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ERCOLE PATTI

Ercole Patti nasce nel 1903 a Catania, in via Landolina. Apparteneva ad una famiglia agiata dell'alta borghesia, il padre era un avvocato e possedevano varie propriet tra cui una a Trecastagni. Era nipote dello scrittore Giuseppe Villaroe. Nel 1914 fu mandato nel collegio gesuita "Pennisi" di Acireale , dove visse per due anni (dagli 11 ai 13 circa), e questa esperienza lo segno profondamente, durante quegli anni si sent come in prigione, privato della libert. Nel 1931 ebbe la licenza liceale allo Spedalieri e successivamente si iscrivette alla facolt di giurisprudenza e fece un patto con il padre, che si sarebbe impegnato a all'universit se il padre gli avesse permeso di trascorrere 6 mesi a Roma e gli altri 6 mesi a Catania. Nel 1935 Patti si laurea ed inizia a lavorare nello studio del padre, ma capisce subito che non vuole continuare a fare lavvocato e si trasferice a Roma. Qu inizia a scrivere per dei giornali locali, tra cui per "Il Tevere". Diventa inviato speciale e viaggia moltissimo per 10 anni, va in Cina, Giappone, Turchia, Russia, Polonia, Svezia, Finlandia ecc. Fu proprio lo stesso Patti che spinse per essere mandato come inviato speciale, per evadere, andare lonatano da quel regime fascista, chiuso e pieno di censure che lui detestava. In seguito divenne critico cinematografico e partecip ai pi importanti festival del cinema come il "Festival di Cannes", il "Festival di Taormina", la "Mostra del cinema di Venezia". Fu anche sceneggiatore (di alcuni film tratti dai suoi romanzi). Nel 1943 venne arrestato dal regime e durante la sua prigionia conobbe Sandro Pertini con il quale divenne grande amico. Rimase i carcere per 3 mesi ma quest'esperienza lo segn moltissimo. Non sono ben chiari i motivi del suo arresto, se effettivamente avesse commesso qualche reato o se il motivo fu una sorta di vendetta da parte del regime contro il quale Patti si scontrava. Dopo la guerra Patti fond il giornale cinematografico "Star", e cominci a scrivere per diversi importanti giornali quali "Il resto del carlino", "Il corriere della sera", "La Sicilia" ecc. Nel 1954 pubblic per la casa editrice Bompiani il primo romanzo "Giovannino", nel 1956 pubblic "Un amore a Roma" dal quale nel 1960 venne tratto il film, nel 1965 pubblic "La cugina" dal quale nel 1966 venne tratto il film, nel 1967 "Un bellissimo novembre", nel 1970 "Graziella" dal quale venne anche tratto un film, nel 1972 "Roma dolce e amara" ed infine nel 1974 "Gli ospiti di quel castello". Nell'arco di vent'anni si dedic alla scrittura di tutti questi romanzi. Nell 'opera "Giovannino" che inizialmente Patti aveva intitolato "miele e sonno", il titolo indica il diminutivo del nome Giovanni, atto ad indicare il protagonista che rimarr sempre un bambino, anche nella sua vita da adulto rester un ragazzino, non crescer, diventa l'emblema dell'immaturit. In quest'opera come in tutte le opere di Patti ( la maggiorparte dei protagonisiti delle sue opere sono adolescenti) presente il tema dell'adolescenza, un tema molto caro all'autore che definisce quella dell'adolescenza come un et aurorale, cio come l'aurora delle et. L'adolescenza un et di mezzo, non sipi bambini me nemmeno adulti, e rispetto all'adulto che gi smaliziato, l'adolescentesi approccia al momdo con curiosit, sorpresa, interesse. Il romanzo ambientato tra Catania e Roma, e da qu emerge il conflitto tra la provincia piatta, noiosa, dove tutto gi stabilito nei suoi ritmi, e la citt. Nel romanzo presente inoltre il conflitto tra "amore" e "eros". Giovannino si innamora di una ragazzina, ma un amore platonico fatto di sguardi, scambi di bigliettini. Ma le sue prime esperienze sessuali il ragazzo le far nell'ambito domestico, con la cameriera, e quello l'"eros", l'appagamento sessuale. Ma a Roma Giovannino si innamorer veramente di una ragazza, avr la possibilit di fare il grande salto da "bambino" a uomo adulto, cio avr la possibilit di crescere e non rimanere immaturo, ma il padre che lo rivuole gi in Sicilia e lui torna e sposa una donna che non ama e che non lo attrae neanche fisicamente (era zoppa) ma che porta come dote un castello. Durante