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STORIA della BIBLIOTECA del LICEO MURATORI da La Libraria del Collegio dei Gesuiti a San Bartolomeo: il Fondo antico

dal Collegio di San Bartolomeo al Liceo Muratori, di Paolo Tinti, ed. Patron, Bologna 2001. 1598: devoluzione di Ferrara al papato e trasferimento della Corte a Modena . La nuova capitale accoglie entusiasticamente la cultura estense: le scuole gesuitiche riscuotono successo e la Compagnia riceve l'appoggio della classe dirigente e delle massime autorit civili e religiose . 1607: posa della prima pietra della Chiesa e del Collegio di San Bartolomeo in Via dei Servi. Collegi gesuitici = istituzioni stabili nelle quali i Gesuiti impiegarono un corpo docente appositamente istruito, esperienza didattica, capacit organizzativa, un circostanziato programma di studi, che permisero di creare una fitta rete di scuole in tutta Europa, garantendo loro un ruolo di primo piano nella storia dell'istruzione europea nel corso di tutta l'et moderna. Ratio studiorum: frutto di una commissione appositamente istituita dal fondatore dell'ordine, pubblicata per la prima volta in pochi esemplari nel 1586, edita in stesura definitiva nel 1599, ma integrata e aggiornata dal 1616 al 1832, codifica modelli e pratiche educative dei Gesuiti in Italia tra Cinque e Seicento, tra cui la necessit di provvedere i padri di libri, sine quibus milites inermes esse videntur. 1631: prima testimonianza della presenza di una biblioteca nell'isola gesuitica di San Bartolomeo, ospitata al primo piano, adiacente alla Chiesa, sopra la sagrestia. Le spese per la biblioteca risultano cospicue: dal 1644 al 1700 oltre 4300 lire (con 2000 si acquistava una casa). Non mancano le donazioni: i membri delle aristocrazie cittadine e il ceto dei professionisti, i quali spesso avevano frequentato la scuola dei Gesuiti o erano soliti affidare le proprie anime ai padri nella confessione, rappresentano la principale fonte di sostentamento e di arricchimento cos per il Collegio come per la sua biblioteca . Es.: 1631 lascito testamentario di Camillo Molza, cameriere segreto e ambasciatore ducale a Roma: libri legati in corami rossi con un filetto d'oro, 136 edizioni (letture di supporto all'oratoria e alle scienze politiche e morali che accompagnavano l'esercizio quotidiano del mestiere di cortigiano e di diplomatico , es. Baldassar Castiglione e Francesco Guicciardini; storia contemporanea laica ed ecclesiastica; trattatistica sulle donne, protagoniste nella vita delle corti europee in et moderna ; poco di classici e di letteratura: un Apuleio, un Tacito e un Plutarco; Alessandro Tassoni, la Commedia, il Decamerone); 1639 Giulio Scala, 150 edizioni: autori latini e greci (Plauto, Cicerone, Ovidio, Virgilio, Plinio, Marziale, Lucano, Appiano, Macrobio, Strabone, Plutarco e altri); opere filosofiche (Platone con commento di Ficino, Plotino, Boezio, Pico della Mirandola) e teologiche (Suarez, Tommaso d'Aquino), altri capisaldi della cultura rinascimentale (Vitruvio, Manuzio, Sigonio, Alciati). I padri stessi alla loro morte lasciavano i libri che avevano portato con s all'ingresso in Collegio, gi custoditi nelle proprie camere : il padre predicatore Liberale Zonca ad esempio una copia della Ratio studiorum, padre carlo Borgo la triade Vitruvio,Vignola e Alberti, un libro di pirotecnica, un ricettario venenico, l'Imitatio Christi e le Metamorfosi; padre Antonio Gruppini un'edizione della Pamela (Samuel Richardson, Pamela ou la vertu recompense, a Amsterdam 1743), forse la stessa che fin alla Biblioteca Estense, edizione in pi volumi registrata con la dicitura "Libri proibiti", per poi far perdere le proprie tracce in seguito alle epurazioni bibliografiche del rigore censorio austroestense . Per i rettori la consuetudine diviene una tradizione. 