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9 marzo 2009, newsletter numero 14

UN ANNO @ NAPOLI
Apro questa newsletter con un invito, che vi metto anche nel testo della mail e che farò girare su
facebook. Un anno fa, iniziava la mia avventura politica, e da allora siete in molti a seguirmi con affetto.
Siccome internet e la posta elettronica saranno pure comodi, ma fare due chiacchiere insieme è un’altra
cosa, ho pensato di invitarvi sabato 21 marzo, alle 10, presso la sede del Pd Campania (via Generale
Orsini, 30 – zona Santa Lucia, a due passi da piazza del Plebiscito). È un invito del tutto informale, che
potete tranquillamente allargare a parenti ed amici. Passiamo un paio d’ore insieme, in cui mi fate tutte
le domande che volete. Che ne dite?

PARTE 1: PARLAMENTO

LE DIMISSIONI DI VELTRONI
Dall’ultima newsletter ad oggi, sono passate solo tre settimane. Ma è successo un terremoto. Le mie
considerazioni a caldo le trovate naturalmente sul blog
(http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/17/dimissioni-veltroni-pd-sconfitta-sardegna/ e
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/18/dimissioni-veltroni-leader-pd-congresso/ ) e non so se, a
venti giorni di distanza, ho maturato qualcosa di più razionale. Posso solo dire che Walter Veltroni mi
sembrava la persona adatta per tenere insieme sensibilità diverse, ma che lo avrei voluto più leader,
soprattutto con gli altri dirigenti del partito. Il nostro perenne dibattito interno è certamente una prova di
democrazia, soprattutto se confrontato con la monarchia assoluta in atto nel Centrodestra, ma ci sono
stagioni della vita in cui servono certezze. È chiaro che il rapporto tra me ed i miei figli sarà improntato, fra
una quindicina d’anni, al dialogo totale; ma è altrettanto indispensabile che ora (Mattia ha 4 anni, Assia ne
ha 2) decida io per loro. Certamente dopo aver ascoltato i nonni, le maestre, i genitori degli amichetti,
perché la loro esperienza mi è sempre di grande aiuto. Ma alla fine decido io. Ecco, il Partito democratico è
perfino più piccolo dei miei figli, ma non ha ancora sentito chiaramente la voce del papà. Tranne che
sull’unico punto, il testamento biologico, su cui a mio parere non era necessario: ve lo spiego tra poco.

L’ELEZIONE DI FRANCESCHINI
All’assemblea nazionale non ho potuto votare (essendo entrato nel Pd solo un anno fa, non ne faccio parte,
nonostante sia un parlamentare), ma se avessi potuto avrei votato per Dario Franceschini. Il cuore mi
diceva “primarie subito”, la testa no. Avevo paura che, con la campagna elettorale delle amministrative in
atto, ci saremmo spaccati definitivamente. Al Congresso di ottobre, però, dovranno esserci primarie vere:
con Bersani o senza, con Franceschini o senza, ma primarie vere. L’inizio di Dario è stato buono. Io gli ho
mandato un sms con un versetto del Siracide: “Siano molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi
consiglieri uno su mille”.

IL METODO RENZI
Pochi giorni prima del ‘terremoto democratico’, il Pd aveva dato una bella lezione di democrazia con le
primarie per il candidato sindaco di Firenze. Una competizione aperta, dura e sana in cui l’outsider, il
ragazzo 34enne che si era messo in gioco (rinunciando alla sicura ricandidatura alla Provincia e sfidando gli
uomini scelti dalla dirigenza) ha sovvertito i pronostici e si è imposto. Ha vinto Matteo Renzi, certo; ma a
vincere sono state soprattutto le primarie che hanno dato ancora un volta prova della loro vitalità (hanno
votato circa 2 mila persone in più rispetto all’elezione di Veltroni a segretario) e della capacità di sovvertire
logiche che, al ritmo del rassicurante refrain ‘non spacchiamo il partito’, avrebbero portato a distribuire gli
incarichi al grammo in base al peso delle correnti. Insomma: è vero che le primarie non devono essere solo
un metodo, ma una cultura; che non devono diventare il luogo delle lotte fratricide e di leaderismi
autoreferenziali. Resta il fatto innegabile che sembrano l’unico strumento capace di riportare la gente a
partecipare e a sentirsi protagonisti delle scelte. Blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/16/primarie-pd-sindaco-firenze-matteo-renzi/ .

