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T

orna dopo sette anni di silenzio il


maestro del giallo italiano: Carlo
Lucarelli.
Ritorna, dopo tanta televisione, alcuni
racconti e qualche saggio, con un ro-
manzo di ampio respiro: Lottava vibra-
zione, edito da Einaudi.
Un romanzo che ci racconta come era-
vamo pi di centanni fa quando parti-
vamo male equipaggiati per inseguire il
sogno colonialista in Africa.
Un libro che lautore spiega essere nato
e sviluppato dentro di s, senza che lui
lo cercasse.
Si rivelata una necessit, come una
spinta compulsiva che lha costretto a
studiare una parte della nostra storia sco-
nosciuta, come quella del colonialismo,
fno alla battaglia di Adua del 1896.
Questa storia lho avuta dentro la te-
sta, spiega Lucarelli nella lunga intervi-
sta che trovate a pagina 3, allinizio solo
con una serie di immagini, come quella
della bimba che balla a piedi nudi.
Poi sono stato a Massaua, proprio per
studiare lambientazione del libro, e ho
visto la stessa scena che per anni ho avu-
to nella mia mente: la bambina che balla
a piedi nudi.
L ho capito che questo voleva dire qual-
cosa per me e ho iniziato a procurarmi
documenti dellepoca e parlare con le
persone che ho conosciuto e vivono in
Eritrea.
Ho scoperto un mondo di odori, suoni,
caldo appiccicoso, che ho sentito di do-
vere descrivere nel libro.
E tornare alla scrittura vera deve aver-
gli fatto riprendere gusto alla narrazio-
ne tanto che, ci rivela, sta gi lavorando
ad un nuovo romanzo, un libro che lo
riporta alle origini quando esord con
Carta Bianca.
Ho in mente una nuova storia del com-
missario De Luca, rivela e la pubbli-
cher con Sellerio.
Noi ne siamo felici e aspettiamo, pron-
ti ad ospitarlo nuovamente sulla prima
pagina del nostro giornale, con il suo
nuovo lavoro.
Amore e guerrA Ai
Tempi dei corsAri
Intervista a Massimo
Carlotto
a pagina 4
iL misTero
degLi incurAbiLi
Il primo capitolo in esclusiva
a pagina 7
Los AngeLes e Le
ALTre ciTT in noir
La nuova collana Nero Alet
a pagina 10
eVenTi
Milano in Bionda
21 giugno 2008
a pagina 13
Joe LAnsdALe
Tre domande
a uno dei
maestri del
noir americano
contemporaneo
a pagina 11
LeonArdo
pAdurA
FuenTes
Vi racconto
la mia Cuba
di ieri e di oggi
a pagina 2
JAmes sALLis
Incontro
con lautore
de Il bosco morto,
in Italia in questi
giorni.
a pagina 6
pATricK
grAHAm
Paragonatemi
a Umberto Eco,
non a Dan
Brown

a pagina 5
Il maestro del giallo tornato
Dopo sette anni il nuovo romanzo di Carlo Lucarelli
interviste
Rivista bimestrale dedicata alla letteratura gialla e noir. Edizione gratuita. Numero uno, maggio 2008
Carlo Lucarelli [foto di Michele Corleone/Studio CUT UP]
milanoNERA 2 Maggio 2008
ediToriALe - dalla rete alla libreria, gratis.
Lavventura continua su carta
A
d ondate regolari qualcuno af-
ferma che il giallo morto, che
letteratura di serie B, o che comunque
se i giallisti fossero scrittori seri scri-
verebbero altro. Ecco: milanonera
nasce per confutare tutte queste tesi.
Unavventura che porto avanti dallago-
sto del 2006 quando, coinvolgendo
nellimpresa altri amici scrittori, critici
letterari e giornalisti, fondai il blognoir
milanonera.
Da allora di strada ne abbiamo fatta pa-
recchia: in diciotto mesi di attivit ab-
biamo recensito quasi quattrocento libri,
intervistato un centinaio di scrittori e il
blog, che nel frattempo si trasformato
in portale, si guadagnato la fducia di
diverse migliaia di lettori ogni mese.
Risultati che hanno convinto leditore
Kowalski, e noi della redazione, ad as-
sociarci per intraprendere la strada della
carta stampata creando cos milanone-
ra web press, un giornale che nasce dal-
la rete e arriva in libreria, gratuitamente.
Sar completamente a colori e verr di-
stribuito, con cadenza bimestrale, in tut-
te le librerie dItalia con una forte pre-
senza nei punti vendita Feltrinelli di cui
il marchio Kowalski fa parte.
Unavventura partita in solitaria col tem-
po si trasformata in una rivista collet-
tiva proponendosi come punto di riferi-
mento per gli appassionanti del genere,
lettori e addetti ai lavori.
Ci siamo impegnati leggendo, scriven-
do, incontrando gli scrittori. Ne nato
questo primo numero di cui vado or-
goglioso: tante recensioni, anticipazio-
ni e interviste ad alcuni degli autori di
genere italiani e stranieri pi famosi: da
Massimo Carlotto a Carlo Lucarelli, da
Valerio Varesi a James Sallis, da Joe Lan-
sdale a Leonardo Padura Fuentes.
Il noir mondiale direi che degnamente
rappresentato in queste pagine che ho
fortemente voluto zeppe di libri perch
la gente che ama leggere sempre alla
ricerca di buoni consigli di lettura.
E noi quei consigli li diamo gratis: sia
in rete che nelledizione cartacea cercan-
do di rispondere a quella richiesta che
forse molte testate dedicate al noir (pur-
troppo tutte fallite, forse a a causa di un
prezzo di copertina eccessivo) non sono
riuscite a convogliare. Noi ci proviamo.
Cocciutamente.
Il nostri intenti principali sono due.
Il primo: scrivere recensioni solo di libri
che ci piacciono. Perch i libri costano,
e perch vale la pena leggere solo buoni
libri. Non necessariamente appena pub-
blicati.
Non cerchiamo solo tra le novit - dove
sta scritto infatti che i libri nuovi sono
pi belli? - ma anche tra quelli del pas-
sato sforzandoci di sfatare la terribile
legge editoriale secondo la quale dopo
tre mesi un libro morto e sepolto.
Non cos.
Un bel libro rimane per sempre tale.
Specialmente se non lo si letto.
Laltro proposito di questo giornale car-
taceo (la dicitura web press deve essere
indicativa in questo senso) di creare
un circuito virtuoso con il sito www.mi-
lanonera.com dove ogni giorno, come
dallinizio dellavventura, pubblichiamo
un nuovo articolo che avrete la possibili-
t di commentare direttamente.
Insomma oggi non nasce lavventura
milanonera, continua.
Mi auguro per molto tempo.
Paolo Roversi
paolo.roversi@roversiplanet.com
EDITORIALE
Dopo anni di silenzio uscito in libreria La nebbia
del passato (Marco Tropea Editore, p. 350, 16.90)
il nuovo romanzo dello scrittore cubano Leonardo
Padura Fuentes. milanonera lha intervistato.
Lei sostiene che a cuba la letteratura sia pi li-
bera del giornalismo. perch? non ritiene che lo
stesso concetto potrebbe essere applicato anche
alla stampa di molti paesi occidentali?
La stampa cubana, che appartiene allo Stato, asso-
lutamente selettiva e al servizio del sistema. La lette-
ratura cubana ha assunto quindi anche il compito di
raccontare la realt, di diventare cronaca e memoria
del presente. Ripeto spesso che se
fra cinquantanni qualcuno legges-
se un giornale cubano e un mio ro-
manzo penserebbe che stiamo par-
lando di due paesi diferenti. Alla
fne la letteratura pi reale del
giornalismo. A parte la stampa di
propaganda, che il caso cubano,
spesso i media anche altrove sono
controllati da gruppi politici ed
economici.
nel suo ultimo romanzo mario
conde racconta come sempre la
vita quotidiana a cuba. Quant
cambiata lisola, e quant cam-
biato conde in questi undici
anni dinattivit?
Tra questo romanzo e i primi della serie sono passati
quasi quindici anni.
Mario Conde passa dalla fne della giovinezza alla
piena maturit, e in lui cresce il disincanto, una tri-
stezza pi profonda che deriva dalla consapevolezza:
quello che ha perso non pu recuperarlo, e questo
riguarda anche la societ.
Mario Conde invecchia con me ed testimone della
vita cubana. Il periodo che va dal 1989 al 2004 non
un periodo qualsiasi: sono i quindici anni che vanno
dalla caduta del muro di Berlino alla guerra in Iraq.
Adesso la gente con larrivo di Raul Castro ripone
pi speranza nel futuro, si augura che sia linizio di
uno spazio di possibilit individua-
le che prima non esisteva, linizio
di un cambiamento dopo lunghi
anni di immobilismo. Anche se per
il momento delle nuove concessio-
ni (come la possibilit di avere una
linea telefonica) ne benefcia solo
il 15-20 per cento della popolazio-
ne.
nel romanzo lei rievoca la dolce
vita habanera dei cabaret e dei lo-
cali notturni degli anni cinquan-
ta. Qualche nostalgia dellepoca
doro del bolero cubano?
Gli anni Cinquanta per me sono
unepoca sfumata dai ricordi al-
trui, soprattutto quelli dei genito
ri, ma la musica cubana di quegli anni il bolero.
A quellepoca la vita culturale dellAvana era molto
vivace, anche se cerano aspetti tragici, come la ditta-
tura di Batista. Inoltre allora si stava completando un
processo di corruzione iniziato ventanni prima, con
lingresso anche della mafa.
Ma il bolero lespressione del sentimento, della
drammaticit cubana, e di fronte allo splendore degli
anni Cinquanta provo il fascino di chi quellepoca
non lha vissuta.
Paolo Roversi
MilanoNera web press
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Paolo Roversi
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Daniela Basilico, Antonella Beccaria, Da-
niele Biacchessi, Paolo Bianchi, Annarita
Briganti, Donatella Capizzi, Claudia Cara-
maschi, Alfredo Colitto, Silvia Cravotta, Ste-
fano Favaro, Fabio Fracas, Paolo Franchini,
Paolo Grugni, Simona Mammano, Adele
Marini, Luca Ottolenghi, Giancarlo Pagani,
Valeria Palumbo, Seba Pezzani, Rafaella Pic-
cinni, Massimo Rainer, Paolo Roversi, Am-
bretta Sampietro, Simone Sarasso, Gian Paolo
Serino, Giampaolo Simi, Nicoletta Vallorani.
la Cuba di ieri e di oggi raccontata da Leonardo Padura Fuentes
Leonardo Padura Fuentes
milanoNERA 3 Maggio 2008
INTERVISTE
F
accio lintervista a Carlo Lucarelli nel
suo castello di Mordano. unantica
costruzione allinterno della cui torre lo
scrittore ha posto il suo studio.
Enorme tavolo in cristallo al centro, gran-
di fnestre che assicurano tanta luce, ma
anche la vista del paese e librerie, tante
librerie, i cui autori sono suddivisi in ma-
niera geografca (la stessa soluzione che
ho adottato io).
Sono tanti anni che conosco Carlo e ogni
volta che passo con lui varie ore ho la ma-
niera di apprezzarlo per la sua semplicit,
piena di introspezione, che la fama non
ha mai scalfto.
Faccio fatica a trovare un posto nellenor-
me tavolo per il mio computer, devo spostare pile di
fogli, sentenze, relazioni parlamentari, tutto materiale
che sta studiando per le prossime puntate di Blu Not-
te.
La prossima, che inizia in autunno, afronter il tema
della mafa al nord.
Sar una puntata da non perdere assolutamente.
come lavori per costruire una puntata di blu notte?
I miei collaboratori, i giornalisti Francesco La Licata e
Mario Portanova, fanno un dossier, lo completano con
interviste, sentenze e quanto dato sapere sul caso. Poi
voglio leggere tutto e racconto sintetizzando, tenendo
ovviamente conto dei tempi televisivi. Quello che viene
fuori sono 40 pagine di testo in cui inserisco i flmati.
Quanto questo romanzo importante per te?
Moltissimo, mi sento emozionato come al mio debutto
che avvenuto con Carta bianca pubbli-
cato da Sellerio nel 1989.
perch questo libro, anchesso storico
come i sellerio, non lhai proposto alla
tua prima casa editrice?
Il commissario De Luca Sellerio, ma
questo nato con Einaudi.
I romanzi nuovi che penso diventano
automaticamente Einaudi, perch parlo
dellidea che ho in mente con Severino
Cesari, editore con Paolo Repetti della
collana Stile Libero, e insieme ne discu-
tiamo.
Hai presente la domanda che per un
po di tempo non ti faranno pi i tuoi lettori, ma
che fno alluscita di questultimo romanzo ti sta-
ta fatta ovunque e con assoluta costanza. Quando
esce il suo prossimo romanzo?
Mi rendo conto delle ragioni dei miei lettori, ma io
questa storia lho avuta dentro la testa, allinizio solo
con una serie di immagini, come
quella della bimba che balla a pie-
di nudi. Poi sono stato a Massaua,
proprio per studiare lambienta-
zione del libro, e ho visto la stessa
scena che per anni ho avuto nella
mia mente: la bambina che balla a
piedi nudi.
L ho capito che questo voleva dire
qualcosa per me e ho iniziato a
procurarmi documenti dellepoca e parlare con le per-
sone che ho conosciuto e vivono in Eritrea. Ho scoper-
to un mondo di odori, suoni, caldo appiccicoso, che ho
sentito di dovere descrivere nel libro.
I suoni mi hanno appassionato, tutti questi dialetti di-
versi, dovevo riuscire a farlo per-
cepire anche a chi legge il libro.
Spero di esserci riuscito. Vole-
vo rendere la sintonia delle varie
voci.
Ho inserito una colonna sonora,
come in tutti i miei libri, lunica
che non centra una canzone di
Nilla Pizzi, ma lho voluta met-
tere perch la cantava mia madre
quando ero piccolo e per me ha una valenza speciale.

perch nello sfondo, come un protagonista, hai mes-
so la battaglia di Adua?
Perch gli italiani hanno avuto questa grande sconft-
ta per i soliti motivi di tutta la nostra storia recente.
Sono andati in Africa impreparati, anche culturalmen-
te, volevano farne un pezzo dItalia, senza sapere cosa
avrebbero trovato. Le persone, la terra cosa avrebbe
potuto dare.
In pi senza soldi. Gli studenti, a Napoli, dopo la scon-
ftta di Adua, che costata cinquemila morti, gridava-
no Viva Menelik il negus etiope che ci ha battuto ad
Adua.
