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(7) L'EREMITA (1971)

(Il libro quasi completamente dedicato ad un vecchio eremita, a cui da giovane i cinesi avevano strappato gli occhi per fargli rivelare segreti che non conosceva, il quale racconta al giovane Lobsang Rampa una esperienza traumatizzante vissuta pi di sessant'anni prima: una vera e propria "abduction" prolungata.) (N.B.: Il termine "universo" viene utilizzato quasi certamente come sinonimo di "galassia".)

ANTICHE CIVILTA' ED ALIENI

7-11 "La prima cosa che ricordo era che giacevo su un soffice letto in modo assai confortevole. Ovviamente ero giovane allora, proprio come lo sei tu ora, e pensai di essere stato trasportato fino ai Campi Celesti. Ma non potevo vedere e sapevo che se quella era laltra parte della Vita, avrei avuto nuovamente la vista. Cos me ne stavo l a giacere in attesa. Dopo non molto, dei passi molto leggeri si avvicinarono e si fermarono vicino a me. Giacevo tranquillo, senza sapere cosa aspettarmi. 'Ah!', disse una voce che sembrava in qualche modo diversa dalle nostre voci. 'Ah! Cos hai ripreso conoscenza. Ti senti bene?' 'Che stupida domanda, pensai, come posso sentirmi bene se sono mortalmente digiuno? Digiuno? Ma non sentivo pi la fame. In verit mi sentivo bene, molto bene. Cautamente mossi le dita, sentii le braccia, e non erano pi rigide. Mi ero rimpolpato ed ero di nuovo normale, eccetto che non avevo occhi. 'S, s, mi sento davvero bene, grazie per avermelo chiesto', risposi. La Voce disse: 'Avremmo voluto ridarti la vista, ma gli occhi ti sono stati tolti e cos non abbiamo potuto. Riposa un po e noi ti parleremo dettagliatamente'. Riposai; non avevo scelta. Subito caddi addormentato. Non so in alcun modo quanto a lungo dormii, ma mi svegli un dolce concerto di campane, un concerto di campane pi dolce e pi allegro dei migliori gong, migliore delle pi vecchie campane dargento, pi sonoro delle trombe del tempio. Mi misi a sedere e guardai intorno come se avessi potuto forzare la vista nelle mie orbite vuote. Un braccio gentile mi circond le spalle e una voce disse: 'Alzati e vieni con me. Io ti condurr'. Fui condotto in quella che era evidentemente una larga stanza e in cui cera un certo numero di persone; potevo sentire il mormorio del loro respiro e il fruscio dei loro abiti. La mia Guida disse: 'Siedi qui', e uno strano oggetto fu spinto sotto di me. Aspettandomi di sedere sul terreno come fanno tutte le persone ragionevoli, mi feci quasi rientrare il collo nella schiena. Lo palpai con cura e sembr soffice ma solido. Era sostenuto da quattro gambe e la parte posteriore era rialzata e mi reggeva la schiena. Dapprima la mia conclusione fu che mi ritenevano troppo debole per sedere senza sostegno, poi percepii segni di divertimento trattenuto: sembrava che quello fosse il modo di sedere di queste persone. Mi sentivo strano e del tutto insicuro seduto in quella maniera, e confesso francamente che mi aggrappavo con tutte le mie forze alla piattaforma imbottita'. 'Ti meravigli', mi disse la Voce. 'Ti chiedi chi siamo noi, come mai ti senti cos bene. Siedi pi comodo, poich abbiamo molto da dirti e molto da mostrarti'. 'Illustre', mi lagnai, 'io sono cieco, mi sono stati tolti gli occhi, eppure tu dici che hai molto da mostrarmi; come pu essere questo?' 'Riposa tranquillo', disse la Voce, 'perch tutto ti diverr chiaro col tempo e con la pazienza'. I polpacci cominciavano a dolermi a forza di ciondolare in quella strana posizione, cos tirai su le gambe provando a sedere nella posizione del loto su quella piccola piattaforma di legno sostenuta dalle quattro gambe e con quello strano rialzamento nella parte posteriore. Cos seduto mi sentii pi a mio agio, anche se cera certamente la paura che, non vedendo, potessi cadere chiss dove. 'Noi siamo i Giardinieri della Terra', disse la Voce. 'Viaggiamo negli universi mettendo persone e animali in mondi molto diversi. Voi abitanti della Terra avete le vostre leggende su di noi, vi riferite a noi come

gli Dei del Cielo, parlate dei nostri Carri di Fuoco. Ora stiamo per darti le informazioni riguardo lorigine della Vita sulla Terra cos che tu possa trasmettere la conoscenza a uno che verr dopo e che andr nel mondo a scrivere di queste cose, perch tempo che la gente sappia la Verit sui suoi Dei prima che iniziamo il secondo stadio'. 'Ma c un errore', gridai con grande sgomento, 'io non sono che un povero monaco che salito fino a questo alto luogo non so perch'. 'Noi, con la nostra scienza, ti abbiamo scelto', mormor la Voce. 'Tu sei stato scelto per questo in virt della tua memoria eccezionale che renderemo ancora pi forte. Noi sappiamo tutto di te ed per questo che tu sei qui'. 'Avevo paura, molta paura. Cosa sapevo di questi Giardinieri della Terra? Io non ero un giardiniere. Non conoscevo niente delle piante, come delluniverso. Non volevo assolutamente prendere parte a questo. Cos pensando misi le gambe sullorlo del sedile-piattaforma e mi alzai in piedi. Mani gentili ma molto ferme mi spinsero indietro cos che mi trovai di nuovo seduto in quella stupida maniera con le gambe penzoloni e la schiena premuta contro qualcosa dietro di me. 'La pianta non detta legge al Giardiniere', mormor una voce. 'Qui sei stato portato e qui imparerai'. 'Intorno a me, quando mi sedetti stupefatto e risentito, cominci una discussione importante in una lingua sconosciuta. Voci. Voci. Alcune alte e sottili come se venissero dalla gola di nani, altre profonde, risonanti, sonore e simili al muggire dello yak nelle praterie allepoca dellaccoppiamento. In qualunque luogo fossero, pensai, erano di cattivo auspicio per me, soggetto riluttante, prigioniero involontario. Il tumulto aument fino a un crescendo. Voci squillavano nei pi alti registri, voci tuonavano come lo strepito di tori che combattevano. Io temevo qualche violenza, qualche colpo che mi avrebbe potuto raggiungere attraverso la mia eterna oscurit. Strinsi forte lorlo del mio sedile, poi allentai precipitosamente la presa appena mi venne in mente che un colpo mi avrebbe potuto far cadere con poco danno se non mi aggrappavo; se invece avessi tenuto la presa lurto sarebbe stato pi grande. 'Non aver paura', disse la Voce ora familiare, 'questa solo una Adunanza di Persone. Nessun danno te ne potr venire. Stiamo solo discutendo del modo migliore per trasmetterti la dottrina'. 'Onorabile', replicai un po confuso, 'sono invero stupito nel trovare che tali Grandi si scambiano parole proprio come il pi umile pastore di yak delle nostre colline!' Un riso soffocato e divertito salut il mio commento. Il mio pubblico, cos sembrava, non era mal disposto verso la mia franchezza forse un po stolta. 'Ricorda sempre questo', riprese. 'Non importa quanto in alto uno vada: c sempre discussione, disaccordo. C sempre qualcuno che ha unopinione diversa da quella degli altri. Allora deve discutere, argomentare e sostenere con forza la propria opinione altrimenti diventa solo uno schiavo, un automa sempre pronto ad accettare i dettami dellaltro. La discussione libera sempre ritenuta da un ascoltatore che non comprende come il preludio alla violenza fisica'. Mi batt affettuosamente la spalla in modo rassicurante e continu: 'Qui abbiamo persone provenienti non solo da molte razze, ma anche da molti mondi. Alcuni vengono dal tuo stesso sistema solare, altri da galassie molto pi in l. Alcuni, a te, sembrerebbero piccoli nani, mentre altri veri giganti, alti sei volte la statura del pi piccolo'. Sentii i suoi passi allontanarsi mentre si muoveva per raggiungere il gruppo principale". 7-21 "La discussione and avanti e - secondo me - assai animatamente, ma alla fine le chiacchiere della conversazione ebbero termine. Ci fu un gran calpestio di piedi, poi passi, piccoli passi leggeri come quelli di un uccello che saltelli intorno a un pezzettino di cibo. Passi pesanti, gravi come il passo massiccio di uno yak carico di peso. Passi che mi rendevano profondamente perplesso perch alcuni di essi non parevano prodotti dagli esseri umani quali li conoscevo. Ma i miei pensieri sul problema dei passi finirono presto. Una mano mi prese per il braccio e una voce disse: "Vieni con noi". Un'altra mano mi prese per l'altro braccio e fui condotto per un sentiero che ai miei piedi nudi sembrava di metallo. I ciechi sviluppano altri sensi; sentii che stavamo passando attraverso un qualche tipo di tubo metallico, sebbene non potevo immaginare come ci potesse avvenire. Giungemmo presto in un'area pi spaziosa, come potevo capire dal cambiamento dell'eco. Ci fu il rumore di qualcosa di

metallico che scivolava di fronte a me, e uno degli uomini che mi stavano conducendo parl con voce assai rispettosa a qualcuno ovviamente molto superiore a lui. Non ho alcun modo di sapere cosa fu detto, perch fu detto in una lingua particolare, una lingua cinguettante e canora. In risposta a quello che era evidentemente un ordine, fui spinto avanti e l'oggetto metallico si chiuse con un rumore soffice e scivoloso dietro di me. Rimasi l fermo in piedi, sentendo su di me lo sguardo penetrante di qualcuno. Ci fu un fruscio di tessuto e un cigolio che immaginai prodotto da un sedile simile a quello che mi aveva accolto. Poi una mano magra e ossuta prese la mia mano destra e mi condusse avanti. Puoi figurarti i miei sentimenti? Mi trovavo in un miracolo vivente, non sapevo cosa c'era davanti a me e dovevo fidarmi senza indugio di coloro che mi guidavano. Questa persona alla fine mi parl nella mia propria lingua: 'Siedi qui', mi disse, spingendomi gi intanto gentilmente. Io ansimavo per l'orrore e la paura, mentre mi pareva di cadere in un letto di piume. Poi il sedile, o quello che mai fosse, mi avvolse in una maniera insolita. Ai lati erano dei sostegni, o bracci, probabilmente destinati a evitare di cadere se qualcuno si fosse addormentato per via di quella strana morbidezza. La persona che mi stava di fronte sembrava assai divertita alle mie reazioni; lo potevo constatare dal riso trattenuto, ma molte persone sembrano trarre un divertimento dalla condizione di coloro che non possono vedere. 'Ti senti strano e impaurito', disse la voce della persona davanti a me. Questa era decisamente un'affermazione incompleta! 'Non ti allarmare', continu, 'perch nessuno ti far del male. I nostri esami mostrano che tu hai una memoria eccezionale, cos stai per ricevere delle informazioni - che non dimenticherai mai - e che passerai fra molto tempo a un altro che verr sulla tua via'. Tutto questo sembrava misterioso e assai pauroso a dispetto delle rassicurazioni. Io non dissi niente ma sedetti tranquillamente aspettando i prossimi segnali, che sarebbero presto giunti. 'Stai per vedere', continu la voce, 'tutto il passato, la nascita del tuo mondo, l'origine degli dei, e perch carri fiammeggianti attraversino il cielo con vostro grande turbamento'. 'Signore degno di rispetto!', esclamai, 'tu hai usato la parola vedere, ma mi sono stati tolti gli occhi, sono cieco, sono completamente privo di vista'. Ci fu un'esclamazione piena di borbottii indicativa di un senso di esasperazione, a cui segu una replica un poco aspra: 'Noi conosciamo tutto di te, pi di quanto tu possa mai sapere. Gli occhi ti sono stati tolti, ma il nervo ottico c' ancora. Con la nostra scienza possiamo collegare il tuo nervo ottico e tu vedrai quello che noi vogliamo che tu veda'. 'Questo significa che io avr di nuovo la vista in modo permanente?', domandai. 'No, non cos' fu la risposta. 'Ti stiamo usando per uno scopo. Darti la vista in modo permanente significherebbe liberarti da quei legami da, cui la scienza del tuo mondo non ancora in grado di liberarti, e questo non permesso. Ora, basta parlare, convocher i miei assistenti'. 'Subito ci fu un colpo leggero accompagnato dal rumore metallico. Segu una conversazione; evidentemente erano entrate due persone. Sentii che il mio sedile veniva mosso e tentai di alzarmi in piedi. Con orrore mi accorsi di essere completamente bloccato. Non potevo muovermi, neppure con un dito. Pienamente cosciente fui trasportato su questo strano sedile che sembrava scivolare facilmente in ogni direzione. Fui trasportato per diversi corridoi dove gli echi mi davano molte strane impressioni. Alla fine il sedile fu girato completamente e le mie narici contratte furono assalite da odori fortissimi. Ci fermammo a un ordine borbottato e delle mani mi afferrarono per le gambe e sotto le spalle. Fui facilmente sollevato in alto, poi da un lato, infine gi. Ero allarmato; terrorizzato sarebbe anzi la parola pi corretta. Questo terrore aument quando mi fu posta una fascia stretta intorno al braccio destro proprio sopra il gomito. La pressione aument cos che sembrava che il braccio stesse gonfiandosi. Poi venne una puntura nella mia caviglia destra e una sensazione straordinaria come se qualcosa stesse scivolando dentro di me. Fu dato un ulteriore comando e sentii alle tempie due dischi freddi come il ghiaccio. Ci fu un ronzio come di un'ape ronzante in distanza, e sentii che la mia coscienza stava venendo meno. Lampi luminosi fiammeggianti guizzarono davanti alla mia vista. Strisce di verde, rosso, viola, tutti i colori. Allora gridai; non avevo la vista, e dovevo essere perci nella Terra dei Diavoli che stavano preparando tormenti per me. Un'acuta fitta di

dolore - solo una puntura, in realt, e il mio terrore si plac. Non avevo proprio pi alcun timore. Una voce mi parl nella mia lingua, dicendo: 'Non aver paura, non ti vogliamo fare del male. Ora stiamo facendo in modo che tu possa vedere. Quale colore vedi ora?' Cos dimenticai la mia paura mentre dicevo quando vedevo il rosso, quando vedevo il verde, e tutti gli altri colori. Allora urlai per lo stupore: potevo vedere, ma quello che potevo vedere era cos strano che riuscivo a fatica a capirne qualcosa. Ma la mia vista non era localizzata nel mio corpo, e con la mia vista potevo vedere me stesso. Fu un'esperienza estremamente snervante, una esperienza che non vorrei mai ripetere. Ma lascia che cominci dall'inizio. Una delle voci mi aveva chiesto di dire quando vedevo rosso, di dire quando vedevo verde o altri colori, e poi ci fu questa terrificante esperienza, questo bianco, stupendo lampo, e mi accorsi che stavo fissando, perch questa la sola parola che sembra appropriata, una scena interamente diversa da qualunque cosa conoscessi. Ero in una posizione inclinata, mezzo sdraiato, mezzo seduto, sostenuto su quella che sembrava una piattaforma metallica. Questa sembrava essere retta da un unico pilastro, e temetti per un momento che l'intero meccanismo sarebbe crollato, e io insieme. L'atmosfera generale era di una tale pulizia quale non avevo mai conosciuto. I muri, di un qualche materiale brillante, erano senza macchie, di una tinta verdastra, molto piacevole e conciliante. Intorno a questa strana stanza, che era davvero molto ampia secondo le mie misure, c'erano massicci macchinari che non posso proprio spiegarti perch non esistono parole atte a descriverti in alcun modo la loro stranezza. C'era un uomo che stava vicino a una strana macchina. Giudicai che fosse circa il doppio dell'altezza dei nostri pi alti guardiani. Direi che era alto circa pi di quattro metri, e aveva la testa di forma straordinariamente conica, una testa che finiva quasi come la punta di un uovo. Sembrava vestito di una sorta di abito verdastro - avevano tutti un abito verde, in ogni caso che dal collo scendeva gi fino alle caviglie e, cosa straordinaria, copriva le braccia fino ai polsi. Io ero terrorizzato perch guardando le mani vidi che c'era sopra una sorta di pelle. Guardando dall'uno all'altro mi accorsi che tutti avevano questo strano rivestimento sulle mani, e mi chiesi quale potesse esserne il significato religioso, o magari pensavano che io fossi impuro e perci capace di contagiarli in qualche modo? Il mio sguardo si allontan da questo gigante; ce n'erano due che io giudicai dai loro lineamenti essere femmine. Una era molto scura e una era molto chiara. Una aveva i capelli in qualche modo annodati, mentre l'altra li aveva diritti e bianchi. Le due donne mi stavano guardando, e poi una mosse la mano nella direzione in cui non avevo ancora guardato. L vidi una cosa assai straordinaria, un nano, uno gnomo, un corpo molto molto piccolo, un corpo come quello di un bambino di cinque anni, pensai. Ma la testa, ah, la testa era immensa, una grande cupola di cranio, ma privo di capelli, non si poteva vedere una traccia di capelli. Il mento era piccolo, davvero molto piccolo, e la bocca non sembrava uguale alla nostra, ma assomigliava pi a un orifizio triangolare. Il naso era minuto, non una protuberanza quanto una sorta di spigolo. Era ovviamente la persona pi importante perch gli altri guardavano nella sua direzione con estremo rispetto. Ma poi la donna mosse di nuovo la mano, e una voce proveniente da una persona che non avevo notato prima parl nella mia stessa lingua dicendo: 'Guarda avanti, vedi te stesso?'. Dopo di ci chi aveva parlato entr nel mio campo visivo e sembr essere del tutto normale, sembr essere, beh, direi che dall'abbigliamento poteva essere un mercante, forse un mercante indiano, cos tu puoi renderti conto che era normale. Cammin avanti e indic una qualche sostanza molto brillante. Io la guardai, almeno supposi di farlo, ma la vista era al di fuori del mio corpo. Non avevo occhi, ma dove avevano messo la cosa che vedeva al posto mio? E poi vidi, su una piccola piattaforma attaccata a quello strano banco o sedile di metallo su cui ero reclinato, vidi la forma di una scatola. Ero sul punto di chiedermi come potevo vedere la cosa se era essa stessa quella con cui stavo vedendo, quando mi venne in mente che la cosa davanti a me, la cosa luminosa, era una qualche forma di riflettore; l'uomo dalle sembianze pi normali mosse quel riflettore lievemente, spostandone l'angolazione e l'inclinazione, e allora gridai con orrore e costernazione perch vidi me stesso giacente sulla

piattaforma. Avevo visto me stesso prima che i miei occhi mi fossero stati strappati. A volte, quando ero andato sull'orlo di uno specchio d'acqua e mi ero chinato per bere, mi ero visto riflesso nelle placide correnti, e cos mi potevo riconoscere. Ma qui, in questa superficie riflettente, vidi una figura emaciata che pareva quasi sul punto di morte. C'era una fascia intorno a un braccio e una fascia intorno a una caviglia. Strani tubi andavano da quelle fasce in un punto che non vedevo. Ma un tubo mi usciva da una narice e arrivava a una specie di bottiglia trasparente, legata a una verga di metallo accanto a me. Ma la testa, la testa! Riesco a malapena a controllarmi e a stare calmo. Dalla testa, proprio sopra la fronte, sporgeva una certa quantit di pezzi di metallo da cui uscivano quelle che sembravano corde. Le corde erano collegate alla scatola che avevo visto sulla piccola piattaforma di metallo accanto a me. Immaginai che fosse un'estensione del mio nervo ottico che si congiungeva a quella scatola nera; guardai con crescente orrore e tentai di staccare quelle cose da me, ma mi resi conto che non mi potevo muovere, non mi potevo assolutamente muovere, neanche con un dito. Potevo soltanto giacere l e osservare quella strana cosa che mi stava capitando. L'uomo dalle sembianze normali alz la mano verso la scatola nera, e se fossi stato capace di muovermi sarei arretrato in modo violento. Pensai che stesse cacciando le sue dita nella mia vista, l'illusione era perfetta, ma invece egli mosse un poco la scatola e io vidi altre cose. Potei vedere il retro della piattaforma su cui giacevo, potei vedere due altre persone l. Apparivano del tutto normali; una era bianca, l'altra era gialla, gialla come un mongolo. Mi stavano semplicemente guardando, senza dare alcun segno visibile di notarmi. Sembravano piuttosto annoiate di tutta quella faccenda, e mi ricordo di aver pensato allora che se fossero state al mio posto non si sarebbero annoiate. La Voce parl ancora e disse: 'Bene, questa, per un breve tempo, la tua vista. Questi tubi ti nutriranno, ci sono altri tubi che funzioneranno da drenaggio e baderanno ad altre funzioni. Per ora tu non sarai in grado di muoverti perch noi temiamo che se ti permettiamo di muoverti tu possa, in un momento di parossismo, farti male. Sei immobilizzato solo per tua protezione. Ma non temere, non ti accadr alcun male. Quando avremo finito tu sarai tornato in qualche altra parte del Tibet, migliorato di salute, e sarai normale, eccetto che ancora non avrai gli occhi. Ti renderai conto che non potrai andare in giro portandoti appresso questa scatola nera'. Sorrise lievemente nella mia direzione e usc dal mio campo visivo. Alcune persone si muovevano l in giro, verificando varie cose. C'era una certa quantit di strane cose circolari come piccole finestre coperte di vetro finissimo. Ma dietro il vetro sembrava che non ci fosse nulla d'importante eccetto una piccola freccia che si muoveva o indicava certi strani segni. Tutto ci non aveva alcun significato per me, e a prima vista era cos completamente estraneo alla mia comprensione che non me ne curai perch era al di l delle mie capacit intellettive. Il tempo passava, e io me ne stavo l disteso non rinvigorito n stanco, ma quasi in uno stato di stasi, piuttosto privo di sentimenti e sensazioni. Certamente non stavo soffrendo, certamente non ero pi preoccupato ora. Mi sembrava di sentire un sottile cambiamento nella chimica del mio corpo, e poi al margine della visione. di questa scatola nera vidi che una persona stava girando varie manopole che venivano da tanti tubi di vetro tutti collegati a una cornice di metallo. Come la persona gir queste manopole le piccole cose dietro alle piccole finestre di vetro si mossero in diversi modi. L'uomo pi piccolo che avevo ritenuto un nano, ma che, come sembrava, era il comandante, disse qualcosa. E allora nel mio campo visivo entr colui che mi parlava nella mia lingua, dicendomi che ora mi avrebbero fatto dormire per un certo tempo cos che mi sarei rinvigorito, e quando mi fossi ristorato e riposato mi avrebbero mostrato cos'era quello che mi dovevano mostrare. Aveva appena finito di parlare che persi di nuovo conoscenza, come se mi avessero spento. Pi tardi mi accorsi che era proprio cos, cio che erano in grado con uno schiocco di dita d'indurre senza dolore e improvvisamente uno stato di incoscienza. Non ho alcun modo per stabilire quanto a lungo dormii, o rimasi privo di conoscenza; poteva essere un'ora, o anche un giorno. Mi risvegliai istantaneamente, cos come mi ero addormentato: un istante ero privo di conoscenza, l'istante dopo ero completamente desto. Con mio profondo

rimpianto la mia nuova vista non era in funzione. Ero cieco come prima. Strani suoni mi colpivano le orecchie, tintinnio di metalli urtati fra di loro, suono argentino di vetri, infine passi leggeri che si allontanavano. Ci fu poi il suono scivoloso e metallico, e tutto fu silenzioso per alcuni momenti. Passi secchi, rapidi e scanditi, giunsero al mio udito, e due serie di passi erano accompagnate dal mormorio distante di voci. Il suono aument, fino a entrare nella mia stanza. Ancora il rumore metallico, e le due persone di sesso femminile, perch cos pensai che fossero, vennero verso di me ancora parlando con quei loro toni alti e nervosi, ambedue parlando nello stesso tempo, o cos mi sembr. Si fermarono una alla mia destra e l'altra alla mia sinistra e poi, orrore degli orrori, mi portarono via bruscamente la sola cosa che mi copriva. Non c'era niente che potessi fare. Privo di forza e di possibilit di movimento ero costretto a giacere l alla merc di quelle due femmine. Nudo, nudo come il giorno in cui nacqui. Nudo davanti agli sguardi di queste donne sconosciute. Io, un monaco che non conosceva niente delle donne (lo confesso francamente ero terrorizzato da due donne). Ma il peggio doveva ancora venire le giovani donne mi rotolarono su un lato e mi infilarono a forza un tubo in una parte del mio corpo non menzionabile. Un liquido entr dentro di me e mi sembr di bruciare. Poi, senza alcuna cerimonia fui sollevato e sotto le mie parti pi basse fu posto un contenitore molto freddo. Per ritegno devo astenermi dal descrivere quello che accadde dopo di fronte a quelle donne. Ma quello era solamente l'inizio; esse lavarono il mio corpo nudo da cima a fondo mostrando un'estrema e impudica familiarit con le parti pi intime del corpo maschile. Io sentivo sempre pi caldo e intanto ero in preda alla massima vergogna e confusione. Bacchette appuntite di metallo furono infilate dentro di me e dalle narici furono strappati i tubi vecchi e introdotti in esse a forza e bruscamente dei nuovi. Poi fu disteso su di me un abito dal collo fino ai piedi. Ma non avevano ancora finito; il mio cranio fu dolorosamente lacerato e accaddero molte cose inesplicabili prima che mi fosse applicata una sostanza assai appiccicosa e irritante. In tutto questo tempo le giovani donne se ne stettero a ciarlare e a ridacchiare come se il diavolo avesse rubato loro il cervello. Dopo molto tempo venne di nuovo il suono di qualcosa di metallico che scorreva e si avvicinarono dei passi pi pesanti, mentre il chiacchierio delle donne cess. La Voce mi salut nella mia lingua: 'Ed ora come stai?'. 'In modo terribile!', risposi con risentimento. 'Le tue donne mi hanno completamente denudato e hanno abusato del mio corpo in una maniera davvero troppo scandalosa'. Egli sembr trarre un intenso divertimento dalle mie rimostranze. In effetti, a dire la verit, si contorse dalle risa, il che non contribu certo a calmare i miei sentimenti. 'Dovevamo lavarti', disse, 'dovevamo lavare il tuo corpo dalle scorie e dovevamo nutrirti con lo stesso metodo. Poi i vari tubi e i contatti elettrici dovevano essere tolti e rimpiazzati con altri sterilizzati. L'incisione sul tuo cranio doveva essere controllata e poi medicata. Ci saranno soltanto delle cicatrici appena percettibili quando te ne andrai di qui'. Guarda, qui sulla sommit della mia testa ci sono cinque cicatrici. i segni erano l, ciascuno della lunghezza di circa cinque centimetri, ciascuno mostrava ancora una leggera depressione bianca. Ma quelle rassicurazioni non mi avevano tranquillizzato, al contrario domandai: 'Ma perch ho dovuto subire tali abusi da quelle donne? Non ci sono uomini, dal momento che questo trattamento obbligatorio?' Il mio custode, perch cos io lo consideravo, rise di nuovo e replic: 'Non essere cos scioccamente pudibondo. Il tuo corpo nudo, come tale, non significava niente per loro. Qui tutti andiamo nudi la maggior parte del tempo quando non siamo impegnati. Il corpo il Tempio del S e perci puro. Quelli che sono pudibondi hanno pensieri impuri. Per quanto riguarda le donne che ti hanno accudito, quello era il loro impegno e il loro dovere, sono infermiere e sono state educate per questo lavoro'. 'Ma perch non mi posso muovere?' domandai, 'perch non mi permesso di vedere? Questa una TORTURA!' 'Non ti puoi muovere' disse 'perch potresti togliere gli elettrodi e farti male. Oppure potresti danneggiare la nostra attrezzatura. Non ti permettiamo di riabituarti troppo alla vista, perch quando te ne andrai sarai ancora una volta cieco e pi usi la vista pi dimentichi i tuoi sensi, sensi tattili che i ciechi sviluppano. Sarebbe una tortura se ti dessimo