1773: soppressione della Compagnia di Sant'Ignazio di Loyola = nel Ducato modenese le autorit civili procedono alla requisizione delle propriet gesuitiche e inventariano i loro beni, tra i quali anche le biblioteche dei Collegi che avevano sede negli stati estensi di Francesco III. Girolamo Tiraboschi, prefetto della Biblioteca Estense, sottrae una preziosa selezione: 1044 volumi a stampa (un centinaio di incunaboli, 350 cinquecentine, almeno 250 secentine) e 98 manoscritti (codici umanistici quattrocenteschi: 2 Historiae di Livio miniate, una Tebaide di Stazio, una raccolta di scritti di Lorenzo Bruni e Poggio Bracciolini, un Petrarca, un Cecco

d'Ascoli; alcuni preziosi codici biblici e medici in lingua greca ed ebraica; gli atti degli apostoli, un evangelario, due codici dell'XI sec.: un compendio in lingua arabica originale in caratteri ebraici della Isagoge Johannitii di Abu Zeid Honeid ben Ishaq e un canone di Avicenna; commenti e trattati autografi di Gesuiti per l'insegnamento: Prolegomena a Tacito, Lezioni sui Maccabei e una Grammatica Graeca). A testimonianza del suo valore, questo nucleo librario fu trafugato in epoca napoleonica e trasferito a Parigi, fino al rientro a Modena sotto il governo restaurato di Francesco IV. La presenza di manoscritti orientali del resto segno della raffinata adesione alle istanze umanistiche di riscoperta unitaria delle tre lingue dotte latino, greco ed ebraico. Con i suoi 9000 volumi, la Libraria di San Bartolomeo poneva il Collegio modenese in posizione di privilegio rispetto agli altri convitti degli stati estensi (Mirandola, Carpi, Novellara, Reggio) e di Ferrara, Bologna, Macerata. L'Inventario dei libri del 1773 conferma la Libraria come una delle maggiori del Ducato e ne fotografa la collocazione. In un salone erano conservati almeno 4537 volumi; ordine inferiore della scaffalatura, prime 18 classi = A Biblici, B Santi Padri, C Interpreti, D Teologi, E Moralisti, F Statuti, G Canonisti, H Legisti, I Filosofi, K Matematici, L Oratori, M Epistolografi, N Poeti, O Storici sacri, P Storici profani, Q Antiquari, R Filologi, S Grammatici; ordine superiore, altre 7 classi = AA Predicatori, BB Ascetici, CC Vite e Statuti di diversi Ordini regolari, DD Storia della Compagnia, EE Medici, FF Storia letteraria, GG Miscellanea; in 4 camere lungo il corridoio parallelo al fianco settentrionale del Collegio, trovavano posto altri 3462 volumi: Ascetici, Predicatori, Vite, Storia profana; Grammatici, Epistolografi, Oratori, Teologi, Miscellanea; Filosofi, Moralisti, Canonisti, Medici, Compagnia soppressa; Biblici, Storia sacra, Filologi, Legisti, Poeti. Particolare peso nell'architettura bibliografica della Libraria dovette rivestire il modello che Tiraboschi aveva elaborato per la biblioteca di Brera, durante gli anni in cui vi lavor come bibliotecario, analogo al Systema quadripartito del Garnier (Theologia, Philosophia, Historia ed Eunomia), al quale aveva aggiunto l'Eloquentia. Ma biblioteca modenese non istitu alcuna sezione dove confinare i libri proibiti o gli haereticorum et impiorum libri, contrariamente alle indicazioni di Garnier (Clment aveva ideato un apposito carcer et rogus Bibliothecae), mentre ad esempio a Reggio nella biblioteca di San Giorgio esisteva un apposito armadio chiuso a chiave: per quanto tenace fosse la contrapposizione con il mondo protestante, condotta anche e soprattutto con la forza incoercibile del libro e delle idee, la presenza e la conservazione di libri condannati dall'ortodossia cattolica un tratto saliente della definizione culturale di una raccolta gesuitica. Fra le classi della biblioteca di San Bartolomeo spiccano per consistenza e qualit i Moralisti (libri utili alla definizione e alla regolazione