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Julin Carrn - Presidente della Fraternit di Comunione e liberazione

L'unica ricchezza della Chiesa Cristo

Francesco ci indica dove occorre fissare lo sguardo


Nel mondo dell informazione un luogo comune che una notizia si consumi, che non possa tener desta lattenzione oltre un certo limite. E gi il gesto imponente della rinuncia di Benedetto XVI sembrava aver 'consumato' buona parte di quella attenzione, centrata sul cuore del mistero di Cristo e della sua Chiesa. Malgrado ci, subito dopo aver visto Ratzinger scomparire con un sorriso, lattenzione dei media si concentrata su Roma, intorno ai cardinali elettori. difficile sottrarsi alla domanda di che cosa nasconda la figura del successore di Pietro, tale da generare unattenzione e unattrattiva che vanno molto al di l delle 'misure' normali degli eventi mediatici. Durante le quasi due settimane di durata della sede vacante, si sono fatte, esplicitamente o implicitamente, molte ipotesi sulla natura del fenomeno chiamato Chiesa cattolica. Sono stati giorni in cui abbiamo rivissuto la domanda che lo stesso Ges indirizz ai suoi discepoli: Chi dice la gente che io sia? (Mc 8,27). E gli uomini hanno cercato di rispondere anche oggi, quasi con fretta, come di fronte a un fatto che esigeva una spiegazione. E hanno risposto applicando le categorie consuete delle quali ognuno dispone. Le categorie 'politiche' che si sono applicate al Conclave nascondevano unultima incapacit di stare davanti a un fenomeno che, ieri come oggi, sorprende. Non basta che queste categorie siano state smentite diverse volte (con Giovanni Paolo II, con Benedetto XVI...) perch si cessi di applicarle: necessaria una spiegazione esauriente del fenomeno che i nostri occhi vedono. Pi propriamente, bisogna che questa spiegazione accada. Ebbene, la Chiesa cattolica accaduta davanti ai nostri occhi, nellintenso dialogo fra papa Francesco e la folla in piazza San Pietro. Lattesa della gente, mentre i cardinali votavano in Conclave, rivelava un popolo fiducioso e nello stesso tempo bisognoso di un pastore, intorno al quale si produce una unit sempre sorprendente in un mondo come il nostro, abituato alla divisione. La fumata bianca ha ceduto il posto a una gioia debordante, che in pi duno deve aver suscitato la domanda: 'Come possibile che si rallegrino, se non sanno ancora chi stato eletto?'. Con londeggiare delle tende lattesa cresceva, rivelando il desiderio di conoscere, vedere e ascoltare il pastore, come quasi duemila anni fa Aquila e Priscilla, oriundi di Roma, convertiti da san Paolo a Corinto, volevano conoscere Pietro, lamico di Ges, il primo Vescovo di Roma. Il primo gesto del Papa ha preceduto il suo volto: ha deciso di chiamarsi Francesco, indicando sin dallinizio dove occorre fissare lo sguardo. Come il poverello di Assisi, il Pontefice dichiara di non avere altra ricchezza che Cristo, e non conosce altro modo di comunicarla che la semplice testimonianza della propria vita. E subito, davanti ai fedeli, con le telecamere di tutto il mondo puntate su di s, il Papa ha mostrato, in atto, qual il fattore che sta allorigine della Chiesa: ha invitato la folla a raccogliersi in preghiera davanti a Dio Padre attraverso Ges Cristo. In quel momento la Chiesa accaduta davanti a tutti noi. Come il suo predecessore, limpetuoso Pietro, Francesco ha confessato: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt, 16,16). Come al primo Vescovo di Roma, anche a lui Cristo consegna, davanti al suo gregge, le chiavi della Chiesa. La fede che si manifesta nel gesto di Francesco, nella richiesta al suo popolo che chieda mendicando per lui la benedizione di Dio, in modo commovente la stessa che abbiamo colto in Benedetto XVI allorch ricordava al mondo intero che la Chiesa di Cristo. Lasciando i cardinali, Ratzinger ricordava, citando Guardini, che la Chiesa non unistituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realt vivente Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore Cristo. Ricordando lUdienza del giorno precedente in piazza San Pietro,

concludeva: questa stata la nostra esperienza, ieri, in Piazza: vedere che la Chiesa un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo e vive realmente dalla forza di Dio (28 febbraio 2013). Anche noi possiamo dire: Lo abbiamo visto ieri. E adesso lo diciamo con Pietro, di cui conosciamo il volto, che ci invita, come ognuno dei Papi ha fatto con il suo popolo dellUrbe e dell Orbe, a incominciare un cammino insieme.

