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Resistenza dei

BioMateriali
Sforzo 1
Resistenza dei BioMateriali
Sforzo
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 2
Vettore dello Sforzo
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 3
Tensore dello Sforzo

n
y

n
x

p
n
j,y
i,x
dx
dy

p T
yx

T
xy

b
y

b
x

t
nx

t
ny

t
n

j,y
i,x
T
yy

T
xx

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 4
Relazione Vettore/Tensore di Sforzo
Forma
matriciale
/
tensoriale
Forma indiciale

Forma scalare
,
z zy y yy x xy ny
n T n T n T t + + =
;
z zx y yx x xx nx
n T n T n T t + + =
.
z zz y yz x xz nz
n T n T n T t + + =
( ) 3 , 2 , 1 i
j ji ni
= = n T t
, T
T
3
2
1
33 23 13
13 22 12
31 21 11
n3
n2
n1
n
n t =

(
(
(

=
n
n
n
T T T
T T T
T T T
t
t
t
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 5
Equazioni locali di Equilibrio

p
j,y
i,x
dx
dy

T
xy
*

T
xy

p T
yx

T
yx
*

T
yy
*

T
xx
*

j,y
i,x
T
yy

T
xx

b
x

b
y

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 6
Equazioni locali di Equilibrio
Forma
matriciale
/
tensoriale
Forma
indiciale

Forma
scalare
, 0
x
zx
yx
xx
= +

b
z
T
y
T
x
T
, 0
y
zy yy xy
= +

b
z
T
y
T
x
T
. 0
z
zz
yz
xz
= +

b
z
T
y
T
x
T
( ) 3 , 2 , 1 i 0
i j ji,
= = +b T
0 b= +

+
(
(
(




DivT
b
b
b
x T x T x T
x T x T x T
x T x T x T
;
0
0
0
3
2
1
3 33 2 23 1 13
3 32 2 22 1 21
3 31 2 21 1 11
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo R 7
Simmetria del Tensore di Sforzo
T
yx
= T
xy
T
zy
= T
yz
T
xz
= T
zx
T
ji
= T
ij
(i=1,2,3)
T
T
= T T Sym
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 8
Rotazione del Sistema di Riferimento
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 9
Sforzi e Direzioni principali
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 10
Parallelismo tra Vettore dello Sforzo e
Versore della Normale alla Giacitura

giacitura
principale
t(p,n) = n
n
p
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 11
Problema degli AutoValori
t(p,n) = T
T
n relazione vettore/tensore dello sforzo
T
T
n = n parallelismo tra t e n,
(T - I) n = 0 (sistema omogeneo, I = matrice identit)
Det (T - I) = 0 soluzione non banale del sistema omogeneo

3
I
1

2
I
2
I
3
= 0 equazione caratteristica
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 12
Invarianti dello Sforzo
I
1
= Tr T = T
11
+ T
22
+ T
33
I
2
= (TT I
1
2
)
I
3
= Det T
TT =
ij
T
ij
T
ij
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 13
Sistema omogeneo di 3 equazioni
algebriche in 4 incognite
(T
11
) n
1
+ T
12
n
2
+ T
13
n
3
= 0
T
21
n
2
+ (T
22
) n
2
+ T
23
n
3
= 0
T
31
n
1
+ T
32
n
2
+ (T
33
) n
3
= 0
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 14
Matrice dei coefficienti del sistema
(T
11
) T
12
n
2
T
13
n
3
T
21
n
2
(T
22
) T
23
n
3
T
31
n
1
T
32
n
2
(T
33
)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 15
Sforzi principali
Lequazione caratteristica di 3grado ha 3
radici reali poich T simmetrico ed ha
componenti T
ij
reali:

I
>
II
>
III

i
(i = I, II, III)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 16
Problema degli AutoVettori
3 sistemi algebrici omogenei con rango
massimo 2, cio con non pi di 2 equazioni
indipendenti:
(T -
j
I) n
i
= 0 (j = I, II, III) (I = matrice identit)
Condizione di normalizzazione:
|n
j
|
2
= n
j1
2
+ n
j2
2
+ n
j3
2
= 1 (j = I, II, III)
(n
j
versore ovvero vettore di modulo unitario)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 17
Sistema di riferimento principale
Le direzioni principali sono i 3 versori:
n
I
n
II
n
III
Base del nuovo sistema di riferimento
principale
principale:
e
I
n
I
, e
II
n
II
, e
III
n
III
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 18
Tensore dello Sforzo nel Sistema di Riferimento Principale
[ ] =
(
(
(