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RITORNO IN TV: IL TESTAMENTO BIOLOGICO


Dopo un anno dall’addio ad ‘A sua immagine’ sono tornato nello studio di una televisione nazionale. È
accaduto ad Omnibus su La7, dove sono stato invitato ad un dibattito sul testamento biologico. Battesimo
di fuoco evidentemente, perché la mia presenza era chiaramente connotata come voce del dissenso
interno al Pd. Credo tutto sommato di essermela cavata; di aver portato un metodo fondato sul dialogo in
un tema che è stato indebitamente radicalizzato. Ho mosso una critica al Pd per essere orientato a votare a
maggioranza su temi di coscienza; ma ho ritrovato ancora una volta l’orgoglio di rappresentare un partito
che crede e si fonda sul dibattito e sulla discussione democratica e non si lascia tentare, come accade da
altre parti, da uno strumentale ed insincero unanimismo. Mai come nel caso di questa legge, infatti, c’è
bisogno di approfondimento e di studio, ho detto in trasmissione. L’orientamento che hanno preso i lavori
parlamentari dimostrano che avevo forse ragione. Per chi fosse curioso, sul blog trovate un post e il link
sulla trasmissione: http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/25/dibattito-tv-testamento-biologico-
la7/ .

LA LEGGE ANTIFANNULLONI
In Parlamento si è votato il ddl Brunetta, passato alle cronache come “legge antifannulloni”; ma il nome,
purtroppo, è decisamente meglio del contenuto. L’idea di migliorare la pubblica amministrazione è
sacrosanta, ma farlo con l’accetta rischia di creare più danni di quelli che si vogliono risolvere. Grazie alle
assenze nei banchi della maggioranza, siamo riusciti a far passare qualche emendamento; uno di questi
prevedeva di non legare lo stipendio dei medici alla loro produttività, altrimenti avremmo assistito ad una
corsa al bisturi. Un altro – sul quale i giornali hanno fatto molta confusione – riguarda il divieto di
pensionamento forzato per chi abbia 40 anni di contributi, che non preclude naturalmente la possibilità di
andare in pensione per chi lo voglia ma evita che sia il governo a mettere a riposo solo i dirigenti sgraditi. Il
mio blog in quei giorni è diventato uno dei riferimenti per i dipendenti pubblici:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/12/ddl-brunetta-anti-fannulloni-pd/ .

IL TESORO SPRECATO
Il 24 febbraio è arrivato alla Camera il cosiddetto decreto milleproroghe ed è stata posta l’ennesima
fiducia: di conseguenza, non è stato possibile presentare emendamenti, ma solo ordini del giorno. Ne ho
firmato uno con due colleghi dell’Idv, in cui chiedevamo la possibilità per tutti di conservare o donare il
cordone ombelicale, oggi concessa solo a pochi. Un vero tesoro per la cura e la ricerca medica che in Italia
viene sprecato (nel 2007 sono state conservate solo 2500 unità di sangue cordonale su circa 570 mila
nascite; un cordone su 228). La nostra proposta mirava soprattutto a costituire una rete nazionale di
banche di raccolta, volta ad evitare l’attuale spreco. In realtà, una rete del genere dovrebbe già esistere
secondo quanto stabilito nel 2007 dal governo Prodi; manca però l’emanazione del decreto ministeriale che
dovrebbe definirne i dettagli. Operazione a costo zero? No di certo. E allora, come al solito: la Camera
respinge!

LA LEGA ANTICRISI
In un momento difficile come quello attuale, il governo sta seriamente pensando di investire 200 milioni di
euro per organizzare una giornata elettorale specifica da dedicare al referendum di modifica della legge
elettorale. Si tratta di alcuni quesiti pensati per eliminare la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni
contemporaneamente e di penalizzare i partiti minori delle coalizioni. La Lega non vuole assolutamente
farlo coincidere con il voto di giugno per amministrative ed Europee: l’election day, infatti, aumenterebbe
seriamente il rischio di raggiungere il quorum di un referendum che alla Lega non piace affatto. Si
potrebbero convincere gli elettori a votare per il no, ma evidentemente Bossi non crede di riuscirci: e così,
c’è il rischio serio di sottrarre 200 milioni di euro alle casse pubbliche che potrebbero essere invece
investiti, come abbiamo spiegato in una conferenza stampa, in una serie di concrete misure anticrisi.
(http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/03/03/pd-election-day-referendum-europee/ )

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IL PERMESSO DI VANGELO
Forse non tutti sanno che a Novara vive e lavora un pericoloso eversivo: si chiama don Dino Campiotti,
dirige la Caritas diocesana e, per aiutare le fasce più povere della popolazione, ha lanciato il progetto
“carovita” con i fondi dell’8 per mille, con l’aiuto della Provincia amministrata dal Pd e di una fondazione
bancaria. Il sindaco leghista, appoggiato da due parlamentari del Centrodestra, si è accorto che i poveri
sono anche stranieri e ciò è bastato per accusare la Caritas di aiutare i clandestini con i soldi pubblici. Sul
blog trovate i dettagli della storia (http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/03/06/novara-caritas-lega-
immigrati/ ), che mi ha fatto venire in mente quando, un mese fa, Lega e Pdl si iscrivevano in massa al
partito della vita. Portavano panini sotto la clinica di Eluana Englaro e dicevano che in Italia nessuno doveva
morire di fame e di sete. Nessuno, tranne gli immigrati.

