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LE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA GOVERNANCE DELLE POLITICHE GIOVANILI IN LOMBARDIA 2012-2015 Mini guida alla lettura

Presentazione .................................................................................................................................................... 2 La definizione di Politiche Giovanili................................................................................................................ 2 Le parole chiave ................................................................................................................................................. 2 Cosa prevedono le linee di indirizzo? ................................................................................................................ 3 I soggetti della programmazione................................................................................................................... 3 Territorio di riferimento ................................................................................................................................. 3 Strumenti di programmazione....................................................................................................................... 3 Obiettivi ......................................................................................................................................................... 4 Questione di metodo ......................................................................................................................................... 5 La traduzione operativa:dalle linee di indirizzo, alla programmazione locale, ai piani di lavoro annuali ......... 5 Il sistema delle risorse ....................................................................................................................................... 6 Quale supporto regionale? ................................................................................................................................ 6 Risorse economiche ....................................................................................................................................... 6 Sostenere i cambiamenti ............................................................................................................................... 6

Presentazione
Il 16 novembre scorso, con la dgr n.2508, Regione Lombardia ha approvato le linee di indirizzo che definiscono un modello di governance per le politiche giovanili per la IX Legislatura. Le linee rappresentano lesito di un percorso maturato a seguito delle esperienze realizzate nellambito dellAccordo di Programma Quadro Nuova Generazione di idee e dei processi di monitoraggio effettuati , che hanno evidenziato la necessit e lopportunit di rendere le politiche giovanili un sistema stabile, riconoscibile, da valorizzare allinterno di un modello di governance e di un metodo di programmazione, ponendo un forte accento sullaspetto territoriale . In questo particolare momento, in cui la crisi sta incidendo sulle prospettive dei giovani, diventa indispensabile rileggere le modalit di risposta sinora adottate e diventa ancora pi importante parlare di reti e di modelli capaci di tenere insieme e di aggregare pensieri e risorse, di sostenere innovazione di strategie, contribuendo a rimettere al centro delle agende il tema giovani. Da qui la definizione di linee di indirizzo orientate ad una governance fondata sullintegrazione programmatoria, tematica, territoriale e istituzionale, in unottica di responsabilit anche economica e di valorizzazione/ottimizzazione delle azioni. Per questo le linee individuano percorsi da realizzare capitalizzando le esperienze e il patrimonio di competenze di cui il territorio portatore, investendo non su nuovi strumenti di programmazione, ma valorizzando e integrando quelli esistenti, riconoscendo al contempo la specificit e lautonomia locale. Un sistema sperimentale, che Regione Lombardia sosterr sia con processi di accompagnamento, sia con lindividuazione di risorse che intendono avere un effetto leva per generare innovazione.

La definizione di Politiche Giovanili


Ai fini delle linee di indirizzo, le politiche giovanili si definiscono come il sistema di obiettivi, interventi ed azioni che hanno la finalit generale di offrire ai giovani opportunit e percorsi verso ladultit, intesa come condizione di maggiore autonomia, consapevolezza e status di cittadinanza attiva. Secondo questa accezione, le politiche giovanili pongono laccento da un lato sui destinatari, individuati in una precisa fascia di popolazione di norma in et compresa tra i 14-30 anni e comunque non superiore ai 35 anni con particolare riferimento gli ambiti di intervento finalizzati in particolare alla promozione dell autonomia (casa, impreditorialit, occupazione) - dallaltro sui processi e sugli interventi che consentono la transizione alla vita adulta, la partecipazione alla vita locale e lacquisizione di adeguate competenze personali e sociali.

Le parole chiave
Sussidiariet, attraverso il riconoscimento dei diversi ruoli istituzionali, valorizzando il ruolo del territorio e dei Comuni, rinforzando lo sviluppo di reti tra istituzioni locali, privato sociale e organismi rappresentativi della societ civile; Integrazione tra programmazione regionale e programmazione locale intercettano la popolazione giovanile; e tra politiche di settore che

Responsabilit, attraverso lo sviluppo di una cooperazione strutturata e un coordinamento tra i diversi soggetti che si occupano delle politiche per i giovani, per attuare soluzioni concrete in risposta alle aspirazioni dei giovani; Coerenza, privilegiando una visione integrata e sistemica delle diverse politiche che attengono ai giovani e dei diversi livelli dintervento; Partecipazione, attraverso la promozione della partecipazione attiva dei giovani alle decisioni che li riguardano e, in linea generale, alla vita della loro collettivit;

Semplificazione del processo programmatorio che, pur nella sua necessaria articolazione, non dovr originare sovrapposizioni, valorizzando gli strumenti gi disponibili, concorrendo allobiettivo di integrazione.

