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Zonizzazione acustica di Casoria

INDICE

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PREMESSE ......................................................................................................... 2 RIFERIMENTI LEGISLATIVI NAZIONALI E REGIONALI IN

MATERIA DI INQUINAMENTO ACUSTICO ..................................................... 5 2.1 2.2 2.3 2.4 I LIMITI MASSIMI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE: IL DPCM 1/3/91 ..................... 5 LA LEGGE QUADRO SULLINQUINAMENTO ACUSTICO .................................... 7 I DECRETI E I REGOLAMENTI DATTUAZIONE DELLA LEGGE QUADRO ........... 10 LE LINEE GUIDA PER LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE

DELLA REGIONE CAMPANIA .................................................................................... 15

DESCRIZIONE DEL TERRITORIO, DATI STATISTICI RILEVANTI E

TAVOLE DI ANALISI ........................................................................................... 19 4 CRITERI PER LA REDAZIONE PER PIANO DI ZONIZZAZIONE

ACUSTICA............................................................................................................... 22 5 DESCRIZIONE DELLA NORMATIVA DI ATTUAZIONE DEL PIANO

DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA. ........................................................................ 31

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1 PREMESSE
Negli agglomerati urbani di grandi dimensioni, laumento delle emissioni sonore legate alle attivit produttive e alla motorizzazione di massa e l'elevata densit di popolazione hanno generato livelli di inquinamento acustico tali da far assumere al fenomeno carattere di emergenza. A fronte di tale situazione, nel 1995 stata emanata in Italia la Legge Quadro sullinquinamento acustico (n. 447) che impone ai Comuni l'attuazione di un programma di attivit articolato in tre fasi completamente distinte per finalit e per tempistica: la classificazione del territorio comunale in zone a diversa destinazione duso cui sono associati i limiti massimi dei livelli sonori equivalenti (Piano di Zonizzazione Acustica); il rilevamento dei livelli di rumore esistenti allo scopo di confrontare i livelli massimi di rumore attribuito alle differenti zone acustiche dal Piano di Zonizzazione Acustica (PZA) con i livelli di rumorosit effettivamente misurati (Mappa del rumore); la redazione dei Piani di Risanamento Acustico (PRA) laddove si verifica il superamento dei valori di rumore che segnalano la presenza di un potenziale rischio.

Il primo passo che le Amministrazioni Comunali devono pertanto compiere per realizzare il controllo dellinquinamento acustico

ambientale la predisposizione della zonizzazione acustica. Per zonizzazione acustica si intende una divisione del territorio comunale in unit territoriali individuate secondo i criteri di

classificazione riportati in una tabella predefinita, basata sulluso - o

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sulla destinazione duso - e su altre propriet di ciascuna parte del territorio. A ciascuna tipologia di area, in cui articolata la tabella, sono poi attribuiti i valori limite di rumorosit stabiliti dalla normativa vigente. Questa procedura rende la zonizzazione acustica una sorta di piano regolatore generale del rumore in quanto stabilisce degli standard di qualit acustica da conseguire come obiettivo a breve, medio e lungo termine.

Quindi, lo scopo della zonizzazione acustica stabilire gli standard di comfort acustico da conseguire nelle diverse parti del territorio comunale; prevenire il deterioramento di zone non inquinate acusticamente o per le quali la quiete sonica elemento essenziale per la fruizione; regolamentare le emissioni rumorose di attuali e nuove attivit produttive, ricreative, infrastrutture di trasporto; disciplinare le emissioni rumorose di attivit temporanee; costituire riferimento per il successivo Piano di Risanamento Acustico, consentendo l'individuazione delle priorit di intervento; costituire supporto all'azione amministrativa dell'Ente locale per la gestione delle trasformazioni urbanistiche ed edilizie.

La politica ambientale e di assetto del territorio rappresenta uno degli strumenti prioritari all'interno delle azioni di governo intraprese dall'Amministrazione Comunale di Casoria. Con deliberazione di G.M. n.193 del 17.7.2000, il Comune di Casoria ha inteso affidare lincarico per la redazione del Piano di Zonizzazione Acustica.

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Conformemente a quanto richiesto nel disciplinare di incarico, stato elaborato un preliminare di piano che stato sottoposto al responsabile del procedimento ed agli Assessori all'Ambiente ed all'Assetto del Territorio. Il preliminare stato recepito (lettera prot.u/51 AT del 10.1.2001) e si proceduto alla stesura dell'elaborato finale.

Il Piano di zonizzazione acustica costituito dai seguenti elaborati: 1. la relazione tecnica, corredata da elaborati grafici (tavole di analisi), che riporta le caratteristiche del contesto urbano rilevanti ai fini della zonizzazione, le previsioni degli strumenti urbanistici e di governo della mobilit, vigenti e in itinere, i criteri adottati e le scelte effettuate in sede di redazione del Piano; 2. la tavola di zonizzazione acustica, che riporta larticolazione in classi acustiche dellintero territorio comunale; 3. la normativa di attuazione, che definisce gli effetti delladozione del PZA sulla strumentazione urbanistica, fissa le modalit di aggiornamento e revisione del Piano, disciplina le attivit rumorose, sia permanenti che temporanee, allinterno del territorio comunale, stabilisce le attivit di vigilanza e prescrive le opportune sanzioni.

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2 RIFERIMENTI LEGISLATIVI
INQUINAMENTO ACUSTICO

NAZIONALI E REGIONALI IN MATERIA DI

E' presentata di seguito una sintetica rassegna dei principali riferimenti normativi, a livello nazionale e regionale, che hanno guidato la redazione del Piano di Zonizzazione Acustica (PZA) per il Comune di Casoria.

2.1 I Limiti massimi di esposizione al rumore: il DPCM 1/3/91 Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che fissava i limiti massimi di esposizione al rumore sia negli ambienti esterni che nellambiente abitativo1 fu emanato in attuazione della legge 349/86 che, nellistituire il Ministero dellAmbiente, assegnava al Ministro dellAmbiente, di concerto con il Ministro della Sanit, il compito di proporre al Presidente del Consiglio dei Ministri i limiti massimi di accettabilit delle concentrazioni e di esposizione relativamente ad inquinamenti di natura chimica, fisica, biologica e delle emissioni sonore in ambienti esterni e interni. Costituiscono parte integrante del Decreto due Allegati luno che fornisce linsieme delle definizioni tecniche utili allapplicazione della norma e laltro che riporta le tecniche di rilevamento e di misurazione dellinquinamento acustico e due Tabelle che forniscono,

rispettivamente, la classificazione in zone che i Comuni devono adottare ai fini della determinazione dei limiti massimi dei livelli sonori equivalenti e i limiti massimi dei livelli sonori equivalenti stabiliti in ragione delle classi di destinazione duso del territorio.

