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it - speciale n1 - Novembre 2010


DIGITAL
SCENARIO IL FUTURO MINA LUGUAGLIANZA? MOBILE E APPS
TRASFORMANO IL WEB
I NUMERI PUBBLICITA COL SEGNO + MA E ANCORA PRESTO
PER CANTARE VITTORIA
RIFLETTORI PUNTATI PAROLA AI PROTAGONISTI. LE NOVITA
DELLOFFERTA E LE STRATEGIE FUTURE
IL DIBATTITO GOOGLE VS EDITORI, E SCONTRO. NON SOLO LE
NEWS LAGO DELLA DISCORDIA
sommario
www.youmark.it - speciale n1 - 11/2010
SCENARIO TV, WEB IN MOBILIT, PREMIUM E APPS. IL FUTURO HA GIA' UCCISO IL WEB?
06

I DATI NIELSEN MEDIA I CONSUMI NON CRESCONO. LA PUBBLICIT S. E PRESTO PER
CANTAR VITTORIA. MA LA FIDUCIA CONTA
20

L'ANALISI AUDIWEB FATTORE QUALITATIVO. PERCH INTERNET PIACE ALLA GENTE
CHE PIACE
30
TREND A TUTTA RETE. MA DIMINUISCONO TEMPO MEDIO L SPESO E PAGINE VISTE. E GLI
ITALIANI STANNO PI DI TUTTI NEI SOCIAL
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IL DIBATTITO/1 GOOGLE RICCO CON LE NEWS? MACCH, QUELLE SONO GRATIS. IL
TESORO, A DETTA DI MARUZZI, SONO LE PMI
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IL DIBATTITO/2 GOOGLE ED EDITORI, BATTAGLIA CULTURALE PERCH TOCCA NON SOLO
LE TASCHE
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RIFLETTORI PUNTATI*/.FOX NETWORKS: E IL TRIONFO DEI CONTENUTI. VIDEO E SOCIAL
IN POLE POSITION
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RIFLETTORI PUNTATI*/HAGAKURE: INTERNET UN POSTO, NON UN MEDIA. IN ITALIA C
UN DOPPIO SNOBISMO. LO RACCONTA MARCO MASSAROTTO
44
RIFLETTORI PUNTATI*/MEC ITALY: NASCE UN BRAND, DOVE DEVE INVESTIRE IN
COMUNICAZIONE? LA PAROLA A ZENO MOTTURA
48
RIFLETTORI PUNTATI*/MEDIAMOND: IL TREND E IN CRESCITA GRAZIE AL VALORE PROPRIO
DEI BRAND
52
RIFLETTORI PUNTATI*/MICROSOFT ADVERTISING: PER TUTTI UNOFFERTA UNICA E
SOLUZIONI MIRATE
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RIFLETTORI PUNTATI*/WANDORE - WEB AND MORE!: SCRUM METHODOLOGY & PROCESS
PERFECT
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Fabio M. Ungania
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DESKTOP PUBLISHING
T
he Neverending Story, un
celebre romanzo di Michael
Ende e un flm di successo,
il pi costoso mai prodotto
al di fuori di Usa e Urss allepoca
della sua realizzazione. Ma anche un
adeguato sottotitolo alla descrizione di
quelluniverso in perenne e non di
rado inattesa trasformazione che
internet.
A livello mondiale le dinamiche in atto,
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TV, WEB IN MOBILIT, PREMIUM E APPS.
IL FUTURO HA GIA' UCCISO IL WEB?
Si fa presto a dire rete. Ma vi rendete conto di quanto sia cambiata? E mentre il marketing discute sullinfuenza del
2.0 e le aziende tastano come e quanto spingersi nei social media, levoluzione corre. Spesso in direzioni nemmeno
ipotizzate. Aumenta laudience in rete, ma a sorpresa diminuisce il tempo l speso. Il rischio di un pc sottomesso alla
tv si concretizza (occhio, perch se prevarr un modello simil broadcaster, dove la rete diventa soprattutto deposito
di contenuti di entertainment, molti degli strumenti di marketing oggi basati sullinterattivit e sul search potrebbero
rischiare di perdere di effcacia nei confronti di platee decisamente pi passive di quelle dei web surfer attuali), mentre
un nuovo trend (distinzione tra contenuti premium e basic, apps, tablets) mina luguaglianza democratica e spinge i
brand che l comunicano a una lotta simile a quella per accaparrarsi la migliore posizione allo scaffale, e il pericolo di
prioritarizzazione del traffco mette a rischio la neutralit della rete rispetto ai contenuti veicolati (con intere teorie sulla
diffusione dellinformazione e dei contatti via web che verrebbero a cadere, a cominciare dalla cosiddetta coda lunga).
Come dire, siamo sicuri di sapere qual il web che verr? E il riferimento al mobile tuttaltro che casuale. Sapendo il
marketing che la rapidit di arrivo al target avr peso crescente nellacquisizione della brand preference. Che dire allora
se il suo controllo fosse esplicitamente nella mani dei network operator e non pi variabile indipendente e paritaria tra i
competitor?
quantitative e qualitative, sono tali da
sfdare e spesso smentire le previsio-
ni pi accreditate. Chiunque pu fare
un esperimento banale, andando a
sfogliare gli archivi anche di soli due o
tre anni fa, ben raramente trover de-
scritta, in ambito previsionale, la realt
che viviamo. Anche i dati numerici si
prestano a letture differenti a seconda
dellangolo di visuale.
Prendiamo ad esempio le rilevazioni
Audiweb. Che internet in Italia continui
a crescere non certo in discussione.
Ad agosto ci sono stati quasi cinque
milioni di utenti in pi rispetto al 2009,
con un incremento superiore al 15%
che ha portato il totale a sforare i
35 milioni e mezzo. A fronte di tale
risultato, per, ci sono altri parametri
rilevanti che calano. Il tempo medio
speso online, ad esempio, passa da 1
ora e 39 minuti a 1 ora e 22, cos come
diminuisce il numero delle pagine viste
(da 176 a 153). Il tutto smentendo
la previsione di uno scenario con
audience destinata a trascorrere pi
tempo davanti al pc che alla tv. Proprio
la fusione tra rete e piccolo schermo,
inoltre, sembra essere uno dei fronti
caldi su cui prefgurare levoluzione.
Una convergenza che si realizzer,
se si realizzer, lungo un percorso
diverso da quello ipotizzato qualche
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anno fa, quando
il terminale unico
e ultimo veniva
uni ver sal ment e
indicato nel
computer.
Oggi invece si
assiste a una
ibridazione basata
sui contenuti e
sulla tecnologia,
che vede operatori
web come Google
e Yahoo entrare
nellarena con
progetti Tv a brand
proprio, mentre
i tradizionali
b r o a d c a s t e r
mirano a presidiare
il web attraverso una pluralit di
presenze, dallo streaming in multi
casting, alle library on demand, al
replay di palinsesto. Elemento comune
a tutte queste proposte laver eletto le
nuove tv connesse, e i relativi widget,
a strumento per la fruizione fnale dei
contenuti e dei programmi distribuiti
tramite internet.
T
re scenari evolutivi
Accantoniamo per questa vol-
ta i social media, sicuramente
uno dei terreni su cui pi si
concentrata lattenzione di web mar-
keting strategist nellultimo periodo.
Non perch non siano potenzialmente
strumenti effcaci per la costruzione e
il nutrimento della brand relation, ben-
s perch a prescindere da un piz-
zico di hype che non mancato loro
hanno ormai largamente superato
la fase sperimentale attraverso una
selezione spietata (chi si ricorda pi
di Second Life?). Certamente la loro
continua evoluzione (ultimo in ordine
di tempo lapproccio alla geolocaliz-
zazione di Facebook, con Space che
va a invadere il territorio di Foursquare
e Gowalla, trasforma in tempi rapidis-
simi lo scenario di riferimento, tuttavia
il social media, inteso come universo
da coltivare, si pu considerare ormai
un fattore consolidato.
Altri sono invece gli elementi che in-
troducono variabili ancora da defnire
nel futuro di internet. Pur consci di
assumerci il rischio di andare ad al-
lungare lelenco dei profeti mancati ai
quali si faceva riferimento pi sopra,
se dovessimo identifcare le sfde che
attendono la rete ne elencheremmo
tre.
A una, quella della tv come prossima
interfaccia di rete, abbiamo gi
fatto qualche accenno. Vi poi
il tema della mobilit, intesa non
solo come estensione dellalways
on dalla dimensione temporale a
quella spaziale, ma come possibile
cavallo di Troia per arrivare a un
internet che viaggia a due velocit,
con contenuti premium e basic, e
le intuibili conseguenze in termini
di targettizzazione e visibilit. Uno
scenario non scevro da polemiche,
basti pensare alla levata di scudi
online causata dal pronunciamento
(vero o presunto) di Google e Verizon.
Il terzo fronte aperto quello
dellinfuenza delle apps non
solo dellAppleStore sul modo di
utilizzare/navigare la rete. Un assaggio
di tale potere stato effcacemente,
e clamorosamente, sintetizzato
dallaffermazione di Chris Anderson
(giornalista e saggista statunitense,
direttore di Wired USA dal 2001, dopo
aver lavorato per diverse testate e
riviste, tra cui The Economist, Nature
e Science): il web morto. Al di l
delle discussioni e di certe risonanze
strumentali suscitate, anche i numeri
Chris Anderson
bre lannuncio dellaccordo tra Yahoo!
e Vestel, il pi grande produttore eu-
ropeo di televisori. A partire dellinizio
del 2011, cos, gli utenti di oltre 40
paesi europei saranno gradualmente
in grado di accedere facilmente a mi-
gliaia di contenuti, flm, spettacoli tele-
visivi, social network, video e altre
forme di contenuti internet attraverso
Yahoo! Connected TV. Yahoo! sta
trasformando lesperienza televisiva
per milioni di consumatori in tutto il
mondo, il commento di Rich Riley,
senior vice president e managing di-
rector di Yahoo! Emea. I prodotti di
elettronica di consumo di Vestel com-
binati alla piattaforma Yahoo! Con-
nected TV consentono ai consumatori
di sperimentare insieme internet e la
televisione in modo del tutto nuovo.
Una possibilit che i broadcaster tele-
visivi tradizionali non sottovalutano,
come dimostrano le iniziative intrapre-
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dimostrano che s, effettivamente, se
non proprio morto, il web vecchio stile
quanto meno non gode ottima salute.
W
eb e tv: un matrimonio
che sha da fare
Daccordo, la strada
non stata proprio in
discesa e non sono mancate le false
partenze. Senza bisogno di riesumare
il velleitario progetto Freedomland
di Virgilio Degiovanni, nato sullonda
della bolla di internet e terminato
ingloriosamente con essa (Nel 1998
Degiovanni fonda I@T - in origine
I&T, Internet & Telecommunications -
con la quale si lancia nel mondo delle
telecomunicazioni e di internet, con
varie iniziative, fra cui Freedomland,
ossia lintroduzione del primo servizio
in Italia di accesso a internet attraverso
il televisore, tramite un set top box, su
esempio di quanto gi succedeva negli
Usa. Freedomland, nata nel 2000 e di
propriet di Degiovanni stesso, viene
quotata in borsa nel Nuovo Mercato.
Ma il servizio non attecchisce e le sue
azioni crollano fn dal primo giorno
di quotazione), anche grandi nomi
hanno inciampato lungo laccidentato
percorso mirato a portare il web dentro
lo schermo del televisore.
A partire da Steve Jobs e dalla sua
prima versione, nel 2006, della Apple
Tv (recentemente riproposta - gi in
vendita in Usa, Canada, Australia,
ma anche Francia e Germania - con
dimensioni molto pi contenute, sta
nel palmo della mano, appena 99
dollari di prezzo, laltra era pi cara,
e riesce a collegarsi a rete wireless
o via cavo Ethernet. Sprovvista di
hard disk, consente lo streaming
diretto di contenuti provenienti dalla
rete, dunque non richiede allutente
operazioni di sincronizzazione con
il contenuto del personal computer.
Si possono noleggiare flm, ricevere
programmi dei network, ma anche
riprodurre i contenuti dello stesso web,
come YouTube e Netfix. Ma che ha
suscitato reazioni non univocamente
positive) per arrivare al CuboVision
di Telecom Italia, lanciato in grande
stile dalla campagna pubblicitaria di
DLV BBDO e quietamente fnito nel
dimenticatoio della querelle giudiziaria
tra loperatore di Tlc e il fornitore OEM
di hardware.

Ora, per lo scenario si decisamente
trasformato e sullintegrazione stanno
lavorando, muovendosi da direzioni
diverse ma convergenti, sia i grandi
player di internet, sia i maggiori
brodacaster internazionali, sia le
industrie di elettronica di consumo.
Un impegno cumulativo che, pur nella
diversa declinazione dei progetti,
rende molto probabile il taglio del
traguardo.
