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H.

Bergson, Istinto e intelligenza


Se potessimo spogliarci da ogni orgoglio e se, nel definire la nostra specie, ci attenessimo rigorosamente a ci che la storia e la preistoria ci presentano come caratteristica costante delluomo e dellintelligenza, noi, forse, non diremmo homo sapiens, bens homo faber. In breve, lintelligenza, considerata nella sua funzione peculiare, la facolt di fabbricare oggetti artificiali, e propriamente strumenti atti a foggiare strumenti, e di variarne in modo indefinito la fabbricazione. Ora, un animale intelligente possiede anchesso strumenti o macchine? S, certamente, ma in esso lo strumento fa parte del corpo che lo utilizza; e, correlativo a tale strumento, c un istinto che se ne sa servire. [...] Se si considerano solo i casi in cui si assiste al pieno trionfo dellintelligenza e dellistinto, si scopre tra queste due attivit una differenza essenziale: listinto la facolt di utilizzare e anche di costruire strumenti organici, lintelligenza la facolt di fabbricare e di impiegare strumenti inorganici. I vantaggi e gli inconvenienti di queste due specie di attivit sono evidenti. Listinto trova a portata di mano lo strumento appropriato; e tale strumento che si fabbrica e si ripara da s e che presenta, come tutte le opere della natura, uninfinita complessit di struttura e una meravigliosa semplicit di funzionamento compie subito, al momento voluto, senza difficolt, con una perfezione spesso prodigiosa, la funzione che gli propria. Per converso, ha una struttura quasi immutabile, non potendo modificarsi senza una modificazione della specie. E per listinto , necessariamente, specializzato, giacch pu far uso, per un determinato scopo, solo di uno strumento determinato. Lo strumento fabbricato dallintelligenza , invece, imperfetto: costa fatiche non lievi ed quasi sempre di difficile uso. Ma, in compenso, essendo costituito di materia inorganica, pu assumere qualsiasi forma, servire a qualsiasi uso, trarre lessere vivente da qualsiasi difficolt, conferirgli poteri illimitati. Inferiore allo strumento naturale per quanto concerne lappagamento dei bisogni immediati, ha su di esso una superiorit tanto pi rilevante quanto meno urgente il bisogno. [...] A ogni bisogno che soddisfa, esso crea un bisogno nuovo; e, in tal modo, invece di chiudere, come listinto, il campo dazione in cui lanimale si muove automaticamente apre alla sua attivit un campo indefinito, la stimola a spingersi sempre pi lontano e la rende sempre pi libera. Ma tale superiorit dellintelligenza sullistinto si manifesta solo assai tardi, quando lintelligenza, avendo elevato la fabbricazione a un superiore grado di potenza, costituisce gi macchine da fabbricare. Inizialmente i pregi e gli inconvenienti dello strumento fabbricato e dello strumento naturale si equilibrano cos perfettamente che difficile dire quale dei due sia in grado di assicurare allessere vivente un maggior dominio sulla natura. [...] Al pieno dominio di s lintelligenza perviene solo nelluomo; e questo trionfo si afferma con linsufficienza stessa dei mezzi naturali di cui luomo dispone per difendersi contro i suoi nemici, il freddo e la fame. Per chi cerchi dintenderne il significato, tale insufficienza acquista il valore di un documento preistorico: il congedo definitivo che listinto riceve dallintelligenza. A ogni modo, la natura ha dovuto esitare tra due forme di attivit psichica: la prima, atta a procurare un successo immediato e sicuro, ma di efficacia limitata; la seconda, aleatoria, ma suscettibile, quando fosse pervenuta allindipendenza, di conquiste indefinite. Anche in questo caso, del resto, il successo ha coronato soprattutto la soluzione che implicava maggiori rischi. Istinto e intelligenza rappresentano, pertanto, due soluzioni divergenti, ma parimenti eleganti, dello stesso problema. Di qui derivano, vero, profonde differenze di struttura interna tra listinto e lintelligenza. Noi ci soffermeremo soltanto su quelle che han relazione col problema da noi studiato. Diciamo dunque che lintelligenza e listinto implicano due tipi di conoscenza radicalmente diversi. [...] Se listinto , essenzialmente, la facolt di utilizzare uno strumento naturale organizzato, deve implicare la conoscenza innata ancorch virtuale o incosciente sia di tale strumento sia delloggetto a cui va applicato. Listinto , perci, la conoscenza innata di una cosa. Lintelligenza, invece, la facolt di fabbricare strumenti inorganici, cio artificiali. Se per essa la natura rinuncia a dotare lessere vivente di uno strumento da utilizzare, perch lessere vivente possa variarne la fabbricazione a seconda delle circostanze. La funzione essenziale dellintelligenza sar, pertanto, di scoprire, in qualsiasi circostanza, il mezzo di trarsi dimpaccio. Essa cercher ci che possa meglio servirle, ossia che possa inserirsi nei suoi schemi; e per verter essenzialmente sulle relazioni tra la situazione data e il modo di utilizzarla. Di innato lintelligenza ha, quindi, la tendenza a stabilire rapporti; e tale tendenza implica la conoscenza naturale di certe relazioni generali: vera e propria stoffa che lattivit propria di ogni intelligenza ritaglia poi in relazioni pi particolari. Dove lattivit orientata verso la fabbricazione, la conoscenza verte, dunque, necessariamente su rapporti. Ma tale conoscenza puramente formale, propria dellintelligenza, ha, sulla conoscenza materiale propria dellistinto, un vantaggio incalcolabile. Una forma, appunto perch vuota, pu esser riempita a volta a volta, a volont, da un numero indefinito di cose, e financo da cose che non servano a niente. Di conseguenza, una conoscenza formale non chiusa nellambito di ci

