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Espansione della Civilt nello Spazio: Aspetti Economici, Tecnologici, Etici e Sociologici, 22 marzo 2013, Citt della Scienza,

Napoli

LAccesso allo Spazio, Turismo e Risorse Spaziale: un Tesoro da Utilizzare


Gennaro Russo1
Associazione Italiana di Aeronautica ed Astronautica (AIDAA), Napoli

Sommario Il primo tema trattato allinizio dellEra Spaziale stato laccesso allo spazio. Questo tema, dopo oltre 50 anni, ancora centrale per due motivi di fatto interconnessi: (i) lenergia necessaria a vincere la forza di gravit terrestre molto alta ed in gran parte da spendere nelle fasi iniziali di lancio, (ii) il vincolo logico di trattare la terra come un sistema chiuso o quasi impone di dover partire ogni volta dalla sua superficie. Un primo punto importante da considerare alla ricerca di nuove strategie in una prospettiva di lungo periodo quindi come ridurre i costi di accesso allo spazio (e non solo LEO) e renderlo pi routinario. Questo tema non nuovo tanto che lo Space Shuttle fu progettato e realizzato negli anni 70 proprio con questo obiettivo, peraltro raggiunto solo molto parzialmente. peraltro quasi un ventennio che si studiano in vari luoghi del mondo nuovi sistemi, talvolta molto complessi e basati su configurazioni multi-stadi, talvolta altrettanto complessi dal punto di vista tecnologico come il caso dei veicoli a propulsione Scramjet peraltro studiata gi negli anni 50. Ed proprio questultima una chiara potenziale soluzione in grado di ridurre in modo rilevante la quantit di combustibile da caricare a bordo grazie alluso dellossigeno raccolto nellatmosfera, proprio alle basse quote dove il dispendio energetico maggiore. Altri approcci necessitano approfondimenti scientifico-tecnologici ma possono richiedere anche una revisione normativa come sarebbe il caso delluso della propulsione atomica (ad es. progetto 242 di Carlo Rubbia). Problema complementare la riutilizzabilit e cio il recupero facile, sicuro ed economico del veicolo. Questo implica lo sviluppo totale di una capacit di rientro controllata e volata in modo da atterrare in qualsiasi punto della terra, e quindi velivoli alati capaci di sfruttare i benefici connessi alla presenza dellatmosfera. Laerospazioplano, concetto introdotto da alcuni decenni come il sistema capace di accedere allo spazio e rientrare decollando ed atterrando in modo tradizionale da qualsiasi aeroporto esistente (NASP), resta il chiaro obiettivo. I pi recenti sviluppi ed i risultati di Virgin Galactic sembrano confermare che la strada migliore per raggiungere lobiettivo sia quella di far evolvere laeronautica tradizionale verso lo spazio e non il viceversa. Il turismo spaziale, come nuova frontiera verso il futuro prossimo, gi cominciato. Infatti, il vero primo turista spaziale stato Dennis Tito che, al costo di 20 M$, stato ospite della Stazione Spaziale Internazionale nel 2001. Da allora sette persone hanno ripetuto questa esperienza orbitale molto costosa ed altre verranno sia sulla ISS che dal 2015 sullinfrastruttura gonfiabile proposta da Bigelow. Daltra parte, nel 2004 Virgin Galactic ha aperto le porte del turismo sub-orbitale su base totalmente privata e ad oggi ha gi venduto circa 500 viaggi al costo ancora considerevole di 20000 $. Possiamo perci dire che lera dellutilizzo dellambiente spaziale per diletto da parte del semplice cittadino del tutto avviata. Questo concetto di turismo pu facilmente apparire come semplicistico; infatti, dietro langolo ci sono voli sub-orbitali point-to-point, capaci cio di portare i passeggeri da un punto allaltro della Terra dopo un salto nello spazio, quadro alimentato da tempo dalla stessa Virgin Galactic che sta promuovendo la realizzazione di vari spazioporti nel mondo. E subito dopo verranno i servizi di trasporto ipersonico su tratte di medio raggio (5000-6000 km) con percorsi ai confini dello spazio e lo sviluppo del settore che viene indicato come urgent business travel. Laccesso allo spazio va poi inteso nel senso pi ampio del termine, trattando anche i modi ed i sistemi in grado di ospitare persone, cose e strumenti (sperimentali, produttivi e di servizio). La stazione spaziale internazionale (ISS) rappresenta sicuramente un esempio importante di infrastruttura spaziale, ma ad essa mancano diverse capabilities per poter essere uno strumento utile allo sviluppo della presenza continuativa ed ordinaria delluomo nello spazio e allutilizzo commerciale del Quarto Ambiente (sfruttamento). Mancano ambienti accoglienti, manca la funzione di produzione nello spazio e mancano i presupposti per la generazione artificiale di gravit. Il posizionamento poi di infrastrutture pi complete della ISS, dal punto di vista funzionale, resta argomento aperto; ma in unottica prospettica di espansione dellumanit nello spazio, non se ne potr che ipotizzare la presenza nellambito del sistema Terra-Luna, ivi compresi i punti lagrangiani relativi.