Al cuore del nuovo scenario sta la
televisione interconnessa, evoluzione
del tradizionale elettrodomestico per
troppi anni considerato a torto maturo,
capace di navigare in rete grazie ad
appositi widget sviluppati ad hoc. Ad
essa si affancano le proposte web-
originated, come Google TV (riunisce
in un unico televisore web, Tv,
applicazioni web e sistema di ricerca)
e Yahoo!Tv, che mirano a portare a un
pubblico pi televisivo, se non proprio
ai couch potato perlomeno a quelli
che loro somigliano molto, i contenuti
disponibili su internet, sfruttando la
semplicit duso e la qualit di visione
dei maxischermi da salotto.
Sony ha lanciato il 12 ottobre il suo
primo modello di GoogleTV. Sam-
sung ha seguito a ruota, con un pro-
prio televisore presentato a distanza
di qualche giorno. Ambarish Kenghe,
developer product manager del pro-
getto Google TV, ha spiegato che tra
gli obiettivi primari della sua azienda
c quello di aprire la piattaforma ai
contributi esterni di sviluppatori, di in-
serzionisti e di content provider, cos
da farne il collettore di esperienze e
possibilit di visione. A tal fne, Google
ha stretto alcuni accordi con importan-
ti network televisivi statunitensi.
E s, perch per ora la web television
in questa veste innovativa ancora
limitata al mercato a stelle e strisce.
Non a lungo, per. E di inizio settem-
Steve Jobs Rich Riley
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se fnora.
La risposta degli editori tv si articola
su un pluralit di modelli, dalla sem-
plice messa online di una selezione di
contenuti, prossimamente visionabili
su tv web-ready, alla messa online
dellintero palinsesto degli ultimi giorni,
in una sorta di VOD gratuito (per ora),
fno allo sviluppo di progetti ad hoc
volti ad ottimizzare sinergicamente la
peculiarit della due piattaforme.
A tale riguardo particolarmente
interessante appare il progetto Canvas,
che vede in prima fla la BBC (insieme
a British Telecom, TalkTalk, Channel
4, ITV, Arqiva e Five) con lobiettivo
di lanciare la piattaforma entro la
prossima primavera. Laudience si sta
frammentando, ha ricordato Michael
Lyons, uno dei membri del board
dellemittente pubblica britannica,
intervenendo allIBC di Amsterdam.
Le tecnologie si moltiplicano, e cos
le nuove piattaforme. Abbiamo dato
la nostra approvazione a Canvas a
condizione che sia pi aperta possibile.
Aperta ad altri partner, aperta ai
content provider e, pi di tutto, aperta
e accessibile ai consumatori. Il nostro
obiettivo stimolare la competizione
e promuovere una nuova fase di
crescita del settore. Ecco quindi la
decisione di lavorare alla creazione di
un nuovo standard comune che servir
a offrire contenuti diversifcati: canali
tradizionali allinterno di un palinsesto
defnito, emittenti tradizionali, ma
anche le soluzioni on-demand tipiche
della tv digitale. Senza trascurare
limportanza di disporre di un proprio
Application Store.
Qualsiasi forma la web tv assumer,
comunque, scontato il suo profondo
impatto sulle modalit di fruizione
di internet, di formazione delle
audience e di categorizzazione dei
comportamenti. Se prevarr un
modello simil broadcaster, infne, in
cui la rete verr vista soprattutto come
deposito di contenuti di entertainment,
molti degli strumenti di marketing oggi
basati sullinterattivit e sul search
rischiano di perdere di effcacia nei
confronti di platee decisamente pi
passive di quelle dei web surfer attuali.
I
nternet in mobilit, net neutrality
a rischio?
Erano bastate le prime anticipazioni
a sollevare un furibondo dibattito
in rete. Poi, il 9 agosto, lannuncio
uffciale degli amministratori delegati
di Google, Eric Schmidt, e Verizon,
Ivan Seidenberg, che hanno lanciato
una proposta comune per un quadro
di regole sulla rete internet aperta,
smentendo contestualmente in una
conference call lipotesi che aveva
acceso la polemica online, quella di
una prioritarizzazione del traffco,
che si traduce nellassicurare una
priorit al passaggio sulla linea ad
alcuni contenuti, ovviamente dietro
pagamento.
(A joint policy proposal for an open
internet. Posted, Monday, August 9,
2010, in the blog Google Public Policy
by Alan Davidson, Google director of
public policy and Tom Tauke, Verizon
executive vice president of public
affairs, policy, and communications.
The original architects of the internet
got the big things right. By making
the network open, they enabled the
greatest exchange of ideas in history.
By making the internet scalable, they
enabled explosive innovation in the
infrastructure.
It is imperative that we fnd ways to
protect the future openness of the
internet and encourage the rapid
deployment of broadband. Verizon
and Google are pleased to discuss
the principled compromise our
companies have developed over the
last year concerning the thorny issue
of network neutrality.
In October, our two companies issued
a shared statement of principles on
network neutrality. A few months later
we submitted a joint fling to the FCC,
and in an April joint op-ed our CEOs
discussed their common interest in
an open internet. Since that time,
we have listened to all sides of the
debate, engaged in good faith with
policy makers in multiple venues,
and challenged each other to craft a
balanced policy framework. We have
been guided by the two main goals:
1. Users should choose what con-
tent, applications, or devices they use,
since openness has been central to
the explosive innovation that has made
the internet a transformative medium.
2. America must continue to en-
courage both investment and innova-
tion to support the underlying broad-
band infrastructure; it is imperative for
our global competitiveness.
Today our CEOs will announce a pro-
posal that we hope will make a con-
structive contribution to the dialogue.
Our joint proposal takes the form of a
suggested legislative framework for
consideration by lawmakers, and is
laid out here. Below we discuss the
seven key elements:
First, both companies have long been
proponents of the FCCs current wire-
line broadband openness principles,
which ensure that consumers have
access to all legal content on the in-
ternet, and can use what applications,
services, and devices they choose.
The enforceability of those principles
was called into serious question by the
Ivan Seidenberg
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recent Comcast court decision. Our
proposal would now make those prin-
ciples fully enforceable at the FCC.
Second, we agree that in addition to
these existing principles there should
be a new, enforceable prohibition
against discriminatory practices. This
means that for the frst time, wireline
broadband providers would not be
able to discriminate against or priori-
tize lawful internet content, applica-
tions or services in a way that causes
harm to users or competition.
Importantly, this new nondiscrimina-
tion principle includes a presumption
against prioritization of internet traf-
fc - including paid prioritization. So, in
addition to not blocking or degrading
of internet content and applications,
wireline broadband providers also
could not favor particular internet traf-
fc over other traffc.
Third, its important that the consumer
be fully informed about their internet
experiences. Our proposal would
create enforceable transparency
rules, for both wireline and wireless
services. Broadband providers would
be required to give consumers clear,
understandable information about
the services they offer and their
capabilities. Broadband providers
would also provide to application and
content providers information about
network management practices and
any other information they need to
ensure that they can reach consumers.
Fourth, because of the confusion
about the FCCs authority following the
Comcast court decision, our proposal
spells out the FCCs role and authority
in the broadband space. In addition
to creating enforceable consumer
protection and nondiscrimination
standards that go beyond the FCCs
preexisting consumer safeguards,
the proposal also provides for a new
enforcement mechanism for the FCC
to use. Specifcally, the FCC would
enforce these openness policies on a
case-by-case basis, using a complaint-
driven process. The FCC could move
swiftly to stop a practice that violates
these safeguards, and it could impose
a penalty of up to $2 million on bad
actors.
Fifth, we want the broadband
infrastructure to be a platform for
innovation. Therefore, our proposal
would allow broadband providers to
offer additional, differentiated online
services, in addition to the internet
access and video services (such as
Verizons FIOS TV) offered today.
This means that broadband providers
can work with other players to develop
new services. It is too soon to predict
how these new services will develop,
but examples might include health
care monitoring, the smart grid,
advanced educational services, or new
entertainment and gaming options. Our
proposal also includes safeguards to
ensure that such online services must
be distinguishable from traditional
broadband internet access services
and are not designed to circumvent
the rules. The FCC would also monitor
the development of these services to
make sure they dont interfere with
the continued development of internet
access services.
Sixth, we both recognize that
wireless broadband is different from
the traditional wireline world, in part
because the mobile marketplace is
more competitive and changing rapidly.
In recognition of the still-nascent
nature of the wireless broadband
marketplace, under this proposal we
would not now apply most of the wireline
principles to wireless, except for the
transparency requirement. In addition,
the Government Accountability
Offce would be required to report to
Congress annually on developments in
the wireless broadband marketplace,
and whether or not current policies are
working to protect consumers.
Seventh, and fnally, we strongly be-
lieve that it is in the national interest
for all Americans to have broadband
access to the internet. Therefore, we
support reform of the Federal Univer-
sal Service Fund, so that it is focused
on deploying broadband in areas
where it is not now available.
We believe this policy framework
properly empowers consumers and
gives the FCC a role carefully tailored
for the new world of broadband, while
also allowing broadband providers the
fexibility to manage their networks and
provide new types of online services.
Ultimately, we think this proposal pro-
vides the certainty that allows both
web startups to bring their novel ideas
to users, and broadband providers to
invest in their networks.
Crafting a compromise proposal has
not been an easy process, and we
have certainly had our differences
along the way. But what has kept us
moving forward is our mutual interest
in a healthy and growing internet that
can continue to be a laboratory for in-
novation. As policy makers continue
to formulate the rules of the road, we
hope that other stakeholders will join
with us in providing constructive ideas
for an open internet policy that puts
consumers in charge and enhances
Americas leadership in the broadband
world. We stand ready to work with the
Congress, the FCC and all interested
parties to do just that).
Smentita a parte, che come
vedremo in seguito forse non cos
Stephen Elop
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assoluta, lipotesi di un abbandono
della neutralit della rete rispetto ai
contenuti veicolati era stata suffciente
a far alzare i toni della discussione.
Se fno a quel momento, specie nel
nostro Paese, le critiche si erano
concentrate sulla velocit di accesso,
sulla disponibilit di uneffettiva banda
larga e sul digital divide, era invece
dato per scontato che la velocit di
trasmissione di un bit fosse funzione
solo della qualit dellinfrastruttura.
Non faceva differenza, insomma,
se quel bit arrivasse da un gigante
multinazionale, da un brand globale
o da un singolo utente sconosciuto.
Ove cos non fosse pi, intere teorie
sulla diffusione dellinformazione e dei
contatti via web verrebbero a cadere,
a cominciare dalla pi famosa, quella
della coda lunga.
In un ambiente dove la velocit tutto,
come conferma anche Google Instant
che mira ad anticipare le ricerche an-
cora parzialmente inespresse, arriva-
re dopo equivale a sparire agli occhi
di miliardi di utenti di tutto il mondo. In
realt, le versioni uffciali di Google e
Verizon non confermano questa ipo-
tesi. La dichiarazione congiunta af-
fermano le due aziende stata fatta
con lobiettivo di assicurare che le
regole di funzionamento di internet of-
frano agli utenti la miglior esperienza
online possibile e di permettere la
continuazione degli investimenti nelle
infrastrutture a banda larga. Tutta-
via suscita interrogativi il punto in cui
si ribadisce la specifcit della rete
mobile, e il suo necessitare un tratta-
mento diversifcato in quanto mercato
nascente.
Ma proprio qui che si identifca
linternet di domani, non a caso il neo-
amministratore delegato di Nokia, Ste-
phen Elop, ha affermato di puntare a
catturare il prossimo miliardo di utenti
internet grazie ai propri smartphone,
e Strategy Analytics e Infonetics pre-
vede che nel 2014 gli utenti mobili sa-
ranno quasi il doppio di quelli da rete
fssa, 1,8 miliardi contro uno.
Lipotesi di una two-tier internet viene
confermata anche da voci indipenden-
ti e favorevoli al progetto Google-Veri-
zon. Il prof. Maurizio Dcina, ordinario
del Politecnico di Milano e tra i mas-
simi esperti di reti in Italia, sostiene, ad
esempio, che il network management
su rete mobile necessario per sos-
tenere gli investimenti. La tutela della
neutralit della rete non deve spingere
a posizioni da fanatici. Limportante
che tutti possano accedere a tutti i ser-
vizi, anche se a velocit differenziate.
Anche lanalista di Ovum Jan Dawson
concorda e sottolinea la proposta
potrebbe essere il solo modo per us-
cire dallattuale impasse.
Quella impasse, aggiungiamo noi, che
induce quasi tutti gli operatori mobili
europei a porre dei tetti al traffco dati,
pena il taglio drastico della velocit di
connessione.
Se si tiene presente, infne, che molto
del marketing di prossima genera-
zione far ricorso in qualche misura
a comunicazioni mobili o geolocaliz-
zate, appare evidente come la discus-
sione apertasi sul futuro del wireless
internet sia tuttaltro che accademica
o in difesa di principi, magari sacri ma
puramente teorici.
