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COMUNE DI TAGLIO DI PO Variante al PRG in adeguamento al Piano di Area del Delta del Po

Norme Tecniche di Attuazione Aprile 1999

Le presenti norme rappresentano il testo vigente con la modifica od aggiunta degli articoli relativi a zone o elementi ricadenti all'interno del "Corridoio afferente la S.S. n. 309 Romea", in seguito alladeguamento al Piano di Area del Delta del Po, oggetto di recente variante approvata dal Consiglio Comunale e dalla Regione. Il presente testo, inoltre, viene di nuovo modificato ed integrato, sempre in adeguamento al Piano di Area, in riferimento ai vari sistemi comprendenti lintero territorio comunale. I nuovi articoli e le parti modificate rispetto alla stesura della variante precedente sono evidenziati con scrittura del tipo grassetto corsivo. TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Richiamo alle disposizioni di legge Le presenti norme regolano la disciplina urbanistica del territorio comunale di Taglio di Po ai sensi leggi. sottocitate: Legge 01.06.1939 n 1.089; Legge 29.06.1939 n 1.497; Legge 17.08.1942 n 1.150 con successive modifiche ed integrazioni; Legge 03.11.1952 n 1.902; Legge 10.02.1953 n 63; Legge 29.09.1964 n 847; Legge 05.07.1966 n 517; Legge 06.08.1967 n 765; Circolare Ministeriale LL.PP. 28.10.1967 n 3.210; D.M.LL.PP. 01.04.1968 n 1.404; D.M.LL.PP. 02.04.1968 n 1.444; Legge 19.11.1968 n 1.187; Legge 22.10.1971 n 865; Legge 28.01.1977 n 10; Legge 03.01.1978 n 1; Legge 05.08.1978 n 457; L.R. 29.12.1978 n 73; L.R. 31.05.1980 n 80; L.R. 05.03.1985 n 24; L.R. 27.06.1985 n 61; L.R. 11.03.1986 n 9; L.S. 09.01.1989 n 13; L.S. 24.03.1989 n 122.

Allo scopo di regolare le attivit edilizie e urbanistiche nell'ambito delle singole zone nelle quali il territorio comunale stato suddiviso, ogni intervento relativo ad edifici, siano essi nuove costruzioni, ricostruzioni, modifiche e ampliamenti di qualsiasi natura ed entit, e ogni altro intervento di trasformazione dell'assetto fisico e

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funzionale del territorio, deve rispettare le prescrizioni di carattere generale e particolare previste dalle presenti "Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G." e le disposizioni contenute nel "Regolamento Edilizio Comunale .

Art. 2 - Disposizioni generali Le disposizioni generali riguardanti definizioni urbanistico-edilizie, le autorizzazioni e le concessioni a costruire, il funzionamento della Commissione Edilizia, l'esecuzione delle opere, la statica e la sicurezza degli edifici e dei cantieri, l'igiene, le sanzioni, etc. sono pertinenti al Regolamento Edilizio. Le presenti "Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G." prevalgono in caso di discordanza, sulle disposizioni del "Regolamento Edilizio Comunale" e del "Regolamento di Igiene. Art. 3 - Elaborati di progetto del P.R.G. Al P.R.G. sono allegati i seguenti elaborati di analisi; - Ambiti amministrativi sovracomunali scala 1:100.000 - Ambiti amministrativi comunali scala 1:10.000 - Analisi storica del territorio (dal 1.000 A.C. al 1836) scala 1:50.000 - Analisi storica dell'insediamento (catasto Austriaco) scala 1:2.000 - Analisi storica dell'insediamento (catasto Austriaco) scala 1:2.000 - Analisi storica dell'insediamento (catasto Austriaco) scala 1:2.000 - Analisi storica dell'insediamento (catasto Austriaco) scala 1:2.000 - Analisi storica dell'insediamento (catasto Austriaco) scala 1:2.000 - Analisi storica dell'insediamento (IGM) scala 1:25.000 - Mosaico degli strumenti urbanistici generali vigenti scala 1:25.000 - Pianificazione e programmazione comunali in atto scala 1:5.000 - Pianificazione e programmazione comunali in atto scala 1:5.000 - Pianificazione e programmazione comunali in atto scala 1:5.000 - Pianificazione e programmazione comunali in atto scala 1:5.000 - Destinazioni d'uso prevalenti dell'edificato scala 1:5.000 - Destinazione d'uso prevalenti dell'edificato scala 1:5.000 - Destinazioni d'uso prevalenti dell'edificato scala 1:5.000 - Destinazioni d'uso prevalenti dell'edificato scala 1:5.000 - Classi di et degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Classi di et degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Classi di et degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Classi di et degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Numero dei piani degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Numero dei piani degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Numero dei piani degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Numero dei piani degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Tipologie degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Tipologie degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Tipologie degli edifici residenziali scala 1:5.000 - Tipologie degli edifici residenziali scala 1:5.000

Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav.

1/1 1/2 2/1 2/2 2/3 2/4a 2/4b 2/4c 2/5 4 5.1 5.2 5.3 5.4 6/1.1 6/1.2 6/1.3 6/1.4 6/2 a1 6/2 a2 6/2 a3 6/2 a4 6/2 b1 6/2 b2 6/2 b3 6/2 b4 6/2 c1 6/2 c2 6/2 c3 6/2 c4

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Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav. Tav.

6/2 d5 6/3.1 6/3.2 6/3.3 6/3.4 6/4.1 6/4.2 6/4.3 6/4.4 6/5.1 6/5.2 6/5.3 6/5.4 7 8.1

- Distribuzione territoriale degli alloggi scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature primarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature primarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature primarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature primarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature secondarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature secondarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature secondarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature secondarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature terziarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature terziarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature terziarie scala 1:5.000 - Attivit ed attrezzature terziarie scala 1:5.000 - Infrastrutture di collegamento scala 1:10.000 - Opere di urbanizzazione - Infrastrutture tecnologiche a rete scala 1:5.000 8.2 - Opere di urbanizzazione - Infrastrutture tecnologiche a rete scala 1:5.000 8.3 - Opere di urbanizzazione - Infrastrutture tecnologiche a rete scala 1:5.000 8.4 - Opere di urbanizzazione - Infrastrutture tecnologiche a rete scala 1:5.000 9.1 - Opere di urbanizzazione - Servizi ed impianti di interesse comune scala 1:5.000 9.2 - Opere di urbanizzazione - Servizi ed impianti di interesse comune scala 1:5.000 9.3 - Opere di urbanizzazione - Servizi ed impianti di interesse comune scala 1:5.000 9.4 - Opere di urbanizzazione - Servizi ed impianti - di interesse comune - scala 1:5.000 9/1 - Opere di urbanizzazione - Servizi ed impianti di interesse comune scala 1:5.000 A - Ubicazione sondaggi e relative stratigrafie scala 1:5.000 B - Carta isobate falde scala 1:10.000 10/1 - Carta geomorfologica scala 1:10.000 10/2 - Carta geolitologica scala 1:10.000 10/4 - Carta idrogeologica scala 1:10.000 10/9 - Carta delle penalit ai fini edificatori scala 1:10.000 - Relazione geologica . 11/12.1 - Vincoli e servit beni culturali scala 1:5.000 11/12.2 - Vincoli e servit beni culturali scala 1:5.000 11/12.3 - Vincoli e servit beni culturali scala 1:5.000 11/12.4 - Vincoli e servit beni culturali - scala 1:5.000 - Relazione sullo stato di fatto.

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N.B.: Le Tavole relative all'analisi agronomica sono contenute in una specifica cartella a parte. Tutto il territorio del Comune di Taglio di Po si intende sottoposto alla disciplina del PRG, in conformit alle retinature ed alle legende specificate nelle seguenti tavole di progetto redatte su Carta Tecnica Regionale: n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. n. 13.0.00 13.1.01 13.1.02 13.1.03 13.1.04 13.1.05 13.1.06 13.1.07 13.1.08 13.1.09 13.1.10 13.1.11 13.1.12 13.1.13 13.1.14 13.1.15 13.1.16 13.1.17 13.1.18 13.1.19 13.1.20 13.1.21 13.1.22 13.1.23 13.1.24 13.1.25 13.1.26 13.3.01 13.3.02 13.2.03 13.2.04 13.2.05 Legenda Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione Zonizzazione intero territorio - Cavanella Po intero territorio - Conca Pioppa intero territorio - Mazzorno intero territorio - Bolandina intero territorio - Ca' Zeno intero territorio - Contarina intero territorio - Spin intero territorio - Grillara intero territorio - Cornerina intero territorio - Ca' Doro intero territorio - Ca' Rotta Grande intero territorio - Ca Cornera intero territorio - Ca' Pisani intero territorio - Grandizza intero territorio - Presa Pisana intero territorio - Santa Giustina intero territorio - Ca' Gorzoni intero territorio - Pescarina intero territorio - Gnocca intero territorio - Aia di Scovetta intero territorio - Goro intero territorio - Ca' Lattis intero territorio - Gorino Veneto intero territorio - Santa Giulia intero territorio - Gorino Ferrarese intero territorio - Casa Vetri Corridoio Romea Corridoio Romea Centro Urbano Mazzorno - Oca - S. Rocco Oca S. Rocco scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala scala 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:5000 1:2000 1:2000 1:2000 1:2000 1:2000

Art. 4 - Pubblica informazione sullattuazione del P.R.G. e sullosservanza della relativa disciplina urbanistica Presso gli Uffici Comunali sar tenuta a libera visione del pubblico una planimetria sulla quale saranno di volta in volta delimitate le aree utilizzate con interventi edilizi, secondo il perimetro vincolato in base alle presenti norme, nonch le aree interessate da eventuali Piani Urbanistici Attuativi. Dette limitazioni verranno apposte soltanto dopo il rilascio della Concessione Edilizia o l'approvazione di piani attuativi regolarmente autorizzati dalla Provincia di Rovigo.

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Art. 5 - Trasposizione dei volumi Qualora l'attuazione delle zone residenziali avvenga attraverso Piani Attuativi preliminari con previsioni planovolumetriche, all'interno degli stessi consentita la trasposizione di zona con relativa compensazione dei volumi, purch nel rispetto della capienza massima consentita desunta dall'applicazione degli indici stereometrici delle singole zone.

Art. 6 - Utilizzazione degli indici Nelle zone in cui l'edificazione disciplinata dagli indici di fabbricabilit, ogni volume edilizio esistente e da costruire determina nel territorio la superficie fondiaria ad esso pertinente, nel rapporto stabilito dal relativo indice. In queste zone il volume di ogni nuova costruzione non pu essere inferiore al 75% di quello corrispondente alla densit edilizia fondiaria prevista per il lotto di pertinenza. A tal fine, ad ogni richiesta di concessione, deve essere allegata una planimetria catastale aggiornata che indichi l'area da ritenersi vincolata ai fini edificatori. La superficie fondiaria minima cos determinata, non pi utilizzabile per successivi interventi edificatori, data, per ciascun intervento, dal rapporto tra la cubatura richiesta e l'indice fondiario previsto per la zona. Al momento del rilascio della concessione, la proposta di vincolo deve essere inserita, a cura dell'Ufficio Tecnico Comunale, in apposita planimetria aggiornata. Per i volumi edilizi esistenti, alla data di adozione del Piano, la superficie fondiaria ad essi corrispondente si estende sui mappali (o sui mappali contigui) di propriet della Ditta intestataria del fabbricato, fino a raggiungere i valori degli indici propri della zona; per detti volumi edilizi esistenti, la superficie fondiaria ad essi corrispondente pu risultare inferiore a quella derivante dal computo degli indici. La demolizione parziale o totale del fabbricato riduce o annulla rispettivamente il vincolo "non aedificandi" sulla superficie fondiaria ad esso corrispondente, oppure, nel caso di cui al comma precedente, pu determinare una riduzione della superficie medesima, quando lo consenta un preciso computo degli indici di zona rispetto al volume restante. LAmministrazione Comunale pu anche richiedere ad ogni Ditta proprietaria di fornire l'esatta cubatura dei fabbricati esistenti, allo scopo di determinare la superficie fondiaria ad essi corrispondente. Le Ditte proprietarie possono conterminare tale superficie fondiaria a loro gradimento e variare tale conterminazione con altra proposta di vincolo, alla condizione che detta superficie, comprendendo la superficie coperta del fabbricato, formi una sola figura geometrica regolare e chiusa. Per i terreni compravenduti dopo la data di adozione del P.R.G. deve essere verificata la totale o parziale disponibilit ai fini edificatori.

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Le aree interessate da interventi edilizi, la cui superficie fondiaria viene vincolata per effetto degli interventi medesimi, possono appartenere anche a pi proprietari. Nel caso che la concessione edilizia sia richiesta da uno o comunque da una parte soltanto dei proprietari, il rilascio della concessione stessa subordinato al formale consenso all'utilizzazione prevista da parte dei restanti proprietari. Tale consenso deve costituirsi attraverso apposita convenzione, accettata dal Comune, da trascriversi alla Conservatoria Immobiliare a cura dei proprietari.

TITOLO II - MODALITA DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. Art. 7 - Modalit di attuazione Il Piano Regolatore Generale si attua tramite piani urbanistici attuativi e tramite interventi edilizi diretti. a) Il piano urbanistico attuativo d'obbligo per le zone residenziali e produttive di espansione. Il Sindaco pu subordinare il rilascio di concessioni edilizie alla preventiva approvazione di uno strumento urbanistico attuativo qualora queste interessino zone di completamento in cui vi sia una palese carenza di opere di urbanizzazione, stati particolari di degrado o condizioni comunque straordinarie . b) L'intervento edilizio diretto si attua in tutte le restanti zone tramite concessione o autorizzazione edilizia, nell'osservanza delle previsioni di P.R.G. e di tutte le norme di disciplina urbanistica in esso contenute. I piani urbanistici attuativi devono comprendere l'interezza delle singole zone omogenee individuate dal P.R.G.. Con la formazione del P.P.A., o con una specifica deliberazione del Consiglio Comunale, possono essere individuati i perimetri di ambiti territoriali per i quali possibile la predisposizione di un piano urbanistico, attuativo o preventivo, che non interessi l'intera estensione delle singole zone omogenee. A seguito della definizione esecutiva delle infrastrutture e delle attrezzature, nelle zone oggetto di piano urbanistico attuativo, possibile variare il perimetro delle zone omogenee, con conseguente trasposizione delle stesse, purch la capienza massima consentita e la dotazione degli spazi pubblici rimangano invariate.

Art. 8 - Piani urbanistici attuativi Si individuano i seguenti piani urbanistici attuativi: A - Piano Particolareggiato; B - Piano per l'edilizia economica e popolare; C - Piano di Recupero di iniziativa pubblica o privata; D - Piano di Lottizzazione; E - Piano per gli insediamenti produttivi.

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A - Piano Particolareggiato Il Piano Particolareggiato lo strumento urbanistico attuativo attraverso cui si definisce, anche per settori funzionali, l'organizzazione urbanistica ed edilizia di specifiche zone territoriali omogenee. Le aree da attuarsi con Piano Particolareggiato sono individuate e delimitate dal P.R.G. o secondo le procedure di cui al penultimo comma del precedente art. 7.I Piani Particolareggiati possono essere proposti all'Amministrazione Comunale, che li fa propri, anche dai proprietari delle aree interessate. I Piani Particolareggiati verranno attuati ai sensi degli artt. 11 - 12 della L.R. 61/1985 e del Titolo IV Capo IV della predetta legge. Allo scopo di consentire una sollecita operativit, purch non si operi in contrasto con la presente normativa, possibile prevedere una suddivisione delle zone interessate dal Piano Particolareggiato in comparti, ai sensi dell'articolo 23 della Legge n 1.150/42 e dell'art. 18 della L.R. 61/1985. B - Piano per l'Edilizia Economica e Popolare Il Piano per l'Edilizia Economica e Popolare lo strumento urbanistico attuativo previsto dalla Legge 18.04.1962 n 167 e successive modifiche. Il P.E.E.P. pu essere attuato sia in zone edificate, sia in zone non edificate e pu comportare sia interventi di nuova edificazione, sia interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente. Nei Piani per l'Edilizia Economica e Popolare, che prevedono interventi di restauro, risanamento o ristrutturazione di edifici o di parte di edifici, il Comune pu invitare i proprietari a realizzare gli interventi previsti sulla base di una opportuna convenzione, ai sensi dell'art. 25 della Legge 22.10.1971 n 865. C - Piano di Recupero Il Piano di Recupero lo strumento urbanistico, previsto dalla Legge 05.08.1978 n 457, tramite cui si persegue il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle zone dichiarate degradate, dal P.R.G. sia sotto l'aspetto urbanistico, sia sotto l'aspetto edilizio. Il P.R.G. individua sia le zone soggette a "Piano di Recupero di iniziativa pubblica" sia le zone soggette a "Piano di Recupero di iniziativa privata. Ai sensi dell'art. 15 della L.R. 61/1985 l'individuazione di nuove diverse aree da assoggettarsi a Piani di Recupero pu essere oggetto di successive deliberazioni del Consiglio Comunale. Allo scopo di consentire una sollecita operativit, purch non si operi in contrasto con la presente normativa, possibile prevedere una suddivisione delle zone interessate dal Piano Particolareggiato in comparti, ai sensi dell'articolo 23 della Legge n 1.150/42 e dell'art. 18 della L.R. 61/1985. D - Piano di Lottizzazione Il Piano di Lottizzazione lo strumento urbanistico attuativo attraverso cui si pu procedere all'urbanizzazione di quelle zone del territorio comunale che il Piano Regolatore Generale destina a nuovi insediamenti residenziali, produttivi, turistici e commerciali. La delimitazione dell'ambito territoriale dei singoli Piani di Lottizzazione, i termini per l'eventuale costituzione del Consorzio e della presentazione del progetto,

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sono deliberati o variati con il Programma Pluriennale di Attuazione del P.R.G. Il Piano di Lottizzazione definito "di iniziativa privata" quando i proprietari delle aree interessate redigono e presentano di propria iniziativa il piano. Il Piano di Lottizzazione definito "d'ufficio" se redatto dal Comune in assenza di iniziativa dei proprietari E - Piano per gli Insediamenti Produttivi Il Piano per gli Insediamenti Produttivi lo strumento urbanistico attuativo previsto dall'art. 27 della Legge 22 ottobre 1971 n 865. Il P.I.P., sia esso previsto per le zone non edificate, sia esso previsto per zone gi interessate da insediamenti produttivi, ha per obiettivo la realizzazione ed il completamento delle opere di urbanizzazione con idonei collegamenti stradali e ferroviari e con allacciamenti alle reti tecnologiche.

Art. 9 - Concessioni e autorizzazioni edilizie Ogni attivit comportante trasformazione urbanistica e/o edilizia, sia provvisoria che definitiva, soggetta al rilascio di autorizzazione o di concessione edilizia. In conformit alle leggi urbanistiche vigenti le autorizzazioni e le concessioni possono essere sia a titolo gratuito sia a titolo oneroso. Il rilascio delle concessioni edilizie nelle zone di espansione subordinato all'osservanza di tutte le prescrizioni del piano urbanistico attuativo convenzionato. Nelle restanti zone il rilascio di autorizzazioni e concessioni subordinato: - all'osservanza delle destinazioni, degli indici e dei vincoli di zona; - delle destinazioni, degli indici e dei vincoli di zona; - alla dimostrazione della propriet o disponibilit del lotto edificatorio; - alla esistenza, al momento del rilascio della concessione edilizia, delle opere di urbanizzazione primaria a servizio del lotto o all'impegno, da parte del richiedente, di eseguire contemporaneamente all'edificio ed all'assolvimento dell'onerosit delle stesse, ai sensi della L.R. 27 giugno 1985 n 61. Le concessioni ed autorizzazioni edilizie si intendono decadute qualora: - le opere ad esse relative non siano state iniziate entro un anno dalla data del rilascio della concessione stessa; - le concessioni non siano state ritirate dopo 120 giorni dalla comunicazione di ammissibilit del loro rilascio. Il Sindaco pu rilasciare concessioni in deroga alle previsioni urbanistiche generali, nei casi e con le modalit previste dall'art. 80 della L.R. 27.06.1985 n 61.

Art. 10 -

Quadri di ripristino ambientale

Nelle aree individuate negli elaborati grafici di progetto come quadri di ripristino ambientale valgono le disposizioni riportate nelle specifiche schede allegate. Lo schema grafico riportato alla fine di ogni quadro precisa e definisce, in maniera indicativa, i contenuti normativi della scheda stessa.

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Art. 11 -

Schede urbanistiche

Nelle aree individuate negli elaborati grafici di progetto come schede urbanistiche valgono le disposizioni riportate nelle specifiche schede allegate.

Art. 12 -

Schede Legge regionale 11/1987

Nelle aree individuate negli elaborati grafici di progetto come schede legge regionale 11/1987 valgono le disposizioni riportate nelle specifiche schede approvate.

Art. 13 -

Sussidi operativi

Lelaborato denominato Sussidi operativi fa parte integrante del PRG e fornisce, sia per la pubblica amministrazione sia per gli operatori privati, degli indirizzi di carattere generale riguardanti gli obiettivi da perseguire nei diversi settori di intervento. A questo strumento non viene attribuito, quindi, un carattere normativo; vuole essere semplicemente un documento di aiuto per una corretta progettazione sia sullesistente sia per i nuovi interventi. Leventuale aggiornamento del presente strumento deve avvenire in occasione di variante al PRG o comunque con delibera di approvazione da parte del Consiglio Comunale.

Art. 14 -

Connettivo lineare territoriale

Le aree interessate dal Connettivo lineare territoriale, come meglio individuate negli elaborati grafici in scala 1:2000, sono destinate alla realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, alle piantumazioni e sistemazioni a verde e a quantaltro necessario per la buona funzionalit di questa infrastruttura. Dette aree non possono essere occupate da edifici, recinzioni o da qualsiasi elemento fisico che impedisca la realizzazione di quanto programmato. Le aree di cui alloggetto conservano, comunque, le potenzialit urbanistiche di zona assegnate dal PRG, le quali possono essere trasferite nelle arre di propriet immediatamente confinanti. La realizzazione del Connettivo lineare territoriale spetta di norma alla pubblica Amministrazione e deve avvenire mediante la predisposizione di un Piano Particolareggiato, comprendente anche ambiti parziali, che preveda, tra laltro, le modalit di acquisizione delle aree e di esecuzione delle opere, gli eventuali indennizzi o incentivi da offrire ai proprietari nei casi particolari di demolizioni parziali o totali di recinzioni, fabbricati, ecc. Nel caso in cui le aree interessate dai lavori di realizzazione del Connettivo, per cause particolari o di forza maggiore, debbano conservare la propriet privata, si

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provveder in sede di Piano Particolareggiato ad elaborare una apposita normativa di tutela. Lesecuzione di alcuni tratti di questa infrastruttura pu essere eseguita anche da soggetti privati, anche a scomputo degli oneri di urbanizzazione, purch siano rispettate le disposizioni del Piano Particolareggiato e venga stipulata apposita convenzione con il Comune.

