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(3) STORIA DELLA MIA VITA (1960)


(Si tratta di un libro in cui la struttura autobiografica, riguardante gli anni successivi ai primi venti, che erano stati oggetto de "Il terzo occhio", viene utilizzata some supporto per tutta una serie di notizie e temi di grande interesse.)

ANTICHE CIVILTA' ED ALIENI 3-27 Si tratta di un'esperienza che ebbi alcuni anni fa, quando ero nel Tibet e studiavo presso la Lamaseria del Chakpori. La mia guida, il Lama Mingyar Dondup, un suo collega, veramente un mio intimo amico di nome Jigme, e io, eravamo sul tetto del Chakpori, sulla Montagna di Ferro a Lhasa, nel Tibet. Era una notte davvero gelida, con quasi quaranta gradi sotto zero. Eravamo sul tetto per uno scopo particolare, come aveva precisato in modo energico il Lama Mingyar Dondup. In quel momento stava fra noi, in apparenza saldo come la stessa montagna, mentre indicava in alto una stella lontanissima, un mondo rosso all'aspetto: "Fratelli miei, quella la stella Zhoro, un pianeta antichissimo, uno dei pi antichi di questo particolare sistema. Adesso sta approssimandosi al termine della sua lunga durata". Si volse verso di noi, dando la schiena al vento tagliente, e disse: "Avete studiato molto in materia di viaggio astrale. Ora ci recheremo insieme in viaggio astrale su quel pianeta. Lasceremo qui i nostri corpi su questo tetto spazzato dal vento e saliremo al di l dell'atmosfera, al di l perfino del Tempo". Cos dicendo fece strada attraverso il tetto fin dove c'era un esiguo riparo offerto dalla sporgenza di una cupola. Ci avvolgemmo strettamente nelle nostre vesti e ci prendemmo per mano. Sapevamo che stavolta non si trattava di un normale viaggio astrale, in quanto non capitava spesso che lasciassimo i nostri corpi esposti in quel modo all'inclemenza del tempo. Quando il corpo in una condizione disagiata, l'io riesce a spostarsi pi lontano e pi velocemente, nonch a ricordare maggiori particolari. Ci si rilassa e si mette il corpo a suo agio soltanto per brevi viaggi attraverso il mondo. La mia Guida disse: "Ora allacciamo le nostre mani e proiettiamoci insieme al di l di questa Terra. Tenetevi vicino a me e stanotte andremo lontano e avremo esperienze eccezionali". Ci sdraiammo e ci mettemmo a respirare nel modo comunemente accettato per liberarci ai fini del viaggio astrale. Ero conscio del vento che urlava attraverso le corde delle Bandiere della Preghiera, che sventolavano impazzite sulle nostre teste. Poi, tutto a un tratto, ci fu uno strattone e non avvertii pi le punte penetranti del vento rigido. Mi trovai a galleggiare, come se fossi in una dimensione temporale diversa, al di sopra del mio corpo, e tutto fu calmo. Il Lama Mingyar Dondup stava gi dritto nella sua forma astrale e, nel guardare in basso, vidi che anche il mio amico Jigme stava abbandonando il suo corpo. Ci mettemmo in piedi ambedue e stabilimmo un collegamento per unirci alla nostra guida, il Lama Mingyar Dondup. Questo collegamento, denominato ectoplasma, viene prodotto dal corpo astrale attraverso il pensiero. E' la materia da cui i medium traggono manifestazioni spiritiche. Completato il legame, ci librammo verso l'alto, su nel cielo notturno; io, sempre curioso, guardai in gi. Sotto di noi ondeggiavano le nostre Corde d'Argento, quelle corde senza fine che nel corso dell'esistenza tengono unito il corpo fisico a quello astrale. Continuammo a volare sempre pi in alto. La Terra si allontanava. Potevamo vedere la corona del sole far capolino dall'altra parte dell'estremo rilievo della Terra, dove doveva trovarsi il mondo occidentale, quel mondo che avevamo visitato in lungo e in largo sotto forma astrale. Salimmo ancora e poi potemmo scorgere i contorni degli oceani e dei continenti nella parte illuminata dal sole. Dal nostro punto d'osservazione il mondo somigliava ormai a una luna crescente, ma con l'Aurora Boreale che mandava fiamme da un polo all'altro. Seguitammo a spostarci, sempre pi velocemente, finch non superammo la velocit della luce, in quanto eravamo spiriti incorporei, librandoci sempre in avanti, avvicinandoci quasi alla velocit del pensiero. Nel guardare avanti vidi un pianeta enorme, minaccioso e rosso, proprio di fronte a me.

Stavamo cadendo su di esso a una velocit che non possibile valutare. Sebbene avessi molta esperienza in fatto di viaggi astrali, avvertii gli spasimi della paura. La forma astrale del Lama Mingyar Dondup sorrise telepaticamente e disse: "Lobsang, se dovessimo andare a sbattere contro quel pianeta, non farebbe male n a loro n a noi. Lo attraverseremmo da parte a parte, senza ostacoli". Finalmente ci trovammo a fluttuare sopra un mondo rosso e desolato; rocce rosse, sabbia rossa in un mare rosso privo di onde. Mentre scendevamo verso la superficie di questo mondo, scorgemmo strane creature simili a enormi granchi che si spostavano pigramente lungo il bordo dell'acqua. Ci fermammo su quella spiaggia di rocce rosse e osservammo l'acqua, immobile, mortale, su cui c'era una schiuma rossa e puzzolente. Mentre guardavamo, la superficie torbida si incresp con riluttanza, si aggrinz di nuovo e ne emerse uno strano essere assurdo, altrettanto rosso, con una pesante corazza e con articolazioni fuori del comune. Si lamentava come se fosse stanco e depresso e, raggiunta la sabbia rossa, si lasci cadere sul ciglio del mare senza onde. Sulle nostre teste un sole rosso fiammeggiava cupo, gettando ombre spaventose di color rosso sangue, sgradevole e vistoso. Intorno a noi nulla si muoveva, non c'era segno di vita all'infuori delle strane creature munite di guscio, che giacevano mezze morte sul terreno. Sebbene fossi nel corpo astrale rabbrividii di inquietudine mentre mi guardavo insistentemente in giro. Un mare rosso sul quale galleggiava una spuma rossa, rocce rosse, sabbia rossa, esseri rossi dentro una conchiglia e soprattutto un sole rosso simile alle ultime scintille di un fuoco morente, un fuoco che tremolava nel nulla. Il Lama Mingyar Dondup disse: "Questo un mondo in agonia. Qui non esiste pi rotazione. Questo mondo galleggia abbandonato nel mare dello spazio, un satellite di un sole morente, che sul punto di crollare e di diventare cos una stella nana senza vita, senza luce, una stella nana che alla fine entrer in collisione con un'altra stella, dal che nascer un altro mondo. Vi ho portato qui perch su questo mondo c' ancora vita di grado elevato, una vita che qui allo scopo di fare ricerche e indagini su fenomeni di questa fatta. Guardatevi in giro". Si volt e con la mano destra indic un punto molto lontano, dove scorgemmo tre immense torri che arrivavano fino al cielo d'un rosso intenso, proprio in cima alle quali tre luccicanti sfere di cristallo ardevano e pulsavano di una luce chiara e gialla, come se fossero vive. Mentre stavamo l stupiti, una delle luci cambi, una delle sfere assunse un intenso colore blu elettrico. Il Lama Mingyar Dondup disse: "Venite, stanno dandoci il benvenuto. Scendiamo nel suolo fin dove essi vivono in una camera sotterranea". Ci avviammo insieme verso la base di quella torre e poi, fermandoci sotto la struttura, vedemmo un ingresso solidamente difeso da una porta fatta di un metallo insolito che luccicava e spiccava come una cicatrice su quella terra rossa e brulla. Lo attraversammo, poich metallo, rocce o qualsiasi cosa non costituiscono impedimento per i corpi astrali. Passammo dall'altra parte e percorremmo corridoi rossi di fredda roccia, finch alla fine non arrivammo in una vastissima sala, una sala accerchiata da diagrammi e mappe, nonch da inconsueti macchinari e strumenti. Nel centro c'era un lungo tavolo, al quale .erano seduti nove uomini molto anziani, tutti diversi l'uno dall'altro. Uno era alto e sottile, con la testa allungata, a forma di cono. Invece un altro era basso e dall'aspetto assai robusto. Ciascuno di quegli uomini era diverso. Capimmo che ogni uomo apparteneva a un pianeta diverso, a una razza diversa. Esseri umani? Molto probabilmente sarebbe stato meglio definirli umanoidi. Erano tutti esseri umani, ma qualcuno era pi umano degli altri. Ci rendemmo conto che tutti e nove guardavano fissi nella nostra direzione. "Ah," disse uno telepaticamente "abbiamo visitatori che vengono da molto lontano. Vi abbiamo visto atterrare qui, alla nostra stazione di ricerca, quindi vi diamo il benvenuto". "Rispettabili Padri," disse il Lama Mingyar Dondup "vi ho portato due uomini che hanno appena conseguito lo stato lamaico e che sono studenti coscienziosi nella ricerca della conoscenza". "Sono davvero i benvenuti," disse l'uomo alto, il quale sembrava essere il capo del gruppo. "Faremo di tutto per aiutarli, come gi ti abbiamo aiutato con gli altri in precedenza". Questa per me era una novit sul serio, perch non avevo alcuna idea che la mia guida effettuasse viaggi astrali di quella dimensione attraverso gli spazi celesti. L'uomo pi basso mi stava osservando e sorrise, dicendo nella lingua universale della telepatia: "Constato, giovanotto, che sei assai disorientato dalla diversit del nostro aspetto esteriore". "Rispettabile Padre," risposi, alquanto intimidito dalla disinvoltura con cui egli aveva indovinato i miei pensieri, pensieri che avevo cercato di

nascondere con tutte le mie forze. "A dire il vero, le cose stanno cos. Rimango stupito di fronte alla disparit di dimensioni e di forma che c' fra di voi, quindi ho pensato che non potevate essere tutti uomini provenienti dalla Terra". "La tua intuizione stata giusta," disse l'uomo basso "Noi siamo tutti umani, ma a causa dell'ambiente abbiamo in un certo senso modificato le nostre sagome e la nostra struttura; tu per puoi renderti conto che lo stesso accade sul tuo pianeta, dove nel territorio del Tibet vi sono alcuni monaci che voi adibite al servizio di sorveglianza e che sono alti due metri. Invece in un'altra parte di quel mondo c' gente alta non pi della met, che voi chiamate pigmei. Entrambi sono esseri umani; entrambi sono in grado di riprodursi, a prescindere da qualsiasi differenza di struttura, in quanto siamo tutti esseri umani fatti di molecole di carbonio. Qui, in questo Universo particolare, tutto dipende dalle molecole fondamentali di carbonio e di idrogeno, dato che questi due elementi sono i mattoni che compongono la struttura del vostro Universo. Noi, avendo viaggiato in altri Universi molto al di l di questo settore particolare delle nostre nebulose, sappiamo che gli altri Universi impiegano materiali diversi. Alcuni usano il silicio, altri il gesso o altre cose, ma sono diversi dalla gente di questo Universo e ci rendiamo conto con rincrescimento che i nostri pensieri non sempre collimano con i loro". "Ho portato qui questi due giovani lama," disse il Lama Mingyar Dondup "affinch possano vedere le fasi della morte e della rovina in un pianeta che ha esaurito la sua atmosfera e nel quale l'ossigeno di quell'atmosfera si combinato con i metalli, per bruciarli e per ridurre tutto a una polvere impalpabile". "Cos stanno le cose," disse l'uomo alto. "Vorremmo far presente a questi giovani che ogni cosa che nasce deve morire. Ogni cosa vive per lo spazio di tempo assegnatole e tale spazio di tempo costituito da un numero di unit di vita. Una unit di vita in ogni creatura vivente costituita da un battito cardiaco di quella creatura. La vita di un pianeta costituita da 2 miliardi e 700 milioni di battiti cardiaci, dopo di che il pianeta muore, ma dalla morte di un pianeta ne nascono altri. Anche un essere umano vive per 2 miliardi e 700 milioni di battiti cardiaci, e altrettanto avviene all'insetto pi insignificante. Un insetto che vive soltanto ventiquattro ore ha, durante quel tempo, 2 miliardi e 700 milioni di battiti cardiaci. Un pianeta beninteso, ci sono delle differenze - ma un solo pianeta pu avere un solo battito cardiaco in 27.000 anni, dopo di che su quel mondo ci sar uno sconvolgimento mentre esso si prepara per il battito cardiaco successivo. Tutta l'esistenza quindi," prosegu "ha il medesimo spazio di tempo, ma alcune creature vivono secondo livelli che differiscono da quelli delle altre. Creature che vivono sulla Terra, come l'elefante, la tartaruga, la formica e il cane, vivono tutte lo stesso numero di pulsazioni cardiache, ma hanno tutte il cuore che batte a velocit diverse, quindi sembra che vivano o di pi o di meno". Jigme e io trovammo l'argomento estremamente interessante, in quanto ci spiegava ci che avevamo intuito nella nostra terra natia del Tibet. Al Potala avevamo sentito parlare della tartaruga che vive per tanti anni e degli insetti che vivono soltanto una sera d'estate. Adesso eravamo in grado di constatare che le loro percezioni dovevano essere state accelerate per procedere di pari passo con i loro cuori che si muovevano velocemente. L'uomo basso, che sembrava osservarci con molta approvazione, disse: "S, non solo questo, ma molti animali rappresentano diverse funzioni del corpo. Per esempio, la mucca, come ognuno pu vedere, semplicemente una ghiandola mammaria che cammina, la giraffa un collo, un cane beh, chiunque sa qual il pensiero fisso di un cane - che fiuta il vento per informarsi, dato che la sua vista tanto debole, un cane pu essere quindi considerato un naso. Altri animali presentano affinit analoghe alle diverse parti anatomiche. Il formichiere del Sudamerica pu essere paragonato a una lingua". Per un po' conversammo telepaticamente, apprendendo molte cose inconsuete, apprendendo con la velocit del pensiero come si fa nel mondo astrale. Poi alla fine il Lama Mingyar Dondup si lev in piedi e disse che era ora di partire.

AURA

3-18 Il compito della mia vita, l'avevo saputo fin dall'inizio, aveva a che fare con l'aura umana, quella radiazione che circonda interamente il corpo umano e che con il fluttuare del suo colore mostra all'Esperto se una persona o non onesta. In base ai colori dell'aura si potrebbe vedere ci che affligge una persona malata. Ognuno avr notato il velo che circonda un lampione in una notte di nebbia. Pu anche darsi che qualcuno abbia notato la ben nota 'scarica a corona' che certe volte proviene dai cavi d'alta tensione. L'aura umana in certo qual modo analoga. Essa mostra la forza vitale all'interno. Gli artisti del passato dipingevano attorno alla testa dei santi un alone, o aureola. Perch? Perch essi erano capaci di vedere l'aura di quelle persone. Fin dalla pubblicazione dei miei primi due libri mi ha scritto gente da ogni parte del mondo, e taluni sono anche in grado di vedere l'aura. Anni fa un certo dottor Kilner, ricercatore presso un ospedale di Londra, scopr che in determinate condizioni poteva vedere l'aura. Vi scrisse un libro. La scienza medica non era pronta per una scoperta del genere, quindi tutto ci che egli aveva scoperto fu messo a tacere. Anch'io, a modo mio, compio ricerche e prevedo uno strumento che consentir a qualsiasi medico o scienziato di vedere l'aura di un'altra persona e di guarire malattie 'incurabili' mediante vibrazioni ultrasoniche. 3-21 Io scrivo la verit affinch pi tardi possa far progredire la causa in favore dell'aura umana. Immaginiamo per un momento (cosa che avverr) che un paziente entri nello studio di un medico. Costui non si preoccupa di porre domande di sorta, ma si limita a tirare fuori uno speciale apparecchio fotografico e a riprendere l'aura del paziente. Entro un minuto o gi di l, questo medico non chiaroveggente ha in mano una fotografia a colori dell'aura del suo paziente. La esamina, ne studia le striature e le sfumature di colore, esattamente come uno psichiatra esamina la registrazione delle onde cerebrali di un soggetto malato mentalmente. Il medico generico, dopo aver confrontato la fotografia a colori con diagrammi tipo, mette per iscritto una serie di cure ultrasoniche e spettrografiche che ripareranno i difetti riscontrati nell'aura del paziente. Si tratta di cancro? Sar curato. Di tubercolosi? Anch'essa sar curata. Vi sembra ridicolo? Bene, non molto tempo fa era 'assurdo' pensare di inviare onde radio da una parte all'altra dell'Atlantico. 'Assurdo' pensare di volare a pi di cento miglia all'ora. Il corpo umano non reggerebbe allo sforzo, dicevano. 'Assurdo' pensare di andare nello spazio. Le scimmie lo hanno gi fatto. Ed ecco questa mia 'assurda' idea. Io l'ho vista in funzione! 3-26 L'aura pu rivelare l'intero profilo anamnestico di una persona. Nello stabilire ci che manca nell'aura e riparando alla carenza per mezzo di speciali radiazioni, possibile far guarire la gente.