PARTE 2: TERRITORIO

POMIGLIANO D’ARCO
Venerdì 27 febbraio ho partecipato al corteo di solidarietà per i lavoratori Fiat di Pomigliano d’Arco,
insieme ad altri due parlamentari del Pd ed a una buona rappresentanza di amministratori locali. Ma c’era
soprattutto una presenza massiccia della società civile: insieme ai lavoratori ed ai sindacati ho visto intere
famiglie, studenti, commercianti, associazioni e parrocchie, con in testa il vescovo di Nola. Purtroppo – e lo
dico in tono preoccupato, non polemico – non c’erano esponenti del governo, né della maggioranza di
Centrodestra. Il corteo, lunghissimo, ha toccato tutte le strade della città, sfilando tra decine di negozi
chiusi in segno di solidarietà. La strada da percorrere è una sola: riconvertire la produzione dello
stabilimento su vetture ecologiche (e magari meno lussuose della 147 e della 159!). Non è un mistero che la
Fiat sia stata tenuta in vita, per molti anni, con gli aiuti statali: ora è il momento di restituire qualcosa
all’Italia, a cominciare proprio da Pomigliano. Sul blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/27/corteo-operai-fiat-pomigliano-darco/ .

FIGLI IN FAMIGLIA
Ve ne ho già parlato altre volte: nell’area est di Napoli è attiva una onlus meravigliosa, fondata e presieduta
da una donna straordinaria. Lei è Carmela Manco, l’associazione – che mi ha invitato ad una tavola rotonda
sul volontariato a San Giovanni a Teduccio, per festeggiare i primi 15 anni di attività – si chiama “Figli in
famiglia”. È stata l’occasione per confrontarmi con diverse realtà associative che quotidianamente lavorano
a sostegno dei bambini e dei più deboli in questa porzione di città che vive da anni il disagio di una
riconversione economica mai avvenuta. Nei prossimi giorni impegneremo il governo a sostenere alcune
iniziative: se tutto va bene, ve ne parlerò in una prossima newsletter.

CARCERI
Nella newsletter precedente vi raccontavo della mia visita al carcere di Poggioreale e delle mie
preoccupazioni per il progetto del governo di costruire nuovi istituti di pena tagliando i fondi al
reinserimento dei detenuti. In queste settimane sono tornato nuovamente ad occuparmi di carcere: la
comunità di Sant’Egidio mi ha infatti invitato ad un convegno promosso dalla diocesi di Napoli a
Capodimonte. Ho potuto così apprezzare le parole del cardinale Sepe, che chiedeva a tutti (Chiesa,
associazioni, istituzioni) di lavorare insieme perché venga sempre garantita la funzione rieducativa, come
prevede il nostro ordinamento penitenziario (legge 354/1975).

CONFERENZA PROGRAMMATICA PD
Sabato 28 ero a Bagnoli, per la Conferenza programmatica del Pd napoletano che si è svolta alla Città della
Scienza. Nella relazione di Enrico Morando (purtroppo assente, per un lutto familiare) c’era un passaggio
sul rilancio dell’area metropolitana, attraverso 6 grandi organizzazioni. Una di queste era l’Autorità per le

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Comunicazioni, sulla quale – come alcuni di voi ricorderanno – ho sollecitato un intervento del governo,
attraverso un’interrogazione parlamentare che non ha ancora avuto risposta: chiedevo spiegazioni sul
progressivo svuotamento della sede napoletana dell’Agcom e del trasferimento di molti uffici a Roma. Ma
la cosa che mi ha più colpito della Conferenza sono state le testimonianze degli amministratori locali, che
spesso hanno lamentato l’assenza di noi parlamentari sul territorio: anziché giustificarmi, obiettando che io
sono a Napoli tutte le settimane, ho cercato di capire come poter rispondere meglio alle loro richieste, e
così ho iniziato immediatamente un giro per i Comuni della provincia, con l’intento di ritornare
periodicamente coinvolgendo anche i circoli del Pd. Sul blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/02/28/conferenza-programmatica-pd-napoli-provincia/ .