D.P.C.M. 1 marzo 1991, Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nellambiente esterno, Gazzetta Ufficiale n 57 del 8/3/1991.

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Il Decreto assegna alle Regioni il compito di provvedere, nellarco di un anno dalla sua entrata in vigore, allemanazione di direttive per la predisposizione, da parte dei Comuni, di opportuni piani di risanamento acustico. La Regione chiamata anche a predisporre un piano annuale di intervento per la bonifica dallinquinamento acustico, in esecuzione dei quali i Comuni adottano i singoli piani di risanamento. In attesa dellarticolazione in zone dei territori comunali sulla base delle indicazioni contenute nel DPCM, vengono temporaneamente fissati i limiti di accettabilit per le sorgenti sonore fisse in relazione alle zone omogenee del DM 1444/68. Per quanto riguarda la classificazione in zone, il Decreto propone unarticolazione del territorio comunale in sei classi, definite in funzione della destinazione duso prevalente, della densit abitativa e delle caratteristiche del flusso veicolare: aree particolarmente protette, per le quali la quiete sonica rappresenta un elemento di base per la fruizione; aree ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densit di popolazione, con limitata presenza di attivit commerciali ed assenza di attivit industriali ed artigianali; aree di tipo misto, interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densit di popolazione, con presenza di attivit commerciali, uffici, con limitata presenza di attivit artigianali e con assenza di attivit industriali o, anche, aree agricole interessate da attivit che impiegano macchine operatrici; aree di intensa attivit umana, interessate da intenso traffico veicolare, con alta densit di popolazione, con elevata presenza di attivit commerciali e uffici, con presenza di attivit artigianali o, anche, le aree in prossimit di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali e quelle con limitata presenza di piccole industrie;
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aree prevalentemente industriali, interessate da insediamenti industriali e con scarsit di abitazioni;

aree industriali, interessate esclusivamente da attivit industriali e prive di insediamenti abitativi.

La classificazione del territorio comunale proposta in sede legislativa finalizzata, dunque, alla definizione di ambiti omogenei per

lapplicazione dei limiti massimi, diurni e notturni, del livello sonoro equivalente.

2.2 La Legge Quadro sullInquinamento Acustico Nel 1995 viene emanata in Italia la prima legislazione organica in materia di rumore, la Legge 4472. Essa si compone di 17 articoli e fornisce un quadro di riferimento generale da specificare attraverso Decreti Attuativi e Leggi Regionali. Con la Legge Quadro viene introdotta una definizione del termine inquinamento acustico di gran lunga pi ampia rispetto a quella fornita dal DPCM del 91 per il termine rumore. In particolare, linquinamento acustico viene inteso come lintroduzione di rumore nellambiente abitativo o nellambiente esterno, tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attivit umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali e dei monumenti, dellambiente abitativo o dellambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Oltre alla definizione di inquinamento acustico, vengono fornite le definizioni di ambiente abitativo, che riprende quella gi contenuta nel DPCM del 91, e di sorgenti sonore fisse e mobili. Inoltre, rispetto al DPCM del 91
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Legge 26/10/1995 n. 447, Legge quadro sullinquinamento acustico, Gazzetta Ufficiale n 254 del 30/10/1995 - Supplemento ordinario.

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che fissava esclusivamente i limiti massimi di immissione in riferimento alle classi di destinazione duso del territorio, la Legge Quadro introduce i concetti di valori di emissione, attenzione e qualit (art.2 comma 1 lettere e,f,g e h ), in particolare li definisce in tal modo: Valore limite di emissione : il valore massimo di rumore che pu essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimit della sorgente stessa. Valore limite di immissione : il valore massimo di rumore che pu essere immesso da una o pi sorgenti sonore nellambiente abitativo o nellambiente esterno, misurato in prossimit dei ricettori. Valore di attenzione : il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per lambiente. Valori di qualit : i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo termine con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti.

In merito alle competenze, va rilevato che la Legge individua una nuova figura professionale, il tecnico competente, idoneo ad effettuare le misurazioni, verificare lottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico e a svolgere le relative attivit di controllo. Viene effettuata, inoltre, una puntuale ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni e Comuni. In particolare, allo Stato attengono le funzioni di indirizzo, coordinamento e regolamentazione: ad esempio, tra i compiti dello Stato la determinazione dei valori limite di emissione e di immissione, dei valori di attenzione e di qualit, delle tecniche di rilevamento e misurazione dellinquinamento acustico, dei requisiti acustici delle sorgenti sonore, dei requisiti acustici passivi degli edifici ma, anche, dei criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione
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al livello di inquinamento acustico o per lindividuazione delle zone di rispetto per le aree e le attivit aeroportuali e dei criteri per regolare lattivit urbanistica nelle zone di rispetto. Le Regioni sono chiamate, entro il quadro di princpi fissato in sede nazionale, a promulgare proprie leggi definendo, in particolare, i criteri per la predisposizione e ladozione dei piani di zonizzazione e di risanamento acustico da parte dei Comuni. Inoltre, in conformit con quanto previsto dal DPCM 91, alle Regioni affidato il compito di definire, sulla base delle proposte avanzate dai Comuni e dei fondi assegnati dallo Stato, le priorit di intervento e di predisporre un piano regionale triennale di intervento per la bonifica dallinquinamento acustico. Alle Province sono affidate, secondo quanto previsto dalla Legge 142/90, funzioni amministrative, di controllo e vigilanza delle emissioni sonore. Ai Comuni, infine, sono affidati compiti molteplici, tra i quali: la zonizzazione acustica del territorio comunale secondo i criteri fissati in sede regionale; il coordinamento tra la strumentazione urbanistica gi adottata e le determinazioni della zonizzazione acustica; la predisposizione e ladozione dei piani di risanamento; il controllo del rispetto della normativa per la tutela