la sua vita Giovannino prover anche le droghe, ma lo far non spinto da un reale nteresse sull'uso delle sostanze stupefacenti, ma lo far per fare qualcosa di diverso, per sfuggire alla noia e alla routine della vita di provincia, piatta e stabilita. Inoltre il protagonista si rifugia nei sogni, dove vagheggia una realt che vorrebbe vivere, ma che ben lontana dalla vita reale che sta vivendo. Da qui si evince il significato del titolo originario dell'opera "miele e sonno": il "miele" rappresenta l'"eros", il "sonno" rappresenta il "sogno", ovvero la via di fuga dalla realt, ma entrambi la rappresentano. I romanzi di Patti sono una denuncia della

classe sociale, della borghesia e del regime fascista, una classe vuota e superficiale, priva di scopi il cui unico passatempo rappresentato dal pettegolezzo, dalle invidie dai tradimenti. Patti ama la stagione dell'autnno in quanto come l'adolescenza rappresenta un periodo di mezzo, un periodo che ha il suo exploit e poi muore. La morte un altro tema ricorrente nell'autore siciliano, morte interiore, perch gli adolescenti da lui descritti vivono nella provincia una vita piatta, vuota statica priva della ricerca di quel quid, di quel qualcosa che gli dia una spinta per fare. In "Giovannno", ad esempio, il romanzo si apre nel mese di novembre e vi la descrizione delle vetrine delle pasticcerie di Catania dove sono esposte le "ossa dei morti", dei dolcetti tipici del periodo e si parla di crisantemi. In Patti c' sempre un indicazione cronotopica, cio l'autore ci dice sempre dove e in che periodo siamo. C' inoltre un attenzione particolare ai sensi, al gusto, all'odore, un attenzione al dettaglio, al particolare, ci fa percepire leggendolo delle sensazioni, descrive minuziosamente l'ambiente e tutte queste cose che possono sembrare dei dettagli, un contorno sono rivlano invece importantissime in quanto per Patti la' ambiente in cui si svolge il tutto fondamentale per lo sviluppo della storia. Un altra antitesi rappresentata dalla citt vs campagna. La citt vista come un luogo opprimente, le scuole viste come luoghi grigi ed opprimenti, in campagna invece ci si pu muovere liberamente. Ma in citt nascono i primi approcci sentimentali, i primi amori, ma non c' mai l'attenzione per il sentimento in s, ma sempre il rifacimento all fattore economico (es. Il padre da in sposa una figlia ad un uomo non perch tra i due vi sia amore ma perch quell'uomo un buon partito, rappresenta un profitto economico). L'antitesi tra amore platonico ed eros, che avviene per lo pi tra le mura domestiche (la cameriera, la cugina, la zia ecc.). L'uomo in Patti sempre passivo, viene coinvolto dalla donna che pi intraprendente, e spregiudicata (si nota una sorta di misoginia in Patti). I due grandi temi in patti "sensualismo": accensione dei sensi, fuggire alla realt mediante l'eros, l'appagamento sessuale fugace, e l'"onirismo": attivit onirica, il sogno come via di fuga, come mezzo d'evasione, il vagheggiare una vita che non si ha e si vorrebbe avere nella realt. Tutte l'esperienze che attraversa Giovannino, da quelle con i parenti e gli amici, a quela con le droghe sono vissute dal protagonista in maniera apatica, pigra, piatta, provinciale, e lo stesso per le persone che lo circondano, che fanno dunque parte di quella vita provinciale. L'unico momento positivo lo vive quando va in campagna, soprattutto da solo, la si estrania dal mondo e dalla realt in cui vive. In seguito Giovannno trova un lavoro a Roma al ministero delle finanze, ma grazie all'aiuto della famglia, grazie alla raccomandazione. Anche a Roma, seppure essa rappresenti la citt presente la corruzione dei rapporti umani (es. Le attrici che si vendono per poco), la mancanza di ideali. Nei romanzi di Patti a differenza di quelli di Brancati dove la critica al regime fascista evidente ed esplicita, la critica c' ma non si vede, pi soft, l'unico esempio di critica pi esplicita si triva proprio in "Giovannino", nell 'episodio in cui un giornalaio saluta con il saluto fascista, e si sente un grande uomo, chissche mentre in realt soltanto un servo del regime. Il titolo Giovannino inoltre rievoca il titolo di un opera di Brancati, il "Don