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PSICOLOGIA GENERALE parte II Antonio Cerasa PhD Istituto di Scienze Neurologiche, CNR Mangone (CS)

3.1 EMOZIONE Ippocrate scrisse: .Gli uomini devono sapere che da niente altro se non dal cervello deriva la gioia, il piacere, il riso, il divertimento, il dolore, il pianto e la pena. E attraverso esso noi acquistiamo la conoscenza e le capacita critiche, e vediamo e udiamo e distinguiamo il giusto dall errato E attraverso il medesimo organo noi diventiamo pazzi e deliriamo e il terrore ci assale.. Fin dalla visione razionalistica del XVII sec, lEmozione veniva vista come un aspetto irrazionale e illogico che non meritava un profonda indagine di studio, dato che quello che si poteva investigare erano i processi mentali che avevano una logica. Il cambiamento storico-rivoluzionario si ebbe con Darwin, il quale consider lemozione, al pari del comportamento e della vita mentale degli animali, un elemento di adattamento per la sopravvivenza della specie e perci rientrante nella logica evoluzionistica. LEMOZIONE riacquista cos il significato di elemento portante del comportamento. Con FREUD si raggiunge una rivalutazione ancora pi profonda delle emozioni come elementi fondanti la struttura della personalit dellindividuo. Impulso che diventa una chiave per aprire la porta chiusa della razionalit.

Successivamente la ricerca del substrato fisiologico delle emozione, a livello del sistema nervoso ha condotto ad importanti risultati. I quali hanno poi portato (ai giorni nostri) ad una profonda spaccatura tra i Neurofisiologi e i Psicologi.

EMOZIONE
Sono la stessa cosa???

MOTIVAZIONE

Per motivazione intendiamo la pulsione biologica primaria (fame, sesso). Le Emozioni possono inibire le pulsioni primarie. Se la motivazione una condizione interna, lesperienza soggettiva invece il connotato distintivo dellemozione. A volte per lemozione stessa pu essere motivante (la paura per una esplosione motivante alla risposta di evitamento. Oppure la motivazione condizione dellemozione (motivazione al successo). Dal punto di vista neurofisiologico i due processi condividono le stesse strutture

Cerasa A. Emozione e motivazione

cerebrali. Con la differenza che lemozione ha la capacit di amplificare lattivazione e di polarizzare lattenzione. ALCUNE TEORIE SULLEMOZIONE W. James (1884): lemozione coincide con lesperienza della modificazione somatica, che sia nullaltro che un riflesso soggettivo degli stati corporei. Seconda la concezione classica, noi per prima cosa percepiamo loggetto, successivamente questa percezione genera unattivit mentale, un sentimento che sarebbe lemozione; infine questo stato mentale si esprimerebbe sul soma. Invece secondo la mia teoria le modificazione sul soma seguono immediatamente la percezione ed la coscienza che noi abbiamo di tali modificazioni organiche che costituiscono lemozione come fatto psichico. NON SI CORRE PERCHE SI HA PAURA, MA SI HA PAURA PERCHE SI CORRE. Secondo Schneirla (1959) questa teoria valida per i bambini piccoli e per gli animali inferiori, perch nellessere umano fondamentale la componente legata allapprendimento e allesperienza emotiva. Ben presto il bambino impara ad associare le emozioni primitive con oggetti altrimenti neutrali. Lessere umano pu fare sia questo tipo di associazione cio fuggire davanti ad uno stimolo neutrale, e quindi provare paura; che avere paura e perci fuggire. Il momento di rottura tra teoria e pratica si ha con il modello fisiologico di PAPEZ (1937) nel quale si identifica un network di aree cerebrali sottocorticali che sono coinvolte principalmente nella elaborazione delle emozioni:

Il sistema LIMBICO un complesso insieme di aree cerebrali che lavorano sotto il controllo della corteccia e quindi dellesperienza cosciente. Elaborano informazioni proveniente dal mondo esterno a livello di dati grezzi. Cio prendono le prime informazioni (ancora non completamente elaborate) che arrivano dagli organi di senso (il pi importante quello di natura olfattivo) e sono a stretto contatto con il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico e parasimpatico) . Con lavvento della psicofisiologia molte cose sono cambiate. Da quando gli psicologi si sono messi a studiare le reazioni dellorganismo (sistema nervoso autonomo: respirazione, battito del sangue, riflesso psicogalvanico, livelli di globuli bianchi) si scoperto che tali reazioni si instaurano prima che il soggetto provi unemozione:

Cerasa A. Emozione e motivazione

I fisiologi si sono accorti che esistono vari livelli di attivazione del comportamento e che lemozione non altro che una forma di comportamento. Da quando gli psicologi si sono messi a studiare le reazioni dellorganismo (sistema nervoso autonomo: respirazione, battito del sangue, riflesso psicogalvanico, livelli di globuli bianchi) si scoperto che tali reazioni si instaurano prima che il soggetto provi unemozione: I fisiologi si sono accorti che esistono vari livelli di attivazione del comportamento e che lemozione non altro che una forma di comportamento. Un perfetta unione tra fisiologia e psicologia si ha con la teoria di Lazarus (1980): Le Emozioni sono come stati organizzativi e complessi che consistono in valutazioni cognitive, impulsi di azione e reazione somatiche precise. Ciascuna qualit emotiva (ira, ansia, gioia) distinguibile per una diversa configurazione delle sue componenti. Secondo questa teoria, lemozione sorge dal modo in cui lindividuo costruisce lesito , concreto o immaginario, di un rapporto con lambiente. Sotto questo punto di vista gli esseri umani sono la specie pi emotiva della terra, per via della loro abilit nel fornirsi di processi cognitivi simbolici e complessi che consentono loro di operare delle fini distinzione. Apprendimento, memoria, pensiero sono gli aspetti causali chiave della risposta emozionale.. Molte volte siamo portati ad emozionarci non perch proviamo quel sentimento, ma perch abbiamo appresso a farlo. ONTOGENESI DELLE EMOZIONI Secondo Watson (1920, comportamentista) gli stati emotivi gi presenti allepoca neonatale sono: PAURA (espressa con pianto,con distorsione dei lineamenti facciali e con tremore) in seguito a stimoli come la caduta o ad un rumore improvviso (stimoli neutri) . IRA: (espressa con grida, arresti del respiro, rossore), quando il bambino viene tenuto forzatamente immobilizzato. AMORE (atteggiamento sereno e sorridente), se gli si accarezzano le labbra o altre zone erogene. Questa teoria fu molto contestata, perch non tutti riconoscevano nel bambino quelle emozioni: Eccitazione generalizzata. IL problema delle emozioni nel bambino sta nel capire quale stimolo le ha provocate (oltre alle motivazioni primarie): DOLORE o PIACERE (Comportamentismo). .Il bambino avr paura del fuoco perch ha provato dolore. Questo schema comportamentale di apprendimento semplice, secondo i comportamentisti, dimostrerebbe che la teoria del condizionamento valida anche per le paure. Dato che possibile far apprendere ad un bambino (ma anche ad un adulto) ad avere paura di uno stimolo neutro  meccanismo alla base della creazione di fobie. ESPERIMENTO DI WATSON

Cerasa A. Emozione e motivazione

SISTEMA LIMBICO

Lesioni dellamigdala producono disturbi sessuali

Cerasa A. Emozione e motivazione

ALCUNE TEORIE SULLEMOZIONE Le Doux (1994)

Le Espressioni facciali sono universali? Secondo Ekman s. Il metodo di studiare questo argomento era quello di riportare su fogli le immagini che riportano alcune espressioni emotive (rabbia, tristezza) mimate da attori professionisti. Queste immagini venivano fatte vedere a varie popolazioni per constatare se la valutazione del significato emotivo fosse lo stesso. Questo metodo non perfetto. Migliore la definizione e lo studio delle espressioni facciali di persone facenti parte di culture diverse, registrate in condizioni sperimentali di stress. Quindi si valuta la loro espressivit emotiva, piuttosto che il giudizio verbale su di una emozione. LE NEUROSCIENZE

Cerasa A. Emozione e motivazione

3.2 MOTIVAZIONE

Con il termine MOTIVAZIONE si vuole indicare la causa o il motivo di unazione.

