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CAPITOLO IV

LESDEBITAZIONE
di LUCIO GHIA

SOMMARIO: 1. Premessa sistematica. 2. I presupposti della concessione del provvedimento di esdebitazione. 3. Il procedimento di esdebitazione. 4. Il regime transitorio. 5. Il cammino della giurisprudenza in tema di esdebitazione. 5.1. Sul regime intertemporale: lordinanza 61/2010 della Corte costituzionale. 5.2. Sulla condizione di cui allart. 142, 2o co., l. fall. 6. Conclusioni.

1. Premessa sistematica
Lingresso nel nostro ordinamento concorsuale dellistituto dellesdebitazione ` stato salutato tiepidamente e con diffusa sfiducia circa la sua concreta applicae zione. ` durante i lavori della Commissione Trevisanato 1, nel chiaroscuro dun diGia segno riformatore che, a partire dal 2005 2, avrebbe caratterizzato lintera area del diritto concorsuale, le discussioni in relazione a tale rivoluzionario beneficio erano state vivaci quanto approfondite. ` o sfumature, si sono distinte (e si distinguono tuttora) tesi Nelle varie tonalita oltranziste che ruotano sul presupposto che il nuovo sia, comunque e sempre, peggiore del vecchio ; altre che colgono nellesdebitazione lattuazione di un precetto non giuridico, ma religioso: dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris ; ed altre ancora che riconoscono in tale strumento una ` da pulsioni etiche che sorta di arrogante tracimazione in territori regolati piu 3 da principi giuridici .

1 Nominato con decreto del 31.1.2002 dei Ministri della giustizia e delleconomia e delle finanze, componente della Commissione per lelaborazione dei principio e criteri direttivi di uno schema di disegno di legge delega al governo relativo allemanazione della nuova legge fallimentare ed alla revisione delle norme concernenti gli istituti connessi. 2 Si vedano, in particolare le novelle introdotte dal d.l. 14.3.2005, n. 35, convertito con modificazio il d.lg. 9.1.2006, n. 5, recante la Riforma organica della disciplina ni nella l. 14.5.2005, n. 80, nonche delle procedure concorsuali a norma dellarticolo 1, comma 5, della richiamata legge n. 80/2005, alla luce degli interventi di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169. 3 Per una divertente e stimolante lettura su temi analoghi v. GALGANO, Il rovescio del diritto, Milano, 1991.

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` di tali concezioni, vi e ` chi nel nuovo istituto ha ravvisato una grave Al di la ` dei rapporti economici, una spinta verso lirresponsabiminaccia per la stabilita ` , verso lazzardo imprenditoriale coperto dal tanto poi vengo liberato dai lita ` , la rivoludebiti rimasti insoddisfatti dalla liquidazione fallimentare . In realta zione tecnologica, finanziaria e commerciale emblema della globalizzazione ha ` evidenti le ingiustificabili carenze del nostro assetto normativo, in parreso piu ticolare, per quel che qui interessa, del settore fallimentare 4. Il confronto fra gli effetti economici che la normativa concorsuale contribuisce ` fatto sempre piu ` completo, serrato a realizzare nei vari Paesi (nostri partners) si e ed evidente, fino a vederci rilegati, in ragione dellinefficienza del nostro sistema giuridico, al 170o posto nella classifica internazionale redatta dalla Banca Mon` di attrarre investimenti esteri. diale con riferimento alla capacita ` o meno chiaSe, come credo, dietro ogni conclusione debba scorgersi una piu ` che il sistema fallimentare italiano al quale il ra premessa, il dato rilevante e ` come chiede oggi), una sollecita conclusione dellinsucdebitore chiedeva (cos cesso della propria intrapresa imprenditoriale, attraverso una efficiente, trasparente e valorizzante liquidazione dei suoi assets ; e dal quale i creditori attende` sollecito possibile dei loro vano (e continuano ad attendere) il pagamento piu crediti era divenuto, negli anni, un leviatano : intrattabile sacerdote che consumava tra i propri adepti, con riti arcani e liturgie fuori dal tempo, i beni e le energie che restavano imprigionate nelle maglie del fallimento. Lesdebitazione, nel corposo ed articolato tentativo di efficientare e velocizzare le procedure concorsuali, posto in essere dal legislatore con lintroduzione del d.lg. 5/2006, successivamente riveduto con d.lg. 169/2007, si qualifica come segmento importante nel percorso virtuoso disegnato per accelerare la conclusione della procedura fallimentare. ` corrente, non e ` piu ` un valore fine a se stesso chiamato ad Il tempo, nelleta ` di valutazione, esprimere e misurare esclusivamente ponderatezza e profondita ` proprie dellattivita ` che ne giustifica limpiego. Il prescindendo dalle finalita ` delle risposte che i diversi ordinamenti nazionali danno confronto tra la velocita ` un elemento imprescindibile nelle valutaallo stesso problema, fa della rapidita zioni economiche, che coniugato alla percentuale di soddisfazione dei diritti dei creditori, determina la scelta del Paese dove investire, ove radicare la propria at` , ove decidere di rischiare anche un insuccesso imprenditoriale, o un fitivita ` di circolazione di nanziamento sbagliato. Il forum shopping proprio della liberta ` reso possibile dallevidenza imprenditori, consumatori, creditori, e debitori e

4 Sul tema di particolare interesse: GALGANO , La globalizzazione nello specchio del diritto, Bologna, 2005.

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dei dati che i vari sistemi giuridici esprimono. Ipotizzare, quindi, che dopo 7/8 ` la durata media dei fallimenti nel nostro Paese) si potesse ancora anni (questa e ritenere perseguibile a vita il debitore fallito per i debiti rimasti insoddisfatti attraverso la liquidazione fallimentare, costituiva caratteristica della nostra normativa previgente, difficilmente giustificabile sotto qualsiasi realistico profilo.

2. I presupposti della concessione del provvedimento di esdebitazione


` come arricchite dalla normativa del Le disposizioni del d.lg. 9.1.2006, n. 5, cos decreto correttivo 169/2007, segnano lavvento, nel nostro sistema normativo fallimentare, dellistituto dellesdebitazione. Lapplicazione di tale istituto consente al debitore persona fisica di ottenere la liberazione dai debiti residui rimasti insoddisfatti dopo la chiusura del fallimento. ` essere concesso, la letIn particolare, in ordine al soggetto cui il beneficio puo ` del generico richiamo operato tura sistematica della materia vuole che, al di la ` dalla legge, il riferimento sia al solo debitore persona fisica che rivesta la qualita ` didi imprenditore individuale o di socio illimitatamente responsabile di societa chiarate fallite 5. ` , il discrimen in ordine alla delimitazione dellambito soggettivo di Assunto cio ` , in prima analisi, rintracciarsi nelle applicazione del beneficio esdebitatorio puo disposizioni di cui allart. 1 l. fall., le quali, nellindividuare i criteri quantitativi e qualitativi ai fini della soggezione alla disciplina fallimentare, pongono, paralle` e chi non puo ` essere ammesso alla esdebitazione. lamente, il confine tra chi puo Con lesilio dal quadro fallimentare del piccolo imprenditore, il cui riferimen` stato espunto con il richiamato decreto 169/2007, e considerando lestraneita ` to e 6 alla materia concorsuale di tutti quei soggetti non riconducibili alle ipotesi nor` risulta essere, oggi, limitata al solo imprenditore mate, larea della fallibilita commerciale che soddisfi i parametri dimensionali indicati dalla legge. A riguardo la previsione normativa si caratterizza per la presenza di una pre` , superabile, dal debitore che intenda evitare la dichiarasunzione di fallibilita zione di fallimento, soltanto attraverso la dimostrazione della sua permanenza

5 PANZANI, Della esdebitazione, in Il nuovo diritto fallimentare, Commentario diretto da Jorio e coordinato da Fabiani, Bologna, 2007, 2097. 6 Nel novero di tali soggetti, ai quali e ` altres ` precluso laccesso al beneficio in discorso, devono ricondursi: le categorie del debitore civile e del professionista, non assoggettabili a fallimento, nonche ` le persone fisiche che non siano imprenditori individuali o che pur essendolo non svolgano attivita commerciale o non raggiungano i parametri dimensionali richiesti dalla legge.