che praticamente utile, anche se sia sorta in vista dellutilit pratica. Un essere intelligente ha in s di che sorpassare se stesso. Tuttavia, esso riuscir a sorpassarsi meno di quanto vorrebbe, meno di quanto non creda. Lindole puramente formale dellintelligenza la priva della zavorra necessaria a che essa possa posarsi sugli oggetti di maggiore interesse speculativo. Per converso, listinto possiede, s, la materialit richiesta, ma incapace di andar a cercare il proprio oggetto cos lontano: esso non specula. Eccoci cos pervenuti al punto che offre, per la presente ricerca, il maggior interesse. La differenza tra lintelligenza e listinto che stiamo per segnalare quella che tutta la nostra analisi mirava a mettere in luce. Possiam formularla cos: ci sono cose che soltanto lintelligenza capace di cercare, ma che da s non trover mai; soltanto listinto potrebbe scoprirle, ma esso non le cercher mai. [...] Listinto simpatia. Se tale simpatia potesse allargare la sua sfera dazione e riflettere su se stessa ci darebbe la chiave delle operazioni della vita, allo stesso modo che lintelligenza, sviluppata e disciplinata, ci introduce nella materia. Giacch non lo ripeteremo mai abbastanza lintelligenza e listinto sono orientati in due direzioni opposte: luna verso la materia inerte, laltro verso la vita. Lintelligenza

per mezzo della scienza, che opera sua, ci rivela in modo sempre pi completo i segreti delle operazioni fisiche. Della vita ci d e pretende, del resto, di darci solo una traduzione in termini di inerzia. Essa le gira intorno, prendendo, dallesterno, il maggior numero possibile di istantanee su tale oggetto, che essa attrae a s, invece di penetrare in esso. Nellintimo stesso della vita potrebbe condurci, invece, lintuizione, cio listinto divenuto disinteressato, cosciente di s, capace di riflettere sul proprio oggetto e di ampliarlo indefinitamente. Che un tale assunto non sia inattuabile lo dimostra lesistenza, nelluomo, di una facolt estetica, accanto alla percezione normale. Il nostro occhio percepisce i tratti dellessere vivente, ma giustapposti gli uni agli altri, non fusi organicamente insieme: gli sfugge lintenzione della vita, il movimento indivisibile che corre attraverso le linee, collegandole le une con le altre e dando loro un significato. Tale intenzione , invece, ci che mira a cogliere lartista, ponendosi, in virt di un atto di simpatia, nellintimo stesso delloggetto e abbattendo, con uno sforzo dintuizione, la barriera che lo spazio pone tra lui e il modello. [da: Levoluzione creatrice, 149-154, 163-168]