della condotta morale e all'analisi dei casi di coscienza: es., la Summa per l'istruzione dei sacerdoti del cardinale Francisco Toledo, le Resolutiones e la Summa di Antonio Diana e numerose Decisiones casuum conscientiae, La cioccolata rompe il digiuno di Francesco Felini, l'onnipresente Arte per consolare i morienti, che affidavano ai Gesuiti l'estrema purificazione della loro anima, unitamente alle proprie sostanze; non mancano neppure le tesi del probabilismo, che aveva attaccato duramente la morale gesuitica e il suo lassismo casistico: es., le Lettres Provinciales all'Indice dal 1675 per decreto del Sant'Uffizio; libri di esorcistica come l'Exorcismo mirabile). Ricorrono i Filosofi (Aristotele e i suoi commentatori Simplicio, Averro, Tommaso d'Aquino, i moderni; il neoplatonismo di Plotino e Olimpiodoro, lo stoicismo di Plutarco, Epitteto e Seneca; secondo la concezione aristotelica, vi sono comprese anche matematica, geometria, fisica, fisiologia umana e animale: Euclide, Des Cartes, Newton, Galilei, Leibniz; i Politici, nerbo della biblioteca Molza: Machiavelli, Guicciardini, Botero, la Querela di Erasmo); i Matematici (distinti dai Filosofi nell'Inventario, ma uniti nell'Indice, per un totale di 461 edizioni, contribuiscono insieme ai Medici a rendere le collezioni bibliografiche di San Bartolomeo assai pi complesse e specialistiche di quelle di altri ordini e di congregazioni laiche, con un indirizzo chiarissimo nei confronti della medicina sulle altre scienze naturali ; contengono libri di architettura e prospettiva, da Vitruvio e Vegezio a Leon Battista Alberti, Guarino Guarini, Jacopo Barozzi, e di poliorcetica). Le classi di grammatica, retorica e umanit, attivate nella maggior parte

dei Collegi, richiedevano un massiccio corredo bibliografico, funzionale all'educazione delle classi colte nei pi svariati ambiti professionali, laici ed ecclesiastici: i Grammatici (produzione editoriale al servizio dell'istruzione elementare: grammatica, prosodia, ortografia e lessico delle lingue ebraica, greca, latina e italiana, ma anche francese, tedesca, inglese e persino castigliana ), gli Oratori, i Poeti e la Storia letteraria (intesa come bibliografia generale: sia perch conteneva i repertori bibliografici indispensabili alla costruzione dell'intera suppellettile letteraria, sia per la finalizzazione della biblioteca alla formazione dei padri e alle pratiche dell'insegnamento, della confessione e dell'apostolato militante, prerogative proprie della Compagnia di Ges). Per la grammatica greca sono presenti tra gli altri il compendio di Costantinus Lascaris e i Rudimenta del gesuita Gretser; per il latino il Donato, la grammatica per antonomasia, l' Apparatus di Bartolomeo Ricci, gli Adagia di Aldo Manuzio. I dizionari, anche etimologici, annoverano non solo l'italiano, ma anche le principali lingue europee (inglese, francese, tedesco, castigliano), il latino, il greco e l'ebraico . Particolarmente pregevole la raccolta dei dizionari e dei lessici latini: fra questi, il Calepino, il dizionario mediolatino del Du Cange, dizionari etimologici, lessici specialistici (es., militare, ciceroniano). I Poeti invece prevedono i capolavori delle letterature classiche e di quella italiana, ma escludono le letterature europee: Omero, Pindaro, Aristofane, Teocrito, Apollonio Rodio; i tragici Sofocle, Euripide e Licofrone; Plauto e Terenzio; Lucrezio, Virgilio, Catullo, Orazio; Ovidio, Tibullo, Properzio; Petronio, Marziale, Persio, Giovenale; Seneca tragico, Lucano, Ausonio, Claudiano; Dante, Petrarca, Boccaccio; i poeti estensi Guarini e Tassoni. Genere poetico prediletto il teatro, secondo il metodo seguito nei collegi gesuitici di tutta Europa, e in particolare il genere tragico, che meglio si presta ai fini