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TIPOLOGIA B

AMBITO STORICO POLITICO


A cura di Giorgio BRANDONE
ARGOMENTO: Giovanni Giolitti: metodi di governo e programmi politici. DOCUMENTI "La via della reazione sarebbe fatale alle nostre istituzioni, appunto perch le porrebbe al servizio degli interessi di una esigua minoranza, e spingerebbe contro di esse le forze pi vive e irresistibili della societ moderna, cio l'interesse delle classi pi numerose e il sentimento degli uomini pi colti. Esclusa la convenienza, anzi la possibilit, di un programma reazionario, resta come unica via, per scongiurare i pericoli della situazione attuale, il programma liberale, che si propone di togliere, per quanto possibile, le cause del malcontento, con un profondo e radicale mutamento di indirizzo tanto nei metodi di governo, quanto nella legislazione. I metodi di governo hanno capitale importanza, perch a poco giovano le ottime leggi se sono male applicate.[...] Nel campo politico poi vi un punto essenziale, e di vera attualit, nel quale i metodi di governo hanno urgente bisogno di essere mutati. Da noi si confonde la forza del governo con la violenza, e si considera governo forte quello che al primo stormire di fronda proclama lo stato d'assedio, sospende la giustizia ordinaria, istituisce tribunali militari e calpesta tutte le franchigie costituzionali. Questa invece non la forza, ma debolezza della peggiore specie, debolezza giunta a tal punto da far perdere la visione esatta delle cose." G. GIOLITTI, Discorso agli elettori del collegio di Dronero, Busca, 20 ottobre 1899 (in Giolitti, "Discorsi extraparlamentari", Torino, 1952). "[La] importante e svariata opera legislativa, amministrativa e associativa [di Giolitti] era resa possibile dalla fioritura economica che si osservava dappertutto nel paese, e che, quantunque rispondesse a un periodo di generale prosperit dell'economia mondiale e fosse aiutata dall'afflusso degli esuberanti capitali stranieri in Italia, aveva, dentro questo quadro, un particolare rilievo, perch, come i tecnici notavano, nessun altro paese di Europa compiva, in quel tempo, progressi tanto rapidi ed estesi quanto l'Italia." B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Laterza, Bari, 1939. "La tattica dell'onorevole Giolitti stata sempre quella di far la politica conservatrice per mezzo dei condottieri dei partiti democratici: sia lusingandoli e addomesticandoli per via di attenzioni individuali (siamo arrivati gi alle nomine senatoriali) sia, quando si tratti di uomini personalmente disinteressati, come Turati e Bissolati, conquistandoli con riforme le quali non intacchino seriamente gli interessi economici e politici dei gruppi dominanti nel governo. [...] Giolitti miglior o peggior i costumi elettorali in Italia? La risposta non dubbia per chi voglia giudicare senza le traveggole dell'amicizia. Li trov e li lasci nell'Italia settentrionale quali si andavano via via migliorando. Li trov cattivi e li lasci peggiori, nell'Italia meridionale." G. SALVEMINI, Il ministro della malavita e altri scritti sull'Italia giolittiana , Feltrinelli, Milano, 1962. "Giolitti afferm che le questioni sociali erano ora pi importanti di quelle politiche e che sarebbero state esse in avvenire a differenziare i vari gruppi politici gli uni dagli altri. [...] Egli avanz pure la teoria del tutto nuova che i sindacati dovevano essere benvenuti come una valvola di sicurezza contro le agitazioni sociali, in quanto le forze organizzate erano meno pericolose di quelle

AMBITO SOCIO-ECONOMICO
A cura di Ileana ZEPPETELLA Argomento: Il problema della liberazione della donna Documento n. 1 La donna pur sempre la sacerdotessa del focolare e questo la sua fortezza, il suo incontrastato reame. Dalla mattina alla sera essa si occupa senza posa dellordine della sua casa, e presta a suo marito laiuto pi fedele andando e venendo intorno a lui, mentre egli lavora, e accomodando ogni cosa perch egli sia felice e contento. Grazie a lei, egli pu lavorare senza essere scomodato dalle cure interne della famiglia, che potrebbero distogliere il suo pensiero da scopi pi elevati e da ambizioni pi nobili. (dal periodico La donna, anno I, n. 23, dicembre 1905, p. 25) Documento n. 2 Si spesso notato che a partire dalla pubert, la fanciulla perde terreno nel campo intellettuale e artistico. Ci sono molte ragioni per cui questo accade. Una delle pi diffuse che ladolescente non trova intorno s gli incoraggiamenti che vanno ai suoi fratelli; al contrario si vuole che lei sia anche una donna ed quindi costretta a unire il peso del lavoro professionale a quello che implica la sua professionalit. [...] I lavori di casa o le fatiche mondane che la madre non esita a imporre alla studentessa, allapprendista, finiscono per stancarla troppo. [...] La madre ... sordamente ostile alla libert della figlia e, pi o meno palesemente, fa di tutto per tormentarla, mentre si rispetta lo sforzo che fa ladolescente per diventare uomo e gi gli viene concessa una grande libert. [...] I costumi rendono difficile lindipendenza femminile. Quando passeggiano sono guardate, avvicinate. Conosco ragazze che, pur non essendo timide, non provano nessun piacere a passeggiare sole per Parigi perch sono continuamente importunate e devono restare sempre sul chi vive: ci finisce per guastare ogni piacere. Le studentesse che vanno allegramente per le strade come gli studenti danno spettacolo..... La noncuranza diventa subito mancanza di contegno; il controllo cui la donna obbligata e che diventa una seconda natura nella fanciulla bene educata rovina la spontaneit; lesuberanza vitale ne risente. Da ci risulta tensione e noia. E la noia comunicativa; le ragazze si stancano presto le une delle altre; non si attaccano reciprocamente alla loro prigione: questa una delle ragioni che rende tanto necessaria la compagnia dei maschi. L'incapacit di bastare a se stesse genera una timidezza che si estende a tutta la loro vita e si riflette anche nel lavoro. Pensano che i successi clamorosi siano riservati ai maschi; non osano mirare troppo in alto. [...] la ragione profonda di tale disfattismo che ladolescente [donna] non si considera responsabile del proprio avvenire; giudica inutile pretendere troppo da se stessa perch in definitiva non toccher a lei

decidere il proprio destini. Diremo dunque che la donna non si dedica alluomo perch si sente inferiore a lui, ma essendogli dedicata, nellaccettare lidea della propria inferiorit, la costituisce. (Simone De Beauvoir Il secondo sesso, Firenze, Il Saggiatore 1961 (I edizione francese 1949), II Lesperienza vissuta, pp. 79-81). Documento n. 3 Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei il vuoto ad ogni gradino. Anche cos stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, n pi mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realt sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non gi perch con quattrocchi forse si vede di pi. Con te le ho scese perch sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. (Eugenio Montale, Satura 1962 - 1970, in Lopera in versi, Torino, Einaudi, 1980, p. 301 (prima edizione di Satura 1971). [n.d.r.] Il poeta si rivolge alla moglie, ormai morta. Doveva guidarla nello scendere le scale perch era affetta da una grave miopia. Documento n. 4 Torino, gennaio Siamo con Cristina Siletto ... alla Fiat, nellufficio dove, da un anno, questo ingegnere vivace come uno scricciolo e tenace come lacciaio coordina il gruppo di lavoro che sta mettendo a punto Progetto 1999, lauto, cio, che sar lanciata nel 2005 e che dovrebbe essere lerede della Punto, uno dei prodotti incaricati di risollevare le sorti dellazienda torinese. Lincarico le ha fatto guadagnare il riconoscimento di Donna dellauto del 2002, assegnatole dal mensile Automobile News Europe, la Bibbia delle quattro ruote stampata a Londra.[...] Questa donna di 37 anni ... sembra avere le carte in regola per essere definita la donna che salver la Fiat. Scarpa appuntita e con il tacco a spillo, sguardo verde sotto il caschetto liscio dai bagliori rubino, la donna che salver la Fiat torinese al cento per cento (La mia famiglia lo da tre generazioni), single (Vivo con una gatta!), e nel tempo libero di dedica allo sport, soprattutto montagna e vela, alla cucina per gli amici e ai viaggi. [...] Da quando ho la responsabilit del Progetto 1999, sento di essermi trasformata in un mediatore, spiega, una specie di direttore dorchestra che passa le giornate ad ascoltare gli altri, sforzandosi di tenere insieme il lavoro e limpegno di tanti e puntando, sopra ogni cosa, ad armonizzarne i risultati. Il gruppo dei suoi pi stretti collaboratori fatto da almeno trenta persone, che sono, non dimentichiamolo, quasi tutti uomini. Nel team [squadra] allargato, poi, c almeno un altro centinaio di persone. Ma non si tratta solo di lavorare prevalentemente con uomini, in un contesto che, storicamente, sempre stato considerato roccaforte maschile. Si tratta di essere il capo di questo gruppo di tutti questi uomini. [...] Siletto tende a ridimensionare ... quella specie di miracolo che lessersi conquistata, lei donna, la fiducia di un team di trenta uomini. Ho cominciato a vivere da mosca bianca ai tempi del Politecnico, quando il rapporto tra donne e uomini al corso di Ingegneria elettronica era di una a trenta. In FIAT questo era solo il primo di tre aspetti che avrebbe potuto farmi circondare di diffidenza: ero donna; ero

un ingegnere elettronico invece che meccanico, a differenza di quasi tutti gli altri; ed ero giovane. Orribilmente giovane. Carriera, passione, riconoscimenti: per la donna che salver la Fiat tutto si intrecciato dentro i cancelli di corso Agnelli [sede della direzione dellazienda torinese, [37 anni] dove ling. Siletto cominci a lavorare del giorno della laurea, n.d.r.] (A Torino la chiamano Nostra Signora della Fiat , articolo di Rita Cenni, in Oggi, settimanale di politica, attualit e cultura, n. 3, 15 gennaio 2003, p. 44)