C stata quindi una ribellione in Italia a questo delirio
di conquista. Mi viene il parallelo con lIraq.
so che con questo romanzo hai avuto in mente
Konrad, Kipling, ma io leggendolo ho sentito tanto
dellanima nera dellHemingway de i quarantanove
racconti? pensi che io sia cos lontana con questo
paragone letterario?
No, non ci avevo pensato, ma ti ringrazio per il parago-
ne e penso che tu abbia ragione.
nei tuoi precedenti romanzi non hai mai inserito la
parola amore. in questo s. perch?
Ho spaziato nei sentimenti, aggiungendo anche questo.
Alcuni di questi amori sono uniti alla morte, altri no.
il prossimo libro? non ho potuto evitare la doman-
da, cos sar la prima ad avertela fatta per i prossimi
sette anni
Non rinnegando i miei libri precedenti, ho in mente
una nuova storia di De Luca, e sar Sellerio.
Simona Mammano
Lo scrittore ritorna in libreria con un romanzo dopo sette anni
LAfrica che mi fa vibrare
Unintervista a trecentosessanta gradi con Carlo Lucarelli
Carlo Lucarelli
LoTTAVA VibrAzione
einaudi, p. 456, 19,00
Questa la terra dellottava vibrazione
dellarcobaleno: il Nero
il lato oscuro della luna,
portato alla luce.
Ultimo colpo di pennello nel dipinto di Dio.

dal poeta etiope Tsagaye Gabre-Medhin, che Carlo Lu-
carelli prende il titolo del suo ultimo romanzo, Lottava
vibrazione (Einaudi 2008, pp. 456, euro 19), un libro che
lautore spiega essere nato e sviluppato
dentro di s, senza che lui lo cercasse.
Si rivelata una necessit, come una
spinta compulsiva che lha costretto a
studiare una parte della nostra storia
sconosciuta, come quella del colonia-
lismo, fno alla battaglia di Adua del
1896.
Con questo romanzo Lucarelli cresciu-
to nella scrittura come forma, perch ri-
esce a trasmetterci vivide immagini che
coinvolgono a fondo i nostri sensi, ma
riuscito a mettere in luce tutta la sua
sensibilit di scrittore.
Il lettore viene assalito in maniera in-
tensa dagli odori, a volte forti e sgrade-
voli, dai rumori, dai silenzi, dalla confusione di una terra che
considerata di tutti, tranne di chi lha sempre abitata, para-
gonandola cos a un far west italiano. Riesce a farci percepire
i diversi sentimenti che animano le persone che abitano la
colonia, con le loro passioni, a volte con un risvolto nero,
altre con uno amoroso.
S, Lucarelli ci parla anche di amori, al plurale perch gli
amori possono essere dolci, ma anche terribili.
un romanzo profondo quello che ci propone, dove mette
in luce le motivazioni che gli italiani hanno dato per con-
quistare una colonia, esattamente identiche a quelle con cui
tutto il mondo odierno giustifca le invasioni in altre terre:
lesportazione della democrazia.
Questo un romanzo corale, dove le
storie dei personaggi non sono mai se-
condarie. Ma corale anche dal punto
di vista linguistico, perch tutti i prota-
gonisti utilizzano una loro lingua, che
pu essere un dialetto africano, ma an-
che la miriade dei dialetti italiani, dove
la diversa provenienza rivela e mette in
luce culture a volte opposte, anche se
provengono dalla stessa Italia.
Se Lucarelli per darci un romanzo cos
completo deve metterci sette anni, sia-
mo disposti ad aspettare gli stessi tem-
pi per il prossimo.
Simona Mammano
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Einaudi. Stile libero Big
19,00
Carlo Lucarelli (Parma 1960) vive tra Mordano
e San Marino. Dopo Almost blue (1997),
Il giorno del lupo (1998), Lisola dellAngelo
caduto (1999), Mistero in blu (1999), e Guernica
(2000), tra gli ultimi suoi libri pubblicati
da Einaudi Stile libero ci sono il romanzo
Un giorno dopo laltro (2000) e i racconti di
Il lato sinistro del cuore (2003); poi Nuovi misteri
dItalia (2004), La mattanza (2004) e Piazza
Fontana (2007) gli ultimi due con allegati
i Dvd del ciclo televisivo Blu notte.
I suoi romanzi sono tradotti in pi lingue, e sono
oggetto di versioni cinematografiche e televisive,
tra cui la recente serie Lispettore Coliandro.
Conduce da alcuni anni in Tv Blu notte,
la fortunata trasmissione dedicata a casi misteriosi
e insoluti, o ad aspetti in ombra della storia italiana.
ISBN 978-88-06-19069-9
9 7 8 8 8 0 6 1 9 0 6 9 9
Massaua, 1896.
Nel catino rovente di una citt sensuale
e cosmopolita tutti i destini si intrecciano.
Mentre un detective non autorizzato
ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini,
uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo,
verso il proprio destino. Verso la pi colossale
disfatta che il colonialismo europeo
abbia subito. La battaglia di Adua.
Un grande romanzo di guerra e damore. E di delitti.
Una storia epica rinasce dallombra del passato
e irrompe in una luce cupa e visionaria, splendida e dannata.
Tutte le voci, i dialetti e le lingue, sono il tessuto di un romanzo
corale dove inferno e salvezza abitano insieme. Gli amori
i tradimenti i deliri e le perversioni pi folli si intrecciano
allinnocenza pi pura, larroganza dei potenti vive accanto
alla comunit degli umili, la magia e il quotidiano si fondono.
Lo scrittore che ha rinnovato il noir italiano
porta la propria indagine della met oscura dellanima
in un nuovo, inesplorato terreno.
Dove una pagina oscura della nostra storia diventa leggenda.
Si sentiva.
Si sentiva nellaria che schiacciava la citt.
Cera qualcosa di diverso in quellaria immobile
e pesante, calda come in un forno, un odore
aspro di metallo e fumo bagnato, un brivido
elettrico, che sapeva di bruciato e faceva rizzare
i peli sulle braccia. Era gi stagione di piogge,
ma non aria di temporale quella che possono
sentire tutti, da Massaua e lungo la costa, oltre
Archico, Zula, Assab, e dentro, fino a Cheren,
e su per laltopiano, fino ad Asmara, Agordat
e oltre, oltre i confini della Colonia, nelle terre
del negus.
aria di guerra.
Progetto grafico di Riccardo Falcinelli.
Elaborazione grafica di immagini Gettyimages e De Agostini/Alinari.
Image editor Maria Virdis.
EINAUDI STILE LIBERO BIG
CARLO LUCARELLI
LOTTAVA
VIBRAZIONE
LUCARELLI COVER.qxd 26-02-2008 17:04 Pagina 1
il libro
In Eritrea ho
scoperto un
mondo di odori,
suoni, caldo
appiccicoso,
che ho sentito
di dovere
descrivere nel
libro.
Carlo Lucarelli
Gli italiani sono andati
in Africa impreparati,
volevano farne un pezzo
dItalia, senza sapere
cosa avrebbero trovato
milanoNERA 4 Maggio 2008
INTERVISTE
T
rovo che sia stato coraggioso ambientare un
romanzo nel 1500 con protagonisti due corsa-
ri omosessuali. come ti venuta lidea?
Leggendo il verbale di un processo del SantUfzio che
mi ha dato la possibilit di scoprire che nelle citt cor-
sare si rifugiavano gli omosessuali che volevano vivere
la loro vita in modo pubblico e senza il timore di essere
processati, torturati e uccisi. Inoltre cercavo due perso-
naggi di rottura con il mondo occidentale e cristiano
e due ex lanzichenecchi gay mi sono sembrati perfetti.
Quanta ricerca e documentazione c voluta per ri-
costruire cos bene la vita dei corsari?
Oltre tre anni di letture e ricerche per scoprire duran-
te un viaggio ad Algeri che la prima stesura era poco
equilibrata dal punto di vista storico essendomi docu-
mentato su testi di storici occidentali e
cristiani.
Per fortuna ho incontrato intellettuali
algerini che mi hanno dato la possibilit
di accedere ad altri testi e lIstituto di
Cultura Italiano riuscito a ottenere il
permesso per una mia visita al palazzo
del Beylerbey e allharem, luoghi fonda-
mentali per la mia narrazione.
Ti sei ispirato a qualche autore in par-
ticolare per scrivere questo romanzo?
No. Ho voluto arrivare a questo ro-
manzo privo di bussola per godermi
lesperienza fno in fondo.
Hai voluto raccontare una metafora di come le reli-
gioni dovrebbero convivere? Quella che ora sembra
la pi integralista una volta era la pi tollerante e
viceversa...
Fino a quando i corsari rinnegati ebbero saldamente
in pugno il potere nelle citt del Maghreb lIslam fu
tollerante e in qualche modo progressista (eccetto la
condizione femminile).
Quel mondo termin nel 1830 con la conquista fran-
cese dellAlgeria e da quel momento linvoluzione della
societ fu una costante interrotta negli anni Sessanta
dalla liberazione ma oggi, purtroppo, il fondamentali-
smo uccide gli omosessuali, la libert, opprime le don-
ne e la cultura.
Del resto anche vero che il mondo cristiano su certi
temi non ha fatto poi tutti questi progressi
il tuo libro si apre con lattacco di carlo V ad Alge-
ri, la roccaforte dei corsari. una battaglia epica fra
buoni e cattivi anche se a ben vedere nessuno dei
due contendenti era completamente buono o cat-
tivo
Non cerano buoni e cattivi.
Nella guerra di corsa un mondo
era speculare allaltro. I cavalieri di
Malta e i veneziani erano pirati del-
la peggior specie esattamente come
gli algerini.
Quello che mi interessava veramen-
te svelare era che dietro al concet-
to di scontro di civilt si cela, ieri
come oggi, la necessit del control-
lo politico, militare ed economico
del Mediterraneo.
Quanta verit storica e quanta
fantasia c nel tuo romanzo?
La fantasia lintreccio di trama. Personaggi, ambien-
tazioni e fatti sono fedelmente riprodotti dalle crona-
che dellepoca.
c una bella frase nel romanzo in cui si dice che
farsi turchi era un modo per cambiare la propria
condizione: il destino non era deciso dalla nascita
ma dalla fortuna...
E questa era la molla che faceva scattare in molti au-
daci il desiderio di farsi turchi.
Mi ha colpito scoprire che moltissimi europei sono
diventati corsari e musulmani (per pura convenienza)
per poter sfuggire a un destino deciso fn dalla nasci-
ta. Linquisizione quando li processava insisteva molto
su questo punto e cio sullardire di aver voluto osare
pensare di mutare la propria posizione sociale dato che
solo Dio pu decidere chi nasce nobile e chi plebeo.
Tu ti sei sempre dichiarato un autore di genere (al-
meno al festival nebbiagialla lo hai fatto): cristiani
di Allah per forse sinserisce pi nel flone del ro-
manzo storico che in quello noir mediterraneo a te
tanto caro.
corretta questa interpretazione?
Sono e rimango feramente un autore di genere e ho
scritto questo romanzo pensando a un noir mediterra-
neo o meglio a un progetto che mi portasse alle origini
di questo flone narrativo.
Ho cercato di stare il pi lontano possibile dal romanzo
storico vero e proprio (anche se la tentazione era forte
per la mole di materiale che avevo a disposizione).
Ritengo di essermi attenuto alle regole fondamenta-
li del noir, ma mi rendo conto che forse non cos
evidente.
il titolo del romanzo un omaggio a un altro libro.
ce ne vuoi parlare?
Sergio Atzeni oltre ad essere un grande scrittore sta-
to anche un grande traduttore e questa attivit poco
nota. Prendendo il titolo da un importante saggio dei
Benassar tradotto ormai nel lontano 91 e pubblicato
da Rizzoli ho voluto rendergli omaggio.
dallAlligatore al corsaro redouane un bel salto:
quanto stato difcile staccarti dal tuo personaggio
e inventarne uno altrettanto forte?
Ho dovuto concentrami molto per immaginarlo.
Prima di scrivere ho avuto bisogno di vederlo nel-
la mia mente e solo allora sono riuscito a staccarmi.
Anche per questo stato fondamentale il viaggio ad
Algeri, camminare per i vicoli della Casbah, osservare
la citt con il suo punto di vista mi ha permesso di
renderlo forte. Al punto che molti lettori mi stanno
chiedendo il seguito.
In che guaio mi sono cacciato?
per dirla come il titolo di un tuo romanzo: con lAl-
ligatore solo un arrivederci amore, ciao non un
addio, giusto? Quando lo rivedremo allopera?
Il nuovo romanzo dellAlligatore uscir a settembre
2009. Come ho avuto modo di dire a NebbiaGialla,
ho bisogno di tempo per maturare una storia impor-
tante e capire le trasformazioni umane e psicologiche
del personaggio.
come ti comporterai col personaggio di rossini?
continuer a essere presente nelle tue storie anche
se lispiratore di questo personaggio non c pi
come hai raccontato ne La terra della mia anima?
Rossini, come hanno avuto modo di ripetere pi volte
i miei lettori, deve continuare a vivere come personag-
gio di carta e io sono molto felice di accontentarli.
Paolo Roversi
milanonera incontra lautore di Cristiani di Allah
Amore e guerra ai tempi dei Corsari
Battaglie epiche e amori omosessuali nel nuovo romanzo di Massimo Carlotto
Massimo Carlotto
crisTiAni di ALLAH
e/o, p. 194 19.50
A
lgeri, 1541.
La possente armata
di Carlo V, punta di lan-
cia della Cristianit, vie-
ne annientata alle porte
della capitale nordafrica-
na dai corsari di Hassan
Agha, che reggono la
citt per conto del sul-
tano di Costantinopoli.
I corsari sono in gran
parte dei rinnegati, eu-
ropei cristiani che hanno abbracciato lIslam, per interes-
se, come scelta di libert o pi semplicemente per poter
saccheggiare navi e depredare le coste del Mediterraneo
sotto la protezione della Sublime Porta.
Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del roman-
zo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secon-
do tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto la libert di
Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie
e dove credono di poter vivere indisturbati la loro storia
damore proibita.
il libro
Dietro al concetto
di scontro di civilt
si cela, ieri come
oggi, la necessit
del controllo
politico, militare
ed economico del
Mediterraneo.
Massimo Carlotto [Foto Michele Corleone/Studio Cut Up]
milanoNERA 5 Maggio 2008
INTERVISTE
A
mbientato tra Roma e gli Stati
Uniti, Il Vangelo secondo Satana
un thriller che seduce.
Marie Parks, agente dell FBI, ma so-
prattutto essere umano innocente, viene
manipolata dalla Chiesa per recuperare
un libro autentico e compromettente, il
Vangelo secondo Satana, appunto.