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al di sotto di tutti, congiuntamente, i parametri di riferimento di cui allart. 1 l. fall. 7. La ricostruzione dei presupposti normativi (alla base della concessione del ` compiersi a prescindere dallanalisi, in chiave beneficio esdebitatorio) non puo interpretativa, delle singole norme e dello sfondo entro il quale queste si muovono assumendo una forma ben precisa. ` dirsi, che nel rinnovato conNel tentativo di dare colore a tale fisionomia, puo testo fallimentare, lesdebitazione assuma un ruolo premiale , teso a ricompensare limprenditore fallibile che, mediante contegni ispirati ai canoni della correttezza e della trasparenza, renda agli organi della procedura una fotogra` economica e patrimoniale della propria impresa. fia della realta La condotta del debitore, che precede ed accompagna liter fallimentare, di` intorno al quale ruota viene, quindi, un elemento essenziale; il centro di gravita o il complesso sistema di verifiche di cui allart. 142, 1 co., l. fall., costruito proprio al fine di modellare ed orientare i comportamenti degli imprenditori falliti o in odore di fallimento. ` nel dettaglio, secondo la norma teste richiamata, il debitore persona fisica Piu ` ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei cree ditori concorsuali non soddisfatti a condizione che: 1) Abbia cooperato con gli organi della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile allaccertamento del passivo e adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni. Il legislatore, con tale formula, ha inteso porre linee di comportamento che attengono al generico dovere di collaborazione del debitore con gli organi della procedura. ` chiaro, ad esempio, che il Provando a focalizzare il disposto della norma, e ` essere concesso al debitore che abbia violato espresse dispobeneficio non potra sizioni di legge, quali (in via puramente indicativa): lart. 16, 2o co., n. 3, l. fall., che prevede lobbligo del fallito di depositare i bilanci e le scritture contabili e lelenco dei creditori, entro tre giorni dalla dichiafiscali obbligatorie, nonche ` provveduto ai sensi razione di fallimento, qualora lo stesso non vi abbia gia dellart. 14 l. fall.; lart. 41, 5o co., l. fall. (il quale pone lonere per il debitore ` ampi poteri di ispezione di fornire notizie e chiarimenti riconducibili ai piu riconosciuti ai creditori ed al curatore); ed ancora lart. 86, 1o co., l. fall. (il quale

7 A tal proposito, puo ` dirsi, che il legislatore, nel suo disegno di riforma, abbia inteso rispondere ` specificamente la voce ad esigenze di maggiore certezza, sia chiarendo alcune voci del bilancio (piu ` stata sostituita da quella piu ` tecnica di attivo patrimoniale), sia introducendo larco investimenti e temporale di riferimento di tre anni per quanto attiene alle risultanze economiche e contabili.

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disciplina la consegna al curatore del denaro, dei titoli, delle scritture contabili e di altra documentazione appartenente al fallito). ` del dato teorico, la prassi pone in rilievo lelemento soggettivo, il Al di la ` pesi diversi, poiche diversa e ` la condotta di chi conoscendo delquale assumera lesistenza di un bene non ne abbia riferito al curatore, pur non volendo occultarlo, rispetto a chi, consapevolmente, non collabori. 2) Non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura. ` accertare se il fallito abbia posto in essere attivita ` che posIl Tribunale dovra sano aver ostacolato lopera degli organi fallimentari. ` alla mancata o ritardata consegna alla Il riferimento, in via esemplificativa, e curatela di beni mobili ovvero al rifiuto di liberare tempestivamente beni immobili, in modo tale da impedire che si possa procedere celermente alla loro vendita. 3) Non abbia violato le disposizioni di cui allart. 48. Tale norma dispone che il fallito debba consegnare al curatore la propria corrispondenza, anche elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento , , allinadempimento del fallito seguira ` la preclusione al beneficio delcosicche lesdebitazione. 4) Non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta. ` della concessione del beneficio Lintroduzione del requisito della irripetibilita ` collocarsi nellambito di un piu ` ampio dinellarco temporale di dieci anni puo ` segno teso a limitare, concretamente, il c.d. moral hazard. Lintento principale e ` quello di riaffermare la necessita di una ponderazione meticolosa del rischio economico, limitando al contempo il pericolo di un abuso dellistituto da parte di chi, ad esempio, intenda eludere la garanzia di cui allart. 2740 c.c. ricorrendo al tempestivo fallimento ed alla successiva esdebitazione, proprio al fine di sottrarre ai creditori beni che si sa di dover apprendere in futuro. ` misurarsi a partire dalla riA riguardo, la meritevolezza del debitore puo levazione dei dati numerici relativi allammontare totale dellindebitamento ed al valore dellattivo, i quali, sovente, costituiscono indice del comportamento ` delle risorse economiche da destidoloso di chi, pur consapevole della scarsita ` , aggravando, nare alla propria impresa, persista nello svolgimento dellattivita `, i numeri e le conseguenze del dissesto. cos ` proprio in tale frangente, nei tessuti dellelemento soggettivo che anima Ed e il debitore, che va ricercata la linea di confine tra rischio dimpresa ed azzardo, ` da distinguere, rispettivamente, cio ` che puo ` e cio ` che deve senza dubbio cos qualificarsi quale elemento di colpevolezza se non di dolo. ` insussistenti, cagionato o aggravato 5) Non abbia distratto lattivo o esposto passivita il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito.

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` a singole fattispecie di reato connesse al fallimento quali: Qui, il riferimento e si fa menzione di attivita ` di a) la bancarotta fraudolenta (art. 216 l. fall.), allorche ` insussistenti; b) la bancarotta distrazione dellattivo o di esposizione di passivita si fa riferimento, invece, allaver aggravato il semplice (art. 217 l. fall.), allorche ` difficoltosa la ricostruzione del patrimonio ; c) il ricorso dissesto, rendendo piu abusivo al credito (art. 218 l. fall.). Linterpretazione della norma, in ragione di quel colore premiale dellesde` risultata essere tendenzialmente estensiva, tale bitazione cui si faceva cenno, e da ricomprendere anche quelle fattispecie che, pur non penalmente rilevanti, comportino una grave lesione della par condicio creditorum. 6) Non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro leconomia pubblica, lindustria e il commercio, e altri delitti ` dimpresa, salvo che per tali reati compiuti in connessione con lesercizio dellattivita ` in corso il procedimento penale per uno di tali reati, sia intervenuta la riabilitazione. Se e il tribunale sospende il procedimento fino allesito di quello penale. Come si evince chiaramente dalla lettera della norma, ulteriore elemento ostativo allesdebitazione consiste, per il fallito, nellessere stato condannato in forza di sentenza passata in giudicato per il reato di bancarotta fraudolenta o per delitti contro leconomia pubblica, lindustria e il commercio, e altri delitti com` dimpresa, salvo che per tali reati piuti in connessione con lesercizio dellattivita sia intervenuta la riabilitazione. Si precisa, poi, che nel caso di procedimento penale pendente per uno di tali reati, il Tribunale sospende il procedimento in attesa della definizione di quello penale. ` e ` il riferimento al passaggio in giudicato della sentenza, Elemento di novita non riportato nella previgente normativa in tema di riabilitazione, la quale faceva riferimento esclusivo alla semplice condanna. Allevidenza, lintervento correttivo del legislatore mira a tutelare il principio costituzionale della presunzione dinnocenza, in forza del quale, solo a seguito ` essere negata o pronunciata della chiusura definitiva del procedimento potra lesdebitazione. ` legate al fattore tempo, il quaNon possono non rilevarsi, in merito, perplessita le, dispiegandosi e talvolta smarrendosi negli ingranaggi giudiziali, rischia di svalutare quellattrattiva che, nel nuovo scenario normativo, ha certamente il debitore nei confronti di una pronta emersione dello stato di dissesto economico. Simili problematiche possono presentarsi, ad esempio, nei casi in cui si giunga ad una sentenza di assoluzione in primo grado. In tali ipotesi, infatti, qualora la procedura fallimentare dovesse concludersi in pendenza dellappello, appari` equo, in presenza degli altri presupposti anzi descritti, consentire il rebbe piu beneficio dellesdebitazione in quel dato frangente, salva, ovviamente, la revoca della stessa in caso di successiva condanna passata in giudicato.