IL LAVORO DI PREPARAZIONE

Raccolta delle informazioni


(informazioni dedotte da indicazioni del dossier, note editoriali e testo dei vari documenti)

Documento n. 1 Tipo di documento: articolo di un giornale femminile. Fatti e concetti esposti: Nella societ italiana del primo Novecento solo i maschi - i mariti - possono avere scopi elevati e ambizioni nobili, comunque sempre pi elevati e pi nobili delle cure interne della famiglia, cio faccende domestiche ed educazione dei figli, lasciate a quella lavoratrice non pagata che la moglie. Contestualizzazioni e inferenze: siamo allinizio del 900: opportuno richiamare dal curricolo i dati pi rilevanti sulle condizioni economiche, sociali e politiche di quegli anni. chiaro che gli autori si rivolgono ad una fascia di lettrici borghesi: in primo luogo, solo le donne di quella condizione sapevano leggere, ed avevano il tempo per farlo e i soldi per comprare un giornale di intrattenimento; inoltre gli scopi pi elevati, e le ambizioni pi nobili si attribuiscono meglio a professori universitari, medici, deputati, alti burocrati e ufficiali, ecc. (professioni nobili). Documento n. 2 Tipo di documento: brano tratto da un saggio di carattere sociologico di considerevole ampiezza, come si deduce dalle note editoriali (titolo, sottotitolo, pagina di riferimento). Fatti e concetti esposti: Ladolescente maschio viene incoraggiato nel suo processo verso la maturit e lautonomia, mentre ladolescente femmina viene frenata e boicottata: 1. deve aggiungere ai compito del lavoro e\o dello studio quelli derivanti dal suo ruolo di donna in famiglia (lavori domestici, accudimento dei membri maschi e\0 bambini della famiglia; 2. deve subire controlli e limitazioni della sua libert; 3. deve scontrarsi con difficolt derivanti dalle abitudini sociali nei suoi tentativi di ritagliarsi spazi di autonomia (come uscire da sola o con altre donne, senza la presenza di maschi). 4. un suo contegno spontaneo e un abbandonarsi alla naturale esuberanza dellet viene colpito da una critica negativa (non una ragazza bene educata); 5. di conseguenza le donna sole, sentendosi esaminate e giudicate nei loro comportamenti, patiscono una situazione di tensione, provano disagio, non si divertono; 6. come essere in prigione (= sotto controllo), e alle prigioni non ci si affeziona. Perci le ragazze rinunciano ad ogni autonomia e cercano di evitare le compagnie di sole donne: la presenza dei maschi diviene necessaria; 7. si convincono di non sapere essere autonome, accettano la dipendenza sociale; la mancanza di fiducia in se stesse si riflette anche nel lavoro, dove pensano di doversi accontentare di posizioni modeste, in ogni caso di dover lasciare ai maschi i le funzioni di prestigio;

8. la conclusione la dipendenza sociale dalluomo: le dinamiche sociali inducono la donna a rinunciare allautonomia e a dedicarsi alluomo, di conseguenza la donna si sente, e alla fine inferiore a lui. Contestualizzazioni e inferenze: il saggio viene pubblicato in Francia alla fine degli anni Quaranta, cio nellimmediato dopoguerra: ci spiega la modernit dellanalisi sociale (un grande sconvolgimento di solito favorisce le idee progressiste) e nello stesso tempo il radicamento nellopinione comune dei pregiudizi rispetto alle donne (la societ non ha avuto tempo di mutare il proprio assetto rispetto agli anni procedenti la guerra). Lautrice del testo, la scrittrice francese Simone de Beauvoir (1908-1986), una presenza molto importante nella cultura francese del Novecento, e in particolare nel movimento per lemancipazione femminile. Il titolo Il secondo sesso, ha unevidente intenzione polemica. probabile che nellenciclopedia dello studente vi sia qualche informazione su Simone De Beauvoir che pu essere utile sia per meglio capire il testo, sia per la stesura dellelaborato. Documento n. 3 Tipo di documento: Si tratta del testo di una poesia di Montale, il massimo poeta italiano del Novecento e uno dei pi grandi della sua epoca. Ma qui si tratta non tanto di gustare la bellezza dei versi, quanto di leggerli come testimonianza di un rapporto di un uomo con la compagna della sua vita. Fatti e concetti esposti: i dati editoriali e la nota redazionale ci informano che lautore si rivolge alla propria moglie, ormai morta al momento della composizione, la quale, a causa di una forte miopia, doveva essere aiutata nello scendere le scale. Il poeta: 1. ricorda la sua abitudine di offrire il proprio braccio alla moglie nello scendere le scale, un gesto, ripetuto milioni di volte durante la loro vita comune; 2. dice il senso di mancanza (il vuoto ad ogni gradino) che prova per la perdita della moglie e la nostalgia di lei, che si traduce nellimpressione della brevit del loro vivere insieme (viaggio, metafora), nonostante che nelle realt abbiano convissuto molti anni (viaggio breve\lungo = metafora); 3. medita sulla propria vita che tuttora continua, ma in una dimensione pi raccolta: ha rinunciato a molti impegni e contatti col mondo esterno, in cui era assistito dalla moglie per tutte le incombenze pratiche; 4. ritorna sullimmagine iniziale di se stesso che aiuta la moglie nello scendere le scale, e ne rovescia il significato: solo nella banalit delle apparenze era lui a indirizzare il passo della moglie, ma in verit, nel profondo della vita interiore, era la moglie la vera guida di entrambi. Contestualizzazioni e inferenze: la poesia - dicono le note editoriali - composta tra il 62 e il 70: si colloca nellultima fase della produzione poetica di Montale. Dunque dice pensieri e sensazioni del poeta ormai vecchio. Notizie sullultima stagione poetica di Montale presenti nellenciclopedia personale potranno essere utili Documento n. 3 Tipo di documento: articolo su di un settimanale di attualit politico-culturale di livello medio. Fatti e concetti esposti: 1. un ingegnere-donna di 37 anni (dunque ancora piuttosto giovane) ha ricevuto - per avere raggiunto una posizione lavorativa di eccezionale prestigio e responsabilit per una donna - un importante riconoscimento internazionale; 2. questo ingegnere-donna a capo di una quipe di lavoro della Fiat, la pi importante industria metalmeccanica italiana; tale quipe impegnata nella progettazione di una nuova vettura, con caratteristiche fortemente innovative (lancio nel 2005); 3. il progetto particolarmente importante, perch al successo della nuova vettura affidata la possibilit di un rilancio per la Fiat, attualmente in crisi; 4. lingegnere-donna non ha rinunciato alla femminilit dellabbigliamento e nellacconciatura, non si formata una famiglia, ma sa concedersi degli svaghi.

5. leccezionalit della situazione non deriva solo dal prestigio della posizione lavorativa: enfatizzata del fatto che lingegnere-donna guida un gruppo ristretto di 30 ingegneri ( o comunque di persone altamente specializzate) tutti, o quasi, uomini, e un gruppo pi allargato di almeno 100 lavoratori tecnici; 6. intervenendo in prima persona, lingegnere-donna sottolinea come si sia spesso trovata nelle vita in condizioni di oggettiva difficolt: prima di tutto allUniversit, nella facolt di ingegneria, dove le donne erano uneccezione (1 donna su 30 uomini), e poi in Fiat: era una donna in una roccaforte maschile, era un ingegnere elettronico, mentre in unazienda metalmeccanica. la specializzazione pi richiesta ovviamente quella meccanica, e infine era molto giovane, tra gente molto pi esperta. Contestualizzazioni e inferenze: Larticolo datato gennaio 2003 e riferisce fatti di stretta attualit. Sullo sfondo vi la crisi della Fiat, crisi finanziaria ma anche di capacit progettuale, il dramma dei tanti lavoratori in pericolo di perdere il posto, la precaria condizione di altre piccole aziende che lavoravano esclusivamente per la Fiat, ora a rischio di chiusura. Vi anche vi il problema delle pari condizioni per uomini e donne: proprio il successo dellingegnere-donna premiata illumina per contrasto le molte difficolt che ancora incontrano le donne anche nel mondo moderno.

