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Introduzione ai frattali

Francesco Fass` o ed Andrea Giacobbe lezione del 9 Maggio 2008

Insieme di Cantor: costuzione

Linsieme di Cantor ` e un sottoinsieme dellintervallo [0, 1]. si ottiene con un passaggio al limite nel seguente modo: sia C1 linsieme ottentuo asportando 2 dallintervallo [0, 1] lintervallo aperto ] 1 3 , 3 [.

Sia quindi C2 il sottoinsieme di C1 ottenuto asportanto da C1 i due intervalli 7 1 2 , 9[ e ]6 aperti ] 9 9 , 9 [.

Sia poi C3 il sottoinsieme di C2 ottenuto asportanto da C2 i quattro intervalli 2 7 8 20 25 26 1 , 27 [, ] 27 , 27 [, ] 19 aperti ] 27 27 , 27 [ e ] 27 , 27 [.

Lintersezione C = Ci denisce un sottoinsieme di [0, 1] noto come insieme di Cantor.

Caratterizzazione dellinsieme di Cantor

Cominciamo caratterizzando i punti di C . Un punto qualsiasi x dellintervallo [0, 1] si esprime in notazione ternaria come x = 0.a1 a2 ..., dove ai {0, 1, 2} e dove lespressione indica che x = a1 31 + a2 32 + . ` ben noto che questa notazione presenta una ambiguit` E a, infatti lespressione 2 (dove an = 2) coincide con lespressione nita 0.a1 ...(an +1). periodica 0.a1 ...an Questo fatto si dimosta semplicemente isolando una successione geometrica e sostituendo ad essa il suo limite. Decidiamo, per convenzione, che se un x [0, 1] ha espansione ternaria nita che del tipo x = 0.a1 ...an 1, allora dobbiamo riscriverlo come x = 0.a1 ...an 0 2. Proposizione 1 Un punto x [0, 1] appartiene allinsieme di Cantor se e solo se nella sua espressione ternaria (scritta usando la convenzione precedente) non appaiono 1 1

2 Dimostrazione. Basta osservare che i punti dellintervallo aperto ] 1 3 , 3 [ sono precisamente tutti e soli i punti con espansione ternaria del tipo 0.1a2 ..., i punti 6 7 1 2 , 9[ e ]9 , 9 [ sono precisamente tutti e soli i punti con dei due intervalli aperti ] 9 espansione ternaria del tipo 0.01a3 ... e 0.21a3 ..., e cos` via.

Propriet` a dellinsieme di Cantor

Cominciamo con il dimostrare alcune propriet` a topologiche di C . Proposizione 2 Linsieme di Cantor ` e chiuso, ha interno vuoto, e ogni suo punto ` e punto di accumulazione. Dimostrazione. ` chiuso perch` E e intersezione di chiusi. Ha interno vuoto perch` e per ogni > 0 esiste un k abbastanza grande tale che > 3k . Ed ` e evidente che nessuna palla di raggio ` e interamente contenuta neppure in Ck , tanto meno potr` a essere contenuta in C . Quindi non esistono aperti tutti contenuti in C . Per mostrare lultimo fatto basta costruire, dato un x C , una successione xn = x ed in C tale che xn converga ad x. Se lespansione ternaria di x = 0, a1 ... allora denitamo xn = 0.a1 ...an1 a n an+1 ... dove a n = 0 se an = 2 ed a n = 2 se ` facile notare che gli elementi xn hanno tutte le propriet` an = 0. E a richieste. Ricordiamo che un insieme in cui tutti i suoi punti sono di frontiera (ovvero sono di accumulazione per linsieme e non sono interni allinsieme) sono detti perfetti. Una seconda propriet` a di C interesante ` e che, nonostate non abbia punti interni ha cominque una certa consistenza. Infatti Proposizione 3 La cardinalit` a di C ` e continua. Dimostrazione. Scriviamo una bijezione tra i punti di C ed in punti di [0, 1]. Ogni punto x [0, 1] si scrive in espansione binaria nel modo x = 0.b1 ... con i bi = 0, 1. Un punto dellinsieme di Cantor C si scrive invece come abbiamo visto in espansione ternaria. La bijezione manda un punto di C x = 0.a1 a2 ... nel punto di [0, 1] y = 0.(3/2a1 )(3/2a2 ).... In altre parole si prende una espansione ternaria, si sostituiscono i 2 con 1 e si pensa lespressione come una espansione binaria. Abbiamo quindi mostrato che, almeno numericamente, linsieme di Cantor ` e consistente. Daltro canto Proposizione 4 La misura di Lebesgue di C ` e zero Dimostrazione. Usiamo il fatto che se Ai ` e una famiglia di insiemi disgiunta, allora (Ai ) = (Ai ). Calcoliamo la misura del complementare di C . Questa ` e la somma di 22 2i 1 2 1 + 2 + 3 + i+1 + = 3 3 3 3 3 2 3
i

