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Slowballoons

Intervista a Sergio Ponchione di Nicola Ferrero


Abbiamo incontrato Sergio Ponchione, conterraneo nostro dotato di grande fantasia e di uninnata passione per il sigaro toscano, davanti a un piatto di tajarin e a un bicchiere di Roero. Il ragazzo uno dei disegnatori italiani pi interessanti degli ultimi anni e si dimostrato essere un commensale piacevolissimo, visti anche i suoi interessi che spaziano dalla patafisica a Frank Zappa. La cosa ancor pi interessante che i suddetti interessi finiscano nelle storie dellObliquomo, oscuro personaggio che occhieggia dalla tavola a fianco e di cui farete conoscenza prestissimo. State attenti al signore di tutto ci che obliquo e proseguite la lettura a vostro rischio e pericolo Caro Sergio, chi sei? Mi chiamo Sergio Ponchione, sono di Asti e sono un disegnatore di fumetti. Ho cominciato nel 1999 collaborando con Gino Vercelli, prima con una piccola apparizione su Zona X e poi su Jonathan Steele, entrambi editi da Sergio Bonelli Editore. Vercelli era un disegnatore gi affermato di Asti e ci siamo conosciuti frequentando una libreria della citt. Prima siamo diventati amici, poi ho incominciato a fargli vedere le mie tavole; pensando che ci fosse un po di stoffa, mi accompagn in Bonelli e mi segu durante le tavole di prova. Superate le difficolt iniziali, alla fine entrai a far parte dello staff e il mio primo lavoro fu quello di affiancare Vercelli (lui alle matite, io alle chine) sul numero 12 di Jonathan Steele; poi finalmente arrivai al mio primo albo completo dal titolo Carmilla (numero 36).

106 consumo critico/gas

48 slow sh

12 editoriali

42 terrestri

rubrica

102 arte

30

Slowfood

Tavola Sergio Ponchione

176 guida agli extravergini

152 campioni del mondo

138 desco music

In seguito ho fatto altri tre albi completi, sempre per Jonathan, prima di passare alla Star Comics, perch la Bonelli chiuse la serie e questa casa editrice ne rilev il personaggio. Le primissime cose da me scritte e disegnate, invece, sono uscite sul Maltese narrazioni, una rivista di narrativa nata nellAstigiano, ma conosciuta in tutta Italia. Parallelamente, poi, sono riuscito a entrare in contatto con Igort della Coconino Press. La sua figura associabile a un tipo di fumetto completamente diverso da quello bonelliano, per cui comunque nutrivo da sempre un grande interesse (gli autori della scena italiana a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, ad esempio, di cui lo stesso Igort stato parte). Lavevo conosciuto poco dopo che la Coconino era nata e gli avevo fatto vedere dei miei lavori che potevano essere un po pi in linea con quel tipo di fumetto. Igort si mostr interessato, ma li giudic distanti dai suoi intenti editoriali. Per, in quei tempi aveva lanciato questa rivista chiamata Black (vedi Slowfood 13), ci eravamo risentiti, gli avevo mostrato gli ultimi lavori per Maltese narrazioni ed entusiasta mi aveva chiesto se avevo voglia di fare qualcosa. Per Black avrei dovuto confezionare un omaggio agli anni Trenta, perch uno dei numeri in uscita sarebbe stato dedicato al fumetto a strisce di quellepoca, viste le similitudini tra il mio segno e quello di Segar (il pap di Popeye, che ho sempre amato). Mi ha detto: Perch non fai una rivisitazione di quel segno, reinterpretandolo in chiave moderna e personale?. Per cui lo stimolo a caratterizzare in quel senso i personaggi che comparvero nelle prime pagine dellObliquomo arrivarono proprio da Igort.