dallinquinamento acustico allatto del rilascio delle concessioni edilizie per nuovi impianti e infrastrutture per attivit produttive, sportive, ricreative e per postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che ne abilitino lutilizzo e dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione allesercizio di attivit produttive; ladeguamento dei regolamenti di igiene e sanit e di polizia municipale;
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lautorizzazione

allo

svolgimento

di

attivit

temporanee

manifestazioni in luoghi pubblici, anche in deroga ai limiti massimi fissati per la zona. Ulteriori compiti dellEnte Comunale sono fissati dallart.7, relativo ai piani di risanamento acustico: questi ultimi, predisposti a cura dei Comuni, devono essere approvati dal Consiglio Comunale; per i Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, inoltre, la legge prevede la redazione, da parte della Giunta Comunale, di una relazione biennale sullo stato acustico del territorio comunale, la cui approvazione anchessa demandata al Consiglio Comunale. I Comuni, infine, dovranno assicurarne il coordinamento tra il Piano di Risanamento Acustico, il Piano Urbano del Traffico e gli altri piani previsti dalla legislazione vigente in materia ambientale. La Legge Quadro, dunque, introducendo la zonizzazione acustica del territorio comunale ossia la suddivisione del territorio in zone caratterizzate da limiti massimi di esposizione al rumore definiti in funzione delle attivit svolte in ciascuna zona sembra orientata alla ricerca di unarmonizzazione tra le esigenze di protezione dal rumore e gli aspetti inerenti la pianificazione urbanistica e dei trasporti,

evidenziando la necessit di affrontare il fenomeno dellinquinamento acustico attraverso strategie darea, contrapposte alla logica dellintervento puntuale che ha a lungo guidato sia lazione comunitaria che quella nazionale.

2.3 I Decreti e i Regolamenti dattuazione della Legge Quadro Alla Legge 447/95 hanno fatto seguito numerosi Decreti Attuativi che ne specificano i princpi generali. Valori limite

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il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 novembre 1997 relativo alla Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore;

Impianti industriali il Decreto del Ministero dellAmbiente dell11 dicembre 1996, relativo alla Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo; Rumore nei luoghi di intrattenimento danzante il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 settembre 1997, relativo alla Determinazione dei requisiti delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante; il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19

dicembre 1997, relativo alla "Proroga de termini per l'acquisizione ed installazione delle apparecchiature di controllo e registrazione nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo" il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 aprile 1999 n.215, relativo al "Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi. Rumore aeroportuale il Decreto del Ministero dellAmbiente del 31 ottobre 1997, relativo alla Metodologia di misura del rumore aeroportuale; il Decreto del Presidente della Repubblica dell11 dicembre 1997 n. 496, Regolamento recante norme per la riduzione

dellinquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili; il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 20 maggio 1999, relativo ai "Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimit degli

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aeroporti nonch criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico" il Decreto del Presidente della Repubblica n.476 del 9 novembre 1999, "Regolamento della recante modificazioni 11 dicembre al decreto 1997 del

Presidente

repubblica

n.496,

concernenete il divieto di voli notturni" il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 3 dicembre 1999,relativo a "procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti" Rumore ferroviario il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 novembre 1998, n. 459, Regolamento recante norme di esecuzione dellart.11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario. Requisiti acustici passivi degli edifici il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 1997 relativo alla Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici; Tecniche di misura il Decreto del Ministero dellAmbiente del 16 marzo 1998, relativo alle Tecniche di rilevamento e di misurazione dellinquinamento acustico Tecnico competente in acustica il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 marzo 1998, Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per lesercizio dellattivit del tecnico competente in acustica; Piani di risanamento Il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 29 novembre 2000, relativo ai "Criteri per la predisposizione da parte delle societ e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative

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infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore"

Tra questi, sembra opportuno fornire alcune specificazioni relative al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 novembre 1997 sulla Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. Questultimo fissa, in relazione alle classi di destinazione duso del territorio, i valori limite di emissione delle singole sorgenti sonore, siano esse fisse o mobili (tabella B); i valori limite di immissione che restano invariati rispetto a quelli fissati dal DPCM del 1991 riferiti al rumore immesso nellambiente esterno dallinsieme di tutte le sorgenti sonore (tabella C) , i valori di qualit (tabella D) e, infine, i valori di attenzione. Tutti i valori sono espressi come livelli continui equivalenti di

pressione sonora ponderata A, riferiti a specifici intervalli temporali.

Tabella B : valori limite di emissione - Leq in dBA (art.2) Tempi riferimento Classi territorio I. Aree particolarmente protette di destinazione duso del diurno (6 -22) 45 notturno (22-6) 35 40 di

II. Aree destinate ad uso prevalentemente 50 residenziale III. Aree di tipo misto IV. Aree di intensa attivit umana V. Aree prevalentemente industriali VI. Aree esclusivamente industriali 55 60 65 65

45 50 55 65

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Tabella C : valori limite assoluti di immissione - Leq in dBA (art.3) Tempi riferimento Classi territorio I. Aree particolarmente protette di destinazione duso del diurno (6 -22) 50 notturno (22-6) 40 45 di

II. Aree destinate ad uso prevalentemente 55 residenziale III. Aree di tipo misto IV. Aree di intensa attivit umana V. Aree prevalentemente industriali VI. Aree esclusivamente industriali 60 65 70 70

50 55 60 70

Tabella D : valori di qualit - Leq in dBA (art.7) Tempi riferimento Classi territorio I. Aree particolarmente protette di destinazione duso del diurno (6 -22) 47 notturno (22-6) 37 42 di

II. Aree destinate ad uso prevalentemente 52 residenziale III. Aree di tipo misto IV. Aree di intensa attivit umana V. Aree prevalentemente industriali VI. Aree esclusivamente industriali 57 62 67 70

47 52 57 70

Per quanto attiene ai valori di attenzione, il DPCM del 14.11.1997 stabilisce che essi devono assumere i valori riportati nella Tabella C aumentati di 10 dB nel periodo diurno e di 5 dB nel periodo notturno se

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riferiti ad unora. Se relativi ai tempi di riferimento, essi devono assumere i valori riportati nella Tabella C. In particolare, per quanto riguarda i valori limite di immissione, il Decreto precisa che per alcune infrastrutture, quali ad esempio quelle stradali, ferroviarie, marittime e aeroportuali, tali limiti non si applicano allinterno delle rispettive fasce di pertinenza, individuate dai Decreti attuativi. Allesterno di tali fasce dette sorgenti concorrono al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione. Ancora, si specifica che allintero delle fasce di pertinenza le singole sorgenti sonore diverse dalle infrastrutture precedentemente identificate, devono rispettare i limiti assoluti di emissione fissati dal Decreto e, nel loro insieme, i limiti di immissione fissati per la zona in cui la fascia ricade.

