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Luso di Internet nella didattica.

Introduzione I diversi servizi offerti oggi da Internet, in continuo aumento e miglioramento, assolvono, fondamentalmente, a funzioni comunicative e informative: permettono la comunicazione a distanza, lo scambio e il reperimento di informazioni e materiali e la loro rapida circolazione e diffusione. Se la rete rappresenta per lutente medio una fonte inesauribile di informazioni, in grado di fornire risposte a molti dubbi, chi voglia intraprendere una ricerca specifica, soprattutto se di tipo scientifico, riscontra la necessit di ricerche ulteriori, al fine di reperire fonti attendibili e rigorose, tanto nel caso in cui debba effettuare una selezione tra i moltissimi dati reperiti in rete, eterogenei e difficili da gestire, quanto nellipotesi opposta, in cui non riesca a rinvenire alcuna informazione. Non difficile intuire come Internet possa essere utilizzato pi come una guida che come fonte unica e, al contempo, comprendere che i risultati di una ricerca e la loro concreta utilizzabilit dipendono, oltre che dalleffettiva presenza in rete delle informazioni e dei materiali ricercati, dalle competenze di chi effettua la ricerca, dalle sue finalit e dallappropriatezza delle strategie adottate. In ambito educativo, linnovazione e la differenziazione delle metodologie didattiche, attuate nellottica costruttivista, hanno consentito di accogliere le nuove tecnologie sia nella didattica in classe, sia come risorsa per lo studio individuale, ai fini di un apprendimento attivo, che fornisca agli apprendenti le competenze necessarie a selezionare linformazione, organizzarla e trasformarla in capacit concreta di risolvere problemi, e che permetta loro di acquisire lautonomia necessaria a gestire i percorsi di autoformazione e aggiornamento, contemplati dal sistema della formazione permanente. Internet rientra tra le possibili risorse a disposizione e si avverte, data la sua diffusione, la necessit di sviluppare le opportune competenze per la sua utilizzabilit. In questa sede ci si soffermer brevemente sullutilit e limpatto della ricerca in Internet a fini specificamente didattici, le principali difficolt e le strategie applicabili al fine di una ricerca produttiva.

1. Gli strumenti di ricerca in rete. La modalit pi diffusa e utilizzata per la ricerca in Internet rappresentata dal ricorso alla ricerca libera sul Web, la quale pu costituire un utile mezzo per reperire informazioni, ma richiede tempo e capacit di selezione. Consultando Google, Yahoo, Arianna o Virgilio, per esempio, ci si ritrova, il pi delle volte,

dinanzi a unelevata quantit di dati e materiali. possibile introdurre dei parametri selettivi specifici, attraverso luso dei comuni operatori logici (AND, OR, NOT) e delle opzioni avanzate di ricerca, che permettono allutente di circoscrivere il campo e ottenere una quantit di dati pi limitata e meglio definita e, tuttavia, spesso difficilmente gestibile, per diverse ragioni: si tratta, in molti casi, di materiali molto eterogenei, provenienti da fonti spesso sconosciute e non verificabili; molti dati non sono aggiornati e le relative pagine risultano eliminate o spostate, per cui la ricerca restituisce solo risultati parziali o non adeguati o consultabili solo in copia cache, senza la possibilit di risalire alloriginale; molte informazioni non sono pertinenti, a causa dei problemi legati a sinonimia e ambiguit; ecc. In ogni caso, i risultati ricavati rappresentano solo una parte di quelli realmente esistenti in rete e non detto che corrispondano alle necessit e alle aspettative dellutente. Permane, infatti, la difficolt di fondo, consistente nel fatto che l'informazione su Internet per la maggior parte destrutturata e disorganizzata, in quanto dipende dalliniziativa dei singoli, che la immettono in rete per fini e con criteri diversi. I gi citati Yahoo e Google, probabilmente i pi noti, rappresentano due esempi delle modalit di funzionamento dei comuni strumenti di ricerca. Si possono distinguere gli indici per categorie dai search engine o motori di ricerca. La differenza data dal fatto che i primi come, ad esempio, Yahoo, consistono in archivi che organizzano linformazione secondo categorie prestabilite dagli utenti che la immettono in rete, decidendone la collocazione; mentre i motori di ricerca per termini, come Google, per esempio, sono archivi creati automaticamente da appositi software, sulla base del termine utilizzato dallutente e la sua effettiva esistenza nei documenti digitalizzati presenti in rete. Mentre gli indici individuano solo siti in cui trattato largomento in questione e i risultati presenteranno una certa attinenza, dal punto di vista qualitativo, ai criteri categoriali scelti dallutente, i motori di ricerca forniscono una quantit molto pi elevata di risultati, ma si basano solo sulla presenza della parola-chiave usata dallutente in singole pagine, individuate automaticamente e non necessariamente pertinenti allargomento trattato. La selettivit della ricerca dipende principalmente, in questo caso, dalle parole utilizzate come chiave, oltre che dallimpostazione dei parametri avanzati. La ricerca sar tanto pi produttiva quanto maggiore la consapevolezza delle differenze di funzionamento tra i due tipi di strumenti summenzionati e le rispettive potenzialit, ma lutente deve, anzitutto, saper individuare in maniera ben definita il tipo di informazione cercata. La scelta dello strumento da utilizzare dipender, quindi, dalle necessit e dalle competenze dellutente, non solo di tipo tecnico, ma anche in relazione alle sue conoscenze sullargomento a cui attiene loggetto della ricerca.