La gerarchizzazione dei contenuti,
infatti, fa entrare in gioco altri elementi
velocit vs pagamento nel dialogo
tra marca e consumatore. Proflazione,
search strategy, identifcazione dei
touch point online, manterranno
certamente un loro valore, ma la
rapidit di arrivo al target avr un
peso crescente nellacquisizione
della brand preference. Rapidit il cui
controllo sar esplicitamente nella
mani dei network operator e non pi
variabile indipendente e paritaria tra i
competitor.
C
era una volta il web
Lo strillo di copertina di
Wired era senza dubbio
mirato a suscitare scal-
pore, on e off line. Missione riuscita.
Dopotutto, gi cinque secoli fa, Gio-
van Battista Marino scriveva del
poeta il fn la meraviglia. E lapodittico
The web is dead di Chris Anderson
ha senza dubbio svolto egregiamente
tale compito. Laffermazione, tuttavia,
poggia su dati di fatto concreti, e dav-
vero il web cos come esistito fnora
rischia di sparire, soppiantato dalla
proliferazione di apps che mettono
disposizione degli utenti contenuti gi
organizzati e predigeriti, in modalit
push.
Alla base non solo il fenomeno
iPhone. Nel secondo trimestre di
questanno i terminali Android hanno
largamente superato il melafonino
per volume di vendite, negli Stati
Maurizio Dcina
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Uniti. E secondo Gartner, nel 2014
si venderanno oltre 875 milioni di
smartphone nel mondo, con un testa
a testa intorno al 30% ciascuno di
quota tra Symbian e Android, e a
seguire gli altri sistemi operativi. Tutti
con il proprio Apps Store, a conferma
che il modello vincente. Ma non c
bisogno di attendere cos a lungo,
gi ora sono tangibili gli effetti del
cambiamento delle modalit di
fruizione di internet.
Un recente report di
MediaCom, infatti, evidenzia
che sul totale del traffco
sviluppato in Nord America
(ma anche lAsia Pacifco
incamminata nella stessa
direzione), solo un quarto
generato dal web browsing
vero e proprio. Il resto se lo
dividono Apps, RSS feeds,
Skype, Facebook, Xbox
Live, Twitter, Podcasts e
video. A titolo di raffronto,
sottolinea il report, dieci anni
fa il web era responsabile di
oltre il 60% del traffco internet
complessivo. Ci che cambiato,
affermano gli analisti MediaCom
che oggi gli utenti preferiscono
ricevere le informazioni piuttosto
che andare a cercarsele in rete. Nello
stesso tempo, internet diventato
la risorsa delezione per contenuti di
entertainment. Per questa ragione
il traffco peer-to-peer ha assunto la
stessa importanza del web browsing,
mentre i video, che pesavano solo per
il 5% dei dati trasmessi cinque anni fa,
rappresentano oggi quasi la met.
Il punto chiave del cambiamento sta
proprio nellaffermazione gli
utenti preferiscono
ricevere le
informazioni e il
canale per farlo sono le
applicazioni.
Un cambiamento concettuale
prima ancora che
tecnologico,
che si
evince
esaminando
il gergo stesso di
internet dai suoi esordi.
Browsing e surfer sono state le
defnizioni adottate per indicare la
possibilit quasi infnita di andare
a scoprire ci che interessava
nelloceano di informazioni disponibili;
navigare e navigatore ribadivano
in italiano lo stesso modo di agire.
Sempre pi, invece, la combinazione
tra mobilit, urgenza di reperimento
e disponibilit di apps ad hoc fa
si che la scelta cada su queste
ultime, limitando in maniera
quasi inconscia lorizzonte
di ciascuno, in un trade off
tra praticit di impiego e
completezza di fonti che
privilegia la prima. Le apps,
in altre parole, ripropongono
agli uomini marketing,
modernizzandola, la
stessa logica del walled
garden (giardino recintato,
navigazione protetta,
in ambiti defniti) che
in passato il mercato
aveva mostrato di non
gradire. Il contesto per
completamente diverso.
Lutente ha a disposizione
milioni di micro-giardini
chiusi tra cui scegliere e
in cui la marca, per essere
vista, deve forzatamente
entrare. Mutatis mutandis, si
ripresenterebbe in una certa
misura la stessa competizione alla
ricerca della visibilit che ha portato
i brand a competere per lo scaffale
in quelle insegne della grande
distribuzione davvero capaci di fare
la differenza in termini di copertura
territoriale e appeal nei confronti
del consumatore. Forse questa
volta la rivoluzione online davvero
allorizzonte.
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CRISI, PER LA PUBBLICIT CRESCE.
RIPRESA SIGNIFICA ANCHE FIDUCIA
E suo il merito del +4,9% segnato dagli investimenti pubblicitari a fne luglio. Nonostante la facca dei consumi, infatti,
imprese e persone sono tornati a crederci. Non per il caso di cantare vittoria. Sappiamo che lultima parte dellanno
rappresenta lo scoglio, sia perch il confronto si gioca con una fne 2009 insperatamente positiva, sia perch mancano
eventi mediatici capaci di fare da traino, come hanno fatto i recenti mondiali di calcio. Senza dimenticare la situazione
italiana contingente, con linstabilit politica a non fare certo bene allumore del paese. Lanalisi sintetica ma esaustiva di
Nielsen Media, entrando nel vivo delle questioni grazie allintervista a Paolo Duranti, managing director.
Il
2010 era atteso come lanno
di assestamento dopo il crollo
delladvertising registrato nel
2009. In Italia gli effetti della crisi
si erano manifestati particolarmente
in due ambiti che hanno un impatto
diretto sugli investimenti pubblicitari:
i consumi e lindice di fducia delle
imprese e dei consumatori. Nel 2010,
mentre i consumi si sono mantenuti
molto facchi, invece cresciuto lindice
di fducia delle imprese, non tanto per
un miglioramento della situazione in
Italia quanto per le notizie confortanti
che arrivano dai mercati che danno
linfa al nostro export (in particolare
Germania ed economie emergenti).
E anche grazie a questi elementi che
la prima parte dellanno si rivelata
leggermente migliore delle attese.
Lanno scorso di questi tempi si temeva
una chiusura in negativo anche per il
2010 mentre ad oggi (i dati disponibili
a r r i v a n o
al periodo
gennaio-luglio)
gli investimenti
p u b b l i c i t a r i
registrano una
crescita del
+4,9%.
Va considerato
che la seconda
parte dellanno
sar neces-
s a r i a me n t e
meno brillante
anche perch
non ci saranno
eventi medi-
atici importanti
come i mondia-
li di calcio, ma in ogni caso questi dati
sono da leggere con soddisfazione.
F
ocus Mezzi
Un elemento che ci sembra
molto rassicurante che la
ripresa degli investimenti pub-
blicitari ha fnora coinvolto in maniera
omogenea tutti i settori trainanti
delladvertising e quasi tutti i media.
Quasi tutti i media, perch da questi
due anni di crisi c chi verr fuori leg-
germente ridimensionato in termini di
raccolta pubblicitaria e ci riferiamo in
particolare ai periodici ed ai free press.
Mentre tutti gli altri hanno registrato in
questi mesi crescite pi o meno con-
fortanti, i due appena citati registrano
anche nel 2010 una contrazione con-
sistente degli investimenti.
Le ragioni di questa situazione sono di
diversa natura. In questi mesi, in ogni
caso diffcili, le aziende hanno favorito
il mezzo con la quota maggiore, ovvero
Nielsen- Advertising Gen-Lug: focus mezzi
Mezzi Var. % gen - lug 2010 gen - lug 2009
Tv + Tv Sat 7,7% 2.804.530 2.603.193
RADIO 13,8% 262.146 230.345
NEWSPAPERS 3,6% 409.836 395.545
FREE/PAY PRESS -11,3% 39.876 44.975
MAGAZINES -9,1% 455.270 500.744
OUTDOOR 9,2% 85.454 78.260
CARDS 0,1% 4.128 4.123
TRANSIT 1,7% 64.485 63.379
CINEMA 2,1% 25.906 25.378
INTERNET 20,8% 187.268 154.997
DIRECT MAIL 4,9% 287.644 274.089
OUT OF HOME TV* 4,8% 5.579 5.323
Grand Total 5,7% 4.632.123 4.380.350
Tip. Comm nazionale,
* sul mezzo out of home tv avvenuto un aumento di copertura
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la televisione. Un secondo fattore che
emerge che sono proprio periodici
e free press a subire maggiormente
la concorrenza di internet e di nuovi
media come Out of Home Tv o ancora
di mezzi particolarmente capaci di
segmentare come il Direct Mail.
Allo stesso tempo si registra un buon
risultato, almeno fno a questo punto
dellanno, da parte dei quotidiani a
pagamento. Sempre tra i mezzi clas-
sici, ottime le performance di radio e
affssione, mentre crescono, ma con
variazioni pi moderate, cinema, cards
e transit.
S
ettori
Analizzando i settori
emerge chiaramente una
crescita omogenea tra quelli
principali. I primi 7 in termini di spesa
pubblicitaria (alimentari, automobili,
telecomunicazioni, bevande/alcolici,
abbigliamento, fnanza/assicurazioni)
hanno aumentato i loro investimenti.
Le crescite maggiori si sono registrate
nellambito del largo consumo
alimentari (+8,3%), bevande (+7,6%),
distribuzione (+16,3%), gestione casa
(+16,1%).
Interessante il trend degli investimenti
del settore automobilistico: a fronte
di un andamento delle vendite
particolarmente negativo in tutta
Europa ladvertising in crescita
(+3,3%) soprattutto grazie a una
fammata tra giugno e luglio.
Interessante il trend degli investimenti
del settore automobilistico: a fronte
di un andamento delle vendite
particolarmente negativo in tutta
Europa ladvertising in crescita
(+3,3%) soprattutto grazie a una
fammata tra giugno e luglio.
Nr. Aziende inserzioniste per mezzo
+24,5% 2010 2503 Internet
+23,6% 178 220 Cinema
+19,6% 789 944 Affissioni
+5,2% 803 845 Radio
-5,9% 8943 8413 Periodici
-2,5% 1132 1153 Free
+6,2% 4957 5264 Quotidiani
+11,0% 1118 1241 Tv
Var.% Nr aziende
2009
Nr
aziende
Mezzo
Banca dati AdEx Nielsen
Valori espressi in 000's
Ad Type: SOLO COMMERCIALE NAZIONAL
Settore Gen.Lug2010 Gen.Lug2009 Var% vs 2009 Peso % nel 2010
FINANZA/ASSICURAZIONI 26.272 26.675 -1,50% 14,0%
MEDIA/EDITORIA 25.180 15.698 60,40% 13,4%
TELECOMUNICAZIONI 21.155 18.412 14,90% 11,3%
AUTOMOBILI 21.136 16.590 27,40% 11,3%
SERVIZI PROFESSIONALI 14.883 8.734 70,40% 7,9%
TEMPO LIBERO 12.975 17.650 -26,50% 6,9%
TURISMO/VIAGGI 7.889 10.270 -23,20% 4,2%
DISTRIBUZIONE 7.218 4.362 65,50% 3,9%
VARIE 6.057 1.841 229,10% 3,2%
ALIMENTARI 5.795 5.699 1,70% 3,1%
INFORMATICA/FOTOGRAFIA 5.309 4.688 13,30% 2,8%
ENTI/ISTITUZIONI 4.299 3.792 13,40% 2,3%
INDUSTRIA/EDILIZIA/ATTIVITA' 4.083 3.299 23,70% 2,2%
BEVANDE/ALCOOLICI 4.052 3.202 26,60% 2,2%
ELETTRODOMESTICI 3.513 2.403 46,20% 1,9%
ABBIGLIAMENTO 3.240 1.864 73,80% 1,7%
CURA PERSONA 3.141 2.313 35,80% 1,7%
FARMACEUTICI/SANITARI 2.478 1.658 49,50% 1,3%
TOILETRIES 1.957 1.819 7,60% 1,0%
ABITAZIONE 1.721 1.137 51,30% 0,9%
GIOCHI/ARTICOLI SCOLASTICI 1.669 1.302 28,20% 0,9%
GESTIONE CASA 1.376 607 126,80% 0,7%
OGGETTI PERSONALI 1.159 397 191,60% 0,6%
MOTO/VEICOLI 713 584 22,10% 0,4%
Nielsen- Advertising Gen-Lug: settori internet Nielsen- Advertising Gen-Lug: aziende inserzioniste
L
advertising su internet
nei primi sette mesi
dellanno
Internet si conferma
anche questanno come il mezzo
con il trend pi brillante in termini
di crescita tendenziale. Il +17,8%
determinato anche da un forte
aumento di aziende inserzioniste su
questo mezzo (+24,5%). Con oltre
2.500 inserzionisti (escludendo il
search) internet , in termini di numero
di aziende, ormai il terzo mezzo alle
spalle di periodici e quotidiani.