=
III
II
I
P
0 0
0 0
0 0
T

(
(
(

+
(
(
(

+
(
(
(

=
III
II
I
0 0
0 0 0
0 0 0
0 0 0
0 0
0 0 0
0 0 0
0 0 0
0 0

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 19
Linee isostatiche
Le 3 direzioni principali sono in generale diverse da
posto a posto nella regione spaziale occupata dal corpo;
esse definiscono ed inviluppano 3 curve mutuamente
ortogonali dette linee isostatiche, cio quelle curve la
cui tangente in ogni posto diretta come una delle
direzioni principali in quel posto.
Secondo le tangenti alle isostatiche si hanno quindi
per definizione solo sforzi assiali: la conoscenza delle
isostatiche permetterebbe di concentrare la sostanza
costituente il corpo continuo in modo da realizzare
esclusivamente componenti di trazione o compressione
dello sforzo.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 20
Stato piano di Sforzo (2D)
Uno Stato di Sforzo in un posto p si dice piano
allorch il Vettore dello Sforzo t agente su una
qualunque giacitura passante per p sia sempre
contenuto in uno stesso piano, detto piano dello
sforzo.
Assumendo come base quella costituita dalle
Direzioni principali, si pu esprimere il vettore
dello sforzo t agente su una generica giacitura
n.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 21
Stato piano di Sforzo (2-D)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 22
Condizioni necessaria e sufficiente
n = n
I
e
I
+ n
II
e
II
+ n
III
e
III
t = T
P
T
n =
I
n
I
e
I
+
II
n
II
e
II
+
III
n
III
e
III
Piano dello Sforzo e
I
-e
II
.
Condizione necessaria:

III
= 0 t =
I
n
I
e
I
+
II
n
II
e
II
Condizione sufficiente:
I
3
= Det T = 0 (
2
I
1
I
2
)
III
= 0
soddisfatta da
III
= 0
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 23
Sforzi e Direzioni principali
per uno Stato piano di Sforzo

11

22

12

21
Piano dello sforzo e
1
-e
2
.
Matrice di Sforzo:
[ ] .
0 0 0
0
0
T
22 21
12 11
(
(
(

=

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 24
Problema degli AutoVettori e AutoValori
Problema degli
AutoVettori:
(
11
-)n
1
+
12
n
2
= 0

21
n
1
+ (
22
-)n
2
= 0
Problema degli
AutoValori:
(
11
-) (
22
-) (
12
)
2
= 0

11

22

12

21
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 25
Equazione caratteristica
Equazione caratteristica
di 2grado:

2
I
1
I
2
= 0
I
1
=
11
+
22
I
2
=
11

22
+ (
12
)
2
I
3
= 0

11

22

12

21
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 26
Rotazione del Sistema di Riferimento 2-D
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 27
Sforzi e Direzioni principali 2-D
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 28
Sforzi principali 2-D

I
= (
1
+
2
) + {[(
1
-
2
)]
2
+ (
12
)
2
}


II
= (
1
+
2
) - {[(
1
-
2
)]
2
+ (
12
)
2
}

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 29
Direzioni principali 2-D

I
= ArcTang [2
12
/ (
1
-
2
)]

II
=
I
+ / 2
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 30
Stato piano di Sforzo
al variare della Giacitura

ds
dx
2

dx
1




p
t(p,n)
n

e
2

e
1

22

21

11

12

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 31
Equazioni di Equilibrio delle forze
nella direzioni &
Componente ortogonale al piano:
= | | =
11
Cos
2
+
22
Sen
2
+
+ 2
12
Sen Cos
Componente parallela al piano:
= | | = (
11
-
22
) Sen Cos +
-
12
(Cos
2
- Sen
2
)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 32
Ricerca dei valori stazionari della
Funzione ( ) al variare della Giacitura

,
= - 2
11
Cos Sen + 2
22
Sen Cos +
2
12
(Cos
2
- Sen
2
) = - 2

,
= 0 = 0
(
11
-
22
)Sen2 -
12
Cos2 = 0 Tan2 =
2
12
/(
11
-
22
)

