiano alle spalle una lunga storia. Certamente una storia travagliata, dal momento che le elfoscienze non sono mai state ben viste dal mondo accademico tradizionale, tanto che si sono sempre dovute sviluppare al riparo di altre branche scientifiche pi convenzionali come la medicina naturale, lecologia, o, addirittura le religioni (evidente a questo proposito lutilizzo di figure rilevanti come i profeti nel tentativo di diffondere alcuni risultati, anche di rilevanza pratica, ottenuti dalle elfoscienze). Tralasciando comunque di ripercorrere questa storia (dalle iscrizioni tombali del sito archeologico di Bundala ai manoscritti del frate danese Jel Funden), arriviamo ai nostri giorni.

Se, per certi aspetti, la situazione attuale , come per il passato, caratterizzata dalla difficolt di far accettare al mondo accademico tradizionale i principi delle elfoscienze, anche vero che adesso si aperta una grande opportunit per uscire dalla clandestinit. Questa opportunit data dallormai affermato radicamento delle nano scienze. E va indubbiamente riconosciuto alle/ai colleghe/i nanoscienziate/i lenorme merito di essere state/i capaci di aver imposto le nanoscienze come scienze riconosciute (nel senso tradizionale del termine) attraverso un loro mascheramento con contenuti, tecniche, linguaggi, propri delle scienze convenzionali. E quindi giunto il momento anche per le elfoscienze di emergere: e la via da seguire probabilmente quella magistralmente riassunta nella comunicazione di Nanelisa al convegno Il modello nanesco per la penetrazione delle nanoscenze: un percorso valido per tutte le scienze norreniche ?

3. Il principio base delle elfoscienze Normalmente si ritiene che il macrocosmo (inteso come linsieme degli oggetti e degli esseri viventi che rientrano nel campo della percezione sensibile degli umani non assistita da strumenti) sia univocamente determinato da una precisa organizzazione (non necessariamente statica) del microcosmo (definibile in termini generali, in relazione allo stadio di sviluppo delle scienze convenzionali, attraverso espressioni quali: molecole, atomi, particelle elementari, onde elettromagnetiche, quanti, ecc.) Lapproccio elfico invece del tipo top-down: dunque il macrocosmo che determina il microcosmo e non viceversa. Un notevole esempio di questo approccio peraltro riscontrabile in uno dei pochi campi nei quali alcune/i valorose/i elfoscienziate/i sono riuscite a penetrare la scienza tradizionale. Si tratta dellapproccio che, usando il linguaggio tradizionale, viene definito come epigenetico. Si infatti riuscite/i, pur attraverso le inevitabili (e talvolta disastrose) distorsioni, a far penetrare lidea che il microcosmo (ad esempio il DNA di una cellula) fondamentalmente influenzato, pi ancora che dallintervento diretto di microfattori esogeni (quali molecole e radiazioni), da una porzione di macrocosmo (ad esempio la membrana cellulare) che agisce sul microcosmo (il DNA) attraverso il suo macrocomportamento (comportandosi cio da organismo complesso, organizzando dunque a sua volta il comportamento dei suoi microcomponenti, in termini, ad esempio, di reazioni chimiche, ma comunque sempre agendo come un organismo surdeterminato grazie alla sua macroorganizzazione).

4. I filoni di punta delle elfoscienze Attualmente le/gli elfoscienziate/i sono impegnate/i su molteplici filoni di ricerca, tra i quali emergono, per quantit di risorse elfiche e naturali impegnate, i seguenti:

la cosmicistica (linfluenza delle masse cosmiche sulle particelle elementari) la fitoinduzione genetica (la relazione fra genoma animale e genoma vegetale) la falsificazione animistica (lapplicazione del principio della falsificazione allo sviluppo psichico) la concettualit massica (linfluenza del macrocosmo sulle ideologie filosofiche) la neodinamica (lo sviluppo del IV principio della termodinamica)

Per ognuno di questi filoni vengono di seguito illustrati i presupposti scientifici, le metodologie e lo stato dei lavori

5. La cosmicistica Lantica cosmicistica elfica, pi o meno leggendaria, riportata nei manoscritti in lingua Quenya, caratterizza il cosmo come cos costituito: - Arda (la terra) - Ilmen (lo spazio esterno) - E (luniverso) - Avakuma (il vuoto) Muovendosi sulla scia della grande psicostorica Elcandur, il punto di partenza adottato quello di assumere che le antiche leggende siamo comunque lillustrazione, sia pur in termini obnubilanti a causa del suo manifestarsi nella relativa microcosmicit di Arda (la terra), dellintero universo (inteso come linsieme di E e Avakuma). E infatti dal macrocosmo di Avakuma che traggono origine E, Ilmen ed Arda. Lipotesi di partenza dunque quella che allorigine delluniverso non sia il big bang, ma sia il manifestarsi di un macrocosmo che poi organizza il suo spazio-temporale ancora informe, articolandosi in una sempre pi minuscola suddivisione di pieno-vuoto, fino a dar origine alle galassie, alle stelle, ai sistemi planetari, alla materia, a sua volta articolatasi poi in molecole, atomi, particelle elementari. E comunque necessaria a questo punto una doverosa precisazione: non si tratta qui di un motore immobile, di un dio, di un demiurgo. Anche se questi concetti religiosi possono forse essere utilizzati come un veicolo per introdurre surrettiziamente la cosmicistica, si deve prestare estrema attenzione a mantenere un certo distacco da questo veicolo, pena una deriva incontrollabile che allontanerebbe sempre di pi la cosmicistica dallambito scientifico. In realt lipotesi della originale manifestazione del macrocosmo, come origine delluniverso conosciuto, non pu prescindere dal riconoscimento degli universi paralleli, lesistenza dei quali, anche se non ancora dimostrata, appare comunque essere in completa sintonia con quanto le pi avanzate ricerche della quantistica tradizionale stanno disvelando.