=1

Queste sono propriet` a interessanti, ma non sono le propriet` a che caratterizzano i frattali. La propriet` a di C che lo fa chiamare frattale richiede una denizione, che in questa trattazione ` e particolarmente rigida e che dovrebbe essere opportunamente indebolita. Denizione 5 Diciamo che un sottoinsieme F di Rn ` e (a, k )-autosimilare se F` e fatto di a copie di se stesso scalato di un fattore k . Ovvero se F = 1 (F ) a (F ), dove F ` e ottenuto da F per mezzo di una omotetia di fattore k , ovvero F = F/k , e le a funzioni i sono roto-traslazioni. Questa ` e una propriet` o caratteristica dei frattali, in un modo meno rigido essi sono i sottoinsiemi di Rn che sono autosimilari, ovvero sono quegli insiemi che, anche zoomando in un particolare, contiunano ad avere lo stesso aspetto. Un insieme che Proposizione 6 Linsieme di Cantor ` e (2,3)autosimilare Dimostrazione. Gracamente la cosa ` e evidente. Per dimostrarlo analiticamente basta osservare che C/3 = {x = 0.0a1 ... | ai = 0, 2} e quindi C/3 + C/3 + 2/3 = C . Quindi, usando k = 3 e le due traslazioni 1 =identit` a e 2 =traslazione a destra di 2/3, si dimostra la tesi.

Curva di Koch: costruzione e propriet` a

Anche in questo caso, la curva si costruisce con una iterazione. Sia 0 la curva il cui supporto ` e lintervallo [0, 1] in R2 . si cancelli, come per linsieme di Cantor, il segmento aperto ]1/3, 2/3[ e lo si sostituisca con 2 segmenti di lunghezza 1/3 come in gura.

Si ` e cos` denita una curva 1 in R2 . Per denire 2 si ripete loperazione per ogni segmento che compone 1 . Ovvero, ogni segmento viene diviso in 3 parti, gli si toglie il terzo centrale e lo si sostituisce con sue segmenti di ugual lunghezza (1/9) come in gura

Il processo prosegue denendo 3 , 4 e cos` via.

Non ` e dicile mostrare che la sequenza di funzioni i converge uniformemente, e quindi il limite ` e una funzione che ` e mappa di [0, 1] in R2 che ` e la curva di Koch K . Proposizione 7 La curva ` e continua. ` un teorema di analisi che il limite uniforme di funzioni Dimostrazione. E continue ` e continuo. Proposizione 8 La curve non ` e dierenziabile in alcun punto. Non dimostreremo questo fatto, ma ` e evidente che i punti spigolosi di sono un insieme denso. Proposizione 9 La lunghezza di ` e innita. Dimostrazione. Calcoliamo il limite delle lunghezze delle curve i . La lunghezza di 0 ` e 1, la lunghezza di 1 ` e 4/3, la lunghezza di 2 ` e (4/3)2 , ed in generale i la lunghezza di i ` e (4/3) . Quindi la lunghezza diverge. Proposizione 10 Linsieme di Koch ` e (4,3)-autosimilare. Dimostrazione. Gracamente la cosa ` e ovvia.

Curva di Peano: costruzione e propriet` a

E una curva molto famosa, la sua costruzione ` e scritta in dettaglio in [PJS] e la costruiremo esplicitamente usando gli L-sistemi. Come per i casi precedenti, la costruizione si fa per iterazione. Si comincia con limmersione 0 di [0, 1] in R2 , a tale curva si asporta il terzo centrale e lo si sostituisce con il motivetto in gura, percorso nel seguente modo, Est-Nord-Est-Sud-Ovest-Sud-Est-Nord-Est. Resta quindi denita la curva 1 , che ` e immersione di [0, 1] in R2 il cui supporto ` e disegnato nella seconda gura. Si ripete loperazione e si denisce cos` la curva 2 il cui supporto ` e disegnato nella terza gura. Il limite una curva che ` e mappa di [0, 1] in R2 ed ` e nota con il nome di curva di Peano P .

Oltre ai fatti enunciati anche per la curva di Koch, ovvero che la curva di Peano non ` e dierenziabile in alcun punto, e la sua lunghezza ` e innita, la curva di Peano ha anche una propriet` a notevole. Proposizione 11 La funzione ` e suriettiva nel quadrato ruotato disegnato nelle gure.

