Sei sulla pagina 1di 5

Architettura protoromantica catalana (X-XI secolo).

Premessa Dalla met del X secolo, i costruttori della Contea di Barcellona furono influenzati, sia da modi compositivi lombardi venendo a contatto con le comunit lombarde operanti in Provenza, sia da apporti mozarabici, sia da apporti borgognoni e dei territori della Valle della Loira. Le influenze mozarabiche, contrariamente a quanto avvenne nei territori nord-occidentali della penisola, giunsero in Catalogna indirettamente, poich nessun insediamento mozarabico si stabil in Catalogna: la cultura cordovana penetr nei monasteri catalani, grazie alla diffusione di testi letterari e sacri. Le influenze francesi furono introdotte da monaci cluniacensi che si stabilirono nei monasteri catalani, soprattutto per volont del conte di Barcellona. Un monaco cluniacense, Guarin, insediato dal Conte di Barcellona a Cuixa nel 962, contribu a introdurre influenze cluniacensi in Catalogna. La diffusione di sistemi costruttivi e di tracciati decorativi lombardi in Catalogna si accentu subito dopo la met del X secolo, grazie allopera di mecenatismo promossa dal Conte Oliba Cabreta di Besalu. Questi visit lItalia, soggiornando a Roma, e nellabbazia benedettina di Montecassino. Durante il suo ritorno in Catalogna, ebbe occasione di ammirare alcune architetture costruite dai magisteri lombardi e ne rimase colpito. Reclut maestranze lombarde offrendo loro la possibilit di costruire alcune chiese in terra catalana. Influenze lombarde si manifestano nelle chiese di Santa Maria di Amer presso Gerona (949 ca), di Santa Cecilia di Montserrat (957 ca) e di Sante Esteve de Banyoles (957 ca). Le navate di tali chiese, coperte con volte a botte sormontate da tetti inclinati in pietra e disposti direttamente sopra il pietrisco di riempimento delle volte, sono direttamente collegate a cori a tre absidi; decorazioni con arcatelle fra lesene corrono sotto i cornicioni.

Il figlio del Conte Oliba (971-1046), monaco benedettino e vescovo di Ripoll e Vic continu lopera di mecenatismo del padre tenendo in grande prestigio le maestranze lombarde. Anchegli visit lItalia, e oltre a Roma e Montecassino, volle visitare alcuni rinomati centri monastici lombardi. Durante il suo soggiorno lombardo, ebbe loccasione di ammirare le tecniche costruttive, i partiti decorativi e gli affreschi realizzati nel monastero benedettino di San Calocero a Civate e nella vicina chiesa di pellegrinaggio di San Pietro a Monte di Civate. Visit anche, grazie alla sua amicizia con il vescovo di Milano Ariberto, il complesso monastico di San Vincenzo a Galliano che il prelato milanese aveva completato alla fine dellXI secolo. Colpito dalloriginalit icnografica e decorativa di tali costruzioni incaric maestranze lombarde per la costruzione e le decorazioni di chiese monastiche in Catalogna.
Nel primo quarto dellundicesimo secolo, numerose chiese catalane vennero ristrutturate secondo prassi costruttive diffuse dai magisteri lombardi nellItalia settentrionale. Esse si contraddistinguono per la variet della loro icnografia, ma soprattutto per larticolazione del telaio costruttivo predisposto per sorreggere volte. Le applicazioni di sistemi costruttivi voltati desunti dalla tradizione lombarda sono cos varie ma soprattutto audaci da indurre le maestranze a dover rinunziare allilluminazione diretta. Volte a

