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University of Universit degli Study Studi of Genoa di Genova ADD.

Scuola di Dottorato in Architettura e Design

NEW HABITAT
COAST + Architecture, territory, landscape and design LIVING COMPLEXITY NEW SCENARIOS OF INTERACTION
Architecture and Design Dean Prof. Manuel Gausa Architecture Director and Coordinator Prof. Adriano Magliocco Design Director and Coordinator Prof.ssa Ra aella Fagnoni

of y t 13 cul oa 0 a F en h2 c G r of Ma l 2 al -2 21 v a t o r e H
Sa nS al

ure t c te i h Arc

Administrative Secretary Elisabetta Ruggiero Marcello Trucco PhD Coordinator Emanuele Sommariva Gra c design Nicola Canessa Gaia Grossi Comunication Daniela Rimondi Web Gessica Puri

s r e t l t a ca m di a s R n r e t t a P

b e

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Director ADD

Manuel Gausa

Manuel Gausa | Maria Linda Falcidieno Guglielmo Bilancioni | Ra aella Fagnoni Giovanni Galli | Franz Prati Benedetta Spadolini | Carlo Vannicola

Scienti c Committee

genova

Gaia Grossi | Gian Luca Porcile Antonio Lavarello Emanuela Nan | Nicola Canessa

Organization Committee

REBEL MATTERS - RADICAL PATTERNS


Universit degli Studi di Genova Dipar6mento DSA Stradone SantAgos6no, Aula Benvento Rebel Ma4ers iden&ca un ciclo di seminari internazionali, promosso da ADD (Scuola di do8orato in Archite8ura e Design) in collaborazione con DSA (Dipar&mento delle Scienze per lArchite8ura, con il patrocinio dellUniversit degli Studi di Genova e con il contributo dellOrdine degli ArchiteC di Genova. LobieCvo del convegno quello di focalizzare la8enzione sui nuovi possibili approcci contemporanei allarchite8ura, al design e alla comunicazione, basa& sulla complicit, sullinnovazione e le relazioni esisten& come una possibile alterna&va al marke&ng iconograco e allo show business e in reazione agli strumen& tradizionali delle discipline (formali, &pologici, commerciali, etc.). Partecipano a questo convegno rappresentan& dei diversi ambi& tema&ci (archite8ura, design e comunicazione) provenien& sia dal mondo accademico, quali: Guglielmo Bilancioni (UNIGE), Marco Biraghi (POLIMI), Giovanni Galli (UNIGE), Valter Scelsi (UNIGE), Franz Pra< (UNIGE), Maria Linda Falcidieno (UNIGE), Manuel Gausa (UNIGE), Stefano Maria Be@ega (ISIA), Carlo Vannicola (UNIGE), Marco Casamon< (UNIGE), Raaella Fagnoni (UNIGE), Vi@orio Pizzigoni (UNIGE). Dal mondo professionale e dal panorama culturale internazionale partecipano: Enrico D. Bona (EDB Design) Andrea Branzi (Archizoom) Cris<ano Toraldo di Francia e Piero Frassinelli (Superstudio), Stefano Graziani, Luca Mazzari (ARCHIFAX), Biagio CisoI (CisoLlaube), Roberto Ferlito (Nabito), Luca Galofaro e Carmelo Baglivo (Ian+), Enric Ruiz Geli (Cloud9), Atxu Amann (Amann-Cnovas-Mauri). I partecipan& sono divisi in panels, ovvero in gruppi basa& sulla complicit, ciascuno dei quali avr 15' / 20' per una dichiarazione di inten& sulla posizione culturale, sociale ed innova&va dell'archite8ura contemporanea proaCva e 15 '/ 20' per esporre un o due progeC illustra&vi di una posizione di risposta "indisciplinata" proposi&va e cri&ca al stesso tempo. Allinterno inserita una Masterclass di Sir Peter Cook (CRAB, Archigram, Bartle8 Faculty of the Built Environment), esponente di fama internazionale del movimento radicale e dellarchite8ura di avanguardia. Al convegno legato un Call for Papers and Projects, i cui risulta& verranno discussi nellul&mo pomeriggio del convegno, allinterno di sessioni tema&che parallele.

