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Corte in aula Il Pm Paci si espresso sulle richieste istruttorie dell'Avvocato Galluffo.

. I Pm e le altre parti concordano sulle richieste del Pubblico Ministero. Il Pm esprime il parere contrario all'ammissione degli articoli e le interviste di Giacalone e Viselli e parere contrario all'audizione di Luciano Violante. Il Pm precisa che non si farebbe altro che riportare la relazione del senatore Massimo Brutti su Gladio, gi acquisita. Una delle richieste fatte dal Pm riguarda l'accertamento di un incontro tra Mauro Rostagno e Giovanni Falcone. Per fare ci si richiede l'escussione della signora Barbara Sanzo, all'epoca collaboratrice del magistrato all'Ufficio Istruzione di Palermo Inizia l'escussione del teste Cosimo Dell'Anno. Il Pm Paci chiede l'acquisizione di un verbale di dichiarazioni rese dal Dell'Anno in data 7/11/1996. C' il consenso delle parti. Presidente Pellino: "Ricorda se era di servizio la notte del 26settembre? Dell'Anno: "Credo di si". Pellino: "Ricorda di aver controllato la vettura di Francesco Cardella? Dell'Anno: "Ricordo di aver controllato una vettura ma non ricordo se in quella data". Ricordo di aver riconosciuto Cardella, ma non ricordo se era solo o con altre persone" Presidente Pellino: "lei nel verbale disse di essere andato nella cava dove fu trovata l'auto bruciata?". Dell'Anno: "Io non ho visto l'auto, mi sar recato nelle vicinanze, ma non nel luogo preciso. Non ricordo l'ora in cui incrociai l'auto del Cardella. Pellino: "Lei sa se il Cardella era stato accompagnato alla stazione di Napola quella Notte?" Dell'Anno: "Si lo ricordo, io accompagnai Cardella, ricordo che mi disse che stava ritornando da Milano ma non sono sicuro e non ricordo se era quella sera. Questo fatto non lo associo a quella data". Dell'Anno: "Non ricordo di come ho appreso del ritrovamento dell'auto bruciata". Avv. Salvatore Galluffo: "Lei conosceva la Signora Roveri e Francesco Cardella?" Dell'Anno: "Si io li conoscevo da prima perch mi ero recato precedentemente per lavoro alla Saman. Quando li fermai li ho riconosciuti per questo". Avv. Vito Galluffo:" Lei ricorda il luogo dove si trova quella cava?" Dell'Anno: "Non lo ricordo passato troppo tempo". Avv. Vito Galluffo:"Lei ricorda di aver effettuato controlli di giorni o di notte alla Saman?". Dell'Anno: "Controllavamo qualche soggetto, probabilmente per verificare se doveva apporre la firma". Presidente Pellino: "lei da quando ha prestato servizio al Nucleo Operativo di Trapani?". Dell'Anno: "Da Febbraio '87 a dicembre '91".Escussione del teste Dell'Anno terminata anche se il Presidente Pellino dice allo stesso di non allontanarsi dall'aula L'avvocato Vito Galluffo chiede alla Corte di acquisire tutti gli ordini di servizio fatti dalle forze dell'ordine all'interno della Comunit Saman dal '87 al '91. C' opposizione dell'avvocato di parte civile Miceli. La Corte chiama il teste Cillaroto che non presente. Udienza sospesa. Udienza ripresa. Il teste Di Cori sta rispondendo alle domande dell'avvocato Vito Galluffo Di Cori:" Incontrai Mauro tre o quattro volte. L'ultima volta che lo vidi lo trovai meno loquace, spaventato ma molto pi determinato di prima". Avv. Galluffo:"Lei sa di questioni tra Rostagno e Cardella?". Di Cori:"Si la natura di questi scontri riguardava il fatto che Cardella non era per niente contento del fatto che Rostagno si potesse mettere nei guai a causa delle sue inchieste. Rostagno rimase scioccato quando si accorse che Cardella era cos talmente motivato a farlo desistere che immaginava che potesse anche andare dai Carabinieri per questo". Di Cori: "Collaborai con l'Fbi da '93/'94 e fino al '96. Dopo ho accettato di essere ascoltato come testimone a carico protetto. Fui convocato dal Gran Giur americano per una vicenda che riguardava l'imprenditore italiano Giancarlo Parretti e altri americani che dovevano rispondere di associazione del crimine organizzato. Erano accusati di aggiotaggio, truffa aggravata. Di tutti questi eventi io ero informato. La Corte allora ritenne che non era utile la mia testimonianza ai fini del processo. Ma le mie dichiarazioni furono accettate come prove del processo. Avv. Vito Galluffo. "Sono stati processati?". Di Cori. "Parretti fu condannato, ma non venne arrestato perch ci fu una soffiata che gli permise di partire dagli Stati Uniti". Di Cori: "In america ci si chiedeva come Parretti da cameriere di una nave divenne capo di una societ da miliardi di dollari. Fui ritenuto un interlocutore perch io stavo facendo un'inchiesta per il giornale l'Unit. Mi trovavo a Los Angeles. E ricordo che in quel periodo era arrivato un imprenditore italiano che stava comprando tutto quello che era possibile comprare. Case di produzione cinematografiche ecc.. Mi chiam il mio caporedattore e mi disse che la vicenda era molto interessante. Mi convoc il Direttore Renzo Foa e mi dissero che era fondamentale per l'Unit occuparsi di questa vicenda. E iniziai a fare delle