Il macrocosmo dunque, come unentit indefinibile in un monistico universo che non riesce a relazionarsi con gli universi paralleli, ma al di l questo realmente ipotizzabile. Le/gli elfo scienziate/i che di questo si occupano pongono tra laltro in evidenza come sia scarsamente sostenibile lipotesi di un elemento iniziale che contenga in s il progetto di un universo, mentre appare ben pi elficamente razionale il disvelarsi nella nostra dimensione spaziotemporale di un macrocosmo che in altri universi paralleli pu assumere qualunque caratteristica, e, quindi, anche la nostra.

6. La fitoinduzione genetica Lanalisi del meccanismo clorofilliano, lapprezzamento della complessit di tale meccanismo, lattenta valutazione dellinterazione mondo vegetale mondo animale e, in particolare, la considerazione della trasmissione di messaggi tramite i feromoni, hanno indotto alcune/i elfo scienziate/i ad analizzare pi in profondit la possibile influenza del mondo vegetale su quello umano. Naturalmente, nel far ci, molto ha aiutato il ricordo della quasi simbiosi elfi-foresta tipica dei Nandor (o Elfi Silvani), quelli che rimasero nella Terra di Mezzo, senza mai superare i Monti Brumosi. Lipotesi di partenza che la sensibilit al mondo vegetale sia dovuta al permanere nel DNA umano di alcuni geni tipici del mondo vegetale, geni che, in genere quiescenti, vengono peraltro attivati dai feromoni emessi dal mondo vegetale. Un interessante esperimento inverso (inverso nel senso di ribaltare lapproccio scientifico tradizionale in quello elfico del top-down) riguarda un particolare composto utilizzato nella cosiddetta lotta biotecnica in agricoltura. Il composto in questione il 1,7-dioxaspiro-5,5-undecano, un composto eterociclico prodotto in natura dalle femmine adulte della mosca delle olive, che il componente principale del feromone sessuale di questa specie: esso viene utilizzato come attrattivo sessuale per i maschi della mosca nelle trappole per il mass trapping. Ebbene lipotesi di lavoro che un analogo composto (attualmente classificato nella chimica elfica come ulivo/olio/componente 343), riscontrabile direttamente nelle ulive non ancora raccolte, provochi lattivazione di un gene della mosca delle olive, gene che, a sua volta trova corrispondenza in un particolare gene del DNA umano, al quale si associa la reazione gustativa allassorbimento di olio doliva. Questo filone di ricerca si segnala anche per una possibile, pi facile, penetrazione nellaccademia tradizionale, veicolandosi, possibilmente in maniera subliminale, attraverso il crescente interesse per lalimentazione cosiddetta naturale e l agricoltura cosiddetta biologica.

7. La falsificazione animistica

Nello studio dei fenomeni psichici, un ramo finora abbastanza trascurato dagli studi elfici, recentemente emersa la figura di Franciel Mulphien, che ha ripreso le poche analisi effettuate sulle leggendarie figure di Galadriel (la Dama di Lrien, la pi grande signora dei Noldor) e di Lthien (la pi bella di tutti i figli di Iltavar). In particolare le ricerche del gruppo femmoanalitico da lei diretto si stanno indirizzando sulla verifica della falsificabilit del matriarcato. La posizione dominante di Galadriel , contrapposta a quella di Luthien, viene infatti analizzata come archetipo della falsificazione (la posizione dominante di Gadriel falsificata dal riduzionismo a fenomeno estetico di Luthien). Una posizione questa che, come viene affermato dallo stesso gruppo femmoanalitico, poteva trovare un facile veicolo di trasmissione in un certo femminismo dantan, ma che, adesso, dovr trovare altre vie. Daltra parte laltro veicolo disponibile, la falsicabilit popperiana, sembra sempre di pi limitarsi ai paradigmi fisico-matematici-biologici, negando quindi ab ovo un possibile strumento di comunicazione con laccademia tradizionale nel campo delle cosiddette scienze psichiche. Ma, tornando ai contenuti della ricerca, lipotesi di base fa riferimento ad un iniziale macrocosmo femminile. Perch un macrocosmo femminile ? Perch si tratta di un macrocosmo che d origine al microcosmo: quindi un macrocosmo che genera: quindi un macrocosmo-donna. E il genoma quindi altro non che il prodotto di un parto: il prodotto del macrocosmo (che, tra laltro, alcune delle pi battagliere scienziate vorrebbero ribattezzare macromadre). Ma il genoma, secondo le pi avanzate tecniche riproduttive (vedasi gli studi sulla clonazione) pu anche autoriprodursi, senza la mediazione di una madre: ed ecco dunque falsificato il principio del matriarcato.

