Sei sulla pagina 1di 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
mercoled 20 febbraio 2013

Unicuique suum
Anno CLIII n. 42 (46.286)
.

Citt del Vaticano

Impegno Ue sui diritti umani

Fallito il tentativo di formare un Governo a esclusiva partecipazione di tecnici

Nel tempo di quaresima

Priorit alla libert religiosa


BRUXELLES, 19. La libert di religione o di credo una delle priorit in tema di diritti umani da promuovere nelle sedi internazionali. In questo senso si espresso il Consiglio dei ministri degli Esteri dellUnione europea, che ieri a Bruxelles ha elaborato un elenco di priorit da sostenere questanno sia al Consiglio per i Diritti umani sia nelle altre sedi delle Nazioni Unite. LUnione europea si legge nelle conclusioni del Consiglio continuer a presentare risoluzioni sulla libert di religione alle Nazioni Unite. Inoltre, lUe parteciper alla discussione sul prossimo rapporto del relatore speciale del Consiglio dellOnu per i Diritti umani che sar centrato sulla situazione delle persone appartenenti alle minoranze religiose. Particolare soddisfazione ha espresso il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, il quale ha ribadito che linserimento di un paragrafo sulla libert religiosa era il nostro obiettivo. Tra gli altri punti, il Consiglio ha stabilito che lUnione europea chieder la denuncia della grave situazione dei diritti umani in diversi Paesi. Nel documento si citano, tra gli altri, la Siria e la Corea del Nord . Grave preoccupazione espressa anche per la Bielorussia e si chiede di tenera alta lattenzione in Myanmar, oltre che nella Repubblica Democratica del Congo, in Eritrea, Sudan e Sud Sudan. LUnione europea solleciter in ogni sede internazionale a mantenere alta la vigilanza su questa cruciale questione.

Getta la spugna il premier tunisino

Il silenzio necessario
di ALBERTO FABIO AMBROSIO

Manifestazione di sostenitori del partito islamico Ennhadha (Afp)

TUNISI, 19. fallito in Tunisia il tentativo del primo ministro, Hamadi Jebali, di effettuare un rimpasto totale di Governo e inserire tecnici non espressione dei partiti nei ruoli chiavi. Lo ha confermato ieri lo stesso capo dellEsecutivo, al termine di una giornata convulsa, che rischia di fare ripiombare il Paese nel caos e nellinstabilit. Un annuncio che sta creando nelle ultime ore un clima da ultima spiaggia, con una delicata crisi politico istituzionale dietro langolo. Riconosco che la mia iniziativa per un Governo composto da membri non appartenenti ad alcun partito

non ha ottenuto il necessario consenso, ha detto alla stampa il premier. Jebali non ha comunque escluso di potere trovare soluzioni politiche diverse per affrontare la grave crisi che attanaglia la Tunisia. La conclusione negativa della lunga maratona con le delegazioni dei partiti era comunque nellaria, perch Jebali alle prese con un duro confronto con lopposizione del suo stesso raggruppamento, lislamista Ennhadha di cui segretario, che governa la Tunisia dalla caduta di Zine El Abidine Ben Ali. Durante i colloqui, Ennhadha non infatti arretrata di un millimetro

davanti alla decisione di osteggiare il tentativo di formare un Governo tecnico, ritenendo che solo un Esecutivo politico possa affrontare al meglio la crisi politica e finanziaria (con tutti gli indicatori economici in rosso profondo). Una posizione sostenuta in particolare dal Consiglio della Shura, il pi importante organo collegiale del partito, guidato dal presidente e leader di Ennhadha, Rached Gannouchi. A sconvolgere il panorama politico tunisino stata luccisione, il 6 febbraio scorso, di Chokri Belaid, esponente di spicco dellopposizione.

nternet davvero una bella invenzione perch sebbene faccia talvolta perdere tempo permette di scoprire iniziative per le quali fino a qualche anno fa si poteva impiegare un tempo considerevole. Mi sono imbattuto recentemente in quella che mi sembrata una novit che meritava attenzione. Unaccademia del silenzio, con sede ad Anghiari e patrocinata da un buon numero di professori, scrittori e giornalisti italiani. Lidea, frutto di Duccio Demetrio e di Nicoletta Polla-Mattiot, aperta al grande pubblico e tutti, via internet, possono iscriversi. Associata a questa iniziativa la collana Taccuini del silenzio edita da Mimesis. Sei volumetti sono gi disponibili in libreria e altri sono in preparazione. Tra le tante riletture della mia vocazione religiosa mi sia permesso questo inciso c anche il filo rosso dellamore per il silenzio. Da una buona ventina danni accumulo materiale sul silenzio, in campo religioso e filosofico oltre che antropologico. Lesistenza quotidiana mi pone invece di fronte allinquinamento acustico di una megalopoli, Istanbul, che sa raccogliersi in silenzio solo in occasione delle feste religiose. Compenso la mancanza di silenzio ambiente con la lettura e la scrittura del silenzio teorizzato. Idealmente cerco di permanere il pi possibile legato a quanto si ritiene come essenziale, la via del silenzio. In questi ultimi anni le pubblicazioni mi hanno poi aiutato in questa ricerca religiosa. Accanto alla pi ampia offerta in tema religioso, si affiancano le fini analisi storiche sulla societ del rumore e di un necessario ritorno a una convivenza immersa nella profondit silenziosa (Stefano Pivato,

A gennaio le immatricolazioni calate dell8,5 per cento

A New Delhi la trilaterale fra India, Stati Uniti e Afghanistan

Mercato dellauto a picco in Europa


BRUXELLES, 19. Il 2013 dellauto in Europa parte con un nuovo record negativo. A gennaio le immatricolazioni hanno toccato il livello pi basso dal 1990, segnando nei ventisette Paesi Ue pi quelli compresi nellEfta (Associazione europea di libero scambio) la quota di appena 918.280 unit, in flessione dell8,5 per cento rispetto a 1.003.763, cifra registrata un anno fa. Lo ha comunicato oggi lAcea, lassociazione dei costruttori di auto presenti in Europa. Nella sola eurozona il calo del mercato dellauto a gennaio stato pari all8,9 per cento a 857.510 unit e nellEuropa a ventisette dell8,7 a 885.159 unit. Per quanto riguarda i singoli Paesi, solo la Gran Bretagna fa segnare a gennaio volumi in progresso (pi 11,5 per cento a 143.643 unit). Prosegue invece il calo del mercato tedesco (meno 8,6 per cento a 192.090), gi evidenziato nel 2012 (il dato era pari al meno 2,9 per cento), cos come quello a due cifre di Francia (meno 15,1 a 124.798 unit) e Italia (meno 17,6 a 113.525). La Spagna invece, pur contenendo il ribasso al 9,6 per cento (a 49.671 unit), a gennaio stata scavalcata come quinto mercato in Europa dal Belgio, che immatricola 50.684 nuove vetture, con un progresso del 13,3 per cento. Tra tutti i Paesi, il progresso pi accentuato lha per segnato lIslanda, con un incremento del 43,8 per cento. Il record negativo spetta invece alla Grecia (meno 34,5 per cento), seguita a sorpresa dallOlanda (meno 31,2). Intanto, il gruppo Bmw ha annunciato di aver richiamato circa 750.000 auto in tutto il mondo, di diversi modelli, per problemi elettrici. Loperazione riferisce la France Presse riguarda non solo gli Stati Uniti, dove i veicoli richiamati sono mezzo milione, ma anche il Giappone, il Canada e il Sud Africa, mentre lEuropa risulterebbe esclusa. I modelli coinvolti sono la Z4, la X1, la Serie 3 e la Serie 1, costruite tra marzo 2007 e luglio 2011. Il problema elettrico riscontrato potrebbe ha spiegato la casa per esempio impedire lapertura dellauto o lavviamento del motore.

Diplomazia in aiuto di Kabul


NEW DELHI, 19. Si apre oggi, a New Delhi, il secondo dialogo trilaterale fra India, Stati Uniti e Afghanistan, che ha come principale obiettivo un attento esame della complessa situazione regionale dal punto di vista militare ed economico. Larea, infatti, continua a essere segnata dalle violenze scatenate dai miliziani. Nello stesso tempo i riflettori saranno puntati sulle strategie miranti a rafforzare leconomia afghana in vista del completo ritiro del contingente della coalizione entro il 2014. La comunit internazionale condivide la preoccupazione di Kabul riguardo allo stato delleconomia del Paese anche alla luce del disimpegno militare della coalizione. La concentrazione sullelemento militare nellottica di assicurare la sicurezza al territorio, rilevano gli analisti, potrebbe far dimenticare, infatti, le delicate questioni legate alleconomia di una Nazione il cui tasso di povert molto elevato. La trilaterale servir dunque, almeno negli auspici, a individuare gli strumenti idonei a impostare unazione ad ampio raggio per sostenere, nella sua globalit, il processo di ricostruzione dellAfghanistan. La delegazione afghana, informano le fonti diplomatiche, guidata dal vice ministro degli Esteri, Jawed Ludin; quella statunitense dallassistente segretario di Stato per gli Affari dellAsia meridionale e centrale, Robert O. Blake, e quella indiana dal sottosegretario aggiunto agli Esteri per Pakistan, Afghanistan e Iran, Y. K. Sinha. Il primo dialogo trilaterale si svolto il 25 settembre 2012 a New York, a margine dellAssemblea generale dellO nu. Sempre riguardo allAfghanistan si segnala che le vittime civili del conflitto sono diminuite nel 2012 per la prima volta da sei anni. Il dato sottolineato nel rapporto curato dalla missione delle Nazioni Unite di assistenza allAfghanistan (Unama). Preparato in coordinamento con lalto commissario Onu per i Diritti umani, il rapporto sulla protezione dei civili nel conflitto armato rivela che la diminuzione delle vittime rispetto al 2011 del dodici per cento. Commentando queste stime, il rappresentante speciale del segretario generale dellOnu in Afghanistan, Jan Kubis, ha detto che la riduzione delle vittime civili veramente benvenuta, anche se il costo umano del conflitto resta ovviamente inaccettabile. Ci sono tuttavia anche dati allarmanti. Il dossier infatti evidenzia che nellarco del 2012 gli omicidi e i ferimenti di dipendenti del Governo afghano sono aumentati. E oggi intanto si appreso che un commando armato, al confine tra Afghanistan e Pakistan ha attaccato un convoglio di automezzi pesanti della Nato: due degli autisti sono stati uccisi. Un terzo rimasto ferito.

Il secolo del rumore) e quelle filosofiche (Carlo Sini, Il silenzio e la parola; Roberto Mancini, Il silenzio, via verso la vita). Con i maneggevoli Taccuini del silenzio, una vera e propria iniziativa editoriale, si inaugura una nuova fase. Il silenzio esce definitivamente dal campo del religioso, del contemplativo o forse anche del puro filosofico per cercare spazi vitali. Nella lettura dei sei volumetti finora usciti si intuisce la formazione di una nuova cultura antropologica e sociale, lontana dal frastuono della gloria gridata ai quattro venti, ma radicata nellintimo della coscienza. Ricordo di aver scovato parecchi anni fa unetimologia del termine silenzio che mi ha segnato a vita. Il dizionario etimologico latino faceva risalire il significato nascosto della parola silentium per via di metatesi (inversione sillabica) al termine exilium. Cio dalla parola exilium, si passati a silex (lausterit e la durezza del deserto di roccia?) e da qui a silentium. Anche se questa etimologia dubbia, il significato davvero suggestivo. Il silenzio un esilio volontario nei meandri della nostra coscienza. Di questo lepoca contemporanea ha davvero bisogno, e a tutti i livelli! Se la ricerca anche laica si appropria della formazione al silenzio, non si pu non andare con la mente ai richiami al silenzio fatti da Papa Benedetto XVI. un filo rosso che si ritrova nel suo magistero, attento al richiamo nel frastuono mondano al silenzio divino. Lattenzione a questa nuova forma di ecologia non pu lasciarci indifferenti e di fatto questa iniziativa lo dimostra non lascia indifferenti nemmeno coloro che non necessariamente vivono in meditazione continua. Che il richiamo venga da un monaco scontato, ma che venga da un professore di epistemologia (penso a Stuart Sim, Manifesto per il silenzio), ancora pi significativo. In questo periodo di quaresima, non fuori luogo riprendere questi spunti, per educare la parola ed educarsi al silenzio. Digiuno, preghiera ed elemosina, a ben pensarci, hanno questo stesso denominatore comune. Possiamo forse immaginare di praticare il digiuno, di vivere la preghiera e di rendersi solidali producendo rumore? Il silenzio quindi quellambiente vitale dove la vita divina pu svilupparsi pi agevolmente. Il messaggio che Benedetto XVI aveva rivolto per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali (20 maggio 2012) costituisce un buon programma di pratica quaresimale: dalle prime frasi di questo messaggio: Il silenzio parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto, si perviene a una conclusione teologica davvero pregnante: Nel silenzio della Croce parla leloquenza dellamore di Dio vissuto sino al dono supremo.

Alla presenza del Papa proseguono gli esercizi spirituali in Vaticano

D io si manifesta nel tempo


PAGINA 8

NOSTRE INFORMAZIONI
Provvista di Chiesa
In data 19 febbraio, il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Tuxtla Gutirrez (Messico) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Fabio Martnez Castilla, finora Vescovo di Ciudad Lzaro Crdenas.

y(7HA3J1*QSSKKM( +@!"!$!$!z

Un fal per combattere il freddo in una strada di Kabul (LaPresse/Ap)

pagina 2

LOSSERVATORE ROMANO
Secondo Draghi anche gli istituti di credito iniziano a risentire della recessione

mercoled 20 febbraio 2013

Economia in crescita gi nel primo trimestre 2013

Nessuna luce in fondo al tunnel


STRASBURGO, 19. Il 2013 iniziato con un quadro pi stabile ma non c ancora nessun miglioramento per leconomia reale e anche le banche cominciano a soffrire la lunga recessione. Cos Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce), in una lunga audizione al Parlamento europeo ha spiegato ieri perch il consolidamento delle finanze non si deve interrompere proprio ora, e allo stesso tempo perch occorra farlo diventare pi morbido, mitigandone gli effetti, per esempio smettendo di far leva sullimposizione fiscale, che nelleurozona gi molto alta. Il 2013 iniziato con un quadro pi stabile rispetto agli ultimi anni grazie alle riforme dei Governi, ma servono sforzi pi importanti perch lUe possa emergere dalla crisi e ricreare fiducia e crescita ha detto Draghi, ricordando come i rischi sulle prospettive economiche dellarea euro continuano a essere al ribasso e la fiducia che tarda a tornare pu ritardare la ripresa. Ripresa che comunque prevista, graduale, nella seconda met dellanno. Per il momento, tuttavia, nonostante i segnali di stabilizzazione, non c ancora un miglioramento delleconomia reale. Non solo: anche le imprese soffrono, soprattutto quelle piccole e medie. Per questo la Bce sta studiando come fare per consentire che arrivi loro il credito concesso alle banche. Secondo il presidente della Banca centrale europea, la ricetta per uscire dalla crisi, che resta comunque prima di tutto una crisi di fiducia, sempre la stessa: occorre proseguire

La Germania resiste alla crisi delleuro


BERLINO, 19. Le aspettative congiunturali nelleconomia tedesca negli ultimi tre mesi sono migliorate molto rapidamente e in misura considerevole. La Bundesbank, la Banca centrale tedesca, ha cos annunciato ieri, nel suo bollettino mensile, le previsioni per leconomia tedesca nel primo trimestre dellanno in corso. Previsioni rosee, che parlano di crescita, di aumento delloccupazione e del credito in controtendenza con il resto delleurozona. A determinare il notevole cambio di atteggiamento delleconomia dice la Bundesbank ha contribuito il calo dellincertezza legato alla crisi del debito nelleurozona, che sta progressivamente dissolvendo il percepibile attendismo negli investimenti. Anche per il resto dellanno si attende un rafforzamento della ripresa, ma solo in maniera graduale. Proprio per questo nel 2013 Bundesbank prevede che lo Stato tedesco chiuder il bilancio con un deficit nellordine dello 0,5 per cento, dopo che nel 2012, per la prima volta da cinque anni, le casse pubbliche avevano registrato un attivo strutturale pari allo 0,1 per cento del prodotto interno lordo (pil). La Bundesbank prevede infine un calo nella percentuale del debito pubblico in rapporto al pil. Nel bollettino della Banca centrale tedesca non ci sono soltanto cifre. Listituto ha infatti cercato di formulare indicazioni precise rivolte anche al Governo Merkel. In tal senso, la Bundesbank ha messo in rilievo che alzare il livello di stipendi e salari la risposta sbagliata per uscire dalla crisi. Secondo gli esperti dellistituto di credito, gli aumenti ridurrebbero le risorse a disposizione degli investimenti, finendo per colpire negativamente sulloccupazione. Stando a un modello di calcolo sviluppato dagli analisti della Bundesbank, nel lungo periodo sia il potere dacquisto reale che i consumi finirebbero persino per calare sensibilmente sotto il peso della riduzione dei posti di lavoro. La crescita di stipendi e salari in Germania non aiuterebbe inoltre nemmeno le economie dei Paesi partner delleurozona, spiega la Banca centrale. Occorre considerare che anche un aumento significativo dellimport tedesco non avrebbe come conseguenza un miglioramento altrettanto consistente nelle posizioni economiche dei Paesi periferici scrivono gli esperti di Francoforte. Al contrario, dallaumento dei salari ci sarebbe da attendersi un effetto negativo: a causa dellaumento dei prezzi e dei costi in Germania, la Banca centrale europea si troverebbe costretta ad alzare i tassi dinteresse a breve e lungo termine nelleurozona, frenando la congiuntura in alcuni Paesi. Infine, prosegue il rapporto, lo shock per una rivalutazione delleuro si trasferirebbe al resto del mondo, magari inducendo altre Banche centrali ad alzare i tassi dinteresse, rallentando ulteriormente la ripresa. Secondo la Bundesbank, la Germania ha fatto buone esperienze in passato con una crescita di stipendi e salari misurata allaumento della produttivit. Un trend che anche altri Paesi dovrebbero seguire.