2.4 Le linee guida per la zonizzazione acustica del territorio comunale della Regione Campania Nonostante la Legge Quadro abbia assegnato alle Regioni il compito di legiferare in materia di inquinamento acustico, finora soltanto la Regione Liguria ha emanato una propria Legge (L.R. 20 marzo 1988, n. 12); numerose Regioni hanno invece predisposto, in ottemperanza al DPCM del 91, proprie Linee Guida per la zonizzazione acustica comunale. Lanalisi comparativa delle linee guida regionali evidenzia orientamenti eterogenei in relazione a numerosi fattori (scelta dellunit urbana minima di riferimento, criteri di classificazione delle

infrastrutture di trasporto, criteri di classificazione della viabilit urbana, ecc.). Ci che risulta evidente da tale lettura lassenza di un sistema di regole o, meglio, di un preciso riferimento procedurale per lazione dei comuni. La messa a punto di un tale riferimento risulta indispensabile non soltanto per rendere pi agevole lazione dei comuni ma, anche, per garantire un medesimo livello di protezione
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dallinquinamento acustico alla popolazione e per semplificare, non di poco, lazione di controllo e validazione delle iniziative comunali da parte delle Regioni. LAssessorato allEcologia e alla Tutela dellAmbiente della Regione Campania ha messo a punto, nel 1995, un Documento che fornisce le Linee guida per la zonizzazione acustica del territorio in attuazione dellart. 2 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991. Il Documento, approvato dal Comitato Regionale contro lInquinamento Atmosferico della Campania nella seduta

dell11/12/1995 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 11 del 22 febbraio 1996, si compone di sei parti e di tre allegati. Nella prima parte, viene precisata la finalit del Documento, riconducibile alla necessit di fornire criteri unificanti per la mappatura acustica e la misurazione dei livelli di rumore, offrendo alle Amministrazioni Comunali uno strumento tecnico per la realizzazione dei futuri piani regolatori, dei regolamenti edilizi e di igiene comunali. Nella seconda parte, relativa allattuazione della zonizzazione acustica da parte dei Comuni, viene anzitutto specificato che la zonizzazione acustica deve precedere la verifica fonometrica dei livelli di rumore riscontrabili in ciascuna delle zone individuate; successivamente, sulla base del confronto tra dati rilevati in ciascuna zona e valori limite fissati dal Decreto, si proceder alla definizione delle aree in cui risulta necessaria la redazione di piani di risanamento e alla definizione delle priorit. Il Piano di Zonizzazione viene infine approvato dal Consiglio Comunale e inviato entro 30 giorni alla Regione che entro tre mesi dovr comunicare lesito della verifica. Si consiglia, inoltre, che la redazione della zonizzazione acustica venga affidata ad un gruppo multidisciplinare in cui siano rappresentate competenze in materia acustica ma anche competenze urbanistiche, di
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igiene, di diritto amministrativo e in cui siano adeguatamente rappresentate le organizzazioni imprenditoriali, i sindacati, le principali associazioni indicazioni ambientalistiche. sia in relazione Vengono alla scala quindi che fornite alle puntuali di

modalit

rappresentazione grafica della zonizzazione. Ancora, viene evidenziata la necessit di limitare al massimo le microsuddivisioni del territorio; di evitare per quanto possibile laccostamento tra zone acustiche caratterizzate da una differenza dei limiti assoluti di rumore superiore ai 5 dB e, qualora ci non fosse possibile, di prevedere delle fasce di rispetto da inserire nelle aree meno tutelate dal punto di vista acustico. Per evitare accostamenti tra aree ricadenti in classi acustiche non contigue, si richiede anche il coordinamento tra Comuni limitrofi. Il Documento individua infine la necessit, per i Comuni ad elevata fluttuazione turistica stagionale, di predisporre la zonizzazione e di effettuare le indagini fonometriche nella situazione pi sfavorevole. Nella terza parte viene fissato per la zonizzazione acustica da parte dei Comuni il limite temporale di un anno dalla data di approvazione delle Linee Guida regionali e lobbligo, successivamente a tale data, di includere il Piano di Zonizzazione Acustica quale elaborato necessario per la richiesta di approvazione regionale di strumenti urbanistici e loro varianti. Nella quarta parte vengono fornite alcune indicazioni metodologiche per la redazione dei piani di zonizzazione acustica; in particolare, vengono definiti i parametri generali per lassegnazione delle diverse aree del territorio comunale alle sei zone acustiche identificate dal DPCM 91. Nella quinta parte vengono precisati i criteri e i parametri da utilizzare per lassegnazione delle aree a ciascuna classe, con

particolare attenzione ai criteri per lassegnazione delle aree alle tre classi intermedie (zone ad uso prevalentemente residenziale, di tipo misto e di intensa attivit umana): in questo caso, infatti, i parametri di
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riferimento sono relativi non soltanto alla fruizione del territorio e alle indicazioni degli strumenti urbanistici, come avviene per le classi estreme ma, anche, alla densit di popolazione, di esercizi commerciali, di uffici, di attivit artigianali, al volume di traffico e viene fornita una procedura per la valutazione ponderata dellincidenza di tali parametri. Vengono inoltre individuate alcune tipologie di attivit che determinano lassegnazione automatica di una data area ad una classe: il caso, ad esempio, delle aree portuali e aeroportuali, delle aree commerciali o dei poli esclusivamente destinati al terziario. Nellultima parte vengono forniti i criteri metodologici per la classificazione della rete viaria e ferroviaria, che possono ricadere in classi differenti da quelle relative alle aree che attraversano. Gli Allegati, infine, costituiscono parte integrante del Documento e forniscono il supporto tecnico per la fase di indagine fonometrica e per il successivo confronto tra valori misurati e limiti di legge: in particolare, il primo fornisce un insieme di definizioni, che riprendono in larga misura quelle gi contenute nellAllegato A al DPCM del marzo 1991; il secondo, sulla scorta delle indicazioni fornite dal DPCM, fornisce la metodologia per la misura dei livelli di rumore e per le valutazioni; il terzo propone i principali metodi di previsione del rumore da traffico. In conclusione, sembra opportuno evidenziare la necessit di una revisione delle Linee Guida della Regione Campania alla luce delle indicazioni fornite sia dalla Legge Quadro che dai successivi Decreti attuativi che hanno reso in alcuni casi obsolete le indicazioni fornite in sede regionale.