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` della esplicita elencazione dei casi di esenzione dal benefiLart. 142, al di la cio esdebitatorio (cfr. 3o co.) 8, pone, al 2o co., unulteriore condizione che merita di essere approfondita. ` essere concessa qualora La norma testualmente recita: lesdebitazione non puo non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali . ` di pervenire alla concessione del beIn altre parole, si afferma limpossibilita minimi, a favore dei creditori conneficio in totale assenza di riparti, ancorche corsuali. ` , esser definito, e come sempre, oltre lastrattezza Tutto e nulla pare, con cio ` delle parole vi e lattuarsi della vicenda umana; levolversi dellinterpretazione giurisprudenziale, quale unica reazione volta, ad un tempo, a neutralizzare il dubbio e a nutrire il progresso della scienza giuridica. Il Tribunale di Udine, con decreto del 21.12.2007 9, ha stabilito che la condizione ` integrata solo ove tutti i creditori concorsuali, incluper la concessione del beneficio sara dendo anche i chirografari, risultino parzialmente pagati, anche in misura minima o perfino irrisoria. Tale conclusione troverebbe conforto, non solo nel dato letterale della norma richiamata, ma anche nellinterpretazione sistematica di disposizioni fallimentari quali: lart. 143, 1o co., l. fall., il quale fa riferimento a debiti non soddisfatti integralmente e non semplicemente a debiti non soddisfatti, alludendo, quindi, ad un pagamento effettivamente avvenuto; lart. 144 l. fall., secondo cui lesdebitazione opera anche nei confronti dei creditori concorsuali non insinuati e limitatamente alla eccedenza rispetto alla percentuale attribuita ai creditori nel concorso, impli` di un soddisfacimento almeno parziale di cando, quindi, la teorica necessita tutti i creditori, senza alcuna distinzione tra privilegiati e chirografari. Questa interpretazione secondo gli estensori, troverebbe linfa anche nella re` lazione illustrativa della legge di riforma del 2006, ove si afferma linevitabilita di limiti e puntualizzazioni alla concessione dellesdebitazione, concepite nellottica non del mero privilegio, in danno dei creditori, ma di un favor debitoris ` , le esigenze di sviluppo delleconomia. che rispetti, pero ` detto, ai modi dun quadro futurista, deve vestirsi Ma linterpretazione, lo si e ` ; non perdere il passo, seguire levolversi dei contesti, contribuendi dinamicita

8 La legge stabilisce che restano esclusi dallesdebitazione: a) gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei allesercizio dellimpresa; b) i debiti le sanzioni penali ed amministraper il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale nonche tive di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti . Lult. co. ha cura di precisare che Sono salvi i diritti vantati dai creditori nei confronti di coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso . 9 Trib. Udine, 21.12.2007, Fa, 2008, 817.

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do, nella guerra dei punti di vista, a cambiarli nella prospettiva di salvaguardare i beni della vita e, quindi, i valori protetti dal nuovo istituto. Ebbene, nel caso di specie, la lettura offerta della norma non pare potersi condividere, proprio in ragione del legame che, evidentemente, la accosta ad antiche culture dispirazione prettamente punitiva per il fallito. ` sottolineato altrove 10 come il nuovo diritto fallimentare debChi scrive ha gia ` solleba essere letto con occhiali nuovi , nella direzione di un recupero, il piu cito possibile, di tutte le energie imprigionate nel fallimento, ivi comprese, e so` squisitamente imprenditoriali. prattutto, quelle personali piu Elementi quali: la suddivisione in classi di creditori ad opera del debitore o del proponente nel concordato; lattenuazione del rigore dogmatico con cui ve` ampie possibilita ` negoziali nella nivano considerati i privilegi; il recupero di piu definizione stragiudiziale dei rapporti credito-debitori nellambito delle proce` del Tribunale rispetto al contenuto ed alla valutazione di tali dure; lestraneita accordi, muovono tutti nel senso delleliminazione del maggior numero possibile di ostacoli alla pronta conclusione della crisi dellimpresa. La riduzione dei tempi di conclusione delle procedure concorsuali, attraverso ` prevalentemente processuali, ma negoziali, e lesdebitaziomeccanismi non piu ne dei falliti persone fisiche, costituiscono punti fermi in questo nuovo approccio legislativo. In tale rinnovata cornice si collocano, infatti, la non casuale assenza dellag` gettivo qualificativo tutti riferito ai creditori nellart. 142 l. fall. e la possibilita espresso che anche lesdebitazione si concretizzi attraverso laccordo, ancorche per facta concludentia, con i creditori o con alcune classi degli stessi. In tal senso militano alcune prese di posizioni della dottrina e della giurisprudenza. La Corte dappello di Ancona, ad esempio, ha recentemente statuito che: Linterpretazione seguita dalla Corte discende proprio dalla nuova regolamentazione del fallimento, resa esplicita nella legge di delega con cui si invitava lesecutivo a introdurre la disciplina dellesdebitazione, prevedendo che essa consista nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti. Quindi pare mancare nella legge ogni distinzione tra soddisfacimento parziale o totale, ` anche in considerazione del venire meno per altri istituti nella materia della obbligatorieta del soddisfacimento totale di alcune categorie di crediti (nel concordato preventivo e in quello fallimentare) 11.

GHIA, LEsdebitazione, Milano, 2008. App. Ancona, 3-12.12.2008, Fa, 2009, 10, 1184 ss.; Cfr. anche Trib. Mantova, 3.4.2008, Fa, 2009, 10, 1193, il quale, tra laltro, rileva che il 2o co. dellart. 142 l. fall. debba interpretarsi nel senso ` sufficiente per accedere al beneficio dellesdebitazione che siano soddisfatti, anche parzialmenche e te, almeno una parte dei creditori sottolineando, sul punto, che la norma indicata non distingue tra
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La vela 12, alla luce della mutata dimensione procedurale del fallimento, pare quindi orientarsi verso nuove rotte, animata da un vento nuovo che rifiuta le lungaggini processuali, privilegiando, esclusivamente, gli interessi dei creditori ad una congrua e pronta ripartizione dellattivo e del debitore meritevole alla chiusura del fallimento.