indagini. Feci in modo di farmi invitare in una cena dove c'era Parretti. Avv. Galluffo: "Furono pubblicati articoli su questo caso?". Di Cori: "venne pubblicato sull'Unit una mia intervista fatta a Giancarlo Parretti il 20 marzo 1990". In quella pagina c'era anche un articolo di Cipriani che diceva che Parretti era un elemento della mafia siciliana". Pm Del Bene: "Lei Di Cori ha detto di aver conosciuto Rostagno nel '72. Come mai in assenza di rapporti Rostagno lo cerca nell'88?". Di Cori: "Io seguivo in Italia la vicenda del traffico internazionali delle armi. Rostagno si rivolse a me attraverso delle amicizie comuni. Uno di questi era Roberto Carreo con il quale Rostagno aveva studiato assieme a Trento e fu lui a fare il mio nome a Mauro. Di Cori:" Mi hanno sempre detto perch non vai a testimoniare al processo Rostagno. Allora dissi che io non sono nelle condizioni e non ho le conoscenze in questa vicenda. Del Bene: "Lei sa le ragioni per cui Mauro Rostagno aveva chiesto di incontrare esponenti della comunit ebraica romana? e chi erano le persone che Mauro chiese di incontrare?". Di Cori: "Il Rabbino Toaf, Lia Zevi, Bruno Taglieferri ed altri. io mi rifiutai di farli incontrare. Gli dissi che se lui riteneva che la Comunit poteva risolvere un suo problema, gli dissi di dirmelo cos dopo averlo riferito lo potevo mettere in contatto. Rostagno invece voleva un contatto diretto". Del Bene: "Di che cosa voleva parlare Rostagno con questi esponenti ebraici? Di problemi Personali o di traffico di armi?". Di Cori: "Certo di traffico di armi e non di problemi personali:"Di Cori: "Quando fu arrestata la signora Roveri cap che era il momento di parlare e per le cose che sapevo ero sicuro che era innocente. Allora decisi di fare di attivarmi perch c'era una persona innocente da aiutare".Del Bene: "Era Rostagno che cercava lei o viceversa?" Di Cori:"Rostagno cercava me. Lui era coinvolto in questa vicenda in cui stava indagando. Ma solo all'ultimo incontro che ho avuto con lui, aveva una visione molto pi chiara di tutto". Di Cori: "Sono un grande cultore della verit. Per me stata una esperienza catastrofica". Del Bene: "Lei ha mai avuto rapporti con il Mossad?" DI Cori: "No assolutamente. Del Bene: "Lei ha mai conosciuto il console italiano a Los Angeles Gabriella Meneghello Battistello?". Di Cori:" Si, l'ho conoscito nel 1980 a Los Angeles." Del Bene: "LE risulta se il signor Frezza sia mai venuto in Sicilia a Trapani? DI Cori", no, non lo so". Del Bene: "Frezza ha conosciuto Cardella?". Di Cori:"penso di si". Del Bene:" E Rostagno?". Di Cori:" e Rostagno?". Di Cori: "Le rispondo come mi rispose Rostagno, forse" Pm Paci: "Ha chiesto soldi alla Signora Roveri?" Di Cori:"No, parlai con la Roveri per le mi esigenze lavorative e i costi e subito dopo mi chiamo Giuseppe D'Avanzo, che mi disse che Repubblica si occupava di questo e mi avrebbe fatto un contratto con un compenso di dieci mila dollari, perch mi impegnavo a dare un'intevista in esclusiva". Pm Paci": perch il contratto non viene rispettato?". Di Cori: "Io entrai in contrasto con D'Avanzo perch lui pretendeva che io modificassi le mie dichiarazioni, facendo in modo che combaciassero con la sua visione che vedeva secondo lui la Signora Roveri coinvolta nell'omicidio Rostagno". Io inoctrai solo due giornlaisti per il caso Rostgano, D'Avanzo con cui ci fu lo scontro e Enrico Deaglio del quale invece ho un otttimo ricordo. Con D'Avanzo siamo quasi venuti alle mani, e lui si scaglio contro la mia persona. Io minacciai lui e Ezio mauro, ho detto loro che se si azzardavano a pubblicare una sola parola mia che possa creare delle ambiguit che possano far credere che fosse stata Lotta Continua ad uccidere Rostagno, dissi