SUPER-IO 3-65 All'esterno della caserma sostavano tre carri per il trasporto di truppe. Non ci crederete, ma quaranta soldati e io con loro ci ammassammo in uno di essi, i rimanenti si arrampicarono a bordo degli altri due veicoli e partimmo, sobbalzando pericolosamente lungo la strada che portava alla stazione. Stavamo talmente pigiati che a malapena riuscivo a respirare. L'autista del nostro carro sembrava ammattito, nel sorpassare di molto gli altri due. Guidava come se tutti i diavoli del comunismo gli fossero alle calcagna. Nella parte posteriore ondeggiavamo e venivamo sballottati, obbligati a stare tutti in piedi perch non c'era spazio per sederci. Carambolammo gi per la strada a velocit pazzesca, si ud lo stridio acuto dei freni schiacciati troppo bruscamente e il carro slitt di sbieco. Il fianco di fronte a me si squarci in una pioggia di scintille nell'attimo in cui entravamo in collisione con un massiccio muro di pietra. Grida, urla e bestemmie, un vero e proprio mare di sangue, poi mi trovai a volare attraverso l'aria. Volai e riuscii a vedere sotto di me il carro fracassato, ormai in preda alla furia del fuoco. Una sensazione di caduta, uno schianto rovinoso e il buio. "Lobsang!" chiam una voce prediletta, la voce della mia Guida, il Lama Mingyar Dondup. "Stai molto male, Lobsang, il tuo corpo ancora sulla Terra, ma sei qui con noi in un mondo al di l di quello astrale. Stiamo cercando di aiutarti, perch il tuo compito sulla Terra

non finito". Mingyar Dondup? Assurdo! Era stato ucciso a tradimento dai comunisti quando stava tentando di negoziare un accomodamento pacifico nel Tibet. Avevo visto le spaventose ferite infertegli quando fu pugnalato alla schiena. Beninteso lo avevo incontrato diverse volte da quando era partito per i Campi Celesti. La luce colp i miei occhi chiusi. Credetti di essere di nuovo di fronte a quella parete della Lubianka e che i soldati mi colpissero di nuovo in mezzo alle spalle con le canne dei loro fucili. Ma questa luce era diversa, non faceva male agli occhi; doveva essersi trattato di una associazione di idee, pensai stupidamente. "Lobsang, apri gli occhi e guardami!" La voce gentile della mia Guida mi riemp di calore e trasmise un brivido di piacere in tutto il mio essere. Aprii gli occhi e mi guardai intorno. Scorsi il Lama chino su di me. Aveva un aspetto migliore di quello che gli avevo mai visto sulla Terra. Il suo volto sembrava senza et, la sua aura presentava i colori pi puri senza traccia delle passioni degli abitanti della Terra. La sua veste color zafferano era fatta di una materia che non apparteneva alla Terra, rifulgeva concretamente come se fosse pervasa di vita propria. Mi sorrise e disse: "Mio povero Lobsang, la crudelt dell'uomo verso i suoi simili nel tuo caso stata veramente esemplificata, poich tu sei sopravvissuto a ci che avrebbe ucciso chiunque altro svariate volte. Tu sei qui per riposarti, Lobsang. Per riposarti in quella che chiamano la 'Terra della Luce Dorata'. Qui ci troviamo al di l della fase della reincarnazione. Qui operiamo per aiutare gli abitanti di molti altri mondi, non solamente di quello chiamato Terra. La tua anima contusa e il tuo corpo gravemente danneggiato. Dobbiamo rappezzarti, Lobsang, perch il compito deve essere portato a termine e non c' nessuno che ti potrebbe sostituire. Diedi un'occhiata intorno a me e constatai che mi trovavo in quello che in apparenza era un ospedale. Dal punto in cui ero potevo scorgere fuori un terreno erboso con zone alberate, potevo vedere da lontano animali che pascolavano o che si trastullavano. A quanto pareva c'erano daini e leoni, e tutti quegli animali che sulla Terra non potevano vivere pacificamente insieme, l erano amici che facevano capriole come membri di un'unica famiglia. Una lingua ruvida mi lecc la mano destra, che pendeva inerte dal bordo del letto. Girati gli occhi, vidi Sha-Lu, l'enorme gatto guardiano del Chakpori, uno dei miei primi amici. Mi strizz l'occhio e sentii che mi veniva la pelle d'oca dappertutto, mentre mi diceva: "Lobsang, amico mio, sono lieto di vederti di nuovo, anche se per poco. Tu dovrai tornare sulla Terra per un po', dopo che sarai andato via di qui, poi nel giro di pochi anni tornerai fra noi per sempre. Un gatto parlante? Il linguaggio telepatico del gatto lo conoscevo bene e lo capivo in pieno, ma questo gatto qui proferiva veramente le parole, non trasmetteva semplicemente dei messaggi telepatici. Un rumore di risa soffocate mi fece alzare gli occhi verso la mia Guida, il Lama Mingyar Dondup. Si stava divertendo sul serio - alle mie spalle - pensai. Avvertii di nuovo un formicolio alla testa; Sha-lu stava dritto sulle zampe posteriori, con i gomiti appoggiati a fianco a me. Lui e il Lama guardarono verso di me, poi tra di loro; ridendo entrambi. Ridevano entrambi, lo giuro! "Lobsang," disse la mia Guida "tu sai che la morte non esiste, tu sai che al momento di lasciare la Terra a seguito della cosiddetta 'morte', l'Io si dirige verso quel livello in cui lui o lei riposano per un po' prima di reincarnarsi in un corpo che offrir le occasioni per apprendere altre lezioni e per progredire sempre di pi in alto. Qui ci troviamo a un livello da cui non c' reincarnazione. Noi viviamo qui, come tu ora ci vedi, in armonia, in pace e con la facolt di recarci ovunque e in qualunque momento per mezzo di quello che tu definiresti 'viaggio superastrale'. Qui gli animali e gli esseri umani, nonch altre specie, discorrono per mezzo sia della favella che della telepatia. Ci serviamo della parola da vicino, della telepatia da lontano". Potevo sentire a distanza una musica dolce, una musica che riuscivo a capire perfino io. Da una parte all'altra i luminosi colori del cielo passavano veloci e fluttuavano come per accompagnare la musica. Qui, in questo magnifico paesaggio, il verde era pi verde e l'acqua pi azzurra. Qui nessuna malattia contorceva gli alberi, n le foglie appassivano per il carbonchio. Qui c'era soltanto la perfezione. Perfezione? Allora, che ci stavo a fare qui? Ero penosamente molto lungi dall'essere perfetto, come ben sapevo. "Hai combattuto una bella battaglia, Lobsang, e ti trovi qui in vacanza e per ricevere incoraggiamento, avendone diritto per via dei risultati ottenuti". La mia Guida, mentre parlava, sorrideva con benevolenza. Mi appoggia all'indietro, poi saltai in piedi per lo spavento: "Il mio corpo, dove il mio corpo terrestre?" "Calma, Lobsang, calma," rispose il

Lama "Riposati e ti faremo vedere di pi quando avrai pi forza". Lentamente la luce della stanza si affievol da un color oro in una nebbia violacea riposante. Avvertii una mano fresca e forte sulla mia fronte e una zampa morbida e pelosa appoggiata sulla palma della mia mano destra, poi pi nulla. Sognai che ero di nuovo sulla Terra. Guardai in basso, privo di emozioni, mentre i soldati russi setacciavano attentamente fra i rottami dell'autocarro, estraendo cadaveri bruciati e mutilati. Vidi un uomo guardare in alto e puntare il dito. Le teste si alzarono in risposta ai suoi cenni e mi misi a guardare anch'io. Era il mio corpo fracassato, pencolante sulla sommit di un alto muro. Il sangue mi scorreva dalla bocca e dal naso. Osservai mentre il mio corpo veniva rimosso dal muro e messo in un'ambulanza. Mentre l'autovettura si dirigeva verso l'ospedale, mi librai in alto e vidi tutto. La mia Corda d'Argento era intatta, notai; splendeva come le nebbie azzurre del mattino nelle valli. I portaferiti russi tirarono fuori la barella senza una particolare attenzione. Procedendo a sobbalzi, la portarono dentro una sala operatoria e fecero ruzzolare il mio corpo su un tavolo. Le infermiere tagliarono via i miei vestiti macchiati di sangue e li gettarono nel bidone dei rifiuti. Fecero le fotografie con un apparecchio radiografico e vidi che avevo tre costole rotte, una delle quali mi aveva perforato il polmone sinistro. Il mio braccio sinistro era rotto in due punti, mentre la mia gamba sinistra si era rotta di nuovo al ginocchio e alla caviglia. La punta spezzata della baionetta di un soldato mi era penetrata nella spalla sinistra, mancando per un pelo un'arteria vitale. Le chirurghe sospirarono rumorosamente, non sapendo dove cominciare. Mi sembrava di galleggiare sopra il tavolo operatorio, osservando, chiedendomi se la loro abilit sarebbe stata all'altezza di rattopparmi. Un leggero strattone alla mia Corda d'Argento e mi trovai a librarmi attraverso il soffitto, a vedere, passando, i degenti nei loro letti nelle corsie soprastanti. Mi spostai lentamente in alto e via, fuori nello spazio, fuori fra le stelle infinite, al di l dell'astrale, attraverso un livello eterico dietro l'altro, finch non giunsi di nuovo alla 'Terra della Luce Dorata'. Sussultai, cercando di scrutare attraverso la nebbia color porpora. "E' tornato." disse una voce gentile e le nebbie si dissolsero, facendo di nuovo posto alla magnifica Luce. La mia Guida, il Lama Mingyar Dondup, era in piedi accanto a me, guardando in basso. Sha-lu era sdraiato sul letto accanto a me, ronfando sommessamente. Nella stanza c'erano altri due Nobili Personaggi. Quando li vidi, stavano guardando fuori dalla finestra la gente che andava e veniva parecchi metri pi sotto. Essendo restato senza fiato per la sorpresa, si voltarono e mi sorrisero: "Sei stato male cos gravemente" disse uno "che temevamo che il tuo corpo non avrebbe resistito". L'altro, che io conoscevo bene nonostante la posizione elevata che aveva occupato sulla Terra, prese le mie mani fra le sue: "Tu hai sofferto troppo, Lobsang. Il mondo stato troppo crudele con te. Ne abbiamo discusso e abbiamo l'impressione che forse ti piacerebbe ritirarti. Se tu proseguissi, per te ci sarebbe molta pi sofferenza. Puoi abbandonare il tuo corpo in questo istante e rimanere qui per l'eternit. Preferiresti fare cos?" Il cuore mi balz nel petto. La pace dopo tutte le mie sofferenze. Sofferenze che, se non fosse stato per il mio addestramento duro e particolare, avrebbero posto fine alla mia vita da diversi anni. Un addestramento speciale. S, a quale scopo? Affinch potessi vedere l'aura della gente, affinch potessi ispirare l'idea di indirizzare la ricerca nel campo dell'aura. Se invece mi arrendevo, chi avrebbe continuato il compito? "Il mondo stato troppo crudele con te. Non ti sar addossata nessuna responsabilit se rinunci". Dovevo rifletterci bene. Nessuna responsabilit, da parte degli altri, ma per tutta l'eternit avrei dovuto vivere con la mia coscienza. Che cosa era la vita? Appena alcuni anni di infelicit. Ancora qualche anno di patimenti, di sofferenze, di incomprensione, poi, sempre che avessi compiuto tutto ci che era nelle mie possibilit, la mia coscienza sarebbe stata in pace. Per l'eternit. "Onorevole Signore," risposi "tu mi hai dato facolt di scelta. Svolger l'incarico fintantoch il mio corpo rester tutto d'un pezzo. In questo momento molto instabile." aggiunsi. Sorrisi felici di approvazione furono scambiati fra gli uomini riuniti. Sha-lu ronf sonoramente e in segno di affetto mi mordicchi per scherzo. "Il tuo corpo terrestre, come dici, in uno stato deplorevole per via di ci che ha patito." disse l'Insigne Uomo. "Prima che tu prenda una decisione definitiva, dobbiamo dirtelo. Abbiamo individuato un corpo in Inghilterra, il cui possessore impaziente di abbandonarlo. La sua aura possiede un'armonica fondamentale della tua. Pi tardi, se le circostanze lo renderanno necessario, puoi subentrare nel suo corpo". Per poco non caddi dal letto, preso dall'orrore. Io subentrare in un

altro corpo? La mia Guida rise: "Via, Lobsang, dove finito tutto il tuo addestramento? E' semplice come indossare la veste di un altro. Poi, allo scadere di sette anni, il corpo sarebbe tuo, tuo molecola per molecola, con le stesse identiche cicatrici cui sei tanto affezionato. Da principio sarebbe una cosa un po' insolita, come quando hai indossato per la prima volta abiti occidentali. Me lo ricordo bene, Lobsang". L'insigne Uomo intervenne di nuovo: "Tu hai facolt di scelta, mio caro Lobsang. Tu puoi abbandonare il tuo corpo in questo momento con coscienza tranquilla e rimanere qui. Se per ritorni sulla Terra, non ancora il momento per il cambiamento dei corpi. Prima che tu prenda una decisione, ti dir che se tu ritorni tornerai fra la sofferenza, l'incomprensione, lo scetticismo e l'odio effettivo, in quanto esiste una forza del male che cerca di impedire tutto ci che valido in relazione all'evoluzione dell'uomo. Dovrai rivaleggiare con le forze del male". "La mia decisione presa." Risposi "Mi avete consentito di scegliere. Continuer finch il mio incarico non compiuto, e se dovr assumere un altro corpo, ebbene, cos sia". 3-122 (Di nuovo nella Terra della Luce Dorata:)" Il tuo corpo attuale prossimo alla fine della sua esistenza utile, e quanto abbiamo predisposto in vista di questo evento deve realizzarsi. Questo un incontro importante," disse "perch dobbiamo programmare il tuo avvenire. Dobbiamo vedere in che modo si pu dare impulso alla ricerca sull'aura umana, in quanto abbiamo notato che sulla Terra, quando si accenna all'aura, la maggior parte della gente cerca di cambiare argomento". Avanzammo lungo il sentiero finch non scorgemmo di fronte a noi un Palazzo di una bellezza cos incomparabile che involontariamente mi fermai senza fiato per il piacere. Sembrava che i muri fossero fatti di cristallo purissimo, con delicate gradazioni color pastello e tinte tenui che cambiavano quando le si guardava. Il sentiero era soffice sotto i piedi e la mia Guida non ebbe bisogno di sollecitarmi per convincermi a entrare. Entrammo e fu come se ci trovassimo in un grande Tempio, un Tempio senza zone d'ombra, incontaminato, con un'atmosfera che induceva semplicemente a pensare che quella era la Vita. Attraversammo il corpo principale dell'edificio, finch non giungemmo fino a quella che sulla Terra avrei definito la stanza dell'Abate. Qui regnava una semplicit confortevole, c'era un'unica raffigurazione della Grande Realt. Qua e l lungo le pareti c'erano piante viventi e dalle ampie finestre era possibile spingere lo sguardo su una splendida distesa erbosa con zone alberate. Ci sedemmo su cuscini disposti sul pavimento, come si usava nel Tibet. Mi sentivo a casa mia, quasi soddisfatto. Ero sempre turbato dai ricordi del mio corpo lasciato sulla Terra, in quanto fintantoch la Corda d'Argento si manteneva intatta, sarei dovuto ritornare. L'Abate - lo chiamer cos anche se il suo grado era molto pi elevato - si guard intorno e poi parl: "Da qui abbiamo seguito tutto ci che ti accaduto sulla Terra. Vogliamo innanzi tutto ricordarti che tu non soffri per effetto del Karma, ma al contrario tu stai agendo come uno strumento della nostra indagine. Il tuo corpo attuale ha troppo sofferto ed sul punto di non funzionare pi. Abbiamo stabilito un contatto con l'Inghilterra. Questa persona desidera lasciare il suo corpo. L'abbiamo fatta venire sul piano astrale e abbiamo discusso insieme dell'argomento. E' molto impaziente di andarsene e far tutto quello che chiediamo. Su nostro ordine ha cambiato il suo nome in uno pi adatto per te. La sua esistenza non stata felice: ha interrotto di sua volont i rapporti con i parenti. Non si mai fatto degli amici. E' su una tua armonica. Per il momento non parliamone, in quanto pi tardi, prima che tu prenda il suo corpo, vedrai appena qualcosa della sua vita. Presentemente il tuo compito di riportate il tuo corpo nel Tibet affinch possa essere conservato. Grazie ai tuoi sforzi e ai tuoi sacrifici hai accumulato del denaro; te ne occorrer un po' di pi per pagarti le spese di viaggio. Te lo guadagnerai grazie alle tue continue fatiche. Ma per il momento sufficiente. Per un giorno goditi la tua permanenza qui, prima di ritornare nel tuo corpo". 3-133 Le giornate immediatamente successive furono convulse, per ottenere i visti di transito, per compiere gli ultimi preparativi, per imballare e rispedire le mie cose agli amici di Shanghai. Impacchettai accuratamente la mia sfera di cristallo e la rimandai l per usarla in futuro, come feci con i miei documenti cinesi che, tra parentesi, un certo numero di persone responsabili hanno ormai visto. 3-135 Fui contento di andarmene da Kalimpong e di entrare nel mio paese, il Tibet. Mi aspettavano e venni accolto da un gruppo di alti lama travestiti da monaci mendicanti e da mercanti. La mia