PRIMARIE
Ieri, domenica 8 marzo, è cominciata la sfida delle primarie per il candidato alla presidenza della Provincia:
verrà scelto fra due settimane, dopodiché ci potremo finalmente gettare in una campagna elettorale che il
Pdl ha già iniziato da un mese e mezzo. Si sono raccolte le firme per Gino Nicolais, persona che – come
sapete – stimo molto: chiunque vinca, però, mi auguro che i democratici napoletani sappiano prendere
esempio da quelli americani. Tra Hillary Clinton e Barack Obama ci fu una lotta durissima, fino al giorno
della scelta del candidato: a quel punto, si è aperta una fase nuova all’insegna dell’unità e della lealtà
reciproca che ha consentito ad Obama di battere McCain.

SINDACI: POMPEI E OTTAVIANO


Il primo sindaco che ho incontrato è stato quello di Pompei, Claudio D’Alessio: uno di quelli più arrabbiati,
se posso dire così, alla Conferenza programmatica di sabato 28. Giunto alla fine del primo mandato, ha
annunciato la sua ricandidatura: se la vedrà, tra l’altro, con un ex militante del Pd che ha ceduto alle
lusinghe del Centrodestra. Con il sindaco abbiamo discusso a lungo sulle opportunità inespresse di una città
che al suo interno raccoglie i famosi scavi, meta di turismo internazionale, e il santuario della Madonna del
Rosario, itinerario amatissimo sul versante religioso. Eppure, la rete alberghiera non è sufficiente e il ritorno
economico è pertanto limitato, trattandosi di turismo prevalentemente di passaggio. Serve un’iniziativa
forte, e con il sindaco ne stiamo discutendo: ritornerò a breve a Pompei e, come sempre, vi terrò
aggiornati. Ho incontrato anche il sindaco di Ottaviano, Mario Iervolino: anche lui al termine del primo
mandato, sta decidendo in queste ore se ricandidarsi. Sinceramente, mi auguro che sciolga presto la
riserva, perché c’è bisogno di persone in gamba come lui. Ottaviano, che per tanti è la città di Raffaele
Cutolo, è impegnata da tempo in progetti di legalità, per ridare ai suoi cittadini la possibilità di riscattarsi da
una ferita ancora aperta. Come Pompei, è una città che potrebbe sfruttare meglio il suo tesoro: quel parco
Nazionale del Vesuvio che va rilanciato, perché il turismo ambientale può essere davvero una ricchezza per
tutta la zona.

APPUNTAMENTI
Chi avesse piacere di incontrarmi può rivolgersi, come sempre, ad Oreste Di Maio
(oreste.dimaio@camera.it oppure napoli@andreasarubbi.it), lasciando naturalmente un proprio recapito.
Sia Oreste che io, poi, siamo su facebook, così come Emiliano Boschetto (emiliano.boschetto@camera.it),
che mi dà una mano nell’attività parlamentare.

PARTE 3: BOTTA E RISPOSTA

MITTENTE: SABATO
OGGETTO: DIMISSIONI VELTRONI
Ciao, Andrea! Sono un tesserato del PD presso la sezione del mio paese (Trecase), ero presente con la mia
famiglia (moglie e due figli di 17 e 18 anni) al Circo Massimo, ho votato nei giorni scorsi i componenti del

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direttivo della sezione e credo molto nel progetto del PD. Si dice che un uomo non deve mai piangere o far
trasparire le emozioni (non condivido), ebbene io l'altro giorno lacrimavo dalla rabbia quanto ho appreso
delle dimissioni di Walter Veltroni e mi è difficile descrivere la commozione vedendolo in TV durante la
conferenza stampa. Non riesco a digerire come mai la serietà, l’onestà, i sani principi, la moralità, la
chiarezza, in questo Paese non contino più…
Caro Sabato, è stato un colpo durissimo anche per me. Ho capito, dopo un anno, che le buone intenzioni in
politica non sono abbastanza. Ma il Pd è comunque pieno di persone serie ed oneste, per fortuna, ed il suo
progetto ha ancora molto da dare all’Italia.

MITTENTE: DARIO
OGGETTO: TIENI DURO
Caro onorevole, mi unisco ai tanti messaggi di sostegno che stai ricevendo in questi momenti nei quali gli
ideali che ti hanno spinto ad impegnarti in politica sembrano franare. Tu, però, non farti travolgere e
continua a lavorare per il futuro. Soprattutto, non farti dimettere anche tu: sono quelli che pensano solo
alle proprie rendite di posizione che se ne dovrebbero andare.
Tranquillo, Dario: non mi faccio dimettere! 