I
= ArcTang[2
12
/(
11
-
22
)],
II
=
I
+ /2
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 33
Ricerca dei valori stazionari della
Funzione ( ) al variare della Giacitura

,
=
,
/ =
[- 2
11
Cos Sen + 2
22
Sen Cos +
2
12
(Cos2 - Sen2 )] / =
= - 2 [(
11
-
22
)Cos2 + 2
12
Sen2 ] =
= - 4 [ - (
11
+
22
)]
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 34
Ricerca dei valori stazionari della
Funzione ( ) al variare della Giacitura
(
2
/
2
) = - 4 [ - (
11
-
22
)]
Sostituendo lespressione
=
11
Cos2 +
22
Sen2 + 2
12
Sen Cos
e assumendo a turno
=
II
e =
I
con
I
= ArcTang[2
12
/(
11
-
22
)], e

II
=
I
+ /2
si ha
(
2
/
2
)
II,I
= R
con R = {[(
11
-
22
)]
2
+ (
12
)
2
}

> 0
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 35
Coincidenza dei valori stazionari della
Funzione ( ) con gli sforzi principali
Ponendo

I
= ArcTang[2
12
/(
11
-
22
)],

II
=
I
+ /2
nellespressione
=
11
Cos2 +
22
Sen2 + 2
12
Sen Cos
si ottengono gli sforzi principali:

I,II
= (
11
+
22
)/2 {[(
11
-
22
)]
2
+ (
12
)
2
]}

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 36
Ricerca dei valori stazionari della
Funzione ( ) al variare della Giacitura

,
= 0
III
=
I
+ /4,
IV
=
II
+ /4

max
= -
min
= {[(
11
-
22
)]
2
+ (
12
)
2
]}

In funzione degli sforzi principali:

max
= -
min
= [(
I
-
II
) / 2, (
I
>
II
)
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 37
Circonferenza di Mohr (2-D)
= (
11
+
22
) + (
11
-
22
) Cos2 +
12
Sen2
= (
11
-
22
) Sen2 -
12
Cos2
[ - (
11
+
22
)]
2
+
2
= [(
11
-
22
)
2
] + (
12
)
2
= R
2
Centro: C [(
11
+
22
), 0]
Raggio: R = {[(
11
-
22
)]
2
+ (
12
)
2
}

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 38
Circonferenza di Mohr (2-D)
Polo delle giaciture:
K (
11
,
12
)
Tang <MKN> =
MN / KN =
( -
11
) / (
12
- ) =
Tang