salute stava peggiorando rapidamente, ebbi perci frequentemente bisogno di fare sosta e di riposarmi. Finalmente, dopo una decina di settimane, arrivammo in una lamaseria isolata in alto sull'Himalaya, che dominava la valle di Lhasa, una lamaseria talmente piccola e inaccessibile che i comunisti cinesi non se ne preoccupavano. Per qualche giorno mi riposai, cercando di riacquistare le mie forze, mi riposai e meditai. Ero di nuovo a casa e felice per la prima volta in tanti anni. Sembrava che gli inganni e i tradimenti degli Occidentali non fossero altro che un incubo malefico. Ogni giorno gruppetti di uomini venivano da me, per riferirmi gli avvenimenti del Tibet e per ascoltarmi quando descrivevo loro lo strano mondo sgradevole fuori dei nostri confini. Assistevo a tutti i servizi di culto, trovando conforto e sollievo negli atti rituali che ben conoscevo. Eppure ero un uomo speciale, un uomo che era sul punto di morire e di tornare a vivere. Un uomo che era in procinto di affrontare una delle esperienze pi strane che possa capitare in sorte a una creatura vivente. Ma era una cosa tanto strana? Molti degli Adepti pi insigni lo facevano passando da un'esistenza all'altra. Il Dalai Lama in persona lo faceva, insediandosi di volta in volta nel corpo di un neonato. Ma nel mio caso la differenza consisteva nel fatto che io stavo per subentrare nel corpo di un adulto e per plasmare il suo corpo nel mio, mutando non soltanto l'Io ma tutto intero il corpo molecola per molecola. Quantunque non fossi cristiano, per gli studi compiuti a Lhasa avevo dovuto leggere la Bibbia cristiana e seguire le lezioni sull'argomento. Sapevo che nella Bibbia si afferma che il corpo di Ges, il figlio di Maria e di Giuseppe, fu adottato dallo 'Spirito del Figlio di Dio' e divenne Cristo. Sapevo anche che nell'anno 60 d.C. i sacerdoti cristiani si erano accordati per bandire determinati insegnamenti di Cristo. Fu interdetta la reincarnazione, fu interdetta l'adozione del corpo degli altri, insieme a molti altri argomenti insegnati da Cristo. 3-138 appoggiandosi a un bastone entr nella mia stanza. Il suo volto era segnato da molta sofferenza, le sue ossa sporgenti erano coperte soltanto da una pelle tesa come la pergamena avvizzita. Mi accorsi che era cieco e mi alzai per prendergli il braccio. Le sue orbite mandavano rossi bagliori di rabbia e i suoi movimenti erano insicuri, come coloro che hanno perduto la vista da poco. Lo feci sedere accanto a me e gli tenni la mano con delicatezza, pensando che in quella terra invasa non avevamo ormai nulla con cui alleviare la sua sofferenza e attenuare il dolore delle sue orbite infiammate. Sorrise mestamente e disse: "Tu ti stai chiedendo, Fratello, che ne stato dei miei occhi. Mi trovavo sulla Via Santa, prosternandomi davanti a un santuario. Alzandomi in piedi fissai il Potala e per sfortuna un ufficiale cinese si trovava nella mia linea visiva. Mi ha accusato che lo stavo fissando con arroganza, che lo guardavo in modo offensivo. Mi hanno legato con una corda alla parte posteriore della sua macchina e mi hanno trascinato sul terreno della piazza. Sono stati radunati degli spettatori, poi di fronte a loro mi hanno cavato gli occhi e me li hanno gettati. Il mio corpo, come tu di certo puoi vedere, presenta molte ferite mezze guarite. Sono stato portato qui da altri e adesso sono contento di salutarti". Appena si apr la veste rimasi senza fiato per l'orrore, in quanto il suo corpo era un'informe massa rossa dopo essere stato trascinato per la strada. Conoscevo bene quell'uomo. Sotto di lui, in qualit di accolito, avevo studiato argomenti relativi allo spirito. Lo avevo conosciuto quando divenni un lama, poich, era stato uno dei miei mallevadori. Egli era stato uno dei lama quando ero sceso gi sotto il Potala per affrontare la Cerimonia della Piccola Morte. Ora sedeva accanto a me e io sapevo che la sua morte non era lontana. "Tu hai viaggiato molto, hai visto e sopportato molte cose." disse "Adesso il mio ultimo compito nella presente Incarnazione di aiutarti a ottenere, per mezzo della Cronaca dell'Akasha, qualche idea dell'esistenza di un certo inglese, il quale molto ansioso di separarsi dal suo corpo dove probabilmente tu subentrerai. Tu avrai soltanto qualche vaga traccia, in quanto ci vuole molta energia e noi siamo entrambi gi di forze". Fece una pausa, poi con un debole sorriso prosegu: "Lo sforzo far cessare questa mia esistenza presente, ma sono felice di avere questa occasione di acquistare merito grazie a quest'ultimo incarico. Grazie a te, Fratello, per avermene data la possibilit. Quando tornerai qui dal Viaggio Astrale, io sar morto al tuo fianco". 3-141 "Fratello, vogliamo andare?" Ci sedemmo insieme nella posizione del loto e meditammo su quanto ci accingevamo a compiere. Con lo strattone tutt'altro che spiacevole che sovente accompagna questi momenti di liberazione, il lama cieco - adesso non pi cieco - e io ci

liberammo dei nostri corpi terreni nella libert di un altro piano. "E' bello vedere di nuovo," disse il lama "infatti la vista si apprezza soltanto quando la si perduta". Continuammo a galleggiare insieme, lungo il sentiero ben noto fino al posto che chiamavamo il Palazzo dei Ricordi. Entrando in silenzio, vedemmo che altri erano intenti a fare ricerche per mezzo della Cronaca dell'Akasha, ma ci che essi vedevano era invisibile per noi, come le nostre visioni lo sarebbero state per loro. "Da dove incominciamo, Fratello?" disse il vecchio lama. "Non occorre essere indiscreti," risposi "ma dovremmo accertare che tipo d'uomo costui con il quale abbiamo a che fare". Per un po' fra noi cadde il silenzio, mentre si formavano immagini nitide e chiare affinch le esaminassimo. "Ehi!" esclamai facendo un salto per lo spavento. E' sposato. Come devo comportarmi? lo sono un monaco celibe! Io mi ritiro". Mi voltai assai allarmato e mi fermai alla vista del vecchio letteralmente rosso dalle risate. Per un certo tempo la sua ilarit fu cos grande che gli impediva semplicemente di parlare. " Vedi, Fratello coloro che ci guidano e ci assistono ci avevano pensato. Tu e la signora potete vivere insieme in una condizione di cameratismo, del resto i nostri monaci e le nostre monache non vivono talvolta sotto lo stesso tetto? Non andiamo a cercare difficolt dove non esistono. Proseguiamo con la Cronaca". Vidi l'uomo il cui corpo si sperava che avrei preso. Con interesse crescente lo osservai mentre stava preparando un'apparecchiatura chirurgica. Con mia grande gioia, era evidente che certamente sapeva ci che stava facendo, era un tecnico competente e feci involontariamente un cenno di approvazione mentre lo guardavo occuparsi di un caso dopo l'altro. La scena si spost e fummo in grado di vedere la citt di Londra, in Inghilterra, proprio come se fossimo in mezzo alla folla. Gli enormi autobus rossi rumoreggiavano per le vie, infilandosi nel traffico, emergendone e trasportando parecchie persone. A un tratto si ud un urlo infernale e lamentoso e vedemmo la gente che si precipitava a ripararsi in strane costruzioni di pietra erette nelle vie. Ci furono le incessanti esplosioni dei proiettili antiaerei e i caccia attraversarono il cielo rombando. Istintivamente ci abbassammo, mentre le bombe cadevano fischiando da uno degli aerei. Per un attimo ci fu un silenzio di quiete, poi uno scoppio tremendo. Gli edifici saltarono in aria e ricaddero ridotti in polvere e macerie. Gi nei profondi sottopassaggi della ferrovia sotterranea la gente viveva una strana esistenza trogloditica, andando nei rifugi di notte e uscendone al mattino come talpe. A quanto sembrava vi abitavano intere famiglie, dormendo su cuccette improvvisate e cercando di ottenere un po' di riserbo appendendo coperte a qualsiasi sporgenza si presentasse nelle pareti lisce rivestite di mattonelle. Mi sembrava di stare su una piattaforma di ferro che dominava le cime dei tetti di Londra, con una chiara veduta dell'edificio che la gente chiama il 'Palazzo'. Un aeroplano isolato si tuff dalle nubi e tre bombe caddero velocemente sulla dimora del re d'Inghilterra. Mi guardai intorno. Una persona, quando vede attraverso la Cronaca dell'Akasha, vede nella veste del personaggio principale, sicch il vecchio lama e io vedevamo entrambi come se fossimo tutti e due il protagonista. Mi parve di essere su una scala antincendio, che si protendeva attraverso tutti i tetti di Londra. In precedenza avevo visto cose del genere, ma dovetti spiegarne l'uso al mio compagno. Poi cominciai a capire: lui - la figura che stavo osservando - era addetto alla ricognizione aerea allo scopo di dare l'allarme a quelli di sotto in caso di minaccia di un imminente pericolo. Suonarono di nuovo le sirene per il cessato allarme e vidi che l'uomo scendeva, togliendosi l'elmetto d'acciaio delle squadre della protezione antiaerea. Il vecchio lama si rivolse a me con un sorriso: "Questo molto interessante, non mi sono occupato dei fatti avvenuti in Occidente, mi sono limitato a quelli del nostro paese. Adesso capisco che cosa vuoi dire quando affermi che 'una sola immagine vale mille parole'. Dobbiamo guardare di nuovo". Tornando a guardare la Cronaca, vedemmo le vie di Londra sotto l'oscuramento, percorse da automobili con le luci anteriori schermate. La gente andava a sbattere contro i pali e si urtava. Sui treni della sotterranea, prima che uscissero all'aperto, le luci normali venivano spente e si accendevano delle lugubri lampadine azzurre. I fasci di luce dei riflettori frugavano il cielo notturno, illuminando a volte i fianchi scuri dei palloni di sbarramento. Vedemmo l'uomo scendere dal treno e camminare nelle vie immerse nel buio, finch non giunse a una grossa costruzione piena di appartamenti. Lo vedemmo entrare, ma non entrammo con lui, osservammo invece la scena animata che si svolgeva all'interno. Le case erano distrutte dalle bombe e gli uomini scavavano ancora, allo scopo di recuperare vivi e morti. Il

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lamento delle sirene interruppe le operazioni di soccorso. In alto nel cielo i bombardieri nemici furono intercettati dai riflettori incrociati, come tignole che svolazzano alla luce di una lampada. Uno scintillio da uno dei bombardieri richiam il nostro sguardo curioso, poi ci rendemmo conto che era emesso dalle bombe mentre precipitavano. Una cadde esplodendo nel fianco della grossa costruzione adibita ad appartamenti. Ci fu un lampo abbagliante e una pioggia di mura che crollavano a pezzi. La gente si rivers fuori dall'edificio, uscendo nell'incerta sicurezza delle vie. "Vogliamo spostarci un po' in avanti nel tempo?" chiese il mio compagno "Non occorre che guardiamo tutto, poich siamo entrambi debilitati". Acconsentii con la massima prontezza. Avevo bisogno semplicemente di conoscere quale tipo di persona fosse quella da cui stavo per prendere le consegne. Per me non c'era alcun interesse a ficcare il naso negli affari di un altro. Ci spostammo lungo la Cronaca, ci fermammo a titolo di prova, poi ci spostammo ancora. La luce del mattino era offuscata dal fumo di diversi incendi. Le ore notturne erano state un inferno. Sembrava che mezza Londra fosse in fiamme. L'uomo scendeva per la via ingombra di macerie, una via che aveva subito un pesante bombardamento. Davanti a una barricata provvisoria un poliziotto della riserva lo ferm: "Non potete andare oltre, signore, gli edifici sono pericolanti". Vedemmo arrivare l'amministratore delegato e parlare con l'uomo la cui esistenza stavamo osservando. Detta una parola al poliziotto, si abbassarono per superare la corda di recinzione e si avviarono insieme verso il fabbricato in rovina. L'acqua schizzava su tutto uscendo dai tubi rotti. L'impianto idraulico e i fili elettrici erano inestricabilmente aggrovigliati, come una matassa di lana con cui si sia divertito un gattino. Una cassaforte si reggeva in precario equilibrio, ancora tentennante proprio sull'orlo di una grande buca. Cenci fradici sbattevano squallidamente al vento, mentre dagli edifici contigui scendevano frammenti di carta bruciata che sembravano fiocchi di neve nera come il carbone. Io che avevo visto la guerra e la sofferenza pi di quanto ne sapesse la maggior parte, ero ancora nauseato dalla distruzione insensata. La Cronaca prosegu... La disoccupazione, a Londra durante la guerra! L'uomo cerc di arruolarsi come poliziotto della riserva. Inutilmente. Sui suoi documenti sanitari era assegnato alla quarta categoria, non idoneo a prestare servizio. Adesso, sfumato il suo impiego, a causa della caduta della bomba, percorse a piedi le vie in cerca di lavoro. Tutte le ditte si rifiutarono di assumerlo. Sembrava che non ci fosse speranza, nulla che illuminasse il buio dei suoi momenti difficili. Alla fine, capitato per caso in una scuola per corrispondenza con la quale aveva studiato - e dove aveva lasciato un'impressione favorevole per la sua prontezza mentale e per il suo spirito di iniziativa, gli venne offerto un impiego presso i loro uffici del periodo bellico fuori Londra. "E' un bel posto." disse l'uomo che aveva fatto l'offerta. "Per andarci prendi l'autobus della linea verde. Parla con Joe, dovrebbe essere l verso l'una, altrimenti gli altri penseranno a te. Portati tua moglie e fate una gita. Io stesso ho cercato di farmici mandare". In realt il villaggio era un letamaio! Di sicuro non il 'bel posto' che gli avevano fatto credere. L si costruivano aeroplani, venivano collaudati e mandati in altre parti del paese. La vita in un istituto per corrispondenza era veramente noiosa. A quanto vedevamo, osservando la Cronaca dell'Akasha, essa consisteva nel leggere moduli e lettere inviate dalla gente e poi consigliare quale corso per corrispondenza dovesse scegliere. Udimmo uno strano rumore, simile a un motore difettoso di motocicletta. Mentre stavamo a guardare, comparve uno strano aeroplano, senza pilota n equipaggio. Tossicchi convulsamente, il motore si arrest e l'aeroplano si tuff ed esplose proprio a fior di terra. "Quello era l'aeroplano automatico tedesco." dissi al vecchio lama. "Sembra che i V.1 e i V.2 siano state cose sgradevoli". Un altro aeroplano senza pilota arriv quasi sopra la casa dove abitavano l'uomo e sua moglie. Sfond le finestre su un lato della casa e le fece saltare via sull'altro, spaccando un muro. "Non sembra che abbiano molti amici." disse il vecchio lama. "Ritengo che posseggano facolt mentali che l'osservatore superficiale potrebbe lasciarsi sfuggire. Mi sembra che vivano insieme pi come fratello e sorella che come marito e moglie. Questo dovrebbe consolarti Fratello!" disse il vecchio ridendo sotto i baffi. La Cronaca dell'Akasha prosegu, facendo il ritratto della vita di un uomo alla velocit del pensiero. Tuttavia riuscimmo a spostarci da un settore all'altro, ignorando determinate parti o vedendo di volta in volta altri episodi. L'uomo si accorse che una serie di coincidenze avevano fatto indirizzare i suoi pensieri sempre pi verso l'Oriente. I 'sogni' gli avevano fatto vedere la vita

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del Tibet, sogni che in realt erano viaggi astrali compiuti sotto il controllo del vecchio lama. "Una delle nostre difficolt di importanza molto secondaria" mi disse il vecchio "era dovuta al fatto che egli voleva usare la parola 'maestro' ogni volta che parlava con uno di noi". "Beh," risposi " questo uno degli errori comuni degli Occidentali, a loro piace adoperare qualsiasi nome che implichi potere sopra gli altri. Che cosa gli hai detto?" Il vecchio sorrise e disse: "Gli ho fatto un discorsetto, ho cercato anche di fargli fare meno domande. Ti dir cosa ho detto, perch utile per dedurre il suo intimo carattere. Ho detto: Questo un termine che assai odioso a me e a tutti gli abitanti dell'Oriente. La parola 'maestro' presuppone che si in cerca del dominio sugli altri, che si in cerca della supremazia su coloro che non hanno diritto di usare il titolo di 'maestro'. Il maestro di scuola si sforza di inculcare il sapere nei suoi alunni. Per noi 'maestro' significa Maestro di Conoscenza, una fonte della conoscenza, ovvero uno che ha dominato le tentazioni della carne. Noi - gli ho detto - preferiamo la parola Guru, o Adepto. Infatti nessun Maestro, nel senso che noi diamo alla parola, cercherebbe mai di influenzare uno studente, n di imporgli le sue opinioni personali. Nell'Occidente esistono determinati gruppetti e culti, che ritengono di possedere essi soltanto la chiave per entrare nei Campi Celesti. Alcune religioni ricorrono alla tortura allo scopo di aggiudicarsi convertiti. Gli ho ricordato una scritta scolpita su una delle nostre lamaserie: 'Mille monaci, mille religioni'. "Sembrava che seguisse il mio discorso molto bene," disse il vecchio lama "cos gli offrii qualcosa di pi, con l'idea di battere il ferro finch caldo. Gli dissi: In India, in Cina e nell'antico Giappone, l'aspirante studente si sieder ai piedi del suo Guru in cerca di informazioni, senza porre domande, poich lo studente saggio non fa mai domande per paura di essere mandato via. Fare una domanda per il Guru la prova inequivocabile che lo studente non ancora pronto a ricevere le risposte alle sue domande. Alcuni studenti hanno atteso fino a sette anni per ottenere informazioni, per ottenere la risposta a una domanda non formulata. Durante questo periodo lo studente si occupa delle esigenze fisiche del Guru, bada ai suoi vestiti, al suo cibo e alle poche altre necessit che egli ha. Per tutto il tempo drizza le orecchie per avere informazioni, perch ricevendo informazioni, ascoltando forse quelle che vengono date ad altre persone, l'accorto studente pu dedurre, pu trarre conclusioni, e quando il Guru nella sua saggezza vede che lo studente progredisce, quel Guru, nel suo momento buono personale, nella sua maniera adatta personale, interroga lo studente e, se si accorge che una parte della conoscenza immagazzinata dallo studente difettosa o incompleta, allora il Guru, sempre nel suo momento opportuno, pone riparo alle omissioni e alle lacune. "In Occidente la gente dice: 'Adesso dimmi questo. Madame Blavatsky ha detto... Il 'vescovo Ledbetter dice... Billy Graham dice... Tu che dici? ... Credo che tu abbia torto!'. Gli Occidentali fanno domande per il gusto di parlare, non sapendo quello che vogliono dire, ma quando capita che un Guru risponda cortesemente a una domanda, immediatamente lo studente discute e dice: 'Oh, gi, ho sentito il tal dei tali dire questo o quello, o qualche altra cosa'. Se lo studente pone una domanda al Guru, ci deve sottintendere che lo studente non conosce la risposta, ma ritiene che la conosca il Guru, e se lo studente mette immediatamente in discussione la risposta del Guru, ci dimostra che lo studente ignorante e ha delle idee preconcette e assolutamente errate in fatto di correttezza e di comuni regole del vivere civile. Io ti dico che l'unico modo per ottenere risposta alle tue domande consiste nel far s che le tue domande siano spontanee e nel raccogliere informazioni, nel dedurre e inferire, poi a tempo debito, purch tu abbia il cuore puro, sarai in grado di effettuare il viaggio astrale e le forme pi esoteriche di meditazione, e ti sar cos consentito di consultare la Cronaca dell'Akasha che non pu mentire, non pu rispondere fuori del contesto, non pu fornire un'opinione o informazioni distorte da prevenzioni personali. Qual l'unico modo per progredire? Consiste nell'attendere e nel guardare. Non c' altro modo, non c' modo di forzare il tuo sviluppo, tranne che su invito espresso di un Guru il quale ti conosca bene, e quel Guru, conoscendoti bene, accetterebbe il tuo sviluppo se te ne ritenesse degno". "Questo interessante." disse il vecchio lama, richiamando la mia attenzione su una scena della Cronaca "Questo ha richiesto molta preparazione, ma quando si reso conto della sua desiderabilit, non ha fatto alcuna obiezione". Osservai la scena con una certa perplessit, poi le idee mi si chiarirono. Gi! Quello era l'ufficio di un procuratore legale. Quel foglio era un atto unilaterale per il cambio del nome. S, era giusto, me ne ricordavo, aveva