Art. 15 -

Suddivisione del territorio in zone omogenee

Il territorio comunale diviso in zone secondo la seguente classificazione, come risulta dalle planimetrie di progetto: 1 - Zone residenziali Zona Zona Zona Zona Zona Zona Zona A B1 B2 B3 COA COB C1D - centro storico - zona residenziale semintensiva di completamento; - zona residenziale semiestensiva di completamento; - zona residenziale estensiva di completamento. - P.E.E.P. approvati; - P. di L. approvati - servizi e/o attrezzature collettive o di interesse pubblico integrate alla residenza - servizi e/o attrezzature collettive o di interesse pubblico integrate alla residenza - zona residenziale semiestensiva di espansione a intervento diretto - zona residenziale semiestensiva di espansione

Zona C1D/1 Zona C1 Zona C2

2 - Zone per insediamenti produttivi Zona D1 Zona D1-R - zona produttiva di completamento; - zona produttiva di completamento soggetta a riqualificazione ambientale; Zona D1-M - zona produttiva di completamento da assoggettare a mitigazione visiva; Zona D1A - zona produttiva con P.I.P. approvato; Zona D1B - zona produttiva con P. di L. approvato; Zona D2 - zona produttiva di espansione; Zona D3A - zona commerciale direzionale di completamento; Zona D3B - zona commerciale direzionale di espansione; Zona D3B-M - zona commerciale-direzionale di espansione da assoggettare a mitigazione visiva; Zona D4A - zona turistico ricettiva di completamento; Zona D5A - zona turistico ricettiva a campeggio di espansione; 3 - Zone agricole

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Zona E2 Zona E2-T Zona E3 Zona E4 Zona E4-R

sottozone agricole E2; area agricola di tutela; sottozona agricola E3; sottozona agricola E4; sottozona agricola E4 in fregio alla S.S. 309 Romea.

4 - Zone per attrezzature e servizi pubblici di interesse generale Zona Zona Zona Zona Zona Zona Zona Zona F1 F2 F3 F4 F5 F5-R F6 F7 - istruzioni dell'obbligo; - attrezzature di interesse comune; - verde pubblico; - verde sportivo attrezzato; - verde ambientale; - verde ambientale da assoggettare a riqualificazione ambientale; - parcheggi; - attrezzature tecnologiche.

5 - Attrezzature pubbliche e di interesse generale: Strade esistenti e di progetto: Zona F8 - zona di rispetto stradale e fluviale; Zona F8-R - zona di rispetto stradale e fluviale soggetta a riqualificazione ambientale; Zona F9 - zona di rispetto cimiteriale; Zona F10 - zona di rispetto del depuratore; Zona F11 - area di rimboschimento; Zona F12 - sistemazione a verde; Zona F13 - zona umida e canneto; Zona F14 - dune fossili Zona F15 - ambiti di restauro ambientale Zona F16 - rettili palustri Zona F17 - area attrezzata per le attivit dello sport, del tempo libero e del turismo - stazione di servizio; - zona cimiteriale; - zone di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale; - zone di intervento nelle zone di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale. 6 Altre indicazioni nelle planimetrie di progetto: corridoio afferente la S.S. 309 Romea (perimetro) quadri di ripristino ambientale schede urbanistiche schede L.R. 11/1987 viabilit di penetrazione viabilit meccanica controllata percorsi pedonali, ciclabili ed equestri spazi di interscambio risagomatura argini fiume Po

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argini di valore storico ambientale punti e/o ambiti di approdo per imbarcazioni da diporto e/o per la pesca professionale punti e/o ambiti di ormeggio per escursionismo turistico connettivo lineare territoriale paesaggio agrario a forte frammentazione con presenza di siepi ed alberato edifici vincolati ai sensi dellart. 10 L.R. 24/1985 aziende di preminente interesse agricolo edifici rurali e manufatti di valore ambientale grandi corti dominicali ville padronali e palazzi manufatti di archeologia industriale golene oasi. TITOLO IV - ZONE PER INSEDIAMENTI RESIDENZIALI

Art. 16 -

Zona A Centri storici

Lindividuazione e la perimetrazione dei centri storici stata eseguita ai sensi della legge regionale 31 maggio 1980, n. 80, riportata nellatlante provinciale pubblicato a cura della Regione Veneto, cos come indicato anche dal Piano di Area. Entro il perimetro di zona A definito in cartografia di Piano obbligatorio il ricorso a Piani Particolareggiati o a Piani di Recupero di Iniziativa Pubblica. Nella redazione dei nuovi piani attuativi, o nella revisione di quelli vigenti, devono osservarsi le prescrizioni di cui allart. 7 del D.M. LL.PP. 2.4.1968 n. 1444 e dellart. 28 della L.R. 61/1985. Fino alla entrata in vigore dei nuovi Piani di Recupero previsti nella tav. 13.1.a/1, entro i corrispondenti ambiti sono consentiti unicamente gli interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione cos come definiti dagli artt. 6 e 7 del Regolamento Edilizio.

1) Cornicioni e manti di copertura I cornicioni possono essere in pietra, in cotto, e/o intonacati (modanati semplicemente); i manti di copertura possono avere una sporgenza massima di 40 cm esclusa la grondaia. Per qualsiasi tipo di copertura prescritto luso esclusivo delle tegole a canale in cotto (coppi). Per manti esistenti di natura diversa ammessa la riparazione se lintervento non supera il 30% della superficie del coperto; nel caso contrario il rifacimento del coperto deve essere effettuato in coppi. Le pendenze non devono superare linclinazione massima del 35% ed essere, di norma, a due falde per consentire ledificazione in aderenza lungo la direzione stradale, a due falde o a padiglione nelle costruzioni isolate. 2) Canali di gronda e pluviali

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Sono ammessi esclusivamente in rame, e di forma semicircolare e circolare. 3) Abbaini Non possono essere realizzati abbaini e gli esistenti possono essere mantenuti, tranne gli evidenti casi di superfetazioni. Al fine dellutilizzazione dei sottotetti sono realizzabili finestrature in pendenza di falda da collocarsi dalla parte interna del fabbricato, ossia non affacciantesi su strada. 4) Comignoli Non sono ammessi comignoli in eternit o altro materiale che non risponda alla tradizione locale. Qualora vengano utilizzati comignoli prefabbricati, questi devono essere rivestiti in cotto, eventualmente intonacati e devono concludersi secondo le forme delle tradizioni locali. 5) Forometrie degli edifici Le aperture delle finestre devono essere di forma rettangolare con una dimensione massima del lato minore di cm 115, mentre il lato maggiore deve essere almeno 1,5 volte la dimensione del lato minore fino ad un massimo di cm 195. Sono ammesse porte-finestre in corrispondenza dei poggioli esistenti. Le vetrine a terra devono essere ripartite secondo un disegno modulare, armonico, avente chiari rapporti dimensionali e formali con le forometrie dei piani superiori. Le dimensioni massime in larghezza possono raggiungere la misura di 230 cm. La base di appoggio a terra deve essere di almeno 40 cm in materiale pieno. Per i portoncini di ingresso valgono i limiti dimensionali in larghezza posti per le finestre, essi possono essere raddoppiati per la formazione di portoni (passi carrai). 6) Serramenti esterni Devono essere in legno naturale o verniciati con colori a smalto, coerenti con la colorazione della superficie intonacata, di preferenza verde scuro, marrone, grigio, ecc.. E consentita la verniciatura con resine trasparenti solo nelle tonalit scure; fatto divieto di utilizzare serramenti metallici (ferro, alluminio anodizzato,ecc.) e plastici. Le finestre devono essere provviste di protezioni a superficie piena (scuri) a due o quattro ante con cerniere non lavorate, trattati lisci e con divieto assoluto di tapparelle. 7) Vetrine, portoni e portoncini Saranno in legno pieno, arretrati rispetto al filo delle facciate e tinteggiati negli stessi colori delle finestre. Sono assolutamente vietati portoncini metallici e vetrati. Le vetrine a terra possono essere realizzate o in legno naturale o verniciato (vedasi serramenti) o in metallo verniciato o colorato di serie secondo colori coerenti con la superficie intonacata e gli infissi superiori. 8) Stipiti di porte e finestre

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Essi devono essere in pietra locale, pietra tenera di Vicenza o pietra serena. Tali elementi non devono peraltro sporgere rispetto al filo esterno della superficie muraria di oltre 3 cm. Le riquadrature di porte e finestre possono essere altres eseguite secondo la tecnica tradizionale con accentuazione degli intonaci e coloritura in bianco degli stessi. 9) Davanzali Devono essere realizzati in lastre di pietra locale, pietra tenera di Vicenza o pietra serena, con limitate sporgenze rispetto al filo esterno del muro con un massimo di 5 cm. 10) Intonaci, rivestimenti e tinteggiature Sono prescritti per gli involucri degli edifici intonaci civili, a calce o similari, marmorino e coccio pesto, nonch intonaci preparati purch semplicemente lisciati. Luso di rivestimenti in pietre naturali (limitatamente a trachite euganea, pietra tenera di Vicenza, pietra dIstria) pu essere consentito per i piani terra e per le vetrine. E vietato luso di pietre artificiali, piastrellature, pannelli di qualsiasi materiale. La finitura delle pareti deve essere dei seguenti tipi: intonaco civile colorato a tempera o a fresco nelle tonalit delle terre rosse e gialle e dei grigi e dei bianchi; intonaco civile finito con grassello o marmorino nelle tonalit soprascritte. Non sono consentiti intonaci plastici, graffiati o tipo Venezia. 11) Poggioli Nelle aree di cui al presente articolo non sono ammessi, sui fronti stradali, nuovi poggioli sporgenti rispetto alla facciata delledificio, e nei casi di interventi soggetti ad autorizzazione che investano opere esterne o a Concessione edilizia, verranno eliminati quelli esistenti. E consentita la realizzazione di poggioli sul fronte strada, purch rientranti rispetto al fronte delledificio e non continui per tutta la facciata, protetti da parapetto formato da elementi verticali in ferro lavorato e trattato con tecnologie tradizionali. 12) Camini esterni I camini esterni alla muratura perimetrale devono essere realizzati nelle forme e nelle proporzioni della tradizione locale, a sezione rettangolare, allargata alla base, con sporgenza non superiore a ml 0,40 e comignolo a semplice fattura, prolungato almeno fino alla quota del colmo del tetto, con lastra terminale di chiusura piana e di limitato spessore, o comunque di forma tradizionale con eventuale protezione antivento in muratura. 13) Pianerottoli e gradini di scale esterne al fabbricato Devono essere in pietra tenera di Vicenza, trachite euganea, pietra dIstria, o in elementi in cotto prefabbricati.

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Norme Tecniche di Attuazione Aprile 1999

La forma del gradino deve essere tornita o comunque a profilo semplicemente modanato. E fatto assoluto divieto di usare travertini, ceramica, conglomerati di marmo o cemento, palladiane, ecc.. 14) Basamenti Sono ammessi in pietra tenera di Vicenza, pietra dIstria, trachite euganea, o altre pietre naturali simili e monocrome o boiacca di cemento colorata, data a pi strati e martellinata. Landamento deve essere verticale e non pu superare il livello del davanzale del piano terra. 15) Opere in ferro E ammesso luso del ferro lavorato per la realizzazione di inferriate ai piani terra, di balaustre dei poggioli e delle inferriate per sopraluci dei portoni e portoncini. Tali opere devonno essere trattate con tecnologie tradizionali. 16) Targhe, scritte e insegne I materiali, i colori e le forme devono essere studiati in funzione del prospetto degli edifici e delle caratteristiche dellambiente circostante. Luso dei materiali proposti deve essere valutato dalla Commissione edilizia e autorizzato con parere della stessa. Di norma le scritte e le insegne luminose devono essere in aderenza alla facciata dei vani a destinazione non residenziale, limitatamente ai piani per i quali sono previste tali destinazioni duso, e comunque non devono sporgere oltre 20 cm dalla stessa. Sono vietate le insegne che attraversino la sede stradale. 17) Tendaggi esterni di protezione Sono soggetti ad autorizzazione. In ordine alla forma di questi accessori ci si deve attenere al criterio della massima sobriet, ispirandosi ai modelli classici di linea semplice senza bombature. I supporti di sostegno devono essere previsti in materiale verniciato (escluse le anodizzazioni) di semplice esecuzione. Quando i tendaggi sovrastano il suolo pubblico, le dimensioni sono vincolate allampiezza dei marciapiedi o passaggi pedonali, e in nessun caso devono recare pregiudizio alla viabilit veicolare o pedonale; pertanto laltezza minima viene fissata in ml 2,20 dal suolo; la sporgenza massima in ml 2,00. Non sono ammessi tendaggi nellambito dei porticati. I tessuti di protezione devono essere realizzati con materiali pesanti, preferibilmente nelle tonalit dei colori: bianco, marrone, verde scuro, o a righe

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Norme Tecniche di Attuazione Aprile 1999

bianco-marrone, bianco-verde scuro, le tonalit devono essere comunque in sintonia con i colori di facciata delledificio. 18) Pavimentazioni Lintervento pubblico sar attuato sulla base di specifici progetti esecutivi. Per gli interventi privati le pavimentazioni e i percorsi delle aree interne devono essere realizzati in pietra, cubetti di porfido o acciottolato, sono altres ammesse pavimentazioni in manufatti di c.a. tipo betonella chiusa o aperta. 19) Deroghe Sono ammesse deroghe ad alcuni dei parametri sopra riportati solo nel caso di ampliamenti che avvengano in continuit di fabbricati che gi presentino una loro precisa morfologia, nello spirito di migliorare lintervento globale, unificando la lettura del fabbricato, e sempre con precisa documentazione fotografica e planimetrica dellintervento. Materiali e finiture diverse possono essere di volta in volta consentiti, su conforme parere della Commissione Edilizia, per provate esigenze di carattere produttivo e di funzionalit dei singoli interventi, fermo restando lobbligo del mantenimento delle caratteristiche edilizie delledificio, per un corretto inserimento dellimmobile nel contesto ambientale.

Art. 17 -

Zona B1 - Zona residenziale semintensiva di completamento

In queste zone sono ammessi prevalentemente gli insediamenti residenziali. Sono tuttavia consentiti i negozi e le botteghe artigiane, gli uffici, i locali per lo spettacolo e di ritrovo, gli alberghi, i ristoranti e le attivit artigianali di servizio alla residenza, purch non moleste e non recanti pregiudizio all'igiene e al decoro. Sono escluse tutte le attivit ricettive, produttive, commerciali e di servizio che, a giudizio del Sindaco e su parere conforme della Commissione Edilizia, risultino moleste, pericolose o in contrasto con il carattere residenziale della zona. Ogni intervento edificatorio subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, al rispetto di quanto disposto dalla legislazione vigente per le zone di completamento e a quanto di seguito stabilito: - Tipi edilizi consentiti: gli edifici possono essere del tipo a blocco, in linea o composto; sono ammessi i tipi singolo, binato ed a schiera. - Indice di fabbricabilit fondiaria: 3,00 mc./mq.. Per gli edifici residenziali esistenti che raggiungono il limite di densit edilizia previsto, ammesso l'adeguamento di vani abitabili all'altezza minima interna di ml. 2,70, anche se comporta una variazione in aumento delle volumetrie, purch non determini un aumento della superficie utile; - Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a tre, oltre il piano terra; - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 13,00;

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- Superficie coperta: la superficie coperta non pu superare il 50% della superficie fondiaria; - Distanza dai confini di propriet: non pu essere inferiore a 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto con un minimo di ml. 5,00 o a confine, per le murature in aderenza. Sono ammesse le sopraelevazioni in corrispondenza delle murature preesistenti purch vengano rispettate le distanze tra i fabbricati e le relative norme del Codice Civile. Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze dai confini. - Distanza dal ciglio della strada: secondo gli allineamenti preesistenti rilevati in fronte di 100 ml. - Distacco tra i fabbricati o tra i corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Qualora i fabbricati preesistenti nei lotti finitimi all'edificio da edificare o ampliare e prospicienti il medesimo siano ad una distanza inferiore a ml. 5,00 dal confine comune, ammesso il rispetto dei soli ml. 5,00 dal confine di propriet, mantenendo comunque una distanza tra fabbricati non inferiore a 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto, con un minimo assoluto di ml. 6,00. Per le sopraelevazioni sono ammesse le edificazioni in corrispondenza delle murature preesistenti, mantenendo comunque una distanza non inferiore ad 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto, con un minimo assoluto di ml. 6,00. Con riferimento ai due precedenti commi, una distanza inferiore a ml. 10,00 ammessa esclusivamente per la parte fronteggiante pareti non finestrate. Nelle nuove costruzioni le lavanderie, le autorimesse e simili accessori devono essere previsti nel corpo stesso delle costruzioni o comunque integrati con il fabbricato principale. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e nelle modalit stabilite dall'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989, n 122. Diversificazioni tipologiche e di altezza, minori distacchi e distanze, sia tra i fabbricati che dalle strade e dai confini, sono ammessi solo a seguito dell'approvazione di uno strumento urbanistico attuativo, con prescrizioni planovolumetriche, di cui agli artt. 12 e 15 della L.R. 27.06.85 n 61.

Art. 18 -

Zona B2 - Zona residenziale semiestensiva di completamento

In queste zone sono ammessi prevalentemente gli insediamenti residenziali. Sono tuttavia consentiti i negozi e le botteghe artigiane, gli uffici, i locali per lo spettacolo e di ritrovo, gli alberghi, i ristoranti e le attivit artigianali di servizio alla residenza, purch non moleste e non recanti pregiudizio all'igiene e al decoro. Sono escluse tutte le attivit ricettive, produttive, commerciali e di servizio che, a giudizio del Sindaco e su parere conforme della Commissione Edilizia risultino

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moleste, pericolose o in contrasto con il carattere residenziale della zona. Ogni intervento edificatorio subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, al rispetto di quanto disposto dalla legislazione vigente per le zone di completamento e a quanto di seguito stabilito: - Tipi edilizi consentiti: gli edifici possono essere del tipo casa singola isolata, casa abbinata, casa a schiera, casa a blocco, in linea o composto; - Indice di fabbricabilit fondiaria: 2,00 mc./mq. Per gli edifici residenziali esistenti che raggiungono il limite di densit edilizia previsto, ammesso l'adeguamento di vani abitabili all'altezza minima interna di ml. 2,70, anche se comporta una varia zione in aumento delle volumetrie, purch non determini un aumento della superficie utile; - Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a due oltre il piano terra; - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 10,00; - Superficie coperta: la superficie coperta non pu superare il 40% della superficie fondiaria; - Distanza dai confini di propriet: non pu essere inferiore ai ml. 5,00 o a confine, per le murature in aderenza. Sono ammesse le sopraelevazioni in corrispondenza delle murature preesistenti purch vengano rispettate le distanze tra i fabbricati e le relative norme del Codice Civile. Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze dai confini; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00, nel caso di allineamenti preesistenti rilevati su un fronte minimo di mt. 100, il Sindaco sentito il parere della C.E. pu autorizzare distanze inferiori. Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica della distanza dalle strade; - Distacco tra i fabbricati o tra corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Qualora i fabbricati preesistenti nei lotti finitimi all'edificio da edificare o ampliare e prospicienti il medesimo siano ad una distanza inferiore a ml. 5,00 dal confine comune, ammesso il rispetto dei soli ml. 5,00 dal confine di propriet, mantenendo comunque una distanza tra fabbricati non inferiore a 2/3 dell'altezza del fabbricato pi alto, con un minimo assoluto di ml. 6,00. Per le sopraelevazioni sono ammesse le edificazioni in corrispondenza delle murature preesistenti, mantenendo comunque una distanza non inferiore ad 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto, con un minimo assoluto di ml. 6,00. Con riferimento ai due precedenti commi, una distanza inferiore a ml. 10,00 ammessa esclusivamente per la parte fronteggiante pareti non finestrate.

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Norme Tecniche di Attuazione Aprile 1999

Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica del distacco tra i fabbricati. Nelle nuove costruzioni le lavanderie, le autorimesse e simili accessori devono essere previsti nel corpo stesso delle costruzioni o comunque integrati con il fabbricato principale. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e nelle modalit stabilite dall'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122. Diversificazioni tipologiche, minori distacchi e distanze, sia tra i fabbricati che dalle strade, sono ammesse solo nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani urbanistici attuativi, con prescrizioni planovolumetriche, redatti ai sensi degli artt. 12 e 15 della L.R. 27 giugno 1985 n 61.

Art. 19 -

Zona B3 - Zona residenziale estensiva di completamento

In queste zone sono ammessi prevalentemente gli insediamenti residenziali. Sono tuttavia consentiti i negozi e le botteghe artigiane, gli uffici, i locali per lo spettacolo e di ritrovo, gli alberghi, i ristoranti e le attivit artigianali di servizio alla residenza, purch non moleste e non recanti pregiudizio all'igiene e al decoro. Sono escluse tutte le attivit ricettive, produttive, commerciali e di servizio che, a giudizio del Sindaco e su parere conforme della Commissione Edilizia, risultino moleste, pericolose o in contrasto con il carattere residenziale della zona. Ogni intervento edificatorio subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, al rispetto di quanto disposto dalla legislazione vigente per le zone di completamento e a quanto di seguito stabilito: - Tipi edilizi consentiti: gli edifici possono essere del tipo casa singola isolata, casa abbinata, casa a schiera, casa a blocco (estensiva), piccolo condominio; - Indice di fabbricabilit fondiaria: 1,50 mc./mq.. Per gli indici residenziali esistenti che raggiungono il limite di densit edilizia previsto, ammesso l'adeguamento di vani abitabili all'altezza minima interna di ml. 2,70, anche se comporta una variazione in aumento delle volumetrie purch non determini un aumento della superficie utile; - Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a due, oltre il piano terra; - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 10,50; - Superficie coperta: la superficie coperta non pu superare il 30% della superficie fondiaria; - Distanza dai confini di propriet: non pu essere inferiore a ml. 5,00 o a confine, per le murature in aderenza ai fabbricati esistenti. Sono ammesse le

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sopraelevazioni in corrispondenza delle murature preesistenti purch vengano rispettate le distanze tra i fabbricati e le relative norme del Codice Civile. Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze dai confini; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00. L'adeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica della distanza dalle strade; Distacco tra i fabbricati o tra corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Qualora i fabbricati preesistenti nei lotti finitimi all'edificio da edificare o ampliare e prospicienti il medesimo siano ad una distanza inferiore a ml. 5,00 dal confine comune, ammesso il rispetto dei soli 5,00 ml. dal confine di propriet, mantenendo comunque una distanza tra fabbricati non inferiore a ml. 6,00. Per le sopraelevazioni sono ammesse le edificazioni in corrispondenza delle murature preesistenti, mantenendo comunque una distanza non inferiore ad 1/2 dell'altezza del fabbricato pi. alto, con un minimo assoluto di ml. 6,00. Con riferimento ai due precedenti commi, una distanza inferiore a ml. 10,00 ammessa esclusivamente per la parte fronteggiante pareti non finestrate. Ladeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica del distacco tra i fabbricati. Nelle nuove costruzioni le lavanderie, le autorimesse e simili accessori devono essere previsti nel corpo stesso delle costruzioni o comunque integrati con il fabbricato principale. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e nelle modalit stabilite dall'art; 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122. Diversificazioni tipologiche, minori distacchi e distanze, sia tra i fabbricati che dalle strade, sono ammesse solo nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani urbanistici attuativi, con prescrizioni planovolumetriche, redatti ai sensi degli artt. 12 e 15 della L.R. 27 giugno 1985 n 61.