L'INCONTRO CON I MASS MEDIA

Voglio una Chiesa povera per i poveri, ecco perch ho scelto di chiamarmi Francesco
Il Papa: L'idea mi venuta per le parole del mio vicino di banco in Conclave, l'arcivescovo emerito di San Paolo
Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!. Mai, a memoria dei 5 mila giornalisti presenti, un Papa ha dato cos tante notizie in cos pochi minuti. Per questo mi chiamo Francesco": come Francesco da Assisi, racconta Jorge Mario Bergoglio. Francesco uomo di povert, uomo di pace. L'uomo che ama e custodisce il Creato; e noi oggi abbiamo una relazione non tanto buona col Creato.... L'IDEA - L'idea gli venuta dalla reazione del suo vicino di banco in Conclave, l'arcivescovo emerito di San Paolo, il brasiliano Claudio Hummes, mio grande amico. Quando stato raggiunto il quorum dei due terzi, scattato l'applauso. Claudio mi ha abbracciato e mi ha detto: "Non dimenticarti dei poveri". Allora ho pensato alla povert. Alle guerre. A San Francesco di Assisi. E ho deciso di chiamarmi come lui. Intanto lo spoglio continuava.... Cos il Papa ha dato un'altra notizia: ha preso molti pi voti dei 77 necessari. Poi ha raccontato i suggerimenti degli altri cardinali: Chi mi diceva: "Dovresti chiamarti Adriano, come il grande riformatore". E in effetti la Chiesa deve essere riformata...Qualcun altro diceva: "Dovresti chiamarti Clemente. Clemente XV". E perch mai? "Per rivincita su Clemente XIV che abol la Compagnia di Ges!". Risate, applausi. CONCLAVE - Ma Papa Francesco non poteva chiamarsi altrimenti. Al fianco aveva padre Georg, simbolo di continuit. Infatti ha ricordato il mio venerato predecessore Benedetto XVI. Ai giornalisti si rivolto con voce dolce, chiamandoci cari amici, dicendo vi voglio tanto bene e sorridendo spesso: In questi giorni avete lavorato, eh?. Ma ci ha anche ricordato che dovremmo conoscere meglio il Vangelo e tenere sempre presente che gli eventi della storia ecclesiastica, a cominciare dal conclave, non rispondono alla logica delle categorie mondane. Protagonisti sono la fede e lo Spirito Santo. Per questo non facile comunicare questi eventi a un pubblico vasto. La Chiesa non ha natura politica, ma spirituale. E' il santo popolo di Dio. Con le sue virt e i suoi peccati. E al centro non c' il Papa. Cristo il centro.
L'INCONTRO IN AULA PAOLO VI IN VATICANO

Papa Francesco e quella benedizione per tutti

Nell'udienza con i giornalisti Bergoglio non d la benedizione apostolica: Tra voi molti non credenti e non cattolici
CITT DEL VATICANO - Una benedizione silenziosa, per rispetto nei confronti dei non credenti o dei credenti di altre religioni. Al termine delludienza con i giornalisti, Francesco non intona la classica e solenne benedizione apostolica, Sit nomen Domini benedictum!, e riserva unaltra, straordinaria innovazione. DA OGNI PARTE DEL MONDO - La prima udienza del Papa, del resto, non ai fedeli e tra i seimila giornalisti da ogni parte del mondo che hanno seguito il conclave c di tutto, non credenti e cristiani, musulmani, ebrei e cos via. Alla fine Francesco si avvicina al limite del palco, tutti si attendono il congedo abituale del pontefice ma lui spiega, in spagnolo: Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti. Di cuore imparto questa benedizione, nel silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi figlio di Dio. Poi si china appena, nella sala si fa silenzio come la sera dellelezione, a San Pietro. E il Papa sorride: Che Dio vi benedica.