Come il monito delle Recluse, antico e
misterioso ordine religioso, preannun-
cia, Qui fnisce linizio, qui riposa il
segreto della potenza di Dio.
In occasione della presentazione italiana
del romanzo, milanonera ha intervista-
to lautore.
come nata lidea di questo roman-
zo, come ci ha lavorato e che tipo di
ricerche ha efettuato?
Lidea nata da un incontro avvenuto a
Roma tre anni fa con un amico di infan-
zia che lavora in Vaticano.
Mi parl di manoscritti proibiti della
cristianit che negavano lesistenza di
Dio e di particolari conosciuti solo dalla
Chiesa.
Erano custoditi presso ordini religio-
si, ma grazie ad amici ho avuto acces-
so a varie biblioteche e ho potuto farmi
unidea precisa della materia.
Lei credente? se non lo si defnisce
un ateo o un agnostico?
No, non sono credente, lo sono stato, e
da allora tento, guardando chi crede, di
recuperare la fede. Niente in particola-
re mi ha fatto capire di non credere,
successo cos e ho capito che la chiesa
in cui credevo era qualcosa di vuoto,
unopinione soggettiva.
Credere implica una scelta, come la fe-
licit, la si costruisce giorno per giorno,
un po come un matri-
monio. Sono un agnosti-
co, esserlo signifca essere
certo di essere solo e non
avere paura di credere
che dopo la vita non ci
sia pi nulla. LAteismo
invece una religione,
poich signifca credere
in Dio e volerlo rifutare
allo stesso tempo.
come si conciliano
lattivit di consulente
dazienda e quella di
scrittore? A quale ri-
nuncerebbe se ne fosse
costretto?
un equilibrio precario, squilibrato, mi
alzo presto la mattina per poter scrive-
re, difcile gestirli entrambi. Un altro
mestiere mi aiuta ad avere un certo equi-
librio, anche se pu sembrare un para-
dosso.
Ho capito che scrivendo riesco a per-
cepire ci che scrivo. Scrivere una
passione, non un mestiere, non voglio
programmare luscita di un nuovo libro,
ma unattivit pi istintiva e rilassata,
limportante che non bisogna dipen-
dere dal successo.
Quanto di lei si pu trovare nei suoi
personaggi e quale di questi la tratteg-
gia meglio?
Carso e Marie Parks mi tratteggiano
molto, la mia parte femminile mi rap-
presenta pi di quanto vorrei ammette-
re. Volevo un vero essere umano inno-
cente, puro, bistrattato, consumato, che
subisce la vita e tenta di ribellarsi a ci
che le cose vogliono farla diventare.
chi la vittima del romanzo?
Marie Parks senza dubbio, utilizzata
dalla Chiesa per recuperare il Vangelo, il
suo dono, linnocenza, la porta a diven-
tare vittima. Manipolata senza render-
sene conto, lei il vero
personaggio martiriz-
zato e quello innocente
per eccellenza.
perch la scelta di
roma e gli stati uniti?
Roma il fulcro della
religione, la Francia sa-
rebbe stata troppo pic-
cola per Marie, avevo
bisogno di spazi ampi e
io mi sono alimentato
di letteratura Nord ame-
ricana. Ecco perch gli
Stati Uniti.
che somiglianza esiste con il codice
da Vinci?
Sono libri molto diversi, sebbene super-
fcialmente possano indurre ad un con-
fronto e a una confusione tra i lettori.
I personaggi fanno la diferenza, gesti-
to nel libro passato e presente, lindagine
pi simile a quella di Umberto Eco,
lambientazione pi italiana.
come mai i gialli stanno vivendo una
stagione cos felice secondo lei?
cosa attira i lettori?
Accade questo perch si ammazza al po-
sto dei lettori. Con i gialli gli fai vivere
quello che vogliono vivere, rifutandolo
allo stesso tempo, si mette in luce il loro
lato oscuro. Abbiamo paura di ci che
ci afascina.
cosa consiglia a un giovane autore
che vuole scrivere un giallo?
Consiglio di difdare di qualunque con-
siglio, di scrivere ci che si vuole scrive-
re. Non lasciatevi dire da nessuno che
quello che scrivete non sia valido, scri-
vete sempre: qualcosa rimarr.
La pi bella soddisfazione che ha avu-
to come scrittore?
Il fatto di essere innamorato di Marie Parks.
A chi deve dire grazie?
Ringrazio i lettori e un grazie anche alla
storia, ai personaggi, a Marie Parks, mia
moglie inizia a essere gelosa.
Ha mai pensato a una trasposizione
cinematografca del suo libro?
Nei cartoni animati ci sono stati degli
adattamenti, ma non ho avuto delle vere
proposte concrete.
E poi sono una persona molto esigente
e non facile accontentarmi.
chi il suo lettore prediletto se ne esi-
ste uno in particolare?
Quando scrivo non penso mai al lettore,
devi ancorarti al fusso universale, scri-
vere un atto egoistico e solitario.
cosa dobbiamo aspettarci dai suoi
prossimi romanzi?
Un nuovo romanzo uscir in ottobre.
Poi arriver anche il seguito del Vangelo
secondo Satana, non perch voglia ca-
valcare londa, ma perch voglio conclu-
dere questa storia in modo compiuto.
Claudia Caramaschi
incontro con patrick graham, autore de Il Vangelo secondo Satana
Non paragonatemi a Dan Brown;
io mi sono ispirato a Umberto Eco
Il romanzo stato un vero caso letterario in Francia
Agli esordienti
dico: non
lasciatevi dire
da nessuno
che quello che
scrivete non
valido, scrivete
sempre: qualcosa
rimarr
Graham Patrick [Foto: Matthieu Jas]
milanoNERA 6 Maggio 2008
INTERVISTA
V
alerio Varesi uno di quegli scrit-
tori che ti entrano nel cuore. Per
la delicatezza del linguaggio, per lori-
ginalit delle storie, per la capacit di
coinvolgere il lettore attraverso una
narrazione mai sopra le righe e per
lessersi inventato il personaggio del
Commissario Soneri, protagonista an-
che di Oro, incenso e polvere, lulti-
mo romanzo dellautore parmense.
Che proprio a Parma ambienta le av-
venture del suo personaggio pi fa-
moso che in questo caso si muove in
unatmosfera felliniana di rara bellezza
in cui si trova a indagare sullomicidio
di una giovane ragazza rumena, trova-
ta carbonizzata nei pressi di un campo
nomadi.
Ma in questo nuovo episodio, per So-
neri le sfde non fniscono l: ne deve
combattere una personale con Angela,
la sua compagna infatuatasi di un altro
uomo.
Varesi d prova di rara maestria nellap-
profondire laspetto psicologico e senti-
mentale della storia riuscendo cos a ren-
dere ancora pi umano il personaggio del
suo commissario, che nella fction Neb-
bie e delitti interpretato da Luca Bar-
bareschi. E proprio a proposito di questo
abbiamo chiesto un parere allautore.
La trasposizione televisiva del commis-
sario soneri ritiene sia fedele a quella
del personaggio da lei inventato?
Molto, e oserei dire che quasi flo-
logica, nel senso che Barbareschi, pur
essendo molto diferente fsicamente
dal Soneri letterario che ho creato, ha
saputo magistralmente calarsi dentro il
carattere del personaggio, da lui giusta-
mente defnito un po chandleriano,
sapendogli dare quelle sfumature ca-
ratteriali, sentimentali ed emotive che
prima di farlo diventare un poliziotto
lo fanno essere uomo.
Soneri non potrebbe mai interpretare
una scena dinseguimento allameri-
cana perch un personaggio molto
pacato e introverso e fargli compiere
azioni rocambolesche sarebbe stato in-
sensato.
Sono molto contento della sua inter-
pretazione, stato bravissimo cos come
tutti gli altri attori, la produzione, il re-
gista e il direttore della fotografa che
hanno saputo calarsi dentro la realt
del romanzo di provincia caratterizzato
dal proflo orizzontale della bassa.
La fction mantiene la caratteristica dei
miei libri che rappresentata dalla for-
te connotazione territoriale e dallim-
portanza dellabitabilit dello stesso
territorio.
com nata lidea di creare una saga
poliziesca come quella di soneri e
come pensa che la letteratura di ge-
nere possa riuscire a raccontare lita-
lia dei nostri giorni?
Soneri nato abbastanza casualmente.
Quando decisi di scrivere il primo ro-
manzo che lo vide protagonista stavo
seguendo il caso della famiglia Car-
retta per Repubblica, il quotidiano per
cui scrivo, e la storia turpe di questa
famiglia che improvvisamente sem-
brava essere sparita nel vuoto mi aveva
interessato molto, sia come cronista sia
come uomo.
Cos decisi di scrivere una storia ispi-
rata a questa vicenda e inevitabilmen-
te il genere che pi si prestava al rac-
conto fu proprio quello poliziesco. A
quel punto, serviva un personaggio
che soccupasse delle indagini e cos
minventai la fgura del Commissario
Soneri, ispirandomi non solo alla mia
sensibilit ma anche ad alcuni poli-
ziotti veri che conoscevo e frequentavo
per dovere di cronaca. Quando poi ho
visto che il personaggio piaceva davve-
ro, forse proprio per questa sua aria in-
dividualista, malinconica, introversa, a
tratti persino scorbutica, mi venuto
naturale continuare a scrivere di lui e
dargli una continuit. Cerco sempre di
scrivere di vicende che possano essere
rappresentative ed emblematiche. Non
minteressa costruire una storia per
confondere il lettore fno alla penulti-
ma pagina per scoprire lassassino.
Quello che cerco di fare costruire
una storia che racconti uno scenario,
uno spezzone di vita che rappresenti la
realt attuale cosa che peraltro ritengo
sia in grado di fare non solo la lettera-
tura di genere, anche se innegabile
che questultima risulti essere pi in
presa diretta perch pi vicina alla cro-
naca e alle aberrazioni odierne.
Ritengo che il delitto rappresenti una
sorta di crepa nel terreno della realt,
attraverso la quale sia possibile vedere
quello che si nasconde sotto. E spesso
queste crepe squarciano il terreno di
quella che viene ritenuta la soporifera
provincia in cui sembra che nulla acca-
da e dove invece le cronache spesso ci
dimostrano il contrario.
Daniela Basilico
dalla carta stampata alla televisione
intervista con lautore de Il bosco morto recentemente pubblicato in italia da giano
James Sallis visto da vicino
Lautore sar a Piacenza il prossimo 15 maggio
i
l libro di un altro che avresti voluto
scrivere e il libro tuo che non avre-
sti voluto scrivere.
Afronto come prima la seconda doman-
da; in realt, i miei libri mi piacciono
tutti. Se al loro interno ci sono cose che
appaiono ingenue, cose che ora come ora
risolverei diversamente? Certo che s. Ma
credo che la mia evoluzione come scritto-
re per quanto riguarda tutti i vari generi
abbia seguito un percorso incredibilmen-
te diretto.
Mi piacerebbe aver scritto Meridiano di
sangue, Lassassino che in me, Ulisse, Il
giorno della locusta, More Tan Human,
La sorellina, Ltranger, Luomo che cad-
de sulla terra, e un altro paio di centinaia
ancora.
sei uno scrittore di genere o uno scrit-
tore tout court, perch?
Nonostante io sia conosciuto principal-
mente come autore di polizieschi, la mia
carriera cominciata come scrittore
di fantascienza. I miei pi vecchi amici
vengono dal mondo della fantascienza,
un mondo in cui tengo ancora un piede.
Contribuisco profusamente e con regola-
rit a riviste poetiche e letterarie, ho tra-
dotto un romanzo di Raymond Queneau
e ho pubblicato volumi di musicologia,
ho scritto una biografa di
Chester Himes e ho lavorato
per molti anni come scrittore
di recensioni letterarie, critico
e columnist.
un sempreverde da tenere
sul comodino, una canzone
da ascoltare sempre, un flm
da riguardare...
Ci sono libri sui quali conti-
nuo a tornare. Tra questi vi
sono quelli che ho gi citato
prima, oltre ai testi di To-
mas Pynchon, uno strano romanzetto di
Tomas McGuane intitolato Panama, e
qualsiasi cosa Donald Harington abbia
scritto.
In quanto musicista, suono musica mon-
tana daltri tempi, blues e musica count-
ry ed quindi questo che ascolto pi
frequentemente. Al momento mi diletto
con mandolino e chitarra Hawaiana.
Road House un flm che continuo a ri-
guardare, una splendida rivisitazione del
nostro mitico West.
si pu vivere di sola scrittu-
ra oggi?
Ho scritto per oltre 40 anni.
Solo negli ultimi quattro
sono stato in grado di mante-
nermi con la scrittura.
Prima di allora, grandi recen-
sioni e mail di fans hanno la-
sciato il mio conto bancario
piuttosto indiferente. Ovvia-
mente, per, i miei testi sono
molto poco commerciali.
Favorevole o contrario alle
scuole di scrittura creativa? perch?
Nella migliore delle ipotesi sono un co-
lossale spreco di tempo e denaro, e nella
peggiore spingono a codifcare provin-
cialismi pericolosi per uno scrittore, e in
generale per la letteratura.
Bisogna rendersi conto che la scrittura
creativa negli USA una grande industria
che si auto-alimenta.
Quanto c di lei in Turner il protago-
nista del romanzo Il bosco morto appe-
na pubblicato in italia?
13.5%. In tono pi serio: siamo entram-
bi del Sud, abbiamo avuto vite interes-
santi, siamo dei sopravvissuti. Ecco tutto.
Sempre pi nelle mie opere, per lo meno
da Lew Grifn in poi, mi sono reso con-
to che scrivo di personaggi che dopo aver
trascorso periodi terribili sono approdati
a una sorta di quieto stato di grazia.
due chiacchiere con Valerio Varesi dai cui romanzi stata tratta la serie Nebbia e Delitti
Soneri in tv un personaggio chandleriano
James Sallis
milanoNERA 7 Maggio 2008
FRESCHI DI STAMPA
Fine novembre, A.d. 1589
L
a notte si fonde nel mare. Il cielo
va rannuvolandosi a strisce lun-
ghe e viola. Maliziosa, la Lanterna
continua a fare locchiolino a inter-
valli regolari di luce e oscurit.
Di fronte al molo per le calate, in un
vicolo di case basse, due giovani uo-
mini ridono con lallegria del vino,
incuranti dellora tarda.
Una bottiglia cade senza rompersi e
danza per un lungo istante. Accanto
a loro passa una barca a remi capo-
volta.