etici e morali per cui coltivato. Gli Oratori contengono la Rhetorica di Aristotele, Isocrate, Cicerone, Sallustio, Quintiliano; i classici dell'Umanesimo e del Rinascimento (Lorenzo Valla, Aldo e Paolo Manuzio, Pietro Bembo, Carlo Sigonio); i principali manuali di retorica dei Gesuiti. Infine, i repertori bibliografici, gli indici e i cataloghi costitutiscono le mappe su cui si valuta qualunque collezione libraria: non potevano mancare le bibliografie degli autori gesuiti e quelle teologiche della Controriforma, ma ricorrono anche numerosi strumenti per lo studio delle lingue antiche (la Bibliotheca Latina del Fabricius, la traduzione latina della Bibliotheca di Fozio, la Bibliotheca Hebraea di Johann Christoph Wolf) e la prima edizione del repertorio di Leclerc dedicato alla medicina. Appartengono a questa sezione anche numerose edizioni dell' Index Librorum Prohibitorum, come anche le Operette spirituali proibite di Antonio Leoni. Completano il quadro le maggiori bibliografie periodiche di informazione corrente, italiane e straniere: ricorrono tra gli argomenti la scienza, la letteratura e la storia, in italiano e in francese. Dopo l'estinzione canonica del 1773, una parte dei volumi viene trasferita alla Biblioteca Universitaria, fondata nel 1772 e divenuta titolare del patrimonio ex gesuitico. Alcuni volumi per, gi in possesso della stessa biblioteca, vengono venduti o dati in permuta a librai modenesi. Nel periodo napoleonico, come pure durante la retaurazione austroestense, non mancano dispersioni e furti, che dirottano molti libtri sul mercato antiquario : lo provano i segni di possesso del Collegium Mutinense su libri del marchese Luigi Rangoni , confluiti per testamento nel 1837 nella Biblioteca dell'Accademia di scienze, lettere ed arti. Nei locali della Libraria si installa il magazzeno grande della Societ Tipografica di Mos Beniamino Fo, che li occupa fino al 1821. Ma la scuola e la biblioteca proseguono la loro attivit, seppure a stento: dopo la ricostituzione dell'Ordine e il suo pieno reintegro negli Stati Estensi per volont di Francesco IV, il ginnasio civico si alterna con la scuola dei Gesuiti. Tra il 1859 e il 1860 pi di 8800 volumi passano alla Regia Biblioteca dell'Universit, ad eccezione di un po' meno di 400, tenuti per la scuola di San Bartolomeo , o inutili, o duplicati. Nel corso del medesimo anno scolastico, riprende a pieno ritmo il Ginnasio, grazie al decreto Farini, che lega al Ministero dell'Istruzione le sorti delle scuole pubbliche modenesi; anche il

Liceo avvia nuovamente il proprio corso regolare, pur tra i disagi. Solo dall'anno scolastico 1862-63 il preside pu richiedere all'Universit i libri un tempo appartenuti ai Gesuiti; ma altri libri continuano a defluire nella Biblioteca estense, a causa delle pressioni esercitate sulla scuola dal bibliotecario Luigi Carbonieri, che aveva preso di mira preziose edizioni del Liceo di cui la Biblioteca risultava mancante. La Libraria dei Gesuiti sub nel corso dell'Ottocento un processo di dispersione e di ricomposizione ancora tutto da indagare. Ci che rimaneva dell'antica biblioteca del Collegio era stato integrato dai libri di supporto a docenti e studenti del Liceo. Persino la consapevolezza della straordinaria qualit di quel pur esiguo patrimonio librario and offuscandosi durante i primi decenni del Novecento: nel 1924 il preside Giovanni Canevazzi lo definisce "nucleo poco importante ... di sufficiente aiuto ai fini della scuola". Nei primi anni del secondo dopoguerra viene redatto un catalogo topografico, che passa in rassegna scaffale dopo scaffale quello che rimasto di una delle maggiori biblioteche della Modena capitale. Vi si intravvedono le tracce di una cultura lontana, ma tuttora capace di arricchire di senso il presente.