Padre Lombardi: Su Bergoglio calunnie anticlericali


La campagna contro Bergoglio ben nota e risale gi a diversi anni fa. portata avanti da una pubblicazione caratterizzata da campagne a volte calunniose e diffamatorie. La matrice anticlericale di questa campagna e di altre accuse contro Bergoglio nota ed evidente. Ha usato parole perentorie padre Federico Lombardi ieri nel quotidiano briefing con i media di tutto il mondo per fare chiarezza su insinuazioni apparse su alcuni organi di informazione dopo lelezione del Papa argentino. Laccusa ha aggiunto il portavoce vaticano si riferisce al tempo in cui Bergoglio non era ancora vescovo, ma superiore dei Gesuiti in Argentina, e a due sacerdoti che sono stati rapiti e che lui non avrebbe protetto questa era laccusa . Non vi mai stata unaccusa concreta credibile nei suoi confronti. La giustizia argentina ha detto ancora Lombardi lo ha interrogato una volta come persona informata sui fatti, ma non gli ha mai imputato nulla. Egli ha negato in modo documentato le accuse. Vi sono invece moltissime dichiarazioni che dimostrano quanto Bergoglio fece per proteggere molte persone nel tempo della dittatura militare. noto il ruolo di Bergoglio una volta diventato vescovo nel promuovere la richiesta di perdono della Chiesa in Argentina per non aver fatto abbastanza nel tempo della dittatura. Le accuse appartengono quindi alluso di analisi storico-sociologiche del periodo dittatoriale fatte da anni da elementi della sinistra anticlericale per attaccare la Chiesa e devono essere respinte con decisione. Ma lincontro con i media servito anche a far conoscere alcuni dettagli che spiegano bene lo stile personale di papa Francesco. Come quello riferito a quando mercoled sera, appena rientrato dalla Loggia delle benedizioni dopo laffaccio, il nuovo Papa ha trovato davanti agli ascensori i cardinali che lo avevano eletto. Immediatamente i porporati gli hanno lasciato il passo, per farlo entrare da solo. Ma lui, stupito, ha chiesto: Perch non venite? Lascensore pu portare fino a otto persone. Lepisodio emerso dai racconti di alcuni dei presenti. E va ad aggiungersi alle altre istantanee di un Pontefice, che ha fatto notare padre Lombardi chiama i cardinali "fratelli" e non "signori", usa il pulmino comune anzich la macchina papale, vuole pagare il conto della Casa del Clero conversando con i dipendenti commossi, a tavola nella Domus Santa Marta si siede dove trova posto e non ha ancora un segretario, n sembra intenzionato a farlo venire dallArgentina. Tasselli significativi che si sommano ad altri e che dicono molto della gi evidente personalit del nuovo Pontefice. La sua sobriet, ad esempio. Il nunzio in Argentina, monsignor Emil Paul Tscherrig ha detto Lombardi , mi ha confermato che Papa Francesco gli ha telefonato raccomandandogli di far sapere che non ci si preoccupi di organizzare costosi viaggi a Roma per linsediamento. Questo per ha precisato il portavoce non vuol dire che li abbia proibiti e che se i fedeli arriveranno gli hanno disobbedito. In Argentina comunque il clima spirituale cambiato. Nella parrocchia dove da cardinale Jorge Mario Bergoglio diceva Messa ha riferito il direttore della Sala Stampa il parroco ha fatto sapere di aver passato tutto il giorno a confessare. Insomma, il ritratto che emerge dai primi tre giorni di pontificato quello di un Papa Francesco molto consapevole e sereno, per nulla frastornato dallelezione, ma padrone della situazione e capace di unottima conversazione su qualunque tema. Padre Lombardi lo ha constatato di persona, gioved mattina, parlando con il Pontefice durante la visita in Santa

Maria Maggiore. stato molto buono e gentile ha detto il portavoce vaticano e ha parlato con stima del servizio della comunicazione in questi giorni. Per questo Francesco ha subito acconsentito a incontrare (oggi alle 11 nellAula Paolo VI, ndr) i rappresentanti dei media (come fecero anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). una dimostrazione di gratitudine per il vostro impegno ha sottolineato Lombardi e anche un modo per invitare a un buon rapporto durante il pontificato. Dunque, ha aggiunto, dobbiamo seguire il cammino di questo Papa con attenzione e amore, perch i suoi gesti hanno uno stile evangelico e testimoniano una libert spirituale bella e ricca per tutti. Con lo stesso stile, quindi, lecito attendersi che il Papa affronter i suoi impegni, a partire dalla Messa di inaugurazione del pontificato marted prossimo per la quale non ci saranno come consuetudine della Santa Sede inviti specifici ai Capi di Stato. Ma se qualcuno vuole venire, benvenuto, ha affermato Lombardi. Il portavoce ha anche riferito che per il momento non c notizia di riconferma dei capidicastero, che il Papa non ha creato alcun nuovo cardinale e che Francesco prender possesso di San Giovanni in Laterano, la sua Cattedrale, dopo Pasqua. La Messa del Gioved Santo, dunque, sar celebrata in San Pietro. Lombardi ha aggiunto, infine, alcune notizie sulla giornata di ieri. Il Papa ha celebrato la Messa nella cappella della Domus Santa Marta, insieme con alcuni cardinali e tenendo una breve omelia. Quindi lincontro nella Sala Clementina. Simpatico lepisodio, raccontato da alcuni presenti, al ritorno a Santa Marta. Dietro le transenne, tra gli altri, cera un bimbo, Fabrizio, tenuto in braccio dalla zia, Annalisa Capone. Il piccolo si sbracciato verso Francesco, che dopo averlo visto, lo ha salutato tutto sorridente, tra gli applausi e le grida di viva il Papa.