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cambiato il suo nome, perch quello precedente aveva le vibrazioni sbagliate, come indicato dalla nostra Scienza dei Numeri. Lessi con interesse il documento e mi accorsi che non era del tutto esatto, sebbene fosse abbastanza fedele. Di sofferenza ce n'era molta. La visita fattagli da un dentista provoc molto danno, che lo obblig a ricoverarsi in una clinica per sottoporsi a un'operazione. A parte l'interesse tecnico, osservai il procedimento con molta attenzione. Egli cio l'uomo la cui vita stavamo osservando - ebbe l'impressione che il suo datore di lavoro fosse uno sconsiderato. Noi, che lo stavamo a guardare, avemmo la stessa sensazione e tanto il vecchio lama che io fummo contenti che l'uomo notificasse la cessazione del suo rapporto di lavoro con la scuola per corrispondenza. Il mobilio venne caricato su un furgone, una parte di esso fu venduta, e l'uomo e sua moglie lasciarono la zona per trasferirsi in un distretto del tutto nuovo. Per un certo periodo abitarono nella casa di una strana vecchia, che 'prediceva la fortuna' e che aveva un concetto sbalorditivo della propria importanza. L'uomo tent pi volte di ottenere un lavoro, qualsiasi cosa gli desse la possibilit di guadagnare denaro onestamente. Il vecchio lama disse: "Ora ci avviciniamo al punto cruciale. Come noterai, egli inveisce continuamente contro il destino. Non ha pazienza e temo che morir in modo violento se non ci affrettiamo". "Che cosa vuoi che faccia?" domandai "Tu sei il pi autorevole," disse il vecchio "ma vorrei che tu lo incontrassi sul piano astrale e vedere cosa ne pensi". "Certamente," fu la mia risposta "andremo insieme". Per un attimo mi immersi nei miei pensieri, poi dissi: "A Lhasa sono le due del mattino. In Inghilterra saranno le otto di sera, perch il loro tempo resta indietro rispetto al nostro. Aspetteremo e ci riposeremo tre ore, poi lo porteremo su fino al piano astrale". "S." disse il vecchio lama "Dorme in una camera da solo, cos possiamo farlo. Per ora riposiamoci, perch siamo stanchi". Ritornammo nei nostri corpi, seduti fianco a fianco, nella tenue luce delle stelle. Il vecchio lama rise sommessamente e disse: "Quanto mi sembra strano che quelli che stanno fuori del nostro paese non riescano a capire il viaggio astrale! Quanto strano che lo pensino frutto di fantasia. Non si potrebbe dir loro che anche la sostituzione del corpo di una persona con quello di un'altra somiglia semplicemente a un guidatore che cambia un'automobile con un'altra? Sembra inconcepibile che gente che ha raggiunto il loro progresso tecnico sia tanto cieca nei riguardi delle cose dello spirito". Avendo molta esperienza del mondo Occidentale, risposi: "Ma gli Occidentali, tranne una ristrettissima minoranza, non hanno inclinazione per le cose dello spirito. Tutto quello che vogliono sono la guerra, il sesso, il sadismo e il diritto di ficcare il naso negli affari degli altri". Giudicai che in Inghilterra dovessero essere circa le undici. Scossi gentilmente il vecchio lama che si era un po' assopito: "E' l'ora per il viaggio astrale." dissi. "Per me sar l'ultima volta," rispose "perch non torner di nuovo nel mio corpo". Lentamente, senza affrettarci affatto, entrammo nello stato astrale. Giungemmo tranquillamente in quella casa in Inghilterra. L'uomo dormiva, un po' agitato, con un'espressione di estremo scontento sul suo viso. La sua forma astrale avvolgeva il suo corpo fisico senza dar segno di volersene ancora separare. "Vieni?" domandai stando nel piano astrale "Vieni?" ripet il vecchio lama. Adagio, quasi con riluttanza, la forma astrale dell'uomo si sollev al disopra del suo corpo fisico. Si alz e vi galleggi sopra, mettendosi con la testa in corrispondenza dei piedi del corpo fisico, come si fa. Il corpo astrale oscillava e si muoveva a scatti. L'improvviso fragore di un treno lanciato a velocit per poco non lo rimand nel suo corpo fisico. Poi, come per una improvvisa decisione, la sua forma astrale si inclin verticalmente e stette dritta davanti a noi. Stropicciandosi gli occhi come uno che si desta, ci fiss. "Allora vuoi lasciare il tuo corpo?" domandai. "S, detesto stare qui!" esclam con impeto. Ci guardammo reciprocamente. A me sembrava un uomo molto incompreso. Un uomo che, in Inghilterra, non avrebbe avuto successo, ma che nel Tibet non se ne sarebbe lasciata sfuggire l'occasione. Rise con irritazione: "Sicch tu vuoi il mio corpo! Bene, ti accorgerai dello sbaglio. In Inghilterra non conta quello che sai, conta chi conosci. Non riesco ad avere un lavoro, non riesco a ottenere neanche il sussidio di disoccupazione. Vedi tu se puoi far meglio!" "Calmati, amico," disse il vecchio lama "tu non sai con chi stai parlando. Pu darsi che sia stata la tua aggressivit a impedirti di trovare un impiego". "Dovrai farti crescere la barba," dissi "perch se occupo il tuo corpo, il mio gli sar presto sostituito e io devo portare la barba per nascondere le ferite alle mie mascelle. Puoi fartela crescere?" "S, signore," rispose "mi far crescere la barba". "Benissimo."

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dissi "Torner qui tra un mese e assumer il tuo corpo, dandoti la libert, in modo che il mio corpo possa in seguito rimpiazzare quello che prender. Dimmi," domandai "come sei stato avvicinato la prima volta dalla mia gente?" "Da molto tempo, signore," disse "detesto la vita in Inghilterra, la sua ingiustizia, i suoi favoritismi. Per tutta la vita mi sono interessato al Tibet e ai paesi dell'Estremo Oriente. Per tutta la vita ho fatto 'sogni' in cui vedevo, o mi sembrava di vedere, il Tibet, la Cina e altri paesi che non riconoscevo. Qualche tempo fa fui spinto da un impulso a cambiare il nome con un atto giuridico, cosa che ho fatto". "S." osservai "so tutto al riguardo, ma in che modo sei stato avvicinato recentemente, e che cosa hai visto?" Ci pens un po', poi disse: "Per raccontarvelo dovrei farlo a modo mio, e qualche informazione che posseggo sembra che sia errata se si tiene conto di quanto ho appreso ultimamente". "Benissimo," risposi " dimmelo a modo tuo e dopo potremmo correggere eventuali idee sbagliate. Devo arrivare a conoscerti meglio qualora debba prendere il tuo corpo, e questo uno dei modi per farlo". "Forse posso cominciare dal primo 'contatto' effettivo. Cos riesco meglio a raccogliere le mie idee. Rose Croft a Thames Ditton" incominci "era un posticino veramente grazioso. Era una casa arretrata rispetto alla strada, con un giardino sul davanti, un giardinetto, e uno molto pi grande sul retro. Sul lato posteriore della casa c'era un terrazzo da cui si godeva una bella vista da una parte all'altra della campagna. Di solito trascorrevo un sacco di tempo nel giardino, specie in quello sul davanti, perch era trascurato da un po' di tempo e io stavo cercando di metterlo in ordine. Si era lasciata crescere l'erba, tanto che era alta diversi piedi e quello di estirparla era diventato il problema principale. Ne avevo tagliato gi la met con un vecchio coltello indiano dei Gurkha. Era un lavoro faticoso perch dovevo mettermi sulle mani e sulle ginocchia, colpire l'erba con forza e affilare la lama su una pietra dopo qualche colpo. Mi interessavo anche di fotografia e da qualche tempo stavo cercando di riprendere un gufo che viveva su un vecchio abete l vicino, un abete tutto rivestito di edera rampicante. La mia attenzione venne distratta da qualcosa che svolazzava su un ramo non molto lontano dalla mia testa. Guardai su ed ebbi la grata sorpresa di scorgere un giovane gufo, che si agitava qua e l, avvinghiato al ramo e accecato dalla viva luce del sole. Senza far rumore posai il coltello che stavo usando e entrai in casa per andare a prendere una macchina fotografica. Con quella in mano e con l'otturatore pronto, tornai verso l'albero in silenzio, facendo pi piano possibile, mi arrampicai sul ramo. Mi muovevo lentamente con circospezione. L'uccello, incapace di vedermi in piena luce ma avvertendo la mia presenza, si allontan ancora di pi verso l'estremit del ramo. Io, senza pensare assolutamente al rischio, mi spostai sempre pi in avanti e a ogni mio movimento l'uccello si allontanava sempre pi finch non arriv quasi alla fine del ramo, che ormai si stava curvando troppo pericolosamente sotto il mio peso. Tutto a un tratto feci un movimento brusco, si ud uno schianto secco e la fragranza del legno ridotto in polvere. Il ramo era marcio e cedette sotto di me. Venni scaraventato a faccia in avanti verso terra. Mi parve di metterci un'eternit a cadere da quei pochi metri d'altezza. Mi ricordo che mai l'erba mi apparve pi verde, sembrava pi grande del naturale, riuscivo a scorgerne ogni singolo filo con i suoi piccoli insetti. Mi ricordo perfino che una piccola coccinella scapp via spaventata al mio arrivo, poi sopravvenne una luce colorata e poi divenne tutto nero. Non so quanto tempo rimasi sotto i rami del vecchio abete come una massa informe e senza vita, ma in un attimo mi resi conto che stavo guardando le cose con una percezione maggiore di quella che avevo avuto in precedenza. I colori erano nuovi e vivi in modo sbalorditivo. Mi alzai in piedi circospetto e mi guardai intorno. Stupefatto dall'orrore vidi che il mio corpo giaceva a terra. Non si vedeva sangue, c'era di sicuro la dimostrazione di un brutto bernoccolo proprio sopra la tempia destra. Ero pi che sconvolto, in quanto il corpo respirava rumorosamente e mostrava segni di grande sofferenza. 'La morte,' pensai 'sono morto; ormai non torner pi indietro'. Vidi una corda sottile come un filo di fumo che saliva dal corpo, dalla testa del corpo fino a me. La corda non si muoveva, non palpitava e mi sentii sopraffare dal panico. Mi chiesi cosa dovessi fare. Mi sembrava di aver messo le radici in quel punto per la paura, o forse per qualche altra ragione. Poi un movimento improvviso, l'unico movimento in quel mio strano mondo, attrasse il mio sguardo e per poco non urlai, o mi sarei messo a urlare se avessi avuto la voce. Camminando in mezzo all'erba mi si stava avvicinando la figura di un lama tibetano che indossava la veste color zafferano

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dell'Ordine Superiore. I suoi piedi erano a diversi pollici dal terreno e tuttavia veniva verso di me con calma. Lo guardai al colmo dello stupore. Venne verso di me con la mano tesa e sorridendo. Disse: 'Non hai nulla da temere. Qui non c' niente di cui preoccuparti'. Ebbi l'impressione che le sue parole appartenessero a una lingua diversa dalla mia, forse era tibetano, ma lo capivo, eppure non avevo udito alcun suono. Non c'era assolutamente alcun rumore. Non riuscivo a udire neanche il canto degli uccelli o il sibilo del vento fra gli alberi. 'S,' disse, indovinando i miei pensieri 'noi non usiamo la lingua parlata, bens la telepatia. Io ti sto parlando per mezzo della telepatia'. Ci guardammo l'un l'altro contemporaneamente e poi il corpo che giaceva a terra fra di noi. Il tibetano alz di nuovo lo sguardo su di me, sorrise e disse: 'Sei sorpreso della mia presenza? Sono qui perch sono stato attirato verso di te. Ho lasciato il mio corpo in questo particolare istante e sono stato attirato a te perch le tue particolari vibrazioni vitali sono un'armonica fondamentale di una persona per conto della quale agisco. Ecco perch sono venuto, sono venuto perch voglio il tuo corpo per una persona che deve continuare a vivere nel mondo Occidentale, in quanto ha da svolgere un compito che non tollera interferenze'. Lo guardai sbalordito. L'uomo era matto dicendo che voleva il mio corpo! Anch'io lo volevo, era il mio corpo. Non avrei permesso a nessuno di togliermi la mia propriet a quel modo. Ero stato scacciato dal veicolo fisico contro la mia volont e volevo tornarvi. Ma evidentemente il tibetano capt i miei pensieri. Disse: 'Quali prospettive hai? Disoccupazione, malattia, infelicit, un'esistenza mediocre in un ambiente mediocre, poi in un futuro non tanto lontano la morte e il dover ricominciare tutto daccapo. Hai fatto niente nella vita? Hai fatto niente da esserne orgoglioso? Riflettici'. Ci pensai bene, pensai al passato, alle frustrazioni alle incomprensioni, all'infelicit. Egli si intromise: 'Vorresti avere la soddisfazione di sapere che il tuo Karma stato cancellato, che tu hai contribuito a un'operazione di sommo vantaggio per l'umanit?' Dissi: 'Veramente, non ne so nulla, l'umanit non stata troppo buona nei miei riguardi. Perch dovrei preoccuparmene?' Lui disse: 'No, su questa Terra tu sei accecato nei riguardi della realt. Tu non sai quello che dici, ma con il trascorrere del tempo,. e in una sfera diversa, ti renderai conto delle occasioni che hai perduto. Voglio il tuo corpo per un altro'. Dissi: 'Beh, che cosa dovrei fare in questo caso? Non posso andarmene eternamente a zonzo come un fantasma, n possiamo avere tutti e due lo stesso corpo'. Vedete, io presi tutto questo assolutamente alla lettera. C'era in quell'uomo qualcosa che imponeva rispetto, qualcosa di assolutamente sincero. Io non misi in dubbio neanche per un momento che egli potesse prendere il mio corpo e lasciarmi andare in qualche altra parte, ma volevo saperne di pi, volevo conoscere ci che stavo per fare. Mi sorrise e in tono rassicurante disse: 'Tu, amico mio, avrai la tua ricompensa, tu ti sottrarrai al tuo Karma, tu andrai in una diversa sfera di attivit e i tuoi peccati saranno cancellati a causa di quanto stai facendo. Ma il tuo corpo non pu essere preso senza il tuo consenso'. Veramente l'idea non mi piaceva affatto. Avevo avuto il mio corpo per circa quarant'anni e mi ci sentivo abbastanza attaccato. Non mi piaceva l'idea che qualcuno prendesse il mio corpo e se lo portasse via. Inoltre, che avrebbe detto mia moglie, vivendo con un estraneo e non sapendone niente? Mi guard di nuovo e disse: 'Non hai alcun pensiero per l'umanit? Non sei desideroso di fare qualcosa per riscattare i tuoi errori, per dare uno scopo alla tua mediocre esistenza? Chi ci guadagna sarai tu. La persona per la quale agisco subentrer in questa tua difficile esistenza'. Mi guardai intorno, guardai il corpo che stava fra noi e pensai: 'Bene, che mi importa? E' stata una vita dura. Ne esco bene'. Allora dissi: 'Sta bene, fammi vedere in che posto andr, e se mi piace dir di s'. Istantaneamente ebbi una visione splendida, talmente splendida che non ci sono parole per descriverla. Ero pienamente soddisfatto e dissi che sarei stato disposto, molto disposto, ad avere la mia liberazione e ad andarmene il pi presto possibile". Il vecchio lama si fece una risatina e disse: "Dovevamo dirgli che non si trattava di una cosa rapida a quel punto, che tu saresti dovuto venire di persona prima di prendere una decisione definitiva. Dopo tutto, per lui si trattava di una piacevole liberazione, per te di sofferenze". Li guardai entrambi: "Benissimo," osservai alla fine "torner fra un mese. Se a quell'epoca avrai la barba, e se sei sicuro al di l di qualsiasi dubbio di volere andare sino in fondo, io ti liberer e ti far continuare il tuo viaggio". Sospir soddisfatto e un'espressione beata gli si diffuse sul volto, mentre si ritirava lentamente nel corpo fisico. Il vecchio lama e io ci sollevammo e tornammo nel Tibet. I