3. Il procedimento di esdebitazione
Uno sguardo al dato normativo permette di tracciare singoli segmenti, che uniti tra loro, danno forma e sostanza allistituto dellesdebitazione. ` osservato come lart. 142 l. fall. abbia definito la struttura dellistituto in Si e parola, statuendo in ordine alle condizioni normative necessarie ai fini della concessione del beneficio. Oltre tale norma, ed a compimento della stessa, va analizzato lart. 143 l. fall., il quale, tracciando liter procedimentale per lapplicazione ` e i tempi caratterizzanti lazione dei singoli prodellistituto, precisa le modalita tagonisti del procedimento esdebitatorio. Secondo la lettera della norma, il tribunale competente, corrispondente a ` aperta la procedura concorsuale, con il decreto di chiuquello presso il quale si e sura del fallimento o su ricorso del debitore presentato entro lanno successivo, verificate le ` conto dei comportamenti collaborativi del condizioni di cui allarticolo 142 e tenuto altres medesimo, sentito il curatore ed il comitato dei creditori, dichiara inesigibili nei confronti ` dichiarato fallito i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente . del debitore gia La disposizione termina prevedendo che contro il decreto che provvede sul ricorso, il debitore, i creditori non integralmente soddisfatti, il pubblico ministero e qualunque interessato possono proporre reclamo a norma dellarticolo 26 . ` in ordine alla natura del procedimento esdebitatorio, non chiaLe perplessita rite da alcuna norma della legge fallimentare, si chiariscono nella lettura di alcune fasi del procedimento stesso, il quale, definendosi con decreto reclamabile, pare configurare unipotesi di procedimento camerale ai sensi degli artt. 737 ss. c.p.c.

creditori privilegiati e chirografari e specificatamente non esige lintervenuto pagamento parziale anche dei creditori chirografari, considerato che questo presupporrebbe necessariamente la integrale soddisfazione di tutti i creditori ammessi con prelazione, e tale interpretazione pare porsi in contrasto con il ` indicato che la disciplina della esdebitazione deve consistere disposto della legge di delega laddove e nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti (art. 1, comma 6, lett. a), n. 13 della L. 14.5.2005 n. 80), e quindi dai debiti residui nei confronti di tutti i creditori non soddisfatti, sia parzialmente che totalmente . 12 Lomaggio e ` al maestro Lucio Anneo Seneca, la ` dove, nel suo De brevitate vitae , scrivendo sulletimologia della parola codex , ne riscopriva le origini in una tavola di legno, in grado di far galleggiare e navigare luomo nel mare della vita.

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` necesCome si evince dal dettato normativo, per lavvio del procedimento e ` presentare ricorso nella sola ipotesi saria liniziativa del debitore, il quale dovra in cui lesdebitazione non venga pronunciata insieme al decreto di chiusura. Sulla base di tali presupposti, parte della dottrina 13 ha ritenuto ammissibile e ` , sembra porsi in contrasto sia con il legittima liniziativa dufficio, la quale, pero principio della domanda di cui allart. 99 c.p.c., sia con lo spirito della riforma, orientato ad una maggiore privatizzazione della gestione della crisi di impresa. ` quella che vede il debitore presentare, La soluzione da condividere, quindi, e alternativamente, listanza prima della chiusura della procedura o il ricorso entro lanno successivo, ponendo quale dies a quo ai fini della decorrenza del termine di decadenza, il momento in cui il decreto di chiusura del fallimento diviene inoppugnabile. Tra le righe, qui, e distintamente nel testo della norma, si evince che la definizione o chiusura della procedura fallimentare costituisce lulteriore elemento essen operi concretamente il beneficio della inesigibilita ` dei debiti residui. ziale affinche Seguendo il percorso previsto dalla norma va esaminata la fase istruttoria. Il ` la sussistenza dei presupposti soggettivi, delle condizioni Tribunale verifichera il soddisfacimento, almeno dianzi elencate delle quali allart. 142 l. fall., nonche in parte, dei creditori concorsuali, come previsto dal 2o co. dellart. 142 l. fall. Lart. 143 l. fall. prevede che il Tribunale acquisisca il parere del curatore e del comitato dei creditori prima di esprimersi sulla concessione del beneficio della ` chiaro, pero ` , quale sia la naliberazione dalle obbligazioni insoddisfatte. Non e tura di tale consultazione e se, questultima, sia assolutamente necessaria ai fini ` del decreto di esdebitazione. della validita ` del parere, La soluzione da prediligere pare essere quella della obbligatorieta che tuttavia non risulta essere vincolante. Ci si muove, nondimeno, in uno scenario non ancora ben definito, ove, in aperta dissonanza rispetto agli schemi evidenziati, vanno previsti casi in cui il procedimento si svolga in assenza delle richiamate audizioni, in quanto successive alla decadenza dallufficio degli organi consultivi . Nel tentativo di sciogliere i nodi emersi lungo la linea descrittiva tracciata, appare opportuno ricostruire i singoli passaggi che hanno portato ad una pronun` versanti, risolutiva della Corte costituzionale 14. cia significativa e, su piu Questo lantefatto: nel definire il primo grado di giudizio, il Tribunale ordinario di Vicenza 15 aveva dichiarato inammissibile una istanza di esdebitazione in

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Cfr. PLENTEDA, Esdebitazione nel fallimento e problemi di diritto intertemporale, Fa, 2007, 462. C. cost., 30.5.2008, n. 181, GiC, 2008, 3, 2132. 15 Trib. Vicenza, decr., 16.11.2006, Fa, 2007, 4, 457 ss.

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base ad uninterpretazione dellart. 150, d.lg. 5/2006, nel senso che lart. 142 della Legge Fallimentare (...) non sarebbe applicabile in caso di procedura fallimentare che, pur conclusa nella vigenza della riforma, sia sorta anteriormente a questa . La Corte dappello di Venezia, ponendosi in aperto contrasto rispetto a quanto statuito dal giudice di prima istanza, riteneva, invece, che, stante la natura sostanziale della predetta previsione legislativa, listituto in questione sia applicabile alle procedure che, anche se sorte anteriormente, siano dichiarate chiuse nella vigenza della normativa riformata . ` costiIl giudice a quo, in quelloccasione, sollevava dubbi sulla compatibilita tuzionale dellart. 143 l. fall. in relazione al diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti sancito dallart. 24 Cost. In particolare, si rilevava la costruzione legislativa di un meccanismo ove la non necessaria partecipazione al proce la mancata previsione della dimento di esdebitazione dei creditori concorsuali , nonche ` da loro messa a conoscenza, con idoneo mezzo, dellinstaurazione del procedimento, s consentire loro la partecipazione costituivano chiari sintomi della insussistente tutela della garanzia dei creditori stessi allesercizio del diritto di difesa, ricon` di partecipare al giudizio con facolta ` di interlocuzione. ducibile alla possibilita ` E evidente che simili problematiche non sussistono nei casi in cui lesdebitazione sia pronunciata contestualmente alla chiusura del fallimento, essendo, le stesse, eziologicamente connesse alle sole ipotesi in cui manchi il potere di interlocuzione, su una domanda di esdebitazione nuova , a causa dellavvenuta chiusura del fallimento e della consecutiva cessazione dalla carica del curatore e del comitato dei creditori. ` o meno evidenti sussisterebbero, quindi, relativamenLacune normative piu te: alla garanzia del contraddittorio; alla esatta individuazione delle controparti ` con le quali debba del debitore nel procedimento di esdebitazione; alle modalita loro essere assicurata la presenza nel procedimento. ` di ricondurre alla categoria dei conCi si interroga, inoltre, sulla possibilita trointeressati , oltre ai creditori ammessi allo stato passivo, anche coloro che abbiano presentato domanda, ma non siano stati ammessi, o ancora chi, seppur munito di titolo, non abbia richiesto lammissione al passivo. ` dove la norma tace, e ` linterpretazione ad aggiungere i tasE come sempre, la selli mancanti, a creare il diritto. Alcuni di tali dubbi trovano pratica e concreta soluzione nellobbligo per il debitore esdebitato di pagare la stessa percentuale a tutti i creditori, ancorche non ammessi al passivo, ovvero a coloro i quali non abbiano partecipato alla procedura fallimentare, ma siano, nondimeno, muniti di titolo valido ed efficace nei confronti del fallito. Ma, come accennato, a districare tali nodi esegetici ed a risolvere numerosi ` sorti nella vigenza della nuova normativa, e ` intervenudubbi di costituzionalita