M
K

12

II

11

22


N
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 39
Sforzo uniassiale

-/4
/4
N
/2

min

K
/2
M

II

/2

max

e
1

e
2

dx
2

dx
1

11
=

22
=

0

12
=

0
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 40
Sforzo tangenziale

K

-

II

/4

-/4


e
1

e
2

dx
2

dx
1

11
=

0

22
=

0

12
=


Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 41
Sforzo triassiale
In ogni posto del corpo
esiste almeno una terna
di direzioni principali cui
corrisponde una terna di
sforzi principali.
Se i 3 sforzi principali
risultano tutti non nulli,
essi caratterizzano uno
stato di sforzo
denominato triassiale.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 42
Sforzo biassiale
Quando almeno uno
sforzo principale risulta
nullo, lo stato di sforzo
corrispondente detto
biassiale se i due
rimanenti sforzi principali
sono diversi da zero,
monoassiale se un solo
sforzo principale
diverso da zero.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 43
Linee isostatiche
Si immagini ora di porre in
risalto, per ogni posto del
corpo, le tre direzioni principali:
il loro inviluppo conduce a
definire 3 famiglie di linee
curve mutuamente
ortogonali.
Ad esse si d il nome di linee
isostatiche. I punti sostanziali
che si dispongono su una
linea isostatica sono dunque
soggetti, per definizione,
esclusivamente ad una
componente assiale dello
sforzo, di trazione o di
compressione.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 44
Sforzi e Circonferenze di Mohr
nella Sezione della Mensola
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 45
Sforzi e Circonferenze di Mohr
nella Sezione della Mensola
Nella Figura precedente mostrata la
distribuzione delle componenti normale e
tangenziale sulla sezione retta di una trave di
sezione rettangolare con larghezza b piccola
rispetto allaltezza h.
La sezione S (D
h
) considerata distante h
dallestremit della trave ove applicata la forza
trasversale T
y
(Q
y
). A lato sono rappresentati
(per y=h/2; y=h/4; y=0) le circonferenze di
Mohr degli sforzi e le direzioni principali.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 46
Linee isostatiche nella Mensola
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 47
Linee isostatiche nella Mensola
Facendo variare la distanza z della sezione
dallestremit si possono disegnare le linee isostatiche.
Esse sono rappresentate nella Figura precedente.
Le rette di stradosso e di intradosso sono linee
isostatiche; sullasse z le linee isostatiche sono inclinate
di +45e -45.
Le linee curve risultano essere delle parabole.
Il terzo sforzo principale, ortogonale al piano zy, nullo.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 48
Sforzi e Circonferenze di Mohr
lungo lAsse della Mensola
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 49
Sforzi e Circonferenze di Mohr
lungo lAsse della Mensola
Per una trave di sezione compatta gli
sforzi principali
I
e
III
agiscono nel piano
zt ove t indica la retta tangente nel
punto considerato alla traiettoria delle
componenti tangenziali dello sforzo
risultanti dalla composizione delle
componenti
zy
e
zx
, come indicato nella
Figura precedente.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 50
Linee isostatiche naturali
Nelle ossa umane e in generale in tutte le ossa che portano pesi, lo
spazio interno riempito di midollo, di vasi sanguigni e di altri
tessuti; e tra questi tessuti viventi vi un sottile reticolo, costituito da
trabecole ossee, che formano il cosiddetto tessuto spugnoso.
Gli antichi anatomici si accontentavano di descrivere questo tessuto
spugnoso come una specie di sostanza alveolare irregolare; ma
infine si scopr che esiste un preciso ordine nella loro disposizione e
diversi sono stati i tentativi di capirne il significato.
Lanatomista scozzese Sir Charles Bell (1774-1842) sospettava la
verit quando asseriva che questa minuta rete che costituisce la
struttura interna dellosso deve essere in rapporto con le forze
che agiscono su di esso. Ma non riusc a dimostrare quali forze
fossero n quali fossero i rapporti fra esse e la struttura.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 51
Linee isostatiche naturali
Lanatomista americano Jeffries Wyman (1814-1874)
si avvicin molto al vero in un lavoro da lungo tempo
dimenticato; egli espresse lessenza di tutto
largomento in due brevi paragrafi:
1. le trabecole di quelle ossa che devono sopportare il peso del
corpo sono disposte o nella direzione del peso o in modo tale
da sostenere le trabecole che si trovano in questa direzione.
Da un punto di vista meccanico, in tutte queste ossa esse si
possono considerare come una serie di puntoni e tiranti;
2. la direzione di queste trabecole, in alcune ossa dello scheletro
umano, caratteristica e si deve credere che essa sia in
relazione con la posizione (assetto, NdA) eretta, assunta
naturalmente solo dalluomo.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 52
Linee isostatiche naturali
Pochi anni dopo, la questione fu di nuovo
ripresa con unaccuratezza pi convincente. Fu
mostrato dal professor von Meyer (1867) che
le trabecole, come sono visibili in una sezione
longitudinale del femore, sono disposte lungo linee
curve dalla testa alla diafisi vuota dellosso,
e che questi fasci lineari sono intersecati da altri con
una precisa regolarit di disposizione che ogni
incrocio quasi ortogonale; ovvero una serie di
fibre o trabecole incrocia laltra ad angolo retto in tutti
i punti.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 53
von Meyer e Culmann (1867)
Lingegnere e professore Culmann di
Zurigo capit nella sala di dissezione