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3 DESCRIZIONE DEL TERRITORIO, DATI STATISTICI RILEVANTI E TAVOLE


DI ANALISI

Il Comune di Casoria si estende su un territorio di 12,03 km2 con un altitudine massima di 70 m e minima di 10 m s.l.m.. Il comune confina a ovest con Casavatore, a nord-est con Arzano, a nord con Frattamaggiore e Cardito, a nord-est e ad est con Afragola, a est con Casalnuovo, a sud-est con Volla e infine a sud con Napoli. La popolazione residente secondo il censimento ISTAT 1991 pari a 79.707 mentre i dati aggiornati al 1999 indicano una popolazione di 84.221 con un incremento percentuale di circa 5% in 10 anni. La densit abitativa media molto elevata e pari a 7.000 abitanti a km2. Il grado di utilizzazione della superficie agricola pari al 98%. Risultano censite al 1996 n.3.251 imprese, n.3.471 unit locali e n.524 unit locali artigiane. Al censimento ISTAT 1991 le unit locali per il commercio erano pari a n.1.863 con 1.066 autorizzazioni al commercio al minuto e n.521 autorizzazioni per commercio ambulante, n.14 supermercati alimentari e n.1 grande magazzino. Il territorio suddiviso in 130 zone censuarie (tavola di analisi n.1). Nella Tabella 1 riportata l'estensione delle singole unit censuarie e la densit abitativa corrispondente. Sono evidenti aree con

elevatissima densit (>50.000 ab./kmq). La parte vecchia di Casoria si trova sulla statale 87 (sannitica), la frazione di Arpino situata sulla statale di Via delle Puglie, in continuit con Napoli; Casoria inoltre attraversata da una fitta rete di strade extra-urbane e autostradali (lunghezza totale 15 km), da strade urbane con elevato traffico (lunghezza totale 16 km) e da tre linee ferroviarie (per un totale di 9 km di linee ferrate). La tavola di analisi n.2 riporta in dettaglio l'ubicazione delle reti infrastrutturali viarie e ferroviarie.
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Vaste aree del territorio comunale sono impegnate per attivit prettamente industriali (1,6 km2) e per attivit commerciali a larga scala (2,3 km2). Esiste un vasta area (0,25 km2), denominata area ex-ovulo, circondata da strade extra-urbane la cui destinazione, al momento, ancora incerta. L'ubicazione delle diverse aree commerciali ed industriali cos come individuate dal PRG e da indagini in loco riportata nella tavola di analisi n.3. Il Comune di Casoria confina anche con l'aeroporto di Capodichino. La tavola di analisi n.4 riporta l'ubicazione di tutti i complessi scolastici in sede propria compresi quelli in costruzione, l'ubicazione dell'unico complesso con funzione ospedaliera e delle due aree destinate a verde pubblico (nel centro ed alla frazione Arpino). La quasi totalit del territorio di Casoria presenta una diffusa commistione di aree abitative, commerciali, artigianali ed industriali. La documentazione fotografica riportata nella tavola di analisi n.5 descrive sinteticamente quanto affermato. La fitta rete di infrastrutture viarie primarie ha incentivato lo sviluppo di attivit commerciali su grande scala a cui spesso sono affiancate aree residenziali. L'abusivismo edilizio ha, peraltro, determinato una chiara incongruenza tra il PRG e lo stato di fatto, inoltre alcune aree industriali sono state dismesse ed necessario procedere ad una loro diversa destinazione. Tutto ci ha determinato una revisione del PRG che attualmente in corso di definizione.

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TAB.1 DENSITA' ABITATIVA N Superficie Abitanti ZONA mq. CEN.

Densit ab./kmq.

N ZONA CEN.

Superficie mq.

Abitanti

Densit ab./kmq.

N ZONA CEN.

Superficie mq.

Abitanti

Densit ab./kmq.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43

2.829 23.857 32.126 15.697 23.616 33.383 16.507 25.792 29.120 38.811 23.193 95.096 2.844 9.829 17.200 22.376 28.827 9.780 17.506 16.898 63.393 20.996 32.167 16.814 4.154 13.562 29.461 13.693 9.489 10.336 8.557 14.501 5.594 10.720 24.634 19.749 24.876 48.160 66.378 16.178 42.161 1.838 29.650

15 694 857 551 864 534 879 986 710 500 45 617

5302 29090 26676 35102 36585 15996 53250 38229 24382 12883 1940 6488 0

44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86

33.467 35.867 17.648 21.674 24.302 4.292 126.959 60.869 51.031 175.357 241.769 210.559 306.932 392.710 327.423 21.635 193.994 25.554 120.812 26.798 29.027 183.534 62.081 30.788 53.394 34.777 79.092 37.049 117.634 104.414 209.881 111.904 5.172 19.820 49.022 34.876 17.372 161.023 101.506 14.028 42.743 55.197 53.719

725 880 834 352 6 135 8 600 543 444 857 763 700 1727 180 435 1382 381 1468 348 417 1148 607 484 746 395 915 540 819

21663 24535 47257 16241 247 31454 63 9857 10641 2532 3545 3624 2281 4398 550 20106 7124 14910 12151 12986 14366 6255 9778 15720 13972 11358 11569 14575 6962 0

87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130

122.580 122.445 40.579 140.736 45.856 6.260 17.321 49.632 140.146 48.226 85.937 2.141.374 801.391 7.656 21.157 4.464 17.357 24.163 61.613 23.478 10.021 35.642 17.019 30.502 92.876 141.704 21.161 29.543 61.330 66.693 16.557 12.573 125.362 89.999 41.593 58.323 378.964 248.927 151.789 18.324 292.031 710.490 77.124 206.126

6 686

49 5603 0

1267

9003 0

245 358 791 436 1120 1142 98 13 165 900 3 537 561 277 1114 1089 1326 1009 936 1312 1161 165 617 698 1269 1115 522 470 279 923 551 40 510 934 1260 736 438 790

39137 20669 15937 3111 23224 13289 46 16 21552 42539 672 30939 23217 4496 47449 108672 37203 59287 30687 14126 8193 7797 20885 11381 19027 67343 41518 3749 3100 22191 9447 106 2049 6153 68762 2520 616 10243 0

699 667 795 820 447 547 734 660 883 486 649 388 838 1066 884 838 336 634 925 490 448 868 1123 709 446 825 741 711

71116 38779 35529 28446 45706 31246 43437 10411 42056 15109 38599 93404 61790 36183 64559 88313 32508 74091 63789 87594 41791 35236 56864 28501 9261 12429 45803 16864 0

20 36

95 322 0

504 642 794 355 3 826

25429 13096 22766 20435 19 8137 0

611 850 85

14295 15399 1582

453

15278

21.