Il presidente della Banca centrale europea (Reuters)

con il risanamento delle finanze pubbliche, ci che finora ha restituito credibilit ai Governi, ma occorre farlo cercando al contempo di mitigare gli effetti dellausterit. Il consolidamento necessario, sappiamo che ha effetti sulla contrazione economica a breve termine, non si deve abolire o attenuarlo, ma si possono mitigarne gli effetti, per esempio costruendo un consolidamento basato

meno sullaumento delle tasse, che nella zona euro sono gi molto alte ha spiegato Draghi. Il livello degli spread nellarea delleurozona rispetto alla Germania sta scendendo in particolare in Irlanda e in Portogallo e la frammentazione geografica che ha caratterizzato la crisi dellarea sembra perdere il suo slancio. Capitolo fondamentale quello del credito, che si deteriora con il

Previsioni del New York Times

Le aziende dellUe in coda per entrare in Borsa

Il gruppo Danone sotto cura dimagrante


PARIGI, 19. Cura dimagrante per Danone. Il colosso francese dellalimentazione ha annunciato ieri che taglier circa novecento posti di lavoro in Europa. Le ragioni di questa scelta stanno nelle difficolt economiche. L'anno scorso il gruppo ha infatti registrato un utile quasi stabile nel raffronto con il 2011 a 1,81 miliardi di euro. Il fatturato ha superato per la prima volta la soglia di venti miliardi, fermandosi precisamente a 20,86 miliardi. I segnali di preoccupazione sono arrivati invece dal margine operativo, che lanno scorso invece calato di 0,5 punti percentuali. Proprio per contenere questo calo, nellambito di un pi vasto piano di contenimento dei costi da duecento milioni in due anni, sono state prese le misure anche sul fronte del personale. Danone ha anche reso noto che intende tagliare novecento posti in Europa a livello dirigenziale e amministrativo, una cifra pari al dieci per cento del suo organico in Europa. Il piano privileger la mobilit interna e le uscite volontarie.

deteriorarsi del ciclo economico. Secondo Draghi, bisogna aspettare che nelle banche torni la fiducia affinch la macchina del credito possa rimettersi in moto e aiutare le imprese europee. In tal senso, ladozione del meccanismo di vigilanza bancaria unico fondamentale. Nel corso dellaudizione a Strasburgo Draghi intervenuto anche sul recente G20 di Mosca e sul comunicato finale, da molti criticato a causa dellassenza di una esplicita condanna nei confronti della politica monetaria giapponese. Secondo Draghi, gran parte delle mosse sui tassi di cambio (da parte del Giappone, ndr) non avevano un obiettivo politico, ma erano mosse che puntavano a rafforzare leconomia interna. I tassi di cambio ha aggiunto Draghi dovrebbero riflettere i fondamentali. Dopo le parole di Draghi le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso. Madrid ha segnato un calo dello 0,51, Lisbona dello 0,45, Londra dello 0,16. Parigi ha invece guadagnato uno 0,18. Meglio Francoforte, che ha archiviato un pi 0,46.

Per un giorno la Bbc senza voce


LONDRA, 19. Lautorevole voce dellinformazione britannica ha taciuto ieri per 24 0re. La maggior parte dei giornalisti della Bbc ha incrociato le braccia e i dirigenti hanno dovuto fare non poca fatica per riempire i palinsesti senza telegiornali e talk show. Lo sciopero stato proclamato dal sindacato nazionale dei giornalisti (Nuj) dopo il fallimento dei negoziati per la riassunzione di trenta dipendenti che sono finiti in esubero. Si stima che la Bbc abbia perso settemila dipendenti dal 2004 a oggi: perci si richiede una moratoria di sei mesi per i licenziamenti. Un piano aziendale prevede la cancellazione di duemila posti di lavoro da qui al 2017 e una severa ristrutturazione della programmazione della catena pubblica, nellottica di una drastica riduzione dei costi. Non si capisce perch la Bbc preferisca spendere soldi in questi esuberi e non assicurare la possibilit di reimpiego a quelli a rischio ha affermato Michelle Stanistreet, segretario generale del sindacato nazionale dei giornalisti. Mentre si riducono i costi, i proventi restano dal 2010 sempre gli stessi, sottolineano i rappresentanti del sindacato. Da tre anni, infatti, il canone televisivo sempre fermo a 145,50 sterline (circa 170 euro) e rappresenta la pi importante fonte di introiti per la Bbc, che non ha spazi pubblicitari. I giornalisti che rischiano subito il posto lavorano nel servizi di Bbc Scozia, nei canali asiatici, nel World Service e nelle redazioni regionali. Ieri si sono svolte, di fronte alle sedi della Bbc a Londra e nelle altre citt britanniche, numerose manifestazioni di protesta. stato chiesto un credibile ed efficace piano di rilancio della Bbc che, ricordano le agenzie di stampa internazionali, sta vivendo un momento non facile non solo dal punto di vista economico, ma anche di immagine. Sono diversi gli scandali in cui recentemente stata coinvolta, a partire da quello del defunto conduttore Jimmy Savile, accusato di abusi su minori, anche negli stessi studi della Bbc.

Titoli tossici in calo

Migliorano le condizioni delle banche spagnole


MADRID, 19. Migliorano le condizioni del sistema bancario spagnolo. Le sofferenze delle banche sono scese a dicembre a 167,4 miliardi di euro, dopo essere salite per 17 mesi consecutivi. Lo conferma la Banca di Spagna, secondo la quale i titoli tossici ora costituiscono il 10,4 per cento del totale del debito, rispetto all11,4 per cento di novembre. La Banca centrale spagnola ha attribuito il cambiamento di rotta alla creazione fortemente voluta dal Governo Rajoy di una Bad Bank, la Sareb, che assorbe i titoli tossici del patrimonio immobiliare al fine di venderli. In effetti, molte delle sofferenze delle banche iberiche vanno ricondotte alla bolla immobiliare del 2008: il crollo del settore ha causato miliardi di euro di perdite e ha richiesto un processo di ristrutturazione, che la zona euro sta sostenendo con pi di quaranta miliardi di euro di aiuti. La Spagna sta lottando per uscire dalla sua seconda recessione in tre anni, con la disoccupazione che ha superato il tasso del 26 per cento. La Commissione europea potrebbe anche concedere a Madrid una dilazione dellobiettivo di riportare il deficit sotto al livell0 del tre per cento, fissato attualmente per il 2014. Lo ha confermato di recente anche Joaqum Almunia, vicepresidente della Commissione e commissario Ue per la Concorrenza, in un incontro con la stampa estera. Il commissario per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn ha spiegato Almunia considera che la Spagna ha fatto sufficiente progressi nella riduzione del deficit, anche se non ha centrato lobiettivo del 6,3 per cento nel 2012. Contro la disoccupazione giovanile, dilagante in Spagna, la Commissione Ue ha approvato un pacchetto di misure ad hoc.

Un tabellone nella Borsa valori di Francoforte (Afp)

BRUXELLES, 19. La ripresa dei mercati europei fa ben sperare le aziende del vecchio continente che, per ridurre il debito e aumentare i profitti, potrebbero dar vita a una vera e propria corsa alle quotazioni in Borsa. A prevederlo il New York Times, che in unanalisi sottolinea lincertezza della situazione attuale delleconomia Ue. Le aziende europee riporta il quotidiano della Grande Mela hanno 430 miliardi di dollari di debito, un volume che arriver a maturazione entro la fine del 2014. Di conseguenza la febbre da initial public offering (ipo, lofferta pubblica iniziale) potrebbe scattare a breve. Lofferta pubblica iniziale unofferta al pubblico dei titoli di una societ che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato in modo da ottenere finanziamenti. Vedremo una pi sostenuta attivit di ipo sostiene Mark Hughes, di PricewaterCoopers. Con la ripresa dei mercati anche gli spin off (la scissione di ununit organizzativa dalla societ di origine, ndr) sono tornati a essere unopzione realistica aggiunge Hughes. La pressione per quotarsi o effettuare spin off sta aumentando in Europa: con la crisi che entra nel sesto anno, le aziende hanno molti debiti che devono essere ripagati nel 2014. E secondo il New York Times la strada delle fusioni e acquisizioni sembra al palo, nono-

stante una certa ripresa dellattivit a livello globale. Lo scorso anno lattivit di fusione tra societ in Europa scesa del 14 per cento a 697 miliardi di dollari, ai minimi dal 2003. Fino a met febbraio 2013, lattivit scesa del 48 per cento a 45,4 miliardi di dollari.

Sarkisian riconfermato presidente dellArmenia


IEREVAN, 19. In Armenia, trionfo annunciato per il presidente Serzh Sarkisian, leader del Partito repubblicano, che ieri si aggiudicato il 58 per cento delle preferenze, assicurandosi cos un secondo mandato di cinque anni alla guida del Paese. Il suo principale rivale, Raffi Hovannisian, ex ministro degli Esteri e ora leader del partito di opposizione Eredit, ha invece ottenuto il 32 per cento dei voti. Gli altri cinque candidati non sono andati oltre il 5 per cento. Tutta la campagna elettorale stata contrassegnata dalla rinuncia di tre delle principali forze di opposizione (che controllano 48 seggi su 131 del Parlamento di Ierevan) a partecipare alla consultazione, per la sfiducia nella gestione del processo elettorale. Il voto si inserito in un momento non facile per lArmenia, alla ricerca di stabilit e di benessere: il salario mensile infatti ancora fermo a circa 300 euro, la disoccupazione al 16 per cento e oltre il 30 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povert. Lex Repubblica sovietica, rimasta alleata di Mosca, soffre, inoltre, della chiusura dei confini sia con lAzerbajan, per il conflitto legato allenclave armena del Nagorno-Karabakh, sia con la Turchia, per le note vicende legate alla prima guerra mondiale. Sul voto intervenuta stamane lOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce). In una nota si legge che le elezioni presidenziali hanno fatto registrare progressi, nonostante la poca concorrenza.

Uno sportello automatico a Madrid (Reuters)

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va Servizio culturale: cultura@ossrom.va Servizio religioso: religione@ossrom.va

Carlo Di Cicco
vicedirettore

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Ufficio diffusione: telefono 06 698 99470, fax 06 698 82818, ufficiodiffusione@ossrom.va Ufficio abbonamenti (dalle 8 alle 15.30): telefono 06 698 99480, fax 06 698 85164, info@ossrom.va Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

Concessionaria di pubblicit
Il Sole 24 Ore S.p.A System Comunicazione Pubblicitaria Alfonso DellErario, direttore generale Romano Ruosi, vicedirettore generale Sede legale Via Monte Rosa 91, 20149 Milano telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214 segreteriadirezionesystem@ilsole24ore.com

Aziende promotrici della diffusione de LOsservatore Romano

Intesa San Paolo Ospedale Pediatrico Bambino Ges Banca Carige Societ Cattolica di Assicurazione Credito Valtellinese

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va http://www.osservatoreromano.va

Piero Di Domenicantonio
caporedattore

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442 fax 06 698 83675 segreteria@ossrom.va

Gaetano Vallini
segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998 photo@ossrom.va www.photo.va

mercoled 20 febbraio 2013

LOSSERVATORE ROMANO
Elezioni a rischio in Egitto

pagina 3

Rapporto delle Nazioni Unite sui crimini commessi nel conflitto

LEuropa rinnova le sanzioni contro Damasco


BRUXELLES, 19. La crisi siriana al primo posto nellagenda della diplomazia del vecchio continente. LUnione europea ha deciso ieri di rinnovare per tre mesi il pacchetto di sanzioni contro Damasco, in scadenza il prossimo 28 febbraio, con limpegno di emendare le misure in modo da fornire un maggiore supporto e assistenza tecnica per la protezione dei civili. Un segnale che arriva mentre da Ginevra la Commissione dellO nu sulle violazioni dei diritti umani presenta un rapporto che punta il dito sugli individui in posizione di leadership come responsabili dei crimini. Secondo Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia dal 1999 al 2007, tempo che della Siria si occupi la Corte penale internazionale, alla quale dovrebbe essere dato accesso per accertare i crimini di guerra commessi da entrambe le parti. Nel prolungamento delle sanzioni non c lallentamento sullembargo delle armi, uniniziativa sostenuta dalla Gran Bretagna per aiutare lazione delle forze degli oppositori al Governo di Assad. Tuttavia, lipotesi dellallentamento dellembargo era osteggiata dalla maggioranza dei ventisette: netta lopposizione espressa, tra gli altri, dalla Germania e dalla Spagna. Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, arrivando a Bruxelles ha chiarito che per Londra limportante dare il massimo supporto e assistenza alla Coalizione di opposizione guidata da Moaz Al Khatib e avere la possibilit di fornire una pi ampia gamma di materiali. Londra ha comunque ammesso il rischio che, nella complessa situazione sul terreno, se si provasse a fornire armi queste potrebbero finire nelle mani sbagliate e causare nuove stragi. Sulla decisione di rinnovare le sanzioni il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha parlato di uno sviluppo positivo, che va nel senso da noi auspicato di un rafforzamento del sostegno europeo allopposizione siriana, sia sul piano politico che su quello materiale. Tra mercoled e gioved prossimo saranno gli ambasciatori rappresentanti permanenti a definire il regolamento operativo del nuovo pacchetto di sanzioni. Ogni Paese avr certezza di ci che potr o non potr fare ha detto lAlto rappresentante dellUe per la politica estera, Catherine Ashton. Intanto, il premier siriano, Wael Halqi, ha smentito i dati delle Nazioni Unite sui profughi, che non sarebbero 693.710, ma meno di 200.000. Il presidente, Bashir Al Assad, ha dichiarato ieri, parlando con la stampa, che la Siria sulla strada della vittoria nella guerra lanciata contro di essa. Sul piano diplomatico, il re Abdallah II di Giordania giunto oggi a Mosca per colloqui con il presidente russo, Vladimir Putin. I due leader come riferisce una nota del Cremlino esamineranno gli ultimi sviluppi della crisi siriana. Inoltre, sar discussa la proposta russa di partecipare alla costruzione della prima centrale nucleare nel Paese arabo. prevista infine la firma di un accordo tra i due Paesi per lanciare una commissione congiunta sulla cooperazione economica, scientifica e tecnologica.

Bocciata la legge elettorale

Libia determinata a non divenire una base terroristica


TRIPOLI, 19. Le autorit libiche sono determinate a evitare che il Paese diventi una base per il terrorismo. Lo ha detto il Presidente della Assemblea nazionale, Mohamed Al Megaryef, la massima autorit libica, in un discorso a Bengasi a margine del secondo anniversario della rivoluzione. Il Presidente dellAssemblea ha parlato davanti a centinaia di persone riunite in piazza Tahrir a Bengasi, il luogo dove nata la rivoluzione libica. E rivolgendo le sue parole agli amici della Libia, quei Paesi occidentali e arabi che hanno sostenuto la rivolta popolare contro il colonnello Gheddafi nel 2011, Al Megaryef ha confermato che la Libia non si trasformer in una base o una fonte di terrorismo. Il Presidente dellAssemblea ha poi chiesto ai Paesi partner di incoraggiare le loro imprese a contribuire alla ripresa economica e alla ricostruzione della Libia. Il caos nella sicurezza rappresenta un costo enorme, ha detto Al Megaryef, riferendosi alle societ straniere che hanno lasciato la Libia durante la rivoluzione. E ha promesso di accelerare lelaborazione di una costituzione e le riforme nei settori della giustizia e della riconciliazione nazionale. Ma sullo sfondo resta il timore della violenza, in un Paese afflitto dallinsicurezza. Dallattacco contro il consolato americano dell11 settembre scorso, infatti, si sono moltiplicati omicidi e rapimenti di responsabili di primo piano della sicurezza, mentre infiltrazioni jihadiste tengono in scacco le forze di sicurezza dislocate sul territorio. I festeggiamenti si sono svolti in un clima di stretta sorveglianza, le autorit sono rimaste in stato di allerta contro i possibili tentativi da parte dei sostenitori del vecchio regime di cogliere loccasione per seminare il caos. Servizi di sicurezza, esercito e persino ex ribelli sono stati mobilitati per garantire la sicurezza e moltiplicati i punti di controllo. Il Governo ha anche deciso di chiudere le frontiere di terra per quattro giorni e di sospendere i voli internazionali.