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messaggeri si addentrarono negli alti territori di montagna, diretti alla Nuova Dimora per portare la mia conferma scritta che avrei svolto il compito come veniva richiesto. Il tempo passava. Mi riposai molto, pi di quanto avessi mai fatto in precedenza nella vita. Poi, poco prima che il mese terminasse, poco prima che dovessi andare in Inghilterra, fui di nuovo convocato d'urgenza nella Terra della Luce Dorata. Seduto di fronte a tutti quegli Alti Personaggi, mi venne l'idea alquanto irriverente di trovarmi in una sala operativa come durante i giorni di guerra! Il mio pensiero venne captato dagli altri e uno di loro, sorridendo, disse: "Certo, sono istruzioni. E qual il nemico? La Potenza del Male, che vuole impedire che il nostro compito sia portato a termine". "Incontrerai molta opposizione e molta diffamazione." disse uno "Durante il passaggio i tuoi poteri metapsichici non saranno n alterati n perduti in nessun modo." disse un altro. "Questa la tua ultima Incarnazione." disse la mia amata Guida, il Lama Mingyar Dondup "Quando giungerai al termine di questa esistenza che stai adottando, tornerai allora a casa, da noi". Era tipico della mia Guida, pensai, concludere con una nota ottimistica. Proseguirono dicendomi che cosa stava per accadermi. Tre lama mi avrebbero accompagnato in Inghilterra in viaggio astrale e avrebbero eseguito praticamente l'operazione di separare l'uno dalla Corda d'Argento e di attaccarci l'altro io! La difficolt stava nel fatto che il mio corpo, tuttora nel Tibet, doveva rimanere collegato poich volevo che le 'molecole della mia carne' venissero successivamente trasferite. Cos tornai sul mondo e insieme a tre compagni mi diressi verso l'Inghilterra in stato astrale. L'uomo stava aspettando: "Sono deciso ad andare fino in fondo." disse. Uno dei lama che era con me si rivolse all'uomo e disse: "Devi lasciarti cadere con violenza da quell'albero, come successe la prima volta che ti abbiamo avvicinato. Devi subire una scossa dura, perch la tua Corda saldamente attaccata". L'uomo si sollev a pochi piedi di altezza dal suolo e poi si lasci andare, cadendo a terra con un tonfo soddisfacente. Per un attimo sembr che il Tempo stesso si arrestasse. Un'auto che era passata velocemente si ferm di botto, un uccello in pieno volo si ferm improvvisamente... e rimase in aria. Un cavallo che trainava un furgone si arrest con due zampe sollevate e non cadde. Poi, il movimento rientr nella nostra facolt percettiva. L'auto si rimise in moto di scatto, a una velocit di circa 35 miglia orarie. Il cavallo part al trotto, l'uccello che si librava in alto riprese il suo volo. Le foglie stormirono e l'erba si incresp in piccole onde al soffio del vento. Dirimpetto, davanti al locale Cottage Hospital, arriv un'ambulanza e si ferm. Ne scesero due infermieri, si diressero verso la parte posteriore e tirarono fuori una barella su cui c'era una vecchia. Con comodo gli uomini manovrarono per mettersi in posizione e la portarono dentro l'ospedale. "Ah!" disse l'uomo "Lei va all'ospedale, io vado verso la libert". Guard su e gi per la strada, poi disse: "Mia moglie, lei sa tutto di questa faccenda. Gliel'ho spiegato e lei d'accordo". Lanci un'occhiata alla casa e precis: "Quella la sua stanza, la tua l. Adesso sono pi che pronto". Uno dei lama afferr la forma astrale dell'uomo e fece scivolare una mano lungo la Corda d'Argento. Sembrava che la stesse legando come si lega il cordone ombelicale di un bambino appena nato "Pronti!" disse uno dei sacerdoti. L'uomo, liberato dalla sua Corda di collegamento, fluttu via insieme al sacerdote che lo assisteva. Io avvertii un dolore bruciante, un tormento assoluto che non voglio pi provare, poi il lama pi anziano disse: "Lobsang, riesci a entrare in quel corpo? Ti aiuteremo". Il mondo spar nel buio. Ci fu una sensazione di vischiosit rossonera, una sensazione di soffocamento. Sentivo che venivo compresso, imprigionato in qualcosa di troppo piccolo per me. Esplorai qua e l nell'interno del corpo, sentendomi come un pilota cieco in un aeroplano molto complicato, che si chiede come farlo funzionare. "Che succeder se adesso faccio fiasco?" pensai tra me miseramente. Preso dalla disperazione, toccai e andai a tentoni. Alla fine vidi dei guizzi rossi, poi qualcosa di verde. Rassicurato, intensificai i miei sforzi e poi fu come aprire una tenda. Riuscivo a vedere! La mia vista era esattamente quella di prima, potevo vedere le aure delle persone che passavano per la strada. Ma non potevo muovermi. I due lama stavano in piedi accanto a me. Da quel momento in poi, come dovevo constatare, riuscii a vedere tanto le figure astrali che quelle fisiche. Potevo inoltre tenermi anche pi in contatto con i miei compagni nel Tibet. I due lama stavano esaminando preoccupati il mio stato di rigidit, la mia incapacit di muovermi. Disperatamente mi sforzai pi volte, rimproverandomi aspramente per non aver cercato di scoprire e di controllare alcuna. differenza

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tra un corpo orientale e uno occidentale. "Lobsang! Le tue dita si contraggono!" mi fece notare uno dei lama. Esaminai la situazione e feci esperimenti con urgenza. Un movimento sbagliato provoc una momentanea cecit. Con l'aiuto dei lama uscii di nuovo dal corpo, lo guardai e vi rientrai con cautela. Questa volta ebbi pi successo. Potevo vedere, potevo muovere un braccio e una gamba. Con uno sforzo immenso mi alzai sulle ginocchia, vacillai, barcollai e ricaddi bocconi. Come se stessi sollevando l'intero peso del mondo, mi alzai in piedi tremando. Dalla casa usc di corsa una donna, che chiese: "Che hai fatto, adesso? Dovresti venire dentro e metterti sdraiato". Mi guard e sul volto le si dipinse un'espressione allarmata, tanto che per un momento credetti che si mettesse a urlare per un attacco isterico. Si domin, mi mise un braccio intorno alle spalle e mi aiut a superare il tratto erboso. Un viottolo di ghiaia, un gradino di pietra, poi varcammo una porta di legno ed entrammo in un piccolo ingresso. Da qui in poi fu veramente difficile, perch c'erano molti gradini da salire e io ero ancora molto insicuro e molto impacciato nei miei movimenti. La casa in realt era formata da due appartamenti e quello che dovevo occupare io era di sopra. Sembrava una cosa molto strana entrare in una casa inglese in quel modo, arrampicarsi sui gradini piuttosto ripidi, reggersi alla ringhiera per evitare di cadere all'indietro. Avevo l'impressione che i miei arti fossero simili alla gomma, come se non ne avessi il pieno controllo, il che era esatto, in quanto mi ci vollero alcuni giorni per acquistare la completa padronanza di quel corpo nuovo ed estraneo. I due lama indugiarono vicino a me, mostrandosi molto preoccupati, ma naturalmente non c'era nulla che potessero fare. Presto mi lasciarono, promettendomi di tornare nelle ore piccole notturne. Entrai lentamente nella camera da letto a me destinata, incespicando come un sonnambulo, muovendomi a scatti come un fantoccio meccanico. Con un senso di sollievo mi buttai sul letto. Almeno, mi consolai, adesso non posso cadere! Le finestre davano sia sulla parte anteriore che su quella posteriore della casa. Girando la testa verso destra potevo gettare lo sguardo sul giardinetto di fronte, sulla strada, sul piccolo Cottage Hospital dall'altra parte, una visione che nelle mie attuali condizioni non trovavo confortevole. Sull'altro lato della camera c'era la finestra da cui, girando la testa a sinistra, potevo vedere l'estensione del giardino pi grande. Era trascurato, vi cresceva erba comune ammassata come in un pascolo. Alcuni cespugli separavano il giardino di una casa da quella accanto. All'estremit del tratto erboso vi era una frangia di alberi sparpagliati e una recinzione di filo spinato. Al di l potevo scorgere i contorni di costruzioni rurali e un branco di mucche che pascolava nelle vicinanze. Fuori dalla finestra potevo udire delle voci, ma erano delle voci talmente 'inglesi' che mi riusciva quasi impossibile capire di cosa si parlasse. L'inglese che avevo sentito prima era stato per lo pi americano e canadese, mentre qui lo strano accento di questi uomini dalle cravatte coi colori delle loro scuole o associazioni mi confondeva. Mi resi conto che avevo difficolt nel parlare. Quando ci provavo emettevo soltanto un sordo gracidio. Le mie corde vocali sembravano ingrossate, strane. Imparai a parlare lentamente e a preparare quello che stavo per dire. Tendevo a dire 'cha' invece di 'J', pronunciando 'chon' per John ed errori simili. A volte mi riusciva difficile capire ci che io stesso stavo dicendo! Quella notte i lama tornarono di nuovo in viaggio astrale e scacciarono allegramente il mio abbattimento dicendoti che ormai per me il viaggio astrale sarebbe stato ancora pi facile. Mi parlarono inoltre del mio corpo vuoto tibetano conservato al sicuro in una bara di pietra, sotto la continua sorveglianza di tre monaci. Le ricerche compiute nell'antica letteratura, mi dissero, dimostravano che sarebbe stato facile farmi riprendere il mio corpo, ma che il trasferimento completo avrebbe richiesto un po' pi di tempo. Per tre giorni rimasi nella mia camera, a riposare, a esercitarmi nei movimenti e ad assuefarmi al cambiamento di vita. La sera del terzo giorno camminai barcollando nel giardino per controllare il corpo, anche se inspiegabilmente in certi momenti un braccio o una gamba non ubbidivano ai miei ordini. 3-80 In tutta la storia contenuta in tutte le grandi opere religiose del mondo si sono avute versioni alle quali qualcuno ha prestato fede, ma che altri, dotati di maggior discernimento, hanno considerato come leggende, leggende destinate a nascondere una determinata conoscenza che non doveva capitare per caso a nessuna persona indegna, perch una conoscenza del genere pu essere pericolosa in simili mani. Tale la storia o la leggenda di Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden,

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in cui Eva fu tentata da un serpente e in cui lei mangi il frutto colto dall'Albero della Conoscenza; essendo poi stati tentati dal serpente e avendo mangiato il frutto dell'Albero della Conoscenza, si guardarono l'un l'altro con insistenza e si accorsero di essere nudi. Avendo conseguito questa conoscenza proibita, non fu pi loro consentito di rimanere nel Giardino dell'Eden. Beninteso, il Giardino dell'Eden quella beata terra dell'ignoranza, dove non si ha paura di niente perch non si capisce niente, dove si imbecilli a tutti gli effetti. Ma ecco qui la versione pi esoterica della storia. "Un uomo e una donna non sono soltanto e semplicemente una massa di protoplasma, di carne tenuta in piedi da uno scheletro osseo. L'uomo , o pu essere, una cosa molto pi importante di quella. Qui su questa Terra non siamo altro che dei fantocci del nostro Super-Io, quel Super-Io che provvisoriamente risiede nella sfera astrale e che si procura esperienza attraverso il corpo di carne che il fantoccio, lo strumento di quello astrale. I fisiologi hanno sezionato il corpo dell'uomo e hanno ridotto ogni cosa a una massa di carne e ossa. Possono discutere di questo o di quell'osso, possono discutere dei vari organi, ma sono tutte cose materiali. Essi non hanno scoperto, n hanno mai tentato di scoprire, le cose pi segrete, le cose intangibili, le cose che indiani, cinesi e tibetani conoscono da secoli e secoli prima del cristianesimo. La colonna vertebrale veramente una struttura importante. Essa ospita il midollo spinale, senza il quale si paralizzati, senza il quale si inutili come esseri umani. Ma la colonna vertebrale ancora pi importante. Proprio nel centro del nervo spinale, il midollo spinale un tubo che si estende in un'altra dimensione. E' un tubo su cui la forza, nota come la Kundalini, una volta destata, si pu propagare. Alla base della colonna vertebrale si trova quello che gli Orientali chiamano il Fuoco del Serpente. E' la sede stessa della vita. Nell'Occidentale di tipo medio questa forza inattiva, addormentata, quasi paralizzata dal disuso. In effetti come un serpente attorcigliato alla base della colonna vertebrale, un serpente dal potere immenso, che tuttavia, per svariati motivi, non pu per il momento fuggire dai suoi confini. Questa figura mitica di serpente nota come Kundalini: negli Orientali che ne sono consapevoli la forza del serpente pu salire attraverso il canale del nervo spinale, salire dritto fino al cervello e oltre, arrivando fino alla sfera astrale. Man mano che sale, la sua poderosa energia rende attivo ciascuno dei chakra, o centri di forza, quali l'ombelico, la gola e diverse altre parti. Quando questi centri si destano, una persona diventa piena di vitalit, potente, dominante. Avendo il completo controllo della forza del serpente, possibile compiere quasi tutto. E' possibile spostare le montagne, o camminare sull'acqua, levitare, oppure lasciarsi seppellire nella terra in una cassa sigillata da cui si uscirebbe vivi in qualsiasi determinato momento. Cos la leggenda ci dice che Eva fu tentata da un serpente. In altre parole, in qualche modo Eva riusc a sapere qualcosa in merito alla Kundalini. Ella fu in grado di sciogliere il potere del serpente attorcigliato alla base della sua colonna vertebrale, e quello si alz e si sollev attraverso la colonna vertebrale, dest il suo cervello e le diede la conoscenza. Ecco perch nel racconto si pu affermare che ella si cib dell'Albero della Conoscenza, ovvero del frutto di quest'ultimo. Ella ottenne questa conoscenza, grazie alla quale poteva vedere l'aura, la forza che circonda il corpo umano. Ella poteva vedere l'aura di Adamo, i suoi pensieri e le sue intenzioni, e anche Adamo, essendo tentato da Eva, ottenne il risveglio della sua Kundalini, sicch egli poi pot vedere Eva come ella era. La verit che ciascuno guardava fisso l'aura dell'altro, scorgendo la nuda forma astrale dell'altro, la forma liberata dal corpo umano, sicch poteva vedere tutti i pensieri dell'altro, tutti i suoi desideri, tutta la sua conoscenza, che non doveva corrispondere al livello evolutivo di Adamo e Eva. Gli antichi sacerdoti sapevano che sotto determinate condizioni l'aura era visibile, essi sapevano che la Kundalini poteva essere ridestata dal sesso. Cos in tempi remoti i sacerdoti insegnarono che il sesso era peccaminoso, che il sesso era la radice di tutti i mali, e poich Eva tent Adamo il sesso fu la rovina del mondo. Essi insegnarono questo perch a volte, come ho detto, il sesso pu stimolare la Kundalini che nella maggior parte delle persone se ne sta inerte alla base della colonna vertebrale. La forza della Kundalini attorcigliata gi in basso, una forza formidabile, che dal modo in cui avvolta a spirale rassomiglia a una molla d'orologio. Come una molla d'orologio che si srotola improvvisamente, pu arrecare danno. Questa forza particolare situata alla base della colonna vertebrale e in parte, in effetti, dentro gli organi della riproduzione. Gli Orientali se ne rendono

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conto; alcuni induisti si servono del sesso nelle loro cerimonie religiose. Usano una diversa forma di manifestazione sessuale, nonch una diversa posizione sessuale per ottenere risultati specifici, e questi risultati li ottengono. Gli antichi, secoli e secoli fa, adoravano il sesso. Si interessavano del culto fallico. Nei templi si celebravano determinate cerimonie che facevano rivivere la Kundalini e questa, a sua volta, dotava una persona di chiaroveggenza, di telepatia e di molti altri poteri esoterici. Il sesso usato a proposito e in un certo modo nell'amore pu suscitare le vibrazioni di una persona. Pu far s che quello che gli Orientali definiscono il Fiore di Loto si apra e abbracci il mondo dello spirito. Pu far s che la Kundalini agiti e ridesti determinati centri. Ma non si deve mai approfittare del sesso e della Kundalini. L'uno deve completare e integrare l'altra. Quelle religioni che affermano che tra marito e moglie non debbano esserci rapporti sessuali commettono un deplorevole errore. Questa tesi spesso patrocinata da molti dei culti pi discutibili della religione cristiana. I cattolici si accostano pi alla verit quando raccomandano che marito e moglie abbiano esperienze sessuali, ma i cattolici lo sostengono ciecamente, senza conoscerne il motivo e credendo che serva semplicemente alla procreazione dei figli, cosa che non lo scopo principale del sesso, quantunque la maggior parte della gente ne sia convinta. Quindi, queste religioni che affermano che non si debbano avere esperienze sessuali cercano di respingere l'evoluzione dell'individuo e quella della razza. Nel caso dell'uomo, quando la Kundalini si ridesta, quando il Fuoco del Serpente d segno di vita, allora le molecole del corpo si rivolgono tutte in un'unica direzione, grazie alla forza della Kundalini, che, risvegliandosi, ha spinto le molecole in quella direzione. Allora il corpo umano palpita tutto di vita e di salute, acquista la potenza della conoscenza, pu vedere tutto. Esistono diversi sistemi per ridestare del tutto la Kundalini, ma non vi si deve ricorrere tranne che per quelli che sono adeguatamente evoluti, poich l'immenso potere e il dominio sugli altri che comporterebbe un risveglio completo darebbero la possibilit di approfittarne e di usarli a fini malvagi. Tuttavia la Kundalini pu essere ridestata in parte e pu dare vita a determinati centri per mezzo dell'amore fra due sposi. Raggiungendo l'estasi autentica dei rapporti sessuali, le molecole del corpo si dispongono in modo tale che molte di esse si rivolgono in un'unica direzione e i soggetti interessati acquistano una grande potenza dinamica. Quando sar eliminata ogni forma di falso pudore e di falsi insegnamenti riguardo al sesso, allora l'Uomo si lever ancora una volta come un grande essere, ancora una volta l'Uomo sar in grado di prendere il suo posto di viaggiatore delle stelle". 3-125 "Nella maggior parte delle religioni si crede che ciascuna persona abbia un angelo custode o qualcuno che la sorvegli. Anche questo vero, ma l'angelo custode siamo noi stessi, l'alter-ego, l'alter-ego che si trova sulla parte opposta della vita. Pochissime persone possono vedere questo angelo, questo loro custode, mentre stanno sulla Terra, ma coloro che possono sono in grado di descriverlo dettagliatamente. Questo custode (dobbiamo dargli un nome, quindi chiamiamolo custode) non ha un corpo fisico come lo abbiamo noi sulla Terra. Ha un'apparenza spettrale; a volte un chiaroveggente lo vedr come una scintillante figura azzurra pi grande del normale e collegata con il corpo fisico da quella che nota come Corda d'Argento, quella Corda che palpita e luccica di vita mentre trasmette messaggi dall'uno all'altro. Questo custode non possiede corpo come quello esistente sulla Terra, eppure sempre in grado di compiere ci che il corpo terrestre pu fare, senza contare che esso pu fare molte pi cose ancora che il corpo terrestre non riesce a fare. Per esempio, il custode pu recarsi in un baleno in qualsiasi parte del mondo. E' il custode che viaggia nella sfera astrale e ritrasmette al corpo attraverso la Corda d'Argento quanto occorre. Quando pregate, vi rivolgete a voi stessi, al vostro alter-ego, al vostro Super-Io. Se sapessimo esattamente come pregare, invieremmo quella preghiera attraverso la Corda d'Argento, perch la linea telefonica di cui ci serviamo davvero una specie di strumento molto difettoso, e noi dobbiamo ripeterci allo scopo di assicurarci che il messaggio giunga a destinazione. Sicch, quando pregate, fatelo come parlereste tramite una linea interurbana molto distante, parlate con assoluta chiarezza e pensate effettivamente a quanto state dicendo. Il difetto, debbo aggiungere, sta qui con noi su questo mondo, sta con il corpo imperfetto che possediamo su questo mondo, la colpa non del nostro custode. Pregate usando un linguaggio semplice, assicurandovi che le

