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22/03/13 - 19.25.50

Corso MASSAGGIO TERAPEUTICO E SPORTIVO Milano 16-17.03 / 23-24.04.2013


> relazione

Il corso La massoterapia, nell'immaginario collettivo essenza del lavoro del fisioterapista, rappresenta solo uno degli strumenti della nostra professione. Lo sforzo di modificare l'immagine riduttiva della professione del fisioterapista, sintetizzata nell'adagio comune di quello che fa i massaggi, ha portato oggi, fra gli addetti ai lavori, quasi ad un rifiuto preventivo nei confronti di uno strumento che sembra si preferisca lasciare a estetiste, preparatori atletici, massaggiatori vari, dimenticando che pu essere applicato anche in presenza di condizioni patologiche. Questa forzatura, pur dettata da ragioni del tutto comprensibili e condivisibili, rischia di relegare un utile strumento nella lista delle armi improprie, laddove al contrario pu costituire, oltre ad uno strumento efficace nel percorso fisioterapico, un ponte verso la professione ed una modalit per costruire un adeguato rapporto di fiducia con il paziente. Il corso, organizzato dall'editore Riabilitazione Oggi di Milano, ha avuto come docente il FT OMT Filippo Zanella, libero professionista di Cesena. Obiettivi dichiarati della proposta formativa: 1. l'acquisizione della necessaria manualit e sensibilit; 2. presentare le diverse manovre; 3. informare sugli effetti terapeutici; 4. essere in grado di valutare la tecnica adeguata alla patologia del paziente. In una prima parte introduttiva sono stati posti i presupposti anatomici sottintesi alla pratica massoterapica, nonch gli effetti, le indicazioni e le controindicazioni di questa tecnica fisioterapica. Una seconda fase teorico-pratica ha permesso di conoscere e apprendere le diverse manovre, la corretta ergonomia del fisioterapista, le modalit di applicazione sul paziente. Quanto acquisito, sorta di cassetta degli attrezzi, stato quindi applicato in riferimento ai diversi distretti, alle patologie ed alle diverse finalit terapeutiche, arrivando a costituire un prezioso e coerente corpus di competenze applicabili nella pratica quotidiana.

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Massaggio e massoterapia La pratica del massaggio si perde nella notte dei tempi. Numerose sono le prove della sua esistenza nelle societ pi antiche, e ancor oggi rappresenta una tecnica di rilassamento o di rinforzo nei soggetti sani fra le pi diffuse, con innumerevoli modalit di somministrazione. Esiste tuttavia anche una sua applicazione in ambito riabilitativo, con indicazioni e prassi che la rendono efficace in presenza di condizioni patologiche, in particolare di alterazioni a livello muscolo-scheletrico. La massoterapia, a questa denominazione possibile ricondurre tutte le tecniche di manipolazione a carico delle strutture connettivali e muscolari volte al trattamento del soggetto patologico, rappresenta pertanto una fra le molte pratiche riabilitative a disposizione del fisioterapista. Obiettivo del trattamento massoterapico l'azione terapeutica, diretta e/o indiretta, su strutture che presentino condizioni di alterazione sensitiva (principalmente dolore) o funzionale attraverso l'azione su componenti miofasciali e connettivali dell'organismo, e indirettamente sul sistema nervoso. Premesse anatomiche Il tessuto muscolare, e le componenti fasciali e connettivali ad esso collegate, costituisce la principale struttura anatomica sulla quale il massaggio agisce e attraverso la quale provoca l'effetto terapeutico che ricerca. Le tecniche massoterapiche agiscono: con effetto locale, direttamente, in profondit, sulla fascia e sulla muscolatura (effetti meccanici). L'effetto determinato dalle modalit di applicazione (velocit, pressione) e coinvolge l'insieme dei tessuti. Queste tecniche sono standardizzabili; con effetto locale, indirettamente, sul sistema vascolare e linfatico, con effetto di vasodilatazione e rimozione dei cataboliti, e sul sistema nervoso centrale, periferico e autonomo (effetti reflessogeni). Queste tecniche possono variare da soggetto a soggetto; con effetto distale, indirettamente, in relazione a problematiche che coinvolgono distretti diversi da quello coinvolto nelle manovre; con effetto sistemico, indirettamente.