a Ezio Mauro e lo giurai sui miei figli che lo andavo a strozzare".Di Cori:"Il comportamento di D'Avanzo si trasformato in quello di uno squadrista". Pm Paci: "Se lei si era impegnato con Repubblica, lei ha mai agito per recuperare la somma promessa?". Di Cori: "Repubblica mi disse che se io continuavo con le mie richieste, mi dissero che la mia vita sarebbe stata un inferno. Con Ezio Mauro abbiamo litigato al telefono e mi ha detto che Repubblica avrebbe smascherato le attivit mie e della Cia. Io sono andato via e non ho chiesto pi nulla". Pm Paci: "Lei ha conosciuto Falcone?". Di Cori: "Lui voleva conoscere la vicenda Parretti e soprattutto i rapporti che quest'ultimo aveva con la mafia siciliana". Pm Paci: "Quando Falcone si rivolge a lei, dove si trova in Italia o in America?". Di Cori: "Mi trovavo in America, mi ha contattato per telefono e chi siamo visti al Caff Garibaldi di Roma. E abbiamo parlato della trattativa "Stati Mafia". Pm Paci: "Falcone l'ha consigliata di riferire questi fatti all'autorit giudiziaria?" Di Cori:"No, non ero testimone di fatti, ma Falcone riteneva importantissime le mie conoscenze". Pm Paci:" Perche Falcone si rivolge a lei per la questione Parretti". Di Cori: "Falcone era noto avere un rapporto diretto con l'Fbi, ma lui voleva che si

stabilisse un rapporto diretto con gli agenti dello OICID senza l'intervento dell'Fbi". Pm Paci:" Quando inizia il suo rapporto con l'Fbi?". Di Cori: "Nel 1995 e fino al 1996". Pm Paci:" Di Cori come lo spiega che le informazioni rese da lei non sono state ritenute attendibili dalle autorit americane?". Su questa domanda si pone la questione che stata fatta su atti consegnati questa mattina dal Pm e che le parti non hanno ancora visto. L'avvocato Galluffo si oppone all'acquisizione del documento. Gli avvocati delle parti civili sono favorevoli. Udienza sospesa, si riprender alle 15.00 per continuare l'esame del Di Cori e per decidere sull'acquisizione dell'atto presentato dal Pubblico Ministero Riprende l'udienza con il controesame di Di Cori da parte del PM Paci. Pm Paci: "A che cosa mirava la dichiarazione di inattendinbilit delle autorit americani. Se era reale o era soltanto per salvaguardare la sua incolumit". Di Cori: So per certo che l'inattendibilit se applicata comporta un reato. Io non ho subito nulla". Pm Paci "Il Dott. Falcone si limit a chiedere informazioni o fece altro? Lei in una sua dichiarazione dice che Falcone le disse che Rostagno poteva essere in pericolo?" Di Cori: "confermo quanto detto nelle mie precedenti dichiarazioni". Il Pm Paci ricorda tutto l'elenco delle cose che le avrebbe detto Falcone, elenco di cose dette che il Di Cori conferma. (interruzione cronaca per problemi tecnici) Rallo: Scusate per ieri, vi aggiorno sulle disposizioni prese dalla Corte. Ritiene indispensabile e ha accolto la richiesta dell'Avv. Vito Galluffo di ascoltare il teste Antonino Acconte. Ha accettato la richiesta d'esame dei testi proposti dal Pubblico Ministero tra cui Sanzo Barbara, collaboratrice di Giovanni Falcone all'Ufficio Istruzione di Palermo. Sar ascoltata in videoconferenza Giacoma Filippello, La Corte accoglie la relazione di Colonnelli Piacentini e Fornaro e ha disposto l'acquisizione in copia dell'intervista del giornalista Maurizio Macaluso fatta ad Acconte. Rigetta la richiesta d'esame di Fabio Piselli e Luciano Violante e l'acquisizione dell'intervista del giornalista Rino Giacalone. In relazione al documento relativo all'attendibilit del teste Di Cori presentato dal PM, la Corte rileva che dagli organi preposti e dalle modalit operate non ci sono dubbi sull'autenticit dello stesso. La Corte ha ritenuto che le informazioni veicolate attraverso tale documento non danno contezza delle dichiarazioni rese dal Di Cori all'FBI, considerato il tenore e le valutazioni assai negative sulle stesse. La prova documentale - ha stabilito la Corte - rischia di essere pi insidiosa che proficua e cos ha rigettato la richiesta di acquisizione e disposto la restituzione al PM. Sulla nuova richiesta fatta dall'Avv. Vito Galluffo di acquisire gli ordini di servizio degli operatori di polizia giudiziaria fatte alla Saman, la Corte si riserva di decidere alla prossima udienza fissata per il 3 aprile. Per tale data saranno citati i testi Cillaroto e Muso, Giacoma Filippello in videoconferenza e Barbara Sanzo.