Un uomo al Cairo legge il quotidiano Libert e giustizia, organo dei Fratelli musulmani (Reuters)

IL CAIRO, 19. La Corte costituzionale egiziana ha respinto cinque articoli della bozza di legge elettorale e rinviato il testo al Consiglio della Shura (la Camera alta del Parlamento, che attualmente lunica operativa) per una revisione, giudicandolo incostituzionale. Lo riferisce il sito del quotidiano Al Ahram. La bocciatura della bozza di legge potrebbe rinviare le elezioni parlamentari, previste ad aprile. Le norme bocciate non sono state per il momento specificate, ma stato preannunciato un successivo comunicato in cui la questione sar esposta in maniera pi particolareggiata.

Gi prima della pronuncia, fonti della presidenza avevano fatto sapere che uneventuale bocciatura del provvedimento ne avrebbe rallentato liter di approvazione, e, dunque, lo stesso voto di almeno un paio di settimane, anche se con ogni probabilit non di mesi. Il presidente, Mohammed Mursi, intendeva promulgare la legge entro il 25 febbraio, e fissare per due mesi pi tardi le date della consultazione, verosimilmente articolata su diversi turni a seconda delle varie regioni del Paese, a causa dellinsufficiente numero di magistrati disponibili a garantirne la supervisione.

Duro Barroso annuncia una conferenza dei donatori per maggio

Domenica 24 la firma alla presenza di Ban Ki-moon

Sostegno alla ricostruzione del Mali


BRUXELLES, 19. Mentre in Mali ancora si combatte e restano incerti tempi e possibilit di pacificazione del Paese, lUnione europea conferma pieno sostegno alle autorit di transizione maliane. Il presidente della Commissione europea, Jos Manuel Duro Barroso, in una dichiarazione congiunta con il premier maliano, Diango Cissoko, ieri per la prima volta in visita a Bruxelles, ha annunciato una conferenza dei donatori a met maggio per la ricostruzione del Mali. Definiremo con le autorit del Mali i termini. Lobiettivo la ricostruzione nel suo significato pi globale, ha detto Duro Barroso, sostenendo che si vogliono reperire risorse per lo sviluppo di economia, pace e democrazia. Da parte sua, Cissoko ha parlato di un punto di svolta per lo sviluppo del suo Paese, al quale lUnione ha sempre dato il suo supporto. Sempre ieri, il consiglio europeo dei ministri degli Esteri ha formalmente approvato la missione militare europea di addestramento delle forze armate del Mali. La missione a pieno regime sar composta da quasi cinquecento militari. La missione, ha riferito il generale francese Patrick de Rousiers, presidente del comitato militare dellUnione europea, incomincer allinizio di aprile. Particolare attenzione sar rivolta alla selezione del personale maliano per creare un nuovo esercito che rispetti lautorit di governo e le leggi umanitarie, ha specificato de Rousiers.

Accordo di pace congolese sotto lala dellOnu


KINSHASA, 19. Sar firmato il prossimo 24 febbraio ad Addis Abeba, alla presenza del Segretario generale dellOnu Ban Ki-moon, laccordo quadro regionale che dovrebbe porre fine alle violenze nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo quando dichiarato allagenzia di stampa France Presse da Martin Nesirky, il portavoce di Ban Ki-moon, il piano prevede un maggiore controllo da parte della forza di pace dellOnu e un impegno dei Paesi limitrofi a non sostenere, finanziare od ospitare qualsiasi gruppo o individuo armato che destabilizza il Paese. Laccordo sar sostenuto da Repubblica Democratica del Congo, Rwanda, Uganda, Burundi, Angola, Repubblica del Congo, Sud Africa e Tanzania. previsto anche linvio di una brigata di intervento composta da 2.500 caschi blu impegnati a contrastare i ribelli del Movimento del 23 Marzo (M23), che un anno fa ha riacceso la rivolta nella regione orientale congolese del Nord Kivu, e altri gruppi antigovernativi. La situazione nellest congolese resta comunque estremamente precaria e le possibilit di pacificazione di quei tormentati territori rimangono incerte. LM23 non lunico gruppo armato tuttora attivo. Tra laltro, proprio durante lultimo fine settimana ci sono stati scontri nella localit mineraria di Punia, a 245 chilometri da Kindu, il capoluogo della provincia del Maniema. Secondo il portavoce del Governo congolese, Lambert Mende, al termine di combattimenti durati alcune ore le forze regolari hanno respinto i miliziani Raa Mutomboki che per ventiquattro ore erano riusciti a prenderne il controllo, abbandonandosi a saccheggi dopo aver messo in fuga migliaia di persone verso il vicino territorio di Lubutu, nella provincia Orientale. Secondo fonti locali dellOnu, da tre giorni sono in corso interventi di assistenza a pi di 37.000 sfollati accampati a nord di Punia.

Nuovi disordini nelle miniere del Sud Africa


CITT DEL CAPO, 19. Si riaccende e sfocia in nuove violenze la protesta dei minatori in Sud Africa. Tredici persone sono rimaste ferite durante un intervento della polizia dopo che erano scoppiati tafferugli tra aderenti a sindacati diversi. accaduto nella miniera di platino di Siphumelele, nella zona di Rustenburg, gi teatro di disordini nei mesi scorsi. Secondo un portavoce della polizia locale, il generale Thulani Ngubane, le guardie del servizio di sicurezza sono intervenute dopo che un ufficio appartenente al Num, il principale sindacato nazionale del settore, era stato circondato da un migliaio di minatori, aderenti a unaltra organizzazione che contesta al Num eccessiva accondiscendenza alle posizioni delle compagnie minerarie e del Governo. Al centro della disputa, ci sarebbe stata proprio la disponibilit dei locali per lesercizio delle attivit sindacali. Limpianto estrattivo appartiene alla Amplats, principale produttore mondiale di platino che il mese scorso ha rinfocolato le proteste annunciando lintenzione di chiudere due giacimenti, venderne un terzo e tagliare circa 14.000 posti di lavoro. Nel 2012 lazienda fu investita da unondata di scioperi e proteste, in gran parte causata proprio dalle divergenze tra i medesimi due sindacati, alle quali seguirono repressioni della polizia con una serie di scontri costati la vita a oltre cinquanta persone.

Un bambino a Gao (Afp)

Madrid contesta la Bolivia per la nazionalizzazione degli aeroporti


LA PAZ, 19. La decisione della Bolivia di nazionalizzare la Sabsa, la societ che gestisce i servizi negli aeroporti di tre citt, finora controllata dalle spagnole Abertis e Aena, ha suscitato una dura reazione del Governo di Madrid, il quale ha comunicato che intende rivedere, suo malgrado, le relazioni. Ad annunciare la nazionalizzazione stato il presidente boliviano, Evo Morales, che dopo aver ordinato la misura ha inviato i militari nei terminal delle tre citt, cio La Paz, Santa Cruz e Cochabamba. Il presidente ha sottolineato che non sono stati rispettati i piani di investimento promessi dai due gruppi spagnoli. Morales ha aggiunto che pensava da tempo a tale decisione, ma di aver aspettato per ragioni di carattere diplomatico, in attesa di poter giungere a un accordo. Sfortunatamente non siamo riusciti a capirci, ha puntualizzato, ricordando che il piano dei due gruppi prevedeva investimenti tra il 2006 e il 2022 pari a 53 milioni di dollari. Entro il 2009 gli investimenti realizzati dovevano essere 26,9 milioni di dollari, mentre a tuttoggi gli esborsi non raggiungono i sei milioni di dollari in tutto. Madrid ha reagito quasi subito, sia sul fronte governativo sia su quello delle imprese. La Abertis ha smentito i dati provenienti da La Paz, ricordando i propri sforzi fatti sugli investimenti nei tre aeroporti. Il Governo guidato da Mariano Rajoy ha fatto sapere che vuole riesaminare i rapporti bilaterali e che cercher di mobilitare i partner europei per una risposta congiunta alla decisione. La Sabsa la terza azienda a controllo spagnolo nazionalizzata in Bolivia in meno di un anno, dopo la Transportadora de Electricidad, filiale di Red Elctrica, nel maggio 2012, e le filiali boliviane di Iberdrola nel dicembre scorso.

Alla ripresa del negoziato a Cuba

Nessuna tregua tra Bogot e le Farc


BO GOT, 19. Il Governo di Bogot tornato a escludere lipotesi di decretare una tregua alla ripresa, ieri a Cuba, dei colloqui di pace con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Vogliamo ricordare che se non si accetta un cessate il fuoco si fa proprio a beneficio di un rapido conseguimento della pace ha detto il capo negoziatore governativo, lex vice presidente Humberto de la Calle. Questo processo di pace va avanti nel pieno del conflitto. Sappiamo che questo genera situazioni complesse che sono difficili da sopportare. Ma il cessate il fuoco porterebbe al prolungamento del conflitto, ha aggiunto de la Calle. Senza indicare scadenze, il capo negoziatore del Governo di Bogot ha detto di attendersi buoni risultati da questa sesta tornata di colloqui, che proseguir fino al 28 febbraio. Senza generare false aspettative, crediamo realmente che ci sia unopportunit. Il dialogo punta alla fine del conflitto. il cammino possibile per terminare rapidamente il confronto e aprire uno scenario di possibilit di crescita e di benessere per i colombiani, ha detto ancora lex vice presidente. Tuttavia, la gran parte degli osservatori registra che sul terreno la tensione non si placata nel fine settimana, nonostante il rilascio di tre esponenti delle forze dellordine, i poliziotti Cristian Camilo Yate e Vctor Alfonso Gonzlez e il soldato Josu lvarez Meneses, catturati dalle Farc a fine gennaio e liberati senza spargimenti di sangue, come promesso dal gruppo armato. La cattura dei tre aveva segnato la fine della tregua unilaterale che le Farc avevano dichiarato a novembre, sostenendo che si trattava di uniniziativa per favorire i negoziati a Cuba. Come detto, il Governo colombiano non aveva per aderito e ha mantenuto la posizione. Gli scontri armati sembrano dunque destinati a protrarsi, con il pericolo di pesanti e negative ripercussioni sulla trattativa in corso a Cuba. Gi nel fine settimana si sono registrati scontri armati tra esercito e guerriglia. In particolare, sabato a Tolima, nel centro del Paese, stato ucciso uno dei capi militari delle Farc. In questo caso, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha parlato di forte colpo inflitto alle Farc, felicitandosi per lazione condotta dallesercito. Venerd, peraltro, tre soldati erano stati uccisi dalle Farc a Sumapaz, una localit nei pressi di Bogot, mentre sempre sabato i guerriglieri avevano sferrato un attacco contro una stazione di polizia a Puerto Ass, nella regione del Putumayo, nel quale erano stati feriti due agenti.

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 20 febbraio 2013

I misteri di Cristo nelle Sentenze e in altre opere

Libert religiosa nello Stato laico in uno studio storico-giudirico condotto da ventitr studiosi

Tommaso oltre la Summa

Se credere reato
Incamminarsi verso una verit mai posseduta ma sempre accessibile
di FRANCESCO SCOPPOLA redere e confidare, il credo e la fede, sono modalit di affrontare la vita che troppo spesso vengono intese e considerate come ostentazione di sicurezze e certezze, mentre recano piuttosto, nei termini stessi, lidea della ricerca nel dubbio, quasi una scommessa. Avere fede e credere, a ben vedere, significa infatti affidarsi e ritenere, reputare nella costruzione di un discernimento e di un convincimento. Incamminandosi verso una verit non mai posseduta ma sempre accessibile. Se ne parlato a Roma, nella biblioteca del Senato, per la presentazione del libro Credere reato? curato da Luigi Berzano (Padova, Edizioni Messaggero Padova, 2012, pagine 312, euro 24). Il diritto di credere connesso al diritto al dubbio. Non per questo sono attitudini da nascondere o da condannare. Questo vagare e questo verificare non certo un reato, non lo dubitare ( forse lunica certezza, non manchevolezza) e tuttavia approfittare dellinsicurezza altrui, indurla, pu essere sommamente disonesto. Cos come pu esserlo ergersi a depositari del vero, senza lumilt di ricercarlo fuori di s, negli altri. Dunque piuttosto il non dubitare mai, il non conoscere lincertezza a essere forse colpevole. Paiono poter essere anche queste le ragioni che han-

C
Annunciazione (Innario del
XV

secolo, dalla copertina del volume)