Cosa prevedono le linee di indirizzo? Come per tutti i modelli di governance, le linee individuano ruoli dei soggetti coinvolti, territori di riferimento, obiettivi da perseguire. I soggetti della programmazione
In questo disegno, tutti i soggetti della sussidiariet sono chiamati a svolgere un ruolo: Regione, con funzioni di programmazione, indirizzo, accompagnamento alla realizzazione del modello di governance, sostenendo anche economicamente programmazioni e piani di azioni locali per le politiche giovanili;monitoraggio, verifica e controllo, sviluppo di azioni di sistema Province, con funzioni di supporto al raccordo e coordinamento a livello intermedio, anche mettendo a disposizione il grande patrimonio di dati e di esperienze maturate nellambito delle politiche giovanili Comuni, in forma associata, a cui riconosciuta la titolarit della programmazione, progettazione e gestione locale, in partenariato e forte integrazione con i soggetti del privato sociale Soggetti della sussidiariet orizzontale, quali organismi di rappresentanza delle formazioni sociali, con particolare rilievo alla rappresentativit e allassociazionismo dei giovani, garantendo il loro apporto nella programmazione e nella realizzazione dei diversi interventi e servizi.

Territorio di riferimento
Considerato che la realt lombarda costituita per la maggior da piccoli comuni e che la recente normativa nazionale ha radicalmente modificato il processo di passaggio alla gestione associata obbligatoria, si individua come territorio ottimale per la programmazione locale e per la gestione degli interventi quello Comuni Associati, confermando in tal modo lorientamento regionale gi indicato dalla l.r. 19/2008 Riordino delle comunit montane e sostegno allesercizio di funzioni e servizi comunali. Per lo specifico delle politiche giovani, la forma indicata quella dei Comuni associati nellambito distrettuale o loro forma aggregata. Ci comporta il vantaggio di un organismo politico decisore lAssemblea distrettuale dei Sindaci gi deputato ad ampie funzioni di governo del territorio. Possono essere previste altre forme di aggregazione, anche su area vasta, purch realmente sostenibili in termini di accordi e convergenze reali e fattive e purch coerenti con forme associative previste dal Capo V del TU n. 267/2000 o con quanto previsto dalla lr. 19/2008.

Strumenti di programmazione
Lanalisi dellesistente ha messo in evidenza che esiste gi una pluralit di strumenti che interfacciano la popolazione giovanile che, proprio per la caratteristica di trasversalit, intercetta diversi settori di intervento, dalle politiche per il lavoro e loccupazione, alle politiche per la casa; dalle politiche per listruzione e la formazione a quelle per il tempo libero. Per questo strumenti di programmazione quali: Piani di Zona Piani di Governo del territorio Patti Territoriali per loccupazione Piani dei tempi e degli orari

Piani Integrati Locali degli interventi di promozione della salute Piani del diritto allo studio

solo per citarne alcuni, rappresentano gi strumenti adeguati in cui inserire, in funzione degli obiettivi, i piani di intervento per le politiche giovanili. Lo strumento di programmazione individuato per lattuazione delle politiche giovanili in ambito locale, dovr trovare legittimit giuridica nella sottoscrizione di uno specifico accordo, o altro idoneo strumento giuridico, in cui gli enti locali e i soggetti con ruolo attivo nello sviluppo degli interventi, si impegnano rispetto a responsabilit condivise. Latto di sottoscrizione dovr anche indicare un Ente capofila, da individuarsi in un Comune o forma associata di Comuni di diritto pubblico. Solo laddove non sia presente uno strumento di governance in cui inserire le politiche giovanili potranno essere attivati e formalizzati specifici accordi a livello territoriale, che garantiscano aggregazione di Comuni, partnership pubblico-privato e una regia da parte di un Comune capofila. Rimane confermato che, in una prospettiva di politiche giovanili come politiche di sistema, i diversi strumenti dovranno essere tra loro sempre pi coordinati, in modo da assicurare, per filoni di intervento che perseguono le stesse finalit, una riduzione della frammentazione e una maggiore incisivit. Dal punto di vista metodologico, merita un particolare riferimento, per le sue caratteristiche, lo strumento della coprogettazione, una tra le modalit pi innovative che l'Ente Pubblico ha oggi a disposizione e che si afferma come strumento potenzialmente capace di innovare sensibilmente anche le forme di rapporto pi consolidate, in quanto il soggetto del terzo settore coinvolto nellattuazione dei progetti non opera in termini di mero erogatore di servizi , ma chiamato ad assumere un ruolo attivo, rischiando risorse proprie e proponendo soluzioni progettuali.

Obiettivi
In una prospettiva di raccordo tra programmazione strategica regionale e programmazione locale, le linee di indirizzo individuano due livelli di obiettivi fra loro integrati: - Obiettivi a regia regionale , che potranno costituire una sperimentazione per interventi caratterizzati da innovazione (di contenuto e/o di metodo) e da integrazione/sinergie interdirezionali e con soggetti esterni; - Obiettivi territoriali coerenti con il quadro degli indirizzi regionali e sensibili ai contesti e ai bisogni locali, ma al contempo in grado di promuovere opportunit per i giovani sullintero territorio regionale Per entrambi i livelli, gli obiettivi riguardano: Promozione di competenze alla vita apprese in ambiti complementari ai sistemi di educazione e formazione tradizionali (aggregazione, turismo giovanile; scambi internazionali/interculturali; sport; stili di vita e promozione della salute; prevenzione del disagio in chiave promozionale dei fattori protettivi); Responsabilit, partecipazione e cittadinanza attiva in una dimensione di costruzione e sviluppo del senso di comunit : associazionismo, volontariato, servizio civile Promozione dellautonomia e della transizione alla vita adulta: formazione, occupazione, imprenditoria, politiche abitative Sviluppo della creativit : percorsi in ambito artistico-espressivo, creativit e impresa, espressivit e valorizzazione dei talenti