Focalizzazione del problema, assunzione del punto di vista, elaborazione della tesi.
Focalizzazione del problema Gli aspetti da tenere presente sono almeno tre: 1. la posizione attuale della donna: anche la legge riconosce assoluta parit nei diritti e nelle opportunit di affermazione sociale e personale a uomini e donna; ci comporta il rifiuto di ruoli sociali determinati dallappartenenza alluno o allaltro sesso; 2. le tappe del processo storico che hanno portato da unideologia sul ruolo della donna quale quella descritta nel documento n.1 alla attuale, descritta al punto precedente; 3. i residui di una mentalit arretrata anche nella societ di oggi. Assunzione del punto di vista Lautore dellelaborato assume il punto di vista dellosservatore di un problema sociale - la posizione della donna nella societ di oggi -, ma non neutrale: apertamente favorevole ad una completa e incondizionata parit uomo- donna in ogni aspetto della vita. Tesi Anche se ci appare superata - e quasi grottesca, almeno in quella forma - la mentalit espressa nel documento n. 1, non dobbiamo pensare che le lotte del Novecento (esemplare quella condotta con grande profondit ed acume danalisi da Simone De Beauvoir) abbiano risolto completamente il problema, garantendo alla donna una totale parit nel lavoro e nella famiglia. Bisogna ancora cancellare consistenti residui, nelle idee e nei comportamenti, dei vecchi pregiudizi. IL SAGGIO BREVE

Destinazione editoriale e strategie retoriche


Ricerca scolastica individuale sul processo storico che ha portato, nel corso del secolo appena finito, alla emancipazione-liberazione della donna; la ricerca stata svolta attraverso il reperimento di

materiali documentari presso la locale biblioteca civica e con qualche suggerimento da parte dellinsegnante. I risultati sono raccolti in un saggio breve che, previa approvazione dellinsegnante, viene proposto allo studio della classe come prima informazione sullargomento; il linguaggio della trattazione segue un modello di buona lingua scritta di livello formale (come richiesto dal genere saggio), ma lontana dal registro specialistico.

Linea argomentativa e scaletta


Esame dellargomento in prospettiva diacronica, dal primo Novecento ad oggi. Scaletta: 1. Breve cenno sullinizio delle rivendicazioni femministe; 2. la donna dinizio secolo come appare dai giornali femminili: angelo del focolare, supporto pratico e affettivo alla carriera del marito; 3. la questione femminile nel secondo dopoguerra e le idee di Simone De Beauvoir: il doppio lavoro delle ragazze, la loro scarsa libert, la difficolt di ogni loro autonomia, il controllo sociale sui loro comportamenti, ecc.; 4. accenno alle lotte dei gruppi femministi degli anni dopo il 68; 5. la situazione attuale e il caso dellingegnere - donna, manager e progettista: viene messo in evidenza del cambiamento; viene sottolineato come il caso dellingegnere - donna sia eccezionale, poich la presenza delle donne in certi settori produttivi e nei luoghi del potere fortemente minoritaria; si accenna alla sopravvivenza di pregiudizi sui ruoli sessuali; 6. conclusione: parit e complicit nello scambio affettivo e citazione di Montale.

Ideazione del titolo e stesura del saggio breve


Titolo (anticipa il contenuto senza alludere a nessuno dei punti specificamente trattati; per precisato (arco di un secolo) il limite temporale dellesame, che avr andamento diacronico. Inoltre, con un semplice aggettivo (faticoso), lautore lascia capire di essere favorevole alle conquiste delle donne. Il faticoso cammino delle donne nellarco di un secolo Allinizio del Novecento linteresse per la questione femminile per lo pi confinata in ristrette lites intellettuali; solo nei paesi pi avanzati nel processo di industrializzazione, in particolare in ambito anglosassone, cominciano a nascere le prime organizzazioni per rivendicare i diritti delle donne, che si esprimono attraverso i loro fogli di lotta, indirizzati principalmente, ma non esclusivamente, alle donne. Allinizio del Novecento vedono anche la luce i primi giornali femminili, questi, per, senza alcuna velleit realmente rivendicativa, anche se non privi di una certa apertura verso la modernit sul piano del costume e del gusto. Sono periodici rivolti ad un uditorio femminile per sollecitarne una apertura alla partecipazione sociale, ma nei cui confronti svolgono di fatto un compito di organizzazione del consenso. Con parole spesso altisonanti, coniugano un conservatorismo di fondo con qualche concessione alle novit, ma lo scenario che ne deriva piuttosto meschino: la donna confinata esclusivamente nel ruolo di moglie e di madre, indispensabile ma subordinato aiuto dei mariti (o, qualche volta, dei padri e dei fratelli), che soli, in quanto maschi, hanno il diritto - dovere di cercare una loro realizzazione nella vita. Nella societ del primo Novecento infatti solo i maschi possono avere scopi elevati e nobili propositi nel lavoro e nella vita, per seguire i quali hanno bisogno di essere sollevati da ogni preoccupazione famigliare. In parole chiare, funzionale alla carriera dei mariti - professori universitari, medici, deputati, alti burocrati, ufficiali, ecc.- che le faccende domestiche e le cure riguardanti leducazione dei figli siano lasciate a quella lavoratrice non pagata che la moglie. Esclusivo quadro di riferimento sono, ovviamente le classi benestanti.

Daltra parte le donne delle fasce sociali pi povere non sapevano leggere ed erano condannate a lavori durissimi (braccianti, operaie dequalificate, serve), spesso angariate anche allinterno della famiglia da mariti, padri, fratelli prepotenti e maneschi. Nel mondo occidentale lo stato della questione femminile comincia a cambiare in modo significativo solo nel secondo dopoguerra, anche se il cambiamento riguarda allinizio quasi esclusivamente le donna che hanno accesso ad una fascia elevata di istruzione. la grande scrittrice francese Simone De Beauvoir leroina di questo nuovo corso negli anni 40 e 50. Attraverso i libri e gli interventi pubblici dimostra una verit rivoluzionaria: la donna non (come le societ dominate dai maschi le hanno imposto di essere, e come lei stessa ha finito di considerarsi) inferiore alluomo per condizione naturale. Al contrario, tale inferiorit creata dai comportamenti sociali. Ci era drammaticamente vero in quegli anni, e continu ad esserlo per qualche decennio ancora. Alla ragazza era solitamente imposto un doppio ruolo di studentessa, o apprendista (nelle professioni allora tradizionalmente femminili, sarta, modista commessa, operaia tessile, ecc.) e di lavoratrice domestica, in aiuto alla madre e al servizio di padri e fratelli, con evidente danno per la sua formazione. Le cose non andavano meglio fuori casa. La madre spesso giudicava pericolosa per la figlia la libert di uscire da sola, o con amici liberamente scelti; daltra parte era frequente che un gruppo di giovani donne fosse seguito da sguardi maschili insistenti, o addirittura da commenti sgradevoli che guastavano il piacere di passeggiare sole. Le donne - specie se giovani - erano e si sentivano esaminate e giudicate nei loro comportamenti: dovevano dimostrare, per venire accettate, di essere ragazze serie. Di conseguenza erano spinte a rinunciano ad ogni autonomia, ad evitare le compagnie solo femminili e a ritenere preferibile la presenza dei maschi. Ecco creata una dipendenza, destinata a continuare nel ruolo di moglie e di madre nellet adulta. Ma le donne prendono gradualmente coscienza della loro millenaria oppressione, e la consapevolezza sempre pi diffusa e condivisa diventa rifiuto dello stato di fatto. Alla fine degli anni 60 il femminismo diventa un movimento di massa, anche sfruttando limpulso delle grandi lotte politiche e sociali che in quel periodo prepotentemente rinnovano il costume e lo stile di vita in Europa e in America. Gruppi di femministe organizzati e attivi promuovono e gestiscono un profondo cambiamento nellideologia, nel costume pubblico e privato e perfino nei rapporti allinterno della famiglia. Oggi sembra raggiunta, almeno nei paesi occidentali, una sostanziale parit uomo\donna. Leggi e istituzioni tutelano queste conquiste, ponendo fine allassunzione dei ruoli diversificata tra maschi e femmine; da qualche decennio le donne sono entrate prepotentemente nel mondo del lavoro, anche in posti di grande responsabilit. Nella Fiat, la pi grande industria metalmeccanica italiana, un ingegnere donna a capo dellquipe - composta prevalentemente da ingegneri maschi - impegnata nella progettazione di una nuova vettura, con caratteristiche fortemente innovative, cui affidata la possibilit di un rilancio per quellazienda attualmente in crisi. Sembra, ed , una prova delle conquiste femminili, ma un successo professionale di tale portata ancora considerato eccezionale per una donna: infatti notizia recente che un importante giornale economico ha insignito la signora ingegnere della Fiat del riconoscimento di Donna dellauto 2002: vale a dire che nessunaltra donna in tutto il mondo ha, nel settore automobilistico, una posizione altrettanto importante. Dunque la parit, garantita sul piano giuridico, non ancora completamente e capillarmente tradotta nella realt dei fatti. In talune facolt universitarie, in certi mestieri, in quasi tutte le sedi in cui viene gestito il potere economico e politico le donne sono ancora delle mosche bianche. E non morto il sospetto che quelle poche mosche bianche abbiano ottenuto la loro posizione sacrificando la loro femminilit. Insomma, la nostra civilt, anche nelle sue punte avanzate, non ha ancora smesso il vecchio vizio di legare lappartenenza sessuale ai ruoli sociali. Anche se molta strada stata fatta, il viaggio verso la parit non ancora finito. La parit diventa per una verit profondamente vissuta quando lamore non si nutre di convenzioni stantie, ma del continuo, scambievole aiuto nel difficile viaggio dellesistenza. il grande tema dellultima stagione poetica di Montale; in particolare, in una lirica famosa, il vecchio poeta

ricorda la sua abitudine di offrire alla moglie, affetta da grave miopia, il proprio braccio nello scendere le scale. Con audace inversione delle funzioni conclude cos: Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non gi perch con quattrocchi forse si vede di pi. Con te le ho scese perch sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. LARTICOLO DI GIORNALE

Destinazione editoriale e strategie retoriche


Articolo su un settimanale femminile rivolto ad un pubblico di cultura media. Di conseguenza il livello del discorso moderatamente formale, ma lontano da un linguaggio specialistico. Qualche figura retorica pu servire a rendere pi gradevole la lettura.