8. La concettualit massica Dopo la quasi-affermazione della concettualit massica, realizzatasi in alcuni gloriosi momenti del passato, laffermazione di questo concetto sembra trovare crescenti ostacoli nellaccademia tradizionale. E stata quindi una scelta inevitabile, quella del Consiglio Elfico della Ricerca, di assegnare cospicue risorse alle/gli scienziate/ elfiche/i che operano nel campo della comprensione (laccademia tradizionale si riferisce ad essa come filosofia). Ed il punto di partenza stato quello di analizzare le ragioni del quasi successo del passato. Il primo quasi successo risale infatti agli anni intorno al 400 a.c. (secondo la cronologia modernopapista), quando Platone scrive il VII libro di La Repubblica, descrivendo il mito della caverna, dove gli oggetti altro non sono che copie imperfette delle idee.

Il secondo quasi successo si realizza, dopo altri due millenni, con le categorie kantiane, anche se, in questo caso, pesa la formidabile limitazione dovuta allipotesi del noumeno. In realt, emerso dallanalisi storica, si trattato di un fenomeno causale: non stata infatti riscontrabile alcune significativa influenza delle/gli studiose/i elfici dei rispettivi periodi sulle costruzioni filosofiche di Platone e di Kant. Non quindi disponibile un modello di influenza al quale far riferimento. Entrando comunque nel merito della ricerca: lipotesi di base che la conoscenza non sia solo un graduale aumento degli strumenti interpretativi della realt, ma sia anche, anzi, che sia soprattutto il graduale dispiegarsi dellinfluenza del macrocosmo. La conoscenza sarebbe infatti gi massivamente presente, sia pur in stato quiescente, nelle persone, veicolata dal genoma. Ma la sua estrinsecazione richiede una sollecitazione esterna, una sollecitazione dunque derivante dal macrocosmo, che costituisce il nostro esterno. Alla domanda se tutto il comprensibile sia gi contenuto nel genoma, la risposta dunque: lo allo stato potenziale, ma solo lesterno, il macrocosmo pu attivare tale potenzialit. Come evidente, siamo ancora ai primi stadi della ricerca: una ricerca tra laltro resa pi difficile dallattuale situazione dellaccademia tradizionale, che si sta sempre pi indirizzante verso derive meta-filosofiche, rincorrendo succedanei come le teorie del linguaggio ed il pensiero debole.

8. La neodinamica Lo scopo della ricerca quello di ricavare una IV legge della termodinamica, che faccia i conti con la dimensione quantistica del microcosmo. La possibilit di diversi stati quantici per una stessa particella elementare, espressa in termini di probabilit di sussistenza in uno dei diversi stati quantici, coniugata allindeterminazione di una univoca, contemporanea definizione di posizione e momento, non consentono pi di individuare, a questa scala, un livello di organizzazione definibile a livello di entropia. N, daltra parte, lintroduzione della componente temporale nella caratterizzazione dello stato di una particella ne permette una precisa allocazione. I tentativi in corso nella fisica accademica tradizionale sono dunque di fronte ad un bivio: proseguire nella scomposizione delle particelle, utilizzando sempre pi astrazioni matematiche, come le stringhe, o andare alla ricerca della particella unificante (il bosone di Higgs). Un primo approccio elfico, che (tentativo alquanto audace) rinunciava alla contrapposizione macrocosmo/microcosmo, proponendosi di esplorare uno stato intermedio, non meglio definito, fu portato avanti da un piccolo gruppo di fisicocreative/i. Il primo risultato fu clamoroso: lapproccio trov spazio nel mondo accademico tradizionale: ne fu infatti derivata una teoria, quella della fusione fredda, che per fu ben presto inficiata dalla incapacit della attuale scienza accademica tradizionale di lasciare aprirsi un varco di novit nella sua inattaccabile costruzione.

Anche se il Consiglio Elfico della Ricerca ha poi consentito che un piccolo gruppo di scienziate/i continuasse a saggiare la possibilit di uno stato intermedio, la maggior parte delle/gli scienziate/i elfici stanno ora lavorando sulla base del principio base, dellapproccio top-down. E dunque il comportamento del macrocosmo che conviene analizzare, per poi derivarne, di riflesso, le leggi che regolano il comportamento del microcosmo. Di qui il tentativo di proporre una nuova definizione di energia, che tenga insieme gli aspetti corpuscolari e ondulatori, nonch le sue caratteristiche multidimensionali e multi temporali.

Elen sila lumenn omentilmo


Una stella briller al momento del nostro incontro