In breve: la sensibilit al carattere economico e teologico della cristologia, cos ancora viva nel maestro medievale, tuttora una condizione imprescindibile per capire quanto il Salvatore, il Dio fattosi carne, ha operato e patito (Summa Theologiae, III, Proemio). La familiarit alle questioni di Tommaso sui misteri mi stata preziosa e benefica per tutte le ricerche nellambito della sacra dottrina, inducendomi e abituandomi a concepire la figura stessa della teologia sia, e primariamente, come intelletto della fede (intellectus fidei), o intelligenza del mistero cristiano, sia come sua estetica e rappresentazione, sua esperienza e contemplazione: unassuefazione e unabitudine a loro volta accresciute frequentando a lungo i misteri nelle opere monastiche. Quanto a occhi esterni Se osservo la messe che si sta raccogliendo e ammonticappare come sacrificio e rinuncia chiando nellOpera omnia per il mistico o lartista come in un granaio e qui il mio pensiero e la significa evitare delle distrazioni mia fantasia mi riportano che rendono schiavi ai granai veduti negli anni della mia infanzia e Dalla copertina del libro curato da Luigi Berzano prima adolescenza dove si no indotto alla scelta del titolo di Esce in libreria in questi giorni ammonticchiavano nei lundicesimo volume dellOpera omnia di questo libro. Il curatore ne ha spiemesi estivi o di primo ausempre apparentate. Al punto che scienza militare a raffinare la morInos Biffi inserito nella serie gato licona proposta in copertina, tunno, il grano, il mais e si potrebbe percepire la ricerca che fina, gi impiegata per lenire le Costruzione della teologia medievale con una farfalla, la psiche (accoi bozzoli devo riconosi trova riassunta in questo libro sofferenze dei feriti, sino a produrdal titolo I misteri di Cristo in Tommaso munata allinsetto dal nome in grescere che essa non scardAquino. Il Commento alle Sentenze e altre come fosse in bilico tra due possi- re leroina, una sostanza in grado co), in volo entro uno spazio chiusa e che non furono poopere (Milano, Jaca Book, 2013, pp. 450, bilit di interpretazione: da un lato di fabbricare allistante attraverso so angusto e familiare, che evoca la chi i campi coltivati in euro 54). Il volume prende in esame le una sorta di galateo, di buona edu- un artificioso e fiero benessere, gli vita di tutti i giorni e il passato. decenni di impegno teoopere di Tommaso al di fuori della cazione laica e moderna, da tutti eroi e gli atti di eroismo: una droSi potrebbe sintetizzare cos il logico. Summa theologiae, un successivo lavoro li condivisibile, ineccepibile ma di- ga tale da spingere ragazzi meno significato plurimo del credo cos E, tuttavia, sono perstudier nelle questioni 27-59 della III staccata, poco motivata, dallaltro che ventenni a saltar fuori dalle offerto, al punto da non escludere suaso di non essermi diPars della Summa theologiae. Anticipiamo una libert appassionata di testa- trincee sotto il fuoco nemico. Che che una parte cospicua delle esposperso. Trovo che tutti gli stralci della presentazione del volume mento e di testimonianza incentra- si poi trasformata in piaga cronisizioni in occasione della presentastudi da quelli appunto scritta dallo stesso autore. ta sul primato delle coscienze, del- ca inestirpabile e in commercio. zione, sia stata proprio per questo sui misteri della vita di la voce interiore. motivo occupata dal caso del plaCristo, a quelli sulla liturN si parlato del plagio organizAnche i frequenti richiami ai gio, abolito in Italia come reato gia o sulla sacramentaria zato, automatizzato, meccanizzato, principi pi largamente condivisi e dal codice di procedura penale, ma studi sui misteri di Cristo in questi o sullecclesiologia o sulla poesia e informatizzato che vede sempre tradotti negli accordi internazionache potrebbe riaffacciarsi come autori. Per non dire del benefico teologia e su altro ancora , alla fili, portano a considerare non solo pi frequente e schiacciante il conmanipolazione delle coscienze. valore unificante intellettuale e spi- ne si fondono e si risolvono in Coil diritto di professione (e di prose- fronto impari tra la persona e la Sfiorando altre fattispecie come rituale che un tale soggetto viene a lui nel quale sono nascosti tutti i litismo) ma anche il diritto di ri- macchina. quella della libert di opinione; o determinare nellattivit della ricer- tesori della sapienza e della conoSono stati per ricordati, talora credersi. come quella dellinterdizione (si ca. scenza (Colossesi, 2, 3), e siamo nel Nel corso della presentazione, implicitamente, altri casi dolorosi e ricordato il dono delle terre ai conCi si potrebbe chiedere se la vicristocentrismo. laceranti, nei quali Leopoldo Elia e alla quale hanno partecipato alcuni tadini di Lev Tolstoj, osteggiato sione teologica dei misteri di Cristo Daltra parte, in conformit con dei ventitr coautori del libro, si Giovanni Maria Flick in particoladalla famiglia che tenta di fermarelaborata e proposta dallAngelico richiamata la nota vicenda di Sim- re cercarono di orientare il giudizio lo). con minuta e ampia analisi oltre a quanto dichiara santAmbrogio: maco inascoltato da Graziano assi- definitivo della giurisprudenza, Nella storia italiana recente la documentare un determinato mo- La nostra gloria poter investigastito da Ambrogio che ordina nel con una variet di attenzioni al digiustizia non ha voluto spogliarsi mento nella storia della cristologia, re il mistero dai secoli nascosto in 382 la rimozione dellara della vit- ritto generale e agli aspetti particocontinui nel metodo e nei contenuti Dio (Expositio evangelii secundum del proprio discernimento, che a restare valida e quindi di attuali- Lucam, 7, 88). toria dalla Curia di Roma. Lo si lari. avrebbe dovuto nel caso del plagio t. Credo si debba rispondere in senso affermativo, pur riconoscendo tutto il progresso dellesegesi storiAlla Morgan Library & Museum co-testuale, certamente indispensabile, relativa agli eventi di Cristo. Lanalisi di san Tommaso mira a illustrarne tutto il significato. Ecco perch, in continuit col procedimento ermeneutico dei Padri e delzione grafica di settanta artisti. Le tecniche dentale e orientale, dallAmerica latina, dal chiostro e a matita che sembra voler contedi NICOLETTA PIETRAVALLE la liturgia, essa non si limita a riledi esecuzioni sono tra le pi varie, dal dise- Giappone oltre che dagli stessi Stati Uniti, nere il rischio dello strappo, o il sempre affavare quello che immediatamente riDrawing Surrealism. 1915-1945: la Morgan gno a grafite, a gessetto, acquerellato fino sincontrano fra alcune firme meno conosciu- scinante Magritte che, con la sua consueta salta dalla lettera e dalla storia, ma Library & Museum di New York espone allincisione, alla stampa, alla fotografia. Tra te al grande pubblico anche nomi di spicco. leggerezza addita nella Clef des Songes una estende la sua attenzione alle relafino al 21 aprile e in collaborazione con il le produzioni meno usuali sicuramente tro- Ricordiamo, fra gli altri, Francis Picabia con via di mezzo tra lonirico e lesistente. zioni del mistero di Ges con linRitagliando un posto alle artiste, citiamo Los Angeles Museum of Art 167 opere su viamo la decalcomania e altri ingegni ma- il Ritratto di Olga (1930) che vuole essere sieme della Scrittura, con tutto carta selezionando dalle sue collezioni e da nuali volti a ottenere effetti speciali come il rappresentazione quasi mobile e sovrapponi- Frida Kahlo, subitamente quanto con qualquanto nei gesti del Signore pu musei e istituzioni internazionali la produ- frottage, il collage o il fumage che si serve del- bile delle facce della personalit femminile; che probabilit arbitrariamente inclusa nel convenire dai molteplici aspetti e le tracce lasciate da fumi. C poi il cosid- Salvador Dal, con lo studio di un volto ma- novero dei surrealisti da Breton che, nel contenuti della Rivelazione. La detto corps exquis o exquisite corpse, ovvero la schile in formazione (1938), Alberto Giaco- 1938, aveva visto i suoi lavori in Messico; a conseguenza che la vita concreta metti, con il celebre tavolo surrealista (1933) New York troviamo un suo disegno a grafite, somma di sezioni eseguite da mani diverse. del Figlio di Dio mostra tutta la In definitiva, lappuntamento newyorkese sorretto da zampe eterogenee e provvisto sul El Verdadero Vaciln, che nelle sue colorate sua consistenza teoretica e la sua si propone come curioso assemblaggio di piano della mano che crea, del secondo oc- circonvoluzioni incarna un surrealismo conincidenza pratica, la sua efficacia in quanto, in un trentennio, artisti di tutto il chio che guarda oltre, della candela che illu- nesso alla tipica sensibilit folcloristica cenordine alla salvezza e la sua esemmondo sono andati sperimentando attingen- mina. Sono le tre immagini che richiamano troamericana. O anche Leonora Carrington, plarit per la condotta cristiana. do a quella sorta di nuova dimensione che maggiormente linteresse del grande pubbliche nel suo Down Below, disegno a penna e Quando lAngelico, accostandosi co. Ma limbarazzo della scelta deve essere rispondeva al nome di surrealt. inchiostro, propone la ricostruzione dellasilo agli avvenimenti del Signore, si doIl movimento, nato in Francia e corrobo- stato notevole, non solo perch i disparati per malati mentali a Santander, in Spagna, manda quali forme di causalit vi rato dai saggi politici e artistici di Andr sentieri che le varie tecniche esecutive squasiano implicate, non lo fa per imBreton, Manifesto (1924), Le surralisme et la dernano ai visitatori, ma anche perch la li- dove fu accolta nel 1942 allinizio della guerporre a essi ingerenze filosofiche inpeinture (1925), imponeva di scavalcare il sta di firme deccellenza, pur essendo solo ra, dopo che il suo compagno Max Ernst era debite ed estranee. Il richiamo alle concetto di arte espresso dal positivismo, opere di grafica, accende la possibilit di uti- stato arrestato. Il resoconto della sua especause gli permette, al contrario, di gettandosi nelle braccia di un automatismo li e significativi confronti: Marx Ernst, Geor- rienza venne pubblicato nel 1944 nella rivista mostrare la molteplice ed esuberanfondato sulla dimensione onirica, subco- ges Bataille, Yves Tanguy, Ren Magritte, surrealista VVV, accompagnato dalla rite ricchezza in essi inclusa, che il sciente. Ecco allora labbandono del talento Man Ray, Joan Mir, Pablo Picasso, Giorgio produzione di questa mappa che nelluso di linguaggio e il giuoco della cause figurativo, lesclusione dellabilit nel ripro- De Chirico, Leonora Carrington, Mark To- certi simboli lascia trapelare dei chiari interessi alchemici. gli permette di avvertire e di dilucidurre la realt e di contro il totale appello thko, Jackson Pollock e Roberto Matta. Infine proprio Ernst. Evocativo di un condare. Senza lasciarci travolgere da una misura alla forza creativa dellinconscio, non escluE da questo profilo il tipo di esedendo il macabro, il delirante, lallucinato- che rischia un pericoloso sconfinamento e fortante avvenire: il suo The Start of the Chegesi di Tommaso non sembra sorcercando di cogliere tutta la ricchezza che snut Tree un delizioso foglio che nel primo rio, lossessivo. passato e desueto, anche se si sono Nessuna sollecitazione viene scartata in porta con s il confronto fra le diversit, ci spuntare del castagno immette lillusione di perfezionati gli strumenti storico-tequesta ricerca. Ricerca che di per s provo- piace ricordare nel particolare alcuni tra que- una vaporosa forma di scoiattolo. Vita vegestuali, e il modo stesso di leggere i cazione. In mostra alla Morgan, nella sele- sti grandi. La Safety Pin di Man Ray, ad tale e vita animale che meravigliosamente Francis Picabia, Olga (1930) Padri. zione di opere provenienti dallEuropa occi- esempio: una spilla da balia disegnata a in- sorgono e risorgono, intrecciandosi. di INOS BIFFI

es Cristo, non solo nella sua ontologia, ma nella storia concreta della sua vita, appunto nei suoi misteri, largomento primario della teologia: in Lui conviene e da Lui irraggia tutta la Parola di Dio. Si pensi alla cristologia ricorrente nei chiostri, e allappassionata contemplazione della figura di Ges che, pur con metodo e sensibilit diversa rispetto allo scolastico Dottore Angelico, percorre le opere monastiche, in particolare i sermoni liturgici, pronunziati o scritti lungo il corso dellanno sacro della Chiesa. Il pensiero va specialmente a Bernardo e a tanti altri monaci gemmati dallabbazia madre di Cteaux, ma non solo a essi. Di fatto, non pochi saggi sono stati il frutto degli

Undicesimo volume sulla teologia medievale

trasferire, delegare, attraverso le perizie, alla psicologia e alla psichiatria: ha preferito piuttosto negare lesistenza del reato di plagio. Ma anche quando dovesse trattarsi di circonvenzione di incapace e non di plagio, quel limite disciplinare frapposto al giudizio torna nel problema di valutare la capacit e lincapacit, la normalit o la devianza. Il volume, nella poliedricit degli apporti che raccoglie, stato quindi presentato prevalentemente in veste giuridica e sociologica, anche se non sono mancati altri differenti approcci, con particolari attenzioni alla mistica, allecumenismo e alla tolleranza. La variet e linterconfessionalit delluditorio mostrava il grande rilievo e lattesa di questi altri compresenti profili. Il sottotitolo del volume Libert religiosa nello Stato laico e nella societ aperta si presta, al pari del titolo, a sviluppare riflessioni che possono spaziare sino a campi collaterali rispetto al tema prevalentemente trattato. Il termine stesso di religione rimanda al lascito, ci che resta e rimane, che viene faticosamente vissuto e testimoniato, quindi ricordato e offerto. In sostanza un testamento. Se non proprio tutti, molti si apprestano nella vita a questo genere di riflessione quando intravedono un sipario calare, chiudersi e solo allora avvertono lurgenza del dono e dispongono di quanto hanno di pi prezioso da lasciare a chi rimane: certamente il fatto di percepire lavvicinarsi della fine aiuta ad abbandonare le incombenze di ogni giorno guardando allessenziale. Con un paragone azzardato si potrebbe dire che la sofferenza e la morte aiutino a passare dallattitudine di una sorella di Lazzaro a quella dellaltra, dal modello di Marta a quello di Maria di Betania. Si tratta peraltro di cure diverse, diverse occupazioni, per diversi tempi, fasi, momenti e caratteri del vivere. Tuttavia vi sono alcune vite, in prevalenza quelle di mistici, studiosi, insegnanti, scienziati e artisti, interamente dedicate ad ascoltare, a studiare, a meditare e riflettere, a professare, a testimoniare e a tramandare, diffondere e spiegare tutto il bene possibile. Una sorta di testamento prolungato incentrato sulla buona pratica, prima ancora che sul buon esempio. Cultura e fede sono in questo vicine. Sono i rari casi nei quali il testamento si inizia a redigerlo da quando il sipario si alza e non quando sta per calare. Con ci la libert si traduce nella capacit di accettare senza costrizioni, ma per scelta o chiamata di coscienza,

un cammino impegnativo, di dedizioni continue e di rinunce, nella consapevolezza della precariet, della provvisoriet del vivere, o se si preferisce dellimpermanenza e della brevit delle opportunit offerte. Quanto a occhi esterni appare allora come sacrificio e rinuncia, disciplina e forza di volont, abnegazione e dedizione, voto o mutilazione, per il mistico o lartista solo evitamento delle distrazioni che rendono schiavi e che impigliano, dunque maggior libert e non costrizione. Le rinunce paiono cos solo appropriati atteggiamenti, niente di pi che scelte appena non sconvenienti. Anche in questo la religione, lo studio, la scienza e larte sono da

fatto per con qualche forzatura nel voler vedere a tutti i costi il cristianesimo mutare da perseguitato a persecutore, mentre invece andava forse ricordato che lara della vittoria, rimossa, fu poi ripristinata e Graziano ucciso. Qualcosa si detto sugli incerti confini tra le minoranze e le sette, delle troppe leggi e della tempesta dellinosservanza. Tra i tanti intervenuti Alessandro Giupponi ha proposto un contributo quasi ascetico, contenuto alla lettura di tre preghiere, due di autorevolissime voci laiche e una di Rumi. Una notazione a margine: pur nellapprossimarsi del centenario della grande guerra non si parlato del plagio chimico, quello che giusto un secolo fa ha indotto la

Surrealisti a New York

mercoled 20 febbraio 2013

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 5

Lenciclica non scritta di Benedetto

XVI

Sulla stampa internazionale

Potenza e fecondit dellumilt


Pubblichiamo in una nostra traduzione un articolo apparso su Le Figaro Magazine del 15 febbraio con il titolo Lencyclique non crite de Benot XVI. di JEAN-MARIE GUNOIS enedetto XVI non pubblicher lenciclica seppur in stato avanzato sulla fede che doveva presentare a primavera. Non ne ha pi il tempo. E nessun successore tenuto a riprendere unenciclica incompiuta del proprio predecessore. Ma esiste unaltra enciclica di Benedetto XVI, celata nel suo cuore, unenciclica non scritta. O piuttosto scritta non dalla sua penna ma dal gesto del suo pontificato. Questa enciclica non un testo ma una realt: lumilt. Il 19 aprile 2005 un uomo che appartiene alla razza delle aquile intellettuali, temuto dai suoi avversari, ammirato dai suoi studenti, rispettato da tutti per lacutezza delle sue analisi sulla Chiesa e sul mondo, si presenta, appena eletto Papa, come un agnello portato al macello. Utilizzer addirittura la terribile parola ghigliottina per descrivere il sentimento che lo ha invaso nel momento in cui i suoi fratelli cardinali, nella cappella Sistina, ancora chiusa al mondo, si sono voltati verso lui solo, eletto fra tutti, per applaudirlo. Nelle immagini riprese allora, la suo sagoma incurvata e il suo volto sorpreso lo testimoniano. Poi ha dovuto imparare il mestiere di Papa. Ha strappato, quali radici rannicchiate sotto lhumus della terra, leterno timido, lucido nella mente ma maldestro nel corpo, per proiettarlo di fronte al mondo. stato uno shock da entrambi le parti. Non riusciva a calarsi nella disinvoltura del compianto Giovanni Paolo II. Il mondo capiva male quel Papa senza effetto. Benedetto XVI non ha neppure avuto i cento giorni di stato di grazia che si attribuiscono ai presidenti profani. Ha avuto, senza dubbio, la grazia divina, fine ma cos poco mondana. Ma ha avuto, ancora e sempre, lumilt di imparare sotto gli occhi di tutti. Ci sono stati infine quei sette anni di pontificato, terribili. Mai un Papa aveva avuto, in un certo senso, cos poco successo. passato di polemica in polemica: crisi con lislam dopo il suo discorso di Ratisbona dove ha evocato la violenza religiosa; deformazione delle sue parole sullAids durante il suo primo viaggio in Africa che ha suscitato una protesta mondiale; vergogna subita per lesplodere della questione dei preti pedofili da lui affrontata; laffare Williamson, dove il suo gesto di generosit verso i quattro vescovi ordinati da monsignor Lefebvre (il Papa revocava le scomuniche) si trasformato in biasimo mondiale contro Benedetto XVI perch non era stato informato dei discorsi negazionisti della Shoah di uno di essi; incomprensione e difficolt nel mettere in atto

La scelta del Papa


Giudico molto saggia la decisione di Papa Benedetto di dimettersi, ha detto lo storico inglese ottantacinquenne Paul Johnson a Il Foglio in unintervista con Giulio Meotti, pubblicata marted 19 febbraio, decisione in sintonia con la formazione intellettuale di Joseph Ratzinger. Non vedo alcun segno di debolezza nella scelta di lasciare o di irrilevanza del cristianesimo nella vita pubblica contemporanea. Premettendo che abbiamo tutti bisogno del Papa, anche quei laici che non lo confesserebbero mai, Johnson indica anche quella che a suo avviso stata la caratteristica del papato di Ratzinger: La tensione fra cristianesimo e mondo moderno. Lessere umano non una creatura interamente secolare, ha bisogni secolari, ma ha bisogno daltro per vivere, e qui il ruolo della Chiesa molto importante. Amo moltissimo Ratzinger, ha aggiunto, ha mostrato che la ragione ha una dimensione spirituale, come limmaginazione, che per me resta la caratteristica umana pi importante. limmaginazione che ci persuade di quanto noi siamo stati creati a immagine di Dio. Lo storico di Manchester conclude soffermandosi sul relativismo morale, il peccato cardinale del ventesimo secolo, la ragione per la quale stata unepoca cos disperatamente infelice e distruttiva nella storia delluomo. Per questo tutte le forze della societ moderna sono state contro Papa Ratzinger. Un bilancio sulla figura viene tracciato quindi da Russell Shaw in un lungo pezzo comparso sullultimo numero del settimanale statunitense Our Sunday Visitor. Poche persone nei tempi moderni hanno influenzato la Chiesa cattolica cos in profondit o cos a lungo come ha fatto Benedetto XVI scrive Shaw. Come teologo durante il concilio Vaticano II tra 1962 e 1965; come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede (dal 1981 al 2005); e specialmente come leader spirituale mondiale dei cattolici dal 2005 alla sua rinuncia, annunciata l11 febbraio scorso. Benedetto XVI, prosegue Shaw, potrebbe essere stato il primo working theologian dai tempi di san Gregorio il grande ad aver occupato il papato. Se le idee hanno conseguenze, stato una delle figure veramente autentiche del suo tempo, capace di dare forma allagenda del dibattito pubblico fuori e dentro la Chiesa.