Giovanni"(Don Giovanni un donnaiolo, un uomo che si vanta delle sue tante conquiste ma che in realt non riesce a stabilire dei rapporti umani concreti con le donne). Patti nello scrivere le sue opere non vuole ergersi a moralista, pi tranquillo di Brancati, mostra solo le contraddizioni e le fragilit della borghesia. Patti ha un modo di scrivere facile, chiaro, immediato, ma questa semplicit che sembra alla portata di tutti non lo per niente, non facile essere semplici, anche lo scrivere semplice frutto di lavoro. Dice Montale: Patti ha l'arte di farsi leggere, come l'uovo di Colombo, un qualcosa che a noi sembra facile ma non da tutti, frutto di esperienza. (L'uovo di Colombo: venne posto un quesito, su come potesse un uovo stare inpiedi e Colombo lo schiaccio leggermente e lo mise in piedi). Il romanzo "Un bellissimo novembre" inizia nel marzo del 1925 (gli anni 20 sono il periodo della giovinezza di Patti). Il motore della vicenda il "caso". Nel salotto borghese di via Montesano a Catania avviene un fatto "per caso": la zia di Nino si ritrova a sfiorare innavertitamente il ginocchio del nipote e da l iniziano i turbamenti del ragazzo che un adolescente. [Nei romanzi sono importtissimi gli incipit, ovvero l'inizio, e l'explicit, ovvero la conclusione]. Nel romanzo si affrontano il tema del caso e soprattutto quello della morte (Nino il protagonista morir in autunno, e l'autunno visto come un exploit prima della morte che porter con se l'inverno). La morte di Nino rappresenter simbolicamente la morte di quella classe sociale borghese, piatta e annoiata e

superficiale. I toni che usa Patti sono sempre pacati mai esasperati o di denuncia. Dice Montale che i personaggi di Patti sono caratterizzati da un "atonia morale". La zia Cettina un personaggio non immorale ma amorale, in quanto non ha la coscienza che quel che fa sia sbagliato, vada contro la morale, non ha dei principi morali da tradire in quanto in lei non vi sono affatto questi principi morali, non si fa dunque scrupolo di quel che fa. Nino, il protagonista del romanzo, un adolescente e un giorno nel salotto borghese della sua casa innavertitamente la zia gli sfiora il ginocchio e da l inizieranno dei turbamenti in lui, il quale verr iniziato al sesso proprio da questa zia della quale lui si inammorer, e inizier a provare gelosia, ma il sentimento non ricambiato, quello che la zia fa col nipote lo vive come un passatempo, un gioco per uscire dalla monotonia, dalla routine della piatta e noiosa vita borghese, di fatti la donna ha altri amanti ( sposata con lo zio Alfio ma una donna molto corteggiata e fa di tutto per esserlo in quanto una civettuola), dice al nipote di mantenere il segreto su quanto accaduto. Nella scena finale del romanzo Nino il cui sentimento non ricambiato dalla zia, scopre quest'ultima tra le braccia di un amante e mentre fugge cade in un burrone e muore. Si evince la denuncia di una borghesia vuota e superficiale, amorale, che non si preoccupa delle conseguenze e ha portato alla morte di un adolescente. Il sesso inoltre in questo caso un qualcosa privo di sentimento, un capriccio della zia. La vicenda inizia in citt (quella citt vista come opprimente, dove si deve frequentare la scuola vista anch'essa come fonte di oppressione, come una prigione dalla quale evadere) e si sposta in campagna (vista come forma di libert, di genuinit). Nel romanzo si nota il rapporto edipico di Nino con la madre, una donna idealizzata dal figlio, ma quando quest'ultimo la spia e la scopre con un amico del marito (lei vedova) e si rende conto che oltre ad essere una madre una donna, tutto ci lo sconvolger, si sentir tradito. C' una denuncia della categoria degli adulti, che dovrebbero essere un esempio per i giovani, il loro punto di riferimento ma in realt non lo sono. Nella storia c' il riferimento ad un armadio presente nella casa di campagna dove c' un "bastone animato" che metafora dell'eros, oppure qunado si parla della caccia lo si fa per indicare il senso di morte. L'autobiografia un racconto in cui l'autore racconta di se e della sua vita. "Un bellissimo novembre" non un opera autobiografica a qualcosa che si avvicina ad essa, nel senso che sono