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vostre richieste siano sempre positive e mai negative. Avendo concepito che la vostra preghiera sia assolutamente positiva e assolutamente esente da qualsiasi eventualit di fraintendimento, ripetete quella preghiera almeno tre volte. Facciamo un esempio: supponendo che abbiate una persona che malata e che soffra, e che vogliate farci qualcosa; dovete pregare per il sollievo delle sofferenze di quella persona. Dovete pregare tre volte, ogni volta pronunciando esattamente la stessa cosa. Dovete raffigurarvi quella figura indistinta, quella figura inconsistente, che di fatto si reca nella casa dell'altra persona, seguendo il percorso che voi stessi seguireste, entrando nella casa, poggiando le mani su quella persona ed effettuando cos una guarigione. ripetete questo quante volte necessario e, se credete, veramente, ci sar allora un miglioramento. Per quanto riguarda una guarigione completa, ebbene, se una persona subisce l'amputazione di una gamba, nessuna preghiera gliela restituir. Ma se una persona affetta da cancro o da una grave malattia, questa pu essere arrestata. E' logico che minore la gravit del disturbo, pi facile effettuare la guarigione. Tutti sono a conoscenza dei documenti che parlano di guarigioni miracolose avutesi in tutto il corso della storia del mondo. Lourdes e molti altri luoghi sono celebri per le loro guarigioni, guarigioni che sono state compiute dall'alter-ego, dal custode della persona interessata in concomitanza con la fama della localit. Per esempio, Lourdes nota in tutto il mondo come un luogo di guarigioni miracolose, perci la gente vi si reca avendo piena fiducia che sar guarita, e spesso quella fiducia viene trasmessa al custode di quella persona, motivo per cui una guarigione si effettua con estrema facilit. Alcuni sono convinti che sia un angelo o un santo, oppure qualche antica reliquia di un santo, a compiere la guarigione, mentre in realt ciascuno cura se stesso, e qualora un guaritore si metta in contatto con una persona malata con l'intento di guarirla, allora una guarigione viene effettuata soltanto attraverso il custode di quella persona malata. 3-127 Allora pregate appartandovi nella vostra stanza riservata, forse nella vostra camera da letto. Dovete mettervi nella posizione pi rilassata che riuscite a trovare, preferibilmente con i piedi uniti e le dita allacciate, non nel consueto atteggiamento della preghiera, bens con le dita concatenate. In quel modo mantenete e ampliate il circuito magnetico del corpo, mentre l'aura diviene pi forte e la Corda d'Argento in grado di trasmettere messaggi con maggior precisione. Allora, avendo assunto la posizione giusta e la giusta disposizione d'animo, dovete pregare. Poi per qualche istante rimanete nella vostra posizione rilassata e raffiguratevi voi stessi avvolti nella sagoma indistinta del vostro corpo. Ripeto, se credete, otterrete dei risultati. Permettete tuttavia che vi dia un avvertimento molto importante. In questo modo non potete accrescere le vostre ricchezze. Nelle scienze occulte esiste un'antichissima legge che impedisce a una persona di trarre profitto dalle preghiere per guadagno personale. Non potete farlo per voi stessi, a meno che non serva per aiutare gli altri e a meno che non siate sinceramente convinti che servir per aiutare gli altri. Io vi dico che se usate il potere della preghiera nel modo giusto, senza pensare di approfittarne, senza pensare ad autoesaltarvi, allora voi avete messo sotto controllo uno dei pi grandi poteri della Terra, una forza talmente grande che, nel caso in cui solo poche persone sincere si raccogliessero insieme e pregassero per la pace, allora la pace verrebbe, mentre le guerre e le intenzioni di fare le guerre sparirebbero. 3-131 "I sacerdoti Egizi possedevano una scienza, che nel mondo d'oggi si perduta, la scienza di creare Forme-Pensiero per svolgere compiti che esulano dalla capacit del corpo umano. Ma non fa nulla che quella scienza sia stata perduta, perch chiunque abbia un po' di pratica e un po' di perseveranza, pu creare una forma di pensiero che agir per il bene o per il male. L'Uomo effettivamente il condottiero della sua anima. L'Uomo per nove decimi subcosciente, il che significa che soltanto un decimo dell'Uomo cosciente. Soltanto un decimo del potenziale dell'uomo soggetto agli ordini della sua volont. Gli egiziani dell'epoca faraonica conoscevano bene il potere del subcosciente. Essi seppellivano i loro Faraoni in sepolcri profondi, e servendosi delle loro arti e della loro conoscenza dell'umanit facevano i loro incantesimi. Creavano Forme-Pensiero che vigilavano i sepolcri dei Faraoni defunti e impedivano l'ingresso agli intrusi, sotto pena di terribili malattie. Voi potete creare Forme-Pensiero a fin di bene, ma siate sicuri che siano a fin di bene perch una Forma-Pensiero non pu fare distinzioni fra il bene e il male. Essa agir in entrambi i sensi, ma la Forma-Pensiero malvagia si vendicher del suo

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creatore. La storia di Aladino in effetti la storia di una Forma-Pensiero che venne evocata. Si basa su una delle pi antiche leggende cinesi, di quelle leggende che sono letteralmente autentiche. L'immaginazione la forza pi grande che esista sulla Terra. Purtroppo l'immaginazione gode di una cattiva reputazione. Se si usa la parola 'immaginazione', automaticamente si pensa a una persona frustrata preda di tendenze nevrotiche, mentre invece nulla potrebbe essere pi lontano dalla verit. Tutti i grandi artisti, tutti i grandi pittori, nonch i grandi scrittori, debbono possedere una immaginazione brillante, controllata, altrimenti non potrebbero raffigurarsi la cosa compiuta che essi stanno cercando di creare. Se nella vita quotidiana noi potessimo sfruttare l'immaginazione, compiremmo allora quelli che ora consideriamo miracoli. Quella persona pu essere guarita, qualora si crei una Forma-Pensiero che si metta in contatto con il Super-Io della persona malata e lo aiuti a materializzarsi per creare nuove parti. In tal modo una persona sofferente di una forma di diabete potrebbe, con l'aiuto adatto, ricostituire le parti guaste del pancreas che hanno provocato la malattia. In che modo possiamo creare una Forma-Pensiero? Ebbene, facile. Adesso ne parleremo. Per prima cosa si deve stabilire ci che si vuole realizzare e essere sicuri che serva a fin di bene. Poi si deve chiamare in causa l'immaginazione, si deve prevedere con precisione il risultato cui si vuole giungere. Supponiamo che una persona sia malata e che la malattia si sia diffusa su un organo. Se ci accingiamo a creare una Forma-Pensiero che giover, dobbiamo figurarci con precisione la persona che ci sta davanti. Dobbiamo cercare di figurarci l'organo malato. Avendo davanti a noi una visione pittorica dell'organo malato, dobbiamo raffigurarcelo mentre guarisce gradatamente e dobbiamo trasmettere una affermazione positiva. Sicch noi creiamo questa Forma-Pensiero figurandoci la persona, immaginiamo che la Forma-Pensiero stia a fianco della persona sofferente e, servendosi di poteri paranormali, penetri all'interno del corpo di quella persona malata e faccia s che la malattia scompaia con un contatto curativo. In tutti i momenti dobbiamo parlare con la Forma-Pensiero che abbiamo creato con voce ferma e inequivocabile. In qualsiasi momento non deve esserci alcun sospetto di negativit n di indecisione. Dobbiamo esprimerci nel linguaggio pi semplice possibile e nel modo pi diretto possibile. Dobbiamo parlare come parleremmo a un bambino molto ritardato, perch questa Forma-Pensiero non ragiona, ma in grado di accettare soltanto un ordine diretto o una semplice affermazione. Nel caso che in un organo vi sia una lesione, dobbiamo dire a quella Forma di Pensiero: 'Adesso tu guarirai questo o quell'organo. Il tessuto si sta saldando'. Dovreste ripeterlo svariate volte al giorno e se vi raffigurate la vostra Forma-Pensiero realmente in azione, allora essa si metter davvero in azione. Funzionava con gli egiziani, pu funzionare oggi. Esistono molti casi accertati di sepolcri frequentati da una figura spettrale. Ci accade perch o i defunti, o altri, hanno pensato con tanta intensit da creare realmente una figura di ectoplasma. Gli egiziani dell'epoca faraonica seppellivano il corpo imbalsamato del Faraone, ma adottavano misure estreme affinch le loro Forme-Pensiero restassero in vita anche a distanza di migliaia di anni. Essi ammazzavano gli schiavi lentamente, con dolore, dicendo loro che avrebbero ottenuto sollievo nell'aldil se morendo avessero fornito la sostanza occorrente con cui creare una Forma-Pensiero consistente. I documenti archeologici hanno da tempo dimostrato la fondatezza di fantasmi e di guarigioni nelle tombe, e tutto ci semplicemente il risultato di leggi assolutamente naturali, assolutamente normali. Le FormePensiero possono essere create da chiunque abbia soltanto un po' di pratica, ma dovete innanzi tutto e in ogni momento concentrarvi sul bene nelle vostre Forme-Pensiero, poich se cercate di creare una forma malvagia, allora state sicuri che la Forma-Pensiero si rivolger contro di voi e vi provocher il danno pi grave nella condizione fisica, in quella mentale o in quella astrale.

POTERI PARANORMALI

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Da molti mesi i lama pi fidati, fungendo da umili facchini, percorrevano a fatica centinaia di miglia da Lhasa trasportando gli antichi Segreti fin dove essi sarebbero stati per sempre al sicuro dai vandali cinesi e dal tradimento dei comunisti tibetani. Inoltre qui, con infinita fatica e sofferenza, erano state portate le Figure Auree, delle Incarnazioni antecedenti, affinch fossero sistemate e venerate nel cuore di una montagna. Gli Oggetti Consacrati, le antichissime scritture e i sacerdoti pi venerandi e pi dotti erano qui al sicuro. Da anni, in piena consapevolezza dell'imminente invasione cinese, Abati leali si riunivano periodicamente in solenne conclave per esaminare e selezionare coloro che sarebbero andati nella Nuova Dimora a grande distanza. Ogni prete fu sottoposto a prova, a sua insaputa, e venne vagliato in modo da scegliere soltanto i pi capaci e i pi spiritualmente progrediti. Uomini con un addestramento e una fede tali da poter affrontare, se necessario, le peggiori torture da parte dei cinesi, senza lasciarsi sfuggire informazioni di vitale importanza. Sicch, alla fine, erano giunti nella loro nuova dimora, venendo da una Lhasa infestata dai comunisti. Nessun aereo con un carico di armi avrebbe volato a quelle altezze. Nessun esercito nemico avrebbe potuto resistere in quella terra arida, in quella terra priva di suolo coltivabile, rocciosa e infida, dove i massi cambiano posizione e si spalancano baratri. Una terra cos elevata, cos scarsa d'ossigeno, che soltanto robusti montanari potrebbero respirarvi. Qui, per lo meno, nel santuario delle montagne, c'era la Pace, la pace in cui lavorare per tutelare l'avvenire, per custodire l'Antica Conoscenza, nonch per prepararsi per il momento in cui il Tibet sarebbe sorto di nuovo e si sarebbe liberato dei suoi aggressori. Per secoli e secoli i tunnel e le caverne erano rimasti privi di vita, desolati e vuoti, noti soltanto ai lama che effettuavano viaggi astrali e che, quindi, potevano andare ovunque e vedere tutto. I viaggiatori astrali avevano perlustrato il paese in cerca di un rifugio del genere. Adesso, con il Terrore che avanzava sinistramente nel Tibet, gli antichi passaggi erano abitati dalla lite di un popolo spirituale, un popolo destinato a risorgere a tempo debito. Mentre i primi monaci accuratamente selezionati si incamminavano verso nord, per rendere abitabile l'interno della viva roccia, altri rimasti a Lhasa imballavano le cose pi preziose e si apprestavano a partire senza dare nell'occhio. Dalle lamaserie e dalle comunit di monache affluiva il sottile rivolo dei prescelti. A gruppetti, con la protezione delle tenebre, viaggiavano fino a un lontano lago, in riva al quale si accampavano in attesa degli altri. Nella 'nuova dimora' era stato fondato un Nuovo Ordine, la Scuola della Preservazione della Conoscenza, e l'Abate che ne era responsabile, un vecchio e saggio monaco ultracentenario, aveva compiuto il viaggio con inaudita sofferenza fino alle caverne all'interno della montagna. Insieme a lui avevano viaggiato i pi saggi della terra, i Lama Telepatici, i Chiaroveggenti e i Sapienti del Grande Ricordo. Lentamente, per molti mesi, si erano fatti strada salendo sempre pi sulle catene montuose, in cui l'aria diventa sempre pi rarefatta con l'aumentare dell'altezza. Finalmente giunsero a destinazione, ridotti a un numero sparuto, in quanto molti erano precipitati lungo la strada. A poco a poco si abituarono al mutamento della loro esistenza. Gli Amanuensi scrissero diligentemente il resoconto del loro viaggio, poi gli Incisori prepararono lentamente le tavolette per stampare a mano i libri. I Chiaroveggenti scrutarono il futuro, predicendo l'avvenire del Tibet e di altri paesi. Questi uomini, estremamente puri, erano in contatto con il Cosmo, con la Cronaca dell'Akasha, la Cronaca che ci rivela tutto il passato, l'immediato presente dappertutto e tutte le probabilit del futuro. Anche i Telepati erano occupati a inviare messaggi agli altri rimasti nel Tibet, tenendosi telepaticamente in contatto con gli appartenenti al loro Ordine ovunque fossero, tenendosi in contatto con Me! "Lobsang. Lobsang!". Il pensiero mi ritorn nella testa, strappandomi dal mio sogno a occhi aperti. Mi rilassai subito, sedendomi nella posizione del Loto, aprendo la mia mente e mettendo il mio corpo a suo agio. Poi aspettai, pronto a ricevere messaggi telepatici. Per un po' non accadde nulla, soltanto un delicato sondaggio, come se 'Qualcuno' stesse guardando per mezzo dei miei occhi e vedesse. Ma che cosa? Il fangoso Detroit River, gli alti grattacieli della citt di Detroit. Il calendario di fronte a me diceva che era il 9 aprile del 1960. Ancora niente. Bruscamente, come se 'Qualcuno' avesse preso una decisione, la Voce si fece riudire. "Lobsang! Tu hai sofferto molto. Ti sei comportato bene, ma non c' tempo per compiacercene. C' ancora un incarico per te". Ci fu una pausa, come se l'Oratore fosse stato interrotto inaspettatamente, sicch attesi con la morte nel

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cuore e al colmo dell'inquietudine. "Lobsang! La nostra decisione presa. E' venuta l'ora che tu ti rimetta a scrivere. Il prossimo libro sar di vitale importanza. Devi scrivere mettendo in evidenza un unico tema, quello di una persona che pu subentrare nel corpo di un'altra, con il pieno consenso di quest'ultima. Lobsang!" Adesso la voce telepatica aveva assunto un tono molto duro, la cui asprezza urtante fu come una scossa elettrica per il mio cervello intontito. "Lobsang! Noi siamo in grado di giudicare meglio di te; tu ti lasci irretire dalle trappole dell'Occidente. Noi possiamo stare in disparte e valutare. Tu non disponi d'altro che di notizie locali, noi disponiamo del mondo". Tu hai sofferto molto e ingiustamente, ma stato per una buona causa. Il tuo precedente lavoro ha arrecato molto beneficio a diverse persone, ma tu sei ancora malato e il tuo giudizio titubante e distorto riguardo all'argomento del prossimo libro". Mentre ascoltavo, allungai la mano per prendere il mio secolare cristallo e lo tenni davanti a me sul suo opaco panno nero. Immediatamente il vetro si appann e divent bianco come il latte. Comparve una fenditura e le candide nuvole si separarono, come quando si aprono le tende per far entrare la luce dell'alba. Vedevo e nello stesso tempo udivo. Ebbi una visione lontana del torreggiante Himalaya, con le sue cime ammantate di neve, seguita da una sensazione acuta di cadere, talmente reale che sentii lo stomaco salirmi dentro. Il paesaggio si ampli, ed ecco quindi la Caverna, la Nuova Dimora della Conoscenza. Vidi un Patriarca Anziano, un personaggio molto vecchio, seduto su un tappeto ripiegato di lana di yak. Sebbene fosse un Alto Abate, indossava con semplicit una veste scolorita e malridotta, che sembrava vecchia quasi quanto lui. La sua testa alta e con la fronte prominente riluceva come pergamena antica, mentre la pelle delle sue vecchie mani rugose copriva a stento le ossa da cui era sostenuta. Era un personaggio venerando, dotato di una forte aura di potenza e della inesprimibile serenit data dalla vera conoscenza. Attorno a lui, in un cerchio di cui lui era il centro, sedevano sette lama di grado elevato, nell'atteggiamento della meditazione, tenendo le palme rivolte in su e le dita intrecciate nella stretta simbolica che risale a tempi immemorabili. Le loro teste, leggermente inclinate, erano tutte rivolte verso di me. Nel mio cristallo era come se mi trovassi nella stessa camera vulcanica insieme a loro, come se io stessi in piedi dinanzi a loro. Conversammo come se fossimo quasi in contatto fisico. "Sei molto maturato" disse uno "I tuoi libri hanno apportato gioia e luce a molti, non abbatterti per colpa dei pochi che sono gelosi e mal disposti" disse un altro. "Stiamo perdendo tempo ed energia", disse il Patriarca Anziano. Soffre internamente di cuore e su di lui incombe l'ombra dell'Altro Mondo. Non dobbiamo pretendere troppo dalle sue forze n dalla sua salute, perch egli ha chiaro davanti a s il compito che gli spetta". Ci fu di nuovo silenzio. Stavolta era un silenzio salutare, mentre i Lama Telepatici versavano dentro di me energia vitale, energia di cui spesso ero carente da quando avevo avuto il mio secondo attacco di trombosi coronarica. Il quadro che mi stava di fronte, un quadro di cui mi sembrava di far parte, divent ancora pi luminoso, quasi pi luminoso della realt. Poi l'Anziano sollev lo sguardo e parl: " Fratello mio, noi dobbiamo portare a conoscenza di molti la verit, secondo cui un individuo pu separarsi dal suo corpo volontariamente e consentire a un altro individuo di prendere il suo posto e di rianimare il corpo lasciato libero. Questo compito tuo, rivelare cio questa conoscenza. Come ben sai, siamo alle soglie di una Nuova Era, un'Era in cui si vuole che l'Uomo si purifichi delle sue scorie e viva in pace con gli altri e con se stesso. La popolazione sar stabile, non aumenter n diminuir e ci non dester intenzioni bellicose, in quanto una popolazione in aumento deve ricorrere alla guerra allo scopo di ottenere maggior spazio vitale. Noi vorremmo far conoscere alla gente in che modo un corpo pu essere smesso come un vestito vecchio, che non serve pi a chi lo indossa, e trasferito a un altro al quale un corpo del genere occorre per qualche scopo speciale". Senza volerlo, trasalii. S, sapevo tutto in materia, ma non mi ero aspettato di doverci scrivere sopra. Tutta l'idea mi metteva paura. Il vecchio Abate ebbe un sorriso mentre diceva: "Vedo che questa idea, questo incarico, non incontra la tua approvazione, Fratello mio. Eppure, anche in Occidente, in quella che chiamano la fede cristiana sono annotati moltissimi casi di 'possessione'. Il fatto che tanti casi del genere siano considerati un male sfavorevole e rispecchia semplicemente l'atteggiamento di coloro che conoscono poco l'argomento. Il tuo compito sar quello di scrivere affinch coloro che hanno occhi per leggere, e