Art. 20 -

Zona COA - P.E.E.P. approvati

Entro tali zone sono valide esclusivamente le Norme Tecniche gi contenute negli elaborati del Piano delle aree per l'Edilizia Economica e Popolare. Eventuali varianti generali dovranno uniformarsi alle presenti norme, con particolare riferimento a quanto previsto per le zone C2. In caso di decadenza dello strumento attuativo si applica la norma relativa alle zone C2.

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Art. 21 -

Zona COB - Piani di lottizzazione approvati

Entro tali zone sono valide esclusivamente le Norme Tecniche che sono parte integrante dei singoli Piani. Eventuali varianti generali dovranno uniformarsi alle presenti norme, con particolare riferimento a quanto previsto per le zone C2. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e secondo le modalit stabilite dall'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122.

Art. 22 -

Zona C1 - Zona residenziale semiestensiva di espansione a intervento diretto

Tali zone sono destinate esclusivamente alla costruzione di abitazioni. Solo come integrazione alla residenza sono consentiti i negozi, gli uffici, i locali per lo spettacolo e di ritrovo, gli alberghi e i ristoranti, i servizi pubblici ad integrazione di quelli previsti nelle Zone F, i locali per associazioni culturali, assistenziali e religiose, le attivit artigianali di servizio, purch non moleste e non recanti pregiudizio all'igiene ed al decoro. Non sono consentite tutte le attivit incompatibili con la residenza quali industrie, depositi (anche a cielo aperto) di materiali infiammabili, nocivi e maleodoranti, allevamenti di animali, impianti sportivi rumorosi. Sono inoltre escluse tutte quelle attivit ricettive, artigianali, commerciali e di servizio che, a giudizio del Sindaco, e su parere conforme della Commissione Edilizia, risultino moleste, pericolose o in contrasto con il carattere residenziale della zona. In queste zone ogni intervento edificatorio subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e , ove mancanti, alla sottoscrizione di un atto unilaterale d'impegno per la loro realizzazione. Le opere di urbanizzazione primaria, da vincolare ad uso pubblico perpetuo, possono essere monetizzabili quando non raggiungono una superficie di 1.000 mq., nella misura di 3,5 mq./ab. di parcheggio e 3,00 mq./ab. di verde pubblico primario. Lesecuzione delle opere di urbanizzazione, nei modi e con le caratteristiche approvate dall'Amministrazione Comunale, e il loro vincolo ad uso pubblico perpetuo, consentono lo scomputo degli oneri di urbanizzazione di cui alla Legge 28.01.1977 n 10 con le modalit previste dallart. 86 della L.R. 27.06.1985 n 61. Il rilascio delle concessioni edilizie subordinato all'inizio dell'esecuzione delle opere di urbanizzazione previste. Il rilascio dei certificati di abitabilit e/o agibilit soggetto alla ultimazione di tali opere, alla verifica di conformit a seguito di collaudo favorevole, alla cessione delle aree e delle opere previste dal P.R.G. o alla formazione di vincolo perpetuo per le opere di urbanizzazione primaria previste dal presente articolo. Si prescrive inoltre quanto segue: - Tipi edilizi consentiti: gli edifici possono essere del tipo unifamiliare e/o bifamiliare, a schiera, a blocco, in linea o composto; - Indice di fabbricabilit fondiaria: 1,5 mc./mq.;

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- Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a due oltre il piano terra; - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 10,50; - Superficie coperta: la superficie coperta non pu superare il 35% della superficie fondiaria; - Distanza dai confini di propriet: non pu essere inferiore a ml. 5,00; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00; - Distacco tra i fabbricati o corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Nelle nuove costruzioni lavanderie, autorimesse e tutti gli accessori simili devono essere previsti all interno delle costruzioni stesso o devono comunque essere integrati con il fabbricato principale. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e nelle modalit stabilite dall'art. 2 secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122.

Art. 23 -

Zona C1D - Servizi e/o attrezzature collettive o di interesse pubblico integrate alla residenza

La zona di cui al titolo destinata ad accogliere, oltre alla residenza, servizi e/o attrezzature collettive di natura ricreativa e/o sociale, uffici pubblici o a carattere pubblico, attrezzature sanitarie, assistenziali, ecc. Dovranno essere, di massima, privilegiate quelle attivit che si integrano organicamente con le funzioni delle aree limitrofe (attrezzature sportive, area scolastica, verde pubblico). La cubatura massima utilizzabile ai fini residenziali non pu essere superiore al 60% per ogni singolo intervento edilizio ed integrarsi organicamente con le funzioni collettive previste (minimo 40%). In queste zone il P.R.G. si attua per intervento diretto, applicando i seguenti indici: - Indice di fabbricabilit fondiaria: non deve superare i 3,00 mc./ mq.; - Rapporto massimo di copertura: non deve superare il 40% della superficie fondiaria; - Altezza massima: non pu superare i ml. 13,00; - Distanza minima dai confini: non pu superare i ml. 5,00; - Distanza minima dalle strade: non pu essere inferiore a ml. 5,00;

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Norme Tecniche di Attuazione Aprile 1999

- Distanza tra fabbricati o corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00.

Art. 24 -

Zona C1D/1 - Servizi e/o attrezzature collettive di interesse pubblico integrate alla residenza

La zona di cui al titolo ha la stessa destinazione d'uso previsto per la zona di cui all'art. 23 con l'applicazione degli stessi indici stereometrici. Per quanto riguarda gli interventi edilizi ed urbanistici, gli stessi sono subordinati all'approvazione di un piano attuativo con previsioni planovolumetriche, riferito all intera zona, redatto ai sensi della L.R. n 61/1985.

Art. 25 -

Zona C2 - Zone residenziale semiestensiva di espansione

Tali zone sono destinate esclusivamente alla costruzione di abitazioni . Solo come integrazione alla residenza sono consentiti i negozi, gli uffici, i locali per lo spettacolo e il ritrovo, gli alberghi e i ristoranti, i servizi pubblici ad integrazione di quelli previsti nelle Zone F i locali per le associazioni culturali, assistenziali e religiose, le attivit artigianali e di servizio, purch non moleste e non recanti pregiudizio all'igiene ed al decoro. Non sono consentite tutte le attivit incompatibili con la residenza quali industrie, depositi (anche a cielo aperto) di materiali infiammabili, nocivi e maleodoranti, allevamenti di animali, impianti sportivi rumorosi. Sono inoltre escluse tutte le attivit ricettive, artigianali, commerciali e di servizio che, a giudizio del Sindaco, e su parere conforme della Commissione Edilizia, risultino moleste, pericolose o in contrasto con il carattere residenziale della zona. Ledificazione subordinata all'approvazione, e alla relativa realizzazione, di un piano urbanistico attuativo che deve interessare l'interezza dell'ambito di intervento nella zonizzazione. In questa zona devono essere previste opere di urbanizzazione primaria e secondaria in misura non inferiore a quanto previsto dagli artt. 22 e 25 della L.R. 27.06.1985 n 61, con le integrazioni di cui all'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n122. Si prescrivono inoltre quanto segue: - Tipi edilizi consentiti: gli edifici possono essere del tipo unifamiliare e/o bifamiliare; a schiera, a blocco, in linea o composto; - Indice di fabbricabilit territoriale: 1,2 mc./mq.; - Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a due oltre al piano terra; - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 10,50; - Superficie coperta: la superficie coperta non pu essere superiore al 40% della

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superficie fondiaria; - Distanza dai confini di propriet: non pu essere inferiore ad 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto con un minimo di ml. 5,00 ed obbligatoria in ogni caso; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00; - Distacco tra fabbricati o corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Nelle nuove costruzioni lavanderie, autorimesse e tutti gli accessori simili devono essere previsti all'interno delle costruzioni stesse o devono comunque essere integrati con il fabbricato principale. Nelle nuove costruzioni devono essere previsti parcheggi nella misura e nelle modalit stabilite dall'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122. Diversificazioni tipologiche e di altezza, minori distacchi e distanze, sia tra i fabbricati che dalle strade e dai confini, possono essere ammessi solo a seguito dell'approvazione di uno strumento urbanistico attuativo, con prescrizioni planovolumetriche, di cui agli artt. 12 e 15 della L.R. 27.06.1985 n 61.

TITOLO V - ZONE PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI COMMERCIALI DIREZIONALI E TURISTICO RICETTIVE Art. 26 Zona D1 - Zona produttiva di completamento

Sono le parti del territorio da destinare ad insediamenti di carattere industriale, artigianale, commerciale. In queste zone possono inoltre insediarsi attivit del settore terziario, attivit direzionali a servizio delle attivit produttive, servizi avanzati e attrezzature commerciali anche se non legate ad attivit produttive. In tali zone sono ammessi anche gli insediamenti produttivi agroindustriali. Sono previste in particolare le seguenti destinazioni di uso: attivit artigianali e industriali; mostre ed esposizioni; laboratori di ricerche ed analisi; attivit annonarie e di stoccaggio; attivit commerciali all'ingrosso, ed al minuto anche se non legate all'attivit produttiva ed altre assimilabili; attivit di manutenzione e lavorazione dei prodotti connesse con le attivit commerciali e di stoccaggio; attivit di spedizione merci e corrieri; attivit direzionali (uffici pubblici e privati); servizi reali all'impresa (banche, terziario avanzato e specializzato); attivit doganali;

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- parcheggi; - impianti ed attivit a servizio del traffico automobilistico (officine meccaniche per automezzi e natanti, garage, distributori di carburante, etc.) e nautico; - impianti tecnici legati all'attivit produttiva; - attrezzature ed impianti di natura ricreativa, sociale e sociosanitaria per gli addetti o ad integrazione delle attivit produttive (mense, impianti di ristorazione, attrezzature sportive, alberghi, etc.). Eventuali attivit non espressamente indicate possono essere classificate per analogia e complementariet alle attivit economiche sopraesposte. Nell'ambito delle zone produttive ammessa la compresenza di attrezzature tecnologiche e/o di servizio di interesse pubblico. Sono inoltre ammesse le abitazioni del custode o del proprietario purch non superino i 500 mc. per unit produttiva. Le abitazioni devono aggregarsi e comporsi in modo corretto agli edifici alla produzione, possibilmente in aderenza ad essi. Per le abitazioni non collegate alle attivit produttive esistenti dalla data di adozione del P.R.G., sono ammesse solo opere di ordinaria e straordinaria manutenzione, senza possibilit di incremento di volume. Entro il limite di questa zona le attivit non possono avere carattere nocivo o pericoloso ed vietato il deposito di materie maleodoranti e insalubri. Lutilizzazione della zona pu avvenire direttamente con concessione edilizia purch siano presenti le opere di urbanizzazione primaria o esista il formale impegno del concessionario alla loro realizzazione. Negli interventi di nuova edificazione e/o ampliamento dell'esistente nell'ambito della propriet devono essere previsti parcheggi funzionali all'attivit stessa nella misura del 50% della superficie coperta dei fabbricati. Alla domanda di concessione edilizia si deve allegare una relazione tecnica inerente al ciclo delle lavorazioni previste, nonch una descrizione particolareggiata sulla consistenza delle acque di rifiuto, dei fiumi, delle esalazioni, delle polveri e dei rumori e sui mezzi adottati per la loro neutralizzazione. Le acque di scarico, i fiumi, le esalazioni e le polveri non devono comunque risultare nocive all'uomo e allambiente. Si prescrive inoltre quanto segue: - Superficie del lotto: non pu essere inferiore a mq. 1.500; - Superficie coperta: non pu essere superiore al 50% della superficie fondiaria; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 10, con esclusione dei volumi tecnici; possono essere consentite altezze superiori sulla base di documentate esigenze dei cicli produttivi; - Distanza dai confini: non pu essere inferiore ai 2/3 dell'altezza del fabbricato, con un minimo di ml. 5,00; consentita l'edificazione in aderenza sul confine, a condizione che le costruzioni abbiano le stesse caratteristiche e le richieste di concessione avvengano congiuntamente; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00 lungo le strade con larghezza inferiore a ml. 7,00; a ml. 7,50 lungo le strade con larghezza

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compresa tra ml. 7,00 e ml. 15,00; ml. 10,00 lungo le strade con larghezza superiore a ml. 15,00; - Distacco tra fabbricato o corpi di fabbrica: tra fabbricati posti su lotti diversi non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto, con un minimo di ml. 10,00; tra fabbricati posti sullo stesso lotto, ove siano insediate funzioni produttive afferenti ad una stessa attivit, non si applicano vincoli di distacco purch i diversi corpi di fabbrica costituiscano pertinenze non autonomamente utilizzabili o impianti tecnologici. Per eventuali altri fabbricati (casa del custode, casa del proprietario, etc.) il distacco non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto con un minimo di ml. 10,00. Distanze e distacchi inferiori, rispetto a quanto sopra previsto, sono subordinati all'approvazione di piani urbanistici attuativi con indicazioni planovolumetriche di cui all'art. 23 della L.R. 27.06.1985 n 61. Art. 27 Zona D1-R - Zona produttiva di completamento soggetta a riqualificazione ambientale

Le presenti aree, pur mantenendo le stesse potenzialit edificatorie previste agli artt. 26-zone D1 e 30-zone D1B, per la loro posizione di prima linea rispetto alla S.S. 309 Romea, costituiscono zone strategicamente importanti, per le quali il P.R.G. prevede la riqualificazione edilizia ed urbanistica, mediante la ristrutturazione o ricostruzione degli edifici esistenti e delle aree di pertinenza, il recupero degli eventuali spazi pubblici a servizio della comunit ed interventi di riorganizzazione della viabilit e dellarredo urbano, con la costruzione anche di nuovi edifici. Per gli edifici esistenti, nei casi di intervento di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, per gli ampliamenti e per le nuove edificazioni, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia devono prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte circostanti. Le nuove recinzioni, compresi i casi di demolizione e ricostruzione, per quanto riguarda la distanza dalla strada devono seguire le disposizioni di legge vigenti; negli altri casi possono seguire un allineamento dettato o da consistenti preesistenze o fissato di volta in volta dallUfficio Tecnico Comunale e dal Comando di Polizia Municipale. Le recinzioni in fregio all S.S. 309 Romea e/o alla viabilit pubblica devono essere costruite secondo le indicazioni contenute nei sussidi operativi. Le altre recinzioni devono essere realizzate esclusivamente in rete metallica con pali in ferro verniciato, con zoccolatura in calcestruzzo di cemento, dellaltezza massima di cm 20. Laltezza complessiva non deve essere superiore a cm 200. Altezze maggiori possono essere consentite in base a documentate esigenze funzionali. In caso di presenza di eventuali elementi esistenti, o di progetto, che costituiscono punti detrattori della qualit urbana (impianti tecnologici esterni, depositi di materiale, ecc.), devono essere usati tutti gli accorgimenti utili per mitigare limpatto visivo, quali ad esempio: luso di particolari materiali e colori, sistemi costruttivi e mascherature con idonee piantumazioni secondo le indicazioni dei sussidi operativi.

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Art. 28 -

Zona D1-M - Zona produttiva di completamento da assoggettare a mitigazione visiva

Le zone di cui al titolo sono assoggettate alla normativa di cui allart. Art. 26 -zone D1, inoltre tutti gli interventi ricadenti allinterno delle presenti zone, ed in particolare quelli da realizzarsi in fregio alla S.S. 309 Romea, devono adottare opportuni accorgimenti per mitigare e/o ridurre limpatto visivo dei manufatti, degli impianti tecnologici esterni, dei depositi di materiale, e comunque di tutti quegli elementi detrattori della qualit del paesaggio. In fregio alla S.S. 309 Romea vietato il deposito di materiali per la lavorazione industriale o comunque di quei materiali che sono elementi detrattori della qualit urbana o ambientale; in particolare, per queste aree, fatto obbligo di prevedere una fascia, della profondit di almeno 6,00 ml lungo il fronte strada, piantumata con essenze arbustive ed arboree autoctone. Per le nuove costruzioni da realizzarsi in lotti non prospicienti la S.S. 309 Romea, la mitigazione visiva pu essere ottenuta semplicemente con una attenta e ordinata sistemazione dellarea scoperta, unita ad una ricerca di rapporti cromatici tra i vari elementi da insediare (tipi di materiale, tinteggiatura dei fabbricati, delle recinzioni e di altri componenti visibili). Per gli edifici esistenti, nei casi di intervento di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, per gli ampliamenti e per le nuove edificazioni, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia devono prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte circostanti, al fine di mitigare limpatto visivo di tutti gli elementi detrattori esistenti.

Art. 29 -

Zona D1A - Zona produttiva con PIP approvato

Entro le zone dotate di Piano per insediamenti produttivi approvato rimangono valide le previsioni e le Norme Tecniche del Piano per insediamenti produttivi stesso. Eventuali varianti dovranno uniformarsi alle presenti norme, con particolare riferimento a quanto previsto per le zone D2. In caso di decadenza dello strumento attuativo si applicano le norme relative alla zona D2. Art. 30 Zona D1B - Zona produttiva con P. di L. approvato

Al fine di evitare difficolt di gestione amministrativa ed eventuali scompensi di aree per standard, in tali zone rimangono valide le previsioni e le Norme Tecniche derivanti dal precedente P. di .F.. Eventuali varianti dovranno uniformarsi alle presenti norme, con particolare riferimento a quanto previsto per le zone D2. In caso di decadenza dello strumento attuativo si applicano le norme relative alla zona D2.

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Art. 31 -

Zona D2 - Zona produttiva di espansione

Nelle zone di cui titolo, sono previste le destinazioni d'uso di cui all'art. 19 relativo alle zone produttive di completamento D1. Sono inoltre ammesse le abitazioni del custode o del proprietario purch non superino i 500 mc. per unit produttiva. Le abitazioni devono aggregarsi e comporsi in modo corretto agli edifici adibiti alla produzione, possibilmente in aderenza ad essi. Lutilizzazione della zona pu avvenire a seguito della approvazione di un piano urbanistico attuativo che preveda opere di urbanizzazione primaria e secondaria in misura non inferiore a quanto previsto dall'art. 25 della L.R. 27 giugno 1985 n 61, con le integrazioni di cui all'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122. Entro il limite di questa zona le attivit non possono avere carattere nocivo o pericoloso ed vietato deposito di materie maleodoranti e insalubri. Le norme dei piani attuativi possono prevedere che la localizzazione di opere di urbanizzazione di carattere primario, quali le aree per i parcheggi e per il verde, anzich attraverso il piano attuativo stesso, sia definita, per ogni singolo lotto, in sede di richiesta di concessione edilizia. Alle domande di concessione edilizia, conseguenti all'approvazione e all'attuazione del piano attuativo, deve essere allegata una relazione tecnica sul ciclo delle lavorazioni previste, nonch una descrizione particolareggiata sulla consistenza di acque di rifiuto, fumi, esalazioni, polveri e rumori e sui mezzi adottati per la loro neutralizzazione; le acque di scarico, i fumi, le esalazioni e le polveri non devono comunque risultare nocive all'uomo e all'ambiente. Si prescrive inoltre quanto segue: - Superficie del lotto: non pu essere inferiore a mq. 2.000; - Superficie coperta: non pu essere superiore al 50% della superficie fondiaria; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 10, esclusi i volumi tecnici; possono essere consentite altezze superiori sulla base di documentate esigenze dei cicli produttivi; - Distanza dai confini: non pu essere inferiore ai 2/3 dell'altezza del fabbricato, con un minimo di ml. 5,00; consentita l'edificazione sul confine nel caso di edifici in aderenza; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00 per strade non pi larghe di ml. 7,00, a ml. 7,50 per strade con larghezza da 7,00 a 15,00 ml., a ml. 10,00 per strade con larghezza superiore a ml. 15,00; - Distacco tra fabbricati o corpi di fabbrica: tra fabbricati posti su lotti diversi non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto, con un minimo di ml. 10,00; tra fabbricati posti sul lotto, ove siano insediate funzioni produttive afferenti ad una stessa attivit, non si applicano vincoli di distacco purch i diversi corpi di fabbrica costituiscano pertinenze non autonomamente utilizzabili o impianti tecnologici. Per eventuali altri fabbricati (casa del custode,

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casa del proprietario, etc.) il distacco non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto con un minimo di ml. 10,00. Le cabine elettriche, se necessarie all'azienda, possono essere costruite con distacchi minimi dalle strade di ml. 5,00, dai fabbricati preesistenti di ml. 6,00.

Art. 32 -

Zona D3A - Zona commerciale-direzionale di completamento

La zona di cui al titolo, destinata all'insediamento di attivit commerciali, direzionali, artigianali di servizio alla residenza. Sono escluse le attivit artigianali e industriali. In questa zona sono previste le seguenti destinazioni di uso: - attivit commerciali varie compresa la grande distribuzione; - mostre ed esposizioni; - attrezzature ed impianti ricreativi e ricettivi (mense, impianti di ristorazione, attrezzature sportive, alberghi, etc.); - attivit direzionali (uffici pubblici e privati); - servizi reali all'impresa (banche, terziario avanzato e specializzato); - residenze limitatamente ai piani primo e secondo; - eventuali attivit non espressamente indicate possono essere classificate per analogia e complementariet alle attivit economiche sopra descritte. E' ammessa la presenza di attrezzature pubbliche. In questa zona gli interventi edilizi sono subordinati alla predisposizione di un progetto esecutivo con previsioni planovolumetriche che definisca l'utilizzo di tutta l'area. Il progetto dovr prevedere al piano terra lungo tutto il perimetro della viabilit pubblica la costruzione di portici ad uso pubblico aventi una profondit maggiore o uguale a ml. 3,00. Si prescrive inoltre quanto segue: - Superficie coperta: non pu essere superiore al 50% della superficie fondiaria della zona; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 10,00 esclusi i volumi tecnici; possono essere consentite altezze superiori sulla base di documentate esigenze produttive; - Distanza dai confini: non sono ammesse costruzioni isolate, l'edificazione deve avvenire in aderenza; - Distanza dalle strade: la costruzione deve avvenire al limite del marciapiede pubblico. Distanze e distacchi inferiori, rispetto a quanto sopra previsto, sono subordinati all'approvazione di piani urbanistici attuativi con indicazioni planovolumetriche di cui all'art. 23 della L.R. 27 giugno 1985 n 61.