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Andando a vedere le dinamiche per
settore, la concentrazione molto
bassa rispetto a quanto avviene in
altri media. Al primo posto fnanza/
assicurazioni, che genera il 14,0%
delladvertising (sulla tv alimentari
pesa il 19,9%, sulla radio automobili
il 26,6% e sui periodici abbigliamento
il 26,0%). Grazie ad una crescita
del +60% rispetto al 2009, media
ed editoria attualmente il secondo
settore. Crescite particolarmente
rilevanti anche per telecomunicazioni
(+14,9%) e automobili (+27,4%).
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Rimangono ancora marginali gli in-
vestimenti su internet delle aziende
del largo consumo.
L
advertising su internet
in Italia, quali prospet-
tive di crescita
In molti sottolineano
come il peso degli investimenti
destinati ad internet in Italia sia
ancora molto basso se paragonato a
quanto rilevato in altri Paesi avanzati
come Uk, Germania o Usa. Su questo
aspetto andrebbe fatto un discorso
pi ampio.
Esistono senzaltro delle componenti
dellalfabetizzazione informatica del
nostro paese caratterizzato da una
et media molto alta e gli auspicabili
investimenti in infrastrutture (banda
larga e wi-f) saranno i driver di
unaccelerazione dellutilizzo della
rete che si porr sempre di pi
come fondamentale strumento di
comunicazione.
Gi oggi molte ricerche testimoniano
come peraltro lo sviluppo della
comunicazione sul web rappresenti
spesso un potenziatore dellattivit
di comunicazione fatta su altri mezzi,
e in particolare sulla televisione che
per molto tempo rimarr il primo
mezzo utilizzato dagli investitori. Se
questo lo scenario, fondamentale
risulta essere lo studio, complesso
ma affascinante, della interazione dei
mezzi tra loro e lo sviluppo di strategia
media che pongano lintegrazione dei
mezzi come elemento centrale delle
scelte di pianifcazione.
Per fare questo ci vorr senzaltro
molto tempo, molta ricerca,
molta sperimentazione, molta
professionalit e molto coraggio.
Nielsen- Advertising Gen-Lug: settori
Valori espressi in .000
Tipoloia Commerciale Nazionale
SETTORE Gen-Lug 2010 Gen-Lug 2009 Var.%
ALIMENTARI 655.952 605.700 8,3%
AUTOMOBILI 520.594 504.207 3,3%
TELECOMUNICAZIONI 454.690 442.554 2,7%
BEVANDE/ALCOOLICI 262.482 244.000 7,6%
ABBIGLIAMENTO 250.487 238.847 4,9%
FINANZA/ASSICURAZIONI 240.530 234.527 2,6%
MEDIA/EDITORIA 235.579 245.362 -4,0%
DISTRIBUZIONE 232.147 199.600 16,3%
TOILETRIES 230.443 205.838 12,0%
CURA PERSONA 192.035 176.608 8,7%
FARMACEUTICI/SANITARI 189.153 188.272 0,5%
GESTIONE CASA 180.171 155.149 16,1%
ABITAZIONE 165.784 169.277 -2,1%
TURISMO/VIAGGI 114.760 132.911 -13,7%
ENTI/ISTITUZIONI 107.217 108.490 -1,2%
TEMPO LIBERO 103.379 97.419 6,1%
INDUSTRIA/EDILIZIA/ATTIVITA' 96.918 76.430 26,8%
SERVIZI PROFESSIONALI 89.116 88.668 0,5%
ELETTRODOMESTICI 77.759 61.138 27,2%
OGGETTI PERSONALI 62.804 50.233 25,0%
VARIE 62.320 55.239 12,8%
MOTO/VEICOLI 38.484 38.731 -0,6%
GIOCHI/ARTICOLI SCOLASTICI 37.514 35.691 5,1%
INFORMATICA/FOTOGRAFIA 31.393 25.480 23,2%
Totale (comm.Nazionale) 4.631.710 4.380.371 5,7%
Investimenti pubblicitari per settore
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E vero, internet il media pi dinamico dello scenario contemporaneo. La crescita dei suoi investimenti a doppia ci-
fra, cos come prosegue inesorabile laumento del proselito di audience. Ma altrettanto importante considerare la sua
giovane et. Nel senso che partendo da zero le performance sicuramente sfondano, sar da vedere nella tenuta. Perch
l che si misura la leadership. Cos, se cresce limprescindibilit dellaccesso al digitale, non altrettanto fa il tempo medio
in rete speso, cos come il numero di pagine viste. Anche se lItalia il paese che dedica pi tempo ai social network (6
ore 27 minuti e 53 secondi per persona, seguiti da Australia, appena due minuti in meno, Usa, 25 minuti in meno e Uk, a
quota 5 ore 50 minuti e 56 secondi), cos come il secondo (li usano il 78%dei navigatori attivi) per penetrazione (in testa
alla classifca il Brasile con il 86%, dopo di noi la Spagna, 77%, quindi Usa e Uk entrambe con il 73%). Grazie allaiuto di
Nielsen Online, un viaggio alla scoperta di quanto sta accadendo.
C
onsiderando Usa ed Europa,
373 milioni di persone
accedono a internet.
Secondo i dati di audience
online Audiweb, powered by Nielsen,
nel mese di agosto 2010 sono 23,8
milioni, ossia +13,9% rispetto allo
stesso mese 2009). Ma come detto,
nellultimo anno si registra una lieve
fessione nei consumi del mezzo.
153 pagine viste per persona nel
giorno medio, il 13% in meno, e unora
e 22 minuti di connessione media
giornaliera, il 17% in meno rispetto
al dato di agosto dello scorso anno.
Crescono, invece, i navigatori senior,
con gli ultra 54enni a valere il 17%,
concentrandosi il dato (65%) ancora
nellet che va dai 25 ai 54 anni,
mentre i minori di 25 valgono il 18%.
In preminenza, gli uomini, 57%.
P
er quanto riguarda le tipolo-
gie di siti pi visitate in Italia,
si confermano alle prime tre
posizioni motori di ricerca (22
milioni di utenti e una crescita nellanno
pari a quella media della rete), portali
(20,6 milioni e una crescita del 13%
anche per loro) e member community
(19,3 milioni e una crescita del 15%,
2 punti percentuali sopra quella me-
dia). Seguono i siti di video e cinema,
+ 23% raggiungendo quasi 15 milioni
A TUTTA RETE, MA IL TEMPO CALA.
GLI ITALIANI STANNO DI PI NEI SOCIAL
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2010 sono 8,3 milioni coloro
che accedono ad internet da
cellulare, di questi oltre il 30%
utilizza Facebook e il 42%
lemail.
Sempre con riferimento al
mercato mobile, si rimarca
unulteriore crescita nella pen-
etrazione degli smartphone in
Italia. Quasi 14 milioni di in-
dividui, il 27% del totale degli
utenti mobile. Rispetto allo
stesso periodo del 2009, i pos-
sessori di smartphone sono 2
milioni in pi (+17%).
Il
che sta a signifcare
il grande stimolo
allutilizzo del cellulare
per funzioni avanzate .
Il 43% degli utenti mobile or-
mai dichiara di utilizzare il cel-
lulare non solo per telefonare
e per inviare sms ma per ser-
vizi evoluti come linternet mo-
bile, le email, le applicazioni,
le mappe e altri servizi gps di
geolocalizzazione, lutilizzo di
player video, la funzione radio
e lmp3.
Rispetto alla navigazione da
pc, chi lo fa da cellulare visita
prevalentemente siti di news
online e siti che forniscono
informazioni di necessit
contingente, come il meteo, le
mappe, o i siti per conoscere
i risultati degli eventi sportivi,
mentre in entrambi i casi
fgurano ai primi posti portali,
email e motori di ricerca.
di utenti, superando le e-mail. Qui
leader YouTube, con 12,6 milioni
di utenti, il 50% dei navigatori italiani,
pesa l85% sul totale della categoria.
Al sesto posto troviamo i siti di news
online, con 14,7 milioni di lettori e una
crescita dell8%.
T
ra le applicazioni, Windows
Live Messanger primeggia,
con 10 milioni e mezzo di
utenti unici e il 40,89% di
navigatori attivi, che in media fanno
16,26 visite ognuno, spendendoci un
tempo che supera lora e 40 minuti.
A seguire Windows Media Player
(circa 9 milioni di utenti, di cui il 35%
attivo, con 5.71 visite, ma un tempo
speso che non arriva ai 50 minuti), e
Skype (5,383 milioni di unici il 21%
attivi, spendendovi 1ora e 18 minuti).
Ancora Vlc media player (3,689 milioni
di unici, attivi il 14.34%, tempo 1 ora
e 19 minuti), eMule (3,689 milioni di
unici, 11,26% attivi, tempo 53 minuti),
iTunes (2, 63 milioni di unici, attivi
10,22%, tempo 54 minuti e mezzo),
Apple QuickTime (1,756 milioni di
unici, attivi il 6,82%, tempo 2 minuti
e 56), uTorrent (1,349 milioni di unici,
5,24% attivi, tempo 32 minuti e 40),
Google Earth (1,335 milioni di unici,
attivi 5,19%, tempo 26 minuti e 44) e
RealPlayer (1,17 milioni di unici, attivi
4,55%, tempo 24 minuti e 39).
Da rilevare il tempo trascorso
nel mese sulle member
community (social network,
community e blog, trainate
in particolare da Facebook
, leader incontrastato della
categoria con oltre 16 milioni
di utenti, il 65% dei navigatori
italiani che lo utilizza ogni
mese), quasi 6 ore in media
per persona nel mese.
Unanalisi realizzata da
Nielsen nel mese di febbraio
sullutilizzo dei social media a
livello globale ha evidenziato
come lItalia sia tra i paesi con
maggiore penetrazione (il 78% contro
la media globale del 74%) e il primo
per tempo dedicato (quasi 6 ore e 30
minuti versus la media di circa 5 ore e
mezza).
I
dati sembrano quindi evidenziare
un grande interesse degli italiani
per la socialit (tra laltro quasi un
quarto dellutenza over 50, con
gli ultra 64enni che valgono il 4%, i 54-
64 il 18%, i 35-49 il 35%, i 18-34 il 32%
e i minori di 18 l11%. A prevalere, poi,
sono i maschi, 54%, che spiccano non
solo nella navigazione via pc, ma an-
che nellutilizzo del telefono cellulare.
Dei 50 milioni di utenti di telefonia mo-
bile in Italia, nel secondo trimestre del
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essun giudizio qualita-
tivo pu prescindere dal
dato,variabile incontroverti-
bile per misurarne la ri-
levanza. Cos, prima di addentrarci
nel merito, vale la pena ricordare alcu-
ni decisivi numeri. Rispetto a quanto
emergeva dalla medesima analisi del
giugno dello scorso anno, le famiglie
che accedono a internet da almeno
un device sono aumentate del 16,9%,
con quelle a possedere un pc a salire
del 18,7%,(in generale, lincremento
percentuale degli individui con ac-
cesso da pc da casa pari a +18,5%;
quello da mobile pari a +30,3%; in-
fne laccesso da almeno un luogo/
strumento misura + 10,4%). La mag-
gior parte, inoltre, dispone di un col-
legamento veloce via Adsl/fbra ot-
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tica (69,1% dei casi - la banda larga
a essere nelle case di 8,444 milioni di
famiglie italiane), mentre la chiavetta
internet risponde alle esigenze di altre
2,574 milioni (21,1% dei casi).
La possibilit di accedere a internet
da qualsiasi luogo e strumento, poi,
appare direttamente proporzionale
allampiezza demografca dei comuni
di residenza. Pi sono popolosi, mag-
giore la penetrazione del mezzo. Nel
dettaglio, hanno un accesso a internet
il 70,2% degli uomini e il 65,2% delle
donne. In particolare i giovani tra gli
11 e i 17 anni (84,3% degli individui
in questa fascia det) e i 18-34 anni
(81,9%) e nella fascia pi matura tra
i 35 e i 54 anni (75,4%). Il tutto con
La VIII Edizione di Audiweb Trends, sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dellonline in Italia
(dati cumulati cicli 3 e 4 del 2009 + ciclo 1 e 2 del 2010 dal 14/09/09 al 31/05/10) ci parla della qualit dellinternet contem-
poraneo. Se indubbio il dilagare del fenomeno, infatti, il perch e il come oggi possono fare la differenza. Scoprendo
il valore differenziante di segmento socio demografco, comune di residenza, titolo di studio, posizione economica. Con
il mobile ancora a defnire gli strati pi cool della popolazione. Mentre, sul fronte della motivazione, la navigazione per
fun a sorpresa lultima per rilevanza, battuta da vastit (per numero e per argomenti) dellinformazione e servizio.
livelli di concentrazione simili nel Nord
e nel Centro (circa 71%). Larea Sud e
le Isole, invece, valgono una percen-
tuale pi contenuta (60,7%).