Sia per il livello di programmazione regionale che locale sono inoltre individuati obiettivi che fanno riferimento ad Azioni di sistema e di innovazione delle politiche giovanili

Ogni territorio , nella dimensione di Comuni Associati, sulla base delle caratteristiche locali e della lettura dei bisogni della popolazione giovanile, potr definire gli obiettivi da sviluppare pi aderenti alla propria specificit.

Questione di metodo
Quello che importante adottare, anche per lo sviluppo delle politiche giovanili, il concetto di programmazione applicato al metodo della costruzione di un planning territoriale, da considerarsi a tutti gli effetti un opportunit strategica, perch attraverso il planning territoriale che si potr non solo conoscere i bisogni del territorio, ma soprattutto creare processi di inclusione politicadei diversi soggetti nelle scelte che si intenderanno fare peri propri giovani. E in questo modo che pensiamo si possa raggiungere una reale integrazione, ottimizzando lesistente ed evitando ulteriori appesantimenti, anche amministrativi.

La traduzione operativa:dalle linee di indirizzo, alla programmazione locale, ai piani di lavoro annuali
A livello territoriale, le politiche giovanili dovranno tradursi in obiettivi, strategie e azioni inserite in strumenti di programmazione e in piani attuativi annuali, in modo da coniugare flessibilit e necessit di risposte strategiche che tengano conto del medio periodo. Nei primi mesi del 2012 Regione Lombardia determiner le modalit di presentazione dei piani annuali che potranno essere,previa valutazione, oggetto di cofinanziamento regionale.

Il sistema delle risorse


Al fine di sostenere la programmazione locale in materia di politiche giovanili verranno individuate, nellambito del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, risorse specificatamente destinate a integrare, sotto il profilo economico, lattuazione delle linee di indirizzo. Il cofinanziamento regionale, che intende avere un effetto leva per generare innovazione, si colloca allinterno di un disegno di governance territoriale che deve essere anche forma di coordinamento per lallocazione delle risorse. Pertanto, le risorse regionali che si renderanno disponibili, compatibilmente con le assegnazioni statali, concorreranno in una logica di budget unico alla realizzazione di obiettivi e azioni definiti allinterno di uno strumento di programmazione locale che coinvolga l a partnership pubblicoprivato. Il cofinanziamento regionale non riguarder singoli progetti, ma programmi condivisi dai partner territoriali, coerentemente con politiche giovanili che devono costituire programmi e processi di sviluppo locale. Lattribuzione delle risorse regionali verr effettuata allEnte capofila dellaccordo in cui si inseriscono la programmazione e il piano di lavoro annuale relativi agli obiettivi che si intendono perseguire per le politiche giovanili,coerentemente con le priorit locali. Considerato il carattere sperimentale delle linee di indirizzo, sar previsto un meccanismo di valutazione delle richiesta di cofinanziamento che perverranno secondo le modalit definite con atto successivo dalla competente Direzione Regionale.

Quale supporto regionale? Risorse economiche


Al fine di sostenere la programmazione locale in materia di politiche giovanili sono state infatti individuate specifiche risorse nellambito del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, risorse speci ficatamente destinate a integrare, sotto il profilo economico, lattuazione delle linee di indirizzo. Per il biennio 20122013, a carattere sperimentale, stata individuata una quota pari a 2.430. 000,00 integrabili con

ulteriori 1.800.000,00. I meccanismi di riparto delle risorse disponibili, le modalit di valutazione delle richiesta di cofinanziamento che perverranno e le modalit di assegnazione delle risorse saranno definite anche a seguito di confronto con i soggetti del Tavolo Permanente per le Politiche Giovanili; lorientamento comunque quello di garantire almeno una sperimentazione di governance su ogni territorio provinciale, con caratteristiche di innovazione e di concreta possibilit di contaminazione in altri contesti territoriali e purch coerente con il modello indicato nelle linee di indirizzo. Sostenere i cambiamenti Ogni nuovo modello comporta una serie di cambiamenti negli approcci e nelle modalit organizzative e
operative.Per questo, per essere realmente sperimentati e applicati, i processi richiedono di essere accompagnati con modalit che consentano una co-costruzione e una reciproca, continua, valutazione dei processi. e per questo, gi a partire dal mese di dicembre, la Direzione sosterr la diffusione e lapplicazione delle linee di indirizzo con azioni di informazione, sensibilizzazione, confronto diretto e virtuale con il sistema degli enti e degli operatori, anche attraverso la creazione di reti professionali e modelli di comunicazione che garantiscano lincremento e larticolazione continua della rete, la costruzione di relazioni, la condivisione di soluzioni e conoscenze visibili e accessibili.