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Art. 33 -

Zona D3B - Zona commerciale-direzionale di espansione

La zona di cui al titolo ha la stessa destinazione d'uso di cui all'art. Art. 32 relativo alla zona commerciale direzionale di completamento D3A. Per quanto riguarda gli interventi edilizi ed urbanistici gli stessi sono subordinati all'approvazione di un piano attuativo con previsioni planovolumetriche, riferito all'intera zona ed elaborato ai sensi dell'art. 12 della L.R. 27.06.1985 n 61 integrato da: - progetto di massima in scala 1:200 per tutti i manufatti previsti, con individuazione delle destinazioni d'uso ai diversi piani e dei percorsi orizzontali e verticali; - delimitazione delle unit minime di intervento; - progetto dettagliato delle zone per il parcheggio degli autoveicoli e per la viabilit interna; - progetto dettagliato delle aree verdi con la messa a dimora di almeno due piante autoctone. Si prescrive inoltre quanto segue: - Superficie coperta: non pu essere superiore al 30% della superficie territoriale dell'intera zona; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 12,00 con esclusione dei volumi tecnici; - Distanza dai confini: non pu essere inferiore ai 2/3 dell'altezza del fabbricato, con un minimo di ml. 5,00; consentita l'edificazione sul confine nel caso di edifici in aderenza; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 5,00 per strade non pi larghe di ml. 7,00, a ml. 7,50 per strade con larghezza compresa tra ml. 7,00 e ml. 15,00, a ml. 10,00 per strade con larghezza superiore a ml. 15,00; - Distacco tra fabbricati o corpi di fabbrica: tra fabbricati posti su lotti diversi non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto, con un minimo di ml. 10,00; tra fabbricati posti sullo stesso lotto, ove siano insediate funzioni produttive afferenti ad una stessa attivit, non si applicano vincoli di distacco purch i diversi corpi di fabbrica costituiscano pertinenze non autonomamente utilizzabili o impianti tecnologici. Per eventuali altri fabbricati (casa del custode, casa del proprietario, etc.) il distacco non pu essere inferiore all'altezza del fabbricato o corpo di fabbrica pi alto con un minimo di ml. 10,00. In questa zona devono essere previste opere di urbanizzazione primaria e secondaria in misura non inferiore a quanto previsto dall'art. 25 della L.R. 27.06.1985 n 61, con le integrazioni di cui all'art. 2, secondo comma, della Legge 24.03.1989 n

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122.

Art. 34 -

Zona D3B-M - Zona commerciale direzionale di espansione da assoggettare a mitigazione visiva

Le zone di cui al titolo sono assoggettate alla normativa di cui allart. 33 zone D3B, inoltre tutti gli interventi ricadenti allinterno delle presenti zone, ed in particolare quelli da realizzarsi in fregio alla S.S. 309 Romea, devono adottare opportuni accorgimenti per mitigare e/o ridurre limpatto visivo dei manufatti, degli impianti tecnologici esterni, dei depositi di materiale, e comunque di tutti quegli elementi detrattori della qualit del paesaggio. Per le nuove costruzioni da realizzarsi in lotti non prospicienti la S.S. 309 Romea, la mitigazione visiva pu essere ottenuta semplicemente con una attenta e ordinata sistemazione dellarea scoperta, unita ad una ricerca di rapporti cromatici tra i vari elementi da insediare (tipi di materiale, tinteggiatura dei fabbricati, delle recinzioni e di altri componenti visibili). Per gli edifici esistenti, nei casi di intervento di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, per gli ampliamenti e per le nuove edificazioni, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia devono prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte circostanti, al fine di mitigare limpatto visivo di tutti gli elementi detrattori esistenti. I piani attuativi ricadenti nelle aree di cui al presente articolo devono essere corredati dalle previsioni planovolumetriche dei fabbricati e dalle sistemazioni delle aree scoperti.

Art. 35 -

Zona D4A - Zona turistico ricettiva di completamento

La zona di cui al titolo, destinata all'insediamento di attivit ricettive (alberghi, case albergo, motels, pensioni, locande, bungalows, ristoranti, commerciali, etc.), di attivit per lo svago, il divertimento ed il tempo libero, attivit culturali quali Musei, mostre, complementari alle attivit ricettive. Limitatamente ad ogni singola attivit ricettiva o per il tempo libero, sono inoltre ammesse le abitazioni del custode o del proprietario purch non superino i 500 mc. Lutilizzazione della zona avviene mediante il rilascio della Concessione Edilizia diretta. In questa zona devono essere previste aree a servizio in misura non inferiore a quanto previsto dall'art. 25 della L.R. 27.06.1985 n 61, con le integrazioni di cui all'art. 2 secondo comma, della Legge 24.03.1989 n 122. Si prescrive inoltre quanto segue: - Indice di fabbricabilit fondiaria: non pu superare 2 mc./mq.; - Superficie minima del lotto: non pu essere inferiore a mq. 3.000;

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- Superficie coperta: non pu essere superiore al 30% dell'area di pertinenza; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 10,00 esclusi i volumi tecnici; - Numero dei piani abitabili: non pu essere superiore a quattro; - Distanza dai confini: non pu essere inferiore a 1/2 dell'altezza del fabbricato pi alto con un minimo di ml. 5,00; - Distanza dal ciglio della strada: non pu essere inferiore a ml. 10,00; - Distacco tra i fabbricati o tra corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Distanze e distacchi inferiori, rispetto a quanto sopra previsto, sono subordinati all'approvazione di piani urbanistici attuativi con indicazioni planovolumetriche di cui all'art. 23 della L.R. 27.06.1985 n 61.

Art. 36 -

Zona D5A - Zona turistico ricettiva a campeggio di espansione

Tale zone riservata all'insediamento di campeggi. Dovr essere adottato uno standard di mq. 100 per ogni turista da insediare. L'utilizzazione della zona deve avvenire mediante formazione di un piano urbanistico attuativo planivolumetrico con previsioni unitarie comprendente tutte le opere e gli impianti necessari descrivendo in dettaglio l'uso dei materiali da impiegare e cos pure il sistema del verde e superficie pavimentata, nonch gli indispensabili allacciamenti. Per la costruzione di impianti fissi al servizio del campeggio da realizzarsi alla massima distanza possibile dall'unghia arginale, assegnata la densit territoriale di 0,15 mc./mq.. Le costruzioni, da definire in forma planovolumetrica con il progetto attuativo dovranno osservare i seguenti limiti: numero dei piani: due compreso piano terra; altezza massima: ml. 7,00; distanze tra fabbricati e corpi di fabbrica: ml. 10,00; distanza dai confini: ml. 5,00; distanza dal ciglio della strada: ml. 20,00.

E fatto divieto di procedere allabbattimento delle specie arboree esistenti, salvo casi di comprovata necessit nel qual caso prescritto il reimpianto di assenze arboree di analoga specie. Le piantagioni esistenti vanno opportunamente integrate con specie autoctone o naturalizzate al fine di ombreggiare ed arredare convenientemente i piazzali di sosta scoperti; devono inoltre essere previste quinte arboree ed arbustive per il mascheramento delle strutture di servizio suscettibili di alterare lo stato dellambiente.

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Per la realizzazione delle infrastrutture necessarie va prescritto lutilizzo di tipologie costruttive a basso impatto ambientale per favorire linserimento paesaggistico del nuovo insediamento.

TITOLO VI - ZONE AGRICOLE Art. 37 Zone E - Zone agricole

Il presente Piano tutela il paesaggio agrario salvaguardandone sia laspetto produttivo e sociale sia i valori paesaggistico-ambientali. Allinterno di queste zone vanno salvaguardate le formazioni arboree ed arbustive presenti e, dintesa con il Consorzio di Bonifica, vanno promossi interventi che prevedano il rinforzo o la creazione di quinte arboree e/o arbustive autoctone lungo il perimetro delle zone coltivate, delle zone umide e dei corsi dacqua, al fine di pervenire ad un arricchimento dellambiente, ad una maggiore articolazione del paesaggio e, tra laltro, alla costruzione di habitat idonei alle specie animali e vegetali. Nelle zone a prevalente indirizzo orticolo con presenza di sabbia e rilievi dunosi, va favorita la messa a dimora di piantate di vegetazione erbacea ed arbustiva cespugliosa per frenare smottamenti e/o erosioni eoliche. Le aree relitte, anche di margine, vanno utilizzate per la formazione di nuclei di vegetazione arboreo-arbustiva, adatti alle caratteristiche climatiche e pedologiche del luogo. Tutti gli interventi edilizi consentiti debbono essere compatibili con le tipologie edilizie tipiche del luogo, nel rispetto degli allineamenti planimetrici, delle preesistenze e dei materiali tradizionalmente impiegati. Gli ampliamenti debbono armonicamente comporsi con le preesistenze. La realizzazione degli annessi rustici ammessa entro il perimetro degli aggregati abitativi secondo le modalit morfo-tipologiche codificate nei Sussidi Operativi allegati. Gli allevamenti zootecnici intensivi devono essere dotati di sistemi di depurazione dei reflui, o devono assicurare un corretto utilizzo o smaltimento dei liquami, compatibilmente con le esigenze di tutela ambientale. Si richiamano le indicazioni di cui allart. 96 del Regolamento Edilizio.

Art. 38 -

Zone E2 Aree di primaria importanza per la funzione agricoloproduttiva, anche in relazione allestensione, composizione e localizzazione dei terreni

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In tale zona si conferma la validit delle norme per l'edificazione espresse dalla Legge Regionale 24/1985 con esclusione dell'art. 5 concernente l'edificabilit nelle aree con preesistenze. Si richiamano i seguenti criteri: a) gli interventi consentiti debbono di norma essere compatibili con le tipologie edilizie tipiche del luogo, nel rispetto degli allineamenti plano-altimetrici delle preesistenze e dei materiali tradizionalmente impiegati. b) eventuali nuove strade necessarie al collegamento dei fondi o per esigenze produttive agricole devono possibilmente utilizzare i tracciati esistenti (capezzagne, sentieri, ecc.), avendo cura di prevedere modalit costruttive atte a garantire un corretto inserimento ambientale; c) la creazione di nuovi accessi nella pubblica viabilit consentita esclusivamente nel caso di riscontrate necessit al fine di una razionale organizzazione del fondo; d) dovr essere garantita la salvaguardia dei filari alberati esistenti, dei fossi di scolo e dei canali irrigui, evitando tombinature non indispensabili alla funzionalit del fondo; e) gli ampliamenti debbono comporsi armonicamente con le preesistenze affinch il nuovo edificio, considerato nella sua globalit, risulti armonicamente definito; f) la realizzazione degli annessi rustici e ammessa in adiacenza a edifici o entro il perimetro degli aggregati abitativi ad eccezione dei casi nei quali sia dimostrata l'impossibilit ad osservare tale prescrizione.

Art. 39 -

Zona E3 Aree che, caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario, sono contemporaneamente utilizzabili per scopi agricoloproduttivi e per scopi residenziali.

La zona di cui al titolo presenta una accentuata aggregazione edilizia che ne esclude una reale vocazione agricola. Sono ammesse categorie di intervento finalizzate al mantenimento o alla razionalizzazione degli specifici caratteri di aggregato. E' consentita l'integrale applicazione della Legge Regionale 24/1985 e per quanto concerne la edificazione si applicano indici di densit edilizia con valore doppio di quelli prescritti all'art. 3 della citata Legge Regionale 24/1985. Tale possibilit, finalizzata ad incentivare l'accorpamento della residenza agricola, ammessa computando aree, non risultanti vincolate ai sensi dell'art. 8 della L.R. 24/1985 dislocate nell'ambito di tutto il territorio comunale.

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Si richiamano i seguenti criteri: a) gli interventi consentiti devono, di norma, essere compatibili con le tipologie edilizie tipiche del luogo, nel rispetto degli allineamenti planoaltimetrici delle preesistenze e dei materiali tradizionalmente impiegati.

b) gli ampliamenti devono comporsi armonicamente con le preesistenze affinch il nuovo edificio, considerato nella sua globalit, risulti organicamente definito; c) la realizzazione degli annessi ammessa in adiacenza a edifici o entro il perimetro degli aggregati abitativi ad eccezione dei casi nei quali sia dimostrata l'impossibilit ad osservare tale prescrizione. Zona E4 Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative sono utilizzabili per lorganizzazione dei centri rurali

Art. 40 -

La zona di cui al titolo risulta caratterizzata da una presenza insediativa costituitasi come aggregazione sociale riconosciuta che ne esclude una reale vocazione agricola. Sono ammesse categorie di intervento finalizzate al mantenimento e alla razionalizzazione degli specifici caratteri di aggregato oltrech alla incentivazione dellaccorpamento della residenza agricola. E consentita lintegrale applicazione della Legge Regionale 24/1985 e lindice volumetrico determinato dalla sommatoria dei seguenti parametri: 1. Il raddoppio degli indici prescritti allart. 3 della Legge Regionale 24/1985 considerando aree, non vincolate ai sensi dellart. 8 della citata Legge Regionale 24/85, dislocate nellambito di tutto il territorio comunale; 2. La volumetria risultante dallapplicazione di un indice paria a 0,8 mc/mq. Per le aree risultanti zonizzate nella sottozona E4. Sono inoltre ammessi: recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, nuove costruzioni nei lotti interclusi per soddisfare il documentato fabbisogno residenziale locale, installazione di attivit economiche e di servizio connesse alla residenza (piccolo artigianato di servizio, attivit strettamente connesse alla produzione, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli). Si richiamano i seguenti criteri: a) gli interventi consentiti devono, di norma, essere compatibili con le tipologie edilizie del luogo, nel rispetto degli allineamenti plano-altimetrici delle preesistenze e dei materiali tradizionalmente impiegati. b) gli ampliamenti devono comporsi armonicamente con le preesistenze affinch il nuovo edificio, considerato nella sua globalit, risulti organicamente definito. Per tutte le sottozone agricole si applicano, inoltre, i seguenti indici parametrici: - Altezza massima: ml 8,50, salvo il caso di costruzioni particolari o speciali, come silos, serbatoi idrici, ecc.;

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- Distacco per gli edifici: non pu essere inferiore a ml 10,00. Qualora i fabbricati preesistenti nei lotti finitimi all'edificio da edificare o ampliare, e prospicienti il medesimo, siano ad una distanza inferiore ai 5,00 ml dal confine comune, ammesso il rispetto dei soli 5,00 ml dal confine di propriet mantenendo comunque una distanza non inferiore all'altezza del fabbricato pi alto con un minimo assoluto di ml 6,00. Tale possibilit, in osservanza all'art. 9 punto 2 del D.M. 02.04.1968, n. 1444, possibile esclusivamente tra pareti non finestrate per la parte fronteggiante. Per le sopraelevazioni sono ammesse le edificazioni in corrispondenza delle murature preesistenti mantenendo comunque una distanza non inferiore allaltezza del fabbricato pi alto con un minimo assoluto di ml. 6,00 tra fabbricati con pareti non finestrate per la parte fronteggiante. L'adeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze tra i fabbricati. - Distacco dai confini: non pu essere inferiore a ml 5,00 o a confine, per le murature in aderenza. Sono ammesse le sopraelevazioni in corrispondenza delle murature preesistenti fatte salve le distanze tra i fabbricati. L'adeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze dai confini. - Distacco dalle strade pubbliche: quello conseguente all'applicazione dell'art. 4 del D.M. 01.04.1968, n. 1404 con un minimo inderogabile di ml 20,00 per la sottozona E2 e ml 5,00 per le altre sottozone (E3 e E4). L'adeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml 2,70 e comportante una variazione dell'altezza complessiva degli edifici, non viene considerato al fine della verifica delle distanze dalle strade.

Art. 41 -

Zone E2-T - Aree agricole di tutela

Allinterno delle aree di cui al presente articolo, come individuate negli elaborati grafici di progetto, per gli edifici esistenti, sono consentiti gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dellarticolo 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457 e quelli consentiti ai sensi dellarticolo 4 della legge regionale 5 marzo 1985, n. 24. Per le aziende di preminente interesse agricolo, evidenziate nelle tavole di progetto, sono consentiti, oltre a quanto previsto al comma precedente, anche gli interventi di cui agli articoli 3, 5 e 6 della legge regionale 5 marzo 1985, n. 24, per i quali non sono consentiti cambi di destinazione duso per funzioni extra agricole. E consentita la realizzazione di recinzioni con siepi e filari di piante tipiche del luogo, anche in aderenza a reti metalliche senza zoccolatura fuori terra, come previsto nei sussidi operativi. Gli interventi di cui sopra e ogni intervento di sistemazione esterna devono essere finalizzati alla riqualificazione del paesaggio agrario e degli

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elementi permanenti che lo caratterizzano, quali il patrimonio arboreo ed arbustivo e gli elementi costruttivi caratteristici del luogo. Sono consentiti la realizzazione e lampliamento di opere e manufatti di interesse pubblico, nel rispetto delle componenti ecologico-ambientali del sito.

Art. 42 -

Zona E4-R - Zona agricola E4 in fregio alla S.S. 309 Romea

Le zone di cui al titolo sono assoggettate alla normativa relativa alle sottozone E4, esse inoltre costituiscono zone strategicamente importanti, per le quali il P.R.G. prevede la riqualificazione edilizia ed urbanistica, mediante la ristrutturazione o ricostruzione degli edifici esistenti e delle aree di pertinenza, il recupero degli eventuali spazi pubblici a servizio della comunit ed interventi di riorganizzazione della viabilit e dellarredo urbano, con la costruzione anche di nuovi edifici. Per gli edifici esistenti, nei casi di intervento di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, per gli ampliamenti e per le nuove edificazioni, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia devono prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte circostanti. Le nuove recinzioni, compresi i casi di demolizione e ricostruzione, per quanto riguarda la distanza dalla strada devono seguire le disposizioni di legge vigenti; negli altri casi possono seguire un allineamento dettato o da consistenti preesistenze o fissato di volta in volta dallUfficio Tecnico Comunale e dal Comando di Polizia Municipale. Le recinzioni in fregio alla viabilit pubblica devono essere costruite secondo le indicazioni contenute nei sussidi operativi. Le altre recinzioni devono essere realizzate esclusivamente in rete metallica con pali in ferro verniciato, con zoccolatura in calcestruzzo di cemento, dellaltezza massima di cm 20. Laltezza complessiva non deve essere superiore a cm 150. Altezze maggiori possono essere consentite in base a documentate esigenze funzionali. In caso di presenza di eventuali elementi esistenti, o di progetto, che costituiscono punti detrattori della qualit urbana (impianti tecnologici esterni, depositi di materiale, ecc.), devono essere usati tutti gli accorgimenti utili per mitigare limpatto visivo, quali: luso di particolari materiali e colori, sistemi costruttivi e mascherature con idonee piantumazioni, secondo le indicazioni dei sussidi operativi.

Art. 43 -

Caratteristiche edilizie nelle zone agricole, comprese le fascie di rispetto ambientale

Ogni edificazione nelle zone agricole, comprese le opere di manutenzione, restauro e ristrutturazione, dovr essere effettuata in armonia con le forme tradizionali delledilizia rurale locale. Dovranno essere seguite pertanto le seguenti essenziali caratteristiche tipologiche, costruttive e formali ai sensi dell'art. 10 della L.R. n. 24/1985.

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A - Residenze 1. Posizionamenti Le nuove costruzioni e gli ampliamenti dovranno avvenire possibilmente in aderenza a corpi di fabbrica esistenti. 2. Coperture-gronde-pluviali E' obbligatorio l'uso di coperture a due falde con linea di colmo parallela al lato maggiore; sono ammesse le quattro falde unicamente in edifici a pianta centrale o nel caso in cui la larghezza del fabbricato sia almeno il doppio della larghezza semprech ci sia ritenuto tipologicamente ammissibile dalla Commissione Edilizia. Lo sporto delle cornice di gronda non potr essere superiore ai 40 cm. e dovr essere raccordato al muro in modo da determinare continuit con la parete. Laddove esistano decorazioni originali, ne prescritta la conservazione con eventuali restauri delle parti danneggiate. E' prescritto esclusivamente l'uso dei canali di gronda a sezione semicircolare e di pluviali a sezione circolare con collocazione a vista. La tinteggiatura dovr essere in armonia con i colori della facciata. E' consentito l'uso del rame a vista mentre sono vietati gli elementi in P.V.C. o acciaio inossidabile. 3. Elementi architettonici Gli edifici dovranno essere di norma realizzati in unico corpo di fabbrica, con limitate articolazioni planimetriche e altimetriche. Gli accessori delle abitazioni, quali garage, cantina ecc., potranno essere collocati anche all'esterno dell'abitazione nei locali adibiti ad annesso rustico. Sono vietate le scale esterne a giorno, le logge rientranti, i bow-windows, le terrazze, o poggioli e i corpi aggettanti in generale. Saranno ammessi, purch in sintonia con l'estetica del fabbricato, i balconi con sporgenza massima dal filo di facciata di mt. 0,40 e lunghezza massima di mt. 2,00. La forometria dovr risultare armonicamente composa nel piano di ogni singola facciata; le finestre dovranno essere di forma rettangolare, con i lati lunghi in posizione verticale e con un rapporto tra altezza e larghezza compreso tra 1,30 e 1,50; non sono ammesse aperture interessanti pi di un piano dell'edificio. Le finestrature potranno essere riquadrate esternamente da cornice in mattoni intonacati o pietra naturale sporgente dalla muratura fino a cm. 5 per una larghezza massima di cm. 12. In caso di ristrutturazione, restauro o manutenzione straordinaria, tutti gli elementi di particolare valore architettonico e decorativo esistenti dovranno essere mantenuti e/o ripristinati nella loro esatta forma, dimensione e giacitura. 4. Pareti esterne Tutte le pareti esterne dovranno essere intonacate nella loro intera estensione. E' consentito l'uso della pietra solo per soglie e davanzali dei balconi.