PAPA FRANCESCO/ L'amico: quella volta che in macchina mi parl di don Giussani...
Luca ha vissuto in Argentina per dodici anni, arrivandoci per la prima volta nel settembre del 1998. Appartenente all'associazione laicale Memores Domini, si era recato in Sudamerica per svolgere uno dei compiti di questa associazione, la missione. Come ci ha raccontato lui in questa conversazione, la possibilit gli venne data da un'offerta di lavoro scaturita da un appalto vinto dalla societ milanese Sea quando in Argentina gli aeroporti vennero privatizzati. Cos, da italiano "emigrato" in Argentina pi o meno un secolo dopo la grande ondata migratoria di tanti nostri connazionali (tra cui anche i genitori del futuro Papa Francesco), Luca si trovato una sera da solo in macchina con l'allora arcivescovo di Buenos Aires. E oggi spera ardentemente di poter reincontrare il suo amico. Quando stata la prima volta che tu e gli aderenti al movimento di Cl avete potuto incontrare il futuro Papa? Mi sembra di ricordare che fosse il 2000. L'occasione fu data dalla presentazione del libro Il senso religioso di don Luigi Giussani, che veniva pubblicato in una edizione appositamente fatta per il Sudamerica. Volevamo presentarlo pubblicamente e cos decidemmo di chiedere all'allora arcivescovo Bergoglio di tenere lui la presentazione. E lui che disse? Accett subito molto volentieri. Eravate a conoscenza del fatto che lui si era gi interessato all'opera di don Giussani? Per noi era importante che partecipasse l'arcivescovo di Buenos Aires. In ogni caso, accadde che dopo la presentazione ebbi la fortuna di accompagnarlo a casa in macchina, eravamo solo io e lui. Ne approfittai per chiedergli se avesse letto altri libri di don Giussani e lui mi disse s, ho letto moltissimo i suoi libri perch per me Giussani fondamentale nella mia vocazione e nel mio ministero per la sua profondit di pensiero e per la fede che trasmette dai libri. Lo amo molto, per me davvero una figura fondamentale. Ricordo benissimo queste parole, non le ho scordate. Dopo quell'episodio vi siete incontrati ancora? Qualche volta capitava che alla fine di una messa in cattedrale si andasse a salutarlo con altri amici della nostra casa. Lo abbiamo invitato almeno due volte a cena a casa nostra, purtroppo ha sempre rifiutato ma non perch non avesse voglia di vederci. Il motivo per cui non venne la dice lunga della sua personalit. Quale era il motivo? Ci disse che lui, se non aveva incontri che spettavano al suo ministero, alla sera non usciva mai di casa. Disse: mi ritiro in silenzio, non mangio quasi niente e prego. Per ci invit un pomeriggio in Curia, voleva incontrarci. Come and quell'incontro? Fu molto bello. Ci accolse in una sala con le sedie disposte in circolo, chiese a ognuno chi era, cosa faceva, perch si trovava in Argentina. Era molto interessato alla vita di ognuno di noi e ci parlava della sua stima per l'opera del movimento. Noi in Italia cominciamo adesso a fare la sua conoscenza. Ci colpiscono ad esempio queste fotografie dell'arcivescovo che prende la metropolitana come un