Da sotto spuntano quattro gambe pe-
lose e altrettanti piedi scalzi. Gli sghi-
gnazzi aumentano di vigore.
Una scia dodore di pittura li saluta
insieme allinsolita visione che spa-
risce allangolo dopo i magazzini.
Giunti davanti al palazzo signorile
di una delle famiglie Del Pozzo, i
due giovani si salutano menandosi
delle gran pacche sulle spalle, dandosi
convegno per la notte seguente. Non si
sarebbero pi rivisti.
Mentre lamico si allontana inciam-
pando nei suoi stessi talloni, Biagio
armeggia in tasca per trovare la chia-
ve del portone.
LOmbra dellEclissi cala improvvisa
su di lui e rabbuia lintera facciata
della casa. Il ragazzo sente prima
freddo, poi un sibilo.
Una lingua rugosa e salda gli stringe
la gola raspando la carne. Ha appena
il tempo di saggiarne lasperit con la
falange di un dito.
Il respiro si mozza e gli manca laria.
Prima che possa reagire, lOmbra
lo solleva di peso da terra e il collo
si spezza con il rumore di un gambo
di sedano. Il corpo vola nellandrone
buio del palazzo accanto.
La chiave picchia sul selciato, fa al-
cune allegre capriole e si ferma in un
interstizio.
Del giovane Biagio non rimane altro.
Lautore
Lorenzo Beccati vive ad Alassio e
lavora a Milano. autore di diversi
programmi televisivi di successo.
Ha pubblicato per Kowalski i ro-
manzi Il barbiere di Maciste (2003) e
Il santo che annusava i treni (2005).
Il Guaritore di maiali (2007), suo
esordio nel thriller, stato venduto
in Germania.
il nuovo romanzo di Lorenzo beccati
Il mistero degli incurabili
Il primo capitolo in esclusiva per MilanoNera
Una lingua rugosa
e salda gli stringe
la gola raspando
la carne
n
ella notte di Roma
i bambini dormo-
no e sognano. Sognano
di cose che esistono, di
cose che non sono e mai
saranno, e di altre, la cui
natura pi ambigua.
Sognano di guerre, di
attori, di amore, di mo-
stri orribili e dei modi in cui possibile ucciderli. Simi-
le a un fantasma adesso voglio portarti attraverso porte
e pareti, facendoti entrare di soppiatto in una casa di
periferia, nella zona di Tor Bella Monaca: accucciato in
una coperta piena di buchi, il piccolo Timoteo, che ha
pi capelli che ciccia, visita un mondo fatto di foreste e
villaggi. La sua famiglia stata sterminata da qualcosa,
lo stesso qualcosa che ora lo insegue, passo dopo passo,
senza fretta, tanto sa che presto lo raggiunger. Timo-
teo nel mondo del sogno corre e in quello della carne
si agita, perch anche lui sa una cosa, sa che esiste un
posto sicuro in cui un eroe lo protegger. Ci arriver in
tempo? Impossibile dirlo: il suo gatto ci ha visti e siamo
costretti a fuggire.
Troviamo unaltra casa, una in cui le coperte sono pu-
lite e i capelli ben pettinati, e sbirciamo Giulia, che
piange ogni sera prima di addormentarsi perch una
grossa macchia rugosa le copre met della faccia. Gli
altri bambini la chiamano La Bella proprio perch
bella non , n mai lo sar. Ora avvolta nelle coperte,
con la guancia destra, quella divorata dalla Macchia,
nascosta dal guanciale. Perfno nei sogni la Macchia
la accompagna. Giulia sogna di volare in un cielo blu
notte, completamente sola, senza nessuno che la pren-
da in giro.
Le stelle sopra di lei sono talmente tante che non le
sembrano reali - di stelle cos a Roma non se ne vedono
mai. E la luna soltanto uno spicchio sottilissimo, il
sorriso sghembo di uno Stregatto. Sotto c un immen-
so mare, scuro come il cielo, e allimprovviso Giulia
prova limpulso di tufarsi. Lo fa, perch in questo so-
gno lei non una brava bambina, selvaggia e felice.
Limpatto le mozza il fato, ma dopo lacqua tiepida,
rassicurante. Le si avvicinano alcune sirene, colorate di
scarlatto e blu, le mani palmate, branchie che pulsano
sul collo. Sono bellissime. La circondano e laccarez-
zano, e al loro tocco il pigiamino di Giulia si apre e
galleggia lontano. Poi una le sfora la guancia con un
bacio. Giulia si scosta, perch non vuole che quella cre-
atura stupenda si rovini le labbra sulla Macchia. Ma lei
pi veloce. Giulia avverte una ftta gelida, e quando la
sirena si allontana, si porta una mano al viso. Magia!
La pelle liscia e sofce - possibile che la Macchia sia
scomparsa? Giulia vorrebbe parlare, ma allimprovviso
le sirene sono spaventate. Nuotano via allimpazzata,
abbandonandola. Giulia resta immobile.
Anche lei ha paura. Qualcosa si sta avvicinando alle sue
spalle, e lei si trova sospesa nellacqua, nuda, dispersa e
sola. Qualcosa dietro di lei. Vicino. Se Giulia si giras-
se, lo vedrebbe.
Giulia lo far?
Anticipazione. Le prime righe di Pan il nuovo romanzo di Francesco dimitri in uscita a giugno per i tipi marsilio
Cose che capitano nelle notti romane
'SBODFTDP%JNJUSJ
Lorenzo Beccati
iL misTero
degLi
incurAbiLi
Kowalski
p. 320, 15.00
G
enova, Anno del
Signore 1589.
Strani avvenimenti scuo-
tono le mura dellOspe-
dale degli Incurabili,
dove sono rinchiuse po-
vere anime che Dio sembra aver dimenticato mentre gli
uomini le ricordano solo con il nome della malattia di cui
sofrono: il furioso, il siflitico, il malinconico, lepilettico,
lo storpio. In quegli stessi giorni, un demone si aggira per
i carruggi, seminando il terrore.
Tre ragazzi spariscono e i loro cadaveri vengono ritrovati
grazie alle visioni di una maga. Il Guaritore di maiali
lunico in grado di svelare i due misteri che fniscono per
fondersi in uno solo. A complicare le cose, il mistero pi
grande di tutti: lamore.
La nuova indagine del Guaritore di maiali conferma labi-
lit narrativa di Lorenzo Beccati che coniuga una trama
impeccabile a una rara capacit di ricostruire unepoca e
una citt.
il libro
milanoNERA 8 Maggio 2008
RECENSIONI
m
ilano di notte
una puttana scal-
za con lalluce che sbuca
dal collant bucato.
Al sabato si traveste, si
d una ripulita, ma al
luned torna se stessa,
perch la notte a Milano
arriva di luned, quando
la gente per bene dor-
me, sotto le lenzuola
che odorano di pulito,
mentre io lavoro dentro
il mio taxi, bianco come
un lenzuolo sudicio,
sporcato dalla notte:
dalla luce giallastra dei
lampioni, dallodore dei
clienti, non come quelli
del sabato, tosati e petti-
nati come aiuole.
Sale. Ha le spalle da
Minotauro, la mascella
decisa, la schiena robu-
sta, i polpacci da ciclista
e una quarta di seno! Si
chiama Monica, il
nome che si scelto
dopo loperazione, mi
chiama tesoro.
Il luned, mi spiega,
la serata del buon pa-
dre di famiglia perch
la domenica la passa
coi bambini.
Monica stacca sempre
alle tre, solo i primi
tempi tirava a far mat-
tino, quando aveva da
avviare lattivit.
Resto perplessa.
Parla del suo corpo
come se fosse la sede le-
gale di unimpresa!
Il giorno in cui
cambier pap-
pone che ci
scrive: nuova
gestione.
Una volta ha fatto a
botte: Questa zona
mia, le disse un viados
dalla folta criniera sla-
vazzata.
Sembravano due pugili
travestititi da donne.
Si dice che gli ange-
li non abbiano sesso:
Monica li rappresenta
entrambi, un erma-
frodita, un bronzo di
Riace con le calze nere
e il tacco da dodici; le
labbra rosse e le mani
da muratore.
Ogni luned torna a
casa in taxi.
una notte umida, si
addormentata sul sedile
posteriore, ho limpres-
sione di trasportare un
pupazzo inanimato: la
sua femminilit esaspe-
rata ha qualcosa di co-
mico, mi ricorda la Miss
Piggy dei Muppets, o
una bambola gonfabile
comprata al sexy shop!
Uso un tono sostenuto
per richiamarla dal son-
no: Siamo arrivati.
Il pupazzo riprende
vita di scatto, guardan-
dosi attorno, si scuote
come il personaggio
di un cartone animato
investito da un treno o
schiacciato da un mas-
so, si scrolla ed come
nuovo, capace di so-
pravvivere a tutto.
Brian Evenson
LA coLpA
isbn, p. 285, 15.00
C
onfesso che, di fronte allenne-
simo romanzo noir, mi capita
spesso di pensare a quale clone si na-
sconda dietro la copertina. Sgombria-
mo subito il campo da un sospetto
del genere. La Colpa di Brian Even-
son non un clone.
E diciamo pure subito che si tratta di
un bel libro, per quanto tosto e non
di facile metabolizzazione.
Non certo una colpa. E perdonate-
mi la caduta di stile, ma la tentazio-
ne di giocare con il titolo stata trop-
po forte. Il giovane Rudd vive nello
Utah, piuttosto sfgato e, al pari di
buona parte dei suoi concittadini,
mormone.
Cos come noi italiani siamo quasi tut-
ti cattolici.
Suo padre morto suicida e la madre
lo opprime con tutte le sue menate re-
ligiose. Rovistando nel baule del padre,
scopre di avere un fratellastro. O, per
lo meno, convinto di averlo.
Scopre alcuni macabri rituali mormo-
ni e, tra incubi, visioni e ossessioni che
lo portano quasi a convincersi di aver
perso i lumi della ragione, scopre una
terribile verit sulla sua famiglia, la sua
assenza di fede, sui padri fondatori
della religione mormona e, addirittu-
ra, su se stesso. Nemmeno le sue mani
sporche di sangue riescono a restituir-
gli il senso di una realt che gli sfugge
sempre pi, portandolo ad alienarsi da
se stesso e a trasformarsi, fno ad as-
somigliare pericolosamente a qualcu-
no che lo ha preceduto molto tempo
prima.Ripeto, un libro difcile, a tratti
indigesto, ma decisamente ben scritto
e capace di atterrirci.
Quando le parole sono pi aflate dei
coltelli...
Seba Pezzani
Giovanni Bianconi
eseguendo
LA senTenzA
einaudi, p. 419, 17.00
G
iovanni Bianconi un cronista
di razza.
Lavora sui fatti, sulle sentenze dei
tribunali, sugli atti giudiziari dei ma-
gistrati.
Non ama le dietrologie. Racconta sto-
rie, alcune volte note, spesso dimen-
ticate della storia contemporanea.
Da anni, pubblica libri sulle vicende
pi torbide e inquietanti del nostro
paese.
In A mano armata, descrive la fol-
le corsa di Valerio Fioravanti, detto
Giusva, dalle bande di destra di Mon-
teverde a Roma, fno alla strage alla
stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Bianconi realizza per primo la storia
della banda della Magliana in Ragazzi
di malavita.
Ne Lattentatuni ricostruisce minuzio-
samente il lavoro degli investigatori
che assicurano alla giustizia gli assassini
di Giovanni Falcone.
Ora afronta i 55 giorni del caso Moro,
dalla strage di via Fani con luccisione
degli uomini della scorta del presidente
della Democrazia Cristiana (16 marzo
1978), al ritrovamento del corpo senza
vita dello statista in via Caetani, sem-
pre a Roma (9 maggio 1978). Bianconi
sceglie la strada del romanziere.
Prima di tutto sfodera le carte. I do-
cumenti dei brigatisti, le risposte pub-
bliche e private degli uomini della De-
mocrazia Cristiana, i sentimenti della
famiglia Moro.
Poi ricorda la cronaca del marzo
1978, quella di unItalia ammutolita,
colpita al cuore, e di una partita di
Coppa dei campioni, Juventus-Ajax
vinta dai bianconeri ai calci di rigore,
che nessuno per vide, perch dopo i
supplementari il tempo per la diretta
era scaduto.
E infne si abbandona al piacere della
scrittura, fuida, dinamica ed efcace.
Questo libro certamente uno dei mi-
gliori usciti sullargomento.
Daniele Biacchessi
LE OSCURE VERIT
DEL PASSATO
Personaggi dal fascino ipnotico si
aggirano nelle strade di Cleveland al
ritmo di una narrazione incalzante.
The Washington Post
Michael Koryta
w
w
w
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k
o
w
a
l
s
k
i
.
i
t
David Peace
ToKyo Anno zero
il saggiatore, p. 441, 17.00
L

anno zero il 1946.


Dopo Hiroshima e Nagasaki,
Tokyo una citt in stato dassedio.
Invasa da stranieri che arrivano da
Formosa, dalla Corea e dalla Cina,
oppressa da un caldo intollerabile,
abbarbicata a riti che simulano il ri-
torno a una quotidianit impossibile:
nel piccolo e nel grande, la citt ha
perso la sua identit.
E lha persa anche il detective Mina-
mi.
un gioco sardonico, quello di Pea-
ce: attribuire al personaggio pi diso-
rientato di tutti il nome di un punto
cardinale, rendere esplicita la farsa di
unidentit fttizia e costringere il pro-
tagonista a scoprire chi sono le geishe
trovate morte a Shiba Park. Nel cantie-
re a cielo aperto che diventata la citt,
Peace costruisce un percorso poliziesco
a partire da un fatto di cronaca vero: la
storia di Kodaira Yoshio, reo confesso
di quattro stupri e omicidi, e giustizia-
to nellottobre del 1949.
Come sempre, Peace trasforma un fat-
to di cronaca in un gioco di specchi.
Lidentit nascosta di Minami pilota la
sua ostinazione nello svelare il nome e
la storia delle vittime.
I corpi delle geishe trovate morte ri-
mandano ai corpi delle prostitute giap-
ponesi violate dai soldati americani. La
fame di verit anche fame reale e as-
senza di cibo. Le macerie urbane sono
poca cosa rispetto alle rovine sociali e
politiche. Lautopsia del corpo di una
vittima pagine magistrali di lucidit
e pietas insieme lanatomia di un
paese in ginocchio.
Linsonnia del protagonista diventa
una soglia espressiva, il meccanismo
che autorizza la qualit visionaria del
resoconto, un ariete che distrugge con
il ton ton ritmico della ricostruzione
la barriera tra reale e immaginario.
