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CREDETE ALLE DIOINCIDENZE? Oggi voglio raccontarvi una bella favola, una storia vera....

Prima pero' fermiamoci per un attimo a riflettere ed a domandarci: Quante volte nella vita abbiamo banalmente definito pure ed irrilevanti coincidenze con fatti ed episodi voluti dal caso.. Dio ha metodi ed alfabeti strani per comunicare. Dio ci parla attraverso la realt. Nulla e' per caso.. Vi chiedo soltanto di armarvi un po' di pazienza e se arriverete alla fine, comprenderete il significato delle Dioincidenze... Le storie che vi sto per raccontare riguardano Barbara e Federico, rispettivamente una giovane ragazza residente nella provincia di Milano ed un cuccioletto di quattro anni di Savona le cui storie si sono inconsapevolmente incrociate a Medjugorje nel Marzo 2012 per poi rivelarsi ad entrambe l'anno successivo nella medesima localit Bosniaca nella ricorrenza del compleanno della veggente Mirijana 18 Marzo 2013. La storia di Barbara. Il papa' di Barbara si chiama Rosario ed ha gravi problemi di salute di natura cardiovascolare. I famigliari decidono pertanto di ricoverarlo d'ugenza in ospedale, era il 16 novembre 2011. da questo momento inizia la storia raccontata direttamente per mano di Barbara

Papa e sempre piu grave, passano i giorni, un reparto dopo laltro, un medico dopo laltro, un intervento dopo laltro. Tutto lospedale, prestigioso ed allavanguardia, ha gli occhi puntati su di lui, passano i giorni e non ci danno speranze. Ho sempre pregato e piu passavano i giorni piu' intensificavo, come non avevo mai fatto prima, come non immaginavo nemmeno ci si potesse riuscire. Passavo le ore facendo la spola tra il letto di mio papa e la cappella che si trovava a fianco del pronto soccorso, bagnando con lacqua santa un fazzoletto con limmagine di San Padre Pio che mi era stato regalato anni prima, per potergli inumidire la fronte e la bocca e lasciarlo nel taschino del suo pigiama. Il 18 dicembre 2011, ci dicono di non lasciare lospedale perche non avrebbe superato la notte. Mi rivolgo al male dicendogli che anche se mi avesse strappato il mio papa non sarei mai andata contro Dio, che non sarei mai passata dalla sua parte e, rivolgendomi alla madonna di Medjugorje, le dico che avrebbe dovuto chiedere a suo figlio Gesu di salvare il mio papa, perche se glielo avesse chiesto lei, Gesu non si sarebbe potuto rifiutare dato che glielo stava chiedendo sua madre. Vado in cappella a pregare, inzuppo le mani e il fazzoletto di acqua benedetta, torno al capezzale di papa che, venendo spostato in una stanza singola vista la gravita della situazione, si ritrova con il quadro della madonna di Medjugorje appeso alla parete proprio di fronte a lui. Continuando a pregare lo spruzzo dalla testa ai piedi quanto piu possibile con lacqua benedetta implorando la gospa di salvarlo. Verso le 03:00 di quella stessa notte i reni di papa riprendono a funzionare e, alle prime luci del mattino i medici, in un ultimo tentativo disperato, decidono per un altro intervento pur convinti che non lavrebbe superato data la criticita delle sue condizioni. Supera lintervento ma i medici non danno speranze ed io continuo a pregare con il rosario (che mi era stato regalato da ivan durante il pellegrinaggio del settembre 2010) stretto tra le mani, il fazzoletto da bagnare e la disperazione nel cuore perche luomo, luomo non poteva fare piu nulla. Passano i giorni, siamo ormai nellanno nuovo e alla madonna di Medjugorje prometto che se avesse fatto tornare a casa il mio papa avrei passato il giorno del mio compleanno con lei a medjugorie (sono nata il 5 marzo). Il 4 di gennaio mentre percorro la strada per tornare in ospedale mio marito Francesco mi dice di guardare la croce, me lo dice proprio lui che erano ormai undici anni che non pregava e che non entrava in chiesa perche affermava di aver litigato con dio (siamo sposati da quasi quattordici anni e non abbiamo avuto bambini). Sollevando la testa mi accorgo che nel cielo, azzurro e privo di nuvole a causa del forte vento, proprio sopra lospedale dritta, come se fosse in piedi, ce disegnata unenorme croce.