la vista fino al momento in cui partirai, perch allora saresti disperato. Tu sei qui non per il tuo piacere, ma per udire e vedere ed essere il depositario della conoscenza da trasmettere a un altro che verr sulla tua strada e che ricever da te quella conoscenza. Normalmente questa conoscenza verrebbe scritta, ma noi non intendiamo scatenare un'altra di quelle corse al 'Libro Santo' o ai 'Sacri Scritti'. Della conoscenza che tu assorbirai, e che poi trasmetterai, di questo SARA' scritto. Intanto ricorda che tu sei qui per il NOSTRO scopo, non per il tuo'. 7-41 "Io dissi: 'Ma come posso partecipare con interesse e in modo intelligente, se sono tenuto semplicemente prigioniero, prigioniero contro la mia volont e perci non in grado di collaborare, non avendo la pi vaga idea di ci che sta accadendo e in quale luogo? Come posso partecipare con interesse se mi considerate meno che polvere? Sono stato trattato peggio di come si tratta un cadavere che deve essere dato in pasto agli avvoltoi. Noi mostriamo rispetto per i morti come per i vivi; voi mi trattate come escrementi che devono essere sparsi su un campo senza cerimonie. Eppure proclamate di essere civilizzati, qualunque cosa ci significhi'. L'uomo rimase chiaramente scosso e non poco impressionato dalla mia uscita. Sentivo che camminava nella stanza. Avanti, un rumore di passi quando si girava, indietro e avanti di nuovo. Improvvisamente si ferm vicino a me e disse: 'Consulter il mio superiore'. Si allontan rapidamente e prese in mano ovviamente un oggetto duro. Si produsse uno strano suono come huirr, huirr, huirr, e poi barr, barr, barr. Dall'oggetto giunse un suono secco e metallico e poi come scandito. Giudicai che si trattasse di parole. L'uomo che era stato con me parlava lentamente, emettendo lo stesso tipo di suoni particolari. Ci fu chiaramente una discussione che and avanti per alcuni minuti. Suoni secchi provenivano dalla macchina, e dopo un poco l'uomo torn da me. 'Prima ti mostrer questa camera', disse. 'Ti dir poi di noi, cosa siamo, cosa stiamo facendo, e cercher di ottenere il tuo aiuto facendoti capire. Intanto, eccoti la vista'. 'Mi giunse la luce, mi giunse la vista, e anche una vista particolare: stavo guardando in su da sotto il mento dell'uomo, stavo guardando le sue narici. La vista dei peli dentro le narici mi divert enormemente, per qualche ragione, e presi a ridere. L'uomo si pieg e uno dei suoi occhi riemp la mia visione. 'Oh!', esclam, 'qualcuno ha capovolto la scatola'. Il mondo prese a girare vorticosamente intorno a me, mi venne agitazione di stomaco e un senso di nausea e di vertigine. 'Oh! Mi dispiace' disse l'uomo, 'l'avrei dovuta spegnere prima di ruotarla. Non importa, ti sentirai meglio fra qualche momento. Sono cose che capitano!' 'Ora potevo vedere me stesso. Fu un'orribile esperienza vedere il mio corpo pallido ed esangue disteso e con tanti tubi e strumenti attaccati. Fu un vero colpo vedere me stesso e vedere che le mie palpebre erano perfettamente chiuse. Ero disteso su quella che sembrava una sottile lastra di metallo sostenuta da un solo pilastro. Attaccati alla base del pilastro erano una quantit di pedali, mentre vicino a me un bastone sosteneva bottiglie di vetro piene di liquidi colorati. Questi erano in qualche modo collegati a me. L'uomo disse: 'Sei su un tavolo operatorio. Con questi pedali' - li tocc - 'possiamo metterti nella direzione che vogliamo'. Con un piede ne premette uno e il tavolo prese a oscillare. Ne tocc un altro e il tavolo s'inclin in modo tale che temevo di cadere. Un altro, e il tavolo si sollev finch ne potei vedere il sotto. Fu un'esperienza estremamente inquietante che mi diede stranissime sensazioni allo stomaco. I muri erano ovviamente di metallo, di un piacevolissimo colore verde. Mai prima d'allora avevo visto un materiale cos fine, levigato, senza alcuna imperfezione, e certamente era stata usata una qualche forma speciale di connessura, perch non c'era alcun segno nemmeno laddove muri, pavimento e soffitto iniziavano o terminavano. I muri 'fluivano', si potrebbe dire, nel pavimento o nel soffitto. Nessun angolo, nessun margine acuto. Poi una sezione del muro scivolava da un lato con quel rombo metallico che avevo conosciuto. Una strana testa si spinse avanti, guard brevemente intorno e poi si allontan rapidamente. Il muro si chiuse. Sul muro davanti a me c'era una fila di piccole finestre, alcune delle quali della misura di un palmo. Dietro di esse stavano delle lancette che indicavano alcuni segni rossi o neri. Alcune finestre pi grandi rettangolari attrassero il mio interesse; da esse emanava una luce azzurrina quasi magica. Strane macchie

di luce si muovevano e danzavano in forme incomprensibili, mentre ancora a un'altra finestra una linea marrone-rossa ondeggiava in su e in gi in forme stranamente ritmiche, quasi come la danza di un serpente, pensai. L'uomo - lo chiamer il mio custode - sorrise al mio interesse. 'Tutti questi strumenti indicano TE' disse, 'e qui sono indicate nove onde provenienti dal tuo cervello. Nove onde separate che indicano l'elettricit prodotta dal tuo cervello. Mostrano che tu sei una mente superiore, che hai veramente una notevole capacit di memorizzare, ed per questo che sei adatto al compito'. Girando molto delicatamente la scatola della vista, la punt verso un vaso di vetro assai strano che precedentemente era stato al di l del mio campo visivo. 'Questi', spieg, 'ti nutrono continuamente attraverso le vene e portano via le scorie dal tuo sangue. Questi altri portano via altre scorie prodotte dal tuo corpo. Ora stiamo cercando di migliorare il tuo stato generale di salute in modo che tu sia pronto a sopportare l'innegabile turbamento che tutto quello che stiamo per mostrarti ti causer. Ci sar un turbamento perch nonostante tu ti consideri un sacerdote istruito, rispetto a noi sei il pi infimo e ignorante selvaggio, e quello che da noi usuale, a te sembrer miracoloso oltre ogni credere, e una prima iniziazione alla nostra scienza causa di gravi turbamenti. Pure ci deve essere rischiato, e c' un rischio anche se facciamo ogni tentativo per minimizzarlo'. Rise e disse: 'Nei riti del tuo tempio date molta importanza ai suoni del corpo, oh s! So tutto dei vostri riti, ma hai mai sentito VERAMENTE i suoni del corpo? Ascolta!'. Girandosi, and al muro e premette una bianca manopola lucente. Immediatamente, da una quantit di piccoli buchi giunsero rumori che io riconobbi come i suoni del corpo. Sorridendo gir un'altra manopola e i suoni aumentarono riempiendo tutta la stanza. Battito, battito, i suoni del cuore erano di tale volume che il vaso di vetro dietro di me tintinn per simpatia. Un tocco ancora della manopola, e i suoni del cuore se ne andarono e arriv il gorgoglio dei fluidi del corpo, ma cos forte come fosse un ruscello di montagna che corre veloce nel suo letto di sassi, ansioso di giungere al mare lontano. Poi venne il rumore profondo dei gas, simile a una tempesta che si scagli impetuosamente su foglie e rami di alberi possenti. Tonfi e suoni sordi come se macigni venissero fatti cadere in un lago profondo. 'Il tuo corpo', disse. 'I suoni del tuo corpo. Noi conosciamo OGNI COSA del tuo corpo'. 'Ma tu, Indegno Custode', dissi, 'QUESTO non rappresenta nessuna meraviglia, nessun miracolo. Noi, poveri ignoranti selvaggi, qui nel Tibet, conosciamo bene tutto ci. Anche noi possiamo ampliare i suoni, non in modo cos forte d'accordo, ma possiamo ugualmente farlo. Possiamo anche liberare l'anima dal corpo, e possiamo addirittura riportarla indietro'. 'Davvero?'. Mi guard con un'espressione canzonatoria sul viso e disse: 'Non ti spaventi facilmente, eh? Tu ci ritieni nemici, persone che ti tengono prigioniero, eh?'. 'Signore!', replicai, 'non mi avete mostrato alcun segno di amicizia ancora, non mi avete dato alcuna ragione per cui io debba fidarmi di voi e cooperare con voi. Mi tenete prigioniero e paralizzato come alcuni vincitori malvagi tengono i loro prigionieri. Ci sono alcuni fra voi che a me sembrano diavoli; noi abbiamo delle loro immagini e li consideriamo creature da incubo provenienti da qualche mondo diabolico. Eppure qui essi sono vostri compagni'. 'L'apparenza pu essere fuorviante', replic. 'Alcune di queste sono le persone pi gentili. Altre, con il loro aspetto santo, potrebbero piegarsi a qualunque bassa azione la loro mente perversa possa concepire. Eppure tu, TU - come tutte le persone selvagge - sei portato fuori strada dalle apparenze esterne di una persona'. 'Signore!', fu la mia risposta, 'devo ancora decidere da quale parte stanno i vostri interessi, se buoni o cattivi. Se sono buoni, e io ne sia perfettamente convinto, allora e solo allora io collaborer. In caso contrario user ogni mezzo possibile per ostacolare le vostre mire, costi quel che costi'. 'Ma sicuramente', fu la sua risposta, 'converrai che ti abbiamo salvato la vita quando eri digiuno e malato'. La mia espressione era certamente assai tetra quando risposi: 'Salvato la vita, per COSA? Ero sulla via dei Campi Celesti, e voi mi avete riportato indietro. Niente che possiate fare ora sar cos crudele. Cos' la vita per un uomo cieco? Come pu studiare un cieco? E il cibo, come posso procurarmi il cibo ora? No! Non stato affatto caritatevole prolungare la mia vita; tu hai perfino affermato prima che io non sono qui per il mio piacere,

ma per il VOSTRO scopo. Dov' la gentilezza in ci? Mi avete legato qua sopra e sono diventato il trastullo delle vostre donne. Bene? E dov' tutto il bene di cui parli?'. Mi stette a guardare, le mani sui fianchi. 'Si', disse infine, 'dal tuo punto di vista non siamo stati gentili, vero? Forse ti posso convincere, per, e allora tu SARAI utile davvero'. Si volt andando verso il muro, e, questa volta vidi quello che fece. Si ferm di fronte a un oggetto di forma quadrata pieno di piccoli buchi e poi pigi un punto nero. Una luce brill sopra l'oggetto quadrato diventando una sorta di nebbiolina luminosa. L, con mio grande stupore, prese forma una faccia e una testa dai colori vivi. Il mio custode parl lentamente in quella strana lingua bizzarra, e poi tacque. Col mio massimo stupore la testa ruot nella mia direzione, e folte sopracciglia si sollevarono. Poi un piccolo sorriso severo apparve ai lati della bocca. Una frase concisa fu gridata rabbiosamente e la luce svan. La nebbiolina cominci a turbinare e sembr essere assorbita dal muro. Il mio custode si gir verso di me con la soddisfazione dipinta sul volto. 'Bene, amico', disse, 'hai dimostrato di essere un carattere forte, un uomo molto solido con cui trattare. Ora mi permesso mostrarti quello che nessun altro membro del tuo mondo ha mai visto'. 'Si volse di nuovo al muro e dette un colpo alla scatola nera. Si form di nuovo la nebbiolina e questa volta apparve la testa di una giovane donna. Il mio custode le parl, ovviamente dandole degli ordini. La donna annu col capo, guardando con curiosit nella mia direzione, e poi svan. 'Ora dovremo aspettare un po' di minuti', disse il mio custode. 'Sta per arrivarmi un congegno speciale e poi ti mostrer dei luoghi del tuo mondo. Citt del mondo. hai qualche desiderio del luogo che vorresti vedere?'. 'Non ho alcuna conoscenza del mondo', replicai, 'non ho mai viaggiato'. 'S, ma hai certamente sentito parlare di QUALCHE citt', disse. 'Beh, s', fu la mia risposta, 'ho sentito parlare di Kalimpong'. 'Kalimpong, eh? Un piccolo insediamento indiano di confine; non puoi pensare a qualche posto migliore? Che ne diresti di Berlino, Londra, Parigi, Il Cairo? Certamente vuoi vedere qualcosa di meglio di Kalimpong.' 'Ma Signore', replicai, 'non ho alcun interesse per i posti che hai menzionato. Questi nomi non mi dicono nulla eccetto che ne ho sentito parlare da alcuni mercanti, ma ci non significa niente per me, n mi interessa. Nemmeno se vedessi riproduzioni di questi posti potrei dire se sono vere o no. Se questo vostro meraviglioso congegno pu fare ci che tu dici, allora mostrami Lhasa. Mostrami la Porta Occidentale, la Cattedrale, il Potala. Conosco questi luoghi e posso rendermi conto se il vostro congegno sia vero oppure qualche astuto trucco'. Mi guard con un'espressione assai particolare sul viso; sembrava in uno stato di massimo stupore. Poi si riprese con un sussulto ed esclam: 'Selvaggio illetterato che mi insegna il mestiere, eh? E l'amico ha pure ragione. C' in questo nativo qualcosa di molto acuto dopo tutto. E' ovvio che debba avere una base di riferimento, altrimenti non pu rimanere impressionato. Bene! Bene!'. 'Il pannello scorrevole fu spostato da un lato con un movimento assai brusco e apparvero quattro uomini che conducevano una cassa molto larga che sembrava galleggiare nell'aria. La cassa doveva essere stata di peso considerevole perch, sebbene sembrasse galleggiare leggera, ci volle molto sforzo perch iniziasse a muoversi, o a cambiare direzione, o a fermarsi. A poco a poco la cassa fu collegata nella stanza dove mi trovavo disteso. Per un certo tempo temetti che stessero per capovolgere il tavolo su cui giacevo, da quanto spingevano e tiravano. Un uomo and a urtare contro la mia scatola della vista e i vortici che ne risultarono mi lasciarono per un certo tempo in preda alla nausea e alle vertigini. Ma alla fine, dopo molto discutere, la cassa fu posta contro un muro direttamente in linea con la mia vista. Tre degli uomini si ritirarono e chiusero il pannello dietro di s. Il quarto uomo e il mio custode intrapresero un'animata discussione con un gran gesticolare di mani. Infine il mio custode si volse verso di me dicendo: 'Dice che non possiamo farti vedere Lhasa perch troppo vicina, dobbiamo andare molto pi lontano per poter mettere a fuoco'. 'Non dissi niente, non feci alcun segno, e dopo una breve attesa il mio custode disse: 'Vorresti vedere Berlino, Bombay, Calcutta?' La mia risposta fu: 'No, non voglio, sono troppo lontane per me!' Torn indietro dall'altro uomo e segu una discussione assai astiosa. Sembrava che l'altro volesse piangere; muoveva le mani sentendosi frustrato e in

preda alla disperazione cadde in ginocchio davanti alla cassa. Il pannello frontale della cassa scivol via e io vidi quella che sembrava essere solo una larga finestra, e niente pi. Poi l'uomo si prese dalle tasche alcuni pezzi di metallo e and lentamente dietro alla strana cassa quasi strisciando. Nella finestra si accesero strane luci, vortici di colori privi di significato. Il quadro cominci a oscillare, ondeggiare e turbinare. Ci fu un istante in cui le ombre formatesi POTEVANO essere state il Potala, ma potevano anche essere solo fumo. L'uomo strisci via da dietro la cassa, mormor qualcosa e corse fuori della stanza. Il mio custode, in tono assai dispiaciuto, disse: 'Siamo cos vicini a Lhasa che non possiamo metterla a fuoco. E' come tentare di vedere attraverso un telescopio quando si pi vicini di quanto quello strumento possa mettere a fuoco. Funziona bene a distanza, ma da vicino NESSUN telescopio in grado di mettere a fuoco. Abbiamo lo stesso problema qui. Ti chiaro?' 'Signore', replicai, 'parli di cose che non capisco. Cos' questo telescopio di cui fai menzione? Non ne ho mai visto uno. Tu dici che Lhasa troppo vicina; io dico che si tratta di un lungo tratto di strada a piedi e che richiede molto tempo. Come pu essere troppo vicina?' Sul volto del mio custode apparve una smorfia di disperazione; si mise le mani nei capelli e per un momento pensai che si sarebbe messo a ballare sul pavimento. Poi si calm con uno sforzo e disse: 'Quando avevi ancora gli occhi, hai mai portato qualcosa cos vicino da non poterlo vedere chiaramente? Cos vicino che i tuoi occhi non potevano metterlo a fuoco? QUESTO ci che voglio dire, NON POSSIAMO METTERE A FUOCO A QUESTA BREVE DISTANZA!!!' 7-47 " lo guardai e pensai: che meraviglia pu mai essere questa? L'uomo dice che mi pu mostrare citt dall'altra parte del mondo, ma non mi pu mostrare il mio paese. Cos gli dissi: 'Puoi mettere qualcosa di fronte alla scatola della vista cos che io possa giudicare da me stesso questa faccenda della messa a fuoco?' Perfettamente d'accordo annu col capo, e cerc qua e l per un momento quasi non sapendo bene cosa fare. Poi prese dal fondo del mio tavolo una striscia trasparente di qualcosa su cui c'erano strani segni, segni quali non avevo mai visto prima. Era inteso ovviamente che fosse scrittura, ma si gir verso quelle che sembravano alcune strisce e poi trov qualcosa che parve soddisfarlo immensamente perch gli procur un piacevole sorriso. Tenne la cosa dietro la schiena mentre si avvicinava alla mia scatola della vista. 'Bene amico!', esclam, 'ora vediamo cosa possiamo fare per convincerti'. Fece scivolare qualcosa davanti alla mia scatola della vista, molto vicino, ma con mio stupore tutto ci che potei vedere erano macchie, niente era chiaro. C'era una differenza, una parte era una macchia bianca, una parte era una macchia nera, ma non significava niente per me, assolutamente niente. Sorrise alla mia espressione, non potevo vederlo sorridere ma potevo sentirlo sorridere; quando si ciechi si sviluppano altri sensi. 'Ah', disse, 'te l'ho fatta capire finalmente, vero? Ora, guarda con attenzione. Dimmi quando puoi vedere cos' questo'. Molto lentamente tir indietro la striscia scura, e piano piano mi divenne chiaro, e vidi con considerevole stupore che si trattava della mia immagine. Confesso di non sapere come quella immagine potesse prodursi, ma effettivamente mostrava me stesso disteso sul tavolo in atto di guardare gli uomini che portavano dentro la cassa nera. 'Bene', disse il mio custode, 'ovviamente hai afferrato il punto. Perch tu possa capire meglio rifacciamolo da capo'. Lentamente prese l'immagine cos che potessi vederla, e la spost pi vicino alla scatola della vista. Si offusc lentamente finch potei vedere una macchia bianco-nerastra, e niente pi. La tolse bruscamente e subito potei vedere di nuovo il resto della stanza. Fece alcuni passi indietro e disse: 'Ovviamente non lo sai leggere, ma guarda. Qui sono stampate delle parole. Le puoi vedere chiaramente?' 'Le posso vedere chiaramente, signore', risposi, 'le posso vedere davvero chiaramente'. Allora port la cosa pi vicino alla scatola della vista, e ci fu di nuovo quella visione confusa fatta di macchie. 'Ora', disse, 'apprezzerai il nostro problema. Noi abbiamo una macchina o congegno, chiamalo come vuoi, che un equivalente assai pi grande di questa scatola che stiamo usando su di te, ma il principio sarebbe assolutamente al di l della tua comprensione. E' tale, tuttavia, che ci consente di vedere tutt'intorno questo mondo, ma non possiamo vedere niente che sia al di sotto della distanza di cinquanta miglia.

Questa distanza troppo piccola, proprio come quando ho messo questo a pochi centimetri dalla scatola della vista e tu non potevi vederlo. Ti far vedere Kalimpong'. Con ci si spost e fece qualcosa ad alcune manopole che erano sul muro. Le luci nella camera si affievolirono, non erano spente, ma erano affievolite cos che la luce era simile a quella che segue immediatamente il tramonto del sole al di l dell'Himalaya. Il mio custode gir dietro la grande cassa e le sue mani mossero qualcosa che non potevo vedere. Immediatamente nella cassa presero a scintillare delle luci, e lentamente si and formando una scena. Gli alti picchi dell'Himalaya, e una carovana di mercanti su una pista che attraversava un piccolo ponte di legno, sotto cui un torrente dalle acque impetuose minacciava di inghiottirli qualora fossero scivolati. Raggiunsero l'altro lato e seguirono un sentiero attraverso una zona di pascolo selvatico. Per alcuni minuti li guardammo, e la visione fu quella che otterrebbe un uccello, una visione come se uno degli Dei del Cielo tenesse la scatola della vista e fluttuasse dolcemente sul terreno ancora arido. Il mio custode mosse di nuovo le mani e ci fu un offuscamento assoluto, qualcosa entr nel mio campo visivo e se n'and. Il mio custode mosse le mani nella direzione opposta, l'immagine si ferm; no, non era un'immagine, era la realt, la verit. Stavamo guardando gi attraverso un buco nel cielo. Sotto vidi le case di Kalimpong, vidi le strade affollate di mercanti, vidi monasteri con lama dalla veste gialla e monaci dalla veste rossa. Era tutto molto strano. Avevo una qualche difficolt nel localizzare i posti perch ero stato a Kalimpong solo una volta, e quando ero un ragazzino, e avevo visto Kalimpong dal livello dei piedi, dal livello di un bambino. Ora la stavo vedendo, beh, credo che la stessi vedendo dall'aria, come la vedono gli uccelli. Il mio custode mi stava guardando attentamente. Mosse certe cose e l'immagine o il paesaggio, o come si voglia chiamare quella cosa meravigliosa, prese a sfuocarsi velocemente e poi a ristabilizzarsi. 'Qui', disse l'uomo, 'c' il Gange che, come sai, il Fiume Sacro dell'India'. Sapevo molto del Gange. Qualche volta i mercanti che giungevano dall'India portavano delle riviste con immagini del Fiume. Non riuscivamo a leggere neanche una parola di ci che era scritto in quelle riviste, ma le immagini, ah! Quella era una cosa diversa. Qui davanti a me, senza ombra di dubbio, era il vero Fiume Gange. Poi, con mia grande sorpresa, mi resi conto che stavo udendo cos come potevo vedere. Potevo udire gli ind cantare, e poi ne vidi la ragione. Avevano un corpo disteso su una terrazza al bordo dell'acqua e lo stavano spruzzando con l'Acqua Sacra del Fiume Gange prima di trasportarlo sulle pire. Il fiume era pieno di folla, sembrava assolutamente incredibile che nel mondo ci potessero essere tante persone, per di pi in un fiume. Le donne si stavano spogliando in maniera assolutamente priva di pudore sulle rive, e cos facevano gli uomini. Mi sentii diventare tutto caldo a una simile visione, ma poi pensai ai loro Templi, i Templi a terrazze, le Grotte, le Colonnate, e guardai impressionato. Questa era davvero la realt, e cominciai a sentirmi confuso. Il mio custode - perch, devo sempre ricordarmelo, era il mio custode - mosse qualcosa e l'immagine risult confusa. Guard attentamente dentro quella finestra e poi la confusione cess con una sorta di sbalzo. 'Berlino', disse. Bene sapevo che Berlino era una citt in qualche posto nel mondo occidentale, ma tutto ci era cos strano che veramente non mi diceva molto. Guardai in gi pensando che forse era il nuovo punto di vista che cambiava ogni cosa. Qui c'erano alti edifici assolutamente uniformi in misura e forma. Non avevo visto tanto vetro in tutta la mia vita, c'erano finestre di vetro ovunque. E poi, su quello che sembrava un piano stradale assai duro, c'erano due barre di metallo poste proprio nella strada. Erano lucenti e assolutamente uniformi quanto alla loro reciproca distanza. Non riuscivo proprio a capire. Dietro un angolo ma entro il mio campo visivo camminavano due cavalli, uno dietro l'altro e, non mi aspetto che tu mi creda, stavano trainando quella che sembrava una scatola di metallo su ruote. I cavalli camminavano entro le barre di metallo e le ruote della scatola di metallo giravano effettivamente lungo queste barre. La scatola aveva finestre, e guardando dentro potei vedere delle persone, delle persone dentro la scatola, delle persone che erano trainate. Proprio di fronte alla mia vista (stavo quasi per dire 'di fronte ai miei occhi' tanto ero abituato ora a quella scatola della vista) quella strana