Linea argomentativa e scaletta


Il discorso muove da una notizia di attualit (cio la posizione di prestigio di una donna allinterno di un universo produttivo maschile, e il relativo premio attribuito alla donna - manager), per constatare una residua disparit nel mondo del lavoro tra uomini e donne, confrontare la situazione di oggi con quella messa in evidenza e denunciata da Simone De Beauvoir e concludere con linvito alle donne ad una pacata e consapevole messa in opera delle conquiste fatte. Scaletta: 1. Eccezionale posizione in carriera dellingegner Siletto (salvatrice della Fiat) capo, lei donna, di tanti uomini; 2. Premio conferito allingegner Siletto e parallela sottolineatura della sua femminilit; accenno, per contrasto, alla sua posizione di single; commento sulla diversit tra uomini e donne nel mondo del lavoro; 3. richiamo alle condizioni esistenti intorno alla met del secolo scorso e idee di Simone De Beauvoir: inferiorit femminile non naturale, ma creata dal costume sociale; esempi di pressioni esercitate sulle donne giovani; creazione di una dipendenza che sar prolungata tutta la vita;

4. conclusione: dalla lotta alla pratica consapevole dei diritti acquisiti.

Ideazione del titolo e stesura dellarticolo di giornale


Occhiello(commento al testo): Le donne di oggi: successo nel lavoro e consapevolezza nella vita Titolo: parafrasi (ironica) del titolo di un noto libello di lotta - Che fare?- di Lenin Che cosa resta da fare Oggi, in Italia, c uneroina: lingegner Cristina Siletto, responsabile del Progetto 1999, lquipe di lavoro della Fiat impegnata nella progettazione di una nuova vettura, con caratteristiche fortemente innovative, che verr lanciata del 2005. Nelle sue mani stanno le possibilit di salvezza della Fiat, visto che le speranze di ripresa della fabbrica torinese, attualmente travagliata da una gravissima crisi, sono tutte affidate al successo dellauto in gestazione nel suo gruppo di lavoro. Di cui lei, una donna, a

capo: capo di cento persone, a considerare la squadra allargata, di trenta, a limitarsi agli stretti collaboratori; e tutti ( quasi) uomini. Anche se viviamo nellepoca delle pari opportunit questo un fatto del tutto eccezionale, tanto che il suo incarico ha fatto guadagnare allingegner Siletto il riconoscimento di Donna dellauto del 2002, assegnatole dal mensile Automobile News Europe, la Bibbia delle quattro ruote stampata a Londra. Cos eccezionale che si sente il bisogno di sottolineare che lingegner Siletto non ha rinunciato per il successo alla sua femminilit: giovane, carina, veste con moderna spregiudicatezza e ama gli sport e la cucina. E la famiglia? Certo, single, ma non si pu avere tutto. Solo gli uomini possono avere tutto. Gli uomini manager a capo di importanti settori industriali, con molti dipendenti maschi e femmine, e tuttavia eleganti nel vestire, brillanti negli sport, con moglie (qualche volta pi duna) e figli sono migliaia in tutto il mondo: di solito non guadagnano premi e non sono considerati eroi, ma non devono fare la solita, drammatica scelta tra vita privata e carriera. Dunque pari opportunit e condizioni di reale uguaglianza tra i sessi sono ancora lontane, nonostante quanto ormai scritto, nero su bianco, nelle leggi di tutti i paesi avanzati? Difficile rispondere. Di sicuro lo scenario cambiato rispetto agli anni del dopoguerra, quando la grande Simone De Beauvoir nei libri e nei comizi, e sempre con appassionato fervore, dimostr, per la prima volta ad un pubblico tanto vasto, una verit rivoluzionaria: la donna non (come le societ dominate dai maschi le hanno imposto di essere, e come lei stessa ha finito di considerarsi) inferiore alluomo per condizione naturale. Al contrario, tale inferiorit creata dai comportamenti sociali. La ragazza, gravata abitualmente da un doppio ruolo di studentessa, o apprendista (nelle professioni allora tradizionalmente femminili, sarta, modista commessa, operaia tessile, ecc.) e di lavoratrice domestica, in aiuto alla madre e al servizio di padri e fratelli, veniva boicottata nella sua formazione e umiliata nella sua libert di agire e di esprimersi. Ostacolate nella voglia di uscire da sole (di sera poi....), importunate per strada, quando erano in compagnie solo femminili, dagli sguardi insistenti e dai commenti pesanti degli uomini, controllate nei comportamenti (attenzione a non dare limpressione di essere poco serie...) le ragazze perdevano il gusto dellautonomia ed erano spinte a ritenere preferibile la presenza dei maschi. Ecco creata una dipendenza, destinata a continuare nel ruolo di moglie e di madre nellet adulta. Dopo la grande stagione delle vigorose e vincenti lotte femministe degli anni fine 60 e 70 di questa dipendenza non restano che brandelli, ma sono consistenti e tenaci, e qualche volta, da qualche particolare apparentemente trascurabile, sembra emergere il rischio che riescano a ricucirsi tra loro per formare di nuovo un abito, anche se solo un ridicolo abito da Arlecchino. Perci sar meglio che le donne, tutte, lo sappiano e trasformino la loro stagione di lotta in una pi pacata, ma altrettanto efficace stagione di concreta e quotidiana pratica delle libert e dei diritti che si sono conquistate.

AMBITO STORICO-POLITICO
Procedure analitiche per il lavoro di preparazione e produzione di un saggio breve
di Ileana Zeppetella

ARGOMENTO: Nazionalismo, imperialismo e colonialismo in Europa tra Ottocento e Novecento


[Largomento e i documenti relativi sono riprodotti dal dossier fornito dal M.P.I. per gli esami di stato, sessione straordinaria del giugno 1999, prima prova scritta - Prova di Italiano - tipologia B- ambito storico - politico ]

DOCUMENTI
1 E a te dimani, Umberto re, in cospetto lAlpi dItalia schierano gli armati figli a la guerra. Il popolo fidente te guarda e loro. Noi non vogliamo, o re, predar le belle rive straniere e spingere vagante laquila nostra a gli ampi voli avvezza ma, se la guerra lAlpi minacci e su due mari tuoni, alto, o fratelli, i cuori! alto le insegne e le memorie! Avanti, avanti, o Italia nuova ed antica. (G. CARDUCCI, Bicocca di S. Giacomo, in Rime e Ritmi, 1899) 2 Nel diffondersi della civilt rappresentata dalla razza bianca una medesima conquista strapp sempre ai popoli selvaggi o esauriti i terreni atti a ricevere il quadro di una pi alta vita. Invasioni e colonie furono sino dalla pi tarda antichit i mezzi pi efficaci despansione: nelle prime il progresso avveniva per la sovrapposizione di un popolo ad un altro; nelle seconde per focolari dirradiazione ideale, che dovevano aiutare la natura dei popoli circostanti a pi intellettuale sviluppo. Tutto quindi serv in questa caccia delluomo civile alluomo barbaro, del popolo giovane al popolo decrepito; irresistibili attrazioni dellignoto geografico, passioni religiose, curiosit scientifiche, avarizie commerciali, fantasie guerriere. (A. ORIANI, La lotta politica in Italia, 1892) 3 Ma la coscienza morale dEuropa era ammalata da quando, caduta prima lantica fede religiosa, caduta pi tardi quella razionalistica e illuministica, non caduta ma combattuta e contrastata lultima e pi matura religione, quella storica e liberale, il bismarckismo e lindustrialismo e le loro ripercussioni e antinomie interne, incapaci di comporsi in nuova e rasserenante religione, avevano foggiato un torbido stato danimo, tra avidit di godimenti, spirito di avventure e conquiste, frenetica smania di potenza, irrequietezza e insieme disaffezione e indifferenza, com proprio di chi vive fuori centro, fuori di quel centro che per luomo la coscienza etica e religiosa. Anche nella semplice e sennata Italia, aliena da fanatismi di ogni sorta, coteste disposizioni danimo si

erano fatte strada ed erano affiorate nella letteratura del DAnnunzio, che, cos nella sua prima maniera, quella di Andrea Sperelli, come nella seconda, quella del Re di Roma e della Gloria, plasm molte anime giovanili, trovando alla sua virt materia docile; e ora si diffondevano e rafforzavano col crescere e fiorire, anche qui, della civilt industriale. (B. CROCE, Storia dItalia dal 1871 al 1915, I edizione, Bari, 1928)