La dimostrazione si trova il [PJS]. Ma grossomodo procede cos` : prendiamo un punto P del quadrato e giochiamo a battaglia navale: dividiamo il quadrato in 9 quadratini ottenuti tracciando 2 rette parallele ai lati SudEst-NordOvest e 2 rette parallele ai lati NordEst-SudOvest. Numeriamo i 9 quadratini cos` ottenuti. Il punto P star` a nel quadratino di indice i1 . Si scelga allora il tempo t1 che corrisponde al punto centrale del segmento di 1 che sta nel quadrato i1 -esimo (che sar` a t1 = (i1 1)/9 + 1/18). Si suddivida quindi il quadratino i1 -esimo in ulteriori 9 quadratini, e gli si etichetti come fatto sopra. Il punto P deve stare in uno di questi ulteriori 9 quadratini, star` a in quello di indice i2 . Si ripete quindi loperazione scegliendo il tempo t2 che corrisponde al punto centrale del segmento di 2 che sta nel quadrato i2 -esimo (che sar` a t2 = (i1 1)/9 + (12 1)/33 + 1/(2 33 )). Questo denisce un tempo limite t tale che tale che (t ) = P . ` ovvio inoltre che E Proposizione 12 La curva di Peano ` e (9,3)-autosimilare.

Dimensione di similarit` a

Abbiamo per il momento denito curve che sono abbastanza inspessite. Nel senso che riescono addirittura a riempire regioni 2-dimensionali. Deniamo ora una dimensione per quanticare quanto inspessite queste curve siano. Questa denizione usa le propriet` a di autosimilarit` a delle curve. La chiameremo dimensione di similarit` a. Denizione 13 Se un sottoinsieme F di Rn ` e (a, k )-autosimilare, la sua dia) mensione di similarit` a` e il numero das (F ) = log( log(k) . Abbiamo dato una denizione, controlliamo se ` e almeno sensata. Lintervallo [0, 1] ` e ovviamente (2, 2)-autosimilare, la sua dimensione di autosimilarit` a, in accordo con la denizione, sar` a quindi log(2)/ log(2) = 1. Il quadrato [0, 1] [0, 1] ` e (4, 2)-autosimilare, la sua dimensione di autosimilarit` a` e quindi log(4)/ log(2) = 2. Il cubo [0, 1] [0, 1] [0, 1] ` e (8, 2)-autosimilare, la sua dimensione di autosimilarit` a` e quindi log(8)/ log(2) = 3. Fino a qui pare che la denizione renda risultati ragionevoli. Applichiamo ora le denizioni ai tre insiemi che abbiamo denito. Linsieme di Cantor C ` e (2, 3)-autosimilare, si ottiene quindi che das (C ) = log(2)/ log(3) = 0.63093, un numero minore di 1 ma maggiore di 0. La curva di Koch K ` e (4, 3)-autosimilare, si ottiene quindi che das (K ) = log(4)/ log(3) = 1.26186. La curva di Koch ha dimensione maggiore di 1, ma minore di 2: ` e pi` u spessa di una curva, ma ` e pur sempre contenuta nel piano. La curva di Peano P ` e (9, 3)-autosimilare, si ottiene quindi che das = log(9)/ log(3) = 2... come la dimensione del quadrato che P riempie suriettivamente.

Misura di Hausdor

La denizione di dimensione autosimilare ` e possibile solo con insiemi autosimilari. Questo concetto diventa improponibile quando si ha a che fare con un frattale ottenuto in modo non-ricorsivo o quando il frattale ` e il risultato di un fenomeno naturale che ha una vaga autosimilarit` a (e.g. gli insiemi di Julia, i paesaggi frattali, i cavolori)

In matematica ce una denizione di dimensione frattale universalmente accettata: la dimensione di Hausdor. Dato F un sottoinsieme di Rn , ssiamo un > 0 e siu U un ricoprimento di F fatto con palle di raggio al pi` u . Sia inne |U| la cardinalit` a di U . Deniamo la funzione N (, F ) = inf U |U| il minimo numero di aperti di raggio al pi` u che servono a ricoprire F . Denizione 14 Dato F sottoinsieme di Rn e scelto un reale positivo s, il numero reale non-negativo od eventualmente il simbolo denito come H s (F ) = lim0 s N (, F ) si dice misura di Haudsdor s-dimensionale di F . Non dimostreremo che ssato F la funzione s H s (F ) ` e una funzione decrescente, vale 0 per s grande, vale innito per s piccolo, ed assume un valore positivo e nito solo per un particolare s. Quel particolare s ` e la dimensione di Hausdor di F .
Hs

s s

Denizione 15 La dimensione di Hausdor di un insieme F ` e lunico reale positivo s per il quale la misura s-dimensionale di Hausdor ` e nita e non nulla Esempio: La dimensione di Hausdor dellinsieme di Cantor ` e log(2)/ log(3). Dimostrazione. La dimostrazione si basa sullosservazione che se = 1/3k allora servono servono 2k palle di raggio per coprire C . Segue allora che, calcolando il limite che serve per denire H s (C ) usando la successione dei = 6