Dire4ore ADD : Manuel Gausa Comitato scien@co : prof. Manuel Gausa, prof. Maria Linda Falcidieno, prof. Guglielmo Bilancioni, prof. Raaella Fagnoni, prof. Giovanni Galli, prof. Franz Pra&, prof. Benede8a Spadolini, prof. Carlo Vannicola. Coordinamento organizza@vo : Gaia Grossi, Antonio Lavarello, Gian Luca Porcile con Emanuela Nan, Nicola Canessa

Tema@che del convegno:


Posizione cri6ca e proposizione innova6va in tempi e scenari di incrocio Larchite8ura stata spesso considerata come una delle espressioni pi aderen& al cara8ere di una societ; tu8avia in alcuni casi intelle8uali, ar&s& e architeC hanno proposto inizia&ve di ro8ura con lesistente per porsi come guida di una trasformazione. Proporsi come avanguardia di una nuova epoca, esprimere in modo radicale le istanze di una parte ancora minoritaria sono state espressioni di unarchite8ura che intendeva ribellarsi allesistente piu8osto che descriverlo. Par&re da questa consapevolezza pu consen&re di indagare se vi sia ancora spazio per la ribellione in archite8ura. Avanguardie militari e ar6s6 militan6 Agli inizi del '900 il termine avanguardia si estende dall'ambito militare a quello poli&co e da quest'ul&mo a quello ar&s&co, presso il quale godr di par&colare fortuna. Queste variazioni seman&che hanno una spiegazione semplice: i movimen& poli&ci che acquisiscono tale parola nel proprio lessico sono vota& alla rivoluzione e dunque dispos& alla sollevazione armata; d'altra parte le corren& ar&s&che che si deniscono d'avanguardia sono cara8erizzate da una concezione poli&ca e sociale delle ques&oni este&che. Ci contribuisce a spiegare la centralit dell'archite8ura nello sviluppo delle avanguardie storiche: essa sembrava presentarsi come naturale connessione tra il fare ar&s&co, le ques&oni sociali o economiche e il potere poli&co. La ne delle grandi narrazioni ideologiche pare aver privato i movimen& ar&s&ci radicali di quel cara8ere poli&co che ne cos&tuiva la cifra dominante. Se le avanguardie hanno svolto un ruolo preciso nellambito di processi storici ben deni&, quella che qualcuno individua come la ne della storia non pu che s&molare lindagine sulla possibilit, per larchite8ura, di denirsi oggi davvero radicale/ribelle e non meramente trasgressiva. Eppure la crisi economica, sociale e culturale che il mondo occidentale sta a8ualmente sperimentando sembra suggerire la necessit di un nuovo ruolo poli&co del proge8o. Tradizione dell'avanguardia - avanguardia della tradizione Con la parola avanguardia si rimanda all'innovazione, alla radicalit, all'originalit, all'audacia. Il signicato originario del termine indica un esiguo distaccamento di forze des&nato a precedere formazioni militari pi consisten& che possano rilevarne le posizioni; in questo senso appare evidente una forma di con&nuit, sia pur in relazione con qualcosa deve ancora venire e non con ci che appar&ene al passato. Ogni avanguardia per assolvere al compito che essa stessa si a8ribuita, ovvero la diusione di alcuni valori in precedenza non riconosciu&, deve in qualche modo costruire una con&nuit, allargare la propria inuenza, rinunciare perlomeno parzialmente al proprio cara8ere di ro8ura. Essa deve, in ul&ma analisi, stabilire una tradizione, nel senso e&mologico di trasferimento didee, conoscenze e pra&che. In questo senso risultano fondamentali le relazioni tra i movimen& radicali, inevitabilmente elitari, e la societ di massa - sia quella fordista della piena modernit, che quella post-fordista e postmoderna. In riferimento a ques& temi sembrano rilevan& sia i fenomeni di tradizione dell'avanguardia (il Movimento Moderno che si fa