1 Il lavoro di preparazione
1.1 Inserimento dellargomento nel proprio quadro concettuale e conoscitivo a) Coordinate di carattere temporale:

la formulazione stessa dellargomento, in cui compaiono le parole - chiave nazionalismo imperialismo - colonialismo, ci conduce al clima culturale degli ultimi decenni dellOttocento (dopo il 1870), in cui questi concetti vennero definiti e presero a caratterizzare il concreto agire politico degli stati europei, almeno di quelli pi industrializzati, e degli USA. Siamo nel momento in cui il regime della libera concorrenza entra in crisi, e il capitalismo, dopo il suo primo sviluppo selvaggio, comincia a riorganizzarsi su basi pi ampie, sempre pi strettamente intrecciandosi con le strutture dello Stato nazionale. La provvisoria conclusione di questa fase segnata dalla prima guerra mondiale (1914-18). b) Coordinate di carattere spaziale:

largomento rimanda esplicitamente allEuropa, ma in questa fase (1870-1914), economia e politica hanno ormai una dimensione planetaria, anche se la prospettiva fortemente eurocentrica. I paesi europei che hanno raggiunto un notevole sviluppo capitalistico e industriale (tutti nel nord e nellovest del continente) si preparano a dominare (o a rinsaldare il proprio dominio su) tutto il resto del mondo sia sotto laspetto economico sia sotto quello politico; vengono elaborate giustificazioni ideologiche per tale pretesa. Di questarea avanzata fanno ormai parte (anzi ne costituiscono una punta particolarmente dinamica) gli USA; anche il Giappone sta subendo un processo di rapida modernizzazione e industrializzazione. c) Coordinate di carattere concettuale:

dopo il 1870 il rapporto tra produzione e consumo (cio tra offerta e domanda) tende ad alterarsi nel senso di una sempre maggiore eccedenza della produzione. Il regime di libera concorrenza che caratterizza il capitalismo nella sua prima fase di sviluppo, in assenza di qualunque meccanismo di regolamentazione, porta allimmissione sul mercato di un quantitativo di merci largamente eccedente i bisogni dei consumatori, con un conseguente generale abbassamento dei prezzi. il fenomeno della caduta tendenziale del tasso di profitto. Una prima difesa con cui il sistema capitalistico cerca di controllare questa crisi consiste nellalleanza su base nazionale tra le forze delleconomia e quelle della politica. I governi dei paesi capitalisticamente avanzati mettono in atto una politica economica di difesa delle capacit produttive del proprio paese e di tutela dei profitti, innalzando barriere doganali per i prodotti dimportazione. Viene cos inaugurata lera del protezionismo, che si affermer specie nel decennio 1880-90. La forte crescita industriale in atto in Germania, Francia, Belgio, Usa e (in una fase iniziale) in Giappone, provoca tra questi paesi una competizione che si fa tanto pi dura quanto pi sensibile il ristagno delleconomia. Lagricoltura, che risente dellimmissione sul mercato di gradi quantit

di grano nordamericano e russo, ugualmente investita dal fenomeno della diminuzione dei prezzi, cui ogni stato risponde, anche per questo settore, con misure protezionistiche. Allinterno di tale quadro socio-economico matura e si afferma il nazionalismo, come linea politica e come ideologia che mette al primo posto gli interessi dello stato nazionale, cio gli interessi della sua classe dirigente. In questa prospettiva, lo stato nazionale viene sottratto alla sua dimensione di risultato di una determinata fase storica, che caratterizza, e differenzia, la formazione dello stato unitario (per es. in Francia, o in Germania, o in Italia, ecc.), per assumere il carattere di valore insieme etico e politico. Nazione viene allora definita come un'unit statale che si identifica con un popolo, cio un complesso di persone che hanno una (pretesa) comunanza di origine etnica, di lingua, di religione, di tradizioni, e che abitano un paese delimitato da confini naturali(che nella pratica impossibile riconoscere in modo univoco). Laffermazione di questo valore (la cui origine si pu riconoscere nella filosofia hegeliana e nei movimenti romantici del primo !800) si traduce, prima o poi a seconda degli stati, nella scelta di una linea politica conservatrice, spesso con tendenze autoritarie e illiberali. La difesa dellidentit e della potenza della nazione diventa un obiettivo prioritario, e ci comporta gravi conseguenze: minoranze etniche e\o linguistiche vengono isolate, emarginate o apertamente perseguitate; cittadini stranieri sono colpiti sul piano dei diritti e della sicurezza; le comunit ebraiche (numerose soprattutto nei paesi dellEuropa orientale) e i singoli cittadini di origine e\o religione israelita sono colpiti da varie forme di discriminazione, diverse da paese a paese e pi o meno mascherate (dallaffare Dreyfuss nella civile e democratica Francia, ai pogrom - termine russo che significa distruzione, saccheggio - della Polonia e della Russia, dove erano spesso organizzati dallalto, per deviare sugli Ebrei lesasperazione popolare). In questa situazione matura limperialismo, cio lazione politica e militare dei paesi capitalistici, volta ad assicurare al capitale industriale e finanziario nuove aree di espansione: le zone arretrate del sud e dellest europeo e dellAmerica latina (destinate a forme pi o meno dirette di soggezione economica e spesso anche politica) e i paesi dellAfrica e dellAsia (che subiranno la diretta occupazione militare). Le varie ideologie danno interpretazioni diverse di questa spinta imperialistica, che molteplici fattori, alcuni dei quali abbiamo sinteticamente ricordato, concorrono a determinare. Per il materialismo storico marxiano (Lenin e Rosa Luxemburg) limperialismo la fase estrema del capitalismo, cio suo necessario sviluppo, mentre nel campo opposto si cercano ragioni per fondare un diritto al dominio da parte dei paesi europei, affermando una pretesa superiorit della civilt occidentale, o addirittura della razza bianca. Il grande romanziere inglese R. Kipling parla, per es., del fardello delluomo bianco, destinato ad assumere su di s una missione civilizzatrice nei confronti delle popolazioni arretrate: in una dimensione etica e prammatica insieme egli vede nei codici di comportamento dello stile di vita britannico un modello di disciplina sociale. Per altre posizioni limperialismo la conseguenza di un esasperato nazionalismo, che si amplifica in volont di potenza e in primato storico-politico di un singolo paese. Lo slancio - economico e politico imperialistico trova manifestazione immediata e diretta nellampliamento delle conquiste coloniali, vale a dire nel colonialismo. Al vecchio colonialismo (sfruttamento delle colonie come fonte di materie prime per lindustria e come mercato per i suoi prodotti) si sostituisce gradualmente un colonialismo pi dinamico, basato sullesportazione di capitali e sulla ricerca di occasioni di investimento (sia nelle colonie vere e proprie, sia in paesi economicamente subalterni perch in via di industrializzazione, come il sud e lest dellEuropa). Il questo modo il capitalismo allarga la sua area di intervento e di profitto mantenendo inalterata la posizione di subalternit delle classi lavoratrici nella madrepatria. Queste sarebbero state infatti favorite da un allargamento dei mercati per i beni da loro prodotti (in quanto forza-lavoro): ne avrebbero ricavato maggiore forza contrattuale, essendo in grado di condizionare la produzione attraverso varie forma di lotta (stanno nascendo le organizzazioni sindacali e i partiti socialisti), e in prospettiva si sarebbero assicurati una maggiore ricchezza. Nel quadro del nuovo colonialismo, invece, il capitalista ha a che fare con una forza-lavoro debole e disorganizzata (nei

paesi in cui si avvia lindustrializzazione) o con masse di lavoratori vicine ad una condizione di schiavit (nelle colonie).

1. 2 Informazioni contenute nei singoli testi; inferenze e contestualizzazione Documento n. 1 a) Note editoriali: Giosu Carducci, autore del documento n. 1, fa certamente parte del curricolo scolastico, ed dunque, almeno in termini generali, noto ai candidati. La raccolta di cui La bicocca di S. Giacomo fa parte, Rime e Ritmi, lultima pubblicata dal poeta (1899); non ricorderemo la sua importanza sul piano della sperimentazione formale (il tentativo, messo in atto anche nelle opere precedenti, di ricreare con gli strumenti della metrica italiana i ritmi della poesia classica), ma i dati contenutistici, i soli che interessano per approfondire la tematica proposta dal nostro argomento. In questa fase della sua vita e della sua produzione Carducci si completamente allineato alle posizioni della classe dirigente, e in particolare allideologia dominante negli ambienti pi conservatori della Corte, assumendo il ruolo di vate ufficiale della nazione e della monarchia. b) Notizie: La poesia elenca alcuni dei motivi che stanno alla base dellideologia nazionalista, di cui una celebrazione: le Alpi (deputate ad essere il confine naturale dellItalia) schierano a propria difesa gli armati figli (con cui probabilmente si allude ai soldati del Corpo degli Alpini, costituito nel 1872), al cospetto del re ( Umberto I), che il capo supremo delle forze armate e il simbolo della nazione. Infatti lesercito guarda con fiducia quel simbolo (te) e quella barriera difensiva (loro). Segue il solito motivo della guerra giusta: si rifiuta una guerra di conquista (non vogliamo predar le belle rive straniere), ma si pronti ad affrontare una guerra che minacci i sacri confini (lAlpe e i due mari, Tirreno e Adriatico). Infine si afferma un concetto di nazione che travalica i propri concreti limiti storici (il processo attraverso il quale si formato, come organismo politico, lo stato nazionale unitario) per assumere un valore ideale (unitalianit esistente da sempre). Infatti lo stato nazionale italiano, costituitosi nel 1861 e ampliatosi con lannessione del Veneto (1866) e di Roma (1870), cio la nuova Italia, si identifica con lItalia antica: laggettivo rimanda, per suggestione culturale, a quellItalia romana che aveva conquistato il mondo ed era stata il centro dellimpero pi vasto e potente dellantichit. QuellItalia, travolta dalla decadenza dellimpero e dalle invasioni germaniche era sopravvissuta come entit ideale per tutti quei secoli, aspettando di tornare ad incarnarsi in un organismo politico, lo stato nazionale ottocentesco. c) Inferenze e contestualizzazione: Linterpretazione dellopposizione nuova\antica esposta al punto precedente ha gi implicato un ampio gioco di inferenze*; andando oltre, si pu sottolineare che il rimando allItalia antica (romana) vista come glorioso archetipo di quella nuova, nata dal Risorgimento, anticipa luso che delle memorie storiche far, ventanni dopo, il fascismo. ancora da notare che il rifiuto della