macchina si ferm. Le persone uscirono dalla scatola e altre vi salirono. Un uomo and davanti, di fronte al primo cavallo, e lo incit con un bastone. Poi rientr nella scatola di metallo e ripart, allora la scatola gir a sinistra, uscendo dalle due barre del tracciato principale per seguire su altre due barre un altro percorso. Ero cos interessato e stupito che non potevo guardare niente altro, non avevo tempo per niente altro. Solo quella strana scatola di metallo a ruote che portava in giro le persone. Ma poi guardai ai lati della strada dove erano delle persone. C'erano uomini con abiti notevolmente stretti. Avevano delle coperture sulle gambe che sembravano molto molto strette, e sottolineavano i contorni esatti delle gambe. E sulla testa di ciascun uomo si vedeva una strana cosa a forma di ciotola rovesciata, con un bordo stretto intorno. Li trovavo molto divertenti e assai bizzarri, ma poi guardai le donne. Non avevo mai visto niente di simile. Alcune di queste donne erano quasi scoperte sulla sommit del corpo, mentre la parte pi bassa del corpo era completamente avvolta in quella che sembrava essere una tenda nera. Sembrava che non avessero gambe, non si potevano neanche vedere i loro piedi. Con una mano afferravano un lato di quella sorta di tenda nera, ovviamente nel tentativo di evitare che il fondo si trascinasse nella polvere. Guardai ancora un po', guardai gli edifici, e alcuni di questi erano veramente nobili edifici. Gi nella strada, una strada molto ampia, venne un corteo di uomini. Dal primo gruppo di uomini proveniva della musica. C'era tanto scintillio, e mi chiesi se gli strumenti che avevano fossero d'oro e d'argento, ma quando si avvicinarono potei vedere che gli strumenti erano di ottone e taluni di metallo semplice. Erano tutti uomini grandi con facce rosse, tutti vestiti con la stessa uniforme marziale. Scoppiai a ridere per il modo rigido e impettito con cui camminavano. Portavano in alto le ginocchia cos che la coscia era quasi orizzontale. Il mio custode mi sorrise e disse: 'S, davvero una marcia assai strana, ma quello il passo dell'oca tedesco che l'esercito tedesco usa in occasione di cerimonie'. Il mio custode mosse di nuovo le mani, ancora una volta ci fu un offuscamento, ancora una volta le cose al di l della finestra della scatola si dissolsero in una nebbiolina, poi si ebbe una visione stabile. 'Russia', disse il custode, 'la terra degli Zar. Mosca'. Guardai, e vidi tanta neve che ricopriva quella terra. Anche qui avevano degli strani veicoli, come non avevo mai immaginato. C'era un cavallo attaccato a quella che sembrava una larga piattaforma piena di sedili. La larga piattaforma era sollevata diversi centimetri da terra mediante oggetti che sembravano strisce piatte di metallo. Il cavallo trainava questa invenzione bizzarra, che muovendosi lasciava sulla neve una depressione. Tutti indossavano pellicce e dalla bocca e dalle narici usciva il respiro sotto forma di vapore gelato. Sembravano quasi azzurri per via del freddo. Mi misi poi a guardare alcuni edifici, pensando a quanto erano diversi da quelli che avevo visto prima. Erano strani, erano grandi muri che salivano, e i tetti erano a forma di bulbo, simili a cipolle rovesciate con le radici rivolte in alto verso il cielo. 'Il Palazzo dello Zar', disse il mio custode. Poi fui attratto da uno scintillio di acqua, e pensai al nostro Fiume Felice che non avevo visto da tanto. 'Questo il Fiume di Mosca', disse il mio custode. ' davvero un fiume molto importante'. Su di esso navigavano strane imbarcazioni fatte di legno e dotate di grandi vele. C'era poco vento, e cos le vele pendevano flaccide, e gli uomini avevano dei pali con le estremit piatte che muovevano in modo che queste estremit erano immerse nel fiume, e spingevano l'imbarcazione. Ma tutto questo... beh', non ne vedevo la ragione, cos dissi all'uomo: 'Signore, ho visto indubbiamente delle meraviglie, certamente ricche d'interesse per molti, ma qual il punto, cosa stai cercando di provarmi ?'. Un pensiero improvviso mi irruppe nella mente. Nelle ultime ore qualcosa stava fluttuando nel retro della mia mente, qualcosa che ora salt nella mia coscienza con evidente chiarezza. 'Signore, custode!', esclamai, 'Chi sei tu? Sei Dio?' Mi guard piuttosto pensoso come fosse perplesso per quella che era ovviamente una domanda inaspettata. Si tocc il mento e si arruff i capelli, scrollando leggermente le spalle. Poi replic: 'Tu non capiresti. Ci sono alcune cose che non possono essere comprese a meno che non si abbia raggiunto un certo stadio. ... Nella tua terminologia non ci sono parole n concetti capaci di spiegare la situazione. Prima che si possa trattare un argomento, il primo requisito che entrambe le parti

comprendano i medesimi termini, concordino su certi precetti. Per il momento posso solo dirti che sono uno che pu essere simile ai lama medici dei tuo Chakpori. Mi sono assunto la responsabilit di prendermi cura del tuo corpo fisico e di prepararti affinch tu sia pronto a ricevere la conoscenza, quando lo riterr opportuno. Finch non sarai pieno di questa conoscenza, qualunque discussione su chi o cosa io sono sarebbe inutile. Accetta solo per il momento che quello che stiamo facendo per il bene degli altri, e che anche se sei profondamente irritato per quelle che consideri libert che ci stiamo prendendo con te, tuttavia, quando conoscerai i nostri intenti, quando saprai quello che siamo e quello che tu e la tua gente siete, cambierai opinione'. Detto questo spense la mia vista e lo sentii lasciare la stanza. In qualche modo, per qualche tempo mi abbandonai a un tranquillo sonno privo di sogni. Il mondo si stava spostando. Sembrava che ogni cosa stesse salendo e cadendo. Una forte sensazione di movimento e poi un CLANG metallico mi svegliarono bruscamente dal mio assopimento. Mi stavo muovendo, la tavola su cui ero disteso si stava muovendo. Venne poi il tintinnio di tutti gli oggetti di vetro anch'essi mossi. Come mi ricordai, tutte quelle cose erano state attaccate al tavolo. Ora ogni cosa era in movimento. Delle voci erano intorno a me. Voci alte, voci basse che discutevano su di me, temetti. Ma quali strane voci, cos diverse da qualunque cosa avessi conosciuto. Ci fu un movimento della mia tavola, ma un movimento silenzioso. Nessuno spostamento, nessuno stridore, solo un fluttuare. Il moto del tavolo cambi direzione. Ovviamente venivo condotto per un corridoio. Presto entrammo in quella che era chiaramente una vasta sala. Gli echi davano una risonanza di grandi distanze. Infine il mio tavolo oscill verso il basso procurandomi un senso di nausea, e mi trovai su quello che la mia esperienza mi diceva essere un pavimento di ROCCIA . C'era un continuo chiacchiericcio, in una lingua a me del tutto sconosciuta. Quando il mio tavolo di metallo si pos sul pavimento di roccia, una mano mi tocc la spalla e la voce del mio custode disse: 'Ora ti daremo la vista, dovresti essere sufficientemente riposato per il momento'. Ci fu una specie di cigolio e di suono metallico. Intorno a me presero a turbinare i colori, mentre le luci lampeggiarono, poi si affievolirono e infine si stabilizzarono in un ritmo regolare. Non un ritmo che comprendessi, non un modello che mi comunicasse qualcosa. Stavo l disteso chiedendomi cosa fosse tutto ci. Ci fu un silenzio di attesa. Potevo SENTIRE che delle persone mi guardavano. Poi una domanda breve, secca, gridata, mentre i passi del mio custode venivano rapidamente verso di me: 'Puoi vedere?', mi chiese. 'Vedo una forma curiosa', risposi, 'vedo qualcosa che non ha alcun significato per me, un ritmo di linee ondulate, di colori oscillanti e di luci lampeggianti. Questo tutto ci che vedo'. Mormor qualcosa e corse via. Ci fu una conversazione a bassa voce e il suono di oggetti metallici che venivano toccati. Le luci presero a guizzare e i colori a brillare, e tutto cominci a turbinare in una folle estasi di colori sconosciuti, e io vidi. C'era una vasta caverna alta circa sessanta metri o pi. La sua altezza e la sua larghezza erano al di l delle mie possibilit di calcolo, perch svanivano nell'oscurit molto oltre il mio campo visivo. Il luogo era enorme e conteneva quello che potevo solo paragonare a un anfiteatro, i cui sedili erano occupati da come potrei chiamarle? - creature che avrebbero potuto solo venire da un catalogo di dei e diavoli. Per quanto strane fossero queste cose, tuttavia un oggetto ancora pi strano pendeva sospeso nel centro dell'arena. Un globo che mi parve il mondo era appeso davanti a me, e ruotava lentamente mentre lontano brillava una luce come la luce del sole brilla su questa Terra. Ora ci fu un silenzio assoluto, e le strane creature mi guardavano. Io guardavo loro sebbene mi sentissi piccolo e totalmente insignificante di fronte a quella enorme moltitudine. C'erano piccoli uomini e donne, perfettamente simili a dei in ogni dettaglio e aspetto, e che irradiavano un'aura di purezza e di calma. Ce n'erano altri simili anch'essi a uomini ma con una curiosa e quasi incredibile testa d'uccello completa di squame o penne (non riuscivo a distinguere), e con le mani che, sebbene di forma umana, avevano sempre incredibili squame e artigli. C'erano anche dei giganti, creature immense che in lontananza sembravano statue e superavano di gran lunga i compagni pi piccoli. Questi erano innegabilmente umani, ma di

tali dimensioni da superare ogni possibilit di comprensione. Uomini e donne, o maschio e femmina, e altri che potevano essere sia l'uno che l'altro, o nessuno dei due. Erano seduti e mi guardavano, mentre io mi sentivo sempre pi a disagio sotto il loro sguardo fisso. Da una parte sedeva una creatura simile a un dio, dall'aspetto austero ed eretto. Abbigliato con colori vivi e fastosi sedeva maestoso e regale come un dio nel suo paradiso. Poi parl, sempre in una lingua sconosciuta. Il mio custode corse verso di me e piegandosi disse: 'Ti metter questi congegni nelle orecchie, e allora tu capirai ogni parola che venga detta qui. Non aver paura'. Afferr il margine superiore del mio orecchio destro e lo tir gi con una mano, con l'altra inser un piccolo congegno nell'orifizio dell'orecchio. Poi si pieg dall'altra parte e fece lo stesso al mio orecchio sinistro. Gir una piccola manopola attaccata a una scatola dietro al mio collo e udii dei suoni. Mi sembr di poter comprendere la strana lingua che poco prima era stata incomprensibile. Ma ora c'era tempo per meravigliarsi di questo miracolo, dovevo per forza ascoltare le voci intorno a me, voci che ora capivo. S, ma la grandezza dei concetti era molto al di sopra della mia limitata immaginazione. Ero un povero prete proveniente da quella che era stata definita 'la terra dei selvaggi', e la mia comprensione non era sufficiente per rendermi capace di percepire il significato di quello che ora udivo e avevo pensato essere intelligibile. Il mio custode si rese conto che mi trovavo in difficolt e si affrett di nuovo verso di me. 'Cosa c'?', bisbigli. 'Sono troppo ignorante per comprendere il significato delle parole se non le pi semplici', risposi a mia volta sussurrando. 'Le cose che ho ascoltato non hanno alcun significato per me; non riesco a comprendere pensieri tanto elevati'. Con un'espressione assai preoccupata and esitando verso un grande ufficiale abbigliato con abiti fastosi - che stava vicino al Trono del Grande Capo. Segu una conversazione bisbigliata, poi i due camminarono lentamente verso di me. Cercai di seguire la conversazione che si stava svolgendo su di me, ma senza successo. Il mio custode si pieg verso di me e sussurr: 'Spiega all'Assistente la tua difficolt'. 'Assistente?', gli dissi, 'non so nemmeno cosa significhi questa parola'. Mai prima di allora mi ero sentito cos inadeguato, cos ignorante, cos profondamente frustrato. Mai prima di allora mi ero sentito cos fuori di posto. La persona dell'Assistente mi sorrise e disse: 'Capisci quello che ti sto dicendo?'. 'Certamente Signore', fu la mia risposta, 'ma sono assolutamente all'oscuro dell'intera questione del discorso del Grande Capo. Non riesco a COMPRENDERE l'argomento, i CONCETTI sono al di l di me'. Annu col capo e replic: 'Ovviamente colpa del nostro traduttore automatico, infatti non adatto al tuo metabolismo n al modello del tuo cervello. Non preoccuparti, il Medico-Generale, a cui credo ti riferisca come al tuo custode, si occuper della faccenda e ti preparer per la prossima seduta. Questo un ritardo trascurabile e lo spiegher all'Ammiraglio'. Annu col capo amabilmente e si diresse a grandi passi verso il Grande Capo. Ammiraglio? Cosa era un Ammiraglio? mi chiesi. Cosa era un Assistente? I termini non avevano alcun significato per me. Mi proposi di aspettare gli ulteriori sviluppi. Colui che era stato definito Assistente raggiunse il Grande Capo e gli parl tranquillamente. Tutto appariva privo di fretta, tranquillo. Il Grande Capo annu, e l'Assistente chiam con un cenno quello che era stato denominato Medico-Generale, cio il mio custode. Questo si mosse e ci fu una discussione animata. Alla fine il mio custode port la mano destra alla testa, nello strano gesto che avevo notato, si volse e cammin vivacemente verso di me, facendo allo stesso tempo dei gesti a qualcuno evidentemente al di fuori del mio campo visivo. Il discorso continuava. Non c'era stata alcuna interruzione. Un uomo molto grosso stava in piedi e io ebbi l'impressione che stesse discutendo di qualcosa che riguardava le provviste di cibo. Una strana donna si alz in piedi fornendo una sorta di risposta. Sembrava una vibrata protesta contro qualcosa che l'uomo aveva detto. Poi con la faccia rossa - d'ira? - si sedette bruscamente. L'uomo continu imperturbabile. Il mio custode mi raggiunse e mormor: 'Mi hai disonorato, HO DETTO che tu eri un selvaggio ignorante', e mi strapp con malumore i congegni dalle orecchie. Con un rapido movimento della mano fece qualcosa che mi priv all'istante di nuovo della vista. Intanto nasceva in me la sensazione che il mio tavolo si stesse muovendo e

fosse portato via dall'enorme caverna. Senza nessuna cura, il mio tavolo col suo equipaggiamento fu spinto lungo il corridoio, poi vennero dei suoni secchi e metallici, un improvviso cambiamento di direzione e una sensazione spiacevole di cadere. Con un rumore metallico il mio tavolo urt il pavimento e io pensai di trovarmi di nuovo nella stanza metallica da cui venivo. Voci che discutevano, fruscio di abiti e il rumore di passi, poi il suono della porta metallica che scorreva su se stessa, e fui lasciato di nuovo solo con i miei pensieri. La porta si apr con stridore e un chiasso di chiacchiere e risatine riemp la stanza: di nuovo quelle femmine innominabili. Con grande slancio mi tolsero l'unico lenzuolo lasciandomi di nuovo nudo come un neonato. Senza cerimonie fui piegato su un lato, mentre sotto di me fu posto un lenzuolo freddo e umido, e poi violentemente ripiegato sull'altro lato. Ci fu un forte strattone quando l'estremit del lenzuolo fu tirata ulteriormente sotto di me: per un momento temetti di precipitare gi dal tavolo. Fui afferrato da mani femminili che mi stropicciarono energicamente con soluzioni forti e pungenti, e poi fui asciugato rudemente con quella che mi parve una vecchia tela di sacco. Le parti pi intime del mio corpo furono stimolate ed eccitate e furono poi introdotti strani apparecchi. Il tempo procedeva lentamente; io ero stimolato quasi al di l di ogni sopportazione, ma non c'era niente che potessi fare, perch ero stato immobilizzato tenendo conto di qualunque eventualit. Improvvisamente inizi un tale assalto su di me che in un primo momento temetti di venire torturato. Le donne mi afferrarono le braccia e le gambe e cominciarono a girarle e a piegarle in tutte le direzioni. Mani forti lavoravano i muscoli del mio corpo come una vanga la terra e mi impastavano come fossi stato un pane. Le nocche premevano a tal punto i miei organi da lasciarmi senza fiato. Mi furono aperte con violenza le gambe e quelle donne che non cessavano un momento di chiacchierare distesero lunghe maniche di lana sui miei piedi, sulle gambe e su vicino ai femori. Fui sollevato dalla nuca cos che ero piegato in avanti fino alla vita, e mi fu cacciata una qualche forma d'indumento intorno alla parte superiore del corpo, che risult essere stretta e legata a livello del petto e dell'addome. Una strana schiuma dall'odore sgradevole venne a contatto con il mio cranio e immediatamente risuon un vivace ronzio. La fonte del ronzio mi tocc procurandomi una sorta di scossa perfino nei denti, i pochi che mi erano rimasti dopo le torture dei cinesi. Segu una sensazione come di rasatura che mi ricord degli yak che venivano tosati, poi una ruvida asciugatura, cos ruvida che mi parve di rimanere senza pelle, e un'altra forma di nebbiolina cal sulla mia testa ormai priva di alcuna difesa. La porta si apr di nuovo stridendo e giunse il suono di voci maschili. Ne riconobbi una, quella del mio custode; costui venne vicino a me, e usando il mio linguaggio disse: 'Stiamo per mettere a nudo il tuo cervello, non c' niente di cui preoccuparsi, stiamo per introdurre degli elettrodi nel tuo...'. Quelle parole non avevano alcun significato per me, eccetto che stavo per subire un altro brutto momento e che non potevo farci assolutamente niente. Strani odori invasero l'aria. Il chiacchierio delle donne si quiet. Ogni forma di conversazione cess. Solo rumori di metallo contro metallo. Poi ci fu un gorgoglio di liquidi e sentii un'improvvisa acuta puntura nella parte superiore del braccio sinistro. Il mio naso fu afferrato violentemente e uno strano congegno tubolare mi fu conficcato su per le narici e gi per la gola. Intorno al cranio sentii una successione di acute punture che mi dettero subito un senso d'intorpidimento. Segu un acuto uggiolio e una macchina orribile mi tocc il cranio circondandolo tutto. Stava segando la sommit della mia testa! Una terribile vibrazione unita alla sensazione di venire frantumato e tritato penetr ogni atomo del mio essere; ebbi la sensazione che ogni osso in tutto il mio corpo stesse vibrando di protesta. Alla fine, come potei sentire bene, tutta la sommit della mia testa fu tagliata via con l'eccezione di un piccolo lembo di carne che rimase sul mio cranio a mo' di cerniera. Mi trovavo in quel momento in uno stato di vero terrore, una strana forma di terrore, perch nonostante fossi terrorizzato, tuttavia decisi che la morte stessa non mi avrebbe fatto paura. Sensazioni incredibili ora mi assalivano. Senza nessuna ragione plausibile emisi improvvisamente una lunga esclamazione: 'Ahhhahhhahhh'. Poi le mie dita cominciarono a contrarsi violentemente, qualcosa di pungente nelle mie narici mi obbligava a

starnutire con violenza, ma non potevo. Ma il peggio doveva ancora venire. Improvvisamente mi trovai davanti il mio nonno materno, abbigliato con l'uniforme di ufficiale del governo. Mi stava parlando con un sorriso gentile sul viso. Lo guardai, poi mi arriv il colpo: io NON lo guardai, non avevo occhi! Quale magia era mai quella? Alla mia stupita esclamazione, durante la quale l'apparizione del mio nonno svan, il mio custode mi si avvicin. 'Cosa c'?', chiese. Glielo dissi. 'Oh, non NIENTE!', esclam. 'Stiamo semplicemente stimolando certi centri del tuo cervello in modo che tu possa comprendere pi facilmente. Vediamo che hai possibilit, ma eri sprofondato nella pigrizia e nella superstizione e non permetti a te stesso di aprire la mente. Noi lo stiamo facendo per te'. Una donna avvit i piccoli congegni negli orifizi delle mie orecchie e con la sua rudezza avrebbe benissimo potuto avvitare dei picchetti da tenda in un suolo duro. Ci fu uno scatto e potei udire la lingua straniera; la potevo anche COMPRENDERE. Parole come corteccia, midollo, psicosomatica, e altri termini mi erano ormai chiari nei loro significati e nelle loro implicazioni. Il mio quoziente d'intelligenza basilare era aumentato, e capivo ormai tutto. Ma era una dura prova; era estenuante. Sembrava che il tempo si fosse fermato, e che le persone si aggirassero senza fine. Il loro pigro chiacchierare era incessante, tutta la faccenda diventava tremendamente noiosa. Di tanto in tanto alcune persone mi rivolgevano delle domande: Come stavo? Provavo dolore? Pensavo di vedere qualcosa? Quale colore mi pareva di vedere? Il mio custode stava nel frattempo vicino a me e mi diceva che erano stimolati vari centri e che avrei, durante il corso del trattamento, provato sensazioni capaci di spaventarmi. Spaventarmi? Avevo avuto paura per tutto il tempo, gli dissi. Rise di me e mi fece notare casualmente che come risultato del trattamento che stavo subendo avrei dovuto vivere come eremita solitario per il resto della lunga vita, a causa delle accresciute percezioni che avrei avuto. Mai nessuno sarebbe vissuto con me, disse, finch quasi alla fine della mia vita sarebbe venuto un giovane a ricevere tutta la conoscenza che avevo per esporla poi a un mondo incredulo. Alla fine, dopo quella che mi sembr un'eternit, mi fu rimesso a posto l'osso del cranio. Furono poste strane graffe metalliche per ricongiungere le due met. Una striscia di stoffa fu avvolta ripetutamente intorno alla mia testa, e tutti se ne andarono eccetto una donna che sedette vicino a me. Dal fruscio della carta era evidente che stava leggendo invece di occuparsi dei suoi doveri. Mi giunse il tonfo sordo di un libro che cadeva e poi il ritmico russare della donna. Decisi che avrei dormito anch'io! 7-65 "Venerabile come hai trovato questa caverna remota e inaccessibile, l'hai trovata per caso?" "No, non l'ho trovata per caso", rispose il vecchio. "Quando gli Uomini dell'Altro Mondo ebbero finito mi portarono qui. Essi stessi FECERO QUESTA CAVERNA APPOSITAMENTE PER ME! Due uomini mi portarono qui", disse, "mi portarono su una piattaforma che volava nell'aria come vola un uccello. QUELLA cosa con cui venni era silenziosa come un'ombra. Si sollev nell'aria senza sforzo, non ci fu alcuna trazione n alcuna sensazione di velocit. I due uomini la fecero posare qui. Perch? Bene, pensa ai vantaggi. E' distante poche centinaia di metri dalla via di comunicazione del commercio e cos i mercanti vengono da me per ricevere consigli o benedizioni e mi pagano con orzo. E' vicino alle piste che conducono a due piccoli monasteri e a sette eremitaggi. Non posso morire d'inedia qui, e posso ricevere notizie. I lama vengono da me, poich conoscono la mia missione e conoscono la TUA!". "Ma in che modo stata fatta questa caverna da due uomini, ci saranno voluti mesi!" "Con la magia di quella che chiamano scienza atomica. Un uomo sedeva sulla piattaforma volante e guardava in giro nel caso ci fossero stati degli spettatori. L'altro teneva in mano un piccolo congegno, ci fu un boato come di diavoli arrabbiati, e - cos mi fu detto - tutta la roccia and in frantumi lasciando queste due camere. Nella mia stanza pi interna c' un piccolissimo filo d'acqua capace di riempire la mia ciotola due volte al giorno, quel che basta per le mie esigenze, senza che debba andare a prendere l'acqua al lago. Se non ho orzo - come accaduto di quando in quando - mi nutro di un lichene che cresce nella parte pi interna della caverna. Non piacevole, ma mantiene in vita

finch non ho di nuovo orzo". S, la roccia appariva EFFETTIVAMENTE particolare, simile alle grotte dei vulcani estinti che aveva visto sugli altipiani di Chang Tang. La roccia appariva come se fosse stata sciolta, e poi raffreddata in una dura superficie vetrosa senza scabrosit n protuberanze. La superficie sembrava trasparente, e attraverso la sua chiarezza si potevano vedere le striature della roccia naturale dove qui e l luccicavano vene d'oro. In un punto l'oro si era sciolto e aveva cominciato a colare gi per il muro come uno sciroppo denso, poi si era raffreddato ed era stato ricoperto dal vetro formato quando lo strato di biossido di silicio aveva smesso di cristallizzarsi durante quel raffreddamento. Cos la caverna aveva muri di vetro naturale! dopo essersi raschiato a lungo la gola, (il vecchio) cominci: "La donna dorm, e anch'io dormii. Ma non dormii a lungo perch la donna russava orribilmente e la mia testa vibrava. Sembrava che attraverso il cervello la testa mi si stesse gonfiando e cercasse di spingere via la sommit del cranio. I vasi sanguigni del mio collo cominciarono a battere e io mi sentii sull'orlo di un collasso. Ci fu un cambiamento nel ritmo del russare, il rumore di un passo che avanzava lentamente e improvvisamente, con un forte sussulto, la donna balz in piedi e si precipit vicino a me. Poi vennero suoni tintinnanti e un ritmo differente dello scorrere dei fluidi dentro di me. Dopo pochi momenti le pulsazioni nel cervello cessarono, la pressione nel collo fin e i margini dell'osso tagliato smisero di vibrare e di tamburellare. La donna si affaccendava nel muovere cose, nel far battere vetri e metalli fra di loro. La sentii scricchiolare mentre si piegava a raccogliere il libro caduto. Si ud il cigolio di un mobile spostato sul pavimento e posto in una nuova posizione. Poi la donna si mosse verso il muro e io udii il leggero rumore della porta che veniva aperta e chiusa dietro di lei. Ci fu poi il rumore dei suoi passi che si allontanavano nel corridoio. Io stavo disteso l pensando a tutto quello che mi era successo. DOVEVO stare l disteso, perch non potevo muovermi! Sicuramente mi avevano fatto qualcosa al cervello: ero pi vigile e attento, e potevo pensare con maggiore chiarezza. In precedenza c'erano stati molti pensieri confusi che, non essendo capace di metterli a fuoco, avevo cacciato in qualche zona oscura della mia mente. Ora TUTTI i pensieri erano, chiari come le acque di un ruscello di montagna. Mi ricordai il momento della mia nascita, il mio primo sguardo al mondo in cui poi sono stato precipitato, il viso di mia madre, il viso avvizzito della vecchia donna che l'aiutava a partorire. Pi tardi mio padre che teneva in braccio me, il bambino appena nato, come se avesse paura di me, il primo neonato che avesse visto. Mi ricordai la sua espressione allarmata e ansiosa alla vista di una faccia cos rossa e rugosa. Poi mi vennero alla mente scene della mia prima infanzia. Era sempre stato desiderio dei miei genitori avere un figlio maschio che sarebbe diventato un prete e avrebbe recato onore alla famiglia. La scuola, e tutto il nostro gruppo a sedere sul pavimento a esercitarci nella scrittura su lastre di ardesia. Il monaco insegnante che andava dall'uno all'altro dando elogi o rimproveri, e a me dicendo che, dato che avevo fatto bene, sarei rimasto pi a lungo per imparare pi dei miei compagni. La mia memoria era completa e totale. Potevo ricordare con facilit figure apparse in riviste portate dai mercanti indiani, e figure che non sapevo neanche di aver visto. Ma la memoria uno strumento a doppio taglio; ricordai in ogni dettaglio le torture che avevo subito nelle mani dei cinesi. Poich mi avevano visto portare delle carte dal Potala, i cinesi avevano presunto che ci fossero segreti di stato e cos mi avevano preso e torturato per farmeli rivelare. Io, un semplice povero prete il cui maggior segreto era sapere quanto mangiavano i lama! La porta si apr con un ronzio metallico. Immerso nei miei pensieri non avevo notato che dei passi si stavano avvicinando nel corridoio. Una voce chiese: 'Come stai ora?', e sentii vicino a me il mio custode. Mentre parlava si occupava dello strano apparecchio a cui ero collegato. 'Come stai ora?', chiese di nuovo. 'Bene', risposi, 'ma infelice per tutte le strane cose che mi sono accadute. Mi sento come uno yak malato nella piazza del mercato!' Si mise a ridere e si diresse verso un lato lontano della stanza. Potei udire il fruscio della carta, il suono inconfondibile di pagine girate. 'Signore', dissi, 'cos' un Ammiraglio? Sono assai confuso. E cos' un Assistente?' Il custode ripose un pesante libro, o almeno questo era il suono, e venne vicino a me. 'S', replic, con