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ta la Corte costituzionale, che con la sentenza 181/2008 (Pres. F. Bile) ha confe` e chiarezza allistituto dellesdebitazione, assicurando, ai rito maggiore linearita ` dellinstaurazione del soggetti controinteressati, la conoscenza o conoscibilita procedimento, mediante lintroduzione dellobbligo di notifica, nei termini che `. il Tribunale, di volta in volta, concedera La soluzione offerta, il cui iter logico-argomentativo passa anche attraverso la ` della esdebitazione nel novero delle procedure camerali, e ` idonea riconducibilita a garantire, ad un tempo, lintegrazione del contraddittorio ed il diritto di difesa (art. 24 Cost.) in ordine a beni tutelati costituzionalmente (i crediti). ` che lesdebitazione sia pronunciata successivamente La legittima eventualita la mancata previsione di uno strumento idoalla chiusura del fallimento, nonche neo a informare i creditori concorsuali dellinizio di un procedimento destinato, in caso di accoglimento dellistanza, a produrre effetti sostanziali nei loro con` fronti, ha indotto, quindi, la Corte costituzionale a tacciare di incostituzionalita lattuale disciplina, inidonea a garantire la piena tutela del diritto dei creditori ` del credito vantato, nelle ipotesi di richiesta da parte del fallito alla esigibilita nellanno successivo alla chiusura del fallimento.

4. Il regime transitorio
` , dovute, I primi passi dellesdebitazione avevano sollevato alcune perplessita ` perlopiu alla assenza di una disciplina particolare relativa al regime transitorio, allinterno della normativa di riforma. ` che il beneficio dellesdebitaTali dubbi interpretativi, inerenti la possibilita zione fosse applicabile, oltre che alle procedure fallimentari aperte successivamente al 16.7.2006 (data di entrata in vigore della riforma), anche a quelle pendenti, o ancora a quelle chiuse alla stessa data, hanno trovato soluzione nel de` della nuova creto correttivo 169/2007, il quale, allart. 19, ha esteso lapplicabilita disciplina, esclusivamente, alle procedure pendenti alla data di entrata in vigore del d.lg. 9.1.2006, n. 5. ` ritenuta, anzitutto, linapplicabiAlla luce di tale integrazione normativa, si e ` della nuova disciplina alle procedure concorsuali gia ` chiuse alla data del lita 16.7.2006. La norma correttiva ha specificato, inoltre, che nei casi di procedure pendenti ` chiuse al 1.1.2008 (data di entrata in vigore del decreto corretal 16.7.2006 e gia tivo) lapplicazione della nuova normativa sarebbe stata subordinata alla presentazione della domanda di esdebitazione entro il termine di un anno a decorrere dal 1.1.2008. ` concludendo si evince lindiscussa applicabilita ` della esdebitazione Da cio

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a a tutte le procedure di fallimento chiuse successivamente al 1.1.2008, nonche quelle aperte posteriormente a tale data.

5. Il cammino della giurisprudenza in tema di esdebitazione


` lecito, ma necessario 16, soprattutto in una materia Cambiare idea non solo e come il diritto che cammina di pari passo con luomo e con levolversi dei contesti che lo circondano e delle leggi che ne regolano diritti e doveri. ` dellistituto e sulla In altro scritto 17 avevo espresso dubbi sulla compatibilita sua metabolizzazione nel tessuto normativo, alla luce della nostra storia. A distanza di qualche anno, sia pure in un lasso di tempo forse breve per tracciare un bilancio, devo riconoscere che i casi di ricorso alla nuova normativa sulla ` avvenuta, senza apesdebitazione sono stati numerosi e la sua applicazione e prezzabili distinzioni geografiche, su gran parte del territorio nazionale. ` interLanalisi dei profili applicativi che hanno sollevato maggiori difficolta ` recente giurisprudenza in tema di pretative, attraverso la rilettura della piu esdebitazione, appare utile sia per offrire spunti di riflessione, che per chiarire lessenza di una materia, che pronuncia dopo pronuncia, inizia ad acquisire ` nitida fisionomia. una sua piu Esaminiamone qualche esempio proprio con riferimento al periodo al quale ` essere applicato il beneficio. puo

5.1. Sul regime intertemporale: lordinanza 61/2010 della Corte costituzionale


In ordine alle problematiche inerenti il regime transitorio da ultimo introdotto, il Tribunale di Roma 18 ha ritenuto applicabile listituto della esdebitazione ` dei debiti concorsuali non soddisfatti integralmente dichiarando linesigibilita ad un fallimento chiuso nella vigenza del vecchio regime normativo. ` nel dettaglio, il Tribunale era chiamato a pronunciarsi in ordine allappliPiu ` della esdebitazione ad un fallimento definitosi in data 4.4.2006, e quindi cabilita anteriormente allentrata in vigore della riforma fallimentare.

16 17

Eraclito di Efeso (535 a.C.-475 a.C.). GHIA, LEsdebitazione, cit., 133 ss. 18 Trib. Roma, 18.1.2008, inedita.

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` giudiziaria, con argomentazioni che meritano di In quelloccasione, lAutorita essere ricordate, aveva ritenuto che: listituto dellesdebitazione ha una sua autonoma rilevanza, pur riconoscen` , il legame che, inscindibilmente, lo ledo, al fine della sua concreta applicabilita ga alla procedura fallimentare; le norme di collegamento della esdebitazione possono trovare applicazione piena anche in caso di vecchi fallimenti, tenuto conto, tra laltro, della previsione del termine annuale dalla chiusura del fallimento di cui allart. 143 l. fall., il ` di tali norme a tutti i fallimenti quale ha lo scopo di circoscrivere loperativita ` di un anno prima dellentrata in vigore della nuova pendenti e definiti non piu legge; ` recenti non sarebbe in con linterpretazione estensiva delle disposizioni piu trasto con la ratio ispiratrice della riforma, improntata fortemente al favor debitoris. ` utile ripercorrere le linee tracciate di recente dalla In ordine a tali profili, e Corte costituzionale con ordinanza del 24.2.2010, n. 61 (Presidente De Siervo Redattore Napolitano) 19. Procedendo per gradi, deve rilevarsi, anzitutto, che i Tribunali di Tolmezzo (con ordinanza del 15.5.2008), di Udine (con ordinanza del 27.1.2009), di Lucca (con due ordinanze del 24.2.2009) ed il Tribunale ordinario di Alessandria ` costitu(con ordinanza del 17.4.2009) avevano sollevato questioni di legittimita ` sia della zionale degli artt. 19 e 22, d.lg. 12.9.2007, n. 169, rilevando lillegittimita limitazione allapplicazione retroattiva dellesdebitazione ai fallimenti pendenti alla data del 16.7.2006, sia del divieto di estensione della stessa a tutti i fallimenti retti dal testo originario (r.d. 16.3.1942, n. 267) a prescindere dalla loro data di chiusura. In particolare, si sottolineava come lintroduzione del nuovo regime transito` di trattamento, lesiva dellart. 3 Cost., rio producesse unirragionevole disparita tra i falliti le cui procedure si erano concluse prima del 16.7.2006, ai quali veniva precluso laccesso alla esdebitazione, ed i falliti le cui procedure, a quella data, erano ancora pendenti, ai quali, invece, il beneficio poteva essere accordato, ben , in entrambi i casi, la disciplina fallimentare applicabile era stata o doveva che essere quella previgente. Sulla base di tali e di ulteriori premesse i giudici a quo ritenevano violati i principi di ragionevolezza, uguaglianza e tutela del diritto di azione. Il Tribunale di Lucca aggiungeva a tali censure che la riforma aveva inteso espungere gran parte degli elementi punitivi nei confronti del debitore, ed introdurre, al contempo, profili di carattere premiale per il fallito meritevole, con

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C. cost., 24.2.2010, n. 61, GC, 2010, 3, 530.