guerra di conquista (non vogliamo predar la belle rive straniere) formulato nei riguardi delle nazioni di pari dignit (cio gli altri paesi europei); infatti la composizione di alcune delle poesie poi raccolte in Rime e Ritmi (opera pubblicata nel 1899) si colloca proprio negli anni in cui il primo governo Crispi (1887-1891) intensificava lopera di penetrazione in Africa. In seguito troveranno espressione letteraria giudizi espliciti sulla politica coloniale italiana, per es. quello sostenuto da Pascoli nel discorso La grande proletaria si mossa (pronunciato il 26 novembre 1911 per i caduti delle guerra di Libia): vi si rivendica il diritto dellItalia (paese povero tra le nazioni europee grandi e ricche) di mettere le mani su quel che restava dellAfrica, dopo la sua spartizione tra i potenti. Negli anni che precedono il primo conflitto mondiale si imporranno ideologie apertamente guerrafondaie (per es. intorno a certe riviste, come La Voce, specie dopo il 1912, Lacerba, il Regno, ecc.). Documento n. 2 a) Note editoriali:

Autore di questo documento Alfredo Oriani (1852- 1909; romanziere e autore di saggi storicopolitici); si tratta di un brano dellopera La lotta politica in Italia, uninterpretazione hegeliana della storia italiana in cui tutti gli avvenimenti fatalmente convergono nella creazione dello stato nazionale. Il libro dunque un significativo esempio dellideologia nazionalista; anche mancando di ogni precedente conoscenza, questa considerazione emerge con evidenza dalla semplice lettura del testo. b) Notizie:

Nel brano non si trovano informazioni. Vi invece uninterpretazione della storia piuttosto rozza, basata su categorie critiche individuate al di fuori di qualunque rigore filosofico o scientifico: per es. lindicazione di invasioni e colonie come i mezzi pi efficaci despansione resta, in mancanza dellindicazione di caratteristiche e distinzioni, del tutto arbitraria; altrettanto si pu dire per i criteri di valutazione secondo cui giudichiamo che taluni terreni [siano] atti a ricevere il quadro di una pi alta vita . Oriani afferma che la civilt delluomo bianco, fin dallantichit, ha attuato il suo processo di espansione strappando a popoli inferiori (perch selvaggi o perch esauriti, cio ormai in fase di decadenza) i territori in cui esportare il loro pi alto modello di vita. La conquista avvenuta secondo due modalit. La prima linvasione: il popolo conquistatore si sovrapponeva allaltro, cio ne diventava il dominatore in modo diretto. La seconda modalit quella delle colonie. Non chiaro quale parallelo Oriani istituisca tra il sistema antico, greco o romano, e il colonialismo ottocentesco. Infatti vi una profonda differenza strutturale. Nel mondo greco gruppi di cittadini si staccavano dalla madrepatria per fondare una nuova citt in un territorio che di solito non avevano conquistato militarmente, almeno non al di fuori di unarea circoscritta, allinterno e nelle immediate vicinanze della nuova citt. Il sistema coloniale romano funzionava invece sia attraverso la fondazione di nuove citt popolate da cittadini romani, sia attraverso un complesso meccanismo di concessioni di diritti pi o meno estesi a citt ridotte allo stato di sudditanza. Il sistema coloniale moderno era anchesso piuttosto diversificato: si possono distinguere territori conquistati militarmente, protettorati, zone di influenza o paesi politicamente indipendenti ma economicamente subordinati. Sembra di capire che Oriani voglia mettere laccento sulla presenze di nuclei privilegiati, perch pi forti e\o appoggiati da una madrepatria potente e, secondo lui, pi civili, allinterno di territori prevalentemente abitati da popolazioni di livello inferiore. Ecco allora lelemento per Oriani unificante: in ogni caso le comunit dei coloni erano fari di civilt che dovevano aiutare la natura dei popoli circostanti a pi intellettuale sviluppo.

. Solo nella frase conclusiva Oriani sembra abbandonare il pregiudizio ideologico (che trasforma la conquista coloniale in missione civilizzatrice) per unanalisi pi realistica. Mescolando il piano della politica con quello delle motivazioni psicologiche individuali, arriva ad individuare alcune delle spinte fondamentali al colonialismo. Elenca lavidit degli operatori economici e la politica di potenza (avarizia commerciale, fantasie guerriere), la spinta alla ricerca sperimentale, tipica del positivismo, condita con il gusto dellesotico e dellavventura (irresistibile attrazione dellignoto geograficocuriosit scientifiche), la gara al proselitismo delle chiese cristiane, in un inestricabile intreccio tra religione e politica, fede autentica e interessi di diverso tipo (passione religiosa). c) Inferenze e contestualizzazione: Nel farraginoso discorso di Oriani tuttavia possibile individuare la matrice idealistica, certo volgarizzata e impoverita, della sua ideologia: la storia come progresso verso unorganizzazione politica sempre pi alta; la teoria, ereditata del Vico, dellevoluzione umana (come succedersi dello stadio emozionale o selvaggio, di quello dominato dalla ragione e dal diritto tipico della maturit, e infine di quello della decadenza); lindividuazione di un modello eterno di civilt, ecc. Vi da notare che lopera pubblicata nel 1892; la sua ideazione e composizione si colloca quindi nella temperie del primo governo Crispi (1887-1891), che aveva fatto dellautoritarismo allinterno e del nazionalismo allesterno le direttrici fondamentali della sua politica. Coerentemente con queste posizioni e secondo gli interessi degli agrari e dei gruppi di potere della corte e dellesercito, Crispi aveva intensificato lazione di penetrazione in Africa, giungendo nel 1889 (5 anni dopo loccupazione di Massaua) a prendere possesso di Asmara. Nello stesso 1889 verr firmato il trattato di Uccialli, che riconosce le conquiste fatte e sancisce il protettorato (successivamente annullato) dellItalia sullEtiopia. Nel 1890 si procede alla costituzione ufficiale della colonia di Eritrea. Come si vede, Alfredo Oriani un intellettuale perfettamente omogeneo al potere politico, di cui fornisce linterpretazione ideologica e la legittimazione sul piano dei valori. Documento n. 3 a) Note editoriali: Si tratta di un brano di unimportante opera storica di Benedetto Croce (1866-1952), il maggior filosofo italiano del primo Novecento e una delle personalit pi eminenti della cultura europea. Il titolo, Storia dItalia dal 1870 al 1915, rimanda puntualmente allargomento di cui ci stiamo occupando. Lopera stata pubblicata nel 1928: in quegli anni Croce ricopre, nel panorama culturale e politico italiano, il ruolo di guida morale dellantifascismo liberale. b) Notizie: In un linguaggio colto e piuttosto specialistico (sta scrivendo un trattato storico), Croce espone una sintetica analisi dei decenni tra Ottocento e Novecento, mettendo in evidenza rapidi e, secondo il suo giudizio, negativi cambiamenti. Egli tratteggia una specie di sintesi storica della civilt europea: punta di diamante dello sviluppo dapprima il sistema filosofico e morale della religione, poi il razionalismo illuministico, in seguito lo storicismo idealistico (e, parallelamente, il liberalismo in politica e il liberismo in economia). Negli ultimi decenni dell800 si impone un tipo di capitalismo in cui lunit produttiva non pi creata dal singolo imprenditore, ma promossa e\o protetta dallo stato (il bismarckismo), che favorisce anche la tendenza alla formazione di trust e cartelli (lidustrialismo). Contemporaneamente viene meno, secondo Croce, un riferimento ideologico e ideale universalmente condiviso, cui tutti, pur operando in campi diversi, possano richiamarsi. Cos il pensiero e lazione risultano frammentati e privi di un modello etico: ne