del suo collega Meyer, proprio quando il
medico anatomico stata esaminando
una sezione di osso.
Culmann, che a quellepoca era intento
a progettare una gru, riconobbe subito
che la disposizione delle trabecole
ossee era il diagramma delle linee
isostatiche, direzioni della trazione e
della compressione, nella struttura
caricata:
la natura irrobustisce losso
precisamente nel modo
meccanicamente necessario.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 54
La gru di Culmann
Nel diagramma del braccio di una gru disegnata da Culmann, che
qui si riporta nella Figura seguente a sinistra, si vede solo una
modificazione, dovuta esclusivamente alla forma curva della
struttura, delle linee di trazione e compressione gi viste nella
mensola.
Nellasta della gru, la parte concava o interna su cui sporge la testa
caricata la membratura compressa, la parte esterna la
membratura tesa;
le isostatiche di compressione, partendo dalla superficie caricata,
si riuniscono insieme sempre nella direzione della pressione
risultante, finch formano un fascio stretto che corre lungo il lato
compresso dellasta;
mentre le isostatiche di trazione, che scorrono allins, lungo il lato
opposto dellasta, si allargano nella testa incrociando
ortogonalmente le linee di compressione.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 55
Gru di Culmann / Testa del Femore
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 56
Testa del Femore
La testa del femore un po pi
complicata nella forma e un po
meno simmetrica della gru
schematica di Culmann, da cui
differisce principalmente per il fatto
che il suo carico diviso in due
parti, una parte che poggia sulla
testa dellosso, e una parte pi
piccola che poggia sul grande
trocantere.
Ma non si ha difficolt a vedere
che la disposizione anatomica
delle trabecole segue in modo
preciso la distribuzione meccanica
delle curve isostatiche o, in altre
parole, essa corrisponde
perfettamente al digramma teorico
della gru.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 57
Epifisi femorale
Tenendo conto delle di-
verse situazioni, si pu
riconoscere la stessa
regolarit di disposizione
in qualsiasi altro osso che
sopporti un peso in
direzione sia assiale
(compressione) sia
trasversale (flessione).
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 58
Colonnetti (1941)
Si riporta di seguito lopinione
espressa in proposito dallo
studioso torinese Gustavo
Colonnetti nel suo celebre testo di
Scienza delle Costruzioni (1941).
In verit la sostanza ossea
sempre disposta secondo lamine o
trabecole pi o meno sottili
separate da numerose cavit: ed
era noto da tempo come a questa
particolare struttura si dovesse
attribuire la grande resistenza alle
sollecitazioni esterne che le ossa
presentano in relazione collesiguo
peso di materiale resistente che
esse contengono.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 59
Colonnetti (1941)
In tempi relativamente recenti stato poi
osservato che la disposizione delle trabecole
ossee non affatto casuale, ma in modo
ammirevole connessa con gli sforzi a cui
esse debbono resistere.
Ci confermato non soltanto dal modo con cui
tali trabecole si formano e si sviluppano nel
bambino, ma soprattutto dal modo con cui,
nelluomo gi adulto, esse si modificano
spontaneamente in quelle Ossa che, per
qualsiasi ragione, assunte stabilmente posizioni
anormali, vengono ad essere abitualmente
sollecitate in modo diverso dal solito.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 60
Colonnetti
Nei casi in cui la sollecitazione prevalente pi
facilmente individuabile, si potuto riconoscere che
landamento delle trabecole ossee segue
sensibilmente quello delle linee isostatiche.
Tra gli esempi pi caratteristici cito quello dellepifisi
superiore del Femore. In questo, come del resto in tutte
le Ossa lunghe, il tessuto compatto si limita ad una
guaina che lo riveste completamente: essa ha il
massimo spessore nella parte media, o diafisi, il cui
interno occupato da una vasta cavit, il canale
midollare.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 61
Colonnetti
Verso le estremit, dalla guaina compatta si
dipartono le trabecole, disposte in gettate ad
arco, le quali intersecandosi mutuamente tra
loro formano il tessuto spugnoso che occupa le
epifisi dellosso, su cui, attraverso le
articolazioni, si trasmettono le principali forze
esterne.
Nel caso che ci occupa, la predominate di
queste forze il peso del corpo che, in
posizione normale, grava sulla testa del femore.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 62
Colonnetti
Per facilitare lo studio teorico della ripartizione degli
sforzi interni, il Culmann ha immaginato che
lestremit superiore del femore si potesse, dal
punto di vista statico, paragonare ad un solido
elastico omogeneo avente il profilo disegnato nella
Figura della Gru.
Ridotta la conduzione di carico normale a quello
schematicamente ivi indicata, egli ha potuto tracciare le
linee isostatiche che si vedono riprodotte nella figura, e
constatare la notevole affinit tra il loro andamento e
quello delle trabecole ossee.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 63
Colonnetti
Non occorre dire che il problema reale
incomparabilmente pi complicato non solo per la
forma irregolare dellosso, ma per la continua
variabilit della legge di ripartizione con cui lo stesso
carico si trasmette attraverso larticolazione coxo-
femorale,
e soprattutto per lintervento di altre forze, esse pure
variabilissime, come sono quelle sviluppate dai vari
muscoli rotatori, i quali, come noto hanno le loro