una certa compassione nella voce, 'suppongo che dal tuo punto di vista ti ABBIAMO trattato piuttosto male'. Si mosse, e lo udii prendere uno di quei sedili di metallo che scricchiol paurosamente sotto il suo peso. 'Un Ammiraglio', disse pensosamente 'Bene, quasi una spiegazione e l'avrai pi avanti, ma mitighiamo la tua curiosit immediata. Tu sei su una nave che viaggia attraverso lo spazio, il MARE dello spazio noi lo chiamiamo, perch alla velocit a cui viaggiamo la materia dello spazio sembra un mare di acqua. Mi segui?', domand. Ci pensai sopra e - s - lo seguii pensando al nostro Fiume Felice e alle barche che lo attraversavano. 'S, seguo', risposi. 'Bene dunque', continu, 'la nostra nave una di un gruppo. Questa la pi importante. Ciascuna nave - questa inclusa - ha un capitano, ma un Ammiraglio , per cos dire, il capitano di tutti i capitani. Il termine che usiamo Ammiraglio. Ora, in aggiunta ai nostri navigatori dello spazio, abbiamo soldati a bordo ed uso avere un ufficiale-soldato assai prestigioso che ha il ruolo di assistente dell'Ammiraglio. Chiamiamo tale aiutante proprio 'Assistente'. Riferendoci ai tuoi termini, un abate ha un cappellano, uno che fa tutto il lavoro generale mentre lascia le grandi decisioni al suo maestro'. Questo era abbastanza chiaro per me; stavo proprio meditando la questione quando il mio custode si pieg e bisbigli: 'E per favore, non chiamarmi il tuo CUSTODE. Io sono il medico capo di questa nave. Sempre nei tuoi termini di riferimento, io sono simile al lama capo dei medici di Chakpori. Chiamami Dottore, non Custode!' Mi divert davvero sapere che anche uomini tanto grandi avevano i loro punti deboli. Un uomo come lui angustiato che un selvaggio ignorante (come lui mi aveva chiamato) lo chiamasse 'Custode'. Decisi di farlo contento, e cos replicai docilmente: 'S Dottore'. La mia ricompensa fu uno sguardo pieno di gratitudine e un cenno compiaciuto del capo. Per un po' di tempo rimase intento ad armeggiare con certi strumenti che sembravano collegati alla mia testa. Furono fatti diversi assestamenti, il flusso dei liquidi cambi e mi applicarono dei congegni che mi lasciarono al cranio una sensazione di prurito e di ronzio. Dopo un certo tempo disse: 'Riposerai per tre giorni. Dopo questo tempo le ossa si saranno saldate e torneranno perfettamente a posto. Poi, ammesso che tu stia bene come noi speriamo, ti riporteremo alla Camera di Consiglio per mostrarti molte cose. Non so se l'Ammiraglio vorr parlare con te, ma se lo vuole, non temere. Parla con lui proprio come parleresti con me. Come ripensandoci, aggiunse: 'O piuttosto pi educatamente!' Mi dette un leggero colpo sulla spalla, e lasci la stanza. Rimasi disteso l, pensando al mio futuro. Infine, esausto per tutti quegli eventi e quelle preoccupazioni, caddi in un sonno irregolare. Dopo quello che sembr un lungo intervallo, durante il quale mi parve di librarmi fra il mondo della materia e quello dello spirito, fui bruscamente riportato in uno stato di rapida consapevolezza. Quelle terribili femmine erano di nuovo discese su di me come avvoltoi su un cadavere. Fui impiastricciato con lozioni e la mia pelle riluttante fu sfregata con unguenti puzzolenti, dalle mie narici e da altri luoghi furono strappati i tubi e sostituiti rudemente con altri. Con l'allontanamento di quelle sgradevoli donne mi pervase un senso di pace, ma per breve tempo. Poi la porta si apr di nuovo e il mio custode, no, devo ricordarmi di dire, 'il dottore', entr e chiuse la porta dietro di s. 'Buongiorno, sei sveglio vedo', disse. 'S Signor Dottore', risposi piuttosto di cattivo umore, 'non si pu dormire quando quelle donne chiacchierone si abbattono su di me come una peste!' Questo sembr divertirlo enormemente. Intanto, forse perch stava cominciando a conoscermi meglio, mi trattava pi come un essere umano, anche se un essere umano dotato di mezza intelligenza. 'Dobbiamo usare quelle infermiere', disse, 'cos che tu possa essere accudito, tenuto pulito e possa profumare dolcemente. Sei stato cosparso di polvere profumata, e preparato per un altro giorno di riposo'. Riposo! RIPOSO! Non volevo pi riposare, volevo uscire. Ma dove potevo andare? Mentre il dottore stava esaminando la zona dell'operazione sul mio cranio, pensai di nuovo a tutto quello che mi aveva detto, quando era stato? Ieri? O il giorno prima? Non sapevo. SAPEVO che una cosa mi tormentava assai. 'Signor Dottore', dissi, 'mi hai detto che ero su una nave spaziale. E' giusto quello che ho capito?' 'Certamente', rispose. 'Sei a bordo della nave ammiraglia di questa flotta di controllo. Ora siamo posati su un piano montuoso

nell'Altopiano del Tibet. Perch?' 'Signore', risposi, 'quando ero in quella sala davanti a tutte quelle strane persone, vidi che eravamo in una vasta cavit di PIETRA; come pu essere su questa nave una cavit di PIETRA?' 'Rise come se avessi detto la cosa pi divertente. Riprendendosi, disse tra risa soffocate: 'Sei attento e acuto, davvero, e hai ragione. Questo piano roccioso su cui posata la nave era anticamente un vulcano. Ci sono passaggi profondi e cavit immense attraverso cui, in epoche lontanissime, flu lava liquefatta riversandosi all'esterno. Noi usiamo quei passaggi e abbiamo aumentato il volume di quelle cavit per i nostri scopi. Usiamo ampiamente questo luogo, navi diverse lo usano di tanto in tanto'. 'Portato dalla nave in una cavit di roccia! Questo spiegava la strana impressione che avevo ricevuto, l'impressione di lasciare un corridoio metallico per una cavit di roccia. 'Signor Dottore', esclamai, conosco i tunnel e le cavit di roccia; c' una grande cavit nascosta nella Montagna del Potala, e ha anche un lago'. 'S', rispose, 'le nostre fotografie geofisiche ce l'hanno mostrato, ma non sapevamo che anche voi tibetani l'aveste scoperto!' Riprese a muovere i congegni - ero ben consapevole che stesse operando dei cambiamenti nei fluidi che scorrevano attraverso i tubi nel mio corpo. Sentii chiaramente un'alterazione della temperatura corporea e senza alcun intervento consapevole della mia volont il mio respiro divenne pi lento e profondo; venivo manipolato come un burattino nella piazza del mercato. 'Signor Dottore!', dissi irritato, 'le vostre navi spaziali ci sono note, noi le definiamo i Carri degli Dei. Perch non prendete contatto con i nostri capi? Perch non dichiarate apertamente la vostra presenza? Perch avete bisogno di rapire di nascosto uno come me?' Ci fu un profondo sospiro seguito da una pausa, e infine il dottore rispose: 'Bene, dunque, voglio dire', balbett, 'se te ne dico la ragione, essa evocher in te solo quelle osservazioni sarcastiche che non servono a nessuno'. 'No Signor Dottore', risposi, 'sono vostro prigioniero proprio come ero prigioniero dei cinesi, non posso permettermi di provocarvi. Sto tentando di comprendere le cose nel mio modo non civilizzato, che anche il vostro desiderio'. Si mosse intorno lentamente ed era chiaro che stava decidendo cosa fosse meglio fare. Giunto finalmente a una decisione disse: 'Noi siamo i Giardinieri della Terra, e naturalmente di molti altri mondi abitati. Un giardiniere non discute della propria identit o dei propri piani con i suoi fiori. O, per portare il discorso su un altro livello, se un guardiano di yak ne trova uno che sembra pi sveglio degli altri, il guardiano non va certo da quello ordinandogli: 'Portami dal tuo capo'. N il guardiano discute con lo yak intelligente di argomenti che sono chiaramente al di l della capacit di comprensione dello yak. Non fa parte della nostra politica fraternizzare con i nativi dei mondi che sorvegliamo. Lo abbiamo fatto in eoni passati, ma stato causa di disastri per tutti e ha fatto sorgere fantastiche. leggende nel vostro mondo'. 'Io aspirai rumorosamente col naso, pieno di rabbia e di sdegno. 'Prima dici che sono un selvaggio ignorante, e ora mi chiami, o mi assimili, a uno yak'. Poi mi lagnai: 'Allora, se sono cos inferiore, PERCHE' MI TIENI PRIGIONIERO qui?'. La sua risposta fu tagliente: 'Perch stiamo facendo uso di te. Perch tu possiedi una memoria straordinaria che noi stiamo ulteriormente sviluppando. Perch stai per diventare depositario di conoscenza per uno che verr da te quasi alla fine della tua vita. Ora dormi!' Udii, o sentii, uno scatto e poi l'onda nera dell'incoscienza mi avvolse profondamente". 7-75 "Le ore si trascinavano faticosamente senza fine. Giacevo in uno stato di torpore, d'intontimento privo di realt e in cui erano mescolati passato, presente e futuro. Di tanto in tanto venivano delle donne a farmi delle cose assai strane. I miei arti venivano piegati e flessi, la testa veniva ruotata e tutta l'anatomia del mio corpo veniva premuta, pizzicata, pigiata e impastata. Di tanto in tanto entravano gruppi di uomini e si mettevano intorno a me a discutere su di me. Non ero in grado di capirli, certamente, ma la conclusione era chiara. Poi mi iniettavano delle sostanze, ma io negavo loro la soddisfazione di vedermi sobbalzare per il dolore delle punture. Mi lasciavo trasportare, mi lasciavo galleggiare. Venne il momento in cui fui di nuovo cosciente. Ero rimasto assopito e in preda al sonno per non so quante ore. Sebbene mi accorgessi che la porta della stanza si apriva cigolando, non ne fui disturbato. Ero

distaccato, con la sensazione di essere avvolto in morbide coperte di lana e incurante di tutto ci che potesse succedere a chiunque, anche a me stesso. Improvvisamente mi giunse una serie di dolori acuti e lancinanti tutti intorno al mio cranio. Fui pungolato e incitato e una voce disse nella mia lingua: 'Ah, bene, facciamolo ritornare in vita!'. Un ronzio controllato di cui fui cosciente soltanto quando cess, termin con un debole scatto. Immediatamente mi sentii sveglio e cosciente, vivo, e cercai di mettermi a sedere. Ma fui di nuovo frustrato, perch i miei sforzi pi violenti non produssero alcun movimento in nessun arto. E' di nuovo con noi', disse una voce. 'Ehi! Ci puoi sentire?', domand un'altra. 'S, vi sento', risposi, 'ma com' che parlate tibetano? Credevo che soltanto il Signor Dottore potesse comunicare con me'. Ci fu una risata controllata; 'TU stai usando il NOSTRO linguaggio', fu la risposta. 'Tu ora capirai ogni che cosa ti verr detta'. Un'altra voce prese a dire, da una parte: 'Come lo chiami?'. Uno che riconobbi essere il dottore rispose: 'Chiamarlo? Non abbiamo nome per lui, ho detto solo tu'. Segu una discussione piuttosto animata durante la quale furono suggeriti molti nomi. Alcuni di questi erano MOLTO ingiuriosi e indicavano che per quegli uomini io godevo di uno stato pi basso di quello offerto agli yak, o agli avvoltoi che si nutrivano di morti. Quando i commenti diventarono troppo licenziosi il dottore dichiar: 'Smettiamo, l'uomo un monaco. Riferiamoci dunque a lui in questo modo e chiamiamolo Monaco'. Ci fu un momento di silenzio, seguito da rumori spontanei prodotti con le mani e che giustamente presi per applausi. 'Molto bene', disse una voce che non avevo udito in precedenza, 'votato all'unanimit; di qui in poi egli porter il nome di Monaco. Che cos sia registrato'. Segu una bizzarra discussione a cui non prestai alcun interesse, dato che quegli uomini stavano discutendo sulle virt o mancanza di virt di varie donne e valutando il grado di facilit con cui esse si comportavano. Alcune allusioni anatomiche erano completamente al di l della mia possibilit di comprensione, cos non feci alcun tentativo di seguire il filo della discussione, ma mi contentai di visualizzare nella mente il loro probabile aspetto. Alcuni di essi erano piccoli e altri erano assai grossi. Ora, questa era una cosa molto strana, tale da confondermi enormemente perch, per quanto ne sapevo, non esistevano persone sulla terra che possedevano fatture e sembianze quali questi uomini possedevano. Fui riportato bruscamente al presente da un rumore improvviso di passi strascicati e da quello che mi parve lo scorrere all'indietro di quegli strani sedili. Gli uomini si alzarono e uno dopo l'altro lasciarono la stanza. Alla fine ne rimase solo uno, il dottore. 'Pi tardi', disse, 'ti riporteremo alla Sala del Consiglio, quella dentro la montagna. Non essere nervoso, non c' niente da temere, Monaco; ti parr strano, ma non ti sar fatto alcun male'. Cos dicendo lasci anch'egli la stanza, e io fui lasciato di nuovo solo con i miei pensieri. Con quei pensieri persi ogni cognizione del tempo, e fu una sorta di sollievo quando infine entrarono degli uomini nella mia stanza. Ora potevo capire ci che veniva detto. Uno speciale congegno elevatore, qualcosa con lo strano nome di Antigravit, fu posto sul mio tavolo e 'acceso'. Il tavolo si sollev nell'aria e gli uomini lo guidarono attraverso la porta e nel corridoio. Mi sembr che, sebbene il tavolo ora non avesse alcun peso apparente, avesse ancora inerzia e velocit acquisita, sebbene ci non significasse niente a me! Bisognava per badare che non si andasse a sbattere, e questo m'importava DAVVERO. Il tavolo con tutta la sua apparecchiatura collegata fu trainato e sospinto con cura lungo il corridoio di metallo con i suoi echi distorti, e fuori della nave spaziale. Giungemmo. di nuovo dentro la grande cavit di roccia e intorno a me c'erano i suoni di una grande adunata di gente che mi ricordava il piazzale della Cattedrale di Lhasa in tempi pi felici. Il mio tavolo fu spostato e infine con una certa oscillazione fu abbassato a pochi centimetri dal pavimento. Venne vicino a me una persona che bisbigli: 'Il MedicoGenerale sar da te fra un momento'. Passi familiari echeggiarono sul pavimento di roccia. 'Ah! Ti hanno. portato qui sano e salvo. Ti senti bene?', mi chiese il dottore. 'Signor Dottore', risposi, 'mi sentirei molto meglio se mi permetteste di vedere'. 'Ma tu sei CIECO e devi abituarti alla cecit, perch dovrai vivere assai a lungo in questo stato'. 'Ma Signor Dottore', dissi con un tono decisamente esasperato, COME posso imparare a memorizzare tutte queste

meraviglie che hai promesso che AVREI VISTO se non mi procuri quella vista artificiale?'. Lascia fare a noi', fu la risposta, 'NOI porremo le domande e daremo gli ordini, TU farai solo ci che ti verr detto'. A quel punto sulla folla intorno a me scese una calma, non un silenzio, perch non ci pu essere silenzio dove si radunano tante persone. Nella calma potei distinguere dei passi molto netti che si fermarono bruscamente. 'Sedete!', comand una voce concisa, militare. Segu un fruscio rilassato, il fruscio di abiti rigidi, lo scricchiolio di cuoio, e il passo strascicato di molti piedi. Un rumore raschiato come se uno di quegli strani sedili fosse stato spinto indietro, il rumore di un uomo che si sollevava in piedi. Un silenzio carico di tensione e di attesa pervase il luogo per un secondo o due e poi la voce parl. 'Signore e signori', annunci lentamente quella Voce profonda e matura, 'il nostro Medico-Generale ritiene che questo nativo ora sufficientemente ristabilito in salute, e indottrinato, cos che pu senza alcun rischio essere pronto per la Conoscenza del Passato. C' un rischio, in ogni caso, ma dobbiamo affrontarlo. Se la creatura muore, allora dobbiamo iniziare di nuovo la noiosa ricerca di un altro. Questo nativo in misere condizioni fisiche; speriamo dunque che la sua volont sia forte e la sua tenuta alla vita salda'. Mi sentii rabbrividire a queste considerazioni sui MIEI sentimenti, ma la Voce and avanti: 'Ci sono alcuni fra di noi che ritengono che dobbiamo usare soltanto Documenti scritti rivelati da qualche Messia o Santo che abbiamo mandato su questo mondo a questo scopo, ma io dico che nel passato questi Documenti sono stati considerati in un modo superstizioso che ha annullato i loro benefici, perch sono stati assai spesso fraintesi e interpretati erroneamente. I nativi non hanno cercato il significato contenuto fra le righe ma ne hanno preso soltanto il valore di superficie e spesso interpretato falsamente il valore superficiale come tale. Questo ha spesso danneggiato il loro sviluppo e ha formato un sistema artificiale di casta sotto cui alcuni nativi affermano che ESSI sono stati scelti dagli Alti Poteri per insegnare e predicare quello che NON era scritto. I nativi non hanno alcun concetto reale di noi degli altri spazi. Le nostre navi di ricognizione, quando vengono viste, sono considerate oggetti celesti naturali, o pura allucinazione da parte di chi le ha avvistate e costui viene perci deriso o la sua sanit mentale posta in questione. Credono che l'Uomo sia fatto a somiglianza di Dio e perci che non ci sia vita pi grande che l'Uomo. Hanno la ferma convinzione che questo piccolo mondo sia l'UNICA fonte di vita, non sapendo che i mondi abitati sono in numero maggiore di tutti i granelli di sabbia di questo mondo, e che il loro mondo uno dei pi piccoli e dei pi insignificanti. Credono di essere LORO i Padroni della Creazione e che tutti gli animali del mondo siano loro preda. Eppure la lunghezza della loro vita non dura che un battito di ciglia. Paragonati a noi, sono come l'insetto che vive per un solo giorno e deve nascere, diventare adulto, accoppiarsi, e accoppiarsi ancora, e morire nel giro di poche ore. La lunghezza media della nostra vita di cinquemila anni, la loro di poche decine. E tutto questo, signore e signori, il risultato delle loro particolari credenze e dei loro tragici concetti errati. Per questa ragione sono stati ignorati da noi nel passato, ma ora i nostri Saggi dicono che nel giro di mezzo secolo questi nativi scopriranno alcuni dei segreti dell'atomo. Pu darsi che facciano saltare in aria il loro piccolo mondo, pu darsi che pericolose radiazioni fuggano nello spazio e costituiscano una minaccia di inquinamento. Come molti di voi sanno, i Saggi hanno decretato che sia preso un nativo adatto - noi abbiamo preso questo - e che il suo cervello sia trattato in modo che possa ricordare tutto quello che stiamo per insegnargli. Egli sar cos condizionato in modo da rivelare questo SOLTANTO a uno che metteremo al tempo dovuto in questo mondo; avr il compito di dire tutto, e quello di ascoltare i fatti, e non le fantasie, di altri mondi al di l di questo piccolo universo. Questo nativo, un maschio, stato preparato in modo speciale e sar il recipiente del messaggio che pi tardi dovr essere trasmesso a un altro. Lo sforzo sar molto grande e pu darsi che non ne sopravviva, cos tutti noi mandiamogli col pensiero le nostre energie perch se la sua vita termina su questo tavolo, allora dobbiamo iniziare di nuovo la ricerca di un altro, e questo, come abbiamo sperimentato, noioso. Un membro dell'equipaggio ha detto che dovremo prendere un nativo di un paese pi sviluppato, uno che

apprezza la compagnia di persone di un certo livello, ma noi crediamo che questa sarebbe una mossa falsa; indottrinare tale nativo e lasciarlo libero fra i suoi compagni vorrebbe dire assicurare il suo immediato discredito fra gli altri, e danneggiare seriamente il nostro programma. A voi, a voi tutti che siete qui, permesso di essere testimoni di questo richiamo del Passato. E' assai raro infitti, perci ricordate che siete stati particolarmente favoriti'. Questo Grande non aveva neppure finito di parlare che giunse uno stranissimo fruscio e cigolio, e poi una Voce, ma QUALE Voce! Una Voce dal suono disumano, n maschile n femminile. Udendola mi sentii rizzare i capelli e mi venne la pelle d'oca. 'Come Capo Biologo, responsabile n della marina n dell'esercito', gracchi questa voce spiacevole, 'desidero registrare la mia disapprovazione per tali procedimenti. Il mio intero rapporto sar inviato ai Quartieri Generali a tempo debito. Io ora domando di essere ascoltato qui'. Sembr esserci una sorta di sussulto di rassegnazione da parte di tutta l'assemblea, e per un momento ci fu molta agitazione, poi il primo che aveva parlato si alz in piedi. 'Come Ammiraglio di questa flotta', not seccamente, sono responsabile di questa spedizione di controllo indipendentemente da qualunque tipo di argomenti capziosi possano scaturire dal nostro malcontento Biologo Capo. Ascoltiamo tuttavia ancora una volta gli argomenti dell'opposizione. Puoi continuare, Biologo!'. Senza una parola di ringraziamento, senza l'usuale saluto formale, la voce strascicata e gracchiante continu: 'Protesto per la perdita di tempo. Protesto che si debbano fare ulteriori tentativi su queste creature colpevoli. Nel passato, quando una di queste razze non era soddisfacente, veniva sterminata e il pianeta riseminato. Risparmiamo tempo e fatica e sterminiamoli prima che inquinino lo spazio'. L'Ammiraglio interruppe: 'E tu hai qualche specifico argomento da suggerire riguardo al PERCHE' siano colpevoli, Biologo?' 'S, naturalmente', rispose irato il Biologo. 'Le femmine della specie sono colpevoli. Il loro meccanismo di fertilit colpevole, la loro aura non conforme a quella progettata. Ne abbiamo presa una recentemente da quella che risulta una delle migliori zone di questo mondo. Cominci a gridare e a lottare quando le togliemmo gli abiti di cui era vestita. E quando le inserimmo una sonda nel corpo per esaminare le sue secrezioni, prima divenne isterica e poi svenne. In seguito, tornata cosciente, vide qualcuno dei miei assistenti e quella vista la priv della sua sanit, o di quel che di simile possedeva. Fummo costretti a distruggerla e tutti i nostri giorni di lavoro andarono perduti'... (A Lobsang Rampa)Alcune delle descrizioni risultavano FAMILIARI. Non era in grado di dire come, ma le parole dell'eremita evocarono strani rimescolamenti, come se ricordi dimenticati venissero risvegliati. Come se le parole dell'eremita fossero un vero catalizzatore. "Io ero su quel tavolo, udivo e capivo ogni parola. Ogni paura, ogni incertezza mi avevano abbandonato. Avrei mostrato a quella gente come un prete del Tibet pu vivere, o morire. La mia naturale avventatezza mi costrinse a pronunciare a voce alta: 'Vedi, Signor Ammiraglio, il vostro Biologo meno civilizzato di noi, perch NOI non uccidiamo nemmeno quelli che potrebbero definirsi animali inferiori. NOI siamo i civilizzati!'. Per un momento la totalit del Tempo si ferm. Anche il respiro di quelli intorno a me sembr arrestarsi. Poi, con mio profondo stupore e sorpresa, venne un applauso spontaneo e neanche una risata. Le persone battevano le mani a significare la loro reciproca approvazione. Alcuni lanciarono grida di allegria, e un tecnico vicino a me si pieg e mormor: 'Bene per te, Monaco. Ora non dire altro, non rischiare la tua fortuna!' L'Ammiraglio disse allora: 'Il Monaco nativo ha parlato. Egli ha dimostrato con mia soddisfazione di essere una creatura ragionevole e pienamente capace di completare il compito assegnatogli. Appoggio di tutto cuore le sue parole e le riporter nel mio rapporto ai Saggi'. Il Biologo rispose seccamente: 'Mi allontaner per non assistere all'esperimento'. Con questo la creatura, maschio, femmina o chiss che si allontan rumorosamente dalla sala di roccia. Ci fu un collettivo sospiro di sollievo; ovviamente il Capo Biologo non godeva di grande favore. Il mormorio cess del tutto in risposta a un qualche segnale che non potei vedere. Segu un leggero strascicare di piedi e un frusciare di carta. L'atmosfera di attesa si poteva quasi toccare con mano. 'Signore e signori', venne la voce

dell'Ammiraglio 'ora che abbiamo preso atto di obiezioni e interruzioni, propongo di dire qualche parola a beneficio di quelli fra voi che sono nuovi su questa Stazione di Controllo. Alcuni di voi hanno udito delle voci, ma voci o chiacchiere non sono attendibili. Sto per dirvi quello che accadr, di cosa si tratta, in modo che possiate apprezzare meglio gli eventi a cui presto parteciperete. Le persone di questo mondo stanno sviluppando una tecnologia che, se non viene controllata, pu ben distruggerle. In questo processo contamineranno in tal modo lo spazio che altri mondi neonati di questo gruppo potrebbero rimanerne contagiati. Noi dobbiamo impedirlo. Come voi sapete bene, questo mondo e altri di questo gruppo sono il vostro terreno di prova per differenti tipi di creature. Come con le piante, ci che non coltivato erbaccia; nel mondo animale si possono avere purosangue o ronzini. Gli umani di questo mondo stanno diventando di quest'ultima categoria. Noi, che abbiamo seminato questo mondo con un ceppo umanoide, dobbiamo assicurarci che l'altro .nostro ceppo seminato in altri mondi non sia in pericolo. Abbiamo qui davanti a noi un nativo di questo mondo. Egli proviene da una suddivisione di un paese chiamato Tibet. E' una teocrazia, vale a dire governato da un capo che d pi importanza all'aderenza a una religione che non alla politica. In questo paese non esiste aggressione, nessuno lotta per le terre di un altro. La vita animale non viene toccata se non dagli ordini pi bassi che quasi sempre, senza eccezione, sono nativi di altri paesi. Sebbene la loro religione ci appaia fantastica, tuttavia la vivono completamente e non molestano gli altri n impongono agli altri i loro credi. Sono assolutamente pacifici e ci vuole una grande quantit di provocazione prima che reagiscano con la violenza. Per questo si pensato che qui avremmo potuto trovare un nativo con una memoria straordinaria capace di essere ulteriormente ampliata. Un nativo in cui avremmo potuto imprimere la conoscenza che deve essere tramandata a un altro che metteremo in questo mondo. Alcuni di voi potrebbero domandarsi perch non prendere un nostro rappresentante diretto, ma non possiamo farlo con completa soddisfazione perch porta a omissioni e aberrazioni. E' stato tentato diverse volte ma non mai stato come noi desideravamo. Come vedrete pi avanti, abbiamo tentato con discreto successo con un uomo che i terrestri chiamavano Mos, ma anche con lui non stato COMPLETO e hanno prevalso errori e false interpretazioni. Ora, a dispetto del nostro rispettato Capo Biologo, stiamo per provare questo sistema che stato approntato dai Saggi. Proprio come la loro superba abilit scientifica milioni di anni fa ha messo a punto una velocit superiore a quella della luce, cos i Saggi hanno perfezionato un metodo speciale: in questo sistema la persona che si trova nell'apparecchiatura speciale vedr tutto quello che successo nel passato. Nella misura in cui le sue impressioni glielo diranno, VIVRA' realmente tutte quelle esperienze; VEDRA' e UDRA' proprio come se stesse vivendo in quei lontani giorni passati. SAR LI'! Una speciale estensione del suo cervello render capace ciascuno di noi di partecipare alle sue percezioni. Egli - voi - o dovrei dire noi - cesseremo di esistere a tutti i riguardi in questo tempo e, per quanto concerne i nostri sentimenti, la nostra vista, il nostro udito e le nostre emozioni, saremo trasferiti in quelle et passate la cui vita reale e i cui avvenimenti saranno fonte di esperienza reale, proprio come qui e ora viviamo la nostra vita di bordo, o la vita a bordo di piccole navi di ricognizione, o la nostra attivit in questo mondo molto al di sotto della superficie dei nostri laboratori sotterranei. Io non pretendo di capire pienamente i principi implicati; alcuni di voi qui conoscono molto pi di me l'argomento, ed per questo che siete qui. Altri, che hanno compiti diversi, lo conosceranno meno di me ed a questi che sto rivolgendo queste parole. Ricordiamo che anche noi abbiamo rispetto per la santit della vita. Alcuni di voi possono forse considerare questo nativo della Terra solo un animale di laboratorio, ma come egli stesso ha dimostrato, ricco di sentimenti. Possiede intelligenza e - ricordatelo bene - per noi al presente egli la creatura di maggior valore su questo mondo. Questa la ragione per cui qui. Alcuni hanno chiesto: "Ma come si pu salvare il mondo imbottendo di conoscenza questa creatura?". La risposta che ci non accadr'. L'Ammiraglio fece una pausa sapiente. Non potevo vederlo, naturalmente, ma presumevo che anche gli altri provassero la tensione che mi stava sopraffacendo. Poi