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conseguenza quasi automatica dellesdebitazione in seguito allavvenuta chiusura del fallimento . Pertanto, la previsione degli artt. 19 e 22, d.lg. 169/2007, introduceva unipotesi di esclusione dal beneficio liberatorio del tutto svincolata dalla condotta del fallito e del tutto accidentale, la quale doveva ritenersi, oltre che in contrasto con il principio di uguaglianza, totalmente irragionevole e ingiustificata. Il Tribunale di Alessandria si soffermava su profili analoghi, deducendo, in particolare, che le disposizioni censurate risultavano prive di ragionevolezza in quanto ammettevano che a due falliti, con dichiarazione contemporanea, si ` con cui si erano riservassero trattamenti differenziati in ragione della velocita ` che irragionevole far dipendere concluse le procedure. Appariva, quindi, piu la concessione dellesdebitazione da fattori casuali e non riferibili alla condotta del fallito. ` in ordine allart. 24 Cost. era La Corte, rilevato che la questione di legittimita stata sollevata esclusivamente dal Tribunale di Udine, ne dichiarava la manifesta ` per assenza di motivazione; sullasserita violazione dellart. 3 inammissibilita Cost., riteneva le questioni sollevate manifestamente infondate, anche con speci` di trattamento, cos ` motivando: i rimetfico riferimento alla dedotta disparita tenti omettono di considerare che il criterio di discrimine nellapplicazione di diverse di` dirsi, a meno che non sia affetto da scipline normative basato su dati cronologici non puo ` intrinseca, fonte di ingiustificata disparita ` di trattamento, poiche , manifesta arbitrarieta ` secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, lo stesso naturale fluire del tempo e valido elemento diversificatore delle situazioni giuridiche (fra le ultime si vedano le sen le ordinanze n. 170 del 2009 e n. 212 del tenze n. 94 del 2009 e n. 341 del 2007 nonche 2008); per quanto attiene alla irragionevolezza della fissazione di un limite temporale ` di accedere al beneficio della esdebitazione posto che lunica alternativa alla possibilita possibile, onde non incorrere nella apposizione di ingiustificati termini, sarebbe stata ` del beneficio a qualunque soggetto che, essendo stato quella di estendere la applicabilita ` riscondichiarato fallito, vi avesse interesse dopo la chiusura del fallimento essa non e trabile nella censurata scelta legislativa che, anzi, appare coerente con la esigenza di compiere, al fine della concessione della esdebitazione, una serie di riscontri istruttori, volti alla verifica della effettiva meritevolezza del beneficio da parte del fallito, che ben difficilmente sarebbero possibili o, comunque, fonte di risultati attendibili, ove fossero svolti in relazione a procedure concorsuali la cui chiusura risalga a periodi troppo risalenti nel ` del legislatore la fissazione del detto limite tempo, rientrando, quindi, nella discrezionalita temporale . Ma se come si ritiene lo scopo della norma che ha introdotto nel nostro ` rappresentato dalla restituzione al ordinamento listituto dellesdebitazione e fallito persona fisica dei suoi diritti di cittadino, di imprenditore e di consuma limitatamente ai casi in cui egli dimostri di non aver frodato i cretore, ancorche ditori, ma di essere vittima di avverse situazioni imprenditoriali, e di aver colla-

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borato con la procedura; se la ratio della esdebitazione ruota sulla seconda ` , sul diritto allerrore riconosciuto (il quale non puo ` che tradursi opportunita in esperienza utile per rialzarsi ), o ancora sul reinserimento del fallito nei cir` finanziaria, non appare possibile cuiti produttivi, nel mercato e nella legalita condividere le argomentazioni svolte convenire con la Corte costituzionale, ne nellordinanza 68/2010. ` omettere di osservare che, sotto i profili della coerenza e Chi scrive, non puo congruenza argomentativa, viene posta alla base della motivazione che nega lapplicazione di un diritto nuovo (lesdebitazione), una giurisprudenza costi` tuzionale antecedente a tale nascita ed alla rivoluzione copernicana che ne e seguita per il diritto fallimentare italiano. ` La limitazione degli effetti temporali della normativa sulla esdebitazione, cos come identificata nellinterpretazione della Corte costituzionale (insensibile allo ` culturali, storiche e sociali, spirito di una riforma che, superando gravi difficolta ` possiseppur con tecnica legislativa e testi criticabili, ha inteso estendere il piu ` del legislatore e con la inbile lapplicazione della norma), stride con la volonta ` di situazioni che tale limitazione, inutilmente quanto non giustificabile disparita convincentemente, produce. Basti, a tal proposito, soffermarsi al caso sopra evidenziato di due fallimenti di persone fisiche dichiarati contemporaneamente, ma dei quali solo ` davvero difficile comprendere uno si concluda dopo il 16.7.2006. In tal caso, e il motivo per cui, tra i due debitori falliti, entrambi parimenti meritevoli, solo chi abbia visto la propria procedura prolungarsi oltre detto termine debba godere del beneficio e non laltro. Paradossalmente, nel caso di una procedura meno virtuosa, meno soddisfacente per i creditori e forse meno efficiente, il debitore la procedura e ` durata di piu `! consegue il beneficio esdebitatorio solo perche ` di offrire una letLa Corte costituzionale aveva ed ha, senzaltro, la possibilita ` aderente alle novita ` apportate, nel nostro ordinamento, con tura della norma piu lintroduzione del diritto di cui agli artt. 142 ss. l. fall. Una maggiore attenzione ai venti nuovi che spirano negli spazi e lungo gli argini del fallimento, anche per il tramite di interpretazioni additive della norma, contribuirebbero, infatti, a realiz` di trattamento giuridico di situazioni sostanzialmente zare la necessaria parita uguali, in modo coerente con la logica socio-economica che ha orientato la riforma. La rimozione, o comunque il superamento, di un elemento casuale quale la durata della procedura, una volta accertato che il debitore non aveva alcuna pos` di incidere su tale elemento, dovrebbe risultare unoperazione di ermesibilita neutica giuridica doverosa nel quadro complessivo della nuova legge e nella constatazione che le ipotesi in esame erano soggette alla vecchia legge fallimentare, nellambito della quale listituto dellesdebitazione era del tutto sconosciuto.

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Linterpretazione della Corte riflette, invero, una concezione del fallimento residualmente, quanto ingiustificatamente, punitiva nei confronti di falliti sfortunati , le cui procedure, essendosi chiuse anteriormente alla data del 16.7.2006, non possono trovare il loro oramai quasi naturale completamento nellesde , tantomeno, nel soppresso istituto della riabilitazione. bitazione, ne ` geSembra sia prevalsa, anche in questo caso, lapplicazione del principio piu nerale della successione delle leggi nel tempo, questa volta chiamato a riaffermare il peso e lincidenza, su beni essenziali della vita quali i diritti introdotti con lesdebitazione, di elementi casuali; di scelte indiscutibili quanto dogmatiche del principe . Il legislatore, di contro, con lintroduzione di un nuovo contesto legislativo orientato a favorire la via negoziale degli accordi tra debitore e suoi creditori (sotto il controllo del comitato dei creditori e del curatore), ha inteso eliminare, ` attuali, o quanto meno ridurre, manifestazioni di carattere pubblicistico, non piu in controtendenza con la velocizzazione delle procedure, con le generali attese socio-economiche e con le regolamentazioni vigenti nei paesi concorrenti. In conclusione, in piena coerenza logica alle premesse, deve ritenersi che lor` compatibili con la nuova dinanza della Corte rischia, giustificando letture non piu norma, di frapporre ulteriori ostacoli sul cammino dellesdebitazione e conse` a questo motore della vigente disciplina guentemente di sottrarre attrattivita fallimentare.