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coloro che sono pronti, possano capire". "Suicidi." pensai "Si avr una corsa precipitosa al suicidio, sia per sfuggire all'obbligo morale e alle difficolt, sia per fare un piacere agli altri procurando loro un corpo". "No, no, Fratello mio," disse il vecchio Abate "tu sei in errore. Nessuno sfugge al suo obbligo morale per mezzo del suicidio e nessuno pu abbandonare il suo corpo a favore di un altro, a meno che circostanze particolarissime non lo giustifichino. Noi dobbiamo aspettare che la Nuova Era si attui in pieno e a nessuno consentito abbandonare a buon diritto il suo corpo, finch lo spazio di tempo assegnatogli non trascorso. Finora consentito farlo soltanto quando lo permettono le Forze Superiori". Guardai gli uomini che mi stavano di fronte, osservando la luce dorata giocare attorno alle loro teste, l'azzurro elettrico della saggezza nelle loro aure, nonch l'azione reciproca della luce proveniente dalle loro Corde d'Argento. Un quadro, a colori vivaci, di uomini saggi e puri. Uomini austeri, asceti, segregati dal mondo. Padroni di s e fiduciosi in se stessi. "Per loro va bene." borbottai tra me "Loro non debbono vivere nella mischia del mondo occidentale". "Fratello mio," disse il Vecchio "noi viviamo nella lotta senza quartiere di una terra invasa, in cui opporsi all'oppressione equivale a morte dopo lenta tortura. Il nostro cibo deve essere trasportato a piedi per pi di cento miglia di insidiosi sentieri di montagna, dove un passo falso o una pietra instabile possono far precipitare una persona per migliaia di piedi, provocandone la morte. Noi viviamo con una ciotola di tsampa che ci basta per un giorno. Per bere usiamo l'acqua del fiume della montagna. Il t un lusso superfluo, cui abbiamo imparato a rinunciare, in quanto concedersi piaceri che comportano rischi per gli altri veramente un male. Guarda con maggiore attenzione nel tuo cristallo, Fratello mio, e noi cercheremo di farti vedere com' oggi Lhasa". Il cristallo che mi stava davanti palpitava di una luce azzurra, una luce che mutava e si muoveva vorticosamente mentre mi giravo nella sua direzione. Quando lo presi e me lo appoggiai per un attimo alla testa per ristabilire il 'rapporto', lo sentii caldo sotto le mie dita, segno sicuro che una fonte esterna stava dirigendo su di esso molta energia. Il Vecchio Abate mi guard con benevolenza e un sorriso fuggevole gli attravers la faccia, poi avvenne come un'esplosione. La visione si fece confusa, una mescolanza di innumerevoli colori disparati e un turbinio di bandiere. All'improvviso fu come se qualcuno avesse spalancato una porta, una porta nel cielo, e come se io stessi davanti a quella porta aperta. Ogni sensazione di 'guardare in un cristallo' era sparita. Io mi trovavo l! Sotto di me, c'era la mia patria, la mia Lhasa, fiammeggiante alla luce del tramonto. Sembr che mi facessero scendere lentamente dal cielo, come se mi trovassi su un pallone che si abbassasse dolcemente. Giunto a qualche migliaio di piedi da terra mi sfugg un'esclamazione di stupore inorridito. Un campo d'aviazione? Intorno alla Citt di Lhasa c'erano dei campi d'aviazione! Molte cose apparivano ignote e mentre mi guardavo in giro vidi due nuove strade che arrivavano fino alle catene montuose e rimpicciolivano in direzione dell'India. Il traffico, un traffico veicolare, le percorreva velocemente. Mi abbassai di pi, controllato da coloro che mi avevano portato fino l. Un po' pi gi e vidi i lavori di scavo dove alcuni schiavi piantavano delle fondamenta, sorvegliati da cinesi armati. Orrore degli Orrori! Proprio ai piedi dello splendido Potala si estendeva disordinatamente una baraccopoli servita da una rete di strade sudicie. Un intrico di fili metallici collegava gli edifici, conferendo al posto un aspetto trascurato e sciatto. Guardai insistentemente verso il Potala: per il Dente Sacro di Buddha, il Palazzo era profanato dagli slogan dei comunisti cinesi! Con un singhiozzo di dolorosa costernazione, mi girai a guardare da un'altra parte. Un autocarro avanz come un turbine lungo la strada, mi attravers dritto da parte a parte - in quanto ero nel corpo astrale, spettrale e inconsistente - e si ferm poco lontano. Urlando, alcuni soldati cinesi vestiti in maniera trasandata saltarono fuori dal grosso automezzo, trascinando con loro cinque monaci. Gli altoparlanti agli angoli di tutte le strade cominciarono a fare un chiasso assordante, mentre in seguito agli ordini impartiti dalla voce metallica la piazza in cui mi trovavo si riemp immediatamente di gente. Immediatamente, perch gli aguzzini cinesi sferzavano e pungolavano con fruste e baionette quelli che indugiavano. La folla, composta da tibetani e da cinesi riluttanti, appariva demoralizzata e smunta. Strascicavano i piedi nervosamente, sollevando nuvolette di polvere che venivano portate via dal vento della sera. I cinque monaci, magri e coperti di sangue, furono rudemente costretti a inginocchiarsi. Uno, con il globo oculare sinistro fuori dell'orbita che

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gli penzolava sulla guancia, lo conoscevo bene, in quanto era stato un accolito quando io ero lama. La folla ostile si fece silenziosa e immobile, quando una jeep di fabbricazione russa avanz velocemente lungo la strada, uscendo da un edificio contrassegnato dalla scritta 'Ufficio dell'amministrazione del Tibet'. Mentre il veicolo girava intorno alla folla e si fermava a pochi metri dietro l'autocarro, regnava un silenzio carico di tensione. Le guardie scattarono sull'attenti e dalla macchina usc un cinese dall'aria altezzosa e dispotica. Un soldato gli and incontro di corsa, srotolando un filo metallico mentre camminava. Arrivato di fronte al cinese, il soldato salut militarmente e gli porse un microfono. Il governatore, o amministratore, o in qualunque modo si facesse indebitamente chiamare, diede un'occhiata sprezzante all'intorno prima di parlare nello strumento. "Siete stati radunati qui" disse "per assistere all'esecuzione di cinque monaci sovversivi e reazionari. Nessuno ostacoler la strada del glorioso popolo cinese sotto l'intelligente presidenza del compagno Mao". Si gir dall'altra parte e gli altoparlanti piazzati sul tetto dell'autocarro tacquero con uno scatto. Il governatore fece cenno a un soldato con una lunga sciabola ricurva. And verso il primo prigioniero che stava legato in ginocchio davanti a lui. Per un momento stette a gambe divaricate, saggiando il filo della sua sciabola con il pollice. Soddisfatto, si mise in posizione e tocc delicatamente il collo dell'uomo legato. Sollevando sopra la sua testa la sciabola, la cui lama lucida scintill ai raggi del sole al tramonto, la cal gi. Si ud un rumore attutito, cui fece istantaneamente seguito uno schianto secco e la testa dell'uomo si stacc dalle sue spalle con uno spruzzo di sangue rosso vivo, che seguit a sgorgare e a sgorgare fino a ridursi in un rivolo sottile. Mentre il corpo decapitato si contorceva nella polvere, il governatore gli sput addosso ed esclam: "Cos moriranno tutti i nemici della collettivit!" Il monaco con il bulbo oculare che gli pendeva sulla guancia alz il capo orgogliosamente e grid ad alta voce: "Viva il Tibet. Per la gloria di Buddha, sorger ancora". Un soldato fece per gettarglisi addosso e trafiggerlo con la baionetta, ma il governatore fu svelto a fermarlo. Con la faccia contorta dalla rabbia, url: "Tu insulti il valoroso popolo cinese? Perci morirai lentamente". Si rivolse ai soldati, urlando ordini. Da ogni parte si precipitarono uomini. Due di loro si diressero di corsa a un vicino edificio e ne tornarono, correndo, con delle corde. Altri strinsero i nodi che legavano il monaco, fino a segargli braccia e gambe. Il governatore andava su e gi con passo pesante, gridando affinch portassero altri tibetani ad assistere alla scena. Gli altoparlanti continuavano a strepitare, mentre autocarri militari arrivavano scaricando uomini, donne e bambini perch 'vedessero la giustizia dei compagni cinesi'. Un soldato colp sulla faccia il monaco con il calcio del fucile, facendogli scoppiare il bulbo oculare pendente e fracassandogli il naso. Il governatore, standosene inoperoso da parte, lanci uno sguardo agli altri tre monaci ancora inginocchiati e legati nel fango della strada. "Sparategli" disse "sparategli alla nuca e abbandonate i cadaveri". Un soldato si fece avanti ed estrasse la rivoltella. Appoggiatala proprio dietro l'orecchio di un monaco tir il grilletto. L'uomo cadde a faccia in gi, stecchito, mentre la sua materia cerebrale si spandeva sul terreno. Con assoluta indifferenza, il soldato si accost al secondo monaco e lo fin rapidamente. Stava per avvicinarsi al terzo, quando una recluta disse: "Compagno, lascia fare a me, non ho ancora ucciso". Con un cenno di assenso, il giustiziere si scans per lasciare il posto al giovane soldato, tremante dall'impazienza. Questi, estratta la rivoltella, la punt contro il terzo monaco, chiuse gli occhi e tir il grilletto. La pallottola attravers le guance dell'uomo e colp al piede uno spettatore tibetano. "Prova ancora" disse il primo boia "e tieni gli occhi aperti". Ormai la mano gli tremava a tal punto per la paura e per la vergogna che manc del tutto il bersaglio, accorgendosi che il governatore lo stava a guardare sdegnato. "Puntagli la bocca della rivoltella contro l'orecchio e poi spara" disse il governatore. Ancora una volta il giovane soldato si mise a fianco del monaco condannato, gli cacci ferocemente nell'orecchio la canna della pistola e tir il grilletto. Il monaco cadde in avanti, morto, accanto ai suoi compagni. La folla era aumentata e, guardandomi intorno, vidi che il monaco che conoscevo era stato legato per il braccio e la gamba sinistra alla jeep, per il braccio e la gamba destra al camion. Un soldato cinese sogghignando sal sulla jeep e avvi il motore. Con lentezza, con tutta la lentezza che gli era possibile, ingran la marcia e si spost in avanti. Il braccio del monaco si tese al massimo, rigido come una sbarra di ferro, si ud un rumore secco e venne completamente strappato dalla spalla. La jeep continu a

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muoversi. Con un forte schianto l'osso iliaco si ruppe e la gamba destra dell'uomo gli fu strappata dal corpo. La jeep si ferm e il governatore vi sal. Poi essa ripart con il corpo sanguinante del monaco morente, facendolo rimbalzare e sbataccbiandolo sui sassi della strada. I soldati saltarono a bordo del grosso camion, che a sua volta si allontan, trascinandosi dietro un braccio e una gamba insanguinati. Mentre mi giravo colto dalla nausea, udii un grido di donna provenire da dietro un fabbricato, seguito da una grossa risata. Un'imprecazione in cinese, mentre la donna evidentemente mordeva il suo assalitore, e uno strillo gorgogliante mentre a sua volta veniva pugnalata. Per gli invasori comunisti la vita dei tibetani non valeva pi di un filo d'erba da estirpare. Inaspettatamente, una Voce disse: "Fratello mio, ora devi venire via, perch sei stato assente molto tempo. Mentre ti sollevi, guardati bene attorno". Lentamente mi alzai nell'aria, come un fiore che ballonzola al soffio di un venticello instabile. La luna era gi sorta, inondando la Valle e le vette montuose di una pura luce argentea. Colmo d'orrore, guardai le antiche lamaserie, bombardate e prive di inquilini, con tutte le macerie dei beni terreni dell'Uomo disseminate in giro e abbandonate. I morti senza sepoltura formavano dei mucchi grotteschi, conservati dal freddo perenne. Alcuni tenevano strette le ruote della preghiera, altri erano privi di indumenti e ridotti a brandelli di carne sanguinolenta dallo scoppio delle bombe e dalle schegge di metallo. Vidi una Figura Sacra, intatta, che guardava gi come se provasse compassione per la follia omicida del genere umano. Sui pendii scoscesi, dove gli eremi si aggrappavano ai fianchi delle montagne in un abbraccio amoroso, scorsi che un romitaggio dietro l'altro era stato saccheggiato dagli invasori. Gli eremiti murati da anni nella buia solitudine alla ricerca del progresso spirituale, erano rimasti accecati nell'attimo in cui la luce del sole era entrata nelle loro celle. Quasi senza eccezione, l'eremita giaceva morto accanto alla sua dimora distrutta, insieme al suo amico e servitore di tutta la vita, morto stecchito accanto a lui. 3-18 "Fratello mio!" La Voce mi giunse di nuovo e mi affrettai a portare la mia attenzione sul cristallo. I vecchi erano ancora seduti in cerchio, al centro del quale stava il Patriarca Anziano. Adesso apparivano stanchi, forse se dicessi sfiniti renderei con maggior precisione l'idea del loro stato, in quanto avevano trasmesso molta energia allo scopo di rendere possibile quel viaggio imprevisto e inaspettato. "Fratello mio, hai visto senza possibilit di dubbio in quali condizioni si trova il nostro paese. Hai visto la dura mano dell'oppressore. Il tuo compito, i tuoi due compiti ti stanno di fronte con chiarezza e tu puoi portarli a termine ambedue, per la gloria del nostro Ordine". Scrivere? Ebbene, s, la gente poteva leggere ci che scrivevo e se non riuscivano tutti a credere, almeno quelli che erano abbastanza evoluti avrebbero creduto e conosciuto la verit. "Fratello mio," disse sommessamente il Vecchio "anche se coloro che non sono evoluti, coloro che non sono illuminati, fingono di credere che tu scrivi storie inventate, una dose sufficiente della Verit giunger al loro subcosciente e - chiss? - il piccolo seme della verit potrebbe allignare nella loro vita presente o in quella futura. " Sto scrivendo queste cose, la mia vera storia - anche il Terzo Occbio e Il medico venuto da Lhasa sono del tutto autentici - affinch pi tardi possa continuare la mia attivit nei riguardi dell'aura. Mi hanno scritto tante persone per chiedermi perch scrivo, ed ecco per loro la spiegazione; scrivo la verit, affinch gli Occidentali sappiano che l'Anima dell'uomo pi grande di questi sputnik, di questi razzi sibilanti. Alla fine l'Uomo andr sugli altri pianeti per mezzo del viaggio astrale come ho fatto io! Ma l'Uomo Occidentale non vi andr fintantoch tutto ci in cui crede il lucro, il miglioramento per s, senza mai pensare ai diritti del prossimo. 3-26 Quasi tutti, a prescindere da come definiscano la loro religione, credono all'esistenza di uno 'spirito' o di un 'corpo diverso'. In effetti esistono svariati 'corpi' o 'involucri', il cui numero esatto, tuttavia, per il momento non ci interessa. Noi crediamo - o meglio, lo sappiamo! - che possibile accantonare il normale corpo fisico (quello che serve a reggere gli indumenti!) e viaggiare ovunque, anche al di l della Terra, sotto forma astrale. Tutti effettuano viaggi astrali, perfino chi crede che siano 'tutte sciocchezze'! E' una cosa naturale come respirare. La maggior parte della gente lo fa quando dorme, sicch non ne sa nulla, a meno che non sia addestrata. Quanti, al mattino, esclamano: "Stanotte, che sogno fantastico ho fatto. Mi sembrava di essere con la tal dei tali. Eravamo molto felici insieme e lei ha detto che stava scrivendo. Beninteso, ora tutto molto