Il mio cuore ha un tonfo, corro per i corridoi e raggiungo la stanzapapa sta meglio!!!! Il 10 gennaio 2012 viene dimesso dagli stessi medici che nel salutarlo gli dicono che erano tutti convinti che avrebbe lasciato il reparto solo da morto. Il giorno dopo inizio a chiamare le agenzie per andare a Medjugorje, il periodo e per tutte dal 27 febbraio al 4 marzo e prenoto. Durante le preghiere dico alla madonna che io avevo fatto tutto quello che di umano potevo fare per mantenere la promessa che le avevo fatto (passare il mio compleanno con lei) anche se sarei stata con lei il 4 e non il 5 marzo. QUALCHE GIORNO DOPO MI RICHIAMA LAGENZIA CON LA QUALE SAREI DOVUTA PARTIRE PER DIRMI CHE ERA STATO SPOSTATO LAEROPORTO DI PARTENZA E SONO COSTRETTA A RINUNCIARE PERCHE TROPPO LONTANO. Poi penso che pullman per pullman torno a medjugorie con lagenzia di como e contattandoli mi sento dire che il soggiorno sarebbe stato dal 28 febbraio al 5 marzo. Io avevo fatto quello che potevo, la madonna aveva fatto il resto. Parto con mio marito Francesco che, la sera prima della partenza, mi dice che mi avrebbe accompagnata in questo posto di cui io tanto parlavo solo per non farmi viaggiare da sola e, rivolgendosi alla madonna, le dice che se lei non gli avesse fatto vedere qualcosa, poi sarei stata io, sua moglie, a vedermela con lui. Durante tutto il viaggio durato allincirca tredici ore, e soprattutto durante i momenti di preghiera, mio marito continuava a brontolare, a sbuffare, a tapparsi le orecchie e non riusciva a stare tranquillo seduto al suo posto. Arrivo a Medjugorje gridando grazie con la voce e con il cuore, ogni cellula del mio corpo e la mia anima gridavano grazie!! Mio marito, scendendo dal pullman inizia a commuoversi, a commuoversi come un bambino ed il giorno successivo si fara ben tre ore di coda pur di confessarsi. La madonna gli aveva gia toccato il cuore, e un uomo nuovo. Il venerdi 2 marzo assistiamo allapparizione alla croce blu; dalla veggente mirjana ci dividono solo pochi metri. La testimonianza sucessiva e quella di Vicka nel cortile dellorfanotrofio, da suor cornelia ed entrando nel cortile ancora deserto, decido di rimanere piu indietro possibile, essendomi tornate alla mente proprio in quel momento, alcune parole sentite qualche giorno prima, non ricordo da chi, sul concetto che a distanza in realta le cose si capiscono ed arrivano meglio perche si ha una visione di insieme e che non occorre stare addosso ai veggenti , perche la cosa piu importante e ascoltare, soprattutto con il cuore, le loro parole perche suggerite dalla gospa. Trovo posto sotto un piccolo gruppo di alti alberi dalle piccolissime foglie color marrone-rame insieme ad altre persone ed ascolto la testimonianza.

Il 4 marzo sera, a sorpresa mio marito mi fa preparare la torta in albergo, perche il giorno dopo, giorno del mio compleanno, saremmo stati in pullman e sarebbe stato impensabile riuscire a festeggiare. Do un bacio a tutte le persone presenti per ringraziare degli auguri ed una donna, Beatrice, mi chiede se puo farmi un regalo, mi chiede se puo regalarmi una medaglietta, e la medaglietta della madonna miracolosa.