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La finitura delle pareti dovr essere effettuata con intonaco civile e dipintura in unica tinta per tutto il fabbricato, nelle tonalit delle terre rosse, gialle e dei banchi. Non sono consentiti intonaci plastici, graffiati o tipo Venezia. 5. Serramenti - porte e portoni d'ingresso Tutti i serramenti esterni dovranno essere in legno, naturale o verniciato. E' vietato l'uso di persiane avvolgibili indipendentemente dai materiali usati. Gli oscuri dovranno essere a due o a quattro ante, con cerniere non lavorate, aperti verso l'esterno, in legno e tinteggiati con colori in armonia con quelli delle facciate. Le porte esterne ed i portoni d'ingresso saranno in legno, e tinteggiati negli stessi colori dei serramenti di finestra. E' ammesso l'uso del legno a vista per i soli portoni d'ingresso. Sono assolutamente vietati i portoncini in metallo e vetro. Sono ammesse porte in ferro esclusivamente per le centrali termiche quando ci sia prescritto da norme di legge o di regolamento. 6. I camini esterni I camini esterni alla muratura perimetrale dovranno essere realizzati nelle forme e nelle proporzioni della tradizione locale, a sezione rettangolare, allargata alla base, con sporgenza non maggiore a ml. 0,40 e comignolo di semplice fattura prolungato almeno fino alla quota del colmo del tetto, con lastra terminale di chiusura piana, di limitato spessore, o comunque di forma tradizionale con eventuale protezione antivento in muratura. 7. Recinzioni Sono ammesse unicamente recinzioni realizzate con siepe continua, ovvero rete metallica e profilati metallici di semplice fattura, posti su muretto di altezza massima di mt. 0,50; sono rigorosamente vietate chiusure con prefabbricati di cemento o simili.

B Annessi rustici Nella costruzione, ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria degli annessi rustici dovranno essere usati, per quanto compatibili con la diversa destinazione d'uso, gli stessi elementi costruttivi e i materiali di finitura prescritti per i fabbricati d'abitazione. C - Deroghe Sono ammesse deroghe ad alcuni dei parametri sopra precisati, solo nel caso di ampliamenti che avvengono in continuit di fabbricati rurali che gi presentino una loro precisa morfologia, nello spirito di migliorare l'intervento globale, unificando la lettura del fabbricato, e sempre con precisa documentazione fotografica e planimetrica dell'intervento. Materiali e finiture diversi saranno di volta in volta consentiti, su conforme parere della Commissione Edilizia, per provate esigenze di carattere produttivo e di funzionalit dei singoli interventi, fermo restando l'obbligo del mantenimento delle caratteristiche edilizie rurali, per un corretto inserimento dell'immobile nell'ambiente.

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Interventi diversi da quelli sopracitati o interessanti pi corpi di fabbrica, potranno essere previsti a seguito di presentazione di piani di recupero di cui all'art. 15 della L.R. n. 61/1985.

TITOLO VII - ZONE PER ATTREZZATURE E SERVIZI PUBBLICI DI INTERESSE GENERALE Art. 44 Zona F - Zona per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse generale

La zona di cui al titolo comprende tutte le aree destinate a spazi per attrezzature e servizi pubblici di interesse comunale. Queste aree sono generalmente di propriet pubblica o possono essere preordinate all'acquisizione, anche mediante esproprio, da parte del Comune o degli Enti competenti.

Art. 45 -

Zona F1 - Istruzione

La zona di cui al titolo destinata all'insediamento delle attrezzature per l'istruzione, quali asili nido, scuole materne, scuole elementari, scuole medie, scuole superiori, e alle eventuali abitazioni per i custodi. Nellambito di questa zona sono ammesse anche le attrezzature sportive di supporto alle attrezzature scolastiche, quali palestre, campi da tennis, etc. In questa zona il P.R.G. si attua attraverso intervento diretto. Si prescrive quanto segue: - Superficie coperta: non pu essere superiore al 50% per gli ampliamenti di strutture esistenti e al 40% per le attrezzature di progetto; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 10,00, salvo esigenze particolari documentate; - Distacco tra i fabbricati: non pu essere inferiore a ml. 5,00; - Distanza dalle strade: non pu essere inferiore a ml. 5,00 o nel rispetto degli allineamenti preesistenti in caso di ampliamento.

Art. 46 -

Zona F2 - Attrezzature di interesse comune

La zona di cui al titolo destinata alle attrezzature civiche, culturali, ricreative, agli uffici pubblici, alle attrezzature sanitarie, assistenziali e religiose, ai pubblici servizi e ad altro a questi assimilabile.

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Allinterno di questa zona vengono confermate le funzioni terziarie esistenti o previste da strumenti urbanistici attuativi. In queste zone il P.R.G. si attua attraverso intervento diretto. Si prescrive inoltre quanto segue: - Superficie coperta: non pu essere superiore al 50% della superficie fondiaria; - Altezza dei fabbricati: non pu essere superiore a ml. 13,00 salvo esigenze particolari documentate; - Distanza dai confini: non pu essere inferiore a ml. 5,00 o a confine per le murature in aderenza. Sono ammesse le sopraelevazioni in corrispondenza delle murature preesistenti, fatte salve le distanze tra i fabbricati e le relative norme del Codice Civile; - Distanza tra gli edifici o tra corpi di fabbrica: non pu essere inferiore a ml. 10,00. Qualora i fabbricati preesistenti nei lotti finitimi all'edificio da edificare o ampliare e prospicienti il medesimo siano ad una distanza inferiore ai ml. 5,00 dal confine comune, ammesso il rispetto dei soli ml. 5,00 dal confine di propriet, mantenendo comunque una distanza non inferiore all'altezza del fabbricato pi alto con un minimo assoluto di ml. 6,00. Tale possibilit, in osservanza al punto 2 del D.M. 02 aprile 1968 n 1.444, attuabile esclusivamente per la parte fronteggiante pareti non finestrate. Per le sopraelevazioni sono ammesse le edificazioni in corrispondenza delle murature preesistenti, mantenendo comunque una distanza non inferiore all'altezza del fabbricato pi alto, con un minimo di ml. 6,00 per la parte fronteggiante pareti non finestrate; - Distanza dalle strade: non pu essere inferiore a ml. 5,00 o nel rispetto degli allineamenti preesistenti in caso di ampliamento. Le attrezzature comuni previste all'interno delle zone di cui al presente articolo possono essere realizzate da parte di privati che a tal fine devono stipulare una specifica convenzione con l'Amministrazione Comunale. In questa convenzione deve essere convenuto che le quantit edificabili per le attrezzature (sale riunioni, uffici postali, farmacie, ambulatori ed altre funzioni similari) non possono essere inferiori al 50% della volumetria che si prevede di realizzare. Le presenti prescrizioni possono essere derogate sulla base di programmi di intervento (piani particolareggiati o progetti esecutivi) d'iniziativa dell'Ente Pubblico.

Art. 47 -

Zona F3 - Verde pubblico

La zona di cui al titolo destinata alla creazione di aree verdi piantumate ed opportunamente attrezzate per il gioco dei bambini. Allinterno di questa zona possono essere insediate anche attrezzature ricreative, culturali e per il ristoro. Linsieme delle attrezzature sopra elencate, in ogni singola area adibita a verde

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pubblico, non pu superare l'indice di densit fondiaria di 0,1 mc./mq. Tali attrezzature possono essere approntate esclusivamente dal Comune che ha facolt di darle in gestione a privati. Per gli edifici residenziali esistenti in tale zona, alla data di approvazione del P.R.G., sono sempre ammessi la ordinaria e la straordinaria manutenzione.

Art. 48 -

Zona F4 - Verde sportivo attrezzato

La zona di cui al titolo destinata all'insediamento di attrezzature sportive e per il tempo libero in genere. In questa zona possono sorgere anche eventuali attrezzature a servizio degli impianti (locali di ristoro e sedi di associazioni sportive), attrezzature ricettive per gli atleti. E' consentito l'utilizzo temporaneo delle strutture e degli spazi scoperti per manifestazioni fieristiche, culturali, di spettacolo nonch per spettacoli viaggianti in genere. E' vietata la costruzione di edifici residenziali, ad eccezione di quelli strettamente necessari per i custodi. Lattuazione delle opere sopra descritte compete ai soli Enti Pubblici (Amministrazione Comunale, Amministrazione Provinciale, Federazioni e Associazioni Sportive del C.0.N.I.). Con delibera del Consiglio Comunale, il Sindaco, su parere conforme della Commissione Edilizia, pu autorizzare interventi di privati in attuazione totale o parziale delle opere previste. Il volume edificabile per i locali di ristoro, per le sedi delle associazioni sportive, per le attrezzature ricettive degli atleti e per le abitazioni del personale di custodia determinato in relazione alle caratteristiche delle opere da attuare e non pu superare l'indice fondiario di 0,5 mc./mq. Si prescrive inoltre quanto segue: - Altezza dei fabbricati: non pu superare i ml. 8,00, salvo diverse documentate esigenze per quanto concerne gli impianti sportivi coperti; - Parcheggi primari: mq. 10 ogni 100 mc. di costruzione. Per bar e ristoranti devono essere inoltre previsti parcheggi aggiuntivi nella misura di 1 mq./mq. di superficie lorda di pavimento.

Art. 49 -

Zone F5 - Verde ambientale

Nella zona di cui al titolo deve essere programmata la messa a dimora, a carico dell'Amministrazione Comunale, di piante arboree e arbustive al fine di ricreare, o creare ex novo, condizioni naturalistiche o vegetazionali che concorrano alla riqualificazione di particolari ambiti del paese e del territorio agricolo. La piantumazione di tali zone deve essere oggetto di specifici progetti e deve avvenire utilizzando le piante arboree e arbustive autoctone. Allinterno di questa zona possono essere predisposti percorsi pedonali e

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piste ciclabili. La messa a dimora delle piante arboree deve avvenire ad una distanza non inferiore a ml. 10,00 dal ciglio delle strade. Per gli edifici residenziali esistenti in tale zona, alla data di approvazione del P.R.G., sono sempre ammessi la ordinaria e la straordinaria manutenzione.

Art. 50 -

Zona F5-R - Zona riqualificazione ambientale

verde

ambientale

da

assoggettare

Le zone di cui al titolo sono assoggettate alla normativa di cui allart. 49-zone F5, inoltre le piantumazioni devono essere eseguite secondo le indicazioni dei sussidi operativi. La distanza dal ciglio stradale delle piante pu essere inferiore a 10,00 ml, se tale minore distanza risulta da indicazioni specifiche riportate dai sussidi operativi. In caso di presenza di eventuali elementi esistenti, o di progetto, che costituiscono punti detrattori della qualit urbana (impianti tecnologici esterni, depositi di materiale, ecc. ), devono essere usati tutti quegli accorgimenti utili per mitigare limpatto visivo, quali: luso di particolari materiali e colori, sistemi costruttivi e mascherature con idonee piantumazioni, secondo le indicazioni dei sussidi operativi.

Art. 51 -

Zona F6 - Parcheggi

La zona di cui al titolo vincolata alla conservazione, all'ampliamento o alla creazione ex-novo di spazi pubblici per la sosta dei veicoli e delle persone. Gli ambiti di pertinenza dei parcheggi, individuati nelle tavole di P.R.G., hanno carattere indicativo e in fase di esecuzione possono essere oggetto di limitate modifiche per l'eventuale non corrispondenza delle indicazioni cartografiche con lo stato di fatto. Nelle aree residenziale sia di espansione che di completamento la profondit dei parcheggi non pu essere inferiore a ml. 5,50; mentre nelle aree produttive lo stesso non pu essere inferiore a ml. 8,00. Le opere previste dal presente articolo si attuano con intervento diretto, ad esclusione dei parcheggi multipiano, anche sotterranei, per i quali deve essere preventivamente approvato uno strumento urbanistico attuativo. In questo caso, gli indici da osservare sono quelli previsti dalle norme specifiche di zona.

Art. 52 -

Zona F7 - Zona per attrezzature tecnologiche

In queste zone sono ammesse solo ed esclusivamente le costruzioni ad uso pubblico funzionali alle esigenze degli impianti quali cabine di decompressione del gas, sottostazioni E.N.E.L. limitatamente allo stretto necessario non si prescrivono indici di edificabilit trattandosi di piccoli interventi. Si fa obbligo che questi interventi siano studiati con un attento inserimento ambientale circostante, prevedendo il suo mascheramento con un sistema di verde.

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TITOLO VIII - ATTREZZATURE PUBBLICHE DI INTERESSE GENERALE Art. 53 Strade di progetto e/o allargamenti stradali Le strade sono classificate nel seguente modo: - Viabilit territoriale: all'interno di questa categoria ricadono tutte le infrastrutture viarie di connessione territoriale quali strade statali e provinciali; - Viabilit comunale: all'interno di questa categoria ricadono le strade che connettono il centro con le frazioni; Queste strade a loro volta sono ripartite in: a) Viabilit primaria: quella su cui si sviluppa il traffico di scorrimento esterno al centro urbano; la larghezza minima della sede carrabile deve essere non inferiore a ml. 7,50; b) Viabilit secondaria: quella su cui si sviluppano i collegamenti interni agli insediamenti residenziali; la larghezza minima della sede carrabile deve essere non inferiore a ml. 6,50 + 2,00 + 2,00 per le zone residenziali, a ml. 7,50 + 2,00 + 2,00 per le zone produttive industriali e commerciali; c) Viabilit di servizio: quella che consente l'accesso ai singoli edifici o alle attrezzature; la larghezza minima della sede carrabile deve essere non inferiore a ml. 6,00 + 1,50 + 1,50 a marciapiede. Per le strade esistenti si fa riferimento al Piano della Viabilit predisposto dall'Amministrazione Comunale. La localizzazione dei tracciati viari deve essere considerata come indicativa. In fase di esecuzione essi possono subire contenute modifiche dovute alla eventuale non corrispondenza delle indicazioni cartografiche con lo stato di fatto. Prima di dare inizio ai lavori, i tracciati definiti sull'area con punti fissi di linee e di livello devono essere approvati con sopralluogo dei tecnici dell'Ufficio Tecnico Comunale. Le opere previste dal presente articolo sono soggette a concessione.

Art. 54 -

Zona F8 - Zone di rispetto stradale e fluviale

Nelle fasce di cui al titolo vietata ogni nuova costruzione. Queste zone sono, di norma, destinate all'agricoltura; entro tali fasce sono consentite le ristrutturazioni e gli ampliamenti di edifici rurali, ai sensi dell'art. 7 della L.R. 05.03.1985 n 24, e degli edifici ad uso produttivo e commerciale ai sensi della L.R. 12.01.1982 n 1.

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Le aree comprese nelle zone di rispetto stradale e fluviale sono computabili, ai fini dell'edificabilit delle aree finitime, secondo i parametri delle stesse. E' sempre ammesso l'adeguamento dei vani abitabili esistenti all'altezza minima interna di ml. 2,70. Nel recupero del patrimonio edilizio esistente sono ammesse le modifiche di destinazioni d'uso conseguenti alle previsioni dei Piani di Commercio o dei Pubblici Esercizi. In tali casi devono essere predisposti i Piani di Recupero, di cui all'art. 15 della L.R. 27.06.1985 n 61 e le zone nelle quali insistono gli edifici sono automaticamente dichiarate degradate con l'atto del Consiglio Comunale che delibera l'ambito territoriale del Piano di Recupero; devono in ogni caso essere realizzati gli standard minimi previsti dalla L.R. 27.06.1985 n 61 per le zone di completamento. Nelle diverse fasce di rispetto sono consentite le seguenti opere: 1) Fasce di rispetto stradale: in queste zone possono esservi: ampliamenti delle strade di cui fanno fregio o delle strade di servizio, impianti di verde decorativo, canalizzazioni di infrastrutture tecnologiche (fognature, acquedotti, linee elettriche, metanodotti, etc.) impianti per la distribuzione di carburanti, cabine di trasformazione elettrica. La messa a dimora di nuove piante arboree deve avvenire ad una distanza non inferiore a ml. 10,00 dal ciglio della strada. 2) Rispetto fluviale: oltre alla fascia di rispetto di mt. 300 fissata dall'art. 27 della L.R. 61/1985, ove sono consentite soltanto le opere necessarie alla manutenzione ed al potenziamento delle alberature, del verde esistente, alla sistemazione idreologica dei terreni e alla costruzione dei manufatti necessari per la sorveglianza e la regolazione del regime idraulico, nel centro edificato e nelle zone edificabili previste dal Piano Regolatore Generale si dovranno osservare le seguenti prescrizioni, con riferimento alla distanza dal piede dell'argine: - fino a 4 mt. posta una servit di passaggio, con divieto di costruzione di qualsiasi volume e recinzione di ogni tipo; - fino a 50 mt. imposta l'inedificabilit assoluta di nuovi volumi. Altri interventi sull'esistente sono consentiti previo nullaosta dell'Ufficio Operativo di Rovigo del Magistrato per il Po; - fino a 100 mt. non sono ammessi vani interrati o seminterrati ed altri scavi non connessi con l'abitazione; - fino a 300 mt. non consentita la perforazione di pozzi.

Art. 55 -

Zona F8-R - Zone di rispetto stradale e fluviale soggette a riqualificazione ambientale

Le zone di cui al titolo sono assoggettate alla normativa di cui allart. 54. Zona di rispetto stradale e fluviale. Inoltre, le presenti aree costituiscono zone parzialmente edificate e strategicamente importanti per il centro urbano, per le quali il PRG prevede la riqualificazione edilizia ed urbanistica, mediante la ristrutturazione degli edifici esistenti e delle aree di pertinenza, la riorganizzazione della viabilit e dellarredo urbano.

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Per gli edifici esistenti, nei casi di intervento di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457 e per gli ampliamenti, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia dovranno prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte circostanti. Le nuove recinzioni, compresi i casi di demolizione e ricostruzione, per quanto riguarda la distanza dalla strada devono seguire le disposizioni di legge vigenti; negli altri casi devono possibilmente seguire un allineamento dettato o da consistenti preesistenze o fissato di volta in volta dallUfficio Tecnico Comunale e dal Comando di Polizia Municipale. Le recinzioni in fregio alla SS 309 Romea e/o alla viabilit pubblica devono essere costruite secondo le indicazioni contenute nei sussidi operativi. Le altre recinzioni devono essere realizzate esclusivamente in rete metallica con pali in acciaio verniciato, con zoccolatura in calcestruzzo di cemento dellaltezza massima di cm 20. Laltezza complessiva non deve essere superiore a cm 200. Altezze maggiori possono essere consentite in base a documentate esigenze funzionali. In caso di presenza di eventuali elementi che costituiscono punti detrattori della qualit urbana (impianti tecnologici esterni, depositi di materiale, ecc.), devono essere usati tutti quegli accorgimenti utili per mitigare limpatto visivo, quali ad esempio: luso di particolari materiali e colori, sistemi costruttivi e mascherature con adatta vegetazione.

Art. 56 -

Zona F9 - Zona di rispetto cimiteriale

Nelle zone di cui al titolo vietato qualsiasi tipo di costruzione. Esse possono essere utilizzate esclusivamente per l'eventuale ampliamento delle strutture cimiteriali. Per gli edifici residenziali esistenti al loro interno, alla data di adozione del P.R.G., sono ammesse opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Art. 57 -

Zona F10 - Zona di rispetto depuratore

In questa zona vietata la edificazione di qualsiasi manufatto che non sia a stretto servizio dell'impianto di depurazione.

Art. 58 -

Zona F11 - Aree di rimboschimento

Le zone di cui al titolo sono destinate alla formazione di nuclei di vegetazione arboreo-arbustiva, adatti alle caratteristiche climatiche e pedologiche del luogo, con funzione di arricchimento estetico ed ecologico del paesaggio. Sono vietate le nuove edificazioni, il deposito di materiali e limpermeabilizzazione permanente del terreno. Per i fabbricati esistenti sono ammessi gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) della Legge 5 agosto 1978 n 457; non sono consentiti aumenti del volume edilizio, ad eccezione di quelli dovuti ad adeguamenti igienico-sanitari.

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Previa redazione di specifici progetti, allinterno delle aree di rimboschimento possono essere predisposti percorsi, punti panoramici e piccoli servizi per il turismo di visitazione, realizzati secondo le modalit per lequipaggiamento paesistico, indicate nei sussidi operativi. Per le aree in fregio alle strade di grande scorrimento, con particolare riferimento alla S.S. 309 Romea, nellesecuzione delle piantumazioni occorre rispettare una distanza dalla banchina stradale almeno pari allaltezza massima raggiungibile dalla specie botanica al culmine del suo sviluppo vegetativo. Si devono quindi impiegare specie arbustive in prossimit della banchina stradale e specie arboree a distanza non inferiore a 6,0 ml, avendo cura di scegliere essenze con caratteristiche di sviluppo direttamente proporzionali alla distanza di impianto dalla banchina stradale.

Art. 59 -

Zona F12 - Sistemazione a verde

In queste zone, di norma inedificate, devono essere previste idonee sistemazioni a verde: a prato, a brughiera, con piantumazioni arboree e/o arbustive, ecc. Nei sussidi operativi sono indicati i tipi di sistemazione a verde prescritti per le varie aree, in relazione alle caratteristiche dei luoghi e delle necessit di miglioramento del paesaggio. Per le piantumazioni in prossimit delle strade di grande scorrimento valgono le norme di cui al penultimo comma dellart. 58-zone F11.

Art. 60 -

Zona F13 - Zone umide e canneti

Nelle aree di cui al presente articolo, come individuate negli elaborati grafici di progetto, vanno effettuati tutti quegli interventi volti alla conservazione, alla tutela e al ripristino delle zone umide e degli ambiti interessati dalla presenza del canneto. In queste aree sono vietati interventi di bonifica e movimenti di terra e scavi. Sono altres vietati attivit o interventi che possono provocare distruzione, danneggiamento o modificazione delle consistenze e dello stato dei luoghi. Sono per consentiti gli interventi previsti da specifici quadri di ripristino ambientale. E consentito lutilizzo della canna palustre per fini agricoli o per la realizzazione di strutture leggere secondo gli usi della tradizione locale, in misura tale da non alterare in modo sostanziale la struttura dei luoghi. Sono comunque consentiti gli interventi atti a migliorare la qualit del biotopo stesso. Art. 61 Zona 14 Dune fossili e rettili boscati

La Provincia in sede di PTP o con specifico Piano di settore disciplina lintero territorio interessato dalle dune fossili e relitti boscati, come individuati negli elaborati grafici di progetto, provvedendo a verificarne lesistenza in loco ed eventualmente modificandone i perimetri previa idonea documentazione, ed

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inoltre provvedendo ad eseguire interventi di miglioramento del patrimonio naturalistico esistente, anche con rinfoltimento della vegetazione arborea ed arbustiva autoctona. Nelle aree relitte, malformate, ecc. devono essere realizzate delle nicchie ecologiche a compensazione di quelle distrutte dalle attivit antropiche, utilizzando specie vegetali rigorosamente autoctone. Per gli edifici esistenti ordinaria e straordinaria, restauro edilizia, nonch ampliamento per di 100 mc, previa sistemazione piantumazioni. sono consentiti interventi di manutenzione e risanamento conservativo e ristrutturazione adeguamento igienico nella misura massima degli spazi scoperti circostanti con idonee

Sono consentite, limitatamente agli edifici esistenti, recinzioni con siepi e filari di piante tipiche del luogo, anche in aderenza a reti metalliche senza zoccolatura fuori terra, come previsto nei Sussidi Operativi. E consentita altres la costruzione di recinzioni, con rete metallica sostenuta da semplici pali in legno, nei casi dimostrati in cui servano a proteggere le aree di cui al titolo in caso di interventi di riforestazione, da gesti vandalici e dallimmissione di materiali di scarto o rifiuti in genere. In ogni caso detti interventi devono essere autorizzati dagli Enti competenti. Sono ammessi percorsi esclusivamente in caso di effettiva necessit per il mantenimento delle specie arboree presenti o per fini didattico-culturali. Allinterno delle zone di cui al titolo vietato:

lasporto di materiali e comunque lalterazione dei profili delle dune; la costruzione di manufatti di qualsiasi tipo, comprese le serre permanenti o semifisse o provvisorie e lapertura di nuove strade; qualsiasi forma di impermeabilizzazione dei suoli; lasporto o comunque il danneggiamento della flora spontanea, eccezione fatta per le operazioni legate al rinfoltimento arboreo della duna; il campeggio e la pratica di sport motoristici, nonch la realizzazione di attrezzature per impianti sportivi . ZONA F15 Ambiti di restauro ambientale

Art. 62 -

Negli ambiti di cui al presente articolo, come individuati negli elaborati grafici di progetto, lungo il confine con le dune fossili e i relitti boscati, devono essere messe a dimora specie arboree e/o arbustive autoctone per la formazione di nuclei e quinte di vegetazione. Previa redazione di specifici oggetti, allinterno di queste aree di restauro ambientale possono essere predisposti percorsi, punti panoramici e piccoli servizi per il turismo di visitazione, realizzati secondo le modalit indicate nei sussidi operativi. Allinterno della fascia di 50 metri lungo il confine con le dune fossili e i relitti boscati vietata ogni nuova edificazione; per gli edifici esistenti sono esclusivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria,

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restauro e ristrutturazione edilizia, nonch ampliamento per adeguamento igienico-strutturale nella misura massima di 150 mc. Allinterno degli ambiti di cui al presente articolo, con esclusione della fascia di 50 metri lungo il confine con le dune fossili e i relitti boscati, sono consentiti tutti gli interventi di cui alla legge regionale 5 marzo 1985, n. 24 nel rispetto delle tipologie e dei materiali del luogo e realizzati in modo tale da consentire un corretto inserimento ambientale. Sono sempre ammessi interventi volti al ripristino e alla conservazione dellambiente naturale nonch operazioni di miglioramento dellassetto naturalistico dei luoghi.