1 1/3k si ha che H s (C ) = limk 2k (3s . Facendo tendere a zero, ovvero k )k s ad innito, si ha che H (C ) ` e innito se 2/3s > 1, ` e zero se 2/3s < 1 ed ha un valore nito non nullo solomente quando s ` e tale che 2/3s = 1. Segue che la dimensione di Hausdor di C ` e il numero s tale che log(2) s log(3) = 0, ovvero il numero s = log(2)/ log(3). Risultato consistente con la denizione data di dimensione di autosimilarit` a.

La dimostrazione ` e solo indicativa, in realt` a vale il seguente teorema. Teorema 16 Se F ` e autosimilare, allora la dimensione di Hausdor di F coincide con la sua dimensione di autosimilarit` a.

Dimensione frattale box-counting

Una denizione di dimensione frattale che si implementa facilmente al computer ` e la box-counting dimension. La si applica a casi pi` u generali che quelli di autosimilarit` a perfetta, ma purtroppo, a volte d` a risultati sbagliati. Lidea della dimensione box-countig parte dallosservazione che la denizione di dimensione di Hausdor sar` a lideale ma, dato un frattale F , il calcolo di N (, F ) ` e improponibile. Non possiamo certo usare tutti i ricoprimenti possibili. Si pu` o per` o operare una drastica semplicazione: si denisce K s (F ) allo stesso modo di H s (F ) ma usando M (, F ) invece di N (, F ), dove M (, F ) ` e il numero di quadrati della quadrettatura di lato dello spazio che contengono elementi di F . Espandiamo il concetto: invece di considerare il numero minimo di aperti di diametro che servono per ricoprire il frattale, si reticola lo spazio con una griglia di passo , e poi si conta quanti quadrati di questa griglia sono occupati da elementi del frattale F
1

0.8

0.6

0.4

0.2

0.2

0.4

0.6

0.8

Questo denisce una funzione M (, F ) che ` e certo maggiore od uguale della originale N (, F ). Ma potremmo essere fortunati e potrebbe succedere che, anche per questa funzione esista un particolare s tale che valga s M (, F ) tende ad un valore v non zero n` e innito. Supponiamo che tale s esista. Allora
0

lim s M (, F ) = v = 0,

da cui segue che log(v ) = lim log( s M (, F )) = lim (s log( ) + log(M (, F ))).
0 0

Quindi, dividento per log( ) che tende ad innito per che tende a 0, si ha che log(M (, F )) = 0. lim s + 0 log( ) Ovvero
0

lim

log(M (, F )) = s. log( )

che altro non ` e se non la pendenza asintotica del diagramma log-log. Vediamo come adattare questo fatto ad un calcolo numerico fatto al computer. Un modo naturale per discretizzare la famiglia di che tende a 0 ` e quello di porre = 1/n. Scrivendo M (n, F ) invece che M (1/n, F ), lequazione sopra diventa log(M (n, F )) =s lim n log(n) Denizione 17 La dimensione box counting di un frattale F ` e il numero ottenuto calcolando il limite sopra. Dove M (n, F ) ` e la funzione che divide lo spazio in quadretti di lato 1/n e conta quanti quadretti sono occupati da punti del frattale. Parafrasando questa denizione, ci si ritrova a disegnare il graco della curva nel piano parametrizzata da n (log(n), log(M (n, F ))) ed a calcolare la pendenza asintotica del graco cos` ottenuto. Un ultimo problema, di cui discuteremo in classe in futuro, viene dal fatto che i frattali che tratteremo sono oggetti numerici e non frattali matematici astratti, ovvero sono sottoinsiemi di una regione limitata di Rn dati come liste nite di punti. Diventa quindi irragionevole pensare di far tendere n all innito. Infatti esiste un N >> 0 tale che per ogni n > N i quadratini di lato 1/n sono cos` piccoli da contenere ciascuno un punti di F . Per tutti quegli n la funzione M (n, F ) sar` a denitivamente costante ed uguale a |F |. Quindi il graco di cui si deve calcolare la pendenza asintotica diventer` a piatto. Invece che la pendenza asintotica si dovr` a determinare la pendenza di una porzione ragionevole di graco.

Riferimenti bibliograci
[PJS] Peitgen, Jurgens, Saupe, Chaos and Fractals (Springer).