derivano confusione di idee e immoralit di comportamenti. Dominano avidit di godimenti, gusto di avventure e conquiste (disdicevole perch non riscattato da un nobile fine), smania di potenza, incertezza nei propositi e nelle idee (irrequietezza), mancanza di interesse e di passione nelloperare (disaffezione e indifferenza). Tutto ci conseguenza della perdita di una coscienza etica e religiosa (la religione, per il laico Croce, non implica alcuna dimensione trascendente, ma si definisce nel rapporto con lorizzonte storico, caricandosi di significati morali e filosofici). Anche lItalia sennata , cio sorretta dal "buon senso", dice il testo del 1928, ma si direbbe oggi "arretrata" investita da questa sorta di decadenza (del pensare, del sentire e dellagire); Croce ne sente leco nellopera letteraria di DAnnunzio, tanto nelle fase dellestetismo quanto nella fase della tensione eroica e superomistica di ispirazione nietzschiana. Nel primo caso il modello il raffinato dandy intellettuale, incarnato in Andrea Sperelli protagonista de Il piacere (1889). Nel secondo caso il modello il superuomo al di sopra di ogni morale, che ha per natura (insieme a una ristretta lite) il diritto di dominare il gregge dei molti. Ne incarnazione il nobile Claudio Cantelmo, protagonista de Le vergini delle rocce (1895): si assegnato il compito di riformare la societ in senso aristocratico, e cerca una donna degna di generare da lui un figlio il Re di Roma destinato ad essere il futuro signore del mondo. Analoghe le tematiche della tragedia La Gloria (1899). c) Inferenze e contestualizzazione: Il testo di Croce esprime efficacemente il disagio di fronte a profondi cambiamenti nei costumi e nei valori. Il liberismo economico, e il parallelo liberalismo politico, stanno lasciando il posto alla concentrazione monopolistica (spesso promossa dallo stato) e, di conseguenza, al protezionismo in economia, al nazionalismi e allimperialismo nellazione politica. Lo storico idealista non fa un esame dei fattori economici (che, almeno in questo brano, sono del tutto ignorati), ma esprime un giudizio negativo sui comportamenti. Coerentemente con la dottrina idealista, egli vede nel sistema delle idee il motore della storia. Perci, secondo lui, la decadenza non causata dalla maggiore asprezza della competizione economica n dalla gara interimperialistica ingaggiata dalle nazioni pi potenti per il controllo del mondo; tutto questo, e la connessa degradazione sociale, sono invece la conseguenza di un insufficiente vigore del pensiero filosofico, di unincapacit di elaborare una visione del mondo soddisfacente per lintelletto ed entusiasmante per il sentimento, in cui si possa credere con la stessa passione con cui si crede in una religione. Infatti il Positivismo, lideologia coerente con lo sviluppo scientifico e tecnologico dellepoca, non poteva soddisfare Croce, la cui filosofia era il frutto originale di una rivisitazione dellidealismo di Hegel. Bisogna ancora osservare che Croce scrive La storia dItalia nel 1928, quando il fascismo ha ormai consolidato il suo potere in Italia. Antifascismo e condanna delle ideologie nazionalistiche e imperialistiche erano per Croce, bandiera dellantifascismo, strettamente connessi. 1. 3 Il punto di vista dei singoli autori nei documenti del dossier Documento n.1 Il punto di vista di Carducci quello del vate ufficiale di un potere politico ormai consolidato, cui offre lulteriore prestigio della celebrazione poetica. Il fascino della cultura, dello stile alto, denso di figure retoriche e di recuperi arcaici, funziona anche come organizzazione del consenso, soprattutto nei confronti di strati medio e piccolo borghesi (per es. lavoratori intellettuali di modesto profilo, come insegnanti, impiegati, pubblici funzionari, ecc.), che identificandosi col cantore ne ricavano un senso di promozione sociale. Documento n. 2

Anche il punto di vista di Oriani quello dellintellettuale che supporta il potere con gli strumenti della comunicazione culturale e organizza il consenso dei ceti medi; si pone per in una prospettiva storico-filosofica, usando per costruire la sua ideologia (legittimazione dei mezzi e dei fini di nazionalismo, imperialismo e colonialismo) brandelli di filosofia idealista, memorie vichiane, pi recenti teorie sociologiche sulla pretesa naturale diseguaglianza dei popoli e delle razze, ecc. Documento n. 3 Benedetto Croce, in La storia dItalia dal 1871 al 1915, uno studioso che indaga le cause dello sviluppo storico e ne misura le conseguenze sul piano politico, sociale e etico. Il suo giudizio non neutro, ma strettamente dipendente dal filtro del suo idealismo di origine hegeliana e dalla sua adesione, in politica, al liberalismo; la determinazione nella scelta dei valori non oscura per la capacit di analisi e la chiarezza dellesposizione. La sua opera si colloca perci al livello dellindagine conoscitiva e non a quello della propaganda. 1. 4 Ampliamento delle informazioni con proprie conoscenze\esperienze Gi pi sopra, al punto 1 .1, per definire il campo di indagine in cui si iscrive largomento in esame, abbiamo cercato di arricchire le informazioni del dossier, aggiungendo quei particolari che potessero chiarire e rendere pi espliciti i termini del problema. Sembra opportuno ricordare che il candidato, nel trattare questo argomento, bene richiami alla memoria alcuni concetti-base trattati nel curricolo di storia e (per alcuni tipi di scuola) di economia: la rivoluzione industriale e laffermarsi del modo di produzione capitalistico, le dinamiche di mercato e la determinazione dei prezzi nel rapporto tra domanda e offerta, il problema delle crisi economiche, fisiologiche nello sviluppo capitalistico, e il loro superamento (grazie ad una ristrutturazione dei processi produttivi e ad una concentrazione in senso monopolistico del capitale), la politica degli stati europei dopo lunificazione italiana e tedesca (in particolare la strategia bismarckiana nel processo di industrializzazione tedesco e nel controllo delle dinamiche sociali), il congresso di Berlino (1878) e la politica imperialistica degli stati europei, lesplosione nazionalistica di fine secolo e le guerre doganali, lespansione coloniale e le lotte di predominio. Utile anche avere presenti alcune tematiche filosofiche, come la teoria del materialismo storico nellanalisi dei fenomeni economici e politici, i principi base della teoria di Hegel, il neoidealismo di Croce e la sua concezione della storia.

1. 5 Assunzione del proprio punto di vista ed elaborazione della tesi


Terminato lesame dei documenti forniti, il candidato dovr scegliere un proprio punto di vista per il saggio, o per larticolo, che si appresta a produrre. Nella nostra simulazione, egli decide di esaminare il problema in una prospettiva di analisi critica in chiave storico-politica, lasciando sullo sfondo gli aspetti economici. Si propone di mettere in evidenza i cambiamenti ideologici e politici, paralleli al nuovo assetto delleconomia, negli anni che vanno dall'unit tedesca allo scoppio della prima guerra mondiale. La sua tesi mostrare come la chiusura miope negli interessi nazionali e la gara tra le grandi potenze imperialiste (per legemonia in Europa e per il controllo - economico e politico, o anche militare nel caso delle colonie di aree quanto pi vaste possibili del resto del

mondo) cercasse e trovasse una copertura ideologica negli intellettuali e come tutto ci si risolvesse in un impoverimento della vita politica e culturale e in un presagio di guerra, o comunque di successivi, deteriori sviluppi.

2 Elaborazione del saggio breve


2. 1 La destinazione editoriale e le strategie retoriche
Il breve saggio pensato come introduzione ad unantologia che raccoglie articoli apparsi su quotidiani o riviste dattualit tra il 1880 e il 1914, intorno a temi politici, ideologici, sociali, di costume, ecc. Gli autori dei testi raccolti sono scrittori, funzionari, uomini politici, giornalisti, pubblicisti per lo pi di modesto profilo. Lopera vuole infatti documentare la qualit dellinformazione giornalistica in Italia nei decenni tra 800 e 900, anche al di fuori delle testate pi importanti. Liniziativa promossa da unassociazione professionale di giornalisti e da una decina circa di quotidiani o periodici.. Per quanto riguarda la destinazione editoriale, utile tenere presente che lopera, pur caratterizzata da seriet scientifica, non si colloca ad un livello strettamente specialistico, visto che si propone di recuperare i prodotti di unattivit professionale per un esame delle mode culturali e delle opinioni condivise, e non di condurre una ricerca di tipo accademico. I possibili lettori si collocheranno dunque in una fascia piuttosto ampia e indifferenziata di pubblico, in maggioranza di media cultura. Le strategie retoriche adeguate sono quelle capaci di garantire una lingua di buon livello formale, ma senza formule o termini di registro specialistico; eventuali tecnicismi devono essere spiegati, e le citazioni, che, se opportunamente usate, rendono il discorso pi vario, devono essere fornite delle indicazioni necessarie per essere correttamente collocate e comprese. Anche le figure retoriche, cos utili per accendere linteresse del lettore e aumentare la leggibilit del testo, devono evitare di dare una patina troppo letteraria alla scrittura.

2. 2 Ideazione della linea argomentativa e costruzione della scaletta


La linea argomentativa muove constatando il mutato clima ideologico e politico dellEuropa dopo il 1870; la spregiudicatezza degli interventi sul piano economico e su quello politico (sono strettamente connessi) provoca il duro giudizio di un grande intellettuale (B. Croce). La destinazione simulata (unantologia di articoli giornalistici) rende inevitabile la domanda sulle posizioni assunte di fronte a quei mutamenti da lavoratori intellettuali, quali i giornalisti. La linea argomentativa fa un passo indietro per esaminare gli sviluppi delleconomia (concentrazione monopolistica) e della politica (nazionalismo e imperialismo); la conseguenza il colonialismo. La cultura si assume il compito di legittimare la scelte politiche: vengono esplicitate le posizioni dominanti (generalizzate a partire da scritti di un tipico intellettuale omogeneo alla linea politica vincente). Seguono elaborazioni pi elitarie, esemplificate su opere di grandi intellettuali (DAnnunzio, Carducci) Un breve giudizio sui pericoli connessi allatteggiamento degli intellettuali di ogni livello (dunque anche dei giornalisti), che offrono giustificazione e propaganda alle scelte del potere chiude il saggio. Nel costruire la scaletta per il suo saggio, il candidato deve tenere conto della consegna, che prescrive di utilizzare tutti i dati contenuti nei documenti. Ecco il risultato:

incipit incipit punto primo

punto secondo punto terzo punto quarto conclusione

la svolta del 70 e il tramonto dellideologia precedente (vedi documento n. 3,1, parte con citazione ); domanda retorica (come rispondono giornalisti e intellettuali?),che offre lo schema formale al discorso; la svolta del 70 e il tramonto dellideologia precedente gli sviluppi delleconomia e lidentificazione tra potere economico (industriale e finanziario) e potere dello stato (vedi documento n. 3); la politica nazionalistica e imperialistica; penetrazione economica e conquista coloniale (informazioni dallenciclopedia personale); elaborazione di ideologie giustificative; motivazioni (vedi documento n. 2); i miti dellestetismo e del nietzschanismo (inferenze dai documenti n. 2 e 3); i modelli di DAnnunzio: Sperelli, Cantelmo e il Re di Roma (inferenza dal documento n. 2 e documento n. 3, 2 parte); Carducci propagandista della politica autoritario-repressiva e della monarchia; caratteri bellicosi della poesia proposta nel dossier (vedi documento n.3). pericolosi motivi ideologici e presagi di guerra.