MITTENTE: DAVIDE
OGGETTO: FRANCESCHINI E IL FUTURO DEL PD
Senza enfasi, credo che all’Assemblea nazionale sia nato veramente il PD. E il turbamento determinato dalla
leadership di un cattolico alla guida del maggior partito della Sinistra italiana lo ha dimostrato. Il PD da oggi
infatti, non dovrà essere solo il partito degli ex Pci, ma il Partito di tutti quelli che credono in una Italia
diversa da questa. È il momento di porre fine a discussioni interne che non appassionano nessuno (anzi
avviliscono i più) per tornare a parlare, in primo luogo, agli elettori. Che hanno assistito piuttosto sgomenti
ad una opposizione flebile, e inconsistente, sempre pronta a fare accordi con una destra fortissima e
decisamente molto più furba. Le prime mosse di Franceschini vanno verso questa esigenza. Prima
cominciamo a recuperare i nostri, (che rischiano di finire dispersi tra Di Pietro, astensionismo e
depressione) cominciando a ricostruire il Partito. Davvero. Per fare questo, lo chiedo con forza, sosteniamo
Dario, diamo forza alla sua leadership, e lavoriamo affinché possa farcela . Non esistono segretari con la
“scadenza” come le mozzarelle. Franceschini ci porterà fino ad ottobre , con l’improbo compito di salvare il
PD. Ma sia chiaro, una parte importante del Partito, poi dovrà lavorare affinché Dario resti leader anche
dopo. Quindi stringiamoci intorno a lui, diamogli tutto il nostro sostegno!! Io il mio dovere lo sto già
facendo, rimettendo la tessera nel portafoglio, dopo che per due mesi era finita a fare da segnalibro..
Caro Davide, anche a me non piacciono i segretari con la scadenza delle mozzarelle, ma rispetto la decisione
di Dario di non ricandidarsi. L’importante è che, al congresso, ci sia una scelta vera e che, soprattutto, ci sia
qualche candidatura imprevista, che metta in difficoltà gli esperti di accordi a tavolino. Quanto al profilo del
Pd, è chiaro che dobbiamo fare opposizione (e lo stiamo facendo, anche se spesso non siamo bravi a
comunicarlo). Ma io non cederei alla tentazione di competere con Di Pietro su chi urla più forte.

MITTENTE: FABRIZIO
OGGETTO: QUESTIONE MORALE
Caro Andrea,la cosiddetta 'questione morale' mi sembra un programma lanciato con tante aspettative, ma
sono giunto alla conclusione che dobbiamo accontentarci: è così? Se è così penso che aspetterò ancora
prima di decidermi ad impegnarmi in politica e come me penso tanti giovani.
Caro Fabrizio, guai se dovessimo accontentarci! Al Pd non dobbiamo fare sconti su questo tema: ne va del
suo futuro. Il problema serio è che un’indagine non equivale ad una condanna, e che non possiamo
difendere i magistrati (come facciamo spesso, e giustamente) se poi non abbiamo fiducia nella giustizia.

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MITTENTE: VINCENZO
OGGETTO: ELUANA
Caro Andrea,credo che il caso Eluana ci insegni che il Paese ha bisogno di un forte recupero di basi culturali
autentiche e non di correnti ideologiche dettate dalle mode del momento. Il confronto serrato ha fatto
bene ma dovrebbe proseguire ora con più serenità e maggiore approfondimento. Seguiamo gli sviluppi
interni al PD e siamo pronti ad offrire quelle “energie” delle quali si fa un gran parlare. Parlo al plurale
perché “viaggiare è più bello se hai compagni di strada”… Ti ho incontrato un paio di volte a Napoli e spero
di rivederti presto; la newsletter è un grande momento di scambio ed un coraggioso (da parte tua) atto di
confronto politico e culturale del quale ti sono riconoscente.
Caro Vincenzo, la mia maggiore preoccupazione non è che il Pd vinca o perda le elezioni, ma che l’Italia
diventi un Paese migliore. Non so se i toni accesi e la superficialità del confronto sul caso Englaro ci abbiano
arricchito o ulteriormente impoverito: spero solo, come dici tu, che si recuperino serenità e profondità. Stai
attento ad offrire energie con me, perché potrei prenderti sul serio e poi sono guai.

Come sempre, vi invito a scrivermi sulla mail della Camera sarubbi_a@camera.it oppure su quella della
newsletter napoli@andreasarubbi.it .

www.andreasarubbi.it