Zonizzazione acustica di Casoria

4 CRITERI PER LA REDAZIONE PER PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA


La metodologia scelta per la predisposizione del Piano di Zonizzazione acustica del Comune di Casoria stata quella riportata nelle Linee Guida della Regione Campania. Le priorit dello strumento urbanistico in vigore ed in itinere, sono state integrate con i parametri, ed i relativi valori numerici, per la descrizione delluso attuale del territorio. Gli strumenti di base per la zonizzazione acustica del territorio comunale sono classificabili in : documenti urbanistici rilevazioni sulla reale fruizione del territorio Nella redazione del piano di zonizzazione acustica non si tenuto conto delle verifiche fonometriche dei livelli di rumore esistenti che saranno invece necessarie per la successiva fase di redazione di eventuali piani di bonifica e di scelta delle priorit di intervento. Peraltro, un approccio al lavoro che contemplasse i dati di immissione sonora rilevabili sul territorio per definire il piano di zonizzazione acustica sarebbe certamente non corretto sia perch in contrasto con lart.4 della legge n.447, in quanto sarebbero ignorate le destinazioni duso preesistenti, sia perch si verrebbe cos a determinare e si accetterebbe - una suddivisione del territorio basata solo sulla situazione rumorosa in essere. Quanto affermato coerente anche con quanto riportato nelle Linee guida per la zonizzazione acustica del territorio della Giunta Regionale della Campania- Assessorato allEcologia e alla tutela dellAmbiente (Bollettino Ufficiale della Regione Campania n.11 del 22 febbraio 1996). In tale documento ribadito che lindividuazione delle caratteristiche di ciascuna zona acustica legata alla effettiva e prevalente fruizione del territorio, tenendo conto delle destinazioni di
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Zonizzazione acustica di Casoria

piano regolatore - e delle eventuali varianti in itinere del piano regolatore stesso - nonch della situazione topografica esistente.

Nella

individuazione

delle

zone,

stata

data

priorit

alla

identificazione delle classi a rischio maggiore ( V e VI) e di quella particolarmente protette (I). In questi casi sono prevalenti i criteri di fruizione del territorio e di destinazione del piano regolatore. In particolare, per classe V si intende unarea con insediamenti di tipo industriale e presenza di abitazioni, mentre per classe VI si intende unarea monofunzionale a carattere esclusivamente industriale. Per aree particolarmente protette si intendono le aree ad uso scolastico, quelle ad uso ospedaliero (ospedali e case di cura), quelle destinate a parco ed aree verdi e, comunque, tutte quelle per le quali la quiete sonica rilevante per la loro fruizione. Dalle aree verdi sono escluse le piccole aree verdi di quartiere e le aree a verde per uso sportivo. Per queste la quiete sonica non un elemento strettamente indispensabile per la loro fruizione. Fanno ugualmente eccezione le strutture scolastiche o sanitarie inserite in edifici adibiti ad abitazioni o ad uffici; tali strutture sono state classificate secondo larea di appartenenza degli edifici che le inglobano. Sul territorio di Casoria non sono state individuati grandi parchi (Classe Ic) e pertanto, al di fuori delle aree scolastiche, non esistono aree dove la quiete acustica elemento essenziale. Le aree comunali a verde attrezzato di Casoria centro e Arpino sono di fatto aree verde di quartiere di dimensione limitata, circondate da aree con intensa attivit umana. Per queste aree si optato per la Classe II.

Per individuare lappartenenza di determinati territori alle classi II (aree destinate ad uso prevalentemente residenziale), III (aree di tipo misto) e IV (aree di intensa attivit umana), oltre a tenere conto dei
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Zonizzazione acustica di Casoria

criteri di fruizione del territorio e di zonizzazione urbanistica, sono stati presi in considerazione anche i parametri seguenti: * * * * * densit di popolazione densit di attivit commerciali ed uffici densit di attivit artigianali densit di attivit industriali volume di traffico veicolare presente in zona. La valutazione dei parametri citati stata legata a valutazioni statistiche parametrizzate. Ad esempio, i valori di ciascun parametro di densit sono stati suddivisi in tre classi: bassa, media ed alta densit e viene associato il valore 1 alla bassa densit, il valore 2 alla media densit ed il valore 3 alla alta densit. Lassenza di esercizi commerciali e di uffici, di attivit artigianali o di traffico veicolare, ha fatto assumere ai relativi parametri valore 0. Tutte le zone o unit di divisione del territorio per le quali la somma dei valori dei parametri associati compresa fra 1 e 4 sono state proposte per lassegnazione alla Classe II, quelle per le quali la somma dei valori dei parametri compresa tra 5 e 8 sono state proposte per lassegnazione alla Classe III ed, infine, quelle per le quali la somma dei valori dei parametri associati compresa tra 9 e 12 sono state proposte per lassegnazione alla Classe IV. La presenza di piccole industrie determina da sola lappartenenza del corrispondente territorio alla classe IV. Per quanto concerne la densit abitativa stato utilizzato un criterio di confronto tra la densit abitativa (abitanti/ha) dellarea, o dellunit territoriale, e la densit abitativa (abitanti/ha) del Comune. Le aree rurali hanno assunto una classificazione compresa tra la Classe I (aree rurali residenziali) e la Classe III (aree rurali caratterizzate da una utilizzazione relativamente frequente di macchine agricole operatrici).
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Per quanto attiene alla classificazione della rete viaria e delle zone a ridosso delle strade, si pu ritenere che appartengono alla Classe IV le strade ad intenso traffico (orientativamente oltre 500 veicoli/ora) e, quindi, le strade primarie e di scorrimento, i tronchi terminali o passanti di autostrade, le tangenziali, le strade di grande comunicazione, specie se con scarsa integrazione con il tessuto urbano attraversato. Appartengono alla Classe III, le strade di quartiere (orientativamente con un traffico compreso tra 50 e 500 veicoli/ora) e quindi le strade utilizzate prevalentemente per servire il tessuto urbano. Appartengono alla Classe II le strade locali (orientativamente con un flusso di traffico inferiore a 50 veicoli/ora) situate prevalentemente in zone residenziali. Qualora le strade da classificare siano interne al tessuto urbano, la zona ad esse propria limitata dalle superfici degli edifici posizionati sul fronte strada; in condizioni diverse e , comunque, qualora non esista una continuit di edifici - schermo, la tipologia classificatoria di zona della strada si estende ad una fascia di 30 metri a partire dal ciglio della strada stessa. Sia la legge quadro sullinquinamento acustico sia le linee guida per la zonizzazione acustica redatte dalla Regione Campania consigliano di non porre a contatto diretto aree, anche appartenenti a Comuni diversi, caratterizzate da differenza di limiti assoluti di rumore superiori a 5 dBA. Qualora nellindividuazione delle aree gi urbanizzate non sia possibile rispettare tale vincolo a causa di preesistenti destinazioni duso, si deve prevedere ladozione di piani di risanamento. Nel territorio di Casoria, come peraltro in molti comuni con una spiccata urbanizzazione, non stato possibile contemplare tale indicazione. La commistione di zone residenziali con zone industriali notevole. La successiva verifica fonometrica individuer le aree dove sar necessario intervenire con opere di risanamento per rispettare i limiti imposti dalle normative.
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Zonizzazione acustica di Casoria