2. 3 Ideazione del titolo e stesura del saggio breve


Titolo n. 1 (che indica il motivo conduttore del saggio) La politica dei giornali oppure titolo n. 2 (che preannuncia la conclusione) La voce della guerra N. B. Nel testo la scansione tematico-argomentativa segnalata da sottotitoli, secondo lordine della scaletta. Una nuova fase storica: giudizio di Croce La sconfitta della Francia nella guerra contro la Prussia e la fondazione dellimpero tedesco segnano lavvio di una nuova fase nella lunga storia dellEuropa. Come ben vede Benedetto Croce nella sua Storia dItalia dal 1871 al 1915 (1), finisce il momento eroico della rivoluzione industriale, quando il liberalismo in politica e il liberismo in economia avevano avuto la dignit di una teoria filosofica e la forza trascinante di una fede (come nei secoli precedenti era stato per la religione o per il razionalismo illuministico); da quel momento in poi gli stati si confronteranno esclusivamente sulla questione del potere. Leco della nuova fase sui giornali Come reagiscono al cambiamento di clima politico i giornalisti e in genere gli intellettuali grandi e piccoli che fanno sentire la loro voce su quotidiani e riviste? Questa antologia non pu fornire una risposta, ma solo offrire materiali utili per una riflessione in proposito. Ma perch i materiali siano eloquenti, bisogna collocarli sullo sfondo del panorama economico-politico dellEuropa e dellintero pianeta nei decenni a cavallo tra 800 e 900. Il nuovo corso delleconomia e della politica il momento in cui si intensifica il processo di concentrazione delle imprese: il capitale industriale e finanziario in grado di condizionare le scelte governative. Le forze produttive e le holding degli stati capitalisticamente avanzati (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania ; con

modalit diverse anche U.S.A. e Giappone), strettamente intrecciate alle forze politiche in una linea di esasperato nazionalismo, lottano, nello scacchiere europeo, per assicurare alle proprie industrie e ai propri mercati aree di sviluppo nei paesi ad est e a sud del continente deboli quanto a struttura economica, ma politicamente indipendenti. In Asia e in Africa invece la partita si gioca sul piano militare; immensi territori vengono conquistati e ridotti allo stato di colonie in una serie di guerre locali. A popoli e stati, messi in ginocchio dalle moderne armi tecnologiche, viene negata la dignit di soggetti politici: la diplomazia internazionale si assumer il compito di riconoscere le conquiste secondo la logica del diritto del pi forte e della spartizione della preda. Lideologia legittima la politica Per legittimare lazione dei monopoli e dei governi, nascono in taluni ambienti politico-culturali vicini ai governi, ideologie giustificazioniste: in modo pi mirato, alcuni intellettuali si assumono il compito di organizzarle secondo un ordine teorico e storico, mossi da convincimento personale o da vocazione al clientelismo. Le loro opere (2) parlano del diffondersi della civilt creata dalla razza bianca, che strappa la terra a popoli ancora selvaggi (oppure ormai travolti da uninarrestabile decadenza, i Cinesi ad esempio), per instaurarvi una pi alta forma di vita. Le colonie moderne, come quelle antiche, greche e romane, sono focolari di irradiazione civile, e garantiranno ai popoli sottomessi un migliore sviluppo. Emergono qua e l anche motivazioni pi realistiche: lavidit nella conquista di nuovi mercati, la volont di sopraffazione affidata alla guerra. Inoltre non solo gli eserciti, ma anche gruppi di privati e singoli individui, sospinti da mode o passioni - il gusto dellesotismo, lamore per lavventura, lattrazione per lignoto geografico e perfino lo spirito missionario - corrono verso paesi lontani, alla ricerca di forti emozioni e grandi ricchezze. Nonostante la mancanza di ogni sistematicit, inevitabile nelloperazione di montaggio di pezzi piuttosto brevi, tutti questi motivi formano il tessuto comune, quasi senza eccezione, degli articoli qui presentati. Ideologie e miti aristocratici Gli ambienti della cultura alta, seguendo il gusto di aristocrazie sociali e intellettuali, o i suggerimenti della speculazione filosofica, elaboravano altri miti. Sullonda di un estetismo affascinato dallartificio dellarte o di un nietzschanismo interpretato come modello dazione, si afferma lidea che gli uomini siano per natura diversi: una lite di dandy raffinati o di superuomini titanici destinata a dominare sulla massa indifferenziata della plebe. La distinzione non passa solo tra bianchi e neri, europei e asiatici, ma anche allinterno delle societ nazionali, per identificare ristretti gruppi dirigenti cui riservato lesercizio dellautorit. DAnnunzio: il dandy e il superuomo In Italia questi miti acquistano una grande influenza nellorizzonte culturale e uneco straordinaria nei comportamenti mondani grazie allinterpretazione letteraria di Gabriele DAnnunzio, che nei suoi romanzi mette il scena gli eroi che ne sono lincarnazione ideale. Lesteta raffinato e solitario rappresentato in Andrea Sperelli (3), che crea la propria vita come si crea unopera darte; laspirazione ad un nuovo assetto politico viene invece affidata a Claudio Cantelmo (4), un aristocratico che progetta la presa del potere assoluto da parte di un suo figlio non ancora nato, ma destinato, per la nobilt del suo sangue, ad essere il Re di Roma, padrone dellItalia, e forse del mondo. DAnnunzio ha naturalmente un posto di riguardo non solo nelle riviste letterarie, ma anche nei quotidiani dinformazione; non ospitato in questa antologia, ma qualcosa degli Sperelli e dei Cantelmi affiora negli articoli con qualche ambizione letteraria nei contenuti e nella forma. Carducci: il patriottismo eroico

Pi concreto, ma proprio per questo assai lontano dalla libert fantastica che siamo soliti aspettarci dalla poesia, il sostegno che un altro grande intellettuale, Giosu Carducci offriva nello stesso periodo alla classe dirigente, e in particolare alla monarchia. Negli anni della svolta autoritaria nella politica italiana, Carducci, dimentico della sua giovanile fede repubblicana, canta Umberto re cui il popolo fidenteguarda, mentre gli armati formulano eroici propositi se la guerra \ lAlpe minacci e su due mari tuoni. Il poeta incita: alto le insegne \ e le memorie! avanti, avanti, o Italia \ nuova ed antica. (5). Il nazionalismo e la guerra il concetto di nazione come valore assoluto, proposto contro la realt storica, in una ideale continuit dai tempi di Cesare a quelli di Umberto I. Un motivo, questo, destinato ad essere ripreso nei giornali e nei discorsi del tempo, con sempre maggior frequenza. La guerra mondiale ancora lontana quindici anni, ma se ne sente gi la voce. Note 1. vedi Benedetto Croce, La storia dItalia dal 1871 al 1915, I edizione, Bari, 1928. 2. Esponente significativo di intellettuale che traduce in teorie storico-politiche le scelte decisamente di destra della
classe dirigente italiana di fine secolo (esemplarmente rappresentata da Crispi) Alfredo Oriani (1852-1909). Il brano che segue si basa sulle idee che sostiene in merito al colonialismo nel saggio La lotta politica in Italia, del 1892. 3. Andrea Sperelli il protagonista del romanzo di DAnnunzio Il piacere, pubblicato nel 1889, uno dei manifesti dellestetismo europeo. Gli stessi modelli comportamentali sono celebrati nella cultura francese da Joris Karl Huysmans (A ritroso, 1884) e in quella inglese da Oscar Wilde (Il ritratto di Dorian Gray, 1891). 4. Claudio Cantelmo il protagonista del romanzo di DAnnunzio Le vergini delle rocce, pubblicato nel 1895. Le suggestioni della lettura di Nietzsche si traducono in una fantasia fatta di raffinatezze estetizzanti e deliri della volont; il disegno quello di un nuovo corso nella storia del mondo ad opera di un superuomo concepito a questo scopo, ma il progetto non si avvia perch Cantelmo non riesce a scegliere la donna da cui generare il Re di Roma. 5. Le citazioni sono tratte dalla lirica La bicocca di S. Giacomo, in Rime e Ritmi, lultima raccolta poetica di Giosu Carducci, pubblicata nel 1899.