Razionalisti Hobbes

Darwin

Homo Homini Lupus


I primi psicologi (Wundt) non prendevano neanche in considerazione il concetto di motivazione.
I primi a prendere in considerazione questo aspetto e a svilupparlo furono gli Psicoanalisti: Ogni azione determinata da energie inconscie, le quali spingono ad indirizzare il comportamento e a soddisfare i bisogni primari.

Il modello Idraulico di Freud: il ripristino dellequilibrio energetico-mentale consegue alla soddisfazione dei bisogni.

La motivazione un elemento fondamentale nello studio della psicopatologia. Gli istinti sono responsabili del pensiero. Per Freud il comportamento un risultato di energie concorrenti: un antagonismo indissolubile tra vita e morte, tra creazione e distruttivit.
La forza vitale (Eros) alla base dellautoconservazione La forza mortale (Thanatos) responsabile dellaggressivit e della distruttivit

Cerasa A. Emozione e motivazione

Rimozione-Sublimazione sono alcuni dei meccanismi attraverso cui lIo cerca di reagire alla forza e alla direzione delle pulsioni che dallinconscio (Es) premono per avere soddisfazione. Nella letteratura sulle motivazione c un grande difficolt nel districarsi tra termologie spesse volte confuse e di dominio filosofico. Istinti, Pulsioni sono utilizzati come sinonimi da alcuni e come termini antitetici da altri.
Secondo la teoria Etologica per Istinto si intende uno schema comportamentale ereditato con successione temporale difficilmente modificabile Per la Psicoanalisi per pulsioni si intende invece quella forza propulsiva, processo dinamico consistente in una spinta che fa tendere lorganismo verso una meta.

Basi psicofisiologiche Le cause del comportamento devono essere ricondotte ad una complessa interazione tra stimoli esterni ed interni. Nella psicologia sperimentale si cerca di studiare i meccanismi attraverso i quali si sviluppa si forma il pensiero. Ma difficile il controllare variabili come quelle motivazionali. Prima di studiare un determinato processo mentale bisogna quindi controllare e aver ben presente quali sono o possono essere i meccanismi motivazionali che si possono mettere in azione durante questo compito. I centri di controllo motivazionali possono intervenire durante un compito motorio ed eccitare o inibire un determinato comportamento che esternamente viene catalogato come deficit, ma in realt rappresenta altro. Il primo a proporre una valida teoria della basi psicofisiologiche della motivazione Morgan (19431957): una motivazione deve essere considerata come uno stato di attivit di un certo numero di centri e vie del SNC. Tale stato motivazionale centrale che coinvolge specifici circuiti frutto di una serie di stimoli interni ed esterni e predispone lorganismo a rispondere a certi stimoli e non ad altri. A livelli alti questo stato pu portare a modifiche pesanti a carico del sistema motorio (pulsioni sessuali). Queste vie fisiologiche si trovano nel mesencefalo e nel tronco encefalico, ma i centri principali si trovano nellipotalamo. Lidsley (1960) propone una teoria pi completa ed stato il primo che si sia anche interessato al problema di come gli stati motivazionali centrali diano origine a comportamenti appropriati.
Gli stati motivazionali hanno due aspetti:

a) Aumento dellattenzione e dellattivit

b) Focalizzazione dellattenzione su aspetti dellambiente che sono in relazione con la particolare motivazione in gioco.