Art. 63 -

Zona F16 Relitti palustri

Nelle aree di cui al presente articolo valgono le prescrizioni di cui allart. 60. Entro una fascia di 50 m. dal limite della zona palustre consentita la formazione di percorsi non pavimentati, linstallazione di piccole strutture collegate alle attivit per il tempo libero o didattico culturali e realizzate secondo le indicazioni contenute nei sussidi operativi. Art. 64 Zona 17 Area attrezzata per le attivit dello sport, del tempo libero e del turismo

Entro questa zona possono essere realizzati interventi di iniziativa pubblica e/o privata finalizzati alla fruizione sociale dellarea, alla didattica naturalistica, al turismo, alla pratica sportiva, al divertimento e allimpiego del tempo libero. Allinterno dei questarea, gli interventi possibili possono essere cos indicativamente definiti: a) Attrezzature per lo sport e per il tempo libero: bocciodromi, piscine, campi da tennis, galoppatoi, piste di pattinaggio, sale giochi, parco divertimenti, acquapark, centro di atletica, degli sports della palla, dellacqua, del cavallo, della bicicletta, del motore, ecc.; b) Spazio largo degli eventi: aree per spettacoli di massa, festival, concerti, ecc.; c) Parchi tematici: arboreto, orto botanico, giardino dei profumi, giardino del colore, ecc.; d) Parchi territoriali: aree di riforestazione, isole ecologiche, quinte di abbattimento rumori, fasce frangivento, ecc.: Oltre alle funzioni principali sopradescritte, consentita la realizzazione di strutture ricettive organizzate quali campeggi, bungalows ed attrezzature per la ristorazione.

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Lutilizzazione della zona pu avvenire in ununica soluzione o per stralci compiuti e funzionali, per mezzo di strumenti urbanistici attuativi, seguendo le indicazioni spaziali, funzionali e quantitative che saranno indicate dallAmministrazione comunale con apposito Piano Guida approvato dal Consiglio Comunale. Tutte le attrezzature, immobili e manufatti da realizzarsi allinterno di questarea devono integrarsi con lambiente circostante sia dal punto di vista morfologico e distributivo sia per quanto riguarda luso e il tipo dei materiali. Le superfici impermeabili devono essere ridotte al minimo con la sola esclusione della viabilit principale , degli spazi di manovra e delle superfici occupate dalle attrezzature. Gli spazi di sosta ordinata per gli autoveicoli devono essere dotati di idonea vegetazione e la pavimentazione deve essere permeabile allacqua e consentire la crescita del manto erboso. Deve essere attrezzata a parco, con la messa a dimora di piante autoctone e/o naturalizzate come elencate negli allegati sussidi operativi, almeno il 30% dellintera superficie dintervento. Detta percentuale pu essere verificate anche sommando singoli stralci con dotazioni diverse. In ogni caso deve essere posta la massima attenzione nella predisposizione di apposita ed efficace schermatura vegetazionale perimetrale, la cui area pu essere computata per il raggiungimento della dotazione di aree a parco di cui al comma precedente. Eventuali edifici presenti allinterno dellarea possono essere riutilizzati, mantenendo le loro caratteristiche costruttive, tipologiche e formali, per essere destinati alle funzioni previste per la zona.

TITOLO IX - VARIE Art. 65 Stazioni di servizio (impianti di distribuzione del carburante)

Le attrezzature di cui al presente articolo riguardano gli impianti per la distribuzione dei carburanti, e le costruzioni accessorie come stazioni di lavaggio automezzi, officine e servizi di assistenza, magazzini, locali per servizi igienici, ristoro e per la commercializzazione dei prodotti compatibili con il carattere di servizio dellarea. Linstallazione di impianti stradali per la distribuzione di carburanti per autotrazione ammessa: nelle aree destinate a pertinenze stradali di servizio e a parcheggio;

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nelle zone omogenee D1, D1-R, D1-M, D1B, D2, D3A, D3B, D3B-M, D4A, D5A, D5B, F5; nelle zone produttive con piano attuativo di iniziativa pubblica o privata. Essa altres ammessa nelle zone E2 purch almeno il 50% dellarea a disposizione dellimpianto ricada allinterno delle fasce di rispetto stradale di cui allart. 50 punto 1 delle N.T.A. e degli artt. 16,17 e 18 del DLgs. 30.04.1992 n. 285 (Codice della strada) e successive modificazioni. Fette salve le altre diverse disposizioni che regolano ledificazione nelle singole zone omogenee, per linstallazione di nuovi impianti, per il trasferimento di quelli esistenti, e per la costruzione e la messa in opera di qualsiasi manufatto avente rilevanza volumetrica, sono da osservarsi le seguenti norme. 1. Superficie minima dellarea a disposizione dellimpianto (esclusi gli accessi e i raccordi alla viabilit): Stazioni di servizio e impianti per il rifornimento di gas metano: mq. 2.000; Stazioni di rifornimento: mq. 1.500; Chiostri e punti isolati: mq. 800; 2. Distanza minima da osservarsi per la costruzione di qualsiasi manufatto fuori terra: Dal perimetro dellarea a disposizione dellimpianto e dai confini di propriet: mt. 5,00; Dai fabbricati esistenti al di fuori del perimetro dellarea a disposizione dellimpianto: mt. 10,00; Dal confine stradale: - per il fabbricati e le attrezzature aventi altezza fuori terra superiore a mt. 1,50 mt. 20,00; - per gli erogatori e i sostegni delle pensiline: mt. 10,00. 3. Altezza massima (calcolata con riferimento alla quota media ponderale di progetto dellarea a disposizione): Dei fabbricati a qualsiasi uso essi siano destinati:mt. 4,00; Delle pensiline e delle tettoie a protezione degli erogatori: mt. 6,00; 4. Superficie coperta massima: 25% della superficie dellarea a disposizione dellimpianto; 5. Indice di edificabilit fondiaria (escluse solo pensiline e tettoie a protezione degli erogatori): 0,5 mc./mq., con un massimo assoluto di mc. 1.000,00; 6. Numero massimo piani: n. 1. Nellarea dellimpianto, anche allinterno della fascia di rispetto, possono trovare collocazione, oltre che gli erogatori e le relative pensiline di

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protezione, anche i locali per gli addetti, spogliatoi, servizi igienici, magazzini, depositi di olii lubrificanti, attrezzature per il lavaggio e il grassaggio degli autoveicoli, elettrauto, gommista, officina di riparazione e quantaltro possa essere strettamente necessario per la funzionalit dellimpianto. Nella tipologia dimpianto stazione di servizio possono inoltre trovare collocazione, ma al di fuori delle eventuali fasce di rispetto e con una superficie netta complessiva non superiore a mq. 200,00: negozi, bar, ristoranti, edicole, purch dotati di adeguata, autonoma, area di parcheggio. Larea a disposizione dellimpianto dovr essere arredata con aiuole, siepi, bordure e, per quanto possibile, con alberature. Oltre che alle presenti norme, linstallazione degli impianti resta subordinata al rispetto delle specifiche normative in materia fiscale; di sicurezza sanitaria, ambientale, stradale; di prevenzione incendi; di tutela dei beni storicoartistici, archeologici e ambientali; di ogni altra disposizione di legge, regolamento o indirizzo programmatico, oltre che alle specifiche riguardanti gli accessi agli impianti dettate dalla circolare ANAS n. 8599 dell11 gennaio 1960. Per le stazioni di servizio ubicate lungo lasse viario della strada statale n. 309 Romea, sono consentite inoltre tutte quelle funzioni e attivit di supporto al turismo di transito e di visitazione quali: punto informazioni, area sosta, bar e vendita prodotti locali, previo progetto unitario teso alla riqualificazione urbana dell'area, che preveda anche interventi di equipaggiamento arboreo e di mitigazione visiva. Per tali funzioni consentito l'eventuale ampliamento nelle aree contigue appositamente riservate.

Art. 66 -

Zona cimiteriale

In tali zone sono consentite esclusivamente opere connesse al funzionamento dell'impianto cimiteriale. Deve essere garantito il pieno rispetto dei regolamenti di polizia mortuaria. Art. 67 Zona di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale

Per le particolari caratteristiche di queste aree, che mantengono la destinazione agricola, devono essere tutelate e valorizzate le specificit ambientali e testimoniali in esse presenti. Allinterno delle aree di cui al presente articolo, come individuate negli elaborati grafici di progetto, devono essere salvaguardati sia gli edifici evidenziati con apposita simbologia sia il complesso degli elementi che costituiscono documenti significativi del paesaggio.

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Per gli edifici esistenti, non identificati con apposita simbologia, sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, come definiti alle lettere a), b), c), d) dellarticolo 31 della Legge 457/1978; ammesso altres ladeguamento igienico-sanitario e lampliamento ai sensi degli articoli 4 e 7 della L.R. 5 marzo 1985, n. 24. Gli ampliamenti devono comporsi volumetricamente con le preesistenze affinch il nuovo edificio, considerato nella sua globalit, risulti armonicamente definito. Nel recupero del patrimonio edilizio esistente, qualunque sia stata la sua precedente destinazione o utilizzazione, sono ammesse le funzioni residenziale, agrituristica o turistico-ricettiva. Lutilizzazione del patrimonio immobiliare a fini turistici, deve avvenire previa predisposizione di un progetto esecutivo che preveda in dettaglio il recupero tipologico del fabbricato ed una adeguata sistemazione dellarea di pertinenza. Devono comunque essere realizzati gli standard minimi previsti dal D.M. n. 1444/1968 e dalla L.R. 61/1985. In caso di costruzioni prive di valore storico-testimoniale tutta la volumetria o parte di essa pu essere demolita e ricostruita, accorpandola ad altri fabbricati od in modo isolato. Pu inoltre essere consentito un ampliamento massimo pari al 50% dellesistente volumetria da realizzarsi, nei casi di tipologie esistenti particolari, anche con corpi di fabbrica staccati ed autonomi. Tutti gli edifici, (quelli esistenti e le parti ampliate), destinati ad uso turistico devono essere assoggettati, prima del relascio del certificato di abitabilit o agibilit, ad un vincolo decennale di destinazione duso registrato e trascritto. Analogamente, le aziende agricole, le attivit di acquacoltura e di allevamento in genere che necessitano di interventi di riordino complessivo, con previsione di nuovi volumi o lo spostamento di quelli esistenti, devono predisporre una adeguata progettazione accompagnata da una relazione tecnico-economica che comprovi le reali esigenze di natura produttiva dellazienda. In queste zone esclusa la nuova edificazione salvo che per la costruzione e ladeguamento di servizi pubblici o di interesse pubblico. Sono tuttavia ammesse le nuove costruzioni ai sensi degli articoli 3, 5 e 6 della L.R. 5 marzo 1985, n. 24, esclusivamente nei casi in cui sia dimostrabile limpossibilit o lantieconomicit della costruzione al di fuori delle aree di cui al presente articolo. In ogni caso le costruzioni devono essere realizzate nel rispetto delle tipologie e dei materiali del luogo. Allinterno delle aree di cui al presente articolo devono essere mantenute le piantate arboree esistenti; ammessa la formazione di nuovi filari, macchie o boschi planiziali. In relazione allentit degli interventi, il Sindaco pu chiedere che essi siano oggetto di progetti specifici da autorizzare, sentito il parere del Servizio Forestale Regionale. E ammesso esclusivamente lutilizzo delle speci arboree comprese negli allegati Sussidi Operativi. Per lapertura di eventuali nuove strade, necessarie per il collegamento dei fondi o per esigenze produttive agricole, devono essere utilizzati esclusivamente i tracciati esistenti (capezzagne, sentieri, ecc.) avendo cura di prevedere modalit costruttive atte a garantire un corretto inserimento ambientale. Deve essere garantita la salvaguardia dei fossi di scolo, evitando chiusure e tombinature. Deve essere evitato qualsiasi intervento tendente a

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modificare le quote esistenti. In queste zone fatto divieto di abbattere gli alberi isolati o i filari esistenti; gli eventuali esemplari malati, morti o gravemente danneggiati devono essere reintegrati. E ammessa la tradizionale manutenzione/potatura di salici, aceri campestri, ecc.. E ammessa la realizzazione di impianti per lesercizio dellacquacoltura dacqua dolce, da realizzarsi nelle cave dismesse o mediante la creazione di idonee aree opportunamente delimitate da argini e senza abbassamento del piano campagna; labbassamento pu essere consentito purch, a giudizio delle autorit competenti, (fra cui il Consorzio di Bonifica e lIspettorato Provinciale per lAgricoltura), non sia compromesso lesistente regime idraulico ed il terreno di risulta non venga asportato dallazienda. Gli impianti di acquacoltura comprendono il complesso di strutture edilizie (magazzini, locali di ricovero attrezzature, abitazione del conduttore o custode della volumetria massima di 600 mc, vasche di allevamento coperte e scoperte, ecc.) e impianti (reti tecnologiche, impianti di pompaggio e trattamento delle acque ospitati anche in strutture coperte, ecc.). Per la realizzazione di questi impianti viene concesso il limite massimo del rapporto di copertura pari al 50% della superficie del fondo di propriet e/o di pertinenza dellimpianto stesso. Per gli edifici da costruire, per quanto riguarda forma, estetica ed uso di materiali, devono essere scrupolosamente rispettate le tradizioni delledilizia tipica rurale. Gli interventi di miglioria fondiaria, destinati a modificare le peculiari caratteristiche dei luoghi e il regime idraulico della zona, sono subordinati allapprovazione, da parte delle autorit competenti, di specifici progetti di intervento che ne verifichino un corretto inserimento ambientale. In queste zone non ammessa lapertura di nuove cave o discariche; fatto salvo in ogni caso quanto gi autorizzato alla data di approvazione del Piano di Area del Delta del Po. Non consentita linstallazione di insegne e cartelloni pubblicitari, ad esclusione di quelli indicanti pubblici servizi o attrezzature pubbliche e private di assistenza stradale, attrezzature ricettive, esercizi pubblici, servizi ed indicazioni riguardanti la visitazione turistica. E consentita la costruzione di stazioni di rifornimento di carburante cos come definite dal precedente art. 65. Queste aree costituiscono ambiti preferenziali per la realizzazione di parchi territoriali. Art. 68 Aree di intervento comprese nelle zone di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale

Nelle aree individuate negli elaborati grafici di progetto come Aree di intervento comprese nelle zone di rispetto con particolare interesse paesisticoambientale, tutti gli interventi tendenti alla conservazione e alla trasformazione degli insediamenti esistenti, e soprattutto quelli di nuovo impianto, debbono garantire una idonea qualit ambientale.

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In particolare, per gli edifici esistenti, in caso di interventi di cui alle lettere c) e d) dellarticolo 31 della Legge n. 457/1978, per gli ampliamenti e per le nuove edificazioni, le richieste di autorizzazione e/o concessione edilizia devono prevedere, oltre ai lavori da eseguirsi sullunit edilizia, una adeguata progettazione delle aree scoperte di pertinenza (recinzioni, percorsi, piantumazioni, aree a verde, parcheggi, cromatismo dei fabbricati, materiali di finitura esterna ed elementi di decoro, mascheramento impianti tecnologici esterni, illuminazione esterna, ecc.). Nelle aree residenziali e produttive di espansione, comprese nelle aree di cui al presente articolo, i piani attuativi devono essere corredati dalle previsioni planovolumetriche dei fabbricati e dalle sistemazioni degli scoperti. Art. 69 Rami deltizi

In tali ambiti va favorito il restauro delle formazioni boscate esistenti, secondo quanto disposto dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, ed il ripristino della vegetazione riparia, previa autorizzazione dellAutorit idraulica, mediante limpiego di specie idonee da porre a dimora compatibilmente con la distanza dalle arginature e la velocit di corrente. Lungo gli argini consentita la formazione di percorsi ciclo-pedonali e/o equestri, nel rispetto delle norme del T.U. 25 luglio 1904 n. 523 sulle opere pubbliche. E consentita allinterno degli argini dei rami deltizi ledificazione di attrezzature e piccoli edifici per la pesca tradizionale, di superficie non eccedente i 40 mq, nel rispetto delle tipologie e dei materiali tipici del luogo, come indicato nei sussidi operativi. E ammesso lintervento per la costruzione o ammodernamento delle opere di presa e di canalizzazione per il soddisfacimento delle esigenze idropotabili, irrigue e connessi ad altre attivit eco-compatibili, nonch delle opere per lo scarico delle acque di bonifica, adottando soluzioni e tecniche tali da limitare al massimo limpatto sullecosistema fluviale; altres consentita la realizzazione di barriere per impedire la risalita del cuneo salino dal mare. Sul ramo deltizio del Po di Venezia, tra Porto Viro e Taglio di Po, consentito il ripristino del vecchio collegamento con viabilit ciclo-pedonale. Gli interventi conseguenti allapplicazione delle norme di cui ai commi precedenti sono sottoposti allautorizzazione e al controllo dellAutorit idraulica competente. La fascia della profondit di ml 300 dal piede esterno degli argini dei rami deltizi, di cui allarticolo 27 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61, allesterno dei centri edificati e delle zone edificabili previste dal PRG e gi dotate delle opere di urbanizzazione, inedificabile, salvo i maggiori vincoli stabiliti da T.U. n. 523 del 25 luglio 1904; in essa sono ammessi, oltre ai manufatti destinati ai servizi idraulici, solamente interventi sugli immobili esistenti quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, ristrutturazione ed ampliamento purch non sopravanzante lesistente verso il corso del Po, secondo quanto disciplinato dalla legislazione vigente in materia. Sono

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ammesse inoltre le ricostruzioni di elementi di fabbrica espropriati in conseguenza di opere di sistemazione idraulica purch non sopravanzanti lesistente verso il corso fluviale, ai sensi dellart. 27 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61. E vietato il taglio a raso o il danneggiamento della vegetazione riparia presente lungo i corsi dacqua con particolare riguardo alla salvaguardia della vegetazione spondale e di quella presente nelle lanche e nelle golene esistenti, fatte salve le opere per il soddisfacimento dei fabbisogni idropotabili, irrigui e connessi ad altre attivit eco-compatibili, di sistemazione e difesa idraulica e di mantenimento o miglioramento delle condizioni di deflusso delle acque, che devono essere effettuate privilegiando criteri di ingegneria naturalistica o comunque adottando soluzioni e tecniche tali da limitare al massimo le modifiche ai sistemi ambientali ed ecologici presenti. Art. 70 Golene

Queste zone, come individuate negli elaborati grafici di progetto, devono essere conservate e tutelate. Deve inoltre essere predisposto un apposito Piano per lindividuazione di particolari siti di nidificazione o zone caratterizzate da presenze di uccelli nidificanti, garantendone la tutela e regolamentandone laccesso mediante apposita normativa. E consentita la formazione di percorsi naturalistico-didattici opportunamente attrezzati e localizzati, comprese piccole strutture di supporto per il turismo di visitazione, a condizione di non compromettere lassetto naturalistico-ambientale dei siti e ove sia escluso, anche mediante linstallazione di efficaci dispositivi di allarme e di interdizione, il pericolo di improvvise piene. E consentito il ripristino ed il recupero di fabbricati esistenti nonch la realizzazione di ormeggi, approdi fluviali e pontili galleggianti; sono consentiti altres i lavori per la realizzazione di infrastrutture di attraversamento delle aste fluviali. Sono vietate tutte le attivit estrattive, fatte salve quelle per il mantenimento della regolare regimazione delle acque e quelle necessarie per il reperimento di materiali destinati a opere di difesa idraulica. E vietato limpiego di diserbanti chimici. Per le aree attualmente utilizzate a pioppeto ed in quelle a destinazione agricola, si deve fare ricorso a metodi di lotta integrata. Per le aree boscate vanno limitati il pi possibile i tagli boschivi, fatti salvi quelli necessari per evitare il deterioramento del popolamento o per uneffettiva necessit di sicurezza idraulica. Va favorito il rimboschimento con bosco di latifoglie miste autoctone, anche favorendo la progressiva riduzione dellestensione delle aree a pioppicoltura, purch compatibile con il buon regime idraulico a giudizio dellAutorit idraulica competente. Art. 71 Alberate, piantate e grandi alberi

Le alberate, le piantate e i grandi alberi esistenti, individuati negli elaborati grafici di progetto, devono essere salvaguardati.