Signifcativa lanalisi del proflo
professionale. I pi alti livelli di
concentrazione, infatti, si hanno tra
imprenditori e liberi professionisti
(97,2%), tra dirigenti, quadri e docenti
universitari (95,3%), impiegati e
insegnanti (93%).Tra i non occupati,
internet soprattutto utilizzato dagli
studenti universitari (98,4% dei casi) e
da quelli di scuole medie e superiori
(87,4%) , nonch da chi in cerca
di prima occupazione (70%). Il tutto
confermato dalla penetrazione tra
laureati (94,1%) e diplomati (88,4%).
S
i gi detto come il numero
di persone che accedono
a internet da mobile
sia cresciuto del 30%.
Considerato, per, che il 91% degli
italiani (43,647 milioni) tra gli 11 e i
74 anni ne possiede uno, cos come
le percentuali del dato di riferimento
dello scorso anno, immediatamente si
evince come i 4,7 milioni di italiani (pari
al 9,9% della popolazione in target,
ossia tra gli 11 e i 74 anni) stimati
connettersi via mobile sia un numero
che ancora nasconde potenzialit
di crescita. Intanto perch tra coloro
che dichiarano di avere un accesso a
internet da qualsiasi luogo e strumento,
la penetrazione del cellulare pari
al 96,7% , poi perch il valore
ancora prigioniero del prezzo della
IL WEB E' COOL, FUN E INFORMA.
PIACE MOLTO ALLA GENTE CHE PIACE
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connessione. Non a caso, coloro che
utilizzano linternet mobile dichiarano
di spendere mensilmente di pi (sono
qui maggiormente concentrate le fasce
di spesa oltre i 15 euro. Da notare come
la maggior parte
di chi possiede
un cellulare,
indipendentemente
lo usi o meno per
accedere alla rete,
come modalit
di pagamento
preferisca la
ricaricabile). In ogni
caso, accede a
internet da cellulare,
smartphone o Pda, il
12% degli uomini ed
il 7,8% delle donne,
p r i n c i p a l me n t e
giovani (11-34
anni), residenti
nel Centro Italia
(13,1%) con una
concent r azi one
l e g g e r m e n t e
inferiore nel Nord
e pi contenuta
nellarea Sud e
Isole (7,1%).
P
erch ci si
collega a
i nt ernet ?
L a
maggior parte degli
utenti lo fa perch l
possibile trovare
qualsiasi tipo
di informazione
(46%). La seconda
motivazione citata (lo pensa il 28,1%
degli intervistati), laccesso veloce
ai servizi pubblici e privati a distanza
(28,1%). Seguono trovare cose
disponibili solo sul web (25,3%),
essere informati in tempo reale su
notizie di cronaca (22,7%), mettersi in
contatto con molte persone in qualsiasi
parte del mondo (21,3%), risparmiare
tempo e denaro (17,4%), rendere pi
effcaci e divertenti il lavoro e lo studio
(16,9%) e divertirsi a navigare tra i siti
pi impensati (12,7%).
I
nternet soddisfa quando si
trovato ci che si cercava (55,9%),
cose che non si trovano altrove
(27,3%) o notizie non disponibili
sugli altri media (21,3%).
Ma anche perch ha permesso la
comprensione pi approfondita di
argomenti di interesse (22,9%), perch
ci si divertiti (16,9%), si imparato
a fare cose nuove (13,7%), si sono
conosciuti nuovi amici (10,7%). Al
contrario, non ci si appaga quando ci
sono diffcolt di connessione (ossia
lenta per il 35,5%, mentre per il 25,3%
riguarda lentrata in siti pesanti),
ma anche se non si trova ci che si
cercava (23,3%) , o se in generale si
verifcano problemi legati allutilizzo
del computer (17,6%).
E chi non lo usa, internet? Perch non
ci si lascia stregare dalla rete? Tra
chi non ha mai navigato lo scoglio
lincompetenza informatica. Il 57,8%,
infatti, dichiara di non saper utilizzare
il computer.
C poi chi ammette mancanza di
interesse (27,8%), piuttosto che la
certezza che se ne possa fare a meno,
trovando le stesse cose anche altrove
(16,7%).
M
entre gli editori perdono
il sonno e la salute os-
sessionati dallincubo del
grande ladro digitale
Google (sono convinti, e in molti pen-
sano non a torto, che scippi e ributti in
rete senza chiedere il permesso noti-
zie e contenuti pregiati prodotti nelle
redazioni a caro prezzo, cio pagando
lauti stipendi ai giornalisti e svenan-
dosi per stampa e distribuzione), al
quartier generale di Mountain View,
e negli avamposti europei della mul-
tinazionale del search, tra cui lItalia,
pi che ai corsivi di Michele Serra o
alle articolesse di Angelo Panebianco,
guardano ai commerci degli elettrauto
di Bassano del Grappa e dei fornai di
Torre Annunziata. Il cash l, l sono
stati rastrellati gran parte dei 7,29
miliardi di dollari di ricavi dichiarati da
Google a livello mondiale per il terzo
trimestre 2010, in crescita del 23% sul
pari periodo 2009.
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nvestimenti minimi ad alto po-
tenziale
Commercianti, artigiani,
professionisti, piccole e medie
imprese, su di loro che Google
focalizza la propria strategia, e a
GOOGLE RICCO GRAZIE ALLE NEWS?
NON PROPRIO, IL TESORO SONO LE PMI
Parla il numero uno italiano del colosso del search: La nostra mission linnovazione tecnologica, e non importa
monetizzarla subito. In Italia stiamo dando visibilit online alla piccola impresa. I risultati fnanziari ci premiano. La fliale
italiana cresce con lassunzione di 21 persone nel marketing e nei servizi tecnologici.
maggior ragione in Italia, patria delle
partite Iva e delle imprese individuali
e familiari, dove il tessuto economico
brulica di centinaia di migliaia di srl
ansiose di visibilit a basso costo.
Fino a ieri lo sbocco privilegiato del
marketing di queste microimprese
erano le directory, le Pagine Gialle, per
intenderci, oggi invece chi pesca a man
bassa nei budget pubblicitari di questo
sterminato mondo (dagli investimenti
minimi, che diventano una montagna
se moltiplicati per diecimila o centomila)
proprio Google, con i suoi sofsticati
prodotti search, consentendo anche
al pi piccolo negozio di provincia di
sbucare con poca spesa sulla prima
pagina del motore di ricerca, entrando
immediatamente in contatto col target
giusto.
E proprio il search, su cui Google
nato alla fne degli anni Novanta, resta
ancor oggi il core business del colosso
di Page e Brin, tanto che la gran parte
delle 21 fgure che Mountain View ha di
recente cercato in Italia (tutta manna,
di questi tempi...) sono specialisti in
search, o dal punto di vista tecnologico
o da quello pubblicitario. Ai profani i
Larry Page Sergey Brin
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profli ricercati non diranno molto, ma
agli internettiani s. Product marketing
manager, media platform account
manager, technical account manager
dart search, customer solution
consultant, display account manager,
enterprise account manager, account
manager retail, account manager
business industrial market, account
strategist. Per allettare i giovani
genietti del web e i draghi della vendita
a farsi avanti - se mai ci fosse bisogno
di incentivi, visto che per qualsiasi
ragazzo ambizioso poter mettere
Google in curriculum equivale a fare
bingo - la fliale italiana di Mountain
View nel suo annuncio di recruitment
d qualche ragguaglio sullambiente
di lavoro, che vale la pena citare:
E un ambiente estremamente
comunicativo che favorisce la
produttivit e la collaborazione. I valori
di Google, si rifettono nella struttura
e nellambiente di lavoro: uffci open
space (praticamente inesistenti gli
uffci singoli), laptop e smartphone
nelle mani di ogni dipendente per
lavorare anche in movimento; calcio
balilla, tavoli da biliardo, videogame,
palestra, sale ristoro e mensa comune,
iniziative di tutti i tipi per favorire non
solo la formazione professionale
ma anche la socializzazione e
lappagamento delle nostre risorse.
Chi immaginasse cupi laboratori con
ingegneri occhialuti chini a compilare
codici, quindi, si sbagliava di grosso:
in Google si socializza, magari con
qualche giovane ingegnere donna,
glamour e con occhiali griffati.
Ma attenzione, non si pensi
di prendere lo stipendio per
giocare a calcio balilla. Google
responsabilizza i suoi dipendenti, sta
a loro organizzarsi per rispettare le
consegne dei lavori: La gestione del
tempo ruota attorno alle scadenze
dei progetti, garantendo ai singoli
autonomia e, conseguentemente,
responsabilizzazione. Diamo grande
risalto ai risultati conseguiti dai vari
team e dai singoli che contribuiscono
al successo globale della societ.
Questo company profle dal sapore
anglosassone, che esalta i valori del
merito e della competizione, porta
la frma del country director Stefano
Maruzzi, un italiano di successo che
diventato top manager di livello
internazionale nel settore hi tech proprio
lavorando in multinazionali americane
come Microsoft e CondNet, dove ha
ricoperto posizioni di vertice.
U
no contro tutti
Youmark gli ha chiesto
quanto c di vero
nellimmagine di Google
dipinta da qualche anno dagli editori,
ovvero quella dellassassino dei media
tradizionali, il vampiro che succhia loro
il sangue delle news e dei contenuti
pregiati, talmente spaventoso da
mettere daccordo tutti i galli del
pollaio, anche quelli che per decenni
si sono beccati furiosamente (poco
tempo fa il presidente di Mediaset
Fedele Confalonieri e quello del
Gruppo Espresso Carlo De Benedetti,
gli arci-nemici, hanno dichiarato
allunisono, ad un convegno caprese
sulle tlc, che il re dei motori pirata
e parassita). Ovviamente la risposta
di Maruzzi diplomatica, getta acqua
sul fuoco, ma d anche indicazioni
sulla strategia che ha portato Google
a diventare una macchina da soldi
mondiale. La nostra azienda - osserva
- fa spesso notizia per una serie di
esperimenti che compie in settori
tecnologici di grande avanguardia;
si tratta di iniziative motivate dalla
ferma convinzione che linnovazione
sia il vero motore della nostra attivit.
Quasi sempre questa azione di ricerca
e sviluppo svincolata da esigenze
di monetizzazione nellimmediato,
ma spinta e guidata dalla volont di
risolvere con la tecnologia problemi
complessi e migliorare la vita dei
consumatori. Per fare un esempio di
un servizio largamente noto e non
monetizzato, basti citare Google News:
qui infatti non compare pubblicit
(salvo qualche piccolo esperimento
negli Stati Uniti). I cari ragazzi old
delleditoria, quei distinti signori di
De Benedetti e Confalonieri, icona
anche estetica del vecchio mondo,
sono serviti: non con le loro notizie
che Google diventata ricca. Per la
verit, un giudice italiano ha dato una
mazzata a Mountain View sancendo
che non aveva diritto a metter online
(su YouTube, che di Google fa parte)
i contenuti di Mediaset, in particolare
spezzoni del Grande Fratello, ma va
anche detto che un giudice spagnolo
ha emesso una sentenza di segno
opposto in unanaloga vertenza fra
YouTube e TeleCinco, controllata
iberica del Biscione (la Rai, ad esempio,
ha accettato il compromesso di poter
vendere la pubblicit allinterno dei
suoi video che vanno su YoutTube).
Maruzzi per guarda altrove. Il tesoro,
come detto, sono le Pmi: Il settore
che contribuisce maggiormente alla
composizione del fatturato di Google
resta quello della search, attraverso i
link sponsorizzati sul motore di ricerca,
che si riconfermano uno strumento di
grande effcacia anche per le aziende
italiane. Il nostro un Paese nel quale
il tessuto economico composto in
larga parte da piccole e medie imprese
che hanno nei mercati internazionali
un naturale canale di espansione.
I link sponsorizzati sul motore di
ricerca sono uno strumento di grande
effcacia per far conoscere allestero
la propria attivit, in modo mirato
e con un ritorno sullinvestimento
misurabile. Laltro settore che sta
mostrando unimportante crescita e
che contribuisce in modo signifcativo
al fatturato dellazienda il display,
seguito dal mobile.
(F.C.)
Stefano Maruzzi
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on una questione di soldi,
ma di principio, non una
vile faccenda di raccolta
pubblicitaria, ma un grave
vulnus della propriet intellettuale.
Lo scippo delle notizie perpetrato
quotidianamente da Google News
ai danni degli editori, il grande
spauracchio della circolazione gratuita
e incontrollata di contenuti informativi
costosamente prodotti nelle redazioni
dei giornali e delle tv, per Fcp, la
Federazione delle concessionarie di
pubblicit, non cosa che la riguardi
direttamente. La pubblicit solo
un aspetto collaterale, il patrimonio
da salvare sono le notizie, il valore
per eccellenza di un editore. E
una battaglia culturale, afferma
Paola Venegoni, presidente di
AssoQuotidiani, la sezione di Fcp che
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GOOGLE ED EDITORI, SFIDA CULTURALE
PERCH TOCCA NON SOLO LE TASCHE
Per Fcp, la Federazione delle concessionarie di pubblicit, il contrasto allo strapotere di Google non cosa che riguardi
chi si occupa di raccogliere pubblicit per i giornali, ma una battaglia degli editori a difesa del loro patrimonio, le notizie.