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Le alterazioni chimiche a carico delle singole strutture (sistema miosina-actina, composizione chimica dei tessuti), e le modificazioni biomeccaniche conseguenti all'interazione fra esse (sliding system mio-fasciale, tensionamento, allentamento), sono il principale oggetto del gesto massoterapico. Traumatismi a carico del tessuto muscolare, ad esempio, possono provocare densificazioni della componente fasciale, riducendo la capacit di scorrimento fra i diversi elementi. La disfunzione meccanica conseguente pu determinare una qualche forma di discinesia al comparto a cui afferisce il muscolo, con potenziali ricadute a livello articolare. In quest'ottica globale, oltre a conoscere la fisiologia delle singole componenti del muscolo, le relazioni anatomiche fra di esse, le interazioni biomeccaniche e chinesiologiche con le altre strutture, fondamentale identificare anche se stiamo agendo su un muscolo a carattere tonico (muscolatura assiale) o fasico (muscolatura appendicolare). Secondariamente, presupposto imprescindibile di una corretta somministrazione della massoterapia conoscere l'effetto che le manovre provocano sul sistema circolatorio, vascolare e linfatico. Innanzitutto perch l'applicazione di una pressione, fondamento dell'atto massoterapico, ha l'intento precipuo di provocare una modificazione del tessuto mio-fasciale. Tale azione mediata anche dall'effetto della pressione su tessuti diversi, come quello connettivale e quello epiteliale, e sulla matrice extracellulare che ad essi afferisce. In seconda istanza, laddove l'intervento massoterapico interessa non pi, come target primario, le strutture mio-fasciali, ma proprio quei tessuti altri che normalmente vengono coinvolti nel trattamento in via indiretta. E' il caso del drenaggio linfatico e del linfodrenaggio, manovre volte ad alleggerire l'area trattata dalla stasi di liquidi conseguente a infiammazione dei tessuti, sintomo provocato da varia eziologia. Principi generali di applicazione Presupposto generale di una corretta applicazione delle manovre massoterapiche la conoscenza delle caratteristiche del tessuto sul quale stiamo agendo e lo scopo terapeutico del nostro intervento. Su questa base possiamo infatti scegliere la manovra pi appropriata, la modalit di

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applicazione, l'entit della pressione, il tempo di applicazione, tutte variabili che contribuiscono alla definizione del gesto massoterapico. In linea generale possibile distinguere, su questa base, due categorie fra le diverse procedure di massaggio: manovre morbide e lente. Target: Tessuti entro la fascia profonda. Manovre: effluage, sfregamento. Effetti locali: riscaldamento, drenaggio, analgesia, rilassamento. Effetti sistemici: rilassamento, ipotermia, riduzione tono globale, aumento circolazione. manovre dure e veloci. Target: Tessuti che superano la fascia profonda. Manovre: scollamento, pinze-roull, impastamento, frizione, pressione pura. Effetti locali: decontratturante, aumento tono, analgesia, aumento del dolore. Effetti sistemici: aumento tono, FR, FC, metabolismo. In relazione al tessuto al quale il massaggio diretto, possibile individuare i diversi possibili effetti ricercati:

Bersaglio

Effetto

Manovre
+++ +++

Muscolo

- Decontratturante - Rilassante - Attivazione metabolica - Antalgico - Rimozione cataboliti - Normalizzazione tono - Riduzione tono - Aumento tono - Aumento contrattilit

dure morbide

Entrambe Variabile Entrambe


+++

morbide

Sfioramento Dure / veloci Veloci


+++ +++

Fascia

- Riduzione densificazioni - Miglioramento sliding system - Facilitazione di reposizione connettivo

dure morbide

Morbide

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Circolazione Articolazioni Tendini

- Aumento ritorno venoso - Stimolazione muscolatura liscia vasi - Aumento drenaggio - Correzione squilibri tensionali (TP) - Riduzione dolorabilit (locale) - Riduzione dolorabilit (a monte) - Correzione squilibri tensionali (TP)

+++

morbide

Veloci Morbide
+++ +++ +++ +++

dure morbide dure dure

In relazione ai tempi di applicazione opportuno, come principio generale, non applicare la stessa manovra per pi di 2-3 minuti. Ovviamente la tempistica pu variare in base alla sensibilit del fisioterapista ed alla reazione del paziente. Allo stesso modo, una stessa manovra dovrebbe essere ripetuta almeno tre volte prima di passare alla successiva. La somministrazione del massaggio richiede quasi sempre l'utilizzo di un olio che permetta l'agevole scorrimento della superficie utilizzata dal fisioterapista su quella di applicazione. Manovre Vedi tabella. Avvertenze Controindicazioni assolute Fratture recenti (fase acuta) Malattie gravi / tumori Ferite aperte / piaghe / ustioni / infezioni cutanee / febbre Paziente oppositivo

Controindicazioni relative

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Cardiopatie / varici / problemi circolatori periferici / flebiti Dermatite / eczemi Cicatrici Infiammazioni Problemi neurologici / iperestesia Lussazioni / distorsioni / artroprotesi Decondizionamento Linfonodi rimossi

Inefficacia Ernie/ patologie discali Danno anatomico (tessutale)

Aree interdette Anteriore / sovraclaveare Pube Area addominale (in gravidanza) Seno (zona pettorale esclusa) Inguine (linfonodi / vasi / nervi / linfonodi) Cavo popliteo Salienze ossee

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