continu: 'Questo mondo assai malato. Noi non sappiamo perch, e ne stiamo cercando le ragioni. Il nostro primo compito renderci conto che esiste uno stato di malattia. Il secondo convincere gli umani che sono malati. Il terzo indurre in loro il desiderio di essere curati. Il quarto scoprire precisamente la natura della malattia. Il quinto scoprire un agente curativo e il sesto persuadere gli umani a fare ci che render efficace la cura. La malattia connessa con l'aura, tuttavia non siamo in grado di scoprirne la ragione. Un altro deve venire, non deve essere di questo mondo, perch pu un uomo cieco vedere la malattia dei suoi compagni quando egli stesso cieco?' Quella frase mi fece sussultare. Mi sembrava una contraddizione: io ero cieco, tuttavia ero stato scelto per quel lavoro. Ma no, no, ero solamente destinato a essere il depositario di certa conoscenza, conoscenza che avrebbe reso capace un altro di funzionare secondo un piano prestabilito. Ma l'Ammiraglio stava parlando di nuovo. 'Il nostro nativo, preparato da noi, quando avremo finito con lui sar portato in un luogo dove potr vivere i giorni di una vita per lui molto lunga. Non potr morire finch non avr trasmesso la sua conoscenza. Per i suoi anni di cecit e di solitudine egli avr pace interiore e la consapevolezza di fare molto per il suo mondo. Ma ora avremo una prova finale delle condizioni del nativo e poi cominceremo'. Ci fu a questo punto un considerevole trambusto, anche se ordinato. Sentivo le persone muoversi rapidamente. Il mio tavolo fu afferrato, sollevato e portato fuori. Ci fu il tintinnio ora familiare di vetri e metalli che si urtavano. Il Medico-Generale venne da me e mi bisbigli: 'Come stai ora?' Io quasi non sapevo COME stavo o DOVE mi trovavo, cos risposi semplicemente: 'Quello che ho udito non mi ha fatto sentire meglio. Ma sono sempre privo di vista? Come vivere queste meraviglie se non mi restituisci la vista?' 'Stai tranquillo', mormor dolcemente, 'andr tutto bene. Tu vedrai nel miglior modo possibile al momento giusto'. Fece una breve pausa mentre alcune persone gli rivolgevano la parola, poi continu: 'Ecco cosa accadr: sistemeremo sulla tua testa quello che ti sembrer un cappello di rete metallica. Ti sembrer freddo finch non ti ci abituerai, poi metteremo sui tuoi piedi degli oggetti che puoi interpretare come sandali di filo metallico. Abbiamo gi posto dei fili metallici sulle tue braccia. Dapprima proverai un qualche formicolio strano e forse anche spiacevole, ma questo passer subito e non avrai pi alcun disturbo a livello fisico. Riposa, sicuro che prenderemo ogni cura possibile di te. Questo significa davvero tanto per noi tutti, perch tutti noi vogliamo che sia un grande successo. C' troppo da perdere se risultasse un fallimento'. 'S', mormorai, 'io sono qui per perdere pi di tutti, sono qui per perdere la vita!' Il Medico-Generale si alz e se n'and. 'Signore!', disse con un tono di voce molto ufficiale, 'il nativo stato esaminato e ora pronto. Si richiede il permesso a procedere'. 'Permesso accordato', rispose la voce grave dell'Ammiraglio. 'Si proceda!' Ci fu uno scatto secco e fu bisbigliata un'esclamazione. Due mani mi afferrarono per il collo e mi sollevarono la testa. Altre mani mi misero sulla testa e poi sul viso quello che sembrava un sacchetto di morbido filo metallico e infine armeggiarono sotto il mio mento. Udii tre strani schiocchi e il sacchetto metallico mi fu serrato intorno al collo. Le mani si allontanarono, mentre intanto altre mani erano ai miei piedi. Fu strofinata una qualche lozione untuosa e poi mi furono messi intorno ai piedi due sacchetti di metallo. Io non ero assolutamente abituato ad avere i piedi cos costretti e questo era davvero assai spiacevole. Tuttavia non c'era niente che potessi fare. L'aria di attesa e di tensione stava crescendo. S, l'aria di tensione nella cavit di roccia cresceva sempre pi, e io ero il pi teso. A ragione per, perch tutto il rischio gravava su di ME! 7-91 Alla fine, quando la tensione ebbe raggiunto un punto quasi insopportabile, l'Ammiraglio grid un breve ordine. Ci fu un movimento di qualche tecnico vicino alla mia testa e uno scatto improvviso, e immediatamente provai tutte le pene dell'Inferno in tutto il mio corpo: mi sembrava di sudare e di essere sul punto di scoppiare. Lampi accecanti mi squarciarono il cervello, e le mie orbite prive di occhi sembrarono riempirsi di carboni infuocati. Segu la sensazione terribile come di uno strappo, poi un colpo secco e doloroso, e io presi a ruotare e a turbinare attraverso (cos mi sembr) tutta l'eternit, accompagnato da strepiti, fracassi e

rumori orrendi. Caddi sempre pi in gi, ruotando e precipitando capovolto. Poi provai la sensazione di essere in un lungo tubo nero di stoffa di lana pressata, e alla sommit del tubo c'era una luce quasi abbagliante rosso sangue. Ora avevo cessato di ruotare, e cominciavo molto lentamente a salire verso la luce. Qualche volta scivolavo indietro, qualche volta mi fermavo, ma sempre una pressione terribile e inesorabile mi spingeva in su, dolorosamente, faticosamente, ma sempre in su. Infine raggiunsi la fonte della luce abbagliante rosso sangue e non potei andare oltre. Una pelle, una membrana o QUALCOSA mi ostruiva il passaggio; ancora e di nuovo fui forzato contro l'ostacolo, ma ancora e di nuovo mi fu impedito procedere. Il dolore e il terrore aumentavano. Un'ondata violenta di dolore e una forza terribile dietro di me mi sbatterono ancora e di nuovo contro la barriera; ci fu un grido lacerante, e fui scagliato a grandissima velocit contro la barriera che si frantumava. A grande velocit andavo verso l'alto finch la mia coscienza si oscur e rimasi esausto per la terribile paura. Segu la sensazione misteriosa di cadere, cadere, mentre nel mio cervello una Voce risuonava: 'Alzati, alzati!'. Fui avvolto da una marea di nausea. Ma la Voce sempre piena di vigore mi esortava: 'Alzati, alzati!'. Alla fine, nella pi tremenda disperazione, aprii di forza gli occhi e mi trovai vacillante in piedi. Ma no, no, non AVEVO pi corpo; ero uno spirito ormai privo di corpo, libero di vagare ovunque in questo mondo. Questo mondo? Cosa era questo mondo? Guardai intorno a me e la stranezza della scena mi parve ancora pi grande. I colori erano tutti sbagliati: l'erba era rossa e le rocce erano gialle; il cielo era di un colore verdastro e c'erano due soli! Uno era bianco-azzurro e l'altro arancione. Le ombre! Non v' alcun modo per descrivere le ombre causate dai due soli. Ma ancor peggio, si vedevano le stelle nel cielo, alla luce del giorno. C'erano stelle di tutti i colori: rosse, azzurre, verdi, color ambra e perfino bianche. E neppure brillavano come facevano le stelle a cui ero abituato; qui il cielo era coperto di queste stelle come il terreno coperto di sassi. Da lontano giungevano RUMORE, SUONI. Pur sforzando la mia immaginazione non potrei chiamare musica quei suoni, tuttavia non avevo alcun dubbio che fosse musica. Giunse di nuovo la Voce, fredda ed implacabile: 'MUOVITI, DECIDI dove vuoi andare'. Cos decisi di muovermi fluttuando verso il luogo da dove giungevano i suoni, e fui subito l. Su un prato di erba rossa, circondato di alberi viola e arancione, danzava un gruppo di giovani. Alcuni erano vestiti con abiti dai colori impressionanti, altri non erano vestiti affatto. Questi tuttavia non suscitavano alcun commento. Un po' distanti, altri ancora sedevano per terra e suonavano strumenti la cui descrizione al di l delle mie possibilit, cos come i suoni che producevano, ancora pi incredibili! Sembrava che tutte le note fossero sbagliate, e il ritmo non aveva alcun significato per me. 'Vai fra di loro', ordin la Voce. Mi resi conto improvvisamente che stavo fluttuando sopra di loro, cos indirizzai la mia volont in uno spiazzo d'erba sgombro e mi pensai su di essa. Era calda al tatto e temetti di bruciarmi i piedi, ma poi mi ricordai che non li avevo e che ero solo un puro spirito. Mi fu presto chiaro infatti il mio nuovo stato: una giovane donna nuda che rincorreva per gioco un giovane uomo dagli abiti appariscenti corse proprio attraverso di me, e nessuno di noi sent alcunch. La giovane donna prese il suo uomo e, abbracciandolo, lo condusse via dietro gli alberi viola, luogo da cui giungevano molti urli e gridi di gioia. Coloro che suonavano gli strumenti musicali continuavano a usarli in quel modo incredibile, e tutti sembravano essere estremamente contenti. Mi sollevai nell'aria quasi senza la mia volont. Ero guidato, come guidato un aquilone dal ragazzo che regge la corda. Mi sollevai sempre pi in alto finch potei vedere da lontano il luccichio dell'acqua; ma ERA acqua? Il colore era di lavanda pallida con riflessi dorati sulla cresta delle onde. Decisi che l'esperimento mi aveva ucciso, che ero nel Limbo, nella Terra della Gente Dimenticata. NESSUN mondo poteva avere quei colori, quelle cose talmente strane. 'NO!', mormor quella Voce inesorabile nel mio cervello,' l'esperimento ha avuto successo. Ora ti sar commentato tutto quello che succede in modo da essere meglio informato. E' VITALE che tu comprenda tutto ci che ti viene mostrato. Poni grande attenzione'. Porre grande attenzione! Potevo fare altrimenti, mi chiesi tristemente. Intanto continuavo a salire sempre pi in alto. Da lontano

giungeva lo scintillio di sprazzi di luce incandescenti su nel cielo. Strane Sagome paurose mi si paravano davanti, come Diavoli alle Porte dell'Inferno. Potei distinguere debolmente delle macchie luminose che si abbassavano e risalivano e saettavano da Sagoma a Sagoma. E tutt'intorno c'erano grandi strade che si irradiavano da quelle Sagome come i petali di un fiore s'irradiano dal suo centro. Tutto ci era un mistero per me; non riuscivo a immaginare la natura di quello che vedevo e non potevo fare a meno di fluttuare stupito. Improvvisamente mi trovai di nuovo in movimento e con velocit sempre crescente. La mia altezza diminu e discesi, del tutto involontariamente, a un punto in cui potevo discernere le singole case disseminate lungo ciascuna delle strade che si irradiavano da quelle Sagome. Mi sembrava che ciascuna casa fosse almeno della misura di quelle dei personaggi pi nobili di Lhasa, contenuta quindi in una porzione di terreno piuttosto ampio. Strani oggetti di metallo si muovevano pesantemente attraverso i campi e facevano quelle cose che soltanto un contadino potrebbe descrivere. Ma poi, quando fui spinto molto pi in basso, scoprii una zona assai larga che consisteva principalmente in acqua poco profonda dove erano delle panche perforate. Su queste erano posate delle piante meravigliose le cui radici sprofondavano nell'acqua. La bellezza e la misura di quelle piante erano incommensurabilmente maggiori di quelle che crescevano nel suolo. Io guardavo stupito quelle meraviglie. Di nuovo fui spinto in alto dove potevo vedere molto pi avanti. Le Sagome che mi avevano cos stupito da lontano erano ora molto pi vicine, ma il mio cervello confuso non era capace di comprendere ci che vedevo, era troppo stupendo, troppo incredibile. Ero un povero nativo del Tibet, solo un umile prete che non era mai stato tanto pi lontano di Kalimpong, luogo dove avevo fatto una breve visita. Tuttavia, qui, davanti ai miei occhi stupefatti - AVEVO occhi? - appariva in lontananza una grande citt, una citt favolosa. Immense guglie si elevavano di quasi sessanta chilometri nell'aria. Ciascuna guglia, o torre, era circondata da una terrazza a spirale e da ciascuna di esse si irradiavano strade sottili e prive di sostegni che si congiungevano fino a formare una tela pi intricata di quella tessuta dai ragni. Sopra e sotto si muovevano in modo rapido e irregolare uccelli meccanici carichi di persone, e ciascuno evitava gli altri con un'abilit che mi riemp della massima ammirazione. Un uccello meccanico volando a gran velocit venne su di me, e vidi un uomo che mi guardava senza vedermi. Tutto il mio corpo si contrasse e si contorse di paura al pensiero della collisione incombente, tuttavia quello strano congegno vol via, attraversandomi senza che sentissi niente. Cosa ero io? S, ricordai, ora ero uno spirito privo di corpo, ma desideravo che qualcuno lo dicesse al mio cervello, perch provavo ogni emozione, e principalmente la paura, come un normale corpo completo. Indugiando fra quelle guglie sospeso sulle strade, scoprii nuove meraviglie; certi piani alti avevano stupendi giardini pensili, luoghi incredibilmente piacevoli per quelli che erano ovviamente nobili. Ma i colori erano tutti sbagliati, cos come le persone. Alcuni erano giganti smisurati mentre altri non lo erano affatto. Alcuni poi erano una strana mistura di umanoide e uccello, con un corpo simile all'uomo e la testa decisamente uguale a un uccello. Alcuni erano bianchi, altri erano neri, alcuni erano rossi, mentre altri verdi. C'erano tutti i colori, non semplicemente sfumature o tinte, ma colori decisi, primari. Alcuni avevano quattro dita e un pollice per ogni mano, ma altri avevano nove dita e due pollici per ciascuna mano. Un gruppo aveva tre dita, corna che si sviluppavano dalle tempie e - la coda! I miei nervi cedettero a quest'ultima vista e indirizzai la mia volont in su - velocemente. Da questa mia nuova altezza la citt copriva visibilmente un'area immensa, si stendeva a perdita d'occhio, ma da una parte, in lontananza, apparve uno spiazzo privo di edifici alti. Qui il traffico aereo era assai intenso. Puntini luminosi, perch cos sembravano a distanza, solcavano l'aria a incredibile velocit sul piano orizzontale. Mi trovai trasportato verso quella zona. Come mi avvicinai, scoprii che l'intera area sembrava fatta di vetro, e sopra la sua superficie erano strani veicoli di metallo. Alcuni erano di forma sferica e sembravano, dalla loro direzione, viaggiare oltre i confini di questo mondo. Altri, come due ciotole di metallo attaccate per i bordi, apparivano anch'essi atti a viaggi fuori di questo mondo. Altri invece erano simili a giavellotti che venivano lanciati, e io osservai che

questi, dopo essersi alzati ad una determinata altezza, assumevano la posizione orizzontale e viaggiavano verso un luogo sconosciuto sulla superficie. C'era un movimento stupendo e io a mala pena riuscivo a credere che tutte quelle persone potessero essere contenute in una citt. Tutti gli abitanti del mondo erano radunati qui, pensai. Ma DOVE ero? mi chiesi sentendomi assalire dal panico. La Voce mi rispose dicendo: 'Devi renderti conto che la Terra un piccolo luogo, la Terra come uno dei pi piccoli granelli di sabbia sulle rive del Fiume Felice. Gli altri mondi di questo Universo, in cui la tua Terra posta sono cos numerosi e diversi come la sabbia, le pietre e le rocce che si trovano sulle rive del Fiume Felice. Ma questo solo un Universo. Ci sono universi innumerevoli proprio come ci sono fili d'erba innumerevoli. Il Tempo sulla Terra solo un tremolio nella coscienza del tempo cosmico. Le distanze sulla Terra sono minime, sono insignificanti e inesistenti rispetto alle grandi distanze nello Spazio. Ora tu sei in un mondo di un Universo assai differente, un Universo cos remoto dalla Terra che tu sai che sarebbe al di l della tua comprensione. Verr il tempo in cui i pi grandi scienziati del tuo mondo dovranno ammettere che ci sono altri mondi abitati, e che la Terra non , come ora essi credono, il centro della creazione. Tu sei ora sul mondo principale di un gruppo di pi di mille. Ciascuno di quei mondi abitato, ciascuno di quei mondi deve obbedienza al Signore del mondo dove tu ora sei. Ciascun mondo si governa interamente in modo autonomo, sebbene tutti seguano una politica comune, una politica tesa a eliminare le maggiori ingiustizie sotto cui vivono le persone. Una politica dedita a migliorare le condizioni di tutti coloro che hanno la vita. Ciascun mondo abitato da diversi tipi di persone: alcuni sono piccoli come hai visto, altri sono grossi, come pure hai visto. Alcuni, secondo il modello a cui sei abituato, sono grotteschi e fantastici, altri sono belli e angelici, si potrebbe dire. Non ci si dovrebbe mai lasciar ingannare dalle apparenze esterne, perch il fine sempre il bene. Queste persone devono obbedienza al Signore del mondo su cui tu ora sei. Sarebbe uno sforzo inutile per le tue capacit intellettive cercare di darti dei nomi, perch questi non avrebbero alcun significato nella tua lingua, nella tua comprensione, e servirebbero solo a confonderti. Queste persone devono obbedienza, come ho detto, al Grande Signore di quel mondo, Uno che non ha mire territoriali, Uno il cui interesse fondamentale la conservazione della pace, cos che ogni Uomo, non importa di quale forma, misura o colore, possa vivere i suoi giorni dedicandosi a lui e possa consacrarsi al bene invece che alla distruzione che segue tutte le volte che una persona deve difendere se stessa. Qui non esiste nessun grande esercito, nessuna orda armata. Ci sono scienziati, mercanti e ovviamente preti, e ci sono anche esploratori, coloro cio che vanno alla ricerca di mondi remoti per accrescere sempre pi il numero di quelli che si possano unire a questa possente compagnia. Ma nessuno invitato a unirsi: coloro che si uniscono a questa federazione lo fanno unicamente su loro richiesta, e soltanto quando hanno distrutto le loro armi. Il mondo su cui ora sei il centro di questo Universo particolare. E' il centro di cultura, il centro di conoscenza, e non ve n' uno pi grande. E' stata scoperta e sviluppata una forma speciale di movimento. Qui di nuovo spiegare tali metodi vorrebbe dire abusare dei cervelli dei pi grandi scienziati della Terra, che non hanno ancora raggiunto lo stadio di pensiero in quarta e quinta dimensione, e tale discussione sarebbe inintelligibile per loro finch non si siano liberati di tutte quelle credenze che li hanno tanto a lungo tenuti prigionieri. Le scene che ora vedi appartengono al mondo principale come oggi. Noi vogliamo che tu ne visiti la superficie per vedere la sua altissima civilt, una civilt cos avanzata, cos gloriosa che forse non riesci neanche a comprendere. I colori che tu vedi qui sono diversi da quelli a cui sei abituato sulla Terra, ma la Terra non il centro della civilt. I colori sono diversi su ciascun mondo e dipendono dalle circostanze e dalle esigenze di ciascuno di quei mondi. Tu guarderai questo mondo, e la mia voce ti accompagner, e quando avrai visto sufficientemente questo mondo cos che la sua grandezza ti sia evidente, viaggerai nel passato e vedrai come sono stati scoperti i mondi, come sono nati, e come cerchiamo di aiutare quelli che sono desiderosi di aiutare se stessi. Ricorda sempre questo: noi dello spazio non siamo perfetti, perch la perfezione non pu esistere quando si nello stato materiale

dell'essere in qualunque parte di qualunque universo, ma cerchiamo di fare il meglio che possiamo. Ci sono alcuni nel passato, e tu ne sarai d'accordo, che sono stati molto buoni, e alcuni, con nostro dispiacere, che sono stati molto cattivi. Ma noi non bramiamo il vostro mondo, la Terra, desideriamo invece che voi lo sviluppiate, che viviate l, ma dobbiamo assicurarci che le attivit dell'Uomo non inquinino lo Spazio e non mettano in pericolo le persone di altri mondi. Ma ora tu vedrai ancora di questo, che il mondo principale'. Presi a riflettere su questi mondi, a meditare profondamente sulla sostanza al di l delle apparenze, perch mi sembrava che tutto questo parlare di amore fraterno fosse solo un inganno. Il mio caso stesso, pensai, tale da mostrare la fallacia di questo argomento. Qui io sono, per mia stessa ammissione, un povero e ignorante nativo di un paese molto povero, arido e sottosviluppato, e assolutamente contro i miei desideri sono stato catturato, operato e, per quanto possa rendermene conto, spinto fuori dal mio corpo. Qui ero dove? Il discorso di fare cos tanto per il bene dell'umanit mi sembrava un po' falso. La Voce irruppe nei miei pensieri tormentati dicendo: 'Monaco, i tuoi pensieri sono resi sonori dai nostri strumenti, e i tuoi pensieri non sono pensieri corretti, poich sono invero, fallaci. Noi siamo i Giardinieri, e un giardiniere deve togliere i rametti secchi e strappare le erbacce. Ma quando c' un buon germoglio allora talvolta il giardiniere deve togliere il germoglio dalla pianta madre e innestarlo in un altro luogo, cos che si possa sviluppare come una nuova specie, o addirittura svilupparsi di pi della propria specie. Secondo i costumi a cui sei abituato, sei stato trattato piuttosto rozzamente. Secondo i nostri costumi, ti stato accordato un onore speciale, riservato soltanto a pochissime persone delle specie del mondo, un onore unico'. La Voce esit e poi continu: 'La nostra storia risale a miliardi di anni del tempo terreno, miliardi e miliardi di anni, ma supponiamo che tutta la vita del pianeta che tu chiami Terra sia rappresentata dall'altezza del Potala; allora la vita dell'Uomo sulla Terra potrebbe essere paragonata allo spessore di uno strato di pittura sul soffitto di una stanza. Cos puoi vedere che l'Uomo cos nuovo sulla Terra che nessun umano ha il diritto neanche di provare a giudicare ci che facciamo. Pi avanti i vostri stessi scienziati scopriranno che le loro stesse leggi di probabilit matematiche indicheranno chiaramente che evidente l'esistenza di extraterrestri. Data l'evidenza reale degli extraterrestri essi devono guardare al di l della portata del loro stesso universo e in altri universi al di l di quello che contiene il tuo mondo. Ma questo non n il tempo n il luogo per iniziare una discussione di questa natura. Accetta l'assicurazione che stai facendo un buon lavoro e che noi ne sappiamo di pi su questo. Ti chiedi dove sei, e io ti dir che il tuo spirito privo di corpo, solo temporaneamente, ha viaggiato al di l dei limiti del tuo stesso universo, ed andato diritto nel centro di un altro universo, nella citt centro del pianeta principale. Abbiamo molto da mostrarti e il tuo viaggio, le tue esperienze non sono che all'inizio. Renditi ben conto, tuttavia, che quello che stai vedendo quel mondo come ora, in questo momento, perch nello spirito tempo e distanza non hanno alcun significato. Ora vogliamo che ti guardi intorno in modo da familiarizzarti con quel mondo su cui ora dimori e in modo da dare credito pi facilmente a ci che ti diranno i tuoi sensi quando verremo a cose assai pi importanti; ti manderemo presto infatti nel passato, nel passato mediante le Registrazioni Akashiche, dove vedrai la nascita del tuo pianeta Terra'. La Voce cess. Dunque ti stavo dicendo che ero in uno stato di panico; s ero proprio in uno stato di panico, e poi, mentre ero l sospeso sopra quella immensit, cominciai a calare e a passare vari livelli o ponti fra grandi torri, fino a posarmi su quello che sembrava un parco assai piacevole sollevato su una piattaforma, o cos a me sembrava. C'era l'erba rossa, e poi, con mio profondo stupore, trovai da una parte l'erba verde. In mezzo all'erba rossa c'era uno stagno che aveva acqua eliotropica. Intorno ai due stagni era riunito un incredibile assortimento di persone. Intanto stavo iniziando a distinguere in qualche modo coloro che erano nativi di questo mondo da coloro che erano visitatori da mondi lontani. C'era qualcosa di misterioso nell'atteggiamento e nel comportamento di quelli che erano nativi di qui: apparivano di una specie superiore, pienamente consapevoli di quello

