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15/03/2013
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Il finanziamento ai partiti agita il Pd


Provocazione diLo Giudice: "In Senato ho chiesto l'avistenzaper il coniuge"
SILVIA BIGNAMI
IL SINDACO Virginio Merola frena sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Il primo cittadino, che all'indomani del voto prese le distanze dal segretario Pierluigi Bersani dichiarando che Renzi il rinnovamento, resta per pi prudente del rottamatore suirimb orsi elettorali. Ci sono problemi pi urgenti dice in mattinata uscendo dal suo ufficio a Palazzo d'Accursio ma penso che si debba rimettere mano al tema, magari facendo s che il finanziamento dei partiti sia su b ase volontaria. I cittadini che vogliono possono detrarre i loro versamenti dalle tasse, cos il referendum che sanc l'abolizione dei finanziamenti pubblici sarebbe rispettato. Di fatto, l'idea quella di finanziare la politica attraverso il 5 per mille. Le parole del sindaco arrivano mentre a Roma non si sblocca lo stallo sul governo, e mentre i parlamentari bolognesi fanno il loro ingresso in Parlamento. Tra loro anche Sergio Lo Giudice, expresidente diArcigay, che ieri come suo primo atto ha chiesto l'estensione dell'assicurazione sanitaria anche p eril marito, Michele Giarratano, sposato in Norvegia. Nozze non riconosciute dallo Stato italiano, per cui Lo Giudice dovr chiedere di pro nunciarsi alla presidenza del Senato: Non mancher di farlo ha detto ieri il senatore. Intanto sotto le Torri si discute ancora di taglio al finanziamento pubblico ai partiti. Ieri il segretario regionale Stefano Bonaccini ha aperto un dibattito su Facebook: Penso che possiamo permetterci il co-

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raggio di una svolta radicale, a patto difare una legge sui p artiti. E tengono ancora banco pure le parole dell'assessore Luca Rizzo Nervo, che in direzione marted sera ha chiesto ai dirigenti romani di farsi da parte dopo la sconfitta elettorale. Il capogruppo Pd in Regione Marco Monari accende il semaforo rosso sui "rottamatori" dell'ultima ora: Segnalo che lo stesso Renzi gi oltre la rottamazione, e si sta occupando molto intelligentemente di lavoro. sbagliato cominciare adesso il tiro incrociato su Pierluigi Bersani. Se il problema solo decidere su quale capo di turno riposizionarsi, non si cattura il punto dell'innovazione. Ma i nervi in casa Democratica restano tesissimi. Ieri, sempre da Facebook, il leader delle Acli Manuel Ottaviano, responsabile del progetto "Nuove povert" del Pd b olo gnese, ha chiesto le dimissioni della responsabile scuola nazionale Francesca Puglisi. Dichiara che senza i3500 euro di stipendio del partito non potrebbe fare politica, ma cosa dovrebbe dire allora chi non arriva a fine mese?. Ottaviano parla a titolo personale la bocciatura del segretario Pd Raffaele Donini - e cerchiamo di non smarrire il rispetto perle persone. Si difende la Puglisi: Io sono disponibile a ridurmi lo stipendio. Ho solo detto di poterlo fare solo entro un certo limite: ho tre figli, e una persona che li accudisce a 1.250 euro al mese. Non credo di dovermi vergognare.
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