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vago!" Poi, di solito, di l a qua0lche giorno arriva una lettera. La spiegazione sta nel fatto che una di quelle persone si recata in viaggio astrale dall'altra e, dato che non erano addestrate, la cosa si trasformata in un 'sogno'. Quasi tutti possono fare viaggi astrali. Quanti casi autenticati esistono, relativi a persone morenti che fanno visita a chi amano per salutarlo? Si tratta sempre di viaggio astrale. Al morente, i cui legami con il mondo si sono allentati, molto facile recarsi a far visita a un amico al momento del trapasso. La persona allenata riesce a sdraiarsi e a rilassarsi, per poi sciogliere i nodi che incatenano l'Io, o corpo compagno, o spirito, chiamatelo come vi pare, lo stesso. Poi, quando l'unico collegamento la 'Corda d'Argento', il secondo corpo in grado di allontanarsi lentamente, come un pallone frenato all'estremit della sua fune. Quando siete addestrati, potete recarvi dovunque vogliate, pienamente coscienti, pienamente svegli. La condizione onirica si ha quando una persona effettua un viaggio astrale senza che lo sappia e ne riporta un'impressione confusa e disordinata. Qualora non si sia allenati, si ha un gran numero di impressioni ricevute per mezzo della 'Corda d'Argento', che confondono sempre pi il 'sognatore'. Durante il viaggio astrale potete andare ovunque, perfino oltre i confini della Terra, in quanto il corpo astrale non respira e non mangia. A tutto ci che gli occorre provvede la 'Corda d'Argento' che, durante la vita, lo collega ininterrottamente con il corpo fisico. La 'Corda d'Argento' menzionata nella Bibbia cristiana: "Affinch la 'Corda d'Argento' non si recida, affinch la 'Coppa d'Oro' non si infranga". La 'Coppa d'Oro' l'alone o aureola attorno al capo di una persona spiritualmente evoluta. Coloro che non lo sono, hanno un alone di colore assai diverso. Gli artisti del passato dipingevano un alone d'oro intorno alle figure dei santi, in quanto lo vedevano realmente, altrimenti non lo avrebbero dipinto. L'aureola solo una piccola parte dell'aura umana, ma la si vede pi facilmente perch di solito molto pi luminosa. Se gli scienziati indagassero sul viaggio astrale e sulle aure, anzich impicciarsi di razzi che cos spesso non riescono a entrare in orbita, otterrebbero la soluzione completa del viaggio spaziale. Per mezzo della proiezione astrale, essi potrebbero visitare un altro mondo e stabilire cos il tipo di nave adatto per compiere il viaggio con il corpo fisico, in quanto il viaggio astrale presenta un solo grande svantaggio: non possibile portare oggetti materiali n riportarne indietro, nessuno. Si possono riportare soltanto le informazioni. Perci gli scienziati avranno bisogno di una nave per poter tornare con esemplari viventi e fotografie, grazie alle quali persuadere un mondo scettico, dato che la gente non riesce a credere che una cosa esista se non riesce a farla a pezzi, allo scopo di dimostrare che alla fin fine essa potrebbe essere possibile. 3-33 Finalmente mi ritennero idoneo per la Cerimonia della Piccola Morte, di cui ho parlato nel Terzo Occhio. Per mezzo di particolari atti rituali mi fecero cadere in uno stato di morte catalettica, nelle profondit del Potala, e viaggiai nel passato sulla traccia della Cronaca dell'Akasha. Viaggiai inoltre nei paesi della Terra. Ma permettete che scriva secondo le impressioni che provai allora. Il corridoio tagliato nella viva roccia a centinaia di piedi sotto la terra gelata era freddo e umido, immerso in una oscurit sepolcrale. Lo percorsi quant'era lungo, spostandomi lentamente come fumo nell'oscurit, con cui man mano presi confidenza e in un primo momento percepii indistintamente la fosforescenza verdognola della vegetazione ridotta in polvere attaccata alle pareti di roccia. Di tanto in tanto, nei punti in cui la vegetazione era pi feconda e la luce pi chiara, riuscivo a cogliere un bagliore giallo emanato dalla vena aurifera che correva per tutta la lunghezza di quel tunnel roccioso. Seguitai a spostarmi lentamente in silenzio, senza avere coscienza del tempo, senza pensare a niente tranne che dovevo avanzare sempre pi nelle viscere della terra, in quanto quella era per me una data molto importante, una data in cui stavo tornando da un viaggio astrale di tre giorni. Il tempo scorreva e io mi accorgevo di sprofondare sempre pi nella camera sotterranea in un'oscurit crescente, un'oscurit che sembrava emettere suoni, che sembrava vibrare. Nella mia immaginazione riuscivo a figurarmi il mondo che stava sopra di me, il mondo verso il quale stavo ormai tornando. Riuscivo a prevedere la scena consueta, ora celata dal buio totale. Aspettai, sospeso nell'aria come una nuvola d'incenso in un tempio. Poco a poco, gradualmente, tanto lentamente che ci volle un po' di tempo prima che riuscissi appena a percepirlo, giunse gi nel corridoio un suono, un suono dei pi indistinti, ma che per gradi si dilat

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e crebbe d'intensit. Era il canto salmodico, il suono dei campanelli d'argento e il calpestio smorzato di suole di cuoio. Alla fine, dopo un lungo intervallo, comparve una misteriosa luce vacillante che scintillava lungo le pareti del tunnel. Il suono si stava facendo ormai pi forte. Attesi al buio, librato sopra un lastrone di roccia. Attesi. Gradatamente, con lentezza esasperante, delle figure in movimento scivolarono con circospezione gi nel tunnel verso di me. Man mano che si avvicinavano, vidi che erano monaci vestiti di giallo, che portavano alte delle torce che mandavano bagliori, torce preziose che provenivano dal tempio soprastante, fatte di rari legni resinosi e di bastoncini d'incenso legati insieme, che emanavano una fragranza che scacciava gli odori della morte e della decomposizione, luci radiose che offuscavano e rendevano invisibile la diabolica incandescenza della vegetazione imputridita. Lentamente i sacerdoti entrarono nella camera sotterranea. Due si diressero verso ognuna delle pareti vicino all'ingresso e annasparono sulle sporgenze della roccia. Poi una dopo l'altra le tremolanti lampade al burro si accesero. Adesso la camera era pi illuminata e io potevo guardarmi intorno ancora una volta e vedere come per tre giorni non avevo mai visto. I sacerdoti si fermarono attorno a me, ma senza vedermi, perch attorniavano un sepolcro di pietra collocato nel centro della camera. Il canto salmodico aumentava, come pure il suono dei campanelli d'argento. Alla fine, a un segnale dato da un anziano, sei monaci si fermarono e ansimando e borbottando spostarono il coperchio di pietra della bara. Quando vi guardai dentro, vidi il mio corpo, abbigliato con le vesti di un sacerdote appartenente alla categoria dei lama. Adesso i monaci salmodiavano a voce pi alta, cantando: "O Spirito del Lama Visitatore, che giri senza meta sulla superficie del mondo soprastante, ritorna in quanto questo giorno, il terzo, arrivato ed in procinto di passare. Si accende un primo bastoncino d'incenso per ricordare lo Spirito del Lama Visitatore". Un monaco si fece avanti e accese un bastoncino di incenso dal dolce profumo, di colore rosso, quindi ne prese un altro da una scatola, mentre i sacerdoti cantilenavano: "O Spirito del Lama Visitatore, che ritorni qui tra noi, affrettati perch l'ora del tuo risveglio si avvicina. Si accende un secondo bastoncino d'incenso per sollecitare il tuo ritorno". Mentre il monaco estraeva solennemente dalla scatola un bastoncino d'incenso, i sacerdoti declamarono: "O Spirito del Lama Visitatore, noi siamo in attesa di rianimare e di rifocillare il tuo corpo terreno. Affretta il tuo cammino perch l'ora prossima, e quando tu tornerai qui un altro grado della tua formazione sar stato conseguito. Si accende un terzo bastoncino d'incenso mentre si invoca il tuo ritorno". Man mano che il fumo si levava in pigre volute inghiottendo la mia forma astrale, rabbrividii dallo spavento. Era come se mani invisibili mi tirassero, come se delle mani stessero tirando la mia Corda d'Argento, tirandomi gi, facendomi ritornare, a forza, dentro quel corpo freddo e senza vita. Avvertii la freddezza della morte, avvertii il tremito nelle mie membra, sentii la mia vista astrale affievolirsi e poi dei grandi rantoli soffocare il mio corpo che tremava in modo incontrollabile. Gli Alti Prelati si chinarono sul sepolcro di pietra, mi sollevarono la testa e le spalle e mi fecero entrare a forza qualcosa di amaro nelle mascelle strettamente serrate. "Torno di nuovo nei limiti del corpo," pensai "torno nel corpo che mi imprigiona". Parve come se nelle vene mi scorresse il fuoco, nelle vene che erano inoperose da tre giorni. Pian piano i sacerdoti mi aiutarono a uscire dal sepolcro, sostenendomi, sollevandomi, tenendomi in piedi, facendomi camminare attorno alla camera di pietra, inginocchiandosi ai miei piedi, recitando i loro mantra, dicendo le loro preghiere e accendendo i loro bastoncini di incenso. Mi alimentarono imboccandomi, mi lavarono, mi asciugarono e cambiarono i miei abiti. Con il ritorno della mia coscienza nel corpo, per uno strano motivo i miei pensieri riandarono al momento in cui tre giorni prima aveva avuto luogo un avvenimento analogo. Stavo sdraiato in quella medesima bara di pietra. Uno alla volta i lama mi avevano osservato. Poi avevano collocato il coperchio sopra la bara di pietra e avevano spento i bastoncini di incenso. Con solennit se ne erano andati su per il corridoio di pietra, portando con s le luci, mentre io giacevo non poco spaventato in quel sepolcro di pietra, spaventato nonostante tutto il mio tirocinio, atterrito nonostante sapessi ci che sarebbe accaduto. Ero rimasto solo nell'oscurit, nel silenzio della morte. Silenzio? No, in quanto le mie facolt percettive erano state addestrate ed erano talmente acute che potevo udire il loro respiro, i suoni di vita che diminuivano man mano che essi si allontanavano. Potei udire lo scalpiccio dei loro piedi diventare sempre pi debole, e

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poi sopravvenne l'oscurit, il silenzio, l'immobilit, il nulla. La morte non potrebbe essere di per s peggio di cos, pensai. Il tempo procedeva lento ed eterno, mentre giacevo l diventando sempre pi freddo. Tutto a un tratto il mondo esplose in una fiammata d'oro e io uscii dai confini del corpo, uscii dall'oscurit del sepolcro di pietra e dalla camera sotterranea. Mi feci strada attraverso la terra, coperta di ghiaccio, nella fredda aria pura e lontano lontano dall'altissimo Himalaya, lontano al di sopra della terraferma e degli oceani, lontano fino agli estremi confini del mondo con la velocit del pensiero. Girovagai da solo, immateriale e spettrale nel mio stato astrale, in cerca dei luoghi e delle regge della Terra, istruendomi con l'osservare gli altri. Non mi erano precluse neanche le casseforti pi inaccessibili, in quanto ero in grado di vagare libero come il pensiero per entrare nelle Sale consiliari del mondo. I capi di tutti i paesi mi sfilavano davanti in una panoramica continua, mettendo a nudo i loro pensieri ai miei occhi scrutatori. "E ora," pensai, mentre in preda al capogiro barcollavo sui miei piedi, sorretto dai lama "ora devo riferire tutto ci che ho visto, tutto quello che ho scoperto, e poi? Pu darsi che presto dovr affrontare un'altra esperienza analoga. Dopo di che dovr viaggiare nel mondo occidentale, per sopportare le sofferenze pronosticate". 3-138 La Cronaca dell'Akasha! Quale meravigliosa fonte di conoscenza! Quale tragedia che la gente non indaghi sulle sue possibilit invece di occuparsi di bombe atomiche! Tutto quello che compiamo, tutto ci che accade, si imprime in modo indelebile sull'Akasha, quel mezzo sottile che penetra a fondo in tutta la materia. Ogni movimento che ha avuto luogo sulla Terra, sin da quando la Terra nata, a disposizione di coloro che abbiano il necessario addestramento. Per coloro che hanno gli 'occhi' aperti, la storia del mondo sta davanti a loro. Un'antica predizione afferma che alla fine di questo secolo gli scienziati saranno in grado di servirsi della Cronaca dell'Akasha per scrutare all'interno della storia. Sarebbe interessante conoscere ci che realmente Cleopatra disse ad Antonio, e che cosa erano le famose battute di Gladstone. Per me sarebbe una delizia osservare le facce dei miei critici, nel momento in cui si rendessero conto di quali asini sono, nel momento in cui dovessero riconoscere che tutto sommato ho detto la verit, ma, triste dirlo, nessuno di noi si trover qui a quell'epoca. Ma possiamo spiegare in modo pi chiaro questa Cronaca dell'Akasha? Tutto quello che accade si 'imprime' su quel mezzo che penetra a fondo anche nell'aria. Una volta emesso un suono, o iniziata un'azione, essi vi restano per sempre. Mediante strumenti adeguati chiunque potrebbe vederlo. Consideriamolo in termini di luce, ovvero di vibrazioni che noi definiamo luce e vista. La luce viaggia a una certa velocit. E' la lentezza della luce che potrebbe far realizzare uno strumento per 'vedere' il passato. Se potessimo muoverci istantaneamente verso un pianeta cos lontano da richiedere un anno-luce per arrivarci partendo dal pianeta che abbiamo appena lasciato, vedremmo la luce che stata emessa un anno prima di noi. Se disponessimo di un telescopio, ultrasensibile, con cui potessimo mettere a fuoco ogni parte della Terra, vedremmo gli avvenimenti terrestri accaduti un anno prima. 3-179 "Lobsang! Lobsang!" Mi girai irrequieto nel sonno. Il dolore che mi sentivo nel petto era acuto, il dolore di quel grumo di sangue. Ansimando, ripresi conoscenza. Tornai di nuovo a udire: "Lobsang!" "Perdinci!" pensai "Mi sento malissimo!""Lobsang." ripet la voce "Ascoltami, mettiti sdraiato e ascoltami". Mi misi gi stancamente. Il cuore mi batteva e il mio petto palpitava di pari passo. A poco a poco, nell'oscurit della mia stanza, emerse una figura. Ci fu prima un bagliore azzurro, che cambi in giallo, poi si materializz la forma di un uomo della mia et. "Stanotte non posso fare viaggi astrali" dissi "altrimenti il mio cuore cesser certamente di battere e non ho ancora terminato quello che devo fare". "Fratello! Noi conosciamo bene le tue condizioni, cos sono venuto da te. Ascolta, non occorre che tu parli". Mi appoggiai al capezzale, mentre respiravo ansimando. Era penoso fare un respiro normale, eppure dovevo respirare per vivere. "Abbiamo discusso fra di noi del tuo problema." disse il lama materializzato. "C' un'isola al largo della costa inglese, che un tempo faceva parte del continente perduto di Atlantide. Vai l, vacci pi presto che puoi. Riposati un po' in quella terra amica prima di fare il viaggio per il continente del Nordamerica. Non andare sulle spiagge occidentali, il cui litorale battuto dal tempestoso oceano.

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Va nella citt verde e poi oltre". Irlanda? Gi! Un posto ideale. Ero andato sempre d'accordo con gli irlandesi. La citt verde? Poi mi venne in mente la risposta: Dublino, vista da una grande altezza, sembrava verde a causa del Phoenix Park e a causa del fiume Liffey che scorre dalle montagne fino al mare. Il lama sorrise in segno di approvazione: "Tu devi riacquistare in parte la tua salute, perch essa subir un altro attacco. Vogliamo che tu viva affinch l'incarico possa essere portato avanti, affinch la Scienza dell'Aura possa giungere sempre pi a buon fine. Adesso me ne vado, ma quando ti sarai un po' rimesso, si desidera che tu visiti di nuovo la Terra della Luce Dorata". La visione spar dalla mia vista, la mia stanza divenne pi buia di prima e ancora pi vuota. I miei dolori erano stati grandi, le mie sofferenze al di l della capacit di sopportarle e di capirle da parte di molta gente. Mi appoggiai sulla schiena, guardando senza vedere attraverso la finestra. Che cosa mi avevano detto in occasione di una recente visita astrale a Lhasa? Oh, s! "Ti difficile ottenere un impiego? E' logico che sia cos, fratello, perch tu non hai parte del mondo occidentale, tu hai i giorni contati. L'uomo di cui tu hai occupato lo spazio vitale sarebbe morto in ogni caso. La tua necessit, provvisoria per quanto riguarda il tuo corpo, pi stabile per quanto riguarda il tuo spazio vitale, ha fatto s che egli potesse lasciare la Terra con onore e con profitto. Fratello, questo non il Karma, bens un incarico che tu stai svolgendo in questa tua ultima esistenza sulla Terra". 3-183 (In Irlanda, durante la stesura de "Il terzo occhio") Una notte, mentre ero sdraiato a letto e osservavo le luci sfavillanti di Portmarnock e delle navi in lontananza sul mare, fui improvvisamente conscio della presenza di un vecchio che stava seduto fissandomi. Sorrise appena mi volsi verso di lui. "Sono venuto" disse "per vedere come progredisci, poich si desidera che tu ti rechi di nuovo nella Terra della Luce Dorata. Come ti senti?" "Penso di farcela con un piccolo sforzo." risposi "Vieni con me?" "No," disse "perch il tuo corpo ora pi prezioso che mai e io devo stare qui a sorvegliarlo". Durante i mesi precedenti avevo sofferto molto. Una delle cause della mia sofferenza era una circostanza che avrebbe fatto indietreggiare un Occidentale dallo scetticismo: l'intero cambiamento del mio corpo originale si era compiuto. Il corpo succedaneo era stato trasportato altrove e lasciato a ridursi in polvere. Coloro che sono sinceramente interessati sappiano che si tratta di un'antichissima arte orientale, di cui si parla in determinati libri. Giacqui per alcuni istanti, chiamando a raccolta le mie forze. Il vecchio sorrise e disse: "Qui hai un bel panorama!" Annuii in silenzio, raddrizzai la colonna vertebrale, piegai le gambe sotto di me e mi allontanai lentamente come una sbuffata di fumo. Per un po' rimasi sospeso sopra il promontorio, guardando gi verso la campagna illuminata dalla luna. Vedevo l'Occhio d'Irlanda, l'isola appena al largo della costa, e pi oltre l'isola di Lambay. Dietro risplendevano le vivide luci di Dublino, una citt veramente moderna e bene illuminata. Man mano che salivo lentamente sempre pi in alto, potei scorgere la magnifica curva di Killenye Bay, che ricordava tanto Napoli, e al di l di essa Greystones e Wicklow. Mi allontanai, uscendo da questo mondo, uscendo da questo spazio e da questo tempo. E avanti, fino a un livello di esistenza che non possibile descrivere con i linguaggi di questo mondo tridimensionale. Fu come passare dall'oscurit alla luce del sole. La mia Guida, il Lama Mingyar Dondup, mi aspettava Ci muovemmo insieme attraverso il magnifico paesaggio, fino al Palazzo dei Ricordi, dove c'era ancora molto da apprendere. Per un po' stemmo seduti a parlare, la mia Guida, un gruppo di nobili personaggi e io. "Presto" disse uno di loro "andrai nella Terra degli indiani d'America, dove abbiamo un altro incarico per te. Ristorati qui per alcune ore, perch le tue ultime prove hanno abusato molto delle tue forze". Quando tornai in Irlanda il paese era ancora avvolto nell'oscurit, nonostante appena qualche leggero lampo di luce che attraversava il cielo del mattino. 3-191 Adesso la storia di Rampa finita. La verit stata detta, come negli altri miei due libri. Avrei molto da dire al mondo occidentale, in quanto a proposito del viaggio astrale ho appena sfiorato l'aspetto marginale di ci che si potrebbe fare. Perch inviamo aerei spia con i rischi che li accompagnano, quando possibile viaggiare nella dimensione astrale e vedere ci che accade

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dentro una sala conciliare? E' possibile vedere ed possibile ricordare. In determinate circostanze possibile muovere oggetti per mezzo di energie psicocinetiche, purch lo scopo sia del tutto rivolto al bene. Ma l'uomo occidentale deride ci che non capisce, taccia di imbroglio coloro che posseggono capacit che lui stesso non possiede e si fa prendere dalla smania di insultare coloro che osano essere in un modo o nell'altro 'diversi'.