stato. Vicino alle pozze d'acqua erano alcuni che sembravano possedere una grande virilit mascolina, ed altri che erano invece estremamente femminili. Un terzo gruppo era composto da persone chiaramente ermafrodite. Mi interess osservare che tutte le persone qui erano completamente nude, eccetto che le femmine avevano delle cose nei capelli. Non potevo distinguere cosa fossero, ma sembravano ornamenti di metallo. Diressi la mia volont lontano da quel luogo perch alcuni dei giochi di quelle persone nude non erano affatto di mio gradimento, essendo io cresciuto fin dalla mia prima infanzia in un monastero di lama, e dunque in un ambiente interamente maschile. Capivo solo indistintamente il significato di alcuni dei gesti in cui indulgevano le femmine. Diressi la mia volont lontano e verso l'alto. Percorsi velocemente il resto della citt e giunsi nei sobborghi dove le abitazioni erano rade. Ma tutti i campi e le piantagioni erano coltivati in modo meraviglioso e molti larghi terreni erano dedicati alla coltivazione idroponica. Ma questo sarebbe di scarso interesse per coloro che non studiano agronomia. Mi sollevai pi in alto cercando un qualche obiettivo su cui potermi dirigere, finch vidi un meraviglioso mare color zafferano. C'erano grosse rocce che frastagliavano la costa, alcune gialle, altre viola, rocce di tutti i colori e di tutte le tinte, ma il mare in s era zafferano. Questo non lo potevo capire. Precedentemente l'acqua appariva di un colore diverso. Guardando in alto ne compresi la ragione: un sole era tramontato e ne stava sorgendo un altro, e con questo c'erano tre soli! E con la progressiva ascensione del terzo sole e la discesa dell'altro i colori stavano cambiando, anche l'aria appariva di una tinta differente. Il mio sguardo stupito si pos sull'erba che stava cambiando colore: da rossa divent viola, da viola gialla, e anche il mare stesso cambi colore. E cos, mentre contemplavo quella scena, mi accorsi che non procurava tanto sforzo alla mia capacit di comprensione. Supposi che evidentemente in quel pianeta i colori erano in continua trasformazione. Ma non volli andare sopra all'acqua, dato che non ne avevo mai vista tanta prima. Ne avevo un terrore istintivo e temevo che potesse succedermi qualche disgrazia, tipo cadervi dentro. Cos diressi i miei pensieri verso l'interno; subito il mio spirito libero dal corpo cominci a viaggiare per alcuni chilometri sulla costa frastagliata e su piccole aree agricole. Poi, con mio indicibile piacere, vidi che mi trovavo su un terreno che mi era in qualche modo familiare, mi ricordava la brughiera. Calai immediatamente gi e vidi le piccole piante che si intrecciavano fra di loro sulla superficie di quel mondo. Ora, con la differente luce, sembravano fiori dal colore viola con gambi marroni, simili a erica. Ancora pi avanti c'era una zona piena di quella che, sotto questa luce, sembrava ginestra, ginestra gialla, ma qui la pianta non aveva spine. Mi sollevai di qualche centinaio di metri e mi lasciai trasportare dolcemente su quella zona la cui vista era la pi piacevole che avessi avuto su quello strano mondo. Per quelle persone, senza dubbio, quell'area era assai desolata: non c'era alcun segno di abitazione n di strade. In una piacevole valletta alberata trovai un piccolo lago e un piccolo corso d'acqua che scrosciava da un alto dirupo, gettandosi nel laghetto e alimentandolo. Indugiai alquanto, osservando il cambiamento delle ombre, con le loro sfumature che penetravano attraverso i rami sopra la mia testa. Ma c'era questa urgenza pressante che mi spingeva a muovermi continuamente. Ebbi l'impressione che non mi trovavo l per il mio divertimento, per il mio piacere, per la mia ricreazione; ero l perch altri potessero vedere attraverso di me. Fui di nuovo sollevato, lanciato in alto nell'aria, e spinto ad altissima velocit. Sotto di me vidi scorrere indistintamente la terra, un ampio fiume, un pezzo di terra e di nuovo il mare. Contro la mia volont fui lanciato sopra il mare fino a raggiungere un'altra terra, un altro paese. Qui le citt erano pi piccole ma ugualmente vaste. Abituato com'ero a grandi misure, esse apparivano piccole, ma molto molto pi grandi di qualunque cosa avrei mai sperato di vedere sulla Terra che avevo ora lasciato. Il mio moto fu arrestato piuttosto bruscamente ed entrai in una ripida spirale che turbinava vorticosamente. E poi guardai gi: sotto di me era la pi meravigliosa delle tenute, sembrava un castello antico nel mezzo di un bosco. Il castello era assolutamente intatto e io mi meravigliai per le torri di combattimento che sicuramente erano fuori posto in una civilt come quella. Mentre stavo riflettendo su tale argomento la Voce irruppe: 'Questa

la casa del Signore. Questo un luogo davvero antico, la costruzione pi antica in questo mondo antico. Questo un tempio a cui vengono tutti coloro che amano la pace: possono stare fuori delle mura e mandare col pensiero i loro ringraziamenti per la pace, la pace che circonda tutti coloro che vivono sotto la luce di questo impero. Una luce in cui non c' alcuna oscurit, perch qui ci sono cinque soli e non esiste oscurit. Il nostro metabolismo diverso da quello del tuo mondo. Noi non abbiamo bisogno delle ore di sonno per riposare. Siamo combinati in modo diverso'. 'Ero uno spirito disincarnato e discendevo a spirale verso i gran castello che ospitava il Signore di questo Mondo Supremo Ero curioso e desideroso di vedere a che tipo di uomo andavano il rispetto e l'amore di alcuni dei mondi pi potenti che esistevano. Ero avido di scoprire quale uomo - e donna - potevano sopravvivere attraverso i secoli. Il Signore e sua Moglie. Ma ci non doveva essere. Fui tirato indietro cos come un ragazzino pu dare uno strattone alla corda del suo aquilone, e fui spinto via. 'Questo terreno sacro', disse la Voce molto austeramente, 'e non per nativi ignoranti; tu sei destinato a vedere altre cose'. E avvenne cos che io fossi trainato per molti chilometri, e poi girato e spinto verso una diversa direzione. Sotto di me le sembianze di quel mondo rimpicciolirono e le citt divennero addirittura granelli di sabbia sulle rive di un fiume. Mi sollevai nell'aria e fuori dell'aria, mi muovevo dove non c'era aria. Giunse per caso nel raggio della mia vista una strana struttura di cui non avevo mai visto niente di simile e il cui scopo non riuscivo a comprendere. Qui, nel vuoto privo d'aria, dove non potevo esistere se non come spirito disincarnato, fluttuava una citt di metallo sospesa in aria in virt di qualche metodo misterioso del tutto al di l della mia possibilit di discernimento. Come mi avvicinavo i dettagli divennero pi chiari e io mi resi conto che la citt posava su una terra di metallo ed era ricoperta superiormente da un materiale che era pi trasparente del vetro, ma che non era vetro. Sotto quello splendore trasparente potevo osservare le persone nelle strade della citt, una citt pi grande della citt di Lhasa. C'erano alcune strane protuberanze in alcuni degli edifici e fu su uno degli edifici pi larghi che mi trovai diretto. 'Qui c' un grande osservatorio.', disse la Voce nel mio cervello. 'Un osservatorio da cui si assistito alla nascita del tuo mondo, non con mezzi ottici ma con raggi speciali che sono al di l della tua comprensione. Entro alcuni anni le persone del tuo mondo scopriranno la scienza delle onde radio. Le onde radio, nel loro sviluppo pi elevato, saranno come la potenza del cervello di un piccolo verme paragonata alla potenza del cervello dell'umano pi intelligente. Quello che usiamo qui molto molto al di l anche di questo. Qui si vedono i. segreti dell'universo, la superficie di mondi distanti, cos come tu puoi vedere ora la superficie di questo Satellite. E nessuna distanza, nessuna materia, per quanto grande, pu essere un ostacolo. Possiamo vedere dentro i templi, dentro i luoghi di divertimento e dentro le case'. Mi avvicinai ancora di pi temendo per la mia salvezza, mentre quella barriera luminosa mi appariva sempre pi larga davanti. Temevo di sbattervi contro e di restar ferito, ma poi, prima di cadere preda del panico, mi ricordai che ero solo uno degli spiriti per cui anche i muri pi solidi non erano che ombre da attraversare a piacere. Lentamente penetrai attraverso questa sostanza simile al vetro e giunsi sulla superficie di quel mondo che la Voce aveva definito 'Satellite'. Per un certo tempo mi lasciai trasportare qua e l, cercando di organizzare i pensieri che turbinavano dentro di me. Dolcemente, come una nube che si lasci trasportare su una catena di montagne, o un raggio di luna che si posi silenziosamente su un lago, cominciai a spostarmi lateralmente, e non pi con quei movimenti pigri in cui mi ero attardato in precedenza. Mi mossi lateralmente e attraversai strani muri di una materia del tutto sconosciuta. Anche se ero uguale a uno spirito, tuttavia ci fu una leggera opposizione al mio passaggio perch provai una vibrazione in tutto il mio essere e - per un certo tempo - la sensazione di essere invischiato in un fango tenace. Con un curioso strattone che sembr lacerare tutto il mio essere, lasciai il muro che mi imprigionava. Nel fare questo ebbi la forte impressione della Voce che diceva: 'Ha attraversato! Per un momento ho pensato che non ce l'avrebbe fatta'. Ma ora ero al di l del muro e dentro un immenso spazio coperto, troppo vasto per essere

definito col termine 'stanza'. Tutt'intorno erano macchinari e apparati del tutto fantastici, oggetti completamente al di fuori delle mie capacit intellettive. Tuttavia le cose di gran lunga pi strane erano gli abitanti di quell'enorme luogo chiuso. Umanoidi piccolissimi erano indaffarati in cose che a mala pena capii essere strumenti, mentre giganti spostavano involti assai pesanti da una parte all'altra, facendo questo duro lavoro per quelli che erano troppo deboli. 'Qui' disse la Voce nel mio cervello, 'abbiamo un sistema molto grande. Le persone piccole si occupano di questioni e regolazioni delicate; le persone grandi si occupano di cose pi adatte alla loro misura e forza. Ora, vai avanti'. Quella Voce imponderabile mi spinse ancora una volta, cos che incontrai e superai un'altra barriera, questa anche pi dura da attraversare. 'Quel muro', mormor la Voce, ' la Barriera della Morte. Nessuno pu entrarvi o uscirvi mentre ancora vivo. Questo il luogo veramente segreto. Qui guardiamo tutti i mondi e scopriamo immediatamente qualunque preparativo di guerra. Guarda!'. Guardai intorno a me. Per alcuni momenti quello che avevo davanti a me non ebbe alcun significato. Poi ripresi il controllo sui miei sensi confusi e mi concentrai. I muri intorno a me erano divisi in rettangoli di circa due metri di lunghezza per circa un metro e mezzo di altezza. Ciascuno era un quadro vivente sotto cui erano strani simboli che presi per una scrittura. I quadri mi riempirono di stupore. Qui ce n'era uno in cui era dipinto un mondo come se fosse visto dallo spazio; era verdeazzurro con strane macchie bianche. Con mia grande impressione mi resi conto che quello era il mio mondo, il mio in cui ero nato. Ma attir immediatamente la mia attenzione un cambiamento nel quadro adiacente. Provai la sensazione inquietante di cadere mentre guardavo e vidi che stavo osservando un quadro del mio mondo come se stessi per cadere su di esso. Le nubi si sollevarono e io vidi tutta la sagoma dell'India e del Tibet. Nessuno mi aveva detto che era cos, tuttavia lo sapevo per istinto. Il quadro divenne sempre pi grande. Vidi Lhasa, vidi le regioni montuose e poi vidi il cratere vulcanico. 'Ma tu non sei qui per vedere questo!', esclam la Voce. 'Guarda da un'altra parte!'. Mi guardai intorno e mi meravigliai di nuovo per quello che vedevo. Qui, su questo quadro, era l'interno di una camera di consiglio. Persone dall'aspetto molto importante stavano discutendo animatamente. Sentivo alzare le voci e vedevo alzare le mani; tutt'intorno venivano gettate carte con un impressionante disprezzo per il decoro. Su una predella sollevata un uomo con una faccia viola stava parlando freneticamente. Applausi e rimostranze salutavano circa in egual misura le sue parole. Tutto ci mi ricordava una riunione dei Signori Abati! Mi girai intorno: ovunque erano questi quadri viventi, ovunque queste strane scene, alcune nei colori pi improbabili. Il mio corpo si spost verso un'altra stanza ancora. Qui c'erano quadri di oggetti strani di metallo che si muovevano attraverso l'oscurit dello spazio. 'Oscurit' non la parola da usare, perch lo spazio qui era screziato di punti luminosi di molti colori, molti dei quali precedentemente a me del tutto sconosciuti. 'Navi spaziali in transito', disse la Voce. 'Controlliamo attentamente le rotte del nostro traffico'. La faccia di un uomo balz curiosamente in fuori su una porzione del muro. Prese a parlare, ma io non capii le sue parole. Faceva cenni col capo e con le mani come se stesse parlando a faccia a faccia con una persona. Con un sorriso e un gesto di saluto la faccia svan e la parete fu di nuovo levigata e grigia. L'uomo fu rimpiazzato immediatamente da una vista come se fosse presa da un uccello in volo. Un panorama del Mondo che avevo appena lasciato, il Mondo che era il centro di questo vasto impero. Guardai in gi la grande citt, vedendola nel modo pi realistico con tutta la sua immensa estensione. Il quadro si muoveva rapidamente, cos che mi trovai a guardare di nuovo quella zona in cui era la residenza del Signore di quella grande civilt. Vidi le grandi mura e gli strani giardini esotici in cui era posta la costruzione. Vidi anche un bellissimo lago con un'isola al centro. Ma il quadro si muoveva spostandosi qua e l, sorvolando il panorama come fa un uccello in cerca di preda. Poi il quadro si ferm, divenendo pi grande e localizzando l'immagine su un oggetto di metallo che stava descrivendo pigri cerchi e scendendo verso il terreno. L'immagine si dilat in modo da mostrare soltanto l'oggetto di metallo. Apparve il viso di un uomo che stava parlando in

risposta a domande sconosciute. Un saluto e il quadro rest vuoto. Mi mossi senza che lo volessi. La mia mente diretta da altri lasci quella strana stanza per entrare in un'altra. Ancora pi strana! Qui, davanti a nove di quegli schermi sedevano nove vecchi. Per un momento stetti a guardare con curioso stupore, poi cominciai a ridacchiare, quasi in modo isterico. C'erano qui nove vecchi, tutti con la barba, tutti molto simili d'aspetto, tutti dall'aria assai grave. Nel mio Povero cervello la Voce irata tuon: SILENZIO, sacrilego. Questi sono i Saggi che 'controllano il Tuo destino. Silenzio, dico, e mostra rispetto'. Ma i vecchi Saggi non fecero alcun caso a questo - eppure erano consapevoli della mia presenza, perch su uno schermo c'era un'immagine di me sulla Terra, un'immagine di me circondato di fili metallici e di tubi. Tuttavia un altro schermo mi mostrava Qui! Un'esperienza veramente snervante. 'Questi', continu la Voce con un tono assai uniforme, 'sono i Saggi che hanno richiesto la tua presenza. Sono i nostri uomini pi saggi che per secoli si sono dedicati al bene degli altri. Lavorano sotto la direzione del Signore Stesso, che ha vissuto ancora pi a lungo. Il nostro scopo salvare il tuo mondo, salvarlo da ci che minaccia di essere un suicidio. Salvarlo dal massimo inquinamento che segue una guerra nucleare - ma non ti preoccupare, questi sono termini che non hanno alcun significato per te, termini che fino ad ora non sono stati inventati sul tuo mondo. Il tuo mondo sta per subire un grande cambiamento: saranno scoperte nuove cose e inventate nuove armi. Gli uomini entreranno nello spazio entro i prossimi cento anni. Ecco qual il nostro interesse'. Uno dei Saggi fece delle cose con le mani e i quadri cambiarono, un mondo dopo l'altro scorreva sugli schermi. Persone dopo persone facevano il loro breve debutto e svanivano per essere sostituite da altre. Strane bottiglie di vetro divennero luminose e delle linee ondulate si mossero sui loro fondi. Strane macchine producevano un gran fracasso ed emettevano strisce di carta che arricciolandosi cadevano in cestini posti vicino, strisce di carta coperte di simboli interessanti. Tutta la faccenda era cos lontana dalla mia capacit di comprensione che anche ora, dopo tutti questi anni di riflessione, non riesco a distinguere il significato di tutto quello che ho visto. Ed anche i Vecchi Saggi prendevano appunti su fogli e parlavano in dischi che tenevano vicino alla bocca. E in risposta veniva una voce senza corpo che parlava come parla un uomo, ma la cui fonte mi era del tutto sconosciuta. Alla fine, quando i miei sensi stavano vacillando, turbati da tali strani eventi, la Voce nel mio cervello disse: 'Di questo hai visto a sufficienza. Ora ti mostreremo il passato. Per prepararti ti dir quello di cui farai esperienza, cos non sarai spaventato'. SPAVENTATO? pensai fra me e me; se solo sapesse che io SONO ASSOLUTAMENTE TERRORIZZATO! 'Prima', riprese la Voce, 'farai esperienza dell'oscurit e di un certo movimento rotatorio nel tempo. Poi vedrai quella che credi essere questa stanza: in effetti questa stanza sar come era milioni di anni fa secondo il TUO tempo, e non tanto tempo fa secondo il nostro. Poi vedrai come stato creato il tuo universo e come nato il tuo mondo, come stato popolato di creature, che fra le tante, chiamiamo Uomo'. La Voce svan e con essa la mia coscienza. Divenni consapevole di un vortice di nebbia grigia che si protendeva fin dentro il mio cervello. Barlumi intermittenti di QUALCOSA mi tormentavano aggiungendosi alla mia frustrazione generale. Poi, gradualmente, come una nebbiolina del mattino che si dissipi prima che il sole sorga, la mia consapevolezza, la mia lucidit tornarono. Davanti a me il mondo divenne luminoso, no, non era il mondo, ma la stanza in cui fluttuavo tra pavimento e soffitto come una pigra voluta di fumo che si alza e si abbassa nell'aria tranquilla. Come le nuvole d'incenso che ondeggiano in un tempio, indugiavo in alto contemplando quello che mi stava davanti. Nove vecchi barbuti, austeri, intenti al loro Compito. ERANO gli stessi? No, non lo erano, la stanza era diversa. Gli schermi e gli strumenti erano diversi, e anche i quadri erano diversi. Per un certo tempo non fu detta alcuna parola, n fu data alcuna spiegazione di tutti questi portenti. Alla fine uno di quei vecchi si volse e gir una manopola; uno schermo si accese mostrando delle stelle la cui configurazione non avevo mai visto prima. Lo schermo si espanse fino a riempire del tutto la mia visione, fino a sembrare una finestra sullo spazio. L'illusione era cos grande che avevo la sensazione

di ESSERE direttamente nello spazio anche senza una finestra. Guardai le stelle fredde e immobili che brillavano di una luce cos dura e scostante. 'Accelereremo il meccanismo un milione di volte', disse la Voce, altrimenti non ti renderai conto di niente nel tempo di durata della tua vita'. Le stelle iniziarono a oscillare ritmicamente, fra di loro, intorno a un centro invisibile. Da un'estremit del quadro giunse a gran velocit una lunga cometa che con la sua coda fiammeggiante punt in direzione di quel centro oscuro e invisibile. La cometa pass volando su quello schermo, riunendo dietro di s altri mondi, e infine and a cozzare contro quel mondo freddo e morto che era stato il centro di quella galassia. Altri mondi, attratti dalle loro orbite predestinate dall'aumento della forza gravitazionale, entrarono in rotta di collisione. Nell'istante in cui cometa e mondo morto entrarono in collisione l'intero universo sembr incendiarsi. Vortici turbinosi di materia incandescente furono scagliati attraverso lo spazio; gas fiammeggianti contaminarono mondi vicini. Tutto l'universo, cos come lo vedevo nello schermo davanti a me, divenne una massa di gas luminosi che fiammeggiavano impetuosamente. Lentamente l'intensa luminosit che riempiva l'intero spazio and diminuendo, e alla fine ci fu una massa centrale fiammeggiante circondata da masse pi piccole. Pezzi di materiale incandescente furono scagliati lontano allorch la grande massa centrale vibr e fu scossa dall'agonia della nuova conflagrazione. La Voce irruppe nei miei pensieri caotici: 'Stai vedendo in pochi minuti quello che ha impiegato milioni di anni per evolversi. Ora cambieremo il quadro'. Tutta la mia visione fu limitata alla dimensione dello schermo e quello che ora vedevo era il sistema stellare che si allontanava, cos che mi sembrava di guardar da lontano. La brillantezza del sole centrale diminu, pur rimanendo ancora eccessivamente intensa. Mondi vicini continuavano a essere infuocati mentre giravano e ruotavano sulle loro nuove orbite. L'intero universo, alla velocit accelerata a cui mi era stato mostrato, sembrava muoversi al ritmo di un vortice o di un turbine tanto da scuotere i miei sensi. Ora il quadro cambi. Davanti a me stava un grande piano punteggiato da immensi edifici, alcuni dei quali avevano strane protuberanze che scaturivano dalle loro cime. Tali protuberanze mi sembravano fatte di metallo piegato in forme curiose - la ragione di ci era assolutamente al di l delle mie capacit intellettive. Sciami di persone di forme e dimensioni visibilmente assai diverse convergevano verso un oggetto veramente straordinario posto al centro del piano. Sembrava un tubo di metallo di dimensioni inimmaginabili. Le estremit del tubo erano pi piccole della circonferenza principale, e un'estremit finiva a punta mentre l'altra con una sorta di rotondit. Dal corpo centrale si estendevano, intervallate, delle protuberanze e guardando intensamente potei distinguere che queste erano trasparenti. All'interno si muovevano dei piccoli punti, e la mia attenta osservazione mi port a ritenere che fossero persone. Giudicai che l'intero edificio fosse di circa un chilometro e mezzo di lunghezza, o anche pi. Il suo scopo mi era del tutto sconosciuto. Non potevo capire perch un edificio dovesse avere una tale forma eccezionale. Mentre guardavo con la massima attenzione per non perdere niente, scivol come galleggiando nello schermo un veicolo straordinario che trasportava dietro di s molte piattaforme cariche di scatoloni e balle sufficienti, cos pensai futilmente, a rifornire tutti i mercati dell'India. Tuttavia - ma come poteva essere? - tutti stavano fluttuando nell'aria come i pesci fluttuano e si muovono nell'acqua. Lo strano oggetto si accost al grande tubo che era un edificio, e una dopo l'altra tutte le scatole e le balle vi furono fatte entrare, cos che lo strano veicolo si allontan con le piattaforme vuote. Il fiume di persone che erano nel tubo si assottigli fino a diminuire del tutto. Furono azionate porte scorrevoli e il tubo fu chiuso. Quel grande edificio tubolare lungo circa un chilometro e mezzo e largo circa trecento metri improvvisamente si SOLLEV NELL'ARIA! Si sollev circa all'altezza della nostra montagna pi alta, indugi per alcuni secondi e poi - svan! Un istante prima era l, una scheggia d'argento appesa nel cielo e illuminata dalle luci colorate di due o tre soli. Poi, senza neanche un baleno, non c'era pi. Guardai intorno a me, guardai gli schermi adiacenti e poi la rividi. Qui, su uno schermo assai vasto, lungo circa otto metri, le stelle si muovevano rapidamente tanto da sembrare strisce di

luce colorata. Manifestamente immobile nel centro dello schermo stava l'edificio che aveva appena lasciato questo strano mondo. La velocit del movimento delle stelle aument fino a formare una macchia quasi ipnotica. A quel punto girai lo sguardo altrove. Una luce abbagliante attrasse la mia attenzione e guardai di nuovo lo schermo lungo. All'estremo limite apparve una luce che lasciava prevedere l'avvento di una luce pi grande, proprio come il sole manda i suoi raggi sulla cresta delle montagne per avvisare del suo arrivo. La luce aument rapidamente fino a diventare brillante in maniera intollerabile. Una mano si protese e gir una manopola. La luce fu ridotta lasciando il quadro chiaro. Il grande tubo, mera macchiolina insignificante nell'immensit dello spazio, si avvicin a quella zona luminosa, prese a girarle intorno, e poi io fui spostato a un altro schermo. Per un momento persi l'orientamento, e stetti a guardare senza attenzione l'immagine che era davanti a me. Era l'immagine di una grande stanza in cui si trovavano uomini e donne vestiti di quella che ora sapevo essere la loro uniforme. Alcuni erano seduti davanti a leve e bottoni, altri stavano guardando gli schermi proprio come stavo facendo io. Uno che era abbigliato pi festosamente degli altri si muoveva intorno con le mani chiuse dietro la schiena. Spesso si fermava dietro le spalle di un'altra persona per guardare alcune note scritte, studiare le linee contorte che apparivano dietro cerchi di vetro. Poi, con un cenno del capo, riprendeva il suo passo. Alla fine provai a fare lo stesso. Guardai in uno schermo come aveva fatto quello abbigliato in modo fastoso. Qui c'erano mondi fiammeggianti, il cui numero non ero in grado di contare perch la luce mi abbagliava e il movimento inusuale mi disorientava. Per quanto potevo indovinare, solo indovinare, c'erano circa quindici corpi fiammeggianti che circondavano la grande massa centrale da cui erano nati. L'edificio a forma di tubo, che ora sapevo essere una nave spaziale, si ferm, e inizi una grande attivit. Dalla base della nave usc un gran numero di piccole navi di forma circolare che si sparpagliarono qua e l, e con la loro partenza la vita di bordo della grande nave riprese il tenore di un'esistenza ben ordinata. Il tempo pass e pina piano tutti i piccoli dischi tornarono alla loro nave-madre e furono ripresi a bordo. Il tubo divenne di nuovo lentamente carico e corse a gran velocit, come un animale spaventato, attraverso il turbinare dei cieli. Al compimento del tempo, non potrei stabilirne la durata poich tutto il viaggio si era svolto a velocit accelerata, il tubo metallico torn alla sua base. Uomini e donne lo lasciarono ed entrarono in edifici lungo il suo perimetro. Davanti a me lo schermo divenne grigio. La stanza in ombra con gli schermi sempre in movimento sui muri mi affascinava oltre misura. Precedentemente ero stato troppo occupato a guardare uno o due schermi, ma ora che quelli erano chiusi e fermi davanti a me avevo tempo per guardare intorno. Qui c'erano uomini circa delle mie dimensioni, dimensioni implicite quando uso il termine 'umano'. Erano di tutti i colori, bianchi, neri, verdi, rossi, gialli e marroni. Forse un centinaio sedevano su sedili dalla strana forma capaci di piegarsi e inclinarsi a ogni movimento. Sedevano in fila davanti a strumenti posti lungo tutto il muro. I Nove Vecchi Saggi sedevano a una tavola speciale nel centro della stanza. Spinto dalla curiosit mi guardai intorno, ma gli strumenti e le loro applicazioni erano cos lontani da qualunque cosa di cui avessi fatto precedentemente esperienza che non ho la possibilit di descriverli in nessun modo. Tubi tremolanti che contenevano una luce verde spettrale, tubi vibranti di luce color ambra, muri che ERANO muri, sebbene irradiassero la stessa luce colorata come quella fuori all'aperto. Cerchi di vetro dietro cui si vedevano dei punti ondeggiare violentemente, oppure oggetti solidi come rocce - tutto QUESTO pu Suggerirti qualcosa? Una sezione del muro si apr improvvisamente rivelando un'incredibile quantit di fili metallici e tubi. Piccoli ometti alti circa mezzo metro si arrampicavano su e gi per quei tubi, piccole persone ornate di cinture che contenevano attrezzi luminosi, che erano arnesi di un qualche tipo. Poi entr un gigante portando una scatola grande e pesante. La tenne l per alcuni momenti mentre gli ometti bloccavano la scatola contro il retro del muro. Poi il muro si richiuse e gli ometti scomparvero assieme al gigante. Ora c'era silenzio, salvo che per un rumore secco continuo e il fruscio del nastro che si muoveva ininterrottamente da un orifizio della macchina a un