Peccato che gli stessi da sempre sostengano che lautorevolezza delle loro testate a dare valore alle inserzioni. Preoccupa,
comunque, la reticenza del colosso internet sui risultati fnanziari a livello locale. Mentre gli editori cercano di organizzare
la raccolta di pubblicit sul web con sistemi di autogestione che taglino fuori il motore di ricerca, facendo al contempo
capire ai giornalisti che la difesa delle antiche prerogative candidata allestinzione.
associa le concessionarie di
pubblicit di realt come Rcs
Quotidiani, Gruppo Espresso-
Repubblica, Caltagirone
Editore, Sole 24 Ore, La
Stampa e vari quotidiani
locali. Venegoni avr
ragione, ma gli editori sono
i primi, quando decantano
agli investitori pubblicitari le
meraviglie dei loro giornali,
a non perdere occasione di
sottolineare il grande valore
che i contenuti pregiati,
ovvero notizie, commenti e
approfondimenti esclusivi,
possono riverberare sulle
inserzioni, soprattutto per il
fatto che un lettore di alto livello
socio-economico, quello pi
appetibile per gli spender,
cercher sempre uninformazione
di alto livello, ed essere l dove il
lettore alto spendente va a leggere
le news signifca avere la chiave per
raggiungerlo. Quindi autorevolezza
dei contenuti e potenza pubblicitaria
in un quotidiano o in un periodico
vanno di pari passo e se Google
rende disponibili a tutti gratuitamente
sul web contenuti di qualit presi dagli
editori, evidente che il potenziale
pubblicitario degli stessi quotidiani e
periodici si sgonfa inesorabilmente.
Soprattutto in un periodo come questo,
con la pubblicit su stampa che non
accenna a risollevarsi. Basta guardare
gli ultimi dati forniti dalla stessa Fcp,
con i primi otto mesi del 2010 a -2,2%
per la stampa in generale (quotidiani e
periodici, a pagamento e free press),
tra laltro rispetto a un analogo periodo
Paola Venegoni
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2009 catastrofco (-24%).
Il
nodo Google News
Daltra parte anche Google
sapientemente butta acqua sul
fuoco dichiarando che il proprio
core business, che pur sempre
pubblicitario, non la monetizzazione
di Google News, ma al contrario la
piccola e piccolissima pubblicit sul
proprio motore di ricerca delle Pmi e
persino di artigiani e negozi (leggi il
capitolo al tema dedicato). E l che si
genera il mostruoso fatturato mondiale
di Google (7,29 miliardi di dollari solo
nel terzo trimestre 2010, di cui 2,2
generati da AdSense, la piattaforma
pubblicitaria sul motore di ricerca).
Peccato per che questa grande
multinazionale non dichiari i propri
ricavi a livello locale", stigmatizza
Venegoni. "Quanto fattura Google
in Italia? E possibile saperlo? Sono
anni che chiediamo senza successo
questi dati, per valutare il vero impatto
del motore di ricerca sul mercato
pubblicitario, non quello della carta
stampata, ma quello di internet.
Anche qui, viene da chiedersi se
veramente lormai consolidata
presenza sul mercato della societ
di Mountain View vada considerata
solo nellambito delladvertising online
o sia da guardare come quella di un
ingombrante player che gioca a 360
gradi andando a erodere signifcative
quote di mercato anche in ambiti
consolidati come la carta stampata.
Non sono in grado di dirlo - taglia
corto Venegoni - non so se
Google abbia o no fra i suoi
clienti aziende che prima
sceglievano i quotidiani e i
periodici, non so che quote
abbia eroso al mercato della
carta stampata, vorrei solo
vedere quanto fattura in
Italia.
L
e strategie degli
editori
Certo che gli
editori tradizionali
stanno mettendo in atto ogni
strategia per combattere
lonnipervasiva presenza
del motore di ricerca sul
mercato: basti dire che il
20 ottobre campeggiava
addirittura nella homepage
di Repubblica.it, uno di
due big delle news online insieme a
Corriere.it, una stranissima notizia.
Strana ovviamente per il grande
pubblico, che si presume ne fosse
pochissimo interessato, a differenza
del vero destinatario del messaggio
in codice a mezzo stampa, Google
appunto: Il Premium Publisher
Network, il consorzio pubblicitario che
riunisce i principali editori italiani di
informazione online - recitava la news
in bella mostra con tanto di immagine-
collage dei loghi di tutti i canali Rai -,
si arricchisce di due nuovi importanti
partner: Rai e Class Editori hanno
infatti deciso di unirsi all'iniziativa,
partita nel 2009 con l'obiettivo di offrire
al mercato posizionamenti pubblicitari
a performance su siti di alto proflo
informativo. Con 12 milioni di utenti
unici mensili, il network si appresta ora
a raggiungere con la propria offerta
pubblicitaria oltre l85% dei fruitori
italiani di news online.
In sostanza, loperazione mira a
contrastare Google su terreno delle
inserzioni pubblicitarie online in
modalit blind, cieca, che possono
fnire sui siti web dei loro grandi
editori a loro stessa insaputa, con
guadagno esclusivo dellintermediario,
ovvero Google, che vende ai propri
inserzionisti pacchetti di pubblicit su
testate con cui non ha nemmeno un
contratto, garantendo la cosiddetta
contestualizzazione dellannuncio
pubblicitario (grazie a software, la
pubblicit di unauto esce per esempio
nella pagina in cui si parla delle
strategie della Fiat o della vittoria di
Alonso in Corea).
Annunciare una notizia del genere
su Repubblica.it, con la stessa enfasi
delle altre notizie che la precedevano
e la seguivano, la cronaca del match
dellInter in Champions League e
gli ultimi colpi di scena del delitto di
Avetrana, d lidea del clima che si
respira fra il top management dei gruppi
editoriali. Insomma, la sfda di Google
uninsidia che ancora non si riusciti
a schivare e si susseguono iniziative e
incontri febbrili, anche fra concorrenti,
per far fronte al comune nemico digitale.
Cercando per quanto possibile di
digitalizzare il digitalizzabile anche
nelle vecchie redazioni di carta, con
sforzi veramente immensi che spesso
per si scontrano con le resistenze
sindacali e corporative dei giornalisti.
C
dr sul piede di guerra
Basti pensare a che cosa
successo il mese scorso al
Corriere della Sera, dove
un direttore diplomatico e ricco di fair
play come Ferruccio de Bortoli non
ha potuto fare a meno di scrivere
una durissima lettera aperta ai suoi
giornalisti dicendo chiaro e tondo che
il loro rifuto a lavorare per lonline
nel 2010 signifca una condanna al
suicidio per manifesto anacronismo, e
che non c niente di disdicevole ad
adattare la propria professionalit a
nuovi media e nuovi linguaggi, pena
lestinzione. Per tutta risposta il cdr ha
approvato un bel pacchetto di giorni
di sciopero. Intanto Google, che non
applica ai suoi dipendenti il contratto
giornalistico, macina successi. La
guerra appena allinizio.
(F.C.)
Ferruccio de Bortoli
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sere effcaci nel raggiungere i pro-
pri utenti, .FOX Networks, (busi-
ness unit di Fox Channels Italy) ha
realizzato questanno numerose
iniziative di web advertising che con-
fermano il successo di questo approc-
cio integrato. Il Video Interstitial, ad
esempio, un servizio assolutamente
allavanguardia da poco introdotto
sui siti Fox, inserendosi tra una pagi-
L
esplosione del web, la sua
sempre maggiore centralit
presso gli utenti e la cresci-
ta esponenziale dei dispo-
sitivi mobili sta cambiando profonda-
mente il mondo della comunicazione e
il modo in cui le aziende promuovono
i propri brand. In questo processo di
rapida trasformazione i contenuti rap-
presentano il vero elemento trainante:
lutente infatti pu accedere a conte-
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Anche nelladvertising, che sempre pi mira a generare alti livelli di interattivit e coinvolgimento, permettendo di accor-
ciare le distanze tra brand e utente. Lo sa bene .FOX Networks, (business unit di Fox Channels Italy), che questanno ha
realizzato non poche iniziative di web advertising, in ottica integrata, facendo leva sullecosistema Fox. Video Interstitial,
MySpot e il Secret Show con Nina Zilli, per citarne alcune. Ce ne parla Francesco Barbarani, head of .FOX Networks Italia.
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.FOX NETWORKS: IL TRIONFO DEI
CONTENUTI. PRIMI VIDEO E SOCIAL
nuti di proprio interesse attraverso
una molteplicit di piattaforme in qual-
siasi momento della sua vita quotidi-
ana professionale e privata, facendosi
coinvolgere in modo spontaneo ed
emozionale. Questo cambiamento ha
portato le aziende a ripensare com-
pletamente le proprie strategie di co-
municazione. Negli ultimi anni hanno
preso infatti forma nuovi modelli di
business e io per primo ho visto evol-
vere la nostra struttura e le esigenze
dei clienti, ormai sempre pi propensi
a utilizzare modalit innovative per
raggiungere i consumatori e promuo-
vere brand e prodotti sul mercato. In
questo contesto, il formato video e la
dimensione social dei contenuti avran-
no un ruolo determinante poich,
generando alti livelli di interattivit e
coinvolgimento, permettono di accor-
ciare le distanze tra brand e utente.
Per supportare le aziende ad es-
Francesco Barbarani
Via Archimede 10 - 20129 Milano - Italy
Tel. +39 02.91618716
http://www.foxnetworks.it/
na e laltra durante la navigazione, si
avvicina sempre pi a un vero break
pubblicitario. MySpot, il primo web se-
rial a episodi e il Secret Show con Nina
Zilli. Facendo leva sullecosistema Fox,
che unisce la dimensione social e la
creativit di Myspace allentertainment
dei canali Fox su Sky e dei loro siti in-
ternet e il web advertising di .FOX Net-
works, vogliamo proseguire in questa
direzione mettendo al centro lutente e
i contenuti di qualit.
e video saranno i must del prossimo
futuro. Ma attenzione, si tratta di
strumenti, non di fni. Rilevanti non
tanto per le technicality che esprimono,
I
nsomma, il dito va direttamente
sulla piaga del salto generazionale,
che tradotto in comunicazione
ben spiegato dalla presenza di
manager che ancora mal sopportano
addirittura la mail. Intanto internet
galoppa. Contro chi lo dichiara morto,
contro chi lo vede luogo adatto a
pochi, o schiacciato dalla morsa del
monopolio Google.
Anche il colosso Usa (in 12 soli anni
ha saputo divenire uno dei brand pi
potenti al mondo), infatti, potrebbe
essere scalfto dalla democraticit della
rete. Basterebbe solo che i social media
affondassero maggiormente le grinfe
sul mercato del traffco, dirottando in
modo cospicuo le ricerche degli utenti.
Senza parlare dellatteso sopravvento
dei video, pi diffcili da rilevare al fne
della contestualizzazione. Perch in
un mercato come questo sbagliare
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Lanciando Marco Massarotto al microfono di youmark una sfda al prossimo Iab Forum 2011, perch il tema dellassenza
di dialogo tra mondo dellanalogico e del digitale rappresenti il focus della discussione. Da cui partire per il futuro. Che in
Italia ancora soffre della dicotomia tra i 25 milioni quotidianamente in rete e i totalmente estranei. Convinti che nemmeno i
14 milioni di smartphone nei prossimi anni in circolazione sapranno risolvere il device, ipotizzando i possessori tra quelli
gi avvezzi alla rete.
HAGAKURE: INTERNET UN POSTO,
NON UN SEMPLICISSIMO MEDIA
una curva pu signifcare fnire al palo.
Facebook ha soli 4 anni. Intanto cresce
Twitter.
Vero, comunque, che applications
quanto per il senso. Ed su quello che
le aziende dovrebbero concentrare la
loro svolta culturale. Interpretando la
rete non tanto come media, ma come
luogo. Dove le persone si esprimono
e conversano. Dunque irrinunciabile,
per sempre, visto che la gente non
smetter mai di parlare. Non solo social
network (in Facebook ben 17 milioni di
italiani), ma anche 1 milione di blog, i
forum. Poco importa come i pensieri
scorrono, che siano tradotti in video
o parole, limportante lopinione, il
suggerimento, il punto di vista, parere,
critica, consiglio. Il dialogo a due, mille
vie.
Avendo gi visione di un mondo always
on, ovunque. Nuove organizzazioni
del lavoro, team operativi 24 ore su 24,
poliglotti. Uno scenario che per taluni
gi realt. Per Hagakure, ad esempio.
Con taluni clienti a richiederlo. Cos
come la gente si esprime sempre, i
brand non possono rischiare buchi. Si
potrebbero perdere occasioni o lasciar
nascere problemi senza prontezza di
risposta.