Il Papa durante il concistoro dello scorso 11 febbraio

la sua volont di trasparenza riguardo alle finanze del Vaticano; tradimento di una parte del suo entourage nellaffare Vatileaks, con il suo maggiordomo che ha sottratto lettere confidenziali per pubblicarle... Non ha avuto un solo anno di tregua. Non gli stato risparmiato nulla. Alle violente prove fisiche del pontificato di Giovanni Paolo II, attentato e malattia di Parkinson, sembrano corrispondere le prove morali di rara violenza di questa litania di contraddizioni subita da Benedetto XVI. Dimettendosi, il Papa dunque si eclissa. A immagine stessa del suo pontificato. Ma solo Dio conosce la potenza e la fecondit dellumilt.

La forza delle virt semplici


Umilt. Uno dei modelli di Joseph Ratzinger stato il teologo tedesco, poi cardinale, Leo Scheffczyk, del quale il futuro Benedetto XVI ammirava il parlare poco ma schietto e chiaro. Lo ricorda Andrea Monda nel suo libro Benedetta umilt. Le Virt semplici di Joseph Ratzinger (Torino, Lindau, 2012), che pone laccento proprio su questo aspetto cardine della personalit del Papa. Racconta lautore che nel periodo successivo al concilio il quarantenne teologo bavarese ha potuto apprezzare il comportamento del suo collega scomparso nel 2005, per la sua capacit di andare dritto al punto, giustificando ogni posizione con chiarezza teologica: Joseph-Benedetto scrive ancora Monda ha sempre apprezzato uomini come Leo Scheffczyk con il loro timido-coraggio, questo strano ossimoro che un altro nome dellumilt. Uomini come i Magi, che contro tutto e tutti arrivano a Betlemme per adorare il Messia.

Il Pontefice, la Quaresima e il nuovo annuncio del Vangelo

Non pu esserci carit senza fede


di SERAFINO M. LANZETTA Nel messaggio per la quaresima Benedetto XVI propone una decisiva riflessione sul rapporto tra fede e carit. un tema caro al Pontefice, che ritorna sovente nel suo magistero, avente come fondamento lo stretto nesso tra ragione e amore. Fede e carit trovano la loro unit nel mistero di Dio, creduto e amato; ragione e amore ci consentono di vedere la totalit dellessere e quindi di avvicinarci a Dio, contemplandolo come LgosAmore. Una circolarit che unit fontale e amore in pienezza. Non si da n una fede senza la carit, n una carit senza la fede. La fede per la carit la misura, la verit dellamore, mentre la carit per la fede pienezza della verit, appagamento, svelamento dellintimo anelito a Dio, passando dalla sua conoscenza allamore. Al dire di Guglielmo di Saint-Thierry (1075-1148) la carit stessa che ha due occhi, la ragione e lamore. Si entra nella via di Dio per mezzo della fede, che principio della vita nuova. la fede che rivela Dio alluomo e con la fede luomo risponde a Dio, lo riconosce suo Creatore e Signore. Colui che si svela in se stesso amore, dono. alla porta dellintimo delluomo e bussa perch gli si dia pieno accesso. Ecco dunque la carit che completa la fede, dandole, nellafflato della relazionalit, la vera gioia dellessere e del vivere in Dio. Cos si alimenta lamicizia con il Signore e da questo essere-con il cristiano attinge la sua carit verso il prossimo. Quanto pi salda la fede tanto pi ricca la carit che, colmando luomo della presenza di Dio, si riversa, come un traboccare, sugli altri. Non possiamo dare quello che non siamo. Diamo agli altri, nella carit fattiva e generosa, quello che abbiamo attinto dalla fede operosa. Altrimenti daremo solo noi stessi, principiando da quello che san Bernardo definisce amor carnalis. Senza la fede la carit non sussiste come tale. Potr risultare anche una bella opera sociale, ma in fondo anonima, che arranca tra il desiderio totale di bene e il poter solo offrire quello che noi reputiamo esser tale, un bene che non abbiamo attinto da Dio. Nella misura in cui crediamo nel Deus-caritas riconosciamo il vero bene e diamo agli altri sempre ci che vero e buono. Cos il Pontefice evidenzia questa intima connessione: La fede conoscere la verit e aderirvi (cfr. 1 Timoteo, 2, 4); la carit camminare nella verit (cfr. Efesini, 4, 15). Con la fede si entra nellamicizia con il Signore; con la carit si vive e si coltiva questa amicizia (cfr. Giovanni, 15, 14). Perci, mai solo la fede contro la carit, fino a disprezzare le opere buone e cos isolarsi in una sorta di auto-redenzione: il rischio del fideismo, n solo la carit senza la fede, in cui il cristianesimo viene ridotto a una mera organizzazione, dove si fanno tante cose ma senza una chiara identit: il rischio dellattivismo moralista. Ci che nocivo comunque la mancanza di fede, perch andr a inficiare lo stesso inmatica la posizione di Adolf von Harnack, secondo il quale lintero evangelo si pu assumere allinterno di questa dimensione: lo si pu configurare come un messaggio etico senza per questo sminuirne il valore. Vigerebbe un thos contro il culto, contro la contemplazione e ladorazione. Cos non sar importante se Ges veramente il Figlio di Dio per Harnack improbabile ma ci che ha insegnato nella via del bene, il cui unico fondamento lamore. Nel nostro contesto culturale, attraversato dal pensiero debole, permane ancora questa grande tentazione di ridurre il cristianesimo a una religione del bene senza la verit, perch questultima non conoscibile. Ci sono verit soggettive e parziali ma la verit non esiste. A giudizio di alcuni risulterebbe arduo affermare lunicit salvifica di Cristo rispetto alle altre religioni senza Moretto da Brescia, La Fede (1545-1550) scadere nel pericolo che questa pretesa diventi incipit cristiano. Dove la fede boccheggiante, transigenza e intolleranza, del resto estranee vaga, lapparente carit prona a un morali- alla vita cristiana. La via del bene sarebbe smo relativista. La fede stessa diventa morali- pi ampia e ci permetterebbe di risolvere in smo. Si potranno raggiungere accordi di ri- nuce il dilemma: nella carit incontriamo lalspetto e di cooperazione, ma non si potr tro, tutti, senza la necessit di indicare una verit che potrebbe dividerci. Il Vangelo stespi dire chiaramente la verit. Ultimamente il dibattito sui valori non ne- so ci inviterebbe a inverare il momento verigoziabili, scambiati con surrogati etici opina- tativo in quello esperienziale e relazionale, bili, ha come sottofondo una scorretta idea perch, del resto, anche il giudizio universale di carit senza la fede e verit. La Chiesa do- sar basato sulla carit (cfr. Matteo, 25, 31vrebbe essere pronta a fare un passo indietro 46). Mentre per si dimentica che nello stesper capire le reali esigenze delluomo e di- so giudizio il Signore richieder anche la stinguere ci che pi cogente da ci che confessione della fede in Lui, il suo ricononon lo . Le si chiede, in nome del bene co- scimento davanti agli uomini (cfr. Matteo, 10, mune, di venire a un accordo. Dove manca 32-33 e Luca, 12, 8), si postula unimpossibile un chiaro punto di partenza, che la verit, scissione in Dio tra onnipotenza e bont. Ferispetto alla quale non ci sono precedenze de e carit non si oppongono come ragione e perch tutto il vero sempre primo, la cari- amore non sono divisi, ma si implicano vit suscettibile delle pi svariate interpreta- cendevolmente. Senza la ragione lamore vuoto e senza lamore la ragione fredda nezioni. La fede non pu arrestarsi allaspetto noe- cessit. Senza la verit del Vangelo la carit tico, accontentarsi di una conoscenza superfi- si spegne. Perci, la carit pi grande, ci riciale o di unadesione formale a Cristo. Ne- corda il Papa, proprio il dono della fede, cessita di vivere di Lui, di contemplarlo e co- lannuncio del Vangelo a tutti gli uomini. La s di portarlo attraverso le opere delle proprie nostra evangelizzazione dovr imperniarsi mani. Il Pontefice ci dice che contemplazio- proprio su questo binomio indissolubile, che lumeggia lessere di Dio in se stesso. ne e azione devono coesistere e integrarsi. Possiamo ancora chiederci: si darebbe mai La minaccia del loro sfaldarsi tale che facilmente da una fede senza la carit si passa una carit senza la grazia santificante e quina una carit senza la fede. Diversi autori han- di senza la fede? Come in Dio onnipotenza e no provato a individuare lessenza del cristia- amore, lgos e agpe, sono uno cos nelluomo nesimo, quel nucleo indispensabile che per- credente fede e carit fanno unit con la spemetterebbe di accantonare il resto. Tale nu- ranza nella grazia santificante. Non c mai cleo normalmente viene ravvisato nel mes- la carit senza la fede pur potendo avere una saggio etico del Vangelo. Rimane paradig- fede senza ancora la carit. Di qui lanalogia del Pontefice con il sacramento della fede, il Battesimo, e il sacramento della carit, lEucaristia. La fede ingresso nella dimora interna di Dio. LEucaristia il cuore. Senza la fede non si comprende lEucaristia, che per s tensione verso di essa. Senza la carit non si sviluppa il dono del Battesimo, che rischia di rimanere congelato al suo inizio, fino a inaridirsi. una grande sfida della nuova evangelizzazione collocare in unit fede e carit. Sia-

Nel nostro contesto culturale c la tentazione di ridurre il cristianesimo a una religione del bene senza la verit Perch questultima non ritenuta conoscibile
mo invitati a dare a tutti per amore la Verit, il Cristo, e a mostrarlo non con le parole ma con i fatti, con le opere della verit. La fede ci svela la verit di Cristo, Amore incarnato. La carit ci fa fruire di questAmore. Cos tutto converge nellamore e si radica in Dio per sempre.

In un volume gli scritti antropologici

Joseph Ratzinger e Communio


La speranza; la sicurezza tecnologica intesa come problema di etica sociale; luomo tra riproduzione e creazione; Ges Cristo oggi; il significato della Domenica; Dio in Varcare le soglie della speranza di Giovanni Paolo II: sono solo alcuni degli argomenti affrontati da Joseph Ratzinger in articoli e contributi scritti tra il 1972 e il 2005, prima di venire eletto Papa. Quattordici di questi testi accomunati dal fatto di essere stati pubblicati o ripubblicati dalledizione nordamericana della rivista cattolica internazionale Communio sono stati raccolti in Joseph Ratzinger in Communio. Anthropology and Culture (Michigan-Cambridge, W. B. Eerdmans Publishing Company, 2013, pagine 199), curato da David L. Schindler e Nicholas J. Healy. Questo testo il secondo volume dedicato agli scritti di Ratzinger, il primo dei quali (Joseph Ratzinger in Communio. The Unity of the Church) fu pubblicato nel 2010, a cura del solo David L. Schindler. Il progetto come spiega Schindler nella nota che apre il secondo volume intende ripubblicare tutti i contributi del cardinale Ratzinger apparsi sulla edizione nordamericana di Communio sin dalla sua prima uscita, nel 1974. Pur nella difficolt incontrata spesso di demarcare con chiarezza i confini, gli articoli sono stati raggruppati in tre grandi categorie: Chiesa, antropologia e rinnovamento teologico. Communio una rivista internazionale trimestrale oggi pubblicata in diciassette edizioni di teologia e cultura, fondata nel 1972 da diversi teologi, tra cui Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac, Jean-Luc Marion e lo stesso Joseph Ratzinger.

Larcivescovo Ratzinger in una foto del novembre 1977

pagina 6

LOSSERVATORE ROMANO
Cattolici e anglicani sulle elezioni politiche del 4 marzo

mercoled 20 febbraio 2013

Preoccupazione per le crescenti minacce anche alla democrazia

Non fate sanguinare il Kenya


NAIROBI, 19. Nuovi appelli al senso civico e alla pace sono stati lanciati da rappresentanti ecumenici in Kenya, in vista delle elezioni politiche generali che si svolgeranno il 4 marzo. Lintento quello di scongiurare possibili tensioni che potrebbero portare anche a violenze, come avvenuto nel 2008, quando almeno mille persone vennero uccise durante gli scontri post-elettorali. Non fate sanguinare il Kenya. Il Kenya pi grande di qualsiasi ambizione personale. Dobbiamo cercare di costruire un Paese pacifico e unito. Le elezioni non ci devono mai pi dividere: a sottolinearlo stato larcivescovo di Kisumu, Zacchaeus Okoth. Il presule, che ha richiamato, secondo quanto riportato dallagenzia Cisa News, le autorit statali allimpegno per diffondere tra i cittadini uno spirito di coesione e di dialogo, ha aggiunto che per ottenere lunit nazionale, come keniani dobbiamo accettare, apprezzare e rispettare le differenze sociali, culturali e religiose a livello individuale, di gruppo e di popolazioni. Come Chiesa, ha concluso monsignor Okoth, siamo interessati allunit di tutti i keniani. Nelle scorse settimane, una serie di scontri avevano caratterizzato la tornata delle primarie. I vescovi avevano puntato il dito contro il rischio di una nuova escalation di violenze e anche allora avevano lanciato un appello alle autorit civili. In particolare i leader politici sono stati invitati a non fomentare le divisioni etniche, la corruzione e la strumentalizzazione dei giovani per provocare situazioni di caos. La magistratura, inoltre, dovrebbe assicurare un intervento senza esitazioni per reprimere ogni forma di abusi. In un documento firmato dal presidente della conferenza episcopale, il cardinale arcivescovo di Nairobi, John Njue, e da tutti i vescovi del Paese, stato sottolineato che il popolo keniano merita di meglio di quanto finora avvenuto a livello sociale e politico. Per mettere alle nostre spalle lorrore si puntualizza nel testo ci meritiamo la possibilit di tenere elezioni libere e leali, e la possibilit di votare senza paura e intimidazione. Da lungo tempo, inoltre, lepiscopato locale attivamente impegnato nel diffondere la cultura del senso civico. I presuli, gi nel 2011, avevano infatti avviato un programma di educazione civica sulla nuova Costituzione rivolto a tutti i fedeli, per approfondire le varie implicazioni. Vogliamo che i cittadini stato spiegato comprendano appieno la nuova legge fondamentale, piuttosto che accontentarsi delle spiegazioni dei leader politici. Sul fronte dellimpegno per la riconciliazione si aggiunge la testimonianza della comunit anglicana nel Paese. Lepiscopato anglicano ha avviato nelle sue diocesi programmi per contrastare le divisioni etniche. Recentemente lAnglican Church of Kenya ha anche promosso un incontro sul tema della guarigione spirituale e della riconciliazione in vista proprio delle prossime elezioni generali. I keniani, ha osservato il primate, larcivescovo Eliud Wabukala, hanno bisogno di pregare per la guarigione e la riconciliazione al fine di superare lamarezza persistente dovuta alle violenze. Aggiungendo lesortazione: Che tutti