Il romanzo impregnato di odori, de-
gli umori del caldo, del sapore della
morte imminente.
I corpi dei personaggi sono vivi, pul-
santi, soferenti. Sentiamo il caldo e i
pidocchi, proviamo il dolore, e las-
senza di perdono. E sappiamo anche
che la pioggia, altra costante nella nar-
rativa di Peace, non servir a lavare la
colpa. Cos un poliziesco si trasforma
nella meditazione sul processo di rico-
struzione giapponese: unoperazione
molto lontana dallesser pulita, e nella
quale ogni neutralit impossibile.
Nicoletta Vallorani
Taxi blues
Racconti di una scrittrice taxista
di Rafaella Piccinni
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milanoNERA 9 Maggio 2008
RECENSIONI
Questa una rubrica di libri,
molto di parte. Quelli che se-
gnaler quasi certamente non
sono capolavori della lettera-
tura e forse, proprio per que-
sto, vale la pena leggerli. Il ra-
gionamento che sta alla base
di questa mia afermazione
il seguente: quante volte ci
innamoriamo di un libro solo
perch ci colpisce in qualche
modo?
In un romanzo non c solo
la trama e non c nemmeno
solo la scrittura; c il cuore, il
linguaggio, latmosfera oppu-
re una serie di piccoli dettagli
che ce lo fanno apprezzare a
discapito magari di una vago-
nata di difetti.
Quelli che segnaler sono li-
bri che mi hanno fatto scatta-
re qualcosa dentro.
Douglas Lindsay
iL monAsTero
dei LungHi coLTeLLi
Kowalski, p. 384, 15.00
Finalmente un noir in cui si
sorride anche se forse una
contraddizione in termini. E
probabilmente questo a pia-
cermi. Un libro ironico, dove
il cattivo non il solito genio
del male ma nonostante que-
sto intriga. Ti porta con s.
Come la coppia di poliziotti,
uomo e donna, che si mette
sulle tracce di Barney Tom-
pson barbiere assassino.
Flavio Soriga
sArdiniA bLues
bompiani, p. 272, 16.00
Mi piace perch Soriga della
mia generazione; meglio ha la
mia stessa et, ed uno che
scrive ed i suoi libri vengo-
no letti. Che di questi tempi
molto. Mi piace perch si
sente dalle sue pagine che
innamorato della sua terra, la
Sardegna. Prioprio come io lo
sono della mia Bassa dove ho
ambientato uno dei miei ro-
manzi di maggior successo.
Leggendo ho saltato alcune
pagine, perch il ragazzo si
far, e non una critica: an-
che di libri bellissimi ho salta-
to qualche passaggio.
Peter Gomez, Marco Travaglio
se Li conosci Li eViTi
chiarelettere, p. 576, 14.60
Le elezioni sono passate e
tutti sappiamo com andata
a fnire ma questi politici
raccontati nel libro ci sono
rimasti sul groppone. Un di-
zionario in cui si fanno nomi
e si descrivono le gesta dei
nostri governanti.
Chiudo segnalando due libri
della casa editrice guidata dal
vulcanico Marcello Baraghi-
ni, mio primo editore, cui re-
sto sempre molto afezionato.
Marchetta? Chiss...
Giuseppe Casa
piT buLL
stampa Alternativa
p. 160, 10.00
Le lotte clandestine dei
cani, il loro addestramento.
Il mondo sommerso delle
scommesse. Unopera forse ri-
uscita a met che si perde pi
dietro le vicende sentimentali
del protagonista che la storia
originale e intrigante dei cani
guerrieri. Peccato.
Alex Panigada
LA FATA Verde
stampa Alternativa
p. 104, 10.00
La prima storia dellassenzio
pubblicata in Italia. Un libro
che mancava e che vanta la
prefazione di uno che di as-
senzio se ne intende: Andrea
Pinketts.
I like IT
Libri che mi piacciono per motivi assolutamente soggettivi
di Paolo Roversi
milanonera, sin dalla nascita, ha il suo Whiteside, la sua anima candida,
in cui vengono recensiti libri non di genere. Ecco le due segnalazioni non
noir di questo numero.
Bruce Wagner
ForzA mAggiore
baldini castoldi dalai, p. 571, 20.00

Le storie di Wagner sono dissezioni, disarticolazioni e biopsie in prosa,


stipate sotto vetrini da microscopio. Il medico di guardia e visita una
serie di pazienti impregnati di malessere: questo il giudizio, come sempre
noir, di James Ellroy che frma la bellissima prefazione a Forza maggiore
di Bruce Wagner. Una prefazione che, da sola, vale il prezzo di copertina
perch Ellroy al meglio della sua cupa disperazione ma riesce anche ad
afermare (evento incredibile, pi unico che raro) di aver sorriso e apprez-
zato lironia dellautore. Merito di un libro che vale davvero la lettura: un
ottovolante di carta impazzito tra le strade di Los Angeles. Una scrittura
tesa, un ritmo mozzafato e cinematografco senza scadere nella tentazione
flmica del gi visto. La storia di un autista di limousine che scarrozza atto-
ri, sceneggiatori e produttori di una Hollywood cinica ma surreale, viziosa
ma completamente (in ) folle. Se amate il genere Scene di lotta e di classe a
Beverly Hills, pellicola culto degli anni 80, dovrete leggere questo roman-
zo per Forza Maggiore. Anche perch a frmare la storia di quella Beverly
Hills di lotte e di classe stato proprio lo stesso Wagner, tra i pi acclamati
sceneggiatori americani (sua anche la regia del pi recente Im losing you
con Rosanna Arquette ). Autore capace di mantenersi of Broadway e al
contempo di essere una star di Hollywood, Wagner ha una visione tutta
personale del mondo del cinema e la riversa in questo romanzo: una bobina
di carta impazzita che stupisce e disseziona non mancando di strappare in
pi passaggi molti sorrisi. Con buona pace noir anche di Ellroy.
Gian Paolo Serino
Francesco Carofglio
LesTATe deL cAne nero
marsilio, p. 172, 14.00
L
a scrittura di Carofglio calda e limpida come lestate. Come quella
del 1975: tra le colline, la risacca e i boschi che sospirano di vento.
Dove Matteo, Beppe, Valentina e Alessandro - quattro moschettieri adole-
scenti - scorrazzano con le loro biciclette in cerca di nulla. Sono i padroni
del mondo, sono una squadra. Sono liberi. Ma ognuno di loro custodisce
un segreto: una piccola tragedia che, aforando inesorabilmente lungo la
narrazione, li costringer a guardar la vita nel suo proflo peggiore.
Matteo Leoni, il protagonista, timido e malinconico, ha i primi vagiti
damore, rabbia e gelosia; ma soprattutto pervaso da una paura sofocan-
te che non ha le sembianze delluomo nero ma di un cane nero, rabbioso e
sinistro. Beppe si rimpinza di merendine per compensare lassenza di una
madre normale. Alessandro convive con la violenza, la costrizione e lane-
lito allassoluto. Valentina scopre le porcherie ipocrite dei grandi. In un
lungo, appassionato ricordo, Matteo Leoni, il ragazzo divenuto scrittore,
nel buio e nella solitudine di una vita incompleta, risale la china di quei
giorni roventi, dei suoi ricordi di unestate, per ritornare a vivere Con
la paura al guinzaglio.
Luca Ottolenghi
recensioni in bianco
milanoNERA 10 Maggio 2008
RECENSIONI
Rebecca Stott
iL codice di newTon
piemme, p. 349, 17.90
C
i sono scelte che penalizzano un libro.
Sbagliarne il titolo, per esempio, pu signifcare con-
dannare unopera a vivacchiare tra gli scafali delle librerie
obbligandola cos a rinunciare, fn dal principio, alle ambi-
zioni con le quali era stata scritta. Il codice di Newton di Re-
becca Stott ha, purtroppo, subito questa sorte.
Il titolo originale Ghostwalk non centra nulla con quello italiano cos come il contenuto
del volume non minimamente accomunabile allinfnita teoria dei vari codici che
dopo lexploit Browniano hanno cominciato a proliferare senza limite.Il libro di Rebecca
Stott, infatti, un saggio colto e rafnato sullopera e la vita di Isaac Newton inserito in
una trama per vero migliorabile che alterna fra loro tempi e realt diferenti eppure
complementari.
Dalla Cambridge del 1660, con le tematiche della guerra del vetro e della ricerca
scientifca, alla Cambridge odierna, reale e immaginaria, dove omicidi e suicidi appa-
rentemente inspiegabili si mescolano a tematiche ambientaliste e a rifessioni sul senso
profondo della conoscenza. Non un giallo. O almeno: non solo.
un libro colto e godibile capace di mescolare sapientemente tutti gli ingredienti del
genere per poi allontanarsene velocemente. E cosa centra, allora, il codice di Newton?
Nulla, appunto, a parte ununica parola: Nabed.
Una parola che peraltro, storicamente e letterariamente, riuscir ancora a lungo a con-
servare intatto il proprio mistero.
Fabio Fracas
Autori vari
Los AngeLes noir
Alet, p. 384 13.50
N
on c dubbio che alcune citt siano pi nere di
altre.
In Italia, Milano, Bologna e Roma sono state e sono tuttora
al centro di romanzi che ne sottolineano laspetto violento,
criminale, cupo e pericoloso. Milano con Giorgio Scerbanenco, Bologna con Carlo Lu-
carelli e Loriano Machiavelli, Roma con Giancarlo de Cataldo.
Ma questo vale ovviamente anche per il resto del mondo: alcune citt hanno, pi di al-
tre, un fama noir che le contraddistingue. Una su tutte Los Angeles, resa celebre, sotto
questo aspetto, dai capolavori di Raymond Chandler, James Ellroy e James Cain.
Ne sottolinea oggi limportanza come fondamentale fattore di ispirazione Los Angeles
noir, una raccolta di racconti dove spiccano quelli di Michael Connelly e Robert Fer-
rigno. Un avvincente percorso letterario-geografco attraverso i luoghi oscuri di una
megalopoli che non perdona chi la prende sotto gamba.
Insieme a questo volume sono usciti anche Londra noir (coi racconti, tra gli altri, di
Barry Adamson e Ken Bruen) che spiegano laltro lato della citt pi cool della terra, e
Brooklyn noir (coi racconti, tra gli altri, di Pearl Abraham e Maggie Estep) dove emerge il
contrasto razziale che fa da substrato a uno dei pi popolosi quartieri di New York.
prevista luscita di altre quattro raccolte, tra cui quelle dedicate allAvana e a San
Francisco.
Paolo Grugni
James Patterson
uLTimo AVVerTimenTo
Longanesi, p. 288, 16.60
N
el deserto del Nevada esplode una potentissima bomba e
un intero paese viene cancellato completamente.
Il giorno dopo una telefonata al direttore dellFBI rivendica
lattentato.
Il Lupo, pericolosissimo boss della mafa russa, tornato e ora
ha al suo fanco un temibile complice, il genio del male so-
prannominato la Donnola, e minaccia di distruggere le grandi citt del pianeta, se non
verr pagato un riscatto altissimo entro breve. Il conto alla rovescia partito e i leader
mondiali hanno quattro giorni di tempo per impedire lecatombe.
Nel giro di poche ore, Alex Cross deve districarsi in un groviglio di false piste, amici
traditori e agenti di servizi stranieri, per arrivare al cuore del complotto.
Per riuscire fnalmente, forse, a scoprire la vera identit del suo nemico numero uno.
Patterson si rivela un mago a mescolare continuamente le carte. Mentre si legge si ha
sempre la sensazione che la pagina successiva possa cambiare quanto appena letto. Tecni-
ca che rischia di far perder al lettore il flo del discorso e il piacere della lettura. Pericolo
acuito dalla scarsa omogeneit degli episodi che sembrano completamente slegati e uniti
solo per rendere flante la storia, e che, spesso, lasciano perplessi perch i personaggi
sembrano usati in quel particolare momento solo per quellepisodio senza curare la loro
personalit. Molte volte si tratta di personaggi minori, ma il risultato ugualmente quel-
lo di far perder al lettore la dovuta attenzione.
Stefano Favaro
Carrie Bebris
sospeTTo e senTimenTo
Tea, p. 288, 10.00
P
erch Jane Austen stimola tanta creativit? Perch non ci
si limita a leggere, studiare e commentare i suoi libri (e
la sua vita), ma ci si scrivono sopra altri romanzi e sequel, si
fanno flm, si organizzano eventi?
Dietro tanto successo non c alcun mistero: Jane Austen ha
saputo fondere al meglio il ritratto veritiero della societ (superipocrita) in cui viveva con
una dimensione letteraria in cui il sogno ha ancora un suo spazio. Le sue protagoniste,
cio, sono davvero eroine e non soltanto donne alla prese con la morale e i costumi vit-
toriani. E poi, possiamo pure essere diventati moderni/e alleccesso, ma ognuno di noi si
porta dentro una romantica cavalcata nella brughiera e un ballo occhi negli occhi.
Per questo tutto da godere questo libro che trasforma Elizabeth Bennett e il suo bel-
tenebroso marito Fitzwilliam Darcy addirittura in detectives per svelare loscuro motivo
che ha trasformato il giovane, vanesio, ma onesto Harry Dashwood, promesso sposo
della sorella di Elizabeth, Kitty, in un volgare e scostumato signore, fn troppo simile a
un suo antenato, Sir Francis Dashwood. Centrano qualcosa un vecchio ritratto terribil-
mente somigliante e uno specchio antico? Mettendo insieme un personaggio realmente
vissuto, i protagonisti di Orgoglio e pregiudizio e quelli di Ragione e sentimento la Bebris
costruisce un divertissement letterario che non piacer solo gli appassionati della Austen.
E che nel gioco del riconoscimento dei personaggi diventa una sorta di giallo nel giallo.
Valeria Palumbo
Un romanzo spassoso e macabro
con personaggi surreali
e impareggiabile humour nero.
The Sunday Mirror
Douglas Lindsay
IL MONASTERO
DEI LUNGHI
COLTELLI
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milanoNERA 11 Maggio 2008
RECENSIONI
Adele Marini
nAVigLio bLues
Fratelli Frilli editori, p. 490, 15.90
A
dele Marini unamica. Lo scrivo
subito per chiarezza e perch di lei,
fra laltro, ammiro la capacit di stare
contemporaneamente dentro la storia e
nella realt.
Naviglio Blues, la sua ultima fatica lette-
raria appena pubblicata dai Fratelli Frilli,
coniuga in modo sapiente vari piani nar-
rativi accostando fra loro (e fondendoli)
fatti realmente accaduti ed elementi della
fnzione narrativa.