Non parliamo solo dei brand pionieri,
clienti qui storici, come Fiat (Hagakure
pensa al dialogo della marca nei social
media del mondo), Telecom (oggi fa i
customer care in Twitter) o Barilla. Ma
anche delle new entry, con moda e
beauty (Bulgari, Este Lauder, LOral)
a spingere lacceleratore. Ovviamente
volendo parlare rigorosamente inglese.
E cos Microsoft o Media World.
Infne, a chi dubita delloggettivit della
rete basti un dato. Ogni misurazione,
dallAuditel in gi, proiezione. Il web,
insomma, garantisce pi precisione di
tutte. Nessuna paura, poi, per blogger
o opinionisti tangentati. Nessuno
di loro sarebbe disposto a perdere
credibilit promuovendo un prodotto
che non vale. Anche perch, non c
dubbio, tutta la rete lo verrebbe presto
a sapere.
46
digital relations - comunicazione,
marketing, eventi
Viale Bligny 27, 20136 Milano
Tel: 02.76015852
Marco Massarotto - Founder & Ceo
info@hagakure.it
www.hagakure.it
- Marco Massarotto
- Chiara Bassani
- Matteo Adreani
HAGAKURE
vai alla videopagina
Hagakure online su youmark
Marco Massarotto
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Poi ce internet
Se nascessi oggi, avrei il timore di
non essere allaltezza, di trovarmi
nelloutlet della comunicazione, bom-
S
e fossi un brand, vorrei pro-
prio nascere oggi. In un de-
cennio di cambiamenti, di in-
novazione, di caos creativo,
di nuovi e vecchi media, di segni che
diventano linguaggio e comunicazione
di massa.
Nascerei nel decennio delle console,
dei social media, del cinema in 3D,
delle automobili parlanti, dei quotidiani
che sono pubblicati pi volte al giorno,
delle tv on demand, del wi-f e della
geo-localizzazione
Se nascessi oggi, avrei certo il timore
e limbarazzo dellultimo arrivato: ter-
rifcato dai volumi di grps scaricati dai
competitor, confuso dalla frammen-
tazione (o frantumazione) dei media
che oggi sono uno e centomila. Se
nascessi oggi, avrei limbarazzo di
scelta: partire dal messaggio? Meglio
forse chiedere al consumatoreQuale
media mix? Ma esiste ancora? Meglio
Tanti i consigli e i suggerimenti di cui far buon uso, cos come gli spunti, anche sullevoluzione futura, emersi dalla
chiacchierata video che invitiamo tutti ad ascoltare. Dovendo per sintetizzare il senso potremmo dire: benvenuta tecnologia
e bravo a chi la sa trasformare in valore, investendo sul know how, sperimentando e facendo della misurazione la bussola
cui fare riferimento per dosare linnovazione.
MEC ITALY: NASCE UN BRAND, DOVE
DEVE INVESTIRE IN COMUNICAZIONE?
forse pensare ad un channel mixe
l iPad? E davvero unopportunit?
Forse prima dovrei pensare al mobile
(oggi ci sono pi telefonini che italiani)
bardato da opportunit al grido di liberi
tutti!
Gli altri brand in fondo ci sono arrivati
passo dopo passo, hanno visto
nascere internet, la tv diventare a colori
e la radio entrare nellautomobile e
nei telefonini. Sono anche pi abituati
a difendersi dal vero protagonista
della rivoluzione digitale, colui che
ha laccesso a tutto il sistema di
comunicazione e che da del tu alle
marche, il Signor Consumatore. Ieri
era un target da colpire, poi lo siamo
andati a cercare con il lanternino. Oggi
lui che ci cerca, osserva, commenta,
critica, ci ama o ci odia.
Se nascessi oggi, per avrei
lopportunit di festeggiare il mio
compleanno, usando la radio e la
stampa per dare appuntamento sulla
mia fun page e chiedere agli utenti
di votare il luogo della festa a colpi
di mi piace, scatenando un member
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get member per accaparrarsi un free
drink.
Che magnifca opportunit! Mi sen-
tirei pi libero di scegliere, avrei
unottima conoscenza di ci che ha
fatto ladvertising nellultimo secolo e
in pi la possibilit di sperimentare, di
fare esperienze nuove, di accorciare
le distanze.
La tecnologia in fondo un accelera-
tore di potenzialit. Consente di fare
ci che facevamo prima. Pi veloce-
mente, pi facilmente.
Se nascessi oggi, vorrei consulenti di
comunicazione bravi a fare bene ci
che ha sempre funzionato e pronti a
sperimentare insieme strade alterna-
tive. Vorrei business partner con cui
disegnare il mio modello di comuni-
cazione. Vorrei essere consigliato e
stimolato.
Vorrei capire come la tecnologia pu
potenziare il mio business, come uti-
lizzarla per veicolare i miei messaggi
sui diversi device, come diventare un
valore per chi mi vorr scegliere.
S, se fossi un brand, vorrei proprio
nascere oggi.
Le implicazioni
Un alto effetto dellera del digitale
senza dubbio la globalizzazione so-
prattutto in ambito media. In pas-
sato la vera differenza era tra mezzi
nazionali e mezzi locali (es. stampa,
tv, radio) e la lingua non mai stata
una grossa barriera. Il consumatore di
oggi ha imparato a dialogare con piat-
taforme di lingua inglese, a consultare
siti esteri e molti dei nostri love book-
marks appartengono a nazionalit ol-
tre oceano. Gli editori nostrani hanno
oggi molti pi competitor che combat-
tono per accaparrarsi lattenzione del
consumatore.
I non media diventano media. Un es-
empio arriva dal mondo del Gaming,
dove per penetrazione e tempo speso
(e non sono solo i ragazzini) le con-
sole stanno diventando un potenziale
catalizzatore di attenzione. Le attuali
soluzioni di in game advertising sono
ancora agli albori, ma molto presto
ci troveremo ad interagire con nuove
modalit di advertising sempre pi
contestuali, targettizzate e sociali.
Per meglio monitorare il fenomeno, in
Mec abbiamo costruito uninteractive
room dove sperimentiamo forme di
adv sui diversi device (tra cui game
console e dispositivi mobile) per
meglio valutare le potenzialit di
comunicazione.
Il rapporto di convenienza tra speri-
mentazione e misurazione da ricer-
carsi nella priorit che si pongono le
aziende. I modelli media tradizionali
continuano a funzionare, pur evolven-
dosi. Certo una strategia troppo con-
agenzia media a servizio completo
Sede: Via Carducci 14, 20123 Milano
Tel: 02.467671 - Fax: 02.46767344
Altre sedi:
Roma - Via Cristoforo Colombo 163
Tel: 06.3229661 - Fax: 06.3201693
Verona - Via Leoncino 16
Tel: 045.8053911
Torino - Via Nizza 262 - Tel. 011.0062631
Firenze - Via Cavour 80
Laura Ruggeri, Communication Director
laura.ruggeri@mecglobal.com
www.mecglobal.com
- Alessandro Villoresi, Chairman
- Matteo Cardani, Joint Ceo
- Luca Vergani, Joint Ceo
- Alessandro Bartolini, Cfo
- Giorgio Iegiani, Board Member
MEC ITALY
servativa rischia di avere le gambe
corte.
Alla base dello sviluppo ce sempre un
investimento: in tempo, in formazione,
in risorse nuove, in hardware e
software per sintetizzare.
Per poter ben consigliare, si deve prima
conoscere. Questo il motivo per cui
linnovazione ha un valore differente
rispetto a temi pi tradizionali; un
concetto lineare che funziona bene se
applicato allelettronica di consumo,
ma ancora ineffcace se applicato ai
servizi.
Il lavoro delle agenzie media si arric-
chisce di fgure di project management
in grado di coordinare il delivery di tutti
i componenti del progetto.
In un sistema di mezzi e canali cos ar-
ticolato, la misurazione diventa la bus-
sola per dosare linnovazione.
Metriche pi classiche per la misura-
zione dei media mix tradizionali si
devono integrare con nuovi kpis in
grado di valorizzare lintero sistema e
non solo il media mix.
Soprattutto nel caso in cui, lattenzione
si sposta da contatto a relazione,
necessario iniziare ad attribuire un va-
lore anche all I like di FB come indice
di gradimento e ad un costo per en-
gagement come misuratore della par-
tecipazione.
La misurazione non pi soltanto di
media mix, ma di sistema.


Zeno Mottura, managing partner chief
interaction offcer Mec Italy
Zeno Mottura
vai alla videopagina Mec
Italy online su youmark
E
stato un anno davvero
straordinario per Media-
mond.
A dirlo la.d. Davide Mon-
do, indicando una crescita tre volte
superiore al mercato per lazienda
nata lo scorso anno per gestire le web
properties di Mediaset e Mondadori.
Valori che si traducono nella scelta
strategica di concentrarsi su quelli che
sono i propri asset fondamentali.
Il valore nel portfolio
Primo tra tutti il valore dei brand in
portfolio. Le testate gestite sono
molte, diversifcate e verticali: a
partire da TgCom, la testata di news
diretta da Paolo Liguori che ha fatto
il percorso inverso a tutte le altre,
nata cio dal web per arrivare solo
successivamente alla televisione, con
risultati di traffco notevoli. La lista
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Questo si traduce in una multicanalit a tutto tondo, perch la distinzione tra mezzi ormai superata dalle nuove tecnolo-
gie che permettono alla comunicazione di essere veramente una, pur nella specifcit dei singoli mezzi. Cos come, sin
dalla sua nascita lo scorso anno, ha inteso fare Mediamond, gestendo le web properties di Mediaset e Mondadori. Una
scelta assolutamente condivisa dal mercato, visti i numeri dell fatturato, che cresce tre volte la media. E Mediamond si
prepara allimmediato futuro con il rafforzamento dei brand in portfolio e della parte mobile.
MEDIAMOND: IL TREND E' IN CRESCITA
GRAZIE AL VALORE PROPRIO DEI BRAND
dei 30 siti in portfolio continua poi
con SportMediaset, GrandeFratello e
Amici (lato televisivi), con Panorama
e i siti dei principali femminili in
edicola, cio DonnaModerna, Grazia,
Cosmopolitan e Starbene, lato
periodica. Tutti love brands, ovvero
testate che hanno la loro riconoscibilit
consolidata presso lutente, con
contenuti che costituiscono il contesto
ideale, segmentato e di valore, per la
comunicazione.
Il secondo asset su cui Mediamond
punta con decisione il mobile.
Le versioni mobile di TgCom e
Sportmediaset sono oggi ai primi
posti delle graduatorie per iPhone e
le applicazioni per iPad registrano
dati incrementali di download molto
signifcativi, anche perch gratuite,
quindi di fatto senza competitor nel
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panorama editoriale sul mezzo.
E' stata inoltre lanciata da
poco l'applicazione iPhone per
DonnaModerna e altre sono in
arrivo nel segmento femminili,
che garantiscono una copertura
dell'audience anche sui device pi
avanzati. E le versioni mobile saranno
disponibili presto anche su piattaforme
Android e Windows Mobile.
La crossmedialit il terzo pilastro
su cui Mediamond poggia tutta la
strategia operativa.
La possibilit di far parlare due
aziende come Mediaset e Mondadori
esaltante, spiega
Mondo al proposito.
E in effetti sta
facendo emergere
opportunit fnora
inesplorate, di
valore, originali e
di grande impatto,
con decine di
case histories gi
allattivo nel 2010.
Lapproccio inte-
grato, o multicanale,
sta giustamente
diventando quello
privilegiato per la
comunicazione.
Almeno cos per
i brand illuminati.
E solo nelle nostre
teste, o nei nostri
o r g a n i g r a mmi ,
infatti, che esiste
una suddivisione
di mezzi. Ma la
c o mu n i c a z i o n e
evidentemente
una. Siamo quindi in una posizione
privilegiata, potendo lavorare in
strettissima sinergia con i mezzi di
casa, cio stampa, tv, radio. E i
risultati ci danno ragione.
Su tutti vale lesempio di TgCom,
testata che ha acquisito crescente
popolarit e che presente ormai su
5 diversi canali: il web, la televisione,
la radio, il mobile e, da agosto, liPad.
I dati dellindagine, condotta lo
scorso settembre da AstraRicerche,
dimostrano come sia proprio questa la
strada vincente, con punte di notoriet
che arrivano all84.7%.
Davide Mondo
giuntiva rispetto a quelli tradizionali. In
relazione allobiettivo dellinserzionista
si possono quindi identifcare formati
che permettono di raggiungere alte in-
terazioni, ad esempio lhalf Banner Su-
per Espandibile in Windows Live Mes-
senger che ottiene anche 9 secondi di
interazione, o agire sulla brand aware-
ness, opportunit offerta ad esempio
dalla personalizzazione della Home
Page di MSN.it che ottiene il 35% me-
dio di interaction rate.