I cristiani in India difendono la laicit dello Stato


NEW DELHI, 19. Cresce in questi giorni la preoccupazione dei cristiani in India per una serie di attacchi perpetrati da gruppi estremisti ind. Atti vandalici contro simboli religiosi e luoghi di culto sono avvenuti in varie zone del Paese, come riportano fonti locali, contribuendo ad alimentare la tensione in vista delle celebrazioni pasquali. Una statua della Vergine di Vailankanni copia di quella esistente nel santuario di Vailankanni nel Tamil Nadu stata danneggiata e deturpata da alcuni vandali nellarea di Nikamwadi, nella citt Mumbai. Secondo lorganizzazione Catholic Secular Forum si tratta di un tentativo di turbare la pace nella zona, anche ai fini di strumentalizzare politicamente lazione, trovando nei cristiani un comodo bersaglio. Lorganizzazione ha lanciato un appello alle autorit chiedendo di perseguire gli autori dellatto vandalico e di aumentare la sorveglianza della polizia attorno ai luoghi di culto. A chiedere maggiore protezione per i fedeli durante il periodo quaresimale e la Pasqua, inoltre il Global Council of Indian Christians (Gcic). Nei giorni scorsi attacchi a luoghi di culto e aggressioni a religiosi sono avvenuti in tre Stati. Nel Chattisgarh un gruppo di nazionalisti ind ha preso di mira una chiesa, dove fedeli pentecostali erano radunati per un incontro di preghiera. Gli aggressori hanno fatto irruzione nella chiesa percuotendo i presenti, accusandoli di conversioni forzate. Nel Madhya Pradesh, inoltre, un gruppo di estremisti hanno aggredito due pastori pentecostali durante una cerimonia di preghiera. Infine, nellAndhra Pradesh, alcuni attivisti di unorganizzazione nazionalista ind hanno denunciato un cristiano, accusandolo di conversioni forzate. Con la Quaresima ha sottolineato il presidente del Gcic, Sajan George i cristiani si riuniscono spesso per pregare e celebrare la messa, in pubblico e in privato, e per questo devono ricevere protezione. Gli attacchi, ha aggiunto, mostrano che non sono in pericolo solo la libert religiosa e la tolleranza, ma anche lo stato di diritto. Secondo i dati forniti dal Gcic, nel solo 2011 si sono registrati 136 attacchi contro i cristiani, dei quali 49 hanno interessato lo Stato del Karnataka. In un altro significativo intervento Sajan George aveva spiegato che che gli attacchi sono strettamenti legati allavvento al potere, in alcuni Stati, di partiti che promuovono il nazionalismo. Per il presidente del Gcic, a causa di un crescente nazionalismo e anche dellincapacit delle autorit statali a intervenire, si pu infatti affermare che il carattere laico della democrazia indiana in serio pericolo. La Costituzione ha concluso garantisce la libert religiosa ma la realt ben diversa e i cristiani, non godono di tutti i diritti e di una piena libert.

i keniani preghino per la pace, lunit e la tolleranza. Questa una chiamata alla fervente preghiera concertata per la nostra nazione, i suoi potenziali leader e i cittadini. Il tema della pace nel continente africano era stato, fra laltro, al centro della prima Conferenza consultiva della Comunione anglicana e del Consiglio dei rappresentanti delle province anglicane dellAfrica, che si svolta nellaprile 2011 a Nairobi, in Kenya. Larcivescovo Wabukala ha ribadito, concludendo lintervento, limportanza delle prossime elezioni generali: Siamo in un momento decisivo per gettare le basi del nostro futuro. Linvito del presule soprattutto a una scelta che assicuri che il Kenya sia guidato a tutti i livelli da uomini e donne che abbiano umilt, integrit, trasparenza e

responsabilit. Nel 2011 un altro invito a rispettare la pace nel Paese era giunto dai leader cristiani di diverse denominazioni. In un appello a firma, tra gli altri, dello stesso arcivescovo Eliud Wabukala della Comunione anglicana, si legge che tutti i leader politici devono essere sensibili nelle loro campagne elettorali e a evitare dichiarazioni minacciose o azioni che possano mettere in pericolo la pace. Tutti, inoltre, devono riconoscere che le 42 trib in Kenya hanno il diritto di esistere e che devono essere prese in considerazione nei loro programmi elettorali. Lappello conclude: Ci aspettiamo che gli organismi competenti dello Stato esercitino tutti gli sforzi necessari per mantenere la pace e garantire che i politici conducano la loro propaganda nel rispetto delle leggi.

Dopo 168 anni i cappuccini tornano in Georgia

Uno stile fraterno per lannuncio del Vangelo


di EGIDIO PICUCCI Dopo 168 anni i frati minori cappuccini tornano in Georgia, da dove furono allontanati nel 1845, dopo oltre due secoli di lavoro difficile, soprattutto perch ostacolato da uninfinit di circostanze di ordine politico, religioso e sociale. Li ha invitati lamministratore apostolico del Caucaso dei Latini monsignor Giuseppe Pasotto, che due anni fa ne fece richiesta al ministro generale padre Mauro Jhri. Voi ha detto monsignor Pasotto esprimete uno stile di vita fraterno, conventuale. Questo aspetto i nostri cattolici lo vedono solo nei monasteri ortodossi, e si chiedono se esista o no una forma di vita simile anche nella Chiesa cattolica. Lincontro con la gente vi rende accessibili a tutti e potete rendervi prossimi alle tante situazioni di povert che sono qui, diventando strumento di crescita e di evangelizzazione. I primi cappuccini arrivarono nel piccolo regno caucasico nel settembre del 1661. La spedizione era composta da sei sacerdoti e due fratelli non chierici, che dovevano sostituire i teatini inviati da Urbano VIII nel 1628, in seguito a una segnalazione di Pietro della Valle che lamentava la mancanza di sacerdoti per i battezzati residenti nel Paese fin dai tempi apostolici. Oltre a essere lungo, il viaggio fu anche tragico, perch il superiore, padre Bonaventura da Sorrento, mor a Smirne; altri due missionari, spaventati, tornarono indietro, cinque si rifugiarono in Persia. Allinizio del 1663 arrivarono finalmente a Tbilisi, la capitale, dove trovarono un cristianesimo languente. I neomissionari furono amorevolmente accolti da un certo Andrea Epifanio, greco cattolico, che aveva studiato a Roma ed era il medico del re. Egli insegn loro la lingua, li tenne con s in casa, li present al sovrano, che li accolse con deferenza, e diede loro due piccoli edifici che usarono come abitazione e come cappella, che si dovette ampliare quasi subito per accogliere la gente e altri missionari venuti da Roma. In seguito a un ulteriore arrivo di religiosi, furono aperte altre due residenze, una a Gori e laltra nella regione dellImerezia. Il merito della rapida diffusione della Chiesa cattolica va distribuito tra un piccolo manipolo di religiosi che lavorarono con impegno e passione apostolica. Il cattolicesimo attecchiva soprattutto nella capitale, dove i missionari decisero di costruire una chiesa dedicata a san Giuseppe, la prima chiesa cattolica nel Paese. Questo acu maggiormente il malcontento contro di loro, tanto che, tramite Innocenzo XII, si decisero a chiedere lintervento del re di Persia, da cui dipendeva allora la Georgia, perch fossero lasciati liberi di dedicarsi allevangelizzazione. Le difficolt si appianarono, tuttavia ne scoppiarono altre che nessuno riusc a rimuovere, al punto che si arriv alla distruzione della chiesa e allallontanamento dei missionari. Segu un periodo di relativa tranquillit che permise ai religiosi non solo di aprire scuole e dispensari, ma anche di arrivare nella parte occidentale del Paese, nella famosa Colchide. La predicazione fu cos proficua che fu eretta una prefettura apostolica. Dalla Georgia i missionari sconfinarono in Russia, dove aprirono una casa a Odessa. Sul finire del Settecento la Georgia fu occupata dai russi e la situazione peggior. Successivamente ai missionari furono richieste condizioni inaccettabili per restare nel Paese e il 1 gennaio 1845 furono cacciati con la forza dal loro convento, riparando a Trabzon, in Turchia. I missionari che prossimamente arriveranno a Tbilisi, troveranno la chiesa dedicata allAssunta, ora cattedrale, costruita dai loro confratelli e riconsacrata il 15 agosto 1999. Guardando questa cattedrale ha detto monsignor Pasotto si possono cogliere alcuni segni della Chiesa che nel Caucaso; la cattedrale non grande; la Chiesa cattolica non grande, avendo s e no lo 0,8 per cento della popolazione, contro l82 per cento degli ortodossi, il 3,9 per cento degli armeni e il 9,9 per cento dei musulmani; ma parte di una storia che comincia con Ges. La nostra chiesa si trova vicino alla cattedrale ortodossa, alla sinagoga e alla moschea, segno che la piccola comunit cattolica vuol camminare con quanti cercano Dio con sincerit.

Messaggio di Cirillo per lintronizzazione

Lomaggio a Giovanni degli ortodossi russi


BEIRUT, 19. Preghiera e sostegno per i cristiani che soffrono a causa della difficile situazione nel Vicino Oriente: ad assicurarli stato il Patriarca di Mosca Cirillo in un messaggio inviato in occasione della cerimonia di intronizzazione del Patriarca di Antiochia e di tutto lOriente, Giovanni X, avvenuta il 17 febbraio nella chiesa di San Nicola a Beirut. Larcivescovo dEuropa della Chiesa greco ortodossa di Antiochia, il metropolita Youhanna Yazigi, era stato eletto Patriarca il 17 dicembre scorso, con il nome di Giovanni X, dal santo sinodo riunito presso il monastero di Nostra Signora di Balamand. Una delegazione del Patriarcato di Mosca, tra le altre guidata dal metropolita di Volokolamsk, Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne ha partecipato alla cerimonia di intronizzazione. Per loccasione Hilarion ha portato al Patriarca Giovanni X il messaggio della guida della Chiesa ortodossa russa. Nel momento in cui ho inviato una delegazione alla cerimonia di intronizzazione si legge nel messaggio del Patriarca Cirillo trasmetto il mio augurio orante di conferire forza spirituale e fisica a voi per il nuovo ministero che appena iniziato. Il ministero del Primate, spiegato nel messaggio, particolarmente difficile, dato che deve rappresentare e difendere la Chiesa, per la quale egli ha cura, nei rapporti con il mondo che non sono sempre cordiali. In particolare, Cirillo ricorda che il nuovo Patriarca di Antiochia e di tutto lOriente assume lalto e responsabile ministero in un momento difficile per i cristiani nel Vicino Oriente ma aggiunge che la

Il 24 febbraio il nuovo Patriarca di Bulgaria


SOFIA, 19. Il santo sinodo della Chiesa ortodossa bulgara ha pubblicato, in occasione della sua ultima riunione, la lista dei candidati alla successione del Patriarca Maxim, morto il 6 novembre 2012 allet di novantotto anni. Lelezione del nuovo Patriarca si svolger il prossimo 24 febbraio. La lista include tre nominativi: si tratta del vescovo Galaktion, metropolita di Stara Zagora; del vescovo Gavriil, metropolita di Love e del vescovo Neofit, metropolita di Ruse. In base alle regole, la votazione a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi sar svolta da un apposito Consiglio ecclesiale composto da religiosi e laici. Alla guida della Chiesa deve inoltre essere eletto un metropolita in carica da almeno cinque anni e che abbia compiuto i cinquantanni di et.

Chiesa di Antiochia non in solitudine in queste circostanze difficili. Le relazioni fraterne che legano i fedeli di Cristo si manifestano vivamente nei periodi di difficolt e la Chiesa di Siria e Libano guidata dal Patriarca Giovanni X potr sempre contare sul sostegno della Chiesa ortodossa russa come lo stato nel passato. In occasione dellomelia pronunciata per la sua intronizzazione, il Patriarca Giovanni X ha peraltro fatto un forte richiamo allunit dei cristiani: Dobbiamo lavorare seriamente al fine di ricostruire lunit fra le Chiese, orientali e occidentali, di vivificare la cooperazione pratica fra fedeli di queste Chiese, nella pastorale e nel servizio, di favorire il dialogo per una migliore conoscenza reciproca e di prendere iniziative profetiche coraggiose perch Dio ci doni, nel tempo che vuole, la grazia della comunione nello stesso calice. Il metropolita Hilarion ha incontrato il Patriarca di Antiochia e di tutto lOriente presso il monastero della Dormizione della Beata Vergine di Balamand. Nel sito del Patriarcato di Mosca si sottolinea che accogliendo calorosamente i rappresentanti del Patriarcato di Mosca, sua beatitudine il Patriarca Giovanni ha sottolineato che le relazioni fraterne tra la Chiesa di Antiochia e la Chiesa ortodossa Russa risalgono agli inizi del cristianesimo in Russia, ricordando che il primo metropolita di Kiev e di tutta la Russia era San Michele, un siriano di nascita. A nome della Chiesa Ortodossa di Antiochia egli ha poi espresso profonda gratitudine alla Russia e alla Chiesa ortodossa russa per il sostegno in questa difficile situazione.

mercoled 20 febbraio 2013

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 7

Monsignor dOrnellas e lapertura dei medici francesi alla sedazione terminale

Larcivescovo presidente della Conferenza episcopale tedesca sul pontificato di Benedetto

XVI

Leutanasia non un gesto di umanit


PARIGI, 19. Dicendo no alleutanasia, la Chiesa non ignora le difficolt di coscienza del corpo medico che sono spesso una croce ma anzi afferma la sua capacit di umanit. E ci pi grande di quanto il corpo medico si immagina. Questo no dunque manifesta la linea al di sotto della quale noi non agiamo conformemente alla nostra dignit. dunque un aiuto benevolo per i medici. Esprime un grande rispetto per la loro dignit e per quella della persona in fine vita. un grande s alla vita. Pierre dOrnellas, arcivescovo di Rennes, Dol e Saint-Malo, incaricato delle questioni di bioetica in seno alla Conferenza episcopale francese, risponde cos, in unintervista al Sir, a chi gli chiede chiarimenti sulla posizione della Chiesa dopo la recente decisione dellO rdine nazionale dei medici francesi di aprire alla sedazione terminale per i pazienti in fin di vita che abbiano fatto in tal senso richieste persistenti, lucide e ripetute. Nel testo, lOrdine invoca un dovere di umanit e si sofferma sui casi eccezionali e cio agonie prolungate e dolori incontrollabili. Per la prima volta e senza tuttavia utilizzare il termine, i medici francesi aprono dunque la via alleutanasia: Una sedazione adatta, profonda e terminale, praticata nel rispetto della dignit, potrebbe essere immaginata per dovere di umanit scrivono da un collegio di cui bisognerebbe fissare la composizione e le modalit di appello. Per monsignor dOrnellas, il dovere di umanit scaturisce invece dalla coscienza umana: un modo ammirevole che rivela nella profondit della coscienza lamore per il prossimo. Si tratta quindi di un dovere interiore che diventa un obbligo collettivo. Il corpo medico o infermieristico sottolinea il presule nellintervista al Sir ha la missione di dover ascoltare questo dovere e di metterlo in pratica. Non mai facile. Occorre talvolta un lavoro di discernimento e di spirito di solidariet. I medici sono chiamati a essere lucidi sulla condizione umana che essi condividono, cio del loro rapporto con la morte, con la loro morte. Allora il dovere di umanit un dovere di compassione, che vuol dire di accompagnamento della persona che soffre, nel rispetto di quella dignit che identica nel malato e nel medico. Larcivescovo di Rennes non nasconde le perplessit: LO rdine dei medici ci dice che queste situazioni sono rare. Ma, in qualche modo, ogni vita che finisce una storia unica, irripetibile e dunque eccezionale. Talvolta vero che le circostanze che accompagnano la fine di una vita, possono essere molto confuse e il dolore incontrollabile. Esse richiedono pertanto un di pi di riflessione, di discernimento, di attenzione. Per il corpo medico, loccasione per mettere in campo un sussulto di grande umanit per trovare i mezzi affinch il paziente non soffra, in particolare attraverso le cure palliative. Ma dalla sedazione terminale alleutanasia il passo brevissimo: La grande questione quella dellintenzione e lintenzione di provocare la morte sempre colpevole. In fondo alla coscienza umana e questa la sua dignit c sempre questa parola fondante di libert e solidariet: non uccidere. E lintenzione di non uccidere si esprime positivamente nellintenzione di accompagnare e alleviare la sofferenza, non attraverso una sedazione terminale ma, pi corretto, una sedazione in fase terminale.