Mi si apre il cuore ancora di piu e la ringrazio dicendole che lavevo sempre desiderata e la metto nel portafoglio per non perderla. Dopo la festa alcuni componenti del gruppo mi chiedono se vado con loro, attraverso i campi, fino alla croce blu recitando il rosario ed io continuavo a pregare gridando grazie per aver salvato il mio papa. Mi rivolgo alla gospa dicendole che non avevo bisogno di vedere segni nel cielo o il sole che gira perche io ormai avevo la certezza piu assoluta della sua esistenza. Tornando verso lalbergo ci fermiamo davanti alla statua della madonna vicino alla chiesa di San Giacomo alla mano della quale, quello stesso pomeriggio, avevo appeso un rosario di cotone bianco fatto alluncinetto perche anche io volevo farle un regalo dopo tutti i doni a me concessi. Mi inginocchio a pregare, oltre che per ringraziarla ancora una volta anche in segno di saluto perche lindomani mattina saremmo ripartiti per milano e locchio va allorologio, il 5 marzo e arrivato, sono le 00:05. Trentanove anni prima io venivo alla luce proprio in quellistante. Rientrati in albergo punto la sveglia alle 04:00 poiche per le 05:00 era programmata la partenza, mi lavo e decido di indossare gli abiti, tranne le calze, con i quali sarei partita in modo da essere gia pronta. Mi sdraio sul fianco destro incrociando le mani una sullaltra per poter toccare il rosario a catenina (dono di mio marito per il mio compleanno), inizio a recitarlo e.. mi addormento. Quando riapro gli occhi nella mia stanza dalbergo domando perche sono piena di zucchero, cosa ho al braccio e che cosa e successo (mi diranno poi con una voce di bambina) e capisco che intorno a me ci sono delle persone. Inizio a toccarmi le dita, le mani e le braccia e piano piano ricomincio a riprendere consapevolezza del mio corpo come se si fosse materializzato in quel momento. Capisco (continuo a dire capisco perche senza occhiali non vedo assolutamente ) che nella stanza ce anche Beatrice, la donna che mi ha regalato la medaglietta la sera prima e rivolgendomi a lei le dico che e stata la sua medaglietta a salvarmi pur non capendone il senso. Chiedo a mio marito di prendermi nel portafoglio la medaglietta della madonna miracolosa, nel frattempo mi siedo sul letto. Mi passa la medaglietta ed io laccarezzo tra il pollice e lindice della mano destra per poi accarezzarla nello stesso modo passandola nella mano sinistra. UN FLASH! RICORDO TUTTO! Fino a qualche minuto prima io ero davanti alla Madonna, era in piedi davanti a me ed io davanti a lei, in un ambiente luminoso ma non accecante, senza pareti, ne pavimento, ne soffitto.

Bellissima, una giovane donna tra i sedici e i diciassette anni, alta allincirca un metro e sessanta, sessantacinque, dai capelli scuri che si intravedevano sotto il velo turchese che le copriva il capo e le spalle scivolando poi lungo le braccia aperte. la veste lunga color ocra (anche se e praticamente impossibile paragonare quei colori ai nostri), sotto la quale riuscivo a intravederle le dita dei piedi. Io in piedi davanti a lei vestita cosi come ero andata a dormire, a piedi nudi e con il rosario al collo. Avevo il corpo ma non ne sentivo il peso, non avevo ludito e non avevo la parola ma ci vedevo benissimo pur non indossando gli occhiali (in realta senza sono una talpa). La madonna mi ha detto qualcosa ma non sono riuscita a sentire la sua voce o non e ancora giunto il tempo che io lo ricordi. Guardandomi sempre negli occhi e tenendo sempre le braccia aperte con il palmo delle mani rivolti verso lalto, la testa leggermente inclinata a destra ed un dolce sorriso, si e allontanata senza mai voltarmi le spalle per poi svanire. E a quel punto che io avevo riaperto gli occhi nella camera dalbergo e continuavo a ripetere che ero stata alla sua presenza e che non ne ero certamente degna. In me era tutto un susseguirsi di emozioni, di incredulita e di gioia. Mi fanno indossare gli occhiali e mi rendo veramente conto che avevo tanta gente intorno, mi metto le scarpe da ginnastica con i lacci, mi infilo il giubbino e come un grillo salto sul pullman. Mi sentivo benissimo, serena e sana come non lo ero mai stata. Chiedendo scusa a tutti per essere stata la causa di ritardo nella partenza, mi sono sentita dire da marco, lautista, che non eravamo in ritardo neanche di cinque minuti che erano le 05:00, come se la gospa avesse sospeso lo scorrere del tempo. Mentre io ero alla presenza della madonna, qui sulla terra mio marito, Anna, Marco, Ivan, Sabino, Rachele, Beatrice e tutte le persone presenti in albergo , erano in pena, riuniti in rosario, che pregavano per me, perche, quando alle 04:00 era suonata la sveglia, io non mi sono svegliata, ma sono rimasta sdraiata sul fianco nella stessa posizione in cui mi ero addormentata, con le mani incrociate sul rosario. Ero di marmo, fredda, bianca, ghiacciata, con il polso flebile praticamente assente. ero IN COMA DIABETICO, IN COMA IPOGLICEMICO PROFONDO. Mio marito inizia a pregare, prima ancora di chiedere aiuto agli uomini, inizia a recitare lave maria. Continuando a pregare esce in boxer dalla stanza ed inizia a bussare alle porte delle altre camere gridando e chiedendo aiuto. Le persone accorrono, si radunano nei corridoi e sulle scale, camminando avanti e in dietro non sapendo cosa fare. mio marito chiede a tutti di pregare. Cosi tutto lalbergo inizia a pregare, anche chi non ci conosce, anche chi non sapeva