Oltre a MSN, lofferta Microsoft
Advertising comprende alcune novit
tecnologiche che offrono agli advertiser
grandi potenzialit. Windows Phone 7
e, un nuovo tipo di telefono, sviluppato
per integrare in modo dinamico tutte le
funzionalit pi utilizzate e per offrire al
O
ggi i consumatori trascor-
rono sempre pi tempo on-
line, non solo davanti allo
schermo di un pc ma utiliz-
zando diversi dispositivi digitali come
telefoni cellulari e videogiochi.
Per fare fronte a questa crescita dei
punti di interazione digitali con i con-
sumatori, oggi gli inserzionisti possono
raggiungere lintero target di riferimen-
to rivolgendosi ad un unico mezzo.
Microsoft, in questo scenario, ricopre
una posizione esclusiva e - grazie ad
una audience globale, ad un elevato
livello di coinvolgimento dei consuma-
tori e alle innovative opportunit di ad-
vertising della piattaforma - offre agli
inserzionisti la possibilit di raggiun-
gere milioni di utenti differenti attraver-
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Microsoft Advertising, la concessionaria lanciata nel maggio 2008, raggruppa sotto di s tutti gli strumenti e le soluzioni
che Microsoft propone ad agenzie, inserzionisti e editori per sviluppare campagne di comunicazione online sempre pi
ricche e innovative. Nata per essere il punto di contatto unico tra gli inserzionisti pubblicitari, le media agency e i prodotti e
servizi offerti da Microsoft, si propone sul mercato con unofferta unica per lampia gamma di soluzioni di digital marketing
e comunicazione online e per laudience messe a disposizione dei clienti. Le case histories Kellogg'S Special K e Big
Babol 'Skull' rappresentano una testimonianza concreta dell'effcacia di progetti pensati e sviluppati su pi livelli capaci
di parlare a target mirati.
MICROSOFT ADVERTISING: PER TUTTI
UN'OFFERTA UNICA E SOLUZIONI MIRATE
so molteplici touch points digitali.
Un portale strategico
Tassello chiave della strategia e
dellofferta Microsoft per advertiser
e agenzie MSN, il portale con oltre
15 milioni di utenti. MSN.it e i servizi
Windows Live offrono numerose
opportunit di visibilit, grazie alla
possibilit di realizzare iniziative di
comunicazione integrate, interattive e
di grande impatto.
Da una recente ricerca realizzata da
AdMotion che ha esaminato l'effetto
dellInteraction sul comportamento
dell'utente in seguito allesposizione a
un annuncio pubblicitario sulle proper-
ties Microsoft, i formati rich media sti-
molano sino al 30% di interazione ag-
consumatore un accesso ad esse pi
rapido, semplice ed immediato al loro
mondo digitale dovunque si trovino.
Lentertainment diventa media
strategico
Sul fronte dellintrattenimento, il lancio
di Kinect per Xbox 360 rappresenta
un momento chiave della strategia
consumer Microsoft. Kinect per Xbox
30 permette di controllare lesperienza
di gioco soltanto utilizzando il corpo
e la voce, di interagire con gli amici
e di guardare flm o programmi
televisivi con un semplice gesto della
mano. Per gli advertiser rappresenta
lopportunit di realizzare campagne
di comunicazione rivoluzionarie,
sfruttando le innovazioni tecnologiche
della nuova console.
Tra i punti di forza di Microsoft
Advertising, le soluzioni di audience
targeted ads, per far arrivare al target
audience delle aziende il messaggio
giusto al momento giusto, offrendo
funzionalit in quattro aree chiave,
necessarie per condurre campagne
effcaci.
Reac, tramite linserimento di audience
targeted ads in una campagna di
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display advertising che ampli
enormemente il grado di
reach all'interno della target
audience. Tutte le campagne
si basano sul Microsoft Media
Network, che raggiunge 139
milioni di utenti al mese in tutta
Europa, attraverso i brand
digitali e i siti partner premium
di Microsoft.
Insight, con i dati provenienti
da milioni di ID Windows
Live, dalle ricerche Bing e
dalle molteplici ricerche di
advertising personalizzate su
audience, quali consumatori
giovani e premium, che
costituiscono ricche risorse
di insight esclusivi, messe
a disposizione per la
pianifcazione di campagne
mirate al raggiungimento della
target audience nel modo pi
effciente.
Targeting effcace, attraverso
una vasta gamma di opzioni
per scegliere laudence della
campagna, tra cui profle
targeting, behavioural targeting, re-
messaging e targeting per categoria.
L'utilizzo combinato di queste diverse
tecnologie di targeting pu produrre
risultati ancora pi rilevanti.
Microsoft Advertising in grado di
elaborare una soluzione completa
e personalizzata a partire dal brief
della campagna, sfruttando gli insight
sull'audience, i formati creativi, le
tecnologie di targeting e i brand media.
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Case History 1: Kelloggs Special K
Microsoft Advertising ha realizzato un progetto di comunicazione con Kelloggs Special K per esprimere i valori del brand e raggiungere il core target di prodotto.
La campagna stata pensata e sviluppata su pi livelli differenti: oltre ai consueti spazi advertising sulla home page di MSN.it, sulla Today Page di Messenger, su
Windows Live e sul Microsoft Media Network, si aggiunta la novit di uno speciale editoriale allinterno della sezione Msn Donne. Tutte le pagine dello speciale,
continuamente aggiornate nei contenuti, sono state sponsorizzate in esclusiva da Kelloggs Special K e prevedevano un link, sempre presente, che rimandava
alladvertorial, una pagina cobrand completamente dedicata ai contenuti Kelloggs pensata per sviluppare traffco verso il sito www.specialk.it. Su questo sito gli
utenti, tra le altre cose, hanno potuto trovare maggiori informazioni sul Programma Special K: una guida personalizzata pensata per aiutare chi ha problemi di
sovrappeso a rimettersi in forma in 2 settimane attraverso una corretta alimentazione e ladozione di uno stile di vita pi sano. Mediante queste strategie, Kelloggs
Special K ha potuto raggiungere con pi precisione il target di riferimento del prodotto pianifcando la frequenza e i tempi di esposizione ai messaggi, nonch,
attraverso le attivit di remessaging mirate, ricontattare gli utenti che avevano visitato lo speciale e spingerli ad iscriversi al programma personalizzato sul sito.
In questo modo la campagna ha guadagnato anche valore aggiunto, ovvero la possibilit di legare i valori del brand Kelloggs Special K a contenuti dedicati e
selezionati offerti agli utenti in uno spazio esclusivo e realizzato ad hoc per permettere loro di raccontarsi e interagire. Il tutto generando un importante traffco
qualitativo animato da persone che condividono i valori dellazienda e che sono interessate ai suoi messaggi e prodotti. I risultati confermano il successo del
progetto: la campagna display con formati rich media ha generato 224 GRP raggiungendo oltre 2,4 milioni di consumatrici uniche nel target prefssato (donne
25-34 anni), con una copertura pari al 56% rispetto ai dati Istat e vicina al 100% rispetto alle presenze online. Il tempo medio di esposizione al brand Special K
risultato essere superiore ai 2 minuti. Per lo speciale editoriale si contano invece oltre 2 milioni di PVs generate, con una media di 13 PVs visitate per ogni singolo
consumatore.
Case History 2: Big Babol Skull
Microsoft Advertising ha realizzato la campagna di comunicazione online Big Babol Skull sui Media Network di Microsoft per coinvolgere i teenager in rete ed
entrare nella loro vita digitale. Immagini, colori e suoni del mondo Big Babol hanno contribuito a creare un forte passa-parola, lasciando ai giovani la possibilit di
esprimere la propria personalit.
La campagna ha raggiunto 2,3 milioni di utenti unici nel target di riferimento (ragazzi tra i 13 e i 17 anni) con un livello del 79% riferito agli utenti Istat e del 100%
sugli utenti online. Sono stati oltre 61mila i click totali sugli advisor (e circa 222 i secondi di esposizione media) provenienti da ragazzi interessati a saperne di pi
riguardo al colorato mondo Big Babol e potenzialmente pronti ad interagire tra loro e generare un grande passa-parola relativo al mondo dei famosi bubblegum. La
frequenza media stata del 5,2 mentre sono stati sviluppati 409 Grp e il Dwell Rate stato pari al 5,9 (60% pi alto rispetto alla media). Ben 1.426 utenti hanno poi
visitato la pagina web www.pimpit.it/bigbabol scaricando un totale di quasi 2.000 applicazioni per personalizzare il proprio Pc, Messenger o telefonino con il teschio
della Big Babol. Sul portale erano disponibili diversi contenuti esclusivi e adattati in base al media digitale di riferimento. Tra questi: temi del desktop, screen saver e
sfondi per il computer, emoticon e animoticon con faccine a forma di teschio di diverse espressioni per rendere pi colorate e divertenti le conversazioni su Windows
Live Messenger (oltre a sfondi e immagini personali sempre per il Messenger), suonerie e sfondi per i cellulari e moltissimi altri prodotti unici e coinvolgenti.
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cambiamento nel progetto.
Sebbene questo approccio possa
essere valido per grossi progetti di
software a livello di multinazionale,
non consente quella fessibilit che un
sito web o un progetto grafco richiede.
E noto da tempo che i migliori risultati
provengono da team piccoli e cross-
C
ome funziona
Noi di Wandore - web
and more! crediamo
che ladattabilit ed i
cambiamenti nei progetti non solo
fanno parte di qualsiasi prodotto, ma
sono anche benefci. Per affrontarli,
sviluppiamo siti e progetti grafci
con quella che chiamiamo Scrum
methodology.
No, non siamo giocatori di rugby, ma
abbiamo verifcato che utilizzando le
tecniche della mischia con i progetti
dei nostri clienti questo ci ha aiutati a
raggiungere risultati in minor tempo e
con maggiore effcienza.
Come funziona l'approccio al problema
con il metodo della mischia? Prima
di poter rispondere, dobbiamo
soffermarci a discutere sulla vecchia
maniera di fare le cose. Tornando
indietro nel tempo, quando i dinosauri
imperversavano sulla terra e gli
Scrum non un acronimo - in realt la parola viene dal Rugby. Una scrum o scrummage (mischia) un modo di far ri-
partire il gioco dopo che la palla fnita fuori dal campo. Oggi alcune delle maggiori societ mondiali utilizzano lo Scrum
development process, incluse Yahoo, Google e Microsoft. Perch i risultati si possono ottenere in minor tempo e guadag-
nando in effcienza
iPhones erano soltanto delle chimere,
i computer erano progettati utilizzando
il metodo a cascata.
Nellapproccio a cascata, tutti gli
obiettivi e le funzioni sono decisi
unicamente allinizio. Viene poi seguita
una procedura molto rigida e, in corso
d'opera, c davvero poco margine di
WANDORE: 'SCRUM METHODOLOGY &
PROCESS PERFECT' IL NOSTRO CREDO
funzionali.
E anche noto che i clienti non sanno
mai quello che vogliono veramente
fnch non vedono il progetto in azione.
Non importa quante volte vengono
descritte e spiegate, non riusciamo a
capire le cose sino a quando non le
utilizziamo.
La mischia ci consente di portare la
funzionalit agli utilizzatori per arrivare
velocemente alla soluzione.
Abbatte notevolmente i costi ed il
tempo speso per documentare e
perfezionare i requisiti, costruire
modelli e prototipi
Il
processo
Entrate nella mischia. Se
immaginate il ritmo veloce ed
in continuo movimento del
rugby, allora state immaginando la
Scrum development methodology.
La differenza sta nel fatto che noi
passiamo in giro tastiere, codice,
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progettazione siti web, graphic design, video editing, progettazione grafca brochure,
cataloghi e pubblicit, loghi, immagine aziendale, desktop publishing, assistenza
software
Tel: +39.327.1621717
(Italy)
Fabio M. Ungania
fabio.ungania@wandore.com
www.wandore.com
Fabio M. Ungania, Amministratore Unico, Visual Designer
molto pi semplice eseguirlo e con
costi inferiori.
Sia gli sviluppatori sia il cliente sono
pi felici, i progetti vengono consegnati
nei tempi utili senza sforare dal
budget pi spesso che con il metodo
a cascata.
La mischia fantastica per il web e
design development perch i siti web
ed i progetti grafci sono dinamici e
possono essere modifcati facilmente.
Dopo molte sperimentazioni, qui alla
Wandore - web and more! utilizziamo
la Scrum methodology per assicurarci
che il vostro progetto sia un successo.
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layouts e bozze anzich la palla.
Lo scrum basato sulla nozione
di scadenze molto brevi (chiamate
sprints) con specifche fessibili che
consentono ad un team di consegnare
un prodotto funzionante (se non lintero
progetto) al termine di ogni sprint.
Seguendo la Scrum development
methodology, alla fne di ogni sprint
possiamo dire: Guarda, qui c il tuo
progetto, sta andando bene!.
Se il cliente viene e dice: S, vero, ma
abbiamo deciso che abbiamo davvero
la necessit di fare X anzich Y, allora
il cambiamento si pu fare in anticipo,
vai alla pagina Wandore web and more! nelle-book del
business e della comunicazione di youmark
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