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Dr.

BILL EMMOTT Th Director "Th Economist" DearSir, quest'estate il Suo autorevole settimanale ha pubblicato un voluminoso dossier per segnalare che il dott. Silvio Berlusconi un corpo estraneo alla democrazia e per perorarne, di conseguenza, le dimissioni da Presidente del Consglio. Non la prima volta che il Suo settimanale si impone alla mia attenzione, dal momento che in precedenza aveva gi contribuito a convincermi che erano i critici democratici pi intransigenti di Berlusconi che avevano ragione e a spingermi a scontrarmi -nell'ambito delle amicizie- con coloro che si erano improvvisamente scoperti paladini dei metodi e dei valori propugnati dal cavaliere di Arcore. Vivere tale esperienza non stato facile, perch la difficolt incontrata nel riorientare le convinzioni era accresciuta dal deteriorarsi della fiducia sulla capacit di interpretare gli avvenimenti politici che avevo riposta negli amici, fin dagli anni 70, quando creativamente avevano preso parte a quel vasto e variegato movimento per i diritti civili che aveva scosso, dalle fondamenta, l'Italia. L'esperienza, per quanto difficile, stata positiva perch obbligandomi a constatare che, verso la fine degli anni '90, ero rimasto pressoch solo ad avversare Berlusconi, nell'ambito stesso di quel ristretto gruppo di militanti che a Torino, vent'anni prima, aveva contribuito all'affermazione di costumi e valori pi laici e democratici, mi rese consapevole dell'abissale degrado in cui era caduta la vita politica italiana e convinto che il dissenso personale dovesse diventare pi costruttivo. Fu cos che nel 2001 ANTIDOGMA si risvegli dal suo periodico letargo per rendersi, ancora una volta, protagonista di pubblica iniziativa. Iniziativa che, nell'anno successivo, si materializzava in due "manufatti": un manifesto - in bianco e nero, cm.150x200 - che, sfruttando la cesura creata dalla sovrapposizione di una scritta alla fotografia di una panchina (SKRANNA), segnalava che Berlusconi era un personaggio scomodo e un foglio ripiegato su cui erano stampati titolo e testo di una LETTERA APERTA rivolta a Berlusconi per chiedergli di dimettersi dall'importante carica rivestita. Il manifesto che avrebbe dovuto inondare contemporaneamente le pi grandi citt italiane, per mancanza di mezzi finanziari, fu affisso solo a Torino, mentre la LETTERA APERTA ebbe una diffusione migliore perch fu recapitata oltre che all'interessato, alla stragrande maggioranza dei senatori e dei deputati di quasi tutti i partiti, nonch ai direttori dei pi importanti quotidiani e settimanali nazionali. Lo scorso anno ANTIDOGMA, e quest'anno, con autorevolezza infinitamente maggiore il Suo settimanale, hanno chiesto a Berlusconi di dimettersi, ma tutto lascia supporre che in avvenire le probabilit che egli dia le dimissioni siano nulle, anche presupponendo il caso in cui a suo carico venissero scoperti fatti ancora pi gravi di quelli che gli sono stati gi contestati. Di fronte a tale prospettiva ANTIDOGMA non intende reclinare la testa ma alzare la posta e -per mezzo della mia modesta persona- si rivolge a Lei perch confida Suo tramite di trovare chi, per un periodo di tempo prestabilito, si identifichi con esso per trasformarlo da associazione virtuale in associazione culturale reale, forte e strutturata.

Sig. Direttore, mi sono permesso di chiedere aiuto per ANTIDOGMA convinto che la sua esistenza, spesa per difendere disinteressatamente valori di giustizia e libert, lo autorizzino a deside-rare di festeggiare il suo trentesimo compleanno appoggiando la lotta intrapresa da TH ECONOMIST contro il berlusconismo. A tale scopo ANTIDOGMA propone un 'azione articolata in tre indirizzi operativi: a) affissioni di manifesti nelle capitali dei pi grandi paesi d'Europa e nelle citt in cui hanno sede organi di governo europeo -Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Roma, Bruxelles, Strasburgo- ; b) mostre da realizzare con i manifesti e/o con le loro fotografie scattate nei luoghi in cui sono stati affissi; c) iniziative culturali da tenersi anche in concomitanza delle affissioni o delle mostre di cui ai punti precedenti. ANTIDOGMA fin da ora si impegna a dotare il suo succedaneo di un nuovo manifesto an- che di grandi dimensioni e in numero sufficiente da tappezzare una capitale scelta fra quelle menzionate nel punto a)- e dei materiali necessari a realizzare le prime sei mostre di cui al punto b); rinuncia -inoltre in perpetuo a rivendicare qualsiasi forma di propriet sui beni materiali ed immateriali connessi all'attivit del nuovo ANTIDOGMA. Consapevole che l'offerta, anche se fosse pi generosa, non potrebbe da sola far nascere e vivere la nuova associazione, chi scrive chiede che vengano esaminate le opere allegate per stabilire se possono essere trasformate in merci appetite di mercato e se esistono persone competenti e generose disposte a convertire in autofinanziamento gli oggetti d'arte -di almeno pari qualit- che verrebbero donati dal vecchio al nuovo ANTIDOGMA per poter dare risposta pertinentemente informata alla richiesta d'aiuto. Gli artisti di ANTIDOGMA, desiderosi -con le loro opere- di offrire pi mezzi a quell'esigua minoranza che con l'intransigente opposizione al berlusconismo si candidata a svolgere il ruolo che mezzo secolo fa fu assolto dagli intellettuali della libert della cultura, si attendono una risposta positiva, ma qualora questa fosse negativa essa verrebbe accolta come un invito a cercare altre strade per giungere da una diversa parte a svolgere la stessa lunga e difficile opposizione. Con rinnovata stima voglia gradire dai miei compagni e da chi scrive saluti antidogmatici. Torino, novembre 2003