Visto che labbiamo citato ed l che ci guarda, lo presentiamo questo strambo personaggio che risponde al nome di Obliquomo? LObliquomo unentit che inizialmente avevo inserito in una specie di dimensione parallela poi, invece, ho stabilito che la sua giusta collocazione fosse nella mente umana. La sua funzione quella di interferire con lumanit: fa parte della mente umana come uno stato danimo o un qualsiasi altro sentimento e, da sempre, ha influenzato la fantasia e la creativit delluomo in modo obliquo, suggerendo un certo modo di vedere le cose che non quello che normalmente abbiamo sotto gli occhi, la realt come siamo abituati a conoscerla, ma una visione distorta della stessa. Nella storia lObliquomo ha influenzato la creativit umana in tutte le forme in cui questa si manifesta: nella pittura, nella scultura e nelle arti in genere. Alcuni esseri umani sono venuti a contatto con questa influenza e ne sono stati consapevoli, altri invece no. La figura dellObliquomo, in origine, era una mia versione distorta del Nosferatu di Murnau e cos stato quasi naturale giocare sulle atmosfere fatte di ombre, contrasti marcati e sulle visioni inquietanti dellespressionismo tedesco. NellObliquomo, poi, coesistono un sacco di mie passioni, cose diverse tra loro che, per, hanno tutte un minimo comune denominatore che, in definitiva, il grottesco. Ovviamente le citazioni si sprecano e per me hanno il senso di un omaggio compiaciuto, piuttosto che un mero richiamo colto. Da un punto di vista grafico, come gi notato in precedenza, ho sfruttato appieno le atmosfere di Segar, ma anche quelle dei fumetti horror americani editi dalla Ec Comics negli anni Cinquanta (Tales from the Crypt, ad esempio). Per la divisione delle tavole, poi, confesso di aver preso spunto da Will Eisner e dai frontespizi che faceva per Spirit. E questa, tra lal-

tro, la parte che pi mi diverte del mio lavoro: organizzare le vignette, dare loro una singolare armonia allinterno della tavola, sfuggendo alla tipica griglia a vignette quadrate o rettangolari. Le avventure dellObliquomo e del Professor Hackensack, luomo che per primo ha identificato le influenze dellObliquomo sulla mente umana, sono state raccolte in un volume edito da Coconino nel 2005 e da Vertige Graphic, in Francia, nel 2006. Che differenza c tra lavorare a cose proprie e seguire una sceneggiatura, dando vita al personaggio di qualcun altro? Chiaramente ci sono differenze, perch quando lavori su un personaggio di una serie dal grande pubblico hai una serie di direzioni grafiche e compositive a cui ti devi attenere, mentre da solista tutto molto pi libero e imprevedibile. Per quanto mi riguarda, trovo una sorta di equilibrio in questi due estremi. A volte sono contento di avere linee guida ben precise e tempi da rispettare, altre sento la necessit di lavorare su mie idee e prendermi tutto il tempo di cui ho bisogno Diciamo che il mia vena creativa cerca di prendere il

meglio da questi diversi modi di lavorare. E il cibo? Guarda, sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda, perch non sono mai stato un consumatore particolarmente attento alle etichette o alla provenienza del cibo. Per ti devo dire che nellultimo anno sar let, sar che linteresse di tutti per questi argomenti cresciuto mi ritrovo a fare pi attenzione a cosa compro e dove lo compro. Per quanto riguarda i miei gusti, non ho problemi a dirti che sono un tradizionalista: mi piace la cucina piemontese, soprattutto quella della mia mamma e sono uno schiavo del riso, che ho mangiato in ogni sua forma e declinazione da quando ero un pargoletto..

La sua funzione quella di interferire con lumanit: fa parte della mente umana come uno stato danimo o un qualsiasi altro sentimento e, da sempre, ha inuenzato la fantasia e la creativit delluomo in modo obliquo, suggerendo un certo modo di vedere le cose che non quello che normalmente abbiamo sotto gli occhi, la realt come siamo abituati a conoscerla, ma una visione distorta della stessa
maggio 2007 31

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