nemmeno perche gli altri stessero pregando, tutti insieme iniziarono a recitare lave maria, unave maria dopo laltra. Da me arriva una dottoressa di Medjugorje, chiamata sicuramente da qualcuno che parla la loro lingua ma non saprei dirvi di piu a tal proposito, perche neanche mio marito sa esattamente come sia arrivata li. E mio marito stesso a dare alla dottoressa indicazioni sul dafarsi, avendomi misurato lui stesso la glicemia (livello degli zuccheri nel sangue) scoprendo che avevo ventidue, mentre il limite minimo accettabile e di sessanta. Fa dire alla dottoressa che deve prendermi una vena avvertendola che e gia difficile riuscirci quando sto bene figuriamoci in quello stato, per somministrarmi della glucosata. Dopo meno di cinque minuti inizio a muovermi ( chi e medico o diabetico sa benissimo che non si esce da un coma diabetico dopo solo cinque minuti di glucosat a). Sono rimasta in quello stato per ben quarantacinque minuti e forse piu perche la sveglia e suonata alle 04:00, ma solo la madonna conosce il momento esatto in cui ci siamo incontrate. La gospa ha fatto vedere a mio marito quel qualcosa che lui le aveva chiesto. Lei ha ascoltato le mie preghiere e per sua intercessione mio papa e stato salvato. Io ho mantenuto la promessa che le avevo fatto. Il mio compleanno labbiamo passato insieme.era il 5 marzo del 2012 Fino ad oggi solo pochissime persone erano a conoscenza di quanto ci e accaduto, molti dei nostri amici e parenti non lo sanno tuttora, perche avevo la sensazione che non era ancora giunto il tempo di raccontarlo. SOLO POCHI GIORNI FA, A MEDJUGORIE, HO CONOSCIUTO UNA FAMIGLIA MERAVIGLIOSA E SPECIALE E DOPO QUALCHE ORA TRASCORSA INSIEME A CENA, UN QUALCOSA DENTRO DI ME MI HA SPINTA AD APRIRMI CON LORO. LAIUTO E LE PAROLE DI ANNA E DELLA VEGGENTE MARIJA HANNO FATTO IL RESTO. La storia di Federico raccontata dal papa' All'epoca dei fatti Federico si trovava alla sua terza esperienza di viaggio a Medjugorje a soli 2 anni e mezzo. Una gravissima emorragia cerebrale verificatasi al parto aveva portato numerose complicanze al bambino che dopo la dimissione avrebbe dovuto presentare problemi di paralisi diffuse, mancanza deglutizione, udito, vista ecc... Una storia iniziata in salita, dalla morte sentenziata dai medici, le operazioni chiurgiche e chi piu' ne ha ne metta... Il primario settantenne dell'unita' CNR del Gaslini disse il primo giorno al papa': preghi