Aerospace Science Technology and Research Consulting, Membro del Consiglio Centrale dellAIDAA e del Direttivo della Sezione Napoletana dellAIDAA, Co-fondatore di Space Renaissance International

Espansione della Civilt nello Spazio: Aspetti Economici, Tecnologici, Etici e Sociologici, 22 marzo 2013, Citt della Scienza, Napoli

Tra le infrastrutture spaziali di servizio assumono un ruolo molto rilevante quelle che dovranno essere dedicate alla produzione/estrazione di energia e di risorse. Sono in molti a credere nelle stazioni spaziali per la produzione di energia solare; e tra laltro le SBSP (Space-Based Solar Power) rappresentano la grande speranza per risolvere anche il problema del fabbisogno energetico sulla Terra. La prima proposta a riguardo risale addirittura al 1968, quando Peter Glaser pens che si potessero lanciare nello spazio piattaforme fotovoltaiche in grado di trasferire lenergia ricavata dal sole in modalit wireless verso la Terra. Questa idea continua ad ispirare il lavoro di ricercatori e grandi organizzazioni scientifiche mondiali, tuttavia ci sono ancora oggi diversi inconvenienti da risolvere data lalta densit di energia associata a questo tipo di trasferimento che interferirebbe con molti aspetti della vita quotidiana (traffico veicolare, aereo, telecomunicazioni, ecc.) Aziende private, come lamericana Planetary Resources che la prima societ per sfruttare le risorse minerarie nello spazio, sono decise a trainare la nuova fase dellespansione umana nello spazio con lo spirito dei vecchi cercatori doro. Ad esempio, sulla Luna (dove invero di oro non ce n, o troppo poco) ci sono minerali come quelli del gruppo platino o le cosiddette terre rare, sempre pi rilevanti nellindustria hi-tech per la realizzazione dei cellulari. La loro scarsit sulla Terra e il fatto che i giacimenti maggiori siano in mano a pochi paesi, ha spinto diversi imprenditori americani alla ricerca di vere e proprie miniere nello spazio. A differenza della Terra dove esiste in quantit minime, sulla Luna esistono anche notevoli giacimenti di elio-3, da molti definito il petrolio del futuro. Quando la fusione nucleare diventer una realt (non prima del 2070-2080), lelio-3 sar il principale combustibile per i reattori. Gli asteroidi sono invece interessanti in quanto i metalli sono distribuiti in tutto il loro corpo, a differenza della Terra dove i metalli pi pesanti sono pi vicini al nucleo interno, e sono perci pi facilmente estraibili. Tutte le risorse estratte dovranno essere raccolte ed inviate verso adeguati punti di raccolta, in orbita intorno alla Terra o sulla Luna, per esempio. Biografia di Gennaro Russo Consulente strategico in ambito aerospaziale, specie con le PMI, collabora con lUnmanned Vehicles University dellArizona, con il Dipartimento di Ingegneria Industriale Sezione Aerospaziale dellUniversit Federico II di Napoli. Si laureato in Ingegneria Aeronautica nel 1981 presso l'Universit di Napoli e ha conseguito nel 1987 il Dottorato di Ricerca presso la Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Universit "La Sapienza" di Roma con dissertazioni in Fluidodinamica Microgravitazionale. Autore di oltre 100 lavori presentati a Congressi nazionali ed internazionali e/o pubblicati su riviste internazionali. Dal 1981 al 1987 ha collaborato con l'Istituto di Aerodinamica "U. Nobile" dell'Universit di Napoli, occupandosi di Fluidodinamica Sperimentale con particolare riguardo agli aspetti Microgravitazionali. In questo contesto stato membro del team che ha proposto, seguito ed analizzato alcuni esperimenti effettuati a bordo delle missioni SL-1 (1981) e D-1 (1983) del laboratorio spaziale europeo Spacelab. Per tali attivit ha ottenuto il "Team Achievement Award" dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Entrato al CIRA nell'ottobre 1987, si occupato inizialmente di Aerodinamica Sperimentale, passando successivamente in qualit di Program Manager al settore Ipersonica/Aerotermodinamica (1989-94). In particolare, stato responsabile del coordinamento degli Studi Italiani di Fluidodinamica nell'ambito dell'Hermes R&D Preparatory Program, e della progettazione del Plasma Wind Tunnel (SCIROCCO Project). stato responsabile del settore Aerotermodinamica (1994-95), dellufficio Marketing Strategico (1995-97), dellUfficio Relazioni Internazionali e Marketing (1997-2001). In qualit di dirigente, ha diretto la Divisione Programmi Spaziali (2002-2009) e la Divisione dei Laboratori e Mezzi Strumentali Spazio (2008-2009); ha poi diretto la Divisione Sistemi Spaziali (2009-2010), e lUfficio di Presidenza per lo Sviluppo delle Relazioni Istituzionali (2011-2012). stato Program Manager del progetto Unmanned Space Vehicles (USV) per le tecnologie abilitanti e sperimentazione in volo verso lo sviluppo di nuovi sistemi di accesso allo spazio e rientro, con un approccio di maggiore sinergia tra laeronautica e lo spazio (2000-2010). stato delegato nazionale nel Launcher Programme Board dellESA (1999-2012), ed membro della International Academy of Astronautics (IAA), della International Astronautical Federation (IAF), dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA), dellAssociazione Ingegneri Aeronautici e Aerospaziali ex Allievi della Facolt dIngegneria dell'Universit di Napoli "Federico II" (AIAN). membro del Consiglio Centrale dellAssociazione Italiana di Aeronautica ed Astronautica (AIDAA) e membro del Consiglio Direttivo della relativa Sezione Napoletana.