Interna&onal Style; i richiami pi o meno esplici& tra larchite8ura ribelle degli anni 60 e 70 e le esperienze futuriste e costruCviste), sia quelli di avanguardia della tradizione, si pensi allee8o dirompente di un testo apparentemente conservatore come Larchite8ura della ci8 di Aldo Rossi. Visionariet e visibilit Un'archite8ura che si ponga come un punto di ro8ura, che voglia marcare una discon&nuit rispe8o a quello che stato no ad allora costruito, deve necessariamente mostrare una visione del futuro. Porsi al di fuori della realt, e del tempo in cui si ci trova, signica oltrepassare i conni del proge8o per entrare nel regno della visione. La visionariet un cara8ere dis&n&vo di un'idea archite8onica che voglia proporsi come avanguardia di uno scenario futuro. Un'archite8ura radicale non si propone di proge8are sull'esistente ma di riproge8are l'esistente. Perch un'idea possa far valere no in fondo la sua carica di innovazione necessario che emergano delle immagini iconiche, immediatamente riconoscibili e cariche di signicato anche per un osservatore distra8o. Immagini come quelle degli edici di Sant'Elia o delle proposte degli Archigram si iden&cano, in modo straordinariamente ecace, con lidea di avanguardia archite8onica. Negli ul&mi decenni del 20 secolo si vericato un fenomeno di segno, almeno apparentemente, opposto: alla radicalit di una proposta visionaria di trasformazione del costruito e della societ, si sos&tuita la visibilit dell'archite8o come gura pubblica e come elemento pubblicitario della sua stessa opera. Da questo scenario emerge una ques&one: se la visibilit dell'archite8o possa coesistere con la visionariet della sua opera; e se questo rapporto possa essere una delle chiavi per immaginare l'archite8ura dei prossimi decenni. Radicalit e tecnologia Nei primi decenni del 20 secolo le avanguardie ar&s&che si sono proposte di porre le basi di una trasformazione che veniva guidata dallaermarsi di nuove tecnologie. Era inconcepibile che durante la prima et della macchina larchite8ura usasse ancora un linguaggio elaborato durante let pre- industriale: automobili, treni, aerei venivano propos& come le Muse di una nuova epoca. Tra gli anni 60 e gli anni 70 si diondono nuove tecnologie, in par&colare quelle legate allele8ronica, ma sopra8u8o entra in crisi il rapporto con la tecnica. La consapevolezza dei rischi ambientali, linizio dellera delle crisi energe&che e la ne della ducia nellera atomica (nel perdurare del pericolo dellescala&on nucleare) s&molano lo sviluppo di nuove proposte radicali anche nellambito dellarchite8ura. Negli ul&mi decenni le tecnologie informa&che si sono progressivamente aermate negli studi di archite8ura, lavvento del computer, che perme8e di processare enormi masse di informazioni, ha reso possibile lo sviluppo di una nuova ed inedita relazione tra un approccio anali&co al costruito e una nuova visione sinte&ca del rapporto dellarchite8ura con altre discipline. Nellambiente virtuale, denito dallo spazio dellinformazione, la rappresentazione pu coincidere o superare la realt; questa trasformazione implica un cambio di paradigma: la possibilit di condensare in ununica visione sinte&ca s&moli, sollecitazioni e informazioni di varia provenienza stato, e pu con&nuare ad essere, un formidabile motore per lo sviluppo di una nuova archite8ura.

TEMA CALL FOR PAPERS AND PROJECTS


Archite8ura radicale e archite8ura avanzata sono termini che a par&re dai primi decenni del ventunesimo secolo si sono radica& nel contesto culturale per indicare linquietudine, gli spazi alterna&vi, di ro8ura e di innovazione rispe8o alla rou&ne e allinerzia delle discipline archite8oniche ociali e che si sono radica& nella diusione delle idee. Posizione radicale e culture di avanguardia, o logica avanzata e innovazione informazionale si incrociano e si scambiano impulsi ed energie, in una storia di complicit e di loop conce8uali, di anit e dierenze che si proie8ano ora verso un futuro archite8onico, che si vuole provare a delineare in questo convegno. In questo paesaggio incrociato che cosa vuol dire avanguardia ed innovazione oggi? Una delle conquiste pi pregnan& di questo processo di trasformazione, ancora in corso oggi, stata la capacit dinterscambiare, elaborare e organizzare qualita&vamente informazioni - da&, sta&, condizioni, contes&, programmi, modelli e spazi - in nuovo tempo di ambien& informali. Questo evidenzia una capacit di interazione pi dinamica, complessa e trasversale, ma anche mul&pla e informale, che ha permesso la grande rivoluzione di questa nuova era, che ancora adesso s&amo ancora esplorando. A oggi tu8a una nuova generazione di architeC, geogra, designer, ingegneri, ar&s&, scienzia& e pensatori vuole essere partecipe a questa avventura globale e locale, intelle8uale, sociale ed operazionale, con una nuova logica condivisa - avanzata- che va oltre ai paradigmi classici (simbolici), moderni (produCvi) o postmoderni (iconograci). Questo nuovo percorso vuole costruire un nuovo &po di stru8urazione e di habitat sociali, spaziali e culturali.

I CONTRIBUTI INVIATI PER IL CALL FOR PAPER AND PROJECTS SARANNO PUBBLICAMENTE DISCUSSI IL GIORNO 22 MARZO 2013 DALLE 14.30 ALLE 18.00 NELLA FACOLT DI ARCHITETTURA DI GENOVA, STRADONE SANTAGOSTINO. TUTTO IL CONVEGNO GRATUITAMENTE APERTO AL PUBBLICO