che suo figlio non passi la notte... in tutta la mia carriera mai visto un caso cosi' grave... ovviamente cosi' non fu ed una forza inspiegabile spinsero da subito mamma e papa' a rivolgersi alla vergine Maria. Ma gi dopo la prima visita a Medjugorje, proprio la prima sera, si e' verificato l'impensabile sotto gli occhi incleduli dei genitori e presenti: appena seduti a tavola il bambino ha cominciato a masticare e deglutire perfettamente ogni tipo di cibo, dall'antipasto al dolce! Altri segni e grazie minori sono state registrate successivamente ma non voglio dilungarmi troppo nel racconto di questa storia arrivando direttamente al marzo 2012 giornata in cui Federico si trova per la prima volta insieme ad un gruppo di pellegrini ad una testimonianza della veggente Vicka. Appena arrivati i componenti del gruppo si sistemano qua e la alla ricerca della posizione migliore dove vedere ed ascoltare la veggente. Federico insieme al suo papa' decidono di fermarsi sotto un piccolo gruppo di alti alberi dalle minuscole e numerose foglie secche. Dopo aver pregato in silenzio per oltre un ora su tutti i presenti la veggente riprende a parlare al pubblico ed improvvisamente Federico (che all'epoca presentava gravi problemi di vista) alza improvvisamente il capo verso il cielo, saltellando in braccio al suo papa' come a voler indicare qualcosa... lassu' in alto.... Anche il papa' alza lo sguardo e con assoluta sorpresa individua un minuscolo oggetto di forma ovale appeso ad un albero con una corda di cui non comprende inizialmente la consistenza.

Chi e' gi stato nel cortile di Suor Cornelia sa bene che alla sinistra dell'ingresso vi sono alcuni grossi alberi e panchine. All'inizio di Marzo le piante erano ovviamente spoglie fatta salva la presenza di alcune migliaia di minuscole foglioline secche... Riconoscere volontariamente un oggetto in quel marasma sarebbe impossibile a chiunque!! stato

Qui di seguito la storia raccontata dal papa' Incuriosito da quel misterioso oggetto, prendo la macchina fotografica dotata di un buono zoom, ed ingrandendo resto senza parole! Una perfetta copia della medaglietta miracolosa di vecchio conio. Un ago in un pagliaio!! Anche i presenti che possono testimoniare restano sbalorditi. A distanza di un anno e mezzo Federico ha recuperato notevolmente la vista, il suo deficit si ridotto significativamente negli ultimi 7-8 mesi e proprio in questo momento sta

guardando insieme al suo nonno una partita di calcio! Ora che siete giunti al termine del racconto vi chiederete... A parte la coincidenza della medaglietta miracolosa sia per Barbara che Federico cosa unisce le due storie? Mentre il papa' e Federico fotografavano la medaglietta sull'albero proprio Barbara e suo marito erano seduti li al loro fianco ascoltando la veggente Vicka casualmente inconsapevoli di ci che il giorno seguente sarebbe loro capitato. Solo un anno dopo, pur non conoscendosi, Barbara di Milano, Federico di Savona insieme alle rispettive famiglie, hanno sentito entrambe di ripetere un pellegrinaggio a Medjugorje. Questa volta pero' non per la consueta apparizione del 2 del mese ma bensi' per il giorno 18 di Marzo, data del compleanno di Mirijana. Con sorpresa Barbara, Federico & C hanno avuto la fortuna di soggiornare presso la pensione della veggente Marija e sempre casualmente i loro posti sono stati assegnati tra decine di persone - allo stesso tavolo. Tra un racconto e l'altro le due famiglie hanno reciprocamente raccontato le rispettive storie.. Quale miglior sorpresa potevano ancora aspettarsi Barbara, Federico & famiglie? Stesso giorno, stesso luogo, stesso albero e stessa medaglietta! Credete ancora al caso? Oppure alle Dioincidenze? Barbara poi scrive nel suo racconto che il suo Papa' sempre un nome a caso Rosario... E' stato dimesso dopo essere scampato alla morte il 10 gennaio . Oggi il piccolo Federico, nonostante la batosta ricevuta sempre in graduale crescita. Quel caso definito come il piu' grave nella lunga carriera del primario genovese (alla veneranda eta' di 70 anni) e' " casualmente scampato alla morte " proprio il 10 di gennaio. Sapete l'ultima grazia che ci ha donato Federico alias Ricco di fede - sul pullman alla ripartenza per l'Italia proprio dopo quell'esperienza a Medjugorje? Il segno della croce prima della recita del Rosario transitando davanti a San Giacomo... Ma nessuno glielo aveva ancora insegnato! Sia lodato Gesu' Cristo!