I passi salienti del piano di lavoro utilizzato sono riportati nella Fig.1. (Fase di acquisizione dati e fase di classificazione). FIG.1. Metodologia applicata per la zonizzazione acustica FASE 1 : Acquisizione dati ed informazioni Lettura dello strumento

urbanistico vigente PRG

Individuazione

degli

assi

stradali principali e della loro densit di traffico veicolare Dati ISTAT Dati Acquisizione dati : popolazione, numero di reperibili allUfficio ultimi censimento

Statistica del Comune RILIEVI IN SITU

attivit artigianali, esistenza di attivit industriali,

esistenza di servizi e di attrezzature

Individuazione di aree protette : ospedaliera, scolastica, verde pubblico, storico archeologica.

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Zonizzazione acustica di Casoria

FASE 2 : ZONIZZAZIONE ACUSTICA Suddivisione del territorio in unit In base alle indicazione del PRG ed alle attuali destinazioni duso, il territorio stato suddiviso in un certo numero di unit.

Attribuzione punteggi alle singole unit in base ai dati attuali e futuri di : densit di popolazione densit di esercizi commerciali e di uffici densit di attivit artigianali volume di traffico presente in zona

Classificazione delle unit in base al punteggio raggiunto Classificazione delle strade in base al volume di traffico attuale e futuro

Controllo della coerenza della classificazione con le previsioni del PRG

Raggruppamento di unit con stessa classificazione in zone acusticamente omogenee

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Zonizzazione acustica di Casoria

Nella stesura del piano zonizzazione acustica sono state individuate alcune aree sulle quali sono in corso studi e progetti per la ridefinizione della destinazione. Per queste aree l'Amministrazione ha fornito indicazioni sulle elaborazioni progettuali in corso. Sulla base di tali indicazioni stato possibile definire una classificazione acustica che, ovviamente, sar operativa allorquando le aree avranno assunto la nuova connotazione. In particolare: area ex Resia Si tratta di un'area dismessa di circa 100.000 mq. di superficie a prevalente destinazione urbanistica industriale, mentre circa 22.000 mq. sono destinate ad attrezzature collettive di livello comunale. L'area oggetto di un Piano di Insediamento Produttivo, nel quale sono previste la localizzazione di are per piccola e media impresa e strutture di servizio alle imprese. L'amministrazione comunale ha previsto di dotare anche l'area a destinazione pubblica, di un Piano

Particolareggiato, sempre nell'ambito del P.I.P., in cui si prevede la realizzazione di un parco pubblico, prospicente su via Bissolati. In riferimento alle aree a destinazione produttiva, il Comune di Casoria utilizzer fondi regionali per la infrastrutturazione delle stesse aree. A quest'area stata assegnata la Classe IV (area di intensa attivit umana). Area ex Rhodiatoce e ex Tubibonne Si tratta di due aree dismesse, inserite nel tessuto urbano consolidato, ad oggi hanno destinazione urbanistica di zona G, terziario-commerciale; entrambe le aree sono oggetto di uno Studio di fattibilit ad oggi in fase di espletamento. Nel richiamato Studio di fattibilit l'amministrazione Comunale ha richiesto nel capitolato tecnico di prevedere il recupero e la riqualificazione delle aree dismesse, finalizzato alla realizzazione di strutture produttive ecocompatibili, di
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Zonizzazione acustica di Casoria

servizi e funzioni per la collettivit. Quindi per entrambi le aree sono previste funzioni integrate di piccole attivit produttive, di attrezzature pubbliche a scala urbana e di strutture terziario commerciali. La descrizione non permette una chiara identificazione della Classe acustica corrispondente. Se nel progetto esecutivo dell'intervento saranno predominanti le funzioni di servizio alla collettivit l'area potrebbe ricadere nella Classe III (aree di tipo misto), se invece sar predominante la destinazione ad attivit produttive l'area dovr ricadere nella Classe IV (aree di intensa attivit umana). Per questo motivo le aree sono state classificate come aree di transizione III-IV, rimandando l'assegnazione definitiva nella fase di stesura dei piani particolareggiati (art. 4 delle norme di attuazione del PZA) Area Calcobit L'area ubicata nei pressi dell'asse territoriale di collegamento della Circumvallazione esterna ad oggi ospita ancora un'industria per la produzione di calcestruzzo. Per essa stato approvato

dall'amministrazione comunale un Accordo di Programma per la delocalizzazione del complesso industriale ritenuto insalubre, la realizzazione di un complesso multifunzionale per intrattenimento e tempo libero, in cui previsto, tra l'altro, la realizzazione di 11 sale cinematografiche. Per la nuova destinazione e considerate le attivit previste all'area stata assegnata la Classe IV. Area P.E.E.P. Casoria centro Si tratta di un comparto urbano a destinazione residenziale, sia di tipo pubblico che agevolata. Per tale area sono in atto le procedure relative ad un programma di riqualificazione urbana finalizzato alla realizzazione di infrastrutture pubbliche. Le indicazioni fornite dall'amministrazione permettono di prevedere una destinazione dell'area coerente con la zona prevalentemente