botte continue ricoprono generalmente navate e transetti, ma spesso il vano di crociera sormontato da cupole. La presenza di torri poligonali o cilindriche fiancheggianti le chiese arricchisce la composizione delle masse, mentre sistemi decorativi ad arcate tra lesene o a nicchie profonde che corrono nella parte alta dei muri, ravvivano plasticamente le pareti esterne. Monastero di San Martino del Canigo (Rousillon). Il monastero di San Martino, arroccato in cima di un monte della catena del Canigo, costituiva rifugio sicuro per i monaci della comunit. Attorno al chiostro si raggruppano gli edifici monastici e la chiesa, fondata nel 1001 e consacrata nel 1009. La struttura fortemente articolata della chiesa si svolge al di sopra di due cripte ed fiancheggiata, sul lato nord-est, da unalta massiccia torre, coronata da merli gradinati di ascendenza moresca e decorata con archetti ciechi che ne modulano le ampie superfici. La cripta maggiore, ad est, divisa in tre navate coperte con volte a botte sorrette da archi trasversali di rinforzo che conferiscono alla volta, mediante nette divisioni tra campate, un pi spiccato senso plastico, e che, imponendo laggiunta di paraste per la loro imposta, trasformano i semplici pilastri in sostegni cruciformi. La copertura a botte delle tre navate sinterrompe di fronte alle absidi coperte con nove volte a crociera poggianti, al centro, su due pilastri rettangolari e due colonne. Ad ovest di questa struttura si giustappone unaltra cripta di dimensioni minori che separata da quella maggiore mediante un muro possente e che collegata direttamente al chiostro. La copertura di questa seconda cripta sorregge il terrazzo antistante la chiesa superiore absidata, la cui estensione verso est, si prolungava al di l delle absidi della cripta maggiore. Le tre lunghe volte a botte che coprono le tre navate, sono sorrette soltanto da dieci sostegni: due gruppi di quattro colonne con capitelli decorati da semplici rilievi, sono separati da due pilastri compositi collegati da un arco che rafforza notevolmente la parte centrale della volta, dove pi facile che si possano verificare crolli. Linterno della chiesa riceve luce soltanto dalle navate laterali, ma questo inconveniente non disturbava lo svolgimento dei servizi monastici diurni, poich i monaci generalmente conoscevano a memoria la liturgia. Monastero di San Miguel de Cuxa Cuix. Il monastero, situato nei Pirenei orientali, raggruppa edifici nei quali si possono riscontrare elementi mozarabici commisti con altri lombardi, carolingi e cluniacensi. Labate Oliba, vescovo di Ripoll e di Vic (971-1046), subito dopo il 1017 ricostru la preesistente chiesa dedicata a San Miguel, e consacrata nella seconda met del X secolo dal monaco Guarin: questultima era costituita da tre navate coperte con tetto, articolate in pilastri di tipo cordovano sorreggenti arcate leggermente oltrepassate, da un transetto con bracci molto sporgenti su cui si aprivano due profonde cappelle orientate, e da un coro quadrato allungato della stessa larghezza della navata, il cui pavimento ricopriva una cripta. Le nuove opere realizzate da Oliba negli anni 1017-1035 comportarono la sostituzione del coro quadrato con un altro molto pi ampio, coperto con volte e circondato da un deambulatorio a tre cappelle orientate semicircolari (labside settentrionale quella originaria; quella meridionale stata ricostruita recentemente; labside centrale stata sostituita da una cappella assiale rinascimentale): tale disposizione rimanda ad esempi carolingi (Saint-Philibert-de-Grandlieu). Dalla navata al deambulatorio si accede mediante portali con arco a ferro di cavallo. Le due alte e massicce torri che sinnalzano al di sopra delle estremit dei bracci del transetto, sono state aggiunte anche nellXI secolo. Ad ovest della chiesa,

Oliba fece sistemare anche una sala sotterranea formata da tre navate orientate nord-sud (parallele alla facciata della chiesa) che collegata a due corridoi-navatelle che occupano il luogo ove erano le cappelle di San Gabriele e di San Raffaele fiancheggianti una cappella, a pianta centrale e orientata in direzione dellabbaziale, denominata cripta della Vergine) coperta con una volta a botte anulare poggiante su un massiccio pilastro circolare, secondo una disposizione che ricorda quella della cappella di San Michele di Fulda o la rotonda sotterranea di Hildesheim. Sulla cappella della Vergine Oliba costru anche unaltra cappella quadriloba consacrata alla Trinit quasi interamente scomparsa: gli scavi recenti condotti sullarea consentono di individuarne il perimetro e la sua articolazione interna. La scala monumentale a Ovest, dinanzi alla cappella ancora parzialmente conservata. La cappella della Trinit era posta in asse con la chiesa principale ed era fiancheggiata da due navatelle, come nella cappella del piano inferiore. Essa era separata dalla chiesa principale da un atrio al quale si accedeva mediante scale da due ingressi laterali (come nelle chiese di Parenzo). Il rimando ai Luoghi Santi, voluto da Oliba, chiaro. La rotonda occidentale che, al di l di un piccolo atrio, sinnalza davanti alla facciata richiama la disposizione dellAnastasis e del Martyrion. Allabbazia stato aggiunto un chiostro nel 1028. Chiesa di San Vicen de Cardona La chiesa di San Vicente de Cardona (ricostruita negli anni 1019-1040) lesempio pi completo di edificio con cupola impostata su trombe allincrocio della navata con il transetto. In pianta questa chiesa comprende un atrio trasversale, una navata centrale e due navatelle suddivise in tre campate, un transetto con cappelle orientate e un coro profondo costruito su unalta cripta. La struttura delledificio sorprendentemente varia: volte a botte continue sono sorrette da archi trasversali nella navata, nei bracci del transetto e nella campata antistante il coro; volte a crociera coprono latrio e le navate laterali (in queste ultime, ogni campata eccezionalmente coperta con tre piccole volte); e infine, una cupola su trombe conclude lincrocio. Lalzato delle grandi arcate, a due ghiere, sorrette da pilastri ad aggetti multipli, conferisce alla navata priva di decorazione notevole sobriet. I muri delle navatelle aggettano in corrispondenza delle campate e linterno dellabside ornato da alte nicchie, che salgono sino al livello dellimposta delle volte. Allesterno, nonostante i rimaneggiamenti subiti dalla fabbrica nel corso dei secoli, si pu ancora individuare la primitiva compozione delle masse: la navata centrale e il tiburio allincrocio dominano i bracci del transetto; questi ultimi, per, pi alti del coro, delle navate laterali e delle absidiole. La decorazione con lesene, con arcatelle e nicchie sotto il tetto, oltre a riprendere nellimpostazione generale, le soluzioni absidali delle chiese milanesi di san Vincenzo in prato e di SantEustorgio, conferisce a tutto il perimetro delledificio un vibrante partito decorativo.