inserzioni in corrispondenza del margine superiore e
della faccia interna del grande trocantere.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 64
Colonnetti
Malgrado tutto ci, ripetiamo, laffinit sopra
accennata sussiste evidentissima. E chi osservi
con qualche attenzione la sezione di femore
fotograficamente riprodotta () [Figura Epifisi
femorale]
non potr che rilevare come in certe regioni,
soprattutto in corrispondenza del collo del
femore, landamento delle trabecole ossee
concordi perfettamente con quello delle linee
isostatiche trovate da Culmann.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 65
Analogia Piede / Capriata
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 66
Analogia Piede / Capriata
La disposizione delle trabecole leggibile anche nelle
Ossa del Piede nella Figura precedente a sinistra.
In particolare, nellosso del Calcagno una parte del peso
che viene a gravare sulla testa dellosso viene
trasmesso allindietro al terreno e una parte in avanti,
attraverso larticolazione con losso Cuboide, allarco del
piede.
Cos si hanno, come avviene in una capriata triangolare,
due membrature compresse divergenti, collegate da un
membro teso che corrisponde allasta orizzontale della
capriata, Figura precedente a destra.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 67
Adattamento funzionale
I risultati di ricerche teoriche e sperimentali
inducono a pensare che il rimodellamento osseo
dovuto principalmente ad influenze
mecanobiologiche sullOsso durante
lontogenesi.
Ad esempio, per generare la struttura ossea
trabecolare non richiesta alcuna implicita
informazione posizionale assegnata durante lo
sviluppo o codificata nel genoma.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 68
Adattamento funzionale
Fin qui, trattando degli sforzi e delle deformazioni dovuti alla
trazione e alla compressione, si omesso di considerare la
componente tangenziale dello sforzo, che produce una
variazione angolare tra due fibre ovvero tende a spostare i punti
sostanziali facendoli scorrere gli uni sugli altri.
La componente tangenziale dello sforzo nulla sulle giaciture
ortogonali alle linee isostatiche, cio di massima trazione o di
minima compressione, ma essa attinge valori stazionari
(massimo e minimo) su piani inclinati di 45 rispetto alle
direzioni principali.
Anche se non possibile eliminare del tutto la componente
tangenziale dello sforzo, il pericolo di una rottura dovuta a
questa componente dello sforzo si riduce se il materiale della
costruzione disposto lungo le linee isostatiche del sistema,
perch lungo queste linee detta componente nulla.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 69
Adattamento funzionale
Per applicare questi principi alla crescita e allo
sviluppo dellosso, si deve immaginare una trabecola
collocata casualmente in qualsiasi direzione nellinterno
dellosso.
Se la trabecola giace nella direzione di una linea
isostatica, sar soggetta, ad esempio, a trazione lungo
il suo asse longitudinale e a compressione nella
direzione trasversale, e quindi si trover in una
posizione di minimo disturbo;
ma se essa inclinata rispetto alle linee isostatiche,
su di essa agir una componente tangenziale dello
sforzo, che tender a farle mutare assetto.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 70
Adattamento funzionale
Nello studiare laspetto biologico del fenomeno, si deve sempre
ricordare che losso non solo vivo ma che anche una
struttura altamente plastica e rimodellabile; le trabecole
continuamente si formano, si deformano, vengono demolite.
Non necessario ricorrere alla ereditariet per spiegare la
configurazione e la disposizione delle trabecole: infatti si pu
seguire la loro formazione in ogni momento della vita, sotto la
diretta azione e il controllo delle forze cui il sistema
sottoposto.
Se un osso rotto si risalda in modo tale che le sue parti
vengono ad essere in qualche modo spostate dalla primitiva
posizione, e quindi le linee isostatiche hanno una nuova
distribuzione, prima che siano passate molte settimane si pu
osservare che il sistema trabecolare stato completamente
rimodellato, secondo le nuove linee isostatiche del sistema.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 71
Adattamento funzionale
Come J. Wolff (1892)
fece osservare, questo
sistema di ricostruzione
si estende molto
lontano dalla zona di
rottura, e pertanto il
fenomeno non pu
essere considerato come
un puro accidente dovuto
a processi fisiologici della
riparazione e della
cicatrizzazione;
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 72
Adattamento funzionale
per esempio pu
capitare che, dopo
una frattura del
corpo dellosso, la
disposizione delle
trabecole si alteri e
si ricostruisca
completamente
anche nelle
estremit.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 73
Adattamento funzionale
Inoltre, nei casi di
trapianto dellosso, per
esempio quando un
metacarpo viene
ricostruito con porzioni
prese dalla parte inferiore
dellulna, la velocit con
cui losso si riplasma
tale che le vecchie
strutture dellosso
trapiantato non sono
pi distinguibili.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 74
Adattamento funzionale
Associata in parte allo stesso fenomeno, e in parte da considerarsi
come un fatto separato, quella importante verit fisiologica che
dice che una condizione di deformazione, provocata da uno
sforzo, uno stimolo alla crescita.
Questa constatazione fondamentale nella biologia teoretica. Pi si
cammina, pi le suole delle scarpe diventano sottili, ma pi si
ispessisce invece la pelle della pianta dei piedi, e ci significa