ricettacolo speciale. Sullo schermo era adesso inquadrata una cosa davvero assai strana. Dapprima credetti di vedere una roccia sbozzata grossolanamente in una forma umana, poi, con mio grande orrore, vidi che la Cosa si muoveva. La forma di un braccio primitivo si alz e io vidi che reggeva un grande foglio di qualche materiale sconosciuto su cui era incisa una qualche forma di scrittura. Ma non si pu dire 'scrittura' e basta; era cos ovviamente diversa da tutto ci che nel nostro mondo che si dovrebbe inventare una qualche forma di linguaggio per poterla descrivere. Allontanai lo sguardo: tutto ci era cos al di sopra della mia comprensione da non suscitare pi alcun interesse in me. Provavo soltanto orrore nel considerare quella parodia dell'umanit. Ma il mio sguardo meravigliato s'interruppe bruscamente. Ecco che apparvero degli Spiriti, Spiriti alati! Ne rimasi cos affascinato che quasi andai a battere contro lo schermo nel tentativo di avvicinarmi per vederne di pi. Era il quadro di un giardino meraviglioso in cui giocavano creature alate. Di forma umana, sia maschi che femmine eseguivano una sorta d'intricata danza aerea nel cielo dorato sopra il loro giardino. La Voce irruppe nei miei pensieri. 'Ah! Dunque sei affascinato, eh? Questi sono (un nome indecifrabile) e sono capaci di volare soltanto perch vivono in un mondo dove la forza di gravit assai debole. Non possono lasciare il loro pianeta perch troppo fragili. Tuttavia posseggono un'intelligenza potente e insuperabile. Ma guarda ora in altri schermi. Presto vedrai di pi della storia del tuo mondo'. Davanti a me vidi la scena cambiare. Sospettai che il cambiamento fosse deliberato in modo che potessi vedere ci che si desiderava che vedessi. Prima ci fu il viola profondo dello spazio, poi un mondo interamente azzurro si mosse da un margine fino ad occupare il centro delle schermo. L'immagine divenne sempre pi larga fino a riempire completamente la visione, sempre pi larga e di nuovo ebbi l'orrenda impressione di cadere a testa in gi fuori nello spazio. Esperienza veramente angosciante. Sotto di me balzavano e rotolavano onde azzurre. Il mondo gir. Acqua, acqua, ovunque acqua. Ma una macchiolina si proiett sopra le onde eterne. Su tutto il mondo si elevava un altipiano della grandezza della Valle di Lhasa, su cui erano disseminati strani edifici. Figure umane si muovevano pesantemente sulla riva con i piedi nell'acqua. Altre figure sedevano su rocce l vicino. Era tutto misterioso e niente aveva alcun senso per me. 'Il nostro vivaio', disse la Voce, 'dove coltiviamo il seme di una nuova razza'." 7-117 "Mi lasciai per un po' trasportare, come i pensieri di un uomo pigro, senza direzione, senza scopo. Vacillando mi spostavo da schermo a schermo a seconda di quello che mi suggeriva la fantasia. Poi la Voce s'introdusse in me dicendo: 'Ti dobbiamo dire altro ancora'. Mentre la Voce parlava mi accorsi di essere stato girato e diretto verso gli schermi che avevo studiato all'inizio. Ora erano di nuovo attivi. Su uno schermo era inquadrato l'universo contenente quello che ora conosciamo come il Sistema Solare. La Voce riprese: 'Per secoli si avuta estrema cura nel caso ci fosse stato qualche rischio di radiazioni proveniente dal nuovo Sistema ora in formazione. Passarono milioni di anni, ma nella vita dell'universo un milione di anni non che alcuni minuti nella durata della vita di un umano. Infine salp un'altra spedizione da qui, il centro del nostro impero; spedizione equipaggiata con i pi moderni apparati con cui determinare la pianificazione di nuovi mondi che dovremmo seminare'. La Voce cess, e io ripresi a guardare negli schermi. Le stelle brillavano fredde e remote nelle incredibili distanze dello spazio. Dure e fragili, brillavano con pi colori dell'arcobaleno. L'immagine si ingrand sempre pi, finch apparve un mondo che sembrava proprio una palla di nuvole. Nuvole vorticose si spostavano da un estremo all'altro con la luce pi impressionante. 'Non possibile', disse la Voce, 'fare una VERA analisi di un mondo lontano mediante sonde a distanza. Una volta noi credevamo altrimenti, ma l'esperienza ci ha mostrato il nostro errore. Ora, per milioni di anni, abbiamo mandato spedizioni. Guarda!'. L'universo venne spazzato via cos come si pu tirare una tenda da una parte. Vidi di nuovo un piano estendersi in quello che sembrava l'infinito. Le costruzioni erano diverse, ora erano lunghe e basse. Anche la grande nave che stava l pronta, era diversa. Quella nave sembrava composta di due piatti: il piatto inferiore era posto nel modo corretto e usuale, mentre quello superiore

posava sopra quello inferiore ma rovesciato. Brillava luminosa come la luna piena, e la sua circonferenza era disseminata di buchi rotondi coperti da vetri. Sul piano superiore posava una stanza trasparente a forma di cupola assai vasta. La gigantesca circonferenza della nave rendeva relativamente piccolissimi i pesanti macchinari che la sostenevano alla base. L nei pressi indugiavano in gruppi uomini e donne, tutti vestiti con strane uniformi, tutti con una quantit di scatole posate ai loro piedi sul terreno. Il discorso sembrava essere allegro, l'umore buono. Individui abbigliati con maggiori ornamenti camminavano impettiti e inaccessibili avanti e indietro, come se stessero deliberando il destino di un mondo, cosa che forse stavano facendo. Un improvviso segnale li fece subito piegare, prendere i loro pacchetti e affrettarsi a piccoli passi sulla nave in attesa. Porte metalliche simili all'iride di un occhio si chiusero salde dietro di loro. Lentamente quell'immensa macchina di metallo si sollev in aria di qualche centinaio di metri. Oscill per un istante - e poi svan del tutto senza lasciare nessuna traccia a segnalare che fosse mai esistita. La Voce disse: 'Viaggia a una velocit impensabile, maggiore della velocit della luce, un mondo autosufficiente, e quando qualcuno si trova su queste navi DEL TUTTO insensibile a qualunque influenza esterna. Non vi alcuna sensazione di velocit, nessuna sensazione di caduta, neanche nelle virate pi brusche. 'Lo Spazio', continu la Voce, NON Vuoto come voi abitanti della terra credete. Lo Spazio un'area di densit ridotta. C' un'atmosfera di molecole di idrogeno. Le molecole separate possono essere distanti anche centinaia di chilometri, ma alla velocit generata dalle nostre navi quell'atmosfera sembra densa quasi come il mare. Si possono sentire le molecole che strusciano contro i lati della nave e dobbiamo prendere misure speciali per ovviare al problema del riscaldamento causato dall'attrito molecolare. Ma guarda. Su uno schermo adiacente, la nave a forma di disco stava correndo all'impazzata, lasciando una scia di luce azzurrina dietro di s. La velocit era cos grande che man mano che il quadro si spostava per tenere inquadrata la nave, le stelle sembravano strisce continue di luce. La Voce mormor: 'Tralasceremo le superflue sequenze del viaggio per mantenerci sui punti che interessano veramente. Guarda l'altro schermo'. Cos feci, e vidi la nave che ora viaggiava molto pi lentamente, e che ruotava intorno al sole, al NOSTRO sole. Ma un sole molto molto differente da quello che ora. Era pi grande, pi luminoso e lunghe lingue di fuoco scaturivano dalla sua circonferenza. La nave ruot intorno prima a un mondo, e poi a un altro. Alla fine si avvicin a un mondo che in qualche modo sapevo essere la Terra. Completamente avvolta da nubi essa girava sotto la nave, che dopo diverse orbite diminu ancor pi la sua velocit. Il quadro cambi e mi fu mostrato l'interno. Un piccolo gruppo di uomini e donne stavano camminando in un lungo corridoio di metallo, alla cui estremit sbucarono in un ambiente cintato che conteneva piccole copie della nave pi grande. Uomini e donne salirono su una rampa ed entrarono in una di queste navi pi piccole. Tutte le altre persone lasciarono quella zona. Dietro un muro trasparente un uomo guardava, le mani sopra strani bottoni e lampi di luce di fronte a lui. Si diffuse una luce verde, e l'uomo pigi pi bottoni contemporaneamente. Una sezione del pavimento si ritir e si apr come si apre l'iride di un occhio. La piccola nave cadde attraverso l'apertura ed entr nello spazio. Si allontan lentamente come scivolando, finch la perdemmo di vista nelle nuvole che circondavano la Terra. Poi il quadro davanti a me mut di nuovo e potei vedere come se fossi stato a bordo del naviglio stesso. Qui le nuvole turbinavano e ondeggiavano, simili dapprima a barriere impenetrabili, che si andavano via via sciogliendo appena venivano in contatto con la nave spaziale. Gi gi attraversammo chilometri di nuvole finch fummo finalmente assorbiti da una giornata triste e cupa. Un mare grigio si gonfiava e agitava e in lontananza sembrava fondersi con le nuvole grigie, nuvole su cui erano riflesse rosse luci abbaglianti provenienti da qualche fonte sconosciuta. La nave spaziale si alz e si pose orizzontalmente fra le nuvole e il mare, sorvolando chilometri e chilometri infiniti di mare agitato. Sulla linea dell'orizzonte apparve una massa scura interrotta da lingue intermittenti di fiamma. La nave avanz. Proprio sotto di noi si vide confusamente una grande quantit di terra montuosa. Enormi vulcani ergevano le loro brutte

teste in alto verso le nuvole, e da questi scaturivano tremende fiamme, e lava fusa colava gi per i fianchi delle montagne per tuffarsi nel mare con un rimbombo sibilante. Anche se da lontano appariva grigia, da vicino risultava di colore rosso opaco. La nave continu a viaggiare e circumnavig il mondo per un gran numero di volte. Non c'era che un'immensa quantit di terra circondata dal mare agitato che, pi da vicino, sembrava emettere vapori. Alla fine la nave si alz, entr nello spazio e torn alla nave madre. Lo schermo divenne bianco quando la nave part a gran velocit per tornare al mondo dell'Impero. La Voce, che ora mi ero abituato a sentir parlare nel mio cervello, comment: 'NO! Non sto parlando semplicemente a TE, mi sto rivolgendo anche a coloro che partecipano a questa esperienza. Dal momento che tu sei tanto ricettivo, sei consapevole di tutti i miei commenti che noi definiamo segnali acustici. Ma fai attenzione. Questo si applica anche a te. 'La Seconda Spedizione torn a...' (ci fu un nome, ma non riesco proprio a pronunciarlo, cos lo chiamer 'il nostro impero'). 'Gli scienziati studiarono i rapporti presentati dall'equipaggio. Furono fatte valutazioni circa il probabile numero di secoli necessari prima che quel mondo fosse sufficientemente assestato cos da poter essere popolato di creature viventi. Biologi e genetisti lavorarono insieme per formulare piani circa la formazione del miglior tipo di creature. Quando si tratta di popolare un nuovo mondo, e quando questo mondo un prodotto di una Nova, prima di tutto c' bisogno di animali pesanti e di fitto fogliame. Tutto il suolo formato da rocce friabili, con cenere di lava e elementi residui. Tale suolo sosterr soltanto piante che necessitino di nutrimento grossolano. Poi quelle piante tramontano e gli animali muoiono estinguendosi anch'essi e mescolandosi alla roccia. Nel corso di millenni il suolo formato. Come il suolo si trasforma sempre pi rispetto alla roccia originaria, possono crescere tipi di piante pi complessi. Col passare del tempo, su ciascun pianeta, il suolo veramente composto delle cellule di animali e piante estinti ed escrementi dei primi durante eoni passati'. Ebbi l'impressione che il Proprietario della Voce facesse una pausa per osservare il suo pubblico. Poi continu: 'L'atmosfera di un nuovo pianeta non assolutamente respirabile dagli umani. Le esalazioni delle eruzioni vulcaniche contengono zolfo e molti altri gas nocivi e letali. Una vegetazione idonea potr superare questo inconveniente mediante l'assorbimento di tossine e la produzione di minerali non nocivi per il suolo. La vegetazione assorbir i fumi velenosi e li trasformer in ossigeno e azoto necessario agli umanoidi. Cos gli scienziati di molti rami lavorarono insieme per secoli per preparare la razza base. I primi esemplari di questa razza furono posti poi su un mondo vicino di condizioni simili cos che potessero maturare, e in modo che noi potessimo assicurarci che fossero interamente soddisfatti. Se necessario potevano anche essere modificati. Cos, per intere ere il nuovo sistema planetario fu lasciato al corso della propria evoluzione, mentre vento e onde corrodevano gli acuti pinnacoli di roccia. Per milioni di anni le tempeste batterono contro quella terra rocciosa, e dagli alti picchi la roccia si frantum, enormi massi caddero e rotolarono sbriciolandosi sotto l'impeto delle tempeste, e rendendo il terreno sempre pi friabile. Le onde gigantesche battevano con furia contro le coste spezzando contrafforti, facendoli urtare insieme e riducendoli a particelle sempre pi piccole. La lava che, bianca per l'elevata temperatura, scorreva dentro le acque, fumava e spumeggiava e si frantumava in milioni di particelle destinate a divenire la sabbia del mare. Le onde riportavano indietro, con il loro moto, la sabbia sulla costa, e questa continua erosione consum le montagne, la cui altezza risult notevolmente diminuita. Passarono infiniti secoli di tempo terreno. Il sole ardente cominci a brillare con minore intensit. Le lingue fiammeggianti non venivano pi lanciate per distruggere e incenerire corpi vicini. Ora il sole splendeva e bruciava del tutto regolarmente, e anche i mondi vicini si raffreddarono. Le loro orbite si stabilizzarono. Ogni tanto piccole quantit di roccia venivano in collisione con altre masse e il tutto precipitava nel sole, causando un aumento temporaneo della sua intensit di fuoco. Ma il Sistema si andava stabilizzando. Il mondo chiamato Terra era ormai quasi pronto a ricevere la sua prima vita. Alla base spaziale dell'Impero veniva preparata una grande nave per viaggiare sulla Terra e i

membri di quella che sarebbe stata la Terza Spedizione venivano addestrati in ogni questione relativa al loro prossimo compito. Furono selezionati uomini e donne in base alla loro compatibilit e all'assenza di nevrosi. Ciascuna nave spaziale un mondo autosufficiente in cui l'aria fornita dalle piante e l'acqua ottenuta da un'eccedenza di aria e di idrogeno - la cosa pi economica di tutto l'universo. Furono caricati strumenti, provviste generali, e la nuova razza fu ibernata con cura pronta a essere rianimata al momento opportuno. Dopo molto tempo, dato che non c'era fretta, la Terza Spedizione fu pronta. Guardai la nave scivolare attraverso l'universo principale, attraversarne un altro ancora ed entrare in quello che conteneva, nel margine estremo, la nuova Terra. C'erano molti mondi che ruotavano intorno al sole splendente; questi furono ignorati e tutta l'attenzione fu dedicata a un solo pianeta. La grande nave deceler e si stabilizz in un'orbita stazionaria relativamente a un punto sulla Terra. A bordo della nave fu approntato un piccolo velivolo in cui entrarono sei uomini e sei donne, e di nuovo apparve un'apertura nel pavimento della nave madre attraverso cui il velivolo di scorta si lasci cadere. Di nuovo potei vedere sullo schermo quando esso penetrava le nuvole pesanti ed emergeva qualche chilometro sopra l'acqua. Muovendosi in senso orizzontale, giunse rapidamente nella zona in cui la roccia si proiettava sull'acqua. Le eruzioni vulcaniche, sebbene assai violente, erano tuttavia meno intense che in precedenza. La pioggia di detriti di roccia era meno abbondante. Lentamente, molto lentamente la piccola nave spaziale si abbass sempre di pi. Occhi attenti scrutarono la superficie per trovare il luogo pi adatto per atterrare, e infine, stabilito il posto, fu effettuato l'atterraggio. Qui, posando sulla dura superficie, l'equipaggio fece quelle che sembrarono le prove consuete. Soddisfatti, quattro membri dell'equipaggio indossarono strani indumenti che li ricoprivano dal collo ai piedi. Sulla testa ciascuna persona pose un globo rotondo e trasparente collegato in qualche modo con il resto della tuta gi indossata. Ciascuno prese una scatola ed entr in una piccola stanza la cui porta fu chiusa e serrata con attenzione dietro di loro. Una luce rossa opposta a un'altra porta si accese. La lancetta nera di un quadrante circolare prese a muoversi, e quando giunse a fermarsi su una 'O' la luce rossa divenne verde e la porta esterna si apr. Una strana scala a pioli, quasi dotata di vita, risuon sul pavimento e si abbass sul terreno calando per alcuni metri. Un uomo discese con attenzione la scala a pioli e fece alcuni passi in giro appena giunto sulla superficie. Estrasse dalla scatola un lungo bastone che ficc nel terreno. Piegandosi esamin minutamente i segni sulla superficie di quel bastone e rialzandosi - fece cenno agli altri di raggiungerlo. La piccola compagnia si mosse in giro apparentemente a caso, facendo cose per me prive di significato. Se non avessi saputo che erano adulti intelligenti, avrei interpretato quelle stramberie come giochi di bambini. Alcuni raccolsero piccoli sassi e li misero in un sacco. Altri colpivano il terreno con martelli, o vi infilavano quelli che sembravano bastoni di metallo. Un'altra persona ancora, una donna come osservai, se ne andava sventolando piccole strisce di vetro appiccicoso e poi le introduceva rapidamente in bottiglie. Tutte queste cose erano del tutto incomprensibili per me. Alla fine ritornarono alla loro nave ed entrarono nel primo compartimento. Rimasero l fermi come bestiame in un mercato mentre su tutta la superficie di ciascuno di loro si potevano vedere brillare e guizzare luci dai forti colori. Infine si accese una luce verde, mentre le altre svanirono; le persone si tolsero quegli indumenti protettivi ed entrarono nel corpo principale. Presto ci fu un gran daffare. La donna con le strisce di vetro appiccicoso corse a mettere ciascuna di esse in un dispositivo metallico. Avvicinando il viso in modo da guardare attraverso due tubi, gir dei bottoni facendo intanto dei commenti con gli altri. L'uomo con i piccoli sassi li rovesci in una macchina che emise un gran sibilo e rigett subito i sassi ora ridotti in polvere sottile. Furono compiuti molti test, e furono tenute molte conversazioni all'interno della grande nave madre. Apparvero altre di queste navi, mentre la prima gir e torn nella nave pi grande. Quelle rimaste circondarono tutto il mondo e lanciarono oggetti che caddero sulla terra e altri oggetti di diverso tipo che caddero nel mare. Soddisfatte del loro lavoro, tutte le piccole navi si affiancarono fino a formare una linea, dopo di che si

sollevarono e lasciarono l'atmosfera della Terra. Una dopo l'altra tutte le navi rientrarono nella nave madre, e quando fu rientrata anche l'ultima la grande nave spaziale si stacc dall'orbita a gran velocit e prese a viaggiare negli altri mondi di quel sistema. Fu in questo modo che trascorsero innumerevoli anni del tempo della Terra. Nel tempo corrispondente a poche settimane del viaggio di una nave attraverso lo spazio, molti secoli passarono sulla Terra. I due tempi sono differenti in una maniera che difficile comprendere, ma cos. Molti secoli passarono, e sulla Terra e sotto le acque fior una vegetazione selvatica e robusta. Grandi felci si alzavano verso il cielo con foglie immense e dense capaci di assorbire i gas velenosi e di restituire ossigeno di giorno e azoto di notte. Alla fine un'Arca dello Spazio discese attraverso le nuvole e atterr su una spiaggia di sabbia. Furono aperti grandi boccaporti e dalla nave lunga chilometri uscirono pesanti creature da incubo, talmente massicce che la Terra trem al loro passo. Orrende creature volavano rumorosamente nell'aria battendo le loro pesanti ali di cuoio. La grande Arca - la prima di molte che sarebbero venute nel volgere dei tempi - si sollev nell'aria e scivol via delicatamente sopra i mari. In alcune zone predeterminate l'Arca rimase sulla superficie dell'acqua lasciando cadere strane creature nelle profondit degli oceani. L'immensa nave si alz infine e svan nei recessi pi remoti dello spazio. Sulla Terra creature incredibili vivevano e combattevano, nascevano e morivano. L'atmosfera cambi. La vegetazione e le creature cambiarono seguendo il corso dell'evoluzione. Passarono eoni, e dall'Osservatorio dei Saggi, a distanza di universi, veniva sorvegliata la nuova Terra. La Terra stava oscillando sulla sua orbita; si stava sviluppando un pericoloso grado di eccentricit. Dal cuore dell'Impero giunse una nave speciale. Gli scienziati decisero che una sola grande massa di terra non fosse sufficiente per prevenire il sollevarsi dei mari e il conseguente squilibrio del mondo. Dalla grande nave che si librava molti chilometri sulla superficie fu lanciato un sottile raggio di luce. Il continente della Terra ad esso esposto si frantum e si spezz in masse pi piccole. Ci furono violenti terremoti e, quando il tempo fu maturo, le masse di terra si ritirarono formando una sorta di bastioni contro cui la forza del mare, ora diviso in MARI, batteva invano. La Terra si fiss in un'orbita stabile. Trascorsero milioni di anni, milioni di anni di tempo TERRENO. Di nuovo si mosse una spedizione dall'Impero. Questa volta port i primi umanoidi sul mondo, strane creature viola: le donne con otto mammelle, e uomini e donne con la testa collocata direttamente sulle spalle, senza collo, cos che per guardare di lato dovevano ruotare tutto il corpo. Le gambe erano corte e le braccia lunghe, che arrivavano sotto le ginocchia. Non conoscevano n fuoco n armi e tuttavia erano sempre in litigi. Vivevano in caverne e sotto i rami di alberi possenti. Per cibo avevano bacche, erbe e insetti che brulicavano sulla terra. Ma coloro che controllavano la situazione non erano soddisfatti, perch queste erano creature prive d'intelligenza, incapaci di provvedere a se stesse e di mostrare alcun segno di evoluzione. Intanto le navi di quell'Impero pattugliavano sempre l'universo che conteneva il sistema solare. Anche altri mondi si stavano sviluppando, e quello di un altro pianeta stava procedendo assai pi rapidamente della Terra. Fu staccata una nave di guardia e mandata sulla Terra. Qui furono catturati alcuni nativi viola ed esaminati, e fu deciso che l'intera razza doveva essere sterminata proprio come un giardiniere estirpa le erbacce. Si produsse una pestilenza che uccise tutti gli umanoidi. La Voce irruppe dicendo: 'In anni futuri la gente della tua stessa Terra user una pestilenza che uccider con agonia i conigli: NOI lo facciamo senza dolore'. Dai cieli giunse un'altra Arca che port differenti animali e umanoidi assai diversi. Questi furono distribuiti per tutte le terre, e fu scelto un altro tipo e anche un altro colore, forse per soddisfare le condizioni di quell'area. La Terra continuava a estendersi senza ordine, quanto a fauna e flora. I vulcani eruttavano fiamme e fumo, e la lava fusa colava lungo i lati della montagna. I mari si stavano raffreddando e la vita in essi andava mutando per soddisfare le condizioni alterate. Ai due poli le acque erano fredde e il primo ghiaccio si stava formando sulla Terra. Passarono le Ere. L'atmosfera della Terra cambi. La crescita di piante simili a felci giganti dette luogo alla formazione di veri e propri alberi. Le forme di vita divennero stabili, e fior una grande civilt. I Giardinieri della Terra

volavano intorno al mondo per visitare una citt dopo l'altra. Ma alcuni di essi divennero troppo familiari con i loro protetti umani, e con le donne. Un prete malvagio della razza umana persuase una bella donna a sedurre uno dei Giardinieri e a indurlo a tradire i segreti proibiti. La donna fu presto in possesso di certe armi prima sconosciute dall'uomo. Nel giro di poche ore queste erano nelle mani del prete. Alcuni fraudolenti membri della casta sacerdotale costruirono armi atomiche, usando come modello quella rubata. Fu ordita una congiura mentre alcuni Giardinieri erano invitati a un tempio per alcune celebrazioni e preghiere di ringraziamento. Qui, sul suolo sacro, i Giardinieri furono avvelenati, e la loro attrezzatura rubata. Anche gli altri Giardinieri furono assaliti. Nella battaglia la pila atomica di un'astronave che era atterrata nei pressi fu fatta esplodere da un prete. Il mondo intero fu scosso. Il grande continente di Atlantide s'inabiss sotto le onde. In terre assai lontane tornadi squarciarono le montagne e spazzarono via gli umani. Grandi onde invasero le terre dai mari, e il mondo rimase quasi privo di vita umana, salvo per pochi che riuscirono a ripararsi pieni di terrore in caverne nascoste. Per anni la Terra fu scossa e trem sotto gli effetti della conflagrazione atomica. Per anni Nessun Giardiniere venne a ispezionare il mondo. Le radiazioni furono forti, e ci che rimaneva della razza umana impaurita procre prole diversa. La vita delle piante fu intaccata, e l'atmosfera si deterior. Il sole fu oscurato da rosse nuvole basse. Alla fine i Saggi decretarono che un'altra spedizione avrebbe viaggiato verso la Terra e portato una nuova razza al loro 'giardino' dissacrato. La grande Arca piena di umani, animali e piante salp le immense distanze dello spazio." 7-129 "L'Arca apparve nello schermo davanti a me, enorme e ingombrante, un vascello che avrebbe inghiottito il Potala e l'intera citt di Lhasa, compresi i Monasteri di Sera e di Drepung. Era cos immensa che gli umani che ne uscivano a frotte sembravano piccoli come formiche che lavorano nella sabbia. Venivano sbarcati grandi animali e una folla di nuovi umani. Tutti apparivano intontiti e inebetiti, presumibilmente ridotti in quello stato perch non facessero resistenza. Uomini con strane cose sulle spalle volavano come uccelli, riunendo animali e uomini e pungolandoti con bastoni di metallo. La nave vol intorno al mondo atterrando in molti punti per lasciare animali di diverso tipo. Alcuni umani erano bianchi, altri erano neri e altri ancora gialli; umani bassi e umani alti; umani con capelli neri e altri i cui capelli erano bianchi. Animali con strisce, animali con lunghi colli, altri senza collo: non avevo mai saputo che potesse esistere una tale gamma di colori, misure e tipi differenti di creature viventi. Alcune delle creature erano cos straordinariamente immense che per un certo tempo non riuscivo a comprendere come potessero muoversi, e tuttavia nel mare apparivano agili come i pesci dei nostri laghi. Attraverso l'aria volavano continuamente piccole navi con a bordo persone col compito di controllare i nuovi abitanti della Terra. Durante le loro incursioni disperdevano grandi mandrie assicurandosi che animali e umani fossero diffusi su tutto il globo. I secoli passarono e l'Uomo non era ancora in grado di accendere un fuoco n di ricavare dalle pietre strumenti grossolani. I Saggi tennero delle conferenze e decisero che la 'razza' doveva essere migliorata mediante l'introduzione di alcuni umanoidi pi intelligenti che sapevano come accendere fuochi e lavorare la selce. Cos trascorsero altri secoli in cui i Giardinieri della Terra introdussero nuovi campioni virili per migliorare la razza umana. Gradatamente l'umanit progred passando dallo stadio della selce scheggiata a quello del fuoco. A poco a poco furono costruite case e formate citt. I Giardinieri si muovevano sempre fra le creature umane che li ritenevano dei sulla Terra. La Voce irruppe dicendo: 'Non ci sarebbe alcuno scopo utile nel seguire semplicemente le infinite peripezie che assillarono questa nuova colonia della Terra. Ti racconter le caratteristiche salienti per il bene della tua istruzione. Mentre parlo avremo davanti a noi dei quadri che scandiscono convenientemente il tempo, cos che tu possa anche vedere ogni punto interessante. L'Impero era grande, ma giunse da un altro universo un popolo violento che tent di strapparci i nostri possessi. Queste persone erano umanoidi e avevano sulla testa escrescenza cornee, che si ergevano a livello delle tempie. Inoltre avevano anche una coda. Erano di natura smisuratamente guerriera, la