5.2. Sulla condizione di cui allart. 142, 2o co., l. fall.


Altro profilo perplesso della materia in esame, viene evidenziato in una pronuncia della Corte dappello di Ancona (12.12.2008), la quale, interrogandosi sulla portata da riconoscere alla norma di cui allart. 142 l. fall. nella parte in ` essere concessa qualora non siano stati sodcui statuisce che lesdebitazione non puo disfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali giunge a riformare la pronuncia del Tribunale che aveva rigettato la domanda di esdebitazione presentata da un soggetto fallito. In particolare, il giudice di primo grado argomentava il rigetto dellistanza di ` dellistituto introdotto con il D.Lgs. menesdebitazione affermando linapplicabilita zionato n. 5/06 per carenza delle condizioni oggettive previste dallart. 142, secondo comma, L.F., per mancato totale soddisfacimento dei creditori chirografari ammessi . La Corte dappello offriva, invece, uninterpretazione discorde e decisamen` attuale sul punto, ritenendo sufficiente la soddisfazione anche solo parte piu ziale di qualsiasi categoria dei creditori ammessi (ovvero anche solo parziale dei creditori privilegiati).

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Il dissenso, alla base dei motivi di censura, veniva, difatti, ricondotto allerroneo assunto avallato del Tribunale di Ancona per cui, in forza della disposizione suddetta, risulterebbe elemento imprescindibile per la concessione del beneficio di esdebitazione, la soddisfazione, anche solo simbolica, dei creditori chirografari. La Corte chiariva che lart. 143 l. fall., nella parte in cui prevede che il Tribunale debba dichiarare inesigibili i debiti non soddisfatti integralmente , non pone una limitazione applicativa dellistituto ai soli casi di debiti soddisfatti par` opportunamente contempla la possibilita ` che il beneficio zialmente, ma piu stesso venga esteso anche ai crediti del tutto insoddisfatti in sede di ripartizione dellattivo. ` affermato nelle righe che precedono Tale interpretazione come peraltro gia risponde maggiormente allo spirito della nuova disciplina fallimentare, esplicitamente finalizzata, secondo i dettami della legge delega, alla liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti , ivi non riscontrando alcun riferimento a qualsivoglia distinzione tra sod , tantomeno, tra diverse categorie di creditori. disfacimento parziale o totale, ne In sostanza, non si rinviene il motivo per il quale il debitore incolpevole e collaborativo non debba avere diritto allesdebitazione indipendentemente dal numero e dalle tipologie dei creditori soddisfatti e dalla percentuale dei crediti pagati; fosse anche uno solo e per giunta pagato parzialmente. Lassunto cui si giunge sarebbe, peraltro, avvalorato dalleliminazione del` del soddisfacimento totale di alcune categorie di creditori prevalobbligatorieta lentemente intoccabili , anche in altri istituti del diritto fallimentare, quali il concordato preventivo e quello fallimentare. In senso contrario, pronunciandosi su unistanza di esdebitazione presentata ` fallita, si e ` espresso il Trida un socio illimitatamente responsabile di una societa bunale di Roma, in data 7.10.2009 (Rel. Est. E. Norelli). ` Verificata la sussistenza del presupposto soggettivo in quanto il ricorrente e legittimato a chiedere il beneficio, essendo fallito persona fisica (art. 142, primo comma, primo periodo, L.F.): la norma non discrimina il fallito in quanto imprenditore individua` dichiarata le (art. 1 L.F.) dal fallito in quanto socio illimitatamente responsabile di societa fallita (art. 147 L.F.), richiedendo solo che sia persona fisica il Tribunale ha riscontrato, nel caso di specie, la mancanza del requisito oggettivo di cui allart. 142, 2o co., l. fall. Liter argomentativo, alla base del conseguente rigetto dellistanza di esdebitazione, si fonda sullassunto per cui la disposizione in discorso, dovrebbe essere interpretata nel senso che il beneficio esdebitatorio non possa essere accordato nei casi come quello in esame ove i creditori particolari del socio ricorrente (ammessi al passivo di lui) non sono stati soddisfatti neppure in parte .

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Larticolo richiamato dovrebbe essere letto, prosegue la sentenza, nel senso che il beneficio sia subordinato al soddisfacimento almeno parziale di tutti i creditori concorrenti, il che implica che il fallimento si sia chiuso con una ripartizione, grazie alla qua in misura le tutti i creditori ammessi al passivo abbiano ricevuto un pagamento, ancorche minima . ` formulata, deriverebbe da una lettura combinata Tale interpretazione, cos dellart. 142 l. fall. con lart. 143 l. fall., il quale statuisce che la pronuncia del Tribunale, in caso di accoglimento della domanda di esdebitazione, rende inesi` dichiarato fallito, i debiti concorsuali non gibili nei confronti del debitore, gia soddisfatti integralmente. Questultima norma si sottolinea dovrebbe essere considerata quale cardine della disciplina, dal momento che lesdebitazione, ossia la liberazione del debitore ` un effetto che si produce prima del e indipendentemente dal provdai debiti residui, non e ` creato proprio e solo da questo . vedimento giudiziale, ma e Lesame della istanza ed il provvedimento di accoglimento o di rigetto della stessa darebbero, quindi, luogo ad un accertamento di natura costitutiva. ` evidente proseguendo nella direzione tracciata dal Tribunale di Roma con E la sentenza in esame che i debiti non soddisfatti integralmente siano tutti i debiti e che tutti i debiti debbano risultare soddisfatti solo in parte; ossia tutti i crediti ammessi al passivo debbano essere parzialmente soddisfatti in sede di ripartizione dellattivo. Il soddisfacimento parziale dovrebbe, in questa prospettiva, essere inteso quale soddisfacimento non integrale di tutti i crediti e non quale soddisfacimento di una loro parte, ossia di alcuni o di uno solo dei creditori concorrenti. Laccoglimento della domanda di esdebitazione, quindi, sarebbe subordinato al soddisfacimento parziale di tutti i debiti singolarmente considerati, precludendo laccesso al beneficio in tutti quei casi in cui residuino crediti per nulla soddisfatti. Condizione oggettiva imprescindibile, ai sensi dellart. 142 l. fall., sarebbe quindi la definizione della procedura fallimentare con una ripartizione finale dellattivo in cui siano utilmente collocati tutti i creditori ammessi al passivo, quale che sia la percentuale attribuita ai creditori chirografari. Tale impostazione ci riporta al percorso tradizionalmente seguito sotto la vigenza della normativa precedente, prevedendo la soddisfazione prima di tutti i creditori privilegiati, ovviamente per lintero, e quindi, in percentuale anche minima, di tutti i credi` del concorso tori chirografari. Si afferma, dunque, il principio della universalita ` della tutela assicurata ai diversi diritti e della soddisfazione pur nella diversita ` la nuova normativa abbandona, come abbiamo visto in molcreditori. In realta teplici casi, tale impostazione, privilegiando il dato economico del risultato della ` evidenziato) escludendo non a caso dal testo della norliquidazione e (come gia