Monastero di Santa Maria di Ripoll. Labbazia di Santa Maria di Ripoll, costruita negli anni 1020-1032, dallabate Oliba fu uno dei principali centri di cultura del tempo. Ospitava una ricca biblioteca ed era la sede di una scuola famosa per gli studi di storia, di astronomia, musica e matematica. Il monaco Gerbert dAurillac, precettore di Ottone III e futuro papa Silvestro II, fu educato in questa abbazia. La

chiesa stata alterata durante i restauri effettuati nel XIX secolo. Questa grandiosa abbaziale, con le sue cinque navate coperte con volte a botte , con il grande transetto sporgente munito di sei cappellette raggruppate a tre a tre da una parte e dallaltra dellabside maggiore e che si configurano in alzato come torri contro il muro del transetto, chiaramente ispirata alla tradizione delle maggiori basiliche cristiane di Roma. La navata centrale articolata in pilastri massicci e illuminata direttamente da finestre alte. Le nvatelle sono coperte con volte a botte separate da arcate in cui pilastri sslternano a colonne. Il transetto, come la navata coperto con volte a botte rinforzate da arcate trasversali e conserva ancora parti del pavimento mosaicato. La profonda amicizia che legava il fondatore dellabbazia Oliba con il papa Benedetto VIII spiega la scelta di questa particolare icnografia. Il principale elemento decorativo dellabbazia un portale scolpito nel XII secolo, la cui icnografia raffigurante Scene dellApocalisse arricchita da motivi decorativi islamici, desunti probabilmente dalle copie manoscritte, fantasiosamente illustrate, dal Commentario dellApocalisse di San Giovanni redatto dal Beato di Libana nel 784, esistenti nel celebre scriptorium dellabbazia. Monastero di San Pere de Roda La chiesa del monastero di San Pere de Roda, sul Cap Creus, sorge in posizione dominante il mare, vicino a Gerona. Essa fu consacrata nel 1022, ma una precedente consacrazione attestata da fonti al tempo dellabate Tassi che riform il monastero e che realizz la parte absidale prima della sua morte nel 958. Al momento della seconda consacrazione la chiesa si presentava completa di altre opere attuate dopo la morte di Tassi. La chiesa presenta elementi architettonici e decorativi dispirazione mozarabica (apparecchio murario a piccoli conci regolari; pilastri, capitelli e basi dispirazione cordovana; transenne delle finestre con disegni moreschi), ma limpianto planimetrico con coro deambulato privo di cappelle e il transetto con cappelle orientate discende in modo diretto dalle esperienze della Francia del bacino della Loira; similmente, per la volta a botte della navata centrale sostenuta da archi trasversali, e per le volte laterali rampanti e le arcate aperte sui lati del coro, la chiesa spagnola rimanda ad esempi borgognoni: in tal modo, questa eccezionale monumento concentra e coordina organicamente e in maniera veramente originale, una somma di motivi di esperienza della Francia centro-settentrionale e della Borgogna, cui aggiunge caratteri e soluzioni proprie (coro con pianta trapezia, pilastri a T con colonne sovrapposte addossate, arcate zoppe allincrocio navata-transetto) realizzando in terra di confine una forma-struttura avvolgente a volta, articolata in profondit nella prevalenza dei valori plastici che si rivela valida e rappresentativa della cultura artistica e della problematica architettonica di questo periodo. Lopera pi antica una cripta con deambulatorio, sormontata da un abside con un deambulatorio: nella parte superiore di questultimo vi sono finestre che illuminano labside e gli altari che essa ospitava, secondo una soluzione apparsa a Chartres (858), Charlieu (950 ca), San Benigno di Digione (10011017). La struttura muraria realizzata con pietra di eccellente qualit.