Se il tipo di informazione ricercata e largomento sono ben noti, lutente possiede gi un certo grado di competenza e la ricerca pu essere pi selettiva. In questo caso, lutente pu decidere di consultare strumenti pi specifici, come siti che permettano laccesso a banche-dati specializzate, o a cataloghi on-line i quali, a differenza degli strumenti di ricerca libera, sono fonti strutturate, la cui informazione ordinata secondo parametri precisi. Essi sono dotati di operatori esatti che permettono di ricercare attraverso una fiche, pi o meno intuitiva, risultati che rispondono a una precisa richiesta dellutente, come nel caso di una ricerca bibliografica, volta a individuare le biblioteche di una certa area geografica, che dispongono di un certo testo. Altro caso frequente quello di alcune opere di consultazione in formato digitale, quali dizionari, glossari ed enciclopedie on-line. Anche in questo caso la ricerca affidata a criteri molto ben definiti e la consultazione possibile attraverso limmissione del termine cercato nelle apposite caselle di una scheda. La competenza dellutente si rileva, quindi, in diversi aspetti dellattivit di ricerca: nel contemporaneo ricorso a pi tecniche o strategie, nellutilizzo di pi strumenti e nelleventuale capacit di individuare immediatamente le potenziali fonti a cui attingere per recuperare i dati cercati, oltre che nella capacit di circoscrivere la ricerca attraverso gli operatori appropriati. Tutti fattori, questi, che permettono di sfruttare anche le informazioni secondarie o indirette presenti in rete sullesistenza di tali fonti e strumenti, utili al raggiungimento di risultati qualitativamente pertinenti (c.d. metainformazione). Un aspetto fondamentale rappresentato dalla capacit di utilizzare un linguaggio tecnico specifico come chiave di ricerca. Gli studi ad oggi condotti hanno evidenziato la strettissima relazione che intercorre tra un esito favorevole della ricerca e le competenze linguistiche dellutente che la effettua: la capacit di definire attraverso un linguaggio specifico loggetto della ricerca e, quindi, gli obiettivi, conducono a risultati soddisfacenti. Come facile intuire, la padronanza di un linguaggio tecnico specifico presuppone una certa conoscenza dellargomento e, tuttavia, anche in assenza di conoscenza, i risultati possono variare considerevolmente in relazione alle abilit metalinguistiche dellutente. In considerazione di tali fattori, si compreso come sia produttivo adottare, per la didattica in classe, tecniche di ricerca collaborative, per mezzo delle quali gli studenti compiono il tentativo di formulare un linguaggio appropriato attraverso la negoziazione.