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` elastico e mirato riferimento ma il richiamo a tutti i creditori, operando un piu ai creditori concorrenti . Sullonda di tali argomentazioni, si giungeva, nel caso di specie, al rigetto della istanza di esdebitazione, a motivo dellassunto per cui, oltre che ai creditori sociali, anche ai creditori particolari del socio illimitatamente responsabile do` del beneficio, una percentuale, vrebbe esser riconosciuta, ai fini dellapplicabilita minima, dellattivo fallimentare. ancorche ` evidenziato 20, una simile lettura, perfettamente in linea con linterCome gia ` rigorosa e restrittiva delle potenzialita ` applicative dellesdebitaziopretazione piu ` a collocarsi nellambito di un contesto fallimentare rinnovato. ne, trova difficolta La ratio legis alla base della normativa sulla esdebitazione, avvalorata, peraltro, ` da un giurisprudenza davanguardia quale quella citata 21, riflette la sua identita ed il suo fine precipuo, non tanto nella ridondante analisi di elementi quantitativi ` nella offerta di una ulteriore chance al relativi alla species del creditore, bens ` rientradebitore, il quale, rivelatosi meritevole secondo i canoni della legge, potra re nel circuito economico, riacquisendo e generando nuova vita produttiva. Nel caso in esame, il peso che la norma attribuisce ad elementi concreti quali la collaborazione del debitore nella ricomposizione dellattivo, lassenza di ulte` di quelle gia ` distribuite, nonche la mancata opporiori risorse liquidabili al di la sizione alla domanda di esdebitazione, non vengono presi in considerazione dal Tribunale che sembra invece preferire la concezione, superata dalla norma, del giudice che sostituisce i creditori, forzando la dialettica che la legge affida direttamente alle parti interessate (debitore, creditori, curatore, comitato) ed esprime ` a modificare i dati economici della sinil suo potere punitivo, senza riuscire pero ad ampliare la realizzazione degli interessi dei creditori, lagola procedura, ne sciando immutato il loro livello di soddisfacimento. Sul tema, ulteriori spunti riflessivi emergono da una pronuncia della Corte dappello di Roma 22, la quale ha riformato una sentenza del Tribunale di Velletri 23, che aveva rigettato la domanda di esdebitazione di un soggetto fallito nei cui confronti non risultavano sussistenti, al momento della chiusura del fallimento, creditori concorsuali insoddisfatti. ` condividersi una interpretazione delTale pronuncia ha chiarito che non puo lart. 142 l. fall. per cui, in assenza di domande di ammissione al passivo e, quindi, formalmente di creditori insoddisfatti, non possa essere concesso il beneficio dellesdebitazione.

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Cfr. infra, 7 ss. Cfr. infra, 8. 22 App. Roma, 24.2.2009, DPSoc, 2010, 4, 72. 23 Trib. Velletri, 21.7-2.8.2008, inedita.

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Si legge, infatti, nelle motivazioni della sentenza che sarebbe una paradossale incongruenza riservare un trattamento deteriore a chi si deve presumere essere riuscito a ` completo alle aspettative del ceto creditorio, rispetto a chi vi venire incontro nel modo piu ` riuscito solo in parte e tutto questo solo per la teorica possibilita ` della presenza di cree ditori rimasti fuori dalla procedura semplicemente per non essere stati in grado di promuovere nei termini le rispettive istanze di ammissione al passivo . La natura premiale e meritocratica dellistituto trova, nel caso di specie, lideale equilibrio logico nella ineccepibile considerazione per cui: se lesdebita` correttamente essere accordata a chi abbia soddisfatto anche solo in zione puo ` essere riconosciuta la leparte i creditori concorsuali, a maggior ragione dovra gittimazione ad ottenere il beneficio liberatorio a quanti abbiano saputo adempiere alle pretese creditorie in modo tanto soddisfacente da evitare domande di ammissione al passivo. Secondo la tesi del Tribunale di Velletri, linterpretazione letterale dellart. 142 parziale dei credil. fall. richiederebbe necessariamente un pagamento ancorche tori concorrenti che, nel caso di specie, non poteva ritenersi sussistente per totale mancanza della categoria. In assenza di pagamenti nellambito della procedura aveva ritenuto il Tribunale di Velletri il beneficio non dovrebbe operare neppure nei confronti dei creditori non concorrenti: lart. 142, 2o co., l. fall. sostiene ancora il Tribunale di Velletri prevede espressamente la liberazione dai debiti residui ed esclude la ` dellesdebitazione qualora non siano stati soddisfatti neppure in parte i creconcedibilita ` pronunciare lesdebitazione ditori concorsuali (...) ne discende che il Tribunale non puo del fallito, oltre che in mancanza delle condizioni di meritevolezza previste dallart. 142, neppure in caso di pagamento integrale dei creditori concorsuali e in quello, opposto, di assenza di creditori concorsuali e quindi di creditori parzialmente soddisfatti . Codesta pronuncia appare orientata ad una interpretazione condizionata dalla normativa preesistente e non sufficientemente coordinata, quindi, con il nuovo im` stata correttamente ribaltata dalla Corte dappello. pianto concorsuale. Pertanto, e Le considerazioni svolte chiariscono, dunque, la direzione che si ritiene di dover condividere e perseguire, consapevoli del sapore inevitabilmente acerbo ` della materia stessa delle prime pronunce che tengono conto per immaturita del cammino intrapreso dallistituto ed al contempo quel cammino scrivono, con tutte le incertezze interpretative che caratterizzano il nuovo .

6. Conclusioni
Come spesso o forse sempre accade nel diritto, giunti alla fine di un viaggio attraverso il quale si sono ripercorsi i tratti essenziali dellistituto dellesdebita-

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Concordato fallimentare - Chiusura del fallimento e suoi effetti

` zione, non appare possibile porre un punto definitivo ad una esperienza, che e ancora in gran parte da compiersi. Il diritto, per sua stessa natura o definizione, non cede mai il passo alla stati` : accelera, rallenta, talvolta regredisce, senza mai spogliarsi della sua dinamicita ` , specchio dellevolversi del mondo che lo circonda. cita ` quello di Ed ecco che il compito di chi si trova ad interpretare una norma e ` possibile rispondente alla realta ` immanente delle cose, offrire un quadro il piu di collocare quella stessa norma nel contesto o sistema che la comprende, e su ` che oggi si scritali premesse, riconoscerne lanima, il colore, consapevoli che cio ` superato. ve, domani potrebbe essere gia ` Tali considerazioni, cucite sul nostro caso, rafforzano la convinzione per cui e improponibile, oltre che illogico, continuare a leggere ed applicare un istituto, introdotto ex novo nel nostro ordinamento, prescindendo dallevoluzione del contesto concorsuale, del quale fallimentare, del quale quello stesso istituto ne costituisce solo una parte. A tale assunto deve giungersi, a maggior ragione, se si tiene conto delle po` giuridiche dellesdebitazione, che, nonostante le naturali resistenze tenzialita ed i comuni ostacoli che il nuovo sempre incontra scontrandosi col vecchio, passo dopo passo, ha conquistato un ruolo di rilievo, contribuendo a rinnovare, mi` inserita e integrata. gliorandola, la scena giuridico-economica nella quale si e Le note stonate, quegli orientamenti, vale a dire, che limitino il diritto di cittadinanza del beneficio nel nostro ordinamento, sono le stesse che, evidentemente, non credono nel recupero alla vita civile e produttiva del fallito incolpevole e collaborativo; le stesse che rinunciano a realizzare procedure veloci e competitive in grado di far concorrere il nostro paese, sul piano dellindustria, dellecono` della vita, alla pari con le realta ` giumia, della giustizia e, quindi, della qualita ` avanzate. ridiche ed economiche piu ` di qualche dissonante pronuncia, pare riLapplicazione dellistituto, al di la spondere allo spirito che muove il processo rivoluzionario in atto nel nostro diritto fallimentare, il quale, innegabilmente, dipinge quellanima, quel colore della nuova norma nel senso dellaffermazione di un principio, che ritrova le sue ra` , vale a dire, di dici ed il suo scopo essenziale nel new fresh start : nella possibilita rialzarsi e ripartire, allorquando, incolpevolmente, si sia caduti. ` inconcluso e le direzioni che la vela puo ` prenIl tragitto, inevitabilmente, e dere sono aperte ai venti che il legislatore, la giurisprudenza, la dottrina ed i sog` il quadro atgetti stessi del fallimento vorranno seguire o determinare. Questo e ` tuale; il resto e da scrivere.