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Vanno messe a dimora, inoltre, nuove alberate e piantate con specie autoctone come indicato negli elaborati grafici di progetto, e comunque lungo la rete idrografica, il perimetro delle zone coltivate, la viabilit e le strade di appoderamento ed in particolare lungo i principali percorsi legati al turismo di visitazione. Sono vietati gli interventi diretti a tagliare a raso, bruciare, estirpare o sradicare i filari di siepi, le piantate o le singole piante autoctone e/o naturalizzate, salvo il caso di inderogabili esigenze attinenti le opere di pubblica utilit e fito-sanitarie e di miglioramento fondiario salvaguardando il profilo paesaggistico con ripristino compensativo e senza asportazione di terreno e materiali. Art. 72 Piantumazioni

In tutte le aree in cui prevista la messa a dimora di vegetazione arborea e/o arbustiva devono essere utilizzate specie rigorosamente autoctone o naturalizzate, come da elenco presente negli allegati sussidi operativi. Gli accostamenti devono essere eseguiti con piena conoscenza delle caratteristiche morfologiche e di sviluppo di ciascuna specie, tenendo presente tutti gli elementi che consentono di ottenere, oltre ai risultati di riqualificazione della zona e di mitigazione degli impatti, effetti spaziali interessanti. Le piante devono essere disposte in modo che ciascuna di esse abbia una sua individualit; i soggetti di prima, seconda e terza grandezza devono essere opportunamente alternati, ottenendo cos un migliore sfruttamento dello spazio disponibile e la messa in risalto delle qualit di ciascun soggetto. La scelta della specie arborea e/o arbustiva pi idonea deve interessare sia il tipo sia le dimensioni. Nelle aree in cui gli interventi previsti richiedano obbligatoriamente opere di mitigazione visiva il Sindaco, sentita la Commissione edilizia, pu prescrivere, per le specie arboree e/o arbustive da mettere a dimora, dimensioni minime di primo impianto e, in casi particolari, luso di essenze gi sviluppate per ottenere immediatamente leffetto di attenuazione dellimpatto. Art. 73 Viabilit veicolare di penetrazione

Negli elaborati grafici di progetto individuata la viabilit veicolare di penetrazione, destinata alla viabilit meccanica libera. Lungo tali percorsi devono essere previste, ove necessario, opportune opere di mitigazione visiva ed idoneo equipaggiamento con spazi per la sosta, punti di belvedere, punti luce, piantumazione di specie arboree tipiche del luogo a idonea distanza dal ciglio stradale, nonch il recupero di eventuali elementi e manufatti collocati ai margini della strada in grado di aumentare la qualit paesaggistica della stessa. In fregio alle strade di cui al presente articolo fatto divieto di installare insegne e cartelloni pubblicitari, con esclusione di quelli indicanti pubblici servizi, attrezzature ricettive ed esercizi pubblici, nonch quelli che servono a descrivere le caratteristiche dei siti attraversati; vietata inoltre, di massima, la realizzazione di infrastrutture aeree su palificate.

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La realizzazione di eventuali piste ciclopedonali deve avvenire, ove possibile, in sede propria e adeguatamente separata dalla viabilit autoveicolare. Art. 74 Viabilit meccanica controllata

La Provincia, in sede di Piano Territoriale Provinciale o con specifico Piano di settore, o il Comune, con apposito progetto, provvedono a controllare il transito sui percorsi a viabilit meccanica controllata, come individuati negli elaborati grafici allegati, e su eventuali altri, con analoghe caratteristiche, con riferimento alle diverse specie floro-faunistiche e agli ambienti circostanti da tutelare. Nei percorsi a viabilit meccanica controllata devono essere previsti idonei accorgimenti atti a porre in equilibrio i diversi tipi di mobilit (veicolare, ciclabile, pedonale, equestre). Va favorita la messa a dimora, anche con funzione di barriere frangivento, di specie arboree ed arbustive tipiche dei luoghi. In fregio a tali percorsi fatto divieto di installare insegne e cartelloni pubblicitari, con esclusione di quelli indicanti pubblici servizi, attrezzature ricettive ed esercizi pubblici, nonch quelli che servono a descrivere le caratteristiche dei siti attraversati; vietata inoltre, di massima, la realizzazione di infrastrutture aeree su palificate. Art. 75 Percorsi pedonali, ciclabili ed equestri (a libera percorribilit)

I percorsi pedonali, ciclabili ed equestri di interesse paesistico individuati negli elaborati grafici di progetto, sono del tipo in promiscuo con il dimensionamento previsto dal punto c) comma 2 dellarticolo 4 delle Direttive e criteri tecnici per la programmazione, progettazione e la realizzazione di infrastrutture ed attrezzature ciclabili - D.G.R. n. 8018 del 27 dicembre 1991. La Provincia o il Comune, con le procedure descritte allarticolo Art. 74 individuano, anche sulla base di quanto indicato negli elaborati grafici di progetto, i percorsi suddetti. Lungo tali percorsi vanno predisposti punti panoramici, torrette dosservazione e piccoli servizi per il turismo di visitazione, secondo quanto indicato nei sussidi operativi allegati. Vanno previste, inoltre, opportune piantumazioni al fine di attrezzare ed identificare dei corridoi verdi per la visitazione del territorio. Nel caso in cui il percorso pedonale-ciclabile utilizzi in promiscuit strade esistenti rurali o arginali, si devono prevedere, se la sezione stradale inferiore a ml 3,50, banchine o spazi dove ciclisti e pedoni possano ritirarsi senza pericolo. In adiacenza ai percorsi di cui al presente articolo, le recinzioni dei fondi devono essere prive di elementi pericolosi come fili spinati, fili elettrificati e simili e gli animali devono essere trattenuti entro le pertinenze. In fregio a tali percorsi fatto divieto di installare insegne e cartelloni pubblicitari, con esclusione di quelli indicanti pubblici servizi, attrezzature

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ricettive ed esercizi pubblici, nonch quelli che servono a descrivere le caratteristiche dei siti attraversati; vanno comunque segnalate e ripetute lungo gli itinerari di cui al presente articolo, le regole di comportamento in presenza di elementi critici quali viabilit meccanica, pendenze, incroci, ecc. E vietata, di massima, la realizzazione di infrastrutture aeree su palificate. La realizzazione di eventuali percorsi pedonali, ciclabili ed equestri deve avvenire, ove possibile, in sede propria ed adeguatamente separata dalla viabilit autoveicolare. Fino allapprovazione dei piani o dei progetti suddetti sono consentiti solamente quegli interventi compatibili con le funzioni a cui i tracciati sono destinati. Art. 76 Percorsi di visitazione (a percorribilit regolamentata)

La Provincia o il Comune, con le procedure descritte allarticolo Art. 74 - , individuano, anche sulla base di quanto indicato negli elaborati grafici di progetto, i tracciati da attrezzare come percorsi di visitazione per la percorribilit pedonale, equestre e ciclabile; a tale scopo stipulano opportune convenzioni con gli enti gestori. La realizzazione di eventuali percorsi di visitazione deve avvenire, ove possibile, in sede propria ed adeguatamente separata dalla viabilit autoveicolare. In tutti i casi deve essere assicurata la tutela dellesercizio delle attivit produttive acquacolturali eventualmente presenti, mediante impianto, lateralmente ai percorsi, di siepi di protezione con specie tipiche dei luoghi. Art. 77 Spazi di interscambio

Negli elaborati grafici di progetto sono individuate, di massima, le localizzazioni di aree da attrezzare per la sosta di merci e passeggeri nei punti di attraversamento fluviale con traghetto o di scambio tra mezzi diversi di trasporto. In queste aree ammessa la realizzazione di tutte le attrezzature di servizio necessarie per il buon funzionamento dellattivit di interscambio e per non ostacolare la normale viabilit. Lesatta localizzazione, le dimensioni delle attrezzature nonch la tipologia dei servizi compresi in ciascun spazio di interscambio definita con specifici progetti regionali, provinciali o comunali, nel rispetto dei valori storiconaturalistici ed ambientali.

Art. 78 -

Argini di valore storico-ambientale

Il Comune ed il Consorzio di Bonifica dovranno predisporre progetti ed interventi tendenti a valorizzare questi segni di terra, che devono essere mantenuti, anche attraverso una riduzione dei varchi oggi esistenti e, per gli

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argini di separazione idraulica, mediante opportune piantumazioni con specie tipiche dei luoghi. E vietato ogni intervento che ne interrompa la consistenza e la continuit e lalterazione dei profili. E vietata la posa in opera della cartellonistica stradale, fatta salva la segnaletica per la visitazione, per lindicazione dei percorsi e turistica. Per largine in fregio allantica via Popilia, sono vietati nuovi accessi, lallargamento o la rettifica del sedime stradale che ne comprometta lunghia a campagna, e comunque lutilizzo dellargine per usi impropri. Art. 79 Punti e/o ambiti dormeggio per imbarcazioni da diporto o per la pesca professionale

Nei luoghi, o allinterno degli ambiti delimitati da apposito contorno, come indicati negli elaborati grafici di progetto consentita, previa autorizzazione degli enti competenti, linstallazione di punti dormeggio costituiti da pontili, cavane e/o piattaforme, fissi o galleggianti, per lattracco di imbarcazioni da diporto o per la pesca professionale, come indicato nei Sussidi Operativi allegati. Le strutture devono essere realizzate con dimensioni, materiali e tecniche costruttive che siano in sintonia con le esigenze ecologiconaturalistiche dellambiente e devono essere localizzate in modo tale da non alterare laspetto consolidato del paesaggio. Gli interventi possono essere eseguiti con Concessione edilizia diretta sulla base di un progetto esecutivo che descrivi in modo analitico, lesatta ubicazione, dimensioni, materiali, colori, opere di sistemazione dellarea circostante, percorsi ed adeguati spazi destinati a parcheggio con sicuri accessi per le persone e gli autoveicoli.

Art. 80 -

Punti e/o ambiti dormeggio per escursionismo turistico

Nei luoghi, o allinterno degli ambiti delimitati da apposito contorno, indicati negli elaborati grafici di progetto consentita, previa autorizzazione degli enti competenti, linstallazione di punti di ormeggio costituiti da pontili e/o piattaforme, fissi o galleggianti, per lattracco di imbarcazioni utilizzate per escursionismo turistico, come indicato nei Sussidi Operativi allegati. Le strutture devono essere realizzate con dimensioni, materiali e tecniche costruttive che siano in sintonia con le esigenze ecologiconaturalistiche dellambiente e devono essere localizzate in modo tale da non alterare laspetto consolidato del paesaggio. Gli interventi possono essere eseguiti con Concessione Edilizia diretta sulla base di un progetto esecutivo che descrivi in modo analitico, lesatta ubicazione, dimensioni, materiali, colori, opere di sistemazione dellarea

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circostante, percorsi ed adeguati spazi destinati a parcheggio con sicuri accessi per le persone e gli autoveicoli. Art. 81 Canali e scoli artificiali

Gli Enti competenti nella progettazione e realizzazione di canalizzazioni artificiali devono adottare soluzioni progettuali e tecniche costruttive le quali, oltre a rispettare la sicurezza idraulica, consentano la risalita delle sponde, nonch la ricomposizione paesaggistico-ambientale. Per i corsi dacqua pubblici esistenti non arginati (canali, scoli, scolmatori, ecc.), che non rispondono ai suesposti criteri di sicurezza, dovranno essere predisposti dagli enti competenti appositi progetti per la realizzazione di idonee misure di sicurezza e di ricomposizione ambientale. Art. 82 Paesaggio agrario a forte frammentazione con presenza di siepi e alberate

Entro gli ambiti delimitati da apposito contorno, indicati negli elaborati grafici di progetto prescritta la conservazione del paesaggio agrario a forte frammentazione con presenza di alberate, vietando labbattimento di macchie o filari alberati e spianamenti estesi dei terreni di coltura, che comportino modifiche alla morfologia tipica della zona. Eventuali abbattimenti di alberi e conseguenti spianamenti di terreno possono essere consentiti purch venga assicurato dallazienda un reimpianto compensativo. E, di norma, vietata la modifica della parcellizzazione e della baulatura dei terreni. Eventuali interventi sullassetto dei terreni possono essere autorizzati solo in caso di comprovata ed inderogabile necessit e comunque in ambiti limitati, tali da non compromettere le caratteristiche morfologiche e paesaggistiche dellarea. Sono consentiti, previa autorizzazione, interventi di piantumazione, da eseguire secondo le indicazioni dellart. 72, per larricchimento di siepi ed alberate esistenti o la creazione di nuove quinte arboree e/o arbustive per ottenere un miglioramento estetico ed ecologico del paesaggio. Nelle aree di cui al presente articolo fatto divieto di installare insegne e cartelloni pubblicitari, con esclusione di quelli indicanti pubblici servizi, attrezzature ricettive ed esercizi pubblici, nonch quelli che servono a descrivere le caratteristiche dellarea. Le recinzioni devono essere di norma prive di zoccolatura e realizzate come indicato nei Sussidi Operativi. Art. 83 Equipaggiamento paesistico-ambientale

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Interventi per lequipaggiamento paesistico del territorio comunale, tramite piantagioni di specie arbustive e arboree adatte alla caratteristiche climatiche e pedologiche di questarea, devono essere previsti in contesti di carattere storico-ambientale e, comunque, nelle situazioni in cui sono desiderabili miglioramenti di carattere paesaggistico; in particolare quindi per tutto il paesaggio agrario in cui le pratiche colturali in atto hanno determinato leliminazione o il mancato impianto di quinte arboree e arbustive. Deve essere pertanto favorita la messa a dimora, negli ambiti suddetti, di specie autoctone sia a fine di arricchimento estetico ed ecologico del paesaggio sia per gli effetti indotti sul microclima (difesa dal vento, protezione dei suoli dallerosione, ecc.). In particolare il Comune, il Consorzio di Bonifica ed il Servizio Forestale Regionale provvedono, con apposito Piano, allindividuazione di zone che si prestano ad operazioni di ripristino ed equipaggiamento paesisticoambientale almeno attraverso i seguenti interventi: conservazione, ripristino ed incremento della vegetazione igrofila fluviale; realizzazione di lembi di bosco planiziale opportunamente localizzati allinterno del sistema ambientale al fine di potenziare le dinamiche naturali ancora in atto attraverso la disseminazione del potenziale vegetale ed animale nel territorio interessato. Lungo la viabilit di livello provinciale e nazionale gli enti gestori, dintesa con il Comune, provvedono a mantenere, anche attraverso il reimpianto, le specie arboree e arbustive esistenti, nonch ad estendere le aree per la messa a dimora di nuove specie arboree, secondo quanto indicato ai commi precedenti. Art. 84 Agricoltura ambientale

La Regione, la Provincia, il Comune e gli altri Enti competenti promuovono ed incentivano metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di conservazione delle risorse e con la cura dello spazio naturale. Le aziende agricole che ricadono nelle aree di interesse paesisticoambientale, nelle oasi di protezione della fauna e della flora, come individuate dal presente piano e nelle zone pedologicamente a rischio per il dilavamento dei principi attivi e sostanze concimanti, hanno titolo di priorit nella assegnazione degli incentivi previsti a questo titolo. Tali indirizzi colturali vanno disciplinati mediante apposita convenzione, con particolare riguardo alle modalit di esecuzione degli interventi concordati, alle pratiche agricole consentite, alle modalit e ai termini per il pagamento delle indennit dovute. Art. 85 Sistemazioni sottorreneo idraulico agrarie con drenaggio tubolare

La esecuzione di sistemazioni idraulico-agrarie con drenaggio tubolare sotterraneo consentita solo se in grado di garantire la compatibilit dellintervento con lassetto idraulico territoriale (in particolare dovr essere recuperato, nellambito della rete di scolo aziendale, il volume di invaso

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sottratto) e se eseguita con sistemi che garantiscono il controllo dei deflussi al fine di ridurre il rilascio nelle acque degli elementi fertilizzanti apportati alle colture. La eliminazione della rete minore di scolo, conseguenza delle sistemazioni con drenaggio tubolare sotterraneo, dovr essere compensata con la realizzazione, nellambito della stessa azienda agricola, di nuovi elementi paesaggisticamente qualificanti quali formazioni boscate planiziali a banda o a siepe o area umida nella misura minima di mq 150 per ettaro di superficie interessata dalla sistemazione. La Regione provvede al controllo della regolare esecuzione di quanto stabilito. Art. 86 Infrastrutture

Per tutte le opere relative ad infrastrutture di realizzazione sia pubblica sia privata deve essere presentata, contestualmente al progetto di costruzione, una relazione che specifichi le misure adottate per un corretto inserimento nel contesto ambientale-paesaggistico. Nel caso di nuovi tracciati stradali si deve tenere conto dei confini di appoderamento, degli scoli e di quantaltro pu caratterizzare la topografia del luogo attraversato, in modo da evitare alterazioni evidenti della morfologia esistente. Particolare attenzione va posta alle misure di protezione per limitare linquinamento acustico, realizzando apposite barriere antirumore per le strade a maggiore intensit di traffico, preferibilmente in terra o con piantumazioni, utili anche per diminuire linquinamento da gas di scarico. Devono essere favoriti la messa a dimora di alberi di specie autoctone caratteristiche del luogo in allineamento lungo i bordi stradali e linterramento delle linee telefoniche. Per le infrastrutture viarie, acquee, energetiche e ferroviarie di livello sovracomunale, nonch per le relative strutture, vale quanto stabilito dalla programmazione nazionale, regionale e provinciale in materia e da specifiche normative nazionali e regionali. Le infrastrutture a rete, ad esclusione delle linee elettriche ad alta tensione, vanno di norma interrate; la realizzazione fuori terra eccezionalmente consentita per comprovate motivazioni tecniche ed economiche. Art. 87 Beni demaniali e patrimoniali dello Stato Competenze dello Stato

Lapplicazione delle previsioni e dei vincoli, delle destinazioni e delle limitazioni di cui al presente Piano nonch delle specifiche norme di tutela dal medesimo contemplate, in quanto riferite a territori e/o beni (ivi inclusi gli specchi acquei) appartenenti al Demanio oppure al patrimonio indisponibile e disponibile dello Stato, deve formare oggetto di specifica piena intesa con le

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competenti Amministrazioni Statali; lapprovazione dei progetti e degli interventi che comunque concernono gli stessi beni deve essere assentita dalle Amministrazioni stesse. Sono sempre consentiti gli interventi e le opere da eseguirsi dalle Amministrazioni Statali o comunque insistenti su aree del Demanio statale, nonch lesecuzione di opere pubbliche di interesse statale da realizzarsi dagli Enti istituzionalmente competenti, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 81 e 82 del D.P.R. n. 616/1977. Resta comunque salva lesclusiva competenza dellAmministrazione lavori pubblici, o per scelta o per valutazione, in ordine agli interventi da effettuare nellarea oggetto del presente Piano, ai fini della migliore tutela degli interessi idraulici i quali - per gli effetti di ogni previsione del medesimo Piano hanno comunque carattere assolutamente preminente. Tutti gli interventi, opere ed attivit che interessano beni appartenenti al Demanio Marittimo ed al Demanio Fluviale e le relative pertinenze ed opere idrauliche sono soggetti in ogni caso alla disciplina dettata dalla legge in relazione ai medesimi beni, ed in particolare e rispettivamente, dal Codice della navigazione e dal T.U. 25.7.1904 n. 523 e successive modificazioni. Le attivit minerarie di interesse statale, regolate dal R.D. 29 luglio 1927, n. 1443, dovranno svolgersi secondo le modalit stabilite dallarticolo 17 delle Norme di Attuazione del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento. Per quanto non direttamente previsto, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 6, 37 e 49 del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento.

Art. 88 -

Beni storico-culturali

Beni storico-culturali Per tutti edifici e manufatti di valore storico ambientale confermata la destinazione duso attuale o rilevabile storicamente attraverso la documentazione catastale. E ammesso luso residenziale, per attivit culturali, per il turismo ed il tempo libero o per attivit agrituristiche, purch compatibile con il tipo edilizio del bene e previa opportuna sistemazione delle aree scoperte circostanti. Le modalit di intervento dellattivit edilizia per i manufatti definiti Beni-storicoculturali vengono di seguito disciplinate in riferimento alle tavole 1: 5000 nelle quali tali manufatti sono individuati secondo 4 categorie: 1) edifici di valore ambientale, compresi gli edifici censiti ai sensi dellart. 10 L.R. 24/1985 2) grandi corti dominicali 3) ville padronali e palazzi 4) manufatti di archeologia industriale. 1) Criteri generali

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Sono sempre ammessi gli interventi di cui alle lettere a) e b) dellart. 31 della L. 457/1978 con le specificazioni di cui ai successivi articoli. E ammesso ladeguamento igienico-sanitario. Con esclusione degli edifici con grado di protezione C1 o C2, come definiti al punto 5, ammesso lampliamento, per una sola volta, per ladeguamento degli standards abitativi e per attivit turistiche ed agrituristiche , per un volume massimo di 100 mc. Le schede urbanistiche e le schede di indagine del patrimonio edilizio rurale indicano gli altri interventi ammessi per ogni singola unit edilizia in relazione al citato art. 31 della L.N. 457/78 e pi precisamente: c) interventi di restauro e risanamento conservativo; d) interventi di ristrutturazione edilizia; e) interventi di ristrutturazione urbanistica o ad essi assimilabili. Considerato che in relazione alla diversa caratterizzazione dei valori architettonici, storico/tipologici, culturali ed ambientali gli interventi di recupero di cui alle lettere c) e d) dellart. 31 L.N. 457/1978 si possono articolare in una gamma di livelli differenziati, anche per parti del singolo organismo edilizio, sono definite due possibili graduazioni di intervento per ciascuna categoria. Si applicher di norma la graduazione di maggiore tutela: c1 o d1, salvo che il richiedente lintervento possa giustificare con idonea documentazione lapplicabilit della graduazione: c2 o d2. In questultimo caso la richiesta di concessione edilizia dovr contenere le motivazioni che hanno indotto allattribuzione della graduazione assegnata. Tutte le aree scoperte, siano o no pertinenza di edifici, individuati come beni storico culturali o ambientali sono inedificabili fatte salve le particolari previsioni di cui al punto 9. 2) Definizioni Ai fini di una corretta ed univoca interpretazione delle norme che seguono, per quanto attiene agli interventi e/o trattamenti e/o opere ammesse, viene definito che per: - rinnovo sintende ogni intervento e/o trattamento sugli elementi originari atto ad assicurarne continuit duso: detti interventi e/o trattamenti possono giungere fino al ripristino, questo escluso; - ripristino sintende ogni opera che sostituisce integralmente con le stesse tecniche e materiali elementi irrecuperabili ma riproducibili tecnologicamente; - sostituzione sintende ogni opera che sostituisce con tecniche; strutture e materiali attuali gli elementi o le parti alterate o trasformate, non pi riconducibili ai modelli originari di carattere storico, tipologico ed ambientale. 3) Interventi di tipo a: manutenzione ordinaria Non sono soggetti ad autorizzazione. Per manutenzione ordinaria sintendono le opere di rinnovo, di ripristino e di sostituzione delle finiture degli edifici nonch quelle necessarie per integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. La sostituzione, negli interventi di manutenzione, non ammessa per gli edifici sottoposti alle norme di restauro conservativo e per quelli elementi (strutture, finiture ed elementi architettonici di interesse ambientale) da ripristinare e/o da conservare negli edifici soggetti a ristrutturazione edilizia. Il ripristino, in quanto manutenzione, previsto, per le finiture esterne degli edifici sottoposti alle norme di cui ai punti 5 e 6, (restauro e ristrutturazione)