presenti parti autobiografiche ed elementi di fantasia, in in quanto i personaggi della storia non sono persone che realmente hanno fatto parte della vita di Patti, o gli episodi accaduti non sono quelli realmenti accaduti all'autore, ma indubbiamente la storia influenzata dalle sue esperienze biografiche, dal suo vissuto, ha dunque un forte caratere autobiografico ma non un opera che si pu definire autobiografica. Anche Nino come il protagonista del romanzo "Giovannino" si rifugia in campagna quando vuole scappare, evadere dalla citt. Da qui la contrapposizione tra l'artificio della citt e la genuinit della campagna. L'eros elemento fondamentale in Patti un eros trasgressivo, senza sentimento, consumato per lo pi all'interno della famiglia, un eros pervaso dal silenzio ,dal segreto e dall'omert e caratterizzato dalla morte. L'eros nella societ borghese piatta, monotona, noiosa, rappresenta una valvola di sfogo, un momento per evadere, il fugace momento in cui ci si sente davvero vivi. Con l'eros si esce dalla routine e dalla noia per questo motivo si cerca la trasgressione, ma ovviamente un eros di tipo prettamente fisico, privo di coinvolgimenti sentimentali, fine a se stesso (dice Marcuse: l'eros una momentanea anestesia dal dolore). Le donne sono sempre attive, l'uomo passivo ma sempre disponibile. Al "Gallismo" e Don Giovannismo" di Brancati si contrappongono il "sensualismo" e l'"onirismo" di Patti. Patti un grande amante di Verga e del suo stile. L'autore nei suoi romanzi decide di assumere un codice comunicativo non alto, non d'elite ma un italiano medio, con a volte presenti delle forme popolari e dialettali (ma non l'italiano regionale usato da Verga, pi comprensibile). Vi sono due impronte dialettali: diatopica diafasica, la presenza cio di diversi registri e livelli del discorso a seconda dal contesto (un barone non pu esprimersi come un contadino ad esempio). Patti realizza quell' arte di farsi capire che gli riconosceva Montale. L'opera "Roma dolce e amara" (sottotitolo "vita di un giovane scrittore")fu scritta nel 1972 , quattro anni prima della morte dello scrittore e non un romanzo ma una silloge, un raccolta di racconti (16), in cui molto importante la memoria, il rendere presente cio che passato. In quest'opera si parla della verit, cio dell'esperienza di vita dell'autore e della rielaborazione estetica della verit, ovvero dei fatti di fantasia, il libro non autobiografico ma un

intreccio di verit e fantasia. Il racconto di apertura "Il sapore della verit" dove la libert quella tarpata in collegio, dove ci si sente come in prigione e obbligati a scappare (viene in mente l'esperienza vissuta in prima persona dall'autore, mandato da ragazzino in quel collegio che vedeva come opprimente, come una prigione e dal quale voleva evadere). Tutti i racconti scorrono in maniera veloce, sono invece pi dettagliate le infirmazioni riguardanti gli eventi che hanno portato Patti a diventare scrittore. Parla dello zio Villaroe che lo inizi alla scrittura, del suo primo approccio con i libri. Altra contrapposizione quella tra Catania dove Patti stato il figlio di famiglia, e Roma, dove invece stato lo studente che deve anche arrangiarsi, adattarsi, che va a mangiare non nei grandi locali ma nelle trattorie, che vaga per i caf, quegli stessi caf frequentati da grandi scrittori tra i quali conoscer anche Pirandello (Catania rappresenta il luogo della giovent di Patti, Roma il luogo della maturit). Quest'opera una sorta di giornale intimo, scritto sotto la suggestione della memoria. E che vuol darci uno spaccato della situazione del periodo fascista in Italia. Nel 1923 Patti mette in scena il suo atto unico "Carosello". Nel 1943 pubblica "Ragazze di Tokio" derivato dall'esperienza dei suoi viaggi, in questo caso a Tokio. E proprio i viaggi che Patti ha fatto sono stati la ricerca di se stesso, il voler evadere da quel paese dove orai con il fascismo vigeva la chiusura e la censura e dal quale si sentiva oppresso. In un opera anche se il suo atteggiamento pu sembrare ironico in realt lui prende una posizione e definisce la dittatura fascista come una "carnevalata", e forse fu proprio questo il motivo del suo arresto.