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Italia Saudita

L'industria petrolifera italiana, che ha da poco compiuto 100 anni, sembra vivere una seconda giovinezza. Secondo i petrolieri, il rilancio degli investimenti petroliferi in Italia la risposta concreta e sostenibile all'ascesa dei prezzi del petrolio. Eppure la produzione italiana di petrolio attualmente di circa 5,4 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), provenienti per l82% da pozzi a terra e per il 18% da giacimenti a mare, e che rappresenta circa il 7% del fabbisogno nazionale. Questo dovrebbe bastare a dissuadere i fautori dell'Italia saudita. Eppure con l'attuale impennata delle quotazioni del barile, la soglia critica, sotto la quale i costi gestionali supererebbero gli introiti dovuti all'estrazione, muta ogni giorno e diviene il fattore principale per la crescita dell'attivit estrattiva in Italia. In Italia la febbre del petrolio ha contagiato piccoli imprenditori e grandi compagnie, al punto che nel 2006 sono stati aperti 49 nuovi pozzi petroliferi, che si sono aggiunti ai quasi 7000 gi attivi. La cordata petrolifera italiana pare sostenuta dall'alto: il Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani ha recentemente sostenuto che "la valorizzazione delle risorse del sottosuolo italiano, in particolare per le attivit di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi rappresenta un'importante occasione per promuovere lo sviluppo anche delle comunit locali e, al contempo, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, la ricerca tecnologica e l'occupazione, nel rispetto dei vincoli e della tutela ambientale". Le associazioni civili ed ambientali si mobilitano nei comuni in cui sono state concesse le estrazioni, la paura riguarda la salute e l'ambiente. In Italia, ci sono numerosi precedenti che motivano tali timori, dalla raffineria di Falconara, teatro di numerosi incidenti, all'inquinamento da mercurio a Priolo, sede di un polo petrolchimico di raffineria, all'arretramento della costa di 40 metri in alcune zone Joniche, agli incidenti ambientali della Val d'Agri, fragile riserva naturale, fino all'aumento dell'incidenza di malattie oncologiche registrate a Crotone. Inoltre, le ricadute occupazionali sul territorio non rispettano mai le previsioni. Il progetto fotografico si propone di investigare visivamente diverse realt del petrolio italiano, identificandone gli elementi paesaggistici (dalle piattaforme off shore ai piccoli pozzi del nord Italia, fino alle grandi realt della Val d'Agri e di Tempa Rossa in Basilicata, alle raffinerie pi importanti), quelli sociali ed ambientali (le problematiche di impatto ecologico e sociale). Il progetto si propone come primo lavoro completo sulla realt petrolifera italiana. Da nord a sud visiteremo 4 differenti realta estrattive: centro-nord (Trecate, Novi di modena), Basilicata (Val dAgri, Tempa Rossa), gli impianti siciliani di Gela e Ragusa,

una piattaforma off shore in Adriatico o Mar Jonio. Inoltre, ci concentreremo sulla ricaduta positiva o negativa sulla popolazione che vive in prossimita degli impianti.

Italia Saudita
Storyboard
1. CENTRO NORD Il centro estrattivo italiano degli anni 90 Trecate, in provincia di Novara. 6 pozzi attivi; produce un petrolio molto pregiato. Novi di Modena. 8 pozzi attivi, unico posto dove si vedono le pompe a cavallino. Lungo il fiume Secchia. Sannazaro, in provincia di Pavia. La raffineria pi grande dellENI,1km x 2km. Piccole realt estrattive: Modena, Maurizio Turchi proprietario di una lavanderia industriale e gestore di un campo grande come un giardinetto. Possibili fotografie: strutture, operai, direttore, oleodotti, , ricerca, ricercatori, uffici monitoraggio; ambiente: paesaggi industriali, comitato ambientalista locale.

2. BASILICATA Il futuro del petrolio italiano Val DAgri: il pi grosso giacimento continentale dEuropa. Parco naturale dai confini mobili che si spostano quando trovano un nuovo pozzo. Tempa Rossa: secondo giacimento lucano, appartiene alla Total/Esso/Shell. Interventi di rimboschimento e rinaturazione delle zone interessate Possibili fotografie: spopolamento, immigrazione, mobilit contrattuale, problemi di subsidenza legati allestrazione, vinicultura, agricoltura. Oleodotto di 136 km che passa attraverso i campi con problemi di inquinamento. Centro Olii.

3. SICILIA Dove nasce lENI Gela: impianto petrolchimico, boom ENI, problematiche sociali legate alla fine dellindustria estrattiva, ex-operai, complessi edlizi popolari, alto tasso di presenza di tumori. Val di Noto-Ragusa: zona patrimonio dellUnesco, comitato contro le trivellazioni, nuovi pozzi della Panther Resources. Triangolo Augusta-Priolo-Melilli: zona con il pi alto numero di raffinerie dEuropa, incremento della mortalit per cancro, inquinamento del mare, associazione genitori di bimbi malformati, Don Prisutto e Casa Comune di Augusta che si battono contro linquinamento.

4. OFF-SHORE I microcosmi delle piattaforme estrattive Possibili fotografie: piattaforma petrolifera del mare Adriatico, riprese dallesterno ed interno, ritratti dei tecnici, paesaggi.

PREVENTIVO SPESE
piattaforma -3ggAdriatico spostamento pernottamenti 100 90

impianti centro nord -6ggPavia / S.nazzaro (raffineria) spostamento Trecate (pozzo) spostamenti Novi di Modena(pozzo) spostamenti inclusi sopra pernottamenti

100 30 0 180

Basilicata -7ggVal d'agri spostamenti pernottamenti

250 210

Sicilia -10ggRagusa, Gela, triangolo Augusta-Priolo-Melilli aereo Firenze-Catania a/r noleggio macchina pernottamenti

170 350 300

pasti rulli + sviluppi montaggio multimedia

750 620 500

TOT 3650