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soltanto per quegli elementi esistenti che non siano in contrasto con i modelli originari di carattere storico, tipologico ed ambientale. In ogni caso, per gli edifici sottoposti alle norme di cui ai punti 5 e 6, non sono considerate opere di manutenzione e sono quindi soggette ad autorizzazione, stante la loro rilevanza di carattere ambientale, quelle riguardanti. - il rifacimento degli intonaci e delle tinteggiature delle facciate esterne; - il rifacimento degli infissi esterni; - il rifacimento del manto di copertura (fatte salve le semplici operazioni di rimescolamento con eventuale sostituzione dei coppi inferiori). 4) Interventi di tipo b: manutenzione straordinaria Sono soggetti ad autorizzazione. Sono considerate di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali di edifici, nonch per realizzare ed integrare servizi igieni o sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unit immobiliari o che non comportino modifiche delle destinazioni duso (art. 31 L.N. 457/78). Sono comunque consentiti, come manutenzione straordinaria, i lavori per adeguamenti statici, igienici, tecnologici, nonch gli interventi protettivi di risanamento (intercapedini e simili). 5) Interventi di tipo c: restauro e risanamento conservativo Questo tipo di intervento sempre consentito negli edifici individuati nella cartografia. Per interventi di restauro e risanamento conservativo si intendono, conformemente a quanto previsto dallart. 31 lettera c) della L.N. 457/1978, quelli rivolti a recuperare e/o conservare lorganismo edilizio e ad assicurarne la funzionalit mediante un insieme sistematico di opere che, pur nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, dellorganismo stesso, ne consentano le destinazioni di uso compatibili. Si individuano due gradi di protezione. Graduazione c1 Sono ammessi i seguenti interventi: a) il consolidamento, il rinnovo, il ripristino ed il recupero degli elementi formali e strutturali costitutivi delledificio e quindi degli impianti distributivi sia orizzontali che verticali, delle strutture portanti e delle fondamentali aggregazioni spaziali e distributive nonch degli elementi decorativi; b) linserimento degli elementi secondari (tramezze, controsoffiti, ecc. ...) e degli impianti tecnologici richiesti dalle esigenze duso e che non comportino compromissioni strutturali o degrado stilistico. Linserimento dei servizi igienici e tecnologici dovr avvenire senza alterazioni volumetriche degli edifici n attraverso intasamenti degli spazi distributivi aperti o coperti, n attraverso modifiche dellandamento delle falde di copertura. E prescritta leliminazione dei volumi e degli elementi superfetativi intesi come: - aggiunte o modificazioni generate da esigenze particolaristiche e contingenti, tali da non consentire un corretto riuso dellimmobile;

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- aggiunte o modificazioni pregiudizievoli in ordine alle esigenze igieniche o di abitabilit nonch alteranti i rapporti tra edificio e spazi liberi sia pubblici che privati. Fra gli elementi da sottoporre a disciplina di restauro conservativo sono incluse anche le recinzioni murarie di impianto storico tipiche e caratterizzanti la suddivisione fondiaria del territorio, anche se non strettamente connesse allorganismo edilizio. Graduazione c2 Sono ammesse le seguenti opere di restauro che potranno giungere, ad interventi che, senza compromettere gli elementi e i sistemi da assoggettare alla conservazione, prevedano: - adeguamenti o integrazioni di elementi distributivi verticali; - adeguamenti o integrazioni di elementi distributivi orizzontali; - adeguamenti delle quote delle strutture orizzontali dei piani degli edifici, purch ci non comporti pregiudizio ai rapporti dimensionali, funzionali e architettonici caratterizzanti i piani interessati alla modifica. 6) Interventi di tipo d: ristrutturazione edilizia Questo tipo di intervento consentito in quegli edifici per i quali espressamente previsto nelle schede urbanistiche o nelle schede di indagine del patrimonio edilizio rurale. Per interventi di ristrutturazione edilizia si intendono, in riferimento allart. 31 lettera d), della L:N. 457/1978, quelli che, pur prevedendo il recupero e la conservazione degli elementi sia esterni che interni dellorganismo edilizio preesistente aventi pi significativa caratterizzazione e valore sotto i profili storico-architettonico, artistico-culturale ed ambientale, sono rivolti anche a trasformarlo mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Si individuano due gradi di protezione: Graduazione d1 Fatte salve le premesse generali sono ammessi: - interventi di risanamento e ripristino dellinvolucro murario e del suo corredo decorativo; - interventi di parziale sostituzione o rinnovo dellimpianto strutturale verticale interno; - interventi di sostituzione e/o rinnovo parziale delle strutture orizzontali anche con modifiche alle quote di imposta purch non comportino pregiudizio ai rapporti dimensionali, funzionali ed architettonici caratterizzanti i piani interessati alle modifiche; - interventi di rinnovo o sostituzione ed integrazione di impianti ed elementi distributivi verticali ed orizzontali; - interventi di sostituzione delle strutture di copertura con il mantenimento delle quote di gronda e di colmo; - interventi di risanamento, trasformazione ed integrazione di impianti igienico sanitari e tecnologici. In ogni caso deve essere prevista la rimozione degli eventuali elementi superfetativi. Graduazione d2 Per essa sono ammessi:

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- interventi fino al completo rinnovamento dellorganismo preesistente del quale va comunque mantenuto inalterato lingombro planimetrico e volumetrico, gli allineamenti ed i caratteri formali ed ambientali in genere e salvo il recupero ed il riutilizzo, anche a livello di semplice inserto e/o reperto, di eventuali elementi originari di valore decorativo, storico, culturale o ambientale. A questa graduazione si potr giungere per quelli organismi edilizi che gi sono stati oggetto di precedenti interventi con radicali e globali opere di trasformazione soprattutto interna e che hanno per conservato in genere interesse sotto il profilo ambientale e decorativo. 7) Materiali e tecniche di intervento per le opere di restauro e ristrutturazione edilizia - Criteri generali Gli interventi di restauro ed in subordine quelli di ristrutturazione edilizia per gli elementi non innovativi si attuano sotto il profilo conservativo evitando il pi possibile interventi sostitutivi anche per ci che attinente alluso dei materiali e la loro tecnologia. Prima della sostituzione di elementi decorativi e/o strutturali dovranno essere esaminate e perseguite tutte le possibilit per il loro consolidamento e riutilizzo in sito. Per la sostituzione e/o il ripristino di singoli elementi strutturali in particolare ed accertare situazioni statiche di degrado, potranno essere introdotti materiali e tecniche diverse da quelle originarie, purch tali interventi siano dettagliatamente giustificati e segnalati nel progetto o in corso dopera, siano limitati alle opere indispensabili e siano coerenti con gli indirizzi progettuali tipologici originali. Linserimento e la sostituzione di nuovi elementi strutturali dovr comunque sempre avvenire con lutilizzo di materiali e tecniche coerenti a quelle preesistenti. Al fine del consolidamento e riutilizzo in luogo di elementi strutturali e decorativi consentito lutilizzo di malte speciali, resine e prodotti chimici speciali, purch diano comprovate garanzie in ordine alle caratteristiche meccaniche ed estetiche anche nel tempo. - Prescrizioni particolari Il consolidamento di strutture murarie a vista dovr essere attuato rispettandone le caratteristiche di continuit, pesantezza ed omogeneit e quindi, in primo luogo, applicando la tecnica a scuci e cuci con uso di elementi di materiali dello stesso tipo. Per le murature non in vista ammesso lintervento con lapplicazione di reti elettrosaldate con chiodatura e rinzaffi cementizi o di tecniche che utilizzano tirantature precompresse. Il Consolidamento strutture orizzontali lignee pu essere attuato mediante: - sostituzione con materiali della stessa natura per quanto riguarda la grossa e/o piccola orditura e/o tavolame; - sostituzione o opere di presidio e rafforzamento di singoli elementi degradati anche con uso di elementi metallici (poutrelles, mensole, staffe); - sovrapposizione al solaio esistente se di notevole pregio architettonico e decorativo ma non pi staticamente affidabile di nuova struttura metallica con funzione portante; ci consentito nel caso la nuova struttura sia inseribile senza modifiche sostanziali delle quote di pavimento preesistenti.

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Negli interventi di ristrutturazione edilizia ed eccezionalmente negli interventi di restauro, ove la struttura lignea necessiti di un totale rifacimento consentita la sostituzione solo se il solaio preesistente, anche se attualmente plafonato ed intonacato, non abbia caratteristiche che ne denuncino loriginaria natura di struttura a vista. Tale sostituzione dovr essere realizzata con una nuova struttura con materiali lignei, quindi elastici ed aventi le caratteristiche di orditura e di quelli preesistenti e che non comportino la necessit di una rigida costanza di interassi tali da richiedere pesanti manomissioni delle strutture di appoggio. Per le opere di consolidamento ed irrigidimento in generale sono da preferire alle strutture in c.a. quelle in ferro; per lirrigidimento dei solai ammessa la posa di rete elettrosaldata con cappa cementizia. Per le strutture di copertura: sono ammessi gli interventi previsti per le strutture orizzontali. Per quanto riguarda le finiture, sono previste, con particolare riferimento agli interventi di restauro, le seguenti opere: - sostituzione degli intonaci interni ed esterni con le dovute cure, per non compromettere leventuale presenza di superfici decorate o affrescate che pure dovranno essere oggetto di scrupolose operazioni di restauro; - eventuale rifacimento totale degli intonaci esterni in pasta di calce spenta e colore concordati o imposti dagli uffici preposti. Sono in ogni caso esclusi interventi che prevedano limpiego dei materiali sintetici. Per manti di copertura, infissi, serramenti di negozio, dovranno essere recuperati o riutilizzati forme, materiali e tecniche originarie e/o comunque coerenti con lassetto storico tipologico delledificio e/o con caratteristiche ambientali. Per gli spazi distributori scoperti dovranno essere ripristinate le originarie pavimentazioni secondo i disegni e/o gli usi tradizionali. 8) Rapporti areoilluminanti Per tutti gli interventi edilizi che comportino evidente miglioramento delle condizioni igieniche ammessa la deroga ai regolamenti vigenti per ci che riguarda i parametri di aeroilluminazione ed i limiti di altezza utile netta dei piani. 9) Grandi corti dominicali Gli ambiti individuati nella cartografia come corti dominicali sono soggetti alla seguente normativa: per gli edifici di interesse storico culturale come la villa padronale, le banchesse ecc. sono ammessi gli interventi previsti dalla gradazione C1 e C2, secondo le indicazioni riportate nella cartografia. E possibile la trasformazione/riqualificazione di eventuali edifici privi di interesse architettonico nonch leventuale costruzione di nuovi volumi che si rendessero necessari per il miglioramento delle funzioni aziendali, residenziali o turistiche e/o per ladeguamento impiantistico. Ogni intervento diverso da quelli previsti ai precedenti punti 3, 4 e 5 subordinato alla redazione di un Piano di Recupero di cui allart. 15 della L.R. n. 61/1985 che preveda anche il trattamento delle aree esterne e la sistemazione del verde, con particolare riferimento alle piantumazioni esistenti.

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10) Museo regionale della bonifica di Ca Vendramin Per le aree interessate dal museo regionale della bonifica di Ca Vendramin gli interventi sono subordinati alla predisposizione di un progetto unitario che preveda il recupero filologico del manufatto di archeologia industriale esistente , nonch la realizzazione di eventuali nuovi fabbricati al servizio dellattivit museale, nel rispetto dei tipi architettonici e delle caratteristiche costruttive tipiche del luogo e la sistemazione degli spazi esterni di pertinenza. 11) Manufatti di archeologia industriale: Valgono le prescrizioni ed indicazioni di intervento di cui ai precedenti punti 6, 7 e 8. 12) Disposizioni finali Negli interventi consentiti per i beni di cui al presente articolo devono essere utilizzati i materiali e le tecniche costruttive a loro peculiari. In caso di edifici fortemente manomessi o rovinati in tutto o in parte, si fa riferimento alle caratteristiche edilizie nelle zone agricole di cui allart. 43.

Art. 89 -

Costruzioni interrate

Sono ammesse costruzioni interrate fino al piano di campagna, qualora siano pertinenti ed accessorie ad edifici fuori terra. Tali costruzioni possono essere realizzate a confine; non devono in ogni caso occupare le fasce di rispetto stradale. Art. 90 Coperture mobili

Le coperture mobili, destinate a proteggere le attrezzature per lo svago, lo sport e la ricreazione, sono soggette ad autorizzazione.

Art. 91 -

Discarica controllata

L'apertura di una discarica, sia di iniziativa comunale che privata, sottoposta a concessione deliberata dal Consiglio Comunale, sentito il parere delle autorit competenti. La domanda di concessione deve essere accompagnata da un "Piano'' di scarico comprendente la documentazione e gli elaborati di seguito descritti: a) planimetria e sezioni in numero sufficiente e in scala adeguata, comunque non inferiore a 1:2.000, completa di curve di livello, relative allo stato del terreno prima della discarica e a discarica completata, con indicazione del volume di scarico per singoli settori, qualora il riempimento della discarica sia appunto previsto per settori; b) fotografie in numero sufficiente per la completa ricognizione dell'area;

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c) relazione sullo stato idrogeologico del sottosuolo, completa del necessario numero di carotaggi e sullo stato delle acque superficiali o incanalate; d) relazione sui modi e i tempi di funzionamento della discarica, comprensiva di eventuali disposizioni particolari per accesso, ripianamento, sicurezza, etc.; e) progetto di sistemazione finale del terreno nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, completo della messa in essere di humus vegetale, di cotica erbosa, di piantumazioni o di quanto altro necessario per garantire la rapida ricostruzione di una situazione geologicamente stabilizzata, utilizzando piante erbacee, arbustive ed eventualmente arboree locali; f) relazione economica con l'indicazione delle spese necessarie per la suddetta sistemazione finale e il relativo piano finanziario.

TITOLO X - DISPOSIZIONI TRANSITORIE Art. 92 Misure di salvaguardia

Al presente P.R.G. e alle presenti norme si applicano le misure di salvaguardia di cui all'art. 71 della L.R. 27 giugno 1985 n 61. Tutte le pratiche edilizie protocollate almeno sessanta giorni prima della data di adozione del P.R.G. devono essere esaminate con la normativa del P.R.G. vigente all'atto della presentazione della domanda di autorizzazione o di concessione edilizia, salvo comprovate contraddizioni con le previsioni di viabilit del presente P.R.G. Art. 93 Edifici condonati ai sensi della Legge 47/1985

Gli edifici condonati ai sensi della Legge 47/1985 possono essere oggetto di opere di ristrutturazione edilizia, con opere interne e di consolidamento statico, purch: - non vengano prodotti incrementi volumetrici; - le opere e le finiture esterne siano compatibili con i caratteri formali e stilistici dell'edificio principale; - le opere producano un miglioramento dello stato di fatto sia sotto l'aspetto edilizio, sia sotto l'aspetto ambientale.

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Art. 94 -

Deroghe

Il Sindaco, previa specifica delibera del Consiglio Comunale, ha facolt di derogare dalle prescrizioni del P.R.G., limitatamente ai casi di edifici o di impianti pubblici o di interesse pubblico, ai sensi dell'art. 80 della Legge Regionale 27.06.1985 n 61.

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INDICE
Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. 12345678910 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 Richiamo alle disposizioni di legge................................................................................1 Disposizioni generali...................................................................................................... 2 Elaborati di progetto del P.R.G......................................................................................2 Pubblica informazione sullattuazione del P.R.G. e sullosservanza della relativa disciplina urbanistica..................................................................................................... 4 Trasposizione dei volumi................................................................................................5 Utilizzazione degli indici.................................................................................................5 Modalit di attuazione.................................................................................................... 6 Piani urbanistici attuativi................................................................................................6 Concessioni e autorizzazioni edilizie..............................................................................8 Quadri di ripristino ambientale.....................................................................................8 Schede urbanistiche..................................................................................................... 9 Schede Legge regionale 11/1987.................................................................................9 Sussidi operativi........................................................................................................... 9 Connettivo lineare territoriale.......................................................................................9 Suddivisione del territorio in zone omogenee............................................................10 Zona A Centri storici................................................................................................ 12 Zona B1 - Zona residenziale semintensiva di completamento...................................16 Zona B2 - Zona residenziale semiestensiva di completamento.................................17 Zona B3 - Zona residenziale estensiva di completamento.........................................19 Zona COA - P.E.E.P. approvati..................................................................................20 Zona COB - Piani di lottizzazione approvati..............................................................21 Zona C1 - Zona residenziale semiestensiva di espansione a intervento diretto........21 Zona C1D - Servizi e/o attrezzature collettive o di interesse pubblico integrate alla residenza..................................................................................................................... 22 Zona C1D/1 - Servizi e/o attrezzature collettive di interesse pubblico integrate alla residenza..................................................................................................................... 23 Zona C2 - Zone residenziale semiestensiva di espansione.......................................23 Zona D1 - Zona produttiva di completamento............................................................24 Zona D1-R - Zona produttiva di completamento soggetta a riqualificazione ambientale................................................................................................................... 26 Zona D1-M - Zona produttiva di completamento da assoggettare a mitigazione visiva .................................................................................................................................... 27 Zona D1A - Zona produttiva con PIP approvato........................................................27 Zona D1B - Zona produttiva con P. di L. approvato...................................................27 Zona D2 - Zona produttiva di espansione..................................................................28 Zona D3A - Zona commerciale-direzionale di completamento..................................29 Zona D3B - Zona commerciale-direzionale di espansione.........................................30 Zona D3B-M - Zona commerciale direzionale di espansione da assoggettare a mitigazione visiva....................................................................................................... 31 Zona D4A - Zona turistico ricettiva di completamento...............................................31 Zona D5A - Zona turistico ricettiva a campeggio di espansione................................32 Zone E - Zone agricole............................................................................................... 33 Zone E2 Aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva, anche in relazione allestensione, composizione e localizzazione dei terreni...........................33 Zona E3 Aree che, caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario, sono contemporaneamente utilizzabili per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali. .................................................................................................................................... 34 Zona E4 Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative sono utilizzabili per lorganizzazione dei centri rurali...........................................................35 Zone E2-T - Aree agricole di tutela............................................................................36 Zona E4-R - Zona agricola E4 in fregio alla S.S. 309 Romea....................................37

Art. 24 Art. 25 Art. 26 Art. 27 Art. 28 Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. Art. 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 -

Art. 39 Art. 40 Art. 41 Art. 42 -

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Art. 43 - Caratteristiche edilizie nelle zone agricole, comprese le fascie di rispetto ambientale .................................................................................................................................... 37 Art. 44 - Zona F - Zona per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse generale...............40 Art. 45 - Zona F1 - Istruzione................................................................................................... 40 Art. 46 - Zona F2 - Attrezzature di interesse comune..............................................................40 Art. 47 - Zona F3 - Verde pubblico........................................................................................... 41 Art. 48 - Zona F4 - Verde sportivo attrezzato...........................................................................42 Art. 49 - Zone F5 - Verde ambientale.......................................................................................42 Art. 50 - Zona F5-R - Zona verde ambientale da assoggettare a riqualificazione ambientale. 43 Art. 51 - Zona F6 - Parcheggi................................................................................................... 43 Art. 52 - Zona F7 - Zona per attrezzature tecnologiche...........................................................43 Art. 53 - Strade di progetto e/o allargamenti stradali................................................................44 Art. 54 - Zona F8 - Zone di rispetto stradale e fluviale.............................................................44 Art. 55 - Zona F8-R - Zone di rispetto stradale e fluviale soggette a riqualificazione ambientale .................................................................................................................................... 45 Art. 56 - Zona F9 - Zona di rispetto cimiteriale.........................................................................46 Art. 57 - Zona F10 - Zona di rispetto depuratore......................................................................46 Art. 58 - Zona F11 - Aree di rimboschimento...........................................................................46 Art. 59 - Zona F12 - Sistemazione a verde..............................................................................47 Art. 60 - Zona F13 - Zone umide e canneti..............................................................................47 Art. 61 - Zona 14 Dune fossili e rettili boscati........................................................................47 Art. 62 - ZONA F15 Ambiti di restauro ambientale...............................................................48 Art. 63 - Zona F16 Relitti palustri.......................................................................................... 49 Art. 64 - Zona 17 Area attrezzata per le attivit dello sport, del tempo libero e del turismo. 49 Art. 65 - Stazioni di servizio (impianti di distribuzione del carburante)....................................50 Art. 66 - Zona cimiteriale.......................................................................................................... 52 Art. 67 - Zona di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale...............................52 Art. 68 - Aree di intervento comprese nelle zone di rispetto con particolare interesse paesistico-ambientale................................................................................................. 54 Art. 69 - Rami deltizi................................................................................................................. 55 Art. 70 - Golene........................................................................................................................ 56 Art. 71 - Alberate, piantate e grandi alberi...............................................................................56 Art. 72 - Piantumazioni............................................................................................................. 57 Art. 73 - Viabilit veicolare di penetrazione..............................................................................57 Art. 74 - Viabilit meccanica controllata...................................................................................58 Art. 75 - Percorsi pedonali, ciclabili ed equestri (a libera percorribilit)...................................58 Art. 76 - Percorsi di visitazione (a percorribilit regolamentata).............................................59 Art. 77 - Spazi di interscambio................................................................................................. 59 Art. 78 - Argini di valore storico-ambientale.............................................................................59 Art. 79 - Punti e/o ambiti dormeggio per imbarcazioni da diporto o per la pesca professionale .................................................................................................................................... 60 Art. 80 - Punti e/o ambiti dormeggio per escursionismo turistico............................................60 Art. 81 - Canali e scoli artificiali................................................................................................ 61 Art. 82 - Paesaggio agrario a forte frammentazione con presenza di siepi e alberate.............61 Art. 83 - Equipaggiamento paesistico-ambientale....................................................................61 Art. 84 - Agricoltura ambientale................................................................................................ 62 Art. 85 - Sistemazioni idraulico agrarie con drenaggio tubolare sottorreneo.........................62 Art. 86 - Infrastrutture............................................................................................................... 63 Art. 87 - Beni demaniali e patrimoniali dello Stato Competenze dello Stato.........................63 Art. 88 - Beni storico-culturali................................................................................................... 64 Art. 89 - Costruzioni interrate................................................................................................... 70 Art. 90 - Coperture mobili......................................................................................................... 70 Art. 91 - Discarica controllata................................................................................................... 70 Art. 92 - Misure di salvaguardia............................................................................................... 71 Art. 93 - Edifici condonati ai sensi della Legge 47/1985...........................................................71

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Art. 94 - Deroghe...................................................................................................................... 72

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