che le cellule vive sono stimolate dalla pressione, o da quella
che si chiama usura, a crescere e a moltiplicarsi.
Il chirurgo ortopedico sa, quando fascia un arto fratturato, che la
fasciatura ha un effetto molto pi importante, e non solo quello di
tenere insieme le parti: la pressione costante che la fasciatura
applica allarto un diretto stimolo alla crescita e un agente
attivo nel processo di riparazione.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 75
Adattamento funzionale
I fenomeni della crescita possono
essere quindi spiegati dalla
tendenza che ha la crescita
i) ad essere accelerata dalla
deformazione e
ii) ad essere orientata della
componente tangenziale
dello sforzo che produce gli
effetti di far scorrere le parti
disposte obliquamente
rispetto alle linee
isostatiche, lasciando
indisturbate le parti disposte
parallelamente rispetto ad
esse.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 76
Roux (1895)
Per lOsso, lanatomista tedesco Wilhelm Roux (1850-
1924) formul nel 1895 i principi
delladattamento funzionale, che significa lo adattamento di
un organo alla sua funzione mediante la pratica di questultima,
e
del progetto di massimo-minimo, che significa che si deve
attingere la massima resistenza usando il minimo quantitativo di
materiale.
Roux assume che attraverso il meccanismo di ipertrofia
e atrofizzazione, losso si funzionalmente adattato alle
condizioni di vita dellanimale e ha raggiunto il profilo
massimo-minimo.
Roux sugger anche che losso spugnoso
rappresentasse una struttura di traiettorie.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 77
Adattamento funzionale
Studi approfonditi sono stati
condotti a partire dalla
formulazione di Roux per
mostrare che essa corrisponde
alla realt.
Pauwels (1948) dimostr che
larchitettura della sostanza
spugnosa corrisponde davvero
ad un insieme di traiettorie.
La costruzione teorica di
Kummer (1972) di un sistema
tridimensionale di traiettorie in
un modello di femore riproduce
la reale struttura dellosso
molto aderentemente.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 78
Adattamento funzionale
In una radiografia sagittale
dellestremit prossimale di un
femore di un uomo adulto si
notano diversi aspetti
morfologici caratteristici.
Attraverso la testa del femore
c un denso sistema di
trabecole compresse che
trasferiscono gli sforzi dalla
superficie di contatto superiore
fino alla regione calcare della
corteccia mediale.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 79
Adattamento funzionale
Un sistema secondario arcuato di
trabecole si getta ad arco dalla
superficie di giunzione infero-
mediale attraverso il collo
superiore e nella regione latero-
metafiseale.
Alla base del collo c una regione
a bassa densit tra i sistemi
compresso ed arcuato.
Questarea di densit ridotta
denominata Triangolo di Ward.
Nella regione distale della metafisi,
losso spugnoso comincia a
scomparire, allorch diventa
evidente il denso tronco corticale
della diafisi.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 80
Adattamento funzionale
LOsso spugnoso orienta larchitettura trabecolare in risposta alla
Storia quotidiana dello Sforzo. J. Wolff (1892) congettur che
lorientazione trabecolare nellOsso adattato corrisponde alle
direzioni degli Sforzi principali che sono creati da una singola
condizione di carico che rappresenta lusuale carico di un Osso
durante un certo periodo di tempo.
Questo punto di vista sembra essere corretto se i carichi ciclici sono
sempre applicati in identiche e coerenti direzioni durante un lungo
intervallo di tempo. Nel considerare i carichi su unarticolazione
come lAnca, tuttavia, chiaro che le direzioni di carico variano
sensibilmente con il tempo e dipendono dallattivit fisica che
viene svolta. Nessuna singola condizione di carico pu
generare la ricchezza dellarchitettura trabecolare che
prodotta dalla Storia di carico completa.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 81
Adattamento funzionale
Per stimare le direzioni della orientazione trabecolare
prevalente nellOsso adattato, si possono calcolare le
intensit e le direzioni degli Sforzi principali per un
certo numero di condizioni di carico scelte per
rappresentare al meglio la storia di carico
quotidiana. Si possono determinare le intensit degli
sforzi normali sui piani variamente orientati in varie
posizioni in una regione di Osso. Si calcola poi una
media pesata per determinare la tessitura trabecolare
nella struttura dellOsso.
Una conseguenza di questa idea di mediare nel tempo
gli sforzi principali che diventa possibile che si formi
Osso spugnoso con orientazioni principali che non
sono ortogonali una rispetto allaltra.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 82
Parametri invarianti dello Sforzo
Dal momento che i valori delle componenti del Tensore di Sforzo
dipendono dal Sistema di Riferimento, esse possono essere dette
varianti.
Tuttavia, a partire dalle componenti del Tensore di Sforzo si
possono calcolare alcuni parametri che hanno valori costanti
indipendentemente dal sistema di coordinate che si usato.
Questi parametri sono denominati invarianti dello sforzo. Due
invarianti dello sforzo particolarmente utili sono:
la componente normale sferica,
s
, e
la componente tangenziale ottaedrica,
o
.
Questi parametri sono valori scalari che possono essere calcolati a
partire dagli Sforzi principali.
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 83
Sforzo idrostatico
La componente normale sferica (anche
detta isotropa o idrostatica) dello sforzo
definita come il valore medio degli sforzi
principali:

s
= (
I
+
II
+
III
) / 3
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 84
Sforzo ottaedrico
La componente tangenziale ottaedrica lo
sforzo tangenziale che agisce sulla
faccia di un ottaedro centrato sugli assi
principali (ottaedro principale).
Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 85
Sforzo ottaedrico
La componente
tangenziale ottaedrica
lo sforzo
tangenziale che
agisce sulla faccia di
un ottaedro centrato
sugli assi principali
(ottaedro principale).


oct

oct

e
I

t
n

p
e
II

e
III

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 86
Sforzo ottaedrico
Su di una giacitura di normale n
T
{n
I
,n
II
,n
III
}
comunque orientata rispetto agli assi principali
x
I
,x
II
,x
III
, le componenti dello sforzo sono:
t
nI
=
I
n
I
, t
nII
=
II
n
II
, t
nIII
=
III
n
III
Nel caso particolare in cui la normale alla
giacitura coincide con la trisettrice degli assi
principali n
o
T
{1/(3)

,1/(3)

,1/(3)

} si ha:
t
oI
=
I
/(3)

, t
oII
=
II
/(3)

, t
oIII
=
III
/(3)

Resistenza dei
BioMateriali
Sforzo S 87
Sforzo ottaedrico
Si calcoli ora la componente normale
o
dello sforzo
t
o
T
{t
oI
, t
oII
, t
oIII
} nella direzione della trisettrice n
o
mediante il prodotto scalare:

o
= t
o
n
o
= (
I
+
II
+
III
) / 3
Il modulo dello sforzo ottaedrico si ottiene per differenza
vettoriale tra lo sforzo totale t
o
e il suo componente
normale
o
n
o
:

o
= |
o
| = | t
o
-
o
n
o
| = .. =
= {[(
I
-
II
)
2
+ (
I
-
III
)
2
+ (
II
-
III
)
2
]/3}