Verit chiarezza e misericordia


di ROBERT ZOLLITSCH In un certo senso tutta la Germania stata partecipe dellonore che tocc in sorte al cardinale Joseph Ratzinger, quando il 19 aprile 2005 i cardinali riuniti in conclave lo elessero vescovo di Roma e successore di Pietro. Siamo Papa si sent dire in un misto di orgoglio e di gioia. Oggi, otto anni dopo, prevale il senso di profondo rispetto e riconoscenza, al quale per si mescola anche una certa malinconia. Un commiato sempre doloroso, soprattutto quando si tratta di una persona conosciuta e stimata. Papa Benedetto XVI ha lottato durante tutta la sua vita per cercare di penetrare nellinafferrabile mistero di Dio. In grande umilt vuole avvicinarsi a Dio e farsi svelare con tutti i sensi da Lui stesso chi Dio e che cosa Dio vuole per gli uomini. Con la preghiera e nella celebrazione dei sacramenti, ma anche con i mezzi propri delluomo, quelli della ragione, e nella sempre nuova penetrazione della Sacra Scrittura, della dottrina dei Padri e delle regole della Chiesa, la sua vita tutta dedicata allavvicinamento a Dio. Questa scelta fondamentale della sua vita segna il nostro Santo Padre in un modo cos trasparente che tutti ne stimano lautorit spirituale e intellettuale. Lo fa perfino la maggior parte di coloro che, a causa di singole decisioni o modi di vedere, non possono o non vogliono capirlo. Pertanto faremmo bene a vedere nella sua decisione di deporre tra qualche giorno la carica episcopale ci che essa vuole essere: espressione di una vita di credente, che ben consapevole di due cose: che conosce la dignit delluomo la quale consiste nel testimoniare Dio in questo mondo, sostenuto dal mandato della Chiesa ma che conosce anche la finitezza delluomo, che lo porta a riconoscere gli stretti limiti delle proprie forze e infine a vivere con la fiducia che Dio, e non luomo, colui da cui dipende la riuscita. Durante la sua visita in Germania di due anni fa, il Santo Padre ha ripetutamente affermato che la Chiesa attinge lacqua della sua vitalit dalle proprie sorgenti trascendenti divine e non pesca nel torbido di un uso ingenuo e a rischio di delusioni delle forze di questo mondo. Ha particolarmente insistito sul giusto rapporto della Chiesa con il mondo nel suo discorso programmatico nella nostra Konzerthaus a Friburgo. Oggi sappiamo meglio di allora che egli voleva far risaltare il giusto e importante messaggio della sua vita: attingete alle sorgenti della salvezza e non accettate la salvezza da nessun altro che dal Signore. In realt questo messaggio ha caratterizzato i suoi discorsi e il suo comportamento durante tutto il periodo del suo pontificato. La concezione delluomo viene definita dalla fede in Dio e Benedetto XVI ha avuto una concezione delluomo molto positiva durante tutta la sua vita; luomo infatti rispecchia Dio, in quanto fatto a sua immagine, ed stato redento e ricondotto vicino a Dio grazie a nostro Signore Ges Cristo. Sono in particolar modo le forze estetiche e la ragione a caratterizzare luomo e Papa Benedetto XVI aggiungerebbe: la sua capacit damore. Per questo motivo stato con tutto il cuore teologo: un uomo che vorrebbe comprendere e mettere in evidenza lautorivelazione di Dio. Tutti noi ci siamo fatti guidare e prendere per mano dalla forza di persuasione e dellespressione dellopera di Joseph Ratzinger, lultima volta in occasione dellultimo Natale, quando a conclusione della sua trilogia su Ges ci ha regalato il prologo sulla storia dellinfanzia di Ges. Sono certo che lalta opinione che il Santo Padre nutre nei confronti delluomo ha il suo fondamento nelle esperienze della sua casa paterna e nella vita religiosa del giovane Joseph Ratzinger. La sicurezza affettiva in uno spazio damore fa maturare in lui le convinzioni basilari della sua vita. Con altrettanta chiarezza Papa Benedetto XVI avverte anche ci che mortificante nella cattiveria e nel fallimento delluomo. Non che lui si limiti a condannare e a denunciare con freddezza sviluppi tragici e dolorosi nelluomo e nella societ. andato a visitare in prigione chi in passato era stato uno dei suoi pi stretti collaboratori. Ma ha voluto esprimere con chiarezza le sue valu-

A proposito del suicidio assistito

La compassione autentica sceglie la vita


Pubblichiamo un intervento del gran rabbino di Francia accessibile sul suo sito (www.grandrabbindefrance.com). di GILLES BERNHEIM Il rapporto presentato il 18 dicembre dal professor Sicard al presidente della Repubblica propone la sedazione terminale da parte dei medici e apre la via al dibattito sul suicidio assistito. A seguito della richiesta fatta dallEliseo al Comitato nazionale consultivo di etica, un progetto di legge sar sottoposto al Parlamento nel giugno 2013. unoccasione per riflettere qui sul nostro rapporto con la morte e con i morenti e per formulare i primi termini di un dibattito sulla fine della vita. Da sempre luomo si dovuto confrontare con il mistero della morte. Forse oggi come non mai si sentito disorientato da questo dato peraltro fondamentale della sua condizione. Molteplici progressi hanno permesso di prevenire o di curare malattie un tempo fatali. Nello stesso tempo, i cambiamenti socio-culturali e gli imperativi di una medicina tecnicizzata hanno fatto s che la morte abbia generalmente smesso di essere un evento sociale, ritualizzato, integrato nella vita delle famiglie e delle comunit umane. Questa perdita dellesperienza di prossimit, persino di familiarit con la morte, una delle cause di una banalizzazione della vita che perde di seriet e di profondit e che contribuisce a rafforzare in ognuno langoscia riguardo alla propria fine. Si arriva a pensare che un abbreviazione di questa fase dellesistenza, una morte accelerata procurata dalla mano stessa di quanti hanno come compito quello di curare, sarebbe a volte preferibile, sarebbe addirittura un gesto di umanit. Si sta diffondendo la convinzione e si sta affermando con sempre maggiore insistenza che sarebbe auspicabile dare la morte ai malati incurabili che dichiarano di non sopportare pi le proprie sofferenze o la degradazione del proprio stato. Bisogna per fare alcune osservazioni poich la percezione dellevidenza fondata sullemozione rischia sempre di essere ingannevole. Il fatto di potere dare la morte direttamente, anche se a chiederlo il paziente, rischia di distruggere la fiducia indispensabile nei rapporti del malato e della sua famiglia con lquipe che lo ha in cura. Delegare questo ruolo al corpo medico conferirebbe a questultimo un potere esorbitante nella societ. La morte dolce concessa ad alcuni potrebbe divenire fonte di unangoscia insostenibile per molti malati. Si cerca di legittimare leutanasia presentandola come una richiesta di colui che soffre. Certo, questultimo

tazioni riguardo alla superficialit e alle deformazioni di una societ che si separa dalle sue radici cristiane, cos come sul fallimento di coloro che non lavorano per la riconciliazione e la pace giusta, ma che lasciano corso alla violenza nelle sue molteplici forme. No, Papa Benedetto XVI non ha voluto rinunciare a chiamare con il loro nome le forze distruttrici e ostili alla vita del mondo e degli uomini. Tutto ci per nello spirito della sincerit e dellautocritica. Nessuno come lui ha espresso apertamente il fatto che la Chiesa fallibile e sottoposta a tentazioni. Con onest ha parlato delle terribili, permanenti ferite, che sacerdoti e altri rappresentanti della Chiesa hanno inferto a giovani umiliandoli con atti di violenza sessuale. A Roma e nei suoi molti viaggi ha trovato chiare parole di condanna degli abusi sessuali e alle parole ha fatto seguire anche i fatti, incontrandosi con le vittime. Se Papa Benedetto XVI, con la libert che viene dalla fede, ha parlato apertamente di aspetti distruttivi e falsi della societ e della vita religiosa, non lo ha mai fatto a voce alta e tanto meno con presunzione. Egli voleva lo ha detto ripetutamente essere un umile operaio nella vigna del Signore e uno che conosce la meravigliosa forza della misericordia. Anche la forza della compassione, per la quale ricordiamo quale esempio le belle parole pronunciate durante lincontro delle famiglie a Milano nel 2012, quando raccont di come lo tormentasse il fatto che nella societ moderna la

deve essere ascoltato. fondamentale percepire meglio la sua sofferenza, la sua disperazione, il suo sentimento di decadenza per confortarlo meglio, per testimoniargli laffetto che si prova nei suoi confronti, rimettendolo cos in contatto con il mondo dei vivi. Come molti sottolineano, le richieste di eutanasia sono in maggior parte interrogativi sulla stima degli altri, richieste di amore. La societ risponder con un gesto di morte? La morte provocata non rappresenta per un atto di piet? Noi siamo stati testimoni della prova e degli interrogativi angosciati delle famiglie e del personale sanitario, e sappiamo che essi possono suscitare il desiderio di accorciare la sofferenza di un morente. Le situazioni estreme vengono ampiamente sfruttate nelle campagne di opinione. La piet un sentimento molto profondo che testimonia la sensibilit verso la sofferenza altrui; ma pu assumere diverse forme. Quella passiva si lascia invadere da quella sofferenza, la fa propria, ne ossessionata. Quella attiva diviene compassione, ricerca la comunicazione con il morente, affrontando il rischio di soffrire essa stessa maggiormente di questa vicinanza. Alcuni si lasciano sconvolgere dal cambiamento dellaltro che rovina la sua vecchia immagine. Colui o colei che ha compassione postula, cerca e percepisce, quali che siano le apparenze, la dignit, o persino la grandezza, di colui o colei che resta un

fratello o una sorella in umanit. Lemozione viscerale fa dire che lesistenza di quel malato non pi umana. Colui o colei che sinnalza fino alla compassione riconosce lumanit persino sotto forme ripugnanti. La piet che dispera del valore della vita altrui, della sua sacralit, pu diventare omicida per sbarazzarsi, tra le altre cose, della propria sofferenza. La piet compassionevole invece cerca umilmente di amare. Siamo consapevoli che il compito molto difficile perch lesatto contrario delle tendenze di una societ come la nostra. La presenza attenta accanto a chi sta per andarsene unesperienza che mette a dura prova. Quanti hanno saputo superare le proprie paure e rendersi cos disponibili, riconoscono per di aver ricevuto pi di quanto hanno dato. Quanti lo hanno fatto hanno realizzato una delle forme pi alte della fraternit umana. Quanti hanno saputo dimostrare una vera compassione verso coloro che stavano per lasciare questo mondo nel dolore e sotto le sembianze della decadenza hanno risposto alla parola della Torah: Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita (Deuteronomio, 30, 19). Si parlato qui pi delle motivazioni delle persone sane che delle sofferenze di quelle malate. Ma sono le persone sane che legiferano e che, domani forse, disporranno della vita di quelle malate.

Aperta a Treviri la plenaria dei vescovi tedeschi


Si aperta luned a Treviri con lintervento dellarcivescovo di Freiburg im Breisgau Robert Zollitsch che pubblichiamo lassemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca. Anche nellomelia pronunciata nel corso della celebrazione allinizio dei lavori, il presule, presidente dellorganismo episcopale, ha parlato della rinuncia di Benedetto XVI, esortando i fedeli ad alzare lo sguardo verso lalto, verso Ges Cristo e i santi della carit. Per loro ha detto esisteva ed esiste una sola misura, la misura dellamore. Larcivescovo ha detto di pensare spesso al Papa in questi giorni e di essergli molto grato per tante parole, gesti e incontri che mi uniscono a lui. Non soltanto per me personalmente ma per tutti i fedeli in Germania e nel mondo. LAnno della fede, ha aggiunto, ci invita a essere coscienti della bellezza della fede che Papa Benedetto XVI instancabilmente ci ha mostrato.

vita familiare fosse diventata cos fragile e difficile e che la Chiesa deve essere vicina a tutte le vittime di queste situazioni come a fratelli e sorelle. Verit, chiarezza e misericordia sono le tre colonne del pensiero e del comportamento che ci restano particolarmente impresse da questo Pontificato che sta per terminare. Quanto pu essere infinitamente difficile esercitare la compassione lo ha dovuto recentemente provare Benedetto XVI stesso quando venne ingannato da persone nella stretta cerchia dei suoi collaboratori: non gli fu concesso neppure questo importante spazio di protezione e di personale intimit. Il Santo Padre riuscito anche a porre accenti politici, innanzitutto in occasione dei suoi viaggi. Quali esempi vorrei citare solo i viaggi in Polonia dove lui, il Papa tedesco, ha visitato il campo di concentramento di Auschwitz, o i soggiorni nel Vicino Oriente, specialmente in Israele e Palestina o anche negli Stati Uniti dAmerica e in Australia. Ma anche in relazione allavvicinamento ecumenico delle Chiese e delle comunit il Santo Padre non ha fatto mancare passi e iniziative coraggiose. Ci vale soprattutto per le Chiese ortodosse, soprattutto della Russia. Il Papa andato incontro alle grandi religioni, che gliene sono state grate, soprattutto gli ebrei e il mondo dellislam. Non tutto andato bene a Papa Benedetto XVI. stato criticato e naturalmente non poteva soddisfare le numerosissime aspettative, luna dipendente dallaltra, di tante persone in tutto il mondo. Dirlo una cosa ovvia e parte della sincerit che Papa Benedetto XVI desidera e pratica. Nel gesto dellavvicinamento alla Fraternit sacerdotale San Pio X, ad esempio, ha investito molte energie, ma non ha raggiunto lo scopo. esposto alla loro incomprensione come alla delusione di altri sullaltra sponda dello spettro religioso, che si aspettavano determinate riforme nella Chiesa. Papa Benedetto XVI ne ha sofferto molto, pur portando avanti il suo servizio con fermezza e costanza, sapendo che lavora su mandato di un Altro, di Uno pi grande. Sul modello di Cristo ha quindi sopportato anche ostilit e ingiustizia. Nel suo discorso di Roma, allinizio della settimana, il Papa ha chiesto perdono per tutti i suoi errori. Nella mia qualit di presidente della nostra Conferenza episcopale vorrei invece chiedergli perdono per tutti gli errori che forse sono stati fatti nei suoi confronti dalla Chiesa in Germania. Mi faccio soprattutto portavoce dei molti milioni di persone in Germania e di tutti i credenti che sentono una grande gratitudine per il suo servizio, che si sentono spiritualmente nutriti e sostenuti nei loro sforzi di fede, che hanno visto il suo servizio come quello di un buon pastore e costruttore di ponti. Con grande forza vorrei dire anche grazie per il fatto che il nostro Santo Padre ha alimentato la nostra gioia di essere cattolici e di trovare nella Chiesa una patria che non ci possono togliere n la morte n nessuna potenza di questo mondo.

pagina 8

LOSSERVATORE ROMANO
Intervista al cardinale presidente del Pontificio Consiglio per lInterpretazione dei Testi Legislativi