qualunque pendolare. S, lui cos, tutto vero. Una volta ad esempio l'ho visto mentre ero in centro a Buenos Aires che camminava da solo per la strada in mezzo alla gente. Mi sono dovuto voltare per guardarlo bene perch mi chiedevo: ma lui, l'arcivescovo? Era proprio monsignor Bergoglio, tranquillo come fosse un prete qualunque, con la gente che lo fermava e lo salutava e lui che si fermava a parlare con loro. Questo suo modo di fare noto da anni, in Argentina. Lui prende e va senza alcun problema a incontrare la gente. Che considerazione hanno di lui il popolo argentino e il governo? Il popolo sicuramente lo ha sempre amato. C', ad esempio, un pellegrinaggio che ricorre la prima settimana di ottobre a un santuario a 70 chilometri da Buenos Aires. Un avvenimento impressionante, che vede la partecipazione anche di un milione e mezzo di persone. Lui tiene la messa alla mattina e colpisce sempre questa sua capacit di rivolgersi alla gente pi umile con parole comprensibili da tutti. Il governo invece? E' diverso. Da quando sono stati presidenti prima Nstor Carlos Kirchner e poi Cristina Kirchner, si notato un allontanamento del governo. Lo sopportano, ma lui davvero diverso da loro. Quando senti Bergoglio che parla non senti il populismo del governo, ma senti uno che chiede che il popolo possa davvero vivere, avere lavoro e giustizia. Le sue omelie sono famose e anche molto forti. Quando il parlamento argentino vot il matrimonio gay scrisse una lettera molto forte sull'argomento. Infatti. Personalmente mi ha sempre dato l'idea da una parte di una persona austera e umile, e dall'altra di un pastore nel senso letterale del termine. Una figura cio che non confonde la sua autorit con la rinuncia a dire le cose come stanno. C' un episodio emblematico. Ogni anno, da quando l'Argentina indipendente, si fa una messa, un Te Deum di ringraziamento per l'indipendenza a cui da sempre partecipa il presidente argentino. Da quando Bergoglio ha cominciato far sentire forte la sua voce, tutti e due i presidenti Kirchner non sono pi andati, provocando uno scandalo fortissimo. Ma lui, tranquillo, sempre andato avanti per la sua strada senza cedimenti. La scelta di farsi chiamare Francesco: c'erano avvisaglie, parole particolari che facessero presagire questo suo affetto per il santo di Assisi? Personalmente non l'ho mai sentito parlare esplicitamente di San Francesco. Per adesso, alla luce del nome che ha scelto e pensando al personaggio che ho conosciuto, penso che ricalchi molto bene quello che lui : un nome e un programma. Adesso che Papa andrete a trovare il vostro amico? Certamente, appena sar possibile. O a Roma o quando torner in vista a Buenos Aires.

La Chiesa si legge nella prospettiva della fede


Cari amici, sono lieto, allinizio del mio ministero nella Sede di Pietro, di incontrare voi, che avete lavorato qui a Roma in questo periodo cos intenso, iniziato con il sorprendente annuncio del mio venerato Predecessore Benedetto XVI, l11 febbraio scorso. Saluto cordialmente ciascuno di voi. Il ruolo dei mass-media andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea. Un ringraziamento speciale rivolgo quindi a voi per il vostro qualificato servizio dei giorni scorsi avete lavorato, eh? Avete lavorato! , in cui gli occhi del mondo cattolico e non solo si sono rivolti alla Citt Eterna, in particolare a questo territorio che ha per baricentro la tomba di san Pietro. In queste settimane avete avuto modo di parlare della Santa Sede, della Chiesa, dei suoi riti e tradizioni, della sua fede e in particolare del ruolo del Papa e del suo ministero. Un ringraziamento particolarmente sentito va a quanti hanno saputo osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva pi giusta in cui devono essere letti, quella della fede. Gli avvenimenti della storia chiedono quasi sempre una lettura complessa, che a volte pu anche comprendere la dimensione della fede. Gli eventi ecclesiali non sono certamente pi complicati di quelli politici o economici! Essi per hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non principalmente quella delle categorie, per cos dire, mondane, e proprio per questo non facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato. La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche unistituzione umana, storica,

con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: il Popolo di Dio. Il Santo Popolo di Dio, che cammina verso lincontro con Ges Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si pu rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera. Cristo il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libert degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dellApostolo Pietro, ma Cristo il centro, il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa. Senza di Lui, Pietro e la Chiesa non esisterebbero n avrebbero ragion dessere. Come ha ripetuto pi volte Benedetto XVI, Cristo presente e guida la sua Chiesa. In tutto quanto accaduto il protagonista , in ultima analisi, lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la decisione di Benedetto XVI per il bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nellelezione i Cardinali. E importante, cari amici, tenere in debito conto questo orizzonte interpretativo, questa ermeneutica, per mettere a fuoco il cuore degli eventi di questi giorni. Da qui nasce anzitutto un rinnovato e sincero ringraziamento per le fatiche di questi giorni particolarmente impegnativi, ma anche un invito a cercare di conoscere sempre di pi la vera natura della Chiesa e le motivazioni spirituali che la guidano e che sono le pi autentiche per comprenderla. Siate certi che la Chiesa, da parte sua, riserva una grande attenzione alla vostra preziosa opera; voi avete la capacit di raccogliere ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, di offrire gli elementi per una lettura della realt. Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilit, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verit, della bont e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perch la Chiesa esiste per comunicare la Verit, la Bont e la Bellezza in persona. Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che conformano verit, bont e bellezza.