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Zonizzazione acustica di Casoria

residenziale limitrofa. Pertanto all'area assegnata la Classe II (aree destinate ad uso prevalentemente residenziale). Area Ovulo L'area situata al centro di un sistema di infrastrutture autostradali ed completamente inedificata. Il P.R.G. vigente individua l'area come "Terminal Autostradale", in cui non sono ben specificate quali funzioni dovr accogliere. L'amministrazione ha inserito tale area all'interno dello Studio di Fattibilit gi citato per le aree ex Rhodiatoce ed ex Tubibone, quindi si prevede di individuare per l'area una serie di funzioni del tipo gi descritto e, vista l'estensione dell'area, si prevede anche la creazione di un parco pubblico. Anche in questo caso non possibile procedere ad una classificazione acustica definitiva. Le funzioni previste potrebbero far ricadere l'area nella Classe III o nella Classe IV a seconda degli elementi predominanti. L'area stata pertanto classificata come area di transizione III-IV, rimandando l'assegnazione definitiva nella fase di stesura de piano particolareggiato (art. 4 delle norme di attuazione del PZA). Area ex A.d.S. Il complesso industriale dismesso dell'ex A.d.S. stato

recentemente riattivato per la produzione industriale di tondini di acciaio per l'edilizia, pertanto continuer ad avere destinazione esclusivamente industriale (classe VI).

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Zonizzazione acustica di Casoria

5 DESCRIZIONE DELLA NORMATIVA DI ATTUAZIONE DEL PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA.


Per una efficace applicazione del Piano di Zonizzazione Acustica, quale primo elemento di una politica di difesa del territorio rispetto allinquinamento acustico e come supporto agli strumenti

programmatori, necessario corredare il Piano con un regolamento di attuazione nel quale sono specificate le finalit, gli obblighi, le competenze, i soggetti promotori, gli organi per il controllo ed infine le sanzioni. Il regolamento del Piano deve contenere anche specifiche norme di prevenzione. Infatti, prima di procedere ad unopera di risanamento acustico dellesistente che richiede tempi mediamente lunghi, necessario porre le condizioni affinch lo sviluppo di nuove attivit produttive e di nuove infrastrutture non alteri o peggiori la situazione esistente dal punto di vista dellinquinamento acustico ambientale. Unopera di prevenzione necessaria e deve essere articolata attraverso lintroduzione di norme chiare ed efficaci alle quali i cittadini, i soggetti imprenditoriali ed il governo politico amministrativo del Comune devono attenersi. E parte integrante del piano la normativa di attuazione che articolata in quattro capitoli. Nel CAPO I, dedicato ai principi generali, sono riportate le definizioni dei parametri acustici e delle zone corrispondenti alle diverse classi (art.1); le finalit del Piano (art.2); gli effetti delladozione della Zonizazione Acustica sugli strumenti urbanistici (art.3) e le modalit di aggiornamento e revisione del Piano (art.4). Il CAPO II introduce le norme di salvaguardia ambientale e disciplina le attivit rumorose. Nellart.5 sono individuate le attivit potenzialmente responsabili di inquinamento acustico ai cui responsabili della gestione
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Zonizzazione acustica di Casoria

e/o utilizzazione compete il rispetto dei limiti massimi di rumorosit riportati in allegato alle norme di attuazione. Lart.6 stabilisce i limiti alla fruizione del patrimonio edilizio per attivit funzioni e/o per

linstallazione di impianti in grado di dar luogo ad effetti di inquinamento acustico. E introdotto il concetto della delocalizzazione delle attivit artigianali pi rumorose, della non realizzazione di attivit ad elevato impatto acustico (ad es. dancing, attivit commerciali polifunzionali) allinterno di edifici destinati ad abitazioni; della localizzazione lontano da aree abitative di complessi sportivi particolarmente rumorosi. Norme specifiche sulla prevenzione sono introdotte negli articoli successivi. La domanda di nuove attivit produttive (art.7) ed il progetto di nuove infrastrutture e/o potenziamento di infrastrutture esistenti (art.9), dovranno essere corredate da idonea documentazione (relazione di impatto acustico) dalla quali deve risultare evidente il rispetto dei limiti massimi di rumore stabiliti per le diverse aree e zone comunali.

Nellart.8 affrontato, sempre in maniera preventiva, il problema delle difesa passiva dal rumore; nel progetto di nuove costruzioni (abitative, scuole, ospedali, ecc.) e/o nella ristrutturazione di questi complessi si dovr contemplare la necessit di un adeguato fonoisolamento utilizzando materiali e/o sistemi idonei. Nellart.10 posta la questione dellimpatto acustico di Piani urbanistici esecutivi. Il CAPO III dedicato alla disciplina delle attivit rumorose temporanee il cui esercizio, seppur in deroga rispetto ai limiti di rumorosit stabiliti dalla normativa, deve essere autorizzato dallAmministrazione

Comunale. Sono esaminati i cantieri edili e stradali (art.12), le manifestazioni allaperto in luogo pubblico (art.13), lutilizzo di attrezzature rumorose ma con carattere temporaneo (art.14) (macchine da giardino, altoparlanti, allarmi antifurto), la coltivazione delle cave dei materiali (art.15), il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani (art.16).
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Zonizzazione acustica di Casoria

Per ognuna di tali attivit temporanee sono stabiliti prescrizioni in termini di livelli sonori massimi consentiti e limitazioni temporali. Il CAPO IV invece dedicato sia alla vigilanza del rispetto delle norme sia alle sanzioni amministrative per linosservanza del regolamento. I molteplici compiti di prevenzione e controllo affidati

allAmministrazione Comunale, riportati nella normativa nazionale ed in quella di attuazione del Piano di Zonizzazione Acustica, richiedono, come peraltro gi effettuato in altri comuni, listituzione di uno specifico servizio con competenze appropriate.

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