mercoled 20 febbraio 2013

Il ritorno del Codice


di MARIO PONZI Lesigenza di accelerare i tempi del processo per la dichiarazione della nullit matrimoniale, pur mantenendo la severit del processo, per non protrarre inutilmente situazioni di disagio per i fedeli e la gravit di certi delitti, commessi particolarmente da chierici, sono alcuni dei motivi che hanno indotto a pensare alla necessit di un aggiornamento del nuovo Codice di diritto canonico. Lo spiega il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, in unintervista al nostro giornale nella quale fa un bilancio su come il diritto canonico percepito nella compagine ecclesiale e sulla possibilit che alcune norme vengano riviste proprio sulla base di alcuni mutamenti avvenuti nel trentennio appena trascorso. Quale esperienza si pu trarre dalla recente giornata di studio intitolata Il Codice. Una riforma voluta e richiesta dal Concilio nel trentesimo della promulgazione? Il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, insieme con lIstituto internazionale di Diritto canonico e Diritto comparato delle religioni di Lugano e con il patrocinio della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e la fondazione Giovanni Paolo II, ha dedicato una giornata di studio per commemorare il trentesimo anniversario della promulgazione del Codice latino e quindi per riflettere sul diritto canonico. Dallinsieme delle relazioni e degli interventi mi pare sia emersa la rinnovata convinzione degli essenziali rapporti tra diritto canonico e Chiesa e, dal punto di vista epistemologico, tra diritto canonico ed ecclesiologia. Si sta, infatti, affermando, nella migliore dottrina canonistica e quindi nella consapevolezza della Chiesa, la coscienza che il diritto canonico non solo un complesso di norme create dal legislatore ecclesiale, ma anche ed essenzialmente una serie di realt giuridiche create da Cristo stesso nellatto fondativo della Chiesa. Tali sono, ad esempio, i doveri, i diritti, le capacit causate in tutti i fedeli dai sacramenti del battesimo e della cresima oppure le attribuzioni del collegio dei vescovi e del successore di Pietro, capo del collegio. E cos per tante altre realt giuridiche nella Chiesa. Opportunamente, credo, possiamo denominare tali realt giuridiche ontologiche. Il legislatore ecclesiale, cio il Papa, nel Codice di diritto canonico esprime tali realt e le organizza in un complesso organico. Si vedano per esempio, per tutti, i canoni 204 e seguenti, e 330 e seguenti, con laggiunta, poi, di norme positive. Queste riprendono le realt giuridiche ontologiche e le attualizzano concretamente per renderle efficaci nella vita della Chiesa: per esempio, il canone 342 sul Sinodo dei vescovi in relazione ai canoni 330 e seguenti sui rapporti tra episcopato e primato, o il canone 536 sul consiglio pastorale parrocchiale in relazione ai canoni 204 e seguenti sulla attivit dei fedeli laici. In questo senso, pare appropriato considerare il Codice di diritto canonico il pi autorevole testo di ecclesiologia. Ritiene che il Codice senta i suoi trentanni di vita e che vi sia lesigenza di rivederne alcune parti? stato lo stesso Benedetto XVI nelludienza concessa ai partecipanti al convegno di studio per i venticinque anni del Codice, tenutosi in Vaticano il 24 e 25 gennaio 2008, a sollevare il problema, evidenziando che necessario abrogare le norme che risultano sorpassate; modificare quelle che necessitano di essere corrette e infine colmare le eventuali lacunae legis. Ad esempio, una lacuna era data dalla mancanza nel Codice di prescrizioni puntuali sullesercizio della carit. Un aspetto, questo, molto importante nella vita della Chiesa, che stato ovviato con il motuproprio Intima Ecclesiae natura dell11 novembre 2012. Ma si registra anche lesigenza di armonizzare alcune prescrizioni dei due Codici latino e orientale al fine di evitare un trattamento disomogeneo delle stesse materie. Tale esigenza scaturita soprattutto dallaccentuata migrazione di fedeli di rito orientale, cattolico e ortodosso, che un fatto nuovo e ha attirato giustamente lattenzione del legislatore canonico. Cos pure si da tempo avvertita lesigenza, pur mantenendo la severit del processo, di accelerare i tempi per la dichiarazione della nullit matrimoniale per non protrarre inutilmente situazioni di disagio per i fedeli. Infine, di dominio pubblico la gravit di certi delitti commessi particolarmente da chierici, che richiedono una trattazione peculiare, fondata su una normativa precisa, anzi direi dettagliata, che possa dare ai vescovi uno strumento adeguato per linflizione delle pene. Il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi si pone a servizio del legislatore per presentare proposte normative che, dopo ampia consultazione, possano essere fatte proprie e quindi promulgate dal legislatore stesso. Ci pu dire qualcosa sui lavori per la riforma di tale materia, ossia del libro VI del Codice? Possiamo con verit riconoscere che la riforma del libro VI, cio del diritto penale, in fase avanzata. Una commissione di esperti ha lavorato per circa tre anni a partire dal 2008 e ha prodotto uno schema, che nel luglio del 2011 stato inviato agli organismi di consultazione: conferenze episcopali, dicasteri della Curia, facolt e istituti di diritto canonico, consultori e membri del dicastero, organismi centrali dei religiosi. Da tale consultazione sono pervenute al Pontificio Consiglio un numero notevole di risposte circa 150 che sono state catalogate e quindi divise per ogni canone del libro VI. La commissione di esperti sta riprendendo punto per punto tutta la materia, tenendo informato il cardinale segretario di Stato. I criteri che guidano la riforma sono potremmo dire sia teoretici che pratici. I criteri pratici indicano la necessit che il diritto penale sia adeguato alla vita concreta della Chiesa odierna. Pertanto, tra i delicta devono essere indicati quelli che sono attualmente i pi rilevanti e dannosi, mentre le pene devono essere non solo adeguate, ma anche riteniamo maggiormente dettagliate per aiutare il lavoro del giudice penale. Importantissimo poi dettare una procedura il pi possibile puntuale, per guidare i vescovi e i giudici in questa delicatissima materia nella quale sono implicati non solo il bene della Chiesa, ma anche i diritti delle persone lese nonch quelli degli imputati. I problemi teoretici sono complessi, perch toccano punti sensibili come le condizioni di comunione ecclesiale o le finalit generali del diritto penale. A tale riguardo, conviene avvertire che deve essere sentita, soprattutto nella coscienza dei vescovi, limportanza e la necessit del diritto penale. E, in effetti, il diritto penale non altro che la reazione del legislatore ecclesiale a comportamenti gravemente negativi, reazione che mira a proteggere il bene generale della Chiesa. Il diritto canonico materia soprattutto per tecnici oppure pu interessare concretamente la vita dei fedeli? evidente che ci sono parti del diritto canonico e quindi del Codice che interessano quasi unicamente i tecnici di questa disciplina: per esempio le norme procedurali contenute nel libro VII. La maggior parte, per, del diritto canonico e del Codice di interesse di tutti o di singole porzioni di fedeli. Cos dovrebbe essere, per toccare un solo ambito, interesse dei fedeli laici di conoscere quello che il Codice afferma sulla posizione attiva che essi hanno nella Chiesa. trattato dai canoni 208231. Leggiamo solo un testo, il paragrafo 3 del canone 229, che di solito non viene citato: i laici, uomini e donne, sono abili a ricevere dalla legittima autorit ecclesiastica il mandato di insegnare scienze sacre, quindi a essere docenti di teologia, anche nei seminari maggiori. Cos per i chierici, per i consacrati, per i pastori. Si meditino, per esempio, i canoni 528-529 sulla identit del parroco come pastore. E, allora, perch permane questo diffuso disinteresse per il diritto canonico e per il Codice? Provi, per esempio, a dare unocchiata nella biblioteca di un sacerdote: sar fortunato se riuscir a trovarvi un Codice e, al massimo, un commentario dello stesso. Perch, ancora, il testo del Catechismo della Chiesa cattolica, sarebbe pi interessante e quindi pi meritevole di studio e di uso pastorale? Perch non usare anche il Codice per la catechesi degli adulti? Sono quesiti ai quali si potrebbe dare una risposta, ma questa porterebbe lontano: le ragioni, infatti, dellattuale disinteresse sono varie, e non ora il momento di enumerarle e analizzarle. Per possiamo rilevare, da alcuni importanti indizi, che le cose stanno cambiando nel senso di un netto miglioramento della coscienza dei fedeli nei confronti del loro diritto. Il Pontificio Consiglio si sta impegnando in questo senso? Questo dicastero sta facendo molto per promuovere lo studio e la prassi del diritto canonico e di conseguenza la recezione del Codice. Sono rimasto felicemente stupito dalla grande affluenza, non solo di canonisti, alla Giornata di studio ce-

lebrata il 25 gennaio scorso ben 430 iscritti ai lavori e ci ha fatto capire quanto vivo sia linteresse per il diritto canonico e quindi per il Codice. Le facolt di diritto canonico stanno vivendo un buon momento: sono tanti i giovani, non solo chierici, che scelgono tale indirizzo e si specializzano in diritto canonico sia per la professione di avvocatura rotale sia per contribuire con varie mansioni nelle curie e nei tribunali ecclesiastici. Il nostro dicastero rac-

comanda ai vescovi, specialmente in occasione delle visite ad limina, di inviare persone (chierici e laici) a studiare il diritto canonico, cos che in ogni diocesi sia assicurata la presenza di almeno un canonista preparato, che sia come la coscienza canonica del vescovo diocesano per tutti gli atti legislativi o esecutivi. E raccomandiamo alle autorit competenti di promuovere lesistenza della cattedra di diritto canonico nelle facolt di giurisprudenza.

Alla presenza del Papa proseguono gli esercizi spirituali in Vaticano

Dio si manifesta nel tempo


Camminare con integrit, praticare la giustizia e la verit del cuore; ma anche lottare contro la calunnia, rispettare il prossimo, tutelare la dignit della persona, rifiutare ogni collusione col male, scegliere il bene e la fede, rigettare ogni frode, cancellare lusura, eliminare la piaga della corruzione. lendecalogo, una sorta di esame di coscienza, che i leviti esigevano dai fedeli prima che varcassero il confine del tempio. Lo ha riproposto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel corso della terza meditazione degli esercizi spirituali, tenuta luned sera, 18 febbraio, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, alla presenza di Benedetto XVI. Questo testo ha affermato pu diventare anche per noi una sorta di trama per lesame di coscienza prima di riconciliarci con Dio nel sacramento della confessione o prima della liturgia della Parola e dellEucaristia. Sono elementi su cui riflettere per non trasformare il culto in un rito esteriore e la celebrazione in una farsa. Dopo le due precedenti teofanie, quella della parola e del creato, il porporato ha preso in considerazione il tempio, dove Dio si lascia comprimere per incontrare la creatura umana prigioniera del limite spaziale. la tenda dellincontro, come la Bibbia definisce il santuario nel suo culmine sacro, il luogo in cui il fedele viene convocato da Dio. Nellanagrafe spirituale di Sion, ha detto il cardinale, sono registrati tutti i popoli della terra delineati attraverso i quattro punti cardinali: Rahab, lEgitto, la potenza occidentale; Babilonia, il polo orientale; Tiro, il centro commerciale settentrionale; la Palestina/Filistea, il sud. Si tratta di una straordinaria visione ecumenica, ha notato il porporato, che vede confluire verso Sion con canti e danze tutti i popoli della terra che gridano gioiosamente. Avviandosi come pellegrini verso il monte santo, intonando i canti delle ascensioni, ci si imbatte nella sede della teofania cultica, cio dello svelarsi di Dio durante la liturgia. Due sono le coordinate fondamentali di ogni celebrazione liturgica: La prima ha sottolineato il cardinale orizzontale e riguarda lassemblea che accede al tempio ed bene espressa attraverso quelle che vengono denominate come le liturgie dingresso. Esiste, per, ha aggiunto, unaltra fondamentale e primaria dimensione della liturgia: quella verticale, che ci invita a riconoscere la presenza di Dio stesso e della sua epifania nella liturgia. Il protagonista del culto il Signore, con la sua presenza che in ebraico chiamata Shekinah, cio la Presenza divina, come lanima stessa del tempio. Lumanit di Cristo la sede suprema della Shekinah, la tenda perfetta, il tempio vivo dellincontro con il Padre. Il tempo, quarta teofania di Dio, stato al centro della prima meditazione di marted mattina, 19 febbraio. Il cardinale Ravasi ha invitato a cercare Dio nel quotidiano, non nella natura, ma nella storia. Nel cristianesimo Dio viene scoperto in un uomo che anche Dio, Ges Cristo, la cui storia irradiata di eterno, e lo si intuisce nel prossimo e nei semplici fatti della quotidianit. Il Dio del salterio il Signore della storia, la quale cessa di essere una nomenclatura di date e di dati soltanto, ma si trasforma in storia santa. Questo accade nella linea della tradizione biblica che professa il Credo storico. Nel salmo 136, chiamato il Grande Hallel, linno di lode pasquale per solista e coro, in ventidue distici, tanti quante sono le lettere dellalfabeto ebraico, c quasi una sintesi gioiosa di tutte le azioni divine e di tutte le nostre parole di ringraziamento. Lepifania di Dio nella storia contiene un duplice appello spirituale: linvito a considerare Dio come un compagno di viaggio potente e amoroso, e ad avere fiducia in Lui. Luomo non in balia di un fato imponderabile. Da qui la fiducia, che fonte di speranza. La figura del Messia stata invece al centro della seconda meditazione di marted mattina, 19 febbraio. Al Messia, cio consacrato, le tradizioni giudaica e cristiana hanno applicato tutta la serie abbastanza ampia dei carmi regali presenti nel salterio. Il cardinale ha spiegato tre lineamenti del Messia, attingendo ai testi salmici: giusto, sacerdote e figlio di Dio.

Commenti di cardinali sulla rinuncia di Benedetto

XVI

Per amore della Chiesa di Cristo


Benedetto XVI mi ha commosso, ma al tempo stesso ho provato una gioia interiore per lumilt e lamore alla Chiesa che dimostrava. Cos il cardinale Julin Herranz ha raccontato lesperienza che ha vissuto nellascoltare il Papa mentre comunicava ai porporati la sua decisione di rinunciare al pontificato. Come canonista devo dire che una rinuncia che si attaglia perfettamente al canone 332, paragrafo 2. Nello stesso tempo mi sono rattristato ripensando agli anni durante i quali ho lavorato accanto a lui ha detto il porporato nellintervista a Lola Galn pubblicata su El Pas del 19 febbraio. E, dopo aver parlato di Benedetto XVI non solo un teologo eccezionale, ma anche un uomo dotato di innate qualit straordinarie e innamorato di Cristo ne ha sottolineato lumilt, perch spogliarsi del potere non avviene tutti i giorni, nemmeno nella vita civile. Il Papa ha proseguito il cardinale ha ripetutamente interrogato la sua coscienza sui suoi limiti derivanti dallet, che soprattutto negli ultimi mesi si sono accentuati; ha detto di non poter continuare e si convinto della necessit che altri prenda il timone della barca di Pietro. Sui motivi legati allavanzare degli anni il porporato ha insistito a proposito del dubbio che, sulla sua decisione, abbiano potuto influire le conseguenze del furto di documenti riservati. Ne nata una vicenda definita dal cardinale Herranz che se ne occupato come presidente della commissione di indagine incaricata da Benedetto XVI una bolla curiale che si sgonfiata da sola. Aggiungendo poi che il governo della Chiesa il meno corrotto e il pi trasparente che ci sia. Le motivazioni addotte dal Pontefice sono dunque perfettamente credibili e vanno attribuite al naturale venir meno delle forze, ha concluso il porporato. Anche il cardinale Jean-Louis Tauran in unintervista concessa ad Antoine-Marie Izoard per Vatican Insider, ha sottolineato gli sforzi compiuti dal Papa in questi ultimi tempi per sostenere il contatto con le folle. Ed ci che lo ha portato a riflettere ancor pi approfonditamente su quanto sia immensamente impegnativo il ruolo del Pontefice nel mondo contemporaneo. Con la sua scelta ha aggiunto ci ha mostrato una forza interiore davvero speciale. Passare dalla sede di Pietro a un ritiro quasi come quello di un monaco certosino suppone una vita interiore intensa e un grande distacco. Dello stesso tenore le dichiarazioni del cardinale Christoph Schnborn alla rivista austriaca Profil rilanciate da Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera del 19 febbraio. La rinuncia di Ratzinger ha detto larcivescovo di Vienna mostra che la roccia sulla quale Cristo ha fondato la Chiesa ha meno a che fare con la persona che con lufficio del Papa. E ancora: una personalissima scelta di coscienza di Ratzinger regolata gi dal Codice del 1917. Alla Radio Vaticana il cardinale Angelo Comastri ha raccontato le sensazioni provate al momento dellannuncio del Papa. In unintervista a Sergio Centofanti ha parlato dellaffetto personale che lo lega al Pontefice, che in quel momento gli ha fatto sentire il dolore intenso che si prova ha detto il porporato nel momento in cui si avverte che una persona cara sta uscendo improvvisamente dal nostro orizzonte. Ciononostante stato proprio in quel momento che ho risentito le parole di Ges quando dice imparate da me che sono mite e umile di cuore. E alla Radio Vaticana anche il cardinale Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, ha confidato i suoi sentimenti. Rispondendo a unintervista di Susy Hodges si detto certo che il Papa ha vagliato le esigenze del papato contemporaneo che implicano la necessit di viaggiare. Il ministero della presenza ha precisato, diventato unesigenza. Con il suo gesto credo ci stia dicendo che non ha pi le energie per farlo e che sia venuto il momento per unaltra persona che possa proseguire in questa direzione, andando avanti. Infine il cardinale Emmanuel Wamala, arcivescovo emerito di Kampala, ripreso dal blog Il Sismografo, ha sottolineato che stato lui a decidere di farsi da parte. A noi spetta soltanto il compito di pregare per lui. Come del resto egli ha promesso di pregare per noi.

Nomina episcopale in Messico


La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Messico.

Fabio Martnez Castilla arcivescovo di Tuxtla Gutirrez


Nato il 20 luglio 1950 a Islas Mujeres, allora arcidiocesi di Yucatn, oggi prelatura territoriale di Cancn-Chetumal, ha realizzato gli studi ecclesiastici nel seminario dellarcidiocesi di Yucatn ed stato ordinato per quella circoscrizione ecclesiastica il 31 gennaio 1977. Fino al 1986 ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale dei Santos Reyes, formatore nel seminario, cappellano dei fratelli maristi, vicario parrocchiale in successione di Santa Ana, Yaxcab e Dzits, e parroco di Nuestra Seora de Guadalupe a Tizimin. Dal 1986 al 1994 stato missionario fidei donum nella diocesi di Uige in Angola. Rientrato in patria, tornato come parroco alla parrocchia di Tizimin, essendo stato nominato nel contempo vicario parrocchiale di San Francisco di Ass a Umn e direttore diocesano del movimento Cursillos de cristiandad. Nominato vescovo di Ciudad Lzaro Crdenas il 13 marzo 2007, stato consacrato il 4 maggio dello stesso anno. Nellultima assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Messico stato eletto responsabile della pastorale missionaria e membro del consiglio permanente.