MOTIVAZIONI PRIMARIE: FAME Lesione dei nuclei ventromediali dellipotalamo provoca obesit. Lesioni dei nuclei laterali provocano il comportamento opposto.
Centro della saziet Centro della fame

Ma ben presto si incominci a vedere che la fame non fosse un comportamento assestante ma che poteva essere regolato da altre motivazione pi complesse.
RICOMPENSA

Cerasa A. Emozione e motivazione

Se un mio determinato comportamento porta ad una ricompensa positiva allora rinforzer quel comportamento che mi porter ad avere pi fame. Ma se un determinato comportamento viene punito, allora subentrer la sensazione di saziet. C qualcosa di pi grande e forte che regola i centri di fame e saziet. Con il sistema di autostimolazione delle regioni limbiche si dimostrato che queste hanno valore di ricompensa o punizione per il ratto. (slegata quindi da qualsiasi bisogno fisiologico) I soggetti hanno la possibilit di far passare una scarica elettrico attraverso un elettrodo in un preciso punto del cervello abbassando una levetta. Quando lelettrodo si trova nel centro del piacere vediamo i ratti abbassare la levetta centinaia di volte. Quando lelettrodo si trova nel centro del dolore imparano subito a compiere determinate azioni che interrompono il passaggio di corrente.

Leffetto di ricompensa sembra legato allo stato motivazionale. Gli animali si autostimolano di pi se hanno fame. Secondo Karli a livello ipotalamico linformazione sensoriale assume capacit motivanti secondo modalit connesse allo stato fisiologico dellorganismo. Il sistema limbico possiede la capacit di modulare lattivit ipotalamica. Il comportamento e le motivazioni cognitive Oltre alle motivazioni primarie esistono altre che non dipendono da bisogni fisiologici apparenti ma che sono invece pi complesse. MOTIVAZIONE COGNITIVA Che consiste nella ricerca di stimoli esterni atti allinterazione dellanimale con lambiente. Il bisogno di questi stimoli non passa attraverso levitamento di stimoli nocivi e piacevoli, ma solo verso la possibilit di avere nuove relazioni con oggetti o persone, senza il bisogno di ricompensa. Le motivazioni primarie sono molto influenzate dalla ricompensa (ratti-amigdala) Mentre la motivazione cognitiva NO! Il comportamento e le motivazioni sociali primarie Lo stabilire relazioni sociali una caratteristica comune a quasi tutte le specie animali. Gli elementi fondamentali che caratterizzano lambiente culturale sociogenetico sono le figure parentali, i coetanei della stesse specie e le stimolazioni visive, acustiche ed olfattive che lasciano una traccia indelebile nel comportamento dellindividuo.

Cerasa A. Emozione e motivazione

Gli stimoli caratteristici di queste figure vengono appresi ed assimilati in tenera et in due modi diversi.

In specifici periodi dello sviluppo essi hanno la possibilit di stampare (Imprinting) le loro caratteristiche che poi si manifesteranno nel comportamento dellindividuo

Il 2, socializzazione secondaria, dipende dallapprendimento che avviene in periodi non critici dello sviluppo*.

IMPRINTING: questo comportamento fu evidenziato dagli studi etologici sugli uccelli appena usciti dalluovo e consistenti nellattaccarsi ai genitori o a loro sostituti. Una caratteristica di tale comportamento che la fissazione sulloggetto pu avvenire in un breve periodo di tempo della vita dellanimale. Il periodo critico.

In questo esperimento stato misurato la forza dellimprinting. La quale non dipende solo dalla durata del processo ma anche dallo sforzo esercitato dallanimale nel seguire loggetto.

IMPRINTING ed ESPERIENZE PRECEDENTI


In questo esperimento alcune scimmie venivano fatte nascere e allevate senza madre. Il latte gli veniva dato a met di loro dalla mamma di ferro e allaltra met dalla madre di stoffa. Lo scopo era quello di verificare se lattaccamento dipendeva da chi avesse dato la nutrizione. Ci che si dimostr che le scimmie successivamente si dirigevano verso la madre di stoffa restando sempre attaccati. Indipendentemente da chi le aveva precedentemente nutrite. Anche quando venivano spaventate.