lotta era il loro sport e il loro lavoro. Si riversarono con nere navi in questo universo rendendo deserti mondi che avevamo solo recentemente seminato. Nello spazio ebbero luogo battaglie da cataclisma. Mondi rimasero privi di vita, altri in seguito a eruzioni esplosero riducendosi in fumo e fiamme, e i loro detriti si muovono disordinatamente nello spazio come ancor oggi la Cintura degli Asteroidi. Mondi precedentemente fertili ebbero distrutta la loro atmosfera e con essa tutto ci che viveva l. Un mondo colp un altro mondo e lo gett contro la Terra; questa fu a sua volta scossa e spinta in un'altra orbita che rese il giorno della Terra pi lungo. Durante la collisione scariche elettriche giganti scoccarono dai due mondi. I cieli presero fuoco di nuovo, e molti degli umani della Terra perirono. Enormi inondazioni spazzarono la superficie del mondo e i pietosi Giardinieri si preoccuparono di andare con le loro Arche a recuperare a bordo umani e animali, in modo che fossero posti in salvo e trasportati in altre zone sicure. 'In anni futuri', disse la Voce, 'questo avrebbe dato origine a leggende inesatte in tutte le parti della Terra. Ma nello spazio la battaglia era vinta. Le forze dell'Impero sconfissero i malvagi invasori e ne catturarono molti. Il Principe degli Invasori, Satana, si salv la vita dicendo che aveva molto da insegnare ai popoli dell'Impero, e che in tutti i tempi avrebbe lavorato per il bene degli altri. Cos fu risparmiata la vita a lui e ad alcuni dei suoi seguaci. Dopo un periodo di cattivit si mostr ansioso di cooperare per la ricostruzione del sistema solare che aveva profanato. Gli ammiragli e i generali dell'Impero, essendo uomini di buona volont, non potevano immaginare inganno e tradimento in altri. Accettarono dunque l'offerta e stabilirono i compiti del Principe Satana e dei suoi ufficiali sotto la supervisione di uomini dell'Impero. Sulla Terra i nativi erano impazziti per le esperienze subite ed erano stati decimati dalle inondazioni e dalle fiamme scaturite dalle nuvole. Altri ceppi furono portati da pianeti lontani dove erano rimasti ancora esseri umani. Ora le terre erano differenti, e cos i mari; a causa del cambiamento totale dell'orbita anche il clima era mutato. Ora c'era una fascia equatoriale calda e spesse formazioni di ghiaccio sulle aree polari. Grandi iceberg si staccarono dalla massa principale prendendo a galleggiare nei mari, animali enormi morirono per il freddo improvviso, e foreste scomparvero quando le loro condizioni vitali cambiarono cos drasticamente. Intanto le condizioni si andarono lentamente stabilizzando e ancora una volta l'Uomo cominci a costruire una forma di civilt. Ma l'Uomo ora era eccessivamente bellicoso e perseguitava tutti coloro che erano pi deboli, e i Giardinieri introducevano regolarmente nuovi elementi capaci di migliorare la razza di base. L'evoluzione dell'Uomo progred, e si svilupp lentamente un tipo migliore di creatura. Ma i Giardinieri non erano soddisfatti, e fu deciso che pi Giardinieri vivessero sulla Terra, Giardinieri con le loro famiglie. Risult vantaggioso che questi usassero cime di montagne e luoghi elevati come basi. Un uomo e una donna discesero su una terra orientale con la loro nave spaziale e fecero la loro base sul picco di una bella montagna. Izanagi e Izanami divennero cos i protettori della razza giapponese e 'la Voce risuon triste e irata nel medesimo tempo 'ancora una volta furono intrecciate false leggende; poich questi due, lzanagi e Izanami apparvero in direzione del sole, i nativi credettero che fossero dei e dee del sole venuti a vivere insieme a loro'. Sullo schermo avanti a me vidi il sole rosso come il sangue brillare e splendere nel cielo, e da quella direzione discendere una nave luminosa colorata di rosso dal riflesso dei raggi del sole che tramontava. La nave discese ancora, si abbass e poi fece alcuni giri pigramente. Infine, quando i raggi. rossi del sole al tramonto furono riflessi sulla cima della montagna ricoperta di neve, la nave discese su un alto pendio a lato della montagna. Gli ultimi raggi della luce del sole illuminarono l'uomo e la donna che discendevano dalla nave per guardare intorno a s e poi rientrare. I nativi dalla pelle gialla si prostrarono davanti alla nave, intimiditi dalla grandezza della visione, attesero in deferente silenzio e poi si allontanarono nella notte. Il quadro cambi e io vidi un'altra montagna in una terra lontana. Dove fosse, non so, ma dovevo presto esserne informato. Vennero dal cielo navi spaziali che fecero alcuni giri e poi scesero lentamente in formazione regolare finch anch'esse occuparono il pendio di una montagna. 'Gli Dei dell'Olimpo!', disse la Voce con un tono sarcastico. 'I cosiddetti Dei che

portarono cos tanto affanno e tribolazione a questo giovane mondo. Queste persone, col Principe Satana in mezzo a loro, vennero per stabilirsi sulla Terra, ma il centro dell'Impero era assai lontano. La noia e i suggerimenti di Satana condussero fuori strada questi giovani uomini e donne a cui era stata assegnata questa Terra per mettere a frutto la loro esperienza. Zeus, Apollo, Teseo, Afrodite, le figlie di Cadmo e molti altri formavano questi equipaggi. Il messaggero Mercurio (Hermes) viaggiava da nave a nave per tutto il mondo riferendo messaggi e scandali. Gli uomini vennero sommersi dal desiderio delle mogli degli altri, e le donne si misero a sedurre gli uomini che desideravano. Per tutti i cieli del mondo avvennero pazzi inseguimenti con velocissime navicelle, quando una donna inseguiva un uomo o un marito inseguiva la moglie fuggita con l'amante. E i nativi del mondo, privi di cultura, osservando le stramberie sessuali di coloro che consideravano dei, pensarono che QUELLO fosse il modo in cui ESSI stessi dovessero vivere. Cos inizi un'epoca di dissolutezza in cui furono calpestate tutte le leggi della decenza. Vari nativi scaltri, pi accorti della media, si dichiararono preti e pretesero di essere la Voce degli Dei. Gli Dei erano troppo occupati nelle loro orge anche solo per accorgersene. Ma queste orge portarono ad altri eccessi, portarono ad assassinii cos numerosi che alla fine queste notizie trapelarono nell'Impero. Ma i preti-nativi, coloro che pretendevano di essere i rappresentanti degli Dei, scrissero tutto quello che accadeva alterandolo, dicendo che i loro poteri potevano essere aumentati. Sempre stato cos nella storia del mondo, che alcuni nativi hanno scritto non quello che era accaduto, ma fatti capaci di accrescere il loro potere e prestigio. La maggior parte delle leggende non sono neanche un'approssimazione di ci che realmente ebbe luogo'. Fui spostato davanti a un altro schermo. Qui era un altro gruppo di Giardinieri, o 'Dei'. Horus, Osiride, Anoubis, Iside, e molti altri. Anche qui accadevano orge, anche qui un vecchio luogotenente del Principe Satana era al lavoro per cercare di sabotare tutti gli sforzi atti a recare il bene a questo piccolo mondo. Anche qui c'erano gli inevitabili preti che scrivevano le loro leggende infinite e false. Ve n'erano alcuni che si erano insinuati nella fiducia degli Dei e avevano ottenuto cos la conoscenza normalmente proibita ai nativi. Questi nativi formarono una societ segreta designata a sottrarre maggiore conoscenza proibita e a usurpare il potere dei Giardinieri. 'Avevamo molto daffare con certi nativi e dovemmo introdurre misure repressive. Alcuni dei preti nativi, avendo rubato attrezzature ai Giardinieri, non furono poi in grado di controllarle facendo esplodere flagelli sulla Terra. Un gran numero di persone morirono, e anche i raccolti ne risentirono. Ma alcuni dei Giardinieri, sotto il controllo del Principe Satana, stabilirono una Capitale del Peccato nelle citt di Sodoma e Gomorra, citt in cui ogni forma di vizio, perversione o depravazione era considerata una virt. Il Signore dell'Impero avvert solennemente Satana di desistere e di andarsene, ma egli se ne fece beffe. Alcuni dei migliori abitanti di Sodoma e Gomorra furono avvisati di andar via, e poi, a un tempo convenuto, una nave solitaria vol nell'aria e lasci cadere un piccolo pacchetto. Le citt si ridussero in fuoco e fumo. Grandi nuvole a forma di funghi salirono verso il cielo come durante un'apocalisse, e sulla terra non rimase niente se non devastazione, frantumi di pietre, rocce fuse e le incredibili rovine di abitazioni umane. Nella notte la zona risplendeva d'un bagliore sinistro e viola. Assai pochi sfuggirono all'olocausto. Seguendo questo avviso salutare, fu deciso di allontanare tutti i Giardinieri dalla faccia della Terra e di non avere pi contatti con i nativi ma di trattarli da lontano come puri esemplari. Le pattuglie continuarono a entrare nell'atmosfera, e il mondo con i suoi nativi continu a essere sotto controllo. Ma non ci fu pi alcun contatto ufficiale. Fu deciso invece di avere sulla Terra nativi educati in modo speciale e che potevano essere 'piantati' dove persone idonee potevano trovarli. L'uomo che pi tardi fu noto come Mos ne un esempio. Una nativa idonea fu allontanata dalla Terra e impregnata col seme dotato di caratteristiche particolari. Il nascituro fu guidato telepaticamente e gli fu data grande conoscenza - per un nativo. Fu condizionato telepaticamente a non rivelarla fino a un tempo convenuto. Al tempo dovuto il bambino venne alla luce e fu arricchito di ulteriore educazione e condizionamento. Pi tardi il bambino fu

posto in un contenitore adatto e, col favore dell'oscurit, fu depositato in modo sicuro in un letto di giunchi dove sarebbe presto stato trovato. Via via che crebbe fino alla maturit ebbe frequenti contatti con noi. Quando era necessario una piccola nave soleva venire su una montagna nascosta da nuvole naturali e da nuvole formate da noi stessi. Allora l'uomo Mos saliva la montagna e veniva a bordo, tornando poi con un Bastone di Comando, o con le Tavole dei Comandamenti compilate in modo particolare e preparate per lui. Ma questo non era ancora sufficiente. Dovemmo procedere in modo simile in altre regioni. In quella terra che ora conosciuta come India controllammo ed educammo in modo speciale il figlio maschio di un potentissimo Principe. Considerammo che il suo potere e il suo prestigio avrebbero indotto i nativi a seguirlo e ad aderire a una forma speciale di disciplina che avevamo formulato, atta ad elevare lo stato spirituale dei nativi. Gautama aveva le proprie idee, ovviamente, e noi, invece di trascurarle, gli permettemmo di produrre la sua forma di disciplina spirituale. Una volta ancora trovammo che i discepoli, o preti - generalmente per i loro vantaggi e guadagni distorcevano gli insegnamenti nei loro scritti. Cos sempre stato sulla Terra; una cricca di persone, preti sedicenti, sogliono stampare scritture rielaborate per accrescere i loro poteri e la loro ricchezza. Ci furono altri che fondarono nuove branche di religione, come Maometto, Confucio - i nomi sono troppi da menzionare. Ma ciascuno di questi uomini era sotto il nostro controllo, o era educato da noi con l'intenzione basilare di stabilire il vero credo e di far s che i capi di quella religione conducessero i loro seguaci verso uno stile di vita diretto al BENE. Il nostro intento fondamentale era che ciascun umano si comportasse con gli altri come lui stesso voleva che gli altri si comportassero con lui. Tentammo di stabilire uno stato di armonia universale quale esisteva nel nostro Impero, ma questa nuova umanit non era a un livello tale, sufficiente per mettere da parte il proprio S e lavorare per il bene degli altri. I Saggi erano molto insoddisfatti del progresso, e come risultato delle loro elucubrazioni fu proposto un nuovo schema. Uno dei Saggi aveva fatto notare che tutti quelli mandati sulla Terra fino ad allora erano stati posti nel livello socialmente ed economicamente pi elevato di famiglia. Come afferm correttamente, molte delle classi pi basse rifiutavano automaticamente le parole di una tale persona proveniente da una classe pi alta. Cos inizi la ricerca di una donna idonea a concepire un bambino. Una donna idonea proveniente da una famiglia idonea di una classe inferiore e in un paese dove sembrava esserci attesa per la fioritura di una nuova religione o dottrina. Ricercatori assidui si dedicarono a questo compito, e fu presentato un gran numero di possibilit. Tre uomini e tre donne furono depositati segretamente sulla Terra al fine di perseguire le loro ricerche per selezionare la famiglia pi adatta all'uopo. Il consenso generale favor una giovane donna senza figli e sposata a un uomo che praticava uno dei pi antichi mestieri della Terra, il mestiere del falegname. I Saggi ritennero che la maggioranza delle persone fossero di questa classe sociale, e quindi pi desiderose di seguire le parole di uno come loro. Cos la donna fu visitata da uno di noi ch'ella ritenne un angelo, e le fu annunciato che stava per ricevere un grande onore, che stava per concepire un figlio maschio destinato a fondare una nuova religione. Quando il tempo fu maturo la donna rimase incinta ma poi avvenne uno di quegli eventi cos comuni in quella parte del mondo: la donna e suo marito dovettero fuggire dalla loro casa per via della persecuzione di un re locale. Lentamente se n'andarono in una citt del Medio Oriente e l la donna trov che il tempo era giunto per lei. Non c'era alcun luogo dove andare eccetto la stalla di una locanda. L nacque il bambino. Avevamo seguito la loro fuga, pronti a qualsiasi evenienza. Tre membri dell'equipaggio della nave di controllo discesero sulla superficie della Terra recandosi alla stalla. Con loro sgomento appresero che la loro nave era stata vista e descritta come una Stella a Oriente. Il neonato divenne bambino, e attraverso il continuo addestramento speciale che riceveva telepaticamente, mostr grandi talenti. Da giovane soleva disputare con gli anziani e purtroppo provoc l'ostilit della casta sacerdotale locale. Nella prima maturit si allontan da quelli che conosceva per viaggiare in molte terre del Medio e del Lontano Oriente. Noi lo dirigemmo nel Tibet, ed egli attravers la catena di

montagne e soggiorn per un certo tempo nella Cattedrale di Lhasa, dove ancor oggi sono conservate le impronte delle sue mani. Qui ricevette consigli e assistenza per la formulazione di una religione adatta alle genti dell'Occidente. Durante la sua permanenza a Lhasa pass attraverso uno speciale trattamento per cui il corpo astrale dell'umano terrestre fu liberato e portato in un'altra esistenza. Al suo posto fu messo il corpo astrale di uno scelto da noi. Questi era una persona con un'esperienza assai grande a livello spirituale - l'esperienza pi grande che si possa ottenere sotto qualunque condizione terrena. Questo sistema di trasmigrazione viene usato frequentemente da noi quando si tratta di razze arretrate. Alla fine tutto fu pronto, ed egli intraprese il lungo viaggio di ritorno nella sua terra natale. Giunto l, si mise a cercare e a trovare con successo delle persone, alcune delle quali gi conosciute, capaci di assisterlo nella diffusione della nuova religione. Sfortunatamente il primo occupante del corpo aveva provocato l'ostilit dei preti. Ora essi si ricordarono di quel fatto e organizzarono con cura un incidente durante il quale l'uomo pot essere arrestato. Avendo poi controllo sul giudice che esaminava il caso, il risultato fu scontato. Considerammo possibile una liberazione, ma giungemmo alla conclusione che il risultato globale sarebbe stato negativo per la popolazione generale e per la nuova religione. La nuova forma di disciplina spirituale si diffuse ampiamente, ma una volta ancora ci furono quelli che la sovvertirono per i loro fini. Circa sessant'anni dopo che si fu affermata fu tenuto un grande concilio nella citt mediorientale di Costantinopoli, dove si radunarono molti preti. Molti di loro erano uomini pervertiti che avevano desideri sessuali depravati e che consideravano impura l'eterosessualit. Con il voto della maggioranza, i veri Insegnamenti furono alterati in modo che le donne furono fatte apparire impure. Essi inoltre insegnarono - in maniera del tutto erronea - che tutti i bambini nascessero nel peccato, e decisero di pubblicare un libro riguardo gli eventi di sessant'anni prima. Furono prezzolati scrittori incaricati di compilare libri sulla stessa linea, usando per quanto fosse possibile i racconti e le leggende che erano stati tramandati (con tutte le loro inesattezza) da persona a persona. Per molti anni varie commissioni stabilirono di stampare, cancellare e alterare i passaggi non graditi. Infine fu scritto un libro che NON insegnava il vero Credo, ma che era in effetti materiale atto ad accrescere il potere della casta sacerdotale. Attraverso i secoli seguenti i preti - che AVREBBERO DOVUTO seguire e aiutare lo sviluppo dell'Umanit - ostruirono invece attivamente tale sviluppo. Sono state propagate false leggende, sono stati distorti i fatti. Se le persone della Terra, e in particolare i preti malvagi, non cambiano i loro modi, noi, Popolo dell'Impero, saremo costretti a sostituire il loro mondo. Intanto, tranne che in casi eccezionali come questo, abbiamo ordine di non conversare con l'Uomo e di non fare nessuna proposta in nessun tipo di governo sulla Terra'. La Voce cess di parlare. Io fluttuavo come intorpidito davanti a quegli schermi che cambiavano continuamente, guardando le immagini che mostravano tutto quello che era successo in quei lontani giorni passati. Vidi, anche, molto del probabile futuro, perch il futuro pu essere predetto assai accuratamente per un mondo o anche per un paese. Vidi la mia cara terra invasa dagli odiati cinesi. Vidi l'ascesa - e la caduta - di un malvagio regime politico che sembrava chiamarsi comunismo, ma questo non signific niente per me. Alla fine mi sentii assolutamente esausto. Sentii che perfino il mio corpo astrale stava avvizzendo sotto la continua tensione subita. Gli schermi, fino ad allora sempre pieni di colori vivi, divennero grigi. La mia visione si oscur e io caddi in uno stato di incoscienza. Fui svegliato dal mio sonno, o dal mio stato d'incoscienza, da un terribile movimento traballante. Aprii gli occhi ma non AVEVO OCCHI! Sebbene non potessi ancora muovermi, ero in qualche modo consapevole di trovarmi di nuovo nel mio corpo fisico. Il dondolio era determinato dal tavolo che mi sosteneva mentre ero portato indietro lungo il corridoio della nave spaziale. Una voce priva di emozioni disse freddamente: 'E' sveglio'. Segu una sorta di grugnito di riconoscimento e poi ci fu un nuovo silenzio, eccetto per il rumore dei passi strascicati e del metallo sfregato, come se a volte il mio tavolo battesse contro un muro. Giacevo da solo in quella stanza di metallo. Gli uomini avevano posato il mio tavolo e poi se n'erano andati in

silenzio. Giacevo ponderando le cose straordinarie che mi erano accadute e sentendomi tuttavia ancora un poco offeso. Quella costante diatriba sui preti: io ero un prete, ed essi erano contenti di far uso dei servizi che offrivo mio malgrado. Mentre mi riposavo rimuginando udii il pannello di metallo scostarsi; un uomo entr richiudendo la porta dietro di s. 'Bene Monaco', esclam la voce del dottore, 'ti sei comportato bene e noi siamo molto fieri di te. Mentre giacevi senza coscienza abbiamo esaminato di nuovo il tuo cervello e i nostri strumenti ci dicono che tu hai tutta la conoscenza ben impressa nelle cellule del tuo cervello. Sei stato fonte di grandi insegnamenti per i nostri giovani. Presto sarai liberato. Ne sei felice?' 'Felice, Signor Dottore?', chiesi 'Di cosa dovrei rallegrarmi. Mi avete catturato, tagliato la parte superiore della testa, avete forzatamente fatto uscire lo spirito dal mio corpo, mi insultate come membro della casta sacerdotale e ora - dopo avermi usato. - state per scartarmi come un uomo si spoglia del suo corpo finito alla morte. Felice? E di cosa dovrei essere felice? Avete intenzione di restituirmi gli occhi? Avete intenzione di procurarmi da vivere? In che modo potr sopravvivere altrimenti?' quasi RINGHIAI alla fine! 'Uno dei problemi principali del mondo, Monaco', mormor il dottore, ' che la maggior parte delle vostre persone negativa. Nessuno oserebbe dire che TU sei negativo. Tu dici in modo positivo quello che vuoi dire. Se le persone pensassero sempre POSITIVAMENTE non ci sarebbero problemi nel mondo, perch la condizione negativa viene naturalmente alle persone qui, sebbene tale condizione richieda pi sforzi'. 'Ma Signor Dottore!' esclamai 'ho chiesto cosa avete intenzione di FARE per me. Come vivr? Cosa FARO'? Devo solo custodire questa conoscenza finch arrivi qualcuno che dica di essere l'uomo, e poi biascicare tutta la storia come una vecchia al mercato? E PERCHE' voi credete che io eseguir questi compiti assegnatimi, vista l'opinione che avete dei preti?' 'Monaco!', disse il dottore, 'ti metteremo in una comoda caverna, con un piacevole pavimento di pietra. Ci sar un piccolo rigagnolo d'acqua capace di sopperire ai tuoi bisogni in quel senso. Per quanto riguarda il cibo, il tuo stato sacerdotale sar una garanzia perch la gente ti PORTI il cibo. Di nuovo, ci sono preti e preti; i tuoi preti del Tibet sono fondamentalmente buoni e noi non abbiamo controversie 'Non hai osservato che abbiamo usato in precedenza i preti del Tibet? E tu chiedi di quello destinato a ricevere la tua conoscenza; ricorda questo: tu SAPRAI quando la persona verr. D a lui la tua conoscenza e a nessun altro'. Cos giacevo li, interamente nelle loro mani. Ma dopo molte ore il dottore entr di nuovo nella mia stanza dicendo: 'Ora ti sar restituito il movimento. Prima abbiamo una nuova tunica per te e anche una nuova ciotola'. Intorno a me si affaccendavano tante mani; strane cose furono estratte dal mio corpo. Mi fu tolto il lenzuolo e mi fu messa la nuova tunica... NUOVA, la prima tunica NUOVA che avessi mai avuto. Poi tornai in possesso della capacit di movimento. Un assistente mi mise un braccio intorno alle spalle aiutandomi a scendere dal tavolo. Per la prima volta dopo un numero sconosciuto di giorni stavo in piedi. Quella notte riposai pi contento, avvolto in una coperta, datami anche questa. E il mattino fui preso, come ti ho gi detto, e portato nella caverna dove ho vissuto in solitudine per pi di sessant'anni. Ma ora, prima di riposare per la notte, prendiamo un po' di t, perch il mio compito ormai alla fine".

POTERI PARANORMALI

7-62 Il giovane monaco sedeva in silenzio pensando agli eremiti solitari. Strani uomini che hanno una 'chiamata' e si ritirano da qualunque contatto col mondo dell'Uomo. Insieme a un monaco volontario, il 'solitario' viaggia per la montagna finch non trova un eremitaggio abbandonato. Qui entra in una parte pi interna priva di finestre. Il suo Guardiano volontario costruisce un muro in modo che l'eremita non possa pi lasciare la stanza. Nel muro rimane solo una piccola

apertura sufficientemente larga per lasciar passare una ciotola. Attraverso questa apertura, una volta ogni due giorni, viene passata una ciotola di acqua proveniente da una vicina sorgente di montagna, e soltanto una manciata di cereali. Non una sola fessura di luce destinata a entrare nella stanza dell'eremita finch egli viva. N egli pu parlare o ascoltare qualcuno che gli rivolga la parola. Qui, finch egli viva, destinato a rimanere in contemplazione, liberando il corpo astrale da quello fisico e viaggiando nei piani astrali. Nessuna malattia, nessun ripensamento possono liberarlo. Soltanto la morte pu farlo. Il guardiano abita fuori della stanza murata, assicurandosi sempre che nessun suono raggiunga l'eremita segregato. Se il Guardiano si ammala, se muore o cade dal dirupo, allora anche l'eremita deve morire, generalmente di sete. In quella piccolissima stanza, non riscaldata per quanto freddo sia l'inverno, l'eremita vive tutta la sua vita. Una ciotola di acqua fredda ogni due giorni, acqua fredda, mai scaldata, n t, solo la pi gelida acqua proveniente dalla sorgente che scorre direttamente dal pendio delle montagne coperte di ghiaccio. Niente cibo caldo. Una manciata di orzo ogni due giorni. All'inizio i morsi della fame sono terribili, mentre lo stomaco si contrae. I morsi della sete sono anche peggiori. Il corpo diventa disidratato, quasi friabile. I muscoli si consumano per la mancanza di cibo, di acqua e di movimento fisico. Le normali funzioni del corpo cessano quasi per la diminuita assunzione di acqua e di cibo. Ma l'eremita non deve mai lasciare la stanza, tutto quello che deve essere fatto, tutto quello che la Natura lo OBBLIGA a fare, va fatto in un angolo della stanza dove il tempo e il freddo lo ridurranno in polvere gelata. Presto la vista se ne va. All'inizio ci sono vani sforzi per vincere la perpetua oscurit. Nei primi stadi l'immaginazione sopperisce con strane 'luci', quasi autentiche 'scene' ben illuminate. Le pupille si dilatano e i muscoli dell'occhio si atrofizzano, cos che se una valanga distruggesse il soffitto, la luce del sole brucerebbe la vista dell'eremita non appena fosse colpito dalla luce. L'udito invece diventa acuto in maniera abnorme. Suoni immaginari sembrano fluttuare a tormentare l'eremita. E' come se dei frammenti di conversazione si originino nell'aria sottile e si interrompano non appena egli tenti di ascoltare. Anche l'equilibrio risulta compromesso: l'eremita si trova a vacillare da un lato, o davanti, o indietro. Presto percepisce con l'udito la vicinanza ai muri. Il minimo disturbo dell'aria provocato dall'alzare un braccio suona come una tempesta di vento. Molto presto l'eremita sente il battito del cuore come un potente motore vibrante. Poi viene il gorgoglio dei fluidi del corpo, l'esalazione di organi che rigettano le loro secrezioni e, via via che le capacit uditive diventano pi acute, il venir meno di tessuto muscolare in tessuto muscolare. La mente gioca strani tiri al corpo. Visioni erotiche tormentano le ghiandole. I muri della stanza nera sembrano affollarsi di persone; l'eremita ha la stranissima sensazione di venire schiacciato. Il respiro diventa difficile, faticoso, via via che l'aria si fa irrespirabile. Soltanto ogni due giorni la pietra viene rimossa da una piccola apertura del muro, cos da far entrare una ciotola d'acqua, una manciata di orzo e l'aria vitale. Poi viene chiusa di nuovo. Quando il corpo vinto e tutte le emozioni soggiogate, allora il veicolo astrale fluttua, libero come fumo che si levi da un fal. Il corpo materiale giace supino sul pavimento ricoperto di paglia e strame, e solo la Corda d'Argento collega i due corpi. Il corpo astrale passa attraverso i muri di pietra, pu vagabondare per i sentieri precipitosi e assaporare le gioie di essere libero dalle catene della carne. Si insinua nei monasteri dove monaci dotati di telepatia e chiaroveggenza possono conversare con lui. N il giorno o la notte, o il caldo o il freddo possono impedirlo, n le porte pi solide possono essere di ostacolo. I consigli segreti del mondo sono sempre aperti e non c' n vista n esperienza di cui il viaggiatore astrale non possa essere testimone.