2. La ricerca in Internet per fini didattici. stato accertato che la maggior parte del tempo destinato alla ricerca non conduce a risultati concreti, a causa della scarsa capacit di definire in maniera precisa lobiettivo e, a volte, loggetto

stesso della ricerca, di selezionare i materiali, di verificarne la fonte. Il pi delle volte, lutente disorientato dalla quantit di dati e dalla presenza di numerosi link circolari, causa di una considerevole perdita di tempo, nonch di confusione e incertezza. La maggior parte degli studenti sembra non essere capace di ottenere i risultati sperati. Si riscontra, in realt, una significativa riduzione dei tempi necessari allanalisi dei risultati stessi a fronte del corrispondente aumento dei tempi dedicati alla pianificazione della ricerca. Linsegnante che voglia avvalersi di Internet, come risorsa per una lezione, pu ricorrere a una ricerca collettiva, ottenendo migliori risultati rispetto a una ricerca affidata ai singoli studenti. A proposito degli strumenti utilizzabili per la ricerca ai fini dellapprendimento, risulta essere particolarmente fruttuoso lutilizzo di metodi metacognitivi e, in particolare, delle mappe concettuali, le quali permettono di organizzare i concetti nella memoria semantica, attraverso la loro rappresentazione in strutture visive, ed elaborare espressioni linguistiche e terminologia adeguate a comunicarli. Luso delle mappe concettuali durante la fase preparatoria consente unaccurata pianificazione della ricerca, migliorandone lefficacia. Tuttavia, luso di questo strumento ha una portata assai pi ampia e duratura, poich: facilita la selezione e la valutazione dei materiali reperiti, lorganizzazione dei concetti da questi ricavati e la successiva ristrutturazione degli stessi in nuova conoscenza, riapplicabile anche in contesti differenti da quello scolastico. Tra i metodi sperimentati, costituisce un esempio SEWCOM (Search the Web with Concept Maps) che consiste nellutilizzare per la ricerca le parole-chiave ottenute da una mappa concettuale iniziale, appositamente elaborata dalla classe o dal gruppo, la quale verr via via ristrutturata e riorganizzata, secondo le aree semantiche individuate durante le varie fasi della ricerca e dellesame dei documenti trovati. Questi dovranno essere letti e valutati, per verificarne attinenza e affidabilit in relazione alla fonte. Fondamentale la supervisione dellinsegnante che, in mancanza di unapprofondita conoscenza dellargomento da parte dei discenti, guider questi ultimi nella fase di selezione delle fonti ritenute attendibili e pertinenti, ovvero riutilizzabili direttamente o come spunto per una nuova ricerca, e nellanalisi e interpretazione dei documenti reperiti. Questi forniranno nuovi termini e un lessico specifico che permetter di rimodellare la mappa, e potr essere riutilizzato per successive e pi specifiche ricerche. Infine, la mappa potr essere ristrutturata sulla base delle relazioni colte dagli studenti tra concetti appartenenti ad aree semantiche diverse. Uno degli effetti pi rilevanti di questo metodo consiste nellacquisizione immediata da parte degli studenti di un lessico specifico, in relazione allargomento trattato, acquisizione favorita dalla comparazione tra molteplici fonti. Il ruolo del docente , quindi, quello di introdurre alla ricerca, stimolare le capacit critiche e di osservazione degli studenti rispetto ai materiali, attraverso unanalisi comparativa dei risultati, in

quanto egli rappresenta lesperto competente a facilitarne linterpretazione e a fornire i parametri di verificabilit e attendibilit e, in fase finale, invitare a una riflessione e a un possibile dibattito in aula in merito a specifici aspetti metodologici, alle tecniche adottate e ai benefici che gli studenti pensano di averne tratto.

Conclusioni Lodierna diffusione di Internet e la sua presenza nella vita quotidiana dello studente ne fa una risorsa, a condizione che questi maturi le necessarie competenze tecniche, contenutistiche e linguistiche, di cui la scuola ha il compito di farsi carico. Gli studi condotti fino ad ora confermano che essa pu costituire un valido supporto nella didattica in classe e che, a tal fine, una forma di approccio di tipo collaborativo, unitamente alluso di strumenti metacognitivi, consente la partecipazione attiva degli studenti, la sperimentazione, la negoziazione di significati, la riflessione metalinguistica e metacognitiva che sono allorigine dello sviluppo dellautonomia necessaria a gestire lautoapprendimento e la capacit di saper fare, applicando le conoscenze acquisite alla risoluzione di problemi pratici e ad altri momenti del loro percorso di apprendimento permanente. In tale contesto cooperativo, la funzione del docente quella di orientare gli studenti durante tutte le fasi, verso lacquisizione di quegli strumenti e la conquista di quellautonomia che gli saranno indispensabili nel corso di tutta la vita, tanto in ambito privato, quanto nel contesto lavorativo.