Nella storia, dalla quale emerge una Mi-
lano cupa e complessa, le vicende legate
alla scomparsa di tre bambini di diferente
estrazione sociale si intrecciano e si colle-
gano a fatti apparentemente distanti. Con-
temporanei o relegati a un recente passato.
Ci sono le indagini ufciali della Squadra
Mobile e dei Carabinieri e quelle ufciose e
impacciate di un vecchio parroco.
Ci sono i fantasmi della strage alla Que-
stura di Milano del 17 maggio 1973 e le
trame, ben tessute e orchestrate, della cri-
minalit organizzata.
Ci sono documenti ufciali, verbali e
persino un utile glossario delle principali
abbreviazioni utilizzate durante lo svolgi-
mento del racconto. In poche parole: c
una storia, complessa e articolata, che vale
la pena di leggere. E di gustare. Dallinizio
alla fne.
Fabio Fracas
manifestazione - Trastevere noir
La capitale si veste
di nero
Roma, Museo in Trastevere dal 27 giugno
r
oma indossa labito nero. Lo fa con
un nuovo festival dedicato alla scrit-
tura di genere e ribattezzato Trastevere
noir. La manifestazione di far emergere
gli aspetti creativi della cultura noir,
grazie a scrittori e registi che presente-
ranno e rileggeranno alcuni grandi fatti
di cronaca ormai diventati storia.
Il festival sarticoler su due weekend
presso il Museo in Trastevere dal 27 al
29 Giugno e dal 3 al 6 Luglio.
ormai evidente che il genere noir rap-
presenti in Italia un fenomeno culturale
in grande espansione, a livello letterario,
cinematografco e musicale, fortemente
legato alla cronaca ed ai contesti metro-
politani., spiegano gli organizzatori.
In Italia il noir si ormai sviluppato come
uno strumento interpretativo della realt,
dando luogo ad una nuova corrente di
produzione artistica che al tempo stes-
so lettura del presente e denuncia sociale,
dove i protagonisti anonimi e gli eroi ne-
gativi ci appaiono nella loro quotidianit,
carica di umanit e di passioni.
Il noir mediterraneo dunque come spec-
chio di un vissuto urbano sempre pi
complesso e frammentato, dove lillega-
lit si scontra con una societ civile in
forte crisi di indentit.
Un flone letterario che in Italia vede in
Gadda e in Sciascia i suoi antesignani e
che si aferma con una propria identit,
staccandosi dalla giallistica classica, gra-
zie soprattutto allopera di Scerbanenco,
dellitalo-marsigliese Jean Claude Izzo e
del contemporaneo Camilleri.
Anche nel cinema italiano, dopo lafer-
mazione del genere poliziesco degli anni
settanta, il noir moderno si ispira alla
cronaca ed al senso di caos che il mondo
attuale quotidianamente trasmette .
Due titoli su tutti: Quo vadis baby e Ro-
manzo criminale, che pur rappresentando
generi diversi, il pulp e la cronaca, afron-
tano la
l e t t u r a
del quotidia-
no in chiave noir.
In campo letterario
molti giovani autori ita-
liani del settore stanno ri-
scuotendo un elevato successo,
a livello nazionale ed internazionale:
pensiamo tra gli altri, oltre al consacrato
Carlo Lucarelli, a Marcello Fois, a Paolo
Roversi, a Massimo Carlotto, a Cinzia
Tani ed a Santo Piazzese...
anche in aumento il numero di auto-
ri che, pur rientrando in generi lettera-
ri pi classici, utilizzano spesso il noir
come chiave descrittiva, in questo cam-
po di contaminazione si muovono oggi
nomi del livello di Niccol Ammaniti,
Melania Mazzucco e Corrado Augias.
Un evento unico, tra cronaca e letteratu-
ra, dove il reale e limmaginario, il fatto
e la narrazione, si fondono in una nuova
capacit di raccontare la nostra societ e
le sue pieghe pi nascoste.
Anche sotto laspetto dei partecipanti il
Festival presenter una forte contami-
nazione tra vari generi: accanto ai pi
afermati scrittori italiani saranno in-
fatti presenti giornalisti, registi, rappre-
sentanti delle Forze dellOrdine e delle
Istituzioni.
Performance musicali e teatrali, elabo-
rate e condotte direttamente dagli scrit-
tori, contribuiranno a rendere completa
loferta culturale delliniziativa.
Per la sua vocazione storica di antico
quartiere popolare e per la forza evoca-
tiva del suo nome, Trastevere si presenta
come il luogo pi adatto per la localizza-
zione del Festival.
Unoperazione dunque anche di marke-
ting territoriale, tendente a raforzare
limmagine culturale di un Rione storico
di Roma.
Andrea Vitali
LA modisTA
garzanti, p. 385, 16.60
C
on questo romanzo Andrea Vitali ha superato defniti-
vamente il maestro Piero Chiara e si conferma tra i pi
grandi narratori italiani.
Non fnisce di stupirci ritraendo gli abitanti di Bellano con
le loro furbizie, le loro passioni (chi per la caccia agli uccelli,
chi per la caccia allaltro sesso), i piccoli intrighi quotidiani.
A Bellano le donne sono particolarmente scaltre e ricche di senso pratico, in un modo o
nellaltro riescono a far fare agli uomini quello che vogliono.Con madri come lAngelina
e Eutrice c poco da discutere. E di fronte agli argomenti di Anna Montani, la Modista,
non c proprio niente da discutere. Romanzo corale, con Anna Montani, intrapren-
dente venditrice di scampoli eufemisticamente defnita Modista che nonostante un
marito disperso in Russia infrange i cuori locali, Eutrice Denti, madre possessiva e donna
pia, Eugenio Pochezza, fglio devoto, giornalista per noia attratto dalle donne, Firmato
Bicicli, orfano sempliciotto afdato dalla madre in punto di morte al sindaco che lo im-
piega come pu al servizio del Comune, il maresciallo Carmine Accadi con due pensieri
fssi: costringere il sindaco a riparargli il gabinetto e conquistare la Modista, il sindaco
Amedeo Balbiani, pi interessato alla caccia che alle sorti di Bellano, Austera e Gerbera
Petracchi ambigue sorelle che gestiscono la farmacia del paese, tre maldestri ladruncoli
che trovano unattivit pi redditizia sono i personaggi principali. La storia non ha una
trama vera e propria, un descrizione delle vicende degli abitanti del paese con linguag-
gio lombardo a volte ironico e irriverente. Cos descritta la morte: ...emise lultimo
respiro... pi che un respiro fu un mezzo rutto. Mor nel sonno.
Ambretta Sampietro
i suoi romanzi sono molto ap-
prezzati in italia: secondo lei
cosa piace della sua scrittura agli
italiani? si ritrovano in qualcosa?
Devo ammettere che non so bene
come mai ci sia tanta passione per me,
ma, siccome adoro lItalia, che insieme
alla sua cultura esercita un gran fasci-
no su di me, non sono sorpreso. Posso
solo dire che mi fa un gran piacere.
Hap e Leonard due eroi molto ama-
ti. Quanto c di lei nei due perso-
naggi? stato difcile crearli o sono
nati naturalmente?
Hap e Leonard mi sono venuti in
mente in maniera repentina. Hap
modellato su di me quandero giovane
e Leonard un collage di varie perso-
ne. Forse anche Hap lo , per lui e
io abbiamo diverse cose in comune.
Direi anche che Hap e Leonard sono
le facce diverse della stessa medaglia,
della stessa persona.
conosce autori italiani di giallo e
noir? cosa pensa della letteratura di
genere italiana?
Ho incontrato diversi autori di gene-
re italiani e sono sempre stati molto
carini con me. Spero di poterli cono-
scere meglio.
Sarebbe davvero bello poter parlare
italiano.
Continuo a programmare di impa-
rare la lingua, ma il lavoro e i tour
assorbono tutto il mio tempo.
tre domande a Joe Lansdale
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milanoNERA 12 Maggio 2008
RECENSIONI
Giuseppe Genna
HiTLer
mondadori, p. 623, 20.00

Scherza coi fanti, ma lascia stare i


santi, si dice cos, no? Mi sa tanto
che la cosa vale pure per i peccatori, a
giudicare dalle critiche impietose che
sono foccate sul nuovo libro di Giu-
seppe Genna. Da quando uscito,
penne illustri e meno illustri si sono
prese la briga di stroncarlo, gridando
allo scandalo. Al centro delle critiche,
pi o meno la solita solfa: di Hitler
meglio non parlare. Forse proprio
per questo velo di immobilismo che
afigge il Bel Paese che da noi non
si scrivono libri coraggiosi. Il libro di
Genna ha stomaco da vendere; guarda
labisso dritto negli occhi, racconta la
vita della non-persona dalla culla alla
tomba. Senza fltri. E chi se ne frega
se la cronaca del periodo viennese
sommaria? Se le fonti consultate
riguardo agli armamenti della prima
guerra mondiale non sono granch?
La lingua dei critici batte dove il dente
di Genna non duole per nulla. Gen-
na ha osato fare quello che nessuno,
nel nostro paese, aveva mai fatto. Ha
raccontato il Male con stile, ha avuto
coraggio e non ha tradito il precetto
di Fackenheim: vietato a chiunque
concedere vittorie postume a Hitler.
Hitler un romanzo necessario. Guar-
dare in fondo allabisso pu insegnare
un sacco di cose.
Simone Sarasso
Wu Ming
preVisioni deL Tempo
edizioni Ambiente, p. 192, 10.00
P
revisioni del tempo lultimo nato
di Verdenero, piccola grande colla-
na delle Edizioni Ambiente, che riunisce
molti tra i migliori noiristi (e non solo)
italiani per una serie di romanzi brevi e dal
prezzo accessibile. Lidea quella di sen-
sibilizzare il grande pubblico ai problemi
ambientali tramite la narrativa, che a volte
riesce a scavare nelle coscienze con mag-
gior forza dei dati giornalistici. La storia
quella di un viaggio lungo lautostrada
del sole di un camion carico allandata di
maiali macellati illegalmente, e al ritorno
di rifuti industriali. Loperazione or-
ganizzata da Angelo, un broker di rifuti
con molto cervello e pochi scrupoli. Stavol-
ta per i buzzurri che comandano in Italia
hanno afdato il camion a una sua vecchia
conoscenza. Il passato di Angelo riafora,
e qualcuno dovr sporcarsi le mani. Perso-
naggi come Angelo, il Conte Piccolo, Don
Antonio, restano in mente per il loro reali-
smo, fatto di contraddizioni, di umiliazioni
famigliari da riscattare, di vivi e lascia vive-
re. Realismo giocato in sapiente contrasto
con le note surreali del viaggio, che si svolge
sotto un cielo nero e una pioggia torrenzia-
le, in unatmosfera vagamente onirica, in
cui ritroviamo persino la pantera che allini-
zio degli anni Novanta diede il nome a un
movimento studentesco e poi scomparve
nel nulla. Un romanzo di notevole impatto,
stilistico, narrativo e psicologico.
Alfredo Colitto
Henning Mankell
scArpe iTALiAne
marsilio, p. 332, 18.00
C
os successo ad un chirurgo in
pensione che sceglie di segregarsi
con un cane e un gatto moribondi in una
disabitata isola al largo di Stoccolma?
Da quale segreto scappa?
Fredrik Welin per sentirsi vivo fa un
buco nel ghiaccio e ci si immerge.
Annota in un diario dettagli di unesi-
stenza triste: ieri mi sono ubriacato.
Lunico collegamento al mondo esterno
il postino Jansson, malato immagina-
rio, con il quale parla svogliatamente di
sintomi che non sono tali.
Il resto del tempo incombe il passato.
Un giorno, dopo limmersione nel ghiac-
cio, trova ad aspettarlo una donna con
un deambulatore.
Harriet, fdanzata giovanile, poi lui
spar per avere pi carriera, amore, ric-
chezza.
Nonostante sia molto malata andata
alla ricerca di Fredrik per costringerlo
ad esaudire unantica promessa, portarla
in un lago nel bosco del quale le parlava
sempre.
In realt vuole che conosca Louise e non
possiamo dirvi chi sia Louise e perch Fre-
drik debba sapere che esiste.
Anche Harriet ha un segreto da svelare
prima che sia tardi.
Il nuovo romanzo di Mankell non
unindagine del celebre Wallander, nessun
giallo da risolvere. Capiamo dalla prima
pagina che lunico potenziale assassino
Fredrik. Di se stesso.
Non si perdona un errore che ha segnato
la sua vita e quella di una certa Agnes.
Se fosse un libro scontato o una sceneg-
giatura hollywoodiana vi garantiremmo il
lieto fne ma un romanzo di mestiere,
realista, malinconico, sul tempo che pas-
sa, sulle colpe e sulla capacit di espiarle
prima che sia tardi.
Annarita Briganti 8 maggio 2008
Torino - Fiera Internazionale del Libro
La Fiera si svolge da gioved 8 a luned
12 maggio 2008, con i seguenti orari:
gioved, domenica e luned (10-22);
venerd e sabato (10-23).
milanonera sar presente presso lo
stand Feltrinelli.
www.feralibro.com
15 maggio 2008
Piacenza Dal Mississipi al Po
Musica e scrittori noir.
Dal 15 al 18 Maggio.
Tutte le informazioni su:
www.festivalbluespiacenza.it
21 giugno 2008
Milano in Bionda - Scrittori noir e
birra Menabrea daranno vita ad un
evento etilico-letterario sulla terrazza
della Libreria del Corso di Corso San
Gottardo a Milano. Ingresso gratuito.
A partire dalle ore 21.
27 giugno 2008
Roma - Trastevere Noir Festival
Due weekend allinsegna del cinema
e della letteratura noir con i pi
importanti autori italiani.
Museo in Trastevere, dal 27 al 29
giugno e dal 3 al 6 luglio 2008.
Info: 06 36004397
Ben Pastor
LA Voce deL Fuoco
Frassinelli, p. 363, 17.00
B
en Pastor appartiene alla categorie di
autrici che potremmo defnire seriali.
Tra il 2001 e il 2006, infatti, la scrittrice
statunitense nata a Roma ha pubblicato,
nel nostro paese (con una diversa casa edi-
trice), ben sei libri che vedevano, nel ruolo
di protagonista centrale e indiscusso, Mar-
tin Bora, un ufciale della Wehrmacht.
A questi, a dimostrazione di una capacit
produttiva impressionante, la nostra ha
anche aggiunto due gialli di matrice mit-
teleuropea, I Misteri di Praga e La camera
dello scirocco, in omaggio a Kafka e Roth.
Laureata in lettere con indirizzo archeolo-
gico e insegnante universitaria di Lettere
sociali, la Pastor, vincitrice nel 2006 del
premio Saturno doro come migliore scrit-
trice di romanzi storici, propone ora al
suo pubblico il seguito de Il ladro dacqua.
Lambientazione storica quella dellim-
pero romano del IV secolo dopo Cristo.
Anche in questa serie, come nella prece-
dente, una fgura si erge predominante sul
contesto della vicenda: lo storico, biografo
e investigatore trentenne Elio Sparziano.
Il protagonista, originario della Pannonia,
impegnato, su mandato di Diocleziano,
nella biografa su Settimio Severo (mentre
nel precedente primo episodio doveva oc-
cuparsi di Adriano) e si ritrova ad indagare
sulla morte, resurrezione ad opera di un cer-
to Agnus (la voce del fuoco di cui al titolo)
e nuova morte (per omicidio) di un costrut-
tore di mattoni, tale Marco Lupo. Alla sua
morte si aggiungeranno anche quella di un
giudice e di alcuni cristiani accusati della
morte dello stesso.
Nel corso delle sue doppie indagini, Spar-
ziano si ritrova a spostarsi attraverso gran
parte dellimpero, dalla Belgica Prima (le
attuali Francia e Germania), allItalia set-
tentrionale, fno allest europeo di cui, pe-
raltro, originario.
Il tutto con la mente, e soprattutto il cuo-
re, impegnato a sciogliere i dubbi in merito
al suo amore per legiziana Anubina, da lui
stesso riscattata in un bordello.
Saranno i prossimi episodi della serie a dirci
cosa ne sar del rapporto tra i due, mentre
il mistero in ordine al fatto di sangue lega-
to alla voce del fuoco trover soluzione in
questo romanzo, forse pi attento alla de-
scrizione storica e alle considerazioni morali
del biografo che non agli aspetti di mistero
che ci si potrebbe attendere in un giallo.
Unopera, quella della Pastor, che gronda
cultura. Grondasse anche di un poco di
suspance in pi, non sarebbe propriamente
un difetto.
Massimo Rainer
LORENZO BECCATI
IL MISTERO
DEGLI
INCURABILI
Una delle figure pi originali
spuntate ultimamente
nell'affollata confraternita
dei detective di carta.
Giorgio Boatti, il manifesto
Genova, anno Domini 1589.
Uno sfuggente assassino semina morte tra i carruggi
e dentro le mura dellospedale dei folli.
Una nuova intricata indagine per Pimain, il guaritore di maiali.
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appuntamenti
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milanoNERA 13 Maggio 2008
RECENSIONI
Fabrizio Canciani
iL mio miTrA
un conTrAbbAsso
Todaro, p. 232, 14.50
B
runo Kremer, ex musicista ed ora scal-
cinato investigatore privato, riceve la
devastante visita di due energumeni fran-
cesi a caccia di Giordano, un compagno di
giovent che non vede da trentanni.
Laccaduto gli riporta alla mente la mitica
estate del 1977, quando in compagnia del
bassista Vladi aveva girovagato in autostop
per lItalia, alla ricerca del gi sfuggente
Giordano.
Questi ricomparir recando un pericoloso
segreto dagli anni di piombo. Anzi, il
segreto per eccellenza.
A causa del quale Bruno sar trascinato in
una frenetica gimcana per le strade di Mi-
lano per salvare la ragazza che ama.
Il libro strutturato su due piani paralle-
li, i ricordi del viaggio in autostop si al-
ternano ai capitoli gialli ambientati nel
presente.
Cos, la parte del 1977 forma un autono-
mo romanzo on the road intriso di musi-
ca, nel pi puro flone brizzi-morozziano,
molto simpatico nella descrizione nostal-
gica della provincia italiana e dellambien-
te fuido e confuso dei fricchettoni, mentre
la sezione gialla strutturata come un ro-
manzo dazione.
I due volti speculari del 1977, quello priva-
to e spensierato dei concerti e delle canne, e
quello politico e aspro degli anni di piom-
bo e delle scelte estreme, sono resi mediante
stili narrativi diametralmente diversi: nella
parte gialla pi legnosa e meno sentita,
ma ravvivata da un inseguimento metro-
politano molto in stile grisb lautore
adotta un linguaggio impersonale, scarno e
arricchito da digressioni storiche sotto for-
ma di dialogo.
Il narratore del 1977 descrive invece in pri-
ma persona, con unefcacia che ha tutto il
sapore dellesperienza diretta, il confuso cal-
derone ideologico-musicale in cui si dibat-
tevano gli adolescenti milanesi in quellepo-
ca sgangherata.
E chiunque abbia let giusta non potr che
ritrovarsi in ogni sensazione o pensiero, in
ogni singola canzone e nelle abbondanti e
meritate citazioni dellaraldo dimenticato
Gianfranco Manfredi, simbolo della gene-
razione.
Donatella Capizzi
Mario La Ferla
compAgnA mAriLyn
stampa Alternativa, p. 312, 15.00
Q
uando ci si trova tra le mani un li-
bro del genere, gli efetti sono due:
la sorpresa e lindignazione. La sorpresa
perch limpressione che Mario La Ferla
abbia una fantasia incontenibile per im-
maginarsi uno scenario cos articolato e
cospirativo. Lindignazione, invece, ef-
fetto diretto della prima pulsione: La Fer-
la non inventa nulla ma, previa verifca,
attinge da un corposo dossier che lFBI
redasse per colpire la famiglia Kennedy
attraverso le sue amanti, compresa la pi
celebre e pericolosa, Marilyn Monroe.
E allora ci si indigna perch, se le inten-
zioni dellente federale e del suo direttore,
lambiguo e inamovibile J. Edgard Hoo-
ver, non erano certamente determinate
solo dallamor patrio, le sue attivit spio-
nistiche un efetto positivo ce lhanno: re-
stituire la corretta immagine di un pezzo
dAmerica. Senza che per si sia ottenuto
almeno fnora il logico efetto: ridiscu-
tere pezzi di storia recente.
Perch si dovrebbe farlo? La ragione evi-
dente: la dinastia dei Kennedy e la politica
doltreoceano non sono state limpide come
le si ricorda. Ma la corruzione, i personali-
smi, le connivenze mafose e il tradimento
di valori morali e sociali sono stati costan-
ti. La facciata per andava mantenuta con
qualsiasi mezzo. Omicidio compreso.
Perch, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962,
questo si consum: un omicidio e la vittima
fu la celebre divina di Hollywood, elimina-
ta per volere comune della Casa Bianca, dei
vertici di cosa nostra e dellFBI che sfrutta-
vano ci che conosceva lattrice.
La quale, in unopera di giustizia altrettanto
involontaria da parte degli agenti federali,
viene riscattata: non pi una sciacquetta
dalle forme abbondanti, ma unastuta rac-
coglitrice di informazioni da usare per ci
che sentiva pi vicino a s, le idee liberal.
Che, oggi come ieri, vengono etichettate
come comuniste a titolo denigratorio.
Antonella Beccaria
Greg Iles
iL progeTTo TriniTy
piemme, p. 510, 11,50
G
reg Iles un autore di thriller. Greg
Iles americano, del Mississippi.
Greg Iles vende milioni di copie. Tutte
queste cose non le sapevo e non minte-
ressavano fno al 2004, quando la casa edi-
trice Piemme, da poco passata alla Mon-
dadori, mi afd la traduzione di un suo
romanzo, Te Footprints of God. In italia-
no si intitola Progetto Trinity. un thriller
fantascientifco e immagina un mondo
dove una squadra di ricerca sia riuscita a
creare un computer in grado di replicare
una mente umana e di farla vivere, cos,
per sempre. Era proprio il pieno boom del
Codice Da Vinci, e poich la storia ha una
sua accezione mistica e la copertina italia-
na era molto scaltra (un particolare della
Sacra Sindone), il libro fn in classifca.
Scoprii che Iles aveva scritto un altro thril-
ler, Twentyfour Hours, che era diventato un
ricco flm hollywoodiano.
E poi altri, di cui adesso non ricordo i titoli.
Mi appiopparono immediatamente un al-
tro suo lavoro, Blood Memory, in italiano La
memoria del fume. Mezzo migliaio di pagi-
ne. Gli autori come lui puntano al lavoro
spesso, rilegato massiccio. E allazione. Che
qui si svolge a Natchez, Mississippi, e in
parte a New Orleans. Sotto c una torbida
storia familiare di violenza e incesto. Greg
Iles ha una faccia simpatica, almeno in foto-
grafa. Suona la chitarra in un gruppo rock
e ha suonato anche con Stephen King. Il
suo prossimo libro, Turning Angel, si svolge
di nuovo a Natchez e a pag. 298 ho gi con-
tato otto morti, tra cui un paio minorenni.
Lo tradurr in societ con Tommaso La-
branca. Ci siamo divisi i capitoli, e anche i
cadaveri. E anche le domande: perch tanti
lettori sono cos avidi di carnefcine a ritmo
serrato? Ma non gli basta la realt? Una pos-
sibile risposta: perch questi libri hanno tra-
me. Qui almeno succede qualcosa. Nei libri
degli italiani invece, cannibali e no, troppo
spesso regna sovrana e cupa la noia.
Paolo Bianchi
m
ettete dieci scrittori di gialli davanti ad una birra alla spina
e state a vedere cosa sono capaci dinventare.
Se poi hanno un tempo massimo di cinque minuti per bersi la
birra e cotemporaneamente devono presentare al pubblico il loro
ultimo romanzo, be la faccenda si deve fare sicuramente interes-
sante...
Ecco gli ingredienti che caratterizzeranno il primo milano in
bionda - giallo e noir festival.
Nato da unidea di Paolo Roversi sotto legida di milanone-
ra e Kowalski e la complicit alcoolica della birra menabrea
(in giro per lItalia troverete bottiglie con letichetta recante
il logo milano in bionda che vedete qui a fanco) la manife-
stazione si svolger sabato 21 giugno a Milano.
Lappuntamento presso la terrazza eventi della Libreria del
corso di Corso San Gottardo a due passi dai Navigli a par-
tire dalle ore 21.
Milano in Bionda: primo Giallo e noir festival con la birra Menabrea
Birra e giallisti
Tornburg Newton
LA sTrAnA ViTA
di cuTTer e bone
Fanucci, p. 320, 16.00

possibile scrivere un noir che sia an-
che un romanzo on the road e una
parabola amara della vuotaggine dei miti
borghesi? La risposta s. Ad azzardare
questo bizzarro cocktail di generi ha pen-
sato Tornburg Newton nellormai remo-
to 1976, anno della prima pubblicazione
negli Usa di questo piccolo gioiello del
thriller vagabondo e visionario. Una vera
chicca, scoperta e portata in Italia dalledi-
tore Fanucci dopo 32 passati a dormicchia-
re nelloblio (senza per altro invecchiare di
un giorno). Cutter e Bone, i protagonisti
di questa storia noir, sono fgli dellAme-
rica wasp degli anni 70 che, incredibil-
mente, appare assolutamente identica, nei
miti, nella vita, nelle manie, a quella di
oggi. Entrambi, per ragioni diverse, hanno
respinto la nauseante banalit del vivere
per lapparire e campano da emarginati.
Richard Bone, bello, abbronzato e intelli-
gente, ha piantato in asso la vita di agi e di
stress del manager rampante e si arrabatta
dispensando sesso e illusioni a turiste av-
venturose e incaute. In pratica fa il gigol.
Potrebbe diventare ricco, ma non abba-
stanza cinico e siccome tormentato dagli
scrupoli fatica a sbarcare il lunario. Alex
Cutter, reduce dal Vietnam (ma potrebbe
benissimo esserlo dallIraq), ha una protesi
al posto di una gamba, un moncherino al
posto di un braccio, una benda sullocchio
mancante. un uomo a pezzi a cui la guerra
ha tolto tutto tranne il gusto per una maca-
bra ironia che denuncia le sue origini agiate.
Anche lui, come Bone,? sempre alla ricerca
di espedienti per tirare avanti un giorno di
pi. Succede una notte: Bone sta rincasan-
do a piedi quando intravede nelloscurit
la sagoma di un uomo che scarica in un
bidone dellimmondizia il cadavere di una
ragazza. Lindomani, vedendo sul giornale
la foto del multimiliardario Wolfe, un ex
bifolco che arricchendosi col commercio
dei polli ha incarnato il grande sogno ame-
ricano, ha la vaga sensazione di riconoscere
in lui lassassino nonostante non lo abbia
visto in faccia. Non ne sicuro, ma incauta-
mente ne parla con Cutter e insieme, in un
delirio di sbornie e di suggestioni, decidono
di tentare il ricatto. Ma per ricattare Wolfe
bisogna avvicinarlo e allora lo inseguono
fn sulle creste dei monti Orzak, nel cuore
dellAmerica violenta, bigotta e selvaggia.
Adele Marini
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milanoNERA 14 Maggio 2008
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l po e il mississipi: coshan-
no in comune e come nata
lidea di questo abbinamento?
Il fume un po la metafora del-
la vita, della storia e della cultura.
Il Po il pi grande e pi lungo
fume italiano, cos come il Mis-
sissippi il principale corso dac-
qua americano. Le grandi civilt si
sono sempre sviluppate intorno a
grandi fumi (Roma, Egitto, ecc)
e la cultura si sempre abbeverata
alle fonti della storia. Questo il
punto di unione.
piacenza durante il festival di-
venter un luogo molto noir,
grazie alla presenza di alcuni dei
pi importanti scrittori ame-
ricani. stato difcile metterli
tutti insieme?
C stato bisogno di un lungo la-
voro organizzativo, ma ti raccon-
terei una balla se ti dicessi che ho
passato le notti insonni.
In realt, la variegata schiera di
scrittori presenti al festival com-
posta quasi interamente di amici e
conoscenti. Joe Lansdale e Anne Perry sono miei amici di vecchia data.
Li considero dei membri della famiglia e ho la fortuna di essere reputato alla stessa
stregua da parte loro.
Massimo Carlotto lo conosco da anni e ci lega una comune passione per la musica e
un rispetto reciproco nato nel momento stesso in cui ci siamo incontrati.
Gli scrittori piacentini, tranne Bosonetto, li conosco tutti ottimamente. John Har-
vey lho conosciuto a Courmayeur e lui e Jim Sallis (che conosco da un festival di
Mantova di alcuni anni fa) sono amici.
Sallis, in compenso, conosce Lansdale. Ben Pastor e Patrizia Debicke sono due care
amiche. Peter Tremayne e KielL Ola Dahl non li conosco di persona. insomma,
volevo solo farti capire che ho impostato la scelta degli ospiti sulle mie conoscenze
personali, proprio per favorire un ingresso indolore del festival di Piacenza in una
fascia pi alta.
Il bello verr lanno prossimo, ma ho gi delle idee. Bisogna lavorare con netto an-
ticipo.
Quanto una citt tutto sommato piccola come piacenza si presta ad eventi di
questo genere?
Spero tanto. Negli anni scorsi, abbiamo avuto un buon riscontro sul piano musicale
e un po meno su quello letterario. Eravamo agli inizi e dovevamo crescere.
Le sedi degli incontri letterari, per la verit molto belle, erano infelici sul piano lo-
gistico.
Questanno la letteratura sar il sistema linfatico del festival musicale. Gli appun-
tamenti si svolgeranno nella piazza principale e contiamo di coinvolgere davvero la
cittadinanza.
La citt piccola me proprio per questo la dimensione del festival dovrebbe guada-
gnarne.
musica e letteratura si fondono del festival. quanto importante la contamina-
zione? e quanto unarte pu trarre giovamento dallaltra?
Contaminazione e abbattimento delle barriere sono proprio gli obiettivi del nostro
festival.
La creativit creativit, in qualunque campo. Musica e parole, a mio avviso, si spo-
sano ancor pi che musica e immagini. Anzi, credo che la rovina della musica sia
dovuta in buona parte allavvento della video-music. Le immagini hanno tolto e
non aggiunto - immaginazione. Le parole, invece, possono accrescerla.
In fondo, se Springsteen, e prima di lui Woody Guthrie, hanno dedicato degli interi
album al Tom Joad di John Steinbeck e al suo spettro, un motivo dovr pur esserci...
seba pezzani, direttore artistico del festival Dal Mississipi al Po
Il Po, lAmerica, gli scrittori
noir e il blues
Libri e musica in scena a Piacenza dal 15 al 18 maggio
RECENSIONI
Seba Pezzani
Autori vari
TuTTA coLpA di dio
Ad est dellequatore, p. 120, 8.90
I
n Italia i racconti funzionano sempre
poco, ammettiamolo. Le cose stanno
cambiando, o almeno cos sembra, ma a
casa nostra le storie brevi non pagano n
ripagano ancora. Non lo fanno quasi mai,
purtroppo, e quando capita si pu gridare
al miracolo. Anzi, si deve.
Scrivere e pubblicare racconti, dunque,
rappresenta una sfda, una partita difcile
da vincere e, per questo, ancora pi bella
da giocare.
Gli autori sanno bene quanto sia arduo
confrontarsi con una vicenda da conden-
sare in poche pagine e solo chi pubblica,
invece, conosce quali ansie nasconda un
investimento del genere. Pensare di esor-
dire sugli scafali italiani con un prodotto
di questo tipo, quindi, rappresenta pi di
un scommessa: un azzardo bello e buono.
Che ci crediate o meno, la casa editrice Ad
est dellequatore ha deciso di spiccare que-
sto salto nel buio pubblicando la raccolta
Tutta colpa di Dio che - come evidenzia il
risvolto di copertina si annuncia come
uneterna caduta libera nella met oscura
dellanimo umano.
In poche parole, uno di quei viaggi da fare se
si ama il noir tutto pancia e cuore.
Sette autori napoletani (di cui uno esordien-
te) si confrontano senza paura con i vizi ca-
pitali e ce li raccontano come sanno e come
vogliono, a volte afdandosi anche alliro-
nia, altre alla spietatezza. Sette voci molto
diverse, ma nessuna fuori dal coro.
Andrea Santojanni fa i conti con linvidia,
Ciro Marino con la lussuria peggiore. Ange-
lo Petrella si confronta, invece, con laccidia
e, per fare meno fatica, lascia che parli anche
il proprio cane. Lira spetta a Riccardo Brun
mentre Maurizio de Giovanni, alle prese con
lavarizia, risparmia tutto ma non se stesso.
Luca Maiolino, lesordiente lanciato nella
mischia, ci racconta la gola ingozzandoci
con la sua storia amara e Peppe Lanzetta,
forse il pi tagliente fra questi sette samu-
rai campani, ci regala una pillola di superbia
giovanile purtroppo sempre attuale.
Davvero un peccato che, al posto dei sette
vizi, i coraggiosi curatori non abbiano scelto
i dieci peccati: cos fosse stato, anche altre
importanti penne partenopee come quelle
di Ugo Mazzotta o Diana Lama - avrebbero
potuto spargere la propria scia di parole noir.
A tutto benefcio della raccolta e, soprattut-
to, dei lettori.
Paolo Franchini
Maurizio Matrone
iL commissArio incAnTATo
marcos y marcos, p. 214, 14.50
D
a un po di tempo, in libreria, si
trovano tanti romanzi dove la sto-
ria e la scrittura appaiono soltanto come
trasparenti paraventi dellautore. Servono
- incidentalmente - solo per farci vedere
quanto bravo il nostro autore, quanto
ha soferto, quanto ha vissuto.
un gioco sporco, ma ahim, accade
spesso, soprattutto quando il libro scrit-
to in prima persona e il protagonista
una sorta di alter ego dello scrittore.
Niente di tutto questo accade, invece, per
lultimo romanzo di Maurizio Matrone,
che - attraverso una scrittura fortemen-
te letteraria, ricca e accogliente - crea un
vero personaggio di carta, uno strano ed
etereo commissario, unico in Italia ad es-
sere stato promosso per meriti letterari, e
immagina una storia forte attraverso le sue
peripezie bolognesi.
Nel libro il protagonista di carta dialoga
con una persona di carne, reale, Wilma,
improvvisamente e troppo presto scom-
parsa. E a lei racconta con infnito amore,
tutta la sua vita ormai trascorsa.
Gli episodi che lhanno resa unica, attraver-
sando nel racconto, il campo arato (ormai
quasi una novantina di anni fa) da un altro
scrittore Massimo Bontempelli, ne La vita
intensa. Secondo Montesquieu unopera ori-
ginale ne fa quasi sempre nascere cinque o
seicento altre, queste servendosi della pri-
ma allincirca come i geometri si servono
delle loro formule.
Ed proprio loperazione che fa Matrone,
un esperimento difcile ma anche riuscitis-
simo, pieno di cuore e sentimento, dove il
lettore si perder per ritrovarsi con grande
nostalgia.
Giancarlo Pagani
Jaume Cabr
Le Voci deL Fiume
La nuova Frontiera, p. 570, 21.50
N
on necessario tenere lo stesso rit-
mo per novanta minuti per vincere
una partita. Quella che una regola non
scritta del calcio si applica benissimo an-
che al romanzo del catalano Jaume Cabr,
Le voci del fume. La sfda seria: ricostru-
ire un periodo storico estremamente dif-
fcile per la Spagna, quello dopo la guer-
ra civile, ripercorrendo le vicende di un
maestro elementare che cerca di riscattar-
si da una veloce e quanto mai disastrosa
adesione alla causa falangista. Gli errori
di Oriol Fontelles, la sua solitudine dopo
labbandono della moglie incinta e la sua
adesione al maquis, il movimento di resi-
stenza armata al franchismo, sono inseriti
in una epopea che si snoda dai primi anni
Quaranta fno agli inizi del ventunesimo
secolo, passando in mezzo agli anni Cin-
quanta e Settanta, attraverso le vicende di
una trentina di protagonisti.
Tanti, troppi i fli da tenere in una mano:
e nonostante la splendida coralit, che in
alcuni punti profuma di Marquez, a vol-
te ci si perde saltando senza appigli da un
piano temporale allaltro, da un punto di
vista allaltro.
Salti a volte felici, a volte meno, ma che
non tolgono valore al romanzo, semplice-
mente ne rendono pi faticosa la lettura.
Che va completata, per tutte le 570 pagi-
ne, se si vuole scoprire come morto Oriol
Fontelles. Una verit ben diversa da quella
che gli altri - prima tra tutti la sua amante,
linarrivabile Elisenda Vilabr - e la storia
hanno voluto tramandare, facendone un
martire della causa franchista.
Silvia Cravotta
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milanoNERA 15 Maggio 2008
L

irruzione del giallo nel panorama librario ha


provocato un aumento di produzione (pi di
500 i titoli di autori italiani pubblicati nel 2006)
molto rapido e persino sorprendente per due moti-
vi: primo, in Italia questo tipo di narrativa sembrava
aver vissuto di successi legati allemergere occasionale
di talenti come Scerbanenco, Fruttero e Lucentini,
Macchiavelli (in realt il giallo italiano una tradizio-
ne novecentesca la vantava di gi, magari stentata, ma
di una certa tenacia); secondo, il radicato e radicale
pregiudizio dellestablishment culturale contro la pa-
raletteratura o narrativa di consumo. Possibile che
in pochi anni sia cambiato tutto?
A un primo sguardo parrebbe di s. Tanto che qual-
cuno ha visto nel giallo un famigerato genere uni-
co che tutto avrebbe fagocitato.Apprensione legitti-
ma, anche se la si potrebbe contestare in uno dei suoi
punti fondanti: ci che noi chiamiamo giallo in Italia
comprende cos tanti tipi diferenti di storie da non
poter confgurare in ogni caso un dominio di genere
cos ferreo.
In realt, proprio al culmine del successo, lesplosione
del giallo italiano rivela come, nellera della rapidit,
i cambiamenti, per essere reali ed efettivi, necessitino
di tempi che rapidi non sono. Dimostra insomma che
ognuno di noi in fondo subisce questa velocit come
un diktat che male si accorda con le proprie sensibilit
pi profonde.
Ultimamente si sono levate voci critiche sul giallo
italiano, sia da parte di chi sempre stato difdente
nei confronti della narrativa di consumo, sia da parte
di chi questo tipo di storie le scrive (ci sono anche
quelli che fanno parte di entrambe i gruppi). Voci che
mi pare convergano su un paio di punti: la qualit
media si sta abbassando (efetto daltronde inevitabile
dellinfazione di titoli) e non poi cos vero che il
giallo sia lunica forma narrativa per raccontare lItalia
contemporanea (qualcuno dubita anche che lo faccia
veramente).
Al di l della mia opinione su questi punti, preferisco
esprimere i sospetti che queste afermazioni mi fanno
venire. Il primo che lestablishment culturale italia-
no abbia subito a muso lungo il successo del giallo
senza interrogarsi sul bisogno che il giallo andava a
soddisfare, un grido di dolore che arrivava da mol-
ti lettori: dateci delle storie avvincenti, realistiche e
comprensibili. Rispondere a una richiesta equivale
per alcuni a un compromesso sulla qualit letteraria.
Che il giallo abbia strappato molti under trenta a un
avvenire di non-lettura mi pare per un risultato che
giustifca quel compromesso.
E sul compromesso arriva il mio secondo sospetto.
Lindizio una frase ormai ricorrente: ho usato una
trama gialla come pretesto per raccontare altro. Fa-
teci caso, non si parla neanche pi di strumento o di
occasione, ma di pretesto. Al microscopio etimo-
logico, la parola pretesto risulta essere una cortina
tessuta davanti a qualcosa che si intende celare. Il
risultato paradossale che una trama gialla, concepita
per disvelare, venga usata invece per coprire le reali
intenzioni dellautore. Pu essere intrigante. Meno
intrigante che lartefce dellinfngimento, anzich
lasciare questultimo colpo di scena alla sagacia del let-
tore, lo sveli subito, per giustifcare a priori, appunto,
lo sporco lavoro di tessitura che le sue mani di chierico
hanno accettato di fare. Pi che ammettere un com-
promesso, chiedere scusa di una compromissione
imbarazzante.
Parafrasando Bukowski, equivale a dichiarare pi o
meno onestamente: sia chiaro, sono uno scrittore raf-
fnato e un intellettuale di grande spessore. Metto un
delitto nelle mie storie per farmi pubblicare.
Flashback improvviso: per quanto sono riuscito a ca-
pire, i miei avi facevano i tessitori a Lucca. Facevano lo
sporco lavoro del telaio, insomma. Ma erano loro, con
i battitori e i flatori, a intrecciare la seta con loro e
con largento. Erano loro, nelle bottegucce malsane, a
rendere quelle trame fnissime e preziose. Tessuti cos
morbidi da modellarsi perfettamente sulla persona
che li indossava. Coprendo, disvelare. E non disvelare
per coprire.
Sar per questo, ma sono convinto che tessere un in-
treccio non sia un pretesto a buon mercato e nem-
meno, a ben vedere, un ingrediente lioflizzato alla
portata di tutti. uno sgobbo duro, ma chi lo reputa
unattivit meccanica degna solo dellultimo garzone,
rischia di resuscitare tutta lantica presupponenza bor-
bonica dellintellettuale dedito al palpito ornamenta-
le, al cruccio funambolico.
Credo che tessere trame sia la principale techn di
chi ha scelto n per ripiego, n per opportunit un
certo tipo di storie e, di conseguenza, un certo tipo
di scrittura. Una scrittura che stabilisce alcune prio-
rit e che non bella o brutta se non rispetto alla
simbiosi profonda che realizza con i fatti che intende
narrare e con la ragione fondante di quella intenzione
narrativa.
Insistere vezzosamente sul pretesto conduce inoltre a
riesumare una visione di forma e contenuto come due
potenziali separati in casa (la trama-contenuto mal
sopporta la scrittura-forma, dato che il rafnato intel-
lettuale va in giro a ogni presentazione a dire che solo
la scrittura, la bellissima scrittura di cui lui capace a
prescindere, fa la diferenza). una posizione che im-
maginavo francamente consegnata alla storia. Come
se non bastasse, provoca lefetto di relegare lintreccio
criminoso (sia esso individuale o in concorso con altri)
a puro espediente per raccontare altro. In un Paese
in cui sta diventando ogni giorno pi difcile rima-
nere altro dalla tenaglia dellillegalit e delle logiche
predatorie, mi fa venire in mente, per fnire con Lut-
tazzi, il buontempone che sul Titanic si preoccupa di
un rubinetto che perde.
Lautore
giampaolo simi si guadagnato lattenzione del
pubblico e della critica con i due romanzi noir Il corpo
dellinglese (2004) e Rosa elettrica (2007), entrambi per
Einaudi Stile Libero.
fra gli autori italiani tradotti in Francia nella Srie
Noire di Gallimard.
Collabora come soggettista e sceneggiatore ad alcune
fction televisive.
INTERVENTI
Uno sporco lavoro
di Giampaolo Simi
Giampaolo Simi
Il romanzo ranato e sensuale di un nuovo
originalissimo narratore siciliano.
Catania, anni Sessanta. Un giovane avvocato